FISICA/MENTE

 

LA NOSTRA CARA FOGNETTA CON I SUOI TOPI DC

 Roberto Renzetti

        È l'Italia. È cominciato da tanti anni ma il fenomeno è balzato all'attenzione in tutta la sua drammaticità a partire dai primi anni 60.

       L'Italia gode di ottima posizione sulle rotte per il petrolio da smistare in tutta Europa. Comincia l'opera di corruzione delle multinazionali. Molti uomini politici del neonato centrosinistra vengono lautamente pagati per cedere con facilità permessi di raffinazione. Leggiamo dal bel libro di Barrese e Caprara (L'anonima DC): «Nel 1950 la capacità di raffinazione concessa per decreto era di 7,5 milioni di tonnellate anno (...) e sale a 90 nel '64, a 133 nel 1970, mentre quella illegalmente esercitata dalle compagnie al di fuori di ogni controllo era già di gran lunga maggiore.

          L'Italia, sotto i governi democristiani, diventa il santuario della raffinazione con un indice di 3,1 tonnellate per abitante contro l'1,52 del Giappone e i 3 degli USA».

      Quando iniziò questa infame operazione il cadavere di Mattei era ancora caldo. I dati del 1974 dicono che solo una parte del prodotto raffinato è consumata in Italia; una percentuale superiore al 30% (ed in continuo aumento) viene invece raffinata per altri paesi europei. Si tenga inoltre presente che, raffinando una tonnellata di petrolio, più della metà del prodotto ottenuto è poco pregiato  (soprattutto  olio  combustibile) mentre una buona percentuale del rimanente prodotto è costituito da materiale più pregiato (i prodotti più volatili: benzine , kerosene ecc.).

     Ebbene, una elementare legge di mercato vuole che i prodotti meno pregiati vengano consumati sul luogo di produzione (il trasporto incide percentualmente di più su una unità di prodotto) mentre quelli migliori vengono portati fuori d'Italia per essere ivi consumati. L'olio combustibile fa funzionare le centrali termoelettriche e quindi il gioco fu facile: i petrolieri pagarono tutti i partiti del centro-sinistra e vari dirigenti dell' Enel per sviluppare in Italia il termoelettrico da petrolio. (Si badi che i corrotti di allora sono gli stessi che oggi vogliono imporci il nucleare).

        Ma, qualcuno dirà, qualche beneficio sarà pur venuto all'Italia. Vediamolo.

        L'Industria della raffinazione (la petrolchimica) è una tipica industria a bassa occupazione, altamente inquinante ed enorme divoratrice di energia. Un solo dato: per il petrolchimico sono impegnate risorse energetiche pari a 330 milioni di KWh per addetto,  mentre  per  l'industria  agricolo-alimentare ne bastano 50 milioni. Riguardo all'inquinamento poi non aggiungo altro all'ultimo fatto eclatante (il Po) e alla dura esperienza quotidiana di chi va in spiaggia e trova ormai solo catrame su tutte le coste. Ed il catrame è solo la punta dell'iceberg: nei fatti si sta distruggendo completamente   la vita dei nostri mari con catastrofiche conseguenze a medio termine.

     Cosi, con questa bella mossa, l'Italia è stata avviata dalla DC sulla strada cloacale (evidentemente i DC, novelle pantegane, erano interessati alla faccenda: nelle fogne si trovano bene). Per incrementare poi il materiale di passaggio nella nostra fognetta i  cari DC hanno inventato dell'altro. Hanno dato libero accesso nel nostro paese a tutta l'industria altamente inquinante e pericolosa che da sempre è stata rifiutata da altri paesi europei. E cosi abbiamo Seveso con la sua mortale incipriata di diossina, abbiamo Priolo, Manfredonia, Gela, i fanghi rossi, il mercurio, ...  Insommaa abbiamo proprio tutto ciò che ci qualifica come fognetta. Si pensi solo al fatto che quando un materiale è riconosciuto dannoso per la salute dei cittadini negli USA, esso viene rapidamente importato in Italia dove la DC (e i suoi lacchè di sempre e di oggi) permette la sua vendita sul territorio nazionale fin quando non sono esaurite le scorte (si ricordi il caso dei coloranti). Insomma tutto ciò che altri paesi più progrediti (nel senso che hanno meno democristiani) rifiutano perché dannoso, ha ampio circuito in Italia. Naturalmente ci sono tangenti e mazzette che galleggiano in   mezzo ai liquami. Ma rapide, le pantegane, che sono diventate giganteschi topi DC, addentano il gruzzolo e felici sguazzano nella fogna. Tanto loro non muoiono: è il loro ambiente naturale.

       Siamo noi che dobbiamo cercare di bonificare  l'ambiente  cominciando  con l'eliminare il più grosso pericolo che viene dalle fogne piene di topi: la leptospirosi. Come sapete si può morire fulminati. E questo flagello usa anche uscire dalle fogne ed invadere altri ambienti. Perciò serve una grossa campagna di profilassi. Cominciamo prima con l'eliminare le pantegane DC, passiamo poi a bonificare la fogna.

 

 

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