FISICA/MENTE

 

 

Trovate delle lettere di due anni fa in cui l'allora cardinale scrisse che i libri di J. K. Rowling rappresentano "subdole seduzioni"


Ratzinger contro Harry Potter: "Una saga che corrompe i giovani"
di MARCO POLITI



Daniel Radcliffe nei panni
di Harry Potter al cinema


ROMA - "È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell'anima, prima che possa crescere propriamente". La "scomunica" è firmata da Josef Ratzinger. È il 7 marzo 2003 e l'allora cardinale, prefetto dell'ex Sant'Uffizio, scrive ad una studiosa tedesca autrice di un volumetto contrario alla saga di Harry Potter. La corrispondenza viene resa nota a 24 ore dall'uscita del sesto libro della storia del celebre maghetto.

Uno spettro si aggira per la Chiesa cattolica. Non ha il barbone di Marx, ma la faccia innocente del maghetto Harry Potter. Ratzinger non lo può vedere e lo considera un corruttore d'anime. Non è finito ancora sull'indice come il Codice da Vinci, ma non è detto che primo o poi non si accenda per lui un rogo simbolico.

Che Harry non è neanche uno stregone di quelli cattivi, un adepto della magia nera che butti topi, ranocchie, ossa di morto e urina d'impiccato in pentoloni maleodoranti per farne filtri malvagi. No, è un ragazzino inglese dalla faccia pulita con gli occhiali, con l'aria così tranquilla da essere servito persino da nomignolo al nostro politico Marco Follini. Però c'è la magia...

O, forse, più che la magia inquieta Santa Romana Chiesa la rappresentazione di un mondo fantastico dove realtà e iper-realtà si mescolano secondo una visione che non ubbidisce alle regole precise e ai canoni benedetti che stanno a cuore alla gerarchia ecclesiastica. Fatto sta che contro Harry Potter ha scagliato i suoi fulmini lo stesso Joseph Ratzinger. Quando non era ancora Papa. Ma non c'è dubbio che - come su tante altre cose che riguardano l'etica e la concezione del mondo - da pontefice non ha certamente cambiato idea.

Subdolo, tentatore e corrosivo della purezza dell'anima è il maghetto Harry Potter secondo il "guardiano della fede" divenuto Bendetto XVI. Il giudizio è saltato fuori dall'archivio personale di Ratzinger - grazie a una soffiata di Dagospia - ed è durissimo. I libri di J. K. Rowling, scrive l'allora cardinale ad una critica tedesca, rappresentano "subdole seduzioni" in grado di "distorcere" l'indole dei giovani lettori.

Le lettere risalgono a due anni fa. Gabriele Kuby, una critica letteraria tedesca, ha appena mandato al prefetto della Congregazione per la dottrina della fede un suo libro che s'intitola eloquentemente Harry Potter - Gut oder Boese?. Il maghetto, insomma, è "buono o cattivo?". Non è solo un attacco al bestseller inglese, l'opera della Kuby è tesa a sfatare il gossip britannico secondo cui le voci britanniche a papa Wojtyla Harry piace. No, spiega la Kuby, i libri di Rowling non sono un passatempo innocente, bensì corrompono l'anima dei teenager, offuscando in loro il chiaro confine tra il bene ed il male. Quindi? Quindi mettono in pericolo la loro relazione addirittura con Dio, e questo in una fase di delicato sviluppo del senso religioso.

Ben detto, replica Ratzinger, ringraziando il 7 marzo 2003 la Kuby per il pacchetto arrivato qualche settimana prima. "Informatissimo libro" è il suo giudizio. "E' un bene che lei, stimata e cara signora Kuby - scrive il porporato - illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell'anima, prima che possa crescere propriamente".

Posso far sapere in giro questo altissimo giudizio, chiede probabilmente Gabriele Kuby lusingata dopo aver ricevuto la missiva cardinalizia? Il 27 maggio il braccio destro di Giovanni Paolo II dà il suo placet. "Io posso darle con piacere il mio permesso di riferire il mio giudizio su Harry Potter". Firmato: "Cordiali saluti e benedizioni, Cardinale Joseph Ratzinger". Alla saggista sua compatriota viene anche dato il suggerimento di inviare una copia del libro anti-Potter ad uno degli esperti del Consiglio pontificio per la Cultura in modo da fugare ogni impressione che al Papa e al Vaticano garbi il mondo del maghetto.

Non farà piacere alla casa editrice, impegnata in questi giorni nel lancio del sesto capitolo della saga - Harry Potter e il Principe Mezzosangue - scoprire che l'attuale capo della Chiesa cattolica è un implacabile avversario di Harry, molto più del perfido Voldemort che insidia abitualmente il maghetto. Ma è così. Il nuovo pontefice non ne vuole sapere di calici di fuoco, scuole dove si insegnano stregonerie, olimpiadi di magia, scolari che vanno in giro su scope e gufi che recapitano la posta.

Il trend esoterico è il nuovo, grande nemico di Santa Romana Chiesa. Perché è con i maghi, i sortilegi reali o immaginari, il gusto del mistero, il profumo sottile e insidioso della Gnosi che la gerarchia si sente chiamata a battersi per la conquista delle anime. Non è più all'ombra del Capitale che si cela Satana né sono ritenuti temibili gli ultimi atei ancora in circolazione e nemmeno incutono spavento alle sacre gerarchie le roccaforti dei razionalisti, emuli di Voltaire.

No, il nemico del XXI secolo è il simpatico libraio che vende "libri avvelenati" come la saga del maghetto o il Codice da Vinci. Per un Coelho che si converte, abbandonando l'eresia New Age, altri scrittori sono in agguato. Il Mistero attira e il Demonio esoterico-libresco fa breccia continuamente. Si tratti di scope volanti, coppe del Graal o guerrieri della luce.

D'altronde, se il trenta per cento degli italiani si rivolge in un momento o l'altro della propria vita ad astrologhi e maghi, se solo il quindici per cento dei giovani va a messa la domenica, significa che Harry Potter è più attraente del parroco nell'oratorio accanto. Perciò l'allarme. Nessun "dibbattito" di venerata memoria, nessuna conferenza stampa, nessun referendum mette maggiormente in allarme il Pulpito di un volumetto o volumone esoterico che scala inesorabilmente la vetta della hit parade delle vendite.

Il cardinale Tarcisio Bertone di Genova, che ieri è venuto tra i monti della Val d'Aosta per discutere con papa Ratzinger sullo schema della sua prima enciclica, si è scagliato a marzo violentemente contro il Codice da Vinci di Dan Brown. "Non si fa un romanzo - ha tuonato - mistificando i dati storici, maldicendo, diffamando". Il libro - così ha denunciato il porporato - va a ruba nelle scuole, leggerlo è diventato un must e persino le librerie cattoliche (scandalo supremo) offrono copie su copie del libro "per motivi di lucro".

Dove c'è il demonio della mistificazione, non può mancare il complotto. "Credo che ci sia una strategia nella diffusione di questo castello di menzogne", ha commentato a suo tempo Bertone, aggiungendo: "Una strategia della persuasione, che uno non è cristiano adulto se non legge questo libro". L'appello cardinalizio a non leggere e men che mai a non comprare il volume non sembra aver sortito effetti a giudicare dalle vendite.

Dietro il gusto di massa per il mistero, le autorità ecclesiastiche intravedono (e temono) il grande pericolo di una religiosità fai da te e di uno spiritualismo necessariamente disincarnato dalla dottrina cristiana. "Quando la fede è scarsa - avverte il cardinale opusdeino Julian Herranz - la gente cerca appagamento nell'esoterismo". E si rivolge alla New Age, come sottolinea il cardinale Paul Poupard presidente del Consiglio pontificio per la Cultura (l'organismo a cui Ratzinger ha indirizzato il saggio anti-Potter), vista come "una falsa risposta ad una vera domanda di felicità". Tra i rimedi suggeriti, la diffusione del catechismo.

I librai sono avvisati. La gara è aperta. Il Piccolo Catechismo contro il Piccolo Mago Harry. E che vinca il migliore.

( 14 luglio 2005 )

«Condannate don Cesare Lodeserto»

Don Renato manteneva i contatti tra la curia e gli istituti religiosi di Imperia e Albenga Trenta le vittime tra i 13 e i 17 anni
mercoledì, 6 luglio 2005

«Questo processo è iniziato con la mia incredulità per le denunce ascoltate ed è continuato con lo choc per le deposizioni in udienza». Ha esordito così Carolina Elia, il pm della procura di Lecce che ieri, dopo un processo durato 14 mesi, ha chiesto la condanna per don Cesare Lodeserto, ex direttore del Cpt Regina Pacis, accusato di lesioni personali, violenza privata, abuso dei mezzi di correzione e falso ideologico. Due anni e otto mesi (se per i reati contestati non sarà riscontrata la continuazione): questa la richiesta del pm. E se, il 22 luglio, il giudice Anna De Benedictis dovesse accoglierla, per il sacerdote si tratterebbe della seconda condanna in poche settimane. La prima risale al 24 maggio di quest’anno: otto mesi (pena sospesa) per simulazione di reato, poiché don Cesare s’era inviato degli sms minatori con lo scopo di ottenere una scorta. Ma la requisitoria di ieri riguardava ben altre accuse [...] Per il primo reato, quello di violenza e lesioni, la pm chiede la condanna a un anno anche per Giuseppe Lodeserto (suo nipote, ndr), Natasha Vieru e Paulin Dokaj e otto mesi, invece, per i sei collaboratori del sacerdote e otto carabinieri. Per due di loro, Francesco D’Ambrosio e Vito Ottomano, ha chiesto una pena più alta: un anno e otto mesi e la riqualificazione del reato poiché le violenze, seconda la Elia, sarebbero aggravate da «motivi di odio razziale». Per quanto riguarda invece il falso ideologico, e cioè la falsificazione dei referti, l’accusa ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi sia per Giuseppe Lodeserto, sia per un medico del centro, Anna Catia Cazzato.
Fonte: il Manifesto

martedì, 5 luglio 2005

Li comprava con un gelato. Ragazzini di 13, 17 anni, soprattuto extracomunitari. Dopo il cinema, li accompagnava a casa sua, in parrocchia. Don Renato Giaccardi è agli arresti domiciliari: la procura di Mondovì lo accusa di induzione alla prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di minorenni. Lui ha ammesso solo il rapporto con un ragazzo di sedici anni ma la Questura di Cuneo sospetta che il giro coinvolgesse ben più di un ragazzino: almeno una trentina, italiani e stranieri. [...] Due suoi complici adescavano i minorenni nei giardinetti di Cuneo, indagavano la loro disponibilità e se superavano l’esame, li accompagnavano a casa del sacerdote. Don Renato era sempre cordiale e generoso con le sue vittime e, se gli presentavano un altro amichetto, li compensava con un biglietto da 10 euro. [...]
Fonte: Repubblica.it

 

Francia: otto anni anni a prete stupratore di minori

sabato, 25 giugno 2005

Un sacerdote cattolico accusato di avere abusato sessualmente di sei ragazzini senegalesi è stato condannato ieri sera a otto anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Nanterre, nella Francia settentrionale. Per padre Francois Lefort, oggi 59/enne, il procuratore generale Olivier Auferil aveva chiesto una condanna da 13 a 15 anni di reclusione. Il religioso era accusato di corruzione di minori, aggressione sessuale e stupro ai danni di ragazzi di strada incontrati in Senegal. I fatti erano avvenuti in un centro di acceglienza nel paese africano e nell’abitazione del sacerdote a Neuilly sur Seine, alla periferia di Parigi. Subito dopo la lettura delle sentenza, padre Lefort è stato arrestato e tradotto in carcere. Nella sua requisitoria, il procuratore Auferil aveva cercato di tratteggiare la complessa personalità dell’imputato, definito “un uomo dalla doppia personalità” e “un santo caduto nel fango”. Auferil aveva chiesto di credere alle testimonianze crude, spesso interrotte delle lacrime, dei sei ragazzi senegalesi - avevano dagli 11 ai 15 anni di età, all’epoca dei fatti, negli anni ‘90 - che accusavano il religioso di averli violentati. Aveva parlato di prove “schiaccianti e coerenti”, nei confronti di padre Francois, che oltre che prete è anche medico e scrittore. Ad averlo portato sul banco degli imputati sono alcuni di quei ragazzi che aveva incontrato in Senegal e in Francia nel 1995 quando si occupava per ragioni umanitarie di bambini e ragazzi di strada.
Fonte: Swissinfo


Firenze, tornano i battesimi forzati sugli ebrei

giovedì, 23 giugno 2005

La rubrica delle lettere di Corrado Augias su “Repubblica” riporta oggi un fatto di notevole importanza. L’episodio sarebbe il seguente: un anziano ebreo menomato da ictus, ricoverato in una casa di riposo ebraica, dopo aver ricevuto la visita di un sacerdote (introdotto nell’edificio da una parente acquisita) avrebbe abiurato la propria fede e sarebbe stato battezzato come cattolico.
L’episodio sembra riportare indietro le lancette al caso Mortara, il bambino ebreo battezzato segretamente, e poi fatto rapire da Pio IX. Ci si augura che la comunità ebraica voglia difendere anche in tribunale il diritto alla libertà religiosa.

Troppi religiosi a colloquio coi boss

mercoledì, 15 giugno 2005

Il numero odierno di “Repubblica” propone un interessante articolo di Alessandra Ziniti dal titolo “Troppi religiosi a colloquio coi boss”. L’accusa è contenuta in una dettagliata denuncia degli agenti penitenziari, contenuta in una lettera inviata al ministro Castelli ed altri noti magistrati. Pare che a Palermo ci sia “un intenso via vai di ministri di culto di varie religioni”. Il sospetto è che vengano usati dai mafiosi per mandare ordini all’esterno. Gli agenti ricordano che “quei detenuti usano la loro presunta religiosità per comunicare. Il binomio mafia e religione è insito nella storia dell’organizzazione criminale”.

Verona, sostenne 3 sì, teologo cacciato

martedì, 14 giugno 2005

Al Corriere di Verona aveva detto che avrebbe votato 3 sì e definito «discutibile» il presupposto che «l’embrione sia persona». Così padre Rodolfo Zecchini, docente di Etica allo Studio teologico San Zeno, è stato «sollevato dall’insegnamento» dal vescovo Flavio Roberto Carraro, anche lui frate cappuccino, «essendo venute meno le condizioni di una collaborazione corretta e fruttuosa». I due si erano incontrati «per uno scambio chiarificatore». La nota della Curia è arrivata ieri pomeriggio.
Fonte: Corriere.it

Papa: contro l’Aids sì alla castità e no ai preservativi

venerdì, 10 giugno 2005

Papa Benedetto XVI ha attaccato oggi l’uso dei preservativi per combattere l’Aids nel suo primo commento sulla malattia dicendo che la Chiesa è in prima linea contro l’Aids attraverso l’insegnamento della castità e della fedeltà. In un discorso in inglese ai vescovi dell’Africa meridionale, zona in cui la malattia è molto diffusa, il Papa ha affermato che il divieto della Chiesa all’uso dei contraccettivi non è dannosa. “L’insegnamento tradizionale della Chiesa ha provato qual’è la via per prevenire la diffusione dell’Hiv/Aids”, ha detto. “C’è grande preoccupazione per il fatto che la fabbrica della vita africana, la sua vera fonte di speranza e stabilità, sia minacciata dal divorzio, aborto, prostituzione, traffico di umani e dalla mentalità della contraccezione, che contribuiscono al fallimento della morale sessuale”, ha detto ai preti africani in visita a Roma. [...]
Lancio Reuters

Preti pedofili: mega-risarcimento nel Kentucky

domenica, 5 giugno 2005

La chiesa cattolica del Kentucky ha creato un fondo di 120 milioni di dollari per il risarcimento delle vittime degli abusi sessuali commessi dai preti nel Kentucky. La decisione e’ stata resa di pubblico dominio da monsignor Roger Foys e un avvocato dei promotori di una causa collettiva. Il denaro e’ stato raccolto mediante la vendita di proprieta’ immobiliari e attraverso i fondi di investimento e delle societa’ assicurative. La cifra messa a disposizione dalla diocesi di Covington e’ la piu’ alta stanziata sinora dalla chiesa cattolica statunitense per il risarcimento delle vittime di abusi sessuali. Nella contea di Orange, in California, e’ stato creato un fondo per i risarcimenti di 100 milioni di dollari, e a Boston sono stati messi da parte 85 milioni di dollari.
Lancio: AGI


Violentava ragazza madre di cui era tutore, arrestato sacerdote

mercoledì, 1 giugno 2005

Forse non si aspettava che una vicenda accaduta un po’ di tempo fa riemergesse inseguendolo fino nella sua casa di Milano. M.P., sacerdote di 44 anni, ha ricevuto dalla polizia di Siracusa un ordine di arresto: l’accusa è violenza sessuale, lesioni e minacce nei confronti di una ragazza madre di tre bambini, oltre a intimidazioni nei confronti del suo compagno. Il prete attualmente lavora nel capoluogo lombardo ma i fatti che gli contestano risalgono ad un periodo tra il settembre del 2003 e l’ottobre 2004, quando invece svolgeva la sua “opera” a Siracusa. Ed è stata la Procura della città siciliana ad avviare le indagini su denuncia della donna e, in collaborazione con la Questura di Milano, a far partire l’ordine di arresto. Nel periodo in cui si trovava in Sicilia il prete ottenne l’affidamento di una ragazza madre, con tre figli a carico e una situazione disperata. Era diventato il suo tutore, lavorando ad un progetto rieducativo per il recupero dei minori della città. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dagli inquirenti il religioso si sarebbe trovato in una situazione di forza rispetto alla ragazza, e ne avrebbe approfittato. A lui infatti toccava redigere di volta in volta dei rapporti nei quali dava un giudizio sui progressi fatti dalla donna e sulla sua capacità di badare ai suoi figli. La minaccia quindi era quella di esprimere un giudizio negativo se lei non si fosse piegata alle sue richieste sessuali e ad atti di natura anche violenta. E per la paura che gli venissero tolti i figli la ragazza ha ceduto al suo tutore. [...]
Fonte: l’Unità

Il sacerdote: patteggio, così nessuno sa

mercoledì, 25 maggio 2005

«E ora c’è il rischio di ritrovarli presto in canonica o nei campetti di calcio», borbotta turbato il giovane presidente di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena, «Nanni» per marescialli e magistrati che lo considerano ormai un segugio del web, lanciato fra le pieghe telematiche di siti popolati da «orchi» a volte in tonaca o in tuta. Perché campeggia anche l’ombra equivoca di preti e allenatori fra i 186 «boylovers» individuati dai collaboratori di Arena, indagati dalla procura di Siracusa e pronti, come sempre più spesso capita, a patteggiare in fretta col Gip per ridurre al minimo la pena, pagare una multa, ottenere la non iscrizione sulla fedina penale e tornare al lavoro come se nulla fosse accaduto. Come se il loro «vizietto» non potesse sconvolgere la vita di tanti bambini a rischio all’oratorio o in palestra. È stato per primo un sacerdote scovato a scaricare orrende foto di sevizie e abusi nella sua parrocchia di Palermo ad anticipare la linea difensiva, a invocare il patteggiamento ancor prima di un incontro con il Gip, il giudice delle indagini preliminari. Un primato nella città che aveva già superato un non invidiato record con il prelato spedito in esilio, a Messina, proprio con l’accusa di pedofilia. [...]
Felice Cavallaro sul Corriere della Sera

Pedofilia on line: inquirenti confermano confessione sacerdote

martedì, 24 maggio 2005

Domenico Di Somma, responsabile del Nucleo investigativo telematico e a capo dell’indagine sulla pedofilia che fa capo alla Procura di Siracusa, ha confermato che uno dei tre sacerdoti coinvolti nell’inchiesta ha confessato e ha chiesto il patteggiamento. In tutto sono 186 gli indagati, l’operazione riguarda 16 regioni italiane.
Fonte: Corriere online

Pedofilia sul web, 186 indagati, tra cui tre sacerdoti

martedì, 24 maggio 2005

Tre sacerdoti, un vigile urbano, un sindaco, un assistente sociale, due assessori. Ci sono molti insospettabili tra le 186 persone indagate dalla procura di Siracusa nell’ambito di una maxi inchiesta sulla pedopornografia su Internet. Le persone coinvolte nell’indagine sono accusate di aver scaricato da un sito web non catalogato dai motori di ricerca, e al quale si poteva accedere soltanto con una password, filmati inequivocabili, con immagini - anche violente - di abusi e sevizie su bambine asiatiche di età compresa tra i quattro e gli otto anni. Difficile questa volta, per gli indagati, dire che inavvertitamente hanno scaricato del materiale da Internet, senza volerlo: l’accesso al sito era difficile e consentito solo a esperti fruitori di materiale pedopornografico. Inoltre, la url è stata attiva soltanto nove giorni, con il metodo del ‘mordi e fuggi’. [...] Insospettabili, si diceva. Come tre sacerdoti, che prestano il loro ministero in Sicilia, Lombardia e Trentino Alto Adige, e che avevano in uso dei computer al cui interno vi era una collezione di filmati pedopornografici. [...]
Fonte: Repubblica online

Quasi due milioni di euro per il Congresso Eucaristico

domenica, 22 maggio 2005

In occasione del XXIV Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà a Bari dal 21 al 29 maggio prossimo, a chiusura del quale Papa Benedetto XVI celebrerà la Solennità del Corpus Domini, il capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di commissario delegato, provvede ad attribuire per la predisposizione degli opportuni interventi risorse finanziarie nel limite massimo complessivo di Euro 1.870 mila. [...]
Il testo completo dell’ordinanza su Cittadino Lex

Pedofilia: arrestato il parroco di Laglio

sabato, 21 maggio 2005

Scandalo nel paese di George Clooney, sul Lago di Como: il parroco di Laglio dalla mattinata di ieri e’ oggetto di provvedimento restrittivo nell’ambito di una delicatissima indagine che sta portando avanti la Procura di Como. Il religioso, 42 anni, e’ sospettato di aver compiuto atti di pedofilia. Allo stato attuale si troverebbe agli arresti domiciliari nel Canturino in attesa di chiarire la sua posizione davanti al giudice dell’indagine preliminare. L’inchiesta e’ coordinata dalla Procura di Como. [...]
Fonte: Repubblica.it

Il paradiso? Dove si beve il caffè

martedì, 10 maggio 2005

Per il 22 per cento dei bambini italiani il Paradiso è un posto dove si beve il caffé. Dopo aver subìto per anni il martellare degli spot televisivi con Paolo Bonolis e Luca Laurenti che fra le nuvolette si godono la pausa «tazzina», i nostri pargoli hanno recepito il messaggio, a modo loro, vanificando gli sforzi degli istruttori di catechismo. Il premio dopo una vita onesta e virtuosa è una fumante bevanda, non aspettatevi altro. E così sia. L’allarme è stato lanciato dai pedagogisti di quattro università, fra cui quella di Foggia. [...]
Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno


Elettrosmog: condannati 2 dirigenti di Radio Vaticana

lunedì, 9 maggio 2005

Un giudice del tribunale di Roma ha condannato a 10 giorni di arresto con sospensione della pena due dirigenti di Radio Vaticana con l’accusa di “getto pericoloso di cose” nell’ambito dell’inchiesta sull’inquinamento elettromagnetico nell’area circostante le antenne dell’emittente, assolvendone un terzo. Lo riferiscono fonti giudiziarie. I due - padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana, padre Pasquale Borgomeo, direttore generale dell’emittente - sono stati condannati a 10 giorni di arresto ciascuno con sospensione della pena e al risarcimento dei danni e delle spese processuali. Il terzo imputato, il vicedirettore tecnico Costantino Pacifici, è stato invece assolto dalle stesse accuse, in quanto riconosciuto semplice esecutore di indicazioni della dirigenza. La difesa ha annunciato che ricorrerà in appello contro la sentenza. Le entità dei risarcimenti nei confronti dei cittadini - che imputano alle emissioni della Radio danni alla loro salute - e delle associazioni che li rappresentano saranno stabilite in sede di causa civile. Le associazioni - Legambiente, Cittadinanza Attiva e altre - hanno presentato richieste di risarcimento per centinaia di migliaia e talvolta milioni di euro. Codacons ha chiesto 200 milioni e 600 mila euro con la motivazione che Radio Vaticana non ha provveduto ad adeguare le proprie emissioni ai livelli richiesti. La sentenza era attesa per il 7 aprile ma era stata rinviata a oggi dal giudice Luisa Martoni in segno di rispetto per la recente morte di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile.
Lancio Reuters

Ratzinger lo critica, via il gesuita-giornalista

domenica, 8 maggio 2005

«America», il combattivo settimanale dei gesuiti statunitensi, cambia direttore: lascia Thomas Reese, sessant’anni, che più volte il cardinale Ratzinger aveva richiamato all’ordine lungo gli ultimi cinque anni. Lascia senza dare spiegazioni e non vuole parlare con i giornalisti. C’è chi sostiene che l’abbiano cacciato e chi dice che se ne sia andato «di propria iniziativa», dal momento che il suo censore era diventato Papa. La versione più aspra del fatto l’ha data il New York Times di ieri: l’ordine di «dimissionare» padre Reese era partito dalla Congregazione per la dottrina della fede a metà marzo, con una lettera inviata ai superiori del gesuita quando ne era ancora prefetto il cardinale Joseph Ratzinger. [...] Negli ultimi tempi il richiamo riguardava «in particolare» due articoli: uno che trattava del «matrimonio tra persone dello stesso sesso» e un altro del problema «se l’embrione sia persona». Altro caso spinoso era stato quello della «comunione ai politici cattolici favorevoli alla legge sull’aborto». [...]
Luigi Accattoli sul Corriere della Sera

USA, Kansas: aperto il processo a Darwin

sabato, 7 maggio 2005

«L’evoluzionismo afferma che tutto ciò che nella vita sembra rispondere al disegno di un’intelligenza superiore è solo un’illusione», dice William Harris, professore di biochimica all’università del Missouri e sostenitore della teoria del cosiddetto «disegno intelligente». E ancora: non spetta ai creazionisti ma ai «seguaci di Darwin che negano l’esistenza di questo disegno, dimostrare la fondatezza scientifica della loro teoria». Il pubblico, meno di duecento persone riunite nella Memorial Hall di Topeka, dove il Consiglio scolastico statale sta tenendo una serie di audizioni prima di decidere se il Kansas deve o meno cambiare il modo di insegnare l’evoluzionismo, ha un sussulto: molti mostrano di essere d’accordo, altri protestano affermando che l’accademico cerca di dare valore scientifico ad una posizione in realtà basata su argomenti di fede. Alcuni liceali se ne vanno scuotendo la testa: «Tempo e soldi buttati: i programmi scolastici non verranno certo cambiati da discussioni di questo tipo». Probabilmente hanno torto. Le quattro giornate di confronto organizzate dal «Board of education» del Kansas nella capitale dello Stato non hanno la drammaticità del processo che esattamente 80 anni fa mandò in carcere John Scopes: un giovane professore di biologia che, violando una legge appena varata che metteva al bando l’insegnamento di Darwin, aveva illustrato ai suoi allievi la teoria dell’evoluzione della razza umana. Ma a Topeka i lavori sono stati organizzati proprio come in un’aula di tribunale: avvocati dell’evoluzionismo e del creazionismo interrogano una serie di «testimoni». C’è anche un italiano: il genetista ottantenne Giuseppe Sermonti, autore di «Dimenticare Darwin». Poi la decisione finale spetterà alla corte, cioè il Board. Con alcune varianti, rispetto alla normale logica processuale: ad esempio tutti i «testimoni» ascoltati sono oppositori dell’evoluzionismo perché gli scienziati che credono in Darwin - la grandissima maggioranza - hanno rifiutato un confronto che considerano ridicolo: «È come prendere sul serio qualcuno che nega che la Terra sia rotonda», sostengono. Le organizzazioni contrarie ad un approccio religioso alla questione, come Cittadini per la Scienza, considerano scontato l’esito della conferenza: il Board, appena eletto dai cittadini, è composto a maggioranza da conservatori che si sono da tempo impegnati a derubricare l’evoluzionismo da caposaldo scientifico a dogma non dimostrato. [...]
Massimo Gaggi sul Corriere della Sera

Potere terapeutico della preghiera: una frode

lunedì, 2 maggio 2005

La rivista Scienza & Paranormale pubblica un interessante aggiornamento sulla teoria del potere terapeutico della preghiera. Come qualcuno ricorderà, nell’ottobre 2001 furono enfaticamente diffusi i risultati di uno studio condotto da tre ricercatori della Columbia University e pubblicato dal Journal of Reproductive Medicine: un gruppo di donne sterili che erano state oggetto di preghiera da parte di un gruppo cristiano, avrebbero sviluppato un tasso di succeso nelle procedure di fertilizzazione in vitro doppio rispetto a un analogo campione di donne che non erano però state oggetto di preghiera. Ai dubbi metodologici e alla presa di distanza da parte di due dei tre autori, emersi poco dopo la pubblicazione, si è recentemente aggiunto l’arresto del terzo ricercatore. Per maggiori dettagli, si rinvia all’articolo pubblicato da Skeptical Inquirer (in inglese).

Folla adora la “madonna del sottopasso”

domenica, 24 aprile 2005

CHICAGO - Dev’essere davvero forte la sete di divino se a Chicago c’è chi ha visto l’immagine della Madonna in una macchia di umidità sulle pareti di un tunnel. Da alcuni giorni è in corso un vero pellegrinaggio di fedeli per quella che è già stata battezzata la «Vergine del sottopassaggio».
La prima ad avere ravvisato le sembianze della madre di Cristo in quella parete sbrecciata di cemento, sotto l’autostrada Kennedy Expressway, è stata una donna di nome Obdulia Delgado, il 10 di aprile. La voce ha cominciato a circolare in città fino a quando, lunedì, del caso si è occupata una televisione locale. In poche ore la galleria è diventata meta di curiosi e devoti, tanto che la polizia è dovuta intervenire per regolare con transenne l’afflusso di gente.
Sotto alla macchia di umidità, alta poco meno di due metri, c’è ormai un tappeto di candele e di fiori; sono state lasciate anche un quadro della Madonna e un poster del defunto papa Giovanni Paolo II. L’arcidiocesi di Chicago non ha ancora ricevuto richieste di pronunciarsi sull’autenticità dell’immagine. «Apparizioni come questa sono rivelazioni molto personali», si è limitato a commentare il portavoce Jim Daw. Pochi mesi fa una donna aveva venduto per migliaia di dollari su eBay un tramezzino su cui vedeva il volto della Santa Vergine.
Fonte: Corriere.it (con foto)

RAI censura i Valdesi, Benedetto XVI ringrazia

sabato, 23 aprile 2005

Coincidenze. Nel giorno in cui papa Benedetto XVI riceve in udienza i giornalisti dicendo “con piacere incontro il mondo della comunicazione: grazie per il servizio che avete reso alla santa sede e alla chiesa cattolica”, i Valdesi diffondono una nota in cui si legge:
«Il 20 aprile la Sipra, concessionaria per la pubblicità della RAI, d’intesa con Raitrade, ha respinto la pubblicità a pagamento inviata dalla Tavola valdese per la campagna radiofonica ‘otto per mille’, dopo che era stato stipulato un regolare contratto.
In una lettera inviata ieri al direttore generale RAI Flavio Cattaneo, la pastora Maria Bonafede, vice-moderatora della Tavola valdese, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda, esprimendo sorpresa e preoccupazione per una decisione ‘che ha il sapore della censura, della violazione di un fondamentale diritto alla comunicazione e della discriminazione nei confronti di una minoranza religiosa’. La RAI - prosegue la nota - ha chiesto in particolare di modificare lo slogan ‘Molte scuole. Nessuna chiesa’ e l’affermazione ‘Nemmeno un euro viene utilizzato per le attività di culto’. Il rifiuto di accogliere la pubblicità è stato motivato sulla base dell’articolo 7 delle ‘Norme del codice deontologico sulla Pubblicità RAI’, che afferma: ‘la pubblicità non deve esprimere o comunque contenere valutazioni o apprezzamenti su problemi aventi natura o implicazioni di carattere ideologico, religioso, politico, sindacale o giudiziario’.
Lo scorso anno - ricordano i valdesi - frasi analoghe erano state regolarmente trasmesse anche da Radiorai. La Tavola valdese ha respinto la richiesta di modificare tali frasi, le quali sottolineano un preciso orientamento delle chiese valdesi e metodiste da essa rappresentate: tali chiese, infatti, hanno scelto fin dall’inizio di utilizzare i fondi ‘otto per mille’ ‘esclusivamente per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero’, come si legge nell’Intesa con lo Stato.
In altre parole - prosegue Bonafede - ciò che Sipra e Raitrade non intendono trasmettere è il richiamo ad una legge dello Stato.»
Fonte: Ansa

Pedofilia: 10 anni di carcere a un prete australiano

martedì, 12 aprile 2005

Un sacerdote cattolico di 63 anni, padre James Patrick Fletcher, è stato condannato a 10 anni di carcere per pedofilia da un giudice di Sydney in Australia. Il prete, che non potrà più esercitare il suo ministero, ha abusato sessualmente di un chierichetto di 13 anni ed è accusato di aver molestato 9 ragazzini fra il 1989 e il 1991.
Lancio da Corriere.it

Papa: sdegno in USA per messa affidata a cardinale Law

sabato, 9 aprile 2005

La decisione del Vaticano di affidare una delle messe solenni dedicate a Giovanni Paolo II, al cardinale Bernard Law, ha generato sdegno fra i cattolici degli Stati Uniti: da Boston, la città dalla quale Law fu l’arcivescovo, si contesta il fatto che troppi giovinetti cattolici furono sottoposti a vessazioni e violenze sessuali ad opera di sacerdoti, e che Law, prima di esserne cacciato, si era reso responsabile di coprire i sacerdoti a lui sottoposti. Durissima è la reazione delle passate vittime di abusi sessuali, che trovano “molto insultante” la “protezione ancora offerta dalla gerarchia della Chiesa Cattolica” ai “pedofili di tutte le latitudini”.
Lancio AGI

Pedofilia, 4 anni e sei mesi all’ex parroco

giovedì, 31 marzo 2005

(di Roberto Pontiroli Gobbi. Fonte: il Messaggero)
L’ex parroco di Colleferro Scalo, Paolo Pellegrini, condannato nel giugno 2004 in primo grado a sei anni e 9 mesi per violenza sessuale aggravata su minore ed istigazione all’uso di sostanze stupefacenti, è ricorso in Appello e, con il rito del patteggiamento, è riuscito ad avere un ulteriore sconto di pena: 4 anni e 6 mesi di reclusione. L’ex parroco venne arrestato dai carabinieri della compagnia Casilina, diretti dal maggiore Oronzo Greco, nel febbraio 2004. L’arresto scattò dopo la denuncia di un ragazzo diciottenne della periferia sud romana, che per anni aveva avuto rapporti con il prelato e veniva pure utilizzato per acquistare droga. Dalle indagini coordinate dal pm Carlo Lasperanza emersero aspetti sconcertanti di questa torbida vicenda, compreso il fatto che Pellegrini aveva rapporti anche con un altro ragazzino di appena otto anni. Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri trovarono ampi riscontri alle parole del ragazzo che aveva denunciato. Nell’abitazione del parroco, infatti, gli investigatori rinvennero decine di foto e videocassette molto eloquenti realizzate all’insaputa delle giovanissime vittime. Eloquenti al punto che si scoprì che il prete aveva usato violenza anche con un altro ragazzino. Non solo: nell’indagine emerse perfino che il prete aveva avuto una relazione con la madre del ragazzo che aveva sporto denuncia e che pagava i rapporti con l’adolescente a suon di regali costosi: telefonini ultimo grido, scarpe e capi di abbigliamento griffati. E ieri, la sentenza di Appello. Con relativo sconto di pena e una provvisionale esecutiva di 60 mila euro da corrispondere alle vittime delle sue turpi attenzioni.

Indagato per riciclaggio padre Giuseppe Bucaro, presidente del centro “Paolo Borsellino”

sabato, 5 marzo 2005

(Fonte: Guidasicilia.it)
Nell’inchiesta della Direzione distrettuale anatimafia palermitana per riciclaggio di denaro, forse proveniente dal patrimonio di Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo e condannato per mafia, è entrato anche il nome di padre Giuseppe Bucaro, il sacerdote antimafia presidente del “Centro Paolo Borsellino” sostenuto dalla vedova del magistrato assassinato il 19 luglio ‘92 in via Mariano D’Amelio insieme a 5 poliziotti della scorta. Padre Bucaro è coinvolto nell’inchiesta sul riciclaggio di denaro in cui sono indagati anche il tributarista Gianni Lapis e Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo condannato per mafia e morto alcuni anni fa. Gli inquirenti hanno monitorato centinaia di movimenti bancari, ascoltato migliaia di ore di conversazioni intercettate fra Cancimino, Lapis e Bucaro. Il sacerdote non avrebbe mai avuto contatti diretti con il figlio dell’ex sindaco. Lapis avrebbe mediato ogni cosa, compreso la consegna di una “maxi donazione” di cinque milioni di euro che il sacerdote avrebbe chiesto a Lapis e che sarebbe transitata da un conto corrente cifrato in Svizzera, intestato alla sorella del sacerdote. Sono questi i pilastri dell’accusa che riguarda padre Bucaro, noto a Palermo per il suo impegno antimafia, e parroco della chiesa di Sant’Ernesto. Per gli investigatori, il presidente del Centro Borsellino si sarebbe prestato - per l’accusa - a ripulire parte del “tesoro di Vito Ciancimino”. […] La famiglia Borsellino ha annunciato le dimissioni del parroco dalla presidenza del centro. “La famiglia Borsellino, alla luce di quanto appreso dai mezzi di informazione sul presunto coinvolgimento di padre Giuseppe Bucaro in una inchiesta giudiziaria sul riciclaggio, nel ribadire l’importanza del lavoro svolto dal sacerdote - si legge in una nota - per il centro Borsellino, apprezza il nobile gesto delle sue odierne dimissioni dalla presidenza del centro Paolo Emanuele Borsellino fino all’accertamento della sua completa estraneità ai fatti addebitatigli, avendo pieno fiducia nell’operato della magistratura”. In questa fase di transizione il consiglio di amministrazione del centro Borsellino nominerà un’altro presidente.

Bufera sulla Chiesa ungherese: preti-spia negli anni del comunismo

martedì, 1 marzo 2005

64 preti cattolici ungheresi, e perfino un vescovo, svolsero un incarico di spia durante il regime comunista. È la tesi dello storico ungherese Gabor Adrianyi, residente in Germania da 40 anni. Adrianyi, in un articolo pubblicato su un mensile ungherese, ha anche accusato la Chiesa cattolica di “non aver chiesto scusa” dopo il cambio di regime. Il segretario della Conferenza episcopale d’Ungheria, mons. Andràs Veres, non ha negato l’esistenza di “casi in cui i preti interessati hanno chiesto scusa ai loro confratelli e non credo che debbano farlo in pubblico”. Ha anche intimato il silenzio ad Adrianyi, sostenendo che “una persona fuggita non abbia il diritto di giudicare qualcuno, anche se non dimostrano di essere eroi o martiri”.


 

 

http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm# 

Un altro prete arrestato per reati a sfondo sessuale
Un fallimento che bisogna saper leggere

di Patrizia Vita

Prima o poi doveva capitare: dopo gli arresti di preti per pedofilia, ora anche quelli per violenza sessuale.
Ieri, come hanno riportato tutti i giornali, un prete di 44 anni residente a Milano, di cui non è stato dato il nome per esteso, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale, lesioni e minacce. I fatti risalirebbero a qualche anno fa, quando il prete svolgeva la sua attività a Siracusa. Si tratterebbe di un religioso di cui però non è stato reso noto l’ordine di apparteneza.
I preti, e anche i religiosi, come qualsiasi altro essere umano, possono commettere errori, anche gravi. Perchè allora metterli su di un piedistallo come fa la chiesa cattolica prevedendo per essi uno status diverso da quello degli altri fedeli? Per essi è stato creato un sacramento apposito, quello dell’ordine sacro, a cui solo pochi, e solo maschi, possono accedere. Sacramento che li renderebbe diversi, perchè in grado di dispensare "grazie" e "benedizioni" o di "consacrare" il pane ed il vino della cena del Signore mediante lo Spirito Santo che passerebbe dalle loro mani.
Domandiamo: è ancora pensabile di continuare a sostenere cose simili di fronte ai misfatti compiuti dai preti allo stesso modo di qualsiasi altro essere umano? E ancora: perchè continuare ad imporre ai preti la negazione della loro sessualità, come se questa fosse la fonte di tutti i peccati e mali del mondo, se poi i risultati sono quelli che i giornali impietosamente ci riportano?
Bisogna dire però che i preti pescati a commettere reati vengono trattati in modo privilegiato. Per questo prete, come per altri, non sono state diffuse le sue generalità. Perchè non si hanno riguardi simili quando si arrestano "poveri cristi" presi a rubare galline magari per sfamarsi?
Si tratta di domande che rimangono purtroppo senza risposte da troppo tempo e questo fa male alla chiesa e a quei fedeli che vogliono vivere la propria fede così come la propone Gesù nei vangeli.
Certo sappiamo bene che è sbagliato fare di tutt’erba un fascio. Siamo i primi a dirlo.Ma oramai è a tutti evidente che quì non siamo di fronte ad una singola mela marcia eliminata la quale si elimina il pericolo di far marcire tutto il cesto.
Quì ci troviamo di fronte al fallimento totale di tutto un metodo di selezione e formazione dei preti e al fallimento totale di una ecclesiologia basata sulla divisione fra chierici e laici, divisione mai voluta da Gesù che non era un sacerdote e non ha mai voluto o ordinato una casta sacerdotale. Anzi nel libro dell’Apocalisse i cristiani vengono definiti nella loro complessità come "popolo di sacerdoti", tutti, maschi e femmine, senza alcuna esclusione (Ap 1,6).
E allora non resta che prendere atto dei fallimenti e tutti insieme chiedere perdono a Dio e ai fratelli del male fatto cambiando, facendo quei gesti concreti di cui lo stesso Papa Benedetto XVI ha parlato ma che tardano ad arrivare. Sperando che si tratti di gesti che non siano peggiori del male.

186 persone indagate per pedofilia

Tra essi tre sacerdoti e due politici


di Patrizia Vita

Urge un impegno della chiesa cattolica ad estirpare dal proprio seno questo vero e proprio cancro frutto della diffusa ipocrisia presente nelle comunità


Nuova indagine shock sul tema della pedofilia. Ci sono ben 186 persone indagate. Sono accusate di aver scaricato da un sito internet riservato, a cui si poteva accedere solo mediante una password, filmati con bambine di età comprese tra i 4 e gli 8 anni vittime di abusi sessuali e sevizie.
Anche questa volta fra i pedofili indagati ci sono dei sacerdoti. Sono tre e risiedono uno in Sicilia, uno in Lombardia ed un altro in Trentino Alto Adige. Uno di essi avrebbe già chiesto il patteggiamento probabilmente per ottenere gli sconti di pena che tale procedura prevede.
Le indagini sono durate 11 mesi e sono coordinate dal procuratore della Repubblica aggiunto di Siracusa, Giuseppe Toscano, e dai sostituti Antonio Nicastro e Manuela Cavallo. La denuncia è partita dall’associazione Telefono Arcobaleno presieduta da Giovanni Arena. Gli indagati, come in altre occasioni, sono tutti uomini, di media età, di varie estrazioni sociali: 34 sono residenti in Lombardia, 22 in Veneto e altrettanti nel Lazio, 17 in Piemonte, 13 in Emilia Romagna, 11 in Campania e Toscana, 10 in Sicilia e altrettanti in Liguria, 8 in Trentino, 7 nelle Marche, 5 in Puglia, Friuli e Abruzzo, 4 in Calabria e 2 in Basilicata.
Particolarmente grave, dal nostro punto di vista, è la presenza di nuovi sacerdoti fra gli indagati. Il fenomeno, purtroppo, non è solo americano. Si tratta di un vero e proprio cancro di cui la chiesa cattolica sembra non voler tenere conto. Nulla infatti è stato modificato nei criteri di selezione e di formazione dei preti. La sessualità continua ad essere un vero e proprio tabù da tenere fuori dal corpo ecclesiastico con l’imposizione del celibato ecclesiastico o con la diffusione di pregiudizi nei confronti dei gay.
Molti preti raccontano la loro esperienza di seminario come il passaggio attraverso un tunnel fatto di repressione della propria sessualità. Alcuni hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi sessuali a cui sono stati sottoposti proprio nei seminari e per questo sono stati subito allontanati dalla chiesa, che ha invece coperto i preti pedofili.
E’ indubbio che la pedofilia è il frutto di un grave disturbo della personalità di chi la pratica. Quasi tutti i pedofili arrestati hanno poi raccontato di essere stati a loro volta abusati in tenera età. E’ una forma di violenza che si trasmette da bambino abusato a bambino abusato.
E’ ora che la chiesa cattolica, anche quella italiana che finora ha fatto orecchie da mercante o si è comportata in modo ipocrita, prenda atto che è il momento di cambiare facendo ritornare i sacerdoti ad essere quello che erano all’inizio della chiesa: buoni padri famiglia che possano vivere la loro affettività senza costrizioni o violenze, con il celibato e la castità frutti di libera scelta e non di imposizione. E’ un impegno che non è più rinviabile e ci auguriamo che il nuovo papa voglia affrontare con decisione la questione, ridando speranza a tanti preti oppressi dai loro tabù sessuali, o da storie vissute in clandestinità."Gurdatevi dal lievito dei farisei che è l’ipocrisia": questo monito Gesù è tuttora attuale e largamente inascoltato soprattutto da parte di chi dovrebbe avere il compito di proclamarlo con la propria vita piuttosto che con le proprie chiacchiere.



Martedì, 24 maggio 2005

Gran Bretagna
Chiesa cattolica pagherà maxi-risarcimento per abusi

Fonte: Swissinfo
30 giugno 2005 16.36

LONDRA - L’Alta Corte di Manchester ha condannato oggi l’arcivescovo cattolico di Birmingham e la sua diocesi a pagare oltre 950.000 euro di danni ad un uomo che da bambino fu molestato sessualmente da un prete pedofilo per dieci anni.

Il maxi-risarcimento, il più alto mai imposto alla Chiesa cattolica da una corte giudiziaria inglese, potrebbe incoraggiare ulteriori denunce aprendo così la strada ad altri processi per abusi che potrebbero costare al Vaticano milioni di euro. Secondo quanto riportato dalla Bbc, la vittima, oggi trentacinquenne, soffre di schizofrenia e di altri disturbi psicologici a causa del trauma subito nell’infanzia.

’A’, così denominato per proteggere la sua identità, iniziò ad essere abusato con regolarità da Padre Christopher Clonan a Coventry (cittadina a nord di Birmingham) all’età di 8 anni. Le molestie avvenivano da una a tre volte alla settimana. Padre Clonan, che lasciò il Regno Unito nel 1992, morì nel 1998 in Australia dove si era rifugiato per sottrarsi alla giustizia inglese.

"L’abuso per molto tempo non fu scoperto, perché inizialmente ’A’ non era in grado di capire cosa stesse succedendo e quando lo fu, ebbe paura di parlare poiché pensava che non gli avrebbero creduto, come del resto lo stesso Padre Clonan gli aveva detto", ha spiegato il giudice Christopher Clarke leggendo la sentenza.

"L’arcidiocesi si rammarica profondamente che un prete abbia abusato in questo modo della sua posizione di fiducia e si scusa nuovamente nei confronti di chi è stato abusato e offeso", ha dichiarato in un comunicato la diocesi dell’arcivescovo di Birmingham, auspicando che "il pagamento allevii un poco l’angoscia e la sofferenza provata dal richiedente e dalla sua famiglia".

"Speriamo che la Chiesa ora offra un risarcimento adeguato a tutti coloro che sono stati abusati da preti cattolici di modo che alle vittime ed ai loro famigliari sia risparmiato il trauma di rendere testimonianza in tribunale", hanno dichiarato alla Bbc i legali della vittima.

Ma Peter Jenning dell’Arcidiocesi di Birmingham non crede che il caso possa creare un pericoloso precedente per la Chiesa Cattolica. "È un episodio isolato", ha affermato, sottolineando che il risarcimento assegnato è così alto perché copre il danno finanziario della vittima, ovvero la sua perdita o riduzione della capacità di produrre reddito per via del trauma subito. ’A’, infatti, non è psicologicamente in grado di svolgere un’attività lavorativa normale e provvedere così al suo sostentamento.


SDA-ATS



Venerdì, 01 luglio 2005

Preti pedofili negli Usa, superato il miliardo di dollari di risarcimenti

L’entità dei pagamenti è in costante aumento


Data di pubblicazione: 13/06/2005
Altri links in rete: Articolo Associated Press http://fsnews.findlaw.com/
Con il fondo di compensazione di 120 milioni di dollari annunciato la scorsa settimana dalla diocesi di Covington, nel Kentucky, dal 1950 ad oggi la Chiesa cattolica statunitense ha pagato 1,06 miliardi di dollari per risarcimenti a più di 11.500 vittime di preti pedofili.

Almeno 378 milioni di dollari sono stati pagati negli ultimi tre anni.

E’ la stima fatta dall’Associated Press, sulla base di dati raccolti dalle diocesi statunitensi. La cifra è destinata ad aumentare, viste le centinaia di accuse ancora pendenti.

L’entità dei risarcimenti è in continuo aumento, grazie anche al rilievo che le vicende hanno avuto sui media. Ad esempio, lo scorso dicembre la diocesi californiana di Orange ha accettato di pagare 100 milioni di dollari a 87 vittime di abusi. Un anno prima, l’arcidiocesi di Boston si era accordata per un risarcimento di 85 milioni a 552 vittime.

Non è possibile valutare gli effetti indiretti di queste vicende giudiziarie sulle finanze della Chiesa cattolica americana e del Vaticano.
Martedì, 14 giugno 2005


APPROFONDISCI QUI:  http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm# 


http://www.dagospia.com/round.php3

I GIORNALI DELLA SINISTRA INGLESE FANNO LE PULCI AL “PASTORE TEDESCO”
RATZI AVREBBE PROTETTO IL FONDATORE DEI LEGIONARI DI CRISTO (PEDOFILIA)
E ORA C’È CHI VORREBBE DENUNCIARE IL PAPA PER OSTRUZIONE ALLA GIUSTIZIA

 

I sudditi anglicani di Sua Maestà non ci pensano due volte a fare le pulci (e che pulci!) al “pastore tedesco” Benedetto XVI. Sull’“Observer”, supplemento del “Guardian”, e sull’“Independent”, i due principali quotidiani della sinistra britannica, compaiono due articoli pesantissimi sul nuovo Pontefice.
In breve, e in greve, si accusa l’allora Cardinale Joseph Ratzinger di aver garantito la protezione al padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, accusato di molestie sessuali e pedofilia nei confronti di ex appartenenti all’ordine nato in Messico nel 1941. E ora c’è chi vorrebbe denunciarlo per ostruzione alla giustizia.

Ratzinger avrebbe “salvato”, il religioso nella sua veste di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, su esplicito invito di Giovanni Paolo II, legatissimo a Maciel Degollado, coetaneo del defunto Pontefice.
Il tutto sarebbe nero su bianco, in una lettera inviata a tutti i vescovi cattolici nel maggio del 2001, che l’“Observer” si vanta di avere in possesso, ma che – abbiamo scoperto – è da tempo su internet nella traduzione inglese (al sito http://www.bishop-accountability.org/resources/resource-files/churchdocs/EpistulaEnglish.htm).
Tra le altre cose, nella missiva, il cardinale Ratzinger, dava ordine che la Chiesa investigasse in segreto sulle accuse di abusi sessuali su minori, tenendo i risultati dell’inchieste confidenziali per dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima.

Malgrado siano passati decenni, le accuse sono ancora portate avanti da tre professori, un insegnante, un avvocato, un ingegnere, e persino un prete. Tutti ex appartenenti all’ordine che accusano il religioso di molestie avvenute negli anni ‘40, ‘50, ‘60.
Ed è proprio da una lettera di uno di loro, padre Juan Vaca, allo stesso Maciel Degollado inviata al Vaticano nel 1997 che è iniziata l’inchiesta. Un’inchiesta che però è rimasta al palo.
La lettera di padre Vaca, giunse nella mani di Ratzinger dal vescovo di New York, John R. McCann, e il suo contenuto – alcuni stralci del quale sono stati pubblicati dall’“Independent” – lascia pochi dubbi: “Tutto quello che ha fatto contraddice la Chiesa e l’ordine. Quante innumerevoli volte mi ha svegliato nel cuore della notte, abusando della mia innocenza. Notti di paura, così tante notti di assoluto terrore: tante notti di sonno perduto, che la mia stessa salute psicologica è stata messa in pericolo…”

Quattro anni dopo, nel 2001, arriva la lettera di Ratzinger ai vescovi, che prevede che la Chiesa abbia la assoluta giurisdizione su casi di abusi tra un membro del clero e dei minorenni: “La funzione del giudice, del procuratore, del notaio e del rappresentante legale, possono in questi casi essere rappresentati efficacemente da preti (…) casi del genere sono soggetti al segreto pontificio”. La pena per la rottura di questo vincolo di segretezza è severa, e può arrivare alla scomunica.
Oltre alla firma dell’attuale Papa, c’è anche quella dell’arcivescovo Tarcisio Bertone, che in un’intervista di due anni fa riportata dall’“Observer” diceva: “Secondo la mia opinione, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che commette atti di pedofilia non è fondata…”

Ma la lettera fa ora parte dei documenti in possesso di una corte texana dove l’avvocato di due presunte vittime di abusi da parte di un prete, ha depositato le accuse contro una chiesa del luogo e lo stesso Ratzinger, sostenendo la tesi che l’allora cardinale si sia reso colpevole di ostruzione alla giustizia.
L’avvocato è Daniel Shea, noto alle cronache per aver scoperto negli archivi vaticani, due anni fa (in pieno scandalo preti pedofili in America), un documento in latino risalente al 1962, con tanto di sigillo di Papa Giovanni XXIII, che fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all’interno della Chiesa.
“Massima segretezza”: era questo quello che la Chiesa di Roma chiedeva ai propri prelati in materia di abusi sessuali. Nulla doveva venire a galla, tutto andava nascosto nei minimi dettagli. Con la minaccia di scomunica per coloro che non rispettavano l’imposizione. Praticamente la stessa posizione sostenuta nella lettera di Ratzinger del 2001.

Shea segue da anni diversi casi di pedofilia che vedono coinvolti dei prelati e ha deciso di far mettere agli atti la missiva di Ratzinger perché, sostiene, parla da sé: “Perché quel divieto di divulgare le notizie per dieci anni dopo che la vittima è maggiorenne? Prima impongono procedure di segretezza su casi del genere, così le forze dell’ordine possono agire solo se scoprono il caso per conto proprio. Ma non puoi aprire un’inchiesta se non ne vieni informato. Se ordini di tenerlo segreto per dieci anni oltre il compimento della maggiore età, il colpevole la farà sempre franca…”.
Soltanto lo scorso dicembre, il Vaticano ha dichiarato ufficialmente che avrebbe aperto un’inchiesta e un mese dopo – guarda caso – Maciel si è dimesso dal vertice dei Legionari di Cristo.
E il portavoce delle vittime che ancora chiedono giustizia, si è detto convinto che la decisione di aprire formalmente l’inchiesta (che peraltro non ha finora raggiunto alcun risultato) sarebbe stato un modo per Ratzinger per assicurarsi dei voti fondamentali per la sua ascesa al Soglio di Pietro.

 

PER SAPERNE DI PIU’: “UN LEGIONARIO NELLA BUFERA”
http://www.chiesa.espressonline.it/dettaglio.jsp?id=7545
(Da "L´Espresso" del 31 gennaio 2002, articolo di Sandro Magister)

• Dichiarazione di Maurizio Turco, segretario di anticlericale.net, già deputato europeo

La Santa Sede ha organizzato un sistema per sottrarre alla giustizia i
propri sudditi pedofili

Bruxelles, 28 aprile 2005

• Dichiarazione di Maurizio Turco, segretario di anticlericale.net, già
deputato europeo

"Lo scandalo dei preti pedofili non è circoscrivibile al recente scandalo
americano; non è solo scandalo ma reato, non è circoscritto alla sola chiesa americana e di recente c’è solo l’attività giudiziaria.

Nel 2003 abbiamo documentato che sin dal 1962 le più alte gerarchie
vaticane, intese sia come massimi rappresentanti sia della religione
cattolica che dello stato vaticano, hanno nei fatti organizzato e realizzato
quella che oggi appare in tuta la sua gravità, una rete di protezione dei
preti pedofili tale da consentire la diffusione e, per diversi di loro, la
reiterazione delle violenze per anni.

Già nel 1962 il vaticano era a conoscenza del compiersi di questi reati e
della loro diffusione. Per “governare” lo scandalo diede disposizioni
tassative, pena la scomunica, volte a secretare qualsiasi notizia relativa a
violenze commesse da membri del clero.

Disposizioni confermate nel 2001 dal Prefetto della Congregazione per la
Dottrina della Fede, cardinale Ratzinger.

Anziché fare un passo indietro ed ammettere le proprie responsabilità, l’8
febbraio scorso -secondo quanto riportato e non smentito dal National
Catholic Reporter, membro dell’associazione della stampa cattolica - il
Segretario di stato vaticano Cardinale Sodano, durante il colloquio
ufficiale con la sua omologa americana Condoleeza Rice, ha chiesto di
intervenire in un processo in corso a Louisville contro dei preti accusati
di pedofilia, processo in cui il vaticano è stato chiamato a rispondere
delle disposizioni date nel 1962. Il portavoce vaticano Navarro-Valls,
interpellato dal National Catholic Reporter, ha affermato che è “ovvio e
ragionevole” che la Santa sede in quanto entità sovrana “chieda l’immunità
per i propri atti prevista dalla legge internazionale”.

Questa vicenda, di cui si discute in tutto il mondo, tranne che in Italia,
deve essere affrontata nelle sedi appropriate per quello che è : un'entità
sovrana, la Santa sede, abusando dell'immunità prevista dalla legge
internazionale e del vincolo d'obbedienza a cui sono legati i propri
sudditi, ha organizzato un sistema per sottrarre alla giustizia i rei di
pedofilia, mentre non ha fatto nulla per impedire che reiterassero il
reato."


Pedofili vip nella Casa Pia degli orfani
Lisbona - Una vasta rete di pedofili che include politici, diplomatici, personaggi dello spettacolo e giornalisti è attiva in Portogallo da 20 anni. La denuncia choc è stata lanciata da un ex vice ministro, che ha parlato anche di connivenze da parte di chi avrebbe dovuto fare luce sul caso. Lo scandalo ha preso il via il 25/11/02 con l'arresto di un funzionario della "Casa Pia", la più prestigiosa istituzione benefica che si occupa dell'educazione dei bambini poveri e degli orfani. Fondata nel 1870, ospita circa 700 bambini e ragazzi. A svelare che proprio loro fossero al centro delle attenzioni dei pedofili, è stata una donna combattiva, l'ex viceministro per gli affari sociali Teresa Costa Macero.
Piovanelli depone in aula: "Quel prete era estroverso"
Un teste a difesa d'eccezione, il cardinale Silvano Piovanelli, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie. Così nell'aula i giudici hanno ascoltato per quasi un'ora Piovanelli, vescovo emerito in pensione, già arcivescovo di Firenze. Le molestie contestate risalgono al gennaio 1991, parte offesa un oligofrenico, all'epoca dei fatti 25enne, indotto, secondo l'accusa, ad atti di libidine col parroco dove entrambi vivono.
"Sacerdoti pedofili? Servono prove certe"
Roma - Il Vaticano ha concesso la 'recognitio' su come affrontare i casi di preti pedofili. L'approvazione canonica è contenuta in una lettera al presidente dei vescovi Usa, Wilton Gregory, che conferma l'idea che l'abuso sessuale è un "crimine da affrontare con le pene più severe, non esclude le dimissioni dal sacerdozio".
La direttrice dell'asilo picchiava i bambini
Udine - Accusata di aver percosso alcuni bambini, la direttrice di un asilo materno privato, arrestata dai carabinieri di Udine con l'accusa di maltrattamenti a minorenni e lesioni. La donna è stata sorpresa e filmata in fragranza di reato; avrebbe colpito alcuni bambini utilizzando anche corpi contundenti, fra cui dei tovaglioli annodati.
Sacerdoti pedofili, risarcimento record
New York- La diocesi di Boston è a un passo dalla bancarotta: una commissione finanziaria della chiesa ha autorizzato il cardinale Bernard Law ad avviare le procedure fallimentari per difendersi dalle pretese di risarcimento di oltre 450 vittime di molestie da parte del clero. La decisione del Finance Coucil della diocesi ha coinciso con la pubblicazione di un devastante rapporto sui preti pedofili.
Traffico pedofilo online, denunciate 462 persone
Firenze - Ci sono anche due sacerdoti tra le 462 persone denunciate dai carabinieri per commercio di materiale pornografico. Le province maggiormente coinvolte sono: Roma (52 indagati), Milano(49), Torino (23), Bologna(22), Firenze(16). Gli "utenti" dei siti pedofili appartengono a tutti i ceti sociali: tra quelli anche medici e avvocati.
Sono 1200 i preti Usa accusati di pedofilia
Washington - Da quanto è scoppiato lo scandalo dei preti pedofili, oltre 1.200 preti, in quasi tutte le diocesi dell'Unione, sono stati accusati d'avere abusato sessualmente di minori. Al 31 dicembre 2002 erano 4.268 le persone che avevano dichiarato o denunciato di avere subito violenze da un prete negli ultimi 60 anni. La cifra di 1.200 preti rappresenta quasi il 2% di tutti i preti cattolici ordinati negli Usa dal 1950. Oltre 400 sacerdoti hanno lasciato il ministero o si sono ritirati a causa dello scandalo.
"Si, hanno stuprato i ragazzi dell'oratorio"
Palermo - Sette persone accusate di pedofilia, nell'ambito dell'inchiesta su numerosi casi di abusi sessuali avvenuti nel rione palermitano dell'Albergheria, sono stati condannati a complessivi 89 anni di carcere, dal tribunale di Palermo. La pena più alta (19 anni e 6 mesi) è stata inflitta a un uomo. L'unica donna sotto processo, che secondo l'accusa avrebbe abusato dei propri figli, è stata condannata a 15 anni.
"Coprì i preti pedofili": vescovo Usa si dimette
Città del Vaticano - Il Papa ha accettato le dimissioni del vescovo di Tucson, travolto dallo scandalo per le accuse relative ad abusi su minori che hanno gettato discredito sulla Chiesa Cattolica negli Usa.

Concerto di Natale in Vaticano: Lauryn Hill accusa
Matteo Nucci

Reazioni di indignazione alle parole pronunciate da Lauryn Hill in Vaticano. Come se non fossero 540 le vittime di abusi sessuali da parte dei preti pedofili nell’ambito della sola diocesi di Boston.

(15-12-2003) Tutto sembrava andare avanti secondo il copione. L’ormai tradizionale concerto di Natale in Vaticano si era aperto con l’ Adeste Fidelis cantata da Alessandro Safina e Randy Crawford e le alte cariche ecclesiastiche insieme a un pubblico scelto seguivano con sobrietà l’evento con cui la chiesa si è ormai da undici anni aperta in maniera ’istituzionale’ alla musica ’pop’. Il programma era ben calibrato. Oltre a Lauryn Hill avrebbero partecipato Solomon Burke e Khaled, unico musicista di religione islamica, Gianni Morandi, Alina, la tredicenne lanciata dall’ultimo Festival di Sanremo, Sergio Cammariere e la polacca Natalia Kukulska.

Ma Lauryn Hill ha rovinato tutto. Ha rovinato tutto secondo i rappresentanti del clero, chiamati esplicitamente in causa. E ha rovinato tutto anche secondo Cristina Parodi, ’conduttrice’ della serata, che ha definito le parole della Hill ’un comizio polemico’. Forse ha rovinato tutto anche secondo Canale 5 che molto probabilmente taglierà le parole della Hill dalla registrazione in nome della libera informazione. Ma cosa ha detto Lauryn Hill? Di cosa ha parlato prima di suonare “Damnable Heresis” e “Social Drugs”?

Questo il testo che ha letto: “Voglio parlarvi non come rappresentante di un movimento religioso ma a titolo personale. Non ho accettato di partecipare per celebrare come voi la nascita di Cristo, ma per chiedervi perché non siete in lutto a causa della sua morte dentro questo luogo. Il santo Dio è stato testimone della corruzione della sua leadership, dello sfruttamento e degli abusi – e questo è il minimo che si può dire del clero. La malattia non è la benedizione di Dio ma il suo giudizio. Non esiste alcuna spiegazione accettabile con cui difendere la chiesa. Chiedete le vostre benedizioni a Dio e non agli uomini, invocate Dio e non gli uomini, pregate Dio e non gli uomini. Pentitevi. Qualcuno di voi potrebbe essere offeso da quel che sto dicendo – me ne rendo conto. Ma che dire di quelle famiglie che sono state tradite dalle persone in cui credevano. E che dire a quei bambini violentati nel corpo e nella mente? L’errore che facciamo è adulare degli uomini mentre bisognerebbe pregare Dio. Non credo ai rappresentanti di Dio in terra, credo solo in Dio. Gli uomini peccano, e sono loro i responsabili della corruzione. Perciò pentitevi, pentitevi”
.

Le reazioni di indignazione da parte degli alti prelati presenti in sala nonché della conduttrice riguardano allora chiaramente lo scandalo di pedofilia che ha spezzato la fiducia nel clero statunitense.

Ricordiamo che sono 540 le vittime di abusi sessuali che negli ultimi vent’anni sono state accertate all’interno della sola diocesi di Boston.


REPUBBLICA, 26 APRILE 2002

 

Storie di bimbi violati nelle nostre parrocchie.

Ma i sacerdoti, a volte, sono protetti dai vescovi.


Lo scandalo è anche italiano
ma spesso cala il silenzio


Così, dopo la condanna, il violentatore

torna a occuparsi della sua chiesa


di SILVANA MAZZOCCHI

 

ROMA - Mentre la Chiesa americana ha denunciato lo scandalo e il Vaticano ha lanciato la linea dura, in Italia i predatori di sesso infantile rimangono sommersi e sono ancora protetti dal silenzio. Eppure nel nostro paese il fenomeno dei preti pedofili esiste. Anche se non ci sono dati ufficiali e complessivi che ne fotografano la portata; anche se, ogni volta che una piccola vittima ha osato puntare il dito su qualcuno di loro, tutto è stato sminuito o stemperato nel tempo. Quando non è finito addirittura nel nulla. "Una realtà sommersa di cui non conosciamo né la gravità né la consistenza numerica, un tabù difficile da intaccare", conferma Antonio Marziale, sociologo e presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori. "Tempo fa un ex prete rivelò su un giornale di provincia che la Chiesa pagava abitualmente gli avvocati per la difesa dei preti accusati di pedofilia. Noi cercammo subito di contattarlo per saperne di più, ma quello si chiuse a riccio e non ci fu nulla da fare".
Ad offrire uno squarcio aberrante del fenomeno dei preti pedofili è però internet. "Proprio in queste ore abbiamo scoperto sul web una sorta di Chiesa cattolica virtuale all'interno della quale si trova un forum che fa proselitismo fra cattolici pedofili conclamati", rivela Marziale. "I messaggi sono a livello internazionale, ma una parte consistente sono in lingua italiana". E, quanto a pedofilia on line, questa non è la sola iniziativa multimediale denunciata dall'Osservatorio. "E' stata individuata una "Associazione preti pedofili" che cerca via internet soci e simpatizzanti. La pagina è stata ideata da qualcuno che si firma Padre Filippo - sottolinea Marziale - e, poiché l'immissione in rete è precedente al conclave-denuncia indetto dal Papa con i prelati americani, non si presta a speculazioni. Noi ci siamo arrivati seguendo le performance di personaggi aderenti all'Associazione".
Dal web alla realtà. Che cosa accade quando un prete viene denunciato per molestie sessuali? O quando viene condannato? Uno sguardo sui casi italiani prova che troppo spesso, sia al nord che al sud del paese, la preoccupazione dello scandalo fa scempio della giustizia e mette a tacere le coscienze. E che spesso il prete accusato o giudicato, al di là delle sacrosante preoccupazioni di garantismo, continua la sua opera sacerdotale come se niente fosse accaduto. Come nel recente caso del parroco di San Giuliano Milanese, condannato a quattro anni e mezzo con rito abbreviato anche per aver comprato il silenzio della sua vittima. Nonostante la sentenza, il sacerdote svolge tuttora il suo sacro ruolo nella stessa parrocchia. Mentre è stato almeno sospeso dal ministero sacerdotale Don Marco, prete della Val di Susa al quale vennero trovate in casa foto polaroid che lo ritraevano in pose oscene con due ragazzini. Ammise: "Frequentavano l'oratorio e all'inizio erano solo piccoli amici. Poi ho cominciato ad accarezzarli, sempre meno castamente". Condannato a quattro anni e mezzo con le attenuanti generiche per aver risarcito i famigliari delle vittime, è rimasto in circolazione ed è ora in attesa della sentenza della Cassazione.
Non sempre però si arriva al giudizio. Le cronache raccontano che più spesso la Chiesa fa quadrato intorno ai sospetti e, a volte, sono anche i fedeli a proteggere i sacerdoti. Sono loro i primi a non credere alle affermazioni delle piccole vittime. In Sicilia, a Partinico, il paese si divise quando padre Margarito Reyes Marchena fu spedito in Messico perché accusato da quattro ragazzini. Lui si era sempre detto innocente, in sua difesa si era mosso il vicario generale della diocesi di Monreale e 1500 firme in suo favore erano state consegnate al magistrato. E' rimasto invece addirittura al suo posto, nella sua parrocchia dello stesso piccolo paese del Chianti, il sacerdote di 65 anni accusato di aver abusato di un ragazzino oligofrenico al quale sembra regalasse camicie in cambio di rapporti sessuali. Il processo si deve ancora celebrare e tra i testimoni ci sarà il cardinale Silvano Piovanelli, ex arcivescovo di Firenze. Già in passato l'anziano sacerdote era stato accusato di molestie sessuali. Eppure, sebbene trasferito da una parrocchia all'altra, mai la Curia aveva ritenuto di dover avvisare i fedeli.
Ma se i preti predatori la fanno franca, a pagare sono spesso le vittime. Il trauma dell'abuso segna le loro vite di ragazzini o ragazzine e a volte non reggono al peso di non essere creduti. In Calabria, in un paese nei pressi di Soverato, mentre su un anziano frate sospettato di aver dedicato attenzioni morbose ad una sua pronipote dodicenne è calato il silenzio, la bambina abusata ha tentato il suicidio. Maria (il nome è di fantasia) si è tagliata le vene dei polsi. Per fortuna l'ha trovata in tempo sua madre e si è salvata.
Un'altra storia: in Liguria Don Pino, ex parroco settantenne di Santa Margherita Ligure, fu accusato di atti di libidine su una ragazzina di quattordici anni, ora ventenne e suora di clausura. Lei, la chiameremo Teresa, si era sempre rifiutata di confermare i fatti. In paese, per lui che si dichiarava innocente, erano state raccolte un migliaio di firme e tutti avevano puntato il dito sulla vittima e sulla sua famiglia. Finché, durante un'udienza in tribunale Teresa, sconvolta, rivelò che Don Pino aveva una cicatrice sotto l'ombelico. L'aveva vista quando il prete l'aveva portata in canonica per "confessarla". Don Pino venne considerato colpevole, ma non gli accadde nulla. La querela era stata "tardiva". Condannato civilmente a pagare trenta milioni, il sacerdote non ha ancora onorato la sentenza. Intanto Teresa è fuggita dal mondo e si è chiusa in convento.
"Un anno fa sono stato al centro di una violenta polemica perché avevo sostenuto in un articolo che dentro la Chiesa esiste il problema della pedofilia", chiosa Pietro Forno, magistrato storico del pool milanese che si occupa delle violenze sui minori "ora però il fenomeno sta emergendo". Forno racconta di aver spesso tentato di indagare in ambienti cattolici. E dice: "Ci siamo trovati a operare in un settore molto coperto in cui è difficile svolgere indagini. Di recente - racconta - mi sono dovuto occupare di un sacerdote accusato di molestie. Durante l'inchiesta convocai i superiori ecclesiastici come persone informate dei fatti. Sostennero che non sapevano nulla e non ho elementi per credere il contrario. Ricordo però con chiarezza che da parte loro non ebbi alcuna percezione di sdegno. Adesso ci sono state le parole del Papa e forse d'ora in poi le cose cambieranno".

 

http://www.alateus.it/FedeFoia.htm 

CAMPIONARIO DI SANTA INDECENZA



Il prete e' ministro di Dio in terra. E' stato consacrato per insegnare a noi, poveri peccatori, quelle regole di MORALITA' CRISTIANA che dovrebbero impedirci di precipitare tra le fiamme dell'Inferno.
Cosi' il buon prete ci dice cosa dobbiamo pensare:

pero' . . . . . . . . . . . . . . . .


23/10/2002 - Dublino, accuse al cardinale - "Ha coperto i preti pedofili"

DUBLINO - Tempesta sul cardinale di Dublino, Desmond Connell per i casi di pedofilia nella Chiesa cattolica irlandese. Dopo lo scioccante documentario della tv Rte, in cui venivano denunciati 450 casi di abusi sui minori compiuti nella diocesi della capitale, da tutto il paese sono piovute richieste di dimissioni. Il governo, che ha aperto un'inchiesta, ha chiesto a Connell "una risposta chiara" sulla vicenda. Il cardinale aveva chiesto scusa, duran
te una messa, per i "fallimenti" della chiesa nell'affrontare il fenomeno.

Da quando in qua le scuse e le richieste di perdono estinguono un reato? Perché Connell ed i corvi della sua banda non sono ancora in galera?

 




14/02/2003 - Nove anni e mezzo di carcere per gli abusi sessuali sugli alunni di una materna della Val Seriana.
Bergamo, due suore condannate per pedofilia
BERGAMO - Dopo cinque ore di Camera di consiglio il tribunale di Bergamo, presieduto da Vittorio Masia, ha condannato a nove anni e mezzo per atti sessuali su minori due suore di 64 e 78 anni. Carolina Guerini e Maria Caterina Conti, all'epoca insegnanti nella scuola materna di Cazzano Sant'Andrea, in Val Seriana. L'accusa e' pesantissima: abusi sessuali commessi su otto bambini, tra i 4 e i 5 anni, che le suore portavano, secondo l'accusa, in una stanza buia per sottoporli a giochi erotici e atti di libidine. Episodi dell'autunno 1999 quando i bambini cominciarono a rifiutarsi di andare a scuola. I genitori, raccolti i loro racconti, presentarono una serie di esposti in Procura. Le due suore vennero rinviate a giudizio e rifiutando i riti alternativi per poter meglio dimostrare la loro innocenza. Ma ieri sera non erano presenti in aula. Un processo portato avanti per cinque mesi con un'unica prova, i racconti dei bambini. L'accusa retta dal pm Carmen Pugliese e dagli avvocati di parte civile Roberto Bruni, Marco De Corbelli e Francesca Longhi, ha sempre sostenuto che fossero veri: troppo concordanti e ricchi di particolari che i bimbi non avrebbero potuto inventarsi se non si fossero trovati in intimita' con le suore, come la menomazione della piu' anziana sottoposta a un intervento chirurgico. La difesa, sostenta da Emilio Tanfulla e Alessandro Baldassarre, insieme a Guglielmo Gulotta, docente di psicologia giuridica a Torino, anche ieri ha ribadito la tesi delle fantasie inventate dai bambini. Ma i giudici hanno creduto ai piccoli. - Katiuscia Manenti




01/05/2003 - pag. 12
ABUSI IN IRPINIA
Violenze su bambini di scuola materna. Accusati due suore e un volontario.
* Violenze sessuali nei confronti dei bambini di un asilo nido. L'accusa scuote un piccolo comune dell'Alta Irpinia: le indagini della magistratura coinvolgono infatti due suore, una denunciata e l'altra irreperibile, insieme con un giovane - arrestato - che aiutava come volontario le religiose. L'asilo nido era frequentato da una quindicina di bambini e bambine di eta' compresa tra i tre e i cinque anni. Secondo le accuse, i due principali accusati - il 26enne e la suora irreperibile - da tempo avrebbero abusato dei piccoli, prima con palpeggiamenti poi con pratiche sempre piu' spinte. Le indagini furono avviate alcuni mesi fa sulla base della denuncia presentata da un genitore che si era rivolto ai carabinieri, dopo aver appreso dal figlio di cinque anni di strani giochi cui i bambini sarebbero stati sottoposti dal giovane e dalla suora.



Mercoledi, 7/05/2003-pag. 14
PARROCO FINANZIAVA BANDA DI PEDOFILI. ARRESTATO INSIEME A TRE COMPLICI.
Un sacerdote bergamasco di 56 anni finanziava un gruppetto di pedofili e partecipava alla loro attivita'; insieme con lui altri tre uomini adescavano bambini e ragazzi, solo maschi, di eta' compresa tra gli 11 e i 17 anni, offrendo loro regali costosi e viaggi all'estero. I quattro sono finiti in carcere al termine di una lunga indagine partita dal commissariato di Rapallo e condotta in collaborazione con la questura di Genova. Violenza sessuale nei confronti di minori, atti sessuali con minori, prostituzione minorile e pornografia minorile.
Sono questi i reati per i quali la procura di Chiavari ha ordinato l'arresto di D.B., 56 anni, parroco di una chiesa di Bergamo, immediatamente segnalato alla Curia cittadina, C.P., 30 anni, operatore informatico e K.I., 30 anni, nullafacente, dedito alla prostituzione, anche loro bergamaschi, e L.B., 50 anni, residente a Carrara. Sono coinvolte, ma con responsabilita' minori e ancora da chiarire, altre due persone, una di Carrara e una di Pavia.



12/05/2003 - AUSTRALIA
Il governatore si sospende dopo le accuse di stupro.
Il governatore generale dell'Australia, Peter Hollingworth, ha lasciato pro tempore il suo incarico dopo l'accusa di aver violentato, 40 anni or sono, una donna che due settimane fa si e' suicidata. L'ex arcivescovo anglicano, che e' in pratica il capo dello Stato australiano in quanto rappresenta la regina Elisabetta, ha negato di aver commesso la violenza. Ma il 68enne Hollingworth era gia sotto pressione: solo 15 giorni fa era stato censurato da una commissione d'inchiesta ecclesiastica allorche' nel 1990, quando era arcivescovo di Brisbane, non aveva rimosso un prete che aveva abusato di un bambino.



Domenica, 8 Giugno 2003 - pag. 10

POLEMICHE NELLA COMUNITA' MONDIALE ANGLICANA.
NOMINATO IL PRIMO VESCOVO DICHIARATAMENTE GAY. L'HA DECISO LA CHIESA EPISCOPALE DEL NEW HAMPSHIRE.
Per la prima volta negli Stati Uniti una confessione religiosa - la Chiesa Episcopale del New Hampshire - ha eletto un vescovo apertamente gay. La scelta (fra tre candidati) del reverendo V. Gene Robinson, 56 anni, deve essere adesso confermata dal Congresso Nazionale della Chiesa Episcopale e non sono escluse discussioni e polemiche. La Chiesa Episcopale americana fa parte della Comunione Anglicana mondiale, i cui vescovi cinque anni fa hanno approvato una mozione in cui l'omosessualita' viene definita "incompatibile con le Sacre Scritture". Nell'universo degli Stati Uniti un solo vescovo, Otis Charles dello Utha, aveva apertamente ammesso la sua omosessualita'. L'annuncio (nel 1993) era stato pero' dato soltanto dopo che l'alto prelato era andato in pensione.

(Dove mai le Sacre Scritture vietano ai preti di dar via il sedere?)


Lunedi, 9 Giugno 2003.
Preso a Roma. Molte voci sulla doppia vita del Sacerdote. Non escluso lo sfondo sessuale.
PRETE UCCISO, ARRESTATO TUNISINO MA A MAZARA E' ANCORA MISTERO.
Aveva con sé monili d'oro rubati a don Vito.
(Estratto dal servizio dell'inviato Tano Gullo.)

Mazara del Vallo - C'e' l'assassino, c'e' il movente, ma il giallo di don Vito Renda, il prete di 73 anni, con il pallino del sesso, ucciso a Mazara del Vallo, resta aperto. I carabinieri hanno arrestato un tunisino di 31 anni
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la prova del suo coinvolgimento sta nella valigia del nordafricano piena di monili d'oro prelevati nella villa del parroco della chiesa di San Vito a Mare.
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Restano ancora tutti da decifrare pero' i contorni della vicenda alla luce della personalita' complessa del prete. Don Vito, un omone alto, robusto e ancora prestante nonostante l'eta', a Mazara, dove viveva in una villa superprotetta, una delle tante sul lungomare di Torretta Granitola, era molto noto. Per le sue virtu', ma anche per le sue debolezze. Il tam tam che sie' scatenato nella cittadina dopo il rinvenimento del cadavere nudo, giovedi sera, ha subito indicato nel movente sessuale le cause dello strangolamento. E i carabinieri durante il sopraluogo nella villa-bunker hanno trovato nella sua casa videocassette porno, oggetti sadomaso e una collezione di perizoma, da uomo e da donna. La scoperta ha suscitato un certo imbarazzo nella Curia, che a caldo in un comunicato aveva stigmatizzato la ridda di illazioni. Ma basta fare un giro nella marineria per captare notizie sulla sua doppia vita del parroco. Dicono: "Spesso lo si vedeva nella zona del porto, dove si va a caccia di piacere a pagamento".
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
"Il fatto stesso che la sua villa fosse protetta da reticolato e filo spinato - dicono i parrocchiani - dimostra che aveva qualcosa da nascondere".

(Servizio completo a pag. 20 del quotidiano)


19 Dicembre 2003 - Pag. 17
Sotto inchiesta anche due maestre

PEDOFILIA, SACERDOTE INDAGATO A BRESCIA
BRESCIA - C'e' anche un sacerdote tra gli indagati in una delle due inchieste aperte dalla Procura di Brescia sui presunti abusi sessuali ai danni di bambini di eta' inferiore ai cinque anni che frequentavano due scuole materne comunali di Brescia. Via via che le indagini si sono allargate, dando spessore al sospetto degli inquirenti, il numero degli indagati e' cresciuto e oggi l'inchiesta coinvolgerebbe complessivamente nove persone.
Tra loro, le due maestre d'asilo che sono state gia' arrestate nei mesi scorsi. Altri indagati restano invece in stato di liberta' e fra questi ci sarebbe, appunto, il sacerdote. Le indagini che stanno portando a galla un quadro di soprusi e violenze ai danni dei piccoli frequentatori delle due strutture comunali sono condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Brescia.





Inflitti dal Gip due anni per lo scandalo che dodici mesi fa sconvolse la comunita' dei Romiti

Pedofilia, condannato il parroco

Il sacerdote in una lettera ha ammesso in parte le proprie responsabilita'

L'imputato ha patteggiato e ottenuto lo sconto della pena

FORLI - Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilita'. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si e' chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forli'. Lo scandalo, sullo stile di quello che in America ha chiamato in causa per reati simili molti preti della chiesa cattolica, era scoppiato a Forli' esattamente un anno fa. Un anziano sacerdote forlivese era stato denunciato per violenza sessuale con le aggravanti previste dal nuovo articolo del codice penale che punisce piu' severamente se la vittima e' un minore. Secondo il Sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Serra il presule aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. Per questo motivo la pubblica accusa aveva chiesto addirittura l'arresto, ma il Gip aveva rigettato la misura cautelativa considerando l'avanzata eta' della persona sotto accusa. Il caso aveva sollevato molte polemiche, la parrocchia interessata si era spaccata in due fazioni fra innocentisti e colpevolisti. Tutto era nato dalla denuncia di un bambino che aveva riferito ai genitori su alcuni episodi attraverso i quali sarebbe stato al centro delle attenzioni del religioso. L'indagine e' stata lunga e delicata e portata avanti dal sostituto procuratore Alessandra Serra col supporto della sezione speciale che segue i reati di natura sessuale dell'Ufficio minori e della Squadra Mobile che come prima cosa aveva cercato di verificare la veridicita' di quella pesantissima accusa. Fra le persone informate dei fatti fu persino sentito dal pubblico ministero il vescovo di Forli' monsignor Vincenzo Zarri. Poi erano state svolte delle perizie sul piccolo. Molte persone (fra cui adulti, ragazzi e bambini) frequentatori della parrocchia erano state interrogate e almeno cinque di queste avevano confermato di aver subito abusi sessuali da parte dell'anziano prete nel corso degli anni. Spunto' fuori anche un adulto che aveva raccontato una triste vicenda che gli era accaduta nel passato. L'anziano sacerdote, quando scoppio' il caso, fu colto da malore e si rifugio' in una casa di carita' di Ravenna sotto l'autorita' del cardinal Ersilio Tonini, in attesa che la sua posizione venisse affrontata nelle competenti sedi giudiziarie. Nel frattempo erano giunte altre complicazioni di salute, tanto da far rinviare un'udienza proprio per l'indisponibilita' dell'accusato. La vicenda, come detto, si e' conclusa in primo grado con un patteggiamento. In pratica in una lunga lettera il sacerdote ammette alcune responsabilita' che gli erano state ascritte. L'avvocato difensore ha cosi' chiesto di procedere con un rito alternativo. In un'udienza preliminare e' stato quindi accolto un patteggiamento. In questa maniera l'accusato ha usufruito dello sconto di un terzo della pena e condannato a due anni.


Cronaca dettagliata e, a volte, puntigliosa.
Pero', che strano!
Non viene mai riportato il nome del porcellone tenutario della parrocchia/bordello dei Romiti.
Ma come si chiama questo santo ministro di dio?






La Voce - Edizione di Chivasso e del Canavese - Lunedi' 2 febbraio 2004

ARRESTATO DON ROBERTO

E' di Castagneto Po il parroco arrestato l'altra settimana, a Castagnole Piemonte, nel pinerolese, con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 12 anni. Don Roberto Volaterra, 36 anni, qui' lo conoscevano tutti.
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L'arresto e' stato effettuato dai carabinieri della compagnia di Pinerolo su ordine della Procura. Nelle carte dei magistrati si racconta la storia di un innamoramento insano verso una giovane poco piu' che bambina. Insieme al parroco e' agli arresti domiciliari pure, Luciano Simondi, un venticinquenne. Don Roberto Volaterra si sarebbe invaghito della ragazzina oltre un anno fa, riservandole attenzioni che, con il tempo, sarebbero diventate sempre piu' insistenti. Sul suo capo ora pende l'accusa di violenza sessuale; e il fatto che, in realta', quel reato, carnalmente, non sia stato consumato, non ne riduce la gravita'. Sulla vicenda e' intervenuto anche il cardinale Severino Poletto, il quale e' stato avvertito personalmente dal procuratore capo di Pinerolo, Giuseppe Marabotto, dell'arresto avvenuto. L'arcivescovo di Torino auspica che la giustizia faccia piena luce in tempi brevi.
Secondo quanto e' trapelato, l'inchiesta, condotta dal Procuratore Capo e dal sostituto Ciro Santoriello, e' partita dopo la denuncia dei genitori della dodicenne che il giovane parroco don Roberto Volaterra avrebbe fatto oggetto dei suoi desideri. Sempre sulla base delle risultanze d'indagine, all'inizio, oltre un anno fa, il prete telefonava sul cellulare della sua giovanissima parrocchiana per chiederle se avesse bisogno di essere aiutata a fare i compiti, non destava alcun sospetto nei familiari. Con il passare dei mesi, pero', la situazione - secondo gli investigatori - si sarebbe fatta sempre piu' esplosiva. Un'escalation di morbosita' che avrebbe portato il sacerdote anche ad atti di molestia.
Nella vicenda e' rimasto coinvolto un altro giovane, un venticinquenne del paese che e' stato posto agli arresti domiciliari. Pare che anche lui abbia fatto pesanti avances alla dodicenne. Don Volaterra si dichiara innocente
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Remano contro quelle 17 lettere trovate sul computer del parroco. "Adesso sei diventata una donna.....e ora ti spieghero' cosa sta succedendo nel tuo corpo, cosa ti aspetta...." scrive don Roberto alla bambina dopo l'arrivo del primo ciclo mestruale. Firmato Roby. Un amore malato, folle. Per i magistrati, nessun dubbio: quel parroco andava arrestato, prima che potesse accadere qualcosa di ben piu' grave. "E' lei che mi cercava assiduamente, io le scrivevo solo lettere affettuose, cercavo di darle degli insegnamenti. Le telefonate oscene? Non sono stato io. Mi hanno 'clonato' il telefonino" dice oggi don Roberto, chiuso in una cella del carcere di Saluzzo.
I genitori denunciano: "Don Roberto-Roby si era anche offerto di seguire la ragazzina a casa per aiutarla a fare i compiti".

In data Lunedi' 9 Febbraio 2004, lo stesso periodico riporta, in prima pagina:

CASTAGNETO PO * DON ROBERTO AMMETTE LE MOLESTIE

"Si! Io sono un pedofilo"

Alla fine don Roberto Volaterra ha ceduto. "Si, e' vero, mi ero innamorato di Anna". Cosi' il parroco di Castagnole Piemonte, accusato di molestie sessuali ai danni di una dodicenne, ha iniziato la confessione davanti al Gip di Pinerolo Marco Battiglia. Ha ammesso le proprie insane attenzioni nei confronti della piccola Anna, ha riconosciuto di averle scritto "lettere d'amore", ma ha negato di aver fatto telefonate oscene alla piccola e alla sua famiglia. L'inchiesta, condotta dal pm Ciro Santorielli, va avanti. Ora don Roberto Volaterra si trova agli arresti domiciliari in una comunita' religiosa della Val di Lanzo. A Castagneto Po, dove don Roberto ha trascorso l'infanzia in una casa poco sotto l'ex ristorante "Miravalle", la comunita' e' sgomenta e invoca il rispetto per quel che era il "parroco di Borgata Negri".



La comunita' invoca il "rispetto"? - Si vede che ogni comunita' ha il prete che si merita.




Venerdi 28 Maggio 2004, pag. 21

L'ex arcivescovo di Boston sara' arciprete a Santa Maria Maggiore.

INCARICO A ROMA PER IL CARDINALE LAW
FU TRAVOLTO DAL CASO DEI PRETI PEDOFILI


Citta' del Vaticano - A sorpresa di tutti, il cardinale Bernard Law, ex arcivescovo di Boston, costretto alle dimissioni dallo scandalo dei preti pedofili, e' stato nominato ieri arciprete della basilica romana di Santa Maria Maggiore.
Un incarico piu' d'onore che altro, con cui il Papa assicura uno stipendio al tribolato personaggio, salvandone insieme l'immagine, a compenso del "sacrificio" delle dimissioni.
Era il 3 dicembre del 2002 - cioe' un anno e mezzo addietro - quando quel cardinale, gia' esponente autorevole dell'episcopato cattolico statunitense, decise di lasciare il suo incarico, durante un colloquio a quattr'occhi con Giovanni Paolo II.
Il Papa apprezzo' il gesto, che permise la nomina di un successore estraneo alla vicenda - il francescano Sean Patrick O'Malley - che dunque non avrebbe potuto essere "citato in giudizio" dagli avvocati dei 450 "querelanti" per "molestie sessuali", di cui erano accusati decine di preti della grande arcidiocesi (conta due milioni di cattolici e 1600 preti).
C'era anche un'esigenza giudiziaria, a premere: le richieste di risarcimento, avanzate dai querelanti, superavano i cento milioni di dollari e minacciavano di portare al fallimento la ricca arcidiocesi.
Quello scandalo a sfondo pedofilo-sessuale (spesso le "vittime" erano adolescenti e qualche volta giovani adulti) stava dilagando sui media statunitensi e aveva gia' costretto alle dimissioni tre vescovi, nell'insieme del paese.
Law fu la vittima piu' illustre. Il cardinale era accusato di essere stato "debole" con i preti "pedofili", di averli spostati da una parrocchia all'altra per coprire i loro crimini e di essersi preoccupato piu' di loro che dei bambini e ragazzi che ne erano stati vittime.
Va riconosciuto a Law d'essere uscito dignitosamente di scena: ammise gli "errori" e annuncio' un lungo "ritiro" in un monastero: "Chiedo perdono a tutti coloro che hanno sofferto per le mie insufficienze e i miei errori".
Arciprete di Santa Maria Maggiore era fino a ieri il cardinale Carlo Furno e prima di lui il cardinale Ugo Poletti: cioe' dei pensionati di Curia. A tale ruolo arriva, a 72 anni, un pensionato speciale, che proviene dalla periferia invece che dal centro.
Luigi Accattoli

Cento milioni di dollari divisi per 450 querelanti fanno circa 220.000 dollari che dovrebbero rappresentare il valore di mercato di un culo cattolico statunitense costretto a sacre trombate. Mi sembra un po' troppo; in Italia i preti pedofili se la cavano con molto meno: massimo 8-10.000 euro per vittima.
La foto puo' esservi utile: se per caso vedete il gentiluomo per strada cambiate rapidamente marciapiede.






Mercoledi 21 Luglio 2004 - Pag. 24

Lo scandalo in un seminario

Pedofilia in Austria. Ispettore del Papa nella diocesi.

MARCO POLITI
CITTA' DEL VATICANO - Un altro colpo per papa Wojtyla. Dopo la serie infinita dei processi per pedofilia nelle diocesi USA, sono arrivate fino in Vaticano le ondate fangose dello scandalo del seminario austriaco di Sankt Poelten, in Austria, dove gli inquirenti hanno trovato materiale pornografico in quantita' industriali mentre sui giornali sono finite le foto del rettore Ulrich Kuechl (dimessosi il 5 luglio) e del vicedirettore Wolfgang Rothe, ritratti in atteggiamenti "inequivocabili" ognuno con un seminarista diverso.
Ad aumentare la vergogna sono state le prime dichiarazioni del vescovo di Sankt Poelten, monsignor Kurt Krenn - un ultra conservatore che si e' sempre proclamato fedele del pontefice ad oltranza - che aveva definito alla tv austriaca tutta la vicenda esagerata e montata, sostenendo che il bacio in bocca del vicedirettore Rothe con un allievo (foto pubblicata dal settimanale "Profil") andava considerato solo un momento di gioia natalizia. "Era una festa di Natale - ha detto testualmente monsignor Krenn - e alla fine si sono dati un bacio. Non ha niente a che fare con l'omosessualita'"
Papa Wojtyla sembra meno tranquillo. Ieri ha inviato ufficialmente nella diocesi un visitatore apostolico, l'equivalente di un commissario straordinario, con l'incarico di indagare particolarmente sul seminario, la diffusione di materiale pedo-pornografico (sono state trovate quarantamila foto e parecchi video), relazioni erotiche ed eventuali abusi sessuali. Per la Chiesa austriaca lo scandalo e' una disgrazia che segue di pochi anni l'altro scandalo a sfondo sessuale, che coinvolse negli anni Novanta l'arcivescovo di Vienna cardinale Hans Groer, poi dimessosi nel 1998 e morto ritirato nel 2003. Nei giorni scorsi il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel aveva dichiarato pubblicamente: "in Austria Stato e Chiesa sono separati, per questo non ho alcun diritto di prendere posizione come cancelliere... ma come credente e cattolico voglio una spiegazione immediata e sincera".
L'invio di un visitatore apostolico, cioe' di un alto commissario-inquirente vaticano, e' un atto rarissimo. La persona incaricata dal pontefice, mons. Klaus Kung, vescovo di Feldkirch, si e' detto consapevole che si tratta di una responsabilita' "delicata e difficile", ma ha sottolineato di voler "procedere in maniera approfondita e immediata per rafforzare la fiducia che i fedeli nutrono nei confronti della Chiesa e del Santo Padre".
La procura austriaca, dal canto suo, ha gia' iniziato ad indagare. E' stata annunciata l'incriminazione per possesso di materiale pedofilo e pornografico di un novizio polacco ventisettenne, che peraltro e' gia' stato allontanato dal seminario. In stato di stallo sono invece le indagini su otto altri seminaristi, poiche' per ora non e' stato possibile scoprire - data la molteplicita' di password di accesso - chi abbia effettivamente visionato siti pedofili e pornografici su un computer dove furono trovate scaricate migliaia di immagini porno. "Di questa vicenda - aveva dichiarato una settimana fa alla rivista "News" il vescovo Krenn - alla conferenza episcopale non deve importare un accidente". Piu' di quanto potesse tollerare il Vaticano.


Certo che se il Kung vuole veramente andare a fondo sulla quantita' "industriale" del materiale rinvenuto, ci vorranno parecchi anni; tutti gli anni necessari e sufficienti per far passare la cosa nel dimenticatoio.
Non sarebbe stato meglio, invece di un visitatore apostolico, inviare una di quelle squadre di disinfestazione specializzate nel risanamento delle fogne?

 


l'Unità  06.07.2005
Fecondazione, con la legge 40 calano i nati, aumentano gli aborti spontanei
di red



 Chi l’ha difesa si è sentito un «ex embrione» ma a guardar bene la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, così com’è stata congegnata, non ha aumentato questa popolazione. Tutt’altro. Così risulta alla prova della scienza e dei numeri ad un anno dall’entrata in vigore della normativa strenuamente difesa dalle gerarchie cattoliche e costata, recentemente, una sommossa al leader di An Gianfranco Fini per averne messo in dubbio l’utilità. La Società italiana di embriologia ha raccolto e analizzato i dati, da cui emerge un quadro desolante. Dall’entrata in vigore dei nuovi divieti e obblighi su tecniche di riproduzione assistita e impianti, i casi di aborto spontaneo sono aumentati del 44% e le gravidanze portate a termine sono calate del 30%.

 

Il che significa che se prima della nuova regolamentazione il fallimento della tecnica riguardava una donna su dieci che si sottoponeva al bombardamento di ormoni e alla fecondazione in vitro, ora è una su quattro a non riuscire a coronare il suo sogno di maternità. E gli “ex embrioni”, almeno quelli in provetta, diminuiscono vertiginosamente.

Paolo Giovanni Arpini, presidente della Società Italiana di Embriologia Riproduzione e Ricerca (Sierr) spiega che questa allarmante situazione emerge dal confronto dei risultati di 1000 cicli di fecondazione assistita eseguiti in circa 20 centri italiani prima dell'entrata in vigore della legge, con 800 cicli eseguiti dopo. Il motivo di questo importante aumento, spiega l'embriologo, è che oggi non è più consentita la selezione pre-impianto dell'embrione. E visto che l’assurda legge italiana obbliga comunque a impiantare tutti gli embrioni fecondati, quindi anche quelli più “deboli” o malati, la percentuale di esiti positivi diminuisce.

Complessivamente con la legge 40 è aumentato del 59% il numero di embrioni di cattiva qualità trasferiti in utero. Oggi, aggiunge l'esperto, la normativa consente di evitare il trasferimento in utero solo di quell'embrione che risulti gravemente alterato, ovvero con un assetto cromosomico visibilmente anomalo (per esempio embrioni frutto di un ovulo fecondato da più spermatozoi).
L'obbligo di trasferire tutto quello che viene prodotto, ribadisce infine Arpini, si ripercuote sui casi di aborto precoce e, naturalmente, ha un forte peso sulla salute psicologica della donna che si sottopone alle pratiche di fecondazione assistita.

 

Don Renato manteneva i contatti tra la curia e gli istituti religiosi di Imperia e Albenga
Trenta le vittime tra i 13 e i 17 anni: "E' stato sospeso dall'ufficio"
Pedofilia, sacerdote in manette
Adescava i ragazzini con un gelato



MONDOVI' (Cuneo) - Li comprava con un gelato. Ragazzini di 13, 17 anni, soprattuto extracomunitari. Dopo il cinema, li accompagnava a casa sua, in parrocchia. Don Renato Giaccardi è agli arresti domiciliari: la procura di Mondovì lo accusa di induzione alla prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento di minorenni. Lui ha ammesso solo il rapporto con un ragazzo di sedici anni ma la Questura di Cuneo sospetta che il giro coinvolgesse ben più di un ragazzino: almeno una trentina, italiani e stranieri.

Don Renato, 42 anni, aveva preso i voti nel '96. Il vescovo l'aveva incaricato di mantenere i contatti tra la curia e gli istituti religiosi della diocesi di Imperia e Albenga. Ma agli amici si presentava come affiliato all'associazione che voleva il riconoscimento dell'omessualità come terzo sesso.

Due suoi complici adescavano i minorenni nei giardinetti di Cuneo, indagavano la loro disponibilità e se superavano l'esame, li accompagnavano a casa del sacerdote. Don Renato era sempre cordiale e generoso con le sue vittime e, se gli presentavano un altro amichetto, li compensava con un biglietto da 10 euro.

I complici del prete, G.C.C., 41 anni di Mondovì e F.B., 25 anni di Cuneo, sono stati denunciati a piede libero. Don Renato resta invece agli arresti domiciliari.

Il losco giro del sacerdote è stato svelato grazie alla segnalazione di una famiglia: i genitori di un ragazzino si erano insospettiti perché gli amici del figlio giravano con troppi soldi in tasca. Le intercettazioni telefoniche e ambientali della squadra mobile hanno confermato i sospetti.

La Curia tace: nessun provvedimento è stato ancora preso dalla Curia vescovile. "Attendiamo l'esito dell'indagnie dell'Autorità giudiziaria", a detto il vicario generale di Albenga. "In seguito, valuteremo l'opportunità di intraprendere scelte di tipo canonico. Per ora, Don Giaccardi è sospeso dall'esercizio dell'ufficio sacerdole".

( 5 luglio 2005 )

www.luigigedda.it/ comitati/comitati.html

"Il Santo Padre [Pio XII] afferma che tutti gli aventi diritto al voto, senza eccezione, devono sentire il dovere di accettare l'imperativo di questa battaglia, e mi [a Luigi Gedda, n.d.r.] chiede se siamo ancora in tempo."

Capito ????

 

Omosessualità e Vaticano, un rapporto difficile

Il no del Vaticano all’omosessualità e la logica della morale della Chiesa

http://www.arcigaymodena.org/default.asp?mnu=tema_del_mese&id=53&data=01/09/2003

a cura di BEPPE MANNI


Il documento del cardinale Ratzinger sull’omosessualità “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, condanna a nome della Chiesa e del Papa, ogni possibilità di legalizzare un’unione omosessuale perché “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati... le pratiche omosessuali sono peccati gravi contrari alla castità... verso gli omosessuali la chiesa deve comunque avere rispetto e compassione”. Non voglio soffermarmi sull’ opportunità di votare una legge che preveda la legalizzazione di coppie omosessuali o unioni di fatto eterosessuali, né sulla possibile ingerenza della chiesa nelle leggi dello stato che in questo caso obbligherebbe i politici cattolici all’obiezione di coscienza. Giorgio Dell’Amico, presidente modenese dell’Arci Gay modenese ha giustamente denunciato il documento vaticano come “diffamatore e discriminante”.

Vorrei invece spiegare la “logica” profonda che sta alla base della morale sessuale della chiesa.
1) Secondo San Tomaso (secolo XII) ripreso dal Concilio di Trento (secolo XVI), la sessualità secondo la natura voluta da Dio, ha tre finalità: I: il “bonum prolis” cioè la procreazione, fare figli; II: il “remedium concupiscentiae” rimedio al desiderio sessuale, come risposta all’istinto (specialmente maschile); III: il “mutuum auxilium”: l’aiuto reciproco sia materiale che affettivo-spirituale della coppia. Dunque gli atti legati al sesso devono rispettare questo “ordine” naturale e solo all’interno del matrimonio possibilmente religioso; altrimenti l’atto è “disordinato” cioè peccato grave (se muori in peccato sei dannato eternamente). Ad esempio: la masturbazione, il rapporto prematrimoniale, l’uso di anticoncezionali e ogni rapporto sessuale “contro natura” anche all’interno del matrimonio, la convivenza fuori dal matrimonio, il divorzio, il rapporto omosessuale (chi ha tendenze omosessuali consapevole dell’“oggettivo disordine di questa inclinazione” dovrebbe vivere in castità), sono tutti atti “disordinati” cioè fuori dall’ordine naturale; sono gravemente peccaminosi, dato che questi atti non possono o non vogliono il bonum prolis, la nascita di un figlio. Di fronte a coloro che fanno questi peccati la chiesa e quindi il confessore-giudice, deve condannare il disordine-peccato, negare l’assoluzione e la partecipazione all’Eucaristia (come è scritto nell’ultimo documento sull’Eucaristia), anche se deve mostrare delicatezza, misericordia e compassione nei confronti del singolo “peccatore”.

2) La chiesa attraverso i secoli ha messo a punto un prontuario sulla morale sessuale quasi ossessivo. Tolleranza zero. Non ne so i motivi: forse per la pericolosità sociale della sessualità (difesa del patrimonio, controllo delle nascite, mezzo repressivo in mano alle classi superiori?...) ma senz’altro per la delicatezza e l’importanza di questo istinto, che presiede alla continuità della specie, si è sentito la necessità di un forte controllo attraverso una dura repressione sociale, politica e religiosa. O forse per una certa fobia del sesso che condiziona i legislatori (il clero) maschi e celibi, per cui ad esempio si pretende di forzare la volontà di Gesù che sul sesso dice pochissime parole nel vangelo e in genere improntati a grande misericordia (ne è indice il non volere un clero sposato o “addirittura” una donna prete cosa di cui Gesù non parla).

3) Non ci sono condanne così dure e precise per altri peccati “gravi” della società: ad esempio per chi evade le tasse; per chi danneggia “ecologicamente” la terra con inquinamenti, costruzioni abusive..; per i fabbricanti e i venditori di armi; per l’infrazione del codice stradale; per chi approfitta di particolari momenti per aumentare i prezzi di generi di prima necessità, per gli speculatori edilizi; per chi gioca in borsa, per chi fa programmi televisivi che istigano non al perdono ma all’odio o a una libertà sessuale che porta sofferenze e dolore eccetera. Di seguito parleremo delle conseguenze che una politica morale di questo tipo ha portato nella chiesa e cercheremo di riflettere su nuovi riferimenti per costruire una nuova etica sessuale.
Il documento del cardinale Ratzinger di condanna alle relazioni omosessuali, ci ha portato a riflettere sull’etica sessuale della chiesa che ci è sembrata troppo rigida e legata ancora ad un contesto sociale e politico medievale.
Le conseguenze sono state gravi sia per i credenti che per la chiesa.
1) Una parte di credenti sensibili e obbedienti, sono gettati in una grave crisi di coscienza, specialmente i divorziati, che si vedono negata l’assoluzione e non possono ricevere l’eucarestia. Hanno l’impressione, in verità non sempre ingiustificata, che i tribunali ecclesiastici, la cosiddetta Romana Rota che dichiara nulli certi matrimoni cristiani, siano una “succursale” religiosa dell’istituto del Divorzio, aperta per chi può permetterselo.
2) Un’altra parte di credenti ha ormai adottato una doppia morale. Si sente cristiana frequenta la messa, fa la comunione, ma “in coscienza” sceglie i suoi comportamenti sessuali con libertà e tranquillità (ad esempio sulla contraccezione o sui rapporti prematrimoniali, o sul divorzio).
Come si può, infatti, applicare le rigide regole di morale sessuale, per due sposi che dopo aver abbondantemente fatto “il loro dovere” per quello che riguarda i figli vogliono comunque vivere la loro sessualità e il loro pieno amore?
Oggi i giovani per questioni professionali ma anche economiche, non possono sposarsi se non a 30 anni.
Spesso convivono, hanno dei figli...Sono tutti peccatori?
3) Purtroppo per la grande maggioranza degli altri che si dichiarano non credenti o vagamente religiosi, l’atteggiamento della chiesa diventa un’ulteriore motivazione per disinteressarsi completamente della proposta religiosa cristiana.
Già la chiesa in periodi storici recenti ha allontanato gruppi numerosi di credenti per ragioni più politiche e ideologiche che cristiane: la lotta alla modernità e ai movimenti operai all’inizio del secolo; la scomunica ai comunisti nel 48 e l’imposizione del voto per la Democrazia Cristiana; il referendum sulla legge del divorzio nel 73.
Oggi la Morale anche quella cattolica, dovrebbe avere codici e punti di riferimento diversi senza rinunciare a proposte forti e impegnative.
Dopo la rivoluzione sessuale del Sessantotto, ci muoviamo con una certa difficoltà, specialmente se vogliamo aiutare le giovani generazioni bombardate da messaggi contrastanti e per lo più invitanti al consumo del sesso a buon mercato.
Si deve insegnare, a mio avviso, che non tutto è lecito e permesso, come sembrano predicare le televisioni, ma contrariamente a 50 anni fa il giovane deve comprendere responsabilmente l’utilità e la bontà di un serio comportamento affettivo e sessuale.
San Tomaso nel 1200 ricordava che i tre fini della sessualità erano il “Bonum prolis” la procreazione, il “Remedium concupiscentiae” la risposta all’istinto; il “Mutuum auxilium” l’aiuto reciproco.
E’ chiaro che il “bene della prole” non è più prioritario come mille anni fa, quando si doveva popolare o ripopolare la terra dopo le carestie e le pestilenze.
Anzi è meglio regolarizzare le nascite per la sopravvivenza della specie umana e degli altri animali.
Sembra che, come stanno pensando anche diversi teologi-moralisti, dietro i suggerimenti del Concilio Vaticano II, il valore di riferimento per dichiarare buona o cattiva un’azione, sia piuttosto se ciò che stai per fare fa del male a te o ad altri e il mutuo aiuto della coppia.
Nelle nostre “buone” famiglie antiche all’interno di matrimoni regolarissimi spesso i mariti violentavano le mogli, caricandole di lavoro e di figli. Tutto secondo le regole.
Nella sfera della sessualità allora quello che per San Tomaso era solo al terzo posto, il “mutuo aiuto” dovrebbe passare al primo posto. La relazione tra due persone, la reciprocità, l’amore maturo, il giusto piacere, dovrebbero diventare il paradigma fondamentale del proprio comportamento, deciso in ultima analisi dalla propria coscienza ben educata a scegliere secondo giusti valori.

(fonte Gazzetta di Modena - Lettere al Direttore)

 

Inchiesta su 40 mila foto e filmati trovati nella biblioteca della più conservatrice scuola cattolica per sacerdoti

 


In apparenza è un seminario. Anzi, il più tradizionalista e ultraconservatore dei seminari cattolici in Austria, luogo di religiosa purezza, preghiera e pio magistero alla cura delle anime, dove volentieri l’anziano arcivescovo Kurt Krenn predicava, bollando con parole di fuoco i rei contro natura.

In realtà, quello della diocesi di Sankt Pölten, ottanta chilometri a Ovest di Vienna, è stato in questi anni un antro di orchi pedofili, teatro di perversioni peccaminose, una Sodoma asburgica dove preposti e seminaristi indulgevano spesso e volentieri in orge omosessuali, giochi erotici e notti scandite da alcol e sesso, al posto delle orazioni. Qualcuno parla anche di parodie naziste e cerimonie ufficialmente esecrate dal Vaticano, come la celebrazione di un finto matrimonio gay, fra due aspiranti preti, officiato dal direttore, inutile precisare tutti in costume adamitico.

C’è ancora del marcio nella Chiesa austriaca. A sei anni dallo scandalo del cardinale Hans Hermann Groer, l’ex primate, morto nel 2003, che era stato riconosciuto colpevole di aver sessualmente abusato di giovani religiosi, una nuova, devastante scoperta scuote le fondamenta del cattolicesimo viennese.

Non più sospetti o bugie di "querulanti ubriachi", come aveva fin qui sostenuto monsignor Krenn, capo della diocesi incriminata, quando il tema era più volte venuto a galla in passato. Ma un’incredibile documentazione fotografica, scoperta un anno fa nei computer della biblioteca del seminario e ora al vaglio delle autorità di polizia, in attesa della formale apertura di un’inchiesta criminale da parte della magistratura. Almeno 40 mila istantanee e una quantità imprecisata di filmati pornografici, che illustrano con precisione e ricchezza di dettagli gli esercizi, non esattamente spirituali, di Sankt Pölten. Alcune di queste ! comprenderebbero atti sessuali dei preposti con minorenni.

A svelare lo scandalo, il settimanale Profil , che nell’edizione in edicola ieri ha pubblicato alcune delle foto, dove i religiosi e i loro allievi vengono immortalati mentre si baciano appassionatamente sulla bocca. Secondo il periodico, l’inchiesta è partita, dopo che diverse immagini e film girati a Sankt Pölten erano apparsi su un sito a luci rosse polacco.

Il direttore del seminario, Ulrich Küchl e il suo vice, Wolfgang Rothe, si sono dimessi, pur protestando la loro innocenza. Su di loro pende l’accusa di pedofilia. La diocesi si è schierata a quadrato in loro difesa. Monsignor Krenn, soprattutto, ha definito gli addebiti infondati, liquidando addirittura le foto, che ha ammesso di aver visto, come "ragazzate".

Fortunatamente, i vertici della Chiesa viennese sono di ben altro parere. "Tutto ciò che ha a che fare con la pratica dell’omosessualità, non può trovare spazio in un seminario per preti", recita un comunicato della Conferenza episcopale austriaca, che ha anche annunciato l’avvio di una indagine interna, al termine della quale non è difficile prevedere le dimissioni di Krenn, 68 anni, da vescovo di Sankt Pölten.

E in questo senso si sono già levate diverse voci dall’interno del mondo cattolico: "Krenn è il vero responsabile e deve rispondere di tutto questo davanti alla Chiesa e a Dio". ha detto Martin Walchhofer, il prelato che supervisiona tutti i seminari austriaci. Anche la politica è intervenuta. "Collezionare materiale pornografico, che coinvolge bambini, non può essere liquidato come una ragazzata", ha dichiarato Thomas Huber, leader dei Verdi. Un portavoce dell’opposizione socialdemocratica, Hannes Jarolim, ha chiesto al ministero dell’Interno di indagare per favoreggiamento nei confronti dello stesso arcivescovo e aprire una procedura formale.

Secondo Profil , una foto documenterebbe la celebrazione del matrimonio gay da parte del reverendo Krenn. Il resto del materiale, con le parole del procuratore Walter Nemec, "mostra i seminaristi in situazione perverse con i loro superiori".

Un seminarista di Sankt Pölten, citato dal settimanale, afferma che "tutti sapevano cosa succedesse da noi, non era possibile ignorarlo, ma nella Chiesa domina un silenzio di piombo, quando si tratta di temi tabù, semplicemente non sappiamo in che modo affrontare correttamente il problema". Quelli che avevano provato a parlarne direttamente con i due superiori o con Krenn, sono stati subito identificati da loro come nemici e isolati.

Anche la polizia, afferma Profil , avrebbe trovato all’inizio grosse difficoltà a rompere il muro dell’omertà di Sankt Pölten, dopo la scoperta del materiale e le prime denunce inviate via e-mail da alcuni seminaristi.

Paolo Valentino

 


L’idolatria ed il culto dei ‘santi’

http://www.lachiesadidio.it/IdolatriaCulto.html 

 


L’idolatria – Dio per mezzo d’Israele ha insegnato che l’idolatria è un rito inutile, che offende il Creatore. Egli ha severamente imposto ad Israele di rifuggire dagli idoli: "Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa, perché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro" (Lv 26:1). E Dio maledice chiunque si costruisce "immagine scolpita": "Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di getto, cosa abominevole per l’Eterno…" (Dt 27:15).

Dio ordina la distruzione dell’idolatria: "Tu non ti prostrerai davanti ai loro dèi, e non servirai loro. Non farai quello ch’essi fanno; ma distruggerai interamente quegli dèi e spezzerai le loro colonne" (Es 23:24);"caccerete d’innanzi a voi tutti gli abitanti del paese, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di getto e demolirete tutti i luoghi alti" (Nm 33:52);"Distruggerete interamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per cacciare servono i loro dèi" (Dt 12:2).

Queste prescrizioni, descritte dalla Bibbia, mostrano che Dio non tollera l’idolatria, e un giorno, al ritorno di Cristo, tutta l’idolatria, di qualsiasi specie, sarà distrutta: "L’alterigia dell’uomo del volgo sarà abbassata, e l’orgoglio dei grandi sarà umiliato; l’Eterno solo sarà esaltato in quel giorno. Gl’idoli scompariranno del tutto… In quel giorno, gli uomini getteranno ai topi ed ai pipistrelli gl’idoli d’argento e gl’idoli d’oro che s’erano fatti per adorarli" (Is 2:17-20). Il Piano di Dio non prevede di estirpare l’idolatria in questo tempo. Egli è paziente (2 Pt 3:9) per attuare ciò che ha predisposto: questo non è ancora il tempo della salvezza, lo sarà quando tutti gli uomini potranno giungere alla conoscenza della verità (1 Tm 2:4).

Poi Dio ha codificato i Comandamenti contro l’idolatria, inserendoli nel Decalogo, che consegnò ad Israele. E Israele è stato accomunato al popolo cristiano (Ef 2:14-16): la Chiesa di Dio. Ecco unito, in un solo popolo, il popolo di Dio, avendo una sola Legge, la Legge di Mosè (At 15:21), depurata di quelle cerimonie che dovevano durare fino a Cristo. 

I Dieci Comandamenti – Questi comandamenti sono la base del Cristianesimo: ognuno di essi è un pilastro del fondamento di Cristo; l’osservanza integrale è l’ossatura portante del Cristianesimo; ma se uno solo venisse a mancare (Gc 2:10), crollerebbe l’equilibrio del fondamento di Cristo (1 Cor 3:11). Come vedremo più avanti, il Cristianesimo ha fallito, perché se ne è allontanato, mancando di osservare tre punti che riguardano Dio:

  1. Il Primo: "Io sono l’Eterno, l’Iddio tuo, che ti ha tratto dal paese d’Egitto, dalla casa di servitù. Non avere altri dèi nel mio cospetto"; Gesù Cristo, per maggiore precisione anche se è già chiaro il Comandamento, aggiunge: "Adora il Signore Iddio tuo, e a Lui solo rendi il tuo culto". Il culto dei ‘santi’ e delle reliquie è da considerarsi idolatria. Inoltre, la Bibbia insegna che neppure agli angeli è dovuto il culto (Ap 19:10; 22:8-9) e ribadisce che il culto è dovuto solo a Dio.

  2. Il Secondo: "Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro…"; la Bibbia insegna di adorare Dio in spirito e verità (Gv 4:23), il Comandamento stigmatizza il culto delle statue ed immagini, un rito prettamente pagano.

  3. Il Quarto: "Ricordati del giorno di riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fai in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo [Sabato], sacro all’Eterno"; nel IV secolo, l’Imperatore Costantino impose l’osservanza del riposo nel primo giorno della settimana, dedicato al dio Sole (oggi ne conserva ancora il significato: SUNDAY e SONNTAG).

Con la violazione di questi tre Comandamenti, il Cristianesimo ha cancellato il culto dell’unico Dio, introducendo dottrine.

I santuari o luoghi di culto – I "gran segni e prodigi" dei nostri tempi potrebbero sviare dalla verità, invece di essere di monito, come Gesù Cristo raccomanda: "Allora, se alcuno vi dice: ‘Il Cristo eccolo qui, eccolo là’, non lo credete; poiché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ecco, ve l’ho predetto" (Mt 24:23-25). Certi MIRACOLI o APPARIZIONI o MESSAGGI (gran segni e prodigi) vengono attribuiti a Dio, ma Cristo ha prevenuto questo inganno, avvertendo di non credere. Tuttavia questi "prodigi bugiardi" avvengono. Qual è la spiegazione? Perché Dio li permette? È la stessa Parola di Dio a fornircene la soluzione: "La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi; e con ogni sorta d’inganno d’iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all’amor della verità per essere salvati. E perciò Iddio manda loro efficacia d’errore onde credano alla menzogna; affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell’iniquità siano giudicati" (2 Ts 2:9-12).

La Bibbia insegna che Dio non abita nei santuari o luoghi di culto: 1) una fonte sicura, Gesù Cristo, dice: "Ecco ve l’ho predetto. Se dunque vi dicono: Eccolo, è nel deserto, non v’andate; eccolo è nelle stanze interne, non lo credete" (Mt 24:25-26). 2) Il martire Stefano, dice: "L’Altissimo però non abita in templi fatti da mani d’uomini…" (At 7:48). 3) Paolo conferma e dice: "L’Iddio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti d’opera di mano; e non è servito da mani d’uomini" (At 17:24-25). Questa verità della Bibbia fa giustizia, annullando la dottrina che vorrebbe affermare che Dio è presenza vivente, sostanza materiale, che risiederebbe nei ‘templi’. Ma Dio lo esclude: è Spirito e la sua dimora è il terzo cielo: "… Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello dei miei piedi…" (Is 66:1). 

Triste conclusione: Dio odia l’idolatria ma, nell’èra cristiana, si è limitato solo a proibirla; ma "l’iniquità sarà moltiplicata" (Mt 24:12) ed il peccato, che è la violazione della Legge di Dio (1 Gv 3:4), giudicherà il Cristianesimo. Pietro disse che "gli uomini ignoranti e instabili" torcono le Scritture a "propria perdizione" (2 Pt 3:16): ed è avvenuto! 


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