FISICA/MENTE

 

 

ULTIME NOTIZIE ANDU

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

 

Riportiamo l'interessante intervento di Salvatore Settis "La fuga dei
cervelli e un governo impotente", pubblicato su Repubblica del 9 gennaio 2008.

Condividiamo la dura critica di Settis alla scelta del Governo di
"riesumare gli squalificati concorsi secondo la legge Berlinguer del 1998,
pilotati in sede locale onde garantire (nel 90% dei casi) la vittoria del
candidato locale". Su questa questione l'ANDU ha gia' diffuso un suo
documento (v. "Concorsi. Il disastro di Mussi", nota).

Non condividiamo invece l'invito di Salvatore Settis al Ministro ad "agire
sulla legge Moratti (che quanto meno de-localizza i concorsi) a livello
regolamentare, correggendone le storture mediante un prima applicazione
sperimentale che, tenendo conto delle esperienze europee, includa
commissari anche non italiani".
Non si puo' chiedere al Ministro di continuare a operare con
'regolamenti-legge' che, come nel caso del Regolamento dei concorsi a
ricercatore e di quello dell'ANVUR, consentono importanti modifiche
normative che dovrebbero essere di competenza parlamentare. Peraltro tali
strumenti, come nel caso dei Regolamenti citati, non ne assicurano nemmeno
una tempestiva entrata in vigore.
Nel merito, la legge Moratti, che continua a non distinguere tra
reclutamento e avanzamento nella carriera dei docenti universitari, non
de-localizza affatto i concorsi, il cui esito finale rimane nelle mani
dell''autonomia locale', cioe' del 'maestro' che sostanzialmente
continuera' ad assicurarsi "la vittoria del ('suo') candidato locale".
Quello che invece occorre, nell'ambito di "un incisivo progetto culturale e
politico", e' farla veramente finita con la cooptazione personale e, per
questo, riteniamo sempre piu' valida la proposta di riforma della docenza
avanzata da tempo dall'ANDU, riportata in calce.

Anche in questo suo intervento, Salvatore Settis non manca di rivolgere la
sua critica alla introduzione della "terza fascia". Il fatto e' che Settis
si ostina a non volere prendere atto che la "terza fascia" non puo' essere
introdotta perche' essa c'e' gia' da anni. Da anni, infatti, i ricercatori
universitari svolgono attivita' didattica e di ricerca come gli altri
professori. Si tratta di riconoscere finalmente questa realta',
trasformando l'attuale ruolo dei ricercatori nella terza fascia di professore.

Nota. Per leggere il documento dell'ANDU "Concorsi. Il disastro di Mussi"
del 3.1.08:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 07 gennaio 2008
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17683.html
________________________


Da Repubblica del 9 gennaio 2008:


"La fuga dei cervelli e un governo impotente
di Salvatore Settis


L'assegnazione appena annunciata dei primi fondi di ricerca del Consiglio
Europeo delle Ricerche (ERC) merita una seria riflessione. Quello di ERC e'
il piu' innovativo meccanismo per la ricerca in Europa, basato
esclusivamente sul merito e garantito da una rigorosa peer review; e se
quest'anno il bando (riservato ai giovani, entro nove anni dal dottorato)
era di 300 milioni di euro, i bandi successivi cresceranno di anno in anno
fino a coprire la cifra complessiva di sette miliardi e mezzo di euro.
L'analisi dei risultati dei concorrenti italiani e' la miglior cartina di
tornasole per giudicare lo stato della ricerca e dell'universita' in
Italia, la cui crisi (irreversibile?) e' sotto gli occhi di tutti. Il
confronto con l'Europa e' vitale per capire di che morte sta morendo la
nostra universita'.
Per questo primo bando ERC si e' avuto un numero altissimo di domande,
oltre 9000, distribuite fra i vari Paesi in modo ineguale. Solo 300 i
vincitori, appena uno su trenta (non si tratta di borse di studio, ma di
fondi di ricerca che possono raggiungere i 2 milioni a testa). Nella lista
dei concorrenti, l'Italia figurava al primo posto (1600 domande contro le
1000 della Germania, le 800 della Gran Bretagna, le 600 della Francia).
Buon segno? No. Se tanti ricercatori italiani si sono rivolti all'Europa,
e' perche' possono contare in Italia su risorse misere, a confronto di
quelle dei loro colleghi tedeschi, olandesi, francesi. Ma alla prova dei
fatti quale e' la percentuale di successo degli italiani? Su 300 vincitori,
gli italiani sono 35, contro 40 tedeschi, 32 francesi, 30 inglesi.
Risultato comunque notevole: l'Italia, prima per numero di domande, e'
seconda in Europa per numero di vincitori. Anzi, se si guarda alla
"pattuglia di testa" (i 53 ricercatori che hanno avuto il punteggio
massimo, 10 su 10), l'Italia e' prima con 9 vincitori contro i 7 di Regno
Unito e Germania, i 6 di Francia e Spagna. Dunque: l'Italia ha offerto a
questi studiosi (eta' media: 35 anni) un adeguato ambiente di ricerca.
Ma questa immagine positiva si capovolge se si guarda al futuro. Proprio
perche' cosi' altamente selezionati, le scelte che i vincitori stanno
facendo sono molto significative. La piu' importante di queste scelte e'
dove essi intendono svolgere la propria ricerca, portandosi dietro in
"dote" i fondi ERC (mediamente, un milione di euro a testa). Ed e' qui che
l'Italia subisce una pesante sconfitta. Dei 35 vincitori italiani, solo 22
resteranno in Italia, gli altri 13 se ne vanno in Paesi con migliori
strutture di ricerca, e dall'estero ne arrivano solo 3 (due polacchi e un
norvegese). Il confronto con la Gran Bretagna e' devastante: dei 30
vincitori inglesi, 24 restano nel Regno Unito; ma ad essi si aggiungono ben
34 ricercatori di altri Paesi (tra cui 6 italiani) che hanno scelto di
trasferirsi in Gran Bretagna. Per citare solo un altro caso, in Francia
restano 27 vincitori francesi su 32, ma ne arrivano altri 12 da altri Paesi
(tra cui 2 italiani). Insomma l'Italia, prima per numero di domande e
seconda per numero di vincitori, precipita al settimo posto fra i Paesi che
ospiteranno queste ricerche, sorpassata non solo da Gran Bretagna, Francia
e Germania, ma anche dall'Olanda, ed eguagliata da Spagna e Israele (Paese
associato all'Unione Europea per la ricerca). Peggio ancora se guardiamo
alla "pattuglia di testa" dei vincitori col massimo punteggio: dei 9
italiani, ben 4 lasciano l'Italia per Inghilterra, Francia e Olanda.
Questi numeri sono eloquenti. Per una volta, data la severa selezione che
ha portato da 9167 domande a 300 vincitori, i numeri parlano in termini di
qualita', non solo di quantita'. Ci dicono un'amara verita': l'Italia non
attrae come ambiente di ricerca, i nostri giovani migliori non hanno
fiducia nel proprio Paese, gli stranieri non considerano l'Italia fra le
proprie opzioni. Abbiamo formato ottimi studiosi, ma li spingiamo ad
andarsene. In questo saldo negativo, non e' solo l'immagine del Paese che
si annebbia, ma e' il suo futuro, l'indirizzo delle sue politiche, dei suoi
investimenti, dello sviluppo (o mancanza di sviluppo) che ci attende. Di
una situazione tanto drammatica, il Governo non si mostra consapevole. La
Finanziaria 2008 comporta un ulteriore calo dello stanziamento per le
universita', che si estende anche al 2009 e al 2010: una de'bacle che ci
lascia drammaticamente lontani dall'Europa, salvando a stento la spesa
corrente e marginalizzando la ricerca. Ecco perche', dei 35 progetti
vincitori italiani, ben 30 vengono da centri di ricerca o da Atenei
particolari (Normale, Bocconi), solo 5 da dipartimenti universitari
(Padova, Parma, Roma 1, Firenze, Napoli 1).
Ma c´e' di peggio: dopo due anni di incomprensibile blocco dei concorsi per
professore universitario, tutto quello che il Consiglio dei Ministri ha
saputo fare (il 28 dicembre) e' riesumare gli squalificati concorsi secondo
la legge Berlinguer del 1998, pilotati in sede locale onde garantire (nel
90% dei casi) la vittoria del candidato locale, senza alcun rispetto per il
merito. Secondo il decreto "milleproroghe", la mesta riesumazione di questa
legge-cadavere varrebbe per un solo anno, ma e' difficile crederlo. Se ci
son voluti venti mesi di governo Prodi per rispolverare una normativa
pessima senza cambiarne una virgola, quanti anni ci vorranno per inventarne
una nuova? Intanto si aggirano fra Camera e Senato alcuni disegni di legge
che gareggiano fra loro negli sciatti garantismi della promozione sul
campo, dell'ope legis, delle terze e quarte fasce, del trionfo
dell'anzianita' sul merito (ne ho scritto in questo giornale il 5 settembre
e il 30 ottobre).
In queste condizioni, l'emorragia dei migliori non solo continuera', ma e'
destinata ad accentuarsi. Intanto da oltre un anno, nonostante le
assicurazioni in contrario, non si e' riaperto il bando per il "rientro dei
cervelli", che richiede qualche aggiustamento ma e' indispensabile per
correggere, sia pure marginalmente, il saldo negativo, la fuga dei cervelli
dall'Italia. E´ indicativo che in risposta al bando ERC tornino in Europa
dall'America vincitori tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli, finlandesi,
svedesi, ma nemmeno un italiano: tanta e' la perdita di credibilita' del
Paese sul fronte del "rientro dei cervelli".
Il ministro Mussi e' capace di grande lungimiranza, come ha mostrato con la
nomina di Luciano Maiani a presidente del CNR dopo una preselezione secondo
i migliori standard internazionali. Si stenta a credere che egli possa
accontentarsi, dopo due anni di paralisi dei concorsi, della miserevole
soluzione che il Governo (stremato, si puo' supporre, dalla maratona della
Finanziaria) ha varato fra Natale e Capodanno. E´ di moda accusare gli
accademici di autoreferenzialita': ma non c´e' nulla di piu'
auto-referenziale di questo ritorno al passato, quasi che esistano al mondo
due soli modelli di universita', targati rispettivamente Berlinguer e
Moratti. Viceversa, era ed e' ancora possibile agire sulla legge Moratti
(che quanto meno de-localizza i concorsi) a livello regolamentare,
correggendone le storture mediante una prima applicazione sperimentale che,
tenendo conto delle esperienze europee, includa commissari anche non
italiani (secondo le intenzioni dichiarate dallo stesso Mussi). Se cosi'
non sara', i concorsi localistici che mortificano il merito scacceranno
dall'Italia i giovani migliori, saranno una barriera impenetrabile per gli
studiosi stranieri, renderanno irreversibile il processo di
marginalizzazione e provincializzazione della nostra universita'. La
politica dello struzzo a cui assistiamo con sgomento puo' solo condurre la
ricerca e l'universita' italiana alla rovina. E´ troppo sperare che il
Governo risponda a questo drammatico problema non con ulteriori placebo, ma
con un incisivo progetto culturale e politico?"

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PROPOSTA DELL'ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.
 


ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Universita', CISL-Universita', CNRU, CNU, FIRU,
FLC-CGIL, SNALS-Universita', SUN, UILPA-UR


Le Organizzazioni sindacali e le Associazioni rappresentative della
docenza universitaria debbono ancora una volta denunciare che alle
dichiarazioni sul valore strategico per il Paese dell'alta formazione e
della ricerca non c'e' riscontro nelle scelte concrete operate dal Governo
e dal Parlamento con la Legge Finanziaria 2008. Infatti, non solo erano
stati previsti finanziamenti assolutamente insufficienti per la
sopravvivenza stessa dell'Universita', ma addirittura si e' proceduto ad un
ulteriore taglio di oltre 90 milioni di euro del FFO.

Il finanziamento dell'Universita' italiana permane cosi' notevolmente al
di sotto della media dei Paesi industrializzati, non rendendo possibile il
rilancio dell'attivita' scientifica e didattica degli Atenei e nemmeno
l'avvio dell'improcrastinabile ricambio generazionale.

Le Organizzazioni e Associazioni confermano la loro grande preoccupazione
per l'attuale situazione di stallo dell'Universita' dovuta all'eccessivo
ritardo nella definizione di provvedimenti ritenuti unanimemente urgenti
come quelli relativi alle riforme dello stato giuridico della docenza, del
dottorato di ricerca, del governo e dell'organizzazione degli Atenei e del
Sistema universitario nel suo complesso, nonche' all'avvio di un grande
processo nazionale di ascolto e monitoraggio dei risultati della riforma
della didattica.

Nella previsione dell'uscita - per pensionamento - di circa la meta' dei
docenti in atto impegnati nelle universita', le Organizzazioni e le
Associazioni, ritengono che il Governo ed il MIUR debbano impegnare risorse
aggiuntive finalizzate al bando di concorsi a ricercatore per consentire
finalmente il superamento dell'attuale patologico fenomeno del precariato
che e' insostenibile per i diretti interessati ed e' dannoso per la
qualita' dell'attivita' di ricerca.
Prevedere un'unica figura pre-ruolo che duri al massimo di tre anni,
adeguatamente retribuita, con i diritti lavorativi e con una autonomia di
ricerca, deve essere per il Governo e per il MIUR un obiettivo da realizzare.
 
Il Consiglio dei Ministri, il 28 dicembre, ha dato il via allo sblocco dei
concorsi per il 2008 con le vecchie norme. Tale intervento, reso necessario
solo da  due anni ingiustificati di stallo, non e' altro che una misura
tampone assunta con grave ritardo e senza neanche introdurre in via
transitoria opportuni aggiustamenti della normativa.
Ogni intervento sui meccanismi di progressione, deve essere accompagnato
da una riforma complessiva ed organica dello stato giuridico che consenta,
a regime e senza ulteriori blocchi, la legittimazione delle aspettative di
carriera di coloro che operano per e nella Universita', e il reclutamento
di giovani per un efficace ed efficiente andamento delle attivita' di
didattica e di ricerca.

A fronte della grave situazione che attraversa l'Universita', le suddette
Organizzazioni e Associazioni promuovono una fase straordinaria di
confronto tra i docenti.
A tal fine, nel periodo dal 28 gennaio all'8 febbraio 2008, negli Atenei
saranno unitariamente indette Assemblee per discutere sui problemi sopra
evidenziati e sulle necessarie iniziative nazionali.

Le Organizzazioni e le Associazioni chiedono al ministro Fabio Mussi un
incontro urgente per potergli illustrare direttamente le proprie posizioni
sulle questioni piu' critiche e non piu' procrastinabili che riguardano
l'Universita'.

Roma, 8 gennaio 2008
 



MARTINOTTI: NO AI CONCORSI NAZIONALI

Diffondiamo un messaggio inviatoci da Guido Martinotti che fa riferimento
al documento dell'ANDU "Settis: 'riesumati gli squalificati concorsi'"
(nota 1). Il documento dell'ANDU riportava, accompagnato da un commento,
l'intervento di Salvatore Settis "La fuga dei cervelli e un governo
impotente" apparso su Repubblica.
Al messaggio di Martinotti segue un commento dell'ANDU.
 

Da Guido Martinotti all'ANDU:

"Sono perfettamente (e da sempre) d'accordo con voi: la "terza fascia"
c'e' gia' e senza di essa l'Universita' italiana avrebbe cessato di
funzionare da anni. Per di piu' la terza fascia e' perlopiu' composta da
persone piu' competenti di associati ed ex associati (ora ordinari) che a
quei posti sono arrivati per sommazione di opelegis varie.
La terza fascia e' in genere formata da persone reclutate in loco con un
minimo di controllo esterno: che dovrebbe essere il modello da adottare per
tutti i concorsi.
Ma su questo ANDU e Settis e molti altri si ostinano a sognare che il
concorso cosiddetto nazionale sia la garanzia della purezza, invece che la
fonte di gran parte dei mali di un sistema "rigido e corrotto" (Economist)
proprio (e non malgrado) perche' incentrato su un sistema di concorsi
centrali interamente controllato da lobbies. Sono cose che sono sotto gli
occhi di tutti e che vado dicendo da molti anni e non mi stanco, anche se
comincio a essere scoraggiato dal constatare che si continua a credere che
aggiungendo circolare a codicillo, come nell'ultimo decreto sui
ricercatori, si possano cambiare pratiche professionali invalse da quasi un
secolo, cui tutti aderiscono.
Bisogna cambiare e restituire integrita', non formalita' al sistema.
Bisogna credere in uomini e donne e smetterla di riporre le nostre speranze
di riscatto nel "mentecatto burocrata" (De Finetti, 1962).
GM"

Commento dell'ANDU:

Guido Martinotti ci ricorda di essere da sempre d'accordo con l'ANDU sulla
"terza fascia", ma conferma di dissentire da coloro che, come l'ANDU, "si
ostinano a sognare che il concorso cosiddetto nazionale sia la garanzia
della purezza".
Martinotti considera invece valido l'attuale meccanismo dei concorsi a
ricercatore che prevede il reclutamento "in loco con un minimo di controllo
esterno: che dovrebbe essere il modello da adottare per tutti i concorsi."

Il fatto e' che il "modello" che Guido Martinotti preferisce e' stato (ed
e' ancora) adottato e applicato da anni "per tutti i concorsi", anche per
quelli a ordinario e ad associato.
E il meccanismo della scelta finale "in loco" - sempre esistito per i
concorsi a ricercatore e introdotto dalla Legge Berlinguer anche per i
concorsi a ordinario e ad associato - e' stato voluto, sostenuto e difeso
proprio da coloro che ritengono che solo "l'autonomia responsabile" degli
Atenei possa assicurare una scelta nell'interesse generale dell'Ateneo, e
non di quello dei gruppi accademici nazionali dominanti (le "lobbies").
Il risultato concreto derivante dall'applicazione delle 'norme locali' e'
sotto gli occhi di tutti e tutti (quasi), compresi gli stessi
'responsabili' di quelle norme, denunciano ora i fenomeni di nepotismo,
clientelismo e localismo che si registrano sempre piu' nelle Universita'
italiane.
E nonostante l'acclarato e indiscusso fallimento della Legge Berlinguer
(che riguardava sia i concorsi a professore, che quelli a ricercatore),
incredibilmente si continua a insistere nel volere mantenere le scelte
finali a livello locale. Questo prevedono, infatti, la Legge Moratti, la
proposta di legge Volpini e, sostanzialmente, il nuovo Regolamento dei
concorsi a ricercatore.
Per i concorsi a ricercatore si e' riusciti a 'ritardare' il nuovo
Regolamento (non entrato ancora in vigore) proprio perche' costituisce un
pur timido tentativo di attenuare la cooptazione personale. Anzi in questo
caso si e' riusciti a fare applicare le vecchie norme berlingueriane anche
a quei concorsi per i quali per legge si sarebbero dovute applicare le
nuove regole.
Per i concorsi a professore si e' perfino riusciti a tornare alla pessima
Legge Berlinguer, 'accantonando' la Legge Moratti, evidentemente ritenuta
un po' meno 'sicura' per la cooptazione personale.
Cosi', in questo periodo, per tutti i concorsi si puo' esercitare la
'purissima' cooptazione personale, a parole da tutti criticata.

Siamo sempre piu' convinti che la proposta dell'ANDU di riforma delle
modalita' di formazione, reclutamento e avanzamento dei docenti
universitari (qui in calce riportata), sia la piu' idonea a debellare l'uso
privatistico delle risorse pubbliche che connota l'accademia italiana.
In particolare, la proposta dell'ANDU prevede, per il reclutamento
(concorsi) e per l'avanzamento di carriera (giudizi), la costituzione di
commissioni nazionali che "devono essere interamente e 'direttamente'
SORTEGGIATE e composte di soli ordinari." E questo proprio per impedire un
"sistema di concorsi centrali interamente controllato da lobbies".

La proposta dell'ANDU e' sostanzialmente quella avanzata nel 1998, in
alternativa alla Legge Berlinguer.
E' utile ricordare che il 27 giugno 1998, PRIMA dell'approvazione della
Legge Berlinguer, avevamo scritto:
"Con questa legge i concorsi locali ad ordinario e ad associato
risulteranno una finzione come da sempre lo sono quelli a ricercatore.
Localismo, nepotismo e clientelismo, gia' ampiamente esercitati nei
concorsi per l'ingresso nella docenza, saranno praticati anche
nell'avanzamento nella carriera, in misura di gran lunga superiore a quanto
sperimentato con gli attuali meccanismi concorsuali" ("Universita'
Democratica", n. 162-163, p. 5).
  E nel dicembre 1998, poco dopo l'approvazione della Legge Berlinguer,
avevamo aggiunto: "ora anche la carriera deve essere decisa attraverso una
cooptazione personale da parte di quelli che una volta si chiamavano baroni
ed e' ad essi che bisognera' affidarsi, con adeguati comportamenti anche
umani, per vincere concorsi che sono considerati, non a torto, una mera
perdita di tempo, un fastidioso ritardo all'attuazione di una scelta gia'
operata" ("Universita' Democratica", n. 168-169, p. 7).
Ma allora, come al solito, vinse l''opinione pubblica', cioe' coloro (De
Rienzo, Panebianco, Eco, Schiavone, Pera), che hanno potuto accedere alla
'grande' stampa e che, con la sola eccezione di Tranfaglia, hanno
'supportato' l'approvazione della Legge Berlinguer.
Marcello Pera in quella occasione ci ha pure 'scherzato' sopra, dichiarando
entusiasta: "Finalmente abbiamo un bel ministro di destra. Proprio quello
che ci voleva!"
  Consigliamo a tutti la (ri)lettura delle posizioni espresse
dall''opinione pubblica' di allora (v. nel documento dell'ANDU "Le
'novita'' di Mussi. La solita 'storia' dell'autonomia", nota 2).

12 gennaio 2008

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "Settis: 'riesumati gli
squalificati concorsi'":
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17739.html
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "Le 'novita'' di Mussi. La
solita 'storia' dell'autonomia":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 29 gennaio 2007
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/01/le-novitadi-mussi.html

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PROPOSTA DELL'ANDU PER LA RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente e 'direttamente' sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.
 


Con il consenso della UILPA - Universita' e Ricerca, diffondiamo il
seguente documento:

"UILPA - Universita' e Ricerca

Roma, 11 gennaio 2008

Ai Responsabili di Sede
Ai Segretari Regionali

Universita', Ricerca e Finanziaria 2008

LA STORIA DI UN FALLIMENTO!

Il Presidente del Consiglio ed il Ministro Mussi, di fronte a tutto il
Paese ed alla Comunita' Scientifica, giocano a scaricabarile sulle
responsabilita' dei tagli alla Ricerca pubblica ed alle Universita' e della
debolezza dei provvedimenti sin qui adottati dal Governo, insufficienza
confermata anche nella manovra finanziaria per il 2008.
Nessuno dei due, in realta', convince e dice, fino in fondo, come stanno
effettivamente le cose!
Un dato e' certo: la manovra 2008 per Universita' e Ricerca non offre, ne'
complessivamente ne' in maniera specifica, gli effetti benèfici che il
Governo sbandiera, come suol dirsi "a squilli di tromba"!
A testimoniare questo oggettivo limite rispetto alle attese ci sono anche
dure e chiare denunce che provengono dagli stessi settori della maggioranza
dalle cui prese di posizione, molto circostanziate, emerge con chiarezza
che gli effetti incrementali sulle risorse 2007, tanto per Atenei, come per
gli EPR, sono irrisori o pressoche' nulli.
Intanto per l' Universita' i 550 milioni che si dicono "aggiuntivi" di cui
agli artt. 427-428 e 429 della Finanziaria 2008 sono, in realta', molti di
meno perche' essi debbono scontare il taglio del 2007 sul 2006 (- 216
milioni di euro), il taglio ulteriore di 90 milioni conseguente alla
manovra "pro-camionisti" e la lievitazione dei costi conseguente al
deflatore ed agli esborsi dello scatto biennale e della rivalutazione Istat
per il personale docente.
Per la Ricerca pubblica le tanto declamate nuove opportunita' che
sarebbero dovute derivare dalla rivisitazione del quadro di comando ed, in
particolare, dalla creazione del nuovo fondo (First) non si sono viste.
Allo stato registriamo solo i circa 100 milioni relativi al finanziamento
dei bandi PRIN, arrivati peraltro con un anno di ritardo e con esclusioni
illustri quanto negative.
Sul piano prettamente normativo e del personale l'ultima e molto grave
decisione e' quella che dalle norme relative all' estensione e sviluppo dei
provvedimenti di stabilizzazione gia' contenuti nella Finanziaria
precedente sono stati esclusi i lavoratori co.co.co (addetti
all'insegnamento ed alle attivita' di ricerca), tanto delle Universita'
come degli Enti Pubblici di Ricerca.
Tale decisione appare ancor piu' ingiusta, grave ed assurda, se teniamo
conto che a fronte di tale perentoria ed illegittima esclusione non c'e',
nella stessa Finanziaria, nessun provvedimento di autorizzazione alla
creazione di nuovi posti di ricercatori (universitari ed
extra-universitari). Il che avrebbe, seppur solo in parte, lenito un
vulnus per noi, comunque, inaccettabile.
La gravita' di questa scelta e' appesantita da un insieme di manchevolezze
ed insufficienze al contorno: la insufficienza delle risorse finanziarie
rispetto agli obiettivi di stabilizzazione, il varo di un DPCM sulle nuove
assunzioni e stabilizzazioni sui fondi 2007, registrato a fine dicembre,
con criteri di distribuzione non trasparenti ed operati da una burocrazia
ministeriale che ha del tutto scavalcato Presidenti, Direttori Generali e
vertici degli Enti, senza peraltro nessuna attivita' preparatoria.
Al Ministro Mussi come sindacato avevamo lanciato accorati appelli e
concrete proposte per tenere conto della specificita' di Universita' e
Ricerca nei provvedimenti di stabilizzazione. Il ministro ha tenuto conto
di questa specificita': ha permesso che venissero esclusi i lavoratori
degli Enti e degli Atenei ed ha permesso che i soldi della Ricerca e dell'
Universita' venissero dati agli autotrasportatori .
A ben riflettere, tutto cio' altro non e' che il prosieguo di una negativa
politica degli accessi intrapresa dal Ministro stesso da piu' mesi. E'
vero, infatti, che con nell'Universita', la cosiddetta "riforma degli
accessi universitari", - attraverso una scelta ibrida tra concorsi
nazionali e concorsi locali, con la complicazione dei meccanismi
burocratico-procedurali (che certo non favoriscono la tanto sbandierata
trasparenza) - altro risultato non si e' ottenuto che quello di
un'autorizzazione di assunzioni con le vecchie procedure e, per di piu',
con un risparmio di un anno di finanziamento cosa che fa felice solo il
Ministro del Tesoro!
A completare questo quadro si aggiunga tutto il "battage" fatto sulla
valutazione. Anche qui all'incompiutezza dell'architettura organizzativa si
aggiunge l'assurdita' dei compiti di valutazione dell' ANVUR che dovrebbero
spingersi fino alla valutazione del singolo ricercatore! Ma come e'
possibile che un'istituzione scientifica pubblica deleghi ad un soggetto
esterno la valutazione di un proprio addetto?
A questo punto non ci rimane altro che esprimere il rammarico e la
delusione di chi aveva sognato un'inversione di tendenza rispetto alle
politiche di governi precedenti e dire con franchezza al Ministro Mussi che
la sua politica potrebbe tranquillamente collocarsi nella stessa scia che
ha caratterizzato i provvedimenti del suo predecessore!
Come si vede per i lavoratori della Ricerca e dell'Universita' si prepara,
purtroppo, un gennaio di lotta.
Per quanto ci riguarda siamo pronti ed attrezzati e sull'impegno della
UILPA - UR essi potranno come sempre, contare.

Alberto Civica
Segretario Generale UILPA - Universita' e Ricerca"


"Nuovi" e vecchi concorsi a ricercatore

dal sito del MUR
http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/6872Elezio.htm:
  
   "Ministero dell'Universita' e della Ricerca

DIREZIONE GENERALE PER L'UNIVERSITA'
Ufficio I -00144 Roma - Piazza J.F. Kennedy 20

Protocollo: n. 396 Roma, 5 febbraio 2008
   
Ai Rettori delle Universita'
Ai Direttori degli Istituti di
Istruzione Universitaria
Al Commissario Straordinario dell'INAF
Ai Direttori Amministrativi

e p.c.
Al Presidente della CRUI
Al Presidente del CUN

LORO SEDI
       
Al CINECA
Via Magnanelli, 6/3
40033 Casalecchio di Reno (BO)
 

OGGETTO: Elezioni delle commissioni giudicatrici per le procedure di
valutazione comparativa per posti di ricercatori universitario - Indizione
della II sessione 2007 e della sessione per le procedure cofinanziate ai
sensi dell'art. 3 decreto-legge 7 settembre 2007, n. 147, convertito in
legge dalla legge 25 ottobre 2007, n. 176.

Come e' noto alle SS.LL., sulla base dei criteri stabiliti con D.M. n. 565
del 14 novembre 2007, con il successivo D.M. n. 620 del 30 novembre 2007
sono stati ripartiti tra le universita' statali i fondi, pari
complessivamente a 20 milioni di euro, destinati a garantire una piu' ampia
assunzione di ricercatori universitari ai sensi dell'art. 3 del
decreto-legge 7 settembre 2007, n.147, convertito in legge dalla legge 25
ottobre 2007, n. 176.
 Cio' premesso, si invitano codesti Atenei, al fine di utilizzare il
predetto cofinanziamento, a provvedere con urgenza agli adempimenti
finalizzati all'attivazione delle procedure di valutazione comparativa per
posti di ricercatore, ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210 e ad
emanare i relativi bandi di reclutamento nel termine perentorio del 31
marzo 2008.
 Si invitano altresì codeste universita' ad assicurare la disponibilita' a
carico del proprio bilancio della restante copertura finanziaria, pari al
50% del costo iniziale per le nomine dei vincitori, dandone immediata
comunicazione alla Direzione Generale per l'Università, Ufficio III (fax
06-97727391).
 Alla sessione, relativa alle riferite procedure di valutazione comparativa
cofinanziate, afferiranno altresì quelle "ordinarie" per posti di
ricercatore bandite secondo le procedure previste dalla legge 210/98, ai
sensi dell'art. 1, comma 7, della legge 4 novembre 2005, n. 230,
successivamente al 1 luglio 2007, fino al 31 marzo 2008.
 Cio' premesso, poiche' e' necessario distinguere le procedure di
valutazione comparative "ordinarie" da quelle cofinanziate, si invitano
codesti Atenei a voler specificare nei singoli bandi i casi per i quali si
tratta di procedure cofinanziate.
Si precisa al riguardo che nel sito riservato dei concorsi dovra' altresi'
essere specificato se si tratta o meno di procedure cofinanziate, sia per
quelli di nuova immissione che per quelli gia' inseriti. Nel caso di bandi
inseriti fino al 15 dicembre 2007, la specifica andra' fatta contattando
direttamente il Cineca (051-6171612).
 Nella predetta sessione si procedera' altresi' alle votazioni per la
formazione delle commissioni giudicatrici per procedure di valutazione
comparative relative a posti di ordinario, associato e ricercatore
universitario, che necessitano di elezioni suppletive.
 Si conferma inoltre che i bandi di cui trattasi devono essere adottati nel
rispetto dei limiti stabiliti dall'art. 51, comma 4, della legge 27
dicembre 1997, n. 449 e dall'art. 1, comma 105, della legge 30 dicembre
2004, n. 311 e che, pertanto, la valutazione del fabbisogno del personale
deve essere conclusa in coerenza con le indicazioni del Ministero in materia.
Le votazioni per la formazioni delle commissioni giudicatrici relative alle
procedure bandite con decreti dei Rettori adottati entro il 31 marzo 2008
si terranno a partire da lunedì 23 giugno 2008  fino a mercoledì  2 luglio
2008, con esclusione di sabato e domenica.
Il sistema informatico di voto sara' operante con il seguente orario: dal
lunedì al venerdì dalle ore 08.30 alle ore 18.30. Il giorno 3 luglio 2008,
alle ore 09.00, avra' inizio lo scrutinio, che si dovra' concludere entro
le ore 14.00.
 Entro il 30 aprile 2008 dovranno essere certificate le avvenute
pubblicazioni dei bandi nella Gazzetta Ufficiale.
 La consegna dei certificati elettorali sara' effettuata giovedì 19 giugno
2008 dalle ore 09.00 alle ore 15.00 presso gli uffici del CINECA, Via
Magnanelli 6/3, 40033 Casalecchio di Reno (BO).
 Si ravvisa al riguardo la necessita' che codesti atenei non facciano
ricorso ai corrieri, attesa l'esigenza di garantire la consegna tempestiva
dei certificati.
 Per  consentire il regolare svolgimento delle procedure, le SS.LL.
dovranno comunicare esclusivamente al CINECA il nominativo del membro
designato entro e non oltre venerdì 16 maggio 2008.
 L'elettorato provvisorio sara' pubblicizzato lunedì 26 maggio 2008, così
da consentire la presentazione di eventuali opposizioni, che dovranno
pervenire contemporaneamente al MUR via fax (06-97726098) e al CINECA (fax
nr. 051-2130215) entro e non oltre sabato 7 giugno 2008. L'elettorato
definitivo sara' pubblicizzato lunedì 16 giugno 2008.
 Ai fini della determinazione dell'elettorato attivo e passivo si richiama
l'attenzione sulla necessità di una tempestiva adozione dei provvedimenti
relativi ai professori e ai ricercatori, che dovranno essere disposti con
decreti rettorali adottati e trasmessi al CINECA entro e non oltre giovedì
15  maggio 2008.                                    .
 Potranno essere designati e godranno dell'elettorato passivo i professori
e i ricercatori gia' nominati quali commissari, che completino l'anno
decorrente dal decreto di nomina entro la fine del mese di luglio 2008.
           .
 Si rammenta che le eventuali opposizioni da parte delle universita'
avverso l'elettorato provvisorio dovranno essere proposte con nota a firma
del Rettore o del Direttore Amministrativo, specificando per ciascun
nominativo la difformita' riscontrata ed allegando copia del provvedimento
formale con cui e' stata disposta la nomina o la variazione dello stato
giuridico dell'interessato, sul quale e' basata l'opposizione, con
l'avvertenza che, in mancanza dei suddetti elementi, la stessa non potra'
essere presa in considerazione. I relativi decreti dovranno essere disposti
entro il termine ultimo per la presentazione delle opposizioni e dovranno
avere effetti giuridici non successivi a tale data.
 Tutte le comunicazioni relative alle predette opposizioni dovranno essere
inviate con la documentazione allegata contemporaneamente alla Scrivente
Direzione Generale (fax nr.06-97726098) e al CINECA (fax nr. 051-2130215).

  f.to IL DIRETTORE GENERALE
(dott. Antonello Masia)"
 


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