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ASI
- Formazione e Scuola
Roma, 6 Novembre 2001
Lettera del Presidente D'Amato al
Presidente del Gruppo di lavoro per l'attuazione della riforma degli ordinamenti
scolastici, Prof. Giuseppe Bertagna.
Il Presidente
Roma, 25 ottobre 2001
Gentile Presidente,
come da Sua richiesta, Le faccio avere il commento
di Confindustria alla lettera da Lei inviata a nome del Ministro Moratti il 2
ottobre scorso.
Su molte delle raccomandazioni il nostro parere di
massima è positivo ma la priorità che consideriamo ineludibile è quella
relativa alla garanzia di 12 anni di istruzione e formazione per tutti (dai 6 ai
18 anni), con l'inserimento quindi di una norma primaria nella riforma dei cicli
scolastici.
Da ciò discende che:
- l'assolvimento di questi dodici anni di
istruzione/formazione, anche se possibile attraverso più canali, sia realizzato
comunque in un percorso continuativo,
e non siano consentite pericolose scorciatoie,
come invece sembra prevedere il punto 6, ove si fa riferimento a
"qualifiche";
- siano stabiliti, per l'assolvimento dell'obbligo,
standard e contenuti a livello nazionale, nell'ambito dei quali sono confermate
e valorizzate sia le competenze delle istituzioni locali che l'autonomia
gestionale delle strutture scolastiche e formative;
- si punti alla diffusione della qualità
dell'istruzione, assicurando agli studenti quel bagaglio di conoscenze di base
indispensabili per svolgere ogni ruolo professionale;
- si eviti nel modo più assoluto che la proposta
venga percepita come una riproposizione della vecchia e superata separazione tra
istruzione e avviamento professionale, relegando nei percorsi
professionalizzanti i ragazzi meno capaci;
- si valorizzino e si ricostruiscano i percorsi
professionali dell'istruzione italiana (istituti tecnici industriali, istituti
professionali di stato, etc.) che da alcuni anni stanno scomparendo a causa
della sconsiderata politica di "liceizzazione", di chiusura dei
laboratori, di scomparsa delle competenze tecniche tra gli insegnanti (su questo
delicato punto alleghiamo una ricerca svolta tra gli imprenditori che denunciano
questo fenomeno e propongono concrete soluzioni che ci auguriamo il Ministro
possa adottare tempestivamente);
- si conservi nell'università' l'offerta formativa
maggiormente collegata con le imprese, costituita dai corsi triennali
professionalizzanti (sui quali Confindustria ha espresso un giudizio positivo);
- si valorizzino i percorsi di Istruzione e
Formazione Tecnico Professionale superiore (IFTS) come canale di formazione dopo
il diploma alternativo e di pari dignità rispetto all'università;
- divenga obbligatorio (e misurato sul piano
didattico) in ogni ordine di scuola lo stage.
Augurando che il grande sforzo di miglioramento del
sistema educativo italiano sia coronato da successo, La saluto con viva
cordialità.
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Prof. GIUSEPPE BERTAGNA
Presidente
Gruppo ristretto di lavoro
Ministero dell'Istruzione dell'Università
e della Ricerca
ROMA
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