FISICA/MENTE

 

IL VIZIO DI FARE L'INSEGNANTE

 

Roberto Renzetti

 

            Lavorando intorno a questo sito pensavo di essermi distaccato dal mio mestiere, quello di essere un fisico ed insegnante. Poi non riesco a leggere delle cose con un occhio diverso da quando ero insegnante. Voglio dire che tendo a fare delle casistiche ed a cercare di capire cosa muove una domanda, perché certe domande si ripetono, cosa dice un libro e cosa ne dice un altro, come confutare una tesi, eccetera.

            Devo dire che è con grande piacere che ricevo corrispondenza dalle più svariate persone, tutte che mostrano un grande interesse per le cose che scrivo (e non mi riferisco agli editoriali).

        Alcune di tali persone mi fanno delle domande, in gran parte di fisica. Io, per ciò che so (magari conoscessi bene almeno un decimo della fisica nota!), tento risposte comprensibili.

            Ultimamente ho ricevuto lettere che mi hanno dato da riflettere in sé e per sé. Provo a spiegare.

            Mi hanno fatto delle domande alle quali era facilissimo rispondersi da sé. Ripeto, a me non costa nulla (a parte il tempo) rispondere se un argomento lo conosco ma a me pare straordinario che delle persone certamente curiose ed intelligenti, non colgano subito la possibilità di darsi risposte immediate da soli. Il problema è sempre quello del guardare la realtà. Si cerca di scavalcarla. Anche la scuola aiuta in questo disprezzo dell'osservazione della natura per quella che è, e così ho avuto modo di vedere, anche attraverso persone di mia diretta conoscenza, che accadono cose straordinarie. Il professore chiede a dei ragazzi di scuola media di fare una ricerca sul cane. Tutti corrono sull'enciclopedia e fin qui nulla di male. Il fatto grave che lo fanno anche quelli che hanno uno o più cani in casa (alzategli l'orecchio, guardatelo bene dentro, sollevategli una zampa, guardate sotto, ...!). Ed i genitori sono sulla stessa lunghezza d'onda, quando, di fronte ad un animaletto qualunque che il figliolo sta osservando e addirittura toccando, lo tirano via con il classico "fa schifo, ti fa male, ...".

            Mi è stato chiesto in particolare se è vero che l'acqua scaricata da un lavello ha un verso di rotazione nel nostro emisfero diverso da quello che ha nell'altro. E poi hanno aggiunto: qual è il verso di rotazione nel nostro emisfero e quale nell'altro ? Tralasciando la prima questione che rappresenta una lecita domanda, la seconda è quella a cui mi riferivo. Cosa ci vuole a sperimentare, almeno a fare gli empirici ? Si va in cucina o in bagno, si mette il tappo al lavello, si riempie il lavello a piacere e poi si toglie il tappo. Eppure, le persone che hanno fatto la prima domanda, che rappresenta un livello interessante di approfondimento e di formazione culturale, non riescono a fare ciò che è più semplice.

            Altra questione che mi dovrà far smettere di rispondere a domande di fisica. Per i miei studi faccio spesso dei giri su internet. Mi sono imbattuto in qualche sito di quelli che vendono le risposte a quesiti tipo tesina, al fine di presentarle a questi indegni Esami di Stato (una tesina è un credito e nella nostra società vi è sempre il furbo che mette su una banca dei crediti che alla fine serve per radere al suolo la crescita dei nostri ragazzi che credono di essere furbi). Ho ritrovato anche alcune delle cose che mi erano state chieste ed alle quali avevo risposto. Sarà pure un solo cretino che vuole trarre profitto da me che invece profitto non traggo, ma non è certamente simpatico avere presente anche un solo furbo che gira per fisicamente.net (meglio un dichiarato reazionario che uno della genia italica dei furbi, alla Berlusconi).

            Ancora una cosa, questa volta più seria, che riguarda qualche fisico importante che risponde a dei quesiti http://www-dft.ts.infn.it/~esmargia/physics/vortici.html. Sempre sulla vicenda del verso di rotazione dell'acqua di scarico di un lavello, un altro cortese lettore mi ha scritto chiedendomi come stanno le cose. La parte d'interesse è che, su fisicamente.net, aveva letto delle cose, mentre nel sito citato che fa capo addirittura all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (infn) aveva letto cose che negavano quanto io avevo scritto.

            Anche qui vi è, ad un livello più alto, una parte di fisici che tornano aristotelici rifiutandosi di guardare nel logoscopio dell'elementare empirismo che poi va trattato con una teoria non ingenua. Anche qui, in riferimento allo stesso argomento, provo a spiegare.

            Quel fenomeno dei versi di rotazione (poi vedremo il problema) va sotto il nome di forza o accelerazione di Coriolis, dal nome del fisico francese che studiò il fenomeno. La teoria la potete trovare qui. Ora non vi sono dubbi sui fenomeni di seguito elencati e derivanti dalla forza di Coriolis: il fatto che i cicloni osservati dai satelliti hanno verso antiorario nel nostro emisfero ed orario in quello australe, cosa che vale anche per le correnti marine; il fatto che i venti alisei vengono deviati verso occidente; il fatto che nel nostro emisfero le rive destre dei fiumi e le rotaie destre (rispetto al verso del moto)  sono le più consumate;  il fatto che se si spara a grande distanza su un bersaglio, senza tener conto della deviazione di Coriolis, non lo si colpisce; la famosa esperienza (1851) del pendolo di Foucault. Dell'effetto di Coriolis occorre poi tenere conto negli spostamenti in aeroplano; per es., nel caso di un velivolo che dal Polo Nord diriga verso l'Equatore volendo mantenere fissa la propria direzione lungo un meridiano: mentre l'aereo è in volo, la Terra ruota di un certo angolo verso est, il che lo porterebbe ad atterrare in un punto a ovest del luogo previsto, se il pilota non modificasse la traiettoria. Se si è d'accordo dove è il problema ? Proprio negli scarichi dei lavandini.

            Tralasciando qualche sciocchino che in rete dice che questa è una bufala (è la stessa classificazione dei miracoli) è interessante invece ciò che viene detto appunto in quel sito di cui prima, con affermazioni di un fisico che, per dire le cose che dice, cita prestigiosissime riviste a livello mondiale. Si dice che la forza di Coriolis è piccola e dà effetti piccolissimi che, se non sono su scala macroscopica, non danno effetti rilevabili. Si obietta poi affermando che la cosa è quasi impossibile perché è impossibile ricreare la stessa geometria di lavello nel nostro emisfero e nell'altro. Quest'ultima obiezione farebbe rizzare i capelli a Galileo, si debbono infatti ricreare le medesime condizioni e per sapere se il fenomeno si verifica o no basta realizzarlo qui con un certo lavello e poi trasferire il lavello dall'altro emisfero. Nessuno dica che la cosa è impossibile. E, per vedere fino a che punto la legge di Coriolis vale, non sarebbe peregrino fare delle esperienze. Ricordo che per verificare un aspetto della teoria di Einstein del rallentamento degli orologi in volo, si sono fatti girare intorno alla Terra per moltissimi giorni degli aerei (riforniti in volo) sui quali erano caricati sofisticatissimi orologi atomici. Ed in fisica non vi è classismo tra fenomeni.

            Ma veniamo a cose molto più logiche. Senza pensare allo spostamento di lavelli da un emisfero ad un altro, basta ricordare che il fenomeno risalta meglio in geometrie di tipo sferico. Allora si potrebbero realizzare coni (o semisfere) identici ed utilizzarli come lavelli (anche imbuti molto grandi andrebbero bene). E, per verificare il tutto basta fare una telefonata al collega dell'università di Buenos Aires. Difficile, eh? E chi pensa che un fisico abbia  una qualche difficoltà ad incontrare colleghi dell'altro emisfero deve tranquillizzarsi perché vi sono molteplici occasioni di incontro in congressi mondiali istituzionalizzati.

            C'è ancora da dire. Quel fisico sosteneva la cosa seguente: il fenomeno è talmente piccolo che non ha effetti se le forze in gioco sono più grandi. Cerco di capire cosa dice. Supponiamo che vi sia dell'acqua che stia già scendendo dal lavello in verso antiorario (nostro emisfero), se spostiamo il tutto nell'altro emisfero, quest'acqua non cambia verso di rotazione. Sono d'accordo. Ma mi si spieghi perché, dati due lavelli identici tappati, uno qui ed uno lì, l'acqua di lì dovrebbe girare come qui, oppure ho capito male ? All'inizio c'è quiete nei due casi, non si tratta quindi di contrastare alcuna altra forza. Piuttosto consiglierei l'autore di tanto ingegno (lo proporrò per il premio Zichichi) di trarre le conclusioni dal suo discorso, conclusioni che trascendono la banalità di acqua che scivola da un lavello. Il suddetto ha scoperto il moto assoluto! Un qualcosa che dai tempi di Newton si cercava di affermare, visto che Mach aveva fatto delle obiezioni di rilievo, per non dire di Berkeley. Il nostro fisico ha detto che, per qualche strana ragione, visto che la forza di Coriolis è debole, il verso di rotazione dell'acqua di questo emisfero deve essere lo stesso di quello dell'altro emisfero. Non solo quindi moto assoluto ma anche luogo assoluto. Aristotele si sta ringalluzzendo nel fornetto.

            E dopo aver detto tutto questo io non dico di aver detto la verità. Dico che vorrei essere convinto con ragionamenti scientifici seri e non con i ragionamenti a Pera che ho letto.

 

 

 

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