FISICA/MENTE

http://www.piazzetelematiche.it/att_doc002.html 

GLOBALIZZAZIONE DEI MERCATI
DISOCCUPAZIONE STRUTTURALE

di Giuseppe Silvi

 

La globalizzazione dei mercati imporrà a tutti di produrre prodotti e servizi competitivi che promettano ai potenziali clienti il massimo dei benefici con il più basso costo di acquisto riscontrabile sul mercato per prodotti e/o servizi analoghi per qualità e disponibilità.

Inoltre le aziende di successo, e con loro i sistemi paese vincenti nel mercato globale, saranno quelli che batteranno la concorrenza sul tempo.

In sintesi la competitività globale implicherà da un lato la velocizzazione dei processi di concezione, progettazione e realizzazione di prodotti e servizi e dallaltro la razionalizzazione degli stessi processi per ridurre al minimo i costi di produzione e distribuzione.

Al centro di questa sfida cè il corretto utilizzo di tutte le tecnologie dellinformazione e delle reti telematiche in particolare che, annullando distanze geografiche e tempi di risposta, offrono lopportunità della ricerca e sviluppo condivisi fra più centri di competenza e sperimentazione, del telelavoro, delle videoconferenze, della "virtualizzazione" della scrivania aziendale condivisa fra più addetti alle funzioni marketing/vendita/assistenza/ecc..

E inevitabile: lintroduzione del telelavoro e delle teleattività basate sulle tecnologie telematiche provocherà lo svuotamento del "territorio-uffici" dai "colletti bianchi".

Si ripete ciò che a suo tempo avvenne con limpiego delle "macchine agricole" e dei "robot" che provocò lo svuotamento rispettivamente del "territorio-agricolo" da schiere di zappatori, vangatori, falciatori, mietitori...... (quegli stessi lavoratori sono stati sostituiti da pochi uomini che guidano o telecomandano potenti mezzi meccanici) e del "territorio-capannoni industriali" da schiere di saldatori, addetti alle catene di montaggio..(quelle "tute blu" sono state continuamente e sempre più sostituite da "tecnici" in camice bianco che controllano a distanza robot carrier, macchine a controllo numerico).

Reti telematiche e sistemi di automazione dufficio, quali posta elettronica, segreterie intelligenti completamente computerizzate, la diffusione del telelavoro, stanno già rendendo in tutto il Mondo schiere di impiegati (segretarie, addetti agli uffici stampa e alle relazioni esterne, contabili, ecc.) "occupati" "inoccupati" per i quali lorario di lavoro è già "ridotto" a "quasi zero ore".

Nel libro "La trappola della globalizzazione", scritto dai due giornalisti economici del Der Spiegel Hans Peter Martin e Harold Schumann, ci si chiede se non sia in arrivo la società "20 : 80", una società in cui il 20% della popolazione mondiale in età lavorativa sarà in grado di produrre tutti i prodotti e di concepire e realizzare tutti i servizi a valore aggiunto di cui leconomia mondiale avrà bisogno.

Questo 20% parteciperà attivamente alla vita, al lavoro, al tempo libero, indipendentemente dal paese in cui vivrà.

Già oggi numerosissime multinazionali assumono il proprio personale tramite Internet, questo stesso personale lavora tramite Personal Computer e reti telematiche dedicate e/o pubbliche, e sempre tramite computer viene licenziato, rendendo così in pratica le leggi sul lavoro di molti paesi prive di significato.

Lintroduzione del telelavoro e delle teleattività basate sulle tecnologie telematiche provocherà sconvolgimenti fino a ieri inimmaginabili nel mercato del lavoro e nei sistemi economici delle singole nazioni.

La competitività globale implicherà da un lato la velocizzazione dei processi di concezione, progettazione e realizzazione di prodotti e servizi e dallaltro la razionalizzazione degli stessi processi per ridurre al minimo i costi di produzione e distribuzione.

La "telematica", utilizzata semplicemente per rendere i processi delle attività tradizionali sempre più automatici, non sarà in grado di rendere reversibile il fenomeno della disoccupazione strutturale dovuta alla saturazione dei modelli di sviluppo basati su Acciaio/Cemento/Petrolio/Carta, finendo così per essere impiegata in una miope prospettiva di vantaggi che potrebbero riguardare soltanto il 20% della popolazione mondiale in grado di far funzionare leconomia mondiale.

Un modello di sviluppo non può essere solo economico, ma deve essere compatibile sul piano ambientale e sociale: affermazione che evoca la necessità di uninversione di rotta.

Ogni giorno, leggendo giornali o riviste, è possibile trovare notizie che evidenziano questa necessità di inversione di rotta nel modello di sviluppo.

Non è raro imbattersi in titoli di giornale che riportiamo per intero perché secondo noi sintetizzano efficacemente i problemi che vanno emergendo e le cui cause sono riconducibili a modelli di sviluppo solo economico.

Alcuni titoli: "Il clima cambia, il Mondo guarda"; "Italiani dalla vita sempre più blindata LIstat: boom di allarmi e vigilantes. E il 12 per cento si difende personalmente con le armi" .

Titoli simili a questi, che fanno riferimento allaumento delleffetto serra o al disagio sociale, sono sempre più ricorrenti su giornali e riviste.

Cè qualcosa che non funziona nel modello di sviluppo economico se le conseguenze di quello che dovrebbe chiamarsi sviluppo arrivano a provocare, nei due esempi citati, mutamenti climatici irreversibili quali leffetto serra o a costringere il 12% degli italiani a blindarsi in casa per sentirsi sicuri.

Lutilizzo non corretto o addirittura distorto delle tecnologie in parte è la causa di questo tipo di fenomeni portati ad esempio e che, pur nella loro diversità, riconducono immediatamente ai rischi della società 20:80 evocati dal Hans Peter Martin e Harold Shumann nel loro libro "La trappola della Globalizzazione".

Cosa farà il restante 80% non più necessario alle attività produttive ?

"La fine del lavoro" descritta da Jeremy Rifkin imporrà a questo restante 80% il modello "tittytainment" immaginato da Zbigniew Brzezinski come "entertainment"- intrattenimento continuo e "tits" - cibo sufficiente?

Sarà la riduzione dellorario di lavoro a 35 ore e la "rottamazione" di auto, moto, cellulari, ecc. a favorire la nuova occupazione e quindi forme di partecipazione attiva di questo 80% alla vita economica e sociale ?

O sarà piuttosto la rottamazione dei "cervelli - vecchie conoscenze" indipendentemente dalletà anagrafica e "lalfabetizzazione telematica di massa" a rimettere in moto le leve dello sviluppo?

Le possibilità di sviluppo dellumanità sono da sempre infinite: i margini di miglioramento della qualità della vita, della gestione delle risorse, dello sviluppo del territorio, di nuovi servizi, di nuove conoscenze sono infinite.

I 18 milioni di disoccupati in Europa sono un dato inequivocabile di un cambiamento epocale in corso che mette in evidenza però che i meccanismi dello sviluppo si sono inceppati: non ci sarà mai più nessuno che tornerà a fare i lavori che oggi possono fare i robot progettati e realizzati dallo stesso uomo; questi 18 milioni di disoccupati attendono nuovi lavori, lavori mai esistiti prima.

La tecnologia telematica può rivestire un ruolo centrale nel creare questi nuovi lavori, ma questo ruolo si potrà realizzare soltanto se si riuscirà a far sì che nelle reti telematiche passino nuovi flussi di comunicazione, di relazioni sociali, di cultura, di mode, di valori, di modelli organizzativi di istituzioni ed aziende che modifichino regole e procedure consolidate.

Cambiare queste regole vuole dire cambiare totalmente i valori di riferimento del cosidetto Villaggio Globale, e disegnare i nuovi valori, le nuove mode, le nuove regole di un nuovo Villaggio, del Villaggio Glocale (Globale+Locale) come auspicato nel corso del convegno annuale della nostra Associazione dello scorso 8 ottobre dedicato interamente a tracciare le linee guida per la realizzazione di "Una rete di Piazze Telematiche per lo sviluppo e loccupazione".

Lo sviluppo "glocale" del territorio si baserà sì sulle tecnologie multimediali e telematiche, ma soprattutto su nuovi modelli di comunicazione e di rapporti tra gli attori di questo nuovo sviluppo: istituzioni, aziende, associazioni, liberi professionisti e i cittadini tutti. Le reti telematiche, i server e così pure tutti i mattoni tecnologici oggi già pronti e collaudati all'uso, sono soltanto degli strumenti affinché un modello di Società glocale si realizzi.

Senza la creatività umana, lo scambio di idee, la comunicazione e la cooperazione tra tutti i cittadini non sarà mai possibile gettare le fondamenta di nuove fasi di sviluppo, e quindi di occupazione.

Ciò richiede di dare a tutti i cittadini lopportunità di partecipare ed essere parte attiva e consapevole di nuovi processi di sviluppo basati sulla comunicazione e sulla collaborazione, a livello locale e globale, unica vera soluzione per realizzare un modello di sviluppo sostenibile in unera dominata da reti tecnologiche che sono interdipendenti tra di loro (telematiche, energetiche, trasporto, ecc.) e che avvolgono letteralmente il pianeta.

Nell800 le scuole comunali ebbero il ruolo di alfabetizzazione di massa al "linguaggio analogico" dellItalia contadina che in meno di un secolo avrebbe fatto un balzo dallera agricola a quella industriale.

Alla fine del 900, per non arretrare verso unItalia fatta di emarginazione sociale e di disoccupazione strutturale, si impone la necessità di una nuova alfabetizzzazione di massa affinché tutti avanzino con lapprendimento dei nuovi "linguaggi digitali" e con laccesso alle risorse di know-how e di sapere disponibili tramite le nuove vie di comunicazione telematica (internet, posta elettronica, videoconferenza, ecc.).

La proposta della nostra Associazione, di dotare lItalia di una rete di 20.000 Piazze Telematiche, nasce proprio per dare a tutti i cittadini lopportunità, ripetiamo, di partecipare ed essere parte attiva e consapevole di nuovi processi di sviluppo basati sulla comunicazione e sulla collaborazione, a livello locale e globale.


 

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