FISICA/MENTE

 

 

Le linee rivendicative CGIL, CISL ed UIL ovvero: come non dire nulla in 30 pagine!

Roberto Renzetti

2002

 

  

            E' un bell'esercizio di lingua italiana l'addentrarsi nel sindacalese più spinto e, dopo aver snodato i vari periodi, scoprire che dentro quelle 30 pagine vi è poco, molto poco. Era prevedibile che così fosse poiché la lettera del 21 marzo sull'argomento era altrettanto vaga e queste 30 pagine, con infinite ripetizioni, ricalcano quella lettera.

  

     Una osservazione preliminare è relativa al fatto che chi scrive queste bozze non ha proprio più idea di cosa sia la scuola. Se sono dirigenti e dovessero ritornare in essa la farebbero chiudere all'istante, se insegnanti farebbero dei disastri clamorosi quando non comincerebbero a tirar sassi nella piccionaia sindacale.

  

     Nelle Linee Guida (più oltre: LG) vi sono cose ripetute ossessivamente:
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    riferimenti a contratti fatti con i governi amici (nessuno dei quali andato a buon fine però, n.d.r.) che dovrebbero garantire risorse e tavoli di trattative; sembra non ci si sia accorti che gli attuali governanti hanno ripetuto in tutti i modi che non sono interessati alla concertazione e che se ne infischiano di quanto fatto dal governo precedente;
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    riferimenti continui ai salari europei ed alla accelerazione di carriera come slogans e senza nessun dato quantitativo almeno dal punto di vista propositivo (tant'è vero che a questo la Moratti ha risposto che va bene ma che occorrerà vedere l'impegno orario conseguente);
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    riferimenti a risorse prese di qua e di là, quando si sa che è vero che si può contare su un massimo di 19 000 miliardi di vecchie lire ma a costo di una ristrutturazione selvaggia di posti di lavoro (e questo è nella finanziaria come è nella finanziaria l'esternalizzazione dei servizi); l'unico dato certo (?) sono quelle 17 000 lire nette mensili che si è riusciti a strappare (!) in quella notte di febbraio quando si cantò vittoria e si annullò uno sciopero della scuola, con la speranza che, quando saremo a regime divengano 30 000!!!
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    continui riferimenti, addirittura ossessivi, alla professionalità docente. Sembra vogliate autoconvincervi che c'è una tale professionalità, anche se ne dubitate perché, a lato c'è il continuo richiamo alla formazione;
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    vi è anche un interessante riferimento all'orario. Qui sembra si sia accettato in toto ciò che Moratti vuole: eliminazione delle supplenze  e delle cattedre orario per arrivare in tre anni a 56 000 cattedre in meno. Ciò comporterà risparmi enormi per l'amministrazione, risparmi che serviranno a pagare le prestazioni aggiuntive (ore in più, fino a 24 frontali) dei docenti, servirà a stendere a terra la scuola pubblica e servirà a fare ciò che Cofferati ha detto non volere nel comizio di Bologna: salari differenziati (addirittura ad personam in questo caso). La parte interessante riguarda l'accenno che si fa a rivedere l'orario di servizio omogeneizzandolo. Senza ulteriori specificazioni ciò può voler dire tutto. Anche ciò che sostengo da tempo (36 + 36 o 24 + 12) sarebbe ammissibile. Peccato che a lato di tali proposte possibili non vi sia nessun cenno al pagamento della prestazione per cambiamenti di orario. Ciò confermerebbe il sospetto dell'accettazione della visione morattiana che ci porterebbe alle 24 ore frontali per tutti con le conseguenze suddette per la scuola nel suo complesso.

  

     Parto proprio da questo ultimo aspetto per dire che il minimo che uno si aspetterebbe dal proprio sindacato è la rivendicazione delle 18 ore frontali (24 nelle elementari). E se l'impegno orario deve aumentare esso non può riguardare niente che già non si faccia (oppure sempre più ci convinciamo che chi lavora con distacco sindacale ha perso ogni contatto con la scuola). Quindi l'aumento orario sarebbe solo una operazione di fissare a tavolino ciò che ogni insegnante già fa. Le altre funzioni che si ritenessero necessarie dovranno necessariamente essere reperite da semiesoneri o esoneri dalla didattica frontale, dimenticandosi di monetizzare una prestazione che, al di là di un certo orario già prestato, diventerebbe priva di incisività.

      

Nel caso in cui si ritenesse invece di spezzettare la categoria a salari individuali (costruiti attraverso incentivazioni, funzioni obiettivo e quando di altro perverso si voglia inventare) allora debbo dire con forza che vi è una prima divisione da fare tra lavoro oggettivamente fatto (compiti scritti, numero dei consigli,....e, volendo proseguire su questa strada vi è anche l'aurea legge liberista ispiratrice dei riformatori, quella della domanda e dell'offerta che vuol dire che non tutti gli insegnamenti hanno la stessa valenza). Appena fatta questa suddivisione salariale, facciamo pure gli aggiornamenti obbligatori per avere 50 centesimi in più al mese! E' duro dover parlare di questo ma la linea del sindacato che insiste su dati che dà per scontati iniziano ad irritare gli eternamente esclusi. Le psicopedagogie e gli aggiornamenti a livello di scuola non risolvono tutti i problemi di scuole secondarie di secondo grado. Insistere su questo mostra che nei sindacati confederali scuola non vi sono competenze relative a questo tipo di scuola (basta vedere le biografie dei dirigenti per accorgersi che parlano di cose che li hanno riguardati molti anni fa).

  

     Di grande interesse è anche il fatto che, a fronte di quell'aggiornamento continuo reclamato per i docenti, non vi è cenno ad analogo aggiornamento per i dirigenti scolastici (ricordo che i sindacalisti sono tutti diventati dirigenti mentre erano distaccati). Costoro sono diventati tali con un corso di 300 ore che era così selettivo da vedere alla fine promossa solo una percentuale del 100% dei partecipanti. Qui le cose non dovevano essere semplici, si trattava di passare da burocrate a dirigente. Alla fine abbiamo scoperto che avevamo sempre sottovalutato tutti i presidi ed i direttori didattici! Erano tutti manager in pectore! E pensare che noi, sbadatamente, qualche volta davamo loro del tu!

  

     Ma i dirigenti sono ben presenti nella volontà contrattuale dei sindacati confederali. Sono solo in un altro settore, quello degli aumenti continui. Si guardino le "news" della CGIL e si vedrà che non si discute di contratti dei dirigenti ma solo di quanti soldi in più dovranno avere. A noi no, a noi solo botte in testa perché siamo, per i nostri sindacati confederali, ignoranti a priori.

  

     Nelle LG vi è una prosa mutuata da Berlusconi: anche i sindacati "scendono in campo" ma truccano le partite in modo che chi ci rimette sono gli iscritti. Che vuol dire coinvolgimento delle RSU? Che vuol dire che la scuola deve fare i POF autonomamente ma poi occorre avere dei riferimenti centralistici precisi? I "modelli di lavoro differenziati" sarebbero quelli che ho intravisto?

  

     I riferimenti alla "partecipazione, condivisione, collegialità e responsabilità" sono quanto meno discutibili se non si riesce a concettualizzare queste parole neppure all'interno della propria organizzazione. La parola d'ordine "democrazia nel sindacato" non è una mia invenzione e la democrazia non c'è in un sindacato che permette di iscrivere le persone che vuole alla vigilia (giorno prima) di un congresso.

  

     Nelle LG vi è un passo in cui si dice che gli oggetti del contendere "devono essere affrontati con il governo e/o con il Ministro". Cosa vuol dire ciò? Non è per caso che ci si è dimenticati della "delega"? Del fatto che è finito quel tavolo di concertazione e che il sindacato fa come fanno i bambini che si mettono le mani davanti agli occhi per non vedere il mostro?

  

     Cosa vuol dire "miglioramento nell'organizzazione del lavoro connesso ai nuovi compiti della scuola dell'autonomia? Io che ho una montagna di anni di servizio è ho vissuto (sulla pelle) decine di contratti so che questa cosa significa: lavora di più, dei soldi ne parleremo dopo. Lo dico ora ai colleghi (e lo ripeterò): non fatevi mai più fregare con proposte del genere. Il lavoro aggiuntivo è sempre garantito, il salario corrispondente mai!

  

     Sulla stessa sintonia siamo quando sembra si richieda un qualcosa al Ministro ma in realtà si continuano ad insultare gli insegnanti (ricordo ancora che tra i dirigenti sindacali non vi sono più insegnanti ma solo dirigenti scolastici). Quando si dice infatti che occorre far fronte ai nuovi compiti della scuola dell'autonomia (ma che caspita vuole dire?) "anche mediante una qualificata offerta di formazione in servizio" si vuole dire che gli insegnanti (si badi bene, non i sindacalisti) non sono in grado di fare ciò? Meglio, si vuole forse dire che occorrono i corsi di quel dipartimento inutile nelle Università italiane che si chiama di "Scienze dell'Educazione"? Si vuole affermare che vi sono migliaia di miliardi delle vecchie lire che devono andare ad alimentare rami secchi ed inutili? Faccio anche io l'efficientista e dico che vi è un furto continuo del denaro pubblico con uscite a me non note. So che i Vertecchi e i Maragliano facevano corsi a distanza, da verificare con test a scelta multipla, che valevano più di un dottorato di ricerca ma che, nel complesso, costavano di più (due milioni di lire). Anche oggi sfugge al sindacato, che sa invece che in posti come BPD, CEDE (uso la vecchia terminologia invece di INDIRE ed INVOLSI) ed IRSSAE si accede per "meriti" politici, l'inutilità di cose che pure ha messo nel vecchio contratto, come l'obbligatorietà degli aggiornamenti per le funzioni obiettivo. Ma si è mai preoccupato chi chiede competenze agli insegnanti, delle competenze sindacali, di quelle dei comandati, di quelle dei distaccati, di quelle dei dirigenti, di quelle dei politici, di quelle... Insomma, gli iscritti a sindacati confederali, me compreso, debbono avere una grande dose di masochismo.

  

     Ma si dice che questi sindacati lotteranno per ottenere...! Non mi risulta, anzi, mi risulta che scappano dalle lotte  e che lanciano slogan su pretese contrattuali, senza pensare neppure ad uno stato di agitazione. Si parla in tal senso di una cosa che non avverrà mai: la consultazione della categoria a fine maggio. Troppo tardi, non sarà possibile! In compenso lor signori faranno gli accordi estivi tipici del nostro Paese delle banane. La categoria è smobilitata ed al ritorno ricomincerà stancamente a riparlare del contratto che non c'è e degli oneri aggiuntivi in termini di lavoro che invece vi sono.

  

     La cosa comunque più vicina al comportamento dello struzzo è quella relativa alle "risorse". Si parla di una montagna di risparmi che dovrebbero servire a finanziare ANCHE i salari europei. Sono felice di ciò. Non mi torna il fatto che nella scuola si possa risparmiare. In ogni caso chiedo, almeno alla CGIL, come siano possibili tali risparmi poiché ho il dubbio che per avere io un salario maggiore devo "ammazzare" un precario.

  

     Le invenzioni berlingueriane con confederali annessi sono ancora presenti nelle LG. Si parla ancora della CIA (tranquilli, oggi neppure si immagina da quelle parti di cosa si tratta), cioè del Compenso Individuale Accessorio. Nessuno si è accorto della vergogna dei fondi incentivanti e delle funzioni obiettivo? Possibile che si viva ancora per realtà aristoteliche che non debbono poter contare sul telescopio per poter essere smentite? Se ancora oggi non si è  capito che il corpo costituente la scuola va verso una strada di servilismo sempre più accentuato (verso il dirigente a causa del potere di quest'ultimo e di un salario indegno) e si insiste sulla strada degli incentivi, delle elemosine, ancora si dimostra che chi fa queste proposte non sa come è ridotta la scuola.

  

     Naturalmente vi sono scoperte rivoluzionarie da parte dei sindacati confederali: riconoscimento delle spese per materiali, libri, musei, aggiornamenti,... Caspita, sono almeno 20 anni che lo dico in assemblee e, nonostante i governi amici non è accaduto nulla. Non solo cornuti ma anche mazziati: siamo obbligati a quegli aggiornamenti per le Funzioni Obiettivo e con essi alle 10 ore via Internet con tutti gli oneri a nostro carico (computer, stampanti, inchiostri, telefono). E' che uno si scoccia, non se ne può più, anche perché si collega in posti occupati da lottizzati e trova i siti VUOTI per cui le 10 ore di aggiornamento sono dieci ore di ipnosi davanti al monitor. Questo è solo un esempio, ma la struttura pensata dalle nostre menti dirigenti a tutti i livelli è sempre quella furbesco-famigliare. Vi sono una montagna di persone che, come dice Berlusconi, hanno fatto la seconda media e sono imbecilli, ed una montagna di persone che magari non hanno neppure fatto la seconda media e sono furbe. Voglio dire: chi aggiorna chi? Dove vengono preparati gli aggiornatori? Qua è il curriculum di un aggiornatore? Può un aggiornatore aggiornare un insegnante se non ha mai insegnato? E così via.... Ma queste dovrebbero essere garanzie richieste dai nostri sindacati. Essi non dovrebbero solo pretendere questa cosa metafisica di aggiornamento, aggiornamento,... ma dovrebbero anche entrare in alcuni dettagli (se ne sono capaci). In mancanza della definizione degli obiettivi generali e specifici è meglio tacere.

  

     I sindacati CGIL, CISL ed UIL affermano nelle LG che occorre superare l'uniformità retributiva legata esclusivamente all'anzianità (hanno capito, è stata dura; almeno da 20 anni lo si ripete!). Come? Sempre con il concorsone?  E, alla fine della corsa, qual è il premio? Chissà perché questa parte non è mai trattata (vi è quella cosa delle 17 000 lire che ancora non si vedono, con la prospettiva delle 30 000 lire che davvero è inebriante). Se uno ha pazienza con il sindacalese, trova poi il modo con cui si può superare l'uniformità retributiva: 1) occorre superare degli "step" (dimostrazione questa che ormai diventiamo affiliazioni estere dell'AFL CIO); 2) occorre essere valutati con titoli, crediti acquisiti e DA ACQUISIRE (grande affare in marcia); 3) occorre essere periodicamente verificati e valutati (la cosa è comunque volontaria, come potrebbe essere altrimenti? Semplicemente se non lo si fa, non si guadagna di più. Salta alla vista che dei Dirigenti non si parla (ho già detto che i loro aumenti sono trattati in altra sede).

  

     Tra le varie richieste vi è anche quella di potenziare il fondo di istituto, come dire, incrementare l'area del servilismo. Vi è il misconoscimento di quelle pratiche aberranti portate al suo apice da Vertecchi-Berlinguer che sono le pratiche burocratiche e le verbalizzazioni degli sternuti.  Altre cose che vengono fuori riguardano banalità che pesano in quanto il salario è miserabile: sistemare i ritardi nei pagamenti, avere certezze, applicazione dei contratti, utilizzo del fondo scuola, ampliamento della contrattazione scolastica, ampliamento della rete informatica, agilizzazione della ricostruzione delle carriere, ...

  

     Queste pie ultime richieste chiudono delle  pompose LG per il nuovo contratto. Si leggano pure le 30 pagine e non si troverà niente di più che questo elenco di buone intenzioni, non supportate da alcun dato certo (fatte salve le 17 000 lire nette al mese, che ancora non si vedono). Ciò che è peggio è che non vi è neppure una ipotesi di lotta per sostenere le proprie (?) iniziative. E poiché i superlativi non possono essere "maggiorati" lo avverto prima che il "più peggio" è errato in italiano ma descrive bene ciò che si prova nel leggere nelle news di oggi 10 maggio che il Segretario Nazionale CGIL Scuola,

"Enrico Panini,  ha sostenuto che è necessario avviare le trattative per il rinnovo contrattuale nella sua sede negoziale che è l'ARAN, e che è un dovere del Ministro predisporre, in tempi davvero brevi,  l'atto di indirizzo. Per le stesse ragioni l'apertura di altri tavoli, che rischiano di sovrapporsi sugli stessi argomenti,  presenta elementi di dispersione e complicazione della contrattazione. Per quanto riguarda le risorse ha invece apprezzato l'ordine del giorno e la quantità delle risorse stanziate invitando a concretizzarle fin dal prossimo DPEF e nella successiva finanziaria. Nel frattempo il Governo, con l'accordo del 4 febbraio  ha istituito un tavolo permanente di confronto su materie essenziali e non rinviabili ed è dovere politico del Ministro renderlo praticabile. Infine per quanto attiene al rinnovo contrattuale le risorse non possono che essere certe e quantificate ed i tempi rigorosamente definiti. In particolare è necessario chiarire le risorse destinate al personale ATA che non possono essere individuate con i risparmi determinati dai tagli di organico: questo sarebbe davvero inaccettabile, chiediamo un investimento serio su questo personale".

 

Si può apprezzare il nulla di questa dichiarazione e la soddisfazione verso le risorse predisposte in modo cannibalesco (fino a prova contraria). Si apprezza inoltre il fatto che la riunione è rinviata (20 maggio) e che i tempi sono tali che quanto da me previsto un mese fa si va puntualmente realizzando: non vi è aria di mobilitazione ormai fuori tempo massimo, vi è invece l'aria di accordi estivi che tutti sanno non essere mai dalla parte dei lavoratori.

        A margine di tutto ciò vi è l'improbabile prosa di uno dei dirigenti CGIL, uno di quelli che aggiorna gli insegnanti, un tal Omer Bonezzi che su Proteo Sapere del 7 maggio parla di questo come di un contratto di resistenza. Ma noi dobbiamo fare in modo che sia impastato di autonomia e qualità (caspita, ma il salario? e l'autonomia, cos'è? e la qualità, rispetto a che? alle circolari di Berlinguer che raccomandavano la promozione generalizzata?). Il nostro improbabile scrittore riesce a dire cose che dall'alto del suo non conoscere la scuola sono comprensibili, ma creano imbarazzi anche forti tra chi nella scuola lavora. Egli dice: "Le RSU, nate come strumento amico del sindacato, nella scuola hanno strutturalmente due sindacati sempre contro. Dovrebbero essere composte da 5 membri".

        Bonezzi è un buontempone che non sa che i sindacati scuola sono 55 e non si azzarda a dire che ci vorrebbero 55 RSU. Ma egli dice, come no! Dice che CGIL, CISL ed UIL vanno d'amore e d'accordo, mentre Cobas e Snals "remano contro" (questa era la vera espressione che voleva usare Bonezzi). Dello Snals non dico nulla, oltre al fatto che i contratti li firmate insieme a questa sigla, sono completamente affari vostri. Per mia esperienza, almeno ventennale, nella scuola io ho lavorato bene con i Cobas e spessissimo mi sono spariti CISL ed UIL. Che faccio scrivo un articolo in cui dico che questi sindacati "remano contro"? No, credo bene che in molte realtà siano alleati veri e non opportunisti. Ma perché accanirsi così contro una sigla sindacale che ha l'unico difetto di essere costituita da comunisti, da comunisti da sempre e non i passeggiatori dalle parti della Bolognina? Perché poi stupirsi del fatto che nei cortei Cobas si attacchi il sindacato confederale? Questi compagni Cobas non hanno distacchi e, non lo decidono perché non lo vogliono (ed a mio giudizio sbagliano), se decidessero di entrare nella logica dei distacchi, quanti Bonezzi dovrebbero miseramente (questa è la nostra condizione Presidente di Proteo!) tornare a scuola? Quanti Bonezzi dovrebbero iniziare con i loro comportamenti virtuosi nella scuola, rinunciando alle medagliette di bravi?

        Spiace citare un autore che non è un classico ma, con Moretti, "CON QUESTI DIRIGENTI NON ANDIAMO DA NESSUNA PARTE" e, se c'è qualcuno che si rallegra per l'aumento degli iscritti nel 2001, occorre ricordargli il pacchetto consulenza più iscrizione alla CGIL che era venduto al momento delle abilitazioni e passaggi di cattedra a valanga del 2001. La CGIL Scuola e gli altri sindacati confederali vivono sul fatto che tutto accadrà domani. Quando uno, come me, se ne va in pensione si accorge che è finito il domani e non c'è nulla, più nulla da aspettare, essendo stato fregato per la vita.

        Faccio tanti auguri a tutti coloro che restano, sperando....

Roberto Renzetti


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