FISICA/MENTE

 

RELIGIONE FAI DA TE

INUTILE CHIEDERE, E' CERTAMENTE UN MISTERO

 

La questione dei luoghi dell'aldilà è centrale per la Chiesa.  E' il motivo stesso di ogni religione, assicurare il proseguimento dell'esistenza dopo quel tragico evento che, per la gran maggioranza delle persone, è la morte. Senza aldilà e speranza di vita eterna c'è la morte della religione e di ogni Dio. La Chiesa cristiana, nella sua versione cattolica, aveva fino ad ora quattro luoghi dove inviare le anime dei morti: il Paradiso, il Purgatorio, l'Inferno ed il Limbo. All'inizio del cristianesimo si ammettevano addirittura due inferni: uno per i demoni e l'altro per gli uomini. Il primo era generalmente collocato nell'aria, nelle nubi, nelle tenebre, ma sempre nel nostro mondo. In molti testi della scrittura si dice che i demoni vagano per la terra in cerca di anime da tentare. San Pietro ce li descrive a guisa di leoni ruggenti; San Paolo a guisa di uccelli nell'aria, Gesù stesso ci fa sapere che quando lo spirito malvagio è uscito da un uomo se ne va per luoghi aridi; Aquilante insegna che fino al giorno del Giudizio verranno sulla terra sia gli Angeli buoni sia quelli cattivi, gli uni per difendere gli uomini gli altri per tentarli. San Bonaventura rammenta che nelle tentazioni di Gesù nel deserto, ogni spirito agisce là dove si trova, quindi i diavoli tentatori si trovano anche presso di noi in questo mondo. In un altro testo San Paolo agli Efesini dice che è il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche S. Agostino ammetteva l'inferno dei demoni nell'aria e dopo molto studio, credette opportuno rimandare un tal supplizio per i demoni e i reprobi dopo il Giudizio finale. Ezechiele aggiunge che saranno tutti cacciati in fondo alla terra; così si esprimono anche Isaia e altri profeti. Nello stesso Vangelo e nelle Epistole di San Paolo si dice che nostro Signore, il venerdì santo, il Suo Spirito momentaneamente separato dal corpo discese nel cuore della terra. Ora sappiamo che scese a recare la buona novella agli Israeliti, i quali dalla creazione del mondo hanno creduto in Lui e lo aspettano nel Limbo; apparve anche in Purgatorio a consolare quelle sante anime che già espiarono le loro colpe ed infine discese negli inferi per manifestare la Sua Divinità ed il Suo trionfo sopra Satana e gli Angeli ribelli che lì si trovavano.

Sembra comunque chiaro a cosa servono il Paradiso e l'Inferno. Ricordo che il Purgatorio prevede una transizione più o meno lunga a seconda della gravità dei peccati, transizione che porterà alla fine in Paradiso. Sul Purgatorio si scatenarono gli appetiti della Chiesa che chiese soldi per le indulgenze, per ridurre cioè a pagamento i tempi di permanenza. Un vivente peccatore, pagava in vita per garantirsi il Paradiso dopo la morte. Vi era un tariffario, la Taxa Camarae di Leone X. A seguito di questa colossale vergogna vi fu lo scisma di Lutero. Ma sulle indulgenze si intrecciavano e vi sono ancora svariate superstizioni del tipo: chi entra qui ha due anni di indulgenza, chi segue questa messa ha ...., chi fa questo percorso ha ...

Infine vi è il Limbo, il luogo nel quale stazionano in eterno le anime dei bimbi morti senza battesimo, bimbi sui quali, come tutti sanno, grava la vergogna del peccato originale (i progenitori Adamo ed Eva hanno fatto l'amore rendendosi simili a Dio nel procreare). Ed il povero piccolo che discende da un embrione che va salvaguardato, è già un peccatore con colpe che non lo riguardano ma che una religione persecutoria gli affibbia senza pietà. Ora sembra che il Limbo verrà eliminato dalla scena metafisica e non si sa bene se questo fatto suoni come una specie di amnistia ed i piccoli potranno finalmente bearsi della visione di Dio, o se il Limbo non sia mai esistito ed i bimbi sono sempre stati felici. Restano i poveri genitori che per secoli hanno sofferto nel pensare i loro piccoli non solo morti ma lontani dalla beatitudine. Ma se chiedete vi si risponderà che, nella sua immensa misericordia, Dio li ha premiati nell'aldilà.

Dal Catechismo del 1992, (1257) il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza (...) La Chiesa non conosce altro mezzo all'infuori del Battesimo per assicurare l'ingresso nella beatitudine eterna. Il Catechismo di San Pio X insegna che: "(100) I bambini morti senza Battesimo vanno al Limbo, dove non godono Dio, ma nemmeno soffrono; perché, avendo il peccato originale, e quello solo, non meritano il paradiso, ma neppure l'inferno e il purgatorio."

Il Limbo dei bambini non va confuso con il Limbo dove i giusti, morti prima della Redenzione, attesero che Nostro Signore Gesú Cristo venisse a liberarli, perché prima di Gesú nessuno poteva entrare in paradiso. (Vedasi il Catechismo di San Pio X (90) ). Il Limbo dei bambini non va nemmeno confuso con un luogo e/o stato di cui parla l'eresia pelagiana (Denz. 2626). Se poi qualcuno ha dei problemi di comprensione può iscriversi ad una mailing list per ricevere periodicamente i messaggi della Madonna.

Resta un problema al quale da anni cerco una risposta che non viene.

Questi luoghi che accolgono anime (entità immateriali) sono materiali o solo luoghi dello spirito? Cioè solo immaginati vagamente da noi ma lontani da ogni realtà materiale ? La risposta a questo quesito non è banale e la domanda non è peregrina perché, nel caso si risponda che quei luoghi sono immateriali, vi sono almeno tre fatti che richiedono di essere spiegati. Messori che è vicario del vicario di Cristo sa tutto sull'aldilà e davvero non si capisce perché indugi nell'aldiqua. Nel frattempo anch'egli sfugge alle risposte che sono dovute. Egli dice: "Nell'aldilà non esistono, non possono esistere, le coordinate di spazio e di tempo proprie del mondo terreno. Dunque, paradiso, purgatorio e inferno non sono "luoghi", ma "stati", "modi di essere", che non possiamo definire ma solo credere. Altrettanto si dica della "resurrezione dei morti": la fede attende la salvezza di tutta la persona, il corpo compreso. Ma questo è indicato come "glorioso", per impossibilità di concepirlo, mancandoci ovviamente esempi. Ancora: la Chiesa ha un elenco (un "canone") di credenti che sicuramente sono presso Dio (caspita! ndr), in quello che chiama "Cielo", dove la parola non ha ovviamente nulla a che fare con indicazioni geografiche... Ma la Chiesa non ha, non può né vuole avere un elenco di "dannati" accanto a quello di "beati" e di "santi". L'inferno non è vuoto, perché in esso (quale che sia il significato del termine) stanno, secondo Tradizione e Scrittura, gli angeli ribelli: i diavoli, i demoni. Ma mai la Chiesa ha detto o dirà che, accanto a quei "puri spiriti", vi siano anche persone che camminarono sulla terra. Per proseguire: in questi mesi si sono sprecate parole sul "limbo", come "luogo" dove finirebbero neonati e non cristiani non muniti del lavacro battesimale. Ma già nel 1984, nell'intervista divenuta libro che volle concedermi, il custode stesso dell'ortodossia cattolica, cardinal Ratzinger, mi ricordava come il "limbo" non fosse che una ipotesi teologica, mai entrata nel deposito dogmatico della Chiesa. Così come mai la stessa Chiesa ha definito le "pene infernali", usando dell'immagine biblica del fuoco solo come metafora. Eppure, la riconferma di quanto dovrebbe essere scontato ha provocato e provoca, anche presso i cattolici praticanti, l'impressione che si aprano prospettive diverse, mutamenti dottrinali. Anche da questo si può misurare quali siano stati i frutti del lungo silenzio di un cattolicesimo che, per sfuggire al sospetto di "alienazione nell'aldilà", non ha fatto che occuparsi di "aldiqua", trasformando la teologia in sociologia. Come attendersi insegnamenti su paradiso, inferno, purgatorio, da preti così spesso convinti che prendere sul serio il Vangelo significhi trasformarsi sempre e solo in sindacalisti, politologi, psicologi, militanti di ogni causa buonista alla moda, operatori sociali? Il fatto è che di opinionisti che commentino la cronaca con le ovvietà del politically correct, di organizzatori di marce e manifestazioni variamente "impegnate", di ripetitori inesausti di parole scaramantiche ("Solidarietà! dialogo! tolleranza!"), ne abbiamo sin troppi. Ma nessuno degli appartenenti a quelle categorie ha titoli per dirci che ci sia (e, innanzitutto, se "qualcosa" o "qualcuno" ci sia) al di là di quel Buco Nero che, alla fine, tutti ci attende, che sbarra ogni vita, pur riempita da mobilitazioni per le cause sociali e politiche più nobili. "Militanti" ed "esperti" hanno infinite risposte da proporre alle domande penultime. Ma se gli uomini della Speranza tacciono, chi risponderà alle domande sulle questioni davvero "ultime", a quelle che ogni uomo si pone quando è finito il chiacchiericcio del "dibattito socialmente impegnato" e, nella solitudine, si interroga sul Mistero (e te pareva! ndr) che incombe, esaurita la riserva di giorni assegnata a ciascuno? (© Corriere della Sera - 5 Agosto 1999)".

Avrete capito che Messori ne sa una più del diavolo, è in grado di spiegare a Dio come organizzare l'aldilà e punire i reprobi dell'aldiqua.

Ma torniamo alle domande:

Voi tutti sapete che Gesù sarebbe risorto ed asceso al cielo con il suo corpo tanto che lo stesso Tommaso d'Aquino (San Tommaso) mise in dubbio l'ascesa del corpo di Gesù al cielo. Il mondo di Tommaso era quello aristotelico ed era pieno di sfere cristalline concentriche che regolavano il moto dei pianeti e del Sole intorno alla Terra. Per andare in cielo dalla Terra, un corpo doveva attraversare queste sfere e Tommaso osservava che guardando il cielo non si notavano buchi nelle sfere, quindi .... Ma poi alla quaestio, Tommaso rispondeva con il solito modo: mistero! Ebbene, dov'è il corpo di Gesù ?

Stesso discorso riguarda l'Assunzione del corpo di Maria in cielo. Dov'è il suo corpo ?

Identica cosa per il Giudizio Universale e la Resurrezione dei corpi: questi corpi dove alloggeranno ?

Io davvero non so rispondere ma so come mi si risponderà: mistero!

Roberto Renzetti

Ed ora la notizia di oggi 29 novembre 2005:


Riunita in Vaticano la Commissione teologica Abolirà l'ideache ci sia un luogo per i bimbi morti prima di aver ricevuto il sacramento


Addio al limbo, in paradiso anche senza battesimo
ORAZIO LA ROCCA


CITTÀ DEL VATICANO — Ultime ore di "vita" per il Limbo. La Chiesa sta per cancellare definitivamente l'idea che possa esistere nell'Aldilà, accanto al Paradiso, all'Inferno e al Purgatorio, un luogo dove—secondo una tradizione medievale, ma mai trasformata in dogma — erano destinate le anime dei bambini morti senza battesimo. Da ieri fino a venerdì prossimo, il tema viene discusso dalla Commissione teologica internazionale riunita in Vaticano sotto la presidenza dell'arcivescovo William Joseph Levada, il presule americano scelto da Benedetto XVI a succedergli alla Congregazione per la dottrina della Fede.
È quasi certo che alla fine dei lavori sarà varato il documento che sancirà che il Limbo non esiste e che per i bambini morti senza battesimo, la via del Paradiso sarà assicurata dalla «infinita misericordia di Dio». Monsignor Levada, in sostanza, metterà a frutto quanto già lo stesso cardinale Ratzinger aveva messo a punto, in materia di bambini che muoiono senza battesimo. Un tema che anche papa Wojtyla aveva definito «del massimo interesse».
Sta, quindi, per essere cancellata nell'immaginario cristiano la presenza nell'Aldilà di una zona non di penitenza, ma dove agli «abitanti» era preclusa la piena felicità divina, collocata da correnti teologiche medievali tra Paradiso e Purgatorio, aperta anche alle anime di giusti non cristiani che in vita non conobbero Dio.
Tra i nomi più illustri che hanno descritto un luogo simile, Dante, che nella Divina Commedia colloca il Limbo in un «nobile castello» popolato da personalità che incutono rispetto, ma che non possono godere della vista di Dio. In precedenza, il Concilio di Cartagine, nel 418 d. C., negò che i bambini morti senza battesimo erano ammessi alla felicità soprannaturale, in sintonia con Sant'Agostino (357-430), il quale sosteneva che «il limbo dei bambini» sarebbe eterno perché il peccato originale dura per sempre se non viene cancellato. Per San Tommaso d'Aquino (1225-1274) i bimbi morti senza battesimo avrebbero goduto «di una certa beatitudine naturale». Fu papa S. Pio X (1903-1954) a inserire il Limbo nel Catechismo. Wojtyla nel nuovo Catechismo del 1992, invece, lo ignorò. Ora Ratzinger metterà la parola fine.


Detto fuori dei denti ai bipedi implumi che avranno da ridire: ma vi pare che un ateo non sarebbe felice di pensare i suoi genitori, i suoi cari,  affetti da vita eterna ?

 

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