FISICA/MENTE

 

 

UN CONTRATTO PER LA SCUOLA DELL’AUTONOMIA

 

Linee guida per il confronto

CONTRATTO 2002 – 2005

Aprile 2002

 

PREMESSA

I Sindacati scuola confederali hanno indirizzato, il 21 marzo scorso, al Presidente dell'ARAN ed ai Ministri Frattini e Moratti una piattaforma articolata per punti in cui venivano esposti gli obiettivi contrattuali e le linee rivendicative per l'apertura del negoziato contrattuale per il quadriennio 2002-2005.

In quell’occasione Cgil scuola, Cisl scuola e Uil scuola si riservarono di presentare un testo analitico, suddiviso per istituti, a specificazione delle richieste contrattuali già inviate.

Le ipotesi che seguono intendono rispondere a quell’impegno pur in un quadro di riferimento delle risorse economiche non ancora completamente definito.

Su di esse i sindacati scuola sono impegnati ad un forte coinvolgimento e ad una ampia e capillare consultazione della categoria e degli eletti nelle RSU al termine della quale i Direttivi nazionali opereranno la sintesi.

Aprire subito la trattativa contrattuale

La sottoscrizione dell’Intesa del 4 febbraio 2002 fra Governo e Confederazioni, che definisce ulteriori risorse per il recupero dell’inflazione programmata, consente l’avvio delle trattative per un Contratto scaduto il 31 dicembre 2001.

I Sindacati scuola ribadiscono la richiesta di immediata apertura del negoziato.

Contemporaneamente rivendicano, oltre a quanto previsto per l’inflazione programmata, risorse contrattuali certe nell’ambito del Piano pluriennale di investimenti.

Il quadro di riferimento

L'indeterminatezza del processo riformatore e la mancanza di riferimenti certi, anche dal punto di vista gestionale, amministrativo ed organizzativo espongono lo sviluppo dell’autonomia delle scuole, da noi sostenuta come strumento di profonda innovazione del modello didattico ed organizzativo delle istituzioni scolastiche, ai rischi, da noi più volte denunciati, di aziendalizzazione.

Si compromette così quell’idea di scuola e di organizzazione del lavoro, e conseguentemente di relazioni sindacali, contrattuali e vertenziali, fondate sulla partecipazione, condivisione, collegialità e responsabilità che il sindacalismo confederale ha da sempre proposto e sostenuto.

La scuola dell’autonomia

Alla base di questo rinnovo contrattuale poniamo il consolidamento del modello di scuola che abbiamo sempre sostenuto e contribuito ad affermare, quello dell’autonomia.

Questa scelta di campo è coerente con la recente riforma del Titolo V della Costituzione che ha elevato a rango costituzionale il principio dell’autonomia scolastica.

Nell’autonomia la progettazione dell’offerta formativa richiama, da un lato, la questione della professionalità docente, della sua valorizzazione e del suo pieno riconoscimento e, dall’altro, l’unità dei servizi ausiliari, tecnici ed amministrativi per garantire sinergicamente l’offerta stessa. L’efficacia di tale modello, teso all'innalzamento dei livelli qualitativi dell’apprendimento, all’integrazione mirata degli obiettivi formativi e alla sostanziale omogeneità degli esiti mira ad assicurare a tutti il successo formativo.

Ciò richiede un corpo professionale più motivato, pienamente coinvolto nelle scelte, protagonista dei processi e che veda riconosciuto il proprio ruolo sociale, affermato anche attraverso politiche retributive adeguate. E’ inoltre necessaria un’attività organizzata su modelli di lavoro differenziati, professionalità articolate, itinerari di ricerca continui in un contesto relazionale che, oltre a valorizzare l’impegno individuale dell’insegnante, si connoti con una dimensione cooperativa.

La cultura professionale della scuola dell’autonomia non può che essere quella della condivisione e della cooperazione.

La stagione contrattuale 2002 – 2005 deve perseguire l’obiettivo di valorizzare i lavori e le professioni nella scuola dell’autonomia.

Questo obiettivo è coerente con una dimensione dei processi di istruzione e formazione che guarda all’Europa dell’istruzione e della cultura, che deve realizzare l’obiettivo di innalzare i livelli di istruzione dei giovani e degli adulti, che deve essere di qualità per tutti.

Considerata la fase di cambiamenti ancora in atto, l’articolato del nuovo Contratto dovrà necessariamente prevedere una specifica clausola per riaprire, eventualmente, il confronto negoziale in ordine all'evoluzione delle riforme.

Infine, per evitare conflitti di competenze e contenzioso, è necessario prevedere una sede di armonizzazione fra il Contratto del personale docente ed ata e quello dei Dirigenti scolastici sugli aspetti di intersezione.

I servizi della scuola dell’autonomia.

In questo contesto contrassegnato da profonde incertezze e dall’inefficienza dell’amministrazione i lavoratori dei servizi ausiliari, tecnici ed amministrativi operano in condizione di profondo disagio.

Diventa, pertanto, forte l’esigenza di rivedere l’organizzazione scolastica per i servizi nell’ambito della riorganizzazione dell’amministrazione centrale e periferica del MIUR che non può essere intesa come trasferimento puro e semplice di incombenze e di adempimenti burocratici alle scuole.

In questi anni è aumentata considerevolmente la quantità e la qualità delle competenze passate alle istituzioni scolastiche senza che a ciò siano seguite iniziative di formazione e di supporto adeguate, sia in termini di strumenti informatici nonché di formazione specifica rivolta al personale ata della scuola.

Le conseguenze sono state un considerevole aumento dei carichi di lavoro che ha determinato confusione e difficoltà aggravate anche da una serie di interventi molto pesanti di riduzione degli organici.

Su questo versante, va ascritto esclusivamente all’iniziativa confederale il blocco delle esternalizzazioni introdotte con la Finanziaria per il 2002.

Questo rinnovo deve reperire le risorse aggiuntive al recupero dell’inflazione necessarie per riconoscere e valorizzare il lavoro del personale ata.

Pertanto, la definizione di un preciso Piano Pluriennale di Investimenti, all’interno del quale devono essere stanziate risorse dedicate ai lavoratori ata, diventa una precondizione per un rinnovo contrattuale in grado di riconoscere i cambiamenti in atto ed il ruolo del lavoro ata.

 

Le regole della contrattazione

Confederazioni e Governo, il 4 febbraio scorso, hanno concordato le regole che attengono ai rinnovi contrattuali ed in particolar modo è stata confermata una chiara ripartizione di compiti tra legge, o altri atti dell’Amministrazione, e contrattazione collettiva.

Tutto ciò rappresenta precisi vincoli.

Conseguentemente il Governo si è impegnato, anche nel rapporto con il Parlamento, ad evitare che si producano interventi di qualsiasi natura in ambiti di competenza della contrattazione.

 

Le materie oggetto di confronto politico con il Ministero

Contemporaneamente alla trattativa devono essere affrontati, con il Governo e/o con il Ministro, diversi argomenti la cui soluzione ha incidenza sull’andamento complessivo della stagione contrattuale.

Indichiamo di seguito gli argomenti più rilevanti in un elenco che non è esaustivo.

Tavolo permanente di confronto: esso è stato definito tramite l’Intesa del 4 febbraio 2002 con " riferimento al processo di riforme in atto nella scuola, il Governo, per il tramite del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, attiverà, altresì, un tavolo permanente di confronto sui seguenti punti: organici, sia del personale docente che ata; piano pluriennale di investimento; tutti gli aspetti di applicazione della riforma che hanno ricadute sul personale e sull’organizzazione del lavoro.".

La sua gestione deve essere coerente con gli obblighi assunti dal Governo ai massimi livelli e produrre esiti rapidi e verificabili.

Piano pluriennale di investimenti: vogliamo avere certezza degli investimenti nel settore con una cadenza pluriennale, considerando non accettabile il limite rappresentato dalle singole Leggi Finanziarie. Il Piano Pluriennale dovrà indicare con precisione le ulteriori risorse disponibili per la contrattazione da utilizzare già nell’ambito di questa trattativa. Fra i capitoli sui quali intervenire ci riferiamo, in modo particolare, al sostegno alle condizioni contrattuali e professionali dei docenti e del personale ata. Inoltre rivendichiamo la definizione di un rapporto crescente fa investimenti in istruzione e formazione e andamento progressivo del P.I.L.

Personale ata: il Ministero deve riconoscere ai lavoratori transitati dagli enti locali l’intera anzianità di servizio maturata nell’ente di provenienza e deve dare attuazione alla sequenza contrattuale firmata l’8 marzo 2002, portando a termine il percorso di riorganizzazione del sistema dei servizi scolastici.

 

SCHEDA 1
Obiettivi contrattuali

Per tutti i lavoratori:

Ø tutela delle retribuzioni in relazione ai processi inflattivi;

Ø valorizzazione e sostegno delle professionalità;

Ø valorizzazione dello specifico professionale, nell’unicità del contratto di comparto, cogliendo l'articolazione per aree come un'opportunità per costruire le necessarie sinergie tra le diverse funzioni;

Ø miglioramento dell’organizzazione del lavoro;

Ø sviluppo e rafforzamento della contrattazione delle condizioni di lavoro a livello nazionale e di scuola.

Per gli insegnanti:

Ø prosecuzione del percorso di equiparazione con i parametri retributivi europei;

Ø assunzione degli obiettivi europei relativi alla riduzione della durata della progressione economica e alla valorizzazione della professionalità;

Ø definizione di miglioramenti nell’organizzazione del lavoro connessi ai nuovi compiti nella scuola dell’autonomia e alle peculiari caratteristiche del lavoro docente.

Per i lavoratori ata:

Ø riconoscimento in termini retributivi dell’aumento e della maggiore complessità dei carichi di lavoro;

sostegno al lavoro ed ai nuovi compiti anche mediante una qualificata offerta di formazione in servizio;

Ø completamento dell’inquadramento dei Direttori dei servizi.

 

SCHEDA 2
Le risorse disponibili per il Contratto 2002 – 2005

Tutela delle retribuzioni:

Ø Finanziaria 2002;

Ø Intesa del 4 febbraio 2002.

Aumento medio mensile atteso: incremento del 5,56% pro capite.

Valorizzazione delle professionalità:

Ø risorse definite nell’Intesa Governo Amato – sindacati scuola confederali, del dicembre 2000, e recepite nella Finanziaria per il 2001;

Ø risorse stanziate dalla Finanziaria per il 2002;

Ø risorse inserite nell’Intesa del 4 febbraio;

Ø eventuali risorse ulteriori stanziate con norme legislative;

Ø ulteriori risorse da destinare con il Piano pluriennale di investimenti, già oggetto di precise richieste dei Sindacati scuola confederali avanzate al Ministro Moratti e ribadito nell’Intesa siglata il 4 febbraio 2002 fra Governo e Confederazioni, da utilizzare già nell’ambito della prossima trattativa;

Ø utilizzazione di eventuali specifici stanziamenti aggiuntivi per istituti contrattuali integrati con il territorio (ad es.: scuole collocate in aree a rischio educativo).

Richieste:

Le risorse stanziate per l’anno 2003 dalla Finanziaria devono essere rese disponibili immediatamente per la contrattazione nel loro intero ammontare.

L’intesa politica con il Governo, relativa al Piano pluriennale di investimenti, dovrà indicare le quote destinate alla valorizzazione professionale del personale docente ed ata.

Effettuazione di una puntuale ricognizione di tutte le risorse disponibili e da destinare alla contrattazione, compresi eventuali residui non utilizzati derivanti dall’applicazione degli istituti contrattuali, e loro attribuzione alla contrattazione, così come chiaramente indicato nel precedente Contratto.

Compattamento di tutti i flussi finanziari sia in relazione alle diverse fonti di finanziamento che in relazione ai diversi tempi di attribuzione alle scuole.

Ampliamento della contrattazione su tutte le norme che attribuiscono in vario modo risorse (ad esempio: Legge 440/’97) per renderne trasparente e condivisa la finalizzazione e per garantire alle scuole certezza e stabilità nel tempo dei finanziamenti.

 

SCHEDA 3
Le risorse del biennio economico

La Legge finanziaria 2002 ha definito, per tutti i pubblici dipendenti contrattualizzati, una dinamica retributiva procapite pari al 4,5% a regime, di cui circa il 2,5% erogabile nel 2002. Essa non consentiva il riconoscimento dell’intero divario tra inflazione reale e programmata.

Solo con l’Intesa del 4 febbraio 2002 sono state rideterminate (cfr. punto 11 dell’Intesa) le risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali in modo da garantire miglioramenti economici medi complessivi della dinamica retributiva dal 4,5% al 5,6% (5,56%).

Quadro delle disponibilità

 

2003

£ miliardi

€ milioni

Per copertura inflazione e recupero differenziale (5,56% a regime)

2.743

1.417

Quota prevista in finanziaria 2002 per inflazione, recupero differenziale e integrativo

2.230

1.152

Quota necessaria (da aggiungere) per realizzare accordo del 4 febbraio 2002

513

265

Note: la quota per il comparto scuola va determinata in relazione al numero dei dipendenti e alla massa salariale complessiva.

 

Oltre alle risorse comuni ai diversi comparti, la Legge finanziaria 2002 contiene alcune disposizioni specifiche per il comparto scuola in prosecuzione degli accordi volti alla valorizzazione professionale del personale docente.

L’art.16, al comma 3, rifinanzia il Fondo costituito dalla Legge finanziaria 2001 (L.388/2000, art.50, c.3).

 

Risorse per il comparto scuola

Fondo per la valorizzazione del personale docente

2002

2003

£ miliardi

€ milioni

£ miliardi

€ milioni

Dotazione (art. 50 – comma 3 Finanziaria 2001)

400

207

600

310

Incremento (art. 16 – comma 3 Finanziaria 2002)

210

108

210

108

Incremento previo risparmio da realizzare

738

381

 

 

 

 

 

Totale fondo con la realizzazione dei risparmi

610

315

1.548

800

 

 

 

 

 

Totale fondo senza la realizzazione dei risparmi

610

315

810

418

Altre risorse per il comparto scuola

Rimborso delle spese di autoaggiornamento

68

35

 

 

Finanziamento Piano per personale docente

 

 

Da definire

Da definire

Finanziamento Piano per personale ATA

 

 

Da definire

Da definire

 

PARTE ECONOMICA

Area docente

SCHEDA 4
Progressione economica

 

Situazione attuale:

Dopo la retribuzione iniziale la progressione economica si articola in sei posizioni stipendiali (gradoni) al 3°, 9°, 15°, 21°, 28° e 35° anno di servizio, con il raggiungimento del massimo dello stipendio all’inizio del 35° anno.

E' una delle carriere più lunghe in campo europeo e ciò contribuisce ad aumentare il discostamento della retribuzione da quella degli altri paesi europei, con un divario che si accentua particolarmente con l’aumentare dell’anzianità di servizio.

Obiettivi contrattuali:

Il consolidamento dell’autonomia scolastica pone come fulcro della vertenza contrattuale il nodo del pieno riconoscimento della professionalità docente.

L’autonomia scolastica, per essere efficace, richiede un corpo professionale pienamente coinvolto nelle scelte, percepito e reso protagonista dei processi, con un ruolo sociale affermato anche attraverso politiche retributive adeguate che ne riconoscano lo status.

Il rinnovo contrattuale deve confrontarsi con tali problemi e deve individuare strategie nelle quali la categoria si riconosca.

Contemporaneamente deve essere data soluzione alla riduzione della durata della progressione economica.

Richieste:

Deve essere perseguito l'obiettivo del pieno riconoscimento, in termini economici e nell'ottica dell'equiparazione alle retribuzioni europee, della complessità del profilo e delle prestazioni, anche in riferimento alle innovazioni in atto, perché la retribuzione degli insegnanti in Italia, nonostante le acquisizioni di specifiche risorse ottenute con le vertenze-scuola degli ultimi anni, non è ancora adeguata.

Il Contratto 2002 – 2005, fermo restando che l’attuale progressione per gradoni deve essere confermata, dovrà perseguire l’equiparazione retributiva in riferimento ai parametri europei, obiettivo già oggetto di Intese con il precedente Governo e rispetto al quale il biennio economico 2000 - 2001 ha iniziato un avvicinamento.

Il Contratto relativo al biennio economico 2000 – 2001 ha istituito, all’art.7, la Retribuzione Professionale Docenti "Con l’obiettivo della valorizzazione professionale della funzione docente per la realizzazione dei processi innovatori, che investono strutture e contenuti didattici delle scuole di ogni ordine e grado, nonché di avviare un riconoscimento del ruolo determinante dei docenti per sostenere il miglioramento del servizio scolastico sono attribuiti al personale docente ed educativo compensi accessori articolati in tre fasce retributive" (da 0 a 14; da 15 a 27; da 28).

Rivendichiamo il rifinanziamento della Retribuzione Professionale Docenti agli step già individuati: 0, 15, 28.

Essa deve diventare lo strumento per valorizzare il lavoro d’aula, per ridurre la forbice retributiva con gli altri Paesi europei, per segnare l'obiettivo della riduzione della durata della progressione economica riconoscendo, altresì, la professionalità docente.

Il rinnovo contrattuale dovrà realizzare il riconoscimento, nella retribuzione utile per il calcolo della base pensionabile di riferimento, di alcune voci dell’accessorio.

Rivendichiamo la necessità di procedere ad una ricognizione puntuale di tutte le voci che riguardano la retribuzione, al fine di una loro piena contrattualizzazione, di tutte le specifiche modalità retributive, con particolare riferimento a quelle derivanti da interventi legislativi o da interventi dell'amministrazione (es.: indennità di missione; compensi per esami; ecc.).

Le relative risorse dovranno essere trasferite alla contrattazione.

Il Contratto 2002-2005 deve definire l’utilizzo di specifiche risorse per compensare il lavoro svolto in condizioni particolarmente disagiate.

Area ata

SCHEDA 5
Compenso Individuale Accessorio

Situazione attuale:

Il Compenso Individuale Accessorio (CIA) viene corrisposto mensilmente in base alla qualifica.

Questa voce salariale è stata istituita per compensare lo specifico impegno del personale per l’attuazione del processo di autonomia e per compensare i maggiori carichi di lavoro generalizzati sull’insieme del personale.

Obiettivo contrattuale:

Aumentare le retribuzioni di tutti i lavoratori in considerazione:

Richieste:

Ferma restando l’esigenza di valutare l’entità dell’accessorio da assorbire all’interno della retribuzione base, il Contratto dovrà acquisire la rivalutazione del CIA.

 

SCHEDA 6
Fondo dell’istituzione scolastica

Situazione attuale:

Ad ogni scuola viene attribuito annualmente un fondo pari al numero dei docenti in organico moltiplicato per £ 693.000 (materne, elementari e medie) e per £ 1.593.000 (secondaria superiore).

Un ulteriore finanziamento forfettario va alle scuole con particolari complessità organizzative e didattiche, ad es.: sezioni negli ospedali, corsi serali curricolari, educazione degli adulti.

Il fondo è destinato a retribuire le prestazioni del personale docente, educativo ed ata per la realizzazione del POF e per la qualificazione e l’ampliamento dell’offerta formativa, anche in relazione alla domanda proveniente dal territorio. Vengono retribuite:

Ø le attività aggiuntive del personale docente e ata;

Ø la flessibilità organizzativa e didattica;

Ø gli incarichi specifici affidati dal Collegio dei docenti a gruppi di studio e a commissioni;

Ø le attività dei docenti (non più di 2) di cui si avvale il dirigente nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e gestionali;

Ø ogni altra attività deliberata dal Consiglio di istituto nell’ambito del POF.

L’utilizzo del Fondo e le relative retribuzioni, dal 1° settembre 2001, sono oggetto di contrattazione fra RSU e Dirigente scolastico.

Fra RSU e Dirigente scolastico vengono stipulati contratti per stabilire le modalità di organizzazione del lavoro, i criteri per l'attribuzione degli incarichi retribuiti con il salario accessorio e l'entità dei compensi forfettari.

Obiettivi contrattuali:

Sostenere e retribuire adeguatamente l’impegno professionale per l’ampliamento e la qualificazione dell’offerta formativa all’interno della scuola dell’autonomia.

Dare certezza di risorse alla programmazione dell’offerta formativa prevista dal POF, riconoscendo gli impegni aggiuntivi dei docenti nelle attività di insegnamento e nelle attività funzionali all’insegnamento stesso.

L’unità dei servizi ata deve essere garantita dalla sufficienza delle risorse messe a disposizione per l’effettuazione delle attività aggiuntive necessarie ad assicurare le prestazioni straordinarie e le attività più importanti necessarie al modello organizzativo, come gli incarichi organizzativi ed i servizi alla persona.

Richieste:

Rideterminazione dei parametri per l’attribuzione del Fondo alle scuole.

Il Contratto definirà le ulteriori competenze contrattuali affidate alla contrattazione integrativa d’istituto.

Deve essere semplificata l’articolazione del Fondo unificando le voci e superando una iniziale rigida assegnazione di risorse fra le stesse.

L'effettuazione della contrattazione integrativa fra RSU e Dirigente è obbligatoria, ferme restando le attuali prerogative del Collegio in ordine alle decisioni sulle attività.

La contrattazione integrativa deve definire le quote minime per un’equa ripartizione fra le diverse professionalità presenti nella scuola (docenti ed ata) e per il riconoscimento di determinate specificità (es.: eda, ospedaliere, serali).

Semplificare la gestione del Fondo relativamente alla sua attribuzione ed erogazione.

Deve essere data certezza al pagamento delle prestazioni retribuite con il Fondo e, pertanto, si rivendica l’effettiva erogazione di tutti i compensi ad una data unica prestabilita (ad es.: il mese di luglio).

Devono essere pienamente contrattualizzate tutte le procedure che riguardano i pagamenti derivanti dall’utilizzo di risorse europee.

Le risorse rese disponibili dagli enti locali per lo svolgimento di alcuni servizi come , ad esempio: le mense, i servizi di pre-post scuola, ecc., devono entrare nel Fondo.

 

Area docente

SCHEDA 7
Riconoscimento delle spese per l’esercizio della professione

Situazione attuale:

Attualmente non esistono forme che riconoscano le spese sostenute dagli insegnanti per l’esercizio della loro specifica professione nonché quelle sostenute per la propria formazione ed aggiornamento.

Obiettivo contrattuale:

Sostenere i costi affrontati individualmente per mantenere alta la qualità professionale della propria prestazione.

Richieste:

Gli insegnanti devono poter contare:

 

Area ata

SCHEDA 8
Copertura e tutela degli impegni e delle responsabilità lavorative

Situazione attuale:

Attualmente non ci sono voci relative al buono pasto e alla copertura dei rischi civili derivanti dall’esercizio del proprio lavoro.

Obiettivo contrattuale:

Tutelare il maggiore impegno ed il lavoro prestato in ragione della diversa organizzazione del servizio scolastico.

Richieste:

Attribuzione del buono pasto in relazione alle condizioni di lavoro e al loro protrarsi che verranno definite in sede di contrattazione.

Tutela assicurativa per i Direttori e gli assistenti e copertura della responsabilità civile per tutto il personale.

 

LA DIMENSIONE PROFESSIONALE

Area docente

SCHEDA 9
Carriera

Premessa:

Il riconoscimento di un lavoro ad alto contenuto culturale e professionale, come quello che si sviluppa nella scuola, non può essere lasciato esclusivamente alla sola anzianità.

Una progressione di carriera professionale, equa ed accessibile a tutti, che valorizzi e riconosca il lavoro degli insegnanti è a tutt’oggi una questione aperta.

Su questo tema occorre pertanto, a nostro avviso, riprendere una discussione.

Percorso:

Cgil Scuola, Cisl Scuola e Uil Scuola intendono promuovere un percorso di discussione e consultazione ampio, considerata l’importanza del tema.

In questo quadro le assemblee di consultazione serviranno per registrare formalmente un primo orientamento della categoria sui punti più rilevanti con l’obiettivo di:

Ciò consentirà di delineare una proposta strutturata che intendiamo sottoporre successivamente alla consultazione della categoria.

Tutto ciò fermo restando l’impegno a rivendicare, nel confronto con il Governo, risorse economiche aggiuntive alle attuali disponibilità finalizzate specificamente ad avviare in modo significativo questo percorso.

Obiettivo:

L’individuazione di percorsi e strumenti idonei, e che diano nel contempo certezza di accesso a tutti, è per noi e per la scuola una sfida da vincere.

La necessità di superare l'uniformità retributiva, legata esclusivamente alla progressione per anzianità, attraverso la definizione di una "carriera professionale" che consenta un inquadramento retributivo più significativo è una sfida che riguarda pienamente gli insegnanti e la loro collocazione in un quadro europeo.

Condizione imprescindibile per la definizione di qualsiasi proposta è la condivisione dei lavoratori.

La struttura del beneficio economico:

Dal punto di vista del beneficio economico a noi pare che le opzioni principali fra le quali orientarsi siano le seguenti:

Le modalità dell’accertamento:

Un primo "inventario" offre le seguenti piste:

a) step da superare, dove anzianità, crediti e formazione diventano elementi di accesso che superati o acquisiti determinano un aumento retributivo;

b) valutazione attraverso il riconoscimento di titoli e crediti acquisiti e acquisibili finalizzati alla valorizzazione e all’arricchimento dell'esperienza professionale;

c) forme di verifica-valutazione della professionalità finalizzate alla certificazione delle competenze, cui il docente si sottopone volontariamente.

Ulteriori questioni da affrontare:

Per quanto riguarda la finalizzazione di una carriera professionale ci riferiamo, in particolare, a quattro temi: il riconoscimento delle competenze maturate nel lavoro d’aula; il riconoscimento finale di un percorso di formazione; l’accesso a funzioni diversificate; una prestazione potenziata con un aumento complessivo dell’orario.

In termini più analitici:

Ø Il lavoro d’aula. La prima opzione intende considerare questa attività come strumento di arricchimento di competenze maturate. Infatti, l’attività dell’insegnante abbraccia diversi aspetti rispetto ai quali è sicuramente centrale l’attività svolta in aula, intesa nel senso più ampio del termine cioè come risultato di formazione, ricerca, lavoro collegiale, ecc.

Ø La formazione. Riteniamo opportuno approfondire il rapporto fra la carriera professionale e percorsi di formazione universitaria o assimilabili. In questo ambito la carriera potrebbe essere intesa come il riconoscimento di un percorso esterno che veda nella formazione e nella sua certificazione il punto di sviluppo.

Ø L’accesso a funzioni diversificate. Alla luce dei nuovi bisogni di istruzione e formazione, nel quadro di potenzialità aperto con l'autonomia scolastica, la complessità della funzione docente esige di puntare ad un’articolazione della stessa. Questa pista di ricerca intende confrontarsi con un profilo professionale articolato in più figure, come sembra emergere da una parte importante del dibattito politico-culturale in corso (eventualmente con specifici reclutamento, salario ed orario di lavoro), come possibile punto d’approdo di un processo di maturazione professionale.

Ø Orario potenziato. Da tempo è aperto in categoria una riflessione ed una discussione che sottolineano l’urgenza di andare ad un regime orario maggiore per far fronte a compiti diversi e più articolati. E’ sicuramente il caso di ricordare che una funzione così complessa non può essere ricondotta ad un orario rigido. Comunque questa esigenza emerge con riferimento ad una professione più arricchita nel suo esercitarsi.

 

Area docente

SCHEDA 10
Articolazioni della funzione docente. Figure di sistema.

Situazione attuale:

Annualmente vengono assegnate risorse per retribuire, per un importo di tre milioni ognuno, tre/quattro docenti, individuati dal Collegio, che svolgono specifiche funzioni. Esse sono riferite a quattro aree di intervento: 1) gestione del POF; 2) sostegno al lavoro dei docenti; 3) interventi e servizi per gli studenti; 4) realizzazione di progetti formativi, d'intesa con enti esterni alla scuola.

Per quanto riguarda le figure di sistema, previste dalla Legge 59/’97 contestualmente all'attribuzione della dirigenza ai capi di istituto, non sono stati fatti passi ulteriori perché non ne è stato definito l’organico ed una commissione, istituita nel 2001, che avrebbe dovuto elaborare proposte non è mai stata convocata dal Ministero.

Il rinnovo del precedente biennio economico ha contrattualizzato tutte le modalità di comando o utilizzazione.

Obiettivi contrattuali:

Va perseguito l’obiettivo di valorizzare contrattualmente il lavoro e le prestazioni professionali nella scuola dell’autonomia.

Istituti del precedente Contratto andranno verificati, ed eventualmente modificati, rendendoli immediatamente disponibili per la scuola dell’autonomia e per sostenere le scelte relative al suo modello organizzativo.

Fermo restando il ruolo del Collegio docenti sulle scelte di carattere professionale, deve essere valorizzata la funzione contrattuale delle RSU.

Individuazione di soluzioni che riconoscano lo specifico impegno nella didattica nonché quello nella ricerca, nella gestione e realizzazione dei Piani dell’Offerta Formativa.

Richieste:

Nella individuazione e gestione delle funzioni obiettivo deve essere valorizzata e sostenuta la flessibilità progettuale delle scuole, anche nella determinazione delle aree e degli ambiti di intervento delle stesse, sulla base di scelte correlate al POF, affinché, in un quadro di certezza, ogni scuola si dia soluzioni coerenti con il proprio modello organizzativo.

Il Contratto nazionale ha compiti di delineazione generale dell’istituto contrattuale.

Profili, competenze, modalità di individuazione, designazioni, prestazioni aggiuntive, valutazioni sono definiti a livello di scuola dal Collegio dei docenti, per quanto riguarda gli aspetti relativi al POF, e dalla contrattazione con le RSU per quanto riguarda gli altri aspetti (es.: ricadute sull’organizzazione del lavoro).

Nell’attribuzione alle scuole deve essere garantita la certezza e la tempestività, in coerenza con le fasi decisionali del POF, e devono essere escluse successive attribuzioni di risorse ad anno scolastico iniziato.

Contrattualmente dovranno essere definiti regimi orari ed inquadramento delle figure di sistema dopo che uno specifico intervento legislativo ne avrà previsto modalità di selezione, reclutamento e dotazione organica.

 

Area docente

SCHEDA 11
Orario

Situazione attuale:

La normativa in vigore definisce le seguenti attività obbligatorie:

attività di insegnamento (25 ore per la materna, 22+2 per l’elementare, 18 per la secondaria);

attività funzionali all’insegnamento:

a) preparazione delle lezioni e delle esercitazioni, correzione dei compiti, rapporti individuali con le famiglie;

b) partecipazione ai consigli di classe, per un impegno non superiore a 40 ore annue;

c) svolgimento degli scrutini e degli esami e compilazione degli atti relativi alla valutazione;

d) presenza in classe 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni e sorveglianza degli alunni all’uscita.

attività funzionali all’insegnamento, con diritto alla retribuzione accessoria per le ore eccedenti le 40 annue. Comprendono la partecipazione al Collegio docenti, la programmazione e verifica di inizio e fine anno, l’informazione alle famiglie sugli scrutini intermedi e finali.

Obiettivi contrattuali:

Va rafforzata la definizione certa degli obblighi individuali di servizio per via contrattuale.

In relazione all'evoluzione dei processi di riforma del sistema scolastico e formativo va perseguita una graduale omogeneizzazione degli orari di insegnamento nei vari ordini e gradi di scuola.

In tale contesto va verificata la coerenza e la funzionalità dell’attuale modello articolato tra "attività di insegnamento" e "attività funzionali alla prestazione dell'insegnamento".

Possibilità per la contrattazione integrativa di scuola, sulla base del POF deliberato dal Collegio, di disciplinare regimi orari potenziati finalizzati ad un ampliamento e alla qualificazione dell’offerta d’istruzione e formazione o che consentano la possibilità di gestire modelli organizzativi diversi, tenuto conto degli specifici regimi orari nei diversi ordini e gradi di scuola.

Istituzione della banca delle ore.

 

IL LAVORO NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA

Area ata

SCHEDA 12
La sequenza contrattuale del marzo 2002

Situazione attuale:

L’8 marzo 2002 è stata sottoscritta definitivamente all’Aran la sequenza contrattuale prevista dall’accordo contrattuale sul biennio 2000 – 2001 relativa all’introduzione di due nuovi profili professionali.

La sequenza ha consentito di affrontare i problemi relativi al completamento dell’assetto delle qualifiche professionali nella scuola dell’autonomia, mediante l’istituzione dell’area C), e alla definitiva collocazione professionale del personale transitato dagli enti locali.

L’attuazione della sequenza è attualmente oggetto di confronto con il MIUR.

Obiettivi contrattuali:

Realizzare i contenuti della sequenza per tutto il personale.

Portare a termine il percorso di riorganizzazione del sistema dei servizi scolastici per la scuola dell’autonomia avviato con il Contratto 1998 – 2001, rafforzando l’unità dei servizi generali ed amministrativi.

Richieste:

Assicurare la determinazione degli organici amministrativi e tecnici di area C) dal 1/9/2003.

Garantire l’inquadramento economico di area C) al personale proveniente dagli enti locali di VI e VII qualifica.

Avviare immediatamente il percorso di formazione mediante i corsi–concorsi garantendone l’accesso a tutto il personale amministrativo, tecnico e ausiliario per i passaggi dall’area A) alla B), dall’area B alla C) e dall’area C) alla D).

Area ata

SCHEDA 13
Un sistema dei servizi per la scuola dell’autonomia.
La nuova classificazione professionale.

Situazione attuale:

Oggi il personale ata è classificato in quattro aree professionali, articolate in undici profili.

Essi sono integrati dalle funzioni aggiuntive nell’area dei collaboratori e degli assistenti.

Il Contratto prevede che ad ogni scuola venga garantita una funzione aggiuntiva per ogni profilo professionale di assistente amministrativo; assistente tecnico; cuoco; collaboratore scolastico.

Obiettivi contrattuali:

Rafforzamento, in ogni scuola, dell’unità dei servizi per una nuova funzionalità dell’organizzazione dei servizi scolastici, per garantire efficienza ed un’offerta formativa adeguata ai bisogni dell’utenza e dei cittadini.

Integrazione degli attuali profili con incarichi organizzativi che rispondano meglio alla funzionalità della scuola autonoma, all’organizzazione del lavoro basata su progetti e obiettivi, alle attività di laboratorio e all’uso delle nuove tecnologie.

Partendo dal nuovo sistema di classificazione basato su quattro aree, definizione di incarichi organizzativi retribuiti e di un sistema di aggiornamento e formazione ricorrente.

Una nuova organizzazione del lavoro nella scuola dell’autonomia basata su progetti ed obiettivi, attività di laboratorio, uso delle nuove tecnologie.

La contrattazione integrativa di scuola del salario accessorio come leva strategica del nuovo modello organizzativo.

Richieste:

Superamento delle attuali funzioni aggiuntive caratterizzate da eccessive rigidità attribuendo le risorse alle singole istituzioni scolastiche, secondo criteri definiti dalla contrattazione regionale.

Gli incarichi organizzativi e la retribuzione accessoria sono attribuiti tramite la contrattazione di scuola che definisce i criteri, le modalità di svolgimento, la durata, le competenze professionali.

Direttore dei servizi

Puntuale definizione delle competenze del Direttore dei servizi nella predisposizione del Piano annuale delle attività della scuola da realizzare anche mediante la riunione plenaria del personale ata.

Armonizzazione delle competenze e delle responsabilità in materia di gestione dell’unità dei servizi e del relativo personale tra Direttore dei servizi e Dirigente scolastico.

Area c)

Definizione dell’ambito di esercizio del profilo di coordinatore amministrativo e tecnico e del relativo accesso attraverso la formazione.

Assistenti amministrativi

Il nuovo modello organizzativo richiede, oltre alle funzioni attribuite all’area c), una forte valorizzazione del lavoro di tutti gli assistenti amministrativi attraverso: attribuzione di incarichi, ricorso a mansioni superiori, responsabilità di progetto, formazione.

Assistenti tecnici

Vanno valorizzate con incarichi e responsabilità di progetto tutte le competenze necessarie alla gestione, al supporto alla didattica e alla manutenzione dei servizi informatici e dei laboratori.

Va affrontato il problema della gestione dei laboratori e dell’utilizzo delle tecnologie informatiche nella scuola elementare, media e negli istituti comprensivi e dell’utilizzo, conservazione e valorizzazione del patrimonio librario.

Collaboratori scolastici

La contrattazione integrativa definirà le modalità ed i criteri per riconoscere economicamente prestazioni che richiedono particolare impegno, competenze o che comportano disagio.

Particolare attenzione va rivolta ai servizi alla persona, come l’assistenza agli alunni in situazione di handicap o l’assistenza ai bambini della scuola materna, ecc.. Per questa prestazione, che comporta un livello elevato di responsabilità per l’affermazione di diritti inalienabili e che richiede una risposta necessariamente generalizzata di tutti gli operatori, deve essere previsto uno specifico riconoscimento economico .

Va ridefinita l’intesa nazionale tra Organizzazioni sindacali, MIUR e associazioni dei Comuni e delle Province relativa allo svolgimento delle funzioni miste nella scuola dell’autonomia.

In tale ambito vanno regolamentate anche attività quali, ad esempio, il supporto alla mensa, la vigilanza e l’accompagnamento degli alunni, ecc. per le quali deve essere previsto uno specifico finanziamento, con risorse apposite da parte degli Enti locali, e il consenso dei lavoratori coinvolti.

Nell’attribuzione di tali incarichi dovranno essere previste adeguate retribuzioni e dovranno essere coperte le responsabilità civili derivanti dall’esercizio delle attività.

Incarichi organizzativi

Gli incarichi organizzativi rispondono alla realizzazione di un’organizzazione del lavoro più flessibile e rispondente alle esigenze della scuola autonoma.

Gli incarichi organizzativi sono proposti dal Direttore dei servizi con il piano organizzativo dei servizi recepito nel piano annuale delle attività definito dal Dirigente scolastico.

La contrattazione definisce i criteri, le modalità di svolgimento e le competenze professionali e la relativa retribuzione accessoria.

Varie

All’unità dei servizi della scuola autonoma deve essere assegnato un organico necessario alla realizzazione del Piano delle attività.

Devono essere individuati finanziamenti adeguati per retribuire le attività aggiuntive del personale in maniera da rispondere alla domanda specifica ed ai bisogni territoriali.

Sperimentazione del telelavoro da parte di personale amministrativo con riferimento all’Accordo stipulato nell’ottobre 2001.

 

Area ata

SCHEDA 14
Orario di lavoro

Situazione attuale:

Il Contratto stabilisce un orario di 6 ore continuative antimeridiane per 6 giorni, per un totale di 36 ore settimanali, con un massimo di 9 ore al giorno, comprese le eventuali prestazioni aggiuntive.

L'orario può essere organizzato in maniera flessibile, su base plurisettimanale, secondo il principio della turnazione, su 35 ore settimanali nei casi previsti dal Contratto.

Obiettivi contrattuali:

Certezza delle prestazioni individuali.

Richieste:

Rafforzamento della flessibilità dell'orario per una organizzazione del lavoro trasparente e funzionale.

Superamento della fase sperimentale ed entrata a regime delle 35 ore settimanali.

Precisare e disciplinare la gestione dei prefestivi.

Individuazione dei settori di attività da assegnare al telelavoro.

 

LA FORMAZIONE

Area docente

SCHEDA 15
Formazione in servizio


Situazione attuale:

In base all’ultimo contratto le risorse, stabilite ogni anno dalla Legge finanziaria, vengono assegnate:

Obiettivi contrattuali:

La formazione in servizio, liberata da vincoli e procedure rigide, deve valorizzare il ruolo delle scuole e degli insegnanti.

Deve essere superato un sistema nel quale il ruolo dell’amministrazione è sovrapposto a quello delle scuole se non, in diverse occasioni, in contrasto con esso.

Richieste:

Le risorse per l’aggiornamento devono essere collocate ai livelli regionali e di scuola lasciando sul livello nazionale funzioni di osservatorio, monitoraggio, verifica e di formazione su riforme di sistema con utilizzo di specifiche risorse economiche aggiuntive.

Deve essere destinato l’1% del monte salari alla formazione del personale, gestita dalle scuole.

Il personale deve avere diritto, oltre ai permessi retribuiti, a periodi sabatici per motivi di studio e di ricerca.

Nell’ambito di quanto rivendicato con le richieste contrattuali relative al "Riconoscimento delle spese per l’esercizio della professione" si rivendica la conferma e l’incremento del fondo istituito per sostenere le spese rispetto all’autoaggiornamento.

 

Area docente

SCHEDA 16
Rapporti con l’università

Situazione attuale:

Il Contratto 1998 – 2001 ha affrontato e disciplinato in diverse parti il rapporto con l’Università. Si prevede:

a) l'impiego di docenti della scuola nell’ambito della formazione universitaria degli insegnanti;

b) la possibilità, da parte delle università, di utilizzare personale docente della scuola per il raggiungimento di specifiche finalità;

c) la predisposizione di un orario di servizio che consenta la presenza nella sede universitaria dei docenti impegnati.

Altri temi di forte rilievo, quali il riconoscimento del servizio scolastico come credito utile per il completamento dei percorsi di laurea, coinvolgendo Ministeri diversi sono stati affidati a tavoli politici che avrebbero dovuto essere avviati dal MIUR.

Obiettivi contrattuali:

Il tema è per i sindacati confederali molto rilevante e riguarda più aspetti, da declinare compiutamente: dall’arricchimento della professionalità docente al rapporto sinergico fra scuola ed università.

Il rinnovo contrattuale dovrà individuare un legame effettivo, non più rinviabile, sia sul versante istituzionale che su quello dell’utilizzazione del personale concretizzando il fatto che la formazione dei docenti si realizza con una effettiva sinergia tra scuola ed università.

Richieste:

Possibilità di accedere a periodi di formazione anche lunga presso le università, con riconoscimento dei contributi figurativi nel caso di utilizzo di periodi di aspettativa non retribuita.

Definizione di percorsi specifici per l’acquisizione di titoli di studio superiori, o diversi da quelli posseduti, di specializzazioni, di perfezionamento e di dottorati di ricerca riconoscendo come servizio effettivo i periodi di frequenza necessari per l’acquisizione di titoli.

Attribuzione di permessi, aspettative, periodi sabatici, prestiti d’onore.

Definizione di soluzioni articolate e flessibili per garantire la frequenza universitaria anche al personale che non trovi istituzioni universitarie nel proprio territorio.

Forme specifiche di retribuzione per il personale della scuola che collabora con l'università con l’individuazione delle risorse a carico dell’università.

Utilizzazione anche di specifici percorsi universitari per arricchire il profilo professionale dei docenti.

Utilizzo qualificato di docenti con l’università, mediante convenzione, compresa la formazione iniziale.

 

Area ata

SCHEDA 17
Formazione in servizio

 

Situazione attuale:

Il Contratto ha investito in modo consistente sulla formazione per il lavoro ata allo scopo di farla uscire dalla residualità e dalla occasionalità che l’hanno caratterizzata, di offrire un sostegno allo svolgimento dei nuovi compiti e di collegarvi un percorso di mobilità lavorativa.

Il Contratto prevede, accanto al più "tradizionale" aggiornamento, quattro tipologie di formazione: formazione specialistica; formazione finalizzata ai passaggi all’interno dell’area; formazione finalizzata al passaggio all’area superiore; formazione per il conferimento della qualifica di Direttore dei servizi generali ed amministrativi.

Per responsabilità dell’amministrazione parti consistenti del Contratto non sono state realizzate.

Obiettivi contrattuali:

Esigibilità della formazione.

Dare un sostegno vero alla complessità nuova del lavoro.

Dare sistematicità e concretezza ad una politica di aggiornamento/formazione del personale rispetto alle nuove responsabilità professionali e all’introduzione delle nuove tecnologie.

Richieste:

La formazione deve sostenere adeguatamente i livelli organizzativi della scuola autonoma secondo il principio che ogni trasferimento di competenze deve essere preceduto da una adeguata formazione.

La formazione del personale deve essere ricorrente.

Decentramento della formazione per garantire qualità e tempestività della stessa.

Le risorse disponibili devono essere aumentate e devono essere collocate ai livelli regionali, sui quali si situerà la contrattazione, lasciando sul livello nazionale esclusivamente funzioni di monitoraggio e valutazione.

L’amministrazione regionale deve garantire alla scuola autonoma interventi di formazione che rispondano alle esigenze innovative dei processi informatici, delle tecnologie e dei progetti territoriali nei quali sono impegnate le singole scuole e/o le reti di scuole.

Rafforzamento delle destinazioni delle attività di formazione nelle direzioni individuate come strategiche: aggiornamento da realizzare anche con modello a rete; formazione finalizzata alla mobilità professionale all’interno della stessa area; formazione finalizzata alla riconversione del personale verso utilizzazioni più qualificate; formazione per i passaggi ad area superiore.

Organicità della formazione per il conferimento della qualifica di Direttore dei servizi.

Devono essere garantiti interventi specifici di formazione nei confronti del personale che svolge attività di assistenza alla persona.

 

ALTRI ISTITUTI

SCHEDA 18
Particolari situazioni di impegno professionale

Situazione attuale:

Alcuni fenomeni di particolare rilevanza sociale richiedono una specifica assunzione di responsabilità della scuola che va oltre l’impegno tradizionale e sulla quale si gioca uno sviluppo in grado di accogliere e di integrare.

Con il Contratto 1998 – 2001 si è intervenuti sulle cd zone a rischio educativo dove selezione ed evasione scolastica si intrecciano drammaticamente con gravi fenomeni sociali.

E’ un istituto contrattuale originato da una forte scelta etica finalizzata a sostenere il valore fondamentale della scuola e del lavoro del personale nelle situazioni più difficili.

Al riguardo è previsto l’impiego di risorse contrattuali pari a 93 miliardi all’anno per attribuire un compenso annuale accessorio al personale impegnato in progetti triennali tendenti a ridurre gli abbandoni scolastici e la conseguente devianza giovanile.

L’Intesa MIUR-Sindacati ha individuato 28 province, collocate in Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, e 4 aree metropolitane (Genova, Milano, Roma, Torino).

Il 10% delle risorse è destinato alle altre province, che possono chiedere il finanziamento per 2 progetti.

Ogni anno sono coinvolti nell’esperienza 475 istituti e 17.500 unità di personale.

Sempre con il precedente Contratto si è intervenuti a sostegno dei percorsi di accoglienza e di integrazione di alunni extracomunitari nelle scuole.

Sulla base di uno stanziamento annuo di 10 miliardi, alle scuole situate in aree con forte presenza di alunni di prima immigrazione e/o nomadi vengono assegnate risorse per retribuire il personale, ed in particolare i docenti di lingua italiana, impegnato a favorire l'accoglienza e l'integrazione.

Obiettivi contrattuali:

Il rinnovo contrattuale deve misurarsi con le specifiche situazioni di esercizio del lavoro perché vi sono condizioni che cambiano l’attività in termini di impegno, di responsabilità e di tempo di lavoro.

La presenza di scuole in aree a forte rischio educativo deve essere considerata dal punto di vista dell’impegno a ridurre disagio e dispersione e del sostegno alle condizioni professionali del personale.

Devono essere fortemente sostenuti qualificati processi di inserimento degli alunni extracomunitari nelle scuole italiane che riguardano un numero considerevole di realtà scolastiche.

Richieste:

Gli istituti contrattuali che si riferiscono a specifiche condizioni di esercizio dell’impegno professionale devono essere oggetto di contrattazione integrativa a livello regionale per meglio corrispondere alle esigenze del territorio, per responsabilizzare realmente l’intero contesto ambientale, per una effettiva trasparenza e verifica dell’attività e dei risultati.

Per quanto riguarda le scuole collocate in aree a rischio educativo va favorito il coinvolgimento di tutte le scuole per dare risposte a tutti, definendo un tempo massimo oltre il quale una scuola non può essere ulteriormente coinvolta nel progetto (es.: non più di tre anni).

Il progetto dovrà definire un ampliamento dell’offerta formativa e dell’apertura del servizio.

Deve essere reso vincolante il coinvolgimento di altre istituzioni in termini di collaborazioni e di interventi aggiuntivi.

Per quanto riguarda il sostegno ad un qualificato processo di accoglienza degli alunni extracomunitari la competenza contrattuale deve essere attribuita al livello regionale.

Aumento dei fondi specifici attualmente a disposizione e loro integrazione con risorse della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

SCHEDA 19
Doveri dell’amministrazione scolastica

Situazione attuale:

Il Contratto 1998 – 2001 stabilisce che l'Amministrazione scolastica è tenuta:

Ø a fornire al personale la formazione continua, iniziale e in servizio e l'equa fruizione delle opportunità formative;

Ø ad attuare integralmente le norme sulla semplificazione e sulla trasparenza amministrativa;

Ø a privilegiare la comunicazione verbale nell'ambito delle riunioni degli organi collegiali, limitando la verbalizzazione nei limiti strettamente indispensabili.

Per dimostrare le resistenze concrete dell’amministrazione ad una completa attuazione di questa parte del Contratto basta verificare il numero delle circolari emesse annualmente dal MIUR e dagli Uffici periferici dell'Amministrazione o l’ossessiva richiesta di adempimenti burocratici.

Obiettivi contrattuali:

Deve essere modificata l’azione amministrativa che spesso scarica contraddizioni sulle singole istituzioni e sui lavoratori (si veda il persistente ritardo nei pagamenti delle retribuzioni, il forte numero di disposizioni emesse centralmente, ecc.).

Per migliorare l'efficienza e l'efficacia del servizio e per aumentare la trasparenza amministrativa, occorre stabilire nuove e diverse procedure e verifiche.

Richieste:

Definizione di termini perentori entro i quali l'amministrazione deve dare applicazione ai singoli istituti contrattuali in corso di vigenza.

Obbligo di attivare la contrattazione integrativa per utilizzare il Fondo di scuola.

Modifica delle attuali misure amministrative che impediscono di dare certezza e tempestività nel pagamento delle retribuzioni e delle prestazioni effettuate a scuola utilizzando le risorse del Fondo.

Verifica immediata delle procedure esecutive relative al monitoraggio dei flussi di cassa allo scopo di evitare qualsiasi ritardo nel pagamento delle retribuzioni al personale.

Deve essere data piena applicazione alle norme contrattuali sulla semplificazione amministrativa e sulla riduzione delle incombenze burocratiche e ripetitive.

Deve essere sottoposta a verifica l'efficienza dell'informatizzazione in relazione all'attività delle singole istituzioni.

 

SCHEDA 20
Contrattazione integrativa

Situazione attuale:

L’attuale struttura della contrattazione si articola parallelamente all’organizzazione dell'amministrazione, in una logica di decentramento.

Il Contratto per il biennio economico 2000 – 2001 ha introdotto il principio dell’attribuzione progressiva delle materie, attualmente di competenza del livello nazionale e del livello provinciale, al livello regionale o di singola istituzione scolastica.

Obiettivi contrattuali:

Trasferimento di competenze sui livelli regionali e/o di scuola in relazione alle diverse materie.

Superamento della contrattazione integrativa nazionale.

A livello di scuola dovranno collocarsi relazioni sindacali ed opportunità contrattuali che favoriscano lo sviluppo dell’autonomia decisionale delle singole scuole, la specificità dei POF, la valorizzazione delle sedi di programmazione, la trasparenza ed il controllo nell’uso delle risorse.

Rendere più efficiente ed efficace il funzionamento dei servizi scolastici ata nell’ambito dello specifico piano organizzativo annuale.

Ampliamento e rafforzamento della contrattazione di scuola.

Richieste:

La contrattazione integrativa del quadriennio deve collocarsi ai livelli regionali e di scuola a seconda delle materie.

Definizione delle prerogative del livello regionale relativamente alla gestione delle risorse e del personale.

Devono essere semplificati i passaggi contrattuali evitando ripetizioni e passaggi preliminari all’esercizio delle prerogative delle scuole autonome.

Deve essere valorizzato il livello contrattuale di scuola e, fatte salve le competenze del Collegio dei docenti, prevedere:

Ø la completa contrattazione di tutte le attività che comportano una retribuzione per il personale e delle modalità di accesso;

Ø la definizione dei criteri per l’attribuzione dei permessi retribuiti per la partecipazione ad iniziative di aggiornamento;

Ø la contrattualizzazione di tutte le materie che riguardano l’organizzazione del lavoro anche in riferimento alle nuove modalità previste dall’autonomia scolastica;

Ø spazi contrattuali per tutte le tipologie di lavoro (es.: collaborazioni coordinate e continuative; telelavoro) eventualmente attivate.

Deve essere disciplinato l’utilizzo della rete informatica sia per ricevere le disposizioni che il Ministero invia alle scuole che per l’attività sindacale delle RSU.

Rivalutazione dei compensi attraverso la ricognizione, unificazione degli importi retributivi e ricontrattualizzazione delle retribuzioni per le attività che riguardano il Fondo e le diverse prestazioni orarie.

 

Scheda 21
Tutele contrattuali

Di seguito indichiamo alcuni istituti per i quali il rinnovo contrattuale dovrà apportare necessarie modifiche applicative.

La consultazione rappresenterà l’occasione per completare l’elencazione degli istituti e delle richieste da portare alla contrattazione.

a) Contrattualizzazione delle norme.

Obiettivi contrattuali:

Offrire al personale della scuola un quadro contrattuale di riferimento compiuto e snello.

A tutela dei diritti dei lavoratori, il contratto deve diventare l'unico riferimento per la disciplina del rapporto di lavoro.

Richieste:

Disapplicare tutte le disposizioni riferite alla parte contrattualizzata del rapporto di lavoro regolate con provvedimenti legislativi od amministrativi ancora in vigore.

L'assunzione di queste norme nel contratto dovrà avvenire attraverso riconferma ovvero trasformazione.

Chiarire tutte le disposizioni che hanno dato luogo ad interpretazioni difformi e a contenzioso.

Considerato che le proposte riguardanti gli istituti normativi, relativi alla regolamentazione del rapporto di lavoro, rappresentano esigenze diffuse del personale a tempo indeterminato e determinato, occorre acquisire, con gli interventi di delegificazione, una migliore e più chiara specificazione delle disposizioni.

Particolare attenzione dovrà essere posta alla condizione normativa del personale a tempo determinato.

b) Testo unico delle norme contrattuali.

Obiettivo contrattuale:

Coordinare l’insieme delle norme oggi raccolte in testi diversi.

Richieste:

Dopo la sottoscrizione definitiva del Contratto dovrà essere redatto un testo unificato di tutte le norme contrattuali.

c) Permessi per aggiornamento e formazione.

Devono essere affrontate tutte quelle condizioni che rendono incerto l’utilizzo di questo istituto.

Devono essere disciplinati i congedi formativi previsti dalla Legge 53/’00.

d) Ricostruzione di carriera

Si rivendica una equiparazione fra servizi a tempo determinato e servizi a tempo indeterminato ai fini del riconoscimento integrale dei servizi per la ricostruzione di carriera.

e) Sanzioni disciplinari del personale docente.

Deve essere attuata la specifica previsione di legge che attribuisce questa materia alla definizione contrattuale fra le parti anche per evitare interventi unilaterali dell’amministrazione. Al riguardo, nel pieno rispetto del principio della libertà di insegnamento, dovrà essere definito il contenuto delle sanzioni, le competenze, le procedure, il contenzioso.

SCHEDA 22
Personale a tempo determinato

Obiettivo contrattuale:

Devono essere ampliate e migliorate le condizioni di esercizio dell’attività del personale assunto a tempo determinato.

Richieste:

Fermo restando che la formazione delle graduatorie è materia che compete all’amministrazione, il reclutamento deve essere pienamente contrattualizzato con l’obiettivo di realizzare trasparenza, efficienza, controllo.

Miglioramento ed estensione delle tutele contrattuali per quanto riguarda aspettative, assenze, congedi.

Il contratto deve disciplinare i diversi rapporti di lavoro fermo restando che le prestazioni che ricadono nella realizzazione del POF sono assimilabili al rapporto di lavoro dipendente.

 

SPECIFICHE TIPOLOGIE

SCHEDA 23
Educazione degli adulti ed altre tipologie di attività didattica

Le richieste presentate nelle schede precedenti riguardano, ovviamente, anche il personale che opera nei settori dell’educazione degli adulti; nelle scuole e nei corsi all’estero, nelle scuole ospedaliere e nelle carceri, negli Educandati femminili e nei Convitti nazionali.

La loro applicazione nel Contratto dovrà considerare con attenzione le specifiche condizioni professionali allo scopo di riconoscerle e di valorizzarle al meglio

Analoga considerazione vale per il personale comandato o semiesonerato presso l’amministrazione, negli IRRE e nell’Università. Per essi si aggiunge il fatto che la specifica contrattazione presso il Ministero, prevista con il Contratto 2000 – 2001, non si è conclusa per responsabilità dell’amministrazione.

La consultazione potrà essere l’occasione per integrare il quadro generale delle richieste presentate con ulteriori temi che verranno recepiti, al termine delle assemblee, in sede di stesura definitiva della piattaforma contrattuale.

In sede di contrattazione presso l’Aran, per evitare rinvii, dovranno essere individuate le modalità per coinvolgere compiutamente gli altri Ministeri interessati.

 

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