FISICA/MENTE

 

LA 3 + 2 vista da un superficiale e da una azienda interessata

 

Purtroppo occorre intervenire spesso sopra le cialtronerie che vengono diffuse da giornali dall'apparenza prestigiosi. Questa volta è Repubblica che confonde le idee sull'Università.  Il giorno 23 maggio è uscito un articolo di Pietro Citati (che ho riportato nel sito) in cui si faceva una seria disamina del fallimento della riforma Berlinguer - Zecchino sulla base della formazione culturale fornita dall'Università. Oggi esce l'articolo che segue di Mario Reggio, uno di quelli che ha in odio la scuola poiché non è stata tenera con la sua povera intelligenza.  Tra l'altro occorre davvero chiedere a questi personaggi di accendere il cervello e, prima di sparare berlusconate, di leggere almeno il giornale su cui indegnamente scrivono. Questo articolo esce infatti a due giorni esatti dopo quello di Citati (si può non essere d'accordo con Citati ma si deve farlo entrando negli stessi argomenti che sono culturali, anche se mi rendo conto che la cultura è cosa poco compresa). Ebbene voi leggerete di quantità, leggerete di numeri e tante cose che sembrano eccellenti ... ma cosa ci dicono della preparazione di questi triennalisti Almalaurea e Reggio ? Niente, assolutamente niente. E questo è stato proprio il metodo nefasto di Berlinguer nelle sue riforme: quantità a scapito di qualità. Vi è poi una aggravante. Con l'andata a regime delle due riforme (scuola(*) ed università) si è iniziata a realizzare la propedeuticità. Dalle scuole superiori escono sempre più semianalfabeti che hanno la pretesa di laurearsi. Le università, dove non esistono ammissioni serie, sono costrette ad accogliere tutti e, di conseguenza, a sprecare un intero anno (almeno) per alfabetizzare i pargoli. Così la laurea dei tre anni (laurea breve) diventa un liceo di classe superiore, con danni irreparabili per gli studenti nel loro insieme (e gli studenti avveduti questo lo denunciano e presto o tardi lo faranno esplodere, trascinandosi dietro i cadaveri politici dei colpevoli). Nei dettagli dell'articolo vi è una cosa che dovrebbe farci riflettere: il realizzatore del 3 + 2 è stato proprio quel Luciano Modica dei DS. Poiché i DS hanno in sommo disprezzo il popolaccio, premiano il personaggio alla carica di sottosegretario all'Università e ricerca, come pessimo auspicio per il futuro per la nostra Università.

R.R.


Il "Profilo 2005" nell'indagine di Almalaurea(1)

I dati oggi a Verona 

(Repubblica 25 maggio 2006)
Università, subito laureati boom di dottori a 23 anni

MARIO REGGIO


ROMA—Laureati a 24 anni e più della metà addirittura prima di averne compiuti 23. Aumenta la frequenza degli studenti alle lezioni. Cresce la conoscenza della lingua inglese. Sale la soddisfazione per la scelta del percorso di studi. E crolla il numero dei fuori corso. Il primo bilancio reale della riforma universitaria e relativa a 50 mila laureati posi riforma, partita nel 2001 e meglio conosciuta come quella del 3 più 2, smentisce le "cassandre" che in questi anni sisono esercitate in un sistematico gioco al massacro. I risultati dell'VIII Profilo dei laureati 2005, messo a punto da Almaurea, che verrà presentato oggi all'università di Verona, parlano chiaro. Certo non mancano i problemi. Se è vero che fino a quattro anni fa l'età media della laurea era bloccata a 28 anni ed il numero dei "fuori corso" si avvicinava all'80 percento degli iscritti, l'endemico fenomeno degli iscritti oltre il termine previsto per il corso di laurea triennale non è stato cancellato. Un terzo degli studenti "figli della riforma" non ha ancora ottenuto la laurea. Rimane molto elevato il numero dei giovani, oltre il 68 per cento, che vuole continuare gli studi iscrivendosi al biennio della laurea "specialistica". E questo potrebbe voler dire che il mercato del lavoro non è in grado di assorbirli in tempi rapidi. «Si è detto che le imprese non apprezzano i laureati di primo livello, ma sino ad ora non li hanno conosciuti — commenta il professor Andrea Cammelli, presidente di Almalaurea — i primi laureati dell'università riformata sono usciti nell'estate del 2004 e in larghissima maggioranza hanno proseguito per la successiva laurea specialistica che stanno portando a termine nel migliore dei casi solo in questi mesi».


Eppure una parte dei docenti assieme ad un certo numero di studenti invocano il ritorno al vecchio ordinamento. «La mia sensazione è che ci sia una correlazione molto forte tra il parere della comunità accademica delle singole aree disciplinari — commenta Andrea Cammelli — e la percezione degli studenti. E se questo è negativo e viene riportato in aula è probabile che abbia influenzato i giovani». Soddisfatto Luciano Modica, sottosegretario all'Università, ed ex presidente della Conferenza dei Rettori: «L'indagine di Almalaurea presenta risultati molto positivi, a conferma che la riforma, sempre migliorabile, funziona».


(*) La moratti ha elogiato Berlinguer per quanto fatto all'Università ed ha mantenuto l'impianto distruttivo della scuola comn peggioramenti qua e là.

(1) Almalaurea: Immagina una borsa nazionale di collegamento tra laureati, imprese, enti e università, che permette agli studenti di esporre gratuitamente il proprio curriculum e le proprie preferenze lavorative, alle imprese di cercare la persona adatta per le loro esigenze, alle università di capire il reale riscontro occupazionale della propria offerta formativa ... questa idea esiste già, si chiama Almalaurea, ed è organizzata online.


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