FISICA/MENTE

La fisica del paranormale

di Adalberto Piazzoli

 

Dall'inizio della sua carriera Sai Baba ha materializzato dal nulla ben 5 tonnellate di materia sotto forma di cenere e bigiotteria varia. Ora, l'equivalente energetico (E=mc2) di una simile massa è pari all'energia liberata dalla combustione di 10 miliardi di tonnellate di petrolio, il consumo mondiale annuo. Invece di esibirsi davanti ai turisti occidentali, non potrebbe il sant'uomo risolvere il problema del sottosviluppo del terzo mondo?

Si discute talvolta cosa è "paranormale" e cosa non lo è, ma tutti concordano che più paranormale della materializzazione si muore. Perché? Perché è un fenomeno in clamoroso contrasto con una delle leggi più garantite della fisica: la conservazione dell'energia.

Non è altrettanto paranormale l'influsso della luna sulla fermentazione del vino, ne la comparsa delle stigmate di nostro Signore sulle mani di mistici più o meno isterici, che questi fenomeni non sono in palese contrasto con principi fisici. Rimane comunque il problema della documentazione di fenomeni conclamati, che non è un problema scientifico ma di corrente razionalità. Ne consegue che il grado di paranormalità di un fenomeno documentato (se documentato non è, non vi è neppure luogo a procedere) è direttamente proporzionale all'intensità del suo contrasto con i principi della fisica. Della fisica, perché le altre discipline, quali la biologia, la medicina, o l'antropologia, non sono ancora state in grado di elaborare principi generali tanto severi.

Ma cosa obiettano i difensori del paranormale a queste considerazioni piuttosto banali?

Alcuni sostengono che Sai Babà sarebbe esonerato dall'osservanza della legge di conservazione dell'energia e che medium, pranoterapeuti e rabdomanti sarebbero esonerati dall'osservanza delle più consacrate leggi dell'elettromagnetismo. E solo in Italia gli "esonerati" sarebbero più di centomila, lasciando pensare a una sorta di fisica... all'italiana.

E curioso che un fenomeno quale la "bilocazione" venga a seconda dei casi attribuito a un dono di Dio o a un normale fenomeno quantistico: lo sappiano gli studenti del terzo anno di fisica!

Altri invece sostengono che non vi sarebbe alcun esonero ma che tutti chi più chi meno, potremmo levitare se ci esercitassimo. La fisica attuale sarebbe insomma provinciale, cioè riduttiva, non sufficientemente generale e soprattutto priva di fantasia. Guarirebbe da tutti questi mali, la fisica, se si accostasse con umiltà al paranormale, beninteso a quello "serio", e ne omologasse l'evidente fenomenologia. Per sprovincializzare la fisica, insomma, Rubbia dovrebbe invitare maghi e pranoterapeuti a esibirsi nei laboratori del CERN di Ginevra. Potremmo così verificare se qualcuno devia col pensiero fasci di protoni e se i cartomanti mantengono le loro capacità anche in campo magnetico. E allora avremmo una fisica veramente universale, governata, che so io, dalla legge di MaxwelI-Otelma o dalle equazioni di Einstein-Baba.

Potremmo finalmente comprendere cosa emettono le mani dei pranoterapeuti e come fanno i defunti, e da qualche tempo anche i posteri, a incidere le loro voci sui nastri dei registratori.

C'è ancora chi pensa che la fisica sia costituita da un elenco di notizie, o conoscenze scorrelate, come fosse un elenco telefonico in cui è sempre possibile togliere, aggiungere, o sostituire un abbonato. Sfugge che l'elettromagnetismo è dominato da una logica globale, tanto da costituire un'unica monolitica conoscenza. Anche se molto difficile, è pur possibile sostituire il nome di un abbonato, ma ciò potrebbe avere gravi conseguenze, quali il cambiamento di tutti i numeri telefonici.

Talvolta avvengono questi fatti clamorosi e costituiscono appunto il progresso della scienza. Ma non e mai avvenuto che a provocarli sia stata una maga o un guaritore di mali di schiena. Nel 1931 il premio Nobel P. Dirac.uno dei padri fondatori della Meccanica Quantistica, suggerì la possibile esistenza del "monopolo magnetico" sulla base di profonde considerazioni teoriche.

Ebbene, l'esistenza di questo oggetto non e ancora stata dimostrata e il monopolo rimane in attesa di omologazione, se mai l'avrà. Se Dirac aspetta da sessant'anni, quanto dovrà aspettare la... "Maga Ubalda" che propone le ben più rivoluzionarie "onde magnetiche negative" (quelle del "malocchio", per intenderci)?

In questi sessant'anni l'elettromagnetismo si è comunque evoluto raggiungendo profondità concettuali che la cultura paranormale non riuscirà mai nemmeno a recepire, fosse pure con mezzi extrasensoriali.

PUÒ LA FISICA ESCLUDERE?

Un cavallo di battaglia nella polemica pro e contro il paranormale è il "potere di esclusione" della scienza e della fisica in particolare. "Può la fisica escludere che... ?". Certo che può, magari non al cento per cento, ma può ! In mano agli ineffabili difensori del paranormale, tale ragionevole considerazione porta a conclusioni aberranti:

se nulla è escluso al cento per cento, allora tutto è permesso al cento per cento. Allora uno dice: "le albicocche fanno venire il cancro", oppure: "mi ha telefonato mia nonna defunta", oppure "Carlo Magno e ancora vivo". Paradossalmente quest'ultima affermazione dovrebbe essere la più sostenibile, perché è ben noto che la mortalità di tutti gli uomini è ben lungi dall'essere stata dimostrata. Galileo stesso avrebbe probabilmente escluso la futura possibilità di vedere da casa propria una partita di calcio in Brasile e si sarebbe quindi sbagliato di grosso!

Ma c'è logica in questo classico argomento a difesa del paranormale? Sarebbe forse accettabile, se: si ipotizzasse che qualcuno ai tempi di Galileo le vedeva già le partile di calcio in Brasile, anche senza televisione, che comunque non e stata inventata dalla parapsicologia. L'accusa di mancanza di fantasia, poi, può lanciarla solo chi non segue neppure la superficiale divulgazione scientifica dei nostri giorni. Altrimenti saprebbe che il progresso della cosmologia e dell'astrofìsica è avvenuto grazie a una smisurata fantasia con cui potremmo inondare tutti i parapsicologi del mondo: rispetto a Stephen Hawking, Salvador Dalì aveva la fantasia del più oscuro impiegato del catasto!

E' stato il liceo scientifico a rendere noiose e aride tutte le materie scientifiche: e sì che non devono essere molti i cultori del paranormale che l'hanno frequentato! Nemmeno risulta che i fisici siano particolarmente insofferenti per il surrealismo, la leggenda, la fiaba, la Befana o Babbo Natale: nessuno di noi ha mai avuto in mente di informare tutti i bambini, mediante lettera raccomandata, che a portare i doni sono i loro genitori.

Il punto è che il paranormale vorrebbe convincerei che l'episodio di Cappuccetto Rosso è una realtà storica, magari ripetibile. E vorrebbe spingere le bambine a dare le loro nonne in pasto ai lupi nella prospettiva di un felice riemergere dalle loro pance.

IL CANNOCCHIALE DI GALILEO

Rimane infine l'argomento detto "di Urbano VIII": tutti i fisici professionisti si comporterebbero come questo celebre Papa che rifiutò di guardare nel cannocchiale di Galileo, rifiutandosi di assistere, diciamo, a un fenomeno di psicocinesi. Niente di più falso!

Qualunque fisico andrebbe infatti in sollucchero se potesse convincersi dell'esistenza della psicocinesi, se non altro perché farebbe una brillante carriera occupandosi di questo mirabolante fenomeno. Io stesso mi sono più volte offerto di testimoniare questo tipo di fenomeno, beninteso in condizioni di adeguata garanzia, visto che qualcuno e capace di tagliare una donna in quattro pezzi davanti ai vostri occhi e poi... di ricomporla.

Sapete cosa risponde solitamente l'operatore psicocinetico a proposte di questo genere? Che è spiacente di non potersi esibire, perché lo spettatore scettico emette "energia negativa" che potrebbe neutralizzare la sua, naturalmente "positiva". A questo punto anche i fisici più pazienti perdono di solito la pazienza.

A chi si apprestasse eventualmente a darmi del presuntuoso, vorrei anticipare che ci sono abituato, anche se sono sicuro di non meritare l'accusa. L'ultima volta mi è stata fatta dall'inventore di una "macchina antigravitazionale", allorché ho avuto l'ardire di negare che lo spazio fosse costituito da "linee informatiche di luce e di suoni". Ma chi sarebbe presuntuoso?

Sulla struttura dello spazio io coltivo idee niente affatto originali e comunque elaborate da altri. Salvo modestissimi contributi allo sviluppo della fisica subnucleare, io non ho mai inventato nulla, tanto meno macchine antigravitazionali.

Ma... chi è presuntuoso?

Adalberto Piazzoli, fisico e direttore del Dipartimento di fisica nucleare all'Università di Pavia, vicepresidente del Cicap.


Tratto da Scienza & Paranormale N. 8 (Periodico del CICAP)


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