FISICA/MENTE

 

 

LA SCUOLA ETERODIRETTA

 

                Propongo l'ultima fatica dei pensatori di destra e "sinistra" (per non dir dei soldi) sulla scuola. Adesso si parla di come educare gli insegnanti e ci si muove come i sindacati confederali i quali, molto presto, ci porteranno dove Confindustria (via treellle) vuole. In questo documento, che segue i primi tre (http://www.fisicamente.net/SCUOLA/index-465.htm; http://www.fisicamente.net/SCUOLA/index-466.htm ; http://www.fisicamente.net/SCUOLA/index-467.htm ) si disquisisce sugli insegnanti che, naturalmente, sono troppi. Il troppo è misurato con loro criteri dimenticando che esiste un ulteriore motivo, oltre a quelli citati: il fatto che, a seguito di lotte dure fatte nel passato si è ottenuto il diritto allo studio che, tra l'altro, prevedeva il tempo pieno (ora in via di smantellamento). Tale tempo pieno aumenta notevolmente il numero degli insegnanti in confronto con qualsiasi altro Paese. Ma è questo uno spreco ? Se ci si riferisce alle sciocchezze dell'autonomia (qui fermamente sostenuta con l'aggettivo responsabile, in attesa di altre specificazioni fantastiche), ed alla produttività della scuola, da Bassanini in poi reclamata a gran voce dai potentati politico-economici, lo è certamente. Ma vi sono altri paramentri che i saggi che qui scrivono non hanno mai minimamente discusso. Altri confronti con l'Europa ci dicono che, mentre in Italia si spende per il welfare circa l'11% del PIL, in Europa si ha una spesa media del 13,5%. Noi siamo sotto di 2,5 di punti percentuali. Non ci vengano i saggi a parlare di allineamenti solo e sempre al peggio ! Vogliamo prendere un pezzetto di quei punti per pensare a mantenere il tempo pieno che è fondamentale per la vita delle famiglie (specialmente coppie giovani) ? Efficienza comparata ? Macchecavolo dite ? Mi permetto di spiegarvi. Facendo il confronto con quanto si lavora in Italia rispetto all'Europa si dice che in Italia si lavora di meno. Ebbene ci imbrogliano e lo fanno o in buona fede ed allora non si vede che credibilità assegnare a tali menti, o in cattiva fede con conseguenze come quelle già dette. Lo sapete che l'Italia è l'unico Paese in cui non si considerano nelle ore lavorate le ore per le valutazioni ? E tutti voi sapete quante ore si dedicano a ciò. Ebbene, mentre altrove si contano tali ore, da noi no. Aggiungo. In molti Paesi vi è l'anno sabbatico (un anno di pausa da impiegarsi in reingressi di specializzazione, ad esempio, nell'Università). Ciò vuol dire che le ore produttive scendono di un settimo e, poiché lor signori sanno far di conto, noi lavoriamo molto di più che in qualsiasi altro Paese. Riguardo alla preparazione degli insegnanti è vero che le cose sono precipitate negli ultimi anni ma il tutto è legato alla politica dissennata di TUTTI i governi fin qui succedutisi che hanno mortificato il salario che una volta bastava per una famiglia e che ora è solo un contributo per non morire di fame. Anche il sindacalismo confederale (con un sindacalismo autonomo tanto grande quanto misero) ha contribuito, con una classe dirigente mediocre che è entrata in una spirale di conflitto di interessi assolutamente intollerabile. Da anni si alternano alla testa di tale sindacati signori delle tessere che hanno perso completamente il polso della scuola operando con successive mazzate su di essa.

            Ma come si possono sistemare le cose per le nostre preclare menti ? Intanto dando un vero potere ai dirigenti che oggi (udite, udite) non ne hanno (non a caso Rembado presidia la zona); quindi mandando a spasso quel poco di democrazia che si era duramente conquistata (Consiglio di Istituto ed anche altro che non si dice - RSU - perché Missaglia ne uscirebbe con le ossa rotte).

            I risultati della nostra scuola sarebbero deludenti perché vi è un abbandono del 20%. Si chieda agli psicopedagoghi presenti di cosa si tratta (non lo sanno, ma spareranno comunque qualche motivazione metafisica). Questi ultrasaggi hanno già risolto il problema: per non far abbandonare bisogna promuovere subito, fare videogiochi a scuola, in modo da togliere a questa dannazione ciò che sa di scuola. I docimologi poi non sanno che la nostra scuola non è adusa alle crocette ma a ragionamenti complessi. Ed ai nostri ragazzi di 15 anni si fanno fare indagini P.I.S.A. senza preparazione specifica. Ma poi, ammettiamo (ma non concediamo) pure il disastro della loro preparazione, i 15enni di oggi non sono figli della scuola di Berlinguer ? Che doveva risolvere questo problema ? Invece niente ? Che vergogna ! Chiedo: ma come mai i nostri studenti sanno inserirsi con successo in ogni sistema scolastico del mondo ed il viceversa non è mai vero ? Come mai un mediocre nostro studente risulta invece un geniaccio in scuole USA, GB, Spagna, Canada, Australia, ... ? Non è che il problema riguarda altro, qualcosa di indicibile per gli interessi e le vergogne che muove ? Non è che si vuole parlare di scuola professionale in mano ad enti religiosi, a sindacati, ad organizzazioni mai indagate (quelle si !) davvero ? Eh si, perché nei Licei si promuovono ormai tutti (non capisco perché non si risparmi drasticamente inviando i diplomi a casa degli studenti che lo chiedono, senza l'orpello di dover frequentare). I problemi nascono lì, dove vi sono tanti ma tanti aspetti da chiarire. Ad esempio: cercate informazioni sulle scuole professionali in rete o in pubblicazioni. Troverete poco o nulla. Invece i flussi di denaro sono enormi. Sarebbero da indagare anche alcune attività. Ultimamente l'ENAIP (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale) è stato al centro di vicende di guerra ... Ma poi: come si viene assunti in scuole salesiane ? ed in scuole CGIL ? ...... Occorre trasparenza, glasnost, ... Invece vi sono solo operazioni di scambio (leggendo tutto ci si accorge che questi sindacati sono considerati, anche da Missaglia ex segretario CGIL Scuola, di solo intralcio, sono più utili quelli corporativi).

            Ecco, per andare a risolvere QUESTO problema che si trascina da sempre, si sta sfasciando tutto senza alcuna garanzia di risoluzione del problema di cui sopra. Sempre così!

            Anche sulla valutazione degli insegnanti occorre intendersi. Ben venga una valutazione disciplinare accurata e non si insista ulteriormente con le psicopedagogie che sono l'inizio della fine della scuola. La pedagogia, la docimologia, gli affini hanno un senso quando non vi sono discipline. Capisco che il tentativo è la sparizione delle discipline a tutti i livelli. I POF, i percorsi, ... servono a questo, a preparare utili idioti consumatori. Con la benedizione sinistra della "sinistra" e del sindacato confederale, con la CGIL trainante.

              Ma poi, i nostri eccelsi pensatori, sanno di cosa parlano ? Io credo di si ma nel contempo credo siano in malafede (sarebbe peggio pensare all'ignoranza). Come si fa infatti a prendere per buona la frase seguente ?

 <<Negli USA, la recente riforma del sistema della scuola, secondo il principio "non uno di meno", è stata proposta a due voci da Clinton e Bush>>.

            Io mi fermo ma vi sono 72 pagine da meditare con molta attenzione.

Roberto Renzetti


 

 

LA "TRILATERALE ITALIANA" (TREELLLE) 

(U. Agnelli+, F. Confalonieri, G.C. Lombardi, P. Marzotto, Dario Antiseri, Carlo Callieri, Sabino Cassese, Carlo Dell’Aringa, Adriano De Maio, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Attilio Oliva, Angelo Panebianco, Clotilde Pontecorvo, Innocenzo Cipolletta,Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Mario Lodi, Roberto Maragliano, Sergio Romano, Domenico Siniscalco, Umberto Veronesi, Guido Barilla, Enzo Carra, Ferruccio De Bortoli, Antonio Di Rosa, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Silvio Fortuna, Franco Frattini, Stefania Fustagni,Lia Ghisani, Lucio Guasti, Ezio Mauro, Mario Mauro, Dario Missaglia, Luciano Modica, Gina Nieri, Andrea Ranieri, Giorgio Rembado, Gian Felice Rocca, Carlo Rossella, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giovanni Trainito, Giuseppe Valditara, Benedetto Vertecchi, Vincenzo Zani)

LA SCUOLA (4)

(PDF).

Per aprire cliccare qui.

 

 

La TREELLLE ha anche incaricato una ricerca all'Istituto Cattaneo per sondare i giudizi dell'opinione pubblica sul sistema d'istruzione. La propongo di seguito avvertendo solo che si mediti su cosa, dai cittadini, è percepito come scuola: quella pre o post distruzione.

 

LA SCUOLA ITALIANA VISTA DAI CITTADINI

(PDF).

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