Chi ha detto che me la
prendo sempre con il
PCI ?
Se ho dato questa impressione faccio ammenda rimediando subito.
Voi certamente sapete che dal 1975 la giunta
della regione Lazio è rossa. Allo stesso modo sarete d'accordo con me nel
ritenere questo fatto,
almeno formalmente, di eccezionale rilevanza.
Cacciare la DC da ogni governo locale o nazionale deve essere il nostro
obiettivo principale.
Certamente questa
giunta ha dato un taglio diverso all'amministrazione regionale. Ha fatto
certamente cose pregevoli ed anche altre. È proprio di una di queste altre cose
che volevo cantare le lodi con parole non mie ma di un giornale
molto qualificato a livello nazionale. Il titolo
dell'articolo su tre colonne è il seguente, «Le
centrali nucleari: una lezione da Roma». Il sottotitolo dice: «La regione
Lazio ha rispettato
scrupolosamente i tempi: in pochi anni sono state sbrigate le pratiche
necessarie per l'avvio dei
lavori a Montalto di Castro».
Ed ecco l'articolo: «una volta tanto, Roma e il
Lazio danno una lezione di sollecitudine e di
puntualità a Milano e a Torino, alla Lombardia
e al Piemonte, e ciò in un settore tecnologico
avanzatissimo: in quello delle centrali elettronucleari. La regione laziale,
com'è noto, ha dato il
suo assenso alla installazione di un grande impianto nucleare che sorgerà nel
territorio di
Montalto di Castro... I tempi previsti dalla legge
Donat Cattin 393 dell'agosto 1975 sono stato rispettati con una regolarità
cronometrica che pochi
potevano aspettarsi... Il CNEN presentava alla
regione l' 11 agosto il suo parere positivo, e la regione, il 22 settembre,
praticamente un mese dopo - appena un attimo un baleno, per una amministrazione
pubblica - deliberava la località da scegliere»
Questo l'articolo.
Come capite, poco potevo
dire di più per elogiare questa giunta rossa. Dimenticavo solo un particolare:
l'articolo in oggetto è su «II Giornale» di Montanelli del 25 febbraio 1977.
Capito?
Qualcuno
potrebbe dire che nella foga di una
sana e corretta amministrazione ci sia stato un
errore. Invece no; questa illazione è smentita clamorosamente da altri fatti.
Un'altra giunta,
rossa praticamente da sempre, quella dell'Emilia Romagna, ha preso decisioni
analoghe. La centrale nucleare di Caorso, anche se in gran
parte serve la Lombardia, è costruita sul territorio dell'Emilia. Il primo
micidiale reattore autofertilizzante italiano, il PEC
(Prova Elementi di Combustibile) si trova sul lago Brasimone, nell'appennino
emiliano in provincia di Bologna. Che dire di più?
C'è una rossa volontà politica di dimostrarsi
pronti al governo
dello Stato attraverso il nucleare. Qualche amico intimo di questi
amministratori rossi li ha convinti che noi siamo pagati
dai petrolieri per non far sviluppare il nucleare.
Troppo facile sarebbe il dire che loro sono pagati dai nucleari per soppiantare
il petrolio. Ma
questo non è vero. E sapete perché siamo certi che le cose stanno cosi?
Perché, e ormai bisogna
essere veramente in malafede per far finta di non saperlo,
i nucleari e i petrolieri sono la stessa cosa. Tutte le grosse multinazionali
che costruisco no centri nucleari (General
Electric e Westinghouse) sono consociate alle multinazionali del
petrolio, dell'uranio ed, ormai,
dell'energia.
Quindi nessun antagonismo tra nucleare e petrolio ma stessi interessi delle
stesse multinazionali. E,
tanto per non dimenticare, quando ancora il
nucleare era lontano, erano i petrolieri che pagavano abbondantemente tutti i
partiti (escluso il PCI) per far
consumare petrolio in Italia. Ma
supponiamo che nessuno sia oggi pagato. Possibile che le giunte rosse si
facciano portavoce degli stessi interessi dei padroni che hanno per anni
combattuto?
Ricordiamo
con forza a questi inconsapevoli
lacchè del
nucleare che
il contributo
di
quest'ultimo (nelle ipotesi del Piano Energetico
Nazionale) è ben poca
cosa che può essere ampiamente superata da un pari impegno economico
nei settori di energia alternativa e con un massicciò piano di corretta
utilizzazione delle risorse.
In questo momento occorre riflettere attentamente. Occorre affermare, nelle
amministrazioni locali, la comune volontà di cacciare la DC e i suoi sgabelli
di turno; bisogna convincere questi
compagni che la loro scelta è perdente in assoluto e quindi anche sul piano
elettorale (che li vede
tanto sensibili).
La perdita di qualche punto percentuale che vada chiaramente a liste
programmaticamente antinucleari sarà (o speriamo che sia) una sana e
rigeneratrice doccia.