Da http://www.asslimes.com/nel%20mondo/dossier%20iraq/retroscenairaq/primaparte.htm
http://www.asslimes.com/nel%20mondo/dossier%20iraq/retroscenairaq/secondaparte.htm
http://www.asslimes.com/nel%20mondo/dossier%20iraq/retroscenairaq/terzaparte.htm
Larry Chin
Pubblicato
da http://globalresearch.ca/articles/CHI211A.html
Centro di ricerche sulla globalizzazione
Rivista Online ottobre-novembre 2002.
Copyright Larry Chin 2002. For fair use only/ pour usage
équitable seulement
Traduzione dall'inglese per www.asslimes.com
a cura di Belgicus
Testo completo. Pubblicato originariamente come una serie in
cinque parti (24 ottobre - 22 novembre 2002)
I)
Dentro l’abisso "Lo
scopo dell’impegno degli USA, come esposto nella NSS è quello di
proteggere gli interessi vitali degli Stati Uniti nella regione---un
ininterrotto, sicuro accesso per gli USA/Alleati al petrolio del
Golfo." ·
Il
retroscena è il petrolio Il
Professor Richard Heinberg, editore di
·
L’Iraq
ha 113 miliardi di barili di riserve petrolifere accertate, secondo nel
mondo solo ai ·
Vi
sono in Iraq 70 campi petroliferi conosciuti, solo 15 dei quali sono
stati sviluppati. ·
L’Arabia
Saudita, che è sull’orlo della guerra civile e contemporaneamente un
conveniente obiettivo di conquista per gli USA, possiede un altro 25%
dei rifornimenti mondiali di petrolio. ·
"I
due paesi insieme, che non hanno ancora raggiunto il massimo della
capacità produttiva e che sono le due sole nazioni con la capacità di
un immediato aumento del prodotto, possiedono il
36% del petrolio accertato nel mondo" secondo Michael C.
Ruppert (From
the Wilderness, 8/12/02) ·
Michael
Klare, autore di The
Resource Wars, aggiunge: "L’Iraq è il solo paese accanto ai
Sauditi che può aggiungere alla produzione giornaliera milioni di
barili per i prossimi 10-20 anni." · · · · II)
La CIA ed i gruppi di opposizione irakeni · · · · · · · -
Congresso Nazionale Irakeno (INC) : Il Congresso Nazionale Irakenp,
una coalizione di monarchici irakeni, di Curdi e di Musulmani sanniti e
shi’iti irakeni, è una creazione della CIA. Il gruppo fu formato nel 1992
quando le due principali fazioni curde, il Partito Democratico Curdo (KDP) e
l’Unione Patriottica del Kurdistan
(PUK), parteciparono ad un incontro che fu il primo importante tentativo di
unire le forze da parte delle fazioni anti-Saddam. Al gruppo venne dato il
nome dalla CIA e nel corso degli ultimi anni 1990 ha ricevuto oltre 100
milioni di dollari in finanziamenti occulti, poi ha ricevuto ulteriori fondi
dopo la promulgazione nel 1998 dell’Iraq Liberation Act. Esso riceve
correntemente 8 milioni di dollari l’anno dal governo USA. La CIA ha, tra
le altre cose, finanziato le stazioni radio e televisiva dell’INC
nell’Iraq settentrionale. L’INC
è capeggiato da Ahmed Chalabi (di educazione Americana), intimo amico di
Dick Cheney, che alcuni hanno etichettato come "protegé di
Cheney". Egli gode di stretti legami con l’American Enterprise
Institute ed ha partecipato alle riunioni del think tank a Beaver Creek in
Colorado. Dopo essere fuggito dall’Iraq sulla scia del colpo mancato
dall’INC nel 1995, Chalabi fu co-firmatario, con quaranta "importanti
americani", di una lettera aperta al Presidente Clinton nel 1998 che in
seguito divenne nello stesso 1998 l’Iraqi Liberation Act. Tra i firmatari
di quella lettera troviamo l’attuale Vice Presidente ed ex Segretario alla
Difesa Dick Cheney, Richard Perle, l’attuale Vice Segretario alla Difesa
Paul Wolfowitz, l’attuale Segretario alla Difesa Donald
Rumsfeld,
l’ex Segretario alla Difesa e partecipe dello scandalo Iran-Contra Caspar
Weinberger, l’ex Segretario alla Difesa Frank Carlucci, l’attuale
Sottosegretario alla Difesa Douglas Feith e l’attuale Vice Segretario di
Stato e compartecipe dell’Iran-Contra Richard Armitage. Chalabi è un
banchiere shi’ita in esilio ed un criminale. All’inizio degli anni 1990,
Chalabi fu dichiarato colpevole di riciclaggio di denaro in Giordania e a
quanto si dice "ha perduto" 4 milioni di dollari dei finanziamenti
ottenuti da Washington. Proviene da una ricca famiglia irakena shi’ita di
banchieri ed ha un dottorato in matematica all’Università di Chicago.
Dopo un periodo susseguente alla Guerra del Golfo in cui l’INC ricevette
tra i 15 e i 100 milioni di dollari in finanziamenti da Washington, Chalabi
entrò in disgrazia con certi elementi della CIA e dell’amministrazione
Clinton. Il Dipartimento di Stato USA si chiuse temporaneamente per l’INC
dopo il tentativo di far fallire una conferenza di esuli irakeni
sponsorizzata dal Dipartimento di Stato in cui l’INC non era incluso.
Quando George W. Bush assunse il potere nel gennaio 2001, i finanziamenti
all’INC ripresero. L’INC riceve correntemente 8 milioni di dollari
l’anno. I documenti della strategia
di Chalabi per ’chiudere i giochi’ sono circolati per Washington ed
hanno ricevuto per un decennio l’attenzione di varie commissioni di
esperti. Questo piano comporta una rivolta popolare ed un colpo militare,
portati avanti dalle fazioni curde e dai dissidenti irakeni, con l’uso di
armi americane. Dall’11
settembre 2001, Chalabi ha fatto pressione per un nuovo piano di battaglia,
caratterizzata da una base all’interno dell’Iraq, da una dichiarazione
di un governo provvisorio (senza dubbio con rapido riconoscimento degli
USA), reclutamento tra gli shi’ti irakeni, pesanti bombardamenti da parte
degli USA e spiegamento di migliaia di unità delle US Special Forces. Anche
questo piano fa appello all’assistenza militare dall’Iran. In base a
promesse di finanziamenti
dal Dipartimento del Tesoro USA dell’Ufficio Controllo sui Beni Stranieri,
il regime di Khatami in Iran è d’accordo nel concedere alle forze dell’INC
di attraversare il confine iraniano nell’Iran meridionale.
In
un’intervista del febbraio 2002 con il Guardian di Londra, Chalabi
ha detto che "tutto ciò di cui avevo bisogno erano 11 settimane di
addestramento per i suoi seguaci, armi anti-tanks, copertura aerea, sostegno
da parte delle Special Forces e delle attrezzature contro attacchi chimici e
biologici’. Una volta andato incontro a queste necessità, egli ha
dichiarato che le sue forze saranno pronte ad attraversare il confine del
Kuwait nella regione di Basra
e ad
organizzare una resistenza di massa. La sua posizione verrebbe protetta
dalla forza aerea USA, che presumibilmente terrebbe sgombra una via per lui
ed i suoi uomini sino a Badgad."
Nonostante
il generale sostegno di Washington nel corso degli anni verso l’INC in
quanto "alternativa democratica", i massimi ufficiali USA
hanno dubbi sulla limitata esperienza militare dell’INC, come sulla
sua capacità di tenere in piedi un governo sulla scia del colpo militare.
Il tentativo fallito dall’ INC-PUK-KDP di Chalabi nel 1995, lo ha
costretto a spostare la sua base operativa a Londra.
Vi è un’altra ragione per cui Chalabi è preferito a Washington:
il petrolio. L’INC propone la creazione di un consorzio di compagnie
americane per sviluppare i campi petroliferi irakeni. Secondo il San
Francisco Chronicle (29/9/02), "Chalabi ha dichiarato che l’INC a
capo di un nuovo governo irakeno, significherebbe contratti per le compagnie
petrolifere USA. Le compagnie russe e francesi sarebbero, nel migliore dei
casi, dei partners minori." -
Il Gruppo dei Quattro e l’opposizione kurda:
-
Accordo Nazionale Irakeno (INA)
-
Partito Democratico Kurdo (KDP): Il
suo fondatore, Mulla Mustafa Barzani, lavorava per la CIA da prima degli
anni 1960. "Fu raggiunto un accordo segreto tra la CIA e Mulla Mustafa
Barzani inell’agosto 1969. Negli anni 1970, il KDP combatté il governo
irakeno a vantaggio di Iran, Israele e USA. Il vecchio Barzani fu un fedele
alleato USA, che aveva promesso di cedere agli USA i campi petroliferi
irakeni. Dopo che Iran ed Iraq
giunsero ad un accordo, sancendo la fine della necessità della ribellione
del KDP, Barzani si trovò in esilio negli USA, dove morì nel 1979. Il KDP
è attualmente guidato da Massoud Barzani, figlio del fondatore. Il KDP
cerca di formare uno stato curdo nell’Iraq settentrionale, mantenendo il
controllo sui campi petroliferi di Kirkuk. Il gruppo ha una faida con il PUK
suo rivale, su una varietà di questioni, come i proventi del contrabbando
di petrolio. Questo conflitto è proseguito per tutta la metà degli anni
1990. Il disprezzo di Barzani per Jalal Talabani ed il PUK erano così forti
che egli aiutò Saddam Hussein a schiacciare il PUK e a cacciare l’INC
alla fine degli anni 1990. Barzani non ha partecipato a numerosi importanti meetings
dell’opposizione Bush-Irakena a Washington, nonostante gli venisse offerto
un aereo privato (che lo portasse in volo dalla Turchia sud-orientale) e un
incontro personale con Bush. La sua assenza, secondo il
New York Times 158/02), è stata
"un colpo per i funzionari dell’amministrazione Bush che
avevano orchestrato il meeting in parte per dimostrare che le forze
dell’opposizione irakena erano state unificate dietro una nuova
campagna". Barzani era agitato per il rifiuto dell’amministrazione
Bush di fornire garanzie che le aree curde sarebbero state protette da un
violento attacco irakeno. Dick Cheney, a quanto si dice, ha dato una tipica,
ambigua non risposta: "Le forze USA risponderanno a debito tempo e
luogo alle sue scelte". Il successivo piano “hshemita” tracciato da
Cheney-Wolfowitz riguarda alcuni interessi di Barzani. -
Fronte Patriottico del Kurdistan (PUK)
: Il PUK è stato fondato negli anni 1960 dal suo attuale leader, Jalal
Talabani, un ex membro del KDP. Grande opportunista, egli si è guadagnato
una reputazione di “agente di chiunque”. Il primo obiettivo del PUK è
di rimuovere Saddam Hussein e di fondare uno stato curdo. Secondo Al-Kurdi,
il PUK "pone un approccio ‘moderno’
alla politica curda, cucinando gli interessi curdi in ogni salsa
concepibile, con sapori che servono a costruire ed attrarre sostenitori tra
i governi di Israele, Arabia Saudita, Iran, Turchia, Stati Uniti e
l’ospitalità di altri.. Il leader del
PUK Talabani ha apertamente corteggiato Israele, gli Stati Uniti,
l’Arabia Saudita, l’Iran, Saddam Hussein e la Turchia, entrando in una
varietà di “intese” con tutti questi stati in tempi recenti." -
Consiglio Supremo della Rivoluzione Islamica in Iraq (SCIRI)
: Il SCIRI consiste negli Shi’iti dell’Iraq sud-orientale ed è
spalleggiato dall’Iran. La sua forza di guerriglia conta tra i
7.000 e i 15.000 uomini. L’Ayatollah Mohammad Bakr al-Hakkim è il
capo del SCIRI. Il gruppo si oppone all’invasione USA dell’Iraq, ma
sosterrà un’operazione interna aiutata dagli USA per rovesciare Saddam e
un governo provvisorio di un anno seguito da elezioni. Mohammad al-Harari,
rappresentante libanese del SCIRI, ha detto in un’intervista con la Reuters
del luglio 2002, "qualsiasi azione militare deve essere nelle mani
degli Irakeni, non in mani straniere dall’estero". E che il gruppo si
oppone ad un attacco che causi “inutile sofferenza tra il popolo
irakeno”. Il SCIRI è stato selezionato come gruppo da finanziare da parte
degli USA in base all’Iraq Liberation Act del 1998, ma esso ha rifiutato. Altri
gruppi dell’opposizione Oltre
ai gruppi principali, ci sono altri 60 gruppi minori di opposizione irakena
e numerosi individui coinvolti in attività anti-Saddam, molti dei quali
hanno legami con la CIA. Secondo il New York Times (18/8/2002), essi
comprendono Nizar al-Khazraji, che collaborò all’uso di gas tossico
contro l’Iran verso la fine degli anni 1980, con l’aiuto delle
amministrazioni Reagan e George H.W. Bush . -
Liberal Nazionali Irakeni (INL) è un
gruppo di opposizione composto da altri ex ufficiali irakeni in esilio.
Secondo il Centro per la Ricerca Cooperativa , l’INL ha di recente tentato
di reclutare il generale Nizar al-Kharraji, sotto inchiesta in Danimarca per
un massacro di 100.000 Kurdi nel 1988. -
Movimento Nazionale Irakeno (INM): fondato
nel 2001, una scheggia sunnita dell’ INC comprendeva 100 ex ufficiali
militari e funzionari politici. Il gruppo si è incontrato di recente con
Wayne Downing, vice-consigliere USA alla sicurezza nazionale per la lotta al
terrorismo. Successivamente, il Dipartimento di Stato ha concesso a questo
gruppo la soma di 315.000 dollari. -
Coalizione Nazionale Irakena (o Consiglio Nazionale Irakeno)
: è un gruppo-ombrello composto da
2000 ex ufficiali militari irakeni guidati dall’ex generale di brigata
Tawfiq al-Yasiri, capo dell’accademia militare irakena e dal generale Saad
Ubeidi, ex capo delle operazioni psicologiche militari. Questo gruppo è a
favore di un crescendo degli attacchi aerei USA, ma si oppone ad
un’invasione americana. Un
ex ufficiale della CIA descrive l’opposizione curdo/irakena In
una discussione presente su internet sulle operazioni della
CIA in Iraq dagli anni 1990,
Ralph W. McGehee, ex agente della CIA da tempo critico nei confronti
dell’Agenzia, ha detto che l’atteggiamento dell’allora direttore della
CIA John Deutch e del suo direttore delle operazioni, David Cohen, si
rifletteva anche nella catena di comando tramite il capo divisione per le
operazione nel Vicino Oriente e capo della stazione irakena della CIA, ‘Bob’."
"Bob" faceva riferimento al caso dell’ex ufficiale della CIA
Robert Baer, operativo in servizio nell’Iraq
durante quel periodo, il cui libro "Non
vedo alcun male" contiene 42-pagine di prima mano circa i
tentativi della CIA dell’era Clinton contro Saddam e osservazioni
dettagliate su INC, PUK e KDP. Il memoriale Baer è un lavoro parziale che
ritrae la CIA come un’istituzione "priva di artigli" e
"demoralizzata" che manca di sufficienti "risorse
umane". Il contrariato Baer è un sostenitore del ritorno ai “vecchi
tempi d’oro” delle operazioni clandestine condotte senza
restrizioni.dagli Americani. Inoltre osservando l’efficacia di "outsourcing"
delle carte non americane e delle branche affiliate come l’ISI pakistano e
della nuova tecnologia di spionaggio, l’accusa di Baer è contraddetta
dalle dichiarazioni ufficiali della CIA comprese quelle del Vicedirettore
James Pavitt, che si vantava "Nell’intera storia della CIA, io sono
quello che ha più spie che rubano più segreti." http://www.cia.gov/cia/public_affairs/speeches/pavitt_04262002.html "Bob,
sto portando avanti un’operazione sporca della CIA di cui il Consiglio
di Sicurezza Nazionale non sia a conoscenza. L’assistente di (Anthony)
Lake per il Vicino Oriente, Martin Indyk, ha autorizzato personalmente la
CIA ad organizzare una base clandestina nell’Iraq settentrionale, quella
di cui ora sono stato messo a capo." "Vogliamo
buttare fuori Saddam. È il popolo irakeno che lo ha tenuto al potere in
tutti questi anni." "Il
solo segnale che dovevo dare era ciò che avevo inteso essere la
politica americana: che avremmo sostenuto qualsiasi serio movimento
per sbarazzarci di Saddam
Hussein. Quelli erano i miei ordini come io li ho intesi, la
ragione che aveva portato la mia squadra
nell’Iraq settentrionale. Ed io presi i miei ordini sul
serio." "Non
molto tempo dopo, Saddam iniziò lo scambio petrolio per cibo, che alleviò
la sofferenza all’interno dell’Iraq, proprio quel tanto da arginare la
marea delle defezioni nel suo esercito. Così, se ora lo vogliamo
eliminare, ci vorrà probabilmente una guerra, non un colpo di stato.[mia
sottolineatura - LC]." -
Su Ahmed Chalabi (INC): "Camminando
attraverso l’atrio di Key Bridge Marriott nel suo completo Saville Row,
cravatta italiana in seta da $150 e oxfords in pelle di vitello cuciti a
mano, assomiglia di più al banchiere levantino di successo che era una
volta, che ad uno che sta per entrare a Baghdad sopra un tank. Basso
e pesante, il suo fisico mostra gli effetti di troppi pranzi d’affari in
ristoranti europei di prima classe. Quando mi dà la mano, avverto una
debole traccia di sapone profumato. Per quanto l’apparenza di Chalabi sia
incongrua, la prosecuzione offre meno ancora la promessa che egli un giorno
possa guidare un’opposizione irakena vincente… Al di fuori dell’Iraq,
Chalabi è stato un criminale; all’interno è rimasto quasi del tutto
sconosciuto". Egli
aveva prodotto un lungo documento dal titolo ‘Fine del gioco’ su come
dare il via alle sollevazioni nel marzo 1991, quando gli Shi’ti e i Curdi
avevano approfittato della fine della Guerra del Golfo per tentare di
ottenere potere da Saddam. Il documento era stato ben accolto nei
dintorni di Washington al tempo in cui Chalabi si presentò a me con una
copia - ad un ristorante sushi di Georgetown, due giorni dopo il nostro
primo incontro, ma se l’idea non era particolarmente nuova,
‘Fine del gioco’ lo aiutò a a mettersi in luce". Baer,
rispondendo alla domanda di Chalabi sul sostegno di Washington ad
un’insurrezione condotta dall’INC: "Ne programmi una e poi
chieda”, risposi. -
Su Masoud Barzani (KPP): "Quando
si giunse a convincere i Curdi ad unirsi alla rivolta, l’osso più duro da
rodere fu Barzani. Le mie relazioni personali con Barzani furono acide
dall’inizio…Una volta quando gli dissi che gli USA erano stufi dei Curdi
e che un giorno avrebbero abbandonato il nord, Barzani perse le staffe. Si
portò dov’ero seduto, mi puntò l’indice addosso e sibilò a denti
stretti, ‘Non minacciarmi’." L’ "Operation Provide
Comfort, la protezione aerea fornita dagli aerei americani, giunse
gratis - gli USA non hanno quasi mai tentato di interferire con i suoi
(di Barzani) affari - e alla fine del 1994, Barzani ha avuto il suo piccolo business
nel contrabbando di petrolio irakeno." -
Sul contrabbando di petrolio irakeno: "Il
petrolio contrabbandato era vitale anche per Saddam, che usava il denaro per
finanziare i servizi di intelligence e le Guardie Speciali Repubblicane - le
forze che lo mantenevano in vita. Infatti ciascuno sembrava guadagnare dal
contrabbando, eccetto Talabani che non
otteneva un penny perché nessun tratto della via contrabbandiera
passava per il suo angolo di Kurdistan. Con Barzani che accumulava denaro
nella sua cassa di guerra, il petrolio contrabbandato iniziò a
destabilizzare il nord in modo pericoloso. Bastava solo fare poche miglia
nel nord, per capire le dimensioni delle operazioni del contrabbando. I
camion per il trasporto del petrolio formavano file indiane lunghe spesso
anche venti miglia, in attesa di entrare in Turchia". "Washington
sapeva tutto del contrabbando, ma fingeva che non esistesse. Per quanto ne
so, né il Dipartimento di Stato né la nostra ambasciata ad Ankara ha mai
pressato la Turchia che avrebbe potuto chiudere l’intera operazione con
una sola telefonata". "Quello che non potevo capire era perché la
Casa Bianca non intervenisse. Tutto ciò che doveva fare era chiedere
all’Arabia Saudita di vendere alla Turchia un centinaio di migliaia di
barili di petrolio a prezzo di favore. Era quasi come se la Casa Bianca
volesse che Saddam avesse un po’ di movimento di denaro". [mia
sottolineatura - LC]" -
Su Jalal Talabani (PUK): "Talabani
ha goduto del ruolo di simpatica canaglia. Talabani era un nazionalista
irakeno. Credeva che i Curdi dovessero avere un grado di autonomia ma non
voleva vedere l’Irak diviso tra i suoi gruppi etnici.
Diversamente da Barzani, Talabani sembrava sinceramente volere che
Saddam se ne andasse ed era pronto ad ogni sacrificio per raggiungere quello
scopo". Non
se, ma quando Anche
se non è chiaro come saranno effettivamente condotte la guerra e la
“cancellazione” dell’Iraq, lo sfacciato piano “hashemita”
Cheney-Wolfowitz (www.stratfor.com/fib/fib_view.php?ID=206509)
sembra rimuovere molti degli ostacoli precedenti sulla strada della
“rimozione di regime”. La formazione di uno stato autonomo curdo
appagherà il KDP e il PUK. Mentre l’assegnazione a due surrogati USA, la
Giordania ed il Kuwait, delle due rimanenti porzioni del territorio
garantisce “stabilità” – controllo USA – sui più importanti pozzi
petroliferi. Non occorre dire che qualsiasi
“operazione” del genere comporterà epurazioni politiche ed etniche,
atrocità e distruzione ad ampio raggio, innescherà un allargamento del
conflitto a tutto il Medio Oriente e l’Asia Centrale e minaccerà la
stessa umanità. Che genere di persone intendono aprire un tale vaso di
Pandora? Ne
La CIA e il culto dell’Intelligence, Victor Marchetti e John D.
Marks hanno scritto, "Nonostante occasionali sogni di grandezza da
parte di alcuni suoi operatori clandestini, la CIA non agisce di scelta
propria per rovesciare governi sgraditi o per determinare quale regime
dittatoriale vada sostenuto. I metodi e le disponibilità dell’Agenzia
sono una risorsa che viene con la Presidenza." Lo
schema del network per il cambio di regime irakeno: tutti gli uomini della
gang 1.
1992 Direttiva di Pianificazione Difensiva del Pentagono. Come
osservato da Joe Taglieri (From
the Wilderness 10/1/02), questo fu uno dei primi piani ufficiali di
rimozione del regime, preparato per l’allora Segretario alla Difesa, Dick
Cheney. I suoi autori: · L’attuale
Vice-Segretario alla Difesa Paul Wolfowitz 2.
La lettera aperta del 1998. Nel febbraio del 1998, quaranta
"eminenti Americani" firmarono una lettera aperta al Presidente
Clinton http://www.iraqwatch.org/perspectives/rumsfeld-openletter.htm
, che formò la base dell’Iraqi Liberation Act del 1998. Questa lettera che
faceva appello per un’insurrezione e per un riconoscimento del Congresso
Nazionale Irakeno (spalleggiato dalla CIA) come governo ufficiale dell’Iraq,
fu pilotata da Ahmed Chalabi dell’INC e si basava sui precedenti progetti di
colpo di stato di Chalabi. Firmatari di questa lettera: · Wolfowitz 3.
Iraq Liberation Act del 1998. L’Atto
stesso www.fcnl.org/issues/int/sup/iraq_liberation.htm
fu promosso al Congresso da Woolsey, Clarridge e dall’attuale
Vice-Consigliere della Sicurezza Nazonale
per il contro-terrorismo Wayne Downing. L’Atto (un pezzo di retorica
propaganda anti-Saddam pieno di falsi storici) passò al Congresso e fu
siglato da Clinton tra la scarsa attenzione da parte del vasto pubblico. I
suoi principali sponsors: · Wolfowitz 4.
1998-Viene selezionato il team di politica estera di Bush II. Nell’estate
del 1998, in un incontro organizzato dall’ex Presidente George H.W. Bush a
Kennebunkport nel Maine e capeggiato da Condoleeza
Rice, viene scelto il team di politica estera di George W. Bush - i "Vulcans".
"Se il gruppo di cervelli riflette chi il governatore metterà in carica
se eletto presidente, la sua amministrazione sarà sulla linea non solo di
quella del padre, ma anche di quella di Ronald Reagan", scrive Robert
Novak al Washington Post. Tra i membri che guidano il gruppo troviamo: · Perle Giungendo
veloci al presente, noi ritroviamo questo network alla guida della politica
dell’amministrazione Bush e all’interno del Pentagono. 5.
Consiglio per la Politica di Difesa. Questo gruppo di consulenza “di
civili”, fornisce “raccomandazioni” sulla politica del Pentagono al
Dipartimento della Difesa (Rumsfeld, Wolfowitz e Feith) · Perle
presidente 6.
La Paul H. Nitze School di Studi Internazionali Avanzati (SAIS). Questa
commissione di esperti della Johns Hopkins University è assai nota per
sfornare politiche basate sull’aggressione USA. Associati alla
SAIS sono: · Perle 7.
Il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC). Questa commissione ha
pubblicato nel 2000 un piano per rovesciare l’Iraq basato sulla Direttiva
per la Pianificazione Difensiva di Wolfowitz-Cheney-Libby
del 1992. · Wolfowitz 8.
Centro per la Politica di Sicurezza (CSP). · Gaffney
(presidente) 9.
Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS).
Attorno alla tavola di questa commissione troviamo uno spaccato dei
peggiori falchi della lobby della guerra all’Iraq, accanto ad ex funzionari
orientati a “maggiore diplomazia”: · L’ex
Consigliere per la Sicurezza Nazionale Brent Scowcroft (presidente) 10.
Commissione Consultiva per l’Intelligence all’Estero · Scowcroft
(presidente) 11.
American Enterprise Institute (AEI). · Perle 12.
Istituto Ebraico per le Questioni di Sicurezza Nazionale (JINSA).
Gruppo sostenitore della guerra totale in Medio Oriente. · Ledeen 13.
Camera di Commercio USA-Azerbaijan. Come documentato dal Professor
Michel Chossudovsky in Guerra e Globalizzazione, l’alleanza per il
GUUAM (Georgia-Ukraina-Uzbekistan-Azerbaijan-Moldavia) formata dalla NATO nel
1999 si trova al fulcro della ricchezza del petrolio e del gas del Caspio.
Centrale per il GUUAM è l’Azerbaijan , stato-cliente degli USA. La sua
Camera di Commercio va letta come un who’s who della Guerra 11
settembre · Wolfowitz
Il
Medio Oriente: premio-chiave della Guerra dell’11/9
http://www.milnet.com/pentagon/centcom/chap1/stratgic.htm
·
Quale
sarà il prossimo obiettivo del colpo petrolifero
·
E’
l’Impero sul petrolio?
·
E’
la Cina il gioco finale per il petrolio?
·
http://www.fromthewilderness.com/free/ww3/102302_campbell.html
Sauditi. L’Iraq controlla l’11% del petrolio del pianeta. Il
Dipartimento Usa per l’Energia valuta che l’Iraq abbia quantomeno
220 miliardi di barili in riserve non ancora scoperte.Confronto
per i predomini
11/9:
la madre di tutti i pretesti creati
L’uomo
della strada non si accorge del diavolo nemmeno quando il diavolo lo sta
tenendo per la gola.
(Goethe)
Saddam
Hussein: un gioco a lungo condotto dalla CIA e l’ossessione degli USA
- Marc Grossman, sottosegretario di Stato per le questioni politiche
- Doug Feith, sottosegretario alla difesa
- Dick Cheney (via video-conferenza dal
Wyoming)
- Colin Powell
- Richard Myers, Presidente dei Capi Congiunti
- Ahmed Chalabi (Congresso Nazionale Irakeno)
- Jalal Talabani (Unione Patriottica del
Kurdistan)
- Maggiore Generale Tawfiq al-Yassiri (Coalizione Nazionale Irakena)
- Hoshyar Zebari, aiutante di Massoud Barzani (Partito Democratico Kurdo)
- Ayadh Allawi (Accordo Nazionale Irakeno)
- Shaif Ali Bin Hussein (Partito Monarchico Costituzionale)
- Abdelaziz Al-Hakim fratello del leader SCIRI Muhammad Bakr al-Hakim
- Maggiore Generale Saad Obeidi, già capo della guerra psicologica
irakena
- Principe Hassan di Giordania, zio di re Abdullah di Giordania.
Comunque, il libro di Baer è utile prima di tutti per gli aneddoti che
vengono rivelati e non intenzionalmente condannati.
- Sul sostegno della CIA e del governo USA per un colpo di stati irakeno:
III)
La lobby USA della guerra: i discepoli del NSC-68
· Lewis
Libby
· Il
presidente del Consiglio per la
Politica di Difesa Richard Perle
· Il
vice presidente Dick Cheney
· Il
segretario alla Difesa Donald Rumsfeld
· L’ex
Direttore della CIA James Woolsey
· Il
Sottosegretario alla Difesa Doug Feith
· L’ex
vice-assistente del segretario alla Difesa, Frank Gaffney
· L’ex
Vice-Segretario di Stato e partecipe all’Iran-Contra Richard Armitage
· L’ex
agente della CIA e partecipe all’Iran-Contrat Duane "Dewey"
Clarridge
· Il
funzionario del NSC, ex segretario di Stato e partecipe all’Iran-Contra
Elliott Abrams
· L’ex
Segretario alla Difesa e partecipe all’Iran-Contra Caspar Weinberger
· L’ex
Segretario alla Difesa e presidente del Carlyle Group Frank Carlucci
· Zalmay
Khalilzad, attuale inviato USA in Afghanistan, ex consulente della UNOCAL e
funzionario della RAND Corporation
· L’ex
Consigliere per la Sicurezza Nazionale e partecipe all’Iran-Contra Robert
McFarlane
· Cheney
· Rumsfeld
· Feith
· Woolsey
· Clarridge
· Downing
· Carlucci
· Armitage
· Newt
Gingrich
· Wolfowitz
· Woolsey
· Gaffney
· Eliot
Cohen, presidente del PNAC
· Henry
Kissinger
· L’ex
Direttore della CIA James Schlesinger
· Gingrich
· Wolfowitz
· Woolsey
· Zbigniew
Brezezinksi
· Gaffney
· Cohen
· Thomas
Donnelly
· Cohen
(presidente)
· Cheney
· Rumsfeld
· Gaffney
· Donnelly
· Abrams
· Jeb
Bush
·
Perle
· Woolsey
· Feith
(ex presidente)
· Cheney
· Woolsey
· Kissinger
· Schlesinger
· Ray
Lee Hunt (Hunt Oil, Texas)
· L’ex
Direttore della CIA John Deutch
· Hunt
· L’ex
consulente di Reagan per la sicurezza nazionale, Michael Ledeen
· L’ex
agente della CIA Reuel Marc Gerecht
· Perle
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