FISICA/MENTE

 

 

Cinque fib fisici

       Marco Fulvio Barozzi

 

Nato negli Stati Uniti da pochi anni come evoluzione dell’haiku, il fib è un componimento poetico la cui struttura si basa sulla serie numerica di Fibonacci (da cui il nome). Così si ottengono poesie strettamente vincolate nel numero di sillabe per riga (1 – 1 – 2 – 3 – 5 – 8 – 13 – 21 – ecc.), anche se la loro lunghezza può variare per quanto riguarda il numero di righe (solitamente sei, con un totale di venti sillabe, oppure sette, con trentatré sillabe). 

Uno dei suoi primi cultori è stato il californiano Gregory K., sceneggiatore, illustratore e poeta, che pubblica su internet operine come:

 

One
Small,
Precise,
Poetic,
Spiraling mixture:
Math plus poetry yields the Fib.

Una

piccola,

precisa,

poetica,

mescolanza spiraliforme:

la matematica più la poesia dà il fib

 

Nel suo piccolo, il fib è l’esempio di come il rapporto tra matematica e letteratura sia meno casuale di quanto comunemente si pensi. La matematica può essere oggetto di letteratura (e di poesia in particolare per ciò che qui ci interessa), ma può anche fornire la struttura del componimento, secondo processi a volte intricati.

Piergiorgio Odifreddi, in un suo saggio del 1995 (Metodi matematici della letteratura) ha analizzato opere basate su permutazioni o combinazioni di elementi, sull'analisi combinatoria e la teoria dei grafi, sui diagrammi di flusso, sulle simmetrie (come le opere basate sui palindromi), e su moltissime altre strutture stabilite da restrizioni di volta in volta diverse. Si tratta di una letteratura giocosa che trae il proprio fascino proprio dalle limitazioni che l'autore si impone. La peculiarità di queste forme è la loro potenzialità, la loro struttura "virtuale" che autorizza con un minimo di elementi un numero vertiginoso di composizioni derivate. Per questo si parla, a proposito di queste opere, di letteratura potenziale.

Esempi tipici di opere a struttura matematica sono: L'amore assoluto di Alfred Jarry, che ammette tre diverse letture interpretative simultanee; Locus solus di Raymond Roussel, generato mediante un procedimento di successive trasformazioni sintattiche di una frase; La donna del tenente francese di John Fowles, a finali multipli; Il gioco del mondo (Rayuela) di Julio Cortazar, che ammette due percorsi di lettura alternativi; Centomila miliardi di poemi di Raymond Queneau, basati sul calcolo combinatorio (con il risultato di ottenere 1014 sonetti diversi); La vita: istruzioni per l'uso di Georges Perec, basata su 42 quadrati greco-latini e un percorso di un'intera scacchiera 10 per 10 mediante la mossa del cavallo; Afternoon di Michael Joyce, il primo romanzo ipertestuale da navigare, e non più da leggere sequenzialmente; ...

Un'intera corrente letteraria, che va dall'Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle) francese all'Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale) italiano, ha addirittura assunto la realizzazione di opere a struttura dichiaratamente matematica come sua poetica: ad esso aderito autori come Queneau, Perec e Calvino, ed alcune delle sue produzioni sono raccolte nel volume La letteratura potenziale (Clueb, 1985), attribuito collettivamente all'Oulipo.

Propongo alla vostra attenzione cinque miei fib sulle forze fondamentali: poesiole di struttura matematica e argomento fisico. Mi sono divertito a congegnare per ciascuno una doppia chiave di lettura, un po’ come se fossero degli indovinelli o delle crittografie. Non essendo questa la sede adatta per i passatempi enigmistici, il titolo fornisce direttamente le due chiavi.

 

L’incesto (Interazione elettromagnetica)

Lo

sai,

caro

amore:

la differenza

attira l’uno all’altra,

ci separa ciò che abbiamo in comune.

 

Agorafobia (Interazione forte)

È

una

forza

crudele

che ci trattiene

in un piccolo locale

all’interno di un complesso edificio.

 

Ti amo (Interazione debole)

Da

giù

a su.

Pacata,

nel tuo piccolo,

trasformi la mia natura

dandomi carica e nuovi sapori.

 

Dallo spacciatore (Interazione gravitazionale)

Ti

ho

vista

andare

verso il centro

attirata da qualcosa

che accelerava il tuo precipitare.

 

Nell’attesa del boom borsistico (Interazione di Higgs)

Ma

tu

ci sei?

Esisti?

Rotto lo specchio,

potremo mai ricomporlo,

osservando la massa degli intermediari?

 

                                                                            Marco Fulvio Barozzi


Torna alla pagina principale