FISICA/MENTE

 

 

MUSSI DECIDE DA SOLO

ANDU

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ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

ANVUR. REGOLAMENTO E CONSULTAZIONE

Siamo certi che il ministro Fabio Mussi manterra' l'impegno di sottoporre, in un incontro, alle Organizzazioni dell'Universita' il testo del Regolamento dell'ANVUR prima di presentarlo al Consiglio dei Ministri.
Certo i tempi per l'incontro si starebbero facendo molto stretti se fosse vero che il Ministro portera' il regolamento dell'ANVUR alla riunione del Consiglio del 23 febbraio 2007.

Che il regolamento possa "arrivare a palazzo Chigi gia' in settimana" e' scritto anche nell'articolo di ItaliaOggi "Valutazione atenei, pieno di polemiche sull'agenzia (Anvur)" qui sotto riportato.

L'ANDU, con la lettera qui in calce, ha comunque ricordato al Ministro l'impegno assunto.


== Da ItaliaOggi del 20 febbraio 2007:

VALUTAZIONE ATENEI, PIENO DI POLEMICHE SULL'AGENZIA (ANVUR)

di Benedetta P. Pacelli

Allunga il passo l'Agenzia nazionale di valutazione dell'universita' e degli enti di ricerca. Il regolamento attuativo potrebbe arrivare a palazzo Chigi gia' in settimana.
Intanto fioccano le polemiche: troppi i compiti, tempi di lavoro stretti, troppa dipendenza dallo stesso ministro dell'universita' e della ricerca. E soprattutto, secondo le organizzazioni unitarie dell'universita', era necessario un confronto piu' serrato. Insomma, la grande rivoluzione annunciata da Mussi non sembra per ora nascere sotto i migliori auspici.
Parla addirittura di flop Nunzio Miraglia, coordinatore nazionale dell'Andu, l'Associazione nazionale dei docenti universitari, che considera quanto meno anomalo il fatto che il direttivo preposto a sovrintendere un'attivita' cosi' ampia sia interamente di nomina ministeriale.
Nelle linee guida del regolamento si legge, infatti, che il consiglio direttivo sara' nominato interamente dal ministro, se pur con la base del metodo dei comitati di selezione. Inoltre, per assicurare l'internazionalita' e qualificare la terzieta', due membri saranno scelti dal ministro in rose indicate da enti di ricerca internazionali. E, infine, gli altri cinque saranno scelti ancora dal ministro, anche se in una rosa indicata da un comitato di selezione appositamente nominato dallo stesso ministro. Il tutto, secondo l'Andu, si pone, tra l'altro, in netta contraddizione con le parole del sottosegretario all'universita', Luciano Modica, che appena un mese fa aveva dichiarato che un membro sarebbe stato nominato dal presidente delle repubblica e altri due, non italiani, designati da enti internazionali.
Ecco perche', a fronte di queste considerazioni, l'associazione dei docenti lancia il suo appello e invita il ministro "a fermarsi per confrontarsi con le componenti e le rappresentanze dell'universita'".
Rilievi sull'Anvur arrivano anche dal segretario generale della Uilpa-Ur, Alberto Civica, persuaso che il ministro si sia mosso solo "con colpi si mano" e soprattutto che si e' intervenuti con troppa fretta su questioni importanti, quali appunto la valutazione, "aumentando la confusione sull'interpretazione di quali sono le reali intenzioni del ministro e della maggioranza per il governo dell'universita' e degli enti pubblici di ricerca.


== Lettera dell'ANDU al Ministro dell'UR:

ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

Al Ministro dell'UR,
on. Fabio Mussi

OGGETTO: Confronto su Regolamento ANVUR

Egregio Ministro,
abbiamo appreso da un'agenzia di stampa quanto segue: "l'Agenzia di valutazione del sistema universitario nazionale, il cui regolamento sara' presentato al Consiglio dei ministri del 23 febbraio" (Roma, 15 feb. 07 APCom).
Non avendo ricevuta ancora alcuna convocazione e avendo constatato che fino alle 18.30 di oggi nessuna indicazione in proposito e' stata data alla sua Segreteria, ci permettiamo di ricordarle che nell'incontro dell'8 febbraio scorso Lei aveva assunto l'impegno di un confronto sul testo del regolamento dell'ANVUR prima che esso venisse presentato alle Commissioni parlamentari competenti.
In attesa di un Suo cortese riscontro, Le invio cordiali saluti.

19 febbraio 2007

Nunzio Miraglia - coordinatore nazionale dell'ANDU


Segnaliamo l'articolo "Favori e veleni a Concorsopoli" di Anna Maria Sersale, apparso sul Messaggero del 25 febbraio 2007:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-02/070225/DKEBC.tif


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

"COMMISSARIARE I CONCORSI", ABOLIRLI O RIFORMARLI?

"I concorsi universitari andrebbero commissariati per vent'anni". E' questa la proposta 'disperata' di uno studioso che a quaranta anni e' riuscito ad ottenere un dottorato senza borsa (v. "Io, cervello senza padrino, respinto per vent'anni" su QN dell'1 marzo 2007, v. nota 1).
Questa proposta fa il paio con quella dell'abolizione dei concorsi perche' ritenuti non riformabili.
L'abolizione, formale o di fatto, dei concorsi e' richiesta anche da quei poteri accademico-confindustriali che vogliono completare lo smantellamento dell'Universita' statale a vantaggio dei propri centri di auto-proclamata eccellenza.
A sostegno del 'superamento' dei concorsi, da sostituire di fatto con un giudizio 'a valle' da parte dell'Agenzia di valutazione cosiddetta terza, e' in corso da mesi una campagna di stampa dei professori-opinionisti simile a quella che dieci anni fa e' stata condotta per imporre la legge Berlinguer sui finti concorsi locali (v. nota 2).

Da anni l'ANDU propone, invece, una riforma della formazione, del reclutamento e della carriera dei docenti che ponga fine al precariato e ai fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo.
Per ottenere cio' e' indispensabile sottrarre TOTALMENTE la scelta finale dei vincitori dei concorsi a ricercatore e di coloro che devono progredire nella carriera alla 'responsabilita'' locale, affidandola invece alla comunita' nazionale.
Qualsiasi 'cambiamento' che mantenga a livello locale la scelta finale (come spostare la 'chiamata' dalla Facolta' al Dipartimento o ad un Organismo centrale dell'Ateneo) non impedira' la cooptazione personale, anche se tale scelta dovesse essere preceduta da una idoneita' nazionale a numero piu' o meno aperto. In tutti i casi si manterrebbe il carattere localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il quale continuerebbe a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando promuovere.

La delega contenuta nella Finanziaria consentirebbe al ministro Fabio Mussi di cambiare radicalmente, entro il mese in corso, le attuali modalita' di svolgimento dei finti concorsi a ricercatore.
E' questa un'occasione che non va sprecata se il Ministro non vuole produrre il suo secondo flop, dopo quello che sta realizzando con l'ANVUR (l'Agenzia di valutazione), che, come e' stato scritto, "non e' terza rispetto al ministero, da cui viene nominata e al quale deve riportare: e questo e' uno strano caso di coincidenza fra giudice e giudicato" (da "Ricerca: chi valuta i valutatori?", su Economy datato 7 marzo 2007, v. nota 3).

RECLUTAMENTO
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

CARRIERA
La carriera dei docenti in ruolo (in tre fasce con uguali mansioni e uguali diritti e doveri) va riformata distinguendo nettamente l'avanzamento dal reclutamento. Le promozioni devono avvenire attraverso giudizi di idoneita' nazionali individuali (non comparativi e quindi a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare. La composizione delle commissioni nazionali deve essere la stessa di quelle per i concorsi a ricercatore.
Per i passaggi di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.

FORMAZIONE
Per risolvere il problema del precariato e' necessario cancellare l'attuale giungla di figure, sostituendole con un'unica figura per la formazione pre-ruolo. Per i giovani in formazione va prevista liberta' di ricerca, una retribuzione dignitosa e tutti i diritti (malattia, maternita'/paternita', ferie, contributi pensionistici). La durata del periodo pre-ruolo non deve superare i tre anni e si deve prevedere un numero di posti rapportato agli sbocchi in ruolo.
E' necessario, inoltre, nei prossimi anni, il bando straordinario, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti nel ruolo dei ricercatori.

TERZA FASCIA
E' inoltre necessario e urgente trasformare il ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.

4 marzo 2007

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Io, cervello senza padrino, respinto per vent'anni", apparso su QN dell'1.3.07:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4155.PDF
- Nota 2. Sulla 'propaganda' del 1996 a sostegno della legge Berlinguer v. il documento dell'ANDU del 29.1.07 "Le 'novita'' di Mussi":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 29 gennaio 2007 oppure
http://www.orizzontescuola.it/article13726.html
- Nota 3. Per leggere l'articolo "Ricerca: chi valuta i valutatoti?", apparso su Economy datato 7.3.07:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/01SIA4174.PDF


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I MINISTRI DELL'UNIVERSITA'

"Purtroppo i professori di economia che stanno al governo e quelli che sono anche grandi opinionisti e gli apparati del Tesoro da tempo sostengono che l'universita' riceve molti soldi. Ho vissuto anch'io da ministro, 10 anni fa, questa grande fatica di far loro considerare i bisogni del mondo scientifico. Predicano tagli all'universita' perche' pensano che il dimagrimento aguzzi l'ingegno e produca efficienza. Forse anche per questo la ricerca scientifica in questa Finanziaria ha faticato a divenire priorita'. Le risorse sono SEMPRE state carenti, particolarmente nell'ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza".
Questo e' quanto ha dichiarato Luigi Berlinguer, in un'intervista al Corriere della Sera del 16 dicembre 2006. Berlinguer e' stato formalmente Ministro (anche) dell'Universita'.

"Nessuno si aspetta miracoli e abbondanza, ma se l'Italia, di fronte all'esplosione globale della spesa in ricerca e formazione superiore, annuncia provvedimenti di definanziamento" della ricerca, "si tratterebbe di un'altra politica" rispetto a quella con cui il centrosinistra si presentato agli elettori. "La si potrebbe fare, ma in quel caso ci vorrebbe UN ALTRO MINISTRO" (dal Manifesto del 27 luglio 2006).
Questo ha dichiarato Fabio Mussi all'indomani del decreto Bersani che ha tagliato i fondi all'Universita'. Mussi e' ancora formalmente Ministro dell'Universita'.

"Mi auguro di poter raggiungere un ACCORDO con il mondo delle universita' entro luglio. Vediamo cosa, per quella data, presenterete."
Questo ha detto Tommaso Padoa Schioppa concludendo il suo intervento in un incontro tenutosi a Napoli il 3 marzo 2007. Padoa Schioppa nell'incontro ha svolto un "attacco frontale" a Guido Trombetti, presidente della CRUI, che "aveva ripetuto il disagio delle universita' italiane e dei rettori che avevano detto 'Con questi tagli saremo costretti al blocco delle attivita''" (dal Corriere del Mezzogiorno del 4 marzo 2007). Padoa Schioppa non e' formalmente il Ministro dell'Universita'.

7 marzo 2007


Su precari, concorsi e ANVUR, segnaliamo l'articolo di Anna Maria Sersale "L'universita' salvata dai precari - Voti agli atenei, ecco la bozza del ministro", sul Messaggero del 9 marzo 2007:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/09SIC5057.PDF

Su didattica, ANVUR, FIRST e dottorato, segnaliamo l'articolo di Benedetta P. Pacelli "Didattica, decreti in dirittura", su ItaliaOggi del 9 marzo 2007:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2007/03/09SIA5097.PDF


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IL REGOLAMENTO DELL'ANVUR

Il 13 marzo 2007 il ministro Fabio Mussi ha incontrato le Organizzazioni dell'Universita' e della Ricerca per un confronto sulla Bozza di Regolamento dell'ANVUR, l'Agenzia per la valutazione (nota).
Rispetto ai contenuti delle "Linee-guida per il Regolamento ministeriale" presentate dal Ministro nel precedente incontro dell'8 febbraio 2007, la Bozza di Regolamento presenta due sostanziali novita':
1. la nomina dei componenti del Consiglio direttivo dell'ANVUR non viene piu' effettuata dal Ministro, bensi' dal Consiglio dei Ministri, sentite le Commissioni parlamentari competenti (comma 3 dell'art. 12 della Bozza di Regolamento);
2. l'ANVUR e' 'affiancata' da un Comitato consultivo che "da' pareri e formula proposte al Consiglio direttivo". I Componenti del Comitato consultivo sono designati da organismi universitari e degli Enti di ricerca, dal CNEL e da Organismi europei (art. 14).

La Bozza di Regolamento, con alcune modifiche gia' accolte dal Ministro nel corso dell'incontro, sara' presentata al Consiglio dei Ministri che l'approvera' e la inviera' alle Commissioni parlamentari competenti per il prescritto parere. Successivamente il Regolamento sara' definito e approvato dal Consiglio dei Ministri e quindi pubblicato sulla G.U.
Il Ministro si e' impegnato ad incontrare le Organizzazioni dell'Universita' e della Ricerca dopo i pareri delle Commissioni parlamentari e prima dell'approvazione definitiva del Regolamento da parte del Consiglio dei Ministri.

L'ANDU nell'incontro ha espresso le proprie prime osservazioni sulla Bozza, distribuita solo all'inizio della riunione.
L'ANDU, assieme ad altre Organizzazioni, ha chiesto che i componenti del Comitato consultivo designati dal CNEL non potessero essere dipendenti dell'Universita' o degli Enti di ricerca. Tale richiesta e' stata accolta dal Ministro.
L'ANDU ha pure chiesto l'eliminazione dal Regolamento dei commi 10 e 11 dell'art. 4 perche' possono portare ad una pesante e inaccettabile ingerenza dell'ANVUR sull'attivita' di ricerca condotta dai singoli docenti e ricercatori.
Su questo e su altri contenuti del Regolamento l'ANDU esprimera' ulteriori considerazioni, tenendo conto del dibattito che auspicabilmente accompagnera' l'iter del Regolamento stesso.
 
14 marzo 2007

Nota. Il testo della Bozza di regolamento dell'ANVUR puo' essere letto cliccando l'intero seguente indirizzo nel sito della FLC-CGIL:
http://www.flcgil.it/content/download/47652/310614/version/1/file/Universit%
C3%A0+e+Ricerca+-++Regolamento+ANVUR+12+marzo+2007.pdf

oppure puo' essere richiesto all'ANDU che lo inviera' in attach.


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I 'NUOVI' CONCORSI DI MUSSI

L'Universita' e le sue rappresentanze hanno potuto apprendere da un articolo, apparso il 20 marzo 2006 sulla prima pagina del giornale della Confindustria, il Sole 24-ore, i contenuti della "proposta che sta emergendo dal ministero" riguardante la modifica dei concorsi a ricercatore universitario. I contenuti della "proposta", come esposti (e difesi) nell'articolo, sono qui sotto riportati.

Le Organizzazioni dell'Universita', nell'ottobre 2006, avevano chiesto con forza che la modifica dei concorsi a ricercatore non nascesse con la blindatissima Legge Finanziaria, e per giunta con una delega praticamente in bianco (nota 1).
Il ministro Fabio Mussi ha invece voluto comunque 'strappare' una delega che espropria il Parlamento del potere di legiferare su una questione centrale per l'Universita' e che non consente al mondo universitario di dare il proprio contributo alla elaborazione di un provvedimento utile all'Istituzione e al Paese, e che non sia espressione dei poteri forti accademici.

E' stato gia' ricordato che "da anni l'ANDU propone una riforma della formazione, del reclutamento e della carriera dei docenti che ponga fine al precariato e ai fenomeni di nepotismo, clientelismo e localismo.
Per ottenere cio' e' indispensabile sottrarre TOTALMENTE la scelta finale dei vincitori dei concorsi a ricercatore e di coloro che devono progredire nella carriera alla 'responsabilita'' locale, affidandola invece alla comunita' nazionale.
QUALSIASI 'cambiamento' che mantenga a livello locale la scelta finale (come spostare la 'chiamata' dalla Facolta' al Dipartimento o ad un Organo centrale dell'Ateneo) non impedira' la cooptazione personale, anche se tale scelta dovesse essere preceduta da una idoneita' nazionale a numero piu' o meno aperto. In tutti i casi si manterrebbe il carattere localistico del reclutamento e della carriera dei docenti, che sta alla base del nepotismo e della dipendenza scientifica e umana dal 'maestro', il quale continuerebbe a scegliere chi e quando reclutare e chi e quando promuovere." (dal documento dell'ANDU del 4 marzo 2007 "Commissariare i concorsi, abolirli o riformarli?").

La proposta ministeriale, 'comunicata' attraverso il Sole 24-ore, mantiene invece a livello locale "la decisione finale se e chi assumere" nel posto di ricercatore, spostandola dalla Facolta' "agli organi decisionali dell'ateneo", cosi' come (pre)scritto nel progetto della Fondazione TreeLLLe, che svolge "attivita' di lobby trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi dell'Associazione presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative" (dal sito della Fondazione, nota 2).
La collocazione del potere della scelta finale del vincitore negli Organi 'centrali' dell'Ateneo si muove nella direzione di accentrare nelle mani del rettore-manager-padrone poteri immensi. A questo nuovo assetto di potere, e non piu' alla Facolta', si riferira' il 'maestro' per reclutare il suo allievo.

Alla scelta locale si aggiunge l'intervento 'definitivo' dell'ANVUR alla quale sono "affidate" "le procedure di conferma" del "vincitore" "al termine" di "un triennio di prova". In questo modo si 'materializza', nella sua parte piu' significativa, il progetto DS di un'Agenzia forte attraverso la quale i poteri forti dell'accademia vogliono di fatto commissariare l'Universita' italiana, contro l'articolo 33 della Costituzione che invece ne garantisce l'autonomia.

La fase nazionale del lunghissimo iter del 'nuovo' reclutamento dei ricercatori prevede il sorteggio di soli ordinari per la valutazione dei candidati, cosi' come richiesto da sempre dall'ANDU per la composizione delle Commissioni nazionali che per l'ANDU, a differenza del progetto ministeriale, dovrebbero SCEGLIERE i vincitori dei concorsi (il progetto dell'ANDU per la riforma della docenza e' riproposto qui sotto). Peraltro il meccanismo del sorteggio previsto dal Ministero e' svuotato del suo significato positivo dalla 'auto-selezione' dei commissari "sorteggiati tra quanti avranno inviato il proprio curriculum".
La previsione che due dei sette referees debbano essere stranieri e' frutto dell'atteggiamento provinciale di chi si ostina a pensare che solo gli stranieri-marziani possano assicurare quella imparzialita' e quel disinteresse che si ritiene non possano essere espressi da docenti italiani.

Il progetto ministeriale sui concorsi a ricercatore (che sembra anche prefigurare una nuova riforma di quelli ad associato e a ordinario) e' in linea con l'attivita' svolta da quel gruppo accademico trasversale che lavora da decenni per demolire l'Universita' statale e concentrare le risorse pubbliche in pochi centri di auto-proclamata eccellenza.
Questo gruppo accademico - che ha gia' ottenuto la falsa autonomia finanziaria per 'gestire' la progressiva riduzione dei fondi, la finta autonomia statutaria, l'abolizione di fatto del CUN, i finti concorsi locali, il fallimentare "3 + 2", la moltiplicazione degli Atenei, l'aumento a dismisura del precariato - vuole ora 'combinare' la conservazione della scelta localistica dei vincitori dei concorsi (nell'ambito di un nuovo assetto di 'potere centralizzato' nell'Ateneo) con il ruolo 'commissariale' dell'ANVUR, un organismo che finira' per essere controllato dai poteri forti accademici.

La proposta dell'ANDU, al contrario, eliminerebbe alla radice il localismo (e gli 'annessi' fenomeni di nepotismo e di clientelismo) nel reclutamento, senza metterlo nelle mani dei gruppi nazionali dominanti. Una proposta che, tra l'altro, consentirebbe ad una commissione competente di scegliere piu' celermente i vincitori dei concorsi, il cui bando continuerebbe ad essere affidato alla scelta autonoma degli Atenei.
La proposta dell'ANDU, salvaguardando e qualificando l'autonomia della comunita' scientifica, va nella direzione opposta a quella dei poteri forti che vogliono invece 'centralizzare' il reclutamento dei docenti affidandolo a Organismi estranei ai settori scientifico-disciplinari, come certamente sono gli Organi di Ateneo e l'ANVUR.

21 marzo 2007

- Nota 1. Dal documento del 13 ottobre 2006 di ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Universita', CISL-Universita', CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, RNRP, SNALS-Universita', SUN e UILPA-UR: "Le OO.AA. valutano in modo del tutto negativo quanto finora previsto dal Governo, sia sul piano del metodo sia sul piano dei contenuti. Sul piano del metodo, le OO.AA. considerano improprio l'inserimento in una legge finanziaria di norme che disciplinano contenuti, come lo stato giuridico, che devono  trovare la loro disciplina in una legge ordinaria ad essi solo finalizzata. Altrettanto impropria e' la introduzione in un decreto legge dell'Agenzia di valutazione. Dietro questi provvedimenti vi sono poi deleghe generiche e gravi manchevolezze."
- Nota 2. Per conoscere l'attivita' e la composizione della Fondazione TreeLLLe:
http://www.associazionetreelle.it/

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Dall'articolo "Nei concorsi per ricercatori finalmente spazio al merito" sul Sole 24-ore del 20.3.07. Per leggere l'intero articolo:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-03/070320/DTF97.tif

"I concorsi sono banditi da una singola sede, ma non si potra' piu' scrivere un profilo che, equivale alla fotografia a colori del vincitore in pectore. In una prima fase, le domande, sono inviate a sette referees, cinque ordinari italiani e due stranieri, sorteggiati tra quanti avranno inviato il proprio curriculum, soprattutto per macroaree e non piu' solo per microsettori. Questi esperti esterni, lavorando anonimamente, e in autonomia l'uno dall'altro, dovranno valutare i candidati di ciascun concorso, offrendo per ciascuno un giudizio analitico e una valutazione numerica. La seconda fase del concorso e' interna all'ateneo, dove una commissione formata da cinque ordinari recepisce i giudizi pro veritate dei referees e, salvo l'obbligo di escludere i candidati con i giudizi peggiori, e includere quelli con i migliori, procede in liberta' a compilare una lista di finalisti, li invita a tenere un seminario pubblico, compila una graduatoria. Agli organi decisionali dell'ateneo, rettore in testa, spetta la decisione finale se e chi assumere.
Ma la vera novita' del nuovo sistema prescinde dai tecnicismi concorsuali.
Il vincitore continuera' ad essere assunto per un triennio di prova, al termine del quale, pero', le procedure di conferma, affidate all'Agenzia nazionale per la va1utazione della ricerca (Anvur), smetteranno di essere il pro forma di oggi: in caso di esito negativo, infatti, e' previsto che il ministero sottragga all'universita' il finanziamento relativo al posto.
Il rischio di veder svanire posto per posto i denari con cui si manda avanti l'ateneo dovrebbe indurre, per forza se non per convinzione, a comportamenti piu' virtuosi."

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Proposta dell'ANDU per la riforma della formazione, del reclutamento e della carriera dei docenti universitari:

RECLUTAMENTO
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

CARRIERA
La carriera dei docenti in ruolo (in tre fasce con uguali mansioni e uguali diritti e doveri) va riformata distinguendo nettamente l'avanzamento dal reclutamento. Le promozioni devono avvenire attraverso giudizi di idoneita' nazionali individuali (non comparativi e quindi a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare. La composizione delle commissioni nazionali deve essere la stessa di quelle per i concorsi a ricercatore.
Per i passaggi di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.

FORMAZIONE
Per risolvere il problema del precariato e' necessario cancellare l'attuale giungla di figure, sostituendole con un'unica figura per la formazione pre-ruolo. Per i giovani in formazione va prevista liberta' di ricerca, una retribuzione dignitosa e tutti i diritti (malattia, maternita'/paternita', ferie, contributi pensionistici). La durata del periodo pre-ruolo non deve superare i tre anni e si deve prevedere un numero di posti rapportato agli sbocchi in ruolo.
E' necessario, inoltre, nei prossimi anni, il bando straordinario, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti nel ruolo dei ricercatori.

TERZA FASCIA
E' inoltre necessario e urgente trasformare il ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.


Riportiamo la "Proposta di legge sulla docenza universitaria" di Rifondazione Comunista i cui contenuti sono ampiamente convergenti con le posizioni dell'ANDU:
1. "ruolo unico articolato in tre fasce" (art. 1), con "i medesimi diritti e gli stessi doveri" (art. 3, comma 1);
2. trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia (art. 1, comma 1, lettera a);
3. una sola conferma (art. 1, comma 2);
4. reclutamento attraverso concorsi nazionali, con i componenti delle commissioni sorteggiati (art. 7, commi 1 e 2);
5. passaggio di fascia attraverso giudizi nazionali (art. 8).

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PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA


PROPOSTA DI LEGGE SULLA DOCENZA UNIVERSITARIA

Presentazione

Da tempo il mondo dell'universita' e' in attesa di un riordino complessivo della docenza che disciplini in modo coerente l'accesso a questa fondamentale funzione e la sua articolazione interna. Particolare rilievo ha assunto nel dibattito sull'universita' la questione del reclutamento, storicamente afflitto nel nostro paese da una preoccupante diffusione di pratiche, spesso ai confini della legalita', che ne hanno inquinato la trasparenza, hanno premiato meriti del tutto estranei al valore scientifico e culturale dei candidati, spingendo molti talenti, giovani e meno giovani, ad abbandonare il campo. Analoghe considerazioni potrebbero essere fatte per l'accesso al dottorato di ricerca, del quale e' non piu' rinviabile una profonda riforma. Il sostanziale blocco delle assunzioni, dovuto soprattutto al taglio dei finanziamenti pubblici, ha inoltre prodotto una smisurata dilatazione del fenomeno del precariato, incentivando, al contempo, il proliferare di figure impegnate, piu' o meno propriamente, nelle attivita' didattiche. Basterebbe questo insieme di problemi, certamente non esaustivo, a dimostrare la necessita' di una diversa e piu' attenta cura che la politica dovrebbe dedicare al sistema universitario.
Occorrono percio' interventi di varia natura - economico-finanziari, regolamentari e legislativi - capaci di segnare una netta inversione di tendenza.
La nostra proposta, che offriamo al confronto con le realta' associative e di movimento, vuole essere un primo contributo, sia pur parziale, in questa direzione ed un modo concreto di dare attuazione agli impegni assunti con il programma elettorale dell'Unione.
I principi che la ispirano sono i seguenti:
fusione degli attuali ruoli docente e ricercatore in uno solo articolato in tre fasce, con l'estensione a tutti i docenti dei medesimi diritti e doveri e, quindi, una maggiore partecipazione dei professori delle fasce meno elevate agli organi collegiali di direzione didattica e scientifica;
collocazione appropriata del personale in servizio nelle tre fasce garantendo in particolare il riconoscimento della funzione docente, gia' di fatto esercitata in mancanza di uno stato giuridico da decenni previsto ma mai emanato, per gli attuali ricercatori (tra l'altro recentemente trasformati in ruolo ad esaurimento);
distinzione netta tra reclutamento e avanzamento;
reclutamento affidato a concorsi nazionali per l'insieme dei posti messi a concorso in un dato settore disciplinare per sottrarlo ad ogni considerazione localistica;
costituzione delle commissioni con il metodo del sorteggio tra i professori delle fasce superiori, con regole di avvicendamento in tali incarichi ed eventuale presenza di esperti internazionali;
giudizi di idoneita' richiesti dagli interessati senza numero chiuso sulla base della propria operosita' scientifica per l'avanzamento. Si intende garantire a tutti i docenti-ricercatori il soddisfacimento di una legittima istanza di carriera, anche sulla base di quanto avviene nei paesi piu' avanzati, dove non e' affatto vero che la docenza abbia una strutturazione a piramide, ma dove si prevede talora fin dall'inizio della carriera la dotazione finanziaria necessaria perche', sulla base di verifiche puntuali, il docente possa avanzare fino al  pieno esercizio della funzione;
valorizzazione dei percorsi di alta formazione post laurea e dei relativi titoli;
previsione  di concorsi, con procedura straordinaria e su un numero limitato di posti, di accesso diretto alla prima o seconda fascia per acquisire direttamente competenze elevate italiane o internazionali;
regole generali e di garanzia per la valutazione periodica delle persone dei docenti- ricercatori, effettuata a livello delle singole universita', secondo indirizzi di carattere generale,  restando affidata alla valutazione nazionale quella delle strutture; 

ARTICOLATO

Articolo 1
1. A partire dalla data dell'entrata in vigore della presente legge la docenza universitaria e' riorganizzata in un ruolo unico articolato in tre fasce. L'accesso alla docenza avviene in via ordinaria mediante concorso per l'assunzione nella terza fascia  ovvero, eccezionalmente, nella seconda o nella prima fascia, secondo quanto previsto dall'articolo 7.

Articolo 2
1. In fase di prima applicazione, i professori e i ricercatori in servizio di ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge sono collocati nel ruolo unico con le seguenti modalita':
a) Sono collocati in prima fascia i soggetti gia' inquadrati nei ruoli dei professori ordinari e straordinari.
b) Sono collocati in seconda fascia i soggetti gia' inquadrati nei ruoli dei professori associati, confermati e non.
c) Sono collocati in terza fascia i soggetti gia' inquadrati nei ruoli dei ricercatori e gli assistenti ordinari.
2. La procedura della conferma in ruolo si applica alla fascia iniziale di accesso al ruolo come previsto dagli articoli 23 e 31 del decreto Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

Articolo 3
1. I docenti universitari appartenenti a ciascuna delle tre fasce hanno i medesimi diritti e gli stessi doveri. Fatto salvo quanto previsto al comma successivo, essi godono di identico elettorato attivo e passivo rispetto agli organi e alle cariche accademiche elettive. Partecipano ai consigli degli organi didattici e di ricerca.
2. Possono essere eletti alla carica di Preside di Facolta' esclusivamente i professori di prima e seconda fascia e alla carica di Rettore esclusivamente i professori di prima fascia.

Articolo 4
1. I consigli didattici che, in applicazione dell'articolo precedente, risultassero composti da oltre duecento membri, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, devono costituire una giunta in cui siano presenti in modo proporzionale alla loro consistenza rappresentanti elettivi delle tre fasce. I consigli devono altresi' adottare un regolamento nel quale siano espressamente indicate le modalita' di costituzione della giunta e i poteri ad essa delegati.
2. Non puo' essere delegata alla giunta l'elezione del Preside, del Preside vicario e di altre materie di particolare rilevanza espressamente indicate nel regolamento.

Articolo 5
1. Nel termine di 6 mesi dall'approvazione della legge vengono inseriti a domanda nelle tre fasce, qualora non siano stati gia' assunti a seguito delle relative procedure concorsuali, i vincitori di posti a concorso e coloro che in un concorso pubblico abbiano conseguito l'idoneita' per la prima o la seconda fascia.
2. La domanda va presentata da parte degli idonei alla facolta' di appartenenza o ad altra facolta' scelta dall'interessato. In caso di rigetto della domanda viene presentata al Ministro che dispone l'utilizzazione degli idonei in un'altra facolta' secondo criteri di perequazione, stabiliti dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN), rispetto alle esigenze didattiche, rispetto alla facolta' e ai settori disciplinari con  un piu' elevato rapporto docenti-studenti.

Articolo 6
1. Nei bilanci delle universita' i fondi per il reclutamento dei docenti e l'avanzamento di quelli gia' in servizio afferiscono a capitoli di spesa separati.

Articolo 7
1. I concorsi di accesso al ruolo per la terza fascia sono nazionali e vengono banditi per l'insieme dei posti disponibili nello stesso settore disciplinare.
2. Le commissioni concorsuali sono costituite da professori di prima e seconda fascia nonche' da esperti stranieri del settore scientifico prescelti con sorteggio secondo le norme del regolamento di attuazione della presente legge emanato con decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica.
3. Sul regolamento, prima dell'entrata in vigore, devono essere acquisiti i pareri obbligatori del CUN, delle commissioni parlamentari competenti e deve essere sentita la Conferenza dei Rettori. 
4. Il regolamento di cui al comma 2 deve contenere i criteri e i parametri necessari a individuare ed aggiornare gli elenchi dei professori nell'ambito dei quali vengono effettuati i sorteggi. Il regolamento deve indicare espressamente i casi di incompatibilita' con la funzione di componente delle commissioni concorsuali e le norme volte a favorire la piu' ampia rotazione nella formazione delle stesse commissioni.
5. Con le stesse modalita', al fine di favorire l'accesso alle docenza universitaria da parte di persone in possesso di elevate professionalita', possono essere bandite procedure concorsuali per l'accesso diretto ad un numero limitato di posti di prima o seconda fascia. In tali casi, da prevedere comunque come eccezionali e straordinari, il regolamento di cui al comma 2 deve espressamente indicare adeguati requisiti che devono essere posseduti dai candidati. Possono far parte delle relative commissioni esclusivamente i professori di prima fascia.
6. Nei concorsi per l'accesso alla docenza universitaria devono venir tenuti in considerazione il dottorato di ricerca e le attivita' svolte in qualita' di assegnisti e contrattisti ai sensi dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, di borsisti postdottorato ai sensi della legge 30 novembre 1989, n. 398.

Articolo 8
1. E' garantito il diritto di richiedere al Ministero un giudizio di idoneita' alla fascia superiore dopo sei anni di permanenza nella fascia inferiore, allegando all'istanza i pareri degli organi didattici e di ricerca cui il docente afferisce. Tali pareri devono contenere un giudizio sintetico circa l'attivita' svolta nell'ultimo quadriennio.
2. Le commissioni valutative sono costituite in forza dell'applicazione analogica dell'articolo 7 commi 2 e 3.

Articolo 9
1. Tutti i docenti sono sottoposti con periodicita' quadriennale a una valutazione dell'attivita' didattica e scientifica svolta da parte degli organi di valutazione dell'ateneo in base agli indici e ai parametri previsti da un regolamento emanato dal Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica emanato, sentita la Conferenza dei Rettori e in seguito al parere obbligatorio del CUN nonche' dai subordinati regolamenti di ateneo.
2. I regolamenti di cui al comma precedente devono assicurare l'indipendenza e la terzieta' degli organi di valutazione, la pubblicita' delle valutazioni, la possibilita' di controdeduzione e appello in caso di valutazione negativa.
3. I regolamenti di cui al comma 1 non possono prevedere il potere di sanzione disciplinare e-o economica nei confronti dei soggetti valutati.
4. I regolamenti di cui al comma 1 devono escludere il potere di conferire o ripartire fondi ai soggetti valutati.

Articolo 10
1. La Legge 4 novembre 2005 n. 230, con esclusione dell'art. 1, commi 4, 17 e 19,  e' abrogata. Sono altresi' abrogate tutte le disposizioni in contrasto con la presente legge.


ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

IL RETTORE-MANAGER-PADRONE

Il 20 marzo 2007, sulla prima pagina del Sole 24-ore, sono stati 'comunicati' i contenuti della "proposta che sta emergendo dal ministero" riguardante la modifica dei concorsi a ricercatore universitario, contenuti che l'ANDU ha diffuso e commentato il 21 marzo 2007 (v. documento "I 'nuovi' concorsi di Mussi", nota 1).
Il 22 marzo 2007 il Ministero ha inviato alle Organizzazioni universitarie le "Linee-guida per il Regolamento per le procedure di reclutamento dei ricercatori", in vista del confronto col Ministro previsto per il pomeriggio del 26 marzo 2007 (per il testo delle "Linee-guida" v. nota 2).
Il documento ministeriale inviato contiene alcune novita' rispetto alle 'anticipazioni' ed e' molto piu' dettagliato.

Il provvedimento ministeriale ha come obiettivo principale quello di anticipare pesantemente la riforma della governance degli Atenei, costituendo la figura del rettore-manager-padrone al quale si attribuisce, di fatto, la gestione del potere fondamentale dell'accademia: la scelta dei vincitori dei concorsi. Il Rettore, infatti, presiedera' la "commissione di reclutamento", composta in maggioranza da non competenti della materia, che scegliera' TUTTI i nuovi ricercatori dell'Ateneo. Al Rettore spettera' anche il compito di verificare la legittimita' degli atti da lui stesso compiuti.
Con questa nuova procedura si vuole formalizzare del tutto il livello locale che attualmente caratterizza la scelta dei vincitori dei concorsi a ricercatore. Una novita' questa che certo non elimina la cooptazione personale (con gli annessi fenomeni nepotistici e clientelari), che consente al 'maestro' di reclutare il proprio allievo. Da ora in poi, infatti, il 'maestro', dovendo tenere conto del nuovo assetto di potere nell'Ateneo, dovra' 'rivolgersi' al Rettore per ottenere il risultato finale voluto, piuttosto che alla propria Facolta' dalla quale finora si doveva fare nominare membro interno di una commissione solo formalmente prevalentemente nazionale.
La volonta' di attribuire il potere di scegliere comparativamente il vincitore del concorso ad una commissione in cui solo due su sette componenti sono "appartenenti al macrosettore interessato", porta all'esercizio di un'attivita' giudicatrice 'incongrua' e illegittima, alla base della quale non potra' esserci il merito scientifico e didattico dei candidati. Peraltro la funzione marginale e di copertura dei due commissari 'aggiunti' e' sottolineata dalla possibilita' che essi possano essere anche associati, anziche' solo ordinari come in tutti gli altri passaggi valutativi.
La volonta' accademico-ministeriale di imporre un riassetto anti-democratico degli Atenei (che il sottosegretario Luciano Modica definisce invece "una rivoluzione" che "sicuramente suscitera' molto clamore") ha come disegno generale quello di estendere le 'nuove' modalita' dei concorsi a ricercatore a quelli ad associato e a ordinario: "Ci stiamo pensando, - aggiunge Modica -, servira' pero' una legge e gli aggiustamenti del caso." (dall'intervista "Il ricercatore sara' selezionato da docenti esterni", sul Sole 24-ore del 24 marzo 2007, nota 3).
Inoltre, il progetto accademico-ministeriale, lasciando "molto spazio" alle "autonome determinazioni" degli Atenei "per quanto riguarda le procedure interne", introduce elementi importanti di delegificazione del reclutamento nella direzione dell'abolizione dello stato giuridico nazionale dei docenti, passaggio cruciale per lo smantellamento definitivo del Sistema nazionale delle Universita' statali.

Gli altri aspetti della farraginosa e lunghissima (altro che aumento della "celerita' dei concorsi"!) procedura 'inventata' in sede ministeriale sono importanti, ma secondari rispetto al vero obiettivo di trasformare i Rettori in sovrani assoluti.
Una scelta che va nella direzione opposta a quella della partecipazione democratica di tutte le componenti nella gestione degli Atenei e che risponde invece alla richiesta della lobby accademica trasversale di accentramento del potere, a livello nazionale e locale, in poche mani. Una richiesta espressa da tempo dalla Fondazione TreeLLLe, che svolge "attivita' di lobby trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi dell'Associazione presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni educative" (dal sito della Fondazione, nota 4).

Una scelta antidemocratica che non puo' essere accettata dal mondo universitario che appena poco piu' di anno fa' si e' mobilitato compatto per fermare il precedente Ministro quando ha voluto imporre provvedimenti contro l'Universita' statale; provvedimenti di portata distruttiva minore rispetto a quelli che l'attuale Ministro sta imponendo con strumenti piu' autoritari (Decreto-legge, Finanziaria, Leggi-delega in bianco).
Contro questo progetto di controriforma e' necessario e urgentissimo che dalle Universita' emerga "molto clamore", al quale, siamo certi, daranno il loro contributo, come nella mobilitazione contro la "Legge Moratti", anche i Rettori, che non possono accettare che la figura del Rettore venga trasformata in quella di un 'dittatore elettivo'.

Quanto previsto dal progetto ministeriale rende ancora piu' valida la proposta dell'ANDU sul reclutamento (qui di seguito riportata) che porterebbe al superamento della cooptazione personale, con scelte di merito realizzate attraverso procedure rapide e svolte in piena autonomia dalla comunita' scientifica competente.


Proposta dell'ANDU sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale, 'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, appartenenti a sedi diverse ed escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.

25 marzo 2007

- Nota 1. Per leggere il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi di Mussi":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 22 marzo 2007 oppure
http://www.orizzontescuola.it/article14487.html
- Nota 2. Per le "Linee-guida per il Regolamento per le procedure di reclutamento dei ricercatori" elaborate dal Ministero (Attenzione, non interrompere la stringa!):
http://www.ricercatoriprecari.org/public/modules/mydownloads/cache/files/0a9
cd28d913f0e2f0a5c8146aa4d73b8-reclutamentoricercatorilineeguida.pdf

- Nota 3. Per leggere l'intervista a Luciano modica  "Il ricercatore sara' selezionato da docenti esterni", sul Sole 24-ore del 24.3.07:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/07-03/070324/DVA07.tif
- Nota 4. Per conoscere l'attivita' e la composizione della Fondazione TreeLLLe:
http://www.associazionetreelle.it/
 


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