FISICA/MENTE

ATA e scuola dell’autonomia:

la rincorsa continua

Silvia Ferri

.…per i non addetti ai lavori preciso che ATA non è una sigla “ufistica”, ma sta ad indicare quei lavoratori che danno supporto ausiliario, tecnico e amministrativo alla scuola pubblica, quelli che una volta venivano pedestremente denominati “non docenti”. Per la scuola dell’autonomia, investita anche di tutte quelle competenze prima di pertinenza dei provveditorato agli studi,  queste risorse umane sono fondamentali. E’ importante poter far affidamento su dei servizi validi e preparati, per garantire una buona funzionalità dell’organizzazione scolastica. Sono state spese tante belle parole su questo, sono stati fatti adeguamenti contrattuali, ma si è perso di vista, come al solito, il vero obiettivo. Gli ATA sono rimasti lavoratori di serie B, difatti l’unico rilevante cambiamento è stata la “promozione” d’ufficio ad ruolo direttivo per gli ex segretari ed un aumento di responsabilità e lavoro (non adeguatamente riconosciuti) per gli altri profili professionali.  Per giustificare il tutto, almeno sulla carta, si è modificato il titolo di accesso al ruolo di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) ovvero quello in cui sono attualmente inquadrati gli ex segretari, non più il diploma di ragioniere o similare, ma laurea ad indirizzo specifico. Niente di nuovo sotto il cielo …e il lavoro deve andare avanti, classico rimedio all’italiana per amici degli amici e intanto, si sperava  nel futuro. Ma in questa strana estate è arrivata l’ultima beffa. Da anni si aspettavano le nomine in ruolo, il 50% degli ATA è precario, … arrivano finalmente con il contingente dei 15.000 precari graziati. Si parte dalla solita assurdità: rispetto ai posti disponibili viene nominato il 18% dei docenti e solo il 2% degli ATA.  L’assurdità si tramuta in beffa quando il governo (nonostante il parere contrario della CGIL scuola) decide di dirottare i posti di ruolo previsti per il personale ausiliario verso i profili amministrativi in particolar modo verso il profilo da DSGA.  Ma dove trovare i DSGA visto che da anni nessun concorso che prevedesse il nuovo titolo di studio è stato indetto? Semplice molto semplice la soluzione dalle graduatorie dei concorsi riservati ed ordinari antecedenti l’autonomia scolastica ..., graduatorie imbalsamate ovvero non aggiornate con i servizi effettivamente prestati nelle scuole. Risultato: avete in mente qualcosa del genere  “la grande ammucchiata.”. Concludo solo con una sintesi dei dati milanesi: 50 nuovi DSGA di cui non più di un terzo già in servizio nell’amministrazione scolastica, dei restanti un buon numero senza alcuna esperienza solo un titolo di studio ormai inadeguato alle esigenze del ruolo. I posti residui per future assunzioni..., quelle che da tempo giovani laureati stanno aspettando, si riducono ora a poche unità. E la giostra continua  a girare…  Eccoci pronti ad una nuova corsa: all’orizzonte si prospettano i “concorsoni ATA” ovvero quei corsi di formazione per i passaggi a profili superiori non ben definiti. Data presunta: dicembre. Modalità: ancora tutte da definire.

Un’avventura tutta da vivere.. questo è il bello della diretta!

 

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