È l'Italia. È
cominciato da tanti anni ma
il fenomeno è balzato all'attenzione in tutta
la sua drammaticità a partire dai primi anni
60.
L'Italia gode di ottima posizione sulle
rotte per il petrolio da smistare in tutta Europa. Comincia l'opera di
corruzione delle
multinazionali. Molti uomini politici del
neonato centrosinistra vengono lautamente pagati per cedere con facilità
permessi
di raffinazione. Leggiamo dal bel libro di
Barrese e Caprara (L'anonima DC): «Nel
1950 la capacità di raffinazione concessa
per decreto era di 7,5 milioni di tonnellate
anno (...) e sale a 90 nel '64, a 133 nel 1970,
mentre quella illegalmente esercitata dalle
compagnie al di fuori di ogni controllo era
già di gran lunga maggiore.
L'Italia,
sotto i governi democristiani,
diventa il santuario della raffinazione con
un indice di 3,1 tonnellate per abitante contro l'1,52 del Giappone e i 3 degli
USA».
Quando iniziò questa infame operazione il
cadavere di Mattei era ancora caldo. I dati del 1974 dicono che solo una parte
del prodotto raffinato è consumata in Italia; una
percentuale superiore al 30% (ed in continuo aumento) viene invece raffinata per
altri paesi europei. Si tenga inoltre presente
che, raffinando una tonnellata di petrolio, più della metà del prodotto
ottenuto è poco
pregiato (soprattutto
olio combustibile)
mentre una buona percentuale del rimanente prodotto è costituito da materiale
più
pregiato (i prodotti più volatili: benzine
, kerosene ecc.).
Ebbene, una elementare legge di mercato
vuole che i prodotti meno pregiati vengano
consumati sul luogo di produzione (il trasporto incide percentualmente di più
su una
unità di prodotto) mentre quelli migliori
vengono portati fuori d'Italia per essere ivi
consumati. L'olio combustibile fa funzionare le centrali termoelettriche e
quindi il
gioco fu facile: i petrolieri pagarono tutti i
partiti del centro-sinistra e vari dirigenti
dell' Enel per sviluppare in Italia il termoelettrico da petrolio. (Si badi che
i corrotti di
allora sono gli stessi che oggi vogliono imporci il nucleare).
Ma, qualcuno dirà,
qualche beneficio sarà pur venuto all'Italia. Vediamolo.
L'Industria della raffinazione (la petrolchimica) è una tipica industria
a bassa occupazione, altamente inquinante ed enorme
divoratrice di energia. Un solo dato: per il
petrolchimico sono impegnate risorse energetiche pari a 330 milioni di KWh per
addetto, mentre
per l'industria
agricolo-alimentare ne bastano 50 milioni. Riguardo
all'inquinamento poi non aggiungo altro
all'ultimo fatto eclatante (il Po) e alla dura
esperienza quotidiana di chi va in spiaggia e
trova ormai solo catrame su tutte le coste.
Ed il catrame è solo la punta dell'iceberg:
nei fatti si sta distruggendo completamente
la vita dei nostri mari con
catastrofiche
conseguenze a medio termine.
Cosi, con questa bella mossa, l'Italia è
stata avviata dalla DC sulla strada cloacale
(evidentemente i DC, novelle pantegane, erano interessati alla faccenda: nelle
fogne si
trovano bene). Per incrementare poi il materiale di passaggio nella nostra
fognetta i cari DC hanno inventato
dell'altro. Hanno
dato libero accesso nel nostro paese a tutta
l'industria altamente inquinante e pericolosa che da sempre è stata rifiutata
da altri
paesi europei. E cosi abbiamo Seveso con la
sua mortale incipriata di diossina, abbiamo
Priolo, Manfredonia, Gela, i fanghi rossi, il mercurio, ... Insommaa
abbiamo proprio tutto ciò
che ci qualifica come fognetta. Si pensi solo
al fatto che quando un materiale è riconosciuto dannoso per la salute dei
cittadini negli USA, esso viene rapidamente importato
in Italia dove la DC (e i suoi lacchè di sempre e di oggi) permette la sua
vendita sul
territorio nazionale fin quando non sono
esaurite le scorte (si ricordi il caso dei coloranti). Insomma tutto ciò che
altri paesi più
progrediti (nel senso che hanno meno democristiani) rifiutano perché dannoso,
ha
ampio circuito in Italia. Naturalmente ci
sono tangenti e mazzette che galleggiano in
mezzo ai liquami. Ma rapide, le
pantegane, che
sono diventate giganteschi topi DC, addentano il gruzzolo e felici sguazzano
nella fogna. Tanto loro non muoiono: è il loro ambiente naturale.
Siamo noi che dobbiamo cercare di bonificare
l'ambiente cominciando
con
l'eliminare il più grosso pericolo che viene
dalle fogne piene di topi: la leptospirosi.
Come sapete si può morire fulminati. E
questo flagello usa anche uscire dalle fogne ed invadere altri ambienti. Perciò
serve una
grossa campagna di profilassi. Cominciamo prima con l'eliminare le pantegane DC,
passiamo
poi a bonificare la fogna.