LA QUESTIONE ENERGETICA, OGGI
Roberto Renzetti
Quella lotta la vincemmo
ed il tutto fu suggellato tragicamente da Chernobyl e dal referendum che
seguì, fatto malissimo ed assolutamente non soddisfacente, tanto che ancora
oggi ne paghiamo le conseguenze. In quel referendum infatti si solleticò la
paura e si vinse sull'onda delle emozioni e non già della ragione. Ma che
volete ? In un Paese come questo, dove cultura è sinonimo di snob, dove
maghi e cartomanti si arricchiscono, dove per una Vanna Marchi che fermano,
centinaia di Otelma imperversano, dove la Chiesa fa l'oscurantista da sempre,
dove l'analfabetismo riguarda il 67 % della popolazione, dove Berlusconi
accede al potere accompagnato da fascisti, leghisti nazisti e democristiani
filomafiosi ... cosa si può pretendere ?
Conseguenza di una mancata puntuale informazione allora è il ritorno oggi di
un parola che vorrebbe sembrare salvifica: nucleare! E, lungo la strada, di
successi politici che avevano una qualche giustificazione all'inizio ma che si
sono dimostrati disastrosi poi. I verdi, nati politicamente su Chernobyl, sono
stati incapaci di portare avanti una politica energetica per il Paese. Hanno
solo investito sui no e per questo sono ridotti ad un club. Si pensi solo che
alla Presidenza dell'ENEL è stato sistemato un inutile verde-Arci, tal Chicco
Testa, chiacchierone ed incapace di ogni scelta, subito fagocitato da salotti
bene e da amori non corrisposti, che ha lasciato gestire l'Ente elettrico come
una qualunque azienda a fini di profitto, dimenticandosi completamente di
ricerca e di approvvigionamenti. Tralascio il resto: nessun incentivo alle
varie fonti alternative e silenzioso ritorno ai combustibili fossili senza
acuti in direzioni diverse e senza comprendere che presto o tardi ci si doveva
scontrare di nuovo con il problema ed in modo sempre più drammatico e
tralascio il fatto che si è preferito circondarsi di nani e ballerine e di
sistemarsi in case di enti in quartieri snob. Il tralasciare non vuol dire
perdonare chi oggi è in fuga, dopo aver goduto di ogni privilegio, e rinuncia
ad ogni lotta, adombrando un suo impegno a fianco dei tecnocrati nuclearisti
DS (come molti già anno fatto tra cui Ronchi e Manconi). Oggi,
credo che tutti si siano resi conto di qualche punta di discussione
sull'energia in momenti cruciali, come il black out di settembre di due anni
fa, come i rischi di black out per il condizionamento dell'aria da un paio
d'anni, come la pretesa mancanza di gas naturale di oggi. Politiche
energetiche ? Ma neanche a parlarne. Con la stupida privatizzazione del centro
sinistra dei settori energetici (ENEL ed ENI, principalmente con in più
l'aggravante della separazione delle centrali di produzione dalle linee di
trasmissione) si è creduto al valore salvifico del privato. Ed il privato ha
solo saputo applicare il criterio di massimizzazione del profitto: servizi
sempre più scadenti e tariffe crescenti con nessuna apertura né al futuro
né alla ricerca né agli approvvigionamenti tattici e strategici (a parte le
idiozie che ci propina Berlusconi su sue amicizie internazionali). Sommando il
tutto ci ritroviamo, come avevo annunciato, dove stavamo trenta anni fa. E non
potete immaginare la noia ed il disgusto dei dibattiti TV sul tema. Scoperte
su scoperte di acqua calda che se da virtuale diventasse reale avremmo risolto
la questione energetica. Vediamo
allora come stanno le cose. Sul
fronte energetico è cambiato pochissimo da 30 anni a questa parte. I consumi
sono cresciuti. Si sono costruite alcune centrali a gas naturale. E' cresciuto
il rifornimento dall'Algeria e dalla Russia. Si è introdotto nel dibattito il
vettore (non la fonte energetica!) idrogeno. Si è sviluppato un sistema più
sicuro di realizzazioni di centrali nucleari, il PIUS (che ormai però sembra
essere invecchiato). Si sono in grandissima parte privatizzati i settori
energetici dicendo la sciocchezza che lo si faceva per favorire la
concorrenza. Come accennato, l'Enel è stata spezzata almeno in due tronconi:
le centrali di produzione di energia e le linee di trasmissione dell'energia.
Nel settore delle energie alternative non si è fatto nulla e ci troviamo
sempre come
30 anni fa. Cosa non
si dovrebbe reclamare oggi ? Il nucleare come soluzione ai problemi di oggi.
Mi spiego. A parte tutti gli accessori alla centrale nucleare (ciclo del
combustibile, impianti di stoccaggio, trasporto, arricchimento, smaltimento,
...) occorre costruire la centrale. Qui iniziano dei problemi legati a quante
centrali, infatti il nucleare acquista un senso solo se assume determinate
dimensioni in certi tempi, altrimenti è solo un perdita economica ed
energetica. Vi è da pensare alla sicurezza ed ai problemi allora sollevati,
mai risolti. Si deve tener conto che, in Paesi efficientissimi, la costruzione
di una centrale (dalla progettazione alla messa in funzione) richiede minimo
15 anni con un grandissimo investimento in energia (si è calcolato che per
costruire una centrale occorre spendere una energia uguale al 50% di quella
che la stessa centrale potrà dare durante la sua esistenza). In Italia, per
altre numerose esperienze non si ha mai certezza edewi tempi di costruzione
che, in genere, raddoppiano. Per i costi vale un ragionamento analogo. Una
centrale nucleare (a parte i soliti accessori) costa cifre giganti che non
possono essere trattate all'italiana con aggiornamenti dei costi ogni piccolo
avanzamento dell'impresa. E neppure è pensabile operare come si faceva a
Montalto di Castro e dovunque, andare avanti per subappalti. Occorrono
normative ad hoc. Chi vince l'appalto di costruzione della centrale la deva
materialmente costruire in dati tempi ed a dati costi, con grandi penalità
nel caso non si compia quanto pattuito. Ricordo a chi l'ha scordato che a
Montalto si era al 18° subappalto (chiedo: l'ultimo, quello che fa il lavoro,
dove guadagna ? non sarà che si risparmia sui materiali ? sulla sicurezza ?
...). Nella migliore delle ipotesi, realisticamente e tenendo conto degli
accessori, supponendo di avviare domani la progettazione di centrali nucleari,
potremmo disporre del primo chilovattora da energia nucleare intorno al 2035.
Chi dice cose diverse è uno che ignora l'energia nucleare ed il sistema
Italia. Mi sembra quindi che occorra
parlare di cose che abbiano realizzazioni a tempi più ravvicinati. 1) Incentivare da subito pannelli solari per la produzione di acqua calda
(riscaldamento e sanitaria). I costi sono estremamente contenuti e si può
avere un immediato ritorno in risparmi per la produzione centralizzata di ENI
ed Enel. 2) Obbligare subito la trasformazione delle centrali esistenti in impianti
di cogenerazione e di teleriscaldamento. In estrema sintesi si tratta di non
buttare il calore residuo dell'acqua e/o vapore, che ha prodotto energia
elettrica, ma di utilizzarlo mediante costruzione di condotte al riscaldamento
di edifici, serre, pisciculture, ... (il sistema sarebbe complementare ai
pannelli solari piani perché interverrebbe soprattutto in grandi centri
abitati, dove i pannelli avrebbero minori applicazioni). 3) Studiare sistemi di utilizzo delle biomasse per la produzione di metano
(e quindi di qualunque altra energia). Si tratta di pensare al riciclo dei
rifiuti con la necessaria suddivisione in organici ed inorganici. I primi
dovrebbero essere avviati in depositi che favoriscano l'emissione di metano
dai medesimi. La cosa si può anche realizzare su piccola scla in condomini di
recente costruzione pensando di avviare ad un contenitore comune lo
smaltimento di ogni rifiuto organico degli appartamenti al fine di produrre
metano per riscaldamento, cucina ed ogni altro uso (mediante un TOTEM,
macchina ex Fiat che trasforma l'energia da carburante in energia elettrica +
riscaldamento). Il sistema ha potenzialità enormi oltre a sbarazzarci di
circa la metà dei rifiuti cittadini ed a fornire grandi quantità di compost
per l'agricoltura. 4) Applicare da subito ogni conoscenza sul risparmio energetico. A partire
dai costi energetici degli imballaggi e dei contenitori di ogni tipo per ogni
uso. Ad esempio, faccio notare che per produrre lattine di alluminio serve una
grande quantità di energia. Faccio notare che il vetro può essere facilmente
riciclato. Ma se non si incentivano le cose non si ottiene nulla. 5) In molte zone d'Italia vi è una geotermia in attesa a pochi metri sotto
terra. Mentre a Parigi si riscaldano interi quartieri con una geotermia
pescata a 2000 metri di profondità, in Italia tale profondità si riduce
mediamente ad un terzo nelle zone densamente popolate. Se nel sottosuolo non
vi sono acque calde, vi sono certamente rocce calde. Si può spingere acqua
nel sottosuolo e poi riprenderla calda per differenti usi, anche elettrici. 5) Ogni altra energia può essere utile e deve essere incentivata (va bene
l'eolico, va bene studiare ulteriori sviluppi dell'imbrigliamento delle acque,
in qualche zona si possono sistemare turbine che sfruttino la marea, va bene
il fotovoltaico, insostituibile per alcune applicazioni in zone isolate ...). 6) Si possono mettere in cantiere centrali solari con concentratori, il
progetto di Rubbia che qui si è olimpicamente saltato. 7) Sul fronte tradizionale occorre continuare con la politica di Mattei ed
aprire ad ogni altro contributo possibile con vari Paesi geopoliticamente
diversi, ad evitare crisi complessive. Qui si sente la mancanza delle
politiche di amicizia con i Paesi Arabi. Oggi abbiamo cialtroni al potere con
incapacità di comprendere la complessità del mondo (sentire il ministro
degli esteri parlare di chi ha vinto le elezioni in Palestina come di
terroristi, è un vero scempio diplomatico, al di là di ciò che ogni singolo
cittadino può pensare). Occorre costruire molte più riserve e prevedere
almeno un gassificatore per regione che si affaccia sul mare (è
sconsigliabile il trasporto di gas naturale congelato su vie terrestri). 8) Occorre essere pronti sul terreno dell'idrogeno per il suo uso in un
immediato futuro. A parte l'uso consigliabile nel trasporto cittadino, a fini
di non inquinamento, l'idrogeno è utilissimo come accumulatore di energia. Mi
spiego. Le fonti energetiche alle quali mi sono riferito hanno in genere la
caratteristica dell'intermittenza (il solare e l'eolico, ad esempio). A volte
forniscono energia che eccede la richiesta e si è costretti a buttarla con
effetti disastrosi nell'aumento del calore scaricato nell'atmosfera. Se si
utilizzasse l'energia fornita in più dalle fonti suddette per produrre
idrogeno, si avrebbe la possibilità di usare questo vettore energetico, in
momenti in cui non vi è sole o non tira vento. Si tratterebbe di accumulare
energia quando ce n'è di più per utilizzarla quando non ce n'è. Concludo con una avvertenza. Le
informazioni sulle disponibilità energetiche mondiali sono quanto di più
discutibile vi sia. Non vi è un accesso ad esse che sia certo. Tale accesso
è sempre per gentile concessione di qualche multinazionale che ha interesse a
nascondere i dati per politiche di mercato essenzialmente legate alla domanda
ed all'offerta. Per avere poi dati certi sui contributi delle energie
alternative alle quali ho accennato occorrerebbero ricerche di enti che
impiegassero un gran numero di ricercatori. E' fuori dalla portata di un
singolo (o anche di più singoli) al di fuori da centri di ricerca organizzati
e da finanziamenti appositi, riuscire nell'impresa. Ci sono troppi parametri
in gioco e molte intelligenze e competenze occorrono per tali studi. Anche
qui, comunque, siamo fuori dalla possibilità di affrontare questi seri studi:
i finanziamenti alla ricerca tagliati brutalmente da questo governo arraffone
e funzionante sulla sola persona di un monarca sono stati tagliati in modo da
renderci ultimi nell'ambito dei Paesi che si pretendono avanzati. Roberto Renzetti PS1. Non è inutile dire che, se riesce a passare questa crisi di
incapacità di gestione (giocavamo a massimizzare il profitto non spendendo in
depositi per riserve), tutto continuerà come prima, con il metodo inerziale
che, presto o tardi ci farà sbattere violentemente la testa. PS2. Potrei descrivere in dettaglio ognuna delle cose alle quali ho solo
accennato solo su richiesta di alcuni dei lettori. L'impresa non è semplice e
mi occorrono delle motivazioni.