FISICA/MENTE

 

15 maggio 2004

DIAMO A VERTECCHI CIO' CHE E' DI VERTECCHI

(MEGLIO TARDI CHE MAI)

Roberto Renzetti

 

            Sempre disposto a riconoscere i meriti delle persone che ho criticato, anche con ferocia. E' il caso di Benedetto Vertecchi che, in una nota a margine di un articolo dell'Espresso ("Una scuola da bocciare", n° 20 del 20/05/04), sostiene:

"SALVIAMO LE MATERIE INUTILI

«Alla scuola serve una ventata di inutilità». Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia sperimentale a Roma Tre, non ha dubbi: «Per salvare la scuola e dare ai giovani gli strumenti fondamentali di critica e analisi è necessario rimettere al centro dell'insegnamento le materie più antipatiche, proprio le ultime nella classifica delle preferenze».                                       

Questo significa non capire cosa desiderano gli utenti?

«No, significa fare un servizio alle giovani generazioni e al paese. Se leggere una poesia, tradurre una versione di latino, studiare i classici della filosofia viene ritenuto ormai inutile, allora è utilissimo. Tutte quelle materie che non sono più in auge, come ad esempio le scienze e la matematica, servono perché arricchiscono il patrimonio de! simbolismo personale, stimolano la creatività intellettuale e servono ad affrontare la vita quotidiana».

Ma genitori e studenti chiedono soprattutto l'inglese e l'informatica.

«Non sono convinto che sia una scelta consapevole, ma influenzata dai messaggi della politica e dagli spot veicolati dai media. In realtà, certe richieste appaiono più frutto di imitazioni e specchio di una cultura corrente, di ritardi culturali che caratterizzano una buona parte della società italiana. Viviamo nella fabbrica dei sogni dove è importante stare nella scia delle nuove tecnologie, dell'ultimo telefonino satellitare, del pc wireless. Ma più come utenti, clienti e consumatori che come scienziati e ricercatori (sottolineatura mia, ndr). Questo può rappresentare una deriva culturale molto pericolosa per i nostri giovani. Ma questa volta nessuno potrà dire che la colpa è ancora una volta degli insegnanti».             

An. Ben."

L'editoriale chiude qui. Cosa aggiungere? Solo che occorrerebbe dare un morso a Roberto Maragliano, solo per sfatare il detto che tra cani non si mordono.

Roberto Renzetti


15 maggio 2004

POVERO MARAGLIANO

           

Oggi è una brutta giornata per Maragliano ed in particolare per il suo amore per le nuove tecnologie, tra cui l'informatica. Anche Camille Paglia, la filosofa e saggista USA dell'University of Arts di Philadelphia,  ce l'ha con lui nel suo ultimo lavoro: The Magic of Images: Words and Pictures in a Media Age. Paglia parte da ricerche mediche che collegano l'impatto di un'ora o più di televisione al giorno in età prescolare con un aumento del 10% dei disturbi di deficit di attenzione. Poiché la TV ha trasformato il mondo in un villaggio globale, il potere della TV ha soppiantato ogni altro potere e le nuove generazioni si ritrovano ad affrontare questo diluvio visivo disarmante. Dice Paglia:

"La mia generazione, per quanto abbia buttato all'aria l'ordine visivo costituito, si portava dietro gli strumenti cognitivi che vengono dalla dimestichezza con i grandi libri. Oggi i ragazzi, sempre più spesso, dicono che leggere è noioso.. Non hanno la pazienza per analizzare testi e poemi lunghi e complessi".

Ed aggiunge:

"Le immagini comunicano con una parte del cervello diversa da quella che usiamo per leggere. L'attività di guardare un film, la televisione, o una rivista piena di foto, illumina tracciati di neuroni diversi da quelli arrivati dalla lettura. Ora, premesso che non sono a favore di un eccesso di lettura, resta il fatto che, per fare i conti con la realtà odierna abbiamo bisogno della struttura, della logica, della cronologia e prospettiva storica dei grandi testi (...) c'è il rischio che una cultura centrata solo attorno alle immagini catturi l'occhio, ma non il cervello, quando è del cervello che abbiamo bisogno per risolvere le crisi di un mondo pieno di tensioni geopolitiche, dove pares stia prendendo forma uno scontro di civiltà".

Concludendo poi:

"I giovani sono dei camaleonti, perfettamente adattabili al mutare delle condizioni (...) si relazionano tra loro come tanti fratelli e sorelle, alla ricerca di una famiglia estesa (...) e, poiché non hanno radici, sono innamorati dei cellulari e di tutte le forme di comunicazione immediata che possono sostituire il calore di un focolare".

Beh, anche qui, spero davvero che le cose, poiché provenienti da una americana (anche se italo), siano prese più sul serio di quanto vado ripetendo da molti anni. Il mito della subalternità non muore ed i nostri pensatori sono, più che subalterni, dei veri e propri zerbini.

 23 marzo 2004


HO POCO A CHE FARE CON L'IDIOZIA POLITICA ED IL CONSEGUENTE IMBARBARIMENTO

 

            Ero a Roma sabato 20, con vari e cari amici. Insieme ad un universo di tolleranza con le sigle più diverse, più varie, più più ... Per la pace che non dovrebbe richiedere ulteriori spiegazioni. Invece l'analfabetismo, non solo politico, di pretesi leader richiede spiegazioni. Ed io credo che vadano date perché sono  davvero convinto dell'analfabetismo dei leader. Per intenderci non credo che siano sofisti tanto da rischiare errori clamorosi.

            Chi li capisce gli apprendisti stregoni? Lor signori sono contro la guerra in Iraq. Lor signori sono scemi o non sanno che la guerra continua? Lor signori hanno di nuovo sposato le dichiarazioni di Bush: "la guerra è finita!"? Tanto sciocchi e sprovveduti sono? E se si facesse strada l'ipotesi della malafede? Diciamolo affermativamente. In Iraq la guerra non è finita e non finirà finché gli invasori non se ne andranno. La guerra criminale contro quel Paese ha fatto impennare il terrorismo interno ed esterno. Il restare in Iraq è continuare la guerra di aggressione. E la guerra si fa anche solo mantenendo la fureria. Nessuno prenda in giro i cittadini del nostro Paese. Già abbiamo il Grande Mentitore, non servono rincalzi! Ma lor signori dicono di essere contro la guerra. Cosa fanno? Decidono di non votare perché quel decreto avrebbe dentro tante missioni italiani differenti e ritengono truffaldino da parte governativa mettere insieme tante cose diverse. Apprendono in fretta dal Grande Mentitore. Inizio solo con il ricordare un episodio che vedeva l'ineffabile D'Alema alla Presidenza del Consiglio. Il personaggio, leader della sconfitta a tutti i livelli e persona che ci ha portato in braccio al Grande Mentitore, tra le tante cose truffaldine che fece, ha fatto anche un decreto omnibus del quale vi faccio partecipi.

              Nell'anno 2000, ancora con D'Alema alla Presidenza del consiglio, la maggioranza presentò un ddl poi approvato (11 maggio) come legge 147 del 2000. Si trattava di una legge analoga a quella che si doveva votare recentemente nel nostro Parlamento: rifinanziamento di tutti i contingenti militari italiani operanti all'estero (con particolare riguardo alla Bosnia). I furbetti (D'Alema, Ranieri, Migone, Bartolich, Danieli, ...) inserirono l'articolo 9 che, con il tema del decreto, c'entrava come i cavoli a merenda. Il titolo dall'articolo 9 così recitava (più o meno): "Riordino delle istituzioni scolastiche e culturali italiane all'estero". Pochi parlamentari chiesero di stralciare questo articolo 9 per permetterne una discussione approfondita. Quello che più si spese fu Furio Colombo (un esperto in materia per il suo ruolo per vari anni di Direttore dell'Istituto di Cultura di New York). Vi fu poi anche un intervento in tal senso di Andreotti. Il problema era la fretta con cui occorreva approvare quel decreto  (pena la mancanza di fondi per pagare stipendi e forniture ai contingenti italiani all'estero) confrontata con la necessità di discutere una vicenda che si trascinava da anni ed appesa ad una legge clientelare (la 604 del 1982 che si basava sulla 215 del 1970 e soprattutto sulla 740 del 1940). Ranieri in accordo con i nomi già fatti rifiutò lo stralcio e si votò in fretta quell'articolo 9 che ha creato un enorme disastro nelle istituzioni scolastiche e culturali italiane all'estero (l'andata all'estero diventa un premio non più soggetto a selezione. Ne fa fede il fatto che prima di questa legge i promossi alle selezioni non superavano il 30% dei candidati e che dopo questa legge i promossi sono stati il 95% dei partecipanti alle selezioni). Tra l'altro si sapeva già che il decreto sarebbe stato votato dall'allora opposizione. Esso passò all'unanimità con il voto contrario di Colombo alla Camera ed Andreotti al Senato. Riguardo a quanto sostengono oggi i DS sul decreto che rifinanzia il nostro contingente in Iraq,  se di miscuglio indegno si tratta, questo è il miscuglio della 147 del 2000. Nel caso del decreto votato in questi giorni, si trattava di materia omogenea. Il guaio è che il disastro suicida fa perdere il lume della ragione e, come dice Parlato, porta gli UNITI per l'Ulivo a tentarle tutte per perdere voti a sinistra. Ci sono riusciti perché, dalle parti nostre non vi sono elettori di 11 anni che frequentano la scuola media e non sono neanche troppo intelligenti.

            Il non volersi differenziare da questo governo vergognoso e, alla lunga, criminogeno ed il cercare continuamente dialoghi ed accordi, sta squalificando l'opposizione maggioritaria (DS + Margherita) agli occhi di ogni cittadino pensante. Comincio a pensare che una cosa giusta Fassino l'abbia detta: "Se non dovessimo avere il sostegno degli elettori al nostro progetto riformista, ne dovremo trarre le conseguenze e dimetterci!". Alla fine hanno deciso di non votare no. Dicendo montagne di sciocchezze che, al solito, non hanno interlocutori in quanto i famosi undicenni di cui prima sono stati tutti prenotati da banana.

             Allora sembra chiaro che l'argomentare di lor signori sia strumentale. Ma vi è il rilancio! Chiedono al sindaco di Firenze, il diessino Dominici, di indire una manifestazione contro il terrorismo a nome dei Comuni Italiani (ANCI). Con un tempistico gioco di squadra, Fassino dice che va benissimo ed invita a questa manifestazione anche coloro i quali sono fautori della guerra di aggressione all'Iraq (Banana boys). Altra dalemata del tipo Bicamerale. Non impareranno mai. Quale migliore occasione di lifting della banda al potere ?  Infatti aderiscono tutti: La Russa, Calderoli, Schifani, Bondi, Cicchitto, Casini, Pera, .... Peccato che non aderisca neppure un cittadino! Certo che come dimostrazione di raccordo tra elettori ed eletti è davvero eccellente!

            Così che la prode dirigenza DS ha infilato due bestialità, una dietro l'altra. Ma ora si rifarà in piazza il 20 marzo, e Fassino già dice quali sono le parole d'ordine del corteo. E' ridicolmente patetico costui che crede di poter fare il generale di truppe che non gli appartengono e che, per fortuna, sono LIBERE e non appartengono a nessuno. Qui però vi deve essere stato un qualche sondaggio in mano ai DS che noi comuni mortali non conosciamo. Devono aver saputo della loro popolarità in forte ribasso, dovuto al fatto che non li ha capiti nessuno! Ne guadagnavano Verdi e Comunisti italiani. Ed allora ecco la terza idea scellerata di quella dirigenza fallimentare dei DS. Creare un caso, provocare nel corteo del 20 marzo, per poter accusare non tanto i cento scemi che sempre si trovano, quanto l'opposizione interna al partito e gli alleati fedeli che rosicchiano consensi e voti. Detto e fatto.

            Nella manifestazione con servizio d'ordine amico, e cioè CGIL i diessini normali sono sparpagliati in tutto il corteo. Vi è solo un piccolo gruppo (circa 500 persone) che è compatto verso la fine. Questo gruppo con bandiere precede appena di poco i disobbedienti e i sostenitori della resistenza iraqena. Subito dopo vengono i gruppi cattolici come attac, pax christi, beati i costruttori di pace, acli, ... La dirigenza diessina, in modo losco, se ne resta chiusa nella sede del partito. Verso le 17 e 30 (il corteo era partito addirittura alle 12), per vie laterali, tenta di immettersi nel corteo quando (MA CHE COMBINAZIONE!!!) passano i disobbedienti e altri gruppi radicali. Fischi, urla e spintoni. Telecamere lì presenti in massa non riprendono NULLA di più di un normale alterco. Retromarcia dei dirigenti DS e, dal loro punto di vista, missione compiuta. Ora potranno pensare ai regolamenti di conti interni e con alleati.

            Iniziano i comunicati irresponsabili e demenziali. Inizia la profonda spaccatura tra la coalizione che dovrebbe battere i banana's boys per sola e vergognosa responsabilità di una presunta dirigenza avventurista e piagnona. Si arriva anche al ricatto dei collegi agli alleati. Sembra che i DS abbiano i voti a mezzadria e possano disporre a piacimento. Davvero uno spettacolo rivoltante! Ma non basta perché arriva D'Alema, il maestro perdente di tutto e sempre, colui che ci ha imposto banana, l'aggressione alla Jugoslavia, la riforma Berlinguer, i lavori precari (co.co.co. eccetera), che ha votato per l'eleggibilità di Berlusconi (nonostante la Legge Scelba del 1957), che non ha mosso un dito per il conflitto d'interessi, per la regolamentazione delle emittenze TV, per una revisione di questa vergognosa legge elettorale, .... Ecco, arriva D'Alema e spara alzo zero innanzitutto contro la minoranza del suo partito e poi contro gli alleati più stretti.

            Sarebbe d'interesse sapere se questi cialtroni saranno in grado di rimettere in grado una coalizione che possa battere banana. Oppure se si sono assicurati un vitalizio da banana per i continui servigi che gli fanno. Ma credo sia ora che questi personaggi, residui tossici di un partito che fu, vengano descritti per quello che sono. Mi servo di alcune cose scritte da Massimo Bontempelli per dare una immagine che è drammatica compatibilmente all'intelligenza e credibilità dei medesimi. Si tratta della degradazione antropologica del gruppo dirigente e del popolo della sinistra governativa.

            Chi è inserito da molto tempo nei partiti, nei sindacati, nelle associazioni  e negli ambienti di tale sinistra, ha una storia personale di continuo adattamento pragmatico a continui arretramenti ideali, a crescenti collusioni con le peggiori forme di potere, ad un progressivo abbassamento della politica ad amministrazione dell’esistente. Una storia simile non può non aver sedimentato una mentalità che è tutta una falsa coscienza, un grumo di rimozioni, una negazione della speranza. Chi ha una tale storia alle spalle si crede intelligente ed avanzato, mentre non comprende nulla del suo ruolo nella società che è quello di servo del totalitarismo neoliberista. E’ una persona totalmente amorale, che si nasconde a se stessa attraverso le sue attività di successo. Quando si trova di fronte a qualcosa che fa rivivere antichi valori abbandonati dalla sua vita, tende a cancellarlo, a negarne l’esistenza, comunque a non confrontarsi con il significato che manifesta. Della tradizione comunista non si può dire che non abbia conservato nulla: ha dimesso tutti i suoi ideali di giustizia, tutti i suoi propositi di combattere l’arbitrio dei poteri economici, ma ne ha mantenuto per intero molte cose, come il settarismo, l’intolleranza alle critiche, l’ottuso dogmatismo ideologico, messo oggi al servizio di un’ottusa ideologia, quella dell’economicismo aziendalistico come principio regolatore dell’intera società. Affidata a questa gente, contaminata da questa mentalità, la società nel suo insieme ha un destino di rovina se non si interviene rapidamente e drasticamente per riportarli alla realtà del loro ruolo,  che è SOLO secondario rispetto a quello dei cittadini che rappresentano.

Roberto Renzetti


3 marzo 2004

 

DIBATTITO SULLA SCUOLA

                        Ieri sera (02/03/04) ho avuto la ventura di vedere un dibattito in TV sulla scuola (Ballarò). Oltre al presentatore, Floris, erano in studio: Il ministro del MIUR Moratti, l’on. Meandri, Serena Dandini, l’ex sindacalista della CGIL ora a il Sole 24 ore (Giuliano Cazzola), la segretaria nazionale della CISL Scuola Culturali, un genitore cattolico e qualche altro poco importante. In collegamento vi era Umberto Galimberti.

                        Sono bastati pochi minuti per capire che vi era un qualche imbroglio da qualche parte. La Moratti ha fatto il suo mestiere, insultando con “Bugie!” a destra ed a manca. Ha letto cifre a senso unico. Ha parlato di scuola che vede finanziamenti aumentare. Ha detto che questa scuola è più rispettosa degli studenti e delle famiglie. Ha detto che il tempo pieno non sarà toccato e tante altre bestialità che vanno bene per bambini di quinta elementare, neppure tanto svegli (gli elettori di Berlusconi), oltre ai veri e propri complici e cointeressati. Fin qui nessuna meraviglia. Il ruolo che le spettava da mamma-cattolica-conservatrice-muccioliana-efficientista lo ha recitato alla perfezione.

                        Anche il genitore cattolico ha fatto il suo mestiere da vandeano: la famiglia è solo quella di due persone di sessi diversi sposata in chiesa; tale famiglia deve entrare sempre nelle scelte dei figli; la competenza della famiglia è superiore a quella di tutti gli altri che non conoscono bene i suddetti figli.

                        Il Cazzola pensiero prevederebbe un discorso a parte: le splendide carriere dei sindacalisti sulle spalle dei lavoratori, finalizzate ad arricchimento personale dovuto al livore di questi personaggi contro coloro che li hanno elevati a ruoli di prestigio. Brillava per ignoranza Cazzola, in pieno accordo con tutta la sua storia di ignorante per definizione. Qui era anche ignorante specifico, distintosi soprattutto per un pensiero (sic!): “La riforma delle elementari del 1990 [che prevedeva i moduli di 3 maestri su due classi, n.d.r.] è stata fatta solo per non far perdere il posto a molti maestri”. Lasciamo questo grasso servo del padrone e passiamo agli “amici nostri”.

                        Ecco qui c’è il vero stupore. Qui la meraviglia. L’addetta ai lavori, Culturali, non ha saputo mai ribattere alla Moratti. Non aveva le cifre, diceva. Non ho parole per chi fa questo per mestiere e mostra la non conoscenza dell’ABC del mestiere medesimo. Ricordo che nel frattempo costei (e gli altri dirigenti sindacali) è diventata dirigente scolastico, senza colpo ferire. Sarebbe d’interesse conoscere la preparazione in questo ruolo della Culturali & Co. Ma lasciamo perdere anche questo personaggio: era spuntato in partenza in quanto non poteva citare le migliaia di professori di religione immessi nei ruoli dello Stato e neppure i finanziamenti alle scuole confessionali.

                       Resta il presenzialismo della Melandri. Credo che qui si sia raggiunto il colmo da parte dei dirigenti diessini: mandano una incompetente sulla vicenda credendo che di scuola tutti possano parlare (errore ferale!). Altro colmo è che la Melandri si è prestata a fare una figura meschina convinta dall’alto della sua presunzione che “vengo io e li ammazzo tutti”. Purtroppo ha fatto una pessima figura e, su tutta la linea, ha permesso che vincesse Moratti (il che è un tutto dire, il che mostra come sia possibile in due ore perdersi il patrimonio delle migliaia di persone che sono scese in piazza in questi giorni contro la lanzichenecco Moratti. I poveri diessini continuano a sparare a palle incatenate contro la sinistra, rea di far perdere voti alla fiorente coalizione (Uniti per l’Ulivo) in marcia verso la futura Democrazia Cristiana. Basta un’operazione indegna di questo tipo per perdere di un colpo un milione di voti.

                        Presunti dirigenti diessini siete incapaci. Convincetevene! Andatevene! Finitela! Più tempo restate più danni irreversibili fate!

                        Naturalmente restano Galimberti che ha detto cose importanti ma non poteva far fronte al fuoco reazionario e al presunto fuoco “amico” e Dandini che ha mostrato ancora una volta che, oggi, l’informazione la debbono fare i comici, data la latitanza dei politici.

                        E tutti noi, dato il ricatto di Berlusconi, dovremo votarli. Altro che turarsi il naso!


22 gennaio 2004

 

L'OPPOSIZIONE

           

La situazione del nostro Paese peggiora di giorno in giorno. Nessuna speranza in un governo che fa gli affari di un sol uomo e in una maggioranza costituita da parlamentari ciascuno al servizio di se stesso.

            L'opposizione sembra non esistere. Come un essere morente steso a terra. Dà segni di vita solo se gli si dà qualche colpo. Poi continua a essere morta. In Italia vi sono coloro che aspetterebbero una alternativa ma oggi ci vanno convincendo che si cambi pure il gruppo degli uomini: nessuna speranza sulle politiche, sono e saranno neoliberiste. Ci si sta dimenticando delle più dure conquiste di tutti i lavoratori, scuola e sanità pubblica, diritto al lavoro, diritto alla pensione, in genere il diritto ad una vita degna. Queste cose dovrebbero essere mantenute, difese e potenziate dall'alternativa auspicata. Invece ci raccontano balle sopra balle. Ci parla un nulla: un inutile Rutelli ci spiega che in Italia occorre reintrodurre le gabbie salariali, per uno stesso lavoro paghe differenti. Ci dice che occorre elevare di due anni l'età pensionabile. E queste cose ce le dice chi non ha mai lavorato e non sa neppure cosa sia la fatica e far quadrare i conti di una famiglia NORMALE, come la gran parte delle famiglie italiane.

            Tutto questo sta creando un effetto malefico: per togliersi di torno la banda al potere, ci dobbiamo turare il naso ? Io credo vi sia un limite a tutto e vedremo nei prossimi giorni e mesi se l'opposizione avrà valicato questi limiti. Oggi vive ai margini e ci vuole davvero poco perché divenga portatrice degli stessi interessi della maggioranza, magari in modo più pulito, sedendosi a tavola senza mangiare con le mai e pulendosi il viso con la tovaglia (semmai ce n'è una).

            Ormai non esistono più dei partiti espressione di gruppi sociali, difensori di principi e di ideali. Sono dei gruppi di potere che elaborano in proprio ciò che, secondo loro,  vogliono i cittadini. E noi dobbiamo dir loro che non siamo indifferenti, che li controlliamo da vicino, che non debbono credere di avere licenza di tutto. Con molta maggiore rabbia li sbraneremo qualora tentassero di vendere i voti di chi ha legittime aspirazioni di migliorare la qualità della propria vita, al mercato liberista delle vacche.

Roberto Renzetti


23 gennaio 2004

 

LA SCUOLA

            Oggi è una giornata di lutto per la società nel suo complesso prima che per la scuola. Gli incompetenti al potere continuano a dare mazzate a tutto ciò che è servizio per i cittadini. La scuola, un caposaldo di civiltà precipita sempre più giù e perde il tempo pieno. Frasi stupide, assolutamente vuote del Presidente del Consiglio a consolazione di una inconsolabile Moratti. Minacciava di andarsene. Occasione unica per disfarsi di quel cadavere di ministro che già puzza. Invece questi ci sguazzano all'interno di orride fogne. Con pantegane rincorrentesi, mordicchianti, squittenti: uno schifo che dovremo toglierci di torno al più presto.

            Il migliore pezzo della nostra scuola, quello che il mondo ci invidiava è caduto sotto i colpi degli interessi privati: da una parte la Chiesa che sempre sottobanco vuole prebende, dall'altro il duce che ha sempre bisogno di consensi, dall'altra ancora il popolo italiano, il più ignorante tra i popoli cosiddetti civilizzati. E' sempre di oggi la notizia di Italia come Paese con circa la metà degli abitanti ANALFABETI. Ringraziamo la televisione, i miti, il successo, l'aspetto, il fisico, l'apparire, il denaro, le tette ed i culi. E' il mondo che solletica la Chiesa e contro il quale non dice una sola parola. Basta che arrivino soldi alle scuole private che ruotano intorno a questa intelligente istituzione, in grado di spillare a tutti migliaia di miliardi ed ora capace di far togliere il tempo pieno a famiglie bisognose, per un pugno di euro che lo Stato gli darà in più.

            Non si può essere buonisti. Al momento opportuno è necessario rendere definitivamente inoffensivo il veicolo di questi scempi: Silvio Berlusconi.

Roberto Renzetti


24 gennaio 2004

 

UNA GIORNATA PARTICOLARE

            Mi è venuto in mente il film di Scola, quello con Sofia Loren e Marcello Mastroianni, mentre stamane lavoravo alla mia scrivania. In quel film nasce una bella storia tra due persone mentre fuori vi è una manifestazione del regime fascista. Altoparlanti disposti nelle strade diffondono le parole del Duce. Tutti vanno ad ascoltarlo. Ed il condominio resta vuoto con i nostri due interpreti che si conoscono e vanno ad amarsi. Ma, nel sottofondo, sempre quella voce "orrenda".

           La mia scrivania è disposta in modo che io dia le spalle alla TV. Era accesa su Rete 4 che dava in diretta la manifestazione del decennale (non dice nulla?) di Forza Italia. Parlava Berlusconi in una atmosfera che intimoriva chi, come me, ha memoria famigliare del fascismo. Le sue parole mi riportavano ad "una giornata particolare".

            Ma chi lo fermerà questo fantoccio? Chi riuscirà a dire a tale personaggio che è ora che ci lasci in pace, è ora di tranquillità, di voglia di ricostruire, di trovarci pronti a livello internazionale alla competizione, ... Perché dobbiamo sempre avere un'ancora di piombo legata la piede che c'impedisce di prendere il volo?  Perché dobbiamo rassegnarci ai venditori di tappeti, perché dobbiamo avere concittadini plaudenti il pagliaccio? Fine del senso critico? Continuo oltraggio all'intelligenza? Impossibilità di emergere da un mare di nulla che si fa tempesta di nulla?

            In questa "giornata particolare" non posso non pensare alla sonda spaziale europea che ruota intorno a Marte. Sta avendo successi importantissimi: per la prima volta ha stabilito l'esistenza di acqua in quel pianeta. Il rivelatore ad infrarossi è stato progettato e realizzato in Italia! E' solo una delle ultime imprese dei nostri eroici ricercatori che vanno estinguendosi? Quando, tra qualche decennio, ci si chiederà come si sono estinti tali giganti, sarà inutile ricercarne le cause in meteoriti o in eruzioni. Gli assassini ci sono e li conosciamo nome e cognome.

            E' urgente fare qualcosa ...


26 gennaio 2004

 

GLI AMICI NOSTRI

           E' già da tempo che questa cosa è nell'aria. All'inizio credevamo che si trattasse di quale mossa strategica. Poi, piano piano, abbiamo inteso il fatto in tutta la sua drammaticità: i nostri pretesi leader politici sono incapaci!

           Non ho alcuna voglia di discutere delle abilità di banana e cloni vari, mi limito agli amici miei, ai cosiddetti leader dell'opposizione. Solo un paio di cosucce, così ....

            Intanto il nostro campione dell'incapacità politica (tattica e strategica) è di gran lunga Massimo D'Alema. Ricordo malvolentieri a tutti noi quante ne ha fatte (di note) e nojn in ordine di importanza:

- ha dato credibilità ad un venditore di tappeti, ad un piazzista da strapazzo, promuovendolo (e con ciò promuovendosi) statista nell'impresa famigerata delle Bicamerale che avrebbe dovuto modificare la struttura dello Stato con importanti modifiche costituzionali. Il piazzista ha giocato come il gatto con il topo stupido. Ha preso dalla Bicamerale tutto ciò che gli serviva (giustizia, e come no?)  e poi se n'è andato. Nel frattempo erano passati due anni e mezzo e la legislatura non aveva più i tempi per mettere mano a modifiche importanti. Così, entrati in Bicamerale con due statisti in pectore ne siamo usciti con uno scemo ed un furbastro

- ha permesso che i Carabinieri diventassero un corpo autonomo dall'Esercito. Cioè ha premiato il golpismo strisciante di questo corpo

- ha portato l'Italia in guerra offensiva contro un Paese sovrano con un attacco premeditato in violazione totale della nostra Costituzione. Per di più ha mentito all'Italia affermando ripetutamente che egli offriva solo le basi militari

- ha accettato i voti di Cossiga ed "i suoi 4 gatti", cioè di Gladio e del più feroce atlantista e tra i più discussi personaggi della Repubblica

- ha ripetutamente attaccato lo Stato Sociale e ne ha smantellato buona parte precarizzando il lavoro con il famigerato "pacchetto Treu"

- ha dato via libera alla "Riforma Berlinguer" della scuola: la più oscena opera di destrutturazione della scuola pubblica (a margine di ciò ha messo mano con effetti nefasti sulle scuole italiane all'Estero mediante l'articolo 9 della legge 147) fino alla Moratti

- ha violato la Costituzione concedendo finanziamenti alle scuole private

- ha dato il via all'immissione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica

- ha creato lo spoil system e le dirigenze che, di fatto, hanno tolto ogni parvenza di democrazia all'organizzazione del lavoro pubblico

- ha inventato Ciampi alla Presidenza della Repubblica, quando in pista vi era il collaudato e validissimo Scalfaro e per buon peso anche Rutelli (era arrivato il momento delle elezioni del 2001 ed il "nostro generale" ha fatto vedere di che tempra era fatto: E' SCAPPATO a Gallipoli lasciando al comando l'ignoto ed incapace Rutelli

- si è sempre scagliato con ogni veemenza contro chiunque si "muovesse" contro l'attuale governo e contro chiunque tacciasse banana di essere a capo di un regime

- ha votato e fatto votare per l'eleggibilità di Berlusconi, nonostante la Legge Scelba del 1957 lo vietasse

- non ha fatto NULLA per fermare il conflitto d'interessi

- ha costruito insieme ad Amato la fondazione Italiani/Europei che pubblica una rivista omonima ed un quotidiano vergognoso, al livello dei peggiori fogliacci reazionari, dal nome "il Riformista.

            Poiché a questo punto sono molto abbattuto, cito solo altri due nostri campioni:

- Amato, il marziano, a detta di Craxi. Colui che non sapeva nulla della corruzione PSI e se sapeva non ricorda.

- Rutelli ... il nulla. Uno che ha rinnegato anche le braghe che porta. Un mangiapreti radicale che: si è battezzato, si è risposato in Chiesa, ha battezzato i figli, manda i figli in scuole confessionali, ha fatto l'agit prop della Chiesa in occasione del Giubileo, ha tolto i finanziamenti al Gay Pride per non dispiacere alla Chiesa, ha votato contro la fecondazione assistita per non dispiacere alla Chiesa, simpatizza per l'Opus Dei, aiuta il governo di banana con proposte di aumento di due anni dell'età pensionabile,.....

            Beh, aspettando Prodi, a questo punto non ci resta che piangere ...


3 febbraio 2004

 

PASSEGGIANDO

              Vado in giro per la città. Per strada, nel supermercato, nel giardino. Incontro persone, ma niente più allegria. Tutti a testa bassa pensando a quello che penso io. Con i soldi che abbiamo, troviamo sempre maggiori difficoltà a tirare avanti. Poi sentiamo parlare alcune vecchie bestiacce in TV e ci rallegriamo pensando che è una nostra impressione. Lo dice il nano mentale Brunetta insieme al gigante d'idiozia Buttiglione (chissà perché ambedue mi fanno subito pensare che in fondo le razze esistono!): gli italiani stanno bene, sono i media (leggi: carta stampata) che creano il problema. Mi fermo a riflettere, mi guardo intorno, vedo i prezzi al supermercato e mi dico che abbiamo creato questi mostri di politici ed ora dovremo sbarazzarcene. Ma anche gli amici nostri parlano d'altro. Le vicende che toccano da vicino ciascuno di noi, il nostro costante impoverimento, non preoccupa più di tanto. Leggo i sondaggi elettorali e mi stupisco: possibile che Berlusconi non è sceso sotto zero? Possibile che mantiene un 20% di intenzioni di voto? Possibile che ho tanti concittadini o completamente stupidi o completamente dentro il sistema criminale che ci governa?

             Continuo con la spesa. Una signora, dopo aver pesato e prezzato i peperoni, quasi strilla tra sé: "Quattro peperoni, 8 euro! ma se li mangiassero loro!" e lascia quel pacchetto su una cassetta di cipolle. Ed è una scena che si ripete sempre più spesso. In TV non vediamo niente del genere. 

             E' che siamo distratti. 


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