FISICA/MENTE

 

Mentre Modica canta il 3 + 2 l'Università brucia

ANDU

 

LUIGI CANCRINI: "DOTTORANDI NEL SISTEMA ITALIA. UN MONDO DA RIFORMARE"

Abbiamo piu' volte sostenuto che "la previsione del titolo di dottore di
ricerca quale prerequisito per ottenere l'assegno di ricerca costituirebbe
una gravissima discriminazione nei confronti di quei precari che non hanno
avuto l''opportunita'' di accedere al dottorato. Questa scelta potrebbe
essere presa in considerazione solo DOPO la cancellazione del precariato e
solo DOPO la riforma del dottorato che dovrebbe diventare il terzo (e
ultimo) livello della formazione universitaria." (dal documento dell'ANDU
"Ministero, precariato e ANVUR" del 16 giugno 2007", v. nota)).

Sulla necessita' e l'urgenza della riforma del dottorato di ricerca
invitiamo a leggere l'interessante intervento di Luigi Cancrini "Dottorandi
nel sistema Italia. Un mondo da riformare", apparso nell'Unita' del 23
luglio 2007. Per leggere l'articolo:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/07/23SI91067.PDF

La riforma del dottorato deve essere inserita nella riforma del
reclutamento e della carriera dei docenti universitari (v. in calce la
proposta dell'ANDU).

- Nota. Per leggere il documento dell'ANDU "Ministero, precariato e ANVUR"
del 16.6.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 19 giugno 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.php?name=News&file=article&s
id=15508

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PROPOSTA DELL'ANDU DI RIFORMA DELLA DOCENZA UNIVERSITARIA

- DOCENZA
Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti
a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.
 


== 'RETTORI-RE' E RIFORMA DEGLI ATENEI


Riportiamo l'articolo di Benedetta Pacelli "I rettori non li manda via
nessuno", comparso su ItaliaOggi del 9 agosto 2007.
L'articolo riporta il quadro (incompleto, ndr) delle modifiche, avvenute o
in corso, degli Statuti degli Atenei finalizzate al prolungamento dei
mandati dei Rettori in carica.
Sulla stessa questione abbiamo gia' segnalato l'articolo di Valeria
Giglioli "Universita', il regno dei rettori", comparso sull'Unita' del 20
aprile 2007. Per leggere quest'ultimo articolo:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/04/20SII5186.PDF

Il fenomeno del prolungamento dei mandati dei rettori rende ancora piu'
necessario e urgente la riforma dell'organizzazione e del governo del
sistema nazionale universitario e dell'organizzazione degli Atenei. Su
queste questioni riproponiamo in calce le posizioni dell'ANDU.

== AUMENTO STIPENDIALE IN G.U.


Nella G.U. n. 183 dell'8/8/2007 e' stato pubblicato il DPCM del 27 aprile
2007 "Adeguamento annuale delle retribuzioni del personale pubblico non
contrattualizzato":
  "Gli stipendi, l'indennita' integrativa speciale e gli assegni fissi e
continuativi dei docenti e dei ricercatori universitari, del personale
dirigente della Polizia di Stato e gradi di qualifiche corrispondenti, dei
Corpi di polizia civili e militari, dei colonnelli e generali delle Forze
armate in godimento alla data del 1° gennaio 2006 sono aumentati, a
decorrere dal 1°gennaio 2007, in misura percentuale pari a 4,28 per cento.
Tale adeguamento retributivo e' corrisposto per l'anno 2007 nella misura
del 70 per cento per il personale con retribuzioni complessivamente
superiori a 53.000 euro annui lordi. Il relativo onere, che costituisce
spesa avente natura obbligatoria, resta a carico dei pertinenti capitoli di
bilancio delle amministrazioni interessate."

=====

da ItaliaOggi del 9 agosto 2007:

"L'ultimo in ordine di tempo e' Fabiani (Roma3), ma Roversi Monaco e Tosi hanno fatto scuola"

I RETTORI NON LI MANDA A CASA NESSUNO

Ecco come i principi degli atenei riescono a evitare la pensione
 
di Benedetta P. Pacelli

L'aspirazione per un principe dell'ateneo non potrebbe essere altra che
divenire re. E c'e' da dire che i rettori delle universita' italiane ci
provano a non andare in pensione e spesso ci riescono. Guido Fabiani,
magnifico dell'universita' di Roma Tre dal 1998, nonche' cognato del
presidente della repubblica Giorgio Napolitano, rappresenta soltanto
l'ultimo caso. Ma evidentemente anche al professore ordinario di politica
economica sono sembrati pochi solo nove anni alla guida di un'universita'
(la piu' giovane della capitale, fondata nel 1992). Cosi', ha provato in
tutti i modi a modificare lo statuto, la carta costituzionale dell'universita', che dovrebbe consentirgli di succedere a se stesso per
la quarta volta. Un'operazione per la quale Fabiani ha una certa
dimestichezza visto che gia' modifico' lo statuto per poter assumere il
terzo incarico.
Nel panorama delle universita' italiane Fabiani e' in buona compagnia.
Grazie all'autonomia di cui godono le universita', basta una modificazione
pilotata delle norme e voila: i mandati gia' svolti vengono azzerati e la
poltrona resta al suo posto. C'e' chi ha addirittura tagliato il traguardo
di 16 anni: e' il caso dell'universita' di Cagliari, il cui rettore
Pasquale Mistretta, piu' che settantenne, ha inaugurato lo scorso anno
(solo) il suo sesto mandato.
C'e' poi il caso dell'universita' di Bologna dove, alla fine degli anni
Ottanta, si stabilisce che il rettore possa ricoprire l'incarico conclusi i
due mandati. Peccato pero' che nello stesso statuto si prevede che la
regola non deve valere per il rettore in carica Fabio Roversi Monaco. Il
quale alla fine del terzo mandato si fa prorogare di un altro anno la sua
permanenza alla guida dell'ateneo felsineo.
Quindici anni di regno interrotto cui solo ne 2000 e' succeduto Ugo
Calzolari. Certo, niente a confronto con la reggenza del magnifico rettore
di Brescia, Augusto Preti, in carica dal 1983: per questo lo chiamano "il
decano" e il suo nono mandato scadra' nel 2010. Un regno lunghissimo,
possibile solo grazie a due mandati extrastatutari, e a due successivi a
norma di statuto, a cui nel 1995 e' succeduto un terzo mandato straordinario.
Firenze non e' Brescia, ma anche il magnifico Augusto Marinelli ha
ottenuto il suo terzo mandato nel 2006, cambiando anch'egli lo statuto e
introducendo una norma transitoria che consente al rettore di essere eletto
per la terza volta solo con il 50% piu' uno dei voti. E la strategia che
cerchera' di perseguire anche Fabiani che ha pensato anche a chi gli sta
attorno. La modifica, in fatti, non consentirebbe solo all'attuale rettore
di ricandidarsi per essere eletto oltre il secondo mandato consecutivo, ma
azzererebbe anche le scadenze di altre cariche: presidi, presidenti di
corsi di studio e collegi didattici, direttori di dipartimento. I cui
titolari gia' al secondo mandato consecutivo possono presentare nuovamente
la propria candidatura e proseguire fino alla fine l'iter elettorale
semplicemente ottenendo al primo turno un terzo dei voti degli aventi
diritto.
Così, la mania dei rettori sembra estendersi anche ai presidi di facolta'
si considera che invece il limite dei due mandati resta per le altre
cariche elettive, tra cui il consiglio d'amministrazione e il senato
accademico.
Un vero atto di forza arrivato, come tutti gli altri casi all'attenzione
del ministro dell'universita' e della ricerca Fabio Mussi che sulla vicenda
aveva gia' dichiarato di volerci vedere chiaro e all'attenzione della
Conferenza dei rettori delle universita' italiane (Crui).
Peccato che proprio l'ex-presidente della Crui Piero Tosi, rettore
dell'universita' di Siena, aveva anche lui modificato le norme statutarie
per stabilire che il suo mandato come rettore durasse tanto quanto il suo
incarico alla Conferenza dei rettori.
Le cose sono poi andate diversamente giacche' Tosi ha dato le sue
dimissioni per le note vicende che lo hanno visto coinvolto."
 
=============================================

== PROPOSTA DELL'ANDU SU ORGANIZZAZIONE E GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI


Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza
dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo
dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.


= Riportiamo il testo dell'intervento di Andrea Boggio e Fabrizio Ferraro
"Tre miti sulla ricerca in America", ospitato su Lavoce.info:
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=&cms_pk=2871

= Invitiamo a leggere l'articolo di Ermanno Bencivenga "Universita'
americane, se non ti allinei perdi il posto", pubblicato sulla Stampa del
27 agosto 2007.
Per leggere questo articolo:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/08/27SI91047.PDF


== DL sui concorsi a ricercatore.


Dal decreto-legge contenente "Disposizioni urgenti per assicurare
l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008", varato il 5 settembre
2007 dal Consiglio dei ministri:
 "ARTICOLO 3
Disposizioni urgenti per l'assunzione di ricercatori
1. Al fine di garantire una piu' ampia assunzione di ricercatori nelle
universita' e negli enti di ricerca, le disposizioni di cui all'articolo 1,
commi 648 e 651, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, non si applicano per
l'anno 2007 con riferimento alle assunzioni ivi previste e le risorse di
cui ai commi 650 e 652 non utilizzate per detto anno sono, rispettivamente,
destinate per euro 20 milioni a incremento dell'autorizzazione di spesa
relativa al Fondo per il finanziamento ordinario delle universita' di cui
all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 537 del 1993, e per euro
7,5 milioni a incremento dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
1, comma 43, della legge 549 del 1995, come determinate dalla tabella C
della legge finanziaria per l'anno 2007. Il ministro dell'Economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio."

==
RC sulla riforma della docenza universitaria.


Intervento di Domenico Jervolino "La proposta di legge di Rifondazione per
la crescita civile dell'Universita' e contro i giochi di potere" su
Liberazione del 6 settembre 2007. Per leggere questo articolo:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/09/06SIH4143.PDF
Per leggere la "Proposta di legge sulla docenza universitaria" di RC:
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/03/andu-pdl-di-rc-su-docenza.html
L'intervento di Jervolino fa riferimento a quello di Salvatore Settis "La
grave impasse dell'Universita'" comparso su Repubblica del 5 settembre
2007. Per leggere quest'ultimo articolo:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/09/05SIH3017.PDF

== Trombetti sul numero chiuso.
Intervento di Guido Trombetti "Medicina amara" sul Mattino del 6 settembre
2007. Per leggere questo articolo:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-09/070906/FH7J6.tif


Riportiamo l'intervento di Luca Tomassini "L'universita' ridotta
all'osso", comparso sul Manifesto del 9 settembre 2007, che analizza lo
stato dell'Universita' italiana.
L'Universita' si trova impantanata anche a causa della 'politica
dell'apparire' del ministro Mussi che non ha voluto confrontarsi seriamente
con le proposte avanzate da anni dalle Organizzazioni della docenza e, in
particolare, con quelle dell'ANDU riguardanti la docenza e l'organizzazione
dell'Universita' (v. in calce). 
La 'crisi' della politica universitaria di Mussi e' stata recentemente
'ratificata' dal decreto-legge (v. nota) che 'dirotta' sull'Ffo i fondi
destinati dalla Finanzia 2007 per il bando, entro quest'anno, di 2000 posti
aggiuntivi di ricercatore, con concorsi da espletare impiegando nuove
regole. Una scelta questa legata al fatto che non e' stato ancora emanato
il decreto ministeriale di riforma dei meccanismi concorsuali che per mesi
il Ministro, in Tv e sui giornali, ha piu' volte annunciato come imminente.

- Nota. Per leggere l'art. 3 ("Disposizioni urgenti per l'assunzione di
ricercatori") del decreto-legge contenente "Disposizioni urgenti per
assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008", varato il 5
settembre 2007 dal Consiglio dei ministri:
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza.html

==================

Dal Manifesto del 9 Settembre 2007:

"L'università ridotta all'osso"


LUCA TOMASSINI

"Quello che e' certo e' che non abbiamo tempo". Cosi' arringava, ancora
fresco di nomina, alla Commissione Cultura della Camera il ministro
dell'universita' Fabio Mussi. Quasi due anni sono passati e quasi nulla e'
stato fatto, con l'eccezione di alcuni interventi per correggere le piu'
vistose storture provocate dalla riforma di Luigi Berlinguer.
Prima dell'estate Mussi ha annunciato un accordo con il ministro
Padoa-Schioppa, teorico massimo dell'induzione di "comportamenti virtuosi"
tramite strangolamento monetario. Si chiama "Patto tra governo e
universita'" - ma forse sarebbe il caso di chiamarlo "Accordo tra governo e
rettori" - ed e' stato proprio in questi giorni ripreso nelle sei
striminzite paginette che il "Libro verde sulla spesa pubblica"
(www.mef.gov.it) dedica all'argomento. Molti i mali indicati dagli austeri
"esperti" del dicastero di Via XX settembre, con l'eccezione del dilagante
precariato.
Sono menzionati proliferazione dei corsi di laurea, moltiplicazione delle
sedi universitarie, rapporto studenti/docenti del tutto inadeguato,
piramide rovesciata nella composizione del corpo docente, meccanismi
concorsuali inefficienti e cosi' (giustamente) lamentando. Risulta pero'
difficile sottrarsi all'impressione che i punti davvero al centro
dell'attenzione siano ben altri: composizione "autoreferenziale" di Senati
accademici e Consigli d'amministrazione, ovvero assenza nel loro seno dei
privati, e "remunerazione rigida" dei docenti.
Problemi enormi, che si propone di affrontare riattivando antiche norme che
alle universita' con problemi di bilancio imporrebbero drastiche riduzioni
del reclutamento (sic!) e la possibilita' di aumentare ulteriormente le
tasse studentesche. Sul fronte sensibile dei finanziamenti, poi,
Padoa-Schioppa si limita a garantire la certezza di un aumento del Fondo di
finanziamento ordinario (Ffo, la principale forma di finanziamento delle
universita') almeno in linea con l'inflazione. Ovvero niente.
Non che dall'universita' siano venute negli ultimi anni significative
indicazioni di possibili vie d'uscita, ulteriore conferma che il degrado
delle elite italiane non e' certo circoscritto alla tanto vituperata classe
politica (o casta che dir si voglia). Accade pero' che qualcuno, ben
consapevole di questi limiti, abbia tentato di segnalare alcune ragionevoli
misure.
Il riferimento e' al "Gruppo 2003", un insieme di personalita' (tutti
scienziati, nessun "umanista", tutti tra i piu' citati nelle riviste
internazionali) che tre anni or sono redasse un "Manifesto" con una serie
di suggerimenti per rilanciare la ricerca scientifica italiana. Inascoltati
dall'allora ministro Moratti, ci hanno riprovato con un interessante volume
dal significativo titolo 'La ricerca tradita' (Garzanti, pp. 250, euro
16,50) a cura del direttore dell'Osservatorio astronomico di Brera Tommaso
Maccacaro.
L'analisi della tragica situazione in cui versano universita' e enti di
ricerca e' condotta con dovizia di dati nel saggio di Giuliano Buzzetti e
Isabella Maria Gioa sui "Numeri della ricerca scientifica in Italia",
mentre interessanti osservazioni sulla "Mancata internazionalizzazione" e
le sue conseguenze sono svolte dallo stesso Maccacaro e dal docente di
patologia generale Alberto Mantovani. Con conclusioni ormai largamente note
al pubblico e infatti convergenti con quelle del "Libro verde", ma che
hanno il merito di smentire qualche dannoso luogo comune sulle salvifiche
virtu' del mercato. Al centro della loro attenzione, forse perche'
immediatamente legato al tema del "declino", e' il prevalere nel tessuto
produttivo italiano di piccole e medie imprese sprovviste dei mezzi
necessari. Sarebbe stato forse piu' utile ricordare, come nel caso di un
recente intervento su "lavoce.info", che persino negli Usa circa il 95% del
finanziamento alla ricerca e' pubblico.
Tocca al fisico Giorgio Parisi e al direttore dell'Istituto Mario Negri
Silvio Garattini l'onere della proposta. Il primo presenta con lucida
pacatezza le richieste del Gruppo 2003: concorsi trasparenti e dunque
nazionali, rapida istituzione di un'Agenzia per la valutazione del sistema
universitario che possa orientare il flusso di risorse verso l'universita',
reclutamento straordinario ma senza ope legis. L'inerzia, denuncia Parisi,
significa accettare di fatto l'esistenza di atenei di serie A e di serie B
e conduce inevitabilmente alla fine del valore legale del titolo di studio.
Ultimo ostacolo, questo, al dilagare della "formazione" privata. Garattini
delinea invece i contorni dell'Airs (Agenzia italiana per la ricerca
scientifica), nei suoi auspici organismo nel quale dovrebbero essere
coordinati e unificati i troppi enti esistenti.
Interventi sui quali Mussi ha piu' volte confermato il suo accordo. Eppure
la sua proposta sui concorsi conferma lo strapotere delle commissioni
locali e dunque delle peggiori consorterie, il decreto che avrebbe dovuto
istituire l'Anvur (l'agenzia per la valutazione) e' stato bocciato dal
Consiglio di stato, sull'Airs siamo ancora alle dichiarazioni di intenti. E
ci sono addirittura 300 milioni di euro (fondi First 2007) non assegnati,
mentre 20 milioni per il reclutamento di ricercatori saranno aggiunti al
Ffo 2008 per via di un ritardo nella pubblicazione dei bandi. Insomma, non
riesce a spendere neanche i soldi che ci sono.
Sarebbe infine ingeneroso non menzionare il contributo al volume di Luigi
Nicolais. Quando lo ha scritto era "solo" un docente di Tecnologia dei
polimeri a Napoli, oggi e' ministro per le Riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione. Chi volesse saperne di piu' di "Ricerca,
innovazione e reti di competenze" non deve perdersi questa piccola perla,
fatta di "stakeholders", "shareholders", "fenomenologia dell'innovazione" e
"governance complessa". Un vero e proprio viaggio nella "filiera della
conoscenza" (sara' come quella del pomodoro?), naturalmente "curiosity
driven"."

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PROPOSTE DELL'ANDU SU ORGANIZZAZIONE E DOCENZA

- GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI


Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti e, anche in questo caso, con una rappresentanza
dei docenti non frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo
dovrebbe eleggere al suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.

- DOCENZA


Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget
nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte di soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a
tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.
 


MUSSI E RICERCATORI - SENATO E "3 + 2" - BILANCIO DI MODICA

== MUSSI E RICERCATORI


Sul Messaggero del 19 settembre 2007, nell'articolo di Veronica Cursi
"Ricercatori, bocciata la riforma: concorsi nuovi con regole vecchie" (nota
1), si legge che c'e' stata la "bocciatura da parte del Consiglio di Stato
dello schema di regolamento che prevedeva nuove norme per l'assunzione dei
ricercatori negli Atenei. Bocciatura dovuta a due vizi di legittimita' in
particolare: l'obbligatorieta' del titolo di dottore di ricerca o
assegnista di ricerca, che secondo i giudici amministrativi sono titoli di
merito e non possono essere vincolanti per la partecipazione al concorso. E
il metodo per la costituzione delle commissioni di ateneo: per il Consiglio
di Stato le commissioni devono dare maggior peso agli esperti."

Come e' noto, la 'bocciatura' da parte del Consiglio di Stato del
regolamento ministeriale sulle nuove modalita' di reclutamento dei
ricercatori ha portato all'emanazione del decreto-legge del 5 settembre
2007 (nota 2) con il quale si 'dirottano' sull'FFO i fondi destinati dalla
Finanzia 2007 per il bando, entro quest'anno, di posti aggiuntivi di
ricercatore, con concorsi da espletare impiegando nuove regole.

Questo decreto-legge 'ratifica' la 'crisi' della 'politica dell'apparire'
del ministro Fabio Mussi, che ha portato all'impantanamento
dell'Universita', alla quale lo stesso Ministro non ha ancora dato alcuna
spiegazione del clamoroso 'rinvio' di un provvedimento che, in Tv e sui
giornali, per mesi ha assicurato che sarebbe stato emanato entro il 31
marzo 2007 e che ha poi piu' volte annunciato come imminente.

Sul regolamento dei concorsi a ricercatore l'ANDU il 31 maggio 2007 aveva
avanzato precise critiche e dettagliate proposte (nota 3). In particolare
sui due punti sui quali il Consiglio di Stato avrebbe individuato "vizi di
legittimita'", l'ANDU aveva scritto:
- "l'attuale progetto ministeriale e' discriminatorio nei confronti di
molti attuali precari per l'introduzione di prerequisiti (in questa fase
comunque arbitrari) e per la previsione di lettere di
presentazione-raccomandazione". Cio' perche' "in molti casi il lungo
percorso precario e' anche fatto di attivita' non ufficiali in attesa di
una ulteriore 'sistemazione' precaria. Il buon senso dovrebbe indurre a
'sospendere' la previsione di 'requisiti di ammissione', almeno fino a
quando non sara' definitivamente superata l'attuale giungla di precariato
con l'introduzione di una sola figura pre-ruolo (il cui numero di posti
dovrebbero essere rapportato agli sbocchi in ruolo) e fino a quando non
sara' riformato il dottorato di ricerca. Naturalmente, come da tempo
proponiamo, ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi
di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc."
- "l'attuale progetto ministeriale e' illegittimo per la partecipazione di
commissari 'non esperti' alle prove locali. Una previsione questa
giuridicamente tanto assurda da far pensare ad una scelta da 'sentenza
suicida', per ottenerne poi l'annullamento". "L'illegittimita' non sta
nella presenza di commissari 'non esperti' nella "Commissione giudicatrice"
(presenza che sarebbe opportuno in ogni caso non prevedere), ma nella loro
partecipazione alla valutazione del "seminario pubblico" dei candidati.
Valutazione che richiede una competenza specifica che i 'non esperti' non
hanno."

Tutta questa vicenda e' coerente con la superficialita', l'approssimazione
e la supponenza con le quali da oltre un decennio si sono elaborate,
sostenute e approvate norme devastanti per l'Universita' statale come la
falsa autonomia finanziaria per 'gestire' la progressiva riduzione dei
fondi, la finta autonomia statutaria, l'abolizione di fatto del CUN, i
finti concorsi locali, il fallimentare "3 + 2".

== SENATO E "3 + 2"


Sul "3 + 2" l'ANDU ormai da anni chiede un'approfondita verifica. Il 13
luglio 2007 l'ANDU ha inviato al ministro Mussi una lettera (diffusa anche
a tutti i Parlamentari) nella quale era scritto:
"Risulta evidente che nella riforma del "3  + 2"  poco o molto non e'
andato bene e che poco o molto va urgentemente corretto. Dove, quanto e
perche' e' da accertare, come da cercare sono i rimedi.
Per fare bene e presto tutto cio' riteniamo sia indispensabile che Lei
avvii con urgenza una verifica-monitoraggio sul "3 + 2" basata non solo su
indagini statistiche, ma principalmente sulla partecipazione-testimonianza
di tutto il mondo universitario, compresi gli studenti. Senza pregiudizi.
Questa iniziativa e' necessaria e urgente nell'interesse degli studenti
stessi, dell'Universita' e del Paese.
In questo percorso potrebbe anche essere utile la promozione da parte del
Ministero di un Convegno che ospiti le varie opinioni e le varie esperienze. 
Per illustrare meglio questa nostra proposta Le chiediamo uno specifico
incontro."

Fino ad oggi Mussi non ha dato alcuna risposta.

Diversa sensibilita' ha invece espresso la Commissione Istruzione del
Senato che il 19 settembre 2007 ha affrontato correttamente la questione
della verifica del "3 + 2" (v. il qui allegato resoconto sommario della
seduta della Commissione).

== BILANCIO DI MODICA


Il 18 settembre 2007 il sottosegretario Luciano Modica ha scritto una
lettera (nota 4) nella quale fa il punto sul primo anno e mezzo di
attivita' del Parlamento, del Governo e del Ministero sulle questioni
universitarie.
Modica scrive che "i risultati sono ancora davvero miseri", sostiene che
"rispetto al testo del regolamento PRIN messo a punto dopo mesi di lavoro,
nel decreto appena firmato e' stata quasi del tutto perduta l'occasione per
operare una riforma profonda, senza precise ragioni", denuncia l'esistenza
di "un'inestricabile rete di controlli di forma che tendono a trasformarsi
in controlli di merito, una spasmodica attenzione alla procedura piu' che
al risultato si alleano silenziosamente con gli ambienti piu'
conservatori", si lamenta di "una macchina ministeriale che stenta a
funzionare bene", parla di "poteri interdittivi forti" "che "si stanno
esercitando" sulle "nuove regole per i concorsi per ricercatore".
La portata delle affermazioni di Luciano Modica e' tale da richiedere sue
adeguate specificazioni e, soprattutto, una pubblica presa di posizione da
parte del ministro Mussi.

20 settembre 2007

- Nota 1. Per leggere l'articolo di Veronica Cursi "Ricercatori, bocciata
la riforma: concorsi nuovi con regole vecchie", sul Messaggero del 19.9.07:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/09/19SIH3071.PDF
- Nota 2. Per leggere l'art. 3 ("Disposizioni urgenti per l'assunzione di
ricercatori") del decreto-legge contenente "Disposizioni urgenti per
assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007-2008", varato il 5
settembre 2007 dal Consiglio dei ministri:
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-ddl-ricercatori-rc-su-docenza
.html
- Nota 3. Per leggere le critiche e le proposte dell'ANDU sul regolamento
per i concorsi a ricercatore v. il documento del 31.5.07 "Ricercatori,
Consigliere Ministro e ANDU":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 01 giugno 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article15328.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/05/andu-ricercatori-consigliere-minis
tro-e.html
- Nota 4. Per leggere la lettera del sottosegretario Luciano Modica
"Universita' e Ricerca, Governo e Partito Democratico":
http://www.lucianomodica.it/attivita_view.php?id=109
Per leggere la lettera della FISV alla quale Modica si riferisce:
http://www.fisv.org/_files/SciPol/lettera_PD_finale.pdf

====

Dal resoconto sommario della seduta del 19.9.07 della Commissione
Istruzione del Senato:


"Il senatore VALDITARA (AN) sollecita un approfondimento sulla concreta
attuazione dei nuovi ordinamenti didattici universitari, anche alla luce
delle critiche avanzate dalle organizzazioni studentesche e dei docenti. A
circa un decennio dalla riforma che ha introdotto il modulo del cosiddetto
"3+2", occorre infatti a suo avviso un'attenta valutazione dei risultati
conseguiti e degli ulteriori miglioramenti che possono essere apportati
dopo le innovazioni della scorsa legislatura. Cio', anche al fine di
favorire una proposta parlamentare condivisa.
La senatrice CAPELLI (RC-SE) concorda sulla proposta, auspicando che
l'analisi sia estesa anche alle metodologie di accesso all'universita' e
alla validita' stessa dei test. Ritiene infatti discutibili tali selezioni
sul piano pedagogico e ne sollecita una riconsiderazione di fondo.
La senatrice SOLIANI (Ulivo) condivide la sensazione di disagio vissuta
dall'universita'. Ricorda peraltro che gia' nella scorsa legislatura la
Commissione ha dedicato una grande attenzione al problema, attivando
addirittura una procedura specifica sui profili di maggiore criticita' del
settore universitario. Invita quindi a soffermarsi ora sugli aspetti piu'
concreti che possono rendere maggiormente fruibili gli atenei.
Il senatore MELE (SDSE) si associa alle considerazioni della senatrice
Capelli, sollecitando a sua volta un ripensamento generale dei meccanismi
di selezione per l'accesso all'universita'.
Il senatore ASCIUTTI (FI) concorda sull'esigenza di un approfondimento,
tanto piu' in considerazione delle reticenze del Governo e del conseguente
esautoramento del Parlamento. Saluta quindi con favore una riflessione
sulle modalita' di funzionamento del "3+2", della successiva modifica del
percorso ad "Y", nonche' dell'autonomia universitaria.
Anche il senatore RANIERI (Ulivo) si esprime in senso favorevole
all'iniziativa, ritenendo peraltro che l'asse principale dovrebbe essere
rappresentato proprio dagli ordinamenti didattici.
La PRESIDENTE reputa che la procedura piu' adatta per svolgere
l'approfondimento richiesto sia l'avvio di un'apposita indagine
conoscitiva. A tal fine, preso atto del generale consenso manifestato,
sollecita i membri della Commissione a presentare proposte operative
concrete, corredate dall'elenco delle audizioni necessarie, onde poter
sottoporre la richiesta alla Presidenza del Senato, per la prescritta
autorizzazione."

 


MUSSI, RETTORI E CORDATE

A proposito della reiterazione dei mandati dei Rettori, nel sito della
Sinistra Democratica e' riportata una notizia di agenzia del 17 settembre
2007 (v. nota) dove si legge:
"Se mi riesce - annuncia il ministro (Fabio Mussi, ndr), durante un
convegno al Cnr - vorrei mettere il colpo secco in Finanziaria, prevedendo
che non si possano fare modifiche ai regolamenti interni, come spesso
accade oggi, per andare oltre il secondo mandato" e prevedendo un "mandato
massimo di sei anni, non rinnovabili". "Per Mussi, oggi, ci sono cordate
'professional-politiche che consentono tutto questo.'"

Ormai sono pochi gli Atenei in cui non si sia modificato o non si stia
modificando lo Statuto per prolungare oltre il periodo massimo previsto per
i mandati dei Rettori in carica.
Ed ha ragione il Ministro nel ritenere che questo fenomeno - 'inaugurato'
nel 1999 nelle Universita' di Bologna e di Pisa - sia la manifestazione di
un sistema di potere che negli Atenei si costruisce e si regge attorno alla
figura del Rettore, la cui 'esistenza' torna utile prolungare il piu'
possibile.

Ma allora fa bene il Ministro a tentare di prevedere per legge,
inserendolo nella prossima Finanziaria, un unico e 'invalicabile' mandato
di sei anni?

Innanzitutto va ancora una volta denunciato come il ricorso a metodi
'golpisti' (finanziarie, decreti-legge, voti di fiducia) per imporre leggi
sull'Universita' impedisca il coinvolgimento del mondo universitario
nell'elaborazione di norme condivise ed escluda di fatto il Parlamento dal
suo diritto/dovere di legiferare. Con simili forzature sono state imposte
leggi con le quali si sta demolendo l'Universita' statale: la falsa
autonomia finanziaria per 'gestire' la progressiva riduzione dei fondi, la
finta autonomia statutaria, l'abolizione di fatto del CUN, i finti concorsi
locali, il fallimentare "3 + 2", la legge Moratti.

Nel merito va detto che un provvedimento come quello ipotizzato dal
Ministro non intaccherebbe il sistema oligarchico ed inefficiente che
caratterizza l'attuale gestione degli Atenei.
Andrebbe invece attuata subito la riforma in senso democratico dell'intera
organizzazione degli Atenei. Cosi', tra l'altro, si impedirebbe che, con la
'scusa' del mal funzionamento dell'attuale gestione degli Atenei, venisse
accelerato il processo di 'aziendalizzazione' degli stessi, con Rettori
ancora piu' potenti, consegnando completamente le risorse pubbliche per
l'Universita' a coloro che hanno realizzato, con i soldi dello Stato,
centri di auto-proclamata eccellenza e che hanno operato o stanno operando
quelle modifiche statutarie 'ad personam', ora denunciate anche dal Ministro.

I Rettori sono 'impropriamente' potenti non per le specifiche competenze
attribuite loro dalle leggi, ma perche' essi operano in presenza di Organi
di Ateneo (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) non in grado
di compiere scelte nell'interesse complessivo della loro Universita';
organi, peraltro, direttamente 'gestiti' dal Rettore che presiede entrambi.
In particolare gli attuali Senati Accademici, a causa della presenza dei
Presidi, possono esprimere solo scelte di natura 'condominiale', essendo i
Presidi espressione degli interessi particolari delle proprie Facolta',
organi obsoleti che sopravvivono solo perche' ancora gestiscono il 'mercato
dei posti', cioe' il reclutamento e l'avanzamento da una fascia all'altra
dei docenti. Ed e' soprattutto questo potere che i Presidi tutelano nei
Senati Accademici, 'rispettando' gli interessi delle altre Facolta' per
difendere quelli della propria. Tutto questo lascia al Rettore ampio
margine di decisione su quanto non e' direttamente legato al bando di posti
per la docenza.

Invitiamo ancora una volta il Ministro ad 'applicarsi' alle questioni
universitarie, abbandonando la 'politica dell'apparire' e delle minacce
giacobineggianti, a cui, dopo un anno e mezzo di immobilismo, non crede
piu' nessuno.

Se Mussi dovesse accogliere il nostro invito a fare sul serio il Ministro,
confrontandosi realmente con tutte le componenti dell'Universita' e con
tutte le sue rappresentanze, potrebbe tornargli utile leggere con
attenzione la dettagliata proposta dell'ANDU di modifica complessiva
dell'organizzazione e del governo del Sistema nazionale universitario e di
quelli degli Atenei, che comunque ancora una volta qui riportiamo.

== PROPOSTA DELL'ANDU SU ORGANIZZAZIONE E GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI

Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento devono essere riconosciuti specifici compiti.

Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti. Deve essere prevista la verifica del suo operato da parte
dell'Ateneo nel corso del mandato, con la possibilita' di sfiduciarlo.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione devono essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" composto esclusivamente per elezione
diretta e, anche in questo caso, con una rappresentanza dei docenti non
frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al
suo interno un Presidente.
Negli Atenei devono essere previsti specifici compiti per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.

24 settembre 2007

Nota. Per leggere l'agenzia "(Ami/ Dire) 18:42 17-09-07" del 17 settembre
2007:
http://www.sinistra-democratica.it/dalla-stampa/news-486
 


RICERCATORI E ANVUR. 'GOLPE' ALLA CAMERA

Il 19 settembre 2007 le Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera,
in sede referente, hanno approvato senza discussione il seguente
emendamento aggiuntivo all'art. 3 del decreto-legge del 5 settembre 2007
con il quale si trasferiscono agli Atenei i fondi che erano stati invece
previsti per il bando entro il 2007 di posti aggiuntivi a ricercatore, che
il Ministero avrebbe dovuto ripartire dopo avere definito nuove modalita'
concorsuali.

Emendamento approvato dalle Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera:
"All'articolo 3:
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1-bis. La qualita' dell'attività scientifica e didattica dei ricercatori
assunti dalle universita' a seguito di concorsi banditi successivamente
alla data di entrata in vigore della presente legge e' sottoposta dopo tre
anni dalla data di assunzione alla valutazione dell'Agenzia nazionale di
valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) di cui
all'articolo 1, comma 137, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. In caso di valutazione
negativa il Ministero dell'universita' e della ricerca, in sede di
ripartizione del fondo di finanziamento ordinario delle universita' per gli
anni successivi, provvede a detrarre dalla quota spettante all'universita'
interessata una quota pari al trattamento economico complessivo medio dei
ricercatori universitari. La valutazione e' ripetuta dopo ulteriori tre
anni."
L'emendamento e' stato presentato dai deputati dell'Ulivo Tocci,
Tessitore, Ghizzoni, Rusconi, Froner, Benzoni, De Biasi, Villari, Volpini,
Giachetti, Giulietti e Colasio.
Il provvedimento deve essere ora discusso e votato dall'Aula. Per la
scheda dei lavori della Camera relativi alla conversione del decreto-legge
v. nota 1.

L'ANDU aveva da tempo e piu' volte espresso la preoccupazione che alla
nascente Agenzia per la valutazione (ANVUR) potessero in qualche modo
essere attribuiti anche compiti di valutazione dei singoli
docenti-ricercatori, in contrasto con l'articolo 33 della Costituzione che
garantisce l'autonomia universitaria, che riguarda anche il reclutamento,
la carriera e la verifica dei docenti.
La valutazione dei singoli docenti non e' prevista nello Schema di DPR per
il Regolamento dell'ANVUR approvato il 4 aprile 2007 dal Consiglio dei
Ministri. L'iter per l'istituzione dell'ANVUR e' ancora lungo.
Ora alla Camera si vuole 'recuperare' questa norma incostituzionale
sfruttando ancora una volta lo strumento improprio del decreto-legge,
peraltro attribuendo compiti ad una struttura non ancora definita ne'
realizzata. Ed e' sconcertante che rispetto ai contenuti dell'art. 3, che
'ratifica' un anno e' mezzo di una politica dannosa per l'Universita'
espressa dal Ministro, dal Governo e dal Parlamento, l'unico interesse che
si e' finora manifestato alla Camera sia il rafforzamento di quei poteri
forti accademico-politici che da anni stanno devastando l'Universita'.
Infatti, con la 'nuova' norma, se approvata, si avvierebbe il
'commissariamento' dell'Universita' statale da parte di chi ha operato e
sta operando per la sua distruzione
Una norma peraltro non prevista nemmeno dal Sistema di valutazione
adottato in Gran Bretagna (nota 2), al quale pur fanno riferimento i
fautori nostrani di un'Agenzia 'forte'.
Va tenuto anche presente che il problema dell'uso autoritario delle
Agenzie di valutazione e' stato posto anche in altri Paesi, dove peraltro
non esistono poteri accademici cosi' pervasivi e devastanti, abituati a
dettare legge al Governo e al Parlamento, come quelli operanti in Italia.

26 settembre 2007

= Nota 1. Per leggere il lavori della Camera per la conversione del
decreto-legge:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_grafico.a
sp?pdl=3025
= Nota 2. Sulla questione della valutazione dei singoli docenti-ricercatori
su "Review of research assessment. Report by Sir Gareth Roberts to the UK
funding bodies", del maggio 2003, a pag. 10, punto 32, si legge:
  "We do not propose that panels formally attach a score to named
individuals. It should be a point of principle that we should not report on
individuals' performance on the basis of an assessment which they cannot
choose whether or not to enter and which considers a sample of their work
which they do not themselves select. If a panel chooses to use
'researcher-level' analysis to inform its judgement, we suggest that such
analyses should not in any circumstances be retained or disclosed. If it is
not possible to avoid retaining and disclosing such analyses, we suggest
that they should not form a part of any panel's working methods. Research
assessment should remain an assessment of institutional research quality
within a subject area, rather than a review of the performance of
individuals."
(http://www.ra-review.ac.uk/reports/roberts/roberts_summary.pdf)


RICERCATORI E ANVUR. OBBROBRIO GIURIDICO

Abbiamo gia' informato (nota 1) che il 19 settembre 2007 le Commissioni
riunite Cultura e Lavoro della Camera hanno approvato un comma aggiuntivo
all'art. 3 del decreto-legge del 5 settembre 2007. Con tale nuovo comma si
attribuisce all'ANVUR il compito di valutare il singolo ricercatore
universitario dopo la sua assunzione (il testo del nuovo comma nella nota
2). Si ricorda che con la prima parte dell'art. 3 si trasferiscono agli
Atenei i fondi che erano stati invece previsti per il bando entro il 2007
di posti aggiuntivi a ricercatore, che il Ministero avrebbe dovuto
ripartire dopo avere definito nuove modalita' concorsuali.

Il 26 settembre 2007 il comma aggiuntivo e' stato confermato dall'Aula
della Camera dopo il seguente intervento del sottosegretario Luciano
Modica, che, a suo modo, ne spiega il significato accademico-politico:
"(.) mi permetto di sottolineare che il contenuto della norma riguarda una
nuova forma di valutazione, inesistente nel nostro ordinamento, sulla
qualita' scientifica e didattica del personale assunto. E' una valutazione
attesa da molti anni e necessaria per un controllo a posteriori del
reclutamento svolto dalle universita'.
La parte fondamentale non e' il primo periodo del comma in discussione ma
e' il secondo, nel quale per la prima volta viene introdotto il principio
per cui si puo' sanzionare un ateneo sottraendo dal Fondo di finanziamento
ordinario il costo dello stipendio di una persona assunta in caso di
valutazione negativa, ovvero qualora dopo tre anni la medesima ha
dimostrato di non essere di qualita' sufficiente in base a un giudizio di
una agenzia indipendente, pur non potendo naturalmente essere licenziata
poiche' assunta a tempo indeterminato.
Tutto cio' vuol dire, praticamente, che reclutare persone di qualita' non
buona avra' conseguenze non a carico del bilancio dello Stato, ma del
bilancio dei singoli atenei: e' una novita' importante ed interessante che
viene apportata dal provvedimento." (dalla pag. 81 del resoconto
stenografico della seduta della Camera del 26 settembre 2007, nota 3).

L'intervento del prof. Luciano Modica conferma come la 'nuova' norma (a
nostro avviso incostituzionale), voluta ad ogni costo da un ristretto
gruppo di accademici, rappresenti un ennesimo pasticcio
accademico-legislativo che si vuole imporre attraverso un decreto-legge. E
questo nonostante la norma aggiunta non rivesta carattere di urgenza e
comunque non sia attinente alla prima parte dell'articolo 3, introdotta per

'spostare' in tempo agli Atenei fondi altrimenti non utilizzabili.
Con questa stessa 'logica' e con maggiore 'coerenza', si potrebbe allora
contestualmente decidere di assegnare all'ANVUR anche la valutazione degli
associati e degli ordinari, "dopo tre anni dalla data di assunzione".
E si potrebbe anche introdurre nel decreto-legge quel "provvedimento
urgente che serva, almeno in un certo numero contingentato, a sbloccare i
concorsi per associati e ordinari", che il ministro Fabio Mussi ha quasi
preannunciato nella sua audizione alla Commissione Cultura della Camera nel
pomeriggio del 26 settembre 2007.
Riportiamo nella nota 4 la parte dell'intervento di Mussi dedicata al
blocco/sblocco dei concorsi ad associato e a ordinario.
Per l'ascolto dell'intera audizione v. nota 5. Questa audizione e' anche
una 'rappresentazione' della 'dialettica' interna alla Maggioranza e delle
sue 'ricadute' sull'Universita'. Un 'confronto' al quale ha dato il suo
'pesante' contributo Luciano Modica con la sua lettera del 18 settembre
2007 "Universita' e Ricerca, Governo e Partito Democratico" (nota 6).
L'ascolto dell'audizione permette, tra l'altro, di 'intercettare'
affermazioni disarmanti come quella di Mussi che, riferendosi anche
all'immenso ritardo nell'emanazione del regolamento ministeriale sulle
nuove modalita' dei concorsi a ricercatore, dichiara che "arrivare (al varo
del provvedimento, ndr) in nove mesi - avrei voluto fare prima naturalmente
- non sia poi questo straordinario ritardo." Sara'. Ma allora perche' lo
stesso Mussi, in Tv e sui giornali, per piu' di nove mesi ha prima
assicurato che il regolamento sarebbe stato emanato entro il 31 marzo 2007
e poi lo ha piu' volte annunciato come imminente?

Ritornando all'intervento di Luciano Modica alla Camera, sembra che egli
non abbia presente l'attuale quadro legislativo che regola l'assunzione dei
ricercatori quando vuole "sanzionare un ateneo" per l'assunzione di un
ricercatore che "ha dimostrato di non essere di qualita' sufficiente".
Il fatto e' che attualmente il reclutamento di un ricercatore non e'
responsabilita' dell'Ateneo, ma di una commissione la cui maggioranza dei
componenti (due su tre) non e' scelta dall'Ateneo e non puo' appartenere a
quell'Ateneo. E il vincitore del concorso deciso da questa commissione non
puo' in alcun modo essere 'rifiutato' dall'Ateneo che ha bandito il posto
(v. art. 2 della Legge 3 luglio 1998, n. 210).
E anche secondo quanto previsto dallo schema di regolamento ministeriale
delle nuove modalita' dei concorsi a ricercatori, l'Ateneo non avra' la
piena liberta' di scelta del vincitore del posto da esso bandito, dato che
lo stesso Ateneo e' comunque obbligato a scegliere tra una rosa di idonei
determinata al suo esterno.
Ma allora che senso ha punire un Ateneo per una scelta non sua?
L'assurdita' giuridica di questa norma e' 'esaltata' dal fatto che si
attribuisce un preciso potere a una struttura, l'ANVUR, i cui compiti e la
cui composizione non sono stati ancora definiti e decisi. Va comunque
osservato che, per quanto previsto nello Schema di DPR per il Regolamento
dell'ANVUR approvato il 4 aprile 2007 dal Consiglio dei Ministri, l'ANVUR
avra' un Consiglio direttivo scelto dal Ministro e pertanto non sara' "una
agenzia indipendente", come invece sostiene Modica. E a tutto questo si
aggiunge il fatto che non sono state ancora definite ed emanate le nuove
modalita' dei concorsi a ricercatore.

Inoltre Luciano Modica sembra non ricordare che attualmente e' previsto
dalla legge che "i ricercatori universitari, dopo tre anni dall'immissione
in ruolo, sono sottoposti ad un giudizio di conferma da parte di una
commissione nazionale composta, per ogni raggruppamento di discipline, da
tre professori di ruolo" e che "se il giudizio e` favorevole, il
ricercatore e` immesso nella fascia dei ricercatori confermati". "Se il
giudizio e` sfavorevole, puo' essere ripetuto una sola volta dopo un
biennio. Se anche il secondo giudizio e` sfavorevole, il ricercatore cessa
di appartenere al ruolo." (dall'art. 31 del DPR 382/80).
Quindi, diversamente da quanto sembra ritenere Modica, oggi e' possibile
allontanare ('licenziare') dall'Universita' il ricercatore (e anche
l'associato e l'ordinario) che, secondo un giudizio espresso da una
commissione appartenente allo stesso raggruppamento disciplinare, "ha
dimostrato di non essere di qualita' sufficiente".
Non e' peraltro chiaro se la valutazione dell'ANVUR, un organismo di
'incompetenti', dovrebbe sostituire l'attuale meccanismo di conferma oppure
vi si affiancherebbe. Nel primo caso non sarebbe piu' possibile allontanare
dall'Ateneo un ricercatore "di qualita' non buona" e quindi l'Ateneo che
non l'ha scelto dovra' tenerselo, mentre nel secondo caso si potrebbe avere
un giudizio dell'ANVUR opposto a quello della "commissione nazionale",
determinandosi cosi' una situazione a dir poco surreale.

E'invece chiaro il significato generale della norma che si vuole imporre:
con essa coloro che da anni operano per smantellare l'Universita' statale
vogliono ora 'commissariarla' con una Agenzia - che 'inevitabilmente' sara'
gestita e/o condizionata dai 'soliti noti' - alla quale si vuole
'subappaltare' l'autonomia universitaria garantita dalla Costituzione;
autonomia che consiste anche nel decidere sul reclutamento, l'avanzamento e
la verifica dei docenti..


Sara' capace il Senato di eliminare dal decreto-legge questo obbrobrio
giuridico? In ogni caso e' necessario e urgente che il mondo universitario
si mobiliti contro una politica devastante per l'Universita' statale.

30 settembre 2007

= Nota 1. V. il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. 'Golpe' alla
Camera" del 26.9.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 27 settembre 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16487.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/ricercatori-e-anvur-golpe-alla-cam
era.html
= Nota 2. Testo dell'mendamento approvato dalle Commissioni riunite Cultura
e Lavoro della Camera:
"All'articolo 3:
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1-bis. La qualita' dell'attività scientifica e didattica dei ricercatori
assunti dalle universita' a seguito di concorsi banditi successivamente
alla data di entrata in vigore della presente legge e' sottoposta dopo tre
anni dalla data di assunzione alla valutazione dell'Agenzia nazionale di
valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR) di cui
all'articolo 1, comma 137, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286. In caso di valutazione
negativa il Ministero dell'universita' e della ricerca, in sede di
ripartizione del fondo di finanziamento ordinario delle universita' per gli
anni successivi, provvede a detrarre dalla quota spettante all'universita'
interessata una quota pari al trattamento economico complessivo medio dei
ricercatori universitari. La valutazione e' ripetuta dopo ulteriori tre
anni."
L'emendamento e' stato presentato dai deputati dell'Ulivo Tocci,
Tessitore, Ghizzoni, Rusconi, Froner, Benzoni, De Biasi, Villari, Volpini,
Giachetti, Giulietti e Colasio.
= Nota 3. Per leggere il resoconto stenografico della seduta del 26.9.07
dell'Aula della Camera:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed211/SINTERO.pdf
= Nota 4. Parte dell'intervento del ministro Fabio Mussi alla Commissione
Cultura della Camera del 26.9.07 dedicata al blocco/sblocco dei concorsi ad
associato e a ordinario:
"Per quanto riguarda finanziaria e collegati". "Quest'anno c'e' stato il
blocco dei concorsi per associati e ordinari". "Questo blocco durato un
anno ha funzionato anche come turnover: c'e' stata una riduzione tra
associati e ordinari di circa 1500 di anziani" (sic!). "Il blocco di un
anno e' stato utile. Se noi lo prolunghiamo indefinitivamente questo blocco
diventa un tappo". "La 230 (legge Moratti sui concorsi, ndr) e'
inapplicabile". "Mentre il Parlamento ed una Camera e l'altra proseguira'
nella discussione di una legge organica sul reclutamento e la carriera
universitaria, non pensiamo che ci voglia qualche provvedimento urgente che
serva, almeno in un certo numero contingentato, a sbloccare i concorsi per
associati e ordinari?"
= Nota 5. Per ascoltare l'intera audizione del ministro Fabio Mussi alla
Commissione Cultura della Camera del 26.9.07:
http://www.radioradicale.it/scheda/235937/commissione-cultura-della-camera
= Nota 6. V. il documento dell'ANDU "Mussi e ricercatori - Senato e '3 + 2'
- Bilancio di Modica" del 20.9.07:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 21 settembre 2007
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article16413.html
oppure
http://unimoreinform.blogspot.com/2007/09/andu-mussi-senato-modica.html
 


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