FISICA/MENTE

 

Programma Nazionale della Ricerca

Con le Notizie dal governo, questa mattina mi è arrivata anche la notizia seguente. Per capire ho ricostruito l'iter della legislazione in proposito.

Di seguito riporto alcuni documenti del governo relativi a come è intesa la ricerca da una classe politica che ignora perfino il saper leggere, scrivere e far di conto. Le cose parlano da sé ma, ad evitare di fare l'illuminista, aggiungo alcune considerazioni esplicative alla fine della documentazione.


 

°°°°°°° NOTIZIE DAL GOVERNO 2 agosto 2005 °°°°°°

BANDO SUI PROGRAMMI STRATEGICI DEL PNR 2005-2007


Via libera al bando da 1.100 milioni di euro sui programmi strategici per il rilancio della competitività, previsti dal Programma Nazionale della Ricerca. Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha firmato il 18 luglio scorso, il decreto aperto a tutta la comunità scientifica italiana e al mondo delle imprese.  Lo scopo è quello di far emergere idee progettuali integrate ed organiche - provenienti da università, enti di ricerca e imprese - in grado di perseguire sia obiettivi scientifico-tecnologici nel breve-medio periodo, in particolare attraverso attività di ricerca industriale e di sviluppo pre-competitivo, sia obiettivi a medio-lungo periodo, attraverso attività di ricerca di base. Il provvedimento stabilisce che le idee progettuali debbano essere presentate entro e non oltre le ore 17.00 del 30 settembre 2005.

 


Le cose erano iniziate il 23 febbraio 2005 con il seguente Decreto Ministeriale del MIUR, cioè di quella pretesa conoscitrice di scienza che è la Letizia Brichetto in Moratti.

 

Decreto Ministeriale 23 febbraio 2005

Progetti di ricerca di interesse nazionale - bando 2005

 

VISTO il D.M. n. 30 del 12 febbraio 2004, registrato alla Corte dei Conti il 26 aprile 2004 reg. 2 fgl. n. 65, concernente i criteri per l’attribuzione alle Università delle risorse disponibili sui fondi per la ricerca e per le grandi attrezzature scientifiche e per i progetti di rilevante interesse nazionale; 

CONSIDERATA l’opportunità di modificare ed integrare l’atto di cui sopra; VISTI i capitoli 7275 e 1631 (già 8969 e 5455) dello stato di previsione della spesa di questo Ministero; 

VISTA la legge 3 agosto 1998, n. 315 art. 1 comma b); 

DECRETA 

1.PROGETTI DI RICERCA 

Il MIUR, ogni anno, cofinanzia progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale proposti dalle Università. L’esecuzione dei progetti ha durata massima biennale. La quota ministeriale di cofinanziamento dei progetti è assegnata in unica soluzione anticipata.

Ciascun progetto è sviluppato da una o più "unità operative di ricerca", raggruppanti un numero adeguato di ricercatori ed è coordinato o da un professore universitario di ruolo, o da un assistente ordinario del ruolo a esaurimento o da un ricercatore del ruolo universitario, nel seguito detto "coordinatore scientifico del progetto". Il coordinamento di ogni unità operativa può essere affidato ai soggetti di cui sopra, nel seguito denominati "coordinatori scientifici di unità operativa".
 

I progetti sono svolti da "unità operative" di ricerca, in numero non superiore a cinque, strettamente integrate per quanto concerne l’apporto di specifiche competenze necessariamente complementari al raggiungimento degli obiettivi previsti, unità, afferenti a una o più Università.  

L’Università proponente è quella del coordinatore scientifico del progetto che, oltre all’attività di coordinamento, dovrà, per il tramite di una propria unità operativa, essere impegnato direttamente nella ricerca stessa. 

I progetti possono prevedere l’acquisizione di grandi attrezzature scientifiche, se direttamente funzionali e indispensabili alla ricerca programmata; non possono essere previsti, invece, interventi di natura edilizia. 

Il bando per il cofinanziamento di progetti di ricerca di interesse nazionale ha cadenza annuale. 

Ciascun docente-ricercatore, in ciascun bando, può comparire come partecipante a un solo progetto di ricerca e a una sola unità operativa di ricerca. 

Al presente bando, non possono presentare domanda di partecipazione, sia in qualità di responsabili nazionali e/o locali, sia in qualità di componenti le unità operative, i docenti-ricercatori presenti in progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN), finanziati negli anni precedenti e la cui durata di svolgimento si sovrappone alle attività di ricerca finanziate col presente bando, che abbiano già assunto un impegno temporale per lo svolgimento della ricerca superiore ai cinque mesi/uomo. In ogni caso, ogni soggetto che abbia ottenuto finanziamento per progetti di qualunque durata nell’ambito del presente bando non potrà presentare domanda di partecipazione per l’esercizio successivo. Si precisa che, a tale proposito, verrà operata una verifica sugli impegni precedentemente assunti con eventuale contestuale blocco alla presentazione del progetto. 

A decorrere dal prossimo esercizio non potranno presentare domanda coloro che abbiano ottenuto un finanziamento per un progetto nell’esercizio precedente. 

Il tempo dedicabile alla ricerca, con riferimento alla durata complessiva del programma, indicato da ciascun partecipante, dovrà tenere conto della sua compatibilità con il tempo dedicato agli altri impegni istituzionali. 

Non possono essere responsabili di unità operative coloro che nel corso dell’esercizio di riferimento del presente bando, saranno collocati a riposo per limiti di età.

2.PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE 

I progetti dovranno essere presentati, dai coordinatori dei progetti e dalle unità operative, utilizzando la procedura informatizzata appositamente predisposta. Copia cartacea delle domande dovrà essere trasmessa, debitamente sottoscritta dai coordinatori, al Rettore dell’Ateneo di appartenenza. In caso di necessità di riscontri successivi, il Ministero potrà richiedere copia del documento depositato. La scadenza di presentazione delle domande è fissata, per l’esercizio finanziario 2005 al 31 marzo 2005, decorso tale termine, nessun progetto potrà essere ammesso alla selezione.

In considerazione della suddetta scadenza, i coordinatori scientifici delle unità operative dovranno chiudere i propri modelli entro il 24 marzo 2005.

Al fine di consentire la valutazione dei progetti da parte di revisori internazionali, le domande dovranno essere
redatte anche in lingua inglese.

Nei progetti, oltre al nome del coordinatore scientifico e delle unità di ricerca partecipanti, dovranno essere
indicati: 

•gli obiettivi finali che il progetto si propone di raggiungere 

•lo stato dell’arte 

•l’articolazione del progetto ed i tempi di realizzazione 

•il ruolo di ciascuna unità operativa in funzione degli obiettivi previsti e le relative modalità di integrazione e collaborazione 

•il costo complessivo del progetto, articolato per voci di costo 

•le risorse finanziarie, umane e strumentali già disponibili, e quelle che possono essere acquisite 

•le ulteriori risorse esterne che possono essere collegate o acquisite al progetto 

•gli elementi e i criteri proposti per la verifica dei risultati raggiunti. 

Al fine di evitare la presentazione di progetti che, relativamente al costo previsto, presentino elementi di incongruità rispetto alla media per area, è possibile consultare, nel sito MIUR, le risultanze dell'analisi dei costi minimi e massimi per aree disciplinari e per numero di unità coinvolte, relative ai progetti finanziati nell'ultimo triennio. 

3.SELEZIONE DELLE PROPOSTE 

La selezione delle proposte è affidata a una Commissione di garanzia che si avvale dell’opera di revisori anonimi. 

La Commissione di garanzia è composta da nove membri di alta qualificazione scientifica, di cui cinque nominati direttamente dal Ministro e quattro scelti dal Ministro stesso entro liste di cinque nominativi indicati rispettivamente dalla CRUI e dal CUN. 

Ciascun componente non potrà rimanere in carica per più di due anni consecutivi. 

La predetta Commissione è presieduta da un esperto, designato direttamente dal Ministro, con pregressa e specifica esperienza in materia, che rimane in carica per un triennio. 

Per gli spostamenti effettuati dai componenti della Commissione, sulla base della normativa vigente, è ammesso il rimborso delle spese di trasferimento, vitto e alloggio, effettivamente sostenute e idoneamente documentate. 

Con successivo decreto sarà determinato il compenso da corrispondere ai componenti della Commissione di garanzia e al Presidente della stessa. 

Per quanto attiene ai mezzi di trasporto, l’utilizzo del mezzo proprio può essere consentito solo in caso di comprovata necessità e in presenza di apposita dichiarazione con la quale gli interessati sollevino l’Amministrazione da qualsiasi responsabilità su danni che possano derivare a loro stessi e al mezzo di trasporto utilizzato. Ai membri della Commissione, autorizzati a servirsi del proprio mezzo di trasporto, compete un’indennità chilometrica commisurata a un quinto del costo di un litro di benzina vigente nel tempo nonché il rimborso del pedaggio autostradale su presentazione del documento giustificativo. 

Effettuata, in collaborazione con il competente ufficio della Direzione Generale Coordinamento e Sviluppo della Ricerca, la valutazione di conformità delle proposte, la Commissione di garanzia, sulla base dei contenuti del progetto e delle parole-chiave indicate dai proponenti, individua due parole-chiave per ogni proposta. 

Sulla base di tale individuazione, il competente ufficio del MIUR, avvalendosi della banca dati del CINECA, affida, per via telematica, la valutazione di ciascun progetto a un panel di due revisori indipendenti, garantendone l’anonimato. 

Ciascun panel, previa dichiarazione di competenza nell’esame dei progetti affidati, esaminato il progetto, fornirà un dettagliato giudizio collegiale circa la qualità e la fattibilità del progetto stesso, la qualificazione scientifica dei docenti proponenti e l’idoneità dei gruppi operativi a svolgere l’attività prevista. 

I panel di esperti effettueranno la loro valutazione, assegnando uno specifico punteggio, sulla base dei seguenti criteri: 

•rilevanza e originalità della ricerca proposta e capacità di realizzazione di un significativo avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell’arte: fino a punti 35/60 

•qualità scientifica del coordinatore nazionale e delle unità operative coinvolte: fino a punti 15/60 

•grado di realizzabilità del progetto, anche in relazione alla integrazione e complementarietà delle unità operative coinvolte: fino a punti 10/60. 

Non saranno presi in considerazione per l’eventuale finanziamento i progetti che abbiano conseguito un punteggio complessivo inferiore a 45/60. 

A chiusura dei lavori della Commissione e, dopo la pubblicazione della graduatoria dei progetti giudicati finanziabili, a ciascun proponente verrà resa visibile, sul proprio sito docente, la scheda di valutazione relativa al progetto presentato. 

Ai revisori anonimi viene riconosciuto un compenso forfetario al lordo delle ritenute di legge di € 250,00 per ogni progetto valutato. 

La Commissione di garanzia, sulla base della valutazione effettuata dai panel di esperti, effettua la valutazione di congruità dei progetti stessi e predispone una lista di priorità di tutti i progetti valutati positivamente. 

A conclusione dei lavori, la Commissione, tenendo conto della riserva per area scientifico-disciplinare indicata al seguente punto 4), propone al Ministro i progetti da finanziare e l’entità del finanziamento. 

La selezione e la presentazione delle proposte di finanziamento, da parte della Commissione, si conclude entro il termine ordinatorio del 15 ottobre. 

Al fine di consentire il pieno rispetto dei termini istruttori, i lavori della Commissione potranno essere articolati in sessioni di lavoro anche a carattere continuativo.

  4.PARTECIPAZIONE FINANZIARIA 

La partecipazione finanziaria del MIUR ai singoli progetti di ricerca approvati, avviene mediante cofinanziamento che, per ogni singolo progetto, potrà corrispondere fino a un massimo del 70% del costo totale ammissibile. 

Le Università possono utilizzare, per la quota di cofinanziamento a proprio carico, gli oneri per la gestione amministrativa del fondo nella misura forfetaria dell’8% del costo totale del progetto e per la restante parte risorse non espressamente finalizzate, acquisite da enti pubblici e privati, con esclusione di quelle già erogate dal MIUR per precedenti progetti, per borse di studio e per assegni di ricerca.

Il coordinatore scientifico dichiara, sotto la propria personale responsabilità, eventuali quote di finanziamento o assegnazioni sul medesimo progetto provenienti da altre Amministrazioni pubbliche o private o Fondazioni interessate allo stesso argomento di ricerca ovvero eventuali quote acquisibili in caso di cofinanziamento del progetto da parte del MIUR. Le fondazioni bancarie aderenti all’ACRI potranno contribuire a finanziare progetti di loro interesse valutati positivamente. 

Nei casi sopradescritti, la quota di cofinanziamento del MIUR concorrerà alla realizzazione del progetto, con quelle già messe a disposizione da parte dell'altro Ente finanziatore fermo restando, in ogni caso, il limite massimo del 70% del costo ammissibile a carico del MIUR.

Nel caso di mancata o erronea dichiarazione, il progetto verrà comunque escluso dal finanziamento.

Per i progetti ammessi al cofinanziamento, il MIUR chiederà ai Rettori delle Università proponenti, apposita
certificazione di impegno per l’utilizzo, con destinazione vincolata, dei fondi propri dichiarati come acquisiti e/o acquisibili, in sede di presentazione delle domande. La relativa deliberazione di vincolo dovrà pervenire prima dell’erogazione del contributo da parte del MIUR. Nella ripartizione, a ogni area scientifico-disciplinare, di cui al DM 4.10.2000 n.175, (pubblicato sulla G.U. n. 249 del 24/10/2000) e successive modificazioni e integrazioni, è assicurato dal MIUR non meno del 3% delle risorse complessivamente disponibili sui fondi ministeriali per la ricerca e le grandi attrezzature. 

La parte di finanziamento riferita a una singola area scientifico disciplinare, non assegnata per mancanza di progetti ammessi a cofinanziamento, in quanto non valutati positivamente o per qualsiasi altra ragione, è portata in accrescimento al finanziamento delle altre aree.

5.EROGAZIONE

Il cofinanziamento ministeriale a ciascun progetto nazionale, previa acquisizione, da parte del coordinatore scientifico del progetto, della ripartizione dei fondi tra le unità operative afferenti al progetto, viene accreditato direttamente, per ciascuna quota parte, alle Università sedi delle stesse unità. In caso di concessione del finanziamento in una misura inferiore a quella richiesta nella domanda, la ripartizione dei fondi tra le unità operative è determinata dal coordinatore scientifico, sentiti i responsabili delle altre unità operative ove esistenti, in funzione del miglior raggiungimento degli obiettivi del progetto.

6.RESPONSABILITÀ’ E RECESSO 

Il coordinatore scientifico del progetto cofinanziato è responsabile dell’attuazione del progetto stesso nei tempi e nei modi indicati all’atto della presentazione della domanda. 

L’Università assegnataria, e congiuntamente e solidalmente tutti i proponenti in caso di progetti interuniversitari, si impegnano a eseguire nei confronti del MIUR le attività indicate nei prospetti appositamente predisposti, assicurando l’operatività del progetto e la valutazione dei risultati attesi. 

Il MIUR risponde esclusivamente dell’erogazione del contributo assegnato ed è esente da ogni responsabilità nei confronti degli assegnatari e dei proponenti nonché dei terzi in genere, per fatti o situazioni derivanti dall’attuazione delle suindicate attività. 

Il MIUR può autorizzare il recesso di un proponente dal progetto se accettato da tutti gli altri, a meno che tale recesso non modifichi le condizioni in base alle quali il finanziamento è stato erogato e previa accettazione, da parte degli altri proponenti, per quanto concerne la continuazione in solido del progetto e la possibilità di valutarne i risultati ottenuti. 

I progetti saranno dichiarati decaduti dalla contribuzione del MIUR qualora, per fatti imputabili ai soggetti proponenti, gli stessi non vengano realizzati secondo le condizioni previste. 

Eventuali importi che il MIUR dovesse recuperare dalle Università assegnatarie, potranno essere compensati, in qualsiasi momento, con detrazione su ogni altra erogazione o contributo da assegnare alla medesima Università anche in base ad altro titolo. 

7.VALUTAZIONE 

Tutti i progetti saranno sottoposti a valutazione "ex-post", sulla base del modello all’uopo predisposto e consultabile in rete. 

Dei risultati di tale valutazione, resa pubblica, si terrà conto per le successive assegnazioni di fondi. 

Ai soggetti incaricati della valutazione "ex-post" dei progetti di ricerca, individuati dalla Commissione dei garanti in carica, in numero proporzionale, per ciascuna area, ai progetti da esaminare e nominati dal Capo del Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e per la Ricerca Scientifica e Tecnologica, viene riconosciuto un compenso forfetario, al lordo delle ritenute di legge, di € 250,00 per ogni progetto valutato. Ai medesimi soggetti spetta altresì il rimborso delle spese di trasferimento, vitto e alloggio, effettivamente sostenute e idoneamente documentate, nei casi di convocazione da parte della Commissione dei garanti ovvero qualora l’espletamento dell’incarico di valutazione renda necessario, previo nulla-osta degli uffici competenti del MIUR, lo spostamento dalla propria sede di servizio. 

8.SPESE PER IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA 

La Commissione di garanzia, per lo svolgimento delle attività connesse ai propri compiti istituzionali, può avvalersi, nell’ambito delle accertate disponibilità di bilancio, al massimo di due collaboratori, d’intesa con il Capo del Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e per la Ricerca Scientifica e Tecnologica. 

Il compenso per tali collaborazioni è determinato in relazione alle differenziate capacità professionali e al diverso impegno temporale richiesto, nella misura annua lorda non superiore a € 16.500,00 oltre l’IVA e altri oneri eventualmente dovuti, come per legge.

Tale incarico, a tempo determinato, viene conferito con decreto del Ministro, per durata non superiore all’anno di riferimento e può essere rinnovato. Esso comporta una prestazione da eseguirsi personalmente in correlazione funzionale con la Commissione, sulla base delle direttive del Presidente, nel rispetto del segreto d’ufficio, con l’esclusione di ogni attività incompatibile o in contrasto con la natura dell’incarico stesso. 

L’incarico può essere revocato anche prima della scadenza del termine con le stesse modalità del conferimento, fatto salvo il compenso per l’opera svolta. 

Nel decreto di conferimento dell’incarico va specificato l’oggetto, l’entità del compenso, da commisurare alla durata e alla natura delle prestazioni richieste. Viene stipulato con gli stessi, un apposito contratto di diritto privato con il quale sono disciplinati i seguenti aspetti: la durata del contratto, che deve essere equivalente a quella dell’incarico, la prestazione d’opera, la verifica dei risultati da parte della Commissione, la retribuzione e gli oneri accessori, come per legge, le modalità dell’erogazione, e la facoltà di recesso delle parti, fermo restando che la revoca del provvedimento di incarico costituisce recesso da parte dell’Amministrazione. 

Per quanto non espressamente previsto nella stipula del contratto, si richiamano le disposizioni del codice civile e delle leggi vigenti in materia. 

9.COPERTURA FINANZIARIA

Le spese per i compensi e gli incarichi di cui ai punti 3, 7 e 8 graveranno sui capitoli citati nelle premesse dello stato di previsione della spesa di questo Ministero per l’esercizio finanziario 2005 e sui corrispondenti capitoli per gli anni successivi come appresso specificato:

  -cap. 1631 (già 5455): 

a) rimborso spese e compenso per la Commissione di garanzia e i collaboratori della stessa, 

b) valutazione ex post dei progetti di ricerca cofinanziati 

-cap.7275 (già 8969): 

a) quota di cofinanziamento a carico del MIUR sui progetti di ricerca cofinanziati nell’esercizio finanziario 2005, 

b) compenso per i revisori anonimi (revisori ex-ante), così come previsto dal D.I. n. 69 del 9.4.2004. Per gli incarichi retribuiti di cui al presente decreto conferiti a dipendenti di Amministrazioni pubbliche, verrà acquisita, l’autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza prevista dall’art. 26, comma 8, del Decreto Legislativo n. 80/98.

10.RICHIESTA DI INFORMAZIONI E MODULISTICA 

Chiarimenti e informazioni potranno essere richiesti agli Uffici della Direzione Generale per il Coordinamento e Sviluppo della Ricerca del Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e per la Ricerca Scientifica e Tecnologica del Ministero dell’Istruzione della Università e della Ricerca. 

Le istruzioni e la modulistica per la presentazione delle domande di cui al presente decreto saranno rese disponibili su supporto informatico in tempo utile. 

Il presente decreto verrà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e sarà pubblicato sul sito internet del MIUR all’indirizzo www.miur.it

Roma, 23 febbraio 2005

Il Ministro

(f.to Letizia Moratti)


Dossier del 25 marzo 2005

Programma Nazionale Ricerca 2005-2007

Presentazione

 

La ricerca per migliorare la qualità della vita. La ricerca per accrescere la competitività delle imprese. La ricerca per lo sviluppo sostenibile a livello globale.

Sono questi i tre obiettivi strategici del Programma nazionale della Ricerca (PNR) 2005-2007 approvato il 18 marzo scorso dal Comitato Interministeriale per la Programmazione economica (Cipe) su proposta del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Con il nuovo PNR, che dà piena attuazione alle Linee-guida del Governo per la ricerca approvate tre anni fa, si vuole anzitutto rafforzare la base scientifica del Paese, sostenendo l'eccellenza, il merito, l'internazionalizzazione, la crescita e la valorizzazione del capitale umano. E in secondo luogo, potenziare il livello tecnologico del sistema produttivo a sostegno della sua competitività e avviare programmi nazionali a sostegno di settori produttivi "export-oriented" e settori high-tech nell'ambito delle risorse destinate alla ricerca dal decreto-legge sul piano d'azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale approvato l'11 marzo scorso dal Consiglio dei Ministri. Tali risorse ammontano a un miliardo e 800 milioni di euro.

Queste le otto parole chiave sulle quali si fonda il PNR:

  1. sviluppo e valorizzazione del capitale umano;
  2. eccellenza nella ricerca di base;
  3. concentrazione su punti di forza e settori strategici;
  4. multidisciplinarità;
  5. internazionalizzazione;
  6. collaborazione pubblico-privato;
  7. utilizzo di una pluralità di fonti e di meccanismi di finanziamento;
  8. valutazione.

Ecco, in sintesi i punti qualificanti del PNR.

  • Per la prima volta l'Italia si è dotata di un Programma nazionale di ricerca organico che definisce quadro di riferimento, priorità, scelte strategiche, progetti e strumenti di finanziamento.
  • Già dal 2001, dopo un decennio di costante diminuzione degli investimenti in questo settore strategico per il futuro del nostro Paese (dall'1,32 % del Pil del 1992 all'1,07 del 2000) abbiamo aumentato gli investimenti portandoli all'1,16% del 2002. In particolare gli stanziamenti pubblici per il 2004 raggiungono lo 0,72% in linea con la media europea.
  • Il Programma orienta per la prima volta la ricerca su obiettivi strategici per la crescita sociale ed economica del Paese, coordinando gli interventi per la ricerca di base, la ricerca mission oriented e la ricerca industriale.
  • Non ci saranno più finanziamenti a pioggia, ma si concentreranno le risorse per migliorare la qualità della vita, per accrescere la competitività delle imprese e per assicurare lo sviluppo sostenibile a livello globale.
  • Le risorse pubbliche andranno a sostenere in particolare progetti rivolti alla tutela della salute, alla sicurezza dei cittadini, alla tutela dell'ambiente, alla prevenzione delle catastrofi naturali.
  • Per il rilancio della competitività delle nostre imprese lanceremo 10 grandi programmi nazionali di ricerca industriale (con la partecipazione di università ed enti di ricerca) nei settori in cui l'Italia tuttora compete e può accrescere la propria capacità di export.
  • Il Pnr tra l'altro anticipa le scelte in materia di ricerca e sviluppo che si stanno delineando a livello europeo. E' la prima volta che accade. Ciò consentirà al nostro Paese di competere con successo nell'ambito del VII Programma quadro europeo.
  • Per l'avvio di queste iniziative il Pnr parte con una dotazione aggiuntiva di un miliardo e 800 milioni di euro derivanti dal recente decreto sullo sviluppo.

Fonte: Miur


Progetti di ricerca di interesse nazionale per il 2005

Presentazione

 

Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha firmato il decreto del 23 febbraio scorso  con cui si dà il via libera alle procedure di presentazione da parte delle Università dei Progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin), il più significativo e innovativo canale di azione del Ministero per il sostegno della ricerca universitaria di base.

Anche quest'anno le risorse saranno concentrate su progetti di reale rilievo nazionale liberamente presentati dai docenti su tutte le quattordici aree disciplinari. Particolare interesse è stato rivolto ai ricercatori universitari non confermati, che per la prima volta avranno la possibilità di assumere l'incarico di coordinatori scientifici dei progetti. L'obiettivo per il 2005 è migliorare i numeri dello scorso anno, nel segno della trasparenza procedurale e della piena collaborazione tra gli atenei.

Ogni progetto è sviluppato da una o più "unità operative di ricerca" (per il 2005 fino ad un massimo di cinque) raggruppanti un numero adeguato di ricercatori e può essere coordinato da un professore di prima e seconda fascia o da ricercatori confermati e non. Ogni singolo ricercatore può svolgere l'incarico di "coordinatore scientifico di unità operativa".

La scadenza di presentazione delle domande è fissata al 31 marzo 2005.

La selezione delle domande sarà svolta da una Commissione di garanzia che si avvale di revisori anonimi, composta da nove membri di alta qualificazione scientifica e presieduta da un esperto designato direttamente dal Ministro. La partecipazione finanziaria del Miur ai singoli progetti approvati ammonta ad un massimo del 70% del costo totale ammissibile.

Rispetto agli anni scorsi cambia il processo di valutazione dei progetti. Sulla base dei contenuti e delle parole-chiave indicate dai proponenti, per ogni proposta la Commissione individuerà due parole-chiave. Spetterà poi all'ufficio competente del Ministero affidare per via telematica la valutazione di ciascun progetto a un panel di due revisori indipendenti e anonimi, che provvederanno a formulare il giudizio di merito sulla base di una griglia di valutazione già fissata dal bando.

Fonte: Miur


 

Decreto 18 luglio 2005

Bando per idee progettuali sui programmi strategici del PNR 2005-2007

 

Invito alla presentazione di idee progettuali relativamente ai grandi programmi strategici previsti dal PNR 2005-2007.

 

Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

..........................................

D E C R E T A

 

Articolo 1

(obiettivi generali)

 

1. Il Programma Nazionale della Ricerca 2005-2007 (di seguito PNR), approvato dal CIPE nella seduta del 18 marzo 2005, pone al centro dei suoi interventi i seguenti macro-obiettivi: la qualità della vita (salute, sicurezza, ambiente), la competitività del sistema produttivo, lo sviluppo sostenibile. A sostegno di tale strategia, il PNR indica, tra le fondamentali linee di azione, il lancio dei seguenti grandi programmi strategici:

1.Salute dell’uomo (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano)

2.Rilancio dell’industria farmaceutica anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi

3.Nuove applicazioni dell’industria biomedicale

4.Sistemi avanzati di manifattura con impatto non solo nell’industria delle macchine utensili, ma su comparti manifatturieri del “made in italy” quali tessile, abbigliamento, meccanica strumentale

5.Potenziamento e sviluppo dell’industria motoristica incluse le due ruote con motori a basso consumo e a basso impatto ambientale

6.Cantieristica, aeronautica, elicotteristica con elevata capacità di penetrazione nei mercati esteri

7.Materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali

8.Sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali

9.Valorizzazione dei prodotti tipici dell’agroalimentare e sicurezza alimentare attraverso nuovi sistemi di caratterizzazione e garanzia di qualità

10.Trasporti e logistica avanzata, infomobilità di persone e merci

11.ICT e componentistica elettronica

12.Risparmio energetico e microgenerazione distribuita

2. I programmi strategici sono concepiti come un insieme integrato e organico di azioni di ricerca di base, di ricerca industriale, di sviluppo precompetitivo, di formazione di capitale umano di eccellenza, che, alimentandosi reciprocamente, siano finalizzate al perseguimento parallelo sia di obiettivi di breve-medio periodo (in particolare attraverso attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo) sia di obiettivi di medio-lungo periodo (in particolare, attraverso attività di ricerca di base); in tal modo, i programmi strategici possono contribuire efficacemente al potenziamento di una sostenibile capacità competitiva del paese.

3. In tale ottica, i programmi strategici debbono comprendere azioni che prevedano la partecipazione congiunta e sistematica di imprese, università, enti pubblici di ricerca, e di ogni altro soggetto pubblico e privato attivo nella ricerca e nell’innovazione; ciò anche al fine di creare le premesse per la realizzazione di stabili piattaforme di collaborazione organica e strutturale tra mondo delle imprese e sistema della ricerca pubblica.

4. Il PNR, nell’individuare i suddetti programmi strategici, ha inteso quindi dare riconoscimento al ruolo della ricerca come fattore strategico per il rilancio della competitività del Paese, intervenendo a sostegno sia della produttività dei settori industriali a maggiore capacità di esportazione o ad alto contenuto tecnologico, sia della attrazione di investimenti dall’estero.

5. Al fine di individuare, nell’ambito di ciascuno dei richiamati programmi, gli obiettivi specifici e delle azioni di maggiore livello qualitativo e di più forte carattere strategico, il MIUR intende attivare un’ampia consultazione della comunità scientifica nazionale e del sistema italiano delle imprese perché contribuiscano e collaborino, attraverso una partecipazione propositiva, alla definizione degli interventi più efficaci e strategici per il rafforzamento della capacità competitiva del Paese.

6. Pertanto, con il presente atto il MIUR invita congiuntamente le imprese, le università, gli enti pubblici di ricerca e ogni altro soggetto pubblico e privato abilitato alla presentazione di idee progettuali inerenti i programmi strategici e coerenti con le caratteristiche descritte.

7. Le idee progettuali saranno valutate e selezionate dal MIUR e le migliori, anche attraverso una attività di negoziazione tra i soggetti coinvolti, saranno concretizzate in specifici progetti esecutivi da sottoporre alle procedure di valutazione e finanziamento secondo le più idonee forme e modalità tra quelle richiamate e ricomprese negli ambiti di competenza del MIUR.

 

Articolo 2

(obiettivi specifici delle idee progettuali)

 

1. Ai fini di cui al precedente articolo 1, i soggetti di cui all’articolo 5, commi 1, 2 del Decreto ministeriale n. 593 del 8 agosto 2000 (Supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2001), le università, gli enti pubblici di ricerca, ivi compresi Enea e Asi, sono invitati a presentare congiuntamente idee progettuali ricomprendenti attività di ricerca di base, di ricerca industriale, di sviluppo precompetitivo, di formazione di capitale umano e inerenti i seguenti programmi strategici di ricerca:

1.Salute dell’uomo (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano)

2.Rilancio dell’industria farmaceutica anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi

3.Nuove applicazioni dell’industria biomedicale

4.Sistemi avanzati di manifattura con impatto non solo nell’industria delle macchine utensili, ma su comparti manifatturieri del “made in italy” quali tessile, abbigliamento, meccanica strumentale

5.Potenziamento e sviluppo dell’industria motoristica incluse le due ruote con motori a basso consumo e a basso impatto ambientale

6.Cantieristica, aeronautica, elicotteristica con elevata capacità di penetrazione nei mercati esteri

7.Materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali

8.Sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali

9.Valorizzazione dei prodotti tipici dell’agroalimentare e sicurezza alimentare attraverso nuovi sistemi di caratterizzazione e garanzia di qualità

10.Trasporti e logistica avanzata, infomobilità di persone e merci

11.ICT e componentistica elettronica

12.Risparmio energetico e microgenerazione distribuita

 

2. Ciascuna idea progettuale deve essere costituita da un insieme integrato e organico di attività di ricerca di base, di ricerca industriale, di sviluppo precompetitivo, e deve prevedere il contestuale perseguimento sia di obiettivi scientifico-tecnologici nel breve-medio periodo (attraverso, in particolare, attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo), sia di obiettivi scientifico-tecnologici nel medio-lungo periodo (attraverso, in particolare, attività di ricerca di base).

3. Ciascuna idea progettuale dovrà preferibilmente prevedere la partecipazione congiunta di soggetti industriali, università e/o enti pubblici di ricerca di cui all’articolo 8 del DPCM 30 dicembre 1993, n. 593, ivi compresi Enea e Asi, con la specifica evidenziazione delle attività di competenza.

4. Ciascuna idea progettuale dovrà far riferimento a uno solo dei programmi strategici di cui al precedente comma 1, prevedere un costo complessivo non inferiore a 7,5 milioni di euro e non superiore a 23 milioni di euro nonchè una durata non superiore ai 36 mesi.

5. Ciascuna idea progettuale deve ricomprendere, per un costo pari ad almeno il 10% del totale attività di formazione professionale di ricercatori e tecnici di ricerca, includendo, per le attività di ricerca di base, l’inserimento, all’interno delle strutture coinvolte, di giovani ricercatori e/o di ricercatori di chiara fama a livello internazionale, secondo le forme di legge e per una durata almeno triennale.

 

Articolo 3

(requisiti delle idee progettuali)

 

1. Ciascuna idea progettuale deve essere strutturata sulla base dei seguenti elementi:

a)una complessiva descrizione dell’idea progettuale che evidenzi, in particolare, i prodotti potenziali attesi, correlati al mercato di riferimento, i tempi di ingresso nel mercato stesso, i conseguenti effetti sulle quote di export e sull’occupazione attesa;

b)le attività di ricerca di base, di ricerca industriale, di sviluppo precompetivo, di formazione di capitale umano di eccellenza previste, evidenziandone l’organicità e la coerenza;

c)gli obiettivi di breve-medio e di medio-lungo periodo che si intendono perseguire;

d)le attività necessarie per la realizzazione di ciascun obiettivo e la relativa localizzazione nel territorio nazionale;

e)l’impegno dei singoli soggetti partecipanti in ciascuna delle attività ricomprese nella proposta progettuale;

f)il costo della proposta progettuale, evidenziando altresì il costo di ciascuna attività ivi ricompresa;

g)il programma temporale complessivo della proposta progettuale, evidenziando altresì lo sviluppo temporale delle singole attività ivi ricomprese;

h)novità, originalità e l’utilità delle attività e delle conoscenze acquisibili, con riferimento allo stato dell’arte internazionale;

i)qualità e competenza scientifico-tecnologica dei soggetti coinvolti nelle attività di ricerca;

j)capacità di valorizzare i risultati della ricerca anche in termini di marchi, brevetti e spin-off industriali;

k)capacità della proposta di attrarre e formare giovani talenti e ricercatori nazionali e internazionali;

l)livello di coinvolgimento dei soggetti proponenti in reti di collaborazioni scientifiche e industriali anche su scala internazionale.

 

Articolo 4

(criteri di valutazione delle idee progettuali)

 

1.Le idee progettuali saranno sottoposte, nell’ambito di ciascun programma strategico, ad una valutazione comparata che sarà affidata ad una Commissione nominata dal MIUR e composta da esperti altamente qualificati.

2.Le proposte della Commissione saranno approvate con decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

3.Con il decreto di cui al precedente comma 2, la competente Direzione Generale del Ministero sarà invitata, per ciascuna delle idee progettuali giudicate di più alto livello qualitativo e strategico, a porre in essere tutte le più idonee procedure per la presentazione e valutazione degli specifici progetti esecutivi.

4.Ai fini di cui al precedente comma 3, per il sostegno delle attività di ricerca di base si potranno applicare le disposizioni previste dall’articolo 7 del decreto ministeriale del 26 marzo 2004 (recante i criteri per l’utilizzo delle risorse del FIRB); per il sostegno delle restanti attività potranno essere utilizzate le disposizioni previste nell’ambito dei provvedimenti, in corso di definizione, relativi all’utilizzo delle richiamate risorse di cui all’articolo 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

 

Articolo 5

(modalità di presentazione delle idee progettuali)

 

1.Le idee progettuali debbono essere presentate, entro e non oltre le ore 17.00 del 30 settembre 2005, utilizzando, secondo le modalità ivi indicate, il servizio Internet al seguente indirizzo: http://roma.cilea.it/Sirio (Sezione “Servizi privati”, voce “Domande di finanziamento”) che sarà attivo a partire dal 26 luglio 2005.

2.La compilazione delle domande prevede una fase propedeutica di registrazione dei soggetti che interagiranno con il sistema. La registrazione è già attiva al medesimo indirizzo (Sezione “Servizi pubblici”, voce “Registrazione Persona Fisica”). Le modalità di registrazione sono consultabili nella ivi prevista sezione "Guida ed informazioni di base".

3.Il predetto servizio Internet consentirà la stampa delle domande che, debitamente sottoscritte, dovranno essere inviate, corredate degli allegati cartacei ivi indicati, entro i successivi 7 giorni, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca scientifica e tecnologica - Direzione generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca - Ufficio VI – Piazza J. F. Kennedy, 20 – 00144 ROMA.

4.In caso di difformità farà fede esclusivamente la copia inoltrata per il tramite del servizio Internet di cui al precedente comma 1.

5.Tutto il materiale trasmesso, considerato rigorosamente riservato, verrà utilizzato solo dal MIUR per l’espletamento degli adempimenti connessi alle assegnazioni di cui al presente decreto.

6.I proponenti dovranno fornire in qualsiasi momento, su richiesta del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione ritenuti necessari dal Ministero stesso.

 

Roma, 18 luglio 2005

Prot. n. 1621/Ric./2005

 

Il Ministro

(f.to Letizia Moratti)


Dossier del 1° agosto 2005

Bando per idee progettuali sui programmi strategici del PNR 2005-2007

Presentazione

 

Via libera al bando da 1.100 milioni di euro sui programmi strategici per il rilancio della competitività previsti dal Programma Nazionale della Ricerca.

Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha infatti firmato il decreto del 18 luglio 2005 "Invito alla presentazione di idee progettuali relativamente ai grandi programmi strategici previsti dal PNR 2005-2007".

Il bando, aperto a tutta la comunità scientifica italiana e al mondo delle imprese, stabilisce che le idee progettuali debbono essere presentate, entro e non oltre le ore 17.00 del 30 settembre 2005.

Lo scopo è quello di far emergere idee progettuali integrate ed organiche - provenienti da università, enti di ricerca e imprese - in grado di perseguire sia obiettivi scientifico-tecnologici nel breve-medio periodo, in particolare attraverso attività di ricerca industriale e di sviluppo pre-competitivo, sia di obiettivi a medio-lungo periodo, attraverso attività di ricerca di base.

In tale ottica, ciascuna idea progettuale dovrà prevedere la partecipazione congiunta di soggetti industriali, università, enti pubblici di ricerca; dovrà avere un costo complessivo non inferiore a 7,5 milioni di euro e non superiore a 23 milioni di euro, con una durata non superiore ai 36 mesi, e dovrà altresì ricomprendere attività di formazione di capitale umano di eccellenza, destinata a ricercatori e tecnici di ricerca, così come previsto dal Provvedimento per la Competitività.

Le proposte progettuali devono poi evidenziare, in particolare, i prodotti potenziali attesi, correlati al mercato di riferimento, i tempi di ingresso nel mercato stesso, i conseguenti effetti sulle quote di export, le potenzialità di valorizzazione dei risultati della ricerca anche in termini di marchi, brevetti e spin-off industriali e di attrarre e formare giovani talenti e ricercatori nazionali e internazionali.

Questi i 12 programmi strategici di ricerca:

 

1. Salute dell'uomo (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano).

2. Rilancio dell'industria farmaceutica anche attraverso la chimica fine dei composti naturali per nuove applicazioni diagnostiche e nuovi principi attivi.

3. Nuove applicazioni dell'industria biomedicale.

4. Sistemi avanzati di manifattura con impatto non solo nell'industria delle macchine utensili, ma su comparti manifatturieri del "made in italy" quali tessile, abbigliamento, meccanica strumentale.

5. Potenziamento e sviluppo dell'industria motoristica incluse le due ruote con motori a basso consumo e a basso impatto ambientale.

6. Cantieristica, aeronautica, elicotteristica con elevata capacità di penetrazione nei mercati esteri.

7. Materiali avanzati (in particolare ceramici) per applicazioni strutturali.

8. Sistemi di telecomunicazione innovativi a larga banda anche con impiego di satelliti per utenze differenziate in materia di sicurezza, prevenzione e intervento in caso di catastrofi naturali.

9. Valorizzazione dei prodotti tipici dell'agroalimentare e sicurezza alimentare attraverso nuovi sistemi di caratterizzazione e garanzia di qualità.

10. Trasporti e logistica avanzata, infomobilità di persone e merci.

11. ICT e componentistica elettronica.

12. Risparmio energetico e microgenerazione distribuita.


Colpiscono alcune cose negli scritti che precedono. Innanzitutto il finanziamento che diminuisce radicalmente, senza alcun annuncio, nell'arco di qualche mese. Nel Dossier del 25 marzo, infatti, si stabilisce tale finanziamento in 1.800 milioni di euro. A luglio tale finanziamento è sceso a 1.100 milioni di euro e la diminuzione è pari a circa il 40%. 

Vi è poi lo spirito da esame di terza media (ed ormai, purtroppo, di ex maturità). Tanti punti per questo e tanti per quello. Si immagina quindi una Commissione di pricopedagoghi (anche qui!) al lavoro (qui spero di scherzare).

Di fronte poi ad una mole di denaro notevole, ma assolutamente ridicola per la bisogna, si fanno i conti della serva per il rimborso delle spese per la Commissione.

Da notare poi l'inglese d'accatto. I panel, gli export oriented, i mission oriented, gli spin off hanno precisi termini italiani: gruppo, finalizzato all'esportazione, ricerche finalizzate, servizi efficienti. Ma Letizia non lo sa o lo sa ma ci spinge verso l'obsolescenza della lingua italiana in piena sintonia con la Lega.

Altra vicenda è relativa alla differenziazioni di paga in base alle capacità professionali. Qui la parola capacità suona molto male.

Infine la storia dell'età. Se si è vicini all'età della pensione (65 anni) non si può partecipare. Questo è ridicolo perché, se avesse un senso la fine della creatività a quell'età, a maggior ragione occorrerebbe inibire la gerontocrazia parlamentare ed in generale al governo. E questa sarebbe una gran soluzione: i politici tutti in pensione a 65 anni!

Ma veniamo ai problemi di fondo.

Si fanno bandi per la ricerca che hanno di fronte qualche mese per permettere ai concorrenti di poter presentare progetti. Qui le alternative sono due: 

- o chi prepara i progetti di ricerca sa prima che sarà emanato un bando e si prepara con il tempo necessario (con qualche certezza di essere finanziato, altrimenti la mole di lavoro preparatorio per un serio progetto di ricerca chi lo paga ?)

-o si cercano dei genietti inventori che in quattro e quattro otto emulano Archimede Pitagorico.

La seconda ipotesi sembra, incredibilmente la più ragionevole, infatti si dice esplicitamente che gli impegnati nel progetto non possono essere più di cinque (un esempio - comunque estraneo a tale bando - è quello del gruppo di ricerca con il quale Rubbia prese il Nobel: si trattava di 120 persone!).

Vi sono 14 aree disciplinari nelle quali si può concorrere ma la Commissione è fatta da nove membri. La valutazione di progetti di ricerca da parte di 9 esperti su 14 aree non è possibile. Solo chi non conosce i livelli di specializzazione esistenti anche nell'ambito di una sola disciplina (in fisica, ad esempio, un fisico dello Stato Solido difficilmente coglie i problemi e capisce fino in fondo un fisico delle particelle elementari, e viceversa). Il tutto sarà risolto da Zichichi che, essendo vicino a Dio, sopperirà a tutto.

Il fine di far emergere ricerche a fini pre-competitivi non è chiaro. Direi che siamo nel mondo delle idee confuse o non comunicate chiaramente.

Riguardo più specificamente ai temi di ricerca ammessi, si inizia con

Salute dell'uomo (studio e trattamento dei tumori e delle malattie degenerative con nuovi approcci derivati dalla conoscenza del genoma umano)

e quindi con una rinuncia a priori di indagare tutte le possibili strade che la scienza avanzata porta avanti nei Paesi industrializzati (cellule staminali di ogni tipo), con la conseguenza che i nostri ricercatori andrnno altrove a verificare le loro idee e l'Italia resterà al palo.

Sul resto, in teoria, non vi sarebbe nulla da dire (a parte la solita litania sul risparmio energetico mai davvero portato avanti) se non che su queste cose non si ricerca su un bando annuale ma in vari anni e costruendo una continuità che con la politica delle non assunzioni è impossibile. Chi avesse un progetto di ricerca approvato, di fronte al precariato continuo, a fine progetto cosa fa ? Deve presentarne un altro. Fino a quando ? Cioè, vi sarà pure un momento che questo progettista infinito diventa formatore di progettisti ed organizzatore di infrastrutture. Questo non è previsto nel settore pubblico. Nel settore privato è diverso. Non vi sono tradizioni di ricerca diffusa in Italia nelle nostre industrie, anche le più grandi ed avanzate. Si è copiato sempre, ci si è affidati alla ricerca pubblica per acquisire gratis dei risultati, ... ormai difficilmente ci si può rimettere in corsa e riacquistare il tempo perduto relativamente alla competitività. Su questo è intervenuta ormai, da oltre 10 anni, la CGIL. Poiché in Italia i salari per il lavoro sono ai livelli più bassi europei, su quelli è da dementi tentare di intervenire per essere competitivi. Anche la produttività è al massimo. Solo con l'innovazione e con prodotti avanzati di alta tecnologia è possibile tenere il passo. A questo punto le produzioni a basso contenuto tecnologico si possono pure trasferire in Paesi con costo del lavoro molto più basso che da noi. Ma i governi hanno completamente tralasciato questa strada. Le industrie pure. E così l'Italia sperimenta giorno dopo giorno il suo declino industriale.

Un bando per promuovere la ricerca così fatto non risolve nulla di strutturale. Servirà a dare contributi a pioggia, a sostenere qualche fabbrichetta, ad essere clientelare. Questo è un approccio terzomondista alla ricerca e davvero consono alla totale ignoranza dei problemi della classe politica al governo (ma anche di quella all'opposizione).

 

 

Torna alla pagina principale