R.R.
lavoce.info 23-01-2006
La scuola cinque anni dopo
Asterix
Che cosa è successo nel mondo della scuola negli ultimi cinque anni? Sotto il profilo giuridico, sicuramente c’è stata una "pervasione" di legislazione: dalla legge delega n. 53/2003 ("riforma Moratti") ai suoi sei decreti legislativi di attuazione. Tante norme, ma scarse risorse finanziarie per realizzarne il contenuto. Vediamo perché.
Le norme e i fondi
Nel 2003, con l’approvazione della legge n. 53/2003 contenente
la delega al Governo per la definizione delle norme generali
sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di
istruzione e formazione professionale, è iniziato un nuovo processo di
riforma del sistema scolastico, secondo linee e indirizzi non in continuità
con quanto precedentemente avviato.
La legge di riforma del sistema educativo prevede la definizione di un
piano programmatico di interventi finanziari a sostegno della sua
attuazione. Il piano è stato approvato solo in via preliminare dal
Consiglio dei ministri nella seduta del 12 settembre 2003, ma non ha
ricevuto l’intesa della Conferenza unificata come prescrive il decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Il piano stima l’importo complessivo dei necessari finanziamenti in 8.320
milioni di euro per il quinquennio 2004/2008. Di questi, 4.283 sono
somme già iscritte in bilancio. Il resto, pari a 4.037 milioni di euro,
dovrà reperirsi "compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica,
mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria,
in coerenza con quanto previsto dal Dpef"
(legge n. 53/2003).
Alla copertura degli oneri finanziari relativi all’anticipo
dell’ingresso alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria
dei bambini e delle bambine che compiono i tre anni di età entro il 30
aprile dell’anno scolastico di riferimento, è stato provveduto in sede
di legge delega nella misura massima di 12.731mila euro per il 2003,
45.829mila euro per il 2004 e 66.198mila euro a decorrere dal 2005.
Successivamente, con la legge finanziaria 2004, è stata
autorizzata la spesa complessiva di 90 milioni di euro per l’attuazione
del piano programmatico di interventi finanziari. Nel corso dello stesso
anno, a tale ammontare il Governo, con atto di indirizzo all’Aran, ha sottratto
64 milioni di euro per dedicarli alla contrattazione sindacale per la
retribuzione delle funzioni tutoriali dei docenti. Contrattazione sospesa
dal novembre 2004 e, quindi, risorse non erogate.
A decorrere dal 2005 è stato autorizzato con la legge finanziaria 2005
un ulteriore finanziamento pari a 110 milioni di euro finalizzato a tre
obiettivi: a) anticipo delle iscrizioni e generalizzazione della
scuola dell’infanzia; b) formazione iniziale e continua del
personale; c) orientamento contro la dispersione scolastica e
diritto-dovere di istruzione e formazione.
Il totale delle somme destinate a gran parte delle finalità previste dal
piano ammonta dunque per le prime due annualità (2004/2005) a 200 milioni
di euro; ciò significa che nel prossimo triennio (2006/2008) occorrerà
reperire ancora 3.837 milioni di euro.
È lecito ipotizzare una serie di "iniezioni" di finanziamento
sul settore istruzione che nel corso del prossimo triennio possano
realizzare gli obiettivi del piano finanziario? O non è più verosimile e
praticabile rivisitare gli obiettivi dello stesso piano per
stabilire le priorità del breve periodo certi di poter contare su una
adeguata disponibilità finanziaria? Procedere in un simile esercizio
testimonierebbe responsabilità e consapevolezza del fatto che le
politiche educative richiedono chiarezza degli obiettivi e certezza delle
risorse finanziarie con cui realizzarli. Diversamente, si è condannati ad
assistere all’attuale impervio cammino della riforma.
Nel corso del 2004 sono stati emanati i decreti legislativi per la
scuola dell’infanzia e il primo ciclo dell’istruzione (decreto
legislativo n. 59/2004) e quello relativo al servizio nazionale di
valutazione (decreto legislativo n. 286/2004). La copertura finanziaria
del primo era stata già prevista nella legge n. 53/2003, mentre per gli
oneri del secondo (computati in 7,3 milioni di euro per il 2004 e 10,4
milioni di euro a decorrere dal 2005), si è provveduto con quota parte
dello stanziamento di 90 milioni di euro autorizzato con la legge
finanziaria per il 2004.
Quanto agli oneri relativi al decreto legislativo che definisce le norme
sull’alternanza scuola-lavoro, ammontano a 10 milioni di euro per
il 2005 e, a partire dal 2006, a 30 milioni di euro reperiti sugli
stanziamenti del Fondo di cui alla legge n. 440/1997. Per il
diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, invece, l’onere è
pari a 12 milioni di euro per il 2004 e 16 milioni di euro a partire dal
2005, reperiti anch’essi con quota parte della spesa di cui alla legge
finanziaria per il 2004.
Nel 2005 sono poi stati emanati altri due decreti legislativi; il primo
definisce le norme generali in materia di formazione degli insegnanti
ai fini dell’accesso all’insegnamento con oneri di spesa che
ammontano, per il 2005 e 2006, a 11 milioni di euro. L’altro riguarda il
secondo ciclo dell’istruzione e la copertura finanziaria (pari, per il
2006, 45 milioni di euro e, a partire dal 2007, a 43 milioni di euro) è
stata prevista da una quota parte della spesa autorizzata dalla legge
finanziaria per il 2005.
Come se non bastasse, con il decreto legge 30 settembre 2005, n. 203
convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248 sono state ridotte le spese
per consumi intermedi dei ministeri: per l’Istruzione ha comportato un
"taglio" di 155 milioni di euro. Ciò è andato ad incidere
sulla gestione finanziaria degli Uffici scolastici regionali e soprattutto
sulle scuole penalizzando chi, avendo risorse finanziarie ancora da
spendere, non le ha impegnate e si è visto "cadere" sul collo
l’accetta del "tagliaspese".
Questi dati sollevano dubbi sull’operato del Governo uscente: o
il ministro dell’Istruzione ha dimostrato scarsa capacità di
programmazione, oppure l’esecutivo ha annunciato la priorità della
scuola, salvo poi perseguirne di diverse nell’operato quotidiano.
|
Risorse finanziarie previste dal piano programmatico – Quinquennio 2004/2008 (in mln di euro) |
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Somme già iscritte in bilancio |
4.283 |
|
Somme aggiuntive (a) |
4.037 |
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Totale |
8.320 |
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Risorse finanziarie stanziate per il 2004 e 2005 (in mln di euro) |
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legge finanziaria per il 2004 |
90 |
|
legge finanziaria per il 2005 |
110 |
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Totale (b) |
200 |
|
Differenza (a-b) |
3.837 |
E' anche utile sapere cosa ha fatto l'ultima finanziaria (quella del 2005 per il 2006). Leggiamo in proposito l'articolo che segue:
Finanziaria,
tagli per oltre un miliardo.
Cgil: "Continue regalie alle private"
di
SALVO INTRAVAIA