FISICA/MENTE

 

Tratto da:

http://www.megachip.info/tematiche/cervelli-in-fuga/5490-treellle-la-trilaterale-dellistruzione.html

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TREELLLE, LA TRILATERALE DELL'ISTRUZIONE

Roberto Renzetti

Gennaio 2011

Poiché sembra che la Gelmini (detta anche GeLLLmini) sia particolarmente cattiva, occorre darle il merito che ha: nessuno. Coloro che con metodo, denaro ed un lavoro decennale di lobbying hanno prodotto la riforma nota come Gelmini è la TreeLLLe, un'associazione patrocinata da Confindustria.

Poiché poi occorre fare molta chiarezza su come si sono mosse le differenti forze politiche, va subito detto che l'area del centro destra ha fatto passare la Riforma senza che nessuno abbia obiettato nella sostanza, anzi, con la collaborazione sfacciata del PD che non perdona ai presunti avversari di aver tolto a PDL e LEGA il merito di aver iniziato la distruzione della scuola italiana a partire da Luigi Berlinguer con la corte di sostenitori (CGIL Scuola, CIDI, Legambiente Scuola, Proteo Fare Sapere, altri sindacati confederali) ed attivi distruttori pedagogisti.

Non entro qui nei dettagli ricordando solo i preziosi suggerimenti che Gelmini, cammin facendo, ha avuto dai responsabili scuola del PD: Maria Pia Garavaglia, Luciano Modica, Walter Tocci, Vittorio Bachelet.

Questa brevissima premessa serviva per presentare l'Associazione TreeLLLe - per una società dell'apprendimento continuo.

Inizio subito dal nome, da quelle tre elle che vengono richiamate: si tratta delle iniziali di un termine in uso nei vocabolari dell'istruzione anglosassone da una quindicina d'anni:  LifeLong Learning che vuol dire apprendimento per tutta la vita , come del resto è esplicitato nel nome dell'associazione.

La TreeLLLe fu presentata a Roma nell'autunno del 2001 come sede altamente qualificata per un dialogo che possa migliorare la qualità dell'educazione fuori dalle competizioni e tensioni politiche. A tal fine i fondatori, Umberto Agnelli, Attilio Oliva, Fedele Confalonieri, Giancarlo Lombardi, Luigi Marinotti e Pietro Marzotto, esibivano un ventaglio di nomi di grande prestigio (ai quali successivamente se ne sono aggiunti altri). L'organigramma dell'associazione è attualmente il seguente:

 

Presidente

Attilio Oliva

Comitato Operativo del Forum

Dario Antiseri, Carlo Callieri, Carlo Dell'Aringa, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Domenico Fisichella, Attilio Oliva, Angelo Panebianco.

Forum delle personalità e degli esperti

Luigi Abete, Guido Alpa, Dario Antiseri, Federico Butera, Carlo Callieri, Aldo Casali, Lorenzo Caselli, Elio Catania, Alessandro Cavalli, Innocenzo Cipolletta, Carlo Dell'Aringa, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Domenico Fisichella, Luciano Guerzoni, Mario Lodi, Roberto Maragliano, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Domenico Siniscalco, Giuseppe Varchetta, Umberto Veronesi.

Eminent Advisor

Tommaso Agasisti, Giulio Anselmi, Ernesto Auci, Guido Barilla, Enzo Carra, Ferruccio De Bortoli, Antonio Di Rosa, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Silvio Fortuna, Franco Frattini, Stefania Fuscagni, Lia Ghisani, Lucio Guasti, Ezio Mauro, Mario Mauro, Dario Missaglia, Luciano Modica, Gina Nieri, Andrea Ranieri, Giorgio Rembado, Gian Felice Rocca, Carlo Rossella, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giovanni Trainito, Giuseppe Valditara, Benedetto Vertecchi, Vincenzo Zani.

Assemblea dei soci fondatori e garanti

Fedele Confalonieri, Gian Carlo Lombardi, Luigi Maramotti, Pietro Marzotto, Attilio Oliva, Marco Tronchetti Provera. Segretario Assemblea: Guido Alpa.

Collegio dei revisori

Giuseppe Lombardo (presidente), Vittorio Afferni, Michele Dassio.

Alcune di queste persone sono notissime, altre lo sono solo agli addetti ai lavori. Vediamo in breve di chi si tratta.

I soci fondatori sono in massima parte di Confindustria: Confalonieri è il Presidente di Mediaset; Lombardi è un industriale tessile che è stato anche Ministro della Pubblica Istruzione nel Governo Dini ed ora è, tra l'altro, nei consigli di amministrazione della LUISS e della Cattolica); Maramotti proviene da Max Mara ed è ora un importante dirigente di UNICREDIT (rinviato a giudizio per aver evaso il fisco per circa 10 milioni di euro); Marzotto è industriale tessile (imputato per strage ambientale a Praia a Mare in Calabria); Tronchetti Provera proviene da Pirelli, da Telecom ed ora amministra Pirelli Re, fa poi parte di molti consigli di amministrazione, è membro del Gruppo Italiano della Trilateral Commission, nonché indagato per dossieraggio illegale praticato dalla « Security » di Telecom; Oliva, estimatore di Berlinguer (che ha comunque spezzato l'impianto accentratore) e Presidente di TreeLLLe, azionista del colorificio genovese Boat,  da socialista, dopo aver presieduto le municipalizzate di Genova, viene lottizzato nel 1984 alla Presidenza della Finmare (IRI), passa quindi a Confindustria dove diventa membro del Consiglio Direttivo e Presidente della Commissione Scuola di Confindustria (1996-2000), membro delle commissioni “Parità” e “PISA-OCSE” del Ministero Istruzione Università e Ricerca (2001-2003), delegato del Ministro nel Consiglio di Amministrazione dell’Università statale di Genova (2001-2003), vicepresidente esecutivo della Università LUISS Guido Carli (2004-2008), membro del Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo (2001-2008). Dal 2001 è membro del Consiglio Direttivo della “Fondazione per la scuola” della Compagnia di San Paolo. Dal 2005 presiede l’Education Committee del BIAC (Business and Industry Advisory Committee) presso l’OCSE divalditara Parigi. Il segretario Arpa è Presidente dell'Ordine Forense ed ha uno studio legale a Genova.

Senza seguire un qualche ordine fornisco qualche riferimento anche per gli altri.

Dario Antiseri è un filosofo popperiano di area PDL; Carlo Callieri è un industriale che ha lavorato come AD Fiat ed è uno dei punti di forza di TreeLLLe. Già nel 2000, come vicepresidente di Confindustria, presentò un rapporto sull'educazione in cui si affermava la centralità dell’impresa nel sistema formativo e l’orientamento del sistema formativo alla domanda di professionalità; Carlo Dell'Aringa è professore di Economia Politica all'Università Cattolica di Milano, è stato presidente dell'ARAN, è stato membro della "Task Force" costituita nel 2003 Commissione Europea che ha prodotto il "Kok Report" sulla Strategia di Lisbona; Tullio De Mauro è stato ministro della Pubblica Istruzione nel governo Amato e lo era mentre partecipava a questa associazione; Giuseppe De Rita è il sociologo cattolico che dirige il Censis; Domenico Fisichella è Professore ordinario di Dottrina dello Stato e di Scienza della politica nelle Università di Firenze e di Roma “La Sapienza” ed è stato parlamentare di destra (Alleanza Nazionale) e ministro con Berlusconi, poi Margherita; Angelo Panebianco è giornalista del Corriere della Sera e professore di scienze politiche a Bologna ed al San Raffaele di Milano; Luigi Abete è attuale Presidente della BNL, Federico Butera ha studiato il superamento del taylor-fordismo in Italia mediante le "isole di produzione” (Olivetti), i "gruppi di lavoro autoregolati" (nelle industrie elettroniche, siderurgiche e chimiche), la "fabbrica automatica sotto controllo umano" (Dalmine), le "organizzazioni per processo" (Anic, Mondadori; Cerestar etc), gli "operatori di processo" in un gran numero di stabilimenti e uffici; i gruppi di miglioramento della qualità (Keller, Siai Marchetti); le "nuove professioni aziendali” (Honeywell, IBM, Telecom Italia, Enel, Finmeccanica, Finsiel, etc), i “professionisti del contact center” (Omnitel-Vodafone), l'"impresa rete” (Technopolis, COOP, S&M-EDS, FIAT), le “Pubbliche Amministrazioni post-burocratiche” (INPS, Agenzia delle Entrate, Ministero della Pubblica Istruzione, diversi Comuni e Regioni italiane); Aldo Casali è presidente del Teatro del Giglio di Lucca; Lorenzo Caselli è professore presso il Dipartimento di Tecnica ed Economia delle Aziende (DITEA)  dell'Università di Genova; Elio Catania è stato manager dell'IBM ed ora è Presidente ATM di Milano; Alessandro Cavalli è docente di Scienze sociali a Pavia; Innocenzo Cipolletta è industriale che è stato Direttore Generale di Confindustria e Presidente delle FFSS; Umberto Eco è un saggista e semiologo; Luciano Guerzoni è ordinario di Diritto ecclesiastico all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ed è stato sottosegretario con delega all’università dei governi di centro-sinistra che si sono succeduti dal 1996 al 2001; Mario Lodi famoso maestro e pedagogista; Roberto Maragliano un pedagogista di Berlinguer; Sergio Romano ex ambasciatore ed attuale opinionista al Corriere della Sera, Domenico Siniscalco è economista ed è stato ministro tecnico nel secondo e terzo Governo Berlusconi; Giuseppe Varchetta è psicosocioanalista past-president di Ariele e docente dell'Istud; Umberto Veronesi è il noto oncologo del PD che ha accettato di presiedere l'Agenzia italiana per il nucleare del Governo Berlusconi; Tommaso Agasisti è docente al Politecnico di Milano di Laboratorio dei processi aziendali; Giulio Anselmi è giornalista ex Direttore di vari prestigiosi quotidiani, settimanali e dell'ANSA; Ernesto Auci è responsabile delle Relazioni Istituzionali di Fiat SpA; Guido Barilla è industriale della pasta;  Enzo Carra è parlamentare (oggi) dell'UDC ed è stato inquisito in tangentopoli; Ferruccio De Bortoli è giornalista ed oggi Direttore del Corriere della Sera; Antonio Di Rosa è stato vicedirettore del Corriere della Sera con Paolo Mieli senza avere il gradimento della redazione; Giuliano Ferrara avendo in tasca il diploma di Liceo Classico è arrivato ad incarichi di Governo con Berlusconi ed attualmente dirige il quotidiano Il Foglio; Silvio Fortuna è  imprenditore vicentino ed esponente di spicco di Confindustria; Franco Frattini è un craxista attuale ministro degli esteri; Stefania Fuscagni è Consigliere Regione Toscana PDL, ex sindacalista CISL, Presidente dell'Opera di Santa Croce a Firenze e di Presidente Nazionale del CIRS, associazione di volontariato, membro della Consulta Cattolica; Lia Ghisani, ex dirigente Cisl, è alla direzione ENPALS su nomina di Maroni; Lucio Guasti è un pedagogista; Ezio Mauro è giornalista che attualmente dirige La Repubblica; Dario Missaglia è stato segretario nazionale della CGIL Scuola; Luciano Modica è uno dei responsabili scuola dei DS e (oggi) del PD; Gina Nieri è Consigliere di Amministrazione Mediaset; Andrea Ranieri è stato responsabile scuola dei DS; Giorgio Rembado è da anni Presidente dell'Associazione Italiana Presidi (oggi Dirigenti) molto corporativa; Gian Felice Rocca è Vice Presidente per l'Education di Confindustria; Carlo Rossella è stato giornalista, ha diretto il TG1 ed attualmente dirige la casa di distribuzione cinematografica Medusa di Berlusconi; Fabio Roversi Monaco è stato rettore massone dell'Università di Bologna; Marcello Sorgi è giornalista attualmente a La Stampa; Piero Tosi è stato Rettore dell'Università di Siena, Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Presidente del Gruppo di Coimbra delle Università storiche europee, Coordinatore Nazionale del Progetto CRUI Campus One, Membro del Comitato di Presidenza della Conferenza dei Rettori; Giovanni Trainito è stato direttore generale dell’istruzione classica e, poi, dell’istruzione tecnica, capo di gabinetto del Ministero dell’Istruzione, capo del Dipartimento per lo sviluppo dell’istruzione; Giuseppe Valditara è responsabile per Scuola e Università di Futuro e Libertà ed è stato relatore nella camera di pertinenza del d.d.l. GeLLLmini; Benedetto Vertecchi è un altro dei pedagogisti di Berlinguer; Vincenzo Zani è sottosegretario della Congregazione Vaticana per l'Educazione. Si tenga presente che alcuni dati forniti possono essere mutati nel tempo e che anche i personaggi dell'organigramma possono essere cambiati), ad esempio, lo Chairman del Forum degli esperti, che ora non c'è più, era  Thomas J. Alexander, per dieci anni massimo responsabile dell’OCSE per Education e Sanità.

Credo che questi dati qualifichino bene una unità politica di fondo nelle scelte della TreeLLLe. A parte qualche strano ed imprevisto personaggio qui presente (Eco, Lodi) e qualche presenzialista (Veronesi), si potrà notare che il grosso è formato da imprenditori d'assalto che hanno compreso quale grosso affare è l'educazione (una indagine OCSE del 1998 stima in 2000 miliardi di dollari l’investimento per la scuola nel mondo ed in 1000 miliardi negli Stati membri: circa 4 milioni di insegnanti, 80 milioni di studenti, 315 mila istituti e 5 mila università). A lato di esponenti del PDL vi è una significativa pattuglia del PD che ha voce in capitolo da anni. I pedagogisti sono la garanzia della volontà di operare insieme. La sinistra detta radicale non compare o è in grave confusione.

Le finalità dell'Associazione sono espresse nella sua pagina web:

"L'Associazione TreeLLLe - per una società dell'apprendimento continuo - ha come obiettivo il miglioramento della qualità dell'education (educazione, istruzione, formazione) nei vari settori e nelle fasi in cui si articola. TreeLLLe è un vero e proprio "think tank" che, attraverso un'attività di ricerca, analisi e diffusione degli elaborati offre un servizio all'opinione pubblica, alle forze sociali, alle istituzioni educative e ai decisori pubblici, a livello nazionale e locale.

Inoltre, anche attraverso esperti internazionali, TreeLLLe si impegna a svolgere un'attenta azione di monitoraggio sui sistemi educativi e sulle esperienze innovative di altri paesi. In particolare si pone come "ponte" per colmare il distacco che sussiste nel nostro paese tra ricerca, opinione pubblica e pubblici decisori, distacco che penalizza l'aggiornamento e il miglioramento del nostro sistema educativo.

TreeLLLe è una Associazione non profit, rigidamente apartitica e agovernativa. La peculiarità e l'ambizione del progetto stanno nell'avvalersi dell'apporto di personalità di diverse tradizioni e sensibilità culturali che hanno oggi bisogno di confrontarsi e dialogare in una sede che non subisca l'influenza della competizione e delle tensioni politiche del presente. I Soci Fondatori sono garanti di questo impegno.[...]"

TreeLLLe pubblica periodicamente dei quaderni che raccolgono le elaborazioni e gli studi di vari esperti, quaderni che sono pubblicati in rete nel sito dell'Associazione http://www.treellle.org/ .

E' interessante osservare che da questi quaderni prendono materiale il PD ed il PDL. Come esempio riporto da pagg. 110 e 111del Quaderno 3 elaborato nel 2003 quanto la TreeLLLe prevedeva per la governance nell'Università:

"Il Consiglio di Ateneo delibererebbe i budget previsionali, con la conseguente ripartizione delle risorse, i bilanci consuntivi di esercizio, i piani strategici di attività, le operazioni patrimoniali, gli impegni contrattuali dell’ateneo.
Il Consiglio di Ateneo avrebbe inoltre la responsabilità diretta della selezione del personale docente, ricercatore e tecnico-ricercatore [...].  Inoltre il Consiglio di Ateneo dovrebbe avere la responsabilità di fissare i criteri e le modalità di selezione e di accesso degli studenti.
La composizione del Consiglio di Ateneo, [deve sottostare al]l’obbligo che metà dei componenti, escluso il Rettore, siano scelti all’interno del personale dell’ateneo e metà all’esterno come rappresentanza dei portatori di interesse esterni nei cui confronti l’istituzione deve essere accountable: Governo nazionale e regionale, comunità territoriali, forze imprenditoriali e sociali. La nomina e la revoca dei componenti del Consiglio di Ateneo sarebbero una prerogativa del Rettore, salvo che per quello nominato dal Ministro in rappresentanza del Governo e per quelli nominati d’intesa coi portatori di interessi esterni
".

Ebbene basta leggersi i progetti di legge del PD e quello ministeriale per scoprire che da qui hanno ripreso tutto (per il DDL del PD si legga il comma 6 dell'articolo 5, il comma 6 dell'art. 9, la lettera d del comma 8 dell'art. 9, il comma 7 dell'art. 5. E si potrebbe proseguire. Naturalmente il progetto Gelmini è identico.

Ma questi eminenti studiosi stanno in fondo modificando la scuola lavorando d'ingegno ed inventando soluzioni. Purtroppo costoro copiano senza vergogna da elaborazioni prima statunitensi e poi della UE attraverso l'OCSE. Ed in particolare l'OCSE che, tra l'altro, ha come finalità il favorire l’espansione del commercio mondiale su base multilaterale e non discriminatoria, cercando di eliminare o, comunque, di ridurre gli ostacoli di qualsiasi tipo agli scambi internazionali oltre al far adottare ai Paesi membri Codici per la liberalizzazione dei flussi di capitali e di servizi, è il motore delle riforme della scuola, OCSE, che non a caso, ha visto il Presidente di TreeLLLe, Oliva, come autorevole rappresentante. E' una sorta di partita di giro diretta da questo ente che detta materialmente le sue norme ai Paesi membri.

L'OCSE prende le mosse da una tavola rotonda svoltasi negli USA (Filadelfia) nel 1966 e, nello stesso anno, elabora un documento, Adult Learning and Technology in Oecd Countries, che è alla base di TreeLLLe. In esso si spiegava che "l'apprendimento a vita non può fondarsi sulla presenza permanente di insegnanti ma deve essere assicurato da 'prestatori di servizi educativi' (...). La tecnologia crea un mercato mondiale nel settore della formazione" e, mediante TV ed Internet, si possono produrre programmi da una parte e proporli in tutto il mondo (educazione a distanza o e-learning). Erano argomenti già sostenuti con forza dall’ERT, l’European  Round Table of Industrialist, una sorta di Confindustria europea. Tutte le proposte dell'ERT venivano riprese ed elaborate dai Libri bianchi della UE (1995, e 1996 Cresson), dalla Commissione Delors dell'UNESCO del 1996 e dal Memorandum della UE del 30/10 del  2000. In pratica si stabiliscono tre tipi di apprendimento finalizzato: quello formale scolastico ordinario, quello non formale che si acquisisce nel lavoro e nelle attività politiche e sindacali, quello informale che si acquisisce non rendendosene conto. E, poiché l'apprendimento formale costa troppo alla società, occorre organizzare opportunamente quello informale. Ma dove si  può educare informalmente? Lo dice la stessa UE: "Per avvicinare l'offerta di formazione al livello locale bisognerà anche riorganizzare e ridistribuire le risorse esistenti al fine di creare dei centri appropriati di acquisizione delle conoscenze nei luoghi della vita quotidiana in cui si riuniscono i cittadini, non solo gli istituti scolastici, ma anche i centri municipali, i centri commerciali, le biblioteche i musei, i luoghi di culto, i parchi e le piazze pubbliche, le stazioni ferroviarie e autostradali, i centri medici e i luoghi di svago, le mense dei luoghi di lavoro".

Dietro questo escamotage risiedono le tre elle della LifeLong Learning e quindi dell'Associazione TreeLLLe. E di questo l'accorto Oliva già disquisiva sull'Espresso nel 2000: Occorre un dibattito parlamentare che dica cosa vogliamo dalla scuola. Ragazzi semplicemente istruiti? O anche in grado di saper lavorare con gli altri, capaci di imparare per tutta la vita, competenti? Non c'è un orientamento chiaro. E' chiaro che i cittadini non interessano ad Oliva che preferisce persone addestrate al lavoro ed al consumo. Tanto è vero che è uno dei suggeritori dell'infame slogan utilizzato dalla Gelmini sui costi: È vero invece che abbiamo una delle scuole più costose: spendiamo per ogni studente della fascia dell'obbligo il 20 per cento in più della media europea. A questo aggiunge il nostro che da noi si fanno meno giorni di lezione, si spende di più e si rende meno. Ma lo sa il nostro venditore di vernici che l'Italia è l'unico Paese in cui i tempi di valutazione non sono contati e se si mettono in conto siamo più bravi degli altri Paesi ? Lo sa che gli insegnanti in Italia hanno i più bassi salari d'Europa ? Lo sa che i costi che si addebitano alle elementari sono quelli che hanno fatto di queste scuole le migliori del mondo ? Tutto ciò non interessa a chi ha di vista solo lauti guadagni da spremere dalla scuola e che spinge per l'educazione neoliberista alla competizione, si deve sentire finalmente il soffio della competizione, tra gli istituti e anche tra i diversi sistemi scolastici,   che davvero non serve per formare cittadini.   L'operazione non può essere realizzata d'imperio ma occorre procedere piano piano togliendo sempre più spazio alla scuola pubblica di Stato per dare via via a miriadi di scuole private al fine di destrutturare il tutto e rendere accettabile il passaggio alla fase informale in cui diventeranno fondamentali la TV, Internet e la telefonia (l'informale per gli utenti si riduce a questo mentre diventa un affare gigantesco per gli industriali dei settori citati).

I metodi per convincere i cittadini non mancano. E' qualche anno, ad esempio, che ci si riempie la bocca con le valutazioni nei test PISA-OCSE. Nonostante la quantità spropositata di pedagogisti, sociologi e docimologi al servizio dei vari governi (non importa quali) nessuno ha mai osservato che una valutazione risponde ad una data finalità che ci si è data per raggiungere determinati obiettivi. NON HA ALCUN SENSO INTERVENIRE DALL'ESTERNO su processi didattici in corso con dei test preparati altrove che ingannevolmente vorrebbero misurare le conoscenze in determinati ambiti. In realtà questi test servono per modificare il piano di intervento dell'educazione formale che, non a caso, è decaduta da quando sono iniziati gli interventi OCSE ed UE a partire da Berlinguer, attraverso i test PISA. Sono anni che sentiamo i vari ministri dell'istruzione, che ignorano l'ABC della didattica in senso lato, affermare che occorre modificare l'insegnamento in modo da rendere i nostri studenti in grado di rispondere a quei test. Si vogliono pian piano creare degli ubbidienti a stimoli predefiniti, con risposte uguali negli oltre 30 Paesi industrializzati aderenti all'OCSE. Gli addetti ai lavori sanno di cosa parlo. Per i non addetti valga un esempio semplice. Per risolvere un problema di matematica dello scientifico sono necessarie alcune abilità per risolvere un test OCSE di matematica ne servono altre. Tutti sanno che lo studente dello scientifico ha bisogno di un paio di mesi per imparare a risolvere un test OCSE mentre uno che risolve agevolmente i test OCSE ha bisogno di qualche anno per imparare a risolvere i problemi dello scientifico. Allora che facciamo ? Bocciamo i nostri studenti dello scientifico ? Evidentemente non si vuole più uno studio approfondito e critico ma solo l'impadronirsi di alcune tecniche molto meno dispendiose per la società. Ma nessuno lo dice e ci fanno sembrare ineluttabile ciò che accade demoralizzando studenti ed insegnanti.

Sugli insegnanti, in particolare, si è scatenato un fuoco di fila di attacchi che hanno chiari secondi fini ed in questa guerra svetta per impegno la TreeLLLe (nel Quaderno 3 si legge: Realizzare una Agenzia nazionale di valutazione, autonoma e indipendente, con funzioni di authority per la valutazione esterna della ricerca, della didattica e degli atenei, mediante la trasformazione, entro un tempo ragionevole, degli attuali organismi di valutazione - Cnvsu e Civr). Quando si parla del sistema di valutazione, dei Dirigenti che dovrebbero controllare, e di ammenicoli simili, si mente spudoratamente anche perché non si sa bene chi valuta Oliva.

Un insegnante, in Italia, passa attraverso prove molto selettive (laurea, abilitazione, concorso, frequenza di due anni di corsi di Scienze dell’Educazione e varie altre prove come tirocinio, tutoraggio, ...). Si tratta di esami di Stato per l’abilitazione all’insegnamento e non di sciocchezze e screditare questi corrisponde a screditare quelli che generano avvocati, ingegneri ed architetti. Ultimamente erano entrate in funzione le scuole di perfezionamento SSIS (Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Superiore) che coloro che parlano di impreparazione degli insegnanti e di merito, hanno subito chiuso. I nostri precari sono persone preparate che hanno fatto innumerevoli prove che nessuno però prende ora in considerazione. La loro denigrazione passa attraverso quella pletora di pedagogisti che hanno il ruolo di eseguire ciò che i governi vogliono senza verifiche finali (per costoro è così, altrimenti i Vertecchi e Maragliano li dovrei incontrare a chiedere l'elemosina in un angolo di strada). Le valutazioni le preparano loro e loro dovevano prepararle per il famigerato concorsone Berlinguer-Panini. Ora un professionista in fisica può accettare di essere valutato da un fisico ma da un pedagogista no perché non si sa bene cosa il pedagogista deve accertare. Se è la capacità di fare l'insegnante, indipendentemente dalla disciplina, vi erano quei corsi delle SSIS e cose simili, anche universitarie.  Se si ritiene che non basta conoscere la fisica per insegnare io acconsento ma debbo dissentire che sia mio giudice, in quanto insegnante, un pedagogista che sa di didattica ma non di fisica. Se solo si pensa che alla fine di ogni ciclo di studi, quando vi sono gli esami, ogni commissario DEVE fare una relazione sulla preparazione media degli studenti. Dove valutare meglio gli insegnanti di quel corso ? Io di relazioni ne ho fatte varie decine ma non sono a conoscenza di ricadute che abbiano promosso o bocciato l'insegnante del quale parlavo. La valutazione degli insegnanti ha in realtà altri fini tra cui, il più importante è rendere la persona dipendente sempre più dal suo diretto Dirigente e quindi sempre più ubbidiente. Ancora non a caso quando partirono le mamme di tutte le riforme destrutturanti la scuola, quelle del 1997-99 realizzate da Berlinguer e Bassanini, ad esse si accompagnava la legge sulla dirigenza e sulla parità scolastica. I Presidi e Direttori Didattici divennero Dirigenti senza colpo ferire, niente esami con promozione generalizzata. Costoro possono non essere preparati perché servono come capireparto da cui dipende (è recentissimo) anche la punizione diretta dell'insegnante e da cui dipenderà (prestissimo) l'assunzione degli insegnanti (Basta con il modello iperaccentrato della scuola italiana'. Una scuola più snella e meno burocratizzata è quanto chiede Treellle al governo. Dove le assunzioni dei docenti siano fatte direttamente dalle istituzioni scolastiche. Sarebbe auspicabile poi, secondo Treellle, istituire nuovi organi di governo della scuola autonoma: un consiglio di istituto come unico organo di indirizzo e controllo che delibera lo statuto della scuola, nomina il capo di istituto, approva il Pof, i bilanci, l'organico e le assunzioni). La scuola si destruttura, si perde la fiducia e si apre la strada alla privatizzazione sulla quale sono d'accordo tutti i partiti in Parlamento, i Sindacati confederali, la Chiesa (gli altri parlano ma sono cialtroni che non conoscono i problemi e non fanno alcuno sforzo).

Ho voluto fare una sintesi davvero all'osso delle problematiche in gioco. Posso però fornire dei link attraverso i quali, gli interessati, potranno approfondire ogni problema qui accennato vagamente.

Roberto Renzetti

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LINK CONSIGLIATI DI APPROFONDIMENTO DEI TEMI TRATTATI

65 - La scuola sotto attacco  (Pubblicato su Giornale di Storia Contemporanea VII, 2, 2004).

200 - Scuola: dieci anni dopo le riforme liberiste  (Pubblicato su il Giornale di Storia Contemporanea, XI, 2, 2008).

74 - PISA-OCSE in sinergia con il WTO per la privatizzazione della scuola. Berlinguer, De Mauro, Confindustria e Moratti sono d'accordo: tutti insieme da P.I.S.A. traggono spunto per proseguire nella distruzione della scuola

80 - Scuola e mercato nel mondo globalizzato  (parte prima)

81 - Scuola e mercato nel mondo globalizzato  (parte seconda)

195 - Il paese cancellato 

207 - LA SCUOLA. Ma cos'è ?  

211 - La prova che Berlinguer ha ubbidito all'OCSE per riformare la scuola

188 - Riparliamo di scuola: i misfatti della banda Fioroni-Bastico  (novembre 2007)

173 - La scuola dell'autonomia  

58 - A che servono i pedagogisti ? (accettato nell'estate 2004 da Insegnare ma mai pubblicato: lo pubblico io a gennaio 2005)

20 - La scuola pubblica ovvero "la scuola dell'ignoranza"


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