La rabbia esplode in
una fabbrica "happy meal" cinese
Vincent Kolo
www.chinaworker.info
La città di
Dongguan nel sud della Cina è
stata teatro ancora una volta di una protesta esplosiva contro la
lunghezza dell´orario di lavoro, i bassi salari e le condizioni
schiavistiche di lavoro.
Più di 1000 lavoratori hanno organizzato
una dura protesta tra il 22 e il 23 luglio nella fabbrica di Hengli, di
proprietà della Merton Company che ha i suoi uffici a Hong Kong. Questa
azienda è una grande fornitrice di giocattoli di plastica per
multinazionali americane e canadesi come la McDonald's, la Disney, la Mattel e
Hasbro. La protesta contro i bassi salari, la mancanza
completa di ferie, e le misere condizioni di vita è iniziata nei
dormitori dove vivono ammassati gli operai, la notte di sabato 22
luglio. Essa si è poi trasformata in una "rivolta operaia
autorganizzata" che si è prolungata la domenica. Ne è seguita una
battaglia campale con le guardie dell´azienda e più tardi con un
centinaio di birri della polizia locale e delle squadre antisommossa.
Decine di operai sono stati arrestati e molti altri feriti. Secondo il
resoconto di un testimone uno scontro violento tra le guardie e gli
operai è fuoriuscito dai dormitori nella notte del 22 luglio. Gli
operai hanno fatto uso di idranti per respingere le
guardie, delle auto
sono state rovesciate e I computer
spaccati, prima che la polizia
riprendesse il controllo della
fabbrica completamente.
Condizioni
Inumane
Gli operai della fabbriche della Merton in Cina spesso
lavorano 11 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, raggiungendo
anche fino a 70 ore di straordinari mensili. In violazione della
legislazione cinese che limita a 36 ore gli straordinari mensili gli
operai di questa fabbrica ricevono circa 71 dollari al mese, ovvero il
salario minimo pagato nel Dongguan, ma ne devono versare un quarto all´azienda
per pagarsi i pasti e il giaciglio del dormitorio. L´azienda
deduce parte del salario se i lavoratori rifiutano di fare straordinari
e non paga ai lavoratori neppure le festività, i giorni di vacanza o di
malattia. Gli straordinari non sono pagati una volta e mezzo la paga
oraria normale come prescrive la stessa legislazione cinese.
L´
esplosione di una serie di agitazioni
della fabbrica di Hengli, la
quale impiega circa 10.000 operai, ha
provocato reazioni imbarazzate da
parte della McDonald che cerca di evitare in ogni modo cattiva
pubblicità per le inumane condizioni in cui vengono sottoposti gli
operai, condizioni del resto comuni un po´ in tutta
la Cina. Secondo
gli operai della fabbrica, infatti
circa la metà della produzione va
alla McDonald's. Questi giocattolini collezionabili, che si possono
trovare negli "Happy Meal" menu vengono usati dalla
multinazionale del
cibo precotto per allettare i bambini
a una esistenza fatta di cattive
abitudini alimentari.
"Abbiamo bisogno di conoscere meglio
i fatti"
è stata la prima dichiarazione di
Lisa Howard, direttore delle
relazioni pubbliche della McDonald,
la quale ha confermato che l´
azienda acquista giocattoli nella
fabbrica di Hengli. "Esigiamo un
inchiesta approfondita" ha dichiarato la Howard al New York Times.
La
Merton, e la sua cliente l´americana
Creata Promotions, hanno lanciato
una loro campagna nel tentativo di limitare le ricadute politiche
negative per quanto avvenuto hanno negato che la rivolta fosse da
collegare alle misere condizioni che vivono I lavoratori. Michael
Lillioja, il Direttore esecutivo della Creata, ha utilizzato un
colorito linguaggio shwartzenegerriano per spiegare che la protesta di
Hengli è esplosa a causa "del cattivo umore dei dipendenti, del tutto
passeggero".
Chiaramente comunque l´azienda ha più che un "dipendente
di cattivo umore" da affrontare.
Infatti la Merton Company non è la
prima volta che sorvola con le sue pratiche infami. In un rapporto del
China Labor Watch veniva segnalato come "gli operai lavorano 12,5 ore
al giorno di media, passano all´interno della fabbrica 16,5 ore della
loro giornata e devono lavorare l´intera notte quando le spedizioni
incombono." A Donguan, un centro industriale cinese di 2 milioni di
abitanti che si trova sul delta del fiume "Perla" ovvero uno dei fulcri
dell´esportazione cinese le manifestazioni, le proteste e gli scioperi
operai si susseguono frequentemente. Proteste di questo tipo sono state
innumerevoli: la forza lavoro in primo luogo di recente immigrazione ha
iniziato a flettere i muscoli, imparare a battersi per i propri
diritti e contrastare lo sfruttamento selvaggio. Scontri di questo
genere avvennero nella fabbriche di Dongguan di proprietà della azienda
calzaturiera "Stella" alla metà del 2004. In quel
caso alcuni
lavoratori - alcuni dei quali solo
sedicenni - furono condannati a 3
anni e mezzo di prigione. Una campagna internazionale di solidarietà
condusse poi alla liberazione di tutti e 10 gli operai condannati.
Azioni simili devono organizzate a sostegno dei lavoratori della
Merton. Un film girato dalla polizia potrebbe condurre alla
identificazione dei presunti "capi" che potrebbe condurre a pesanti
condanne come deterrente di altre possibili future lotte. Questi
lavoratori devono essere difesi dai rivoluzionari e dagli altri
lavoratori di tutto il mondo. Qualcuno potrebbe dolersi dei danni alla
proprietà senza comunque tenere conto che i
lavoratori si trovano in
una condizione in cui gli viene
impedito sistematicamente di formare
liberi sindacati e strumenti legali per difendere i loro interessi. La
responsabilità di ogni violenza è quindi della Merton Company e dei
suoi partners internazionali, conniventi nel tenere i lavoratori in
tali condizioni inumane.