FISICA/MENTE

 

 

Cronologia della storia della scuola

da: http://www.bibliolab.it/scuola/cronoscuola.htm 

La scuola nel regno di Sardegna

Fino alla metà del XVIII secolo
L'insegnamento elementare e medio è legato alla precettistica privata, non ad una istituzione pubblica MA
lentamente si va affermando un nuovo principio: l'educazione non è da affidarsi a un precettore; la formazione deve diventare un affare della comunità e dello stato
Infatti dalla seconda metà del Settecento l'illuminismo, la rivoluzione francese pensano ad ... una scuola pubblica (anche a livello popolare)
I liberali sostengono che il problema scolastico popolare è lotta politica ed economica, carta vincente per cambiare la società dal concetto di citoyen: il popolo è parte attiva per il mantenimento di una nazione
Ma vincente sarà il surrogato di tale ideologia che sceglierà la classe moderata egemone. La scuola serve a formare un suddito attivo collaboratore per la nuova società (imprenditoriale e interclassista) suddito collaboratore
Tuttavia le classi popolari continuano principalmente ad essere assillate da problemi di sopravvivenza
In quest'ottica di statizzazione e centralizzazione della gestione della scuola:
Settecento Regno di Sardegna

1)

Scuole popolari tenute dal parroco: si insegnano con il catechismo e le preghiere i primi elementi del leggere, scrivere e far di conto "turba di sudici ragazzi" (delibera consiglio comunale di Carmagnola)

2)

Pubbliche scuole (1772): scuole elementari, corso d'abbecedario, appendice propedeutica ai più alti gradi di studio. Grammatica e sintassi latina (Cicerone, Cornelio, Fedro, Virgilio, Della Casa); trascurate storia, aritmetica, italiano ma scarsa considerazione e scarsi finanziamenti

3)

1772 Regie Costituzioni e Regolamenti per l'Università di Torino, ma il corpo docente è costituito in gran parte da religiosi (concordato 1727). Il magistrato della riforma usa metodi polizieschi e contro la libertà di insegnamento a difesa della Corona e della religione
Periodo napoleonico Napoleone, governo occupazione francese
riforma scolastica ordini primario e secondario a carico dei comuni maestri nominati dai comuni assunti per concorso
licei e scuole speciali a carico dello stato borse di studio per giovani meritevoli
didattica: il metodo "normale" di Soave
1812: istruzione primaria obbligatoria e gratuita MA

non vi furono sensibili miglioramenti

Dopo la restaurazione Stato sabaudo
All'inizio si torna al 1772 e agli ordini religiosi
1822 Regie Patenti di Carlo Felice
Scuola elementare non basata sul latino: lettura, scrittura, aritmetica, catechismo. Scuole comunali di due anni, sei ore al giorno con il metodo "normale"
Maestri nominati e pagati dal comune con certificato rilasciato dal vescovo spesso propositi disattesi per la povertà dei municipi
La religione cattolica pervade ogni aspetto della scuola (orazioni, catechismo) l'intenzione era quella di fabbricare sudditi fedeli e obbedienti alla Chiesa e allo Stato
dal 1831 al 1848 Carlo Alberto
Molti fermenti: nascono gli asili, si stampano riviste educative, si istituisce una scuola di preparazione per i maestri (1844)
Istruzioni ai maestri del 1840, scuola pedagogica di Vincenzo Troya: attenzione agli alunni culturalmente più svantaggiati eredità per il Regolamento del 1853 del Cibrario e poi per Boncompagni e Casati

MA

continuano grandi carenze: i tre quinti della popolazione è analfabeta
1848 Buoncompagni
Si crea il Ministero della Pubblica Istruzione, sotto il sistema dello stato la pubblica istruzione
Elementari (2 inferiori, 2 superiori)
Secondaria (3: grammatica; 2: retorica e lingue antiche; 2: filosofia)
Università; scuole tecniche
lo stato sabaudo sa colmare il vuoto della scuola primaria, creandone una che è frutto di maggiore consapevolezza politica del suo ruolo (controllo dello stato e non iniziativa privata) anche se è un sistema centralistico che ben presto rivela problemi di burocratizzazione

POI

si arriverà alla Casati, punto di riferimento per la classe liberale che guiderà il nuovo regno
In conclusione Lo stato sabaudo è un piccolo stato di frontiera, ma fin dal 1848si attrezza per il grande balzo espansionistico

MA

rivela le ambiguità e le contraddizioni della classe liberale: il popolo è una classe subalterna cui non si vuol dare una solida istruzione di base, ma solo una infarinatura dei primi rudimenti culturali, performare sudditi fedeli al re a alla patria il surrogato del citoyen

E

a questo scopo ben si allea il sentimento religioso, inculcato nelle scuole secondo la forma tramandata dalla Chiesa. nonostante i contrasti

La legge Casati

il dibattito sulla scolarizzazione si connette al problema del controllo sociale. 

2 tesi :

  1: controllo sociale attraverso l'ignoranza:

Se anche si diffondesse la cultura a minute proporzioni, avverrebbe sempre che il popolo perderebbe la sua primitiva ingenuità e semplicità, e si allontanerebbe dalle tradizioni, non amerebbe più l'autorità; l'insegnare a leggere e a scrivere al popolo è cosa di poca utilità e che può portare a funesti effetti

Il vero amico del popolo, periodico pontificio, 1853
2: il controllo sociale attraverso l'alfabetizzazione:

Dove vi è più istruzione della massa, il Popolo è più costumato e tranquillo: rispetta i Magistrati, eseguisce le leggi, apprezzandone i vantaggi e riconoscendo la necessità del vincolo, che la società covile costituisce e conserva 

Memoria sull'istruzione elementare diretta al granduca di Toscana, 1838
1859 legge Casati regio decreto n.3725 del 13/11/1859
il testo della legge è innovativo, in via di principio, rispetto ad Europa = obbligatorietà, gratuità ed unicità del grado elementare di istruzione 
ma l'Italia si trova in una condizione di analfabetismo peggiore rispetto agli altri paesi europei, determinata da arretratezza economica

la legge approvata è coerente con l'arretratezza economica dell'Italia e con i limiti alla partecipazione politica che risultano evidenti dalla legge elettorale (= diritto di voto a cittadini dai 25 anni, alfabeti, che pagassero almeno 40 lire di imposte annue)

 
principi di riferimento della legge:
  • diritto-dovere dello stato a sostituirsi alla Chiesa nell'organizzazione delle strutture educative (ma affiiancandosi più che sostituendosi realmente)
  • obbligatorietà del primo biennio elementare (mai fornita di dispositivi legislativi di attuazione)
  • la gratuità e unicità dell'istruzione elementare (ma non è considerata scuola di base ma scuola preparatoria a gradi superiori di istruzione)
  • introduzione di scuole normali per la preparazione dei maestri
  • amministrazione scolastica centralizzata sotto la guida del Ministro della Pubblica Istruzione
 
amministrazione scolastica = struttura piramidale:
  • ministro
  • consiglio superiore di 21 membri di nomina regia
  • 3 ispettorati generali (studi superiori, secondari classici, tutti gli altri)
  • rettore (università) regio provveditore (scuole secondarie) ispettore (scuole primarie --> nel 1867 e riassorbito da provveditore) per ogni capoluogo
  • Consiglio provinciale scolastico (provveditore, ispettore, presidi liceo, direttori ginnasio, direttori scuole e istituti tecnici, e rappresentanti di deputazione provinciale e di capoluogo)
istruzione secondaria classica = 
per la riproduzione elite
  • ginnasio = 5 anni (in tutti i capoluoghi di provincia a carico dei comuni)
  • liceo = 3 anni (uno per ogni provincia, a carico dello stato eccetto i locali e il materiale non scientifico)
istruzione secondaria tecnica = 
per impieghi pubblici, industria, commercio
  • scuole tecniche = 3 anni (gratuite, a carico dei comuni, ma lo stato contribuisce per metà delle spese per stipendi, se comune assolve a compiti di istruzione primaria e classica)
  • istituti tecnici = 3 anni, distinti in sezioni (a carico di stato eccetto i locali e il materiale non scientifico)
istruzione elementare (a carico di comuni con possibili integrazioni statali) dai 6 anni, distinti tra maschi e femmine
  • biennio inferiore (obbligatorio e gratuito, a carico di comuni, ma attivabile in proporzione alle loro facoltà e ai bisogni degli abitanti [art.137] + stipendi di insegnanti subordinati a distinzione tra urbane e rurali e ad agiatezza di comune)
  • biennio superiore (nei comuni sede di istituti secondari e con popolazione superiore a 4.000 abitanti)
formazione maestri istituzione di 9 scuole normali per preparazione di maestri, triennali, con accesso a 15 anni (femmine) e 16 (maschi)
carenze della legge resta fuori istruzione tecnico-professionale e infantile (di fatto affidata al clero con funzioni di controllo sociale; la scuola materna pubblica compare solo nel 1968)

lo stato investe pochissimo nell'istruzione, affidando ai comuni grandi oneri:
negli anni '70 ci sono in Italia 8789 comuni, di cui 7807 sotto i 5000 abitanti e con scarse risorse finanziarie

 
1877 1141 comuni provvisti di locali idonei / 7160 di locali non idonei
+
5175 scuole con locali buoni, 12.500 con locali mediocri, 19.967 con locali insufficienti
+
solo dal 1895 il banco a due posti è regolato in base all'altezza
Giorgio Canestri

120 anni di storia della scuola 1861/1983

Torino, Loescher, 1983

condizione dei maestri figura dequalificata e poco istruita, subordinata e ricattata dai comuni = manca la tutela giuridica + forte ventaglio retributivo
1872 Pasquale Villari = descrizione delle misere condizioni dei maestri La scuola e la quistione sociale in Italia.
Nuova Antologia,
XXI, novembre 1872

La scuola della Sinistra storica

1877 = Sinistra al potere Legge Coppino = norme attuative della Casati e sua estensione a tutto il territorio nazionale --> già attuata dal 1861 ma in modo insufficiente
obbligo fino a 9 anni --> ma accetta la povertà come impedimento legittimo
livelli di alfabetizzazione negli anni '80

1883

ancora 1.300.000 potenziali studenti non hanno scuole nei loro comuni
1882 nuova legge elettorale = elettivi i sindaci dei comuni con più di 10000 abitanti
vota il 6.9% della popolazione = maschi dai 21 anni con il primo biennio elementare e/o pagare almeno 19,80 lire di imposte = allargamento a piccola borghesia e piccoli proprietari --> crescita di interesse da parte dei partiti per l'istruzione
crisi economica di fine '800 rallentamento nella crescita degli alfabetizzati = necessità di lavoro minorile anche per sostituire genitori emigrati
1886 Legge sul lavoro minorile = vietato ai minori di 9 anni
1888 istituzione di patronati scolastici --> ma facoltativi
1902 divieto di lavoro minorile elevato a 12 anni
1911 Legge Daneo-Credaro = patronati obbligatori + avocazione di scuole elementari a stato --> ma parziale = esclude comuni capoluogo e comuni che adempiono per 5 anni a prescrizioni legislative e con analfabeti non superiori a 25%
condizione maestri con la sinistra al potere progressivo lento miglioramento
1876 aumenti stipendi minimi
1878 istituzione monte pensioni
1885 limiti a discrezionalità di assunzioni da parte dei comuni
1886 rivalutazione salari minimi ma restano 24 livelli retributivi e distinzione tra scuole urbane e rurali
formazione maestri progressivo miglioramento
1896 nuova legge che abolisce distinzione tra scuola normale inferiore e superiore legge n.293 del 12/7/1896
ma =/= tra maschi e femmine (--> non ammesse a ginnasio ma preparate in apposita scuola preparatoria)
aggiornamento affidato a conferenze pedagogiche
istruzione secondaria classe dirigente le attribuisce importanza per formazione classe dirigente (classico), per ceto piccolo-borghese (tecniche) e per lavoratori (professionale)
istruzione tecnica molte variazioni nei programmi
1860 regolamento Mamiani = 4 sezioni: commerciale-industriale, agronomica, chimica, fisico-matematica
1865 9 sezioni = chimiche, meccaniche, marina mercantile, mineralogia e metallurgia, ragioneria --> ma molte non vengono neanche attivate
1871 e 1876 da 3 a 4 anni
5 sezioni: fisico-matematica, agronomica, commerciale, di ragioneria, industriale
primo biennio comune con prevalenza di cultura generale
1877 tornano sotto il Ministero della pubblica istruzione, dopo essere stati, dal '61 al '76, sotto il ministero di industria, agricoltura e commercio --> resta fuori ancora l'istruzione professionale
industriali e movimento operaio e cattolico (1892: Rerum Novarum di Leone XIII) premono per opposte ragione per una maggiore attenzione all'istruzione tecnica --> ma gli iscritti ai tecnici superano gli iscritti al classico solo dal 1906
università 1862 15 statali e 4 libere --> ma ipotesi di ridurle a 6 nelle quali fosse possibile laurearsi --> obiettivo = rigido controllo centralizzato di istruzione superiore --> fallisce ma riesce ad ostacolare l'autonomia degli atenei
gli iscritti raddoppiano tra il 1881 e il 1901
1871 1881 1901
12.446 12481 26.613
ma insufficienti per le necessità della formazione scientifica --> nascono scuole speciali di ingegneria e di agraria ma è lungo il cammino verso l'equiparazione
dati statistici gli analfabeti passano, tra il 1871 e il 1921, dal 68,8% al 27,3%
ma le differenze rimangono forti tra Nord, Centro, Sud e Isole
la crescita modesta sconta due opposte tendenza che caratterizzano l'Italia di fine '800:
  • l'aumento di reddito derivante dall'industrializzazione facilità l'accesso alla scuola
  • l'industrializzazione con la richiesta di lavoro dequalificato aperto a donne e bambini facilita l'evasione dell'obbligo scolastico
1901 nasce l'UMN = Unione magistrale nazionale
1902 nasce la FNISM = Federazione nazionale insegnanti scuola media
1903 approvazione dello stato giuridico degli insegnanti elementari
1904 estensione dell'obbligo a 12 anni
+
elementari ridotte a 4 anni per chi continua gli studi con aggiunta di V e VI per chi non continua
+
scuole serali e festive per il recupero dei semianalfabeti
Legge Orlando,  8 luglio 1904, n.407
1911 comparsa del Liceo Moderno --> poi Scientifico con la Riforma Gentile
1906 approvazione dello stato giuridico degli insegnanti medi
1906 legge che abolisce le limitazioni per i Comuni rispetto all'istituzione di scuole elementari
1910 per il lavoro minorile diventa obbligatoria, nel libretto di lavoro, la notazione sull'adempimento dell'obbligo scolastico
1910 Camillo Corradini, direttore generale di istruzione primaria pubblica L'istruzione primaria e popolare in Italia, inchiesta in 4 volumi

precedenti:
- inchiesta del consiglio superiore nel 1864
- inchiesta Buonazia nel 1887

1918 sgg molti progetti ma nessuna legge fino al 23

prime discussioni su laicità della scuola e su esami di stato

Da Gentile a Bottai

1923 Riforma Gentile
gerarchia carattere fortemente gerarchico = ministro, sottosegretari, provveditori regionali, capi d'istituto

nomina regia di rettori e di istituti superiori con autonomia amministrativa
+
nomina regia di consiglio superiore e consigli provinciali e regionali subordinati a provveditori
docenti prof. sottomessi a controllo di preside con note informative per verificare dedizione anche extrascolastica
ordini di scuole elementari

medie = ginnasio 3 anni + 3 liceo
             tecniche inferiori 4 anni + 4 di superiori
             magistrali 4 anni + 3 di superiori
             medie 4 anni + 4 di liceo moderno
             medie 4 anni + 3 di liceo femminile

istruzione complementare = 3 anni dopo le elementari, senza sbocchi

istituzione dell'esame di stato
modello di cultura Unico ad avere sbocchi universitari a tutto campo è il classico = stratificazione gerarchica con il vertice nel classicismo umanista = cultura disinteressata di classi dirigenti

in altri tipi di scuole miscele diverse di cultura classica 

Lucio Lombardo Radice = programmi per le elementari
critiche da socialisti x impianto classista 

da imprenditori x impianto classicista --> Italia afflitta da disoccupazione intellettuale = specchio di arretratezza culturale ed economica rispecchiate nella legge

condizione insegnanti peggioramento e divisione in caste con quelli del classico al vertice --> per i maestri la sensazione di una scuola dequalificata e poco formativa
popolazione studentesca calo di iscritti alle medie inferiori e superiori

forte calo di iscritti a scuola complementare
+
calo di iscritti a università in discipline scientifiche 
+
spostamento nominale di obbligo a 14 anni
ritocchi
1923-27 corsi integrativi da scuola complementare a istituto tecnico e liceo scientifico --> 1932 --> trasformata in scuola di avviamento professionale
1924 I congresso della Corporazione della scuola --> 1926 sciolte associazioni di insegnanti

Pietro Fedele ministro pubblica istruzione
1926 Opera Nazionale Balilla = nata per il controllo dell'educazione fisica --> 1929 sotto il controllo del Ministero dell'educazione nazionale legge 3/4/1926
1929 libro unico di stato = 5 milioni e mezzo di copie da Poligrafico di Stato legge 7/1/1929, n.5
1929 Concordato
1931 obbligo del giuramento al re e al fascismo per gli insegnanti universitari + obbligo tessera PNF per tutti gli insegnanti
1933 scuole elementari sotto gestione diretta di Stato
rd 1/7/1933, n.786
1934 cultura militare obbligatoria per medie inferiori, superiori e università legge 31/12/1934 n.2132
1935 ritorno dei provveditorati agli studi in ambito provinciale --> controllo più capillare di fascistizzazione (riti della scuola, calendari fascisti, conferenze, discorsi ecc) RDL 9/3/1935, n.400
1936 Bottai ministro
crisi economica degli anni '30 = aumento di scolarizzazione e di disoccupazione --> 1936-37 = alfabetizzati =74,3%
1938 politiche razziali = via insegnanti e studenti ebrei da scuola di stato + epurazione di libri di testo e nuove discipline universitarie (demografia, antropometria, statistica comparata delle razze)
1939 carta della scuola = documento programmatico in 29 dichiarazioni
scuola fortemente gerarchica e ristrutturata =

scuola media unica che raggruppa i corsi inferiori delle secondarie + scuole artigiane in campagna (maestri) e scuole professionali in città (prof) seguite da biennio tecnico --> rispecchia società corporativa a scarsa mobilità interna + istituto magistrale 5 anni con un anno di tirocinio + corso triennale per donne + importanza del lavoro manuale

1940 legge applicativa --> riguarda solo la media unica

Dalla Liberazione alla scuola media unica

1943-45 3 realtà = Sud + USA + Nord
SUD 2 governi Badoglio + 2 governi Bonomi

ministri: Severi, Omodeo, De Ruggiero, Arangio Ruiz
=
ritorno a prefascismo ma problemi:

  • necessità di epurazione fascisti
  • rinnovamento programmi --> Nuovi programmi elementari: insegnamento= vocazione + formazione specifica & educazione religiosa pervasiva & educazione come strumento di rinascita civile
  • pubblicazione nuovi testi --> espunti ma non sostituiti

 

USA Washburne, pedagogista, affianca governi di SUD --> punta su: democrazia + esigenze chiesa + anticomunismo
NORD RSI = solo ordinanze e circolari con scarsa fiducia nella loro applicazione

RESISTENZA = impegno politico per la trasformazione della società, ma difficoltà:

  • insegnanti libri e programmi fascisti
  • divergenze tra partiti:
  • DC = difesa scuole private e confessionali
  • Liberali = selettività della scuola
  • Repubblicani = importanza ad educazione del cittadino
  • P. d'Azione = laicità e autonomia
  • Socialisti/Comunisti =
  • obbligo a 14 anni
  • scuola media unica
  • assistenza a non abbienti ma idea si corso di studi riservato a capaci e meritevoli
  • abolizione scuole parificate
  • nuovo stato economico per prof.
1945-46 ministro Gonella = Commissione d'inchiesta
COSTITUZIONE diversi articoli su scuola
  • art.3 = rimuovere gli ostacoli all'uguaglianza dei cittadini
  • art.7 = riconoscimento Patti Lateranensi
  • art.33 - 34 =
  • scuole private senza oneri per lo stato
  • esami di stato
  • autonomia dell'università
  • obbligo di 8 anni
  • aiuti a capaci e meritevoli
  • art.35 = importanza della formazione professionale per i lavoratori
  • art.117 = affidamento alle regioni dell'istruzione professionale e artigiana
dal 1948 al 1963
Gonella 1946-51 elabora un disegno di legge mai discusso --> 4 tipi di scuole medie: classico, tecnico, professionale, normale
1947 istituzione di corsi di cultura popolare contro analfabetismo --> anche strategia per ovviare ad esubero maestri
1950  nascita istituti professionali (simili alle scuole tecniche) gestite da vari enti e ad elevata parcellizzazione professionale
1951 istituzione di Centri didattici (Bottai) --> moderati e confessionali
1955 Ermini  istituzione della post-elementare (progetto di Gonella) --> mitiga esubero maestri e assicura educazione confessionale (assicurata dalla potenza dell'Associazione maestri cattolici - AIMC)
1955 Ermini  nuovi programmi per la scuola elementare = dottrina cattolica come fondamento e coronamento dell'istruzione a fanciulli tutti "intuizione, fantasia, sentimento" 
1956 Rossi istituzione dell'istituto tecnico femminile
 Moro 1957-59 introduzione dell'educazione civica --> 1960 programmi di storia portati dal 1918 alla Costituzione
1958 presentazione del piano decennale della scuola --> discusso nel 1960 (Medici ministro) e approvato alla Camera --> stralciato nella finanziaria del 1962 --> produce solo una Commissione di indagine fondata sulle previsioni della SVIMEZ (inchiesta sulla miseria e sulla disoccupazione svolta tra il 1952 e il 1954 da una Commissione parlamentare) = 85% della forza lavoro è sprovvista di istruzione o solo elementare + solo1/8 di ragazzi arrivava a scuola media + solo 1/16 alle superiori + solo il 16% si diplomava + solo il 4% si laureava
La SVIMEZ prevede tassi di sviluppo che sono assunti acriticamente e che non tengono conto dei limiti dello sviluppo stesso (tasso del 4,5% con proiezione quindicennale) --> calcola il fabbisogno per i diversi lavori/titoli di studio in modo inverosimile
1959 gennaio opposizione presenta proposta di scuola media unica (Donini - Luporini) = scuola media unica da correlare con le elementari (scuola di base) con un asse storico scientifico (umanesimo senza latino)
1959 giugno proposta Medici (ministro) = 4 tipi di medie (umanistica. tecnica, artistica, normale) + post elementare
1960 proposta Medici 2 = media unica con latino opzionale + postelementare per 10 anni
1962 Gui legge sulla media unica = rudimenti di latino in seconda + latino, musica e applicazioni tecniche (maschili e femminili) opzionali
1963 programmi + differenza tra adempimento e proscioglimento dall'obbligo + permanenza di classi differenziali
1963 pubblicati i risultati della commissione d'indagine con ipotesi di riforma = nessuna innovazione significativa rispetto allo statu quo (scuola magistrale per materne, magistrali a 5 anni, 3 livelli di formazione universitaria, assistenza imperniata su assegno di studio per capaci e meritevoli, decentramento regionale ed autonomia amministrativa di scuole superiori) 
opposizione 1948-63 alla media unica si arriva anche per un vasto movimento (prima di difesa poi di proposta) di opinione dei partiti laici e di opposizione che si raccolgono in diverse associazioni e che ottengono poi il consenso dell'opinione pubblica e degli imprenditori quando il boom comincia a far sentire i suoi effetti economico-sociali. Coinvolge anche gli insegnanti
associazione per la difesa della scuola nazionale = liberali democratici + socialcomunisti = no a privati, sì a scuola di massa
federazione nazionale insegnanti medi = accento su laicità della scuola
1947 congresso PCI --> edilizia scolastica + assistenza + rispetto dell'obbligo + stipendi docenti
1949 congresso CGIL --> edilizia, obbligo, occupazione 
1954  scioperi docenti per stipendio ed immissione in ruolo dei precari
1955 congresso PCI --> scuola media unica senza latino e con scienze
1955 nasce la rivista riforma della scuola
da 1948 fine unità sindacale --> nascono sindacati autonomi della scuola
  • SNSM = sindacato nazionale scuola media diviso in 4 correnti (DC, laici, destra, socialcomunisti)
  • SASMI = sindacato autonomo scuola italiana (vicino ad area di governo)
  • SPPR = sindacato presidi e professori di ruolo (vicino ad area di governo)
  • SINASCEL = sindacato maestri elementari (vicino a DC e a AIMC)
  • SNASE = sindacato maestri (laico)

Dalla media unica 

ai decreti delegati

1963 - 74
1963 assegno universitario
1968 materna statale (dopo lunghe lotte e fortissima resistenza DC)
1965-72 fallisce la riforma universitaria
1967 Lettera a una professoressa --> critica a cl
1968-69 contestazione --> da scuola a politica generale
1969 provvedimenti
  • riforma esami di maturità
  • prolungamento quinquennale di professionali
  • liberalizzazione accessi università e piani di studio --> ma problemi dalla mancanza di vere riforme
1971 provvedimenti
  • elementari a tempo pieno
  • corsi abilitanti
1974 decreti delegati

 

 

 

 

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