RITIRO DELEGHE DALLA CGIL SCUOLA
Con questa lettera, alla quale hanno aderito inizialmente una trentina di persone, ad ottobre 2003 ce ne siamo andati dalla CGIL Scuola.
Al Segretario ed a tutti i Dirigenti
Nazionali della CGIL Scuola.
Via Leopoldo Serra 31, 00100 ROMA
Oggetto: ritiro della
nostra delega alla CGIL Scuola.
Cari compagni dirigenti,
Seguono firme
Dobbiamo però
prendere atto, con immenso dispiacere, che ogni istanza di comunicazione, con
quello che, da questa lettera, era il nostro sindacato, è stata chiusa. La
grande CGIL, nel suo settore scuola è diventato un sindacato che non ascolta più
i propri iscritti.
Osserviamo che, al
contrario, il sindacato è vivo e vegeto nella difesa corporativa di una parte
della scuola, quella che si pone come antagonista degli insegnanti stessi e di
tutto il personale ATA. Vi è stata anche una fattiva collaborazione dei
dirigenti CGIL Scuola, nel promuovere l’insieme delle leggi del governo di
centrosinistra, al fine di minare la scuola alla base, con la sua
piramidalizzazione e la perdita di ogni istanza democratica.
L’invenzione
della figura del Dirigente è in forte contrapposizione con tutto il personale
della scuola. Tale figura nasce nel disprezzo completo di ogni seppur minima
forma di trasparenza. Dirigenti innalzati a ruolo di cinghie di trasmissione del
potere, e tutti gli altri lavoratori a tentare di garantire la funzionalità
della scuola nonostante i dirigenti medesimi, generalmente impreparati, ed in
ogni caso imposti al di fuori di ogni ragionevole selezione.
Vi è, a questo
proposito, un’altra osservazione che va fatta con forza, vista la completa
insensibilità di tutti voi dirigenti sindacali alla gravità del fatto: un
devastante conflitto di interessi pone ai vertici della CGIL Scuola dei
Dirigenti Scolastici. Al di là della buona fede del singolo, nessuno ha sentito
il dovere, in quanto controparte attiva dei lavoratori della scuola, di
dimettersi da cariche di dirigente sindacale, cariche che in questi ultimi anni
hanno visto lievitare salari e privilegi dei dirigenti a scapito di tutto il
resto del personale della scuola. Ed i Dirigenti Sindacali CGIL si sono distinti
particolarmente nella difesa e promozione dei Dirigenti Scolastici.
Più in generale l’acritica difesa dell’”autonomia”, pur di fronte al
suo completo fallimento nella pratica operativa, mostra quanto si tenti di
puntellare l’Istituto della dirigenza che è padre (o figlio) dell’autonomia
medesima. Nessuna autocritica naturalmente. Né ora né in passato.
La scuola è a
pezzi, i precari sono stati abbandonati per la voglia di volere stare sempre con
il piede in più staffe, il disamore dei lavoratori (insegnanti ed ATA) è
palpabile, i salari sono ridicoli, le ore accessorie sono pagate meno della
prestazione di servizio domestico, …. Ma, in compenso, la discrezionalità del
Dirigente può bloccare tutto, promuovere qualcuno a qualche euro in più, al
fine di garantirsi la maggioranza nel Collegio Docenti.
Vi è poi
un’altra banalità: la (contro) riforma Moratti. Voi lo sapete che è il
disastro e la regressione per la scuola pubblica! Voi sapete tutto questo e,
nonostante ciò, non avete fatto alcuna manifestazione di piazza, niente di
clamoroso, niente che almeno suonasse come dura ed intransigente opposizione.
I lavoratori della scuola si sono fatti sentire e voi siete a rimorchio, non
siete propositivi. Vi pare degno della storia della CGIL Scuola affermare a più
riprese che avreste deciso cosa fare quando i decreti delegati (ora attuativi)
sarebbero stati fatti conoscere? E’ finita la capacità di previsione? O è
finita la voglia di lottare per indecenti ed incoffessabili scambi? E’
possibile che altre sigle sindacali (di base) si facessero carico del nostro
profondo malessere e che voi foste regolarmente assenti? Eppure, sappiamo, che
da più parti veniva una forte spinta per le mobilitazioni. Che accade? Non
credete al malessere dei lavoratori e neppure ai vostri iscritti?
Insomma la vostra assenza è corresponsabilità e noi MAI vogliamo essere
corresponsabili di tali scempi. Voi siete mancati là dove dovevate essere,
avete rinunciato (tradito?) al vostro compito. Non avete incanalato le proteste,
non siete stati leader. Siete e restate codisti ma, per questo, dovete iniziare
a pagare un prezzo.
Voi compagni è
troppo tempo che siete fuori dalla scuola. Non la conoscete più, nell’ipotesi
che l’abbiate mai conosciuta. Voi siete vissuti indirizzando le vostre energie
al potere all’interno dell’organizzazione, voi non siete tesi ai problemi di
chi soffre e suda ogni giorno in una istituzione repubblicana che muore. Poiché
sarebbe peregrino dirvi: andatevene! Allora diciamo che ci allontaniamo noi dal
sindacato nel quale abbiamo militato per moltissimi anni. Speriamo che la nostra
sia un’uscita provvisoria. Siamo pronti a rientrare quando la democrazia
ritornerà in quello che era il nostro sindacato….ma, in verità, ci speriamo
molto poco.
Nel frattempo non
ci ritiriamo a vita privata. Semplicemente seguiremo con le nostre lotte che ci
hanno sempre visto impegnati nella scuola. La differenza sarà solo quella che
ora le lotte le faremo con chi vuole farle non con chi le promette …. Saremo
testimoni del lavoro contro ogni privilegio che passa, oggi soprattutto, anche
attraverso incarichi dirigenziali di sindacato.
Noi sottoscritti
ritiriamo la delega che, con passione ed impegno, vi avevamo data. Voi dirigenti
non rappresentate più né la difesa bassamente corporativa né quella ideale di
tutti noi. Una volta, molti di noi credevano di potersi riconoscere in una
qualche alternativa interna alla CGIL Scuola, ma anche qui dobbiamo prendere
atto che, per un piatto di distacchi, si è rinunciato ad ogni battaglia interna
al sindacato e si continua con stupide unanimità. Finito anche questo nostro
alibi, ci dichiariamo colpevoli di non condividere più la politica del
sindacato CGIL Scuola.