FISICA/MENTE

 

ROSSE DALLA VERGOGNA

  Roberto Renzetti

 

       Chi ha detto che me la prendo sempre con il PCI ? Se ho dato questa impressione faccio ammenda rimediando subito.

        Voi certamente sapete che dal 1975 la giunta della regione Lazio è rossa. Allo stesso modo sarete d'accordo con me nel ritenere questo fatto, almeno formalmente, di eccezionale rilevanza. Cacciare la DC da ogni governo locale o nazionale deve essere il nostro obiettivo principale.

        Certamente questa giunta ha dato un taglio diverso all'amministrazione regionale. Ha fatto certamente cose pregevoli ed anche altre. È proprio di una di queste altre cose che volevo cantare le lodi con parole non mie ma di un giornale molto qualificato a livello nazionale. Il titolo dell'articolo su tre colonne è il seguente, «Le centrali nucleari: una lezione da Roma». Il sottotitolo dice: «La regione Lazio ha rispettato scrupolosamente i tempi: in pochi anni sono state sbrigate le pratiche necessarie per l'avvio dei lavori a Montalto di Castro».

        Ed ecco l'articolo: «una volta tanto, Roma e il Lazio danno una lezione di sollecitudine e di puntualità a Milano e a Torino, alla Lombardia e al Piemonte, e ciò in un settore tecnologico avanzatissimo: in quello delle centrali elettronucleari. La regione laziale, com'è noto, ha dato il suo assenso alla installazione di un grande impianto nucleare che sorgerà nel territorio di Montalto di Castro... I tempi previsti dalla legge Donat Cattin 393 dell'agosto 1975 sono stato rispettati con una regolarità cronometrica che pochi potevano aspettarsi... Il CNEN presentava alla regione l' 11 agosto il suo parere positivo, e la regione, il 22 settembre, praticamente un mese dopo - appena un attimo un baleno, per una amministrazione pubblica - deliberava la località da scegliere»

        Questo l'articolo. Come capite, poco potevo dire di più per elogiare questa giunta rossa. Dimenticavo solo un particolare: l'articolo in oggetto è su «II Giornale» di Montanelli del 25 febbraio 1977. Capito?

Qualcuno potrebbe dire che nella foga di una sana e corretta amministrazione ci sia stato un errore. Invece no; questa illazione è smentita clamorosamente da altri fatti.

          Un'altra giunta, rossa praticamente da sempre, quella dell'Emilia Romagna, ha preso decisioni analoghe. La centrale nucleare di Caorso, anche se in gran parte serve la Lombardia, è costruita sul territorio dell'Emilia. Il primo micidiale reattore autofertilizzante italiano, il PEC (Prova Elementi di Combustibile) si trova sul lago Brasimone, nell'appennino emiliano in provincia di Bologna. Che dire di più?

     C'è una rossa volontà politica di dimostrarsi pronti al governo dello Stato attraverso il nucleare. Qualche amico intimo di questi amministratori rossi li ha convinti che noi siamo pagati dai petrolieri per non far sviluppare il nucleare. Troppo facile sarebbe il dire che loro sono pagati dai nucleari per soppiantare il petrolio. Ma questo non è vero. E sapete perché  siamo certi che le cose stanno cosi? Perché, e ormai bisogna essere veramente in malafede per far finta di non saperlo, i nucleari e i petrolieri sono la stessa cosa. Tutte le grosse multinazionali che costruisco no centri nucleari (General Electric e Westinghouse) sono consociate alle multinazionali del petrolio, dell'uranio ed, ormai, dell'energia. Quindi nessun antagonismo tra nucleare e petrolio ma stessi interessi delle stesse multinazionali. E, tanto per non dimenticare, quando ancora il nucleare era lontano, erano i petrolieri che pagavano abbondantemente tutti i partiti (escluso il PCI) per far consumare petrolio in Italia.  Ma supponiamo che nessuno sia oggi pagato. Possibile che le giunte rosse si facciano portavoce degli stessi interessi dei padroni che hanno per anni combattuto?

        Ricordiamo con forza a questi inconsapevoli lacchè  del  nucleare  che  il  contributo  di quest'ultimo (nelle ipotesi del Piano Energetico Nazionale) è ben poca cosa che può essere ampiamente superata da un pari impegno economico nei settori di energia alternativa e con un massicciò piano di corretta utilizzazione delle risorse. In questo momento occorre riflettere attentamente. Occorre affermare, nelle amministrazioni locali, la comune volontà di cacciare la DC e i suoi sgabelli di turno; bisogna convincere questi compagni che la loro scelta è perdente in assoluto e quindi anche sul piano elettorale (che li vede tanto sensibili).              

        La perdita di qualche punto percentuale che vada chiaramente a liste programmaticamente antinucleari sarà (o speriamo che sia) una sana e rigeneratrice doccia.

 

 

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