A novembre dell'anno scorso (2002) scrivevo queste cose.
Le linee rivendicative CGIL, CISL ed UIL ovvero: come non dire nulla in 30 pagine!
Roberto Renzetti
Sulla stessa sintonia siamo quando sembra si richieda un qualcosa al Ministro ma in realtà si continuano ad insultare gli insegnanti (ricordo ancora che tra i dirigenti sindacali non vi sono più insegnanti ma solo dirigenti scolastici). Quando si dice infatti che occorre far fronte ai nuovi compiti della scuola dell'autonomia (ma che caspita vuole dire?) "anche mediante una qualificata offerta di formazione in servizio" si vuole dire che gli insegnanti (si badi bene, non i sindacalisti) non sono in grado di fare ciò? Meglio, si vuole forse dire che occorrono i corsi di quel dipartimento inutile nelle Università italiane che si chiama di "Scienze dell'Educazione"? Si vuole affermare che vi sono migliaia di miliardi delle vecchie lire che devono andare ad alimentare rami secchi ed inutili? Faccio anche io l'efficientista e dico che vi è un furto continuo del denaro pubblico con uscite a me non note. So che i Vertecchi e i Maragliano facevano corsi a distanza, da verificare con test a scelta multipla, che valevano più di un dottorato di ricerca ma che, nel complesso, costavano di più (due milioni di lire). Anche oggi sfugge al sindacato, che sa invece che in posti come BPD, CEDE (uso la vecchia terminologia invece di INDIRE ed INVOLSI) ed IRSSAE si accede per "meriti" politici, l'inutilità di cose che pure ha messo nel vecchio contratto, come l'obbligatorietà degli aggiornamenti per le funzioni obiettivo. Ma si è mai preoccupato chi chiede competenze agli insegnanti, delle competenze sindacali, di quelle dei comandati, di quelle dei distaccati, di quelle dei dirigenti, di quelle dei politici, di quelle... Insomma, gli iscritti a sindacati confederali, me compreso, debbono avere una grande dose di masochismo.
Ma si dice che questi sindacati lotteranno per ottenere...! Non mi risulta, anzi, mi risulta che scappano dalle lotte e che lanciano slogan su pretese contrattuali, senza pensare neppure ad uno stato di agitazione. Si parla in tal senso di una cosa che non avverrà mai: la consultazione della categoria a fine maggio. Troppo tardi, non sarà possibile! In compenso lor signori faranno gli accordi estivi tipici del nostro Paese delle banane. La categoria è smobilitata ed al ritorno ricomincerà stancamente a riparlare del contratto che non c'è e degli oneri aggiuntivi in termini di lavoro che invece vi sono.
La cosa comunque più vicina al comportamento dello struzzo è quella relativa alle "risorse". Si parla di una montagna di risparmi che dovrebbero servire a finanziare ANCHE i salari europei. Sono felice di ciò. Non mi torna il fatto che nella scuola si possa risparmiare. In ogni caso chiedo, almeno alla CGIL, come siano possibili tali risparmi poiché ho il dubbio che per avere io un salario maggiore devo "ammazzare" un precario.
Le invenzioni berlingueriane con confederali annessi sono ancora presenti nelle LG. Si parla ancora della CIA (tranquilli, oggi neppure si immagina da quelle parti di cosa si tratta), cioè del Compenso Individuale Accessorio. Nessuno si è accorto della vergogna dei fondi incentivanti e delle funzioni obiettivo? Possibile che si viva ancora per realtà aristoteliche che non debbono poter contare sul telescopio per poter essere smentite? Se ancora oggi non si è capito che il corpo costituente la scuola va verso una strada di servilismo sempre più accentuato (verso il dirigente a causa del potere di quest'ultimo e di un salario indegno) e si insiste sulla strada degli incentivi, delle elemosine, ancora si dimostra che chi fa queste proposte non sa come è ridotta la scuola.
COME NON DIRE NULLA IN 137 PAGINE ED ACCETTARE SUPINAMENTE LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA VOLUTA DA MORATTI-BANANA
Inizio dal prendere in considerazione gli articoli del Contratto che rappresentano gli arretramenti suddetti soffermandomi particolarmente su quelli che rappresentano la vera iattura glorificata da Panini.
Aggiungo che mi riferirò solo agli insegnanti, per mia ignoranza sui problemi ATA. Ne approfitto per invitare gli ATA ad elaborare una analisi analoga per tutti i problemi che li riguardano in relazione a questo contratto.
(art.4
del CCNL 26-5-1999 ed art.2 del CCNL 15-3-2001)
1. La contrattazione collettiva integrativa è finalizzata ad incrementare la
qualità del servizio scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche
mediante la valorizzazione delle professionalità coinvolte.
2. In sede di contrattazione collettiva integrativa nazionale è disciplinata, con cadenza, di norma biennale, collegata alla durata di definizione dell’organico, la mobilità compartimentale; l'utilizzazione del personale in altre attività di insegnamento; l’utilizzazione del personale soprannumerario e di quello collocato fuori ruolo; le procedure e i criteri di utilizzazione del personale, tenuto altresì conto di quanto previsto dalla legge n.268/2002 e dalla legge n. 289/2002 (cfr. nota n. 15); la mobilità intercompartimentale.
Qui si sta dicendo, come sarà ripetuto più volte, che ognuno dovrà andare dovunque per mettere insieme le 18 ore che lo qualificherebbero come insegnante.
ART.
7 - COMPOSIZIONE DELLE
DELEGAZIONI
(Art.
9 del CCNL 1999 ed art.4 del CCNL 15-3-2001)
1. Le delegazioni trattanti sono costituite come segue:
...................................
III -A livello di istituzione scolastica:
a)
Per la parte pubblica:
-dal
dirigente scolastico;
b) Per le
organizzazioni sindacali:
- dalla R.S.U. e dai rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del presente CCNL, come previsto dall'Accordo quadro 7-8-1998 sulla costituzione della RSU.
Qui si sta dicendo che, come era fino ad ora, le RSU sono vigilate speciali. Come già accaduto, le RSU possono essere rimesse in discussione dal sindacato (anche se nelle dichiarazioni di "inaugurazione" delle RSU, la CGIL aveva sostenuto che MAI si sarebbe messa sulla strada di una RSU). Ma veniamo all'articolo 10 che sarà il vero calvario degli insegnanti e non solo (a fronte di un salario offensivo).
ART.
10 - MOBILITA’ TERRITORIALE, PROFESSIONALE E INTERCOMPARTIMENTALE
(Art.
15 del CCNL del 1999)
1..... La mobilità professionale del personale della scuola ha come fine non solo superare o prevenire il soprannumero, ma anche valorizzare le esperienze acquisite dal personale, sostenere lo scambio di esperienze nel sistema scolastico e del lavoro pubblico.
.........................
4. A sostegno dei processi di innovazione, che esigono un equilibrio dinamico tra le esigenze del sistema scolastico e le aspettative del personale, la mobilità professionale è finalizzata a:
a)
promuovere il reimpiego e la valorizzazione delle professionalità esistenti;
b) promuovere la stessa mobilità professionale ai fini del riassorbimento delle eccedenze di personale.
...............................
6. Il personale che ha frequentato i corsi di cui al precedente comma conseguendo il titolo richiesto è tenuto ad accettare la sede assegnata, a domanda o d’ufficio, nella procedura di mobilità relativa al tipo di posto o cattedra per il quale ha frequentato il corso.
7. La formazione, la riqualificazione e la riconversione professionale di cui sopra è altresì orientata verso le esigenze emergenti dall’attuazione dell’autonomia scolastica, ..... nonché al rafforzamento dell’efficienza organizzativa e amministrativa delle istituzioni scolastiche ed educative.
L'articolo sulle pari opportunità, l'11, fa addirittura ridere. Nella scuola, dove mediamente il personale occupato è per l'80% femminile, dovrebbe essere addirittura letto alla rovescia. cosa vogliono dire le frasi seguenti?
......alla riformulazione dei contenuti d'insegnamento, al superamento degli stereotipi nei libri di testo, alle politiche di riforma;
Qui siamo addirittura sul preoccupante, in modo superficiale si dà adito al fatto che i libri di testo siano orientati in qualche modo. Un sostegno inatteso da chi vuole riscrivere tutto.
ART.
13 - FERIE
(art.19 del CCNL 4-8-1995.
......................
..........................
(art.22
del CCNL 4-8-1995)
.....................
5.
Per il personale docente la concessione dei permessi è subordinata alla
possibilità della sostituzione con personale in servizio.
Qui siamo alla presa in giro dei lavoratori. Si crede siano imbecilli e non sappiano mettere insieme due provvedimenti. Le 18 ore per tutti impediranno la realizzazione di questo spazio conseguito con scioperi certamente fatti dai lavoratori... sui distaccati del sindacato chiederei la pubblicazione delle loro ricevute di versamento del corrispettivo salariale a qualche fondo di beneficenza.
CAPO
IV - DOCENTI
.....................
2. Le parti convengono che la commissione di cui al comma precedente finalizzi la propria attività alla realizzazione di meccanismi di carriera che contribuiscano alla costruzione di una scuola di alto e qualificato profilo, che assicuri agli alunni i migliori livelli di apprendimento, valorizzi i talenti e prevenga situazioni di difficoltà e disagio. Tra gli strumenti a tal fine necessari si conviene essere utile l’istituzione di un sistema nazionale di valutazione del sistema scolastico.
E' qui d'interesse capire chi, come e su che base si verrà valutati. L'avventurismo docimologico della CGIL Scuola è totalmente irresponsabile soprattutto se confrontato con le valutazioni dei dirigenti.
Ma veniamo all'accettazione silente della CGIL Scuola della marcia funebre della scuola pubblica: le 18 ore frontali per tutti.
ART.
26 – ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO
(art.41
del CCNL 4-8-1995, interpretazione autentica in data 17-9-1997 dell’art.41
anzidetto ed art.24 del CCNL 26-5-1999)
..........................
6.
Negli istituti e scuole di istruzione secondaria, ivi compresi i licei
artistici e gli istituti d'arte, i docenti, il cui orario di cattedra sia
inferiore alle 18 ore settimanali, sono tenuti al completamento dell'orario di
insegnamento da realizzarsi mediante la copertura di ore di insegnamento
disponibili in classi collaterali non utilizzate per la costituzione di
cattedre orario, in interventi didattici ed educativi integrativi, ......
7. Al di fuori dei casi previsti dal comma successivo, qualunque riduzione della durata dell'unità oraria di lezione ne comporta il recupero nell’ambito delle attività didattiche programmate dall’istituzione scolastica. La relativa delibera viene assunta dal collegio dei docenti.
Questa
vergogna merita un breve commento.
Presi dalla
preoccupazione legittima del salario, legittima per chi ha salari infimi, ci si
dimentica delle normative. La cosa è tanto più grave in quanto di questa
dimenticanza è partecipe anche la CGIL Scuola.
La parte che ammazzerà
definitivamente la Scuola pubblica, soprattutto quella che è eredità di
Salvemini e Mondolfo (e di altri autorevoli personaggi del tempo) realizzata da
Gentile, è quel provvedimento che passa inosservato ai più: l’obbligo del
completamento cattedra a 18 ore.
Poiché sembra non si conoscano le ricadute occorre parlarne molto in breve (i saggi lunghi non sono letti perché fanno perdere tempo e/o non sono capiti).
Fino ad oggi una cattedra era costituita ai fini della migliore utilizzazione didattica del docente con utilizzazione per la scuola delle ore che completassero a 18. Nessun problema è mai stato posto a questo in una struttura, la Scuola, che non può abbandonare gli utenti-studenti a se stessi. Occorre ricordare che gli insegnanti che non avessero avuto le 18 ore di didattica frontale ma una cattedra, ad esempio, di 16 ore dovevano completare, per le mancanti due ore, con ore a disposizione. Ciò era organizzato in sede di orario scolastico con ore che il docente doveva dare come ore a disposizione della scuola messe regolarmente in orario dal Dirigente e collaborarti, al fine di non trovarsi mai scoperti in caso di assenze improvvise di colleghi.
Ciò non sarà più. Il docente dovrà ora avere 18 ore di didattica frontale fisse dall’inizio dell’anno e per tutto l’anno. Cosa cambia? Tutto!
Proviamo a spiegare rifacendoci all’esempio di quel docente a 16 ore di cui prima (matematica e fisica in un liceo classico).
A costui saranno assegnate le due ore di una quarta o quinta ginnasiale di un altro corso (quelli delle sezioni più svantaggiate in partenza perché cattedre orario). In tal modo non vi sarà nessuna garanzia di continuità per l’anno successivo e si sarà caricato l’insegnante di lavori aggiuntivi non considerati in alcun luogo: un nuovo consiglio di classe con tutte le riunioni previste, con tutte le incombenze che ne discendono. Ma non è tanto l’insegnante che queste righe intendono salvaguardare quanto gli alunni (e le inconsapevoli famiglie) che vedranno scomparire la vecchia ma sicura e fidabile scuola.
Per capire passo ad altro esempio: le 17 ore di cattedra di matematica e fisica nel Liceo Scientifico.
Come completa l’insegnante a 18 ore? O lo si corrompe, in quanto sottopagato per la sua professione, e gli si fanno fare ore aggiuntive, oppure, di fronte a dinieghi di tale eventualità, si farà esplodere la sua cattedra su di un corso, trasferendola su due corsi o più. Si separerà l’insegnamento della matematica dalla fisica in qualche classe e ci si intreccerà tra più corsi appunto. Ciò comporta la solita FINE della continuità didattica, che non è mai stata un vezzo, ed un carico di lavoro aggiuntivo alle ordinarie 18 ore di insegnamento. Chi avrà classi di matematica in più avrà correzioni di compiti in più, oltre a consigli in più, riunioni con genitori ed altre incombenze di classe. Non si dicono queste cose perché si vuole lavorare di meno. Paradossalmente questo provvedimento sarà la scusa per rilassarsi sulla professione, passare agli inutili test con crocette, a dare giudizi sommari indipendentemente dalle auspicate conoscenze psicopedagogiche che per anni ci hanno spiegato essere fondamentali.
Non vi saranno più insegnanti che porteranno le “loro classi” di qua o di là. Ognuno non avrà più una “sua classe” e ci si muoverà in modo anonimo in un diplomificio.
Connesso con quanto detto vi è un subdolo articolo del nuovo contratto spacciato per una gentile concessione agli insegnanti ma in realtà nato per sfruttarli fino in fondo e, quel che è peggio, con completo nocumento per gli utenti. Quando si dà la “possibilità” di passare da una cattedra d un’altra, si sta dicendo che, in complessi scolastici piccoli, un insegnante, ad esempio di scuola media, che non completasse a 18 ore lo potrà fare nelle elementari (o viceversa). La cosa si estende anche a media-liceo, a media-tecnico, a media-professionale. La professionalità dell’insegnante tende a sparire e la cosa è confermata dalle valutazioni degli insegnanti che avvengono attraverso i ragazzi con prove decise altrove (strana scuola la nostra che VIETA agli insegnanti di bocciare gli studenti ma che boccia gli insegnanti che hanno dovuto promuovere studenti che avrebbero voluto bocciare).
Vi è anche un aspetto non secondario che va incrociato con quanto detto a proposito della fine delle disponibilità orarie messe in orario a completamento cattedra.
Il provvedimento preso deve essere letto insieme a quello che prevede la riduzione di personale ATA ed in particolare della figura del “bidello”. Questi lavoratori, a tutt’oggi garantivano la sorveglianza del piano che solo chi non sa cosa è scuola può sottovalutare.
Di fronte all’assenza di qualche insegnante ed alla programmata mancanza del bidello sul piano LA SCUOLA DIVENTERA’ INGESTIBILE. Ma può darsi che tali preoccupazioni siano fuori luogo e che l’Amministrazione persegua proprio tale obiettivo. In tal caso il problema diventa politico e certamente non risolvibile con il Ministro medesimo.
Una ultima considerazione è legata a quanto già accennato. Quella cosa da libro Cuore che è l’attaccamento di un insegnante alla sua classe, se viene meno, fa crollare un impianto che prevede il sacrificio salariale di fronte al rispetto ed al sacrificio per persone che si conoscono e devono essere sorrette e portate avanti. Muovendosi come impiegati di istruzionifici, per di più con alibi astrattamente protettivi, si recuperano alcuni euro nel bilancio dello Stato ma si distrugge la Scuola, quel rapporto che è sempre stato il fondamento di un rapporto educativo completo: la stima tra docente ed alunno, stima che finisce quando sparisce la non conoscenza reciproca. Sembra straordinaria la schizofrenia che sta dietro chi, da una parte sostiene il maestro unico e dall’altra i professori che si moltiplicano. E’ incredibile che tutto questo venga inquadrato come IMPRESA. Noi non siamo ai livelli di impresa dei nostri governanti ma abbiamo certamente capito che una impresa che non sappia guardare al futuro è destinata a morire (avete presente la FIAT?). Questo volere avere dei risultati subito può essere la filosofia di un ciabattino non quella di un impresario moderno.
Noi saremo costretti ad ubbidire ad ogni imposizione da parte del Miur o del Dirigente di turno. Ma, voi lo sapete, senza il coinvolgimento dei lavoratori, la scuola COMUNQUE non potrà che decadere. Ma anche questo potrebbe essere nei piani che vogliono prefigurare una scuola privata (ora inesistente) che possa mettersi al passo con la scuola pubblica. Anche qui grossi affari insomma con conseguenze disastrose per l’intero Paese.
Naturalmente gli insegnanti ubbidiranno, senza potersi esprimere in un referendum vincolante. Altrettanto naturalmente, il sindacato non è in grado di cogliere gli aspetti dequalificanti di un contratto che mentre continua a mortificare dal punto di vista del salario i lavoratori, li rende anche colpevoli di nullafacenza e, ovviamente, ignoranti.
In tal senso si muove l'articolo 27:
ART.
27 – ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO
(art.42
del CCNL 4-8-1995 ed art.24, comma 5 del CCNL 26-5-1999)
1.
L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno
inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa
comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione,
progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione,
compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione
alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.
2.
Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:
a)
alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b)
alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie.
e molto altro ben specificato. Caspita, ho lavorato per quasi 40 anni nella scuola e non mi ero mai accorto di essere un nullafacente. Vero è che vedevo intorno a me molti distaccati sindacali e non ho impedito il loro dolce far niente, ma vero anche che io ho avuto la maggioranza dei colleghi che lavoravano moltissimo. Ma veniamo ad un solo cenno che vi è in questo contratto ai miracolati dell'autonomia, coloro che hanno paura a far esami (e non li fanno), i dirigenti:
ART.
31 - ATTIVITA' DI COLLABORAZIONE CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO
1.
Ai sensi dell’art. 25, comma 5, del d.lgs. n.165/2001 (cfr. nota n. 2),
in attesa
che i connessi aspetti retributivi vengano opportunamente regolamentati
attraverso gli idonei strumenti normativi, il dirigente scolastico può
avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed
amministrative, di docenti da lui individuati ai quali possono essere delegati
specifici compiti. Tali collaborazioni sono riferibili a due unità di personale
docente retribuibili, in sede di contrattazione d'istituto, con i finanziamenti
a carico del fondo per le attività aggiuntive previste per le collaborazioni
col dirigente scolastico di cui all’art. 85, comma 2, lettera e).
Segue poi una perla sul lavoro precario, che sarà una cosa da buttare poiché tutte quelle ore saranno assegnate agli incaricati a tempo indeterminato. Ma il tutto è mascherato dal suddetto sindacalese:
ART.
37- RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO
(art.47 del CCNL 4-8-1995)
............................
6.Il rapporto di lavoro del personale di cui al precedente comma viene costituito, secondo quanto previsto nei punti 2.3., 2.4, 2.5. del D.P.R. 16 dicembre 1985, n.751, possibilmente in modo da pervenire gradualmente a configurare, limitatamente alle ore che si rendano disponibili, posti costituiti da un numero di ore corrispondente all'orario d'obbligo previsto, in ciascun tipo di scuola, per i docenti assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Resta
comunque il fatto ripetuto ossessivamente degli insegnanti che debbono essere
riqualificati (art. 61) e tutto questo per un salario variabile definito a
partire dall'articolo 75:
CAPO
VIII - ASPETTI
ECONOMICO-RETRIBUTIVI GENERALI
ART.
75 - STRUTTURA DELLA RETRIBUZIONE
(Art.
63 del CCNL 4-8-1995 )
1.
La struttura della retribuzione del personale docente, educativo ed ATA
appartenente al comparto della Scuola si compone delle seguenti voci:
- trattamento fondamentale:
a)
stipendio tabellare per posizioni stipendiali;
b)
eventuali assegni “ad personam”.
-
trattamento accessorio:
a)
retribuzione professionale docenti;
b)
compenso per le funzioni strumentali del personale docente;
c)
compenso per le ore eccedenti e le attività aggiuntive;
d)
indennità di amministrazione dei DSGA;
e)
compenso individuale accessorio per il personale ATA;
f)
compenso per incarichi ed attività al personale ATA;
g)
indennità e compensi retribuiti con il fondo d’istituto;
h)
altre indennità previste dal presente contratto e/o da specifiche
disposizioni di legge.
1.
Al personale, ove spettante, è corrisposto l'assegno per il nucleo
familiare ai sensi della legge 13 maggio 1988, n.153 e successive modificazioni.
2. Le competenze di cui ai commi precedenti aventi carattere fisso e continuativo sono corrisposte congiuntamente in unica soluzione mensile.
Ecco, queste sono le voci del nostro salario. Per gran parte discrezionale (il Dirigente potrà decidere della tua vita), e non pensionabile. Ma questa è la scuola dell'Autonomia! Cioè della presa per i fondelli per i lavoratori della scuola e per una specie di risciacquo di bocca da parte di chi ama le belle parole senza saper cosa significano.
Ma non è finita:
ART.81 – RETRIBUZIONE PROFESSIONALE DOCENTI.
(
art. 7 CCNL 15.03.2001)
1. Con l’obiettivo della valorizzazione professionale della funzione docente per la realizzazione dei processi innovatori, che investono strutture e contenuti didattici delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di avviare un riconoscimento del ruolo determinante dei docenti per sostenere il miglioramento del servizio scolastico, la retribuzione professionale docenti di cui all’art. 7 del CCNL del 15.03.2001 è incrementata nelle misure mensili lorde e alle scadenze indicate nell’allegata Tabella 4.
2. Per effetto degli incrementi stabiliti al comma 1, la retribuzione professionale docenti, corrisposta per 12 mensilità, è rideterminata nelle misure indicate nell’allegata Tabella 4.
..................
1. Le risorse destinate al finanziamento del fondo d’istituto, già definite ai sensi dell’art.14 del CCNL 2000/01 stipulato il 15 marzo 2001, sono integrate dalle ulteriori seguenti risorse, a decorrere dall’1.1.2003:
a) un importo pari a € 13,84 pro-capite per tredici mensilità per ogni docente e unità di personale educativo;
b) un importo pari a € 9,82 pro-capite per tredici mensilità per ogni unità di personale ATA.
2. Le risorse previste dall’art. 14, comma 2, del CCNL 15 marzo 2001, corrispondenti a 206,6 milioni di € (400 miliardi di lire) per il 2002 e 309,9 milioni di € (600 miliardi di lire) per il 2003, concorrono alla copertura finanziaria dell’incremento della retribuzione professionale docenti previsto all’art. 81 e, pertanto, è abrogata la possibile finalizzazione di tali risorse in favore del fondo d’istituto così come stabilito dal citato art. 14.
3. Il fondo potrà altresì essere alimentato, salvo diversa finalizzazione stabilita in sede di ccnl, delle economie di gestione, richiamate dall'integrazione dall'atto d'indirizzo del 14.4.2003, conseguenti alle ulteriori riduzioni di personale da realizzare nell’anno scolastico 2003-04, per la quota parte relativa all’anno 2003, previa verifica da effettuarsi il primo bimestre 2004. A tali risorse potranno aggiungersi quelle indicate nell’art. 35, comma 8, della legge 27.12.2002, n. 289, previa verifica dell’effettivo conseguimento delle economie derivanti dall’applicazione dei commi 2, 4 e 6 del citato articolo 35.
Qui si coglie fino in fondo il collateralismo CGIL Scuola con questo governo. Fanno il Patto per l'Italia con CISL ed UIL facendo finta di no. Si accetta spudoratamente la finanziaria di questo governo con in più di finanziare dei lavoratori con la morte di altri. Ma doi cosa ti lòamenti? ti verranno pagati gli straordinari! Scusate, adesso vengo e per mostrarvi quanto sono grato vi sbaverò sulle scarpe:
ART.
86 – INDENNITA’ E COMPENSI A
CARICO DEL FONDO D’ISTITUTO
(Art.
30 del CCNI del 31.8.1999)
..................
1. Con il fondo vengono retribuite:
a. la flessibilità organizzativa e didattica che consiste nelle prestazioni connesse alla turnazione ed a particolari forme di flessibilità dell’orario, alla sua intensificazione mediante una diversa scansione dell’ora di lezione ed all’ampliamento del funzionamento dell’attività scolastica, previste nel regolamento sull’autonomia. Per il personale docente ed educativo in servizio nelle istituzioni scolastiche che abbiano attivato la flessibilità organizzativa e didattica spetta un compenso definito in misura forfetaria in contrattazione integrativa d’istituto;
b.
le attività aggiuntive di insegnamento. Esse consistono nello
svolgimento, oltre l’orario obbligatorio di insegnamento e fino ad un massimo
di 6 ore settimanali, di interventi didattici volti all’arricchimento e alla
personalizzazione dell’offerta formativa,
con esclusione delle attività aggiuntive di insegnamento previste
dall’art.70 del CCNL del 4 agosto 1995 e di quelle previste dal precedente
art.85. Per tali attività spetta un
compenso nelle misure stabilite nella Tabella 5;
c.
le attività aggiuntive funzionali all’insegnamento. Esse
consistono nello svolgimento di compiti relativi alla progettazione e alla
produzione di materiali utili per la didattica, con particolare riferimento a
prodotti informatici e in quelle previste dall’art.28, comma 3 - lettera a)
del presente CCNL eccedenti le 40 ore annue. Per
tali attività spetta un compenso nelle misure stabilite nella Tabella 5;
Qui si sta dicendo che gli insegnanti, a parte il loro non far nulla tutto il giorno, possono arricchirsi, anche producendo prodotti informatici a 55 mila lire lorde l'ora!!!
Ma si può essere in disaccordo ed operare come faceva l'Unità nel 1943 ("A salario di merda, lavoro di merda!")? No, non si può. Vi deve essere adesione al regime:
(Art. 57 del CCNL del 1995 )
........................
3.
In tale contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità
del servizio, il dipendente deve in particolare:
......................
.............
Passiamo ora all'Allegato 2.
ALLEGATO 2
Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni
...................................
Art.
4
(Partecipazione
ad associazioni e altre organizzazioni)
1. Nel rispetto della disciplina vigente del diritto di associazione, il dipendente comunica al dirigente dell'ufficio la propria adesione ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere non riservato, i cui interessi siano coinvolti dallo svolgimento dell'attività dell'ufficio, salvo che si tratti di partiti politici o sindacati.
2. Il dipendente non costringe altri dipendenti ad aderire ad associazioni ed organizzazioni, né li induce a farlo promettendo vantaggi di carriera.
Art.
5
Trasparenza
negli interessi finanziari.
1. Il dipendente informa per iscritto il dirigente dell'ufficio di tutti i rapporti di collaborazione in qualunque modo retribuiti che egli abbia avuto nell'ultimo quinquennio, precisando:
a) se egli, o suoi parenti entro il quarto grado o conviventi, abbiano ancora rapporti finanziari con il soggetto con cui ha avuto i predetti rapporti di collaborazione;
b) se tali rapporti siano intercorsi o intercorrano con soggetti che abbiano interessi in attività o decisioni inerenti all'ufficio, limitatamente alle pratiche a lui affidate.
2. Il dirigente, prima di assumere le sue funzioni, comunica all'amministrazione le partecipazioni azionarie e gli altri interessi finanziari che possano porlo in conflitto di interessi con la funzione pubblica che svolge e dichiara se ha parenti entro il quarto grado o affini entro il secondo, o conviventi che esercitano attività politiche, professionali o economiche che li pongano in contatti frequenti con l'ufficio che egli dovrà dirigere o che siano coinvolte nelle decisioni o nelle attività inerenti all'ufficio. Su motivata richiesta del dirigente competente in materia di affari generali e personale, egli fornisce ulteriori informazioni sulla propria situazione patrimoniale e tributaria
Art.
6
(Obbligo
di astensione)
1. Il dipendente si astiene dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi; di individui od organizzazioni con cui egli stesso o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito; di individui od organizzazioni di cui egli sia tutore, curatore, procuratore o agente; di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui egli sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull'astensione decide il dirigente dell'ufficio.
Art.
7
(Attività
collaterali)
1. Il dipendente non accetta da soggetti diversi dall'amministrazione retribuzioni o altre utilità per prestazioni alle quali è tenuto per lo svolgimento dei propri compiti d'ufficio.
2. Il dipendente non accetta incarichi di collaborazione con individui od organizzazioni che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico in decisioni o attività inerenti all'ufficio.
3. Il dipendente non sollecita ai propri superiori il conferimento di incarichi remunerati.
Art.
8
(Imparzialità)
1. Il dipendente, nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicura la parità di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l'amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non rifiuta né accorda ad alcuno prestazioni che siano normalmente accordate o rifiutate ad altri.
2. Il dipendente si attiene a corrette modalità di svolgimento dell'attività amministrativa di sua competenza, respingendo in particolare ogni illegittima pressione, ancorché esercitata dai suoi superiori.
Art.
9
(Comportamento
nella vita sociale)
1. Il dipendente non sfrutta la posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino. Nei rapporti privati, in particolare con pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni, non menziona né fa altrimenti intendere, di propria iniziativa, tale posizione, qualora ciò possa nuocere all'immagine dell'amministrazione.
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Art.
11
(Rapporti
con il pubblico)
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Avrete notato con quale meticolosità si stabiliscono codici di comportamento di chi guadagna tanto poco che può essere corrompibile. Noi non abbiamo le ricchezze del Presidente del Consiglio e non siamo limpidi cole lui.
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Vediamo di fare un commento più generale sul tutto. Commento che nasce dalla soddisfazione tout court del Segretario generale CGIL Enrico Panini per questo contratto.
Intanto si afferma che si è lavorato in modo da avere un contratto unico tra docenti ed ATA. E' falso, è solo fisicamente tutto scritto su uno stesso fascicolo, il personale ATA è stato massacrato come i precari docenti della scuola. Ma questo non deve far dimenticare che i docenti, al solito sono considerati come impiegatucci al turno di lavoro, con i loro fascicoli e le loro scartoffie.
Ma non dimentico che vi sono altri che, nascondendosi dietro i sindacati confederali, fanno auree carriere con contratti non solo separati ma privilegiati. Si tratta degli unici non soggetti a valutazioni oggettive, foss'anche alla Vertecchi. Coloro che hanno paura degli esami e di confrontarsi con gente normale, coloro che, data l'età, potrebbero emozionarsi troppo (letterale da una lettera CGIL Scuola al Ministero). I miracolati dirigenti che saranno sotto osservazione speciale (loro ed i sindacati fiancheggiatori) per il loro contratto che si sta per varare.
Ma torniamo per punti al marzo 2002. I sindacati confederali chiedevano al ministro, (minacciando la presentazione di una bozza di contratto):
-trasferimento di competenze a livelli regionali
e/o di scuola
-incremento degli incentivi scolastici per i POF
-valorizzazione RSU
-pagamento tempestivo delle prestazioni
-reperire risorse
-avvicinamento ai salari europei
-progressione economica da accelerare
-prestazioni accessorie che entrino a far parte dello stipendio
-impegno orario certo
-riconoscere l'impegno dei docenti che lavorano nei POF (e due!)
-formazione in servizio che privilegi il ruolo delle scuole
-defiscalizzazione delle spese per la professione docente, ingresso ai musei,
sconti sui libri, buoni pasto,...
Io, cioè nessuno rispondevo con i problemi che abbiamo davanti:
- l’autonomia scolastica
- la dirigenza
- le funzioni obiettivo
- i fondi incentivanti
- il concorsone
- il finanziamento alle scuole private
- la messa in ruolo dei professori di religione
- l’avviamento professionale anticipato prima della fine della scuola media
- lo svuotamento degli organi collegiali
- le riforme cartacee con PEI, POF, carta dei servizi
- relazioni infinite e riunioni infinite
- aggravio degli orari di lavoro
- potenziamento delle psicopedagogie e docimologie (valutazioni, autovalutazioni, …)
- aggiornamenti sui vasi etruschi per avere punteggi in educazione fisica
- ….
A che punto siamo rispetto agli intenti ed ai problemi reali?
Il sindacato è dalla parte dei lavoratori della scuola o li ha venduti a basso prezzo per interessi di bottega quando non per conflitto di interessi?
Vediamo iniziando da quanto si riprometteva il sindacato CGIL Scuola.
Tutta la parte di richieste di denaro erano miserabili farse che si sapeva bene appoggiarsi sul licenziamento di migliaia di persone nella scuola. Per quanto la mia cultura di sinistra mi ha insegnato compito primo di un sindacato è la difesa del posto di lavoro. Ciò non è stato.
Quel trasferimento di competenze a livello regionale, per quanto lo si legga in modo benevolo, è un sostegno al programma disgregatore dello Stato Unitario, voluto dalle caprette di Bossi.
La valorizzazione delle RSU è fatto ambiguo. Da una parte le RSU sono state la più grande novità degli ultimi anni. Dall'altra, visto il loro modo autonomo di muoversi, sono state abbandonate dal sindacato nei momenti più delicati della contrattazione a livello di scuola, ed addirittura smentite dal sindacato per decisioni autonome prese e ciò in forza della legge costitutiva delle RSU che prevede comunque la presenza del sindacato di riferimento per contrattare (e la cosa è ribadita in questo contratto di lavoro).
Naturalmente i salari europei sono solo uno slogan vuoto se Panini afferma che un contratto che non recupera neppure l'inflazione reale ed a posteriori, è un buon contratto. Molte delle altre cose che sono nella lista dei buoni propositi, semplicemente sono sparite.
Sottolineo la vicenda degli orari certi: che buffonata se confrontata con un salario che può crescere solo se incentivato!
Vediamo i problemi reali sul tappeto.
L'occupazione che si è profilata come il problema più drammatico non è stata difesa in alcun modo.
Ma la madre della distruzione della scuola pubblica è l'Autonomia Scolastica. E lo è perché, a parte l'organizzazione scolastica in base all'autonomia in sé, vi è il problema del per sé. Infatti, pur ipotizzando panacee autonomiste, la cosa avrebbe avuto un senso se affidata all'aumento della gestione democratica della scuola, dando reale potere ai consigli di Istituto ed al collegio docenti. Facendo ad esempio l'operazione che è operante in tutti i Paesi in cui funziona l'autonomia: l'elezione del dirigente scolastico per un prefissato periodo (da parte del personale della scuola). Invece, data la sfiducia dei sindacati nei loro iscritti, si è voluta vincolare l'autonomia ad una figura forte che tenesse tutti in riga. Tale figura è poi diventata oggetto di desiderio da parte dei dirigenti sindacali che per poter accedere ad essa l'anno resa non selettiva ma spartitoria. Così abbiamo una figura fortemente accentratrice nella gran maggioranza dei casi costituita da burocrati impreparati e superpagati (ciò crea un grave problema di appartenenza ad un medesimo sindacato ed un conflitto serissimo di interessi nelle persone che sono simultaneamente dirigenti scolastici e sindacali).
Con questa dirigenza ci si è scontrati ormai da anni. L'esperienza mostra che questi dirigenti frenano i pur buoni intenti dell'autonomia. Un sindacato vivo e vicino ai suoi lavoratori deve sentire questo e ripensare la sua politica. NULLA!
Gli insegnanti sono ormai divenuti impiegati con un carico di compiti assolutamente infinito e con un salario che ha perso il 30% del suo potere d'acquisto dal 1993 (accordi di luglio con Trentin). In compenso le incombenze, soprattutto burocratiche dovute ad una lettura della scuola in termini esclusivamente psicopedagogici, per di più da neofiti del mestiere, da veri e propri apprendisti stregoni. I salari sono variabili e l'insegnante è una figura che ormai si perde nella scuola al fine di far crescere il proprio salario INDIPENDENTEMENTE dalla prestazione professionale ma quasi esclusivamente per prestazioni servili nei riguardi della dirigenza. Nella mente della CGIL Scuola resta sempre il fatto che per avere qualche soldo in più l'insegnante deve farsi valutare continuamente (l'analogo per un dirigente non è mai scritto da nessuna parte).
In contemporanea alla firma di questo contratto non vi è alcun documento che faccia cenno alla mancanza di risorse a seguito della loro destinazione alle scuole private e nella messa in ruolo degli insegnanti di religione con l'aggravante che, in caso di perdita di posto, saranno utilizzati in altre cattedre e non licenziati come gli insegnanti normali. Non vi è un documento che denunci con forza l'uscita laterale verso le scuole professionali a 13/14 anni. Non si parla dello svuotamento totale in atto degli organi collegiali, del fatto che il collegio docenti sta morendo dietro la rincorsa di molti docenti al miglioramento del proprio salario, miglioramento che generalmente passa in modo clientelare dalla dirigenza che si assicura così la maggioranza nel collegio medesimo.
Insomma, è demoralizzante dover concludere che questo contratto è pessimo. E' quanto di peggio si sia potuto accettare nella storia della CGIL Scuola. Le cose peggioreranno per la scuola come istituzione, per tutti i suoi lavoratori e per gli utenti a qualsiasi titolo. La cosa gravissima è che questo contratto, per parte sindacale, è scritto DA CHI NON CONOSCE LA SCUOLA essendosi ritagliato la sua fetta di privilegio sindacale tanti anni fa. E quel che è peggio è che questo privilegio viene tutto scaricato brutalmente sugli iscritti che vengono trattati a pesci in faccia oltre che presi in giro ("un buon contratto"). E neanche a dire che si aprano prospettive per il futuro. Con questi dirigenti non si va da nessuna parte o, meglio, si va verso una scuola fortemente piramidale, una scuola dove contano risultati che verranno valutati da un'altra parte, dove gli insegnanti dovranno arrangiarsi e per farlo dimenticheranno le loro competenze disciplinari, dove gli studenti usciranno sempre più impreparati, una scuola che prepara i cittadini a scegliere un'altra scuola, quella privata.
Beh,
in attesa di assistere al delizioso spettacolo della Commedia dell'Arte che si
prepara con un referendum consultivo esteso ai soli iscritti CGIL, per
ora mi fermo qui.