Un uomo eccellente

Più problematica la figura di Gesù proposta dal saggio Alla ricerca di un uomo chiamato Gesù (Tempesta editore) di Roberto Renzetti, curatore dell’ottimo sito “Fisica/mente”, dove da anni va raccogliendo materiali propri ed altrui di politica, filosofia, scienza e critica della religione, quella cattolica in particolare.

La ricerca di Renzetti condotta, come egli stesso avverte, solo su fonti secondarie, parte da una ricostruzione a volte perfino troppo minuziosa del periodo storico in cui sarebbe vissuto Gesù e delle notizie assai scarse o manipolate che forniscono Giuseppe Flavio e altri contemporanei sicché «nella storia, Gesù non esiste. Esiste invece nei testi del Nuovo Testamento come costruzione di suoi discepoli e seguaci», discutibili anche «per i falsi operati in differenti epoche» (p. 105).

Si entra quindi in una analisi dei Vangeli, ricca di citazioni testuali e con riferimenti anche a quelli apocrifi, ad altri testi del Nuovo Testamento o a ipotesi critiche di storici moderni. Un motivo d’interesse del libro sta senz’altro nel modo circostanziato con cui mette in evidenza contraddizioni dei testi sacri, interpolazioni o manipolazioni funzionali a divinizzare e trasformare Gesù nel fondatore di una religione. Falsificato sarebbe il suo stesso luogo di nascita, identificabile con Gamala e non con Nazaret, forse usata per occultare il fatto che Gesù fosse nazireo (setta riconducibile agli Esseni, come agli Zeloti rimandano i termini cananeo e galileo, pp. 83-93). Sono sette rivoluzionarie e antiromane: il che fa pensare che la sua condanna fosse voluta dai romani più che dagli ebrei. Controverse anche l’identità di Gesù, che tende a sovrapporsi al Battista o a Barabba, o i suoi stessi insegnamenti, al punto da dover ritenere «il cristianesimo che oggi conosciamo non… figlio di Gesù ma di Paolo» (p. 217). Non credibili e incongrue la risurrezione o i miracoli; contraddetta da vari passi evangelici, infine, la divinità di Cristo, «considerato dagli Apostoli un profeta, un grande saggio, una persona dotata di poteri speciali … ma non un dio» (p. 295), divinizzato via via nel passare dal primo all’ultimo Vangelo ma in modo definitivo dai concili del IV-V secolo mentre era solo, anche per Renzetti come per gli altri autori da noi citati, un «uomo eccellente» (p. 309).

Senonché nell’ultimo capitolo del libro (“Gesù ritrovato”) Renzetti cerca di recuperare e proporre in una sua supposta verità storica, libera da tutte le “incrostazioni”, questa figura leggendaria, forse mai esistita, distorta e manipolata dalla Chiesa per costruire una religione legata al potere: «la conclusione», riconosce Renzetti, «dovrebbe essere che Gesù è un mucchio di invenzioni, sciocchezze, di miti e leggende», data «la completa inattendibilità storica del Vangeli», ma «voglio ammettere l’esistenza di Gesù» (p. 298) – un grande saggio, forse un rivoluzionario esseno o zelota, che tese a riformare il giudaismo (non l’umanità intera) per riportarlo «verso la difesa degli umili» cui dedicò la sua predicazione. Conclusione poco motivata, fondata su testi che l’autore stesso dichiara inattendibili, e che risulta quindi poco persuasiva.

http://www.cattolicesimo-reale.it/ora-di-religione/ma-chi-era-gesu2-2/

RIPORTO QUALCHE BRANO DEL CAPITOLO DISCUSSO DA CATTOLICESIMO REALE:

        Dopo questa lunga ricerca la conclusione dovrebbe essere che Gesù è un mucchio di invenzioni, di sciocchezze, di miti e leggende utili a costruire una religione. Questo è certamente vero per l'immagine esteriore di Gesù che è stata fornita nei secoli. Si potrebbe addirittura sostenere, come molti storici hanno fatto, che Gesù non è mai esistito vista la completa inattendibilità storica dei Vangeli. Sembrerebbe tutto da buttare ma non è così. Voglio ammettere l'esistenza di Gesù (*) ma, subito dopo, occorre iniziare a spogliare il personaggio da tutte le incrostazioni, aggiunte ed omissioni, che gli hanno costruito addosso e lo hanno di fatto nascosto. Questa operazione è indispensabile se si vuole tentare di cogliere ciò che rappresenta Gesù alla sua radice, nella sua essenza [...]

        Questa persona, per questo rivoluzionaria, non si accontenta di parlare ai generici poveri ma ai diseredati, a coloro che non avevano speranza alcuna. Dà voce a chi non ne aveva mai avuta, come le donne ed i bambini; è duramente critico con la ricchezza che all'epoca (e non solo) qualificava il successo ed il potere e quindi il valore di una persona. Moltissimi suoi interventi sono con i cosiddetti indemoniati, coloro che soffrivano di malattie tipo epilessia, isteria e consimili. A quell'epoca erano poche le famiglie che potevano sobbarcarsi il mantenimento di queste persone e, in molti casi, venivano lasciate andare al loro destino. Le città pullulavano di questi reietti che si trascinavano in cerca di qualcosa per mangiare e vestirsi. Ecco, oltre che ai poveri era a questi che Gesù si rivolgeva. E loro lo avevano saputo cosicché in ogni città dove si recava gli si accalcavano intorno tentando di toccarlo, almeno nelle frange del suo mantello, frange tipicamente ebraiche, con quella infinita speranza di guarire. Quando poteva imponeva le mani e tentava di guarire, a volte riuscendovi per l'immensa devozione di chi lo toccava. Queste erano altre pecore, non quelle perdute per il peccato, ma perdute per la mancanza di ogni fiducia. [...]

        La Legge non è più un qualcosa di assoluto per il solo fatto di essere Legge. Essa va vista solo in funzione del bene del prossimo perché più importante della Legge è l'Amore. [...]

        In tal caso si sarebbe trattato di riportare tale insegnamento, visto valido tra popoli, all'interno del suo popolo. In ogni caso il Cristo non allontanò mai da sé un miserabile, un sofferente che gli si avvicinava. Spesso era lui ad avvicinarsi a qualche sofferente che incontrava. Tralasciamo la parte miracolistica ed accettiamo la parte della consolazione che cura. Ebbene in tal senso Gesù fece miracoli quasi sempre. Ed il quasi tende solo a mostrare che Gesù era uomo del suo tempo. Certamente persona avanzata in moltissime cose, soprattutto nei riguardi del suo confronto con la religione che praticava, ma altrettanto certamente senza una visione che superasse l'allora stato presente delle cose. E tra questo stato vi era quello drammatico della schiavitù contro la quale Gesù non disse mai nulla, anche se molte parabole hanno per interpreti padroni e schiavi. [...]

        E se Gesù fosse stato un esseno-zelota ? Non avrei nulla da togliere a quanto ho detto. E credo davvero che le sue figure, quella di Renan e quella ora accennata, non siano separabili. L'aspirazione alla liberazione ed alla riforma del Giudaismo, per sottrarlo dalla gestione ottusamente ortodossa dei farisei (che pur credevano ad un uomo-messia biblico che avrebbe vinto contro i nemici di Dio) ed all'aristocrazia sacerdotale dei sadducei (che, come detto, non volevano sentir parlare neppure di messia), doveva essere alla base dell'operato di Gesù ed in tal senso il tutto si sarebbe accordato con le aspirazioni di liberazione dalla dominazione romana del popolo ebraico, aspirazioni che erano alla base della comunità essena, comunità di ebrei osservanti in forte critica alla gestione del Tempio da parte dei Sadducei. Anzi l'idea di un Gesù esseno-zelota si rafforza. Forse non di partecipazione diretta al movimento ma certamente di affinità, di protezione di qualche adepto che ne avesse avuto bisogno. Vari apostoli facevano parte dell'organizzazione zelota definita terrorista da Roma.

        Una persona come quella descritta non ha bisogno di fare miracoli, basta così come è. I miracoli servono a convincere gli imbecilli. Ed infatti ... Mi spiace comunque dire che, nonostante si possa ritrovare Gesù, è una vera gran fatica scrostarlo dagli ammennicoli che gli hanno inchiodato addosso, come vera nuova croce. Credo che lo abbiano imbalsamato definitivamente e sarà sempre più difficile recuperarlo. Ci vuole la pazienza e l'attenzione di  qualche lettore, non credente, per ritrovarlo. I credenti, in massima parte sono in stato di trance ed a loro a fianco della figura di Gesù, mai davvero compresa, debbono affibbiare anche una Chiesa parassita che ha cambiato la moneta buona con moneta falsa facendo diventare Gesù un povero sciocco a sostegno di ogni monarchia, di ogni dittatura, di ogni criminale al potere nel mondo.

 

(*) Mi pare che il recensore cada in contraddizione: prima sostiene che nel libro l'esistenza di Gesù è negata poi me l'assegna come fatto certo. Per ben 297 pagine discuto puntigliosamente la storicità di Gesù e solo nelle ultime 11 ammetto la sua esistenza di uomo eccellente come artificio che mi permette di evidenziare le cose che riporto in questo breve passo.