FISICA/MENTE

 

NOTIZIE ANDU

Associazione Nazionale Docenti Universitari
 

 

Nella Commissione Cultura della Camera e' iniziata la discussione delle
proposte di legge riguardanti la riforma dello stato giuridico delle
docenza universitaria. Le proposte di legge sono la n. 1969 di Tessitore e
Altri (v. nota 1) e la n. 2446 di Migliore e Altri (v. nota 2).
In vista dell'Audizione prevista per il 10 ottobre 2006, l'ANDU ha inviato
ai Componenti della Commissione l'allegato documento che contiene il
commento alle due proposte di legge e la proposta dell'ANDU.

- Nota 1. Per leggere la proposta de legge n. 1969:
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0019220.pdf
- Nota 2. Per leggere la proposta de legge n. 2446:
http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0024730.pdf

===============

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

Su PDL n. 1969 (Tessitore e Altri) e n. 2446 (Migliore e Altri)

(segue la proposta dell'ANDU sulla docenza universitaria)

== Su PDL n. 1969 (Tessitore e Altri)

La PDL n. 1969 propone alcune significative modifiche agli attuali concorsi
che, se approvate, riuscirebbero a peggiorare perfino quanto previsto dalle
Leggi Berlinguer e Moratti.

L'obiettivo principale della PDL e' quello di precarizzare i docenti di
ruolo prevedendo la possibilita' ogni sei anni di espellerli
dall'Universita' (comma 2 dell'art. 5), come gia' previsto nel disegno di
legge presentato al Senato dallo stesso Tessitore e da altri all'inizio
della scorsa legislatura e poi nel disegno di legge Modica-Tocci
sull'Agenzia per la valutazione. Si tratta di un gravissimo attacco
all'autonomia soprattutto dei docenti universitari appartenenti alle fasce
degli associati e dei ricercatori, che sarebbero ancora piu' subordinati al
controllo gerarchico, accademico e umano.

Un altro obiettivo della PDL e' quello di farla finita con ogni ipotesi (a
parole ampiamente condivisa) di netta distinzione tra reclutamento e
avanzamento nella carriera dei docenti, riconfermando invece la divisione
in tre ruoli (e tre organici) distinti della docenza universitaria e il
passaggio da una fascia all'altra attraverso altri concorsi.

La PDL 'corregge'in parte la Legge Moratti eliminando ogni sorteggio per la
composizione delle commissioni che devono compilare le liste nazionali di
idoneita' - che, come sembra, rimarranno a numero chiuso (lettera c, art.
2) e saranno di piu' breve durata (due anni) -, attribuendo  cosi' maggiore
potere ai gruppi accademici dominanti sul piano nazionale.

La PDL demanda ai singoli Atenei l'individuazione delle "procedure di
chiamata" (comma 2, art. 4) da parte di indeterminate "strutture
universitarie competenti" (comma 1, art. 4).
Con la differenziazione per ogni singolo Ateneo delle procedure di quello
che rappresenta il vero concorso, si va decisamente verso la 'dismissione'
di uno stato giuridico nazionale dei docenti universitari e la 'connessa'
abolizione dell'Universita' statale e nazionale. Inoltre, mantenendo a
livello locale la scelta ultima dell'assunzione, si conserva il carattere
localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla
base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il
quale continuera' a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando
promuovere. Tale controllo gerarchico, personale e diretto, viene
enormemente accresciuto con le verifiche periodiche - con possibilita' di
espulsione dall'Universita' - date in mano ai "Nuclei di valutazione"
locali (comma 2, art. 5).

La PDL attribuisce un ruolo al Senato Accademico nell''assunzione
definitiva dei docenti (comma 3, art. 4), andando cosi' incontro alla
proposta della trasversale Fondazione TreeLLLe, che vorrebbe attribuire
l'intero potere della chiamata all'Organismo di Ateneo.

Un'altra novita' e' quella che i docenti non sarebbero piu' inquadrati
nelle Facolta', ma "nei corsi di laurea competenti" (comma 1, art. 5),
invece che nei Dipartimenti,  come sarebbe piu' logico.

La PDL mantiene la composizione corporativa delle commissioni nazionali
prevedendo la presenza in esse di rappresentanti delle 'fasce basse' per i
concorsi ad associato e a ricercatore (art. 7).

Siamo di fronte a una vera e propria controriforma della docenza
universitaria che, se dovesse essere recepita dal Ministro, richiederebbe
una mobilitazione del mondo universitario ancora piu' dura di quella
espressa contro il DDL Moratti.


== Su PDL n. 2446 (Migliore e Altri)

La PDL n. 2446 ha contenuti ampiamente convergenti con le posizioni dell'ANDU:
1. "ruolo unico articolato in tre fasce" (art. 1), con "i medesimi diritti
e gli stessi doveri" (comma 1, art. 3);
2. trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia (art. 1, comma
1, lettera a);
3. una sola conferma (comma 2, art. 1);
4. reclutamento attraverso concorsi nazionali, con i componenti delle
commissioni sorteggiati (commi 1 e 2, art. 7);
5. passaggio di fascia attraverso giudizi nazionali (art. 8).

Negativa e' invece la previsione della composizione delle commissioni per i
concorsi alla terza fascia per la presenza in esse di rappresentanti della
fascia  degli associati (comma 2, art. 7).


== Proposta dell'ANDU sulla docenza universitaria

Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.

Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget
nazionale per i connessi incrementi stipendiali.

Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.

Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.

Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.

Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.

Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.


Specificazioni sul reclutamento
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.

La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.

Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.


Segnaliamo un articolo del Messaggero sui concorsi a ricercatore e la
lettera di risposta del ministro Fabio Mussi.

Per leggere l'articolo di Anna Maria Sersale "E Mussi firma: mille
ricercatori assunti con concorsi 'pilotabili'", apparso sul Messaggero del
10 ottobre 2007 v. nota 1.

Per leggere la lettera di risposta del Ministro "Mussi 'Concorsi dei
ricercatori, ho agito nell'interesse dei giovani e della scienza'", apparsa
sul Messaggero del 11 ottobre 2007 v. nota 2.

Per leggere il documento dell'ANDU "Mussi-Senato-Modica" del 20 settembre
2007 che si occupa anche della lettera del sottosegretario Luciano Modica
citata alla fine dell'articolo del Messaggero v. nota 3.

- Nota 1. Per leggere l'articolo di Anna Maria Sersale "E Mussi firma:
mille ricercatori assunti con concorsi 'pilotati'", apparso sul Messaggero
del 10.10.07:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-10/071010/FTQSM.tif
- Nota 2. Per leggere la lettera di risposta del Ministro "Mussi 'Concorsi
dei ricercatori, ho agito nell'interesse dei giovani e della scienza'",
apparsa sul Messaggero del 11.10.07:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-10/071011/FU8q2.tif
- Nota 3. Per leggere il documento dell'ANDU "Mussi-Senato-Modica" del
20.9.07 che si occupa anche della lettera del sottosegretario Luciano
Modica citata alla fine dell'articolo del Messaggero:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16413.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-mussi-senato-modica.html


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

MUSSI SU RICERCATORI E ANVUR

Nella seduta pomeridiana della Commissione Istruzione del Senato del 9
ottobre 2007, il ministro Fabio Mussi ha anche fatto riferito
all'emendamento approvato alla Camera con il quale si vorrebbe attribuire
all'ANVUR il compito di giudicare i singoli ricercatori dopo tre anni dal
loro reclutamento.  Nel resoconto della seduta si legge:

  "Il ministro MUSSI (.) con riferimento all'assunzione di ricercatori,
esprime talune perplessita' in ordine all'emendamento approvato alla Camera
al decreto-legge n. 147 del 2007, secondo il quale si sottopone alla
valutazione solo un segmento del settore, peraltro oggetto di monitoraggio
della nascente Agenzia, ancora non operante. Pur condividendo il principio
della valutazione, ritiene che la formulazione attuale della norma possa
determinare rischi e contraddizioni." (per il resoconto della seduta della
Commissione v. nota 1).

Prendiamo volentieri atto che il ministro Mussi condivide la sostanza di
quanto l'ANDU, a proposito dell'emendamento approvato alla Camera, ha
denunciato nel documento "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio giuridico" del 30
settembre 2007 (v. nota 2).  In quel documento l'ANDU proponeva al Senato
l'unica cosa ragionevole da fare: cassare l'emendamento. Ed e' questo che
chiediamo al Ministro di sostenere fino in fondo.

I contenuti del documento dell'ANDU erano stati puntualmente illustrati da
una sua delegazione, un'ora prima dell'intervento di Mussi, alla stessa
Commissione Istruzione. Commissione che aveva accettato di incontrare
l'ANDU appena poche ore dopo averne ricevuto la richiesta.

Nel sottolineare la disponibilita' al confronto (che ha gia' riguardato la
Finanziaria e il Decreto-legge) da parte della Commissione Istruzione del
Senato, non possiamo non rammaricarci ancora una volta del fatto che fino
ad oggi il ministro Mussi non abbia ritenuto di dare una qualsiasi
risposta alla richiesta di incontro sul "3 + 2" avanzata dall'ANDU il 13
luglio 2007.

11 ottobre 2007

- Nota 1. Per leggere il resoconto della seduta pomeridiana del 9.10.07
della Commissione Istruzione del Senato:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=15&id=2
80263
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR.
Obbrobrio giuridico" del 30.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 02 ottobre 2007-10-11
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16558.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-ricercatori-e-anvur-obbrobrio
.html


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

MUSSI O MODICA?

A volte ci si chiede se il vero Ministro dell'Universita' sia il ministro
Fabio Mussi o il sottosegretario Luciano Modica. Verrebbe da dire nessuno
dei due, visto che a decidere sull'Universita' sono soprattutto il Ministro
dell'Economia, l'apparato ministeriale, il Consiglio di Stato e la Corte
dei Conti.

Sull'attribuzione all'ANVUR del compito di valutare i singoli docenti non
si capisce bene se a rappresentare il Governo in Parlamento sia stato Mussi
o Modica.

Il 26 settembre 2007, nell'Aula della Camera, a nome del Governo, Modica
ha sostenuto, con argomentazioni 'imprecise' e 'forzate', l'emendamento
"Tessitore e altri" che prevede la valutazione dei singoli ricercatori dopo
tre anni dalla loro assunzione. Un emendamento-pasticcio che l'ANDU ha
dimostrato essere un obbrobrio giuridico (nota 1). Un emendamento in linea
con i metodi 'impositivi' e con la superficialita' propri di coloro che da
anni operano per smantellare l'Universita' statale e affidarla
completamente ai gruppi accademici forti a livello nazionale e nei singoli
Atenei.

Il 9 ottobre 2007, nella Commissione Istruzione del Senato, a nome del
Governo, Mussi "con riferimento all'assunzione di ricercatori, esprime
talune perplessita' in ordine all'emendamento approvato alla Camera al
decreto-legge n. 147 del 2007, secondo il quale si sottopone alla
valutazione solo un segmento del settore, peraltro oggetto di monitoraggio
della nascente Agenzia, ancora non operante. Pur condividendo il principio
della valutazione, ritiene che la formulazione attuale della norma possa
determinare rischi e contraddizioni." (dal resoconto della seduta della
Commissione, nota 2).

Il 17 ottobre 2007, nella Commissione Istruzione del Senato, sempre a nome
del Governo, Modica ha risposto alle critiche avanzate da alcuni Senatori
all'emendamento approvato alla Camera. Queste critiche sono sostanzialmente
le stesse di quelle ribadite poche ore prima dall'ANDU nell'audizione di
fronte alla stessa Commissione Istruzione sul Regolamento dell'ANVUR. 
Modica ha dichiarato: "il Governo ha pensato di non colpire direttamente
il singolo con il licenziamento, ma di far ricadere l'onere sull'ateneo, in
un'ottica di responsabilizzazione. Certamente, comunque, l'Agenzia non
sara' chiamata ad esaminare nel dettaglio il curricolo dei singoli
docenti." (dal resoconto della seduta della Commissione, nota 3).
Modica da un lato sembra aver voluto confermare quanto gia' sostenuto alla
Camera, senza tenere conto ne' della posizione assunta dal 'suo' Ministro,
ne' delle puntuali osservazioni politiche e tecniche espresse dall'ANDU
anche nelle sedi istituzionali. Dall'altro lato, egli sembra abbia voluto
fare un parziale passo indietro.

Il 17 ottobre 2007, subito dopo la seduta della Commissione Istruzione,
l'Aula del Senato ha approvato senza alcuna modifica - e quindi in via
definitiva - il decreto-legge n. 147 del 2007, nel testo approvato alla
Camera e, quindi, anche il comma aggiunto in quella sede (nota 4).

Nei confronti del comma aggiunto alla Camera erano stati presentati da AN,
FI, LN, RC e Verdi identici emendanti che ne chiedevano la soppressione.
Gli emendamenti sono stati ritirati  'in cambio' di un ordine del giorno -
accolto da Modica a nome del Governo - con il quale si 'congela' quanto
approvato alla Camera. Un risultato ottenuto grazie alla sensibilita'
mostrata da diversi Gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, e
grazie alla battaglia sostenuta dall'ANDU a difesa dell'autonomia
universitaria contro le oligarchie accademico-politiche che non smettono la
loro opera di devastazione dell'Universita' statale.

19 ottobre 2007

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR.
Obbrobrio giuridico" del 30.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 02 ottobre 2007-10-11
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16558.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-ricercatori-e-anvur-obbrobrio
.html
- Nota 2. Per leggere il documento dell'ANDU "Mussi su Ricercatori e ANVUR"
dell'11.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 12 ottobre 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16717.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-mussi-su-ricercatori-e-anvur.
html
- Nota 3. Per leggere il resoconto della seduta pomeridiana del 17.10.07
della Commissione Istruzione del Senato:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=15&id=2
80561
- Nota 4. Per leggere i resoconti sommario e stenografico della seduta
pomeridiana del 17.10.07 dell'Aula del Senato:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/280581.pdf
 


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

All'on. Fabio Mussi,
ministro dell'UR


OGGETTO: Richiesta chiarimento su DDL terza fascia


Abbiamo letto nell'articolo "Mussi: i professori in pensione a 70 anni",
apparso a pag. 36 del Sole 24-ore del 26 ottobre 2007, che "entro la fine
di ottobre, Mussi presentera' in Consiglio dei ministri un disegno di legge
che riguardera' i professori inseriti nella cosiddetta terza fascia (si
tratta dei ricercatori universitari di ruolo) e i fuori ruolo (vale a dire
i docenti di eta' compresa fra i 72 e 75 anni)."

Certamente quanto sopra riportato non puo' significare che Lei presentera'
"entro la fine di ottobre" un disegno di legge per l'istituzione della
terza fascia dei professori, dato che Lei ha piu' volte assunto l'impegno
di ascoltare l'ANDU e le altre Organizzazioni della docenza PRIMA di farlo.
Una consultazione per la quale non abbiamo ancora ricevuto alcuna
convocazione.

Le ricordiamo che l'ANDU da anni chiede un intervento legislativo per la
trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia dei professori e
che su questa questione abbiamo elaborato una nostra precisa proposta, che
finora non ci e' stato possibile illustrarle direttamente.

Siamo convinti che solo confrontandosi tempestivamente con le
rappresentanze universitarie e solo informando e coinvolgendo il mondo
universitario e' possibile arrivare a un provvedimento condiviso e utile
all'Universita' statale.

Certi della sua disponibilita', attendiamo un suo chiarimento in merito.

Con i piu' distinti saluti.

26 ottobre 2007

L'Esecutivo nazionale dell'ANDU
 


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

- IL SILENZIO DEI SENATI ACCADEMICI, DEL CUN E DELLA CRUI
- LE POSIZIONI DI CIPUR, CNRU, USPUR E RIFONDAZIONE COMUNISTA

Il tentativo di un gruppo di Deputati dell'Ulivo, sostenuto dal
sottosegretario Luciano Modica, di attribuire all'ANVUR il potere di
valutare i singoli docenti e' stato tempestivamente denunciato dall'ANDU,
che ha anche mostrato l'insensatezza giuridico-accademica della norma
approvata alla Camera con i soliti metodi 'golpisti' (nota 1).

La norma approvata alla Camera, gravemente lesiva dell'autonomia
universitaria garantita dalla Costituzione, e' stata poi 'congelata' al
Senato grazie all'intervento del ministro Fabio Mussi (nota 2) e alla
contrarieta' espressa da Gruppi della Maggioranza e dell'Opposizione (nota 3).

Rispetto a questa gravissima iniziativa contro l'autonomia universitaria,
per quanto ci risulta, nessun Senato Accademico, ne' il CUN, ne' la CRUI
hanno finora espresso una posizione.
Eppure la portata e la natura dell'attacco all'Universita' condotto alla
Camera sono certamente non meno pericolose delle iniziative legislative del
precedente Governo, contro le quali si sono duramente pronunciati quegli
Organismi universitari che invece ora tacciono.

Questo 'inspiegabile' silenzio rende ancora piu' indispensabile e urgente
la costituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle
Universita', composto solo da rappresentanti di tutte le componenti,
direttamente eletti in maniera non frammentata e non corporativa. Un Organo
capace di difendere l'autonomia universitaria da quelle oligarchie
accademico-politiche che da decenni stanno operando per smantellare
l'Universita' statale, di massa e di qualita'.
E tutto questo rende altrettanto indispensabile e urgente la riforma
dell'assetto organizzativo degli Atenei, la cui gestione va affidata ad un
nuovo Organismo, anche questo eletto direttamente (quindi senza la presenza
dei Presidi) da tutte le componenti, in maniera non corporativa.
Su queste questioni riproponiamo in calce l'articolata proposta dell'ANDU.

Dopo che il tentato 'golpe' e' stato sostanzialmente sventato, il CIPUR
(nota 4) e il CNRU (nota 5) si sono pronunciati pubblicamente contro questa
operazione, mentre l'USPUR (nota 6) l'ha apprezzata.
Il CIPUR, in particolare, ha 'segnalato' "il parere del giurista" (nota
7), che contiene le argomentazioni e le considerazioni gia' avanzate
dall'ANDU.
Rifondazione Comunista (nota 8) ha espresso le stesse critiche e
preoccupazioni dell'ANDU.

29 ottobre 2007

= Nota 1. V. il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio
giuridico" del 30.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 02 ottobre 2007-10-11
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16558.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-ricercatori-e-anvur-obbrobrio
.html
= Nota 2.  V. il documento dell'ANDU "Mussi su Ricercatori e ANVUR"
dell'11.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 12 ottobre 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16717.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-mussi-su-ricercatori-e-anvur.
html
= Nota 3. V. il documento dell'ANDU "Mussi o Modica?" dell'19.10.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 22 ottobre 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16832.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/10/andu-mussi-o-modica.html
= Nota 4. V. il documento del CIPUR "Inconcludenti, litigiosi e pasticcioni":
http://www.cipur.it/Varie/Reclutamento%20ricercatori/INCONCLUDENTI,%20LITIGI
OSI%20E%20PASTIC%20Mangione.pdf
= Nota 5. V. l'articolo "Nuovi ricercatori, Mussi e il Senato cancellano la
valutazione di merito", sul Messaggero del 25.10.07:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-10/071025/fztgc.tif
= Nota 6. V. l'intervento "Ricercatori, fatevi valutare", sull'Indipendente
del 25.10.07:
www.crui.it "Rassegna stampa" 25 ottobre 2007
= Nota 7. V. "Il parere del giurista" di Fiorella D'Angeli:
http://www.cipur.it/normativa%20universitaria/osservazioniDL147%20sett07.htm
= Nota 8. V. l'intervento di Fabio de Nardis "E sull'Universita' incombe
l'ipoteca dell'agenzia di valutazione dei ricercatori", su Liberazione del
28.10.07:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-10/071028/g10le.tif

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PROPOSTA DELL'ANDU SULL'ORGANIZZAZIONE DELL'UNIVERSITA'

- GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.

- ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza
dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo
dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.
 



ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

LA "PIETRA" DEL "3 + 2"

Il ministro Fabio Mussi ha affermato: "Il problema e' fare le cose adatte
perche' quell'idea giusta dei tre livelli di laurea abbia un'applicazione
congrua, come e' avvenuto in altri Paesi. Qui e' stata introdotta la norma
ed e' stata lasciata andare come una pietra che rotola lungo un piano
inclinato" ("Videoforum con Fabio Mussi" del 31 ottobre 2007, Repubblica
TV, nota 1).

Circa un anno fa lo stesso ministro Mussi aveva invece dichiarato che "la
riforma del tre piu' due funziona". Da allora il Ministro ha adottato
alcuni provvedimenti parziali, che non potranno consentire "un'applicazione
congrua" della riforma e non ne fermeranno il 'rotolamento'.

La logica di 'dare numeri' adottata dal Ministro lo ha portato anche a
decidere per decreto (nota 2) che l'attivita' di insegnamento svolta da un
associato o da un ricercatore vale, d'ufficio, rispettivamente il 70% e il
50% di quella di un ordinario, introducendo cosi' un'arbitraria e insensata
differenziazione gerarchica, non prevista da alcuna legge.

Il semplice buon senso dovrebbe invece far capire che per "fare le cose
adatte" a porre rimedio agli effetti devastanti di quel "3 + 2" con il
quale in Italia e' stata 'tradotta' e imposta "quell'idea giusta dei tre
livelli", e' indispensabile fare PRIMA quel monitoraggio della riforma che
da tempo l'ANDU propone, anche sulla base del vasto dibattito che si e'
sviluppato negli ultimi anni e che l'ANDU stessa ha diffuso (nota 3). 

Un monitoraggio che, per essere utile, deve coinvolgere tutte le
componenti e le istituzioni universitarie, per consentire poi di assumere
decisioni adeguate e condivise.

Il 13 luglio 2007 l'ANDU ha richiesto al Ministro un incontro proprio sul
"3+ 2" (nota 4) e rimane ancora in attesa di ricevere una risposta.

Va ancora una volta sottolineato che, con sensibilita' diversa da quella
finora mostrata dal Ministro, la Commissione Istruzione del Senato ha
deciso il 19 settembre 2007 l'"avvio di un'apposita indagine conoscitiva"
sul "3 + 2".

In attesa che il Ministro si decida a intervenire adeguatamente sul "3 +
2", smettendo di lasciarlo "andare come una pietra che rotola lungo un
piano inclinato", riproponiamo in calce le osservazioni e le proposte
avanzate dall'ANDU gia' nel luglio del 2006.

2 novembre 2007

= Nota 1. Per ascoltare le parole del Ministro:
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=13959
= V. la nota 7 a pag. 24 del "Decreto Requisiti Percorsi Formativi" appena
firmato dal Ministro:
http://www.miur.it/Miur/UserFiles/Notizie/2007/DMrequisitisucarta.pdf
= Nota 3. Per leggere gli 'Atti' del Convegno nazionale sul "3 + 2"
promosso dall'ANDU tenutosi l'11 luglio 2006 a Roma:
http://www.bur.it/sezioni/andu_special.php
Per leggere i piu' recenti contributi al dibattito sul "3 + 2" diffusi
dall'ANDU:
http://www.bur.it/sezioni/s_andu_1.htm
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&file=categorie
s&op=newindex&catid=66
= Nota 4. Lettera del 13.7.07 dell'ANDU al ministro Fabio Mussi per un
incontro sul "3 + 2":
"All'on. Fabio Mussi, Ministro dell'UR
Da tempo sulla stampa e' vivo un confronto ricco e appassionato sul "3 + 2".
Su questo tema l'ANDU ha 'diffuso' un dibattito piu' approfondito
attraverso la sua lista.
Su questa stessa questione un confronto 'in diretta' tra posizioni diverse
si e' svolto nel luglio dello scorso anno in un Convegno nazionale promosso
dall'ANDU.
Da quanto emerso dalle varie opinioni e dalle tante 'testimonianze'
espresse risulta evidente che nella riforma del "3  + 2"  poco o molto non
e' andato bene e che poco o molto va urgentemente corretto. Dove, quanto e
perche' e' da accertare, come da cercare sono i rimedi.
Per fare bene e presto tutto cio' riteniamo sia indispensabile che Lei
avvii con urgenza una verifica-monitoraggio sul "3 + 2" basata non solo su
indagini statistiche, ma principalmente sulla partecipazione-testimonianza
di tutto il mondo universitario, compresi gli studenti. Senza pregiudizi.
Questa iniziativa e' necessaria e urgente nell'interesse degli studenti
stessi, dell'Universita' e del Paese.
In questo percorso potrebbe anche essere utile la promozione da parte del
Ministero di un Convegno che ospiti le varie opinioni e le varie esperienze. 
Per illustrare meglio questa nostra proposta Le chiediamo uno specifico
incontro.
Con i piu' cordiali saluti.
13 luglio 2007
L'Esecutivo nazionale dell'ANDU"

===============

Dall'intervento introduttivo al Convegno nazionale sul "3  + 2" promosso
dall'ANDU, 11 luglio 2006, Roma

(.) la didattica e' l'attivita' che piu' di qualsiasi altra e' 'sentita'
dai docenti perche' interessa la formazione dei giovani, con conseguenze
concrete, 'visibili', sui diretti interessati, sul loro avvenire, sulle
loro famiglie e, in ultima istanza, sul Paese.
La finalita' di questo Convegno e' anche quella di proporre un metodo,
nuovo rispetto a quello finora seguito dalle Istituzioni, per affrontare le
questioni cruciali per l'Universita'. Un metodo che veda coinvolti il piu'
possibile tutti gli interessati. 
Noi riteniamo che sul "3 + 2" sia indispensabile e urgente che il
Ministero avvii una verifica basata non solo su indagini statistiche, ma
principalmente sulla partecipazione-testimonianza di tutto il mondo
universitario, compresi gli studenti.

(.) Per la sua importanza 'primaria', forse la riforma della didattica
avrebbe dovuto essere fatta per ultima, perche' potesse risultare utile
agli studenti e al Paese.
1. Occorreva prima - anche per 'prevenire' un uso subordinato alle ben
note logiche di potere accademico - cambiare l'assetto Organizzativo degli
Atenei a partire dalla costituzione di un Organo che, a differenza degli
attuali Senati Accademici, dominati dalla presenza paralizzante dei
Presidi, esprimesse una politica e una gestione nell'interesse dell'intera
comunita' universitaria. Occorreva valorizzare i Dipartimenti (in cui
incardinare i docenti), rivedendone le dimensioni e le finalita' (anche a
beneficio della didattica). Occorreva inoltre, finalmente!, assegnare ai
Consigli di Corsi di Studio compiti, poteri e strumenti per assicurare in
maniera continua il coordinamento e la verifica delle attivita' e dei
contenuti degli insegnamenti. Ai Consigli di Facolta' doveva restare 'solo'
un ruolo di raccordo, togliendo loro quello oggi quasi esclusivo di
'produttore' di posti.
2. Occorreva prima affrontare la questione degli sbocchi professionali e
intervenire, in particolare, sugli Ordini professionali. Un'operazione
preliminare indispensabile, come aveva ampiamente gia' mostrato
l'esperienza dei diplomi di laurea attivati 'alla cieca'.
3. Occorreva prevedere che la 'progettazione' del primo livello avvenisse
contestualmente al secondo.
4. Occorreva prima realizzare il diritto allo studio: Statuto dei diritti
e dei doveri degli studenti, strutture didattiche, borse di studio,
residenze, ecc.
5. Occorreva prima riformare lo stato giuridico della docenza ed eliminare
il precariato, per creare le condizioni 'soggettive' dell'applicabilita'
della riforma didattica.
6. Occorreva prevedere consistenti e specifici finanziamenti: nessuna
riforma puo' realizzarsi a costo zero.
7. Occorreva che la riforma fosse 'costruita' con il coinvolgimento del
mondo universitario, individuando settore per settore i problemi e
ricercando le specifiche soluzioni, senza dare numeri ("3 + 2") uguali per
tutti (nel 1983-86 il gruppo dei docenti di Ingegneria del CUN aveva
previsto il "4 + 1"). Occorreva far partecipare, spiegare, convincere,
responsabilizzare, sperimentare. Occorreva prevedere la
verifica-coordinamento in itinere della riforma, sia a livello
ministeriale, sia autonomamente (nazionalmente attraverso un Organo di
rappresentanza democratico e localmente con le riformate strutture degli
Atenei).

Oggi comunque vanno registrati disaggi e difficolta' ampiamente diffusi.
E' interesse del Paese capire al piu' presto quanto questo 'malessere' sia
profondo ed vasto, coglierne la natura e trovare le soluzioni necessarie e
possibili.
Bisogna, in particolare, tenere conto dell'opinione degli studenti e
ricordarsi che tra gli obiettivi che hanno portato in piazza oltre 50.000
di loro contro il DDL Moratti vi era proprio il 'no' al "3 + 2", indicato
come strumento della parcellizzazione del sapere e di una condizione di
studio insostenibile.
(...) Il ministro Mussi, che sbaglia a mettere 'paletti' alla verifica
della riforma della didattica, giustamente denuncia le responsabilita' dei
docenti che hanno portato alla "frammentazione degli insegnamenti e
all'abnorme proliferazione dei corsi". Critiche che non possono essere
accettate quando a farle sono ex ministri ed ex sottosegretari che erano
perfettamente a conoscenza dei 'limiti' dei loro colleghi e che questi
limiti avrebbero dovuto tenere in conto, quando hanno imposto il "3 + 2".
Questi 'riformatori' sono gli stessi che hanno criticato, a posteriori,
l'applicazione della loro riforma dei concorsi, quando era facile prevedere
(e noi l'abbiamo fatto PRIMA dell'approvazione della legge) che i finti
concorsi locali avrebbero accresciuto i fenomeni del clientelismo, del
nepotismo e del localismo. (.).

Nunzio Miraglia - coordinatore nazionale dell'ANDU"
 


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