RICERCA: FIN DOVE?
Roberto Renzetti
(Questo lavoro era stato scritto per la rivista del CIDI, Insegnare. Avevo avuto dal direttore l'accettazione del lavoro, evidentemente prima che si scatenassero le reazioni al mio precedente articolo che Insegnare aveva pubblicato nel numero di Giugno 2004, Le mani sulla scuola che si trova in http://www.fisicamente.net/index-521.htm. Da quel momento questo ed altri articoli che avevo scritto per la rivista, nel completo silenzio della redazione, sono morti).
Tutti noi stiamo incrociando in questi giorni varie prese di posizione a proposito della "clonazione umana". Credo vi siano degli elementi di confusione che vanno chiariti per un sereno giudizio su tutte le implicazioni che una qualunque posizione sulla questione potrebbe comportare.
Intanto siamo alle solite: si scatena una controversia che diventa di piazza e trascende i motivi da cui parte. Siamo sempre (questo sempre ha una valenza di almeno mezzo millennio) di fronte a posizioni irrazionali che piombano in mezzo alla vita civile, rimbalzano su persone che ignorano completamente di cosa si parli, colpiscono per il preteso scandalo, vanno a finire in un atteggiamento di rigetto che non ha alcuna base scientifica. E non si storca il naso di fronte a questa osservazione. Prima la si mediti e, eventualmente, la si rigetti con un ragionamento che abbia una qualche base razionale. Purtroppo le risposte sono di carattere metafisico che, scava scava, vanno a finire su misteri, atti di fede, affermazioni apodittiche basate semplicemente sul nulla.
IL PAPA MALATO
Con ogni rispetto per chi la pensa in modo diverso dal mio debbo fare alcune considerazioni su Giovanni Paolo II. Questo signore, come ogni altro essere umano, ha avuto vari problemi di salute che hanno richiesto l'intervento della più evoluta medicina. Questo signore, alla fine del secondo millennio, ha usato dei prodotti più avanzati della medicina. Lo ha fatto sapendo che la gran maggioranza delle persone non può accedere alle medesime cure. E' ciò che accade ai ricchi ed ai potenti ed è inutile farne scandalo. Eppure, al di là di questa considerazione, vi è un qualcosa che merita attenzione. Non ho le cartelle cliniche del Papa ma sono convinto che avrà fatto delle radiografie, delle ecografie, delle Tac, delle risonanze magnetico-nucleari. E questo per ciò che riguarda gli strumenti. Avrà poi fatto delle analisi, di ogni tipo ... Insomma: il massimo senza nulla risparmiare. Tanto è che il Papa continua a muoversi ed a pontificare. Un Papa che, sorretto dalla sola medicina scolastica, già ci avrebbe lasciato. Nonostante ciò, nel pontificare, afferma con estrema decisione che non debbono essere fatte delle ricerche sulle cellule staminali da clonazione. Che poi sono le ricerche che impropriamente e terroristicamente sono chiamate sulla clonazione umana (con l’omissione colpevole di ciò che segue: a fini terapeutici). Nasce spontanea l'attenzione su una Chiesa che ha sempre mantenuto un atteggiamento di chiusura rispetto a qualunque ricerca. Che probabilmente si è spesa per ricerche di meteorologia, botanica, ... in tutto ciò che non disturba troppo. Ma quando si è stati di fronte a scelte cruciali, allora i sofismi e le logiche aristoteliche l'hanno fatta da padrone. Vediamo un poco meglio.
LA FISICA SACRA (*)
Galileo, esemplificativo di centinaia di scienziati finiti sotto il tribunale dell'Inquisizione, fu l'ultimo scienziato italiano dello splendore del Rinascimento e Barocco. Occorre arrivare fino agli inizi del Novecento perché una tradizione scientifica possa riprendere in Italia. La condanna tremenda che venne dettata contro l'iniziatore della scienza moderna, ebbe come conseguenza che, fino alla Liberazione di Roma nel 1870, il progresso scientifico italiano si paralizzò (i pochi scienziati, Volta, Melloni, Mossotti, Spallanzani, Malpighi, ... furono fenomeni isolati non inseribili in scuole di pensiero). C'è da dire che la Chiesa seppe essere assolutamente efficiente nel reprimere ogni dissidenza. Proprio nel 1870, al momento della Liberazione, fu chiarissimo come erano andate le cose in campo scientifico nello Stato pontificio nei 250 anni trascorsi da Galileo. L'aberrazione, che è possibile estendere ad altre scienze, è palese nella vicenda (poi ricostruita compiutamente) della cattedra di Fisica Sacra.
Nel 1816 il cardinale Consalvi affidava all'abate Scarpellini la cattedra di "fisica sacra" al fine di rimettere a posto le conoscenze "segnatamente nel tempo presente, in cui si abbusa dei progressi delle scienze naturali, o delle nuove cognizioni, per introdurre degli errori a danno della religione cattolica". C'è dietro la paura della Rivoluzione francese e l'esempio negativo dell'Encyclopédie che aveva permesso la diffusione di un sapere scientifico di massa, diffusione con la quale si poteva trasmettere l'idea di progresso sociale, culturale e politico aborrito dalla Chiesa.
Credo che anche coloro che hanno fobie scientifiche abbiano capito che, mentre altri Paesi veleggiavano verso le onde elettromagnetiche, equazioni di campo, anticamere di relatività e quanti, noi giocavamo con la Bibbia. Ma perché questi riferimenti ad altre ricerche? Perché ... Intanto perché le Tac del Papa, le risonanze e le ecografie non si fanno con la fisica sacra ma con i quanti ... E poi ...
COMPETIZIONE GLOBALE
L'Italia è l'unico Paese che risulta (non so fino a quando) avanzato che
perde (il verbo è corretto) una montagna di tempo in chiacchiere infinite su
ogni vicenda che concerne la ricerca. Intanto gli altri acquisiscono
cognizioni scientifiche e tecnologie che poi, regolarmente, ci vendono.
L’efficientismo, l’efficacismo, l’economicità reclamate dappertutto
(sia a destra che a sinistra) qui sembrano non avere cittadinanza (si tratta
di concetti complessi …). Stupisce che anche persone come Bocca (del quale
ho una grandissima stima) affermino: "Bisogna porre fine alla
imperante teoria ... della scienza suicida di quel che si può conoscere va
conosciuto" (Espresso del 26 agosto 2004). E c'è da chiedersi che
cosa di quel che si può conoscere non debba essere conosciuto. Non è una
domanda ingenua. Dove si dovrebbero porre dei limiti? E, soprattutto, chi
dovrebbe porre tali limiti? La situazione attuale di un bigottismo
generalizzato che riguarda tutto l'arco parlamentare, meno alcune illuminate
minoranze (e non parlo degli opportunisti radicali che strepitano mentre
abbracciano i reazionari), non fa presagire nulla di buono. Si pensi solo alle
vergogne della procreazione assistita che hanno visto l'ex radicale ed ateo
Rutelli schierato con il peggio di votresignor Sgreccia. Lor signori mi
scusino se io preferisco il parere, non di legge, di uno scienziato alle
opinioni di Rutelli, D'Alema, Amato, per non dir della palude vandeana.
Quantomeno ho modo di ragionare su dati scientifici e non su sviolinate
metafisiche che poi ci dovrebbero richiamare al mistero della vita.
Non che non vi siano dei misteri, è solo che, dato un mistero, è sacrosanto
indagarlo ed è ammirevole chi lo fa e che riesce a fare anche solo un minimo
di luce. Perché criminalizzarlo? E chi poi sarebbe il giudice? Buttiglione?
Formigoni? Giovanardi? Invece ho il piacere di leggere cose eccellenti
da Umberto Veronesi (Espresso citato): "Nella ricerca sulle cellule
staminali l'Italia aveva prodotto nel 2001 un progetto programmatico molto
innovativo che avrebbe potuto arrivare tra i primi nel mondo ad una soluzione
valida sia tecnicamente sia dal punto di vista delle comprensibili istanze
etiche. Invece ancora una volta l'inerzia del nostro Paese ci costringerà a
rincorrere i traguardi che altri hanno raggiunto. ... Ancora una volta non
abbiamo compreso che la ricerca è un investimento ad alto rischio e a lungo
termine". E Veronesi descrive bene l'eterna storia di frustrazioni
della nostra ricerca, la storia che è di grandi abilità, intelligenze
che si devono scontrare con ottusità, bigottismi ed integralismi. E'
l'analogo di ciò che Luciano Gallino ha descritto per la nostra industria, la
decadenza nei settori di punta per la cialtroneria e l'arpagoneria dei nostri
imprenditori, lestissimi nel copiare come nel piangere miseria ma con le
tasche aventi la struttura del guscio di una lumaca. Non a caso nel nostro
Paese la ricerca è quasi solo pubblica (fino a che Moratti e compagnia
cantando non sottrarranno anche le ultime briciole). Solo contatissime
industrie lavorano in settori di punta. Il Nord Est, ex mitico, continua con
le sedie che in Romania fabbricano a molto meno. Il valore aggiunto non c'è.
Lo stesso sindacato sono anni che insiste sulla ricerca, sull'innovazione...
Niente! D'altra parte cosa ci si può aspettare da una classe politica che
esprime i suoi massimi acuti culturali in avvocaticchi ed in diplomati al
liceo classico. Piccolo cabotaggio, navigazione a vista, cose che si vedono e
si toccano, sono ancora alla fase del pensiero concreto, non riescono a
pensare più in là di una legislatura perché, se perdono il treno della
nuova elezione sono fregati a vita (anche se con una pensione da nababbi).
Anche per il Parlamento europeo le selezioni ce le fanno i partiti e ci
offrono faune non proprio esaltanti. Ci spingono a discutere di ideologie
(subito dimenticate a seggio conquistato) quando i giochi li fanno in pochi e
noi ne siamo regolarmente esclusi. Ma esclusi non già dal decidere (io credo
alle democrazie rappresentative) ma dal conoscere, dal poter sapere cosa fanno
per poter opinare ed eventualmente confermare/togliere il sostegno.
L’EMBRIONE
Il nostro è uno strano Paese che ha nell’educazione cattolica un
handicap clamoroso che origina l’Ipocrisia con la I maiuscola. Persone che
non hanno alcun senso etico o morale si proclamano cattoliche e perciò stesso
assurgono a coloro che non possono mentire. Decidono sulle imbeccate di un
Paese straniero, il Vaticano, e le scelte sono sempre tali da affossare il
nostro Paese in ogni suo tentativo di emergere. In Italia abbiamo sua
eccellenza l’embrione che aspetta solo una foto segnaletica ed una carta
d’identità. Niente di male se si fosse conseguenti con la crescita
dell’embrione; prima feto, poi neonato, poi adolescente … fino alla
pensione. Neanche per idea! Dal
momento in cui l’embrione diventa neonato è fregato: coloro che lo
adoravano, improvvisamente, sono spariti ed il neonato può anche morire di
fame o in un cassonetto. Meglio se la mammina lo lascia in un orfanotrofio.
Qui iniziano a scatenarsi gli appetiti di vari ordini religiosi che ricevono
contributi infiniti dallo Stato. Per questo motivo un orfano in Italia è
molto più disgraziato che l’orfano di un altro Paese. In Italia l’orfano
è tale fino ai 18 anni e poi faccia ciò che meglio crede … Adottare un
piccolino toglie rendite succose e sicure agli orfanotrofi confessionali.
Ma che c’entra l’embrione con la clonazione?
E’ che dall’embrione si ricavano cellule staminali. E, portando
avanti la ricerca per una decina d’anni si può pensare di curare malattie
come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi multipla, il diabete e varie
altre malattie degenerative. Come ogni altra ricerca, non vi sono garanzie di
successo. Ma questo in ambito di ricerca è nel conto. Ciò che è certo è
che lungo la strada vi sono sempre delle ricadute fantastiche ed in gran parte
poco prevedibili. Io sono un fisico e non ho la preparazione sufficiente per
addentrarmi in storie di medicina che certamente vi sono (noto comunque che
l’atteggiamento di chi fa scienza come professione è sempre di questo tipo.
Questi dubbi neanche sfiorano i colleghi letterati ed umanisti in genere.
Poiché non sanno di cosa parlano continuano a zichicare). Posso però fare un
esempio analogo tratto dalla storia della fisica. Hertz faceva delle
sofisticate ricerche sulle onde elettromagnetiche. Lavorava al buio perché
doveva vedere delle minuscole scintilline che si producevano in un anello a
seguito di intense scintille che si producevano nella sua strumentazione.
Queste ultime illuminavano troppo il laboratorio e non permettevano la visione
delle scintilline. Hertz pensò di coprire la fonte degli scintilloni con una
scatola di alluminio che trovò nel laboratorio. Questo alluminio, colpito
dalla radiazione che gli scintilloni producevano (radiazione ultravioletta),
si elettrizzò. La cosa fu notata da Hertz che la lasciò lì raccontandola in
un articolo ma non capendola. Hertz aveva scoperto l’effetto fotoelettrico
(che fa funzionare ogni cellula fotoelettrica che ci circonda) che resistette
20 anni ad una soddisfacente spiegazione. Essa fu data da Einstein nel 1905 e
la cosa valse il Nobel al grande Albert. Quanto ho raccontato non è una
casualità, è un qualcosa che sempre accade perché non tutte le variabili
sono sempre in gioco nella progettazione di una ricerca scientifica. Così
l’uomo nello spazio (al di là dei retroterra militari indegni) non è stato
solo quello ma la realizzazione di leghe speciali, di miniaturizzazione, di
isolanti, di conduttori, di semiconduttori, di fotocellule, di pannelli
fotovoltaici, di ottiche particolari, ….
In Europa siamo già al terzultimo posto per ciò che riguarda
innovazione ed al penultimo per finanziamenti alla ricerca. Oggi è sempre più
criminale perdere tempo perché nessuno aspetta e, una volta creata una gap
essa non può fare altro che ampliarsi fino a che non si produce il distacco
di chi insegue. Da un certo punto in poi non ha più senso correre dietro. Ci
si ferma e si comprano i brevetti cha altri hanno realizzato. Il Paese
impoverisce e regala intelligenze al resto del mondo. Nel contempo diventa un
mercato di sbocco per le ricche economie dei Paesi che fanno ricerca. Ebbene
io a questo cammino non mi rassegno: occorre fare del tutto, anche rinunciare
ad un pasto al giorno per permettere alla ricerca di decollare. Perché,
stimato Bocca, noi non abbiamo un surplus di ricerca ma abbiamo deficit
paurosi che stanno originando gap dappertutto.
Un nostro grande scienziato che, per non smentire una tradizione
nefasta, ha lavorato ed ha avuto il Nobel per ciò che ha fatto negli USA,
Renato Dulbecco aveva trovato soluzioni di estremo interesse. Nell’ambito di
una Commissione che aveva messo insieme scienziati, filosofi, bioetici, …,
cardinali, nel 2001 aveva
elaborato una strada assolutamente originale per lavorare con le staminali non
toccando sua maestà l’embrione. Dice Veronesi che si tratta del “Trasferimento
Nucleare per ottenere cellule Staminali Autologhe (TNSA), che consiste nel
privare del proprio nucleo un ovocita umano (il quale non porta
all’embrione) e nel trasferirvi il nucleo di una cellula del paziente da
curare, in grado di generare cellule capaci di diventare qualsiasi tessuto”.
Insomma si scavalcava l’embrione e si disponeva di quanto serviva per il
tentativo di cura delle malattie cui ho accennato. Niente, niente, … Risolta
l’etica ritorna Aristotele ed i sillogismi, ritorna l’ignoranza e
l’ignavia ed il Paese straniero vince per maggior gloria dei malati da
ostentare nei vari santuari della speranza e dell’orrore. Sgreccia infatti dà
una sonora bocciatura a tutto campo alle conclusioni raggiunte dalla
commissione Dulbecco sulle cellule staminali. Il dicastero vaticano, precisa,
è "tutt'altro che possibilista" sulla Tnsa. Non sono dubbi,
perplessità, quelli di Sgreccia, ma "gravi riserve critiche" sia
dal punto di vista scientifico che etico. "Ci risulta che la Tnsa e la
Donaldson (quella inglese, ndr) siano la stessa tecnica. Allora non
riusciamo a capire come la stessa tecnica possa dar luogo a risultati diversi
e non dar luogo alla formazione di un embrione, come prospetta l'ipotesi della
commissione ministeriale, ma piuttosto a corpi embrionidi". Ma come
si può arrivare a corpi embrionidi senza passare per l'embrione, polemizza
Sgreccia? Inoltre, chiarisce il vicepresidente della pontificia accademia per
la vita, anche utilizzando gli ovociti congelati e non gli embrioni "si
tratta sempre di procreazione artificiale, fuori dall'atto coniugale".
Dunque, "per evitare problemi etici bisogna evitare la procreazione
artificiale tout court". E’ sempre così. Sempre così! con
l’accondiscendenza di milioni di cittadini che continuano a dare fiducia a
maghi e stregoni con preparazioni scientifiche traballanti (vedi i gravi
errori nel libro di bioetica di Sgreccia denunciati da Gilberto Corbellini su
Il Sole 24 ore: http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/990606b.htm;
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/990613d.htm;
http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/990613e.htm).
Infatti le crociate contro la ricerca non
hanno un equivalente contro la superstizione, l’astrologia, la magia e le
santificazioni selvagge. Perché da una parte le cose sono serie mentre
dall’altra si può scherzare bonariamente. Si pensi poi agli esorcismi, ai
diavoli ed a tutte le amenità che ci vengono propinate dalle medesime fonti.
E così, anche qui, si scopre che abbiamo la classe politica che ci meritiamo,
quella che “la gggente” sceglie sia a destra che a sinistra.
Sarebbe d’interesse conoscere i livelli di consapevolezza dei cittadini su
queste cose, vedere ad esempio se le cose sono migliorate o peggiorate da 20
anni a questa parte. Io ho la sensazione che siano peggiorate, non ho dati da
portare ma sensazioni. Ed i dati non li ho perché anche questo è un settore
da indagare poco altrimenti si rischierebbe di scoprire che il disastro inizia
con la decadenza della scuola, da qualche anno fortissimamente voluta a
sinistra e sistematicamente a destra. Ci si mettono poi anche i quotidiani,
anche quelli illuminati … Ad esempio Repubblica (8 agosto) dedica una pagina
centrale ad una sciocchezza cosmica: la dimostrazione del 5° postulato di
Euclide che ci avvicinerebbe a Dio. Non contenta dell’exploit, Repubblica
(22 agosto) insiste con un saggio di Don Giussani (comunicato e liberato) su
“Gesù Cristo, la fede e la matematica”. Capisco che non si possano
affrontare temi impegnativi in un quotidiano. Ciò che non capisco è perché
pagine preziose debbano andare a sciocchezze infinite.
IL MONSIGNORNO: SGRECCIA
Se dovessimo seguire il pensiero (?) di esponenti cattolici su
questioni saremmo costretti in un angolo metafisico. Secondo tali pensatori
(ad esempio Padre A. Gemelli in “Religione e Scienza, Milano 1920) la
scienza, la ricerca non è in grado di dimostrare come falso ciò che è
materia di fede. Cioè si crea il mostro per poi dire che è una creazione. Ma
quando mai la ricerca scientifica degna di tale nome si è avviata su tale
strada? Ma come è possibile porre la questione della verifica sperimentale di
cose che attengono alla metafisica? Ciascuno creda a ciò che vuole,
l’ambito del pensiero non ha limitazioni. Si faccia proselitismo di fede ma
non si vengano a porre limiti ed ostacoli a chi opera fuori dall’ambito
metafisico. Perché uno scienziato dovrebbe rendere conto ad una chiesa,
qualunque sia? In uno Stato moderno, dopo la Rivoluzione Francese, uomini ed
istituzioni debbono solo rispondere alle leggi dei Parlamenti. Non si
intervenga in modo autoritario sugli altri imponendo dogmi di fede. Ed invece
abbiamo a che fare continuamente con gravi interferenze che, in sé, non
dovrebbero essere che aneddotiche ma che colpevolmente trovano udienza in
parlamentari che più che rispondere agli elettori, rispondono ad interessi di
bottega (un dato per tutti: nel referendum sul divorzio la Fede fu battuta
clamorosamente dal buon senso nonostante i parlamentari che si mostravano
ossequienti con le interferenze della Chiesa). Vediamo alcuni di questi
continui interventi contro, del rappresentante ufficiale delle
gerarchie vaticaneRICERCA FINO DOVE,
monsignor Sgreccia (direttore dell'Istituto di Bioetica dell'Università
Cattolica e vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha per
presidente il cileno Juan de Dios Vial Correa):
-
Nel suo Manuale di Bioetica mons. Sgreccia afferma:
“la trattazione di questi temi necessariamente
richiama capitoli e capisaldi di antropologia filosofica e di etica generale:
il valore fondamentale della vita umana, la validità oggettiva della norma
morale, la libertà dell'individuo e la responsabilità del medico, la
gerarchia dei valori all'interno della realtà corporea e personale
dell'individuo, il primato della persona rispetto alla società".
Ecco, se si dovessero seguire queste indicazioni anarchiche;
davvero non si capisce dove nasce
il problema: l’individuo fa ciò che vuole. Ho però voluto citare questo
passo proprio perché la Chiesa dà per scontata la sua visione del mondo che,
solo per una pigrizia monumentale della gggente, può passare
inosservata. Altrimenti una cosa così dal più feroce mastino medioevale non
sarebbe mai stata sostenuta. Ma il mastino, che pure è la più alta autorità
della Chiesa in questi temi, continua:
-
"Aborto
mai. Anche se questi bambini non hanno speranza di vivere, però un conto è
lasciarli morire dopo che sono nati, un conto è ucciderli prima che vedano la
luce. E questo anche per l'impatto che un atto del genere può avere sulla
madre. E per dar loro il battesimo".
- “Per noi è aborto anche la spirale perché impedisce l’impianto nell’utero dell’embrione già formato”.
- "La pillola RU 486 procura l'aborto e la Chiesa cattolica ricorda che non è lecito usarla perché è contro la vita umana".
-
“Assolutizzare il metodo sperimentale in medicina
rischia di far dimenticare il valore della persona su cui si
agisce”.
-
“Non
chiediamo certamente troppo se domandiamo che, come prima proposta educativa
in fatto di prevenzione dell'AIDS, sia presentata quella di evitare i
comportamenti a rischio, nell'ottica di una sessualità pienamente umana e
orientata al matrimonio”.
-
“Un conto
è rinunciare ad un accanimento terapeutico e un altro è ammettere che l'uomo
può essere padrone egli stesso della vita, mentre non ha questo diritto …
Staccare il respiratore è stato un atto indebito di anticipazione della
morte. E il giudice si è sostituito al medico con una sentenza provocatoria e
programmatica".
-
“La sperimentazione biomedica selettiva e
discriminatoria non può essere
giustificata, neppure di fronte a ipotetici vantaggi, che per altro sono
raggiungibili con altre metodologie”.
-
“I temi
fondamentali del discorso che il Papa ha fatto oggi al convegno dei
trapiantologi riguardano il criterio dell' accertamento della morte cerebrale,
la possibilità della ricerca sugli xenotrapianti e l' esortazione positiva
alla donazione degli organi. Quanto all' accertamento della morte è accettato
il criterio della morte cerebrale secondo metodi oggettivi.”
-
“In primo
piano c’è la difesa della dignità della persona umana in contrapposizione
ad una certa mentalità che sembra emergere e che individua le tecniche di
fecondazione artificiale quasi come via preferenziale per concepire un figlio,
considerato alla stregua di un “prodotto” selezionato nei processi di
laboratorio.”
-
“Le
tecniche di fecondazione artificiale non sono una terapia, tanto meno una
prevenzione. Con queste tecniche si va al di là del processo naturale ed è
quello che la Chiesa non può accettare. L’unica via lecita è quella
naturale, coniugale, quella che fa si che attraverso l’unione sponsale gli
sposi possano avere figli naturali, attraverso il loro amore coniugale”.
-
"Nel campo delle scienze sperimentali c’è sempre
di più l’esigenza del dialogo con l’etica. Proprio per alcune minacce che
possono essere rappresentate da progressi scientifici e tecnologici, si
avverte ovunque il bisogno di una razionalità etica."
-
"La Chiesa non considera vera famiglia quella dei
conviventi e dunque - conseguentemente - ritiene improprio abilitarla alla
procreazione dei figli. La ragione di questo giudizio è nella carenza di
stabilità che caratterizza la convivenza senza matrimonio. Quell'articolo
cinque costituisce poi una prima legalizzazione indiretta delle convivenze
nell'ordinamento italiano! Era un passo di tale portata che avrebbe richiesto
un esame più ampio e più diretto".
-
“La fecondazione eterologa dà luogo a una paternità
plurima e come suddivisa tra padre, madre e donatore. Questa pluralità
contraddice la natura della famiglia, la rompe in immagine e può romperla di
fatto. L'esclusione dell'eterologa avrà un'efficacia indiretta nello
stimolare le coppie infertili a ricorrere all'affido e all'adozione”.
-
"Questa levata di scudi in difesa della 194 è per me
una meraviglia. Ormai l'Italia è restata quasi sola in Europa a considerare
intoccabile quella legge, mentre si afferma dappertutto la tendenza a rivedere
in senso restrittivo le norme sull'aborto. E pensare che la nostra legge
sull'aborto è una delle peggiori, nel senso che è una delle più
permissive".
-
"Bisognerebbe chiedere agli omosessuali cosa c'entri
l'orgoglio. Il gay pride è una forma di aggressività che va contro le
famiglie, non contro un idea religiosa".
-
“Le coppie
di fatto non si assumono doveri di fronte alla società, mentre allo stesso
tempo chiedono diritti nella società. La rivendicazione di una parità con le
famiglie eterosessuali rappresenta una contraddizione con la natura
complementare dei sessi, che non e' solo nella corporeità nella struttura
della personalità” (sarebbe d’interesse sapere quali doveri si assume
la Chiesa rispetto alla società, ndr).
-
"Dobbiamo vigilare [sul progetto Genoma] sulle
possibili applicazioni negative della nuova scoperta che potrebbero essere
causa di grave offesa alla dignità e alla uguaglianza di tutti gli individui
umani."
-
"Immorale utilizzare embrioni umani".
-
"Che differenza c'è tra questa sperimentazione e la
sperimentazione letale su esseri umani, senza consenso, già proibita dai
tempi hitleriani?"
-
“Viene molto spesso da pensare che i veri galileiani
oggi stanno tra i credenti”.
-
"Ogni tipo di clonazione terapeutica, che implichi la
produzione di embrioni umani e la susseguente distruzione di embrioni
prodotti, al fine di ottenere cellule staminali è illecita. Esso è un atto
gravemente immorale … Dietro la libertà di ricerca c'è dell'utilitarismo
finanziario. Penso che ci troviamo di fronte a un cedimento alle pressioni
deelle industrie".
A questa
condanna al rogo che l’inquisitore Sgreccia dispensa a tutti e,
ultimamente, a chi si occupa di clonazione per procurare cellule staminali a
fini terapeutici, egli aggiunge la motivazione del profitto. Dietro tali
ricerche vi sono potenti interessi economici e ciò le svaluterebbe. Non li
conosco ma non vi è alcun dubbio che sia così. Come quando la Chiesa era
fermamente contraria alla pillola anticoncezionale … contrarietà venuta
meno quando tale pillola entrò in produzione nella allora industria
farmaceutica vaticana Serono (si veda quanto sostenuto da Redi alla fine
dell’articolo). D’altra parte
è quanto meno una scoperta alla monsieur De Lapalisse: sarebbe
straordinario un lavoro per la gloria in questa società ferocemente
liberista. Ho già detto che Sgreccia è il rappresentante ufficiale della
Chiesa e quindi il citare le sue posizioni corrisponde a citare quelle che
interessano ai fini di quanto sto tentando di sostenere. E le cose sono sempre
andate così, come ho già ricordato. Copernico, Bruno, Galileo, … ma anche
il divieto delle autopsie, considerate altamente immorali, sono i primi
violenti segnali di intolleranza. Quindi il dover attendere il 1822 perché
Galileo, Kepler e Copernico venissero fuori dall’Index Librorum
prohibitorum e si potesse pensare a portarli, almeno come peccatori, nelle
scuole confessionali (che pure, pur essendo le uniche nello Stato della
Chiesa, riguardavano infime minoranze, dell’ordine del 3% della popolazione
della quale lascio indovinare il censo). Ma è inutile elencare,
sarebbe un lavoro improbo su almeno 500 anni di storia. Piuttosto merita
considerazione un’altra affermazione di Sgreccia: «l'impiego deteriore
della scienza ha scritto pagine buie nella storia non lontana e tale ricerca
non può essere fatta rinascere, perché non sarebbe soltanto contro Dio, ma
anche contro l'uomo e la civiltà». Il nostro fa una confusione completa
tra scienza ed uso della scienza. E’ certamente vero che l’uso della
scienza ha creato mostri ma, avverto Sgreccia, allo stesso modo che l’uso
della fede. Sui pretesi mostri della scienza, dice Veronesi:
"Lo scienziato ha
una sua cultura etica. Nella storia della scienza ci sono casi di truffa, di
plagio e quant'altro, ma non, a quanto ne so, di deliberata intenzione di
nuocere alla gente. Il solo episodio che mi lascia eticamente perplesso è il
Progetto Manhattan, o meglio la decisione dei fisici di continuare a costruire
la bomba benché Hitler fosse morto. Altri misfatti alla dottor Jekyll non
riesco però a citarne". Sui
mostri della fede sorvolo.
LE POSIZIONI DI ALCUNI
SCIENZIATI
“Trovo valida la posizione del ministro della Sanità Umberto
Veronesi. E’ corretto scegliere la strada delle cellule staminali, ma è la
via più lunga e, quindi, rischiamo un ritardo nelle ricerche che ci metterà
in secondo piano rispetto a quanti sono già partiti o partiranno presto con
gli embrioni. Il problema è se questo ritardo sia accettabile o no. Visto che
ci sono centinaia di migliaia di embrioni in Europa e negli Usa che dovranno
essere comunque eliminati, perché non utilizzarli per i test sui trapianti
terapeutici di cellule? Mi sembra che invece l'Europarlamento abbia adottato
una posizione identica a quella del Vaticano e che non mi trova
d'accordo". Questa è la posizione di Rita Levi Montalcini che
aggiunge essere una assurdità la posizione del pensiero supercattolico
di fronte alla terapia del dolore (anche qui, da Pio XII, la Chiesa è stata
sempre contraria ad alleviare le sofferenze dei malati gravi con opportune
terapie). La scienziata è anche membro della Pontificia Accademia per le
scienze ma il Vaticano l’ha attaccata con durezza dall’Osservatore Romano
(“certe dichiarazioni non sono all'altezza della sua valenza
scientifica” … “sono
sorprendenti le tesi della scienziata sulle cellule staminali, quando dice che
«l'uomo esiste solo quando ha acquisito la capacità d'intendere e di volere».
Non è vera scienza né progresso
autentico quella tecnica che, per raggiungere il risultato, richiede il
sacrificio anche di un solo essere umano [qui ci si riferisce
all’embrione, ndr]”. Aggiunge per parte sua monsignor Sgreccia, che
“l’etica deve sempre vegliare sulla scienza per impedire che venga
impiegata contro i più deboli e indifesi, rivelandosi «indegna dell'uomo»”).
A quale etica si riferisce Sgreccia? E’ possibile per monsignore
un’etica laica?
Riguardo a Dulbecco, che sostiene cose anche più avanzate di quelle
della Montalcini sulla clonazione terapeutica, è inutile citare le sue lucide
posizioni, troppe sono le cose che fanno parte del bagaglio, scientifico,
umano e razionale del grande scienziato che dovrebbero essere dette e non ho
spazio. Riporto solo un suo giudizio da me condiviso: "Il conflitto
tra scienza e Chiesa è irrisolvibile. La religione parte da un punto di vista
diverso, da postulati diversi. Sono due modi di ragionare completamente
diversi. Lasciamoli assolutamente separati".
Silvio Garattini spiega:
"Stato, Chiesa e industria esercitano sulla comunità studiosa una
pressione indebita. Lo Stato pretende di dirci, a proposito degli organismi
geneticamente modificati, quali ricerche siano lecite e quali proibite, in
nome di un ecologismo da lanzichenecchi che non ha relazione con la vera
salvaguardia della salute e dell'ambiente [il riferimento è all’allora
ministro delle politiche agricole, Pecoraio Scanio]; la Chiesa prescrive
quali cellule usare e quali no nello studio delle staminali; l'industria,
surrogandosi a uno Stato assenteista, impone scelte che assecondano le sue
strategie e i suoi interessi. In questa situazione, quale libera ricerca si può
fare? Restano, è vero, Airc, Telethon, Trenta ore per la vita. Ma rispetto
alle roboanti promesse di Lisbona aumentare la spesa per ricerca al tre per
cento del prodotto interno lordo rimaniamo con il solito pugno di mosche".
Umberto Veronesi chiosa: "Scagliarsi
contro la scienza è doppiamente insensato perché l'acquisizione del sapere
allarga il nostro orizzonte; e in secondo luogo perché la scienza fornisce
principi metodologici importanti. Tra questi il principio di precauzione, che
oggi viene usato per vietare la sperimentazione degli ogm in campo aperto.
Ebbene, se applicato alla lettera il principio sconsiglia persino di uscire di
casa perché una automobile potrebbe travolgerci. Ogni attività vitale
comporta dei rischi. Affrontando la questione della mucca pazza abbiamo fatto
un calcolo del rischio di morire, oggi e nel prossimo futuro, della malattia
di Creutzfeldt-Jacob. Questo rischio è pari a quello di contrarre il cancro
al polmone fumando una sigaretta: in tutta la vita, non al giorno o alla
settimana".
CONCLUDO
Quanto
afferma Carlo Alberto Redi, docente di Biologia dello Sviluppo all'Università
di Pavia, può servire da conclusione a quanto ho fin qui sostenuto: “Su
una cosa non possono esserci dubbi: la ricerca deve essere libera. Priva di
ogni condizionamento. … Diverso è il discorso del controllo sociale sulle
applicazioni possibili dei risultati della ricerca. Una volta era proprio
questo il discorso che differenziava la sinistra: difendere la conoscenza e la
libertà del conoscere da un lato, ma mantenere e garantire un esercizio
democratico, un controllo sociale sulle applicazioni. Come si può esercitare
tutto ciò? Solo grazie all'informazione. Sono convinto che se ci fosse una
alfabetizzazione scientifica vera, molti problemi si risolverebbero
facilmente. Quello che spaventa è la condizione monopolistica sulle
applicazioni. Questa sì, è pericolosa. Ma non possiamo confondere il livello
del controllo sociale su una tecnologia con la negazione dei progressi
garantiti dalla ricerca. … Se
non decidiamo in maniera collettiva e se non sottoponiamo le applicazioni a un
controllo sociale democratico, l'ingegneria genetica verrà usata comunque, e
solo dalle élite che hanno l'accesso economico alla tecnologia. Questo si può
evitare solo conoscendo, grazie alla ricerca, che cosa si può fare, e
decidendo collettivamente quello che si vuole fare. Dobbiamo difendere la
ricerca proprio per permettere a tutti di accedere alle grandi opportunità
fornite dai progressi della conoscenza, e per non lasciare tali opportunità
in mano ai grandi monopoli o a pochi ricchi. Se la gente confonde la scienza
con la tecnologia, e quest'ultima con il potere di pochi, è anche perché la
ricerca produce tecnoscienza, e questa è spesso controllata da compagnie
private. E' vero. La comunità scientifica deve fare ammenda su questo. Però
non dimentichiamoci che l'università è morta in seguito al thatcherismo, che
fece passare in Europa l'idea che l'università deve coniugarsi con l'impresa,
nella speranza fasulla che così si producono giovani più competitivi sul
mercato del lavoro. Quando l'università deve agganciarsi all'impresa come
fonte di finanziamento è evidente che lo scienziato deve fare la ricerca di
base con la mano sinistra, mentre gli si impone, a causa del committente, un
obiettivo applicativo e tecnologico. Il ricercatore è costretto a una forma
di prostituzione scientifica, a causa di scelte politiche più alte che hanno
eliminato finanziamenti per la ricerca di base.”
Einstein, in
"Perché il Socialismo?", avverte: “Dovremmo
stare attenti a non sopravvalutare la scienza ed i metodi scientifici quando
si tratta di problemi umani; e non dovremmo ammettere che gli esperti siano
gli unici ad avere il diritto di pronunciarsi su questioni riguardanti
l'organizzazione della società".
In definitiva, comunque, il primato della politica e del suo controllo
democratico.
Sembra invece che oggi vi sia un conformismo colpevole che fa sempre
dire di si a quanto non la politica ma il gruppo di potere confessionale
chiede con petulanza. La classe politica è priva di cultura scientifica, e si
schiera con il populismo, la piaggeria e la sciatteria. E’ straordinario il
fatto che si debba sollecitare la sinistra alla difesa di principi di laicità
che sono/erano nel suo DNA. Si rimpiangono i liberali storici, quelli che
fecero l’Unità d’Italia. Se non tornano in campo loro occorrerà
ritornare ai giacobini.
Roberto Renzetti
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(*) Nel settembre 2002, in una povera e
sciatta conferenza di Zichichi presso il Campidoglio (sponsorizzata dal verde
ignavo Athos de Luca), chiesi al luminare notizie su tale cattedra: il
luminare guardò il cielo cercando ispirazione ... niente!