FISICA/MENTE

 

Rumsfeld dice NO a "Galileo"!

Roberto Renzetti

 

       

Il sistema satellittare USA chiamato GPS è quello che permette di individuare dallo spazio, con un margine di errore di 4 metri, un qualunque oggetto. E' di enorme utilità all'intero sistema dei trasporti mondiale, dalle astronavi alle navi, ai treni, ai mezzi da trasporto di terra. L'inconveniente è che il sistema è gestito dal Pentagono USA ed ha scopi principalmente militari. Della cosa nessuno si stupisce solo che, in occasione dell'aggressione americana all'Iraq, più volte il Pentagono ha minacciato di chiudere il segnale agli usi civili del mondo intero con rischi di paralisi totale delle comunicazioni ormai integrate con tale sistema. La cosa è già stata fatta dagli USA in occasione della Prima Guerra del Golfo. Ma all'epoca si era poco dipendenti dal sistema GPS. Oggi ci si è resi conto dei gravi rischi che crea tale dipendenza.

       

In Europa, già da vari anni è in studio il sistema satellitare Galileo che, con tecnologie europee molto più avanzate di quelle USA (in gran parte nate da Alenia Spazio della Finmeccanica), dovrebbe sostituire il sistema GPS. Le ricadute in termini di crescita tecnologico-scientifica, di indipendenza europea, di concorrenza del sistema Galileo con il GPS a livello mondiale, ..... sono enormi, valutate in una quantità vicina ai 1.000 miliardi di euro in pochissimi anni (il sistema dovrebbe diventare operativo nel 2008).

       

Allego degli articoli tratti da Repubblica.it che descrivono il sistema GPS ed il Galileo oltre alle idiozie del Governo Berlusconi. Giocavano sulla sede operativa del sistema Galileo: Roma o Milano? A parte ogni considerazione sull'Alenia che si trova nel polo tecnologico della Tiburtina a Roma, le lotte intestine entro i cialtroni al governo hanno fatto si che la direzione del progetto (che, insisto, è italiano) sia passata alla Germania. Questo a seguito di una analisi congiunta franco-tedesca della necessità di accelerare Galileo e dell'inaffidabilità del Governo Berlusconi (non voglio credere all'altra ipotesi fatta: il baratto della sede di Galileo con le quote latte care al montanaro Bossi), già recidivo nell'aver rifiutato la collaborazione europea nella costruzione dell'aereo militare da trasporto A400M, avendo preferito la statunitense Lockeed Martin Mi interessa ora sottolineare che il Pentagono ha ruggito contro il sistema Galileo e sembra che il ruggito sia venuto dallo stesso Ministro delle Difesa USA, il futuro imputato di crimini contro l'umanità, Rumsfeld. Speriamo che i lanzichenecchi al potere in Italia, insieme a qualche altro sciocco europeo non perdano questa occasione determinante per l'indipendenza dell'Europa.

 

Gli Usa tolgono le interferenze al sistema satellitare che individua qualsiasi posizione in tutto il pianeta

Il Gps diventa dieci volte più potente

Una persona dispersa potrà essere trovata con un'approssimazione dell'ampiezza di un campo da tennis

WASHINGTON

- E' nato per scopi militari, per esigenze di difesa è stato reso poco fruibile da utenti privati e ora per esigenze commerciali entra nel mercato senza più ostacoli. E' il Gps (Global positioning system), il sistema via satellite che consente di individuare la propria posizione sul pianeta. Gli Stati Uniti hanno cessato di disturbare i segnali dei satelliti destinati all'uso civile del Gps rendendolo in questo modo dieci volte più potente. Le interferenze, che rendevano il Gps più impreciso, erano effettuate per impedire che il sistema potesse essere usato da terroristi per guidare missili verso l'obiettivo prescelto per un attentato. La fine delle interferenze significa un immediato salto di qualità per tutte le numerose applicazioni civili del Gps: dagli antifurti delle automobili alle imbarcazioni, dalle prospezioni minerarie alle ricerche petrolifere, da chi si avventura in zone deserte fino all'invio di squadre di soccorso alle ricerca di dispersi.

"Polizia, vigili del fuoco, squadre di emergenza potranno adesso rispondere in modo molto più preciso a richieste di intervento", ha sottolineato Neal Lane, un consulente scientifico della Casa Bianca. I segnali Gps consentono l'immediato posizionamento sul pianeta, per coloro muniti di un dispositivo di rilevazione - sono più di quattro milioni le persone che ne fanno uso - sfruttando il segnale di una ventina di satelliti Usa. La nuova qualità del segnale, non più disturbato, consentirà di rintracciare la posizione di una persona con approssimazione non superiore all'ampiezza di un campo da tennis. "Questo significa, nel caso di un automobilista disperso, che le squadre di soccorso sapranno in partenza perfino da quale lato dell'autostrada cercare", ha spiegato un esperto.

Dietro la decisione presa dal presidente Bill Clinton ci sono fortissimi interessi di mercato. La Casa Bianca prevede un raddoppio del mercato Gps nei prossimi tre anni (il giro d'affari attuale è di oltre 16 miliardi di dollari all'anno). Senza contare che gli Stati Uniti mettono la loro rete di satelliti Gps a disposizione dei civili in modo gratuito assicurando così che il sistema americano continui a dominare il settore.

La sicurezza resterà in questo modo comunque garantita. In caso di bisogno, sarà possibile bloccare l'uso del Gps in precisi settori del pianeta. Se l'intelligence Usa dovesse ad esempio sospettare l'uso della tecnologia Gps per un attentato, si sarebbe in grado di tornare a un segnale deteriorato in quella specifica aerea del mondo.

(3 maggio 2000)

IN RETE

(in inglese)

Consorzio Unavco ricerche Gps

National geodetic survey

United States naval observatory

Nasa, Gps service

Istruzioni sul Gps dell'Università del Texas

Casa Bianca

Cia


Berlusconi smentisce Formigoni: "A Roma la sede dell'Agenzia", il presidente lombardo appoggia la candidatura di Milano

Progetto Galileo, sui satelliti si spacca il centrodestra

Il sistema di "navigazione" terrestre e marino è destinato all'Italia, ma nasce un'infuocata questione tra Nord e capitale

ROMA

- Mentre Unione europea e Usa sono impegnati in un duro braccio di ferro diplomatico sulla possibilità di dotare il Vecchio continente di un sistema satellitare, in Italia si litiga. Si litiga su dove dovrebbe essere la sede dell'Agenzia che seguirà appunto il progetto chiamato Galileo. Milano o Roma? Un quesito che ha fatto spaccare il centrodestra e ha coinvolto nella polemica anche il centrosinistra.

Hanno incominciato i presidenti di Lombardia e Lazio, entrambi della Casa delle libertà. Roberto Formigoni da ieri sostiene che la sede idonea dell'agenzia non può che essere Milano. Oggi gli ha risposto Francesco Storace, che ha chiesto a Silvio Berlusconi "un'intesa strategica con il governo in sede comunitaria". Storace è riuscito ad attirare il consenso di tutto l'"asse romano" della coalizione: dal candidato sindaco della capitale Antonio Tajani al leader di An Gianfranco Fini. L'ultima parola l'ha detta il Cavaliere in persona: "Credo che la capitale debba essere la sede della Agenzia Satellitare europea". Punto e basta.

Ma le tensioni con l'asse lombardo non rientreranno così in fretta, anche perché non è chiaro quanto possa valere il giudizio dell'alleato Umberto Bossi su una contesa così marcatamente geopolitica. Anche se il Carroccio non si è espresso sulla questione, difficilmente cederà senza combattere una rivendicazione di priorità del Nord su un tema strategico di questa importanza.

Passa dunque in secondo piano l'aspetto scientifico del progetto Galileo, il sistema di navigazione satellitare (potrà servire per "guidare" qualsiasi mezzo di trasporto terrestre e navale) che l'Europa ha messo in campo in alternativa all'americano Gps. Ammesso che i partner europei che partecipano al progetto della futura costellazione di satelliti per la navigazione concedano all'Italia di ospitare la sede dell'agenzia, la stessa Unione europea ha sottolineato che la dislocazione tra Roma o Milano è del tutto ininfluente dal punto di vista tecnico.

Fino a ieri, l'obiettivo dichiarato dell'Italia era che l'Agenzia fosse installata a Roma. Tale soluzione era anche prevista dall'ipotesi di accordo tra Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma, Enav, Agenzia Spaziale italiana e aziende interessate.

Ora il problema è di natura politica. Anche il centrosinistra è intervenuto. "Noi non abbiamo contese, per noi l' Agenzia satellitare deve stare a Roma", ha detto il candidato a sindaco Walter Veltroni. Che poi affonda: "Registro che è il primo atto: ci sono tutte una serie di voci su cose che da Roma andrebbero via nel corso dei prossimi mesi".

Galileo sarà composto da 24 satelliti su orbite di 24 mila chilometri, che si integreranno con tre satelliti geostazionari a 36 mila chilometri. Il sistema sarà operativo nel 2005 e raggiungerà la piena capacità nel 2008. Il costo dell'intero progetto è stimato intorno ai 6-7 mila miliardi di lire, ma si prevede che la sua realizzazione attiverà un giro d'affari di quasi centomila miliardi fino al 2005 e di 500 mila miliardi entro il 2020.

(22 maggio 2001)


E' pronto un sistema per battere il Gps l'Europa cerca l'indipendenza dagli Stati Uniti

La guerra dei satelliti Galileo sfida gli Usa

di EMILIO PIERVINCENZI

BRUXELLES -

Un altro super-occhio, anzi tanti occhi, puntati sul mondo. trenta satelliti con la bandiera blu a stelle d'oro che vigilano sugli abitanti del Vecchio Continente. Sarebbe la prima volta che l'Europa fa una cosa da Europa, un nostalgico ritorno alla Grande Idea di Jacques Delors di fare della Ue un soggetto ambizioso, capace di costruire non solo politica e moneta, ma anche di produrre alti progetti industriali e infrastrutturali. Una cosa in grande, in grado di spaventare - anche questa sarebbe una prima volta - il colosso americano. Che infatti sta cercando di ostacolare con ogni mezzo diplomatico consentito l'avvio del progetto.

Figurarsi, dicono alla Nsa (National security agency) di Washington, lasciare che anche gli europei si dotino di un sistema satellitare con il quale guidare missili, seguire le colonne degli eserciti, gli spostamenti delle navi. Non se ne parla nemmeno. Ma l'Europa insiste, sempre più motivata e diffidente, dopo quanto accaduto con Echelon, il Grande Orecchio, con il quale gli americani, da decenni ormai, ascoltano ogni nostra comunicazione telefonica, sia essa satellitare che via cavo.

Stanislao Ritacco, l'uomo che segue per l'Italia il progetto Galileo (così si chiama il sistema satellitare che l'Europa vuole far nascere), sorride e con puntigliosa tecnicalità precisa: "L'uso militare del Galileo non sarà consentito. Quello su cui stiamo lavorando è la messa a punto burocratica e progettuale di un sistema satellitare terrestre di tipo commerciale che possa essere utilizzato per fare business ma anche in caso di emergenze nazionali". Poi, dal suo miniufficio al quarto piano della rappresentanza italiana alla Commissione di Bruxelles, Ritacco aggiunge (e il sorriso si vena di furbizia):

"Naturalmente nessuno potrà impedire a un organismo militare di utilizzare Galileo come cliente e non come attore".

Gli americani, durante la guerra jugoslava, usarono il loro Gps (Global positioning system) per spedire i missili a Belgrado, colpire bersagli in movimento sulle strade del Kosovo, guidare l'avanzata delle proprie truppe. Poi decisero di "spegnere" e per mesi l'Adriatico e quella parte dei Balcani restarono senza la vigilanza satellitare. Ma loro erano gli attori. Se ora gli Stati Uniti decidessero di disimpegnarsi militarmente dai Balcani (evento peraltro non impossibile con l'amministrazione Bush), e quindi di disinnescare il Gps, ecco che in caso di crisi il cliente, che può essere l'esercito italiano (o francese, o tedesco...) potrebbe chiedere l'uso di Galileo e fare quindi a meno del supporto Usa. E questo chiarisce l'opposizione americana a Galileo.

Dopo numerose riunioni tecniche ("più di venti, fra luglio e dicembre scorso", puntualizza Ritacco) e altrettante riunioni a livello politico, finalmente Galileo ha goduto di una forte spinta dall'ultimo Consiglio europeo di Stoccolma, quando Romano Prodi, uno dei più convinti sostenitori del progetto assieme a Jospin e Aznar, è riuscito a battere le resistenze di paesi tradizionalmente molto vicini alle esigenze americane, come Gran Bretagna e Olanda (fredda anche la Germania).

Ora la situazione è questa: la Commissione ha presentato il rapporto finale, e i ministri dei Trasporti lo hanno approvato lo scorso aprile. I due scogli che impedivano il varo di Galileo sono stati superati: i Quindici hanno convenuto sull'uso civile di Galileo, e hanno deciso di procedere a un sistema di finanziamento misto pubblico-privato.

La cifra è imponente: settemila miliardi di lire, parte dei quali pagati dall'Unione europea e un'altra parte da investitori privati. "Nessuno Stato membro dovrà essere obbligato a contribuire con fondi nazionali aggiuntivi", recita uno dei commi che hanno consentito di sbloccare la situazione. Il pericolo che Galileo si trasformi in un fiasco rovinoso per le casse della Ue è uno degli elementi che preoccupa maggiormente i Quindici. Racconta Ritacco: "In una delle tante notturne e interminabili nostre riunioni, David Tripp, l'uomo scelto da Blair per seguire Galileo, mi ha detto: "Non vorrei che all'Europa capitasse quello che è capitato a noi con il Millennium Dome"". E lei cosa gli ha risposto? " L'ho tranquillizzato: non credo che si corra questo rischio, i molteplici usi civili del sistema garantiscono - a mio parere - un successo commerciale sicuro. E poi mi convince molto la frase pronunciata dal commissario europeo ai Trasporti, Loyola de Palacio: "Galileo costerebbe come cento chilometri di linea ferroviara ad alta velocità: non mi pare una spesa insostenibile".

L'Italia partecipa in forza al progetto, con investimenti di Telespazio (Telecom) e Enav (Ente nazionale aviazione), e con l'Alenia Spazio. Sarà un affare? A giudicare i numeri del concorrente americano si direbbe di sì. Il Gps valeva 230 milioni di dollari nel '97, le stime per il 2004 parlano di 960 milioni di dollari. Nonostante l'origine militare del sistema americano, ora prevalgono nettamente le applicazioni civili. Un'altra stima afferma che su dieci ricevitori di navigazione satellitare venduti oggi, nove sono destinati a usi civili o commerciali. Un altro studio: entro il 2005, il 65 per cento delle automobili verranno prodotte col navigatore satellitare, e nel 2010 la quota salirà al 90 per cento. L'Unione europea ha calcolato che Galileo muoverebbe un mercato da 80 mila miliardi di lire e darebbe lavoro qualificato a 20 mila persone nella fase di sviluppo e ad altre duemila nella gestione ordinaria.

Il "Viasat", il sistema che ti consente tra l'altro di individuare l'auto quando te la rubano, è solo una delle tante applicazioni di Galileo. C'è ad esempio la gestione dello spazio aereo: aerei che usassero esclusivamente la navigazione satellitare (attualmente è in uso un sistema misto) consentirebbero un drastico miglioramento dell'efficienza aeroportuale - con forte riduzione dei ritardi - e le compagnie aeree risparmierebbero centinaia di miliardi. A livello di polizia Galileo può essere usato per seguire gli spostamenti dei detenuti con braccialetto elettronico. Lo sviluppo del trasporto marittimo richiede controlli rafforzati in caso di inondazioni. I telefoni saltano, l'energia elettrica è morta eppure bisogna individuare i luoghi più a rischio, guidare i soccorritori. Con Galileo non ci sarebbero problemi. E se nei Balcani scoppia di nuovo la crisi, niente paura. L'Europa, con Galileo, saprebbe fare da sola. L'America lo sa: la battaglia non è finita.

(22 maggio 2001)

Galileo sulla rampa di lancio

Sembra proprio che a questo punto il progetto Galileo riesca a prendere il volo, e non in senso metaforico. Se non sorgeranno altri ostacoli, infatti, entro il 2005 i primi quattro satelliti del sistema Galileo verranno sistemati in un'orbita bassa intorno alla terra e entro il 2009 saranno raggiunti da altri 26 satelliti.

di GIUSEPPE TURANI

Da Affari e Finanza di lunedì 25 marzo.

Milano. Sembra proprio che a questo punto il progetto Galileo riesca a prendere il volo, e non in senso metaforico. Se non sorgeranno altri ostacoli, infatti, entro il 2005 i primi quattro satelliti del sistema Galileo verranno sistemati in un'orbita bassa intorno alla terra (da missili francesi Ariane) e entro il 2009 saranno raggiunti da altri 26 satelliti. A quel punto il sistema Galileo (sistema di navigazione, come il Gps che ormai tutti conoscono) sarà definitivamente operativo.
Il sistema, peraltro, è molto innovativo. Intanto sarà a gestione civile e non militare (come invece accade per il Gps americano).

Inoltre, disporrà di una vasta gamma di servizi.

"Sostanzialmente ci saranno quattro livelli di Galileo spiega Giuseppe Viriglio, amministratore delegato di Alenia, la società che attraverso una sua controllata, Galileo Industry, sarà capofila del progetto -. Il primo livello, passivo, che è quello simile all'attuale Gps, sarà gratuito e fornirà assistenza alla guida. Sotto questo aspetto nessuna vera novità".

E gli altri tre livelli?

"Sono tre tipi di servizi molto particolari e molto speciali. Il secondo livello, ad esempio, è a pagamento e è interattivo. Nel senso che fornisce la posizione di un oggetto (veicoli, nave, aereo, ecc.), ma può anche avvisare un ente o un soggetto della posizione via via che questa cambia. Inoltre, questo servizio certifica la posizione di un oggetto e assicura che quella è la posizione".

Cioè?

"Lei oggi può usare il Gps per spostarsi con la sua barca e il Gps le dice che è in una certa posizione. Se poi c'è un errore e finisce contro uno scoglio, il Gps, ovviamente, non le rimborsa nulla. Il sistema Galileo, invece, si assume la responsabilità che la sua posizione è quella correttamente indicata, le assicura che il servizio è continuativo, senza errori, ecc. Insomma, si fa un passo avanti molto importante. E quindi può stare più tranquillo. Ma gli usi di questo servizio 2 di Galileo sono molti. Ad esempio si può controllare la destinazione dei rifiuti. Il loro percorso si può controllare metro dopo metro (basta annegare un sensore nei rifiuti) e quindi si controlla che vadano effettivamente nella discarica o nel posto stabilito e non sotto un ponte qualsiasi".

E c'è il terzo livello.

"Il terzo livello è quello nel quale si assicura una precisione quasi assoluta, nell'ordine dei centimetri. A che cosa può servire? Intanto nella navigazione aerea. Ma può servire per moltissimi altri scopi. Ad esempio, si possono controllare le frane: basta mettere qualche sensore nell'area indicata e il satellite ci avvertirà se rileverà spostamenti anche di pochi centimetri. La stessa cosa si può fare con ponti, strade e manufatti in genere. Via satellite è possibile controllare che nulla si sposti e, nel caso in cui qualcosa invece comincia a muoversi, possono arrivare allarmi tempestivi. Ma qui c'è solo da impiegare la fantasia. Gli usi possibili sono quasi infiniti".

Infine, c'è il quarto livello.

"Questo è un livello criptato. E serve per servizi di sicurezza. In sostanza, in questo caso il satellite segnala dove si trova un certo oggetto, ma manda un messaggio criptato e quindi solo chi ha richiesto quell'informazione dispone dei codici necessari per leggere il messaggio. Qui siamo veramente nell'area dei servizi molto particolari e molto delicati".

Queste sono tutte le attività di Galileo?

"No. Va menzionato un altro servizio, che è quello del tempo assoluto. Oggi molti apparati (dai telefonini alla tv digitale a Internet) non potrebbero funzionare senza una sincronizzazione perfetta, cosa per cui serve un tempo molto preciso e standard. Ebbene, su ognuno dei 30 satelliti che lanceremo c'è un orologio atomico che avrà una precisione fino alla quindicesima cifra decimale. E quindi Galileo, in un certo senso, venderà anche il tempo, l'ora esatta".

Ma è un affare Galileo?

"L'intero progetto costa 3,3 miliardi di euro e ci sono studi molto autorevoli che indicano nell'arco di dieci anni (cioè della durata delle apparecchiature) un ritorno pari a quasi cinque volte l'investimento iniziale".

Chi metterà i soldi?

"Una parte arriverà da istituzioni pubbliche. Un'altra dal mercato, da istituzioni finanziarie private, banche, ecc.".

E poi c'è la questione dell'agenzia per la gestione di Galileo, che tutti vogliono.

"Capisco. L'agenzia per la gestione è una cosa grossa e importante, proprio perché Galileo non è uno strumento passivo, ma una struttura che manda segnali, avvisi, allarmi, ecc. Abbiamo calcolato che il costo dell'agenzia (che sarà fatta da alcune centinaia di tecnici molto qualificati) sia di circa 270 milioni di euro all'anno. Si sta parlando quindi di una cosa veramente "pesante". D'altra parte Galileo non è solo il tradizionale Gps, ma, come ho spiegato prima, farà tutta una serie di servizi nuovi e importanti, per il controllo del territorio e per speciali funzioni di sorveglianza e di allarme. Tenga conto che Galileo assicurerà che ci siano sempre almeno tre satelliti in vista e, insieme ai satelliti del Gps americano, si avrà finalmente una copertura del 97 per cento della superficie della Terra. Si avrà, insomma, un sistema completo di navigazione e di sorveglianza".

(25 marzo 2002)


 

30.05.2003
Un GPS per l’Europa
Il progetto è portato avanti dall’ESA e dall’Unione Europea con un finanziamento congiunto


L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Unione Europea, rappresentata dalla Commissione Europea, hanno raggiunto un accordo per il lancio ufficiale del programma di navigazione Galileo, che avrà il compito di sviluppare un sistema di navigazione satellitare globale simile al GPS degli Stati Uniti.
Galileo, nelle intenzioni dei suoi progettisti, costituirà un sistema completamente civile e sarà operativo dal 2008, offrendo ai cittadini europei e di tutto il mondo un servizio accurato e sicuro che comprenderà, fra le altre applicazioni, il controllo del traffico stradale, ferroviario e marino, la trasmissione sincronizzata di dati fra computer, e altro ancora. Si stimano anche significativi benefici economici, con un ritorno degli investimenti e la creazione di più di 140.000 posti di lavoro.
Il sistema Galileo sarà costituito da 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva), su tre diverse orbite attorno alla Terra, inclinate di 56 gradi sull’equatore e a un’altitudine di 23.616 chilometri. Questa configurazione fornirà un’eccellente copertura del pianeta. In Europa verranno istituiti due centri di controllo, per sorvegliare le operazioni dei satelliti e gestire il sistema di navigazione.

© 1999 - 2003 Le Scienze S.p.A.

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