FISICA/MENTE

 

 

ULTIME NOTIZIE ANDU

PRIMA DELL'ADDIO A MUSSI

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

 


ANVUR, Ricercatori, Dottorato e PRIN in

"Premi agli atenei virtuosi", sul Sole 24ore del 10 febbraio 2008:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2008/02/11MI41010.PDF

e

"La ricerca paralizzata dai burocrati: inutilizzati 160 milioni del 2007",
sul Messaggero del 10 bfebbraio 2008:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-02/080210/h3lfe.tif


CONCORSI A RICERCATORE: "PER MERO ERRORE MATERIALE"

La nota ministeriale datata 5 febbraio 2008 chiariva che per i concorsi a
ricercatore, sia quelli "cofinanziati" che quelli su fondi interamente di
ateneo, si potevano "emanare i relativi bandi di reclutamento nel termine
perentorio del 31 marzo 2008". Per tutti questi concorsi si sarebbero
dovute applicare le "procedure" della "legge 3 luglio 1998, n. 210" (Legge
Berlinguer). Per il testo di questa nota:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6872Elezio.htm

Alla suddetta nota e' seguita quella datata 8 febbraio 2008 (qui sotto
riportata) che invece "precisa che, per mero errore materiale, al quarto
periodo della nota stessa il termine del "31 marzo 2008", riferito alle
procedure ordinarie di reclutamento dei ricercatori, va sostituito con il
termine del "7 dicembre 2007". In altri termini, si 'chiarisce' che i
concorsi su fondi interamente di ateneo sono (erano) 'bandibili' solo entro
il "7 dicembre 2007", data di emanazione (non di entrata in vigore!) del
nuovo Regolamento dei concorsi a ricercatore. Regolamento ancora non
entrato in vigore perche' non ha terminato il suo iter e, quindi, non e'
stato ancora pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Insomma dal 7 dicembre 2007 non e' (era) piu' possibile, fino all'entrata
in vigore delle nuove procedure, bandire nuovi posti a ricercatore su fondi
interamente di ateneo. Insomma un vero e proprio blocco dei concorsi a
ricercatore (altro che integrazione straordinaria di quelli 'ordinari'!),
mentre sono stati nel frattempo sbloccati i concorsi a ordinario e ad
associato.
Se nel frattempo non dovesse entrare in vigore il nuovo Regolamento,
risulterebbero non 'bandibili' anche i posti cofinanziati previsti per il
2008 e per il 2009.

Siamo di fronte all'ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti interessati
e degli Atenei prodotto da quegli 'apprendisti stregoni' che da decenni
sono impegnati a massacrare l'Universita' statale.
Un gruppo accademico-politico che da mesi sta 'impazzando' sotto la
'copertura' di un Ministro parolaio. Un Ministro che da mesi rifiuta di
confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza, confronto
che avrebbe forse potuto risparmiare all'Universita' almeno una parte dei
tanti danni che le sono stati arrecati.
E c'e' da temere per quello che di ancor peggio potranno fare al Ministero
e in Parlamento (in sede di conversione del decreto-legge "milleproroghe")
in un periodo che, come quello attuale, e' 'esposto' alle decisioni
dell'ultima ora.

13 febbraio 2008

=====================
  
 dal sito del MUR
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6879Elezio_cf2.htm
 
"Ministero dell'Universita' e della Ricerca

Direzione Generale dell'Universita' - Ufficio I

Protocollo: n. 418 Roma, 8 febbraio 2008
   
Ai Rettori delle Universita'
Ai Direttori degli Istituti di Istruzione Universitaria
Al Commissario Straordinario dell'INAF
Ai Direttori Amministrativi

e p.c.
al Presidente della CRUI
al Presidente del CUN
LOROSEDI

Al CINECA
Via Magnanelli. 6/3
40033 Casalecchio di Reno (BO)

OGGETTO: Elezioni delle commissioni giudicatrici per le procedure di
valutazione comparativa per posti di ricercatore universitario - Indizione
della II sessione 2007 e della sessione per la procedura cofinanziale ai
sensi dell'art. 3 del decreto legge 7 settembre 2007, n.147 convertito
dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176 RETTIFICA NOTA PROT. 396 del 5.02.08.

Si fa seguito alla nota prot. n. 396 del 5 febbraio u.s., concernente
l'oggetto.
In proposito si precisa che, per mero errore materiale, al quarto periodo
della nota stessa il termine del "31 marzo 2008", riferito alle procedure
ordinarie di reclutamento dei ricercatori, va sostituito con il termine del
"7 dicemhre 2007".
Tale data, infatti, riguarda espressamente quella del nuovo regolamento per
il reclutamento dei ricercatori universitari emanato dal Ministro ai sensi
dell'art. 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in fase di
registrazione alla Corte dei Conti.

  IL DIRETTORE GENERALE
Dr. Antonello Masia"


CONCORSI A RICERCATORE. MODICA CONTRO MODICA?

Sull'ennesimo pasticcio prodotto dal Ministero dell'Universita' e della
Ricerca con la nota dell'8 febbraio 2008 che blocca dal 7 dicembre 2007 i
concorsi a ricercatore universitario banditi su fondi interamente di
ateneo, Luciano Modica, sottosegretario dello stesso Ministero con delega
all'Universita', il 13 febbraio 2008 ha diffuso un comunicato stampa
(riportato integralmente in calce) che critica l'operato del suo Ministero,
con giudizi non meno duri di quelli espressi lo stesso giorno dall'ANDU (v.
nota).
Infatti Luciano Modica parla di "masochismo amministrativo", "panico nelle
universita'", "sconforto", "indicibile confusione", "risultato
paradossale", "discredito sul sistema universitario".  E tutto questo "a
totale insaputa del sottosegretario delegato all'universita'", cioe' dello
stesso Modica. Infine, il Sottosegretario delegato all'Universita' spera
"che si possa subito rimediare all'accaduto".

A parte il merito del comunicato di Luciano Modica, che commenteremo piu'
avanti, non si puo' non rimanere allibiti di fronte alla dichiarazione di
estraneita' e di impotenza dello stesso Modica, massimo Responsabile
politico sulle questioni universitarie, nei confronti di un argomento di
natura e di portata altamente politica come quello del blocco dei concorsi
a ricercatore, deciso dal Ministero e non previsto da alcuna legge.
Su questo aspetto e' estremamente necessaria e urgente una spiegazione
politico-giuridica da parte del sottosegretario Luciano Modica affinche' il
suo comunicato non possa essere letto come un 'chiamarsi fuori' da una
responsabilita' dalla quale appare non possa essere escluso. Una
spiegazione indispensabile per non aumentare sconforto, confusione e
discredito nel Sistema universitario.

Entrando nel merito delle affermazioni del sottosegretario Luciano Modica,
ci paiono opportune due osservazioni.
1. "Certezze, fiducia e giovani per le universita'" non sono arrivati da
questo Ministero e da questo Governo. Al contrario, mai l'Universita' ha
raggiunto livelli così alti di sconforto, incertezza e sfiducia a causa di
una politica parolaia e dannosa quanto pasticciata (fondi, ANVUR,
Regolamento dei concorsi a ricercatore, riforma della didattica, dottorato,
governance, stato giuridico). Meno che mai questo Governo e questo
Ministero hanno operato seriamente per affrontare e risolvere organicamente
il problema dei "giovani", cioe' del fenomeno, intollerabile per i diretti
interessati e dannoso per l'Universita', dei 50.000-90.000 precari (molti
di essi ex-giovani), nei confronti dei quali si continua a presentare come
soluzione il bando di 2.000 posti aggiuntivi a ricercatore in tre anni,
quando e' invece necessario bandirne almeno 20.000 subito.
2. Le "nuove procedure concorsuali, celeri, trasparenti e allineate agli
standard internazionali", contenute nel Regolamento dei concorsi a
ricercatore, sono in realta' lunghe e farraginose e, non eliminando la
cooptazione personale, non puntano "sul merito, e solo sul merito". Infatti
il livello nazionale-internazionale previsto costituisce solo un filtro
rispetto al candidato per il quale il 'maestro' e' riuscito a farsi bandire
il posto. Superato questo filtro il successvo passaggio rende scontato il
risultato: a vincere il 'concorso' sara' l'allievo del 'maestro'. E tutto
questo in presenza di contenuti chiaramente illegittimi che hanno 'esposto'
il provvedimento a quelle osservazioni amministrativo-contabili che non ne
hanno ancora consentito l'entrata in vigore.

Questa vicenda, come tutta la gestione politico-ministeriale di questi
ultimi due anni, dovrebbe avere definitivamente dimostrato quanto sia
indispensabile la mobilitazione unitaria di tutte le categorie
universitarie per la difesa e il rilancio dell'Universita' statale sulla
base delle proposte da anni emerse dal mondo universitario. Senza questa
mobilitazione, la lobby accademico-politica che opera da anni per lo
smantellamento dell'Universita' continuera' a 'prevalere' e durante questa
campagna elettorale si 'attrezzera''  per completare il proprio lavoro
nella prossima legislatura, A PRESCINDERE da quale sara' il prossimo
Governo. Questa stessa previsione l'avevamo fatta anche all'inizio della
scorsa campagna elettorale e, purtroppo, essa si e' avverata.
Il fatto e' che da decenni l'Universita' e' 'governata' da una lobby
trasversale, che controlla Governo, Ministero, Parlamento e 'grande'
stampa, con l'obiettivo di 'dirottare' le risorse pubbliche per
l'Universita' in pochi auto-proclamati centri di eccellenza, alternativi
all'Universita' di massa e di qualita'.

18 febbraio 2008

Nota. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore: "per mero
errore materiale"":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 15 febbraio 2008
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18145.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-concorsi-mero-errore-material
e.html

====================

COMUNICATO STAMPA
dal sito del MUR
http://www.miur.it/DefaultDesktop.aspx?doc=906

"Comunicato Stampa
Sottosegretario Modica: certezze, fiducia e giovani per le universita'
"E' un caso di masochismo amministrativo" commenta amaro il Sottosegretario
all'universita' Luciano Modica. Parla delle due circolari ministeriali che
qualche giorno fa hanno seminato il panico nelle universita' italiane e
gettato nello sconforto i giovani aspiranti ricercatori. Spiega Modica: "La
prima finanziaria del Governo Prodi ha stanziato 80 milioni di euro per
assumere ricercatori universitari con nuove procedure concorsuali celeri,
trasparenti e allineate agli standard internazionali. In questo modo si
coglievano insieme due punti del programma di governo: dare spazio ai
giovani talenti e puntare sul merito, e solo sul merito, per le assunzioni
nelle universita'". Attualmente le nuove procedure sono in attesa del via
libera finale della Corte dei Conti. Nelle more della conclusione
dell'iter, per assumere subito nuovi ricercatori sono stati temporaneamente
autorizzati concorsi con le vecchie regole. Sono stati così banditi circa
1000 nuovi posti con il cofinanziamento straordinario dello Stato e molti
altri con il reclutamento ordinario delle universita'. Due circolari
ministeriali del 5 e del 7 febbraio hanno ora generato un'indicibile
confusione sulle scadenze e sulla validita' dei bandi. "Il risultato e'
paradossale. Il Ministero che voleva investire sui giovani - commenta
Modica - mette improvvidamente e improvvisamente fuori gioco una serie di
bandi di concorso per ricercatore gia' pubblicati e scaduti. Il tutto a
totale insaputa del sottosegretario delegato all'universita'. Facile
prevedere che ci sara' subito molto lavoro per avvocati e tribunali
amministrativi, nonche' molto discredito sul sistema universitario. Ora le
mie speranze - conclude - sono che si possa subito rimediare all'accaduto e
che la Corte dei Conti dia al piu' presto parere favorevole alle nuove
procedure di valutazione del merito, internazionali per metodo e spirito.
Cosi' si potranno bandire gli altri 3000 posti il cui cofinanziamento
statale e' già assicurato. L'universita' ha bisogno assoluto di certezze,
di fiducia e di giovani."

Roma, 13 febbraio 2008 "


19 febbraio 2008

URGENTE

A tutti i Deputati

NON LASCIATE BLOCCARE I CONCORSI A RICERCATORE UNIVERSITARIO

Una 'sfortunata' formulazione del comma 647 dell'art. 1 della legge 27
dicembre 2006, n. 296 (v. in calce l'attuale testo del comma) e una
'burocratica' interpretazione ministeriale della Legge, sta producendo
nelle Universita' il blocco dei concorsi a ricercatore su fondi interamente
di Ateneo. Blocco che nessuna legge ha previsto.
Su questa questione, in sede di conversione del decreto-legge
"milleproroghe", sono stati presentati alcuni emendamenti (v. allegato),
nessuno dei quali ha una formulazione capace di eliminare la confusione e
lo sconforto che si sono ingenerati negli Atenei, con grave danno per gli
Atenei e per quanti aspirano legittimamente ad un ingresso in ruolo dopo
tanti anni di precariato.
Invitiamo tutti i Deputati a non consentire l'ennesimo pasticcio normativo
e 'sbloccare' in maniera inconfutabile i concorsi a ricercatore.
Quale contributo all'approvazione di una norma che non produca ulteriore
confusione, proponiamo il seguente emendamento che vi preghiamo di
presentare e/o sostenere:

"Dopo il comma 2 dell'articolo 13, aggiungere il seguente:

All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel comma 647
sostituire le parole "di emanazione" con le parole "di entrata in vigore""

========

Attuale testo del comma 647 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296:

"In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori
universitari, il Ministro dell'universita' e della ricerca, con proprio
decreto da emanare entro il 31 marzo 2007, sentiti il Consiglio
universitario nazionale (CUN) e la CRUI, disciplina le modalita' di
svolgimento dei concorsi per ricercatore, banditi dalle universita'
successivamente alla data di emanazione del predetto decreto ministeriale,
con particolare riguardo alle modalita' procedurali ed ai criteri di
valutazione dei titoli didattici e dell'attivita' di ricerca, garantendo
celerita', trasparenza e allineamento agli standard internazionali."

===

ALLEGATO

Emendamenti presentati

= Aggiungere, in fine, il seguente comma:
      1-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma
647 è sostituito dal seguente:
      "647. In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori
universitari, il Ministro dell'università e della ricerca, con regolamento
da emanare entro il 31 marzo 2008, sentiti il Consiglio universitario
nazionale (CUN) e la CRUI, disciplina le modalità di svolgimento dei
concorsi per ricercatore, banditi dalle università successivamente alla
data di emanazione del predetto regolamento, con particolare riguardo alle
modalità procedurali ed ai criteri di valutazione dei titoli didattici e
dell'attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza e allineamento
agli standard internazionali. Dalla data di entrata in vigore del
regolamento di cui al presente comma cessa di avere efficacia il decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117".
13. 34.    Sasso, Aurisicchio, D'Antona, Nicchi.

= Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
      2-bis. Per l'anno 2008, fino all'emanazione del decreto del Ministro
dell'università e della ricerca di cui all'articolo 1, comma 647, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, per le procedure di reclutamento dei
ricercatori universitari continuano ad applicarsi le disposizioni di cui
alla legge 3 luglio 1998, n. 210, e del decreto del Presidente della
Repubblica 23 marzo 2000, n. 117.
12. 40.    Garagnani.

=Dopo il comma 2-bis, aggiungere il seguente:
      2-ter. Nelle more dell'attuazione del regolamento dei concorsi per
ricercatore di cui all'articolo 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, sono validi i bandi di concorso a posti di ricercatore
universitario ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, emanati dalle
università entro la data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.
12. 58.    Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio, De Biasi, Volpini,
Tocci, Tessitore, Giulietti, Villari.


BLOCCATI I CONCORSI A RICERCATORE

Ieri, 20 febbraio 2008, la Camera ha convertito in legge, con modifiche,
il decreto-legge "milleproroghe" (Decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248,
"Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni
urgenti in materia finanziaria", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302
del 31 dicembre 2007). La legge di conversione approvata dalla Camera
sara' ratificata, cioe' approvata definitivamente senza modifiche, entro
questo mese dal Senato.
Riportiamo in calce il testo, da noi 'ricostruito' dopo le modifiche
approvate, degli articoli 12 e 13 riguardanti l'Universita'. Riportiamo poi
il testo 'originale' di questi articoli e il testo delle modifiche
approvate. La 'ricostruzione' del testo potrebbe contenere imprecisioni di
cui ci scusiamo anticipatamente.

Le novita' piu' rilevanti sono:
1. il blocco dei concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di
ateno, a partire dalla fine di questo mese e fino a quando entrera' in
vigore il nuovo regolamento dei concorsi a ricercatore (nuovo comma 3
dell'art. 12);
2. si 'ripristinano' due idonei, anziche' uno, nei concorsi a ordinario e
ad associato (comma 2 dell'art. 12).

L'ANDU ha cercato (v. nota), invano, di convincere i Deputati a non
bloccare i concorsi a ricercatore. E' invece stato approvato un emendamento
proposto dai deputati del PD Ghizzoni, Rusconi, Benzoni, Froner, Colasio,
De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti, Villari (nuovo comma 3
dell'art. 12).
La chiara volonta' di bloccare i concorsi e' stata esplicitata dall'on.
Ghizzoni:
"Una buona notizia." - dichiara Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd-Ulivo
in commissione Cultura alla Camera. "L'emendamento - spiega - rende validi
tutti i bandi di concorso che saranno emanati entro la data di entrata in
vigore della legge di conversione di tale decreto (alla fine di questo
mese, ndr).
I concorsi banditi entro questa data saranno svolti con le vecchie regole
mentre quelli banditi successivamente si svolgeranno secondo le procedure
del nuovo regolamento, di cui dovrebbe essere imminente la registrazione da
parte della Corte dei Conti, che vincolera' gli oltre 3000 nuovi posti
cofinanziati dal Ministero e previsti dalla Finanziaria 2007."

21 febbraio 2008

Nota. V. i documenti dell'ANDU
- del 19.2.08  "Ai Deputati: salvate i concorsi a ricercatore":
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18214.html
- del 20.2.08 "La Camera sta bloccando i concorsi a ricercatore"
http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-la-camera-sta-bloccando-i-con
corsi.html

========================
NUOVO TESTO DEGLI ARTT. 12 e 13 DEL DECRETO-LEGGE DOPO LE MODIFICHE APPORTATE DALLA CAMERA IL 20 FEBBRAIO 2008

Sezione V
Universita'

Articolo 12.
(Disposizioni in materia di universita' ed enti di ricerca).

1. Gli effetti dell'articolo 5 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, gia'
prorogati al 31 dicembre 2007 dall'articolo 1 del decreto-legge 28 dicembre
2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007,
n. 17, sono ulteriormente differiti al 31 dicembre 2008.
2. In attesa della definizione ed attuazione della disciplina delle
procedure di reclutamento dei professori universitari di prima e seconda
fascia, fino al 31 dicembre 2008 continuano ad applicarsi, relativamente a
tale reclutamento, le disposizioni della legge 3 luglio 1998, n. 210, e del
decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117; gli organi
accademici delle universita', nell'ambito delle rispettive competenze,
possono indire, entro il 30 giugno 2008, le relative procedure di
valutazione comparativa.
3. Nelle more dell'attuazione del regolamento dei concorsi per ricercatore
di cui all'articolo 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
sono validi i bandi di concorso a posti di ricercatore universitario ai
sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, emanati dalle universita' entro la
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
4. Per l'anno 2008, continua ad applicarsi l'articolo 2, terzo comma, della
legge 27 febbraio 1980, n. 38. A decorrere dallo stesso anno, le
disposizioni di cui all'articolo 1, comma 536, primo periodo, della legge
27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche alle amministrazioni di cui
all'articolo 1, comma 643, della medesima legge n. 296 del 2006";
5. All'articolo 2, comma 429, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo la
lettera c) e' aggiunta la seguente:
"c-bis) definire, previa intesa tra la regione Basilicata e l'Universita'
della Basilicata le modalita' di utilizzo da parte dell'universita'
medesima di eventuali trasferimenti regionali, fermo restando il calcolo
del limite del 90 per cento di cui alla lettera c), al netto dei predetti
trasferimenti, ed assicurando l'assenza di effetti negativi sui saldi di
finanza pubblica".


Articolo 13.
(Termini per la conferma di ricercatori).

1. Il termine di cui all'articolo 31, primo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, si applica anche ai
ricercatori di cui all'articolo 19, comma 15, della legge 28 dicembre 2001,
n. 448, in servizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
ferma restando la facolta' degli stessi di partecipare alle procedure di
trasferimento ordinarie bandite dalle universita' per la relativa
qualifica, ovvero, entro il medesimo termine, presso le amministrazioni di
inquadramento, ovvero le agenzie di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300.

Art. 13-bis.
(Dotazione del fondo ordinario delle universita').

1. La dotazione finanziaria del fondo per il finanziamento ordinario delle
universita' di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24
dicembre 1993, n. 537, come determinata dalla tabella C allegata alla legge
24 dicembre 2007, n. 244, e' incrementata di una somma pari a 16 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2008".
 
========================
TESTO 'ORIGINALE' DEGLI ARTT. 12 e 13 DEL DECRETO-LEGGE

Sezione V
Universita'
Articolo 12.
(Disposizioni in materia di universita').

1. Gli effetti dell'articolo 5 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, gia'
prorogati al 31 dicembre 2007 dall'articolo 1 del decreto-legge 28 dicembre
2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007,
n. 17, sono ulteriormente prorogati fino all'adozione del piano
programmatico previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244.
2. In attesa della definizione ed attuazione della disciplina delle
procedure di reclutamento dei professori universitari di prima e seconda
fascia, fino al 31 dicembre 2008 continuano ad applicarsi, relativamente a
tale reclutamento, le disposizioni della legge 3 luglio 1998, n. 210, e del
decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n. 117, fermo
restando quanto previsto dall'articolo 1, comma 2-bis, del decreto-legge 31
gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43; gli organi
accademici delle universita', nell'ambito delle rispettive competenze,
possono indire, entro il 30 giugno 2008, le relative procedure di
valutazione comparativa.
3. Per l'anno 2008, continua ad applicarsi l'articolo 2, terzo comma, della
legge 27 febbraio 1980, n. 38.

Articolo 13.
(Termini per la conferma di ricercatori).
1. Il termine di cui all'articolo 31, primo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, si applica anche ai
ricercatori di cui all'articolo 19, comma 15, della legge 28 dicembre 2001,
n. 448, in servizio dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
ferma restando la facolta' degli stessi di partecipare alle procedure di
trasferimento ordinarie bandite dalle universita' per la relativa qualifica.
 
========================
MODIFICHE AGLI ARTT. 12 e 13 APPORTATE DALLA CAMERA IL 20 FEBBRAIO 2008

All'articolo 12:

- al comma 1, le parole: "sono ulteriormente prorogati fino all'adozione
del piano programmatico previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244" sono
sostituite dalle seguenti: "sono ulteriormente differiti al 31 dicembre 2008";
- al comma 2, le parole: "fermo restando quanto previsto dall'articolo 1,
comma 2-bis, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla
legge 31 marzo 2005, n. 43" sono soppresse;
- dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
"2-bis. Nelle more dell'attuazione del regolamento dei concorsi per
ricercatore di cui all'articolo 1, comma 647, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, sono validi i bandi di concorso a posti di ricercatore
universitario ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210, emanati dalle
universita' entro la data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto".
- al comma 3, e' aggiunto in fine il seguente periodo: "A decorrere dallo
stesso anno, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 536, primo
periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, si applicano anche alle
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 643, della medesima legge n.
296 del 2006";
- dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
3-bis. All'articolo 2, comma 429, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
"c-bis) definire, previa intesa tra la regione Basilicata e l'Universita'
della Basilicata le modalita' di utilizzo da parte dell'universita'
medesima di eventuali trasferimenti regionali, fermo restando il calcolo
del limite del 90 per cento di cui alla lettera c), al netto dei predetti
trasferimenti, ed assicurando l'assenza di effetti negativi sui saldi di
finanza pubblica".
- alla rubrica sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "ed enti di
ricerca".

All'articolo 13:

-  al comma 1, sono aggiunte, in fine, le parole: "ovvero, entro il
medesimo termine, presso le amministrazioni di inquadramento, ovvero le
agenzie di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300".


Dopo l'articolo 13 e' inserito il seguente:

"Art. 13-bis. - (Dotazione del fondo ordinario delle universita'). - 1. La
dotazione finanziaria del fondo per il finanziamento ordinario delle
universita' di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24
dicembre 1993, n. 537, come determinata dalla tabella C allegata alla legge
24 dicembre 2007, n. 244, e' incrementata di una somma pari a 16 milioni di
euro a decorrere dall'anno 2008".


- Segnaliamo l'intervento di Roberto Alonge "Universita', concorsi col
trucco" su La Stampa di venerdi' 22 febbraio 2008:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-02/080222/H88RS.tif

- Riportiamo la proposta dell'ANDU di Riforma della docenza e dei concorsi:

PROPOSTA DELL'ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.


Riportiamo il testo dell'intervento di Massimo De Carolis "Approvate
nuove modifiche perche' tutto resti come prima se non peggio di prima",
apparso sul Manifesto di domenica 24 febbraio 2008.

- Riportiamo in calce la proposta dell'ANDU di Riforma della docenza e dei
concorsi.

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Dal Manifesto del 24 febbraio 2008:

"Approvate nuove modifiche perché tutto resti come prima se non peggio di prima"

Massimo De Carolis

Nelle dichiarazioni ufficiali sembrano tutti d'accordo - professori,
rettori e ministri - su quali siano le misure urgenti e necessarie per
arginare il dissesto delle universita' italiane. Occorrerebbe in primo
luogo correggere la sproporzione tra i pochissimi ricercatori giovani e i
troppi professori ordinari e associati, che da' ai nostri atenei la forma
di una piramide rovesciata, col risultato che l'eta' media dei docenti
italiani e' tra le piu' alte d'Europa e che senza il ricorso a una marea di
precari, sottopagati o non pagati affatto, nessuna facolta' sarebbe in
grado di far funzionare ne' la didattica ne' la ricerca. In secondo luogo,
si dovrebbe riformare il meccanismo dei concorsi, trasformati da decenni in
una macchina di cooptazione in cui vale la regola d'oro che a vincere non
e' il piu' meritevole, ma il piu' intrallazzato. Quando pero' dalle parole
si passa ai fatti, questo unanime impegno alla riforma sparisce d'incanto.
Ad esempio, nel cosiddetto decreto "milleproroghe", approvato alla camera
pochi giorni fa, sono state introdotte a riguardo due modifiche di minima
entita', che tradiscono pero' il proposito di lasciare le cose esattamente
come stanno. Intanto, si e' deciso di fissare entro la fine del mese di
febbraio il termine oltre il quale non potranno piu' svolgersi concorsi per
nuovi ricercatori con la vecchia procedura, quella della legge Berlinguer,
almeno nel caso di bandi interamente finanziati dai singoli atenei. Si badi
che questa norma corregge due note ministeriali, emanate nel corso di
questo stesso mese, che fissavano il termine prima al 31 marzo, poi
addirittura al 7 dicembre 2007, mantenendo comunque il principio che, oltre
un termine dato, dovra' entrare in vigore il nuovo regolamento varato dal
ministro Mussi. Il punto e' che, allo stato attuale, questo regolamento non
esiste. Ne esiste solo una bozza, ancora al vaglio della magistratura
contabile, di cui - considerati i tempi della politica italiana - nessuno
e' in grado di dire se e quando sara' approvata in via definitiva. Il
buonsenso, evidentemente, avrebbe consigliato di lasciare in vigore le
vecchie regole fino al momento in cui le nuove fossero realmente pronte, ma
a quanto pare il buonsenso non abbonda tra politici e amministratori. Il
risultato e' che l'attuale termine equivale, di fatto, a un blocco delle
nuove assunzioni, che potrebbe durare anche per anni, prolungando ancora un
po' il precariato di chi si ostina a volere tentare la strada della ricerca.
Al contrario, sull'altro versante, quello dei concorsi per associati e
ordinari, della vecchia normativa e' stato reintrodotto addirittura il
meccanismo delle doppie idoneita': ossia, per ogni posto effettivamente
assegnato ci sara' un secondo candidato idoneo, che potra' a quel punto
essere assunto da qualsiasi universita' senza concorso. E' una norma che
consente a una universita' su due (di regola la piu' potente) di giocare di
rimessa, aiutando i propri candidati a guadagnare una idoneita' nei
concorsi altrui, per poi chiamarli in cattedra senza alcun rischio che il
posto finisca a qualcun'altro, magari solo perche' dotato di maggiori
titoli. Tuttavia, anche l'universita' che bandisce il concorso ha il suo
vantaggio: offrendo in premio l'idoneita' supplementare, puo' ottenere
l'alleanza di un gruppo accademico potente, e assicurarsi cosi' la nomina
del candidato interno per il posto vero e proprio. Nell'un caso e
nell'altro, insomma, l'obiettivo e' mettere al sicuro il risultato prima
ancora che il concorso abbia luogo. Una sicurezza non difficile da
ottenere, visto che i membri delle commissioni di concorso sono eletti a
maggioranza tra i docenti della disciplina, di modo che, almeno nei
raggruppamenti disciplinari poco numerosi (che sono la stragrande
maggioranza), un gruppo accademico bene organizzato sa esattamente quanti
voti puo' far confluire su ciascun candidato e quanti alleati eventualmente
occorrono per avere il controllo completo di una commissione.
Nei mesi che precedono il concorso, prende forma, cosi', la grottesca
parodia di una campagna elettorale in cui gli aspiranti commissari chiedono
ai loro colleghi voti e sostegni dichiarando ovviamente in anticipo, con
nome e cognome, il candidato che intendono favorire una volta eletti. Il
risultato non e' solo che i nomi dei vincitori, come si sa, sono gia' noti
a tutti molto prima che il concorso abbia inizio, ma che - per di piu' - si
ha la garanzia che nessuno possa sedere in commissione senza aver contratto
impegni e debiti con i propri sostenitori.
Anche nell'improbabile eventualita' di una crisi di coscienza, e' escluso
che si possa correggere la rotta e premiare un candidato a sorpresa solo in
quanto si e' dimostrato piu' bravo degli altri, perche' cio' equivarrebbe a
un tradimento degli impegni presi: l'unica scorrettezza istituzionale che
in Italia e' davvero punita con severita', specie quando si tratta di
impegni chiaramente contrari alla legge e alla decenza. Eppure, nell'attesa
di una riforma complessiva che si fara' probabilmente attendere per anni,
anche questa stortura potrebbe essere corretta con un minimo buonsenso.
Basterebbe che i commissari fossero eletti a sorte, a rotazione, tra i
docenti della disciplina. Ovviamente, anche in un caso del genere sarebbero
possibili abusi, dispute e ricorsi. Ci sarebbe pero' quanto meno la
legittima speranza che qualcuno, in commissione, sia realmente neutrale e
disinteressato, mentre col meccanismo attuale nessuna persona sana di mente
puo' pensare di gettarsi nella mischia se non ha un preciso interesse
personale, giustificato o meno, a influenzare il risultato in una direzione
prefissata. Una innovazione cosi' banale, realizzabile con un tratto di
penna, metterebbe almeno fine all'avvilente marea di accordi sotto banco,
inciuci, liti e compromessi cui i nostri docenti si dedicano con una
passione e uno zelo degni di miglior causa, e magari snellirebbe anche la
mole dei tanti convegni di studio di dubbia utilita', pagati con fondi
pubblici, che servono in genere piu' a consolidare le alleanze che a far
davvero progredire la ricerca.
Solo che una modifica del genere ridurrebbe anche di molto il potere e la
capacita' di controllo dei grandi gruppi accademici. Percio' e' probabile
che non se ne fara' nulla, ne' ora ne' mai."

==================

PROPOSTA DELL'ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.


BLOCCATI TUTTI I CONCORSI A RICERCATORE

Il 13 febbraio 2008 l'ANDU, a proposito delle due 'opposte' note
ministeriali con le quali si bloccavano a 'partire' dal 7 dicembre 2007 i
concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo, aveva scritto:
 "Siamo di fronte all'ennesimo pasticcio sulla pelle dei diretti
interessati e degli Atenei prodotto da quegli 'apprendisti stregoni' che da
decenni sono impegnati a massacrare l'Universita' statale.
Un gruppo accademico-politico che da mesi sta 'impazzando' sotto la
'copertura' di un Ministro parolaio. Un Ministro che da mesi rifiuta di
confrontarsi con le Organizzazioni rappresentative della docenza, confronto
che avrebbe forse potuto risparmiare all'Universita' almeno una parte dei
tanti danni che le sono stati arrecati.
E c'e' da temere per quello che di ancor peggio potranno fare al Ministero
e in Parlamento (in sede di conversione del decreto-legge "milleproroghe")
in un periodo che, come quello attuale, e' 'esposto' alle decisioni
dell'ultima ora." (dal documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore: "mero
errore materiale"", nota 1).

Il 20 febbraio 2008 la Camera, in sede di conversione del decreto-legge
"milleproroghe",  ha 'puntualmente' fatto l'"ancor peggio", approvando un
emendamento (presentato dai deputati del PD Ghizzoni, Rusconi, Benzoni,
Froner, Colasio, De Biasi, Volpini, Tocci, Tessitore, Giulietti e Villari)
con il quale sono stati bloccati TUTTI i concorsi a ricercatore a partire
dall'1 marzo 2008 (v. il documento dell'ANDU "Bloccati i concorsi a
ricercatore", nota 2).

Il 4 marzo 2008 il Ministero ha 'confermato' questo blocco (per il testo
del documento ministeriale v. nota 3).

'Parallelamente', il 13 febbraio 2008 Luciano Modica, sottosegretario con
delega all'Universita', a proposito delle due 'opposte' note  ministeriali
di febbraio, aveva diffuso un suo comunicato stampa rispetto al quale
l'ANDU ha, tra l'altro, scritto che "non si puo' non rimanere allibiti di
fronte alla dichiarazione di estraneita' e di impotenza dello stesso
Modica, massimo Responsabile politico sulle questioni universitarie, nei
confronti di un argomento di natura e di portata altamente politica come
quello del blocco dei concorsi a ricercatore, deciso dal Ministero e non
previsto da alcuna legge. Su questo aspetto e' estremamente necessaria e
urgente una spiegazione politico-giuridica da parte del sottosegretario
Luciano Modica affinche' il suo comunicato non possa essere letto come un
'chiamarsi fuori' da una responsabilita' dalla quale appare non possa
essere escluso. Una spiegazione indispensabile per non aumentare sconforto,
confusione e discredito nel Sistema universitario." (dal documento
dell'ANDU "Concorsi a ricercatore. Modica contro Modica?", nota 4). Fino ad
oggi il sottosegratario Modica non ha ritenuto di dover dare la spiegazione
sollecitatagli dall'ANDU.

Il 27 febbraio 2008 lo stesso sottosegretario Luciano Modica, DOPO il
blocco di TUTTI i concorsi deciso dal Parlamento e PRIMA della nota
ministeriale di 'conferma' di tale blocco, ha, tra l'altro, scritto:
"Dopo questa data (quella dell'1 marzo 2008, ndr) i concorsi a ricercatore
potranno essere banditi solo con le nuove regole (quelle del Regolamento
sui concorsi a ricercatore ancora non pubblicato nella GU e quindi non
ancora entrato in vigore, ndr), salvo quelli del contingente straordinario
(cioe' quelli cofinanziati con i fondi previsti per il 2007, ndr)" (dalla
lettera del sottosegretario Luciano Modica a Flc-Cgil, Cisl-Universita',
Uilpa-Ur, nota 5). In altri termini, sembra che il Sottosegretario con
delega all'Universita' ritenga che il blocco dei concorsi a ricercatore
deciso dal Parlamento riguardi solo quelli banditi su fondi interamente di
ateneo, contrariamente a quanto successivamente, il 4 marzo, ha 'deciso' il
suo Ministero, che invece ha ritenuto che il Parlamento abbia bloccato
TUTTI i concorsi a ricercatore.

Come e' noto, l'ANDU ha tentato invano di convincere i Deputati a
consentire il bando di TUTTI i concorsi a ricercatore fino alla data di
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento sui concorsi a
ricercatore (nota 2). Peraltro va rimarcato che, prima della decisione del
Parlamento, in NESSUNA sede era stata mai avanzata la richiesta del blocco
dei concorsi a ricercatore banditi su fondi interamente di ateneo.
L'unica spiegazione 'politica' che e' stata poi fornita sull'improvvisa
decisione del Parlamento di approvare la proposta di blocco di tutti i
concorsi a ricercatore avanzata da alcuni Deputati del PD e di non
accogliere la proposta alternativa dell'ANDU e' stata quella secondo la
quale con l'emendamento approvato si sarebbe riusciti a mantenere aperta la
strada al regolamento, anzi lo si sarebbe sollecitato implicitamente,
mentre la proposta dell'ANDU avrebbe avuto l'indesiderato effetto di
cassarlo definitivamente. In altri termini, si sostiene che il blocco dei
concorsi a ricercatore sarebbe un mezzo per 'costringere' la Corte dei
Conti a dare il via libera alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e,
quindi, all'entrata in vigore del nuovo Regolamento sui concorsi a
ricercatore. No comment.

Sull'approvazione dell'emendamento che ha bloccato tutti i concorsi a
ricercatore sarebbe opportuno, anzi doveroso, che venisse reso
ufficialmente noto all'opinione pubblica e al mondo universitario il ruolo
che il Governo, i Responsabili politici del Ministero e i vari Partiti
hanno avuto. Senza questa chiarificazione qualsiasi programma elettorale
sull'Universita' sarebbe, gia' solo per questo, inattendibile.

6 marzo 2008

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore: "mero
errore materiale"" del 13.2.08:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 15 febbraio 2008
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18145.html
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "Bloccati i concorsi a
ricercatore" del 21.2.08:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18247.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-bloccati-i-concorsi-ricercato
re.html
- Nota 3. Per leggere la nota ministeriale del 4 marzo 2008 sui concorsi a
ricercatore:
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6924Elezio_cf2.htm
- Nota 4. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi a ricercatore.
Modica contro Modica?" del  18.2.08:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 20 febbraio 2008
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article18198.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2008/02/andu-concorsi-modica-contro-modica
.html
- Nota 5. Per leggere la lettera del sottosegretario Luciano Modica a
Flc-Cgil, Cisl-Universita', Uilpa-ur, del 27.2.08:
http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/marzo/il_sottosegretario_all_universi
ta_risponde_sul_reclutamento_dei_ricercatori_universitari


I 13 ATENEI DI SERIE A E LA CRUI

"Lo strappo di 13 universita': siamo serie A". "Verso la 'secessione'
dalla Crui". Sono questi  il titolo e un sottotitolo di un articolo
pubblicato sul Corriere della Sera del 9 marzo 2008 (nota 1). Nell'articolo
si da' notizia di un documento, "inviato a tutti i candidati premier",
firmato da 11 Rettori (Politecnico delle Marche, Bologna, Calabria,
Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, Modena e Reggio Emilia, Padova, Roma
Tor Vergata, Politecnico di Torino, Trento, Verona). Al documento hanno
aderito i Rettori di Ferrara e Parma. "Siamo universita' di ricerca,
controlliamo i costi, guardiamo oltre i confini nazionali, e siamo pronti a
firmare un patto con il futuro governo. Ma basta finanziamenti a pioggia: i
fondi devono essere assegnati in base a criteri di meritocrazia".
Nello stesso giornale e' riportata l'intervista al Rettore del Politecnico
di Milano "Ballio: si rischia lo stop della ricerca" (nota 2).

Anche nel marzo del 2006, durante la precedente campagna elettorale, e'
stato chiesto di distinguere gli 'atenei eccellenti' da tutti gli altri.
Allora a richiedere tale distinzione e' stata la Confindustria nel corso
della sua Conferenza stampa del 22 marzo 2006.
Di quella Conferenza stampa diede notizia il Corriere della Sera che
scrisse: "Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese almeno
quindici atenei hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le
classifiche. 'Il Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca (allora
vicepresidente della Confindustria, ndr) - deve essere messo in condizione
di competere con i migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua le
stesse regole di un ateneo che non puo' competere a livello
internazionale'" (nota 3).
Della stessa Conferenza stampa diede notizia anche il Sole 24-ore
scrivendo che la Confindustria aveva presentato un piano per l'Universita'
"in linea con il documento sottoscritto da 18 associazioni
imprenditoriali". Il Presidente della Confindustria aveva dichiarato:
"Bisogna lavorare a un sistema forte e liberalizzato per completare la
positiva riforma Moratti." Alla fine dell'articolo del Sole 24-ore era
scritto: "Soddisfatta anche l'opposizione: 'Il piano va nella direzione
giusta - hanno detto Andrea Ranieri e Walter Tocci dei Ds (ora del Pd, ndr)
- perche' individua in autonomia, valutazione e responsabilita' le chiavi
di riforma dell'universita''" (nota 3).

L'ANDU ha sempre sostenuto che la CRUI e' STRUTTURALMENTE incapace di rappresentare il Sistema nazionale delle Universita' italiane. La CRUI e'
infatti la  somma di Rettori eletti per 'dirigere' i singoli Atenei e per
difenderne gli specifici interessi. La CRUI puo' 'funzionare', votando
all'unanimita', solo per chiedere genericamente piu' fondi e per conservare
l'esistente, come ha fatto recentemente a proposito del Regolamento dei
concorsi a ricercatore e della stabilizzazione dei precari, provvedimenti
contro i quali si e' pronunciata senza proporre soluzioni alternative.
E non a caso la lobby trasversale accademico-politica, che opera da anni
per smantellare l'Universita' statale, di massa e di qualita', ha sempre
'puntato' sulla CRUI e si e' sempre duramente opposta all'istituzione di un
Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Universita', direttamente
eletto da tutte le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti)
del mondo universitario, con una rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree
equivalenti) e non corporativa (elettorato attivo e passivo unico) delle
tre fasce della docenza. Un Organo che rappresenti tutte le Universita' e
in grado di difenderne l'autonomia dai poteri forti accademico-politici.

10 marzo 2008

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Lo strappo di 13 universita': siamo serie
A", sul Corriere della Sera del 9.3.08:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-03/080309/HEFAV.tif
- Nota 2. Per leggere l'intervista "Ballio: si rischia lo stop della
ricerca", sul Corriere della Sera del 9.3.08:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-03/080309/HEFB3.tif
- Nota 3. V. il documento dell'ANDU "L'universita' degli imprenditori - I
DS e la Confindustria - I 15 atenei eccellenti", del 24.3.06:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu_118.php


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