FISICA/MENTE

 

Come potete vedere la dirigenza DEVE ESSERE GARANTITA SENZA ORPELLI DI SORTA. Si mettono in campo sofismi degni di altri tempi ma la conclusione è una: chi può valutare i bravi presidi che, comunque, sfuggono a qualunque valutazione?

Riporto di seguito alcune notiziole dalle News CGIL Scuola Dirigenti, in cui la CGIL Scuola (o suoi rappresentanti  a vari livelli)  non è d'accordo con il modo di valutazione degli intoccabili.

 

Interpellanza sul concorso a Dirigenti scolastici

Pubblichiamo l'interpellanza del Senatore Bergonzi al Ministro della Pubblica Istruzione sul concorso a Dirigente Scolastico

Roma, 12 febbraio 2001


BERGONZI. – Al Ministro della pubblica istruzione. – Premesso:

            che dall'anno scolastico 2000-2001 è in vigore l'autonomia delle istituzioni scolastiche e che, in questo quadro, diventa sempre più importante la funzione del dirigente scolastico;
            che il 30 per cento dei dirigenti scolastici deve essere ancora immesso in ruolo;
            che il decreto legislativo 6 marzo 1998 n. 59 ha fissato criteri e modalità per il reclutamento dei nuovi dirigenti scolastici mediante corso-concorso selettivo di formazione;
            che il decreto n. 59/1998 ha previsto una riserva del 40 per cento dei posti messi a concorso per il personale che abbia già prestato servizio in qualità di preside incaricato, per almeno un triennio;
            che il Governo si è impegnato, in sede di approvazione della legge finanziaria del corrente anno, ad accelerare i tempi per l'indizione del corso-concorso al fine di consentire la nomina dei vincitori per l'inizio dell'anno scolastico 2001-2002;
            che da recenti informazioni di fonte ministeriale si apprende che il bando relativo al corso-concorso verrà emanato solo dopo la definizione dei seguenti atti:
            contratto collettivo nazionale della dirigenza scolastica; emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale sono disciplinati i criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici
            pubblicazione del decreto ministeriale, da emanare d'intesa con il ministro della funzione pubblica per l'individuazione dei contenuti, della durata e delle modalità del periodo di formazione, nonché dei soggetti abilitati a realizzarla;
            che è sufficiente confrontare la mole di lavoro ancora da realizzare con i tempi restanti all'attività di Governo per comprendere come ogni giorno perduto allontani la possibilità di realizzare l'impegno che il Governo si è assunto in Parlamento;
            che a distanza di più di un mese da quell'impegno, niente è ancora stato realizzato,
        si chiede di sapere come si intenda intervenire:
            per accelerare drasticamente i tempi di indizione del corso concorso per i dirigenti scolastici in modo da correggere un ritardo che si rifletterà inevitabilmente sull'avvio dell'anno scolastico 2001-2002 e sulla completa realizzazione dell'autonomia scolastica;
            per vigilare affinché l'impegno assunto dal decreto-legge n. 59 del 1998 circa la riserva del 40 per cento dei posti per i presidi incaricati, con almeno un triennio di servizio, non venga vanificato sottoponendo gli stessi a delle prove di accesso al corso-concorso, per le quali deve essere considerato motivo sufficiente all'ammissione, il servizio prestato.

(3-04293)


 

DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI PRESIDI INCARICATI DELLA CGIL SCUOLA DEL 12 FEBBRAIO 2001

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Le modalità del corso-concorso riservato, più che finalizzate alla selezione, devono essere orientate alla ricognizione delle qualità professionali possedute e già sul campo sperimentate, e non solo in tre ma in molti casi in numerosi anni di incarico per lo più nelle situazioni più difficili del Paese. Da questo punto di vista la discussione delle esperienze e dei "casi professionali" può essere momento accertativo sufficiente.

I contenuti della prova, lungi dall’accertare conoscenze generali e generiche di carattere culturale, devono riguardare l’esperienza maturata sul campo in anni di direzione concreta delle scuole.

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Assemblea Presidi incaricati.

Nella giornata di giovedì 1 marzo, si è svolta a Roma, presso il Kirner di via Ippolito Nievo, un’affollatissima assemblea unitaria dei Presidi incaricati CGIL – CISL – UIL Scuola. Erano presenti i tre Segretari Nazionali Enrico Panini, Sandro D’Ambrosio, Massimo Di Menna. L’assemblea si è conclusa con un documento (riportato di seguito) che riassume le scelte e le proposte dibattute. Queste saranno presentate durante l’incontro previsto, per la mattina del 7 marzo p.v., del Direttore Generale, Alfonso Rubinacci, con le Organizzazioni Sindacali Confederali della Scuola. All’incontro parteciperà anche una delegazione dei Presidi incaricati

 

L'ASSEMBLEA DEI PRESIDI INCARICATI DI CGIL - CISL - UIL - SCUOLA

riunita in data 1.3.2001,

a conclusione di un dibattito ricco e molto articolato

esprime nel merito delle questioni affrontate le seguenti valutazioni e proposte sulle quali ritiene indispensabile un rapporto formale con il MPI al fine di acquisire risposte positive nel merito.

1. Il modo con cui l'Amministrazione ha affrontato i temi del reclutamento dei dirigenti scolastici ha dimostrato sottovalutazione dei problemi ad esso collegati. Le motivazioni addotte per giustificare i rinvii - la non conclusione a tutt'oggi del contratto e la mancata concertazione fra i Ministri della P.I. e della Funzione Pubblica per la definizione di contenuti, durata e modalità del corso di formazione - appaiono pretestuose e non tali in ogni caso da rappresentare ostacoli insormontabili.

2. Le informazioni di merito, fino a ieri frammentarie e disorganiche, risultano, a tutt'oggi, non pienamente coerenti col dettato normativo e con l'assunto base dell'art. 28 bis - comma 3 - del D.L.vo 29/99 che prevede per gli incaricati "triennalisti", "un esame a loro riservato", oltre che di una riserva del 50% dei posti messi a concorso.
Una proposta - a un tempo rispettosa della norma e tesa a riconoscere e valorizzare il lavoro difficile e unitario di questa stagione di profonde e radicali trasformazioni - deve prevedere, per i presidi che avranno maturato tre anni di incarico al momento del bando – lo stesso vale per i vicedirettori incaricati nei Convitti Nazionali e negli Istituti di Educazione -, le seguenti scelte:

  1. il concorso deve essere effettivamente riservato; deve cioè prevedere tempi, modalità e percorsi diversi rispetto a quello ordinario e soprattutto Commissioni ad hoc per la fase di ammissione;
  2. nessuno posto del 50% con riserva dovrà essere assegnato ad altri concorrenti, in presenza di concorrenti presidi incaricati;
  3. il quadro di riferimento deve essere nazionale, perché nazionale è il livello del concorso, anche se organizzato a livello regionale. Occorre pertanto studiare un meccanismo di compensazione così che i Presidi incaricati possono accedere alla qualifica di tutti i posti disponibili della riserva;
  4. rispetto all'esame, andrebbe prevista UNA PROVA COMPLESSIVA, cioè non frammentata, che faccia perno sull'accertamento delle competenze maturate, considerate prerequisito per l'esercizio della funzione.
    L'accertamento dovrà sostanzialmente riguardare la VALIDITA' E SIGNIFICATIVITA' DELLE ESPERIENZE PROFESSIONALI, POSSIBILMENTE DOCUMENTATE, alle quali va attribuito il peso più rilevante.

    Se la prova unitaria dovesse prevedere articolazioni (a puro titolo esemplificativo: prova strutturata e colloquio), l'ammissione al secondo momento non dovrà in ogni caso dipendere dal primo; in altri termini, alle eventuali articolazioni della prova deve in ogni caso corrispondere un unico giudizio, senza alcun sbarramento interno. D’altra parte, l’ultimo capoverso dell’art. 11 della L. 124 afferma che il personale Presidi incaricati "ai fini dell’ammissione al corso di formazione (…) viene graduato tenendo conto dell’esame di ammissione" oltre che dei titoli e dell’anzianità;

  5. rispetto agli esiti della valutazione a. s. 99-00, non è da ritenere sostenibile l'ipotesi che possano dar luogo a qualsivoglia effetto, essendo la valutazione in questione oggetto di forti e giustificate critiche da parte di moltissimi Capi di Istituto, dirigenti e presidi incaricati.

3. Sulla questione degli incarichi di presidenza per l’a.s. 2001-2002, si ribadisce che essi dovrebbero essere liberalizzati in tutti gli ordini di scuola, seguendo i criteri stabiliti nel Contratto Nazionale e consentendo l'assunzione dell'incarico con precedenza - per chi ha già ricoperto la funzione di Capo di istituto - nei diversi segmenti e articolazioni del sistema scolastico.

Va in ogni caso ribadito il superamento dell'istituto della reggenza, stante il processo riformatore in atto di riordino dei cicli; tutte le vacanze, inoltre, vanno attribuite ad incarico.

Si assume altresì l’impegno di garantire, all'incontro del 7 p.v. dell'Amministrazione con le OO.SS., la partecipazione di una rappresentanza di presidi incaricati CGIL - CISL - UIL.

L'Assemblea dà mandato infine alle OO.SS. di proclamare, ove si rendesse necessario, lo stato di mobilitazione della categoria e di indire forme di lotta per il conseguimento degli obiettivi sopra indicati.

 

Roma, 1 marzo 2001


 

La valutazione dei dirigenti scolastici

I problemi

Va richiamato preliminarmente che continuano ad arrivare dati sui risultati della valutazione dei dirigenti scolastici relativa allo scorso anno scolastico; questi confermano il giudizio da noi espresso dopo una prima analisi dei materiali e danno ancora più peso alla nostra richiesta di neutralizzarne gli effetti. D'altra parte, il "caso Lombardia " - perché di un vero e proprio caso si tratta, dal momento che agli interessati a tutt'oggi non sono stati comunicati i risultati - rende ancora più evidente le ragioni della nostra protesta e il senso delle nostre posizioni.

A questo punto, l'interrogativo preoccupato dei dirigenti scolastici riguarda ciò che potrà succedere quest'anno rispetto alla valutazione.

In proposito gli elementi - e gli interrogativi - che i Dirigenti Scolastici della CGIL scuola ritengono vadano presi in considerazione - e posti - ai fini di una decisione sensata, non possono che essere i seguenti:

  • Siamo agli inizi di marzo e nessuna direttiva è arrivata al riguardo, né si vede all'orizzonte. Siamo, come si suol dire, fuori tempo massimo. È ancora colmabile questo ritardo ai fini di una valutazione che abbia senso?
  • Il "caso Lombardia " ci manda un segnale inequivoco: l'operazione "valutazione", che, tra l'altro, doveva essere sperimentale, non si è di fatto ancora conclusa. Apriamo un nuovo capitolo senza aver chiuso il vecchio e averne derivato indicazioni operative di una qualche utilità?
  • Al tavolo delle trattative, del tema si è parlato, ma in termini assolutamente generali. D'altra parte, i problemi connessi con la valutazione non sono di facile e immediata soluzione.
  • Richieste formali di incontro sulla questione valutazione sono partite fin dall'ottobre scorso dai Sindacati Scuola Confederali: sono state formalmente avanzate al Direttore Generale responsabile, e a più riprese, molto prima che si conoscessero i risultati delle valutazioni dell'anno scolastico precedente: si volevano evitare i ritardi, le ansie e le difficoltà che avevano accompagnato l'esperienza precedente. Ma non è arrivato nessuna risposta in merito. Ciò va richiamato anche a dimostrazione del fatto che il problema della valutazione è di quelli a cui annettiamo grande rilievo, collegando ad essa prospettive di sviluppo professionale e di miglioramento del nostro sistema scolastico.

Le proposte per l'anno scolastico in corso

Alla luce di questi richiami e considerazioni, i dirigenti scolastici della CGIL scuola, rispetto all'interrogativo del "che fare" per quest'anno, ritengono di avanzare, nell'ordine, le seguenti proposte:

  1. va prioritariamente garantita la chiusura in tempi rapidi del contratto (entro marzo), risultando questo lo strumento principe per affrontare e portare a soluzione problemi centrali per la categoria;
  2. in una sequenza immediatamente successiva vanno definite le modalità e i criteri della valutazione prefigurati nel D.L.vo 286/99, così da avere, al riguardo, indicazioni certe a partire dall'inizio del prossimo anno;
  3. per quest'anno, stante il quadro sopra delineato e data anche la difficoltà di prevedere organi che si facciano carico della valutazione in questa fase di organizzazione delle Direzioni Generali Regionali, un'ipotesi proponibile è quella di assumere a riferimento un arco di tempo biennale (2000-2001, 2001-2002) e limitarsi per questo anno scolastico ad una relazione o rapporto di fine anno, con finalità di rendicontazione. Tale rapporto potrebbe svilupparsi sulla base di quanto definito all'inizio dell'anno scolastico nel Piano Annuale delle Attività e/o nel Piano dell'offerta formativa, in termini di iniziative prioritarie, di sviluppo e miglioramento dell'azione formativa e della struttura organizzativa. Esso recupererebbe credibilità in quanto collegato ai percorsi e alle procedure valutative che, per il prossimo anno scolastico, dovrà prevedere il Contratto Nazionale. D'altra parte, il vincolo della valutazione annuale non riteniamo sia indiscutibile, in considerazione del numero degli addetti (10.800 circa) e quindi della onerosità dell'operazione (organizzazione, risorse, costo);
  4. le risorse per la retribuzione di risultato, per questa fase di transizione, vanno riutilizzate secondo criteri che la contrattazione in atto individuerà come più opportuni.

La prospettiva: orientamenti

In un discorso di prospettiva, che però riguarda già il prossimo anno, i Dirigenti scolastici della CGIL scuola ritengono che, rispetto al procedimento valutativo "a regime", quanto previsto dal già richiamato D.L.vo 286 rappresenti un buon ancoraggio, risultando principi ispiratori dello stesso:

  • la diretta conoscenza dell'attività del valutato da parte dell'organo proponente (organo valutatore di prima istanza, cioè un soggetto competente, territorialmente vicino), a garanzia di procedure non monocratiche, nè puramente formali;
  • l'approvazione o verifica della valutazione da parte dell'organo responsabile (valutatore di seconda istanza, cioè il Direttore Generale Regionale),
  • la partecipazione del valutato al procedimento (art. 5), a significare il coinvolgimento dell'interessato e la finalizzazione dell'intera operazione anche a obiettivi di responsabilità e crescita professionale.

Rispetto all'oggetto (in base al D.Lvo 286, art. 5: le competenze organizzative, cioè, le prestazioni e i comportamenti relativi allo sviluppo delle risorse professionali, umane e organizzative ad essi assegnati; i risultati dell'attività amministrativa e della gestione), occorre procedere ad una più esplicita articolazione per la quale potrebbero anche essere prese in considerazione sia le aree previste nella procedura precedente (direzione e organizzazione dell'Istituzione scolastica, relazioni interne ed esterne, innovazione e sviluppo, valorizzazione delle risorse finanziarie e strumentali a disposizione), sia le indicazioni provenienti da esperienze sul campo della categoria.

L' Esecutivo Nazionale dei Dirigenti Scolastici CGIL Scuola

Roma, 2 marzo 2001


 

La bozza del corso-concorso per i nuovi dirigenti

 Si è svolto solo nella tarda mattinata e nel primo pomeriggio del 7 marzo il previsto incontro con il dott. Rubinacci in merito alle questioni relative al corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

Non vi ha partecipata la prevista delegazione di presidi incaricati,  essendo “saltati” i tempi della convocazione per sopraggiunti impegni inderogabili del Direttore.

Il dott. Rubinacci ha presentato in modo molto dettagliato il contenuto della bozza del bando di concorso sul quale si è poi si è sviluppato il confronto con le delegazioni sindacali  presenti (CGIL, CISL, UIL, SNALS, ANP).

Questo il quadro articolato – e in qualche punto, necessariamente incompleto e forse impreciso - della proposta di bando per gli aspetti che più possono interessare docenti e presidi incaricati.


 

La presentazione della bozza del bando

 

Tempi per l’emanazione del bando: subito dopo la conclusione del Contratto di ingresso della diriegnza scolastica

 

·       Requisiti di ammissione al corso-concorso

a.      docenti: 7 anni di anzianità con laurea 

b.     presidi incaricati con 3 anni di servizio (accedono direttamente all’esame)

 

·       Fasi:

-        selezione per titoli (solo per i docenti e presidi incaricati con meno di 3 anni di servizio)

-        esame di ammissione per un numero 4 volte maggiore dei posti a concorso – 2800 ? -). Sono previste per il concorso ordinario due prove scritte e due orali. L’ammissione agli orali è subordinata al superamento delle prove scritte valutate ciascuna con un punteggio in trentesimi. In ciascuna prova occorre superare il punteggio di 24/30. La valutazione complessiva delle prove orali è fissata in punti 30 (punteggio minimo: 24/30)

-        corso di formazione

-        esame finale.

·       Titoli

a.      culturali che incidono per 9/20 (laurea: da 0.50 - per il punteggio 79 – a 5 per il 110 e lode; altri titoli, per un massimo di 4 punti; altra laurea: 1.50; dottorato: 1.50; master: 0.70; corsi vari: 0.50…)

b.     di servizio ed professionali che incidono per 11/20 (anni di servizio: 0.40 per anno fino al massimo di punti 6; preside incaricato: 1 – max 2 -; collaboratore vicario: 0.20 – max 2 -; collaboratore: 0.05 – max 0.5 -; funzioni obiettivo: 0.2 – max 0.4 -; idonei concorso direttivo: 1; operatori nei nuclei per l’autonomia: 0.1 max 0.5 - …)

 

·       Le prove scritte del concorso

a.      Saggio scritto su: efficacia ed efficienza dell’azione formativa; la qualità dl servizio scolastico (aspetti gestionali, formazione…);  principi dell’apprendimento umano; …. La valutazione del saggio verrà condotta sulla base dei seguenti criteri: padronanza del tema affrontato; articolazione del contenuto e sue articolazioni; chiarezza e correttezza formale.

b.     Progetto, sulla base di un insieme di dati preliminarmente fornititi, su questioni quali: analisi delle esigenze formative, sviluppo professionale del personale docente e non docente, processi di innovazione nella suola dell’autonomia; Piano dell’Offerta formativa; criteri di verifica della formazione e del servizio scolastico. La valutazione verrà condotta sulla base dei seguenti criteri: attenzione all’analisi del contesto, la definizione degli obiettivi; articolazione e programmazione degli interventi; criteri per la verifica; innovatività.

·       Le prove orali  del concorso

a.      colloquio in gruppo volto a  valutare: la padronanza dei temi affrontati; competenze di comunicazione e negoziazione, di organizzazione e coordinamento; capacità di produrre idee innovative; flessibilità.

b.     colloquio individuale volto a  valutare: competenze sui processi formativi, competenze gestionali; comportamenti innovativi; competenze relazionali.

 

PRESIDI INCARICATI

 

·       Prova scritta: solo saggio

·       Prova orale: solo colloquio individuale (valutazione in decimi di entrambe le prove; punteggio minimo: 8/10)

 

·       Corso di formazione: 300 ore

·       Esame finale: colloquio su un progetto di attività realizzato sul campo (soglia: 24/30).

 

 

La discussione

 

I vari interventi hanno teso a sottolineare soprattutto quegli aspetti che necessitano di interventi migliorativi.

Per parte CGIL scuola, il Segretario Generale ha richiamato i seguenti aspetti:

-    la necessità di accelerare il più possibile i tempi di emanazione del bando

-    la questione dei maestri laureati da un numero di anni inferiore ai 7 previsti in questo primo bando di concorso e dei vicedirettori incaricati nei Convitti Nazionali e negli Istituti di Educazione

-   la preparazione delle commissioni esaminatrice come condizione per una operazione corretta ed efficace

-    la garanzia per i presidi incaricati “triennalisti” della riserva del  50/100 dei posti a concorso anche attraverso l’attivazione di meccanismi di compensazione interrogionale, ove richiesti.

-    Sempre per i triennalisti, l’ipotesi della CGIL scuola e delle altre organizzazioni confederali è quella di una prova complessiva volta ad accertare la VALIDITA' E SIGNIFICATIVITA' DELLE ESPERIENZE PROFESSIONALI, POSSIBILMENTE DOCUMENTATE, e quindi di una valutazione complessiva. In ogni caso, anche in presenza di prove diversificate, il  unico giudizio dovrebbe essere unico, senza alcun sbarramento interno.

 

Non dissimili le posizioni espresse dalle altre delegazioni sindacali.

Il dott. Rubinacci ha ribadito l’impostazione complessiva della proposta, ma  ha concluso che intende sviluppare ulteriori riflessioni in merito e verificare se ci sono spazi per interventi che permettano di acquisire alcune indicazioni emerse dal dibattito.

 

Roma, 7 marzo 2001  


 

Bando di corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolatici

Pubblichiamo la lettera unitaria di Cgil, Cisl e Uil Scuola inviata al Direttore Generale Istruzione Secondaria I° Grado dott. Alfonso Rubinacci del Ministero della Pubblica Istruzione.


Oggetto: bando di corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolatici. Osservazioni e proposte

A seguito dell’incontro del 7 marzo dedicato al bando di concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici, desideriamo farle pervenire alcune note che riteniamo possano aiutarla in quel lavoro di ulteriore riflessione sulla proposta presentata che si è impegnata a fare nella Sua replica conclusiva.

Intendiamo con questo contributo unitario concentrare essenzialmente l’attenzione sulle procedure d’esame previste per i presidi incaricati "triennalisti" e formalizzarle alcune considerazioni che abbiamo avuto modo di maturare anche attraverso i nostri contatti con questa parte della categoria .

A premessa vogliamo richiamare che alla base delle richieste qui avanzate non ci sono logiche che tendano a negare la serietà necessaria dell’esame e a ridimensionare il valore di una prova che tutti vogliamo equa e volta a verificare le competenze migliori per una più accorta gestione delle nostre scuole.

Due per noi sono in proposito gli elementi centrali in una discussione di merito:

  1. il recupero pieno della volontà del legislatore che ha inteso garantire a questo personale un esame riservato
  2. la valorizzazione e il riconoscimento di esperienze importanti per la scuola italiana in questa fase di trasformazioni.

Conseguentemente riteniamo che la riserva di cui alla L. 124 debba riguardare in modo più visibile le modalità di esame, affinché, in relazione ai tempi, alle commissioni e alle tipologie delle prove, sia reso possibile verificare in modo mirato e specifico - riconoscendole e valorizzandole – le attitudini e le competenze maturate; sarà compito del successivo previsto corso svilupparle e dell’esame conclusivo accertarle ai fini del reclutamento.

Concretamente le nostre proposte emendative al riguardo sono così riassumibili:

  1. l’esame riservato dovrebbe avere una sua sostanziale unitarietà. La cesura tra scritto e orale non sembra convincente. Ci sembra più opportuno pensare ad una prova articolata in momenti anche distinti (per esempio, la stesura di un progetto sulla base di criteri che, tra l’altro, il bando ben definisce per il concorso ordinario, o l’analisi di casi, e il colloquio volto ad approfondire la verifica delle padronanze e competenze oggetto di valutazione);
  2. la valutazione non potrà che scaturire da una verifica complessiva, anche se fondata su risultati distinti; ci sembrano in ogni caso inutili e dubbi, sul piano scientifico, "sbarramenti interni" tra le diverse prove .

Richiamiamo infine alcune esigenze già presentate in sede di discussione:

  • la necessità di accelerare il più possibile i tempi di emanazione del bando
  • una formazione delle commissioni esaminatrici volta a garantire criteri omogenei di gestione e valutazione dell’esame
  • la questione sia dei maestri laureati da un numero di anni inferiore ai 7 previsti dalla norma
  • la questione dei vicedirettori incaricati nei Convitti Nazionali e negli Istituti di Educazione
  • la garanzia per i presidi incaricati "triennalisti" della riserva del 50/100 dei posti a concorso, anche attraverso l’attivazione di meccanismi di compensazione interregionale.

Con rinnovata stima e cordiali saluti.

Roma, 12 marzo 2001


 

I sindacati intervengono per il  corso-concorso dei dirigenti

Pubblichiamo la lettera inviata il 26 marzo 2001 da Cgil, Cisl e Uil Scuola al Dott. Alfonso Rubinacci, Capo Dipartimento per i Servizi del Territorio del Ministero della Pubblica Istruzione sul bando di corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolatici.
____________
Prot. n. 8/7

Oggetto: bando di corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolatici. 

Non avendo avuto alcun riscontro alla lettera inviata - con carattere di urgenza - in data 12 marzo dalle scriventi organizzazioni sulle questioni di cui all'oggetto, si intende sollecitare in proposito una risposta relativa agli interrogativi e alle proposte avanzate.
Con riferimento alle modalità concorsuali dei Presidi incaricati per almeno tre anni, si richiamano gli orientamenti assunti a base delle richieste avanzate nelle precedenti occasioni e cioè il recupero pieno della volontà del legislatore che ha inteso garantire a questo personale un esame riservato e la valorizzazione e il riconoscimento di esperienze significative. 
Quanto alle proposte più immediatamente operative, esse sono riassumibili in una sostanziale unitarietà dell'esame riservato, con una valutazione sulla base di risultati di una verifica complessiva, e il superamento di "sbarramenti interni" tra le diverse prove. 
Si ripropongono anche alcune esigenze già rappresentate verbalmente e per iscritto:
- la necessità di accelerare il più possibile i tempi di emanazione del bando;
- una formazione delle commissioni esaminatrici volta a garantire criteri omogenei di gestione e valutazione dell'esame;
- la questione dei docenti (il riferimento è ai maestri e agli ITP laureati da un numero di anni inferiore ai 7); 
- la questione dei vicerettori incaricati nei Convitti Nazionali e negli Istituti di Educazione; 
- una adeguata valorizzazione delle esperienze di partecipazione alla vita della scuola.
Le scriventi Organizzazioni, ritenendo urgente la soluzione delle questioni aperte, considereranno, nel caso tardino risposte di merito, l'opportunità di mettere eventualmente in atto iniziative volte a sbloccare una situazione che da troppo tempo attende risposte definitive.

Roma, 26 marzo 2001



CONCORSO PER IL RECLUTAMENTO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI: NECESSARIE INIZIATIVE DI MOBILITAZIONE


Pubblichiamo di seguito la lettera pervenuta in data odierna e inviata dal Dipartimento per i servizi nel territorio sulla emanazione del bando di corso concorso per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici.
Consideriamo negativamente le valutazioni espresse dal Dipartimento: in modo particolare riteniamo non coerente con la dimensione della riservatezza dei posti messi a concorso lo sbarramento fra scritto e orale per i Presidi Incaricati. Così come del tutto negative risultano le risposte concernenti la eventuale esclusione a danno di chi ha ricoperto l'incarico di vicerettore e di chi ha acquisito la laurea successivamente all'assunzione in ruolo.
Ci sentiamo da subito impegnati a produrre iniziative unitarie di mobilitazione con le altre Organizzazioni Sindacali Confederali per sostenere le posizioni più volte espresse su tutta la problematica concorsuale. 

testo della lettera

____________________________________

DIPARTIMENTO PER I SERVIZI NEL TERRITORIO

Roma, 5 APRILE 200l

Prot. n. 38 

OGGETTO: Bando di corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici 


Si fa riferimento alle richieste formulate nella riunione del 7 marzo u.s. da parte di codeste OO.SS. in ordine al corso-concorso indicato in oggetto.

A tal proposito si fa presente che questo Dipartimento, con nota del 21.3.2001, ha chiesto all'Ufficio Legislativo l'avviso su alcune delle proposte formulate nella riunione sopra citata. In particolare è stato richiesto il parere riguardo alla proposta di una valutazione complessiva delle prove d'esame riservate ai presidi incaricati nonché alla questione relativa ai vice rettori incaricati nei convitti nazionali e negli Istituti di Educazione.

In merito a quanto sopra l'Ufficio interpellato ha fatto presente che la procedura selettiva disciplinata nello schema di bando, che prevede una votazione minima per la prova scritta ai fini dell'ammissione dei candidati alla successiva prova orale, è del tutto conforme, sotto il profilo che interessa, alle modalità fissate con il D.P.R. 8 settembre 2000, n. 234 per lo svolgimento del concorso per esami per l'accesso alla qualifica di dirigente nelle amministrazioni statali anche ad ordinamento autonomo e negli enti pubblici non economici. Ha inoltre evidenziato che le disposizioni contenute nel predetto regolamento, emanato in attuazione dell'art. 28, comma 3, D.L.vo 29/93, pur non riguardando specificamente il reclutamento dei dirigenti scolastici, possono ritenersi norme di carattere generale applicabili per le parti non incompatibili, anche alla particolare fattispecie che interessa.

Per quanto concerne la seconda questione prospettata, relativa all'eventuale equiparazione -ai finì dell'assegnazione della riserva dei posti di cui all'art. 28 bis, comma 3, del già citato D.L.vo 29/93 - del servizio prestato dagli istitutori con incarico di vice rettore nei convitti nazionali a quello svolto dai docenti incarica della presidenza ex art. 477 del D.L.vo n. 297/94, ha espresso l'avviso che non sussistono ai sensi della c.m. 27 luglio 1976 n. 195, le condizioni per rendere possibile tale equiparazione.

Per le argomentazioni sopra evidenziate si conferma, pertanto, l'orientamento gia espresso dall'Ufficio sulle questioni prospettate.

Con riferimento agli altri punti si fa presente che il testo del bando è in fase di avanzata elaborazione e si è in attesa che vengano concluse le procedure alle quali, com'è noto, la pubblicazione del bando è subordinata. In particolare, si precisa quanto segue:

* lo schema di D.P.C.M. concernente i criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici (art 28 bis comma 7), è attualmente all'esame della Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento affari giuridici e legislativi, prima del suo invio al Consiglio di Stato per il prescritto parere;

* lo schema del decreto concernente la disciplina del periodo di formazione (art.28 bis, comma 4, del più volte citato d.lgs. n. 29/93), è stato inviato al Dipartimento per la funzione pubblica per I 'acquisizione della necessaria intesa.

Resta, inoltre, da definire il contratto collettivo nazionale sulla dirigenza scolastica, che, com'é noto, dovrà disciplinare alcuni istituti fondamentali del rapporto di lavoro (come ad esempio: il periodo di prova, la retribuzione, l'orario di lavoro, il sistema delle assenze, l'estinzione dei rapporto di lavoro, ecc.) e si è in attesa da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell'autorizzazione all'avvio della procedura dì reclutamento in esame.

In ordine alla questione dei maestri e degli I.T.P. laureati da un numero di anni inferiore ai sette, non si può che confermare che il citato art. 28 bis, al comma 1, stabilisce tassativamente ed inequivocabilmente i requisiti di ammissione al corso-concorso e, nella fattispecie, dispone testualmente che "è ammesso il personale docente ed educativo che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno sette anni con possesso di laurea, nei rispettivi settori formativi".

In merito, infine, alla richiesta di valorizzazione delle esperienze di partecipazione alla vita della scuola, si assicura che nella predisposizione delle tabelle di valutazione dei titoli, le stesse sono state prese in debita considerazione.

Il Capo Dipartimento



BANDO DEL CORSO CONCORSO PER IL RECLUTAMENTO DEI
DIRIGENTI SCOLASTICI: PROCEDURE E CONCORSO RISERVATO
PER I PRESIDI INCARICATI


Dopo l'incontro del 7 marzo 2001 al Ministero della Pubblica Istruzione con il Capo del Dipartimento per i Servizi nel Territorio, Cgil, Cisl Uil Scuola hanno rappresentato per iscritto, con due note inviate al Ministero le proprie osservazioni critiche sulle proposte di modalità e procedure di reclutamento dei Dirigenti Scolastici.
La risposta, contenuta in una nota del 5 aprile da parte dell'Amministrazione, risulta insoddisfacente.
Innanzitutto, preme rimarcare il ritardo accumulato nell'emanazione del bando: e ancora debbono espletarsi alcuni passaggi che coinvolgono altri Ministeri col risultato di aggiungere altro tempo a quello già trascorso e, dunque, col rischio di far slittare ad anni futuri la preposizione dei nuovi Dirigenti Scolastici.
Il danno per il processo riformatore, per l'utenza, per le attese del personale, per la scuola sarebbe certamente enorme.
Cgil Cisl Uil Scuola ritengono del tutto insoddisfacente la proposta di procedura che il Dipartimento propone per la selezione dei Presidi incaricati con almeno tre anni di incarico. Il raggiungimento di un punteggio minimo alla prova scritta per accedere alla prova orale, trattandosi di un concorso riservato, è solo "una" delle modalità possibili di procedura selettiva. Nella stessa proposta illustrata dal Dipartimento vi è già una procedura differenziata fra Presidi incaricati e docenti. 
L'orientamento che si ritiene di ribadire è quello di un recupero pieno della volontà del Legislatore che ha inteso garantire a questo personale un esame riservato che permetta la valorizzazione e il riconoscimento di esperienze significative maturate sul campo.
Parimenti insoddisfacenti risultano le motivazioni addotte a giustificazione dell'esclusione dei Vicerettori dei Convitti e delle Vicedirettrici degli Educandati, che abbiano maturato tre anni di incarico, dalla riserva dei posti a concorso. 
Un ulteriore approfondimento merita la situazione dei docenti (maestri e ITP) laureati da un numero di anni inferiore a sette.
Cgil Cisl Uil Scuola si faranno per questo promotori di ogni iniziativa a carattere nazionale che si ritenga utile ad ottenere quanto richiesto.

Roma, 9.04.2001



Mobilitazione dei presidi incaricati per il corso-concorso

La risposta negativa dell'Amministrazione a tutte le richieste delle OO.SS CGIL CISL UIL scuola, per una soluzione equa delle controversie sul bando di corso-concorso per la dirigenza scolastica, richiede iniziative adeguate e tempestive. In particolare, l'indisponibilità a prevedere, per i presidi incaricati "triennalisti" misure adeguate volte a garantire il carattere "riservato" del concorso, così come prevede la L. 124, e a valorizzare le esperienze positive , come pure la chiusura sui vicedirettori dei Convitti e vicedirettici degli Educandati, sono espressione di disattenzione preoccupante alle richieste legittime del personale interessato.

Le OO.SS. CGIL CISL UIL scuola indicono pertanto una giornata di mobilitazione che si svolgerà a Roma Martedì 15 maggio. La mobilitazione comincerà con un'Assemblea Nazionale dei Presidi incaricati - che si terrà a partire dalle 9.30 presso il KIRNER, Via Ippolito Nievo, 35 - e continuerà davanti al MPI. E' prevista a conclusione l'incontro di una delegazione con il Ministro, Prof. De Mauro.

Una iniziativa compatta e forte dovrà essere la nostra risposta agli atteggiamenti dilatori e insoddisfacenti dell'Amministrazione che pesano negativamente anche sulle attese di migliaia di docenti interessati al Corso-concorso.

Roma, 27 aprile 2001


 

Bando di corso-concorso per il reclutamento dei Dirigenti scolastici.

Pubblichiamo la lettera unitaria Cgil, Cisl, Uil inviata in data odierna al Ministro Moratti, sul Bando di corso-concorso per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici

Roma, 12 luglio 2001


Testo lettera 

Desideriamo innanzitutto segnalarLe l’urgenza dell’emanazione del Bando di cui all’oggetto.

E’ da più di un anno che tale questione si trascina, senza trovare soluzione.

Nel marzo scorso è stata presentato una bozza alle Organizzazione sindacali per l’acquisizione di parere e proposte.

Dopo quell’incontro abbiamo, nel merito,  più volte  sollecitato per iscritto l’Amministrazione, consapevoli dei problemi che ritardi - oltre i limiti tollerabili - nel reclutamento dei dirigenti scolastici  pongono alla scuola dell’autonomia.

Siamo anche intervenuti su aspetti specifici del Bando per presentare le nostre perplessità rispetto ad alcune scelte e avanzando delle proposte alternative o integrative.

Intendiamo con la presente riproporre la questione nel suo insieme e richiamare in particolare la Sua attenzione sulle procedure d’esame  previste per i presidi incaricati con almeno 3 anni di servizio  e  formalizzarle alcune considerazioni che abbiamo avuto modo di maturare anche attraverso i nostri contatti con questa parte della  categoria .

A premessa vogliamo richiamare che alla base delle richieste che abbiamo avanzato non ci sono logiche che tendano a negare la serietà necessaria dell’esame  e a ridimensionare il valore di una prova che tutti vogliamo equa e volta a verificare le competenze migliori per una più accorta gestione delle nostre scuole.

Due per noi sono in proposito gli elementi centrali in una discussione di merito:

1.      il recupero pieno della volontà del legislatore che ha inteso garantire a questo personale un esame riservato (L. 124/99);

2.      la valorizzazione e il riconoscimento di esperienze significative per la scuola italiana in questa fase di trasformazioni.

Conseguentemente riteniamo che la riserva di cui alla Legge citata debba riguardare in modo più visibile le modalità di esame, affinché, in relazione ai tempi, alle commissioni e alle tipologie delle prove, sia reso possibile verificare in modo mirato e specifico - riconoscendole e valorizzandole – le attitudini e le competenze  maturate nel corso delle esperienze di presidi incaricati.

 Concretamente le nostre proposte emendative al riguardo sono così riassumibili:

1.      l’esame riservato dovrebbe avere una sua sostanziale unitarietà. La distinzione tra scritto e orale non sembra convincente. Ci sembra più opportuno pensare ad una prova articolata in momenti anche distinti (per esempio, un primo momento rappresentato dalla stesura di un progetto  - sulla base di criteri che, tra l’altro, il bando ben definisce per il concorso ordinario -, oppure dall’analisi di casi; ed un secondo momento consistente in un colloquio volto ad approfondire la verifica delle padronanze e competenze oggetto di valutazione);

2.      la valutazione non potrà che scaturire da una verifica complessiva, anche se fondata su risultati distinti; ci sembrano in ogni caso inutili e forse neanche coerenti con le finalità dell’accertamento, “sbarramenti  interni” tra le diverse prove .

 Sottolineiamo  infine alcune esigenze, oltre alla già richiamata necessità di accelerare il più possibile i tempi di emanazione del bando, già ripetutamente rappresentate all’Ufficio Ministeriale competente:

-          la questione sia dei Docenti di Scuola dell’infanzia ed elementare sia degli Insegnanti Tecnico Pratici (ITP) laureati da un numero di anni inferiore a sette, ai quali verrebbe negata la partecipazione al corso-concorso sulla base di una interpretazione della norma probabilmente estranea alla volontà del Legislatore;

-          una formazione delle commissioni esaminatrici volta a garantire criteri omogenei di gestione e valutazione dell’esame;

-          la questione dei vicedirettori incaricati nei Convitti Nazionali e negli Istituti di Educazione;

-          una adeguata valorizzazione sia delle esperienze di partecipazione alla vita della scuola, sia di funzioni particolari attivate in questi anni all’interno di processi di innovazione (funzioni obiettivo, Scuole di Specializzazione…).


 

Pubblicato il Decreto Commissioni  per il concorso Dirigenti Scolastici

Sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 2001 è stato pubblicato il Decreto sulla composizione delle commissioni per il Concorso Dirigenti Scolastici. Termina con quest'atto il lavoro preparatorio per rendere possibile l'avvio delle procedure concorsuali.

Di seguito pubblichiamo il testo.

Roma, 11 settembre 2001


Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 341 del 30 maggio 2001 - Regolamento relativo ai criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione dei dirigenti scolastici

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI


Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e in particolare l'articolo 21;
Visto il decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59 ;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e in particolare l'articolo 28/bis, inserito dal succitato decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 , e successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000, n. 324;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e in particolare l'articolo 17, comma 3;
Udito il parere del Consiglio di Stato , espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 23 aprile 2001;
Su proposta del Ministro della Pubblica Istruzione di concerto con il Ministro per la Funzione Pubblica;
Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1 - Ambito di applicazione
1. Il presente decreto viene adottato in attuazione dell'articolo 28/bis, comma 7, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, così come integrato dal decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59, e definisce i criteri per la composizione delle commissioni esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione per il reclutamento dei dirigenti scolastici dei ruoli regionali dell'Amministrazione scolastica periferica di cui all'articolo 25/bis del succitato decreto legislativo.

Art. 2 - Commissioni esaminatrici
1. Le commissioni esaminatrici del corso concorso selettivo di formazione sono nominate con decreto dei competenti direttori generali degli Uffici scolastici regionali e sono uniche in relazione ai posti dirigenziali messi a concorso relativi ai tre settori formativi della scuola elementare e media, della scuola secondaria superiore e degli istituti educativi.
2. Le commissioni sono composte da almeno tre membri, di cui uno con funzione di presidente.
3. Il presidente è scelto tra i seguenti soggetti, anche collocati a riposo: dirigenti di amministrazioni pubbliche che ricoprano o abbiano ricoperto un incarico di direzione di uffici dirigenziali generali, magistrati amministrativi o contabili o avvocati dello Stato, professori di prima fascia di Università statali o equiparate.
4. Gli altri due componenti sono scelti uno fra esperti di organizzazioni pubbliche o private con competenze in campo organizzativo e gestionale e l'altro fra dirigenti scolastici in servizio con una anzianità nella funzione direttiva della scuola di almeno cinque anni.
5. Le funzioni di segretario sono svolte da personale appartenente all'area professionale C.
6. Le commissioni esaminatrici sono integrate da uno o più componenti esperti nelle lingue straniere oggetto del corso concorso e da un componente esperto di informatica.
7. Le commissioni esaminatrici possono essere suddivise in sottocommissioni qualora i candidati, che hanno sostenuto la prova scritta per i posti messi a concorso per i tre settori formativi indicati al precedente comma 1, superino complessivamente le 500 unità, con l'integrazione di un numero di componenti, unico restando il presidente, pari a quello delle commissioni originarie e di un segretario aggiunto. A ciascuna delle sottocommissioni non può essere assegnato un numero di candidati inferiore a 100.
8. I provvedimenti di nomina delle commissioni esaminatrici indicano anche uno o più supplenti per ciascun componente.

Art. 3 - Termine della procedura concorsuale e pubblicazione delle graduatorie finali
1. La durata complessiva della procedura di reclutamento, comprensiva del periodo di formazione di cui al comma 4 dell'articolo 28/bis del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, così come integrato dal decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59, non può eccedere i quattordici mesi dallo svolgimento della prima prova scritta.
2. Le graduatorie finali del corso concorso selettivo di formazione sono pubblicate all'albo degli uffici scolastici regionali che hanno curato la procedura. Di tale pubblicazione viene data comunicazione tramite la rete intranet del Ministero della Pubblica Istruzione.

Art. 4. - Norma di rinvio
1. Salvo quanto disposto dal precedente articolo 3, si rinvia alle norme contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e successive modifiche ed integrazioni e nel decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 2000, n. 324, per le parti non incompatibili con la speciale normativa di cui all'articolo 28/bis del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29.

Art. 5. Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta Ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 30 maggio 2001
Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Amato
Il Ministro della Pubblica Istruzione
De Mauro
Il Ministro per la Funzione Pubblica
Bassanini

 

 

CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI E PRESIDI INCARICATI

Nell'incontro del 12 settembre fra le Organizzazioni Sindacali della scuola CGIL CISL UIL Snals e il Ministro Moratti è stata affrontata la questione del primo bando di concorso per Dirigenti Scolastici e del concorso riservato per i Presidi Incaricati con almeno tre anni di servizio di incarico di Presidenza.
E' stata rappresentata da parte delle Organizzazioni Sindacali lo stato di sofferenza di un grandissimo numero di scuole - numero che quest'anno è ancor di più aumentato - che sono prive di Dirigenti Scolastici stabili da molti anni, così come è stata rappresentata la condizione di disagio professionale dei Presidi Incaricati che attendono da troppo tempo il riconoscimento della loro professionalità acquisita sul campo.
Il Ministro, rispetto a tali sollecitazioni, ha manifestato l'intenzione di snellire le procedure per il bando di corso-concorso e ha accolto la nostra proposta di istituire un tavolo di confronto su di un percorso riservato ai Presidi Incaricati che hanno diritto alla riserva del 50 % dei posti a concorso.
La CGIL Scuola continuerà a sostenere le proposte, già altre volte avanzate,di un percorso specifico per i Presidi Incaricati nei tempi e nei modi che assicuri la pienezza delle disponibilità dei posti riservati anche con il meccanismo delle compensazioni fra regioni, l'unitarietà del corso senza sbarramenti interni, la valorizzazione delle esperienze nel delineare il concorso e il corso formativo, l'ammissione al percorso riservato dei triennalisti Incaricati Vicerettori e Vicedirettrici dei Convitti e degli Educandati, l'ammissione a sostenere il concorso dei docenti che abbiano acquisito la laurea nel corso dei sette anni di servizio necessari ad accedere alla preselezione.
Attendiamo che ai propositi seguano i fatti e le conseguenti determinazioni operative, prima fra tutte la convocazione del tavolo di confronto preannunciato.

 

Roma, 13 settembre 2001

 

Tavolo di confronto sul concorso ordinario e riservato dei Dirigenti Scolastici

Le OO.SS. scuola CGIL, CISL, UIL e SNALS con la lettera che pubblichiamo di seguito chiedono al Ministro Moratti di rispettare l'impegno preso nell'incontro del 12 u.s. sull'attivazione del tavolo di confronto circa l'emanazione del bando di concorso per Dirigenti Scolastici e del concorso riservato  per i presidi incaricati triennalisti.

 


Oggetto: attivazione del tavolo di confronto sul bando di concorso per dirigenti scolastici e sul concorso riservato dei presidi incaricati. 

Nell'incontro del 12 settembre u.s. con i segretari generali dei Sindacati Scuola CGIL, CISL, UIL, SNALS, il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, dott.ssa Letizia Moratti, ha convenuto con le Organizzazioni Sindacali di attivare un tavolo di confronto relativo all'oggetto.
Al fine di dar seguito al suddetto impegno, sollecitiamo la calendarizzazione degli incontri con ogni possibile urgenza.


Roma, 20.09.01

CGIL SCUOLA  CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS SCUOLA
 E. PANINI  D. COLTURANI M. DI MENNA  F. RICCIATO

 

CGIL CISL UIL SCUOLA SUL BANDO DI CORSO CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI

Il giorno 5 ottobre 2001 il Coordinamento unitario Cgil Cisl Uil Scuola dei Dirigenti Scolastici, riunitosi a Roma insieme con una rappresentanza nazionale di Presidi Incaricati delle tre Organizzazioni, ha esaminato la situazione relativa all'emanazione del bando di corso concorso per Dirigenti Scolastici.
La valutazione unanime ha riguardato innanzitutto la gravità dell'estremo ritardo con cui anche la nuova Amministrazione sta affrontando la questione dell'emanazione del bando.
Le scuole italiane, autonome ormai da tre anni, sono prive, per il 30 % circa del totale, di Dirigenti Scolastici a pieno titolo con conseguenze estremamente negative per la scuola pubblica e per il personale.
Il 12 settembre, nell'incontro fra il Ministro Moratti e i Segretari generali di CGIL CISL UIL Scuola SNALS, il Ministro su sollecitazione dei Sindacati, si era impegnato ad aprire un tavolo di confronto sull'argomento in tempi brevi. 
Le Organizzazioni Sindacali il 20 settembre hanno spedito una lettera che ricordava tale impegno assunto pubblicamente dal Ministro e a cui non era seguita nessuna convocazione.
Il Coordinamento ha affrontato tuta la problematica del bando nelle sue varie articolazioni: la celerità dell'emanazione dello stesso per assicurare quanto più tempestivamente possibile alle scuole Dirigenti Scolastici qualificati; la necessità di rivedere la qualità dei titoli da valutare nella fase di preselezione, in particolare l'opportunità di far valere il possesso di laurea conseguita anche nell'ambito dei sette anni di servizio necessari alla partecipazione alla prima fase preselettiva; tempi e modi del concorso per i Presidi Incaricati che siano centrati sulla valorizzazione dell'esperienza, su di un percorso specifico e riservato nelle varie fasi e siano finalizzati alla salvaguardia del 50 % della riserva.
CGIL CISL UIL Scuola ritengono non più procrastinabile l'apertura del tavolo di confronto su questa materia come da impegni assunti personalmente dal Ministro nell'incontro del 12 settembre u.s.
Si rende necessaria a tal fine una iniziativa unitaria che ponga al centro dell'attenzione della scuola e dell'opinione pubblica tutta la problematica del reclutamento dei Dirigenti Scolastici come questione fondamentale per la qualità della scuola pubblica.

CGIL Scuola                         Cisl Scuola                             UIL Scuola

 

Roma, 10 ottobre 2001

 

Bando di corso concors o per Dirigenti Scolastici

Con la sigla (avvenuta il 17 ottobre 2001) del pre accordo sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’area Dirigenziale V dei Dirigenti Scolastici, è venuto a cadere qualsiasi ostacolo o alibi per ritardare ulteriormente l’emanazione del bando di corso concorso per Dirigenti Scolastici.

Noi, in verità, abbiamo sempre sostenuto che la firma del Contratto dei Dirigenti Scolastici non era necessariamente un atto preliminare imprescindibile per l’emanazione del bando.

L’unico elemento che il Contratto doveva prendere in considerazione e sciogliere (secondo l’art. 29 c. 2 del D.L.vo 165/2001) era quello relativo alla quota di posti da riservare alla mobilità dei Dirigenti Scolastici in servizio. Infatti i Dirigenti Scolastici di ruolo hanno la facoltà di partecipare allo stesso corso di formazione a cui partecipano gli aspiranti del corso concorso se vogliono passare da una fascia all’altra (scuola elementare e media di primo grado e scuola secondaria superiore)  della Dirigenza Scolastica. Ciò al fine di acquisire titolo, con la frequenza del modulo specifico relativo alla fascia desiderata, necessario al passaggio stesso.

Essendo la mobilità materia contrattuale, questo aspetto è stato disciplinato dal  pre-accordo, nell’art. 24, che fissa la quota dei posti da riservare alla mobilità  al 15 %.

Ripetiamo, però, che questo non era e non è (del resto il Contratto è solo siglato e deve ancora passare attraverso il vaglio dei controlli di legge prima della firma definitiva) assolutamente un impedimento all’emanazione del bando.

E’ solo una questione di volontà politica, visto che a maggio era già stato pubblicato dal precedente Governo il Decreto sulla composizione delle commissioni giudicatrici,  atto ultimo di una serie di passaggi già fatti.

Nei prossimi giorni, su richiesta delle Organizzazioni Sindacali Confederali, si terrà un incontro fra esponenti del Governo e Sindacati per affrontare tutte le questioni relative a i tempi e alle modalità del corso concorso.

 In quella sede intendiamo porre tutte le questioni aperte che per noi sono la rapidità dell’emanazione del bando, i titoli da prendere in considerazione, il percorso riservato per i triennalisti Presidi Incaricati, la laurea acquisita nel corso dei sette anni di servizio necessari alla partecipazione alla fase preselettiva ecc.

 Roma, 22 ottobre 2001


Richiesta incontro Cgil-Cisl-Uil Scuola sul concorso per Dirigenti Scolastici

Pubblichiamo la lettera unitaria di Cgil, Cisl, Uil Scuola del  23 novembre 2001, inviata all'Avv. Michele Dipace - Gabinetto del Ministero dell'Istruzione Universita e Ricerca avente per ogge la richiesta urgente di incontro sul bando di corso-concorso per Dirigenti Scolastici e tutela Presidi Incaricati.

Roma, 23 novembre 2001


Testo lettera

Oggetto: richiesta incontro urgente bando di corso – concorso per Dirigenti Scolastici e tutela Presidi Incaricati.

Come più volte rappresentato, negli incontri del 12 settembre 2001 e con lettera del 20 settembre 2001, le scriventi OO. SS. manifestano preoccupazione per il ritardo nell’emanazione del bando di corso – concorso per Dirigenti Scolastici.

Poiché è evidente l’urgenza di dotare le scuole di dirigenti scolastici titolari e poiché grande è l’attesa dei docenti interessati e dei Presidi Incaricati triennalisti con riserva del 50% dei posti, si chiede che sia fissato un incontro con ogni possibile urgenza su tale questione, per conoscere le proposte dell’Amministrazione e per illustrare le posizioni sindacali.

 

    CGIL SCUOLA              CISL SCUOLA                     UIL SCUOLA
            Enrico Panini            Daniela Colturani              Massimo Di Menna


 

Emendamento OK, ma ancora insufficiente, per il concorso dei Dirigenti

 

Il 14 dicembre 2001 la Camera di Deputati ha approvato un emendamento all’articolo 17 della Legge Finanziaria, a larghissima maggioranza (465 sì, 7 no, 2 astenuti, quindi con il concorso anche dell’opposizione), volto a snellire le procedure del corso concorso per Dirigenti Scolastici.

E’ un passo avanti. Tuttavia esso non è sufficiente a corrispondere alle attese di quanti sono interessati al concorso, Docenti e Presidi Incaricati triennalisti.

La CGIL Scuola, insieme con gli altri Sindacati Confederali, ha posto come esigenza primaria la necessità di indire con la massima celerità il bando al fine di dotare di Dirigenti Scolastici titolari le Scuole, che in grandissimo numero ormai ne sono prive.

Ha, altresì, richiesto che il 50 % della riserva di posti per i Presidi Incaricati triennalisti, prevista dalla Legge, sia salvaguardato nella sua integrità, attraverso il meccanismo della compensazione fra Regioni e settori formativi. Ha anche posto l’esigenza di assicurare un percorso riservato ai Presidi con tre anni di incarico, consentendone la preposizione alle scuole già a partire dal 1 settembre 2002 tramite l’accesso al corso di formazione, da frequentare anche con esonero dal servizio, attraverso un esame-colloquio basato su esperienze professionali documentate.

Al percorso riservato ai Presidi Incaricati triennalisti debbono partecipare, anche questa è richiesta costantemente avanzata dalla CGIL Scuola e dai Sindacati Confederali, i Vicerettori e le Vicedirettrici incaricati con tre anni di incarico dei Convitti e degli Educandati femminili dello stato.

Da sottolineare ancora che è richiesta largamente sentita e condivisa quella di far partecipare al primo bando di concorso nella fase preselettiva prevista dalla Legge anche i Docenti che, oltre ad avere 7 anni di servizio, abbiano conseguito la laurea nel corso di questi sette anni, superando lo sbarramento per coloro che non abbiano i 7 anni di servizio prestati con laurea.

La CGIL Scuola su tutte queste rivendicazioni ha sviluppato un impegno costante e continuerà a svilupparlo. Su questi temi, infatti, fra i gruppi parlamentari è prevalso l’orientamento di approvare nei prossimi giorni un ordine del giorno che vincoli il Governo a farsene carico nell’applicazione operativa del bando. Stiamo, dunque, lavorando in questa direzione.

Anche perché risulta davvero inaccettabile per i Docenti e per i Presidi Incaricati, dopo anni di attese, continuare a ritardare l’emanazione del bando, che alla sua uscita deve contenere anche le caratteristiche sopra richiamate, che siano di celerità applicativa per dotare subito le scuole di Dirigenti Scolastici titolari, e di reale tutela per i diritti del personale.

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Ecco il testo dell’emendamento

Emendamento 17,150 del Governo

Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. Nel primo corso concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici di cui all'articolo 29, comma 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165, il periodo di formazione ha durata di nove mesi e si articola in 160 ore di lezione frontale e 80 ore di tirocinio con valutazione finale.

7-ter. Il reclutamento dei presidi incaricati nel primo corso concorso, di cui all'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001, attraverso l'esame di ammissione loro riservato nonché il periodo di formazione e l'esame finale previsti dal medesimo articolo, si svolge sulla base di una indizione separata effettuata con bando del competente Direttore generale del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed è finalizzato alla copertura del 50 per cento dei posti disponibili. Il periodo di formazione, ha una durata di 4 mesi, è articolato in 160 ore di lezione frontale e si svolge secondo modalità che consentano ai presidi medesimi l'espletamento del servizio, che tiene luogo del tirocinio di cui al comma 7-bis.
7-quater. L'organizzazione e lo svolgimento del corso concorso sono curati dagli Uffici scolastici regionali. L'organizzazione e lo svolgimento del periodo di formazione sono curati con la collaborazione dell'istituto nazionale di documentazione e per l'innovazione e la ricerca educativa e degli istituti regionali di ricerca educativa.

7-quinquies. Le graduatorie dei candidati ammessi al periodo di formazione sono utilizzate con priorità rispetto alle apposite graduatorie provinciali di cui all'articolo 477 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e fino all'approvazione delle prime graduatorie dei vincitori del corso concorso, per il conferimento di incarichi di presidenza. A tal fine il 50 per cento dei posti disponibili è riservato a coloro che beneficiano della riserva dei posti di cui all'articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 2001.

7-sexies. Il 50 per cento dei risparmi conseguenti all'applicazione del comma 7-ter vanno ad incrementare gli stanziamenti di bilancio destinati allo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dell'istruzione secondaria superiore».

Roma, 15 dicembre 2001

 

CORSO-CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI

APPROVATO DALLA CAMERA UN IMPORTANTE DOCUMENTO

 

Nel pomeriggio del giorno 19 dicembre, la Camera ha approvato un importante documento - sostenuto dalla CGIL e dai confederali - che impegna il Governo, in sede di emanazione del bando di corso-concorso, a dar seguito a una serie di punti qualificanti di seguito richiamati.

Si afferma in primo luogo che per partecipare al primo corso-concorso per Dirigenti scolastici non è più necessario aver insegnato da 7 anni e da altrettanti essere in possesso di laurea. Rimane il vincolo dei 7 anni di insegnamento, ma basta aver conseguito la laurea anche nel periodo immediatamente precedente all’emanazione del bando per avere diritto a partecipare al corso-concorso. Questo impegno risponde alla domanda di numerosi maestri delle scuole elementari, ma anche di Insegnanti Tecnico Pratici delle Superiori che insegnano da parecchio tempo, ma che hanno conseguito la laurea nel corso degli ultimi sette anni.

Gli altri punti riguardano i presidi incaricati con almeno tre anni di incarico.

Per questi, gli impegni prevedono che :

  • l’ammissione al corso di formazione venga effettuata tramite esame-colloquio su esperienze professionali presentate dal candidato;
  • che il percorso riservato ai presidi incaricati triennalisti abbia durata e modalità organizzative tali da garantire la preposizione dei vincitori alle istituzioni scolastiche entro il 1-9-2002;
  • che la riserva - prevista dalla legge - del 50% dei posti messi a concorso venga integralmente coperta dagli incaricati triennalisti attraverso meccanismi di compensazione fra Regioni e settori formativi;
  • che i Vice Rettori e le Vice Direttrici incaricati per almeno tre anni rispettivamente nei Convitti e negli Educandati femminili dello Stato abbiano lo stesso trattamento riservato ai Presidi triennalisti.

 

Come si potrà constatare, gli impegni assunti dai Parlamentari attraverso il documento presentato dai parlamentari dell'Ulivo riguardano contenuti che con coerenza e determinazione la CGIL scuola ha sostenuto nella varie sedi (Ministero, Partiti, Parlamento) fin dal marzo 2001 e in questi stessi giorni presso le Commissioni e presso i deputati che con maggiore attenzione hanno seguito tutta la vicenda.

Occorrerà ore vigilare perché gli impegni assunti siano rispettati in tutte le loro articolazioni.

Di seguito pubblichiamo il documento.

_____________________________________________

Documento di impegno per il governo

La Camera,

Valutate le modifiche integrative apportate all’art.17 in materia di reclutamento dei dirigenti scolastici,

Impegna il Governo affinchè

  • nel primo corso concorso sia ammesso il personale docente ed educativo delle istituzioni statali che all’atto dell’emanazione del bando, risulti in possesso di laurea, e abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno sette anni nei rispettivi settori formativi della scuola di base, della secondaria superiore e degli istituti educativi;
  • i presidi incaricati con almeno 3 anni di incarico nel primo corso concorso di cui all’articolo 29 comma 3 del D.L.vo n.165/2001, vengano reclutati attraverso un percorso riservato in cui l’ammissione al corso di formazione prevista dallo stesso articolo venga effettuata tramite esame-colloquio su esperienze professionali presentate dal candidato;
  • il suddetto percorso, riservato ai presidi incaricati, abbia durata e modalità organizzative tali da garantire la preposizione dei vincitori alle istituzioni scolastiche entro il 1-9-2002;
  • sia prevista la compensazione fra Regioni e settori formativi, al fine di garantire l’integrità del 50% dei posti da attribuire ai Presidi incaricati triennalisti;
  • lo stesso trattamento riservato ai Presidi triennalisti sia garantito ai vice Rettori e alle vice direttrici incaricati per almeno tre anni dei convitti e degli educandati femminili dello Stato.

Capitelli Sasso Grignaffini  (DS) e altri (Ulivo)


 

Postcontratto: contrattazione integrativa piattaforma concorso

 

Finalmente si è chiusa con la sigla dell’Ipotesi di Contratto dell’11 gennaio "la storia infinita" del Contratto della Dirigenza Scolastica.

Ciò è stato possibile grazie all’iniziativa stringente di CGIL CISL UIL Scuola che, di fronte ad una controparte governativa inaffidabile e inadempiente, hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero costringendo il Dipartimento della Funzione Pubblica ad emanare in due o tre giorni l’Atto di Indirizzo necessario alla sottoscrizione dell’Accordo. Sicché un atto dovuto ed atteso, dopo il 17 di ottobre, di ora in ora ha richiesto ben quattro mesi per una inspiegabile e per certi versi oscura controversia intragovernativa di cui tutt’ora sfuggono le motivazioni.

Per una seconda volta (già a settembre le organizzazioni Sindacali Confederali proclamarono lo sciopero per ottenere l’immediata riapertura delle trattative dopo le impossibili promesse elettorali di aprile-maggio) è stata , dunque, l’iniziativa di CGIL CISL UIL scuola a sbloccare la situazione.

Al successo della nostra iniziativa hanno contribuito i Dirigenti Scolastici, le nostre Organizzazioni territoriali e i nostri militanti che, insieme a CISL e UIL, hanno fatto sì che affluissero ai Provveditorati e alle Direzioni Regionali massicce adesioni allo sciopero che si sono rivelate determinanti per imprimere una accelerazione all’emanazione dell’Atto di Indirizzo.

Ci sentiamo perciò di ringraziare i colleghi che numerosissimi hanno voluto, al di là delle appartenenze sindacali, aderire allo sciopero confederale e ringraziamo altresì, le strutture territoriali e i Coordinatori delle varie province e regioni che hanno contribuito alla riuscita della mobilitazione.

Gi impegni della presente fase sindacale per l’area della Dirigenza Scolastica, a seguito della sottoscrizione dell’Ipotesi di Contratto siglata l’11 gennaio scorso, sono ora le seguenti:

  • Incalzare le strutture preposte al controllo di merito del testo dell’Ipotesi di Accordo (CGIL CISL UIL Scuola hanno a questo proposito rilasciato una dichiarazione a verbale di cui abbiamo già dato notizia) affinché i tempi previsti dalla Legge siano ridotti al minimo e si consenta ai Dirigenti Scolastici di godere al più presto dei benefici economici e normativi attesi dal settembre 2000.

  • Elaborare insieme a CISL e UIL come da impegni unitariamente sottoscritti, le linee della piattaforma integrativa nazionale affinché, stipulato il Contratto si proceda immediatamente alla trattativa su affidamento di incarichi, salario di posizione e di risultati, valutazione ecc. A questo proposito sollecitiamo le strutture, le Consulte e i colleghi a far pervenire proposte di merito per una elaborazione complessiva e completa sulle materie.

  • Incalzare il Governo, affinché, senza ulteriori indugi, si proceda all’emanazione del bando di concorso per la Dirigenza Scolastica, da troppo tempo attesa dai Docenti interessati e soprattutto dai Presidi Incaricati triennalisti. A questo proposito siamo impegnati, e per questo abbiamo più volte chiesto insieme con CISL e UIL un incontro urgente al Ministro dell’Istruzione, a vigilare per il rispetto integrale dell’ordine del giorno approvato alla Camera dei Deputati che prevede la partecipazione al primo concorso dei docenti che abbiano 7 anni di ruolo anche con laurea conseguita successivamente, l’ammissione al corso di formazione tramite esame colloquio e la compensazione tra settori formativi e Regioni per i Presidi Incaricati triennalisti, la partecipazione dei Vicerettori e Vicedirretrici dei Convitti e degli Educandati statali con tre anni di incarico.

  • Sviluppare unitariamente una forte iniziativa di contrasto al disegno di legge di controriforma della Dirigenza, che si propone di rendere subalterni all’Esecutivo i Dirigenti dello Stato, e quindi anche la Dirigenza Scolastica, di aumentare la discrezionalità nell’affidamento degli incarichi, di ristabilire la supremazia dell’Amministrazione nel Contratto bilaterale, di ristabilire la supremazia della legge sul Contratto in materia di rapporto di lavoro. Ciò al fine di salvaguardare i contenuti del Contratto appena firmato che stabilisce l’autonomia della Dirigenza Scolastica che è fondata sull’autonomia della scuola repubblicana.

All’atto della stipula del Contratto, CGIL CISL UIL Scuola disdetteranno il Contratto già scaduto e presenteranno le linee della nuova piattaforma per il quadriennio contrattuale 2002-2005.

In questo periodo proseguiranno i rapporti unitari confederali per l’elaborazione di posizioni comuni sulle scadenze descritte.

Roma, 14 gennaio 2002


 

Immediata emanazione del bando per Dirigenti Scolastici

 Nota di Enrico Panini, Segretario Generale Cgil Scuola,
sui ritardi nell’emanazione dei bandi di concorso per dirigente scolastico

 

Sulla scuola italiana si riversano i limiti di inefficienze e ritardi che penalizzano tutti: gli interessati e la scuola nel suo complesso.

Abbiamo considerato le norme legislative sull’avvio dell’anno scolastico 2001-’02, emanate dal Governo, come l’impegno ad assumere il tema dell’efficienza dell’amministrazione come uno dei tratti caratterizzanti della nuova gestione.

 Purtroppo non è così.

Le questioni che riguardano il bando di concorso per i Dirigenti Scolastici testimoniano di forti ritardi e di gravi lacune. 

Infatti, nella scuola italiana circa il 30% delle 10.800 scuole autonome non ha (spesso da molti anni!) un Dirigente scolastico di ruolo a dirigerle.

Inoltre, un migliaia di insegnanti che hanno svolto incarichi di presidenza, spesso nelle condizioni più difficili, sta ancora attendendo l'emanazione del bando di concorso a loro rivolto.

Il concorso per l’accesso alla dirigenza scolastica ed il concorso per i presidi incaricati sono urgenti.

E’ dall’insediamento della nuova compagine governativa che sollecitiamo l’emanazione dei bandi dopo averlo fatto ripetutamente con il precedente governo.

Noi chiediamo che il 1° settembre del 2002 il nuovo anno scolastico parta con un Dirigente scolastico di ruolo in ogni scuola.

La tempestiva soluzione di questo problema va nell’interesse della scuola pubblica e di chi la frequenta!

 Roma, 5 febbraio 2002

 

Un nostro successo: entro febbraio il concorso per Dirigenti Scolastici

SUCCESSO DELLA NOSTRA INIZIATIVA: ENTRO FEBBRAIO EMANATO IL BANDO DI CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI

COMUNICATO STAMPA DI ENRICO PANINI

Dopo mesi di latitanza e dopo le forti proteste delle Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL Scuola, finalmente il Ministero si impegna ad emanare il bando di concorso per Dirigenti Scolastici.
Solo grazie alla denuncia alla pubblica opinione, fatta con una Conferenza stampa del 5 febbraio da parte delle Confederazioni circa l’inadempienza e la sordità dell’Amministrazione, il Ministero dell’ Istruzione ha ufficialmente comunicato alle Organizzazioni Sindacali appositamente convocate che il bando di concorso sarà emanato entro febbraio 2002.

E’ un successo della nostra iniziativa. Le Organizzazioni Sindacali finora mai ricevute sono già state convocate per il 13 febbraio per discutere sui titoli di accesso e sulle modalità di svolgimento del concorso.

Nell’incontro del 13 la CGIL Scuola sosterrà, ancora, le richieste di partecipazione dei docenti laureati della scuola primaria, di partecipazione al percorso riservato e anticipato nei tempi per i Presidi Incaricati con tre anni di incarico, anche dei Presidi Incaricati che maturano il triennio nell’anno in corso.
Sosterrà, inoltre, l’applicazione integrale dell’ordine del giorno di dicembre approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati sul principio della compensazione tra settori formativi e regioni a copertura del 50% dei posti riservati ai Presidi triennalisti.
Per quanto riguarda la più generale vertenza scuola sul piano pluriennale di investimenti, sugli organici docenti e ata, sulla funzionalità dei servizi, CGIL CISL UIL Scuola hanno unitariamente indetto una iniziativa pubblica a carattere nazionale per la prima settimana del mese di marzo .

In preparazione della scadenza andranno mantenute e sviluppate le iniziative di informazione e coinvolgimento dei lavoratori della scuola.

 

Roma, 6 febbraio 2002


 

Concorso entro febbraio: la situazione, la posizione della Cgil Scuola

L’incontro con l’Amministrazione sugli Incarichi di presidenza per il prossimo anno scolastico ha avuto un suo prosieguo ad alto livello sul tema del bando del corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

Evidentemente la conferenza stampa CGIL CISL UIL scuola  di ieri 5 febbraio su tale questione ha avuto un suo effetto immediato. E questo va senz’altro ascritto all’impegno delle organizzazioni confederali che più di altre si sono mobilitate su questo fronte. Consapevoli della posta in gioco sia sul versante delle attese più che giustificate dei molti interessati – e primi fra questi i presidi incaricati -  sia su quello della copertura di molte sedi vacanti con personale dirigenziale già selezionato; aspetto che riguarda la qualità del servizio.

A questa seconda parte dell’incontro ha partecipato anche l’on. Aprea, sottosegretario del MIUR con delega su questa materia, che ha inteso esprimere l’orientamento del Ministero - evidentemente dimentico di tutte le lentezze e le disattenzioni dei mesi precedenti - di procedere all’emanazione  in tempi brevi dei bandi di concorso relativi al reclutamento dei dirigenti scolastici  e di volere operare snellendo le modalità operative. 

L’intervento successivo del dott. Zucaro, direttore  per il  Personale,  incaricato per l’emanazione del bando di corso-concorso, ha permesso di acquisire le seguenti informazioni.

-         I bandi di concorso saranno due, contemporanei e paralleli, distinti per le due tipologie di interessati: i presidi incaricati “triennalisti” (concorso riservato) e i docenti aspiranti (concorso ordinario)..

-         Per i presidi “triennalisti” è previsto un percorso riservato che prevede a. la presentazione dei titoli culturali e professionali;  b. un colloquio selettivo, per l’accesso al corso di formazione;  c. un corso che, secondo quanto previsto dalla Legge finanziaria, sarà ridotto (160 ore contro i 300 del percorso ordinario) e che si svolgerà nei mesi da luglio ad ottobre (ovviamente dall’anno in corso); d. un esame finale sulla base del quale verrà definita una graduatoria che permetterà di nominare i nuovi dirigenti scolastici vincitori dl concorso.

-         I corsi di formazione saranno organizzati, a livello regionale, dai direttori scolatici regionali, che si avvarranno per questa operazione degli IRRE (ex IRRSAE). L’intero percorso riservato dovrebbe concludersi – almeno questo è l’impegno assunto – entro il presente anno solare.

-         I candidati ammessi al periodo di formazione saranno in ogni caso assegnati a posti vacanti e  fino all’approvazione delle prime graduatorie dei vincitori del corso-concorso.

-         I due bandi di concorso saranno emanati entrambi entro il mese di febbraio. E da febbraio saranno attivate le procedure anche per il concorso ordinario. Per l’emanazione dei bandi si rende necessaria l’autorizzazione della Presidenza del Consiglio di Ministri che – ci è stato assicurato – è già stata richiesta. 

La CGIL scuola in particolare ha sottolineato la necessità che rientrino tra i “triennalisti” anche i presidi incaricati che, con due anni di servizio, hanno maturato nel corso di quest’anno 180 giorni di  servizio effettivo ed ha richiamato l’ordine del giorno approvato all’unanimità dalla Camera il 19 dicembre scorso, col quale si impegnava il governo su alcune questioni relative al reclutamento dei dirigenti scolastici. A tal proposito la CGIL ha richiesto il rispetto integrale degli impegni parlamentariche prevedono:

·        la possibilità di partecipare al concorso da parte di docenti con almeno sette anni di insegnamento e con titolo di laurea conseguito nel frattempo;

·        il colloquio basato sulle esperienze professionali presentate dai candidati;

·        la riserva dei posti del 50% da coprire integralmente da parte degli incaricati triennalisti, attraverso meccanismi di compensazione a livello interregionale e fra settori formativi (cioè tra scuola di base e scuola secondaria superiore);

·        trattamento identico a quello riservato ai triennalisti per i vice rettori e per le vice direttrici da almeno tre anni nei Convitti e negli Educandati femminili).

A tal proposito il sottosegretario, nel ricordare di aver personalmente votato l’ordine del giorno,  ha inteso ribadire il suo impegno sui vari punti.

Sui titoli di accesso la CGIL scuola ha inoltre sostenuto la necessità di approfondimenti che permettano di prendere in seria considerazioni esperienze professionali finora dimenticate (es.: quelle dei supervisori di tirocinio) o sottovalutate (per es.: incarichi di presidenza ricoperti da meno di tre anni per i quali va in ogni caso prevista una valutazione “pesante”)

Comunque, sulle questioni specifiche (i contenuti del colloquio nel concorso riservato, le voci dei titoli da valutare e il peso di ciascuno di essi, forme e contenuti del percorso di formazione …) è già stato programmato un incontro di approfondimento con le OO.SS per mercoledì 13 febbraio, alle ore 9.30.

Finalmente, grazie alla nostra fermezza, sembrano venute meno da parte dell’Amministrazione le preclusioni al confronto con le OO.SS, di cui è stata data ripetuta prova nei mesi scorsi.


 

Presentati i bandi di corso-concorso.

Sono state presentate nella giornata di mercoledì 13 febbraio le bozze dei bandi del corso concorso per i dirigenti scolastici.

Il confronto ha riguardato il bando per i presidi incaricati "triennalisti". E’ stato rinviata a martedì mattina la discussione sul bando del concorso ordinario.

Sul primo bando, l’attenzione si è focalizzata su alcune questioni, già da prima aperte e controverse, che possono essere così raggruppate:

Sui requisiti per l’ammissione: l’indicazione ministeriale, oltre a quella dell’incarico ricoperto da almeno tre anni (saranno valutati i servizi prestati per almeno 180 giorni), prevede che i requisiti si intendono posseduti anche se il servizio è stato prestato in settori formativi diversi (Scuola di base / Scuola Superiore). La CGIL ha sostenuto in proposito la partecipazione al corso concorso riservato ai "triennalisti" anche dei Vice Rettori e Vice Direttrici dei Convitti e degli Educandati che hanno ricoperto tale incarico da almeno tre anni ed ha sollevato anche la questione del requisito per l’ammissione dei docenti delle Elementari e materne e dei ITP con Sette anni di ruolo con laurea conseguita nel frattempo, che verrà ripresa martedì prossimo. Si è richiamato al riguardo che, su tale problema, alla Camera è stata presentata in novembre una "raccomandazione" votata all’unanimità.

Rispetto alla prima questione (Vice rettori e vice Direttrici), le posizioni dell’Amministrazione sono state finora negative, sulla base di alcuni riferimenti normativi non del tutto convincenti.

Sull’articolazione della procedura concorsuale:

  • esame colloquio: risulta accolta la proposta – sostenuta dalla CGIL - di un colloquio basato sulle esperienze proposte dal candidato. La bozza presentata parla in proposito di tematiche che attengono soprattutto al ruolo dirigenziale e alle competenze richieste, all’organizzazione della scuola e ai processi di innovazione in atto;
  • valutazione dei titoli - culturali e professionali - dei candidati che hanno superato la prova colloquio: saranno espressi in ventesimi e si darà più peso a quelli professionali. Tra i titoli culturali la proposta ministeriale indica, oltre al diploma di laurea – il cui punteggio va da un minimo di un punto ad un massimo di cinque -: altre lauree conseguite, diplomi o attestati di corsi universitari di specializzazione o di perfezionamento, dottorati di ricerca, borse di studio, master sull’organizzazione e sulla direzione delle scuole. Tra i titoli professionali, la proposta indica in primo luogo quello relativo agli anni di servizio maturati come presidi incaricati - oltre però il triennio utile per l’ammissione (fino ad un massimo di 8 punti) -; ma anche i servizi prestati come collaboratore vicario, come collaboratore e come funzione obiettivo e i servizi prestati in compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia e svolti presso l’amministrazione centrale o periferica. Si considerano anche i titoli conseguenti ad incarichi come rappresentanti della componente docenti nella giunta esecutiva degli OOCC e all’inclusione nella graduatoria di merito in concorso per l’accesso al ruolo direttivo ed ispettivo. La CGIL ha sostenuto in proposito la necessità di riconoscere anche il servizio prestato come comandati presso gli IRRE come supervisori delle SSIS (Scuole di specializzazione all’insegnamento secondario).
  • Esame finale: si articolerà in una prova scritta ed una orale. Nella proposta dell’amministrazione la prova scritta dovrà accertare le capacità di risolvere problemi professionali e riguarderà tematiche affrontate nel corso di formazione; il suo superamento – con punteggio inizialmente non inferiore ai 24/30 – è condizione per l’ammissione alla prova orale. La quale prevede tra l’altro: la presentazione e la discussione di un progetto – sui temi dell’autonomia - legato all’esperienza del candidato; l’esame di quesiti su aspetti organizzativi approfonditi nel corso e affrontati nell’esperienza del candidato. La CGIL ha sostenuto invece la prova unica da svolgere sulle esperienze di tirocinio e su argomenti trattati nel corso di formazione. Sul punteggio finale è stata ribadita la scelta che esso sia il risultato del punteggio di ammissione al periodo di formazione e del punteggio della prova finale.
    Relativamente al punteggio minimo delle prove d’esame, sia per l’ammissione al corso di formazione che finali, la CGIL ha sostenuto che il punteggio minimo dovesse essere quello della sufficienza e non invece quello proposto (corrispondente a 8/10). 

Un tema particolarmente caldo tra quelli affrontati è stato quello della riserva di legge sul 50% dei posti a concorso. La CGIL ha ribadito la sua posizione che prevede la compensazione fra settori formativi e fra regioni per l’integrale rispetto del 50% dei posti riservati ai triennalisti. In proposito si è sostenuto che occorrerebbe prevedere, nell’ambito dei corsi di formazione, l’organizzazione di moduli specifici di formazione relativo ai settori formativi diversi da quelli di provenienza: ciò potrà consentire, ai fini della compensazione, il rispetto della riserva del 50 % dei posti.

La risposta dell’amministrazione è stata di non disponibilità ad accogliere la proposta. A tal proposito continueremo a sostenere il rispetto della "raccomandazione" al riguardo approvata all’unanimità dalla Camera il 19 novembre scorso e investiremo della questione i parlamentari – e tra questi quelli che ricoprono incarichi di governo - che di tale "raccomandazione" sono stati primi firmatari o sostenitori.

...................

Roma, 13 febbraio 2002


 

Lettera al Ministro sul concorso

 

Pubblichiamo di seguito la lettera a firma di Enrico Panini inviata il 15.2.2002 al Ministro dell’Istruzione e riguardante il concorso per Dirigenti Scolastici.

Roma, 18 febbraio 2002


 testo lettera

Oggetto:   Concorso per Dirigenti Scolastici:  compensazione fra settori formativi e fra Regioni per i Presidi Incaricati triennalisti;  inclusione nella riserva degli Incaricati Vice-rettori e Vice-direttrici.

 La presente per riproporre, come già fatto più volte in passato e nei recenti incontri, in vista dell’imminente indizione del bando di concorso per Dirigenti Scolastici, che sia salvaguardata l’integrità del contingente, pari al 50%, dalla Legge  riservato ai Presidi Incaricati con almeno tre anni di incarico.

A tal fine il Parlamento, in sede di discussione della Legge Finanziaria 2002 articolo 22 commi 8-11, ha approvato un apposito ordine del giorno  all’unanimità,  raccomandando al Governo di utilizzare la misura della cosiddetta “compensazione” fra settori formativi e fra Regioni.

 

 Al pari della prima questione ricordiamo un secondo problema, anch’esso più volte e nelle stesse sedi costantemente segnalato, concernente l’ inclusione nel contingente dei posti riservato ai Presidi Incaricati cosiddetti triennalisti, ovvero con almeno tre anni di incarico, anche dei Vice-rettori e delle Vice-direttrici dei Convitti e degli Educandati statali che si trovano nella stessa condizione, cioè che hanno prestato almeno tre anni di incarico, al momento dell’indizione del suddetto bando.

Ricordiamo che tale diritto che, se negato, sarebbe impugnabile in sede giurisdizionale, discende dall’articolo 25  comma 7 del D.L.vo 165/2001, laddove i Vice-rettori e le Vice-direttrici sono equiparati ai Presidi e ai Direttori delle scuole statali con diritto di assumere la qualifica dirigenziale. E’ di logica conseguenza l’equiparazione del Vice-rettore e della Vice-direttrice al Preside Incaricato.

E’ da ricordare, altresì, che la C. M. 195 del 27 luglio 1976, nel disciplinare il conferimento dell’incarico delle figure in parola, prescriveva requisiti in tutto simili a quelli da possedere per ottenere l’incarico di presidenza.

In questo senso, peraltro, si è espresso unanimemente il Parlamento nello stesso ordine del giorno sopra menzionato.


Dirigenti Scolastici: I bandi di concorso

 

Nella riunione del 19 febbraio tra le Organizzazioni sindacali e i rappresentanti dell’Amministrazione (dott. Zucaro, direttore generale, e dott. Pagliuso), sono stati affrontati in particolare i seguenti punti:

1. Concorso riservato.

  • Titoli: dovrebbe cambiare la distribuzione interna dei punteggi in ventesimi tra i titoli culturali e i titoli professionali. La nuova indicazione è di assegnare 13/20 ai titoli di servizio e professionali e 7/20 a quelli culturali. Essa prevede conseguentemente una maggiorazione dei punti attribuiti

a) agli anni di servizio maturati come preside incaricato (fino ad un massimo di 10)
b) agli anni di servizio prestati come collaboratore vicario (fino ad un massimo di 3)
c) agli anni di servizio prestati come collaboratore e come funzione obiettivo (fino ad un massimo di 0.10)

Tra i titoli viene inserito anche quello relativo all'attività di supervisore di tirocinio per la formazione iniziale degli insegnanti di ogni ordine di scuola (punti 0.05 per ogni anno di servizio)
Relativamente ai titoli, la CGIL ha riproposto il riconoscimento sia del servizio prestato presso gli IRRE in incarichi legati ai processi dell'autonomia, sia dell’attività di docenza e di direzione nei corsi di aggiornamento.
E, a proposito dei requisiti per l’ammissione al concorso riservato, abbiamo rappresentato i casi dei "triennalisti" con 5 anni di servizio con laurea, che rischiano di non essere ammessi al concorso riservato se non cade la pregiudiziale dei 7 anni di servizio con laurea.

  • Punteggio delle prove: l'amministrazione ha parzialmente accolto la proposta di un abbassamento della soglia di ammissione, che passa ad un punteggio equivalente ai 7/10 (contro gli 8/10 della proposta iniziale).
  • Prova finale: l’Amministrazione ripropone la prova articolata in scritto e orale.
  • Accertamento della conoscenza della lingua inglese: è stato precisato che tale conoscenza è riferita alla pratica informatica e l'accertamento si limiterà ai contenuti del corso di formazione, dal momento che la prova orale in cui si inserisce è finalizzata a verificare la padronanza delle tematiche trattate durante il periodo di formazione.

2. Concorso ordinario. E’ stata presentata la seguente articolazione della procedura:

  • selezione per titoli. Serve per valutare i candidati che possono partecipare al concorso di ammissione. Saranno redatte tre graduatorie, una per ciascun settore formativo (elementare e media; secondaria superiore; istituzioni educative);
  • concorso di ammissione: prevede una prova scritta articolata
  1. nella stesura di un saggio breve sulle tematiche dello sviluppo della conoscenza, della progettualità formativa, dei valori e delle pratiche giovanili legati alle trasformazioni sociali, dei principi dell'apprendimento e della qualità del servizio di istruzione;
  2. nella predisposizione di un progetto su: analisi delle esigenze formative, sviluppo del personale docente e ATA, attività di promozione culturale sul territorio, processi di innovazione nella scuola dell'autonomia, P.O.F., criteri di verifica della qualità della formazione e del servizio,

e in una prova orale articolata in due parti:

  1. un colloquio di gruppo (al massimo di sei candidati) sul ruolo del dirigente scolastico, sui progetti dell'autonomia, sugli utenti della scuola e sulla "soddisfazione" del personale docente e ATA,
  2. un colloquio individuale sulle tematiche degli obiettivi formativi e dei criteri di verifica, delle richieste dell'utenza e dello sviluppo della scuola, del coordinamento delle risorse, della gestione dei conflitti e della integrazione nei gruppi classe.
  • Periodo di formazione: durata 9 mesi (160 ore di "lezioni frontali" e 80 ore di tirocinio)
  • Esame finale. Prevede una prova scritta sulle tematiche trattate nel periodo di formazione e una orale che si articola in tre momenti
  1. presentazione e discussione di un progetto relativo ai profili dell'autonomia tra quelli già promossi o da promuovere nelle scuola dove si è svolto il tirocinio;
  2. discussione su temi di natura giuridica e finanziaria e sulle tematiche dell'organizzazione scolastica, dell'analisi del contesto e della progettazione formativa (tutti approfonditi nel corso)
  3. accertamento della conoscenza della lingua inglese e della pratica informatica (identico a quello previsto per il riservato).

La valutazione è espressa in trentesimi per ciascuna prova.

  • Graduatorie finali: si compilano per ciascun settore formativo secondo la valutazione complessiva determinata dalla somma dei voti riportati nella prova scritta e orale.

La tabella dei titoli prevede punti fino ad un massimo di 9 per i titoli culturali e punti fino ad un massimo di 11 per i titoli di servizio e professionali (si riconoscono fino a 6 punti per gli anni di servizio come docente; fino a 3 punti per il servizio prestato quale preside incaricato; fino ad un massimo di 2 punti per il servizio come vicario; si riconoscono anche gli incarichi come collaboratore o come funzione obiettivo, come rappresentante della componente docente nella Giunta Esecutiva degli OOCC e i servizi prestati per compiti connessi all'autonomia e in qualità di supervisori nell'attività di tirocinio per la formazione iniziale dei docenti nei vari ordini di scuola.

3. Questioni non ancora definite sulle quali la CGIL ha espresso le sue posizioni

- Requisiti di partecipazione: sganciare il requisito della laurea dagli anni di servizio, per permettere la partecipazione al concorso dei docenti di scuola dell'infanzia, delle elementari e degli ITP delle superiori con almeno 7 anni di servizio e con laurea conseguita nel frattempo. E' stato richiamata a questo punto la "raccomandazione" della Camera a cui abbiamo fatto più volte cenno.
- Numero dei candidati da ammettere al concorso ordinario: la proposta avanzata è di allargare la platea dei candidati (da 4 a 6 volte il numero dei posti messi a concorso).
- La struttura del saggio della prova scritta per il concorso di ammissione: predefinirne la lunghezza per una più efficace e più "economica" valutazione delle competenze che si intendono accertare.
- Titoli: valutare, tra quelli professionali, anche la docenza e la direzione dei corsi di aggiornamento e il servizio prestato presso gli IRRE in incarichi legati ai processi dell'autonomia.

L’incontro ha affrontato le seguenti altre questioni:

- tempi delle prove: rispetto ai quali è prevalso l'orientamento, espresso dalla CGIL scuola e dalle altre organizzazioni, di prove nazionali con decorrenza unica e senza diversificazioni;
- reinserimento in servizio dei presidi di ruolo che hanno lasciato l'attività prima del concorso a preside e che chiedono di partecipare al concorso riservato: nel merito sarà fornita una risposta nel prossimo incontro.

La prossima riunione è stata prevista per dopo la ridefinizione delle bozze dei bandi che dovrebbero tener conto delle osservazioni presentate dalle organizzazioni sindacali.

Roma, 19 febbraio 2002


 

Concorso per dirigenti scolastici: requisiti di partecipazione

Pubblichiamo la lettera che Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals hanno inviato al Ministro dell’Istruzione per sollecitare una interpretazione non restrittiva della legge per la partecipazione al concorso per dirigenti scolastici in modo da consentire la partecipazione alla fase pre-selettiva anche del personale docente con sette anni di ruolo e laurea presa nel frattempo.

ecco il testo della lettera

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Prot. n. 444                                                                 Roma, 20 febbraio 2002

 

Oggetto: reclutamento dirigenti scolastici. Requisiti di partecipazione.

 

Le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono sottoporre all'attenzione delle Signorie Loro una delicata questione emersa in sede di informazione preventiva sui contenuti delle bozze dei due bandi (ordinario e riservato) relativi al reclutamento dei dirigenti scolastici.

Si tratta, in particolare, dei requisiti di partecipazione.

 Una disposizione contenuta nell'art. 29 del D.L.vo 165/2001 stabilisce che al concorso suddetto "…è ammesso il personale docente ed educativo che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio di almeno sette anni con possesso di laurea, nei rispettivi settori formativi…"

 Tale disposizione, riprodotta pressoché  testualmente nelle richiamate bozze, assoggetterebbe anche il requisito culturale di accesso al concorso, cioè il possesso della laurea, ad un periodo temporalmente definito, di almeno sette anni, che - secondo la più evidente e ragionevole interpretazione della volontà del Legislatore - deve intendersi riferito esclusivamente al servizio effettivamente prestato dopo la nomina in ruolo.

 Attenendosi ad una lettura meramente letterale della dizione sopra richiamata, (che prefigurerebbe un caso unico ed anomalo rispetto alle procedure di reclutamento fin qui conosciute), tutti coloro che, pur potendo vantare la prescritta anzianità di servizio non dispongono della supposta anzianità del possesso di laurea, si vedrebbero esclusi dalla possibilità di partecipazione alle procedure di reclutamento. Esclusione che, paradossalmente riguarderebbe anche un certo numero di presidi incaricati, destinatari di una riserva legislativamente garantita e penalizzerebbe quanti, mossi da un ammirevole impegno di miglioramento culturale e professionale, hanno conseguito la laurea dopo l'immissione in ruolo, non essendo la laurea stessa richiesta dal previgente ordinamento per l'accesso a determinati ruoli di docenza.

Di questa situazione si è voluto far responsabilmente carico anche il Parlamento che, reputando assurde e penalizzanti le conseguenze imputabili all'omissione di una virgola nel contesto della disposizione sopra richiamata, in un'apposita Raccomandazione  votata all'unanimità e con il sostegno del Rappresentante del Governo, ha impegnato tra l'altro il Governo stesso affinché: "nel primo corso concorso sia ammesso il personale docente ed educativo delle istituzioni statali che all'atto di emanazione del bando, risulti in possesso di laurea, e abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno sette anni nei rispettivi settori formativi della scuola di base, della secondaria superiore e degli istituti educativi;…omissis".

 Le scriventi Organizzazioni, ritenendo che un così autorevole avallo parlamentare possa consentire a codesta Amministrazione l'esercizio legittimo di una potestà discrezionale, chiedono che le bozze dei bandi in oggetto vengano integrate nel senso sopra indicato

 

Cgil Scuola               Cisl Scuola                            Uil Scuola                  Snals
        E. Panini                   D. Colturani                         M. Di Menna            F. Ricciato


 

Concorso per Dirigenti: titoli in corso di maturazione

 

A proposito dei titoli necessari per la partecipazione al concorso per Dirigenti scolastici, vanno fatte alcune precisazioni in merito alla specifica questione degli aspiranti che potrebbero acquisire tali titoli nel corso dell’espletamento del bando.

Nei confronti finora avuti sull’argomento l’Amministrazione ha espresso la sua posizione sostenendo che i titoli necessari alla partecipazione devono essere posseduti all’atto della presentazione della domanda: ciò consente, ad esempio, ai Presidi Incaricati triennalisti che stanno maturando il triennio nell’anno in corso di partecipare al percorso riservato, dal momento che il terzo anno (180 giorni) si intende prestato con il febbraio 2002.

Altri interessati ( esempio, coloro che aspettano, ai sensi della L.508/99, l’espletamento di un corso integrativo per acquisire l’equiparazione del titolo alla laurea) si trovano, così, in una analoga situazione: possono partecipare, se alla data della presentazione della domanda sarà stato acquisito dall’aspirante il titolo di laurea o equivalente.

Naturalmente, in questo ultimo esempio, vi è l’inadempienza dell’Amministrazione che, non dando seguito ad una legge attraverso il varo di un regolamento applicativo, mette in condizione di svantaggio una parte di incolpevoli docenti.

La posizione da noi sostenuta è invece la seguente: che sia consentito a chi è in procinto di acquisire un titolo necessario per la partecipazione di avanzare domanda e di partecipare alla fase preselettiva, ma con la riserva di presentare entro il tempo dell’espletamento del bando il titolo in corso di acquisizione.

Roma, 4 marzo 2002

 

Concorso per Dirigenti: il risultato dell'incontro del 12 aprile al Miur

A conclusione dell’Assemblea Nazionale dei Presidi Incaricati indetta da CGIL CISL UIL Scuola e svoltasi a Roma il 12 aprile 2002, una folta delegazione ha incontrato alle ore 13.00 il Direttore Generale Antonino Zucaro del Miur (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca).

La delegazione CGIL CISL UIL Scuola ha rappresentato le forti preoccupazioni della categoria e il pesante giudizio negativo nei confronti del Governo che ha disatteso gli impegni assunti di indire il bando di concorso entro la fine di febbraio 2002.

La delegazione ha chiesto conto di questo incoerente atteggiamento del Governo, che ha peraltro alimentato voci diffuse dalla stampa circa l’intenzione del Governo stesso di operare riduzioni nella rete scolastica, rivedere la legge sul concorso e non emanare neppure l’Ordinanza sugli incarichi di Presidenza.

Il Direttore Zucaro, che ha dichiarato di parlare a nome e su mandato del Sottosegretario all’Istruzione V. Aprea, ha esposto le seguenti posizioni del Ministero :

  • il Miur ha inviato una lettera di spiegazione al Ministero dell’Economia con la precisazione che le nuove assunzioni di 3500 Dirigenti Scolastici non comportano nessun onere aggiuntivo per le Finanze;

  • i posti da mettere a concorso per il Miur ammontano a 3618;

  • non è allo studio del Miur nessuna ipotesi di dimensionamento della rete scolastica con conseguente riduzione del numero delle unità scolastiche; operazione peraltro che è nelle disponibilità delle Regioni e non del Ministero per cui qualunque intervento ministeriale in questo senso sarebbe illegittimo se non incostituzionale;

  • non è nelle intenzioni del Ministero e del Governo di rivedere la legge sul bando di concorso:

  • l’Ordinanza Ministeriale sugli incarichi di Presidenza è alla firma e uscirà nei prossimi giorni;

  • conoscendo l’orientamento positivo del Dipartimento della Funzione Pubblica auspica che nei prossimi giorni il blocco di fatto del Concorso venga rimosso.

La delegazione sindacale prende atto della comunicazione ufficiale rappresentata dal Dott. Zucaro e comunica che tutte le iniziative messe in cantiere dall’Assemblea - mobilitazione della categoria, incontro con i Gruppi Parlamentari e i Partiti, partecipazione allo sciopero del 16 aprile, richiesta di interrogazioni parlamentari, azioni di presidio alle sedi responsabili, eventuali azioni di sciopero – sono confermate.

Poiché il 17 aprile, in seguito alle pressioni confederali di questi giorni, le delegazioni sindacali saranno ricevute dal Capo di Gabinetto del MIUR, per sciogliere definitivamente ogni questione in merito, si valuterà in quella sede come calendarizzare le iniziative di lotta e come e se proseguire con la mobilitazione fino all’ottenimento dell’indizione del bando perché esso, sia nella parte riservata sia nella parte ordinaria, possa produrre i suoi effetti fin dal prossimo settembre.

CGIL Scuola                CISL Scuola                    UIL Scuola

Roma, 12 aprile 2002


 

Concorso per Dirigenti: le iniziative di lotta di Cgil, Cisl, Uil Scuola

BANDO DI CONCORSO PER DIRIGENTI SCOLASTICI

MOZIONE FINALE DELL’ASSEMBLEA CGIL CISL UIL SCUOLA

L’Assemblea Nazionale di Presidi Incaricati e dei Docenti interessati al bando di Concorso per Dirigenti Scolastici, che ha visto la partecipazione di rappresentanti tutte le Regioni italiane, tenutasi a Roma il 12 aprile 2002, esprime un giudizio pesantemente negativo sul comportamento del Governo che ha bloccato, di fatto, l’indizione del bando di Concorso per Dirigenti Scolastici.

Siamo in presenza di un atto sconsiderato che penalizza le scuole italiane ed è irrispettoso della volontà stessa del Parlamento che, in sede di approvazione della Legge Finanziaria 2002, aveva introdotto modifiche alle procedure concorsuali per renderne più snello l’iter, con l’evidente obiettivo di concluderlo entro il 2002.

Esso, infatti, assume il significato di un attacco alla qualità della scuola pubblica perché:

  • la espone al cambio continuo di Dirigenti Scolastici compromettendone la continuità di gestione;

  • ipotizza che possano gestirsi le scuole senza un Dirigente nel pieno delle sue responsabilità e nella certezza di rapporto di lavoro;

  • perché lascia intendere che possono aggiungersi nei prossimi anni alle oltre 3500 scuole altri istituti privi di Dirigenti Scolastici titolari.

Il Governo, che, all’indomani di una Conferenza stampa indetta dai Sindacati Confederali sull’argomento il 5 febbraio, si era pubblicamente impegnato ad emanare il bando entro febbraio 2002, si è clamorosamente smentito.

L’Assemblea, a tutela della scuola pubblica e dei legittimi interessi maturati dai Presidi incaricati in assenza di concorso dal 1990 e delle legittime aspirazioni dei Docenti che intendono accedere alla funzione dirigenziale scolastica, rivendica:

  • il rispetto degli impegni presi dal Governo tramite il Ministero dell’Istruzione circa l’immediata indizione del bando in tempi utili per preporre i Dirigenti Scolastici alle scuole nel settembre del 2003;

  • la conseguente organizzazione accelerata del percorso riservato ai Presidi Incaricati triennalisti per consentire loro, come previsto dalla Legge 448 del dicembre 2001, la scelta delle sedi a settembre e, superato il concorso, la conferma nelle stesse sedi entro dicembre;

  • il rispetto delle modalità di svolgimento del bando già concordate negli incontri di febbraio con le Organizzazioni Sindacali.

In particolare richiede il rispetto integrale della mozione parlamentare votata all’unanimità dal Parlamento il 19 dicembre 2001 che, nel percorso riservato ai Presidi Incaricati triennalisti, raccomandava l’ammissione tramite esame colloquio su argomenti scelti dal candidato, la compensazione fra settori formativi e regioni a rispetto integrale del 50 % dei posti della riserva, la partecipazione dei triennalisti incaricati dei Convitti e degli Educandati statali; e nel percorso ordinario raccomandava l’ammissione dei Docenti con sette anni di ruolo e il possesso di laurea anche conseguita nel frattempo.

L’Assemblea ritiene inoltre che debbano essere date immediate assicurazioni da parte dell’Amministrazione circa l’uscita immediata dell’Ordinanza di incarichi di Presidenza per il prossimo anno scolastico.

L’Assemblea dà mandato alle Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL Scuola di continuare la battaglia in tutte le forme e in tutte le sedi per ottenere l’immediata indizione del Concorso, attraverso l’organizzazione di presidi al Tesoro e all’Istruzione, gli incontri con i Gruppi Parlamentari, la richiesta a tutti Partiti di interrogazioni al Parlamento, azioni di mobilitazione e di lotta fino allo sciopero che coinvolgano non solo i diretti interessati ma i Dirigenti scolastici, i docenti e tutto il mondo della scuola.

L’Assemblea Nazionale infine decide unanimemente di aderire allo sciopero generale unitario confederale del 16 aprile, invitando i Presidi Incaricati e i Docenti alla partecipazione alla giornata di lotta del 16 anche a sostegno delle rivendicazioni avanzate dall’Assemblea stessa in difesa della scuola pubblica.

 

Roma 12 aprile 2002


 

Seguono altre varie iniziative che qui riporto nei soli titoli:

15  Blocco concorso per i Dirigenti: interrogazione parlamentare

15  Reclutamento Dirigenti scolastici

18  Concorso per dirigenti: confusione del MIUR all'incontro del 17.4

17  Richiesta incontro col Ministro sul concorso per Dirigente Scolastico

16  La protesta CGIL CISL UIL Scuola contro il blocco concorsi dei dirigenti 

27  Testo nota Miur sul concorso per presidi incaricati

28  Concorso per Dirigenti Scolatici: l'iniziativa dei sindacati dei sindacati Confederali

03  I Sindacati Confederali sui concorsi a preside

05  Concorso subito per la dirigenza scuola

26  Convocazione su procedura concorsuale dirigenza scolastica

30  Salta l’incontro del 30 luglio peri concorsi della dirigenza scolastica.

13  Concorso Dirigenti Scolastici: richiesta incontro 

10  Concorso Dirigenti Scolastici: ricorso al Tar



Quindi:

Avvio trattativa valutazione dirigenti scolastici

 

Il giorno 11-10-2002, a seguito della convocazione fatta pervenire dall’Amministrazione, si è svolto l’incontro di avvio della sequenza negoziale sulla individuazione dei criteri di attribuzione della retribuzione di risultato, come previsto dall’articolo 7 del CCNI dell’Area V della Dirigenza Scolastica.

L’Amministrazione ha presentato una proposta di accordo centrata sostanzialmente sui seguenti punti: rispetto delle clausole contrattuali del CCNL articolo 27 dei DS e della Legge 286/99 sulla valutazione dei Dirigenti dello Stato; attribuzione della retribuzione di risultato non inferiore al 20% della retribuzione di posizione; un incremento ulteriore rispetto al 20 % correlato agli esiti della valutazione e basato su un numero di livelli di norma non superiore a tre (di fatto quattro se si comprende la valutazione negativa); valutazione da parte del valutatore di prima istanza designato dal Direttore Regionale, per l’anno scolastico in corso, basata su di una relazione predisposta dal Dirigente Scolastico.

La determinazione del compenso di risultato (compreso l’incremento ulteriore rispetto al 20%) e l’individuazione del numero dei livelli (non più di tre) dovrebbero essere materia della Contrattazione Integrativa Regionale. L’ipotesi transitoria per il 2002-2003 – valutazione sulla base di una relazione del DS – si giustificherebbe per l’Amministrazione sulla base del fatto che sono da individuare ancora i valutatori e che ciascuno di essi dovrebbe valutare un consistente numero  di Dirigenti Scolastici.

 

La CGIL Scuola, sentita la proposta dell’Amministrazione, ha svolto in premessa le seguenti considerazioni.

La valutazione ha senso e significato solo se ha come finalità generale l’elevamento della qualità dell’offerta formativa, essendo la prestazione professionale del Dirigente Scolastico parte fondamentale e integrante del servizio istituzionale di istruzione e formazione.

In questo senso la valutazione ha significato e valore solo se, lungi dal costituire elemento prettamente giudicante e alla fine sanzionatorio,  promuove e incoraggia la professionalità del Dirigente Scolastico, assumendo così una dimensione proiettiva e incoraggiante nella misura in cui individua gli elementi di forza del comportamento professionale.

Il sistema di valutazione deve, pertanto, suscitare condivisione e partecipazione del valutato, come peraltro è universalmente previsto nei modelli di valutazione che coinvolgono soggetti adulti.

Qualsiasi nuovo modello ha bisogno di essere testato, sperimentato e validato prima che abbia effetti sul piano retributivo e professionale.

Per questo, soprattutto in una fase caratterizzata da incertezze e ristrettezze amministrative, occorre mettersi nell’ottica non tanto di introdurre ex abrupto un nuovo modello purchessia ma di introdurre un buon modello che sia accettato e partecipato dagli operatori perché dia buoni frutti.

La proposta dell’Amministrazione non risponde a tali premesse e a tali rilievi. Anche sul piano retributivo le risorse non consentono di erogare il 20% della retribuzione di posizione, addirittura incrementato di ulteriori percentuali premianti. 

In seguito a tali premesse la CGIL Scuola avanza la proposta di costruire un sistema di valutazione:

- che non prescinda dagli obiettivi che vengono assegnati nel contratto individuale al Dirigente scolastico (oggi la quasi totalità dei Contratti fra Direttore Regionale e Dirigente Scolastico è sprovvista di indicazione di obiettivi e programmi specifici  ritagliati sulla scuola che si dirige);

- che abbia chiarezza e certezza sulle figure dei valutatori di prima istanza, perché siano  affidabili e credibili (considerato, peraltro,  che chi svolge compiti di controllo amministrativo-contabile e di gestione è escluso per Legge -D.L.vo 286/99- e Contratto -art. 27- da questo compito);

-che dia garanzie sulle modalità concrete di valutazione (non deve essere cartacea - come sembra  essere quella proposta dall’Amministrazione -, deve far partecipare il valutato, deve prevedere un colloquio col DS e  la conoscenza diretta delle situazioni). Poiché tali modalità sono previste dal Contratto e dalla Legge citata, e non sono atti approssimativi da svolgere ma atti obbligati da parte del valutatore, occorre la garanzia che essi siano effettivamente praticabili (numero e modalità di azione dei valutatori non sono elementi da lasciare nell’incertezza). 

Vista, peraltro, l’estrema modestia dei compensi da erogare in seguito alla valutazione, e vista l’incertezza, ad oggi, circa tutti gli elementi evidenziati, la CGIL Scuola propone che si avvii una sperimentazione della valutazione che abbia, in questo momento, un solo possibile esito sul piano professionale (cioè valutazione positiva), non contenga i livelli proposti dall’Amministrazione, e abbia esiti egualitari sul piano retributivo (alla valutazione positiva deve corrispondere o una retribuzione uguale per tutti il cui compenso è da determinare in base alle risorse o una retribuzione differenziata applicando la medesima percentuale alla retribuzione di posizione di appartenenza, in sede di Contrattazione Regionale).

Naturalmente l’eventuale valutazione negativa – ipotesi residuale e possibile già prevista dal Contratto- fa scattare le clausole di salvaguardia contenute nell’articolo 27 del CCNL.

In altri termini, poiché l’Amministrazione sembra non essere ancora in grado di mettere in campo un sistema accettabile e accettato, un numero adeguato di valutatori che siano esperti, una certezza di realizzazione di alcuni elementi essenziali della valutazione (partecipazione al procedimento da parte del valutato, colloquio, conoscenza delle situazioni da parte del soggetto valutatore),  è opportuno concentrare la valutazione più sulla sperimentazione della strumentazione valutativa che non sugli esiti professionali e retributivi a carico del personale.

L’avvio sperimentale della valutazione, per essere utile, deve, nella concreta situazione di oggi, concentrarsi sulla costruzione degli strumenti, prescindendo dagli esiti professionali e retributivi, i quali possono essere differenziati e premianti solo quando gli strumenti, testati accettati validati, daranno piena garanzia della loro efficienza (funzionamento condiviso) ed efficacia (promozione della professionalità del Dirigente Scolastico).

L’Amministrazione ha recepito molte delle osservazioni avanzate (sull’esiguità dei fondi, sulla improbabile praticabilità del minimum del 20%, sulla necessità di trovare una modalità che rispetti i termini stabiliti dalla Legge circa la partecipazione del valutato, sulla esigenza di un avvio sperimentale,  ecc.) e si è riservata di approfondire tutta la problematica anche con i tecnici dell’INVALSI (Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema Scolastico). [la parte è stata evidenziata da me].

La ripresa delle trattative è, pertanto, prevista fra circa due settimane.

Roma, 11 ottobre 2002


 

Concorso per dirigenti: subito il riservato e contestuale bando per l’ordinario

Il giorno 21 ottobre 2002, il Coordinamento Nazionale dei Presidi Incaricati della CGIL Scuola, convocato per esaminare la situazione relativa al bando di concorso  di imminente indizione, ha avanzato le seguenti osservazioni e proposte.

E’ un fatto positivo, come più volte sottolineato dalla CGIL Scuola, che venga bandito il concorso riservato, da svolgere in tempi rapidi e anticipati e con specifiche modalità rispetto al concorso ordinario a beneficio dei Presidi Incaricati, in modo tale che questi ultimi siano preposti da Dirigenti alle scuole a partire dal 1 settembre 2003. Questo è un atto dovuto non solo per le scuole italiane ma anche per i diritti maturati da chi svolge le funzioni dirigenziali da moltissimi anni, senza il correlativo riconoscimento del ruolo a causa della mancata indizione di concorsi da oltre un decennio.

Tuttavia, dagli ultimi confronti avuti, su nostra sollecitazione, con i rappresentanti dell’Amministrazione,  in seguito alla delibera assunta il 4 ottobre dal Consiglio dei Ministri per l’autorizzazione tramite DPR al MIUR di indizione del bando di concorso riservato  per 1500 posti, emerge un quadro che desta  preoccupazione e allarme.

Ciò in ordine sia alle stesse modalità di svolgimento del concorso riservato sia al successivo espletamento del concorso ordinario. 

Per quanto attiene alle modalità di svolgimento del concorso riservato, permangono alcuni elementi di ambiguità che potrebbero essere ancora evitati, laddove si impongono nel percorso selettivo punteggi superiori alla sufficienza o si prevedono in fase finale prove scritte e orali sia pur attenuati dall’unicità del voto.

Ma, quel che più rileva e che ha bisogno di essere ripensato e rivisto è il meccanismo privo delle garanzie che le stessi Leggi prevedono e che hanno riservato su base nazionale la metà dei posti messi a concorso.

 Il meccanismo previsto dall’Amministrazione è tale da prefigurare due concreti rischi: il primo, di avere, alla fine del percorso concorsuale, situazioni regionali e settori formativi  dove rimangono posti vuoti e non tutti i 1500 posti della riserva assegnati; il secondo, di esporre il concorso riservato ai ricorsi degli eventuali esclusi in fase di ammissione al corso di formazione  in presenza di posti che rimarranno vuoti su base nazionale

Se è vero, infatti, che le commissioni e i concorsi sono regionali, è altresì vero che la riserva di 1500 posti è su base nazionale. Non prevedere misure di salvaguardia dell’integrità dell’assegnazione dell’intero lotto di 1500 posti, perché si lascia alla casualità delle domande da presentare nelle Regioni dove si presume che vi sia maggiore disponibilità, fa correre seri pericoli di tagliare fuori gli aventi diritto e di lasciare le scuole prive di Dirigenti Scolastici nell’ambito dei 1500 posti riservati.

A tal fine,  poiché il concorso, seppur organizzato su base regionale, è tuttavia in questa fase di transizione pensato come concorso nazionale, occorre creare un meccanismo di partecipazione al concorso di tutti gli aventi diritto nella regione di provenienza con ammissione integrale al corso di formazione e, una volta superata la selezione, con possibilità di mettersi in coda nelle graduatorie di altre Regioni.

E’ il cosiddetto meccanismo della compensazione previsto e raccomandato da una unanime espressione parlamentare del 19 dicembre 2001. 

Per quanto attiene al concorso ordinario, si ritiene indispensabile che nello stesso atto di indizione del concorso riservato sia contenuta con precisione, al di là di generici impegni politici, destinati ad essere messi in discussione e disattesi a seconda  delle contingenze politico-economiche, la data entro cui avviare il bando per gli altri 1500  posti, in modo da dare certezza alla scuola e agli aspiranti docenti e Presidi Incaricati non triennalisti.

Questi elementi  si rivelano tanto più necessari quando si pensi che, in assenza della certezza dello svolgimento del concorso ordinario, viene a cadere uno dei presupposti del superamento dell’istituto dell’incarico di Presidenza.

 A tal proposito le norme, infatti, prevedono che non si farà più ricorso agli incarichi di Presidenza una volta effettuato il primo bando di concorso. Il solo concorso riservato e non contestuale – sia pur nelle previsioni- al concorso ordinario, non soddisfa le condizioni per il superamento dell’istituto degli incarichi di Presidenza e lascia ancora per molti anni numerosissime scuole prive di Dirigenti Scolastici, certamente impossibili da dirigere attraverso la reggenza che la Legge e il Contratto prevedono solo come forma residuale di gestione delle scuole. 

Il Coordinamento Nazionale della CGIL Scuola ritiene necessario sviluppare una iniziativa di denuncia e di mobilitazione, insieme con le altre Organizzazioni Confederali, con il Coordinamento Nazionale dei Presidi Incaricati e con tutte le forze che ne ritengono condivisibili gli obiettivi, mettendo in campo le iniziative finalizzate al raggiungimento di positivi risultati.

 

Roma 21 ottobre 2002                                    COORDINAMENTO NAZIONALE

                                                                     PRESIDI INCARICATI CGIL SCUOLA


 Ecco il bando di concorso riservato dirigenti scolastici

  Nel pubblicare di seguito  il testo del bando del corso-concorso riservato con i materiali annessi, esprimiamo,  come CGIL scuola, soddisfazione  perché finalmente si potrà consentire a presidi impegnati nella gestione della scuola, spesso da molti anni ed egregiamente, di accedere ad un concorso che li farà diventare dirigenti. Va aggiunto però che tale bando affronta solo parzialmente  il problema della mancanza di dirigenti scolastici. Il fabbisogno in proposito è infatti di molto superiore al numero di posti messi a concorso (1500). Ci sarebbe voluto un contestuale bando per l’ordinario. Ma così non è stato.  Perciò, su questo versante, continuerà forte  la nostra pressione.


 

 

I Dirigenti Scolastici in campo: incontro al Miur nei prossimi giorni

 

I Dirigenti Scolastici hanno, nella settimana che va dal 16 al 20 dicembre 2002, sviluppato una iniziativa a tutto campo per confrontarsi sulle condizioni attuali della scuola pubblica statale e per discutere del loro Contratto scaduto il 31 dicembre 2001.  

Le iniziative, lanciate dal Coordinamento Unitario CGIL CISL UL Scuola con la partecipazione dello Snals,  sono state molteplici:

-         si sono svolti incontri con i Capigruppo parlamentari;

-         si sono tenute  assemblee in ogni provincia d’Italia;

-         è stato proclamato lo stato di agitazione dei Dirigenti Scolastici. 

Gli incontri, le assemblee e lo stato di agitazione hanno avuto al loro centro la denuncia dello stato di degrado e della pianificazione del declino a cui le scelte governative stanno condannando la scuola pubblica statale.

A questo proposito, nell’ambito della più generale mobilitazione a difesa e per la valorizzazione della scuola statale proclamata dai Sindacati Confederali della scuola e dallo Snals, i Dirigenti Scolastici hanno in modo particolare denunciato il continuo taglio di risorse (finanziarie e di personale), la precarizzazione del rapporto di lavoro, la non assunzione del personale scolastico, la fatiscenza delle strutture edilizie, il colpo grave alla stessa autonomia con il processo di ricentralizzazione delle decisioni e con il taglio del 15% alle risorse già impegnate nell’esercizio finanziario in corso dopo l’approvazione del decreto tagliaspese.  

Le assemblee si sono svolte in pressoché tutte le province del Paese, in ogni capoluogo di Provincia. Nonostante il momento difficile (periodo prenatalizio e addensamento di ineludibili adempimenti gestionali) le assemblee hanno visto la partecipazione di numerosi colleghi, che hanno posto all’attenzione non solo le questioni contrattuali ma soprattutto le questioni dello stato difficile della scuola statale. In alcune realtà  le assemblee sono state occasione di partecipazione di parlamentari dei collegi elettorali locali che hanno scoperto e preso atto delle difficoltà in cui versano i Ds e tutto il personale scolastico. 

A livello nazionale CGIL CISL UIL Scuola e Snals sono stati ricevuti dai capigruppo di AN, DS e Gruppo misto.

La proclamazione dello stato di agitazione è stata seguita da due incontri fra CGIL CISL UIL Scuola e Snals e il Ministro Moratti, nella più generale vertenza che oppone i Sindacati Scuola all’Amministrazione, il 19 e 20 dicembre. 

Per i Dirigenti Scolastici, che hanno chiesto in tutte le sedi, parlamentari e  ministeriali, la concretizzazione del riconoscimento retributivo dell’equiparazione alle altre Dirigenze di stato e l’emanazione dell’Atto di Indirizzo per l’apertura del trattativa contrattuale, la conciliazione non ha dato esito positivo. 

 L’Amministrazione ha preso l’impegno di convocare i Sindacati dei Dirigenti Scolastici alla ripresa di gennaio 2003. Solo in seguito a tale incontro, le Organizzazioni Sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione valuteranno quali iniziative mettere in cantiere per proseguire la mobilitazione della categoria.

Sicuramente essa sarà anche presente alla grande manifestazione per la scuola  annunciata da CGIL CISL UIL Scuola e Snals per la prima metà di febbraio 2003, così come fin d’ora i Dirigenti Scolastici della CGIL Scuola e tutti i colleghi che vorranno farlo sono impegnati a partecipare nelle forme possibili alla grande assemblea per la scuola della CGIL Confederale e della CGIL Scuola della fine di gennaio 2003.

Nel frattempo, nelle assemblee svolte nella settimana prenatalizia di dicembre, è stata apprezzata e fatta propria l’idea lanciata dal Coordinamento nazionale Unitario dei Dirigenti scolastici CGIL CISL UIL Scuola di favorire incontri e dibattiti, nelle sedi scolastiche, dell’utenza e del personale al fine di informare sulla necessità di riforme e di sostegno (e non di tagli e di interventi mortificanti) reclamati dalla scuola pubblica statale.

Roma, 7 gennaio 2003


 

Ed ecco come si sono costruiti i Dirigenti Scolastici in Italia. Come una lobby, potente, guidata o fattasi guidare dai sindacati confederali, CGIL Scuola in testa. Mentre accadeva tutto questo si accavallavano centinaia di richieste di aumenti salariali e di contratti per tali Dirigenti, trattativa completamente estranea a quella del personale della scuola che continuava a non veder riconosciuto nulla del proprio lavoro, neppure, come visto, la possibilità di fare il concorso a dirigente scolastico!

In tutto questo fervore di trattativa, gli ATA, i precari e tutte le altre categorie della scuola sono state DIMENTICATE. Solo chiacchiere, a fronte di un attivismo insolito e di una posizione contraddittoria per un sindacato, la CGIL Scuola, che da una parte chiede soldi per gli insegnanti solo se si fanno valutare ma si impegna con tutte le energie per avere aumenti spropositati di stipendio per dei dirigenti che invece hanno olimpicamente saltato prove di valutazione, avendo per di più ottenuto incarichi nel modo intimidatorio (e spartitorio, aggiungo io) che abbiamo visto.

A queste persone, per loro stessa rivendicazione petulante sfuggite alla valutazione di capacità manageriali per i fini (l'efficienza, l'efficacia, la managerialità,...), che Bassanini, Berlinguer, De Mauro hanno assegnato alla scuola dell'autonomia, a queste persone è affidata proprio l'autonomia che, per  manifesta impreparazione di gran parte di loro, sta mandando a fondo, ancora di più, la scuola di Stato, cioè quella pubblica.

A questo punto una semplice domanda (da cui ne conseguono delle altre): possono convivere nello stesso sindacato i furbi che prendono tanti soldi sfuggendo ad ogni selezione e coloro che giornalmente debbono arrotondare lo stipendio con qualche fondo incentivante? e che, per di più, debbono farsi valutare proprio da quei dirigenti, effettive controparti?

Ma è inoltre possibile avere ai vertici sindacali della scuola dei dirigenti scolastici? Non si profila un conflitto di interessi che si è materializzato nell'attivismo dei vertici sindacali proprio nel promuovere la dirigenza a scapito degli altri lavoratori della scuola?

Su queste cose occorre fare chiarezza: SUBITO! I Dirigenti si avviano alla prima fascia della dirigenza dello Stato, cioè a 250 milioni delle vecchie lire l'anno. Gli altri lavoratori della scuola vanno da 25 ai 40 milioni l'anno! E se vogliono qualche euro in più debbono rivolgersi, supplicando, a quei dirigenti!


Scrivo alla fine del 2003. Nessuna chiarezza è stata fatta. Il conflitto d'interessi marcia alla grande. Sono uscito dalla CGIL Scuola.


 

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