Le linee rivendicative CGIL, CISL ed UIL ovvero: come non dire nulla in 30 pagine!
Roberto Renzetti
2002
"Enrico Panini, ha sostenuto che è necessario avviare le trattative per il rinnovo contrattuale nella sua sede negoziale che è l'ARAN, e che è un dovere del Ministro predisporre, in tempi davvero brevi, l'atto di indirizzo. Per le stesse ragioni l'apertura di altri tavoli, che rischiano di sovrapporsi sugli stessi argomenti, presenta elementi di dispersione e complicazione della contrattazione. Per quanto riguarda le risorse ha invece apprezzato l'ordine del giorno e la quantità delle risorse stanziate invitando a concretizzarle fin dal prossimo DPEF e nella successiva finanziaria. Nel frattempo il Governo, con l'accordo del 4 febbraio ha istituito un tavolo permanente di confronto su materie essenziali e non rinviabili ed è dovere politico del Ministro renderlo praticabile. Infine per quanto attiene al rinnovo contrattuale le risorse non possono che essere certe e quantificate ed i tempi rigorosamente definiti. In particolare è necessario chiarire le risorse destinate al personale ATA che non possono essere individuate con i risparmi determinati dai tagli di organico: questo sarebbe davvero inaccettabile, chiediamo un investimento serio su questo personale".
Si
può apprezzare il nulla di questa dichiarazione e la soddisfazione verso le
risorse predisposte in modo cannibalesco (fino a prova contraria). Si apprezza
inoltre il
fatto che la riunione è rinviata (20 maggio) e che i tempi sono tali che quanto
da me previsto un mese fa si va puntualmente realizzando: non vi è aria di
mobilitazione ormai fuori tempo massimo, vi è invece l'aria di accordi estivi
che tutti sanno non essere mai dalla parte dei lavoratori.
A margine di tutto ciò vi è l'improbabile prosa di uno dei dirigenti CGIL, uno
di quelli che aggiorna gli insegnanti, un tal Omer Bonezzi che su Proteo Sapere
del 7 maggio parla di questo come di un contratto di resistenza. Ma noi dobbiamo
fare in modo che sia impastato di autonomia e qualità (caspita, ma il salario?
e l'autonomia, cos'è? e la qualità, rispetto a che? alle circolari di
Berlinguer che raccomandavano la promozione generalizzata?). Il nostro
improbabile scrittore riesce a dire cose che dall'alto del suo non conoscere la
scuola sono comprensibili, ma creano imbarazzi anche forti tra chi nella scuola
lavora. Egli dice: "Le RSU, nate come strumento amico del sindacato, nella
scuola hanno strutturalmente due sindacati sempre contro. Dovrebbero essere
composte da 5 membri".
Bonezzi è un buontempone che non sa che i sindacati scuola sono 55 e non si
azzarda a dire che ci vorrebbero 55 RSU. Ma egli dice, come no! Dice che CGIL,
CISL ed UIL vanno d'amore e d'accordo, mentre Cobas e Snals "remano
contro" (questa era la vera espressione che voleva usare Bonezzi). Dello
Snals non dico nulla, oltre al fatto che i contratti li firmate insieme a questa
sigla, sono completamente affari vostri. Per mia esperienza, almeno ventennale,
nella scuola io ho lavorato bene con i Cobas e spessissimo mi sono spariti CISL
ed UIL. Che faccio scrivo un articolo in cui dico che questi sindacati
"remano contro"? No, credo bene che in molte realtà siano alleati
veri e non opportunisti. Ma perché accanirsi così contro una sigla sindacale
che ha l'unico difetto di essere costituita da comunisti, da comunisti da sempre
e non i passeggiatori dalle parti della Bolognina? Perché poi stupirsi del
fatto che nei cortei Cobas si attacchi il sindacato confederale? Questi compagni
Cobas non hanno distacchi e, non lo decidono perché non lo vogliono (ed a mio
giudizio sbagliano), se decidessero di entrare nella logica dei distacchi,
quanti Bonezzi dovrebbero miseramente (questa è la nostra condizione Presidente
di Proteo!) tornare a scuola? Quanti Bonezzi dovrebbero iniziare con i loro
comportamenti virtuosi nella scuola, rinunciando alle medagliette di bravi?
Spiace citare un autore che non è un classico ma, con Moretti, "CON QUESTI
DIRIGENTI NON ANDIAMO DA NESSUNA PARTE" e, se c'è qualcuno che si rallegra
per l'aumento degli iscritti nel 2001, occorre ricordargli il pacchetto
consulenza più iscrizione alla CGIL che era venduto al momento delle
abilitazioni e passaggi di cattedra a valanga del 2001. La CGIL Scuola e gli
altri sindacati confederali vivono sul fatto che tutto accadrà domani. Quando
uno, come me, se ne va in pensione si accorge che è finito il domani e non c'è
nulla, più nulla da aspettare, essendo stato fregato per la vita.
Faccio tanti auguri a tutti coloro che restano, sperando.... Roberto
Renzetti