Quello che segue è il seguito del dibattito in una sola direzione su Fuoriregistro. Ho parlato di una sola direzione perché i DS che hanno delle responsabilità nel settore scuola di quel partito rifiutano di parlare, di dire cioè qual è la posizione del partito sulla scuola. A mio giudizio sbagliano di grosso perché siamo ormai esausti dalle bugie enormi che ci hanno detto nella precedente legislatura. Se credono di poter vendere tappeti, sbagliano all'ingrosso perché noi voteremo ancora a sinistra (c'è ancora il ricatto Berlusconi) ma per altri partiti, a scelta, che non siano i DS. Aspetterò ancora un poco, poi inizierò la campagna d'autunno per il non voto ai DS,con un tam tam su internet che coinvolga i molti siti democratici esistenti.
Roberto Renzetti
Per ricollegarmi al precedente "dibattito", ho scritto per Fuoriregistro l'intervento seguente, prendendo spunto dal Tiriticco che già avete conosciuto per i punti esclamativi.
Da questo intervento sono scaturiti commenti che vedono l'intervento di un nuovo DS sul fronte del "ti attacco ma non ti dico".
Il nemico tra noi
Roberto Renzetti - 27-03-2005
Questi personaggi sono sempre con noi, si affannano per cercare di dirci
qualcosa, ma non comprendono mai realmente le sottigliezze e la profondità
del problema.
[Richard Feynman:
Lectures
on Physics, 1964 (Vol.
I, pag. 16-1)]
Parlano in modo così confuso che
non si capisce bene da che parte stanno. Il solo fatto che scrivono in siti
come Fuoriregistro dovrebbe dar loro un
credito democratico. Sono in realtà dei cavalli di Troia che lavorano per il
potere di turno (non importa quale).
Ciò che è d'interesse è che
cambiano alcune frasi nell'impostare il discorso per renderlo gradevole a
tutti gli interlocutori di destra o di sinistra, sono gli ermafroditi della
politica, o i trasformisti o gli opportunisti. Qualunque delle alternative
precedenti si scelga, resta il fatto che sono stati e restano i distruttori e
la jattura della scuola.
Prendiamo ad esempio il logorroico
esclamativo di un ispettore ministeriale progressista a caso, uno che
scrive dappertutto cambiando di poco quello che dice ma restando un buonsesista
pedagogo (pedagogista è troppo impegnativo) nell'anima.
La scuola non la conosce, non sa
cosa è ma insiste su di essa aggrappandosi a
quanto di più reazionario si possa fare oggi: rivendicare dovunque la fasulla
riforma del Titolo V della Costituzione e la cessione di poteri alle Regioni.
In un momento in cui la democrazia vivesse una sua bella stagione, in cui non
vi fossero i distruttori del Paese nascosti tra capre alpine, non si avesse
a che fare con Berlusconi per il quale il Paese c'è
o non c'è risulta inessenziale se a sua signoria non viene alcun guadagno, in
questo momento appunto, reclamare il Titolo V come momento qualificante è da
irresponsabile neopositivista incapace di comprendere opportunità e necessità.
I pedagoghi come lui non partecipano alla vita del
Paese, hanno la loro nicchia e, come giapponesi, continuano in essa. Le
obiezioni non esistono perché Aristotele non le prevede e quest'ultima
cosa neppure la conoscono perché la filosofia è per altri tempi e sa di
scuola.
Ma poiché si cita
con entusiasmo la riforma del Titolo V occorrerà pure che qualcuno spieghi
agli apprendisti stregoni lo stato dell'arte.
La triste vicenda inizia con le
riforme forzate del centrosinistra a fine legislatura. Tanto per gradire si
tocca
Articolo
33.
(Competenze
legislative esclusive delle Regioni)
1. All’articolo 117 della Costituzione, il
primo comma è sostituito dal seguente:
"La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel
rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli
derivanti dall’ordinamento comunitario".
All’articolo 117 della Costituzione, il quarto
comma è sostituito dal seguente:
"Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti
materie:
a) assistenza e organizzazione sanitaria;
b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici
e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
c) definizione della parte dei programmi scolastici e
formativi di interesse specifico della Regione;
d) polizia locale;
e) ogni altra materia non
espressamente riservata alla legislazione dello Stato".
[la sottolineatura è mia].
Naturalmente la
si può pensare come si vuole ma questo ammiccare ai secessionisti è,
a mio giudizio, una vergogna che va lavata con l'abrogazione di tutte queste
irresponsabili sciatterie.
Visto l'eccellente operato
del centrosinistra, il governo passa alla destra dura e pura con aree
criminali al suo interno. Occorre pagare il dazio ai secessionisti e si
inizia una modifica eversiva della Costituzione rimettendo più volte
mano all'articolo 117. Si inizia con il DDL
costituzionale n° 1187 del 26 febbraio 2002
(a firma Berlusconi, Bossi,
Art.
1.
(Modifiche
dell’articolo 117
della Costituzione)
1. Dopo il
quarto comma dell’articolo 117 della Costituzione è inserito il
seguente:
«Le Regioni
attivano la competenza legislativa esclusiva per le seguenti materie:
a) assistenza e organizzazione
sanitaria;
b)
organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione;
c) definizione della parte dei
programmi scolastici e formativi di interesse
specifico della Regione;
d) polizia locale».
[la sottolineatura è mia].
Ciò che era dato in modo prudente
alle Regioni, viene preso con prepotenza ed
arroganza ... il fatto è che, quando si apre il vaso di Pandora, succedono
cose orrende non prevedibili. A questo scempio (capisco che chi è vissuto
all'ombra dei diritti che quella Costituzione nata dalla Resistenza -
capito ? - affermava, non faccia caso ai doveri, in
nome di improbabili carriere) vi sono reazioni adirate di costituzionalisti.
Un solo brano per capirci:
"Anche ammesso (e non
concesso) che alle Regioni sia possibile
riconoscere, per via statutaria, la potestà delle giunte di emanare atti con
forza di legge, restano comunque senza risposta alcuni interrogativi cruciali:
anzitutto, come agire nel caso in cui la singola Regione non disponga nulla al
riguardo? in secondo luogo, in attesa
dell'approvazione dei nuovi statuti, come gestire la fase transitoria (che, a
quanto pare, si sta protraendo e si protrarrà ben più del previsto)? E
infine, esistono degli strumenti per compensare l'eventuale inerzia regionale?
in particolare, è pensabile che lo Stato si
sostituisca alla Regione quando le circostanze rendano necessaria l'adozione
immediata di un atto con forza di legge, e quest'ultima
non intervenga?
Da ultimo, analizzando il
problema da una diversa angolatura, nelle materie di competenza esclusiva
regionale resta ancora uno spazio per il potere statale di decretazione
d'urgenza? In particolare, si può ipotizzare che il verificarsi di casi
straordinari di necessità ed urgenza legittimi comunque
lo Stato a intervenire per fronteggiare l'emergenza?"
di Alessandra Concaro
(ricercatore di Diritto costituzionale nella Facoltà di giurisprudenza
dell'Università degli Studi di Milano).
Ma
la cosa, in accordo con Pandora, non finisce qui. Il governo presenta la
riforma costituzionale (per la parte che sto trattando) in nuova veste
nell'aprile 2003. Questa volta si invertono i
termini del problema: attaccando palesemente
Disegno
di legge costituzionale “Nuove modifiche al Titolo V, parte seconda, della
Costituzione” - Consiglio dei Ministri 11 aprile 2003
Art.
2
(Sostituzione
dell’articolo 117 della Costituzione)
L’articolo
117 della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Art.
117
La potestà legislativa è
esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione e dei
vincoli derivanti dagli obblighi internazionali e dall’ordinamento
comunitario.
Lo Stato esercita la
potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
....................
w) norme generali sull’istruzione, sulla
formazione e sulla ricerca scientifica e innovazione tecnologica; ordinamento
delle professioni;
Allo stato verrebbero
assegnati miserabili compiti come riportato nella lettera w. Ma non è ancora
finita, perché nel settembre dello stesso anno interviene una nuova
formulazione delle modifiche del Titolo V:
SCHEMA
DI DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE CONCERNENTE
Articolo
30
1.
L’articolo 117, quarto comma, della Costituzione è sostituito dal seguente:
“Spetta
alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
a)
assistenza e organizzazione sanitaria;
b)
organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici
e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
c)
definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di
interesse specifico della Regione;
d)
polizia locale;
e)
ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello
Stato”.
......................
A
queste giravolte che ammazzano
La
questione da porsi, quindi, non dovrebbe tanto riguardare il come garantire
l'efficienza del Senato, quanto, piuttosto, la definizione del tipo
d'intervento da attribuire all'Organo rappresentativo delle Regioni in merito
alle competenze legislative assegnate allo Stato.
Ma è proprio in questa definizione che il progetto dei saggi realizza
un'assurda suddivisione di competenze tra
In altre parole, attraverso il "bicameralismo asimmetrico" proposto,
gli elettori votano per il Governo del Paese ben sapendo, però, di non
avere voce in capitolo riguardo la determinazione di alcuni interessi
nazionali.
......................
Per concludere, infine, con le modifiche al
Titolo V, rimane lo sconcerto di dover commentare quanto previsto per Roma
Capitale.
Incredibile ma vero, in poche righe è possibile trovare tutto ed il contrario
di tutto.
[la
sottolineatura è mia].
Non
resta a questo punto che chiedere a chi invoca la modifica del Titolo V, per
attaccare la scuola e renderla un pascolo di pedagogisti con dubbie capacità
di comprensione dei contesti, a quale modifica si
riferiscono. Di cosa parlano? Quando si fornisce uno slogan agli sciocchi,
questi sono capaci di parlarne in eterno finché non si dice loro che era
uno slogan. Ma costoro non demordono e chiedono un
nuovo slogan perché tengono famiglia. Inoltre è possibile chiedere a certi
ispettori di non vendere merce che non esiste quando
si fa la disamina delle ricadute della riforma del Titolo V, perché ci si
riferisce alla legge 3/2001 ed all’articolo 7 del dpr
275/99 ed agli articoli 138 e 139 del dlgs 112/98
in materia di istruzione? Occorre dire che chi continua con queste tiritere
non ha capito che al potere vi sono dei secessionisti che stanno distruggendo
lo Stato. Purtroppo non capiscono e con il loro slancio riformatore
accreditano le politiche dei lanzichenecchi al potere.
Ma,
dati i loro livelli, vanno molto più in là risultando più secessionisti di
Bossi. Affermano infatti, come fa Tiriticco:
"
E’ veramente fuori del tempo e fuori dalla norma
continuare a pensare in termini di istruzione pubblica erogata tout court
dallo Stato, in quanto – se mi è concesso – sono essenzialmente le
Regioni la nuova forma di Stato sul territorio. Ovviamente, si
incontreranno numerose difficoltà sulla strada di questa riconfigurazione
della nostra Res Publica, ma si tratta pur sempre
di un cammino verso una più compiuta democrazia e verso l’erogazione di un
servizio più efficiente ed efficace".
In
questa frase vi è tutto il dramma che viviamo: l'essere ed il dover essere;
la realtà ed il sogno; l'Italia e
"Ormai
lo abbiamo deciso! Alle Regioni compete l’intera amministrazione degli
“affari scolastici” – e la stessa Corte costituzionale lo ha confermato
più volte! – come a loro compete la legislazione esclusiva in materia di
istruzione e formazione professionale."
[la
sottolineatura è mia].
Quel plurale maiestatis
la dice lunga sui livelli di competenza politica del pedagogo. Vivono in
caverna e non sanno cosa accade. Ricordano quelli che si nascondevano
quando si resisteva ai fascisti per poi venir fuori e gestirne la
cacciata. Obbedir tacendo e ... basta, poiché il morir spetta almeno
ai carabinieri (senza punto esclamativo, altrimenti Tiriticco
mi dice che lo plagio).
A questo punto però il nostro non
tace come dovrebbe data la precedente affermazione. Ma,
purtroppo parla. Tenta di dire come si dovrebbe fare assumendo così un
atteggiamento centralistico non in accordo con
l'auspicata regionalizzazione. Ma,
potrebbe obiettare il Tiriticco, è che il MIUR
(poiché non gli piace il MPI) sta legiferando alle spalle delle Regioni! (il
punto esclamativo è suo). Ma allora Tiriticco
è disinformato, non sa che questo è uno degli argomenti del contendere.
Neppure ha letto quanto ho succintamente riportato di Ragusa
? Di fronte cioè ad una paralisi regionale
(si dica altrimenti quale iniziativa regionale vi è, soprattutto tenendo
conto che non si sa rispetto a cosa dovrebbero prenderla) chi decide ? Lo
Stato si ferma ? Cediamo il potere a Tiriticco
? Egli è una miniera di contraddizioni, dice
che non si deve intervenire centralmente ma spara suoi giudizi dal sapore
sovietico:
"I nostri [gli 'esperti' dell'amministrazione che hanno
scritto con l'ottica del vecchio MPI (sic!)] non si sono minimamente
sforzati di pensare che, nella nuova stagione formativa inaugurata dal nuovo
Titolo V, occorreva rileggere e riscrivere l’intero sistema formativo, in
modo da dare veramente a dio e a cesare ciò che a ciascuno spetta!"
Vi rendete conto che il nostro
vuole scrivere a sua immagine il sistema formativo italiano
? Parla e straparla in pedagogese ( finalità,
standard,
“livelli essenziali delle
prestazioni”, piste di
percorsi curricolari, “progettazione
formativa”, teorie del
curricolo, che è altra cosa
dalla “programmazione didattica”, i nuovi
saperi, i nuclei fondanti
delle discipline, ... ), legge
pure
"Se negli anni Quaranta il costituzionalista poteva anche supporre
e definire “l’istruzione artigiana e professionale” come un percorso
destinato ai più, subalterno rispetto a quello più
nobile, gestito dallo Stato e destinato a una platea ristretta, ai capaci e ai
meritevoli, il costituzionalista del 2001 opera in una realtà ben diversa, in
cui non ci sono i più e i meno, ma ci sono i tutti che hanno il diritto e il
dovere di istruirsi, perché il mondo del lavoro è radicalmente cambiato
rispetto agli anni Quaranta. Il nuovo padre costituzionale prende atto di
questa nuova realtà e dà indicazioni di linea, di natura costituzionale,
appunto. E’ il legislatore ordinario che non ha saputo leggere la nuova
Costituzione."
Cosa c'è in questa frase che fa
rizzare i capelli ? Un paio di cose: il riferimento
al 2001 (legge 3) quasi che non siamo ormai al 2005 con quanto ho già detto;
la grande evoluzione al 2005 con
Concludo
con l'auspicio che finisca la vendita di tappeti. Tutti ne
abbiamo casa piena. Soprattutto si faccia una operazione
di correttezza e limpidezza editoriale: un articolo che contiene alcuni
concetti non si può moltiplicare all'infinito cambiando titolo e cambiando
l'ordine degli addendi. Si invii lo stesso articolo
con lo stesso titolo a tutti coloro che si ritengono utili destinatari. La
pratica del travestimento degli articoli funziona per i concorsi che danno
accesso agli alti gradi del Ministero, nessuno controlla e si fanno carriere.
In una comunità scientifica si sarebbe cacciati con ignominia.
PS1. Si è
concluso ieri lo scempio costituzionale che modifica
PS2. E' venuto in mente a qualcuno che lo spezzatino regionale della scuola è funzionale alla sua privatizzazione ? Di questo e di Bolkestein non si parla. I bambini piccoli fanno così: si mettono le mani davanti agli occhi e l'orco non c'è più. Ma l'importante sono i licei .. otto? meno? di più?
________________________________________________________________________________________
Osvaldo Roman - 28-03-2005
Siamo seri!
Ha ragione Galasso: bisogna studiare la Costituzione. Prima documentatevi e
poi lanciate tutte le invettive che volete!
Renzetti dice:
"La triste vicenda inizia con le riforme forzate del centrosinistra a
fine legislatura. Tanto per gradire si tocca la Costituzione in punti di
estrema rilevanza, facendo passare la cosa con una maggioranza ridicola. Il
tutto fu approvato da un referendum che non prevede quorum. E fu la Legge n°
3 del 18 ottobre 2001. Senza che nessuno, a parte la Lega (a cui si ammiccava
per quella cosa chiamata potere, senza confronto con chi ti ha eletto), ne
sentisse la necessità, si assegnavano alle Regioni materie non previste
dall'articolo 117 della Costituzione originale (scritta da ben altre menti e
competenze). L'articolo 33 della famigerata legge 3/01 recita:"
.................................................................................................
I cittadini che hanno votato il referendum confermativo , nonostante il
boicottaggio della destra,non erano pochi e neppure la parte più disinformata
del paese. Ma il problema non é questo!
PECCATO CHE IL TESTO RIPORTATO NON SIA QUELLO APPROVATO DALLA LEGGE N3/2001 MA
QUELLO SUCCESSIVAMENTE PRESENTATO DALLA LEGA!
IL TESTO VERO DELLA LEGGE 3/01 MODIFICA L'ART.117 COME SEGUE:
Art. 117 (*)
La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto
della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento
comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato
con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini
di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della
concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato;
perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali;
elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti
pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa
locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia
amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i
diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio
nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di
Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo
statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e
locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:
rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni;
commercio con l’estero;
tutela e sicurezza del lavoro;
istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione
della istruzione e della formazione professionale;
professioni;
ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi;
tutela della salute;
alimentazione;
ordinamento sportivo;
protezione civile;
governo del territorio;
porti e aeroporti civili;
grandi reti di trasporto e di navigazione;
ordinamento della comunicazione;
produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa;
armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario;
valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione
di attività culturali;
casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale.
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà
legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali,
riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non
espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di
loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti
normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli
accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle
norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità
di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione
esclusiva, salva delega alle Regioni.
La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare
in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità
degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e
promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il
migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi
comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e
intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.
PARTIAMO DA QUESTI DATI REALI E PROBABILMENTE POTRA' ESSERE MEGLIO COMPRESO IL
RAGIONAMENTO DI TIRITICCO E COSTRUITA UNA PIU' EFFICACE OPPOSIZIONE ALLA
COSTITUZIONE DI BERLUSCONI!
UN A SOLA ANNOTAZIONE CRITICA:
FINIAMOLA CON QUESTA ALLUCINANTE BALLA CHE RIMANDA AL CENTRO SINISTRA LA
RESPONSABILITA' DI TUTTI GLI SCEMPI REALIZZATI DALLA DESTRA . IN QUESTO MODO
SI PUO' SALVARE SOLO LA COSCIENZA DI CHI CON LA PROPRIA SCELTA ELETTORALE
FAVORI' NEL 2001 L'AVVENTO DELLA DESTRA. ORMAI LI ABBIAMO PERDONATI!
COSTRUIAMO L'UNITA' PER BATTERE LA DESTRA A PARTIRE DALLE PROSSIME SCADENZE
ELETTORALI (AMMINISTRATIVE , POLITICHE E REFERENDARIE)!
Interviene:
Emanuela Cerutti - 28-03-2005
Oddio, è proprio il caso di dirlo, dal momento che di perdono si parla:
udite udite, chi pensa deve prima rendere conto al Grande Baol, e, se sbaglia,
può essere contento, perchè all'Inquisizione si è sostituita la magnanimità.
Il figliol prodigo troverà aperta la porta di casa e potrà fare una bella
festa.
Se prima non la faranno a lui, gli amici e i nemici. Gli amici, e spiace, che
lo accusano, cattivo che hai voluto restare sulle tue posizioni, che non hai
dato manforte al centro sinistra per una stupida idealità, quante storie
queste idealità, siamo o non siamo dentro il Nuovo Mondo Globalizzato e
Cresciuto che è stufo delle massificazioni e dei sogni da bambini e vuole
finalmente che la competizione regoli degnamente gli scambi ed i rapporti,
secondo quella sana dinamica privatistico-aziendalistico-conflittuale che fa
produrre così bene ricchezze e privilegi, piramidi e antifurti, check in,
check out e check point, per la comune indiscutibile sicurezza? Gli amici che
al concetto di uguaglianza hanno preferito una disuguaglianza programmata per
cui chi ha di più se lo tiene e lo fa fruttare bene, anzi meglio, secondo la
logica antica del particolare interesse. Quelli che hanno deciso che la
Svizzera dovesse essere il Paradiso da imitare e l'hanno raccontato così bene
che ora avremo molte Svizzere, qualcuna almeno, consentirai, Roman, brillanti
come la Lombardia, dove i buoni scuola sono il fiore all'occhiello della
borghesia e se sei figlio di contadino, beh, mi pare che di opportunità tu ne
abbia oggi come oggi. Gli amici: quelli che invitano a stare al passo col
cambiamento, mica vorrai fermarti al 1940 accidenti: vorrai pure capire che
oggi il lavoro non è più quello di una volta, anzi non è neppure più
lavoro, è mobilità, nomadismo, è contratto decontrattualizzato, è una
nuova e sublimata forma di disoccupazione. Bisogna adeguarsi ai tempi, dicono
gli amici. E tu piantala di pensare che la strada debba passare da una
ricostruzione diversa, o da tutte quelle chiacchiere sui boycottaggi e sulla
pace e sulla diversità che sanno tanto di anni 70 e non concludono nulla. Sii
realista: la Bolkestein lasciala a Chirac, che ne sta facendo scommessa per il
suo sì, e non essere tanto insistente sulla Cocacola, lo sai che la libertà
di scelta non si tocca, soprattutto nelle Libere Università, e che diamine
cosa sono questi totalitarismi? Smettila e fai la tua bella autocoscienza.
Per penitenza, d'obbligo a ben pensarci, qualche modifica Costituzionale:
affinché tu non possa mai dire che non ti avevamo avvertito.
___________________________________________________________________________________________
Rispondo a Roman:
Roberto Renzetti - 29-03-2005
Gentile sig. Roman,
Le assicuro che non sono sordo. Lei alza la voce in un modo che mostra il suo
nervosismo.
Prendo atto di aver scambiato alcuni file ma, drammaticamente, la sostanza è
la stessa. Se lei legge con attenzione scopre che, l’articolo 117 della
modifica del Titolo V fatta dal centrosinistra e da lei stesso riportata
(vedi: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/2_titolo5.html) , afferma,
per quel che riguarda la scuola:
- lo Stato detta …. n) norme generali sull'istruzione;
- Mentre sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: ....
istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione
della istruzione e della formazione professionale…
Ebbene è esattamente la stessa cosa che sostenevo in quanto scrivevo (si è
aperta la strada alla cessione della scuola alle Regioni senza che si sia in
grado di spiegarne i motivi e quanto di unificante vi è in POF in
concorrenza). Se poi ha voglia di leggere il contesto scoprirà che è ancora
più vero quanto le dico. Inoltre, le cose che sono sostenute nel mio
intervento sono tante e scopro con interesse che lei non accenna ad un minimo
di risposta alla sostanza dell’intervento stesso. Sono comunque abituato: è
costume di tutti voi che amate molto Bach.
Capisco che lei e la cordata che tenta di far passare come innocue le cose DS
nei riguardi della scuola si innervosisca tanto da alzare così la voce da
diventare un vero violatore di netiquette. Si renderà conto che solo lei può
sollevare un caso che si risolve con due click ed un copia incolla! E lei si
occuperebbe di informatica ?
Signor Roman, ora si calmi e tenti di evitare il gioco dei 4 cantoni. Io ho
iniziato chiedendo cose all’On. Sasso. E’ arrivato Lancillotto Tiriticco e
ha sparato a zero contro di me. Ho risposto a interventi di pura propaganda
che si ripetono INUTILI dappertutto ed è arrivato lei a fare il castigamatti.
Ora, nell’ipotesi che lei voglia soffermarsi a discutere e non mandi qualcun
altro, come ormai è costume DS, lo faccia entrando nel merito delle questioni
perché la vicenda della modifica costituzionale da parte del centrosinistra
è vicenda penosa e vergognosa (o lei se ne vanta?). Lei sarà in grado di
dirmi da dove venivano le istanze riformiste che hanno iniziato ad intaccare
la Costituzione in punti vitali, tanto da provocare la valanga che ci ha
portati alla ulteriore vergogna del 23 marzo. Una organizzazione politica
mostra la sua forza se sa riconoscere i suoi errori, altrimenti rotola nel
dimenticatoio e vilipendio della storia. I DS non misconoscono nulla della
loro avventura di governo ed oggi, dopo aver gentilmente regalato il potere a
Berlusconi (se vuole le spiego in dettaglio come avete fatto per mandare il
Cav. al potere), ci spiegano che occorre dar loro fiducia per… Per cosa,
scusi ? Ce lo spiega lei ? A parte l’anomalia Berlusconi contro la quale
siamo mobilitati da sempre, nonostante i DS sempre accomodanti (è vero che
Follini è moderato? E Casini? E poi è vero che i fascisti sono diventati
brave persone? E’ vero che non c’è regime? E’ vero che c’è libertà
di espressione ?…), il dubbio atroce di ogni democratico oggi è: cacciato
Berlusconi, cosa ci propone il centrosinistra su SCUOLA, lavoro, pensioni,
informazione, Costituzione, guerra, … ? Ce lo dica lei, vista la reticenza
esistente in tutto l’Ulivo, e soprattutto nei DS. La scuola del
centrosinistra è la scuola di Berlinguer che precipita in Moratti (tutti
d’accordo comunque in privatizzazione, parità, insegnanti da buttare, meno
soldi da investire, pedagogese, fiera dell’inutile, percorsi personali,
ignoranza che avanza, …); il lavoro del centrosinistra è il pacchetto Treu;
le pensioni del centrosinistra sono la Riforma Dini (di un anno prima ma ben
accetta, oltrechè concordata); l’informazione del centrosinistra è la
legge Maccanico-Mediaset; la Costituzione del centrosinistra doveva essere
cambiata per maggior gloria di Bossi; la Guerra del centrosinistra era quella
che faceva alla Jugoslavia (bombardando e mentendo) dicendo che non era così.
Lei è felice di questa distruzione sociale ? La rivendichi allora e non si
nasconda. Io e la maggioranza di coloro che voteranno contro Berlusconi e la
sua banda (e non PER qualcuno, purtroppo) siamo contro questi modi truffaldini
di fare politica. Dico truffaldini perché vorrei ci spiegaste (ogni giocatore
dei 4 cantoni va bene) dove e quando si era discusso di tali cose prima del
1996. Quale era il programma? Ricordo che si era parlato, ad esempio, di
conflitto d’interessi … NIENTE! Di eleggibilità ed incompatibilità …
NIENTE! Di giustizia e moralità … attacchi a giudici e corruzione
tollerata!
Purtroppo voterò per la coalizione di sinistra ora ed alle politiche
(all’unica condizione che nel mio collegio, ex rosso sicuro, non mettiate più
un diniano perché con due volte che l’avete fatto è diventato nero DOC,
essendo diventato il collegio di Alemanno). Ma questo voto è sicuro solo ora.
Poi sarà guerra totale contro chi è allegramente diventato un neoliberista
(lo chieda al giornale Il Riformista del Presidente del vostro partito).
D’altra parte lei stesso testimonia una difesa che è solo d’ufficio. Ha
collaborato con le riforme Berlinguer e come tale è uno dei distruttori della
scuola. Perché non ammette i danni che ha fatto e si ritira in pensione?
Perché continua in associazioni culturali che fanno quegli inutili corsi di
informatica per prendere utili soldi ai poveri disgraziati in cerca di lavoro
a scuola ? Lei è un supporter di Maragliano. Se la cosa la convince, la
rivendichi. Ci dica delle meraviglie dell’informatica, cosa che almeno
Maragliano fa. So che queste strane ed inutili associazioni (che spillano
tanti soldini pubblici) sono il cimitero degli elefanti CGIL Scuola. Ma dal
cimitero si sta zitti, soprattutto se si è distrutto il mondo che si sarebbe
dovuto salvaguardare e difendere
Ora, poiché lei e gli altri cantoni sapete su cosa verte il dibattito
(volendo si leggono gli interventi passati …) e sapete che NESSUN CANTONE ha
risposto (non ne avete il coraggio) io dico a tutti voi che non siete in grado
di entrare in argomento, ci raccontate di belle cornici, ci parlate di metodi
ma di contenuti non sapete nulla. L’autonomia scolastica e la dirigenza, che
sono l’inizio della fine della scuola italiana, sono lì a dimostrarlo.
Ultima cosa: vi rendete conto che voi tutti a scuola ci siete stati solo per
il tempo di prendere il distacco per poi pontificare da un analfabetismo di
ritorno ?
Entrare in argomento, prego. Oppure andate a fare una bella passeggiata.
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Roman si offende:
Osvaldo Roman - 04-04-2005
La replica del Sig. Renzetti non mi consente di
collocarmi al suo livello. Ma alla Redazione di Fuori registro che forse
conosce un po' della mia storia e delle mie posizioni politiche, che chiunque
può leggere a partire dal 1998 sul sito www.forminform.it, devo rimproverare
di non aver riconosciute come false e calunniose le critiche personali che il
suddetto mi ha rivolto. Vale ancora il motto del vostro servizio che vi
ricordo?
"Invitiamo ad evitare modi offensivi nella forma e nei contenuti dei
commenti, ad attenenersi nei riferimenti all'articolo oggetto e a non
promuovere polemiche di tipo personale".
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Risponde Fuoriregistro:
Redazione Fuoriregistro - 06-04-2005
I toni duri e taglienti rientrano nel normale modo di
discutere. Potremmo dire "purtroppo": sappiamo che la tentazione di
voler aver ragione è difficile da gestire. Sappiamo che spesso si preferisce
tracciare confini netti anzichè tentare di raggiungere insieme conclusioni
condivisibili. E sappiamo che questo accade spesso "in casa".
La Redazione di Fuoriregistro è attenta alle polemiche di tipo puramente
personale, sulle quali opera autonomamente tagli, come gli autori degli
articoli inviati tranquillamente sanno. Per il resto esiste la libertà di
espressione, sulla quale non ci sentiamo di operare censure, entro i limiti
del Progetto
che ci contraddistingue: una scuola pubblica, laica e democratica. La
Redazione, in quanto tale, non si pone il problema di condividere tutto ciò
che pubblica: il suo compito è di dare spazio alle voci che vogliono
intervenire, utilizzando il criterio del pluralismo, che, unito a scelte
tecniche, rende la rivista quello che è: un luogo in cui si può discutere
senza linee prevedibili e prefissate. Certamente, poi, ogni singolo componente
è libero di esprimere, a titolo personale, giudizi, pareri, accordi o
disaccordi assumendosene piena responsabilità, esattamente come ogni lettore
o lettrice. Compito della Redazione è dunque "semplicemente"
(chiaro eufemismo: e sarebbe ancor più complicato senza i consigli ed i
suggerimenti di chi ci legge e scrive) di accogliere quanto riceve, comprese
le polemiche, se il loro scopo è quello di chiarire situazioni, scelte e
prese di posizione. Naturalmente anche qui entro certi limiti, che di solito
dipendono da quanto i lettori e le lettrici manifestano, dato che la rivista
vorrebbe appartenere a chi la frequenta. Chiediamo quindi a chiunque fosse
ancora interessato/a a questo thread di esprimersi brevemente sulla sua
eventuale chiusura utilizzando lo spazio commenti o l'indirizzo
mail della Redazione.
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Interviene Livia Noris:
Gentile Redazione, chiedete di esprimersi brevemente sulla eventuale chiusura
del thread "il nemico è fra noi"… la cosa più breve che possa
dire, anzi chiedere, è: perchè? Credete che il tema sia di così
scarso interesse? Lì vengono trattati di temi molto attuali come può essere
la riforma Costituzionale e il suo impatto sulla scuola. Credo che sia cosa
interessante fare chiarezza sulle idee e sui progetti di quelle che dovrebbero
essere le "menti pensanti" dell'opposizione alla scuola della
Moratti.
Perchè non basta dire che quello che è stato fatto dalla attuale maggioranza
non va bene, bisogna anche dire cosa di diverso si voleva fare e si vuol fare,
cosa di diverso si pensava quando si modificava il titolo V della
Costituzione. Capita quindi che si ritorni sul percorso che ha portato una
maggioranza, oggi minoranza nel paese, a stravolgere la Costituzione, sui
riferimenti e i progetti ( quali il decentramento) che sono condivisi fra
centro-destra e centro-sinistra per capire dove e come le proposte si pongono
come alternative, al di là di altisonanti dichiarazione di principio (che poi
sono tutte da valutare alla prova dei fatti) o ottimistiche visioni oniriche (
da cui è ora di svegliarsi ). Non credo che il titolo del thread possa
spaventare qualcuno, non credo che il passato interessi se non nella
prospettiva futura e condivido quello che scrive Galli della Loggia: di fronte
alle prospettive inquietanti della riforma della Costituzione non è più il
tempo di fermarci solamente, sia pure con qualche ragione,sulle responsabilità
della sinistra per aver aperto la porta al disastro attuale. Non penso che
interessi molto fare una graduatorie delle colpe, nè una (auto)critica
fasulla... a me interessa comprendere fino a che punto gli sviluppi futuri
terranno conto di certe lezioni del passato. Se il problema sono i toni del
dibattito, direi che si può invitare a non personalizzare il confronto.
Purtroppo in questi dibattiti virtuali ognuno non vede nell'altro una persona
con tutte le sue complessità, piuttosto lo piazza in una
"categoria" di persone a cui fa risalire una qualche responsabilità.
Nel dibattito in quel thread i toni sono un po' spigolosi, è vero: Renzetti
non cede nulla alla forma del confronto e le sue domande sembrano quelle di
chi ha gia tracciato il suo bilancio ed ha già le risposte che chiede. Così,
con l' "arroganza" intellettuale di chi ha una sua teoria costruita
su sudate carte ( magari non tutte buone), sfida l’avversario di turno a
confutargliela..insomma è un esempio di vero scienziato secondo quel Popper
che lui non stima per nulla. Chi lo contrasta ha reagito stizzito, ma non deve
farsi metter all'angolo: non sta facendo un duello, si può rivolgere agli
altri lettori portando documenti, temi e tesi ..siamo in tanti a leggere e il
protagonismo non è interessante, come non mi interessa sapere chi è Osvaldo
Roman...mi interessa sapere cosa ha da scrivere sul tema. Se riuscite a
garantire uno spazio per le diverse voci e ad operare perchè le domande di
Renzetti, scomode ma utili, si traducano in una sfida positiva e non in un
muro contro cui sbattere la porta e darsi alla fuga, direi che per i lettori
di Fuoriregistro sarà tutto di guadagnato.
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Interviene Isa Cuoghi:
Isa cuoghi - 08-04-2005
Cara Redazione, mi chiedo perchè questo thread dovrebbe
chiudere.
Mi sono riletta gli interventi e mi pare che alle richieste di Renzetti non
solo non sia stata data risposta, ma dato che sono in grande antitesi con le
idee di Roman, questi si senta disturbato, criticato e perfino calunniato.
Mi sembra che il sig. Roman prima di tutto dovrebbe rendere chiaro quali
sarebbero le calunnie nei suoi confronti, dopo di che sarebbe il caso che
rispondesse alle critiche argomentate dal prof. Renzetti.
E' curioso l'atteggiamento di chi ammette sorridente solo le lodi e le
risposte alle proprie argomentazioni, mentre alle critiche e contestazioni
risponde solo con una lamentela di presunta critica basata solo sulla
contestazione di toni, non di contenuti.
Da quando sono comparsi i post di Renzetti non c'è stata una vera risposta,
sia da parte dell'on. Sasso che dall'ispettore Tiriticco che, ora dal sig.
Roman.
Ho letto invece di colleghi che dicevano di aver capito chiaramente le cose
argomentate nei suoi documenti, e che in poche righe dimostravano la capacità
di focalizzare le cose scritte.. forse perchè si trattava di insegnanti in
servizio effettivo, ogni giorno, da parecchi anni, nelle nostre scuole..
Isa
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Rispondo all'offeso Roman:
Roberto Renzetti - 08-04-2005
Non ho nessuna difficoltà a chiedere
scusa a chi io possa aver offeso in qualche modo. Inizio da Fuoriregistro che
viene messa in ballo incolpevolmente. Scusatemi se vi ho messo
involontariamente in una situazione sgradevole. Poi al sig. Roman che si sente
offeso da quanto ho sostenuto e quindi, ripeto, a chiunque lo creda
opportuno.A fianco delle scuse debbo però aggiungere delle cose, al fine di
spiegare il perché delle scuse. Io non conosco la posizione dei DS sulla
scuola. O meglio la conosco ma è quella del chiuso di dibattiti per
specialisti. Credo sia legittimo che un elettore di "sinistra"
chieda qual è, almeno in un progetto che si va perfezionando, la scuola che
vorrebbero i DS poiché questo partito è maggioritario nella coalizione che
andrà a governare.
Le cose che dovrebbero essere chiarite sono almeno due, insieme alle loro
articolazioni: 1) Cosa ne sarà della legislazione Moratti sulla
scuola ? 2) Vi è un qualche ripensamento (e se si, dove?) sulla
legislazione Bassanini e Berlinguer sulla scuola ?
Dati i precedenti (riforme del centrosinistra uscite da un cilindro di pochi
amici; annunci e smentite attuali su abrogazione si o no a legislazione
Moratti), nessuna delle persone interessate alla vicenda scuola (lavoratori,
genitori e studenti) dovrebbe dare ai DS il suo voto senza una presa di
posizione chiara, non ambigua e non reticente di tale partito almeno sulle due
questioni suddette. In tal senso mi impegnerò con tutte le forze, dovunque
possa io accedere. Ora il problema è semplice (come dice sempre Fassino) e,
direi, la soluzione è non una intimidazione ma una opportunità ai DS di
spiegarsi. Fino ad oggi, dovunque si giri, per riviste specialistiche o per
siti dedicati alla scuola, si legge di interventi scuola DS su piccole cose
(articolati di legge, commi e codicilli) o su grandi e fatue cose (Scuola
dell'autonomia come la intendiamo noi! Come, scusino ?), con un enfasi abnorme
a questioni pedagogiche e senza mai entrare nei contenuti dell'insegnamento.
Tutti coloro che hanno prodotto le legislazioni Berlinguer continuano
elaborando e dando l'impressione (mi si smentisca se non è così) che, caduto
Berlusconi, si proseguirà con l'antica accoppiata Bassanini Berlinguer, con
qualche aggiustamento (ad esempio, sull'obbligo scolastico in luogo di
diritto-dovere). Come 8 anni fa tutto nel chiuso di una stanza, ricevendo con
fastidio l'interloquire degli addetti ai lavori non militanti DS e di chi pone
problemi che trascendono il piano nazionale per far capire a chi non lo sa che
la scuola è un appetito non nascosto del WTO.
In questo senso, per spiegare ora quanto accaduto ai lettori di Fuoriregistro,
un paio di mesi fa lessi un intervento dell'Onorevole Sasso in questo sito (29
gennaio: Abrogazione si, abrogazione no). Poneva in termini interrogativi il
cosa fare della legislazione Moratti dopo la sua infausta era. Sono allora
intervenuto (31 gennaio) per chiedere all'onorevole Sasso quale fosse la
posizione DS e e per aggiungere un tema mai toccato dai DS qui intervenuti: si
intende rivedere anche la legislazione Berlinguer ? Dopo un mese dal primo
intervento invio una seconda lettera (1 marzo) chiedendo che una risposta; in
caso contrario avrei ritenuto chiusa la vicenda con le conseguenze ovvie che
ne avrei tratto. Qualche giorno dopo (5 marzo) interviene l'Onorevole Sasso e
dice che risponderà solo se davvero si vuole dialogare, aggiungendo che i DS
vogliono la scuola delineata in Lisbona 2000. Ringrazio l'Onorevole per essere
intervenuta e chiedo che si esca da molte ambiguità e che si chiariscano
alcune cose che ho elencato. Inoltre racconto cosa è Lisbona 2000 in tutta la
sua complessità facendo uscire questa parola dalloo slogan salvifico che è
diventato, analogamente ad Autonomia. A questo punto il Sig. Tiriticco
interviene in modo inurbano in una presunta difesa dell'Onorevole Sasso. Dice
un paio di cose con molti esclamativi e aggiunge che di tante lettere che ha
lette pro e contro Bassanini, Berlinguer, Moratti – c’è sempre chi fa di
ogni erba un fascio! – mai ne ho letta una peggiore e, quel che è peggio,
più grossolana e disinformata! Il signor Tiriticco, detto questo che non è
assolutamente offensivo per me (non so per sé), non dice nulla sugli
argomenti in discussione. Ho così un personaggio che ha collaborato con
Berlinguer e che civetta con Bertagna, che fa l'adirato, offende e se ne va.
Rispondo a tal signore non da cristiano che porge l'altra guancia. E non ho più
il piacere di leggere una sua risposta alle mie domande che restano sempre
inevase. Passa del tempo e il sig. Tiriticco interviene inviando le sue
circolari anche in questo sito. Ci racconta che la vera scuola è quella della
Riforma (per me sciagurata) del titolo V (art. 117) della Costituzione e
quindi che occorre lavorare in tal senso, occorre cioè attrezzarsi a livello
regionale smettendo di dare indicazioni nazionali. Poiché quella riforma
assegnava solo parzialmente la scuola alle Regioni mentre quella del governo
Berlusconi-Lega, l'assegna in toto (meno qualche sciocchezza), viene da sé un
mio intervento in cui tentavo di dire che Tiriticco era più realista del re
visto che si preoccupava di una cosa che ancora non c'era. Nello scrivere tale
intervento faccio un gravissimo errore: scambio l'articolo della riforma del
titolo V (art. 117) con un altro. Il resto dell'intervento chiariva però bene
che il problema era quanto previsto dalla vecchia riforma in confronto con
quanto in via di ulteriore riforma con Berlusconi-Lega. Interviene il sig.
Roman che corregge con scandalo questo mio errore. Nel fare ciò, anch'egli
che è stato altro collaboratore di Berlinguer nella realizzazione della
legislazione sulla scuola del centrosinistra, urla, afferma che il
sottoscritto non conosce la Costituzione, e chiude dicendo: FINIAMOLA CON
QUESTA ALLUCINANTE BALLA CHE RIMANDA AL CENTRO SINISTRA LA RESPONSABILITA' DI
TUTTI GLI SCEMPI REALIZZATI DALLA DESTRA IN QUESTO MODO SI PUO' SALVARE SOLO
LA COSCIENZA DI CHI CON LA PROPRIA SCELTA ELETTORALE FAVORI' NEL 2001
L'AVVENTO DELLA DESTRA. ORMAI LI ABBIAMO PERDONATI! COSTRUIAMO L'UNITA' PER
BATTERE LA DESTRA A PARTIRE DALLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI (AMMINISTRATIVE
, POLITICHE E REFERENDARIE)!
A questa lettera rispondo prendendo atto dell'errore ed elencando gli scempi
del centrosinistra che il sig. Roman non conosce o ha dimenticato. Aggiungo
anche considerazioni sul fatto che egli è all'interno del sistema di potere
DS, ed altre cose che potete leggere se vi interessano. In ogni caso, per quel
che mi interessa qui, il sig. Roman non risponde alle questioni poste che,
dopo un travaglio di tre mesi, con tanti interlocutori così qualificati non
trovano neppure un cenno di risposta. Risponde ulteriormente Roman
rivolgendosi alla redazione di Fuoriregistro e dicendo che lo avevo offeso
perché io non so chi è lui (credevo che questa espressione fosse ancora
dell'era DC ma mi sbagliavo). Lo so, lo so, Sig. Roman dai tempi del Liceo
sperimentale (1973, incontri in casa di comune amica, con Filippo Ottone,
quando lei era esponente di punta della CGIL, quando non passava l'ultimo
decreto delegato proprio quello sui soldi ai lavoratori della scuola) fino a
quando era parlamentare del PCI-PDS (si ricorda di una delegazione della CGIL
Estero che la venne a trovare nell'Ufficio di - mi pare - Lenoci? c'era
Svizzera, Belgio e Spagna, cioè anche io) e dall'opposizione fu sordo ad ogni
nostra richiesta andando avanti con un progetto di legge che mostrava completa
non conoscenza delle Istituzioni Scolastiche e Culturali italiane all'estero
(Istituzioni che poi - 1996/2001 - avete assegnato ad altri incompetenti come
Bartolich in cerca di vendetta perché trombata e Migone competente solo perché
figlio di diplomatico - sic! -, fino ad arrivare all'art. 9 della 147/00,
legge clientelare!). Ma lei deve accettare tutto questo, sig. Roman: è una
parte della democrazia che DEVE riguardare i personaggi pubblici, i quali
dovrebbero smentire non dicendo NO e basta, ma argomentando (e lei, come
Tiriticco e Sasso, non argomenta ma impone).
Cosa fare alla fine di quanto ho detto ? Prendo atto che né l'Onorevole
Sasso, né il sig. Tiriticco, né il sig. Roman ci rispondono su quei quesiti
fondamentali relativi alla scuola del futuro. Insisto nel dire che fra un anno
occorrerà non dare il voto ai DS (con tali rappresentanti scuola) finché non
dica con chiarezza cosa farà della scuola. Ciascuno poi deciderà in base al
fatto che resti o meno convinto del progetto. Per parte mia continuo
aspettando un qualche intervento che ci illumini e pronto a infrangere ogni
specchietto per le allodole. Ormai la misura della quantità di tappeti che
abbiamo in casa è colma e non ne compriamo più.
Interviene Anna Pizzuti - 09-04-2005
Se, come è giusto, questa
discussione deve continuare, ritengo che sia il caso di “spostarla” un
po’, in avanti o indietro, a seconda della lettura che si vorrà dare di
queste mie riflessioni.
Che non possono prescindere dalla situazione nuova che si è venuta a creare
con la vittoria elettorale del centro-sinistra. Vittoria che fa tremare le
vene ai polsi. Perché, secondo me, la domanda diretta e precisa che dobbiamo
porre: cosa intendono fare i DS con la scuola, quale è la loro posizione
precisa, dobbiamo cominciare a porla da ora, ed a verificarla, regione per
regione.E questo deve accadere, purtroppo, proprio a partire dalla riforma del
Titolo V.
Quando mi sono resa conto del contenuto “esplosivo” nei confronti della
scuola della sua riforma, mi è preso un colpo, ma ormai, passati anni di
discussione e di analisi, non mi basta proprio più attestarmi su posizioni di
denuncia. Vorrei, invece, capire, come si possono superarne gli effetti.
Il fatto è che proprio la vittoria elettorale del centrosinistra apre – o
almeno lo spero, come spero che lo speriamo tutti - la via alla vanificazione
della pretesa di riforma Berlusconi – Bossi. Che avrà sicuramente i suoi
legami con l’ affrettata e chiaramente elettoralistica modifica del centro
sinistra , ma che discende direttamente dal piano di Gelli e che va oltre, e
di molto, il titolo V riformato, annullando i poteri del Parlamento e
completando la “riforma della giustizia”.
Da questo Titolo V, quindi e purtroppo, dovremo comunque ricominciare.Sto
parlando, ovviamente, dal punto di vista della difesa dell’unitarietà della
scuola. Che quel passaggio – “fatta salva l’istruzione e la formazione
professionale” – spezza. Basta, chiedo, la denuncia? E basta – e questa
è la vera domanda – il primo ed indispensabile passo, cioè l’abrogazione
della legge 53?
Comincia, per la scuola, ma anche per altro – temo – una fase, secondo me,
molto preoccupante: da parte della maggioranza una ri/verniciatura, un venire
incontro a qualche istanza sociale più ad uso interno che reale, da parte
dell’opposizione la sicurezza di poter comunque vincere che non smonterà il
riformismo moderato e rassicurante e buonsensista.
E il primo banco di prova sarà proprio la scuola.
Comincia a circolare la voce che tra pochi giorni verrà fuori il decreto del
secondo ciclo nella sua forma definitiva. Lo scrive ItaliaOggi,
preannunciando le modifiche. Tutte interne al sistema di istruzione e tutte
“migliorative” – compreso il blocco del disegno di legge sullo stato
giuridico - secondo la logica da specchietto per le allodole. Ma del punto
dirimente – la divisione nei due canali - non si parla.
Sono anche convinta che l’approvazione del decreto subirà una notevole
accelerazione, perché debbono dimostrare che loro sì, le riforme le fanno.
Il varco al quale dobbiamo aspettare l’opposizione tutta, quindi, è
prossimo.
Perciò la difesa della scuola – almeno secondo me – dovrà passare
attraverso la consapevolezza dei rischi che il Titolo V contiene, ma anche
attraverso il modo in cui le regioni stesse o lo “svuoteranno”
chiamandosi, realisticamente, fuori, o lo interpreteranno. O, in definitiva,
lo combatteranno.
E qui entra in gioco l’autonomia. O meglio, come gestirla nell’interesse
della scuola. E spero che dire “gestirla” e non abolirla non faccia
smettere- a qualcuno - di leggermi. Il fatto è che – almeno secondo me –
rispetto ad essa, i piani di denuncia, ma anche di analisi, sono tanti e credo
che vadano tenuti distinti.
Via gli aspetti aziendalistici e quelli accentratori, su questo non c’è
discussione.Via il dirigente manager. Ma di tutti gli altri aspetti, di quelli
che possiamo usare come difesa e come proposta, che ne facciamo? Se
l’autonomia del dirigente significasse, ad esempio, rafforzare la sua
responsabilità in termini di funzionario della Repubblica e non governativo,
e quindi garante di una scuola costituzionale vera? E dell’autonomia
didattica, che si collega alla libertà di insegnamento ed alla quale ci
possiamo appellare contro Osa, Invalsi e tanto altro ancora? E
dell’autonomia di ricerca? Nessuno se ne sta ricordando, e intanto il
ministro continua ad indirizzare le sue direttive sulla formazione in servizio
solo verso gli aspetti della riforma, mentre è proprio questa autonomia
garantita che lo deve impedire. E se - è una mia pia illusione, ma continuo a
crederci, almeno finchè posso – i decreti che attuano la legge Bassanini si
rivelassero determinanti anche rispetto allo stesso Titolo V e d all’uso che
ne fa la Moratti? O se fossero cambiale esigibile anche dalle regioni, alle
quali dovremmo ricordarli, rispetto alle tentazioni cui potrebbero cedere o
hanno già ceduto? Non sono certezze, le mie e le domande non sono retoriche e
men che mai polemiche, sono domande vere. Le risposte debbono servire a farci
capire fino a che punto dobbiamo e possiamo resistere, utilizzando tutti gli
strumenti che abbiamo, per vanificare questa riforma , per non offrire al
centrosinistra nessun alibi buonsensista e per cercere insieme il punto di
ripartenza.