FISICA/MENTE

 

 

Grande letteratura quella sul diavolo. Vediamo cosa ne dice un sito cattolico.

 

 

http://www.acquaviva2000.com/CATECHESI/caduta%20degli%20angeli.htm 

 

La caduta degli angeli

Costanza Stagetti


"Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi,mi farò uguale all’Altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi nelle profondità dell’abisso ( Isaia 14,12-15)

--------------------------------------

E' opinione comune, deducibile dal racconto biblico, che Dio abbia creato prima gli angeli e poi il cosmo. Il mistero della creazione del mondo materiale è certamente mirabile, in quanto procede dalla onnipotenza e sapienza di Dio; ma di sicuro raggiunge il suo significato solo quando avviene la creazione dell'uomo: perché è solo con la presenza dell'uomo che tutto il creato sensibile, a cui l'uomo appartiene, si ricongiunge a Dio, suo creatore.

L'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1,26), essendo essere razionale, ha la possibilità di ricongiungersi al suo Creatore e di comunicare con lui. Il mondo materiale invece, pur avendo la sua origine da Dio, di per sé non può godere di uno scambio diretto e immediato con il suo Creatore, da cui dipende totalmente e passivamente.

Gli spiriti celesti, ossia gli angeli, non sono sottoposti di per sé, per la loro natura, a un rapporto immediato con questo mondo materiale. Dinanzi alla loro intelligenza, di mano in mano che Iddio lo creava, non comprendevano lo scopo. Loro erano puri spiriti; ai loro occhi il mondo materiale non aveva un perché, anzi appariva sempre più come un'assurdità completa fino a quando non comparve nel mondo la creatura razionale, l'uomo, che aveva una relazione immediata con Dio, essendo un essere intelligente e libero, ed era in grado di dare significato a tutto il mondo materiale, servendosene a lode del Creatore.

Creati da Dio al vertice della perfezione e quindi dotati di bellezza, bontà e splendore, alcuni angeli, per loro autonoma decisione, sono divenuti cattivi." Tale caduta consiste nell'avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente e irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno" (Catechismo C. C. 392).

Si può pensare che la ribellione di una parte degli angeli sia precedente alla creazione dell'uomo. Una spiegazione possibile è che una parte di angeli abbia trovato scandalo proprio dalla creazione del mondo materiale, ossia prima che il cosmo fosse completato e nobilitato dalla presenza dell'uomo. Essi, gli angeli ribelli, non lodarono Dio fin da principio, ossia da quando egli andava creando il mondo materiale che, dal punto di vista dei puri spiriti, sembrava un assurdo. Non seppero dar credito alla divina sapienza, un po' come può accadere a noi uomini di non dare credito a Dio di fronte al problema del dolore. Da qui un possibile motivo della loro ribellione.

Chi è Satana? La tradizione rabbinica asserisce che era lo spirito di maggior importanza davanti al trono di Dio, dotato di dodici ali, ossia del doppio di quelle degli stessi serafini (cf. Pirkè di Rabbi Eliezer, 13). Dio non ha creato satana, perché egli, infinitamente buono, non poteva creare un essere malvagio. Satana è divenuto tale per scelta propria, perché, « non avendo perseverato nella verità », come afferma Gesù (Gv 8,44), ha pervertito se stesso. « Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi » (S. Giovanni Damasceno).

Quando è avvenuto questo? S. Giovanni afferma che « il diavolo è peccatore fin dal principio » (1 Gv 3,8). Certamente l'evento è da collocare prima del peccato dell'uomo nel paradiso terrestre, perché in quel momento satana è già in azione qui sulla terra. La Parola di Dio getta qua e là raggi di luce su questa catastrofe originaria degli spiriti angelici, con la quale è entrato il male nel mondo. Afferma infatti l'apostolo Pietro: « Dio... non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell'inferno, serbandoli per il giudizio » (2 Pt 2,4).

L'Apocalisse invece ci presenta uno scenario grandioso in cui colloca la grande battaglia fra gli angeli buoni e quelli pervertiti: " Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro, il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli" (Ap 12,7-9).

Quale fu il peccato per cui « l'astro è caduto dal cielo sulla terra » (Ap 9,1), ricevendo le chiavi del pozzo dell'Abisso? Sul peccato degli angeli esistono molte opinioni teologiche, anche apprezzabili, ma, se esaminiamo la Bibbia con attenzione, ci sono tracce sufficienti per comprendere con certezza quanto basta. A questo riguardo le parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori sono molto eloquenti: " Diventerete come Dio" ( Gn 3,5).

Che cosa significa? Ti rispondo con S. Tommaso d'Aquino dicendo che satana desiderò di essere simile a Dio e partecipe della sua beatitudine, non per dono di grazia, ma appropriandosene con le proprie forze naturali. Geloso di Dio, volle ottenere lo splendore della divinità, non accogliendolo con umile sottomissione, ma rapinandolo con orgogliosa presunzione. Il suo peccato fu la brama di avere di più e di possedere di più. Si trattò quindi innanzi tutto e soprattutto di un peccato di superbia, col quale l'angelo tramutò se stesso in un demonio.

La maggioranza dei Padri videro quindi il principio della caduta di Satana nel suo orgoglio, nel volersi innalzare al di sopra della sua condizione, nel voler affermare la sua indipendenza da Dio e nel voler farsi credere Dio. Altre spiegazioni sono state avanzate nei secoli seguenti. Tutte concordano nel vedere una libera e irreversibile ribellione a Dio in cui Satana si è trascinato dietro una quantità di altri angeli che, con un atto perfetto di intelligenza e di libertà, lo hanno voluto seguire. Da qui l'implacabile inimicizia verso Dio e, dopo la creazione dell'uomo (anch'esso finalizzato a Dio), lo sforzo di sottrarlo a questo scopo e di coinvolgerlo nella sua ribellione al Creatore.

Satana era quindi la creatura principale creata da Dio, il principe di tutta la creazione. Una volta che si è ribellato a Dio, coscientemente, con tutta la pienezza del suo essere e della sua volontà, con una rivolta totale e perfetta, senza ritorno, è diventato l'essere più lontano da Dio. Quel peccato di ribellione è rimasto inerente alla sua essenza e rimarrà tale per l'eternità. La Bibbia lo indica con vari nomi: Satana, Lucifero, Beelzebul, serpente antico, dragone rosso... Ma forse il nome più esatto, che gli si addice è bestemmia. Il male, se può essere oggettivamente personificato in qualcuno, ha in Satana la sua perfetta ipostasi.

Quali sono state le conseguenze di questa ribellione? Satana, per il primato e l'autorità che godeva, ribellandosi all'ordine morale e spirituale di Dio, si è trascinato dietro quasi un sistema planetario: gli angeli che hanno voluto seguirlo, con piena intelligenza e libertà; e ora cerca di trascinarsi dietro più uomini che può, anche questi con piena conoscenza e libertà. Dio non rinnega mai  le sue creature: sarebbe come rinnegare se stesso. Così la potenza che Satana aveva la possiede ancora; era a capo della creazione e lo sarebbe ancora: ecco perché è stata necessaria l'incarnazione del Verbo, che è venuto a distruggere le opere di Satana e a ricapitolare tutte le cose col sangue della sua croce: quelle celesti e quelle terrestri.

Ma Satana rimane il "principe di questo mondo", come per tre volte lo chiama Gesù; o "il dio di questo mondo", come lo definisce s. Paolo. Da ordinatore del creato,come era costituito da Dio, ne è diventato l'infaticabile distruttore; è come il corrispettivo morale di quei "buchi neri" che esistono nel cosmo e inghiottono la materia. Da qui ogni forma di male: il peccato, le malattie, la sofferenza, la morte. La salvezza operata da Cristo ha reintegrato l'ordine dell'universo in modo ancora più meraviglioso di come era stato stabilito in origine. La redenzione è il primo vero grande esorcismo; Gesù è il primo degli esorcisti e da lui prende forza ogni lotta contro il demonio.

Ma perché la redenzione si applichi ad ogni uomo, e così la liberazione dal potere del maligno, occorre che la grazia portata da Cristo sia accolta. «Andate in tutto il mondo... Rendete mie discepole tutte le genti... Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo»: il battesimo è il primo atto di liberazione dal potere di Satana e di innesto in Cristo; perciò include un esorcismo. Nel frattempo il demonio continuerà la sua opera perché, come si esprime il Vaticano II, sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci; la lotta contro gli spiriti maligni continuerà e durerà, come dice il Signore, fino all'ultimo giorno (cf. GS 37).

Il carattere irrevocabile della scelta: Qualcuno ha pensato che satana possa convertirsi, se non altro alla fine del mondo quando, come afferma l'apostolo Paolo, "Dio sarà tutto in tutti » (1 Cor 15,28). Persino spiriti fra loro cosi lontani nel tempo come Origene e Papini lo hanno supposto. Ma contro questa ipotesi c'è l'insegnamento della Scrittura e del Magistero della Chiesa sull'eternità dell'inferno. Quel «Via, lontani da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli » (Mt 25,41) solennemente pronunciato da Gesti, risuona con troppa chiarezza per poter essere occultato o soltanto addomesticato.

Altri si chiedono perché mai satana e i suoi angeli non siano stati perdonati dopo la loro colpa, mentre per l'uomo c'è stata la redenzione e si domandano se non siamo di fronte a un difetto della misericordia di Dio. A questo riguardo va risposto che sia gli angeli come gli uomini, prima di essere ammessi all'incommensurabile dono della visione beatifica di Dio, devono passare necessariamente attraverso una prova.

Per l'angelo, data la sua natura spirituale, lo status viatoris, cioè il tempo della prova, dura un solo istante, nel quale egli, purissimo spirito, è in grado di prendere una decisione in una maniera irremovibile e immutabile. Fatta questa scelta con perfetta comprensione e assoluta libertà, il tempo della prova per gli angeli termina ed essi rimangono irremovibili in ciò a cui hanno aderito. Per questo motivo, osserva S. Tommaso d'Aquino, gli angeli buoni, avendo aderito irrevocabilmente al bene, sono confermati in esso, mentre quelli cattivi, avendo peccato, rimangono ostinati nel male.

Per l'uomo invece è diverso. Il suo peccato è meno grave di quello angelico, perché egli è uno spirito incarnato e la sua volontà aderisce ad una cosa in maniera instabile, conservando la facoltà di staccarsi da essa per aderire alla cosa contraria. Tu ti accorgi, attraverso la tua esperienza personale, di quante scelte buone hai bisogno per divenire stabile nel bene. Allo stesso modo l'uomo diviene malvagio non tutto in un momento, ma compiendo un passo dopo l'altro sulla via del male.

Per questo motivo lo status viae, cioè il tempo della prova concesso all'uomo, è molto più lungo e dura tutto l'arco del suo pellegrinaggio sulla terra. Ma anch'egli, nel momento della morte, rimarrà eternamente stabile nella scelta maturata in vita e cioè nell'umile e filiale accettazione dell'amore di Dio oppure nel suo irrevocabile rifiuto.

Noi viviamo in un passaggio storico in cui si ha paura delle scelte irrevocabili. Esse invece fanno parte dell'economia divina. Gesù pone più volte i suoi ascoltatori davanti alla decisione della fede, mediante la quale si ha la salvezza oppure la perdizione eterna. Per i purissimi spiriti tutto si è risolto in un solo istante, per noi uomini invece la vicenda si svolge nel tempo pur sempre breve della vita. Con Dio bisogna venire al dunque. Avendoti dato il libero arbitrio, egli ti pone di fronte alle scelte supreme, con le quali decidi per l'eternità.

Non ti suoni perciò troppo severo questo insegnamento della Chiesa: «A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell'infinita misericordia divina. Non c'è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non c'è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte» (Catechismo C.C. 393)


 

http://www.acquaviva2000.com/CATECHESI/demonologia.htm 

ALCUNE QUESTIONI DI DEMONOLOGIA

Andrea Menegotto


1. Un argomento di notevole importanza

La demonologia, cioè lo studio delle credenze religiose sul demonio è un ambito estremamente importante da trattare, dal momento che molto raramente la pastorale, la catechesi ordinaria e la predicazione approfondiscono l’argomento, su cui sussiste quindi una grande confusione e mancanza di informazione. La demonologia necessariamente interseca la questione della nuova religiosità, dal momento che fa parte di questo ambito il fenomeno del satanismo. Inoltre, gli stessi nuovi movimenti religiosi spesso presentano una concezione del demonio differente rispetto alla prospettiva cattolica. Il mondo dell’occulto, che comprende oltre al satanismo le varie pratiche magiche, spiritiche e divinatorie, vede poi spesso il demonio come il "grande artefice" di varie esperienze. Da ultimo, è senza dubbio importante, per le ragioni che emergeranno nel corso della stessa trattazione, che ogni cattolico conosca anche questo aspetto della Dottrina della Chiesa.

Anche se termini come "satanismo", "occultismo", "magia", "spiritismo" - di cui tratta al capitolo seguente, che ha questo come necessaria premessa - sono ormai entrati nel vocabolario quotidiano, visto che i mass-media, spesso spinti dalla logica dominante dell’indice d’ascolto, propongono molto spesso servizi riguardanti tali argomenti, parlare di questi temi il più delle volte divide l’opinione pubblica. Alcuni negano infatti con fermezza l’esistenza di una realtà soprannaturale e cercano di dare una spiegazione scientifica ai vari fatti; altri vengono spinti dalla pubblicità o anche dalla semplice informazione a voler fruire di questo ambito che sembra, a prima vista, offrire certezze più immediate della religione tradizionale; altri ancora cadono in una angoscia profonda, temono il trionfo del male nella loro vita e nella società.

Cerchiamo quindi con serenità di addentrarci in questa problematica per dare qualche chiarimento in proposito e - speriamo - per fornire qualche criterio di discernimento in un campo così delicato. San Serafino di Sarov afferma che la paura del demonio è un segno di orgoglio da parte dell’uomo, infatti la vittoria ci è assicurata da Cristo che con la Sua Croce e Risurrezione ha distrutto per sempre la morte e il peccato ed ha sconfitto il nemico.

2. Il demonio nella Bibbia

Il termine "diavolo" deriva dal greco "colui che ostacola, che divide". Il demonio è presente in molte culture antiche che lo definiscono come un essere soprannaturale che influenza la vita umana in senso negativo. Nell’ebraismo e nel Cristianesimo i demòni sono considerati angeli decaduti e diventati malvagi.

Dio, nella Bibbia, ha svelato in maniera graduale il mistero della presenza del demonio nel mondo. Nell’Antico Testamento inizialmente la demonologia si esprime mediante elementi tratti da credenze popolari. Pian piano incomincia a delinearsi nella coscienza giudaica l’idea che poi si approfondirà nel Cristianesimo: l’insieme di demòni viene considerato come un mondo in lotta contro Dio e ostile agli uomini. Si parla anche della "caduta": i demòni all’inizio erano angeli creati da Dio naturalmente buoni, in seguito però si trasformano in esseri malvagi avendo rifiutato liberamente e irrevocabilmente Dio e il suo Regno.

Nell’Antico Testamento la caduta viene rappresentata attraverso immagini poetiche o leggendarie, come ad esempio leggiamo in Isaia 14,12-15:

"Come mai sei caduto dal cielo,
Lucifero, figlio dell’aurora?
Come mai sei stato steso a terra,
signore di popoli?
Eppure tu pensavi:
Salirò in cielo,
sulle stelle di Dio
innalzerò il trono,
dimorerò sul monte dell’assemblea,
nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all’Altissimo.
E invece sei stato precipitato negli inferi
nelle profondità dell’abisso!".

Nel Nuovo Testamento la demonologia si arricchisce di un elemento nuovo: l’opposizione dichiarata degli angeli decaduti a Cristo e alla Chiesa. I demòni sono chiamati con nomi diversi, ma dietro questi c’è un’unica realtà consistente in un insieme di potenze maligne subordinate a Satana o a Beelzebùl, che è il loro capo. Entrando in azione, esse intendono ostacolare l’adempimento del piano di salvezza. Nella Bibbia il diavolo appare come il tentatore che induce Adamo ed Eva a disobbedire a Dio, si parla di demòni nel libro di Tobia e nel libro di Giobbe, accenni si trovano poi in vari libri dell’Antico Testamento.

La vita di Gesù si colloca nella prospettiva di una continua lotta contro queste potenze avverse al Regno di Dio: i Vangeli parlano dei quaranta giorni di Gesù nel deserto dove lo stesso Figlio di Dio viene tentato da Satana. Gesù però lo respinge, evidenziando in questo modo la sua piena fedeltà alla volontà del Padre.

Nel Padre Nostro la richiesta "liberaci dal male" indica il fatto che il male non è un’astrazione, ma si identifica con una persona: Satana, il Maligno e cioè colui che vuole ostacolare il disegno di Dio (Mt 6,9-13). I molti miracoli di liberazione dai demòni attestati dai Vangeli, esprimono la presenza del Regno di Dio e sono opera dello Spirito (Mt 12,28). Gesù esercita questo potere con autorità, lo trasmette ai suoi Discepoli (Mc 6,7) e alla sua Chiesa (At 8,7; 9,1-17). Questo dominio di Cristo e della Chiesa su Satana e i demòni, viene spesso collegato al rapporto col Padre nella preghiera (Mc 9,9), ma soprattutto all’accettazione da parte di Gesù dell’umiliante morte in croce (Fil 2,6-11). Sconfitto da Cristo, Satana combatte contro i suoi seguaci, è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dal peccato e dalla morte.

Paolo, volendo infondere coraggio ai cristiani afferma:

"Se infatti Dio è con noi, chi sarà contro di noi ?" (Rm 8,31).

3. La demonologia nella Storia e nella Dottrina della Chiesa

Nella linea tracciata dai Testi Biblici, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, si muove tutta la demonologia nella Dottrina della Chiesa. In epoca patristica si sente soprattutto la necessità di contrastare il manicheismo, la religione eretica fondata dal persiano Mani (III secolo) implicante un acceso razionalismo, un marcato materialismo e un radicale dualismo nella concezione del bene e del male. I manichei non attribuivano il peccato al libero arbitrio dell’uomo, ma al principio eterno del male che è il tutto e per tutto pari al principio del bene, affermavano dunque la presenza accanto a Dio di un principio cattivo, un altro Dio identificato col male. La Chiesa afferma, al contrario, che il male non è un essere, ma piuttosto una mancanza di bene e ribadisce che i demòni sono angeli decaduti e in origine creati buoni da Dio. Alla eresia manichea aveva aderito S. Agostino prima della conversione al cattolicesimo, grazie soprattutto all’opera di predicazione di S. Ambrogio, Vescovo di Milano.

In tempi recenti, il Magistero, contro la pretesa di alcuni teologi che negavano l’azione del demonio nella vita dell’uomo e riducevano la demonologia a mitologia, si è pronunciato in alcune occasioni.

a. Il Concilio Vaticano II (1962-1965) fa riferimento in diversi contesti al demonio, in maniera però piuttosto occasionale. La rarità degli interventi conciliari sull’argomento, in tutta la storia della Chiesa, trova comunque la sua spiegazione nel fatto che l’esistenza e l’azione del diavolo, prima delle polemiche teologiche degli anni 1970, non furono mai messe in dubbio nel contesto ecclesiale. La trattazione della demonologia nella Storia della Chiesa risulta quindi assegnata al Magistero ordinario (Catechismi ufficiali e predicazione dei vescovi).

b. Paolo VI nella catechesi dell’Udienza generale del 15 novembre 1972 dà una preziosa sintesi della dottrina cattolica sul demonio e sulla sua influenza nel mondo:

"Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente".

c. Il documento Fede cristiana e demonologia, della Congregazione per la Dottrina della Fede (1975), ricolloca la demonologia nella dimensione biblica e patristica, ribadendo la realtà del diavolo nel quadro della storia della salvezza.

d. Anche Giovanni Paolo II ha sviluppato questi temi, in particolare in due catechesi, trattando specialmente l’influsso del demonio sul mondo e la vittoria di Cristo.

e. Infine, il Catechismo della Chiesa Cattolica (1992) più volte si preoccupa di definire il demonio e la sua azione, in particolare, commentando il Padre Nostro, al n. 2851 così afferma:

"In questa richiesta, il Male non è un’astrazione; indica invece una persona: Satana, il Maligno, l’angelo che si oppone a Dio. Il ‘diavolo’ [‘dia-bolos’, colui che ‘si getta di traverso’] è colui che ‘vuole ostacolare’ il Disegno di Dio e la sua ‘opera di salvezza’ compiuta in Cristo".

Dopo questa rapida carrellata sulla Dottrina della Chiesa a proposito dei demòni, si può rapidamente accennare ad un problema che riguarda la teologia contemporanea. Gli studiosi si sono chiesti spesso come poter definire il diavolo. Oggi si può affermare, in piena coerenza con l’insegnamento magisteriale e biblico, che il demonio è una persona, anche se, a differenza dell’uomo, non è dotato della dimensione corporea, ha comunque come caratteristiche essenziali l’intelligenza e la volontà che usò per ribellarsi a Dio e che continua a usare per tentare l’uomo al male. Per questo la Parola di Dio esorta alla vigilanza:

"Fratelli, siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede" (1Pt 5,8-9).

4. L’azione del demonio

Sicuramente è sciocco attribuire a Satana un male che dipende da noi e a cui noi dobbiamo porre rimedio, ma per un cristiano non è neppure possibile negare la presenza di questa potenza malefica. Si trascurerebbe l’invito alla preghiera e alla vigilanza ripetuto più volte nella Scrittura e si metterebbe da parte una porzione consistente di Rivelazione - la quale, nella misura in cui annuncia la vittoria di Cristo, parla anche dell’esistenza e dell’azione del demonio - e di Dottrina della Chiesa.

Seguendo quanto afferma un importante documento della Conferenza Episcopale Toscana (CET), la Nota Pastorale A proposito di magia e di demonologia (15\4\1994), si può dire che il demonio agisce in due maniere: con un’azione ordinaria, tentando l’uomo al male (come ha tentato Gesù nel deserto) e con un’azione straordinaria, permessa da Dio in alcuni casi per ragioni che Lui solo conosce. Questo secondo tipo di azione si manifesta in diverse forme:

a. come disturbi fisici o esterni, si può constatare questo nelle vite dei Santi oppure nelle infestazioni su case, oggetti o animali;

b. come ossessioni personali, ossia pensieri o impulsi che gettano in stati di disperazione fino al suicidio;

c. come vessazioni diaboliche, corrispondenti a disturbi e malattie che arrivano a far perdere la conoscenza, a compiere azioni o pronunciare parole in odio a Dio, a Gesù, a Maria e ai Santi;

d. come possessione diabolica, ossia come presa di possesso del corpo di un individuo ad opera del demonio, il quale lo fa agire o parlare come vuole, senza che la vittima possa resistere, è la situazione più grave.

Don Gabriele Amorth, presidente dell’Associazione internazionale degli esorcisti, nel volume Un esorcista racconta, suggerisce questo criterio di discernimento fra possessione e vessazione (o infestazione personale):

" Se la persona durante l’esorcismo (è il momento in cui il demonio è più obbligato a uscire allo scoperto) va completamente in trance, per cui se parla è il demonio che parla con la sua bocca, se si dimena è il demonio che si serve delle sue membra, e se alla fine dell’esorcismo l’individuo non ricorda nulla di quanto è avvenuto, allora si tratta di possessione diabolica, ossia la persona ha un demonio dentro, che ogni tanto agisce con le sue membra. Se invece una persona, durante gli esorcismi, pur avendo qualche reazione che rivela l’assalto demoniaco, non perde del tutto conoscenza e alla fine ricorda anche vagamente quello che ha sentito o fatto, allora è infestazione diabolica: non c’è un diavolo fisso dentro il corpo della persona, ma c’è un diavolo che ogni tanto l’assale e le provoca dei disturbi fisici e psichici".

Occorre fare due importanti precisazioni: prima di tutto è necessario dire che anche nella forma più grave della possessione, l’azione di Satana non riguarda l’anima, ma solo il corpo, quindi il demonio non può servirsi della libertà della persona, i mezzi con cui agisce sono il timore, il terrore e il fascino prodotto nella mente dalla potenza degli effetti che si manifestano nel corpo. La perdita della libertà nell’uomo deriva solo da un suo rifiuto volontario, quindi di fronte alle insidie diaboliche questi deve assumere un atteggiamento di fiducia nella grazia di Dio che gli ha dato la libertà e il potere di partecipare alla lotta vittoriosa di Cristo. Per questo Paolo afferma:

"Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore" (Rm 8,38-39).

Inoltre bisogna opportunamente distinguere possessione e satanismo; così afferma Massimo Introvigne:

"Benché la frequentazione di gruppi satanisti possa - secondo molti esorcisti - aprire la porta a ‘disturbi’ di tipo diabolico, possessione e satanismo non vanno confusi . Non tutte le persone ‘disturbate’ dal demonio sono passate dal satanismo (alcuni sono buoni cristiani) e non tutti i satanisti sperimentano fenomeni di possessione o di ‘disturbo’ diabolico".

Potremmo dire che se il satanista cerca il diavolo, il posseduto viene trovato dal diavolo che lo "disturba" a livello fisico, psicologico e spirituale. Quindi, non tutti i satanisti sono "posseduti", né tutti i "posseduti" sono satanisti, anzi la vita di molti Santi e Beati presenta episodi reali e documentati in cui il demonio esercita un’azione di "disturbo". Fra questi è possibile ricordare don Calabria e suor Maria del Gesù Crocifisso (beatificati da Giovanni Paolo II). Nella loro vita ci sono stati veri e propri periodi di possessione diabolica, in cui hanno detto e fatto cose contrarie alla loro fede senza avere alcuna colpa o responsabilità perché era il demonio ad agire servendosi delle loro membra, mentre la loro anima era comunque rivolta a Dio. Questi periodi di grave sofferenza hanno senza dubbio contribuito alla loro santificazione. Dunque, satanismo e possessione diabolica sono fenomeni estremamente diversi e non necessariamente collegati, anche se - secondo il parere di vari studiosi ed esorcisti - le pratiche occulte come la magia, lo spiritismo e, appunto, il satanismo possono costituire una buona porta d’entrata per problemi quali la possessione diabolica.

5. L’intervento della Chiesa

La Chiesa non resta certo indifferente nei confronti di coloro che soffrono nello spirito. Essa ha infatti ricevuto il mandato di opporsi ad ogni potenza malefica che è di ostacolo alla Redenzione di Cristo. L’uomo è creato ad immagine e somiglianza del Creatore ed è redento da Cristo, è così chiamato alla comunione con Dio e alla partecipazione della Sua vita trinitaria in virtù del Battesimo.

La Chiesa deve quindi discernere le situazioni di effettiva presenza demoniaca da eventuali problemi psichici. Seppure si possono presentare affinità o talvolta il disturbo spirituale si accompagna a stati di dissociazione mentale, la possessione non deve essere confusa con un fenomeno isterico.

La Chiesa, quindi, nella persona dei suoi Ministri, assume un atteggiamento di giusto equilibrio fra l’eccessivo razionalismo (che porterebbe ad escludere ogni causa soprannaturale) e l’ingenua credulità che spesso conduce la persona affetta da una malattia psichica a credersi vittima del demonio. Sempre riferendosi alla Nota della CET, si può dire che esistono diversi livelli di intervento della Chiesa.

L’esorcismo è riservato ai casi più gravi. E’ un sacramentale che può essere amministrato esclusivamente dai Vescovi e da Presbiteri delegati dagli stessi.

Con rammarico si deve notare che più spesso di quanto si creda, anche in determinati contesti ecclesiali, si verificano casi di esorcismo illecito, celebrato da sacerdoti non autorizzati o addirittura da laici. Inoltre, esistono numerosi operatori dell’occulto e maghi che si qualificano come esorcisti; molti cattolici ingenuamente tentano di risolvere i loro problemi spirituali ricorrendo a loro, semplicemente perché non conoscono quanto si è cercato di esporre poco sopra, e forse solo perché nessuno li ha mai informati.... Afferma don Amorth:

" Lo scopo dell’esorcismo è duplice. Si propone di liberare gli ossessi.....Ma prima ancora ha uno scopo diagnostico.....Solo mediante l’esorcismo ci si può rendere conto con certezza se c’è o no intervento diabolico".

Al di là di alcune discordanze che si segnalano fra i vari Documenti e autori, si può affermare che nelle altre situazioni è opportuno ricorrere ai Sacramenti, all’ascolto della Parola di Dio, al digiuno e alla penitenza, alla preghiera intensa e a preghiere speciali quali quella di liberazione (ambito in cui i gruppi di Rinnovamento nello Spirito e di Rinnovamento Carismatico Cattolico svolgono un ruolo importante). Questi mezzi sono anche validi sostegni per chi ricorre all’esorcismo.

A conclusione di questa trattazione, attraverso la Parola, è ancora possibile ribadire l’assoluta Signoria di Cristo non solo nella vita della Chiesa, ma anche in tutta la storia dell’umanità :

" Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente !" (Ap 1,8).

 

Torna alla pagina principale