FISICA/MENTE

 

Quello che segue è il seguito del dibattito in una sola direzione su Fuoriregistro. Ho parlato di una sola direzione perché i DS che hanno delle responsabilità nel settore scuola di quel partito rifiutano di parlare, di dire cioè qual è la posizione del partito sulla scuola. A mio giudizio sbagliano di grosso perché siamo ormai esausti dalle bugie enormi che ci hanno detto nella precedente legislatura. Se credono di poter vendere tappeti, sbagliano all'ingrosso perché noi voteremo ancora a sinistra (c'è ancora il ricatto Berlusconi) ma per altri partiti, a scelta, che non siano i DS. Aspetterò ancora un poco, poi inizierò la campagna d'autunno per il non voto ai DS,con un tam tam su internet che coinvolga i molti siti democratici esistenti.

Roberto Renzetti

 

Per ricollegarmi al precedente "dibattito", ho scritto per Fuoriregistro l'intervento seguente, prendendo spunto dal Tiriticco che già avete conosciuto per i punti esclamativi.

Da questo intervento sono scaturiti commenti che vedono l'intervento di un nuovo DS sul fronte del "ti attacco ma non ti dico".

Il nemico tra noi

Roberto Renzetti - 27-03-2005

Questi personaggi sono sempre con noi, si affannano per cercare di dirci qualcosa, ma non comprendono mai realmente le sottigliezze e la profondità del problema.

[Richard Feynman: Lectures on Physics, 1964 (Vol. I, pag. 16-1)]

Parlano in modo così confuso che non si capisce bene da che parte stanno. Il solo fatto che scrivono in siti come Fuoriregistro  dovrebbe dar loro un credito democratico. Sono in realtà dei cavalli di Troia che lavorano per il potere di turno (non importa quale).

Ciò che è d'interesse è che cambiano alcune frasi nell'impostare il discorso per renderlo gradevole a tutti gli interlocutori di destra o di sinistra, sono gli ermafroditi della politica, o i trasformisti o gli opportunisti. Qualunque delle alternative precedenti si scelga, resta il fatto che sono stati e restano i distruttori e la jattura della scuola.

Prendiamo ad esempio il logorroico esclamativo di un ispettore ministeriale progressista a caso, uno che scrive dappertutto cambiando di poco quello che dice ma restando un buonsesista pedagogo (pedagogista è troppo impegnativo) nell'anima.

La scuola non la conosce, non sa cosa è ma insiste su di essa aggrappandosi a quanto di più reazionario si possa fare oggi: rivendicare dovunque la fasulla riforma del Titolo V della Costituzione e la cessione di poteri alle Regioni. In un momento in cui la democrazia vivesse una sua bella stagione, in cui non vi fossero i distruttori del Paese nascosti tra capre alpine, non si avesse a che fare con Berlusconi per il quale il Paese c'è o non c'è risulta inessenziale se a sua signoria non viene alcun guadagno, in questo momento appunto, reclamare il Titolo V come momento qualificante è da irresponsabile neopositivista incapace di comprendere opportunità e necessità. I pedagoghi come lui non partecipano alla vita del Paese, hanno la loro nicchia e, come giapponesi, continuano in essa. Le obiezioni non esistono perché Aristotele non le prevede e quest'ultima cosa neppure la conoscono perché la filosofia è per altri tempi e sa di scuola.

Ma poiché si cita con entusiasmo la riforma del Titolo V occorrerà pure che qualcuno spieghi agli apprendisti stregoni lo stato dell'arte.

La triste vicenda inizia con le riforme forzate del centrosinistra a fine legislatura. Tanto per gradire si tocca la Costituzione in punti di estrema rilevanza, facendo passare la cosa con una maggioranza ridicola. Il tutto fu approvato da un referendum che non prevede quorum. E fu la Legge 3 del 18 ottobre 2001. Senza che nessuno, a parte la Lega (a cui si ammiccava per quella cosa chiamata potere, senza confronto con chi ti ha eletto), ne sentisse la necessità, si assegnavano alle Regioni materie non previste dall'articolo 117 della Costituzione originale (scritta da ben altre menti e competenze). L'articolo 33 della famigerata legge 3/01 recita:

Articolo 33.

(Competenze legislative esclusive delle Regioni)

1. All’articolo 117 della Costituzione, il primo comma è sostituito dal seguente:

"La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario".

All’articolo 117 della Costituzione, il quarto comma è sostituito dal seguente:

"Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:

a) assistenza e organizzazione sanitaria;

b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;

c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione;

d) polizia locale;

e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato".

[la sottolineatura è mia].

Naturalmente la si può pensare come si vuole ma questo ammiccare ai secessionisti è, a mio giudizio, una vergogna che va lavata con l'abrogazione di tutte queste irresponsabili sciatterie.

Visto l'eccellente operato del centrosinistra, il governo passa alla destra dura e pura con aree criminali al suo interno. Occorre pagare il dazio ai secessionisti e si inizia una modifica eversiva della Costituzione rimettendo più volte mano all'articolo 117. Si inizia con il DDL costituzionale  1187 del 26 febbraio 2002 (a firma Berlusconi, Bossi, La Loggia ):

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE

Art. 1.

(Modifiche dell’articolo 117
della Costituzione)

    1. Dopo il quarto comma dell’articolo 117 della Costituzione è inserito il seguente:

    «Le Regioni attivano la competenza legislativa esclusiva per le seguenti materie:
        a) assistenza e organizzazione sanitaria;

        b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione;
        c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione;
        d) polizia locale».

[la sottolineatura è mia].

Ciò che era dato in modo prudente alle Regioni, viene preso con prepotenza ed arroganza ... il fatto è che, quando si apre il vaso di Pandora, succedono cose orrende non prevedibili. A questo scempio (capisco che chi è vissuto all'ombra dei diritti che quella Costituzione nata dalla Resistenza  - capito ? - affermava, non faccia caso ai doveri, in nome di improbabili carriere) vi sono reazioni adirate di costituzionalisti. Un solo brano per capirci:

"Anche ammesso (e non concesso) che alle Regioni sia possibile riconoscere, per via statutaria, la potestà delle giunte di emanare atti con forza di legge, restano comunque senza risposta alcuni interrogativi cruciali: anzitutto, come agire nel caso in cui la singola Regione non disponga nulla al riguardo? in secondo luogo, in attesa dell'approvazione dei nuovi statuti, come gestire la fase transitoria (che, a quanto pare, si sta protraendo e si protrarrà ben più del previsto)? E infine, esistono degli strumenti per compensare l'eventuale inerzia regionale? in particolare, è pensabile che lo Stato si sostituisca alla Regione quando le circostanze rendano necessaria l'adozione immediata di un atto con forza di legge, e quest'ultima non intervenga?

Da ultimo, analizzando il problema da una diversa angolatura, nelle materie di competenza esclusiva regionale resta ancora uno spazio per il potere statale di decretazione d'urgenza? In particolare, si può ipotizzare che il verificarsi di casi straordinari di necessità ed urgenza legittimi comunque lo Stato a intervenire per fronteggiare l'emergenza?"

di Alessandra Concaro (ricercatore di Diritto costituzionale nella Facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano).

Ma la cosa, in accordo con Pandora, non finisce qui. Il governo presenta la riforma costituzionale (per la parte che sto trattando) in nuova veste nell'aprile 2003. Questa volta si invertono i termini del problema: attaccando palesemente la Costituzione del 1947. Non si stabiliscono più i limiti delle Regioni ma quelli dello Stato:

Disegno di legge costituzionale “Nuove modifiche al Titolo V, parte seconda, della Costituzione” - Consiglio dei Ministri 11 aprile 2003

Art. 2

 (Sostituzione dell’articolo 117 della Costituzione)

L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:

Art. 117

La Repubblica garantisce i principi sanciti dalla Costituzione.

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali e dall’ordinamento comunitario.

Lo Stato esercita la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:

....................

w) norme generali sull’istruzione, sulla formazione e sulla ricerca scientifica e innovazione tecnologica; ordinamento delle professioni;

Allo stato verrebbero assegnati miserabili compiti come riportato nella lettera w. Ma non è ancora finita, perché nel settembre dello stesso anno interviene una nuova formulazione delle modifiche del Titolo V:

SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE CONCERNENTE “MODIFICAZIONI DEGLI ARTICOLI 55, 56, 57, 58, 59, 60, 64, 65, 67, 69, 70, 71, 72, 80, 81, 83, 85, 86, 87, 88, 89, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 104, 114, 116, 117, 126, 127, 135 E 138 DELLA COSTITUZIONE” (licenziato dal Consiglio dei Ministri il 16-09-03 - fonte: www.governo.it)

 

Articolo 30 (Competenze legislative esclusive delle Regioni)

1. L’articolo 117, quarto comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:

“Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:

a) assistenza e organizzazione sanitaria;

b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;

c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione;

d) polizia locale;

e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato”.

......................

A queste giravolte che ammazzano la Costituzione repubblicana, con 4 assassini (chiamati saggi) riuniti nelle terre di pascolo della Lega, vi sono nuove reazioni indignate di costituzionalisti. Anche qui basta una citazione di Franco Ragusa:

La questione da porsi, quindi, non dovrebbe tanto riguardare il come garantire l'efficienza del Senato, quanto, piuttosto, la definizione del tipo d'intervento da attribuire all'Organo rappresentativo delle Regioni in merito alle competenze legislative assegnate allo Stato.
Ma è proprio in questa definizione che il progetto dei saggi realizza un'assurda suddivisione di competenze tra la Camera dei Deputati ed il Senato, togliendo alla prima competenze che la Costituzione assegna alla legislazione statale, quale la definizione dei principi fondamentali nelle materie di cui all'art. 117, terzo comma (legislazione concorrente).
In altre parole, attraverso il "bicameralismo asimmetrico" proposto, gli elettori votano per il Governo del Paese ben sapendo, però, di non avere voce in capitolo riguardo la determinazione di alcuni interessi nazionali.

......................

Per concludere, infine, con le modifiche al Titolo V, rimane lo sconcerto di dover commentare quanto previsto per Roma Capitale.
Incredibile ma vero, in poche righe è possibile trovare tutto ed il contrario di tutto.

[la sottolineatura è mia].

Non resta a questo punto che chiedere a chi invoca la modifica del Titolo V, per attaccare la scuola e renderla un pascolo di pedagogisti con dubbie capacità di comprensione dei contesti, a quale modifica si riferiscono. Di cosa parlano? Quando si fornisce uno slogan agli sciocchi, questi sono capaci di parlarne in eterno finché non si dice loro che era uno slogan. Ma costoro non demordono e chiedono un nuovo slogan perché tengono famiglia. Inoltre è possibile chiedere a certi ispettori di non vendere merce che non esiste quando si fa la disamina delle ricadute della riforma del Titolo V, perché ci si riferisce alla legge 3/2001 ed all’articolo 7 del dpr 275/99 ed agli articoli 138 e 139 del dlgs 112/98 in materia di istruzione? Occorre dire che chi continua con queste tiritere non ha capito che al potere vi sono dei secessionisti che stanno distruggendo lo Stato. Purtroppo non capiscono e con il loro slancio riformatore accreditano le politiche dei lanzichenecchi al potere.

Ma, dati i loro livelli, vanno molto più in là risultando più secessionisti di Bossi. Affermano infatti, come fa Tiriticco:

" E’ veramente fuori del tempo e fuori dalla norma continuare a pensare in termini di istruzione pubblica erogata tout court dallo Stato, in quanto – se mi è concesso – sono essenzialmente le Regioni la nuova forma di Stato sul territorio. Ovviamente, si incontreranno numerose difficoltà sulla strada di questa riconfigurazione della nostra Res Publica, ma si tratta pur sempre di un cammino verso una più compiuta democrazia e verso l’erogazione di un servizio più efficiente ed efficace".

In questa frase vi è tutto il dramma che viviamo: l'essere ed il dover essere; la realtà ed il sogno; l'Italia e la Lega. Le Regioni funzionano da decenni. Ci spiega l'illustre teorico della democrazia quando, come e dove le Regioni ci hanno avvicinato ad essa ? Si riferisce a Formigoni o a Storace ? Oppure è il sogno platonico che lo guida ? No, no. Il Tiriticco va molto più in là dei lanzichenecchi, più in là delle decisioni del Parlamento ed addirittura più in là dei referendum previsti. Per Tiriticco:

"Ormai lo abbiamo deciso! Alle Regioni compete l’intera amministrazione degli “affari scolastici” – e la stessa Corte costituzionale lo ha confermato più volte! – come a loro compete la legislazione esclusiva in materia di istruzione e formazione professionale."

[la sottolineatura è mia].

Quel plurale maiestatis la dice lunga sui livelli di competenza politica del pedagogo. Vivono in caverna e non sanno cosa accade. Ricordano quelli che si nascondevano quando si resisteva ai fascisti per poi venir fuori e gestirne la cacciata. Obbedir tacendo e ... basta, poiché il morir spetta almeno ai carabinieri (senza punto esclamativo, altrimenti Tiriticco mi dice che lo plagio).

A questo punto però il nostro non tace come dovrebbe data la precedente affermazione. Ma, purtroppo parla. Tenta di dire come si dovrebbe fare assumendo così un atteggiamento centralistico non in accordo con l'auspicata regionalizzazione. Ma, potrebbe obiettare il Tiriticco, è che il MIUR (poiché non gli piace il MPI) sta legiferando alle spalle delle Regioni! (il punto esclamativo è suo). Ma allora Tiriticco è disinformato, non sa che questo è uno degli argomenti del contendere. Neppure ha letto quanto ho succintamente riportato di Ragusa ? Di fronte cioè ad una paralisi regionale (si dica altrimenti quale iniziativa regionale vi è, soprattutto tenendo conto che non si sa rispetto a cosa dovrebbero prenderla) chi decide ? Lo Stato si ferma ? Cediamo il potere a Tiriticco ? Egli è una miniera di contraddizioni, dice che non si deve intervenire centralmente ma spara suoi giudizi dal sapore sovietico:

"I nostri [gli 'esperti' dell'amministrazione che hanno scritto con l'ottica del vecchio MPI (sic!)] non si sono minimamente sforzati di pensare che, nella nuova stagione formativa inaugurata dal nuovo Titolo V, occorreva rileggere e riscrivere l’intero sistema formativo, in modo da dare veramente a dio e a cesare ciò che a ciascuno spetta!"

Vi rendete conto che il nostro vuole scrivere a sua immagine il sistema formativo italiano ? Parla e straparla in pedagogese ( finalità, standard,  “livelli essenziali delle prestazioni”, piste di percorsi curricolari, “progettazione formativa”, teorie del curricolo, che è altra cosa dalla “programmazione didattica”, i nuovi saperi, i nuclei fondanti delle discipline, ... ), legge pure la Costituzione e fa il sociologo di cose orecchiate:

"Se negli anni Quaranta il costituzionalista poteva anche supporre e definire “l’istruzione artigiana e professionale” come un percorso destinato ai più, subalterno rispetto a quello più nobile, gestito dallo Stato e destinato a una platea ristretta, ai capaci e ai meritevoli, il costituzionalista del 2001 opera in una realtà ben diversa, in cui non ci sono i più e i meno, ma ci sono i tutti che hanno il diritto e il dovere di istruirsi, perché il mondo del lavoro è radicalmente cambiato rispetto agli anni Quaranta. Il nuovo padre costituzionale prende atto di questa nuova realtà e dà indicazioni di linea, di natura costituzionale, appunto. E’ il legislatore ordinario che non ha saputo leggere la nuova Costituzione."

Cosa c'è in questa frase che fa rizzare i capelli ? Un paio di cose: il riferimento al 2001 (legge 3) quasi che non siamo ormai al 2005 con quanto ho già detto; la grande evoluzione al 2005 con la Legge Biagi al seguito del pacchetto Treu. Il neopositivista che parla ci dice che questo è il dato della realtà ma colui che legge sa che la realtà non è solo descrivibile ma modificabile e che questo è lo scopo primario del politico (e la resistenza quello dei cittadini, di fronte alle violenze di regime). Degli esecutori in ginocchio non sappiamo che farcene e li cediamo volentieri al Buonsenso.

Concludo con l'auspicio che finisca la vendita di tappeti. Tutti ne abbiamo casa piena. Soprattutto si faccia una operazione di correttezza e limpidezza editoriale: un articolo che contiene alcuni concetti non si può moltiplicare all'infinito cambiando titolo e cambiando l'ordine degli addendi. Si invii lo stesso articolo con lo stesso titolo a tutti coloro che si ritengono utili destinatari. La  pratica del travestimento degli articoli funziona per i concorsi che danno accesso agli alti gradi del Ministero, nessuno controlla e si fanno carriere. In una comunità scientifica si sarebbe cacciati con ignominia.

Roberto Renzetti

 PS1. Si  è concluso ieri lo scempio costituzionale che modifica la Costituzione in un giorno e mezzo. I neopositivisti se ne fregano.

PS2. E' venuto in mente a qualcuno che lo spezzatino regionale della scuola è funzionale alla sua privatizzazione ? Di questo e di Bolkestein non si parla. I bambini piccoli fanno così: si mettono le mani davanti agli occhi e l'orco non c'è più. Ma l'importante sono i licei .. otto? meno? di più?

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Interviene Osvaldo Roman per riprendermi:

Osvaldo Roman    - 28-03-2005

Siamo seri!
Ha ragione Galasso: bisogna studiare la Costituzione. Prima documentatevi e poi lanciate tutte le invettive che volete!
Renzetti dice:
"La triste vicenda inizia con le riforme forzate del centrosinistra a fine legislatura. Tanto per gradire si tocca la Costituzione in punti di estrema rilevanza, facendo passare la cosa con una maggioranza ridicola. Il tutto fu approvato da un referendum che non prevede quorum. E fu la Legge n° 3 del 18 ottobre 2001. Senza che nessuno, a parte la Lega (a cui si ammiccava per quella cosa chiamata potere, senza confronto con chi ti ha eletto), ne sentisse la necessità, si assegnavano alle Regioni materie non previste dall'articolo 117 della Costituzione originale (scritta da ben altre menti e competenze). L'articolo 33 della famigerata legge 3/01 recita:"
.................................................................................................

I cittadini che hanno votato il referendum confermativo , nonostante il boicottaggio della destra,non erano pochi e neppure la parte più disinformata del paese. Ma il problema non é questo!
PECCATO CHE IL TESTO RIPORTATO NON SIA QUELLO APPROVATO DALLA LEGGE N3/2001 MA QUELLO SUCCESSIVAMENTE PRESENTATO DALLA LEGA!
IL TESTO VERO DELLA LEGGE 3/01 MODIFICA L'ART.117 COME SEGUE:


Art. 117 (*)

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:

rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
commercio con l’estero;
tutela e sicurezza del lavoro;
istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
professioni;
ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
tutela della salute;
alimentazione;
ordinamento sportivo;
protezione civile;
governo del territorio;
porti e aeroporti civili;
grandi reti di trasporto e di navigazione;
ordinamento della comunicazione;
produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa;
armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali;
casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.

Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni.

La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.


PARTIAMO DA QUESTI DATI REALI E PROBABILMENTE POTRA' ESSERE MEGLIO COMPRESO IL RAGIONAMENTO DI TIRITICCO E COSTRUITA UNA PIU' EFFICACE OPPOSIZIONE ALLA COSTITUZIONE DI BERLUSCONI!

UN A SOLA ANNOTAZIONE CRITICA:
FINIAMOLA CON QUESTA ALLUCINANTE BALLA CHE RIMANDA AL CENTRO SINISTRA LA RESPONSABILITA' DI TUTTI GLI SCEMPI REALIZZATI DALLA DESTRA . IN QUESTO MODO SI PUO' SALVARE SOLO LA COSCIENZA DI CHI CON LA PROPRIA SCELTA ELETTORALE FAVORI' NEL 2001 L'AVVENTO DELLA DESTRA. ORMAI LI ABBIAMO PERDONATI! COSTRUIAMO L'UNITA' PER BATTERE LA DESTRA A PARTIRE DALLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI (AMMINISTRATIVE , POLITICHE E REFERENDARIE)!

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Interviene:

Emanuela Cerutti    - 28-03-2005

Oddio, è proprio il caso di dirlo, dal momento che di perdono si parla: udite udite, chi pensa deve prima rendere conto al Grande Baol, e, se sbaglia, può essere contento, perchè all'Inquisizione si è sostituita la magnanimità. Il figliol prodigo troverà aperta la porta di casa e potrà fare una bella festa.
Se prima non la faranno a lui, gli amici e i nemici. Gli amici, e spiace, che lo accusano, cattivo che hai voluto restare sulle tue posizioni, che non hai dato manforte al centro sinistra per una stupida idealità, quante storie queste idealità, siamo o non siamo dentro il Nuovo Mondo Globalizzato e Cresciuto che è stufo delle massificazioni e dei sogni da bambini e vuole finalmente che la competizione regoli degnamente gli scambi ed i rapporti, secondo quella sana dinamica privatistico-aziendalistico-conflittuale che fa produrre così bene ricchezze e privilegi, piramidi e antifurti, check in, check out e check point, per la comune indiscutibile sicurezza? Gli amici che al concetto di uguaglianza hanno preferito una disuguaglianza programmata per cui chi ha di più se lo tiene e lo fa fruttare bene, anzi meglio, secondo la logica antica del particolare interesse. Quelli che hanno deciso che la Svizzera dovesse essere il Paradiso da imitare e l'hanno raccontato così bene che ora avremo molte Svizzere, qualcuna almeno, consentirai, Roman, brillanti come la Lombardia, dove i buoni scuola sono il fiore all'occhiello della borghesia e se sei figlio di contadino, beh, mi pare che di opportunità tu ne abbia oggi come oggi. Gli amici: quelli che invitano a stare al passo col cambiamento, mica vorrai fermarti al 1940 accidenti: vorrai pure capire che oggi il lavoro non è più quello di una volta, anzi non è neppure più lavoro, è mobilità, nomadismo, è contratto decontrattualizzato, è una nuova e sublimata forma di disoccupazione. Bisogna adeguarsi ai tempi, dicono gli amici. E tu piantala di pensare che la strada debba passare da una ricostruzione diversa, o da tutte quelle chiacchiere sui boycottaggi e sulla pace e sulla diversità che sanno tanto di anni 70 e non concludono nulla. Sii realista: la Bolkestein lasciala a Chirac, che ne sta facendo scommessa per il suo sì, e non essere tanto insistente sulla Cocacola, lo sai che la libertà di scelta non si tocca, soprattutto nelle Libere Università, e che diamine cosa sono questi totalitarismi? Smettila e fai la tua bella autocoscienza.
Per penitenza, d'obbligo a ben pensarci, qualche modifica Costituzionale: affinché tu non possa mai dire che non ti avevamo avvertito.

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Rispondo a Roman:

 Roberto Renzetti    - 29-03-2005

Gentile sig. Roman,
Le assicuro che non sono sordo. Lei alza la voce in un modo che mostra il suo nervosismo.
Prendo atto di aver scambiato alcuni file ma, drammaticamente, la sostanza è la stessa. Se lei legge con attenzione scopre che, l’articolo 117 della modifica del Titolo V fatta dal centrosinistra e da lei stesso riportata (vedi: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/2_titolo5.html) , afferma, per quel che riguarda la scuola:

- lo Stato detta …. n) norme generali sull'istruzione;
- Mentre sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: ....
istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale…

Ebbene è esattamente la stessa cosa che sostenevo in quanto scrivevo (si è aperta la strada alla cessione della scuola alle Regioni senza che si sia in grado di spiegarne i motivi e quanto di unificante vi è in POF in concorrenza). Se poi ha voglia di leggere il contesto scoprirà che è ancora più vero quanto le dico. Inoltre, le cose che sono sostenute nel mio intervento sono tante e scopro con interesse che lei non accenna ad un minimo di risposta alla sostanza dell’intervento stesso. Sono comunque abituato: è costume di tutti voi che amate molto Bach.
Capisco che lei e la cordata che tenta di far passare come innocue le cose DS nei riguardi della scuola si innervosisca tanto da alzare così la voce da diventare un vero violatore di netiquette. Si renderà conto che solo lei può sollevare un caso che si risolve con due click ed un copia incolla! E lei si occuperebbe di informatica ?
Signor Roman, ora si calmi e tenti di evitare il gioco dei 4 cantoni. Io ho iniziato chiedendo cose all’On. Sasso. E’ arrivato Lancillotto Tiriticco e ha sparato a zero contro di me. Ho risposto a interventi di pura propaganda che si ripetono INUTILI dappertutto ed è arrivato lei a fare il castigamatti. Ora, nell’ipotesi che lei voglia soffermarsi a discutere e non mandi qualcun altro, come ormai è costume DS, lo faccia entrando nel merito delle questioni perché la vicenda della modifica costituzionale da parte del centrosinistra è vicenda penosa e vergognosa (o lei se ne vanta?). Lei sarà in grado di dirmi da dove venivano le istanze riformiste che hanno iniziato ad intaccare la Costituzione in punti vitali, tanto da provocare la valanga che ci ha portati alla ulteriore vergogna del 23 marzo. Una organizzazione politica mostra la sua forza se sa riconoscere i suoi errori, altrimenti rotola nel dimenticatoio e vilipendio della storia. I DS non misconoscono nulla della loro avventura di governo ed oggi, dopo aver gentilmente regalato il potere a Berlusconi (se vuole le spiego in dettaglio come avete fatto per mandare il Cav. al potere), ci spiegano che occorre dar loro fiducia per… Per cosa, scusi ? Ce lo spiega lei ? A parte l’anomalia Berlusconi contro la quale siamo mobilitati da sempre, nonostante i DS sempre accomodanti (è vero che Follini è moderato? E Casini? E poi è vero che i fascisti sono diventati brave persone? E’ vero che non c’è regime? E’ vero che c’è libertà di espressione ?…), il dubbio atroce di ogni democratico oggi è: cacciato Berlusconi, cosa ci propone il centrosinistra su SCUOLA, lavoro, pensioni, informazione, Costituzione, guerra, … ? Ce lo dica lei, vista la reticenza esistente in tutto l’Ulivo, e soprattutto nei DS. La scuola del centrosinistra è la scuola di Berlinguer che precipita in Moratti (tutti d’accordo comunque in privatizzazione, parità, insegnanti da buttare, meno soldi da investire, pedagogese, fiera dell’inutile, percorsi personali, ignoranza che avanza, …); il lavoro del centrosinistra è il pacchetto Treu; le pensioni del centrosinistra sono la Riforma Dini (di un anno prima ma ben accetta, oltrechè concordata); l’informazione del centrosinistra è la legge Maccanico-Mediaset; la Costituzione del centrosinistra doveva essere cambiata per maggior gloria di Bossi; la Guerra del centrosinistra era quella che faceva alla Jugoslavia (bombardando e mentendo) dicendo che non era così. Lei è felice di questa distruzione sociale ? La rivendichi allora e non si nasconda. Io e la maggioranza di coloro che voteranno contro Berlusconi e la sua banda (e non PER qualcuno, purtroppo) siamo contro questi modi truffaldini di fare politica. Dico truffaldini perché vorrei ci spiegaste (ogni giocatore dei 4 cantoni va bene) dove e quando si era discusso di tali cose prima del 1996. Quale era il programma? Ricordo che si era parlato, ad esempio, di conflitto d’interessi … NIENTE! Di eleggibilità ed incompatibilità … NIENTE! Di giustizia e moralità … attacchi a giudici e corruzione tollerata!
Purtroppo voterò per la coalizione di sinistra ora ed alle politiche (all’unica condizione che nel mio collegio, ex rosso sicuro, non mettiate più un diniano perché con due volte che l’avete fatto è diventato nero DOC, essendo diventato il collegio di Alemanno). Ma questo voto è sicuro solo ora. Poi sarà guerra totale contro chi è allegramente diventato un neoliberista (lo chieda al giornale Il Riformista del Presidente del vostro partito).

D’altra parte lei stesso testimonia una difesa che è solo d’ufficio. Ha collaborato con le riforme Berlinguer e come tale è uno dei distruttori della scuola. Perché non ammette i danni che ha fatto e si ritira in pensione? Perché continua in associazioni culturali che fanno quegli inutili corsi di informatica per prendere utili soldi ai poveri disgraziati in cerca di lavoro a scuola ? Lei è un supporter di Maragliano. Se la cosa la convince, la rivendichi. Ci dica delle meraviglie dell’informatica, cosa che almeno Maragliano fa. So che queste strane ed inutili associazioni (che spillano tanti soldini pubblici) sono il cimitero degli elefanti CGIL Scuola. Ma dal cimitero si sta zitti, soprattutto se si è distrutto il mondo che si sarebbe dovuto salvaguardare e difendere
Ora, poiché lei e gli altri cantoni sapete su cosa verte il dibattito (volendo si leggono gli interventi passati …) e sapete che NESSUN CANTONE ha risposto (non ne avete il coraggio) io dico a tutti voi che non siete in grado di entrare in argomento, ci raccontate di belle cornici, ci parlate di metodi ma di contenuti non sapete nulla. L’autonomia scolastica e la dirigenza, che sono l’inizio della fine della scuola italiana, sono lì a dimostrarlo.
Ultima cosa: vi rendete conto che voi tutti a scuola ci siete stati solo per il tempo di prendere il distacco per poi pontificare da un analfabetismo di ritorno ?
Entrare in argomento, prego. Oppure andate a fare una bella passeggiata.
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Roman si offende:

Osvaldo Roman    - 04-04-2005

La replica del Sig. Renzetti non mi consente di collocarmi al suo livello. Ma alla Redazione di Fuori registro che forse conosce un po' della mia storia e delle mie posizioni politiche, che chiunque può leggere a partire dal 1998 sul sito www.forminform.it, devo rimproverare di non aver riconosciute come false e calunniose le critiche personali che il suddetto mi ha rivolto. Vale ancora il motto del vostro servizio che vi ricordo?

"Invitiamo ad evitare modi offensivi nella forma e nei contenuti dei commenti, ad attenenersi nei riferimenti all'articolo oggetto e a non promuovere polemiche di tipo personale".
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Risponde Fuoriregistro:

Redazione Fuoriregistro    - 06-04-2005

I toni duri e taglienti rientrano nel normale modo di discutere. Potremmo dire "purtroppo": sappiamo che la tentazione di voler aver ragione è difficile da gestire. Sappiamo che spesso si preferisce tracciare confini netti anzichè tentare di raggiungere insieme conclusioni condivisibili. E sappiamo che questo accade spesso "in casa".
La Redazione di Fuoriregistro è attenta alle polemiche di tipo puramente personale, sulle quali opera autonomamente tagli, come gli autori degli articoli inviati tranquillamente sanno. Per il resto esiste la libertà di espressione, sulla quale non ci sentiamo di operare censure, entro i limiti del Progetto che ci contraddistingue: una scuola pubblica, laica e democratica. La Redazione, in quanto tale, non si pone il problema di condividere tutto ciò che pubblica: il suo compito è di dare spazio alle voci che vogliono intervenire, utilizzando il criterio del pluralismo, che, unito a scelte tecniche, rende la rivista quello che è: un luogo in cui si può discutere senza linee prevedibili e prefissate. Certamente, poi, ogni singolo componente è libero di esprimere, a titolo personale, giudizi, pareri, accordi o disaccordi assumendosene piena responsabilità, esattamente come ogni lettore o lettrice. Compito della Redazione è dunque "semplicemente" (chiaro eufemismo: e sarebbe ancor più complicato senza i consigli ed i suggerimenti di chi ci legge e scrive) di accogliere quanto riceve, comprese le polemiche, se il loro scopo è quello di chiarire situazioni, scelte e prese di posizione. Naturalmente anche qui entro certi limiti, che di solito dipendono da quanto i lettori e le lettrici manifestano, dato che la rivista vorrebbe appartenere a chi la frequenta. Chiediamo quindi a chiunque fosse ancora interessato/a a questo thread di esprimersi brevemente sulla sua eventuale chiusura utilizzando lo spazio commenti o l'indirizzo mail della Redazione.

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Interviene Livia Noris:

Livia Noris    - 08-04-2005


Gentile Redazione, chiedete di esprimersi brevemente sulla eventuale chiusura del thread "il nemico è fra noi"… la cosa più breve che possa dire, anzi chiedere, è: perchè? Credete che il tema sia di così scarso interesse? Lì vengono trattati di temi molto attuali come può essere la riforma Costituzionale e il suo impatto sulla scuola. Credo che sia cosa interessante fare chiarezza sulle idee e sui progetti di quelle che dovrebbero essere le "menti pensanti" dell'opposizione alla scuola della Moratti.
Perchè non basta dire che quello che è stato fatto dalla attuale maggioranza non va bene, bisogna anche dire cosa di diverso si voleva fare e si vuol fare, cosa di diverso si pensava quando si modificava il titolo V della Costituzione. Capita quindi che si ritorni sul percorso che ha portato una maggioranza, oggi minoranza nel paese, a stravolgere la Costituzione, sui riferimenti e i progetti ( quali il decentramento) che sono condivisi fra centro-destra e centro-sinistra per capire dove e come le proposte si pongono come alternative, al di là di altisonanti dichiarazione di principio (che poi sono tutte da valutare alla prova dei fatti) o ottimistiche visioni oniriche ( da cui è ora di svegliarsi ). Non credo che il titolo del thread possa spaventare qualcuno, non credo che il passato interessi se non nella prospettiva futura e condivido quello che scrive Galli della Loggia: di fronte alle prospettive inquietanti della riforma della Costituzione non è più il tempo di fermarci solamente, sia pure con qualche ragione,sulle responsabilità della sinistra per aver aperto la porta al disastro attuale. Non penso che interessi molto fare una graduatorie delle colpe, nè una (auto)critica fasulla... a me interessa comprendere fino a che punto gli sviluppi futuri terranno conto di certe lezioni del passato. Se il problema sono i toni del dibattito, direi che si può invitare a non personalizzare il confronto. Purtroppo in questi dibattiti virtuali ognuno non vede nell'altro una persona con tutte le sue complessità, piuttosto lo piazza in una "categoria" di persone a cui fa risalire una qualche responsabilità. Nel dibattito in quel thread i toni sono un po' spigolosi, è vero: Renzetti non cede nulla alla forma del confronto e le sue domande sembrano quelle di chi ha gia tracciato il suo bilancio ed ha già le risposte che chiede. Così, con l' "arroganza" intellettuale di chi ha una sua teoria costruita su sudate carte ( magari non tutte buone), sfida l’avversario di turno a confutargliela..insomma è un esempio di vero scienziato secondo quel Popper che lui non stima per nulla. Chi lo contrasta ha reagito stizzito, ma non deve farsi metter all'angolo: non sta facendo un duello, si può rivolgere agli altri lettori portando documenti, temi e tesi ..siamo in tanti a leggere e il protagonismo non è interessante, come non mi interessa sapere chi è Osvaldo Roman...mi interessa sapere cosa ha da scrivere sul tema. Se riuscite a garantire uno spazio per le diverse voci e ad operare perchè le domande di Renzetti, scomode ma utili, si traducano in una sfida positiva e non in un muro contro cui sbattere la porta e darsi alla fuga, direi che per i lettori di Fuoriregistro sarà tutto di guadagnato.

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Interviene Isa Cuoghi:

Isa cuoghi    - 08-04-2005

Cara Redazione, mi chiedo perchè questo thread dovrebbe chiudere.
Mi sono riletta gli interventi e mi pare che alle richieste di Renzetti non solo non sia stata data risposta, ma dato che sono in grande antitesi con le idee di Roman, questi si senta disturbato, criticato e perfino calunniato.
Mi sembra che il sig. Roman prima di tutto dovrebbe rendere chiaro quali sarebbero le calunnie nei suoi confronti, dopo di che sarebbe il caso che rispondesse alle critiche argomentate dal prof. Renzetti.
E' curioso l'atteggiamento di chi ammette sorridente solo le lodi e le risposte alle proprie argomentazioni, mentre alle critiche e contestazioni risponde solo con una lamentela di presunta critica basata solo sulla contestazione di toni, non di contenuti.
Da quando sono comparsi i post di Renzetti non c'è stata una vera risposta, sia da parte dell'on. Sasso che dall'ispettore Tiriticco che, ora dal sig. Roman.
Ho letto invece di colleghi che dicevano di aver capito chiaramente le cose argomentate nei suoi documenti, e che in poche righe dimostravano la capacità di focalizzare le cose scritte.. forse perchè si trattava di insegnanti in servizio effettivo, ogni giorno, da parecchi anni, nelle nostre scuole..
Isa

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Rispondo all'offeso Roman:

 

Roberto Renzetti    - 08-04-2005

Non ho nessuna difficoltà a chiedere scusa a chi io possa aver offeso in qualche modo. Inizio da Fuoriregistro che viene messa in ballo incolpevolmente. Scusatemi se vi ho messo involontariamente in una situazione sgradevole. Poi al sig. Roman che si sente offeso da quanto ho sostenuto e quindi, ripeto, a chiunque lo creda opportuno.A fianco delle scuse debbo però aggiungere delle cose, al fine di spiegare il perché delle scuse. Io non conosco la posizione dei DS sulla scuola. O meglio la conosco ma è quella del chiuso di dibattiti per specialisti. Credo sia legittimo che un elettore di "sinistra" chieda qual è, almeno in un progetto che si va perfezionando, la scuola che vorrebbero i DS poiché questo partito è maggioritario nella coalizione che andrà a governare.
Le cose che dovrebbero essere chiarite sono almeno due, insieme alle loro articolazioni: 1) Cosa ne sarà della legislazione Moratti sulla scuola ? 2) Vi è un qualche ripensamento (e se si, dove?) sulla legislazione Bassanini e Berlinguer sulla scuola ?
Dati i precedenti (riforme del centrosinistra uscite da un cilindro di pochi amici; annunci e smentite attuali su abrogazione si o no a legislazione Moratti), nessuna delle persone interessate alla vicenda scuola (lavoratori, genitori e studenti) dovrebbe dare ai DS il suo voto senza una presa di posizione chiara, non ambigua e non reticente di tale partito almeno sulle due questioni suddette. In tal senso mi impegnerò con tutte le forze, dovunque possa io accedere. Ora il problema è semplice (come dice sempre Fassino) e, direi, la soluzione è non una intimidazione ma una opportunità ai DS di spiegarsi. Fino ad oggi, dovunque si giri, per riviste specialistiche o per siti dedicati alla scuola, si legge di interventi scuola DS su piccole cose (articolati di legge, commi e codicilli) o su grandi e fatue cose (Scuola dell'autonomia come la intendiamo noi! Come, scusino ?), con un enfasi abnorme a questioni pedagogiche e senza mai entrare nei contenuti dell'insegnamento. Tutti coloro che hanno prodotto le legislazioni Berlinguer continuano elaborando e dando l'impressione (mi si smentisca se non è così) che, caduto Berlusconi, si proseguirà con l'antica accoppiata Bassanini Berlinguer, con qualche aggiustamento (ad esempio, sull'obbligo scolastico in luogo di diritto-dovere). Come 8 anni fa tutto nel chiuso di una stanza, ricevendo con fastidio l'interloquire degli addetti ai lavori non militanti DS e di chi pone problemi che trascendono il piano nazionale per far capire a chi non lo sa che la scuola è un appetito non nascosto del WTO.
In questo senso, per spiegare ora quanto accaduto ai lettori di Fuoriregistro, un paio di mesi fa lessi un intervento dell'Onorevole Sasso in questo sito (29 gennaio: Abrogazione si, abrogazione no). Poneva in termini interrogativi il cosa fare della legislazione Moratti dopo la sua infausta era. Sono allora intervenuto (31 gennaio) per chiedere all'onorevole Sasso quale fosse la posizione DS e e per aggiungere un tema mai toccato dai DS qui intervenuti: si intende rivedere anche la legislazione Berlinguer ? Dopo un mese dal primo intervento invio una seconda lettera (1 marzo) chiedendo che una risposta; in caso contrario avrei ritenuto chiusa la vicenda con le conseguenze ovvie che ne avrei tratto. Qualche giorno dopo (5 marzo) interviene l'Onorevole Sasso e dice che risponderà solo se davvero si vuole dialogare, aggiungendo che i DS vogliono la scuola delineata in Lisbona 2000. Ringrazio l'Onorevole per essere intervenuta e chiedo che si esca da molte ambiguità e che si chiariscano alcune cose che ho elencato. Inoltre racconto cosa è Lisbona 2000 in tutta la sua complessità facendo uscire questa parola dalloo slogan salvifico che è diventato, analogamente ad Autonomia. A questo punto il Sig. Tiriticco interviene in modo inurbano in una presunta difesa dell'Onorevole Sasso. Dice un paio di cose con molti esclamativi e aggiunge che di tante lettere che ha lette pro e contro Bassanini, Berlinguer, Moratti – c’è sempre chi fa di ogni erba un fascio! – mai ne ho letta una peggiore e, quel che è peggio, più grossolana e disinformata! Il signor Tiriticco, detto questo che non è assolutamente offensivo per me (non so per sé), non dice nulla sugli argomenti in discussione. Ho così un personaggio che ha collaborato con Berlinguer e che civetta con Bertagna, che fa l'adirato, offende e se ne va. Rispondo a tal signore non da cristiano che porge l'altra guancia. E non ho più il piacere di leggere una sua risposta alle mie domande che restano sempre inevase. Passa del tempo e il sig. Tiriticco interviene inviando le sue circolari anche in questo sito. Ci racconta che la vera scuola è quella della Riforma (per me sciagurata) del titolo V (art. 117) della Costituzione e quindi che occorre lavorare in tal senso, occorre cioè attrezzarsi a livello regionale smettendo di dare indicazioni nazionali. Poiché quella riforma assegnava solo parzialmente la scuola alle Regioni mentre quella del governo Berlusconi-Lega, l'assegna in toto (meno qualche sciocchezza), viene da sé un mio intervento in cui tentavo di dire che Tiriticco era più realista del re visto che si preoccupava di una cosa che ancora non c'era. Nello scrivere tale intervento faccio un gravissimo errore: scambio l'articolo della riforma del titolo V (art. 117) con un altro. Il resto dell'intervento chiariva però bene che il problema era quanto previsto dalla vecchia riforma in confronto con quanto in via di ulteriore riforma con Berlusconi-Lega. Interviene il sig. Roman che corregge con scandalo questo mio errore. Nel fare ciò, anch'egli che è stato altro collaboratore di Berlinguer nella realizzazione della legislazione sulla scuola del centrosinistra, urla, afferma che il sottoscritto non conosce la Costituzione, e chiude dicendo: FINIAMOLA CON QUESTA ALLUCINANTE BALLA CHE RIMANDA AL CENTRO SINISTRA LA RESPONSABILITA' DI TUTTI GLI SCEMPI REALIZZATI DALLA DESTRA IN QUESTO MODO SI PUO' SALVARE SOLO LA COSCIENZA DI CHI CON LA PROPRIA SCELTA ELETTORALE FAVORI' NEL 2001 L'AVVENTO DELLA DESTRA. ORMAI LI ABBIAMO PERDONATI! COSTRUIAMO L'UNITA' PER BATTERE LA DESTRA A PARTIRE DALLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI (AMMINISTRATIVE , POLITICHE E REFERENDARIE)!
A questa lettera rispondo prendendo atto dell'errore ed elencando gli scempi del centrosinistra che il sig. Roman non conosce o ha dimenticato. Aggiungo anche considerazioni sul fatto che egli è all'interno del sistema di potere DS, ed altre cose che potete leggere se vi interessano. In ogni caso, per quel che mi interessa qui, il sig. Roman non risponde alle questioni poste che, dopo un travaglio di tre mesi, con tanti interlocutori così qualificati non trovano neppure un cenno di risposta. Risponde ulteriormente Roman rivolgendosi alla redazione di Fuoriregistro e dicendo che lo avevo offeso perché io non so chi è lui (credevo che questa espressione fosse ancora dell'era DC ma mi sbagliavo). Lo so, lo so, Sig. Roman dai tempi del Liceo sperimentale (1973, incontri in casa di comune amica, con Filippo Ottone, quando lei era esponente di punta della CGIL, quando non passava l'ultimo decreto delegato proprio quello sui soldi ai lavoratori della scuola) fino a quando era parlamentare del PCI-PDS (si ricorda di una delegazione della CGIL Estero che la venne a trovare nell'Ufficio di - mi pare - Lenoci? c'era Svizzera, Belgio e Spagna, cioè anche io) e dall'opposizione fu sordo ad ogni nostra richiesta andando avanti con un progetto di legge che mostrava completa non conoscenza delle Istituzioni Scolastiche e Culturali italiane all'estero (Istituzioni che poi - 1996/2001 - avete assegnato ad altri incompetenti come Bartolich in cerca di vendetta perché trombata e Migone competente solo perché figlio di diplomatico - sic! -, fino ad arrivare all'art. 9 della 147/00, legge clientelare!). Ma lei deve accettare tutto questo, sig. Roman: è una parte della democrazia che DEVE riguardare i personaggi pubblici, i quali dovrebbero smentire non dicendo NO e basta, ma argomentando (e lei, come Tiriticco e Sasso, non argomenta ma impone).
Cosa fare alla fine di quanto ho detto ? Prendo atto che né l'Onorevole Sasso, né il sig. Tiriticco, né il sig. Roman ci rispondono su quei quesiti fondamentali relativi alla scuola del futuro. Insisto nel dire che fra un anno occorrerà non dare il voto ai DS (con tali rappresentanti scuola) finché non dica con chiarezza cosa farà della scuola. Ciascuno poi deciderà in base al fatto che resti o meno convinto del progetto. Per parte mia continuo aspettando un qualche intervento che ci illumini e pronto a infrangere ogni specchietto per le allodole. Ormai la misura della quantità di tappeti che abbiamo in casa è colma e non ne compriamo più.

 

 

Interviene  Anna Pizzuti    - 09-04-2005

 

Se, come è giusto, questa discussione deve continuare, ritengo che sia il caso di “spostarla” un po’, in avanti o indietro, a seconda della lettura che si vorrà dare di queste mie riflessioni.
Che non possono prescindere dalla situazione nuova che si è venuta a creare con la vittoria elettorale del centro-sinistra. Vittoria che fa tremare le vene ai polsi. Perché, secondo me, la domanda diretta e precisa che dobbiamo porre: cosa intendono fare i DS con la scuola, quale è la loro posizione precisa, dobbiamo cominciare a porla da ora, ed a verificarla, regione per regione.E questo deve accadere, purtroppo, proprio a partire dalla riforma del Titolo V.
Quando mi sono resa conto del contenuto “esplosivo” nei confronti della scuola della sua riforma, mi è preso un colpo, ma ormai, passati anni di discussione e di analisi, non mi basta proprio più attestarmi su posizioni di denuncia. Vorrei, invece, capire, come si possono superarne gli effetti.
Il fatto è che proprio la vittoria elettorale del centrosinistra apre – o almeno lo spero, come spero che lo speriamo tutti - la via alla vanificazione della pretesa di riforma Berlusconi – Bossi. Che avrà sicuramente i suoi legami con l’ affrettata e chiaramente elettoralistica modifica del centro sinistra , ma che discende direttamente dal piano di Gelli e che va oltre, e di molto, il titolo V riformato, annullando i poteri del Parlamento e completando la “riforma della giustizia”.
Da questo Titolo V, quindi e purtroppo, dovremo comunque ricominciare.Sto parlando, ovviamente, dal punto di vista della difesa dell’unitarietà della scuola. Che quel passaggio – “fatta salva l’istruzione e la formazione professionale” – spezza. Basta, chiedo, la denuncia? E basta – e questa è la vera domanda – il primo ed indispensabile passo, cioè l’abrogazione della legge 53?
Comincia, per la scuola, ma anche per altro – temo – una fase, secondo me, molto preoccupante: da parte della maggioranza una ri/verniciatura, un venire incontro a qualche istanza sociale più ad uso interno che reale, da parte dell’opposizione la sicurezza di poter comunque vincere che non smonterà il riformismo moderato e rassicurante e buonsensista.
E il primo banco di prova sarà proprio la scuola.
Comincia a circolare la voce che tra pochi giorni verrà fuori il decreto del secondo ciclo nella sua forma definitiva. Lo scrive ItaliaOggi, preannunciando le modifiche. Tutte interne al sistema di istruzione e tutte “migliorative” – compreso il blocco del disegno di legge sullo stato giuridico - secondo la logica da specchietto per le allodole. Ma del punto dirimente – la divisione nei due canali - non si parla.
Sono anche convinta che l’approvazione del decreto subirà una notevole accelerazione, perché debbono dimostrare che loro sì, le riforme le fanno. Il varco al quale dobbiamo aspettare l’opposizione tutta, quindi, è prossimo.
Perciò la difesa della scuola – almeno secondo me – dovrà passare attraverso la consapevolezza dei rischi che il Titolo V contiene, ma anche attraverso il modo in cui le regioni stesse o lo “svuoteranno” chiamandosi, realisticamente, fuori, o lo interpreteranno. O, in definitiva, lo combatteranno.
E qui entra in gioco l’autonomia. O meglio, come gestirla nell’interesse della scuola. E spero che dire “gestirla” e non abolirla non faccia smettere- a qualcuno - di leggermi. Il fatto è che – almeno secondo me – rispetto ad essa, i piani di denuncia, ma anche di analisi, sono tanti e credo che vadano tenuti distinti.
Via gli aspetti aziendalistici e quelli accentratori, su questo non c’è discussione.Via il dirigente manager. Ma di tutti gli altri aspetti, di quelli che possiamo usare come difesa e come proposta, che ne facciamo? Se l’autonomia del dirigente significasse, ad esempio, rafforzare la sua responsabilità in termini di funzionario della Repubblica e non governativo, e quindi garante di una scuola costituzionale vera? E dell’autonomia didattica, che si collega alla libertà di insegnamento ed alla quale ci possiamo appellare contro Osa, Invalsi e tanto altro ancora? E dell’autonomia di ricerca? Nessuno se ne sta ricordando, e intanto il ministro continua ad indirizzare le sue direttive sulla formazione in servizio solo verso gli aspetti della riforma, mentre è proprio questa autonomia garantita che lo deve impedire. E se - è una mia pia illusione, ma continuo a crederci, almeno finchè posso – i decreti che attuano la legge Bassanini si rivelassero determinanti anche rispetto allo stesso Titolo V e d all’uso che ne fa la Moratti? O se fossero cambiale esigibile anche dalle regioni, alle quali dovremmo ricordarli, rispetto alle tentazioni cui potrebbero cedere o hanno già ceduto? Non sono certezze, le mie e le domande non sono retoriche e men che mai polemiche, sono domande vere. Le risposte debbono servire a farci capire fino a che punto dobbiamo e possiamo resistere, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo, per vanificare questa riforma , per non offrire al centrosinistra nessun alibi buonsensista e per cercere insieme il punto di ripartenza.


 

 

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