FISICA/MENTE

 

L'UNIVERSITA' ED I CIALTRONI PDL E PD

di ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

 

=== Invitiamo a leggere il comunicato FLC-CGIL "Al seminario promosso dal
Ministro Gelmini su Governance e reclutamento vengono chiamate le
istituzioni universitarie e svariate associazioni, ma non le Organizzazioni
Sindacali".
All'interno del comunicato anche i link per leggere:
- il recente documento ministeriale "Autonomia e responsabilita' degli
Atenei: Governance, Valutazione, Reclutamento";
- la lettera al Ministro con la richiesta di un incontro da parte di ADU,
ADI, ANDU, APU, CISAL Universita', CISL Universita', CNU, CNRU, FLC CGIL,
SUN, UIL P.A.-U.R. AFAM, UDU e UGL Universita' e Ricerca.
Per leggere il comunicato cliccare (senza interrompere la stringa,
componendo tutto il link senza lasciare alcuno spazio):
http://www.flcgil.it/notizie/news/2009/marzo/al_seminario_promosso_dal_minis
tro_gelmini_su_governance_e_reclutamento_vengono_chiamate_le_istituzioni_uni
versitarie_e_svariate_associazioni_ma_non_le_organizzazioni_sindacali

=== Sul Seminario al Miur segnaliamo l'articolo "Gelmini: 'Riforme incisive
non di facciata" su Lab il socialista del 25 marzo 2009. Il Ministro ha,
tra l'altro, dichiarato: "In pratica risorse in cambio di riforme". Per
leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I0L.tif

=== Segnaliamo l'intervista al Presidente della CRUI "Decleva: bene, cosi'
si potra' premiare il merito", sul Corriere della Sera del 25 marzo 2005.
Alla fine dell'intervista Enrico Decleva, sul problema dei fondi, dichiara:
"Aspettiamo di vedere cosa succedera' nei prossimi due mesi".
Per leggere l'intervista cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6I8Q.tif

=== Segnaliamo l'articolo "Cambia la legge, l'ateneo (di Trieste, ndr)
richiama 10 ricercatori", sul Piccolo del 25 marzo 2009. L'articolo
contiene diverse imprecisioni. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090325/L6MKD.tif

 


Ieri, 26 marzo 2009, la Sorbona e' stata occupata dai docenti. In Italia a
darne oggi notizia e' stato solo il Manifesto ("I ricercatori occupano la
Sorbonne", v. nota 1). In questo articolo vi sono due imprecisioni: ad
occupare sono stati i Docenti-ricercatori e non solo i "ricercatori" e a
opporsi al proseguimento della mobilitazione non sono stati "i presidi di
facolta'" ma i Rettori (la CPU, v. nota 2).
La 'grande' stampa ha invece preferito tacere su una iniziativa che da' la
misura dell'entita' e e della qualita' della protesta che il mondo
universitario francese conduce da settimane contro i progetti governativi
di smantellamento dell'Universita' pubblica.
Per seguire la protesta in Francia cliccare:
http://www.sauvonsluniversite.com/

- Nota 1. Per leggere l'articolo "I ricercatori occupano la Sorbonne", sul
Manifesto del 27.3.09, cliccare:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/03/27SIO5167.PDF
- Nota 2. Per leggere il documento della Conferenza dei Presidenti delle
Universita' francesi (CPU) del 25.3.09 cliccare:
http://www.sauvonsluniversite.com/spip.php?article2260
 


== DECRETO MINISTERIALE SUI CONCORSI
== 'SCANDALI' CONCORSUALI
== IN FRANCIA


== DECRETO MINISTERIALE SUI CONCORSI

Sul sito della FLC-CGIL si puo' leggere il testo del Decreto Ministeriale
sulle modalita' di 'completamento' delle commissioni per i concorsi a
ricercatore, ad associato e a ordinario, sulla base dell'art. 1, comma 6
legge 1/2009.
Il Decreto, gia' firmato dal Ministro, dopo la registrazione sara'
pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Per leggere il testo del Decreto Ministeriale cliccare (senza lasciare
spazi tra i caratteri della stringa!):
http://www.flcgil.it/content/download/66236/427519/version/1/file/Decreto+Le
gge+del+27+marzo+2009+-+Concorsi+universitari.pdf


== 'SCANDALI' CONCORSUALI

Segnaliamo:

- l'intervista a Nicola Gardini "Dall'inferno a Oxford. Ecco perche' sono
fuggito dall'universita' italiana", sull'Unita' del 27 marzo 2009. Per
leggere l'intervista cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090327/L7GNF.tif
- l'intervista a Nicola Gardini "Ma da voi ci sono soltanto baronati" sul
Giornale del 28 marzo 2009. Per leggere l'intervista cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TQP.tif
- l'articolo di Gian Antonio Stella "La Gelmini, il prof Masia e la
missione salva-baroni", sul Corriere della Sera del 28 marzo 2009. Per
leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-03/090328/L7TRO.tif

== IN FRANCIA

Sull'occupazione della Sorbona, 'rigorosamente' ignorata dalla 'grande'
stampa italiana, invitiamo a leggere l'articolo (in italiano) su
MetropoLiS. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.lsmetropolis.org/2009/03/cnrs-e-sorbona-occupati/

 


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

I 'NUOVI' CONCORSI 'MINISTERIALI'

1. I CONTENUTI DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'
2. L'ATTUALE SISTEMA 'CONCORSUALE'
3. LE CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'
4. L'UNICA ALTERNATIVA AL NEPOTISMO
5. LA SOLITA CAMPAGNA DEI PROFESSORI-OPINIONISTI


Del recente documento 'ministeriale' "Autonomia e responsabilita' degli
Atenei: governance, valutazione, reclutamento" (nota 1) commentiamo qui la
parte relativa al "reclutamento del personale docente" (pagg. 18-24).


1. I CONTENUTI DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'

La proposta 'ministeriale' parte dalla constatazione che l'attuale sistema
concorsuale ha come reale obiettivo "quello di promuovere un docente
interno", un sistema  che "evidenzia non da oggi problemi molto
significativi, che talora giungono a minacciare la credibilita' e il
rispetto di cui gli atenei devono godere."
Per rimediare a cio' si vuole "istituire un 'filtro' nazionale per
l'accesso alla docenza universitaria, ferma restando la scelta dei docenti
da parte delle singole sedi." Quindi si prevede una "abilitazione
scientifica nazionale a numero aperto" di "durata quinquennale".
L'abilitazione e' decisa da un "comitato" per ogni settore, composto da
"professori ordinari estratti a sorte da liste in numero triplo."
"Le universita', in relazione alle risorse disponibili, procedono alla
copertura dei posti sulla base di procedure di selezione" alle quali puo'
partecipare solo chi e' "in possesso dell'abilitazione", escludendo coloro
che, avendo conseguito il dottorato nella stessa sede, non abbiano operato
"per almeno un certo numero di anni in un'istituzione diversa" .
I docenti in ruolo possono "presentare domanda all'universita' ove sono
incardinati per la progressione ad una fascia superiore per la quale
abbiano conseguito l'abilitazione". Le relative "procedure vengono indette
in relazione alle risorse disponibili per le promozioni", risorse
"nettamente distinte a priori da quelle destinate al reclutamento di nuovo
personale docente". "Si deve altresi' stabilire un rapporto preciso tra il
numero di docenti incardinati nelle tre fasce, al fine di garantire il
rigore delle scelte."
L'"architettura del sistema" contenuta nel documento 'ministeriale' si
basa sulla necessita' di "evitare la rigidita' di un meccanismo troppo
centralistico, come i concorsi anteriori alla legge 210/98 (legge
Berlinguer, ndr), oggi improponibile se si vuole che le sedi siano valutate
in base alle scelte che compiono", e sul fatto che oggi e' "prematuro
prevedere l'autonomia assoluta delle singole sedi."


2. L'ATTUALE SISTEMA 'CONCORSUALE'

Il sistema dei finti concorsi a ordinario, ad associato e a ricercatore,
in vigore fino alla recente 'riforma' Gelmini' (decreto-legge 180),
consentiva-obbligava alla cooptazione personale: il 'maestro' operava per
fare bandire un posto di ruolo per il suo allievo che lavora con/per lui da
molti anni. Ottenuto il bando, lo stesso 'maestro' si faceva nominare
'membro interno' di una commissione che lui stesso 'completava' invitando
la comunita' nazionale ad eleggere gli altri componenti da lui stesso
indicati.
Qualora la commissione 'concorsuale', nei concorsi a ordinario e ad
associato, avesse non idoneato l'allievo del maestro-membro interno, si
'azzerava' l'esito non previsto del 'concorso' facendo decidere alla
Facolta' di non fare occupare da nessuno il posto bandito.

Con la 'riforma' Gelmini, attualmente in vigore e che riguarda 'solo' i
posti gia' banditi, al maestro-membro interno non e' piu' consentito di
'decidere' il resto della commissione, visto che gli altri commissari
saranno di fatto direttamente sorteggiati. Il risultato comunque, per i
concorsi a ordinario e ad associato, sara' raramente diverso da quello
'previsto' dal 'membro interno', perche' anche se gli altri membri della
commissione dovessero non accontentarlo, ancora una volta il concorso
verrebbe 'azzerato' facendo decidere alla Facolta' di non chiamare nessuno.


3. LE CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA 'MINISTERIALE'

Con la 'nuova' "architettura" 'ministeriale' dei concorsi, che viene
rappresentata e propagandata dalla 'grande' stampa come la fine dei
concorsi locali e quindi della cooptazione personale e degli annessi
fenomeni di nepotismo e clientelismo, in realta' non si cambia quasi nulla:
alla fine ad essere reclutati e promossi saranno solo gli allievi di quei
'maestri' che saranno riusciti a farsi bandire il posto per il reclutamento
o la promozione, essendo prima riusciti a fare idoneare il proprio allievo.
Infatti, mentre finora il posto doveva essere bandito PRIMA dello
svolgimento del finto concorso e il risultato era quasi sempre quello
'pre-deciso' (e si azzerava lo stesso concorso nei rarissimi casi in cui
non veniva idoneato il 'prescelto'), con il 'nuovo' sistema concorsuale il
posto sara' bandito SOLO SE il 'predestinato' e' stato gia' nazionalmente
abilitato.

Si sostiene di volere farla finita con "parentopoli" e si finisce
'inevitabilmente' per mantenerla in vita in nome della salvaguardia ad ogni
costo dell'"autonomia responsabile" degli Atenei, che equivale di fatto a
mantenere il potere del singolo 'maestro' di compiere le sue PERSONALI
scelte.
Ora si sostiene anche che se il 'maestro' dovesse fare una scelta non di
qualita' verra' alla fine (dei secoli?) punita la struttura di appartenenza
(non direttamente il 'maestro'!), dopo una imparziale(?) valutazione.
Insomma si sta mettendo su una complicata 'nuova' struttura concorsuale
per non cambiare sostanzialmente nulla, ottenendo pero' il risultato certo
che i primi nuovi assunti e i primi nuovi promossi alle fasce superiori si
avranno non prima di qualche anno. Un vero e proprio blocco dei concorsi
che si sommera' al probabile blocco dei concorsi gia' banditi e modificati
in corso d'opera con un provvedimento legislativo insensato sul piano
giuridico, politico e accademico.

Nel documento 'ministeriale' comunque si evita accuratamente di prevedere
il superamento l'attuale articolazione della docenza in tre RUOLI separati,
prescrivendo organici separati per fascia a livello di Ateneo.
E si sta anche molto attenti a non scontentare troppo i gruppi dominanti
nazionalmente nei vari settori. Infatti nella formazione dei "comitati di
settore" per l'abilitazione nazionale (di fatto la vecchia "libera
docenza") si ripropone il 'consumato' sistema misto elezioni-sorteggio. Ma
se si ritiene l'accademia in grado di scegliere con il voto i commissari
piu' 'adatti', fuori dalle logiche di appartenenza, perche' non prevedere
solo l'elezione? Al contrario, se si pensa che l'accademia non sia in grado
di compiere scelte disinteressate, perche' non prevedere il sorteggio diretto?

Per quanto riguarda specificamente l'abilitazione come condizione
necessaria ma non sufficiente per la progressione di carriera, va rimarcata
l'aberrante situazione che deriverebbe dalla non previsione di un passaggio
da una fascia all'altra legato esclusivamente ad un giudizio nazionale
sull'attivita' del singolo docente. Infatti si potrebbero avere tanti casi
di abilitati alla docenza nella fascia superiore (per esempio associati
abilitati a ordinario) che dopo l'abilitazione svolgerebbero un'attivita'
giudicata 'da ordinario' senza averne alcun riconoscimento. E magari
l'ipotetico associato 'riconosciuto' ordinario, ma rimasto associato si
trova nello stessa stanza di un suo (ex) collega, anche lui abilitato a
ordinario, ma che ha invece avuto la 'fortuna' di essere stato
effettivamente promosso grazie ad una positiva valutazione (ma su che
basi?) e grazie anche ad un 'buco' nell'organico del ruolo degli ordinari.
Pura 'logica' accademica!

E' fin troppo evidente che mantenere la sostanza dell'attuale sistema di
poteri concorsuali e' un tutt'uno con il mantenimento-rafforzamento del
sistema di gestione degli Atenei, nella direzione del definitivo
smantellamento dell'Universita' statale.

'Naturalmente' l'attuale Ministro ha finora deciso tutti i provvedimenti
(compreso quello sulla governance e sui concorsi che dovrebbe 'uscire' tra
pochi giorni) senza mai confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative
della docenza universitaria, proseguendo cosi' nello 'stile' del precedente
ministro Mussi.
 

4. L'UNICA ALTERNATIVA AL NEPOTISMO

Lo ripetiamo: l'unico modo per superare il nepotismo accademico e' quello
di fare DECIDERE da una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi
banditi dagli Atenei per il reclutamento. Per evitare la sopraffazione dei
gruppi 'prevalenti' sul piano nazionale nei vari settori, occorre il
sorteggio 'puro' dei commissari, prevedendo che della Commissione non possa
fare parte piu' di un professore della stessa sede ed escludendo quelli
appartenenti alle sedi che hanno bandito i posti  (v. in calce la proposta
'integrale' dell'ANDU per la Riforma della docenza  e dei concorsi).
Si potrebbe anche prevedere che la Commissione stili una graduatoria dei
vincitori dei concorsi banditi dalle varie sedi, facendo scegliere,
nell'ordine, agli stessi vincitori la sede in cui prendere servizio.

Per l'avanzamento nella carriera dovrebbe invece essere necessario
'soltanto' accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il
candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto un livello della sua attivita'
scientifica e didattica tale da poterlo promuovere IMMEDIATAMENTE nella
fascia superiore, senza ulteriori interventi dell'Ateneo di appartenenza (e
percio' non si dovrebbero introdurre organici separati per le tra fasce).
Per coprire la maggiore remunerazione di coloro che sono promossi nella
fascia superiore dovrebbe prevedersi uno specifico fondo nazionale.
Con la proposta dell'ANDU si avrebbero "concorsi (e promozioni) piu'
rapidi, piu' meritocratici, piu' internazionali, con meno nepotismi,
localismi e lobbismi disciplinari", come titola la proposta n. 1 del PD che
prevede invece sostanzialmente le stesse soluzioni contenute nel documento
'ministeriale' (nota 2), le quali sono anche sostanzialmente uguali a
quelle proposte dalla CRUI.


5. LA SOLITA CAMPAGNA DEI PROFESSORI-OPINIONISTI

ad attivarsi i professori-opinionisti nella solita 'grande' stampa. E' lo
stesso 'schema' collaudato per 'promuovere' e imporre la 'riforma'
Berlinguer sui concorsi del 1998, oggi ferocemente criticata anche da
coloro che l'hanno allora sostenuta. Sulle conseguenze di quella riforma
fummo allora facili profeti.
Infatti, il 27 giugno 1998, PRIMA dell'approvazione della Legge Berlinguer,
avevamo scritto:
"Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato
risulteranno una finzione come da sempre lo sono quelli a ricercatore.
Localismo, nepotismo e clientelismo, gia' ampiamente esercitati nei
concorsi per l'ingresso nella docenza, saranno praticati anche
nell'avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto
sperimentato con gli attuali meccanismi concorsuali" ("Universita'
Democratica", n. 162-163, p. 5).
  E nel dicembre 1998, poco dopo l'approvazione della Legge Berlinguer,
avevamo aggiunto: "ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una
cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni
ed e' ad essi che bisognera' affidarsi, con adeguati comportamenti anche
umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera
perdita di tempo, un fastidioso ritardo all'attuazione di una scelta gia'
operata" ("Universita' Democratica", n. 168-169, p. 7).
Ma allora, come al solito, vinse l''opinione pubblica', cioe' coloro (De
Rienzo, Panebianco, Eco, Schiavone, Pera), che hanno potuto accedere alla
'grande' stampa e che, con la sola eccezione di Tranfaglia, hanno
'supportato' l'approvazione della Legge Berlinguer.
Consigliamo a tutti la (ri)lettura delle posizioni espresse dall''opinione
pubblica' di allora (v. nota 3), posizioni che, alla luce dei fatti, oggi
possono apparire anche 'spiritose'.

6 aprile 2009

- Nota 1. Per leggere il documento 'ministeriale' "Autonomia e
responsabilita' degli atenei: governance, valutazione, reclutamento", del
24 marzo 2009, cliccare:
http://cnu.cineca.it/nazionale06/patto.pdf
- Nota 2. V. il documento dell'ANDU "Concorsi e Docenza: la controriforma
del PD e la proposta dell'ANDU" del 6 novembre 2008. Per leggere il
documento cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-print-21187.html
- Nota 3. Ecco una sintesi della 'propaganda' di allora a sostegno dei
concorsi locali previsti dalla Legge dell'allora ministro Berlinguer:
- Giorgio De Rienzo sul Corriere della Sera del 6.7.96 scriveva che con le
nuove norme della legge Berlinguer "i nuovi concorsi dovrebbero sfuggire
alle vecchie logiche mafiose. Infatti sara' piu' difficile per i membri
della commissione stabilire accordi truffaldini, poiche' si troveranno a
decidere su un solo posto, per un singolo ateneo, e non piu' posti a
livello nazionale."
- Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 22.7.96 affermava che solo
"con l'autonomia e la liberta' di competizione" si poteva contrastare il
provincialismo.
- Umberto Eco su Repubblica del 23.7.96 sosteneva che la legge Berlinguer
"cerca di far funzionare l'universita' come i giornali o un'altra azienda
produttiva. Gli atenei diventano responsabili della scelta del professore
di cui hanno bisogno. Ma allora avverrebbe quel che avviene per i giornali:
alcuni fanno ottime scelte, vendono bene e sono considerati autorevoli,
altri fatti male, e tirano a campare. O chiudono". Se non passa senza
sostanziali modifiche la legge Berlinguer "addio Europa", concludeva.
- Aldo Schiavone su Repubblica del 24.7.96 asseriva che e' "importante non
perdere tempo in discussioni improduttive impancate solo per vanificare
tutto". Berlinguer, per "vincere una partita difficile", "la conduca con
freddezza e duttilita' - come sa del resto fare". "Vada per la sua strada,
con fermezza e alla luce del sole."
- Marcello Pera sul Corriere della Sera del 25.7.96: "Finalmente abbiamo un
bel ministro di destra - ha esordito il senatore berlusconiano -. Proprio
quello che ci voleva! Se ha bisogno di aiuto, eccomi qua". "L'essenziale e'
resistere alle pressioni del partito trasversale che si oppone al
rinnovamento. E' una lobby potentissima: associati, ricercatori, sindacati
dell'universita'." Questo e' davvero troppo!
Tra coloro che costituivano (e continuano a costituire) 'l'opinione
pubblica' sulle questioni universitarie, solo Nicola Tranfaglia intui' che
"il decentramento cosi' realizzato rischia di accentuare gli aspetti di
clientelismo e di localismo gia' forti nelle nostre universita'." Per
evitare cio', Tranfaglia auspicava una vera autonomia degli atenei per la
quale pero' "non si puo' non ipotizzare proprio l'abolizione del valore
legale del titolo di studio." (da Repubblica del 25.7.96). Cioe', un
rimedio peggiore del male.

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LA PROPOSTA DELL'ANDU

Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe veramente fine
al nepotismo e a tutti i suoi 'annessi' e finalmente si lascerebbero ai
docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente,
piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di
insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano a sostenere)
che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e
invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo
della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i
concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha
'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo
entrare in ruolo e di fargli fare carriera.

DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

- Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e
prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.
 


Invitiamo a leggere l'articolo "Sale la protesta nelle universita'" sul
Sole 24-ore del 9 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090409/LC9K1.tif

 


=== L'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

- Invitiamo ad ascoltare il messaggio e a leggere la lettera del Rettore
dell'Universita' dell'Aquila. Cliccare:
http://www.univaq.it/?q=node/2


=== Su G.U. I 'NUOVI' CONCORSI

- "E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 84 del 10 aprile 2009 il
decreto del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
contenente le 'modalita' di svolgimento delle elezioni per la costituzione
delle commissioni giudicatrici di valutazione comparativa per il
reclutamento dei professori e dei ricercatori universitari'", dall'articolo
"Concorsi, nuove regole" su ItaliaOggi del 14 aprile 2009. Per leggere
l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090414/LDO5K.tif

- Segnaliamo l'articolo "Atenei, concorsi difficili in aree con meno
docenti" sul Sole 24-ore del 14 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090414/LDKVB.tif

- Sulla questione delle modalita' concorsuali ricordiamo il documento
dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'". Per leggere il documento
cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22571.html


=== IL "3+2"

- Segnaliamo l'articolo "La bufala del 3+2" su Io Donna, magazine del
Corriere della Sera, dell'11 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090411/LD03V.tif

- Si ricorda che l'ANDU sul "3 + 2" ha raccolto e diffuso in questi anni un
ampio dibattito e nel luglio 2006 ha tenuto un Convegno nazionale. Di
seguito  si riporta il testo dell'intervento introduttivo al Convegno,
purtoppo ancora oggi attuale.

===========

INTRODUZIONE al Convegno nazionale ANDU sul "3 + 2", 11 luglio 2006, Roma

"L'ampia partecipazione di oggi al Convegno conferma l'esistenza della
forte 'domanda' di discussione.
Il fatto e' che la didattica e' l'attivita' che piu' di qualsiasi altra e'
'sentita' dai docenti perche' interessa la formazione dei giovani, con
conseguenze concrete, 'visibili', sui diretti interessati, sul loro
avvenire, sulle loro famiglie e, in ultima istanza, sul Paese.
La finalita' di questo Convegno e' anche quella di proporre un metodo,
nuovo rispetto a quello finora seguito dalle Istituzioni, per affrontare le
questioni cruciali per l'Universita'. Un metodo che veda coinvolti il piu'
possibile tutti gli interessati.
Noi riteniamo che sul "3 + 2" sia indispensabile e urgente che il
Ministero avvii una verifica basata non solo su indagini statistiche, ma
principalmente sulla partecipazione-testimonianza di tutto il mondo
universitario, compresi gli studenti.
Certamente in questa verifica un Organismo di rappresentanza del Sistema
nazionale delle Universita' avrebbe potuto avere un ruolo importante. Un
Organismo la cui costituzione e' sempre stata avversata dalla lobby
accademica trasversale, con le dannose conseguenze che si sono avute
soprattuto nell'elaborazione e nell'applicazione della riforma di cui oggi
discutiamo.
Per la sua importanza 'primaria', forse la riforma della didattica avrebbe
dovuto essere fatta per ultima, perche' potesse risultare utile agli
studenti e al Paese.
1. Occorreva prima - anche per 'prevenire'un uso subordinato alle ben note
logiche di potere accademico - cambiare l'assetto Organizzativo degli
Atenei a partire dalla costituzione di un Organo che, a differenza degli
attuali Senati Accademici, dominati dalla presenza paralizzante dei
Presidi, esprimesse una politica e una gestione nell'interesse dell'intera
comunita' universitaria. Occorreva valorizzare i Dipartimenti (in cui
incardinare i docenti), rivedendone le dimensioni e le finalità (anche a
beneficio della didattica). Occorreva inoltre, finalmente!, assegnare ai
Consigli di Corsi di Studio compiti, poteri e strumenti per assicurare in
maniera continua il coordinamento e la verifica delle attività e dei
contenuti degli insegnamenti. Ai Consigli di Facolta' doveva restare 'solo'
un ruolo di raccordo, togliendo loro quello oggi quasi esclusivo di
'produttore' di posti.
2. Occorreva prima affrontare la questione degli sbocchi professionali e
intervenire, in particolare, sugli Ordini professionali. Un'operazione
preliminare indispensabile, come aveva ampiamente gia' mostrato
l'esperienza dei diplomi di laurea attivati 'alla cieca'.
3. Occorreva prevedere che la 'progettazione' del primo livello avvenisse
contestualmente al secondo.
4. Occorreva prima realizzare il diritto allo studio: Statuto dei diritti
e dei doveri degli studenti, strutture didattiche, borse di studio,
residenze, ecc.
5. Occorreva prima riformare lo stato giuridico della docenza ed eliminare
il precariato, per creare le condizioni 'soggettive' dell'applicabilita'
della riforma didattica.
6. Occorreva prevedere consistenti e specifici finanziamenti: nessuna
riforma puo' realizzarsi a costo zero.
7. Occorreva che la riforma fosse 'costruita' con il coinvolgimento del
mondo universitario, individuando settore per settore i problemi e
ricercando le specifiche soluzioni, senza dare numeri ("3 + 2") uguali per
tutti (nel 1983-86 il gruppo dei docenti di Ingegneria del CUN aveva
previsto il "4 + 1"). Occorreva far partecipare, spiegare, convincere,
responsabilizzare, sperimentare. Occorreva prevedere la
verifica-coordinamento in itinere della riforma, sia a livello
ministeriale, sia autonomamente (nazionalmente attraverso un Organo di
rappresentanza democratico e localmente con le riformate strutture degli
Atenei).
Oggi comunque vanno registrati disaggi e difficolta' ampiamente diffusi.
E' interesse del Paese capire al piu' presto quanto questo 'malessere' sia
profondo ed vasto, coglierne la natura e trovare le soluzioni necessarie e
possibili.
Bisogna, in particolare, tenere conto dell'opinione degli studenti e
ricordarsi che tra gli obiettivi che hanno portato in piazza oltre 50.000
di loro contro il DDL Moratti vi era proprio il 'no' al "3 + 2", indicato
come strumento della parcellizzazione del sapere e di una condizione di
studio insostenibile.
A proposito del movimento degli studenti (quello contro la Legge Moratti,
ndr), partecipando a diverse loro assemblee, mi ha colpito il fatto che
quando nelle critiche rivolte alla riforma della didattica questa veniva
chiamata "riforma Berlinguer" (e non "3 + 2 " o "riforma Zecchino"),
puntualmente c'era qualcuno che diceva "compagni, non facciamoci del
male!". Il fatto è che bisogna impedire a coloro che che hanno tatto e
stanno facendo del male all'Università statale (che deve essere di massa e
di qualità) di continuare a farlo. Dobbiamo impedirlo a tutti, siano essi
di destra o di sinistra. E' peraltro singolare che vengano posti questi
problemi 'politici' quando sono le stesse oligarchie accademiche ad
esibire, anzi ad ostentare, la loro trasversalità, come nel caso delle
Fondazioni Magna Carta e TreELLEe. In quest'ultima ministri e
sottosegretari (passati e attuali) e segretari di partito di sinistra
'convivono' tranquillamente con esponenti politico-accademici e giornalisti
di destra.
D'altronde ancora oggi da sinistra si propongono 'patti' e 'riforme
bipartisan' per affrontare le questioni universitarie. Questo e' un
problema, forse - a nostro avviso - e' il problema: non prendere atto che
da decenni esiste una sinistra che opera e legifera per demolire
l'Universita' statale: falsa autonomia finanziaria, finta autonomia
statutaria, abolizione di fatto del CUN, finti concorsi locali, imposizione
della riforma didattica, riduzione dei finanziamenti, aumento a dismisura
del precariato, ecc. Questo 'problema' ha portato, tra l'altro, una certa
sinistra a criticare, giustamente, le forzature istituzionali e finanziarie
con le quali si e' premiato il Centro di (auto)eccellenza di Lucca, tacendo
del tutto, invece, su quello perfettamente 'parallelo' di Firenze.
Il ministro Mussi, che sbaglia a mettere 'paletti' alla verifica della
riforma della didattica, giustamente denuncia le responsabilita' dei
docenti che hanno portato alla "frammentazione degli insegnamenti e
all'abnorme proliferazione dei corsi". Critiche che non possono essere
accettate quando a farle sono ex ministri ed ex sottosegretari che erano
perfettamente a conoscenza dei 'limiti' dei loro colleghi e che questi
limiti avrebbero dovuto tenere in conto, quando hanno imposto il "3 + 2".
Questi 'riformatori' sono gli stessi che hanno criticato, a posteriori,
l'applicazione della loro riforma dei concorsi, quando era facile prevedere
(e noi l'abbiamo fatto PRIMA dell'approvazione della legge) che i finti
concorsi locali avrebbero accresciuto i fenomeni del clientelismo, del
nepotismo e del localismo.
  "Mai piu' riforme dall'alto" dice, giustamente, anche il ministro Mussi.
Ma mai piu' anche il ricatto di chi sostiene che qualsiasi cambiamento
debba essere comunque accettato per affrontare le situazioni critiche
dell'Universita'. Non si possono, infatti, spacciare per riforme quelle
che, come negli ultimi decenni, sono state controriforme.
Insomma, bisogna impedire che ancora una volta riforme letali per
l'Universita' statale vengano imposte, come si rischia con quella che
vorrebbe introdurre non una giusta valutazione, ma una Agenzia per la
valutazione dotata di "forti poteri", come quella annunciata dal ministro
Mussi che sembra essere quella prevista dal DDL dei DS.
Una riforma vera e' ormai indispensabile e urgente: l'eliminazione del
precariato e la riforma del reclutamento. Occorre abolire e vietare TUTTE
le figure attuali che compongono la giungla del precariato (assegni, borse,
contratti, ecc.) e sostituirle con UNA sola figura a contratto, ben
retribuita e con tutti i diritti, che duri al massimo tre anni e con un
numero di posti proporzionato agli sbocchi nella fascia dei ricercatori di
ruolo. E' indispensabile pero' che il reclutamento in questa fascia non
avvenga piu' con le regole dell'attuale non-concorso, che servono alla
cooptazione personale. Occorre invece prevedere concorsi nazionali svolti
da una commissione composta esclusivamente da ordinari tutti sorteggiati.
Con questo nuovo meccanismo, devono essere banditi almeno 20.000 posti di
ricercatore nei prossimi anni, con un finanziamento nazionale specifico e
aggiuntivo.

Nunzio Miraglia - coordinatore nazionale dell'ANDU"

 


1. COMMISSARIAMENTO DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA
2. "DISCREZIONE" PER LA CONTRORIFORMA
3. ANDU A SAT2000

=== 1. COMMISSARIAMENTO DELL'UNIVERSITA' DELL'AQUILA

Nell'intervento di Francesco Sidoti "Un commissario per l'Universita'",
comparso sul Messaggero del 14 aprile 2009, tra l'altro, si legge:
"il sistema Paese poco potrebbe investire nell'universita' di L'Aquila, che
incarna fisicamente la propria alterita' attraverso un Rettorre che e'
notoriamente un militante su posizioni molto di sinistra." "L'Aquila
potrebbe offrire un'occasione per un'innovazione dettata dall'emergenza e
dalla drammaticita', una qualche forma di commissariamento o di
compartecipazione che potrebbe prevedere una presenza importante di
privati, incoraggiati ad investire economicamente in un'impresa
imprenditoriale di tipo nuovo."
Per leggere l'intervento cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090414/LDKXO.tif

Contro questa gravissima e inaudita proposta, sul Messaggero del 16 aprile
2009, hanno scritto i Presidi dell'Universita' dell'Aquila. Nella loro
lettera, tra l'altro, si legge:
"Che un docente di questo Ateneo ne chieda il commissariamento, sulla base
della considerazione che il Governo nazionale non ne finanzierebbe la
ricostruzione in quanto di orientamento politico diverso da quello del
Rettore, e' offensivo per il Governo oltre che per la nostra Universita'."
Per leggere la lettera cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090416/LEDSI.tif


=== 2. "DISCREZIONE" PER LA CONTRORIFORMA

Guido Fabiani, rettore dell'Universita' di Roma 3, nel suo intervento
sulle controriforme accademico-ministeriali ("Buoni segnali per
l'universita'"), comparso sul Sole 24-ore del 9 aprile 2009, tra l'altro,
scrive: "lo scorso 24 marzo si e' svolto un seminario promosso dal ministro
Mariastella Gelmini". "E' stato un importante momento di confronto, di
ascolto e di proposte che e' stato successivamente RIPETUTO CON
DISCREZIONE, avviando una costruttiva fase di lavoro."
Guido Fabiani informa che al seminario (al quale NON sono state invitate
le Organizzazioni della docenza universitaria) "e' stato distribuito un
serio documento denso di problemi da affrontare sulla governance e sul
reclutamento." 
Su quanto previsto dal documento accademico-ministeriale per il
reclutamento, l'ANDU ha gia' diffuso una propria dettagliata valutazione
(nota 1).
La parte del documento riguardante la 'governance' (sulla quale torneremo)
'riscrive' le indicazioni della CRUI (Conferenza dei Rettori) che punta al
rafforzamento della figura del rettore-padrone (nota 2).

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi
'ministeriali'", del 6 aprile 2009, cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22571.html
- Nota 2. V. il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei dei
Rettori" del 24 febbraio 2998. Per leggere il documento cliccare:

=== 3. ANDU A SAT2000

L'ANDU ha partecipato alla puntata di "Formato Famiglia" di SAT2000 del 16
aprile 2009 dedicata al problema dei fuori-corso. La puntata sara'
replicata alle ore 00.10 del 17 aprile 2009.

 


1. CONCORSI A RICERCATORE
2. GALLINO SUL "3 + 2"
3. DOMENICA ALLE 13 REPLICA SAT2000


=== 1. CONCORSI A RICERCATORE

Segnaliamo l'articolo "Ricercatori, concorsi al palo" sul Sole 24-ore del
16 aprile 2009. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090416/LEE5D.tif


=== 2. GALLINO SUL "3 + 2"

Segnaliamo l'intervista a Luciano Gallino "Gallino: 'Poche prospettive per
i mezzi professionisti'" su Repubblica di Torino del 17 aprile 2009. Per
leggere l'intervista cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090417/LEVV4.tif


=== 3. DOMENICA ALLE 13 REPLICA SAT2000

La puntata di "Formato Famiglia" di SAT2000 del 16 aprile 2009, dedicata
al problema dei fuori-corso e alla quale ha partecipato l'ANDU, sara'
replicata alle ore 13 di domenica del 19 aprile 2009.
SAT2000 e' trasmessa sul digitale terrestre e sul canale 801 di SKY.
 


= Invitiamo a leggere l'interessante articolo di Mazza, Quattrone e
Riccaboni "Riformare la governance per rilanciare l'universita'" su
AffariFinanza di Repubblica del 20 aprile 2009. Per leggere l'articolo
cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-04/090420/LFP17.tif
Su queste questioni invitiamo a rileggere il documento dell'ANDU "La
'governance' degli Atenei dei Rettori" del 24.2.09. Per leggere il
documento cliccare:
http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969

= Segnaliamo: "Global Governance of Science. Report of the Expert Group on
Global Governance of Science to the Science, Economy and Society Directorate,
Directorate-General for Research, European Commission". Per leggere il
documento cliccare (senza interrompere la stringa!):
http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/global-
governance-020609_en.pdf
 


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

IL COMMISSARIAMENTO DEI DOCENTI UNIVERSITARI
L'ALTERNATIVA DELL'ANDU


E' stato scritto che probabilmente l'8 maggio prossimo il Governo
approvera' il disegno di legge sulla 'governance' degli Atenei e sul
reclutamento della docenza universitaria.
Da tempo circola una bozza di questo disegno di legge (nota 1) che
'traduce' un precedente documento 'ministeriale' ("documento Schiesaro").
L'obbiettivo di questo progetto accademico-confindustriale e' quello di
concentrare il potere di gestione delle risorse pubbliche e delle scelte
per il reclutamento e le carriere dei docenti nelle mani di potenti
oligarchie. A livello nazionale attraverso l'ANVUR e il Ministero, a
livello locale attraverso il rettore-dittatore elettivo (forse elettivo).
Un disegno antidemocratico e incostituzionale, che abolisce di fatto ogni
forma di autonomia del Sistema nazionale delle Universita' e dei singoli
Atenei e cancella l'autonomia della comunita' accademica nelle scelte
riguardanti i docenti, con conseguenze devastanti sulla liberta' di
insegnamento e di ricerca e gli sviluppi della conoscenza.


=== 'GOVERNANCE' DEGLI ATENEI

L'ANDU ha recentemente affrontato la questione della 'governance'
commentando un documento della CRUI (v. il documento dell'ANDU "La
'governance' degli atenei dei rettori", nota 2).
Nel suo documento la Conferenza dei Rettori richiedeva una normativa per
una 'nuova' organizzazione degli Atenei che facesse diventare i Rettori
ancor piu' monarchi assoluti elettivi, per salvaguardare e rafforzare quel
sistema di potere che di fatto ha 'agevolato' la politica di smantellamento
dell'Universita' e della Ricerca pubbliche, portata avanti da oltre un
decennio attraverso tutti i Governi succedutisi.
Quanto previsto dalla Bozza di DDL 'ricopia' abbondantemente le  richieste
della CRUI.


=== RECLUTAMENTO

L'ANDU ha gia' esaminato le 'novita'' sul reclutamento contenute nel
"documento Schiesaro" (v. il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi
'ministeriali'", nota 3).
Rispetto al "documento Schiesaro", la bozza di disegno di legge contiene
delle 'precisazioni' e delle novita' che rendono ancora piu' grave quella
che ha ormai assunto i caratteri di una vera e propria controriforma.
- Abilitazioni nazionali. Non e' piu' prevista alcuna abilitazione
nazionale come pre-requisito per i concorsi a ricercatore: la cooptazione
personale nella fascia iniziale della docenza (il vero reclutamento) sara'
lasciata all'esclusiva scelta del singolo 'maestro', senza l'infingimento
di una precedente abilitazione nazionale. L'abilitazione nazionale rimane
prevista invece per diventare associato o ordinario. Ma anche con
l'abilitazione cambiera' poco o nulla. Infatti, mentre finora il posto
doveva essere bandito PRIMA dello svolgimento del finto concorso e il
risultato era quasi sempre quello 'pre-deciso' (e si azzerava lo stesso
concorso nei rarissimi casi in cui non veniva idoneato il 'prescelto'), con
il 'nuovo' sistema concorsuale il posto sara' bandito SOLO SE il
'predestinato' e' stato gia' abilitato." E avevamo aggiunto che "si sta
mettendo su una complicata 'nuova' struttura concorsuale per non cambiare
sostanzialmente nulla, ottenendo pero' il risultato certo che i primi nuovi
assunti e i primi nuovi promossi alle fasce superiori si avranno non prima
di qualche anno. Un vero e proprio blocco dei concorsi che si sommera' al
probabile blocco dei concorsi gia' banditi e modificati in corso d'opera
con un provvedimento legislativo insensato sul piano giuridico, politico e
accademico." E inoltre si osservava che "nel documento 'ministeriale'
comunque si evita accuratamente di prevedere il superamento dell'attuale
articolazione della docenza in tre RUOLI separati, prescrivendo organici
separati per fascia a livello di Ateneo."
- Commissioni concorsuali. I 'veri' concorsi per ordinari, associati e
ricercatori (configurati come tre distinti ruoli) saranno svolti da una
commissione composta da tre professori dell'Ateneo eletti e da due
professori scelti dal Consiglio di amministrazione (di fatto dal Rettore),
andando cosi' nella direzione di una concentrazione oligarchica del
controllo del reclutamento e della carriera dei docenti, che costringera'
il 'maestro' ad aggiornare i suoi 'referenti' per ottenere il bando del
posto per il suo 'allievo' e assicurarsi che il risultato della 'prova' sia
quello previsto.
- Progressione di carriera. L'immenso potere assegnato al Consiglio di
amministrazione (di fatto al Rettore) sulla carriera dei docenti e'
confermato dall'assegnazione ad esso della decisione del "numero
complessivo e dei criteri di ripartizione relativi alle procedure di
progressione da attivare" e della nomina in ruolo "su proposta del rettore".
- Conferma in ruolo. Ancora piu' grave e' la previsione che la conferma
nei tre ruoli venga decisa "da tre professori ordinari SCELTI dall'ANVUR",
la famigerata Agenzia 'autonoma' in cui i componenti del Direttivo sono
scelti dal Ministro! (v. lo Schema di Regolamento dell'ANVUR, nota 4). Si
realizza cosi' quanto previsto-voluto in particolare dall'ex
sottosegretario Luciano Modica (ora responsabile nazionale del PD per
l'Universita'), che nel settembre 2007 ha fortemente 'appoggiato' alla
Camera, a nome del Governo di allora, l'approvazione di una norma (tuttora
in vigore) che prevede che "la qualita' dell'attivita' scientifica e
didattica dei ricercatori assunti dalle universita' a seguito di concorsi
banditi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge
e' sottoposta dopo tre anni dalla data di assunzione alla valutazione
dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della
ricerca (ANVUR)" (v. il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio
giuridico" del 30 settembre 2007, nota 5).
A questo proposito va ricordato che lo stesso Luciano Modica l'11 agosto
2006, sul Corriere del Mezzogiorno, aveva gia' scritto che "e' fondamentale
dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia
nazionale di valutazione, indipendente dal finanziatore pubblico e dagli
atenei, che effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti e
dell'attivita' didattica e di ricerca" e "SOLO sulla base di questa
corretta valutazione, si stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di
carriera." Queste affermazioni non lasciano alcun dubbio sulla natura
assolutistica, centralistica e dirigistica dell'Agenzia di valutazione
voluta dal PD. Un'Agenzia che lederebbe l'autonomia universitaria garantita
dalla Costituzione.
- Organici di Ateneo. Nella bozza del DDL e' stata prevista e definita la
'piramide accademica' tramite la prescrizione di limiti agli organici dei
tre distinti ruoli della docenza: almeno il 40% di ricercatori e non piu'
del 27% di ordinari.
- Docenti speciali. Agli Istituti 'speciali' e alle Universita' 'private'
e' consentito di prevedere "autonome modalita' sperimentali di reclutamento
dei professori e dei ricercatori".
- Dottorato a scadenza. Invece di superare l'attuale gravissimo fenomeno
del precariato attraverso il bando straordinario di almeno 20.000 posti di
ricercatori e la sostituzione di TUTTE le figure precarie con UNA SOLA
figura pre-ruolo di durata massima di tre anni, nella bozza di DDL si e'
scelto di fatto di cacciare via i tantissimi attuali precari prevedendo che
"ai concorsi da ricercatore a tempo determinato (la nuova figura precaria!,
ndr) e indeterminato siano ammessi a partecipare coloro che hanno
conseguito il titolo di dottore di ricerca, o equivalente, da NON OLTRE
cinque anni".


=== L'ALTERNATIVA DELL'ANDU AL COMMISSARIAMENTO DELLA DOCENZA

Lo ripetiamo: l'unico modo per superare il nepotismo accademico e per
impedire il commissariamento della docenza e' quello di fare DECIDERE da
una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi banditi dagli Atenei per
il reclutamento. Per evitare la sopraffazione dei gruppi 'prevalenti' sul
piano nazionale nei vari settori, occorre il sorteggio 'puro' dei
commissari, prevedendo che della Commissione non possa fare parte piu' di
un professore della stessa sede ed escludendo quelli appartenenti alle sedi
che hanno bandito i posti  (v. di seguito la proposta 'integrale' dell'ANDU
per la  Riforma della docenza  e dei concorsi).
Si potrebbe anche prevedere che la Commissione stili una graduatoria dei
vincitori dei concorsi banditi dalle varie sedi, facendo scegliere,
nell'ordine, agli stessi vincitori la sede in cui prendere servizio.

Per l'avanzamento nella carriera dovrebbe invece essere necessario
'soltanto' accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il
candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto un livello della sua attivita'
scientifica e didattica tale da poterlo promuovere IMMEDIATAMENTE nella
fascia superiore dell'organico unico della docenza, senza ulteriori
interventi dell'Ateneo di appartenenza. Per coprire la maggiore
remunerazione di coloro che sono promossi nella fascia superiore si deve
prevedere uno specifico fondo nazionale.
Con la proposta dell'ANDU si avrebbero "concorsi (e promozioni) piu'
rapidi, piu' meritocratici, piu' internazionali, con meno nepotismi,
localismi e lobbismi disciplinari", come titola la proposta n. 1 del PD che
prevede invece sostanzialmente le stesse soluzioni contenute nel documento
'ministeriale', le quali sono anche sostanzialmente uguali a quelle
proposte dalla CRUI.

============================

LA PROPOSTA DELL'ANDU

Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe veramente fine
al nepotismo e a tutti i suoi 'annessi' e finalmente si lascerebbero ai
docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente,
piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di
insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano a sostenere)
che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e
invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo
della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i
concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha
'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo
entrare in ruolo e di fargli fare carriera.

DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

- Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da  ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e
prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.

5 maggio 2009

- Nota 1. Bozza del DDL governativo su 'governance' degli Atenei e
reclutamento. Per leggere la Bozza cliccare:
http://cnu.cineca.it/notizie06/ddl_bozza_2_aprileii.pdf
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "La 'governance' degli Atenei
dei Rettori" del 24.2.09 cliccare:
http://firgoa.usc.es/drupal/node/41969
- Nota 3. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi
'ministeriali'" del 6.4.09 cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-print-22571.html
- Nota 4. Per leggere lo Schema di Regolamento dell'ANVUR cliccare:
http://cnu.cineca.it/notizie06/anvur.pdf
- Nota 5. Per leggere il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR.
Obbrobrio giuridico" del 30.9.07 cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16558.html
 


== Segnaliamo l'articolo "Francia, atenei in rivolta. Studenti e prof
contro Sarko" sul Corriere della Sera 6 maggio 2009. Per leggere l'articolo
cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090506/LR9VG.tif
Con qualche 'difficolta'' l'articolista informa sul movimento
universitario francese che da mesi si batte contro il progetto governativo
di 'aziendalizzare' l'universita' e la ricerca pubbliche; progetto che e'
della stessa 'natura' di quello del governo italiano, 'dettato' dalle
oligarchie accademico-confindustriali.
Solo alla fine dell'articolo sono riportate le ragioni della protesta: "E'
il ministro che deve accettare di ridiscutere una riforma che minaccia
posti di lavoro, autonomia e qualita' della ricerca pubblica. E' tutto il
mondo accademico che si sente colpito."
Il Corriere della Sera ha comunque, in qualche modo, informato sulla
protesta dell'Universita' francese, mentre il resto della 'grande' stampa
italiana tace.

Per seguire direttamente la protesta in Francia:
http://www.sauvonsluniversite.com/
http://www.sauvonslarecherche.fr/
 


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

"ATENEI, IL PROBLEMA DELLA GELMINI"

Depurato dagli elogi - forse retorici - al ministro Gelmini, l'intervento
di Giliberto Capano "Atenei, il problema della Gelmini", su Europa
dell'8.5.09, contiene alcune considerazioni interessanti, soprattutto alla
fine. Per leggere l'intervento cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090508/LT3BJ.tif

Giliberto Capano scrive che il Ministro non deve farsi "abbindolare da noi
professori universitari." Per la verita' ad avere "abbindolato" l'attuale e
i precedenti due Ministri non sono stati i "professori universitari", ma
'solo' una ristretta e potente oligarchia accademico-confindustriale che da
decenni sta demolendo l'Universita' italiana.
Capano continua scrivendo: "Noi siamo bravissimi nell'arzigogolare sui
sistemi concorsuali e ancor piu' bravi a vendere (particolarmente bravi gli
'economisti', ndr) come innovative soluzioni (sulla governance degli
atenei, sui concorsi, sul nostro stato giuridico) che in realta' non sono
altro che una proposizione dell'esistente con altri nomi." In realta' piu'
che conservare, si vuole notevolmente peggiorare l'esistente.
E Capano continua: "Siamo abilissimi nel tradurre nel modo meno indolore,
e quindi piu' conservatore, le soluzioni organizzative ed istituzionali che
ben funzionano negli altri paesi." E conclude mettendo in guardia rispetto
a "quel conservatorismo autointeressato che ancora prevale nelle
corporazioni accademiche."
Quanto scritto da Giliberto Capano si adatta bene alla natura e alle
finalita' della bozza di disegno di legge ministeriale ('ispirato' anche
dalla CRUI) riguardante la 'governance' e il reclutamento: l'obbiettivo e'
quello di commissariare le risorse pubbliche per l'Universita' e gli stessi
docenti, consegnandoli a quel gruppo accademico-confindustriale che opera -
con crescente successo - per smantellare l'Universita' statale,
democratica, di massa e di qualita'.

9 maggio 2009

 


Invitiamo a leggere l'intervento di Paolo Bertinetti, preside della
Facolta' di Lingue di Torino, "Universita'. Una riforma? No, un ko",
comparso sulla Stampa del 12 maggio 2009.

La 'ricostruzione' e le valutazioni di Bertinetti sulla situazione
dell'Universita' italiana sono sostanzialmente le stesse di quelle dell'ANDU.

Nel suo intervento Paolo Bertinelli, riferendosi alla Bozza ministeriale
di disegno di legge sulla 'governance e il reclutamento, scrive:
"Solo l'Andu, l'associazione dei docenti universitari, dava notizia di
tutto cio', criticando severamente i contenuti della proposta."
Per leggere l'intervento di Bertinetti cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090512/LW26Z.tif

Per leggere le critiche dell'ANDU alla Bozza ministeriale, contenute nel
documento "Il commissariamento dei docenti universitari", del 5 maggio
2009, cliccare:
http://corunimore.blogspot.com/2009/05/andu-commissariamento-dei-docenti.html
 


ECONOMISTI, "ABBIATE PIETA' DI NOI"

- Harvard
- Gli 'economisti' italiani
- Il PD


- Harvard
Raccomandiamo a tutti, ma in particolare agli universitari, la lettura
dell'intervento di Philip Delves Broughton "Harvard's masters of the
apocalypse", tradotto in italiano e riportato nell'inserto del Sole 24-ore
con il titolo "2009: fuga da Harvard".
Per leggere l'intervento in italiano cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090515/LYDR9.tif
Per leggere l'intervento in inglese cliccare:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/education/article5821706.ece#

- Gli 'economisti' italiani
Spereremmo che questo intervento 'illuminasse' quegli economisti italiani
che hanno sequestrato e stanno distruggendo l'Universita' statale italiana
e che continuano a 'dettare legge', servendosi del 'loro' ministero e della
'grande' stampa che fa loro da megafono.

- Il PD
In particolare, raccomandiamo l'attenta lettura del suddetto intervento a
quegli accademici-aziendalisti-statalisti nostrani che si ostinano a
riproporre 'ricette' per ricostruire l'Universita' che hanno fortemente
contribuito a  demolire e che continuano a scrivere i soliti programmi
'politici', come nel caso delle "proposte del PD per la "Campagna
elettorale Europee" 2009".
Il PD contemporaneamente vuole il commissariamento dell'Universita'
italiana ("Avviamento immediato dell'Agenzia nazionale per la valutazione"
e "Costituzione di un'Agenzia nazionale indipendente per il finanziamento
alla ricerca pubblica cui affidare l'assegnazione di tutti i
finanziamenti") e vuole accrescere l'autonomia degli Atenei ("Promuovere
l'autonomia degli atenei fissando per legge solo i criteri generali cui gli
statuti devono attenersi"), non contento degli effetti DEVASTANTI della
gia' sperimentata autonomia finanziaria, statutaria, concorsuale e
didattica. 
Per leggere le 'nuove' proposte 'europee' del PD per l'Universita' cliccare:
http://europee.partitodemocratico.it/scuola/universita.html
 


Seguendo uno 'schema' sostanzialmente comune (Sorbona occupata equivale a
perdita dell'anno accademico), alcuni quotidiani italiani (v. sotto)
informano sul movimento universitario francese che da mesi si oppone al
progetto governativo di 'aziendalizzazione' dell'Universita' e della
Ricerca pubbliche.

Per seguire 'direttamente' la protesta in Francia cliccare:
http://www.sauvonsluniversite.com/

= Avvenire del 17 maggio 2009
"Universita' 'paralizzate', alla Sorbona ritorna il '68". Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090517/M0IAZ.tif

= Giornale del 17 maggio 2009
"Occupazioni e lezioni al fast food. Ora l'Onda travolge la Sorbona".
Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090517/M0DTM.tif

= Mattino di Napoli del 16 maggio 2009
"Sciopero record come nel '68. La Sorbona rischia il collasso". Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090516/LZXJZ.tif

= Sole 24-ore del 16 maggio 2009
"Sorbona ancora occupata: anno accademico a rischio". Cliccare
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090516/LZVKM.tif

 


Puo' essere utile a meglio comprendere la 'natura' e la finalita' della
CRUI la lettura di un resoconto non ufficiale di una sua 'normale' seduta.
Il resonto e' relativo alla seduta del 23.4.09 ed e' riportato nel sito
dell'Universita' di Foggia. Per leggere il resoconto cliccare
http://www.rettore.unifg.it/dblog/articolo.asp?articolo=70

 


C'e' una 'nuova' bozza del DDL governativo relativo alla 'governance'
degli Atenei e al reclutamento dei docenti universitari.
Per leggere l'articolato della 'nuova' bozza e, di seguito, la relazione
illustrativa:
http://bacheca.unile.it/pubblicazioni/DDLproposta.pdf

 


== 1. Sull'incontro tra le Organizzazioni universitarie e il Ministero che
si e' svolto il 19 maggio 2009.

== 2. Segnaliamo due interessanti interventi sullo stato dell'Universita'
comparsi su Repubblica e sul Manifesto del 19 maggio 2009.


======= 1. Nel riportare piu' sotto i comunicati della FLC-CGIL, della
CISL- Universita' e dell'UGL-Universita' relativi all'incontro che le
Organizzazioni universitarie della docenza, dei dottorati e degli studenti
hanno avuto il 19 maggio 2009 al Miur sul DDL governativo riguardante la
'governance' degli Atenei e il reclutamento dei docenti universitari,
riteniamo utile aggiungere qualche considerazione.
Va ribadito e sottolineato come la critica al metodo di elaborazione del
DDL e ai suoi contenuti portanti sia stata espressa da tutte le
Organizzazioni che hanno partecipato all'incontro.
In particolare l'ANDU ha osservato come non sia stata presa in alcuna
considerazione il tema centrale dell'autonomia del Sistema nazionale delle
universita' e della 'connessa' costituzione di un Organismo che lo
rappresenti e lo difenda adeguatamente.
L'ANDU ha chiesto il capovolgimento dell'assetto attualmente previsto
della 'nuova' 'governance' degli Atenei, basata sul potere assoluto del
Rettore. Al contrario, bisogna prevedere la costituzione di un Senato
Accademico dotato di poteri sostanziali di programmazione e gestione e
composto SOLO da rappresentanti DIRETTAMENTE eletti da tutte le componenti
universitarie.
L'ANDU ha sottolineato che il problema piu' rilevante e piu' urgente e'
quello del precariato che va risolto prevedendo una SOLA figura pre-ruolo e
il bando straordinario di migliaia di posti nel ruolo dei ricercatori.
A questo proposito si e' osservato come il Ministero sia indirizzato verso
la sostituzione dei ricercatori in ruolo (confermata la loro messa ad
esaurimento nel 2013) con la nuova figura precaria del ricercatore a termine.
L'ANDU ha anche posto la questione centrale e prioritaria di un nuovo e
specifico Organo costituente di Ateneo cui affidare qualsiasi scelta
riguardante il nuovo assetto statutario per evitare che l'attuale Sistema
oligarchico (imperniato sul Senato Accademico 'egemonizzato' dai Presidi)
perpetui, anzi rafforzi, tale sistema che ha portato alla rovina degli
Atenei e dell'intero Sistema universitario. Su questo punto vi e' stata da
parte ministeriale una risposta a dir poco provocatoria: il 'nuovo'
organismo 'costituente' sara' previsto e sara' 'prodotto' dal SA e dal CdA.
Sarebbe una beffa indicibile visto che un Organo veramente costituente non
puo' che essere DIRETTAMENTE eletto dagli appartenenti all'Ateneo (per
esempio una rappresentanza partitetica di ordinari, associati, ricercatori,
tecnico-amministrativi e studenti), sulla scia di quanto, se pur con
limiti, e' stato previsto dalla riforma del 1990 sulla cosidetta autonomia.
L'ANDU ha chiesto che si arresti la corsa alla presentazione del DDL in
Consiglio dei Ministri e che si continui il confronto, a partire da una
bozza del DDL finalmente ufficiale da sottoporre alle osservazioni del
mondo universitario e, in particolare, delle Organizzazioni, PRIMA
dell'approvazione da parte dello stesso Consiglio dei Ministri.
Se dovesse invece essere confermato il metodo oligarchico
dell'eleborazione del DDL e mantenuto il suo attuale impianto
(rettore-padrone, commissariamento della docenza), al mondo universitario
italiano non restera' che esprimere una forte opposizione, adeguata alla
gravita' di una operazione di gran lunga piu' devastante di quella che si
sta tentando in Francia dove da mesi e' in corso una dura e vasta protesta
che coinvolge insieme docenti e studenti.

---------

COMUNICATO della FLC-Cgil:

"Incontro al Miur sul Ddl governo degli atenei-reclutamento e stato
giuridico della docenza 20-05-2009

Nella giornata di ieri, 19 maggio, si e' svolto un incontro al Miur tra
Organizzazioni Sindacali e Ministero sull'attesa presentazione del disegno
di legge concernente governo degli Atenei e reclutamento e stato giuridico
della docenza. In contemporanea, il Ministro Gelmini ha tenuto incontri con
il Consiglio Universitario Nazionale e il Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari, organi istituzionali del Miur. Il Ministro ha
evidentemente preferito privilegiare l'interlocuzione con gli organi
istituzionali, anche se in realta' l'incontro con il C.U.N. si e' limitato
ad una breve informativa dello stato dell'arte, senza discussione.
L'incontro ha avuto un andamento quanto meno curioso. In apertura il Miur
ha detto che non era disponibile alcun testo del DDL, in quanto ancora in
fase di ennesima correzione. Peraltro, nella giornata di oggi e' previsto
un incontro con il Ministero dell'Economia che potrebbe condurre ad
ulteriori modifiche, anche se, forse, il DDL potrebbe essere presentato
nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri (?). O forse, invece,
prevarra' una valutazione di opportunita' politica tesa ad evitare la
presentazione del DDL prima delle elezioni.
Cio' nonostante, il Miur ha illustrato in modo generale l'impianto del DDL,
che corrisponde piu' o meno ai testi che sono circolati in questi giorni,
anche se, visibilmente, le correzioni apportate ai testi noti sono
numerose. Gli interventi delle Organizzazioni presenti hanno evidenziato,
nonostante l'incertezza del testo, forti critiche all'approccio
verticistico delle norme sul governo degli Atenei, che di fatto consegnano
l'Universita' al binomio Rettore-Consiglio di Amministrazione, e la
necessita' di una discussione vera sul tema delicatissimo del reclutamento
e dello stato giuridico, materia quanto mai complessa e cruciale. Nel suo
intervento la FLC, rappresentata al tavolo da Marco Broccati della
Segreteria Nazionale, ha esplicitamente rifiutato di entrare nel merito,
trattandosi di un testo che non ha nulla di certo, in una condizione di
inagibilita' di una discussione vera sui contenuti in un incontro di questo
tipo, anche per ragioni di tempo, ed evidenziando i seguenti elementi:
siamo davanti al provvedimento piu' "pesante" sull'Universita' da molti
anni a questa parte, se si esclude la L. 133, destinato ad avere
ripercussioni profonde sugli Atenei.
A questo appuntamento ci si presenta senza un testo, dopo 6 mesi di
silenzio totale da parte del Miur, con l'annuncio di una imminente
approvazione. Nel mese di dicembre scorso era stato annunciata la volonta'
di aprire tavoli di confronto sui singoli temi dell'Universita', che non
hanno avuto alcun seguito nonostante le reiterate richieste. E' evidente
che non c'è alcuna discussione e confronto, che semmai, potra' riguardare
solo le sedi parlamentari nel corso dell'iter del DDL, ma certo non le
parti sociali. E' noto peraltro che in questi mesi il Ministero ha accolto
in modo del tutto informale e riservato contributi da parte di soggetti
individuali e collettivi diversi, dai giovani accademici a gruppi
universitari organizzati, che non hanno, ovviamente, alcuna
rappresentativita' se non quella delle proprie opinioni personali. Il DDL
e' stato costruito su queste basi, e su una dialettica tutta interna alle
stanze del Ministero e della politica. La FLC chiede al Ministro una seria
riflessione su questo suo modo non trasparente, e anzi intenzionalmente
criptico, di procedere, teso, con tutta evidenza ad annullare ogni spazio
di confronto con i soggetti rappresentativi, sia sociali sia istituzionali.
Se l'intenzione e' questa, conviene dirlo in chiaro, evitando di confondere
le acque con convocazioni formali che rappresentano solo una foglia di
fico, per poter dire che il confronto c'e' stato. Se, viceversa, e' solo un
problema di tempi e di spazi, certamente non semplici da governare nella
costruzione di un provvedimento complesso, si apra subito un tavolo
dedicato, con contenuti certi e tempi congrui e, soprattutto quella
disponibilita' all'ascolto e al recepimento che e' del tutto mancata.
Nei prossimi giorni sapremo con certezza qual'e' la scelta del Ministro,
anche se, visti i precedenti, temiamo di conoscere gia' la risposta. Non si
dica poi che la CGIL e' quella che sa dire solo no; i no, fino adesso,
vengono tutti dall'altra parte, e noi ci limitiamo a rispondere a chi
considera tutte le opinioni diverse un peso ed un fastidio. Sfortunatamente
(o fortunatamente) la realta' ha una sua rocciosa materialita' che non si
lascia rimuovere dalle intenzioni e dalle volonta', e chi intende ignorarla
prima o poi e' costretto a farci i conti.
Roma, 20 maggio 2009"

---------

COMUNICATO della CISL-Universita':

"DDL Governance, cosi' non va!
Alle diciotto del 19 maggio il ministro ha convocato il tavolo tecnico con
le OO.SS. e le associazioni di categoria con all'ordine del giorno la
generica indicazione riguardante i problemi dell'universita'. Assente ll
Ministro, la delegazione ministeriale e' stata presieduta dal dott. Masia,
il quale ha esposto le linee piu' rilevanti di un testo, non ancora
conosciuto nella sua definitiva versione, che potrebbe essere presentato
quanto prima al Consiglio dei Ministri. La riunione assembleare, alla quale
hanno partecipato sedici organizzazioni, e' stata deludente e non ha
pienamente raggiunto l'obiettivo che il ministero si era proposto, cioe'
quello di riprendere il confronto dopo l'impegno assunto ai primi di
novembre del 2008. Infatti, nonostante gli sforzi per rappresentare nelle
sue grandi linee i contenuti del disegno di legge, tutte le delegazioni
presenti hanno lamentato il grado di elevata incertezza in cui si svolgeva
l'incontro su un testo che risultava sconosciuto persino alla parte
ministeriale, soffermandosi sulle numerose criticita': dal modello di
governance derivano troppo poteri ai rettori, si svuota di fatto il senato
accademico, incomprensibile e' la natura della nuova struttura unificante
che sostituirebbe la facolta', complicati sono i meccanismi concorsuali,
confusi sono i percorsi per l'accesso e per la carriera del personale
docente, collocato in ruoli distinti, nessuna risoluzione per l'annosa
questione dello stato giuridico dei ricercatori, eccetera.
La Federazione Cisl Universita' valuta negativamente il ritardo di mesi con
cui l'incontro e' stato organizzato, nella immediatezza della presentazione
del ddl, sia l'approssimazione del suo contenuto. Dopo l'impegno del
Ministro del mese di novembre 2008 aveva confidato nella predisposizione di
un metodo di lavoro costruttivo che avrebbe potuto dar vita a un
provvedimento condiviso e realmente innovativo. La Ministro ci ha chiamati
a un cosiddetto confronto che in mancanza di un testo scritto mostra una
preconcetta scarsa considerazione del contributo che puo' provenire dalla
OO.SS. e dalla nostra in particolare.
Prendendo atto di questa situazione, purtroppo, la Federazione Cisl
Universita' deve manifestare le proprie riserve anche sul contenuto di una
riforma che e' inaccettabile. Tra le negativita' più rilevanti si
evidenziano le seguenti. Viene presentato un modello di governance
universitaria ispirato non alla logica della responsabilita' dei componenti
la comunita' accademica, ma alla logica del commissariamento. Infatti, il
senato accademico viene depotenziato, le facolta' scompaiono, risulta
rafforzato il potere dei rettori e del consiglio di amministrazione (dal
quale sono estromessi rappresentanti del personale docente e
tecnicoamministrativo e composto, praticamente, tutto di soggetti esterni
all'ateneo), i revisori dei conti sono di nomina ministeriale, la
contabilita' economico-patrimoniale e' di matrice ministeriale. A questo
punto non serve insistere sulle fondazioni, in quanto e' assicurato
ampiamente il controllo esterno sulle universita'. Inoltre, i meccanismi
concorsuali sono farraginosi e confusionari e finiscono per riportare il
potere decisionale in sede locale. Nessuna risposta al problema delle
situazioni di precariato (come ad esempio quella degli assegnisti e dei
cosiddetti ricercatori con contratto a tempo determinato) e a quello dei
ricercatori universitari. E si potrebbe continuare.
Pertanto, la Cisl Universita', manifesta la propria insoddisfazione e, pur
confermando la piena disponibilita' a ulteriori fasi di confronto, esprime
la propria preoccupazione perche' la Ministro mostra di non comprendere la
gravita' della situazione nella quale versa l'Universita' e il personale
che opera e vive, contribuendo ad aggravare le criticita' di un sistema che
ha bisogno di una vera riforma." 

---------

COMUNICATO della UGL-Universita':

"DDL Governace? Chi l'ha visto

Una riunione deludente per un testo incerto

Ieri, 19 maggio si svolto un incontro al Miur tra le OO.SS e le
Associazioni della Docenza Universitaria e il Ministero per la
presentazione del disegno di legge riguardante la Governance, il
reclutamento e lo stato giuridico della docenza universitaria.
La riunione e' stata presieduta dal Direttore Generale Dr. Masia che ha
aperto i lavori all'ordine del giorno previsti su una generica convocazione
riguardante i problemi dell'Universita' con la presentazione per linea di
massima dei contenuti di un DDL, di cui ancora non c'e' un testo
disponibile e certo su cui discutere e ancora in fase di rimodulazione di
cui sono circolate varie bozze aggiornate giorno dopo giorno.
Se l'intento era quello di riaprire il confronto per "una riforma
condivisa" che il Ministro aveva garantito a novembre u.s. ci siamo resi
conto che stiamo arrivando a ridosso di una presentazione di un DDL al
Consiglio dei Ministri senza nessun confronto e dialogo.
Tutte le OO.SS hanno valutato negativamente questo tipo di approccio per il
quale ne e' scaturita una discussione approssimativa e fumosa basata su
indicazioni generiche esposte dal Dr. Masia che potrebbero subire ulteriori
modifiche dopo un incontro con il Ministero dell'Economia.
L'UGL ha preso le distanze da questo tipo di confronto non entrando nel
merito se non dopo la visione di un testo scritto, e' stato comunque
sottolineata la nostra contrarieta' per norme sul governo degli Atenei che
non corrispondono a logiche di responsabilita', al mancato riconoscimento
dello stato giuridico dei Ricercatori, e auspica una discussione seria e
definitiva sulla materia delicata del reclutamento e avanzamento di
carriera dei docenti universitari"


======= 2. Si invita a leggere i seguenti due interventi sullo stato
dell'Universita':

- "Il deserto delle speranze" di Adriano Prosperi, su Repubblica del 19
maggio 2009:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090519/M1PXN.tif

- "Retorica per un vertice vuoto di proposte" di Benedetto Vecchi, sul
Manifesto del 19 maggio 2009:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090519/M1RTS.tif

 


== E' slittata a non prima del 12 giugno prossimo la presentazione in
Consiglio dei ministri del DDL sulla 'governance' e il reclutamento (v. nota).
Il ministro Gelmini ha tra l'altro dichiarato (v. comunicato qui sotto)
che il DDL governativo "al suo interno recepisce alcune proposte che sono
state avanzate proprio dalle opposizioni."
Il Ministro si sbaglia: il DDL governativo non contiene "alcune proposte",
ma quasi SOLO quello che e' stato elaborato negli ultimi anni dagli
'accademici' del PD ora e dei DS prima (rettore-padrone, commissariamento
delle Universita' e dei docenti, "superamento" del valore legale dei titoli
di studio, ecc.).

== Riportiamo in calce un messaggio sull'atteggiamento dei professori
inviato all'ANDU da Susan George, dell'Universita' di Pisa.

-----------

DICHIARAZIONE DEL MINISTRO

da
http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=21464

«La riforma dell'universita' e' pronta, c'e'. Ma la presentiamo dopo il 6
giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale». Lo ha
detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, interpellata
dall'Ansa.
«La riforma dell'universita' è talmente seria, importante, e strutturale
per il Paese che bisogna toglierla dalle dinamiche della competizione
politica. Presentarla dopo le elezioni - ha aggiunto il ministro - e' anche
un segno di disponibilita' nei confronti delle opposizioni, anche perche'
al suo interno recepisce alcune proposte che sono state avanzate proprio
dalle opposizioni».
Quello che interessa al ministro e' una universita' senza distinzioni
politiche: «Solo presentando la riforma dopo le elezioni si potra' avere un
dibattito sereno», ha concluso Gelmini.

- Nota. V. l'articolo "Laurea, addio al pezzo di carta" sulla Stampa del 21
maggio 2009:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090521/M3MDF.tif

====

Da Susan George dell'Universita' di Pisa:

"Mi piange il cuore tornare in Italia dopo un soggiorno a Harvard.
In questi ultimi anni mi sono occupata, in quanto presidente di un corso di
laurea in comunicazione pubblica, sociale e d'impresa, di metodi di
partecipazione democratica.
Mi piacerebbe tanto fare la stessa cosa per la mia universita' (Pisa) dove
esiste poca condivisione di un progetto culturale piu' ampio. Numerose sono
le intelligenze individuali, scarsa l'intelligenza collettiva e totalmente
assente una visione strategica da parte dei nostri dirigenti. Mi chiedo
quindi se ne valga la pena.
La maggior parte dei professori ordinari non si e' mossa durante l'Onda,
mentre a Parigi hanno alzato la voce. Perche' i professori sono così
rassegnati qui? E' indifferenza, disinteresse, mancanza di motivazione o
cosa? Non riesco a capire...
Susan George"

 


Riportiamo la risposta di Marco G. Benvenuti, dell'Universita' di Firenze,
al messaggio di Susan George, che riproponiamo in calce e che abbiamo gia'
diffuso con il titolo "'Professori rassegnati'?".

======

Da Marco G. Benvenuti a Susan George:

"Cara Susan,
ho letto su una newsletter di ANDU il tuo sfogo riguardo la 
rassegnazione dei professori universitari verso le politiche di 
depotenziamento dell'universita' pubblica. Sono un ricercatore del 
Dipartimento di Scienze della Terra di Firenze e a Ottobre 2008 
assieme a quasi tutti i ricercatori della Facolta' di Scienze ho 
partecipato alla mobilitazione contro la 133. Da subito noi 
ricercatori avevamo chiaro che la 133 rappresentasse il colpo di 
grazia al sistema universitario pubblico ma altrettanto chiaro ci 
pareva che dentro questo sistema, prima di tutto, dovessero essere 
cercate le responsabilita'. Sara' per il ruolo, alla base della piramide 
universitaria, ma per i ricercatori era scontato che assieme ad una 
azione di contrasto alle politiche di questo governo ci dovesse essere 
da parte di chi e' nell'universita' una seria analisi della situazione. 
La cosa non e' mai stata affrontata in questi termini e a parte un 
tiepido appoggio alla mobilitazione i professori non si sono attivati, 
sono davvero rassegnati. Tu parli di indifferenza, disinteresse, 
motivazione, io aggiungerei senso di colpa...consapevolezza che non si 
e' stati capaci, a livello personale e collettivo in buona e malafede, 
di coltivare e far crescere la positivita' del fare e trasmettere 
conoscenza e cultura in questo paese. I professori sono rassegnati 
perche' sono consapevoli che questo sistema e' stato logorato in decenni 
di utilizzo personalistico e/o lobbistico in un patto scellerato con 
la politica, con un sindacalismo miope rispetto a far crescere la 
cultura del lavoro e dell'impegno in un luogo dove si sarebbero dovute 
formare generazioni di intellettuali e tecnici per far crescere il 
paese. I professori mi sembrano come il bambino che scoperto a fare 
marachelle fa la faccia rossa e si vergogna in silenzio. Il paradosso 
e' che si sentono in colpa anche quei colleghi professori, e nel mio 
piccolo ne conosco molti, che hanno sempre fatto seriamente il proprio 
dovere e che sono nel profondo convinti che questo paese dovrebbe 
meritarsi un universita' pubblica migliore. Evidentemente il senso di 
colpa e' un virus molto contagioso!
Potrei raccontarti la mia storia personale, simile a molti come me che 
dopo dottorato, postdoc, assegni e via dicendo, dopo dieci anni ha 
trovato collocazione nella ricerca universitaria, figlio di operai e 
primo del proprio clan parentale ad accedere ad un livello superiore 
di istruzione. Mi sento parte di questo sistema e mi prendo anche 
qualche responsabilita' ma vorrei reagire con l'orgoglio e la dignita'  
di chi cerca di fare qualcosa per questo fottuto paese che sempre di 
piu' assomiglia a Las Vegas! Ho due figli piccoli che vorrei veder 
crescere culturalmente in un paese migliore a partire dal luogo dove 
svolgo quotidianamente il mio compito di ricercatore. Io non sono 
rassegnato e vorrei che anche i professori, guardando i loro figli e 
nipoti, trovassero le ragioni per una seria reazione!
Un caro saluto
Marco G. Benvenuti
Universita' di Firenze"
 


Riportiamo una lettera di Maurizio Persico, dell'Universita' di Pisa, a
Susan George e Marco Bemventi, i cui precedenti messaggi riproponiamo in
calce.

===========================

Da Maurizio Persico a Susan George e Marco Benvenuti:

"Cari amici dell'ANDU,
vorrei rispondere sulla vostra newsletter a Susan George e a Marco
Benvenuti. Sono un prof. ordinario di chimica, a Pisa.

La domanda a cui vorrei rispondere e': perche' non si muovono i professori
italiani, soprattutto gli ordinari? Naturalmente c'e' una risposta per
ogni testa, ma due o tre motivazioni forti bastano a spiegare (NON a
giustificare) l'inazione dei piu'.
Anzitutto ci sono quelli contenti dell'azione del governo; magari sono
disposti a lamentarsi della scarsità di risorse, ma gli va bene una
progressiva gerarchizzazione dell'universita'; in fondo una delle poche
innovazioni gia' operanti che ci ha regalato la Gelmini e' l'assoluto
predominio dei prof. ordinari nei concorsi. E poi, grazie al fatto che
i concorsi da ordinario d'ora in poi si faranno col contagocce, mentre
molti vanno in pensione, i pochi rimasti possono sognare di estendere la
loro baronia.
Ci sono poi quelli che hanno alzato la voce, per un po' (come ho fatto
anch'io). Ne rimane qualche segno qua e là (provate ad aprire il sito
web del mio dipartimento - www.dcci.unipi.it - o della mia facolta' -
www.smfn.unipi.it), ma cosa abbiamo ottenuto?  Al massimo, un piccolo
scarico di coscienza.  L'Onda si è esaurita, com'era prevedibile, con le
vacanze di Natale.  Sono le condizioni oggettive che ci condannano: la
maggioranza governativa è forte, l'opposizione inesistente (e quando era
al governo, sulla politica universitaria ha dato il peggio di se'), la
stampa e l'opinione pubblica sono contro di noi e fanno di ogni erba un
fascio.  Non mi stupisce che prevalga la rassegnazione.
Forse ha ragione Marco Benvenuti quando dice che molti cominciano anche
a vergognarsi.  Attenzione, e' pericoloso: nella nostra universita' c'e'
del buono e c'e' del marcio, e vedere solo il marcio e' peggio che una
rassegnazione del tipo "ha da passa' 'a nuttata". Chi pensa che i mali
endogeni dell'universita' siano irrimediabili, finisce con l'applaudire i
lanzichenecchi, sperando che spazzino via tutto. Dalla cura
Tremonti-Gelmini l'universita' italiana potrebbe uscire dimezzata, come
numeri, competenze, prestigio e capacita' di attrarre i giovani. Siamo
sicuri che dopo (ma quando?) qualcun altro trovera' la volonta' e le
risorse per ricostruire?
Resto disposto a partecipare a iniziative di protesta, che riescano
almeno a ricordare all'opinione pubblica che esiste un dissenso.
Inoltre non voglio collaborare, ne' col vecchio sistema di potere
accademico, ne' con i barbari al governo. Applaudirei un Rettore, o
anche un Preside, che si dimettessero, anche con la piu' banale delle
motivazioni: non ce la faccio piu' a mandare avanti il mio Ateneo (la mia
Facolta') in queste condizioni. Comunque anche la resistenza passiva
(che ha i suoi vantaggi, lo ammetto) non e' priva di spine. Cosa credete
che pensino i precari e i giovani colleghi, se i loro prof. ordinari "di
riferimento" praticano la politica delle mani pulite (e della bocca
asciutta)?
Cordiali saluti
Maurizio Persico"
 


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