.…per
i non addetti ai lavori preciso che ATA non è una sigla “ufistica”, ma sta
ad indicare quei lavoratori che danno supporto ausiliario, tecnico e
amministrativo alla scuola pubblica, quelli che una volta venivano pedestremente
denominati “non docenti”. Per la scuola dell’autonomia, investita anche di
tutte quelle competenze prima di pertinenza dei provveditorato agli studi,
queste risorse umane sono fondamentali. E’ importante poter far
affidamento su dei servizi validi e preparati, per garantire una buona
funzionalità dell’organizzazione scolastica. Sono state spese tante belle
parole su questo, sono stati fatti adeguamenti contrattuali, ma si è perso di
vista, come al solito, il vero obiettivo. Gli ATA sono rimasti lavoratori di
serie B, difatti l’unico rilevante cambiamento è stata la “promozione”
d’ufficio ad ruolo direttivo per gli ex segretari ed un aumento di
responsabilità e lavoro (non adeguatamente riconosciuti) per gli altri profili
professionali.
Per giustificare il
tutto, almeno sulla carta, si è modificato il titolo di accesso al ruolo di
Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) ovvero quello in cui sono
attualmente inquadrati gli ex segretari, non più il diploma di ragioniere o
similare, ma laurea ad indirizzo specifico. Niente di nuovo sotto il cielo …e
il lavoro deve andare avanti, classico rimedio all’italiana per amici degli
amici e intanto, si sperava
nel
futuro. Ma in questa strana estate è arrivata l’ultima beffa. Da anni si
aspettavano le nomine in ruolo, il 50% degli ATA è precario, … arrivano
finalmente con il contingente dei 15.000 precari graziati. Si parte dalla solita
assurdità: rispetto ai posti disponibili viene nominato il 18% dei docenti e
solo il 2% degli ATA.
L’assurdità
si tramuta in beffa quando il governo (nonostante il parere contrario della CGIL
scuola) decide di dirottare i posti di ruolo previsti per il personale
ausiliario verso i profili amministrativi in particolar modo verso il profilo da
DSGA.
Ma dove trovare i DSGA visto
che da anni nessun concorso che prevedesse il nuovo titolo di studio è stato
indetto? Semplice molto semplice la soluzione dalle graduatorie dei concorsi
riservati ed ordinari antecedenti l’autonomia scolastica ..., graduatorie
imbalsamate ovvero non aggiornate con i servizi effettivamente prestati nelle
scuole. Risultato: avete in mente qualcosa del genere
“la grande ammucchiata.”. Concludo solo con una sintesi dei dati
milanesi: 50 nuovi DSGA di cui non più di un terzo già in servizio
nell’amministrazione scolastica, dei restanti un buon numero senza alcuna
esperienza solo un titolo di studio ormai inadeguato alle esigenze del ruolo. I
posti residui per future assunzioni..., quelle che da tempo giovani laureati
stanno aspettando, si riducono ora a poche unità. E la giostra continua
a girare…
Eccoci pronti ad
una nuova corsa: all’orizzonte si prospettano i “concorsoni ATA” ovvero
quei corsi di formazione per i passaggi a profili superiori non ben definiti.
Data presunta: dicembre. Modalità: ancora tutte da definire.
Un’avventura
tutta da vivere.. questo è il bello della diretta!
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