"Si, dici bene tu. Intanto Viola
è diventato senatore a spese della Roma. E da quando è senatore la Roma non fa più niente.
E' che le lottizzazioni so arrivate pure qua ... Scusa un momento, il telefono. Si ? Ah, come sta ingegnere ? Si, si, stia tranquillo ...
vengo, vengo... Adesso." Pesciolino si alza e con non troppa fretta prepara la sua borsa di lavoro. Controlla che vi siano tutti i
ferri; passa alla mola un paio di cacciaviti; controlla quanto gas rimane nella sua bombola per saldature e mentre si avvia verso la porta della sua
bottegucoia di idraulico-elettricista-factotum, situata a Borgo Piave, vicino Latina, dice al suo amico:
" Scusami ma l'ingegnere ....si ... Scotto mi ha chiamato dalla Centrale. Debbo andare in
fretta." Ambedue si avviarono verso la porta, sulla quale Pesciolino mise il cartello
"Torno subito".
In pochi minuti, con il suo Fiorino (del quale andava
orgoglioso), Pesciolino era ai cancelli della Centrale dove stava
attendendolo l'ingegnere. La sua prima preoccupazione fu di chiedere: "C'è qualche problema nelle riparazioni all'impianto elettrico che
ho fatto i giorni passati ?" L'ingegnere, quasi spingendolo con una mano verso l'interno della Centrale, disse:
"No, no. Assolutamente. Da quando hai invertito le linee ed hai mandato quella di potenza
sull'impianto di riscaldamento e quella a bassa potenza al quadro controllo e comandi, tutto funziona perfettamente... Ti aiuto a
portare la borsa dei ferri così facciamo prima ... I problemi sono ora all'impianto idraulico
di raffreddamento del reattore. C'è' qualcosa che non va e non riusciamo
a capire cosa. La temperatura sale anche se l'acqua circola. Almeno così sembra ... Abbiamo
rivisto i conti ... L'equazione di Fourier di trasporto del calore ... il Teorema di Bernouilli per tutti i vortici che
si dovessero generare ... niente ...". Pesciolino che, con il suo grande carico, arrancava, non capiva nulla di quel
che gli veniva detto. Solo aveva inteso che l'acqua, non circolava come doveva. " Ingegnere, non
mi porti però a far vedere tutti quegli schemi complicati. Lo sa che non ci capisco niente. Mi porti alle prese d'acqua e mi indichi quali
sono le tubature."
In poco tempo l'ingegnere indicò a Pesciolino quali
erano le pompe e quindi il percorso delle tubature (azzurre quelle dell'acqua fredda e rosse quelle dell'acqua calda). ... « Si, ingegnere,
però è inutile che mi dica tutte queste cose ... E poi avrei un po' di fretta ... Debbo andare a riparare la lavatrice della signora
Clara ...sa, ha tre figli piccolini. Lei vada pure, io mi occuperò di scoprire il
guasto."
Pesciolino iniziò con l'aprire la stanzetta delle pompe.
La luce ora funzionava: l'aveva riparata lui. Le pompe andavano ... però ...
"Porca miseria, qui c'è scritto 'PORTATA; 20 m3/secondo'.
Possibile che queste pompe per l'irrigazione vadano bene per raffreddare quel mostro ? Qui, per me, ci vogliono almeno 200
m3/secondo ! Accertiamoci però che tutto il resto è in ordine."
... "E qui che succede ? Perché hanno cambiato la sezione dei tubi ? Sezione più grande ...
l'acqua perde pressione ... ristagna ... fa ruggine... e poi ... ma certo, con il freddo che
fa, gela. Si però, comunque dovevano pensare ad isolare i tubi che camminano all'esterno."
Pesciolino salì nell'ufficio dell'ingegnere e lo mise al
corrente delle sue teorie. L'ingegnere con pazienza inizia a spiegargli: "I tubi li abbiamo variati di sezione proprio per ridurre la pressione
prima del gomito, ad evitare il 'colpo d'ariete'. E poi le pompe le abbiamo calcolate
così ! Guarda tu stesso... Moltiplicando questo per questo e tenendo conto della quantità di calore da estrarre ...
Un momento ... questa è un'area ed allora bisogna elevare al quadrato e
quindi..si ... hai ragione, tenendo conto della sezione occorre ... appunto... manca un fattore 10. Quindi 200. Certo! Come abbiamo fatto a non
accorgercene. Però per le differenti sezioni non c'è nulla da dire."
Pesciolino era contento perché aveva trovato qualcosa che non andava
anche se non aveva seguito i conti dell'ingegnere, però volle aggiungere:
'Scusi, ma a me avevano detto che il colpo d'ariete si ha solo all'inizio, quando tutta la massa d'acqua arriva di colpo contro un ostacolo.
Se le pompe si mettono in moto gradualmente fino ad arrivare piano piano a regime non c'è' più questo problema
..." L'ingegnere corrucciò la fronte e si girò verso lo scaffale che aveva dietro la schiena per
prendere il suo vecchio libro di impianti idraulici che sfogliò nervosamente
... E' come dice lui, porcaccia miseria... Se lo sanno in direzione ... "E'
vero però in alcuni casi ... Insomma, cerca di non dire queste cose in giro
.... La gente capisce male ed i miei collaboratori rischiano di perdere il posto
... Quando cominci i lavori ? Le pompe possono essere qui tra due giorni ed i
tubi li abbiamo già. Tieni conto che dobbiamo fermare la Centrale e questo ci
costa una montagna di
soldi."
Alcuni giorni dopo,
nella sala riunioni della Centrale, si svolgeva un seminario sui possibili
incidenti in una centrale nucleare. La parola era all'ingegnere: "... dopo
molti conti, dopo aver perso notti intere, abbiamo capito che elementi
fondamentali nel raffreddamento del reattore sono il corretto calcolo delle
pompe e della sezione delle tubature. Qui, dove tutto sembra molto facile, non
ci si sofferma mai a sufficienza. Queste parti sono vitali per l'intero
impianto. Abbiamo risolto tutto ...... anche se è stata veramente dura!"
Pesciolino, presente
nella sala all'insaputa dell'ingegnere, era stato chiamato per riparare
l'impianto di amplificazione della sala. Mentre l'ingegnere pronunciava il suo
intervento era disteso sotto il tavolo dellla presidenza a tenere d'occhio un
voltmetro. A sentire le ultime parole dell'ingegnere fece capolino attraverso il
drappo rosso che copriva il tavolo e, con fare sornione, disse a bassa voce:
"Mica tanto ..."
PESCIOLINO 2
Roberto Renzetti
(1978)
Pesciolino, l'idraulico-elettricista-factotum di Borgo
Piave, vicino Latina, se ne stava discutendo nella sua bottega con
l'amico Cesarino.
"Ah Cesarì, Ciriaco è potente! Potente! Come te lo devo
da dì? Ad Avellino l'ha fatti tutti invalidi civili. Aò, quelli so sordi sonanti e sicuri ogni fin de mese.
E poi, nun te sei accorto che, da quanno e' arrivato lui, pe Latina e Roma se vedono
'n sacco de macchine targate AV. Cinque o sei anni fa nun se ne vedeva manco una!...
Ma guarda chi c'è ! Ah Vittò che t'è successo, come mai da ste parti ? "
" Pesciolì, c'ho 'n problema. Me devi
aiutà. O tu, o nessuno! Sto a fa' un lavoro a casa dell'ingegnere ... si, quello
della centrale. Sai c'ha i due bagni adiacenti ..."
" Hai capito l'ingegnere ? Bravo, me tradisce !"
" No, no nun te la prenne così,
Pesciolì! M'ha detto che è cliente tuo però pare che se sia offeso co te
perché gli hai
detto quarcosa al convento..."
" Come, convento ? ... Ah, ho capito! Seminario, volevi
dire! Ammazzalo che permaloso! Pe avegli detto che '1 lavoro era stato facile!"
" Va be'. Nsomma lui ha sentito questi antinucleari che
parlano de risparmi energetici e s'è messo 'n testa de risparmià.
Allora voleva collegà tra loro i due scaldabagni de modo che ne accendeva uno solo che
glie alimentava i due bagni. Quando poi glie servisse più acqua calla, con un rubinetto potrebbe
ricollegà quello momentaneamente escluso. Nsomma se tratta de collegà 'n parallelo i due
scaldabagni."
" Beh?"
" Aspetta! Io gl'ho detto che poi, quando volesse mettere
in funzione ambedue li scaldabagni, rischia che glie scoppia tutto."
" Come, come, come ? E perché ?"
" Ah Pesciolì, mo
nun te ce mette pure tu ! Ma. è chiaro no ! Supponiamo de mette i termostati dei
due scaldabagni a 60 gradi. Beh, l'acqua se va mescolando e 60 + 60 fa 120 ... Scoppia!"
" Ah Vitto', te va de scherzà ? Se mescoli acqua alla
stessa temperatura ottieni sempre la stessa temperatura."
" Ma sei sicuro ?"
" Vitto' ... Pensace n'attimo ... Come
te lo posso spiegà ?... Ecco! Al rubinetto de casa esce acqua a 15 gradi. Tu vai co na
brocca. Ne riempi metà. Poi chiudi il rubinetto. Poi riapri il rubinetto e finisci de
riempì la brocca. A quanti gradi c'hai l'acqua nella brocca ?"
" Già', sempre acqua de rubinetto è. Quindi rimangono
15 gradi."
" Pensa che bello se quanno hai riempito la brocca
c'avessi l'acqua a 30 gradi! Invece de riempilla en du vorte la riempi en
tre e ... si, proprio così, te ce fai er bagno senza scaldabagno! E a sto punto a che servono
più gli scaldabagni ?"
" Porca miseria, hai ragione! E mo chi glielo dice
all'ingegnere ? Appena gl'ho detto che l'acqua andava a 120°C quello
s'è emozionato tutto, s'è attaccato ar telefono; m'ha ringraziato perché gl'avevo dato
n'idea geniale, na cosa alla quale nun aveva mai pensato. Nsomma ha chiamato 'n paio de tecnici della centrale e
l'ha messi a fa conti perché pare che voglia cambià gli impianti in modo da avere
più acqua calda spendendo la metà dell'energia dell'uranio ... o, che ne so io ?,
quarche altra cosa."
" Oddio, Dio, Dio, ... Che caz... vai facendo. E
quell'altro! Co tutti i soldi che se piglia ha imboccato come 'n salame.
Corri, corri, che quello ce fa saltà davvero a tutti."
" E che glie dico ?"
" Quello che te pare, ma fermalo! Senti
faglie l'esempio della brocca che t'ho fatto; vedrai che se convince."
"Si, però me mena pure. "
" Ma che te mena e tè mena. Corri, piuttosto! ...
Cesarì, hai sentito ? Quello è n'altro de Ciriaco. Prima è entrato
all'ENEL, nun se sa bene come. E poi eccolo qua, a dirige na centrale come questa. Oltre tutto
sò pure ncoscenti ... Ciriaco è potente! E' potente !"
Passa na mezzoretta e, alla bottega de
Pesciolino, arriva una telefonata: "Pesciolì m'ha detto se so matto. La cosa gl'é sembrata
troppo bella e nun ce vò rinuncia ... E poi dice che ha già messo al lavoro il suo staff. Che faccio ?"
" Torna qua va."
...........................................
" Cesarì bisogna fa parlà co quello er segretario
della DC. Quello lo sente sempre. E poi, lo sai, ce vo poco a convince
sto segretario. E' sensibile a ste cose ... C'ha la casa nel parco di fronte alla centrale
..."
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