FISICA/MENTE

 

 

LA RIFORMA : ANNUNCIATA, APPLICATA…

(Per il Giornalino della Scuola Elementare di Fiorano, 8 febbraio 2005)

di Maria Luisa Cuoghi

            Due anni fa, all’inizio del 2003, il Parlamento  approvò la legge di Riforma dei Cicli : la Legge Moratti, una legge definita epocale per le novità che avrebbe apportato ad una scuola definita vecchia, ostile ai cambiamenti, e  refrattaria al nuovo.

            In effetti, guardando i risultati finora ottenuti, questa legge è stata, per certi aspetti, epocale.

            Certamente epocale è il caos normativo.

            Non avevamo mai assistito ad una totale assenza di disposizioni chiare, di regole, per definire il modo di procedere in questa Nuova Scuola.

            Una Nuova scuola fortemente voluta, tanto da spingere il Ministro ad adottare un metodo che ha, di fatto, eliminato sin dall’inizio il confronto con gli operatori della scuola e, nonostante sia stato fortemente pubblicizzato il contrario, evitato anche il confronto con le famiglie.

            Certamente epocale è stata la protesta, dilagata ovunque dall’approvazione della Legge 53 ai primi decreti attuativi: con manifestazioni locali promosse dalle famiglie e dagli insegnanti organizzate nei coordinamenti, con mozioni di protesta nelle scuole da parte degli Organi Collegiali, dibattiti pubblici, mozioni di interi Consigli comunali , provinciali e regionali, manifestazioni e scioperi a carattere nazionale con l’apporto o la promozione di sindacati, proteste con cortei, scioperi e occupazioni, appelli firmati da una lunga lista di eminenti intellettuali, Manifesti firmati da scienziati e da storici.

            Tanti giudizi radicalmente negativi da parte degli operatori dell’intero settore dell’ Istruzione .

            Questa introduzione per specificare che la protesta è stata alta e partecipata da parte di  chi si occupa e lavora  nella scuola, ma anche da parte di chi non è direttamente interessato, ed è preoccupato di questo svilimento, annunciato, della scuola pubblica. Sono stati moltissimi i genitori che hanno partecipato alle iniziative organizzate contro questa Riforma.

            A seguito di queste dimostrazioni, tutti ci aspettavamo aperture per un confronto, un dibattito sulla scuola per portare insieme, operatori, genitori, politici, alle scelte da fare.

Dispiace davvero molto, ma così non è stato.

            Si sono avute solo brevi notizie che hanno illuminato per qualche istante il disagio e il senso di incertezza che vivono coloro che operano per educare e per formare quelli che saranno i futuri cittadini di questo Paese.

            Gli Ispettori del Ministero ci dicono che la Riforma è legge, e va applicata, in ogni sua parte.

            E’ stata annullata così, in un istante e senza consultare nessuno, la pratica del team degli insegnanti per tornare al maestro unico.

            La Legge istitutiva del Tempo pieno è stata abrogata, l’orario di 40 ore è stato sostituito da una somma che matematicamente fa sempre 40, ma in concreto si divide in 27 ore curricolari obbligatorie, più 3 ore di laboratori opzionali e fino a 10 ore di orario mensa.

            Ogni famiglia potrà scegliere le parti che desidera, e visto che  l’organico dei docenti sarà ricavato da queste scelte, all’inizio di ogni anno scolastico la scuola dovrà riguardare la propria organizzazione, col rischio di non potere garantire la continuità didattica con gli stessi insegnanti.

            Insomma meno tempo, meno risorse. Meno risorse, meno opportunità. Meno opportunità e meno possibilità di aiuto per i nostri alunni, soprattutto per chi si trova in difficoltà.

            Ma continuiamo nella conoscenza della legge di Riforma, e vediamo l’introduzione delle tanto sbandierate INNOVAZIONI.

            Inglese per tutti, con personale specializzato per l’insegnamento (va detto che l’insegnamento di una lingua comunitaria con gli specialisti, già c’era precedentemente a questa Riforma), sussidi e strutture informatiche per i laboratori di inglese.

            Questa promessa è stata clamorosamente smentita dalla finanziaria del 2005 che prevede l’azzeramento degli insegnanti specialisti entro due anni, e il loro rientro in classi comuni.

            Per far fronte a tale mancanza, saranno istituiti corsi obbligatori  per gli insegnanti di ruolo..nulla si sa ancora rispetto alle modalità di attuazione di questa formazione (nella ormai tradizione di questo nuovo corso di non informare mai..se non all’ultimo momento e a cose già decise unilateralmente).

             Altra innovazione, il Portfolio, una specie di valigetta che dovrebbe seguire il bambino dal primo anno della materna alla fine del percorso scolastico.

            Il Portfolio dovrebbe contenere materiali prodotti dal bambino e scelti dalla famiglia, dalla scuola, dal bambino stesso..un catalogo dei suoi migliori prodotti, insomma (frase scritta nell’opuscolo QuiQuoQua nella Nuova scuola, allegato ai giornali di maggior tiratura,  nell’estate-autunno del 2003).

            Il Portfolio dovrebbe avere valenza orientativa e valutativa.

            E’ in quest’ ottica innovativa che, da quest’anno, la scheda ministeriale nazionale è stata abrogata a favore di una scheda che ogni scuola ha  “prodotto in proprio” con modalità diverse da scuola a scuola, sia per quello che riguarda la struttura che la spesa.

            Richiami continui all’Autonomia per affidare ogni nuovo impegno amministrativo e finanziario alle singole  scuole, sono diventati un modo per introdurre la devolution,  mentre nella scuola obbligatoria e pubblica dovrebbero esserci regole certe a valore nazionale.

            Come tradizione di questo Ministero, siamo stati informati all’ultimo minuto, dopo un tam-tam informativo sulla rete.. perché è on-line che il Ministero si muove, lasciando filtrare  piccole informazioni tramite Ispettori e Dirigenti, per poi arrivare alla comunicazione ufficiale.

            Sempre nella finanziaria, poi, oltre all’eliminazione del personale specialista di inglese, è previsto un taglio alla spesa per le supplenze brevi.

            Ci saranno finanziamenti limitati, e quando mancherà qualche insegnante, o lo si sostituirà tra colleghi, utilizzando le ore di compresenza, o, come ultima spiaggia, si divideranno i bambini nelle classi.

            Si avranno così aule strapiene di bambini di età diversa, anche nella scuola materna, svilendo l’insegnamento ad una pura assistenza, e creando notevoli disagi nei bambini che si troveranno tra compagni di età diversa e che non conoscono.

            Riguardo l’insegnante Tutor (su cui tanto si è discusso) , grazie alle mobilitazioni di insegnanti e genitori possiamo dire che tutto è fermo, i sindacati stanno contrattando su questa funzione che andrebbe a stravolgere l’aspetto giuridico della figura docente.

            Ma Ispettori Ministeriali appartenenti ad una linea “decisionista” si pronunciano per attivare da subito tale funzione, in quanto Legge dello Stato.

            Due parole sulla linea seguita dal nostro Circolo, che è quella di attendere definizioni più chiare e di cercare di portare avanti, in continuità con gli altri anni, la nostra offerta formativa.

            Già nel giugno 2003 il Collegio Docenti e il Consiglio di Circolo di Fiorano si espressero,  con una delibera inoltrata alla Stampa e agli organi ministeriali, in modo negativo verso questa Riforma passata senza coinvolgere la scuola , contrari al tutor, all’orario spezzettato e al portfolio.

            Le 3 ore di laboratorio per noi rappresentano una ricchezza, sono importanti nella nostra offerta formativa : eliminarle dalle ore curricolari obbligatorie significherebbe dover rinunciare ad attività importanti e qualificanti per l’apprendimento , e dover attuare un insegnamento solo  tradizionale e non laboratoriale

            La fase della concretezza è importante, si impara facendo, non solo ascoltando.

            Un’altra riflessione : il tempo-scuola diminuisce, e che senso ha, da parte del Ministero, asserire che la nostra scuola non va e non fornisce competenze tali da affrontare  le problematiche di una società complessa come la nostra,  e poi decidere di indebolirla in tutti i sensi: meno soldi, meno tempo scuola, meno personale..

              Per finire, non possiamo che notare, con preoccupazione  crescente,  l’assenza di un dibattito sulla scuola e il tacitamento e l’oscuramento di cui la scuola è vittima, su tutti gli organi di informazione, dalla stampa alle televisioni.

            La scuola e la sua qualità sono l’esempio del grado di civiltà e progresso di ogni Paese.

            Chi si occupa di scuola dovrebbe vedere alla ribalta dei mass-media le proprie manifestazioni e le argomentazioni che le accompagnano.

            Crediamo sia un’altra volta il caso di esprimere a voce alta il nostro dissenso, e aderiamo con i genitori, alleandoci ad essi, ad ogni forma di protesta e all’organizzazione di momenti collettivi di informazione e di azione rivolti al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisibili.

            Ricordiamoci che mentre sono necessari decenni di esperienza per costruire una scuola di qualità, basta invece pochissimo per distruggere tutto.. e tantissimo per tornare a ricostruire.. e non dimentichiamo che le proteste, le azioni che mettiamo in atto, sono sempre rivolte alla costruzione di una scuola migliore per i nostri bambini, una scuola in cui stare bene e imparare.  

Maria Luisa Cuoghi

 

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