Gli scambi
culturali avvennero con la Grecia e quindi con Roma e gli influssi furono
importanti. I caldei vengono comunemente indicati come i fondatori
dell'astrologia che conosciamo (anche se da un certo punto in poi è
impossibile risalire indietro per mancanza di fonti attendibili). Ad essi
vengono attribuite delle osservazioni celesti prolungatesi per oltre 2000
anni e una qualunque storia della scienza parlerà dei caldei come
scienziati, riservando un paragrafo all'astrologia. In ogni caso
l'astrologia si presenta in epoche relativamente recenti se il primo
oroscopo che conosciamo è del 410 a.C., in un'epoca cioè in cui vi era la
dominazione persiana.
I caldei accumularono quindi innumerevoli conoscenze sul cielo e, come fatto
accessorio, in un universo geocentrico, dettero arbitrariamente svariati
significati ad alcuni fenomeni celesti:
1)
essi conoscevano perfettamente i movimenti
dei cinque pianeti noti. Tali pianeti (Saturno, il più inflluente con
significato di ordine, giustizia e pace; Marte, simboleggiante una potenza
nemica; Venere, a volte propizia, a volte funesta, a seconda della sua
posizione nel cielo; Mercurio, il pianeta del principe ereditario e Giove,
pianeta del re) vengono chiamati "interpreti" perché sono
dotati di un moto speciale rispetto agli altri astri che sono fissi
(stelle fisse) o soggetti ad un cammino regolare (Sole e Luna). Per il
saggio osservatore essi possono dare indicazioni sul futuro nel senso che
permettono di sapere cosa faranno gli astri stessi nel futuro se vi
saranno o meno catastrofi naturali. L'astrologia non si pone risolutiva
dei problemi dell'uomo ma del regno ed al massimo del suo re come sommo
rappresentante di tale regno. Sullo sfondo della marcia di questi cinque
pianeti vi sono 36 astri (i "consiglieri");
2)
vi sono 12 "capi" tra i 36
consiglieri ed ognuno di questi capi presiede un mese ed uno dei 12 segni
zodiacali;
3)
ciascun pianeta ha il suo corso
particolare; essi differiscono tra loro per avere differenti velocità e
differenti periodi di rivoluzione. Gli astri influiscono sulla vita
dell'uomo decidendo del loro destino. Ma non sono i destini
individuali degli uomini che vengono predetti ma quelli di un intero
popolo. Sono proprio le irregolarità apparenti nel moto dei pianeti,
osservabili da una Terra supposta immobile, da cui si fanno
discendere cambiamenti nella vita dell'uomo. Per questo i fenomeni di
apparizione e sparizione degli astri e dei pianeti all'orizzonte (dove
vanno? nella zona dei morti!), le eclissi, le comete sono sempre fatti che
provocano angosce e voglia di saper cosa accadrà. Noi
abbiamo ritrovato pochi documenti tra cui le tavole delle effemeridi ed
alcune affermazioni di carattere generale del tipo: "se vi è un alone
intorno alla Luna piena del primo giorno, il mese sarà piovoso o
nuvoloso", "se vi è un alone intorno al Sole si leverà un vento
dal Sud", "se Marte è visibile tra giugno e luglio vi saranno
guerre", "se Mercurio sta a Nord si avranno morti ed una qualche
invasione di un Paese straniero avrà luogo", "se Marte si
avvicina ai Gemelli un re morirà e nasceranno delle rivalità". Poi
altre correlazioni del tipo: "se Marte si avvicina a Giove, si deve
prevedere una guerra con un Paese vicino", "se Giove entrava nel
sagittario o nel Toro, la vita del Re era in pericolo", "se Giove
entrava nel Cancro era il segno di un regno prospero e felice". Tutto
questo deve eperò essere confrontato con il periodo dell'anno in cui si
fanno osservazioni, con l'osservazione precedente e la seguente, con il
ruolo della potente Luna,....e così via. Insomma una serie di
affermazioni prive di qualunque giustificazione. Non legate assolutamente a
nulla, forse discendenti da osservazioni astronomiche più elementari
(quelle legate ai problemi essenzialmente climatici che derivano
dall'agricoltura) da cui discendono come estrapolazioni.
4)
più che la presenza di
un determinato pianeta del cielo era notevole la sua maggiore o minore
luminosità, rispettivamente, presagi nefasti (influenza minore) o di
felicità e successo (influenza maggiore).
Più in generale, si può dire che in
Mesopotamia la magia era presente nella cultura del Paese ed era una
istituzione ufficiale che aveva un carattere prettamente religioso ed
affidato a sacerdoti, esorcisti o incantatori che officiavano in nome
degli dei. Ma vi era anche qui una magia legata al destino dei popoli e
dei re e quella molto più ciarlatana di sortilegi e malefici. Su
quest'ultimo aspetto vi era un generale discredito tale da assegnare
sempre a stranieri il fatto di essere maghi o astrologi.
Quindi è di
rilievo il fatto dell'inseparabilità di magia ed astrologia da
religione, anche se sia tra i sumeri che tra i babilonesi la religione
non era un assoluto principio di spiegazione, ma piuttosto una
filosofia. Infatti né religione né magia avevano un qualche ruolo
privilegiato nella spiegazione del mondo
Passaggio
in Grecia e a Roma
Intorno al 3°
secolo a.C. l'astrologia penetrò in Grecia con uno spirito diverso,
quello di volere interpretare il destino di ciascuno degli esseri
viventi a partire da dove sono situati gli astri ed i pianeti al
momento della nascita e addirittura della concezione. Si può ad
esempio dire subito che la durata della vita dipende dalla maggiore o
minore lentezza nel sorgere di una data costellazione dello Zodiaco al
momento della nascita. I pianeti sono arbitrariamente classificati
come malefici o benefici o indifferenti; allo stesso modo arbitrario
è considerata la loro posizione al momento della nascita (le
congiunzioni, le opposizioni, le quadrature,...).
In
definitiva sarebbero i pianeti ad influenzare la vita degli uomini
(le sue qualità fisiche e psichiche se non morali, gli accadimenti
futuri,...) di modo che si può dire con certezza che il famoso
"libero arbitrio" non esiste. Come gli astri
influezzerebbero gli eventi? Se solo pensiamo alla luce che ci
inviano che non è poi altro che quella riflessa dal Sole è
veramente ben poca cosa. La Luna dovrebbe avere influssi enormi in
confronto a qualunque altro pianeta! Se poi si pensa alle macchie
solari, lo spostamento di esse sul Sole (anche qui
"variazione") invia sulla Terra un'energia che è miliardi
di volte maggiore.
Tornando
alla Grecia, dopo un certo periodo di successo, l'astrologia cadde
in un profondo discredito, a seguito di montagne di pronostici
errati, ed i suoi praticanti furono ritenuti dei ciarlatani.
Vi era un altro aspetto che dava fastidio nell'astrologia: era
invadente, si infilava dappertutto condizionando la vita della
gente con strane preclusioni e proibizioni. Tale discredito seguì
a Roma dove, addirittura, vennero cacciati tutti gli astrologi
nell'anno 139 a.C.
Ma in
modo sotterraneo essi seguirono. Mescolarono le loro predizioni
con altre pratiche come l'alchimia e la magia. La maggiore
rinascita, comunque sempre a livello popolare, si ebbe a partire
dal II secolo d.C., in corrispondenza con i primi scrittori
cristiani, con un generale abbandono del sapere, del vivere
organizzato civilmente, di periodi torbidi della storia umana.
La miseria e l'ignoranza fecero da sfondo a questo miscuglio di
pratiche superstiziose. Alla formazione di questa atmosfera
profondamente irrazionale contribuirono la struttura politica ed
economica dell'Impero, i contatti con le religioni orientali
(egiziana, ebraica e cristiana) e le correnti stoiche e
platoniche della filosofia greca.
Ed i
testi magici che iniziarono ad apparire in quantità nei primi
secoli dell'era cristiana erano testi essenzialmente
religiosi. Tutto ciò era ad uso di povere persone incolte che
tentavano di modificare in qualche modo il loro triste modo di
vita. Almeno fino al Rinascimento, quando, per una serie di
circostanze, queste pratiche acquistarono grande dignità ed
ebbero asilo presso le corti di Papi, Imperatori e Re. Fu nel
Rinascimento che la superstizione astrologica e magica divenne
"colta" ed accettata anche da bolle papali.
In
cosa consiste l'astrologia
Intanto,
come già detto, si tratta di una pratica nata almeno 3000
anni fa su miti e leggende provenienti dall'oriente. Quindi
è riferita ad una Terra immobile dentro l'Universo. Le
costellazioni che sono prese a riferimento sono
costellazioni in gran parte insignificanti rispetto, ad
esempio all'Orsa Maggiore. Sono state prese PROPRIO quelle
costellazioni per un semplice fatto: su di esse, nel corso
dell'anno, risulta proiettata l'immagine del Sole vista da
questa Terra che, ripeto, è supposta immobile. Il Sole è
il re degli astri e deve avere un qualche significato se in
un periodo dell'anno si trovi proiettato in una
costellazione piuttosto che in un'altra. Osserva Franco
Selleri che l'influenza delle costellazioni non si sente che
per circa le due ore di un parto. Prima il ventre della
madre è uno schermo eccellente. Poi le mura di una casa o
di un ospedale non schermano più. Tra le varie forze che
conosciamo della fisica nessuna sembra avere un minimo di
relazione con questi eventi. Per quel che ne sappiamo ha
maggiore influenza sulla vita di un uomo il moto dei pesci
nel mare che non l'essere nati in un dato istante. Inoltre
perché Toro, Vergine, Capricorno, Pesci,... ? Le stelle nel
cielo sono sistemate in modo molto casuale e il volervi
vedere una immagine o un'altra è fatto puramente
soggettivo. E' un poco come voler riconoscere una qualche
figura nelle nuvole nel cielo.
Riporto come esempio le stelle che costituiscono due
costellazioni zodiacali, il Cancro ed il Leone:

e sfido
chiunque a mettersi ad osservare il cielo ed a riconoscere
tali costellazioni. Nel caso lo facesse, sarebbe di
interesse scoprire se per caso, guidando opportunamente una
matita non possa uscire una costellazione Sagittario, o
Vergine distesa o Ferrari (tanto per aggiornare lo Zodiaco).
Inoltre le stelle non sono, come si credeva, tutte su di una
superficie sferica per cui si potrebbe in qualche modo
pensare ad una loro unità reale; esse si trovano a distanze
assolutamente differenti dalla Terra e non costituiscono
nessuna unità. Ma vi è ancora di più. Volendo proprio
seguire il filo di tali ragionamenti si scopre che il Sole
ha una tredicesima costellazione su cui risulta proiettato:
si tratta di Ofiuco che si conosceva ma che fu fatta notare
dall'astronoma inglese J. Mitton nel 1995. Ma tale
costellazione, perché insignificante (per chi?) e perché
complicante i calcoli (12 mesi e dodici costellazioni
funziona meglio che con 13 costellazioni)è stata
tranquillamente messa da parte. Prima di proseguire fornisco
quindi le "vere" costellazioni zodiacali:
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I
SEGNI DEL VERO ZODIACO |
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Capricorno |
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dal
19 gennaio |
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al
15 febbraio |
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Acquario |
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dal
16 febbraio |
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all'11
marzo |
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Pesci |
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dal
12 marzo |
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al
18 aprile |
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Ariete |
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dal
19 aprile |
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al
13 maggio |
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Toro |
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dal
14 maggio |
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al
20 giugno |
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Gemelli |
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dal
21 giugno |
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al
19 luglio |
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Cancro |
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dal
20 luglio |
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al
19 agosto |
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Leone |
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dal
20 agosto |
|
al
15 settembre |
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Vergine |
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dal
16 settembre |
|
al
30 ottobre |
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Bilancia |
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dal
31 ottobre |
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al
22 novembre |
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Scorpione |
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dal
23 novembre |
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al
29 novembre |
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Ofiuco |
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dal
30 novembre |
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al
17 dicembre |
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Sagittario |
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dal
18 dicembre |
|
al
18 gennaio |
|
E' imbarazzante, dopo che ci hanno spiegato che
l'essere nati lì con quell'ascendente là implica un
certo carattere, un certo modo di essere, scoprire che
siamo diversi e che non è vero che siamo chiusi ed
ombrosi ma aperti e ridanciani.
Ma poi i pianeti che, per cominciare, non hanno nessuna
relazione con stelle o costellazioni. Ad essi vengono
assegnate caratteristiche ancora completamente
arbitrarie ed affermare, ad esempio, che Marte è nel
Leone è pura follia: non esiste il Leone e Marte non è
da nessuna parte se non sospeso in un'orbita che, dalla
Terra, lo fa vedere in un luogo e dalla Luna in un altro
(forse nella Vergine) e così via da qualunque altro
punto del sistema solare. Alla fine ci si chiede: dov'è
Marte?
Il moto retrogrado dei pianeti gioca un ruolo
importante nell'astrologia. In cosa consiste? Nella
loro orbita intorno al Sole, vista dalla Terra,
qualche pianeta ogni tanto non segue il suo moto in
una precisa direzione di rotazione. Esso, sempre
osservato dalla Terra, avanza nel suo moto ordinario
poi, ogni tanto torna un pochino indietro per
riprendere successivamente la sua marcia ordinaria.
Straordinario, per chi non conosce il sistema
copernicano ed è ancora legato alla Terra immobile.
Gli effetti della retrogradazione nascono proprio dal
fatto che anche la Terra è in moto e quindi assegnare
a questo fatto un qualche significato è veramente da
sciocchi. Vediamo l'esempio di un moto retrogrado, per
capire meglio.



Nella prima figura (tratta da Kuhn) vediamo la
traiettoria del Sole proiettata sulle costellazioni
dell'Ariete e del Toro. Nella seconda (idem)
vediamo, in date diverse, la traiettoria del pianeta
Marte visto dalla Terra. Nella terza invece (tratta
dal mio libro "La Relatività da Aristotele a
Galileo") si fornisce la spiegazione grafica
del moto retrogrado sia per un pianeta superiore
(Marte)che per un pianeta inferiore (o Venere o
Mercurio). Ora l'astrologia afferma che, quando il
moto è regolare, ("stazionario") allora
si hanno degli effetti; quando è retrogrado se ne
hanno degli altri: se Venere è stazionaria tutti
gli amanti sono felici: sorgono grossi problemi se
Venere è retrograda; se Marte è stazionario si è
vincenti, altrimenti poveri noi.
Ma vi sono altre perle da infilare nella collana.
Tutto l'apparato "astronomico"
dell'astrologia è lo stesso da secoli, mentre
l'universo è cambiato e, per quel che ci
riguarda, sono cambiate le posizioni reciproche di
costellazioni, pianeti, Sole e stelle varie. Uno
dei fenomeni che riguardano il moto della Terra
intorno al Sole è la precessione degli equinozi.
Esso, scoperto nel II secolo a.C. da Ipparco, non
è stato mai considerato dagli astrologi. Eppure
l'asse terrestre, a seguito della sua
inclinazione, della Terra che non è una sfera
perfetta, dell'attrazione lunare, di quella del
Sole e degli effetti gravitazionali dovuti a tutti
i pianeti, si sposta in modo che, ad
esempio, il Polo Nord (ma anche il Polo Sud)
compie una rotazione completa in circa 24 000
anni. E' questo il motivo per cui oggi non è più
la Polare, la stella indicante il Nord, ma la Ursa
Minoris; ciò fino al 2 880 quando il Nord sarà
indicato dalla Draconis, infine nel 24 000 da
Vega.
Ebbene tutto ciò comporta che la proiezione del
moto del Sole sulle costellazioni dello Zodiaco,
avvenga in modo da essere proiettato su
determinate costellazioni in tempi diversi da
quelli che furono fissati nell'antichità. E'
divertente notare che gli astrologi definiscono
coraggioso un uomo nato nel segno del Leone. Ma
ora i segni zodiacali, dopo almeno 2 000 anni,
sono tutti scivolati all'indietro di una
posizione e ciò comporta che quest'uomo è nato
in realtà nel segno del Cancro. P. Couderc, uno
studioso francese che ha distrutto molti miti
fantastici e superstiziosi, si chiede che
relazione vi sia tra un granchio ed il coraggio.
Altra considerazione riguarda gli oroscopi che
impunemente si sono fatti per circa 2000 anni.
Come era possibile se pianeti così importanti
come Urano (scoperto nel 1781), Nettuno (nel
1846) e Plutone (nel 1930) non erano stati
ancora scoperti? E poi gli asteroidi, i
satelliti dei diversi pianeti proprio non
hanno influssi? Ne siamo sicuri? E perché no?
Eppure, nei manuali di astrologia (ad esempio:
M. Gauquelin) si leggono queste
caratteristiche possedute dai vari pianeti
(includendo Sole e Luna):
LUNA è preposta all'infanzia,
alla digestione e alle mestruazioni. Dispensa
un carattere sensibile, emotivo,
impressionabile, influenzabile, sognatore ,
capriccioso, poetico, pigro, debole [caspita!
n.d.r.].
MERCURIO governa l'adolescenza, il
sistema nervoso, la respirazione. Dispensa un
carattere adattabile, flessibile, abile,
accurato, ingegnoso, raffinato, mutevole,
vario, instabile, versatile, malizioso.
VENERE governa la prima
giovinezza, il sistema genitale-urinario.
Dispensa un carattere vivace, allegro,
divertente, affabile, dolce, sensibile,
elegante, attraente, amante, frivolo.
SOLE governa la giovinezza (dai 20
ai 30 anni), la produzione di calore
nell'organismo, l'apparato cardiocircolatorio,
la vista, il cuore, il cervello. Dispensa un
carattere altero, magnanimo, aristocratico,
poderoso, generoso, sincero, a volte
orgoglioso.
MARTE governa l'inizio della
maturità, la muscolatura, le pulsioni ed il
tropismo. Dispensa un carattere energico,
robusto, coraggioso, virile, combattivo,
svelto, franco, impulsivo e tirannico.
GIOVE governa la maturità (i
sessanta), il fegato, il sangue, le gambe.
Dispensa le capacità astrattive e creatrici,
l'idealismo (?), il senso comune, il senso
dell'organizzazione, della disciplina e del
dovere, l'autoritarismo insieme alle capacità
di essere un buon amministratore.
SATURNO governa la vecchiaia, lo
scheletro, la pelle. Dispensa un carattere
introverso, riservato, prudente, paziente,
riflessivo, tranquillo, profondo, stabile,
serio, fedele, malinconico. Dà propensione al
pessimismo, all'egoismo ed alla solitudine.
URANO governa l'erezione, il
mandare delle cose nel corpo e l'espellerle
[certo che prima della metà del '700 vi erano
una montagna di problemi e di natalità, di
digestivi e lassativi, n.d.r.]. Conferisce un
carattere sistematico nel concentrare gli
strumenti di cui si dispone e nel perseguire
un determinato obiettivo, un carattere forte,
indipendenza, singolarità, originalità,
eccentricità, cinismo, stravaganza. E' di
interesse notare che gli astrologi assegnano a
questo pianeta cose che nascono da quando il
pianeta è scoperto: tecnicismo, progresso,
riforme, macchinismo, industria, trust,
capitalismo, imperialismo, fascismo e
dittatura.
NETTUNO governa l'indistinguibilità, la
confusione, la disposizione a raggrupparsi in
movimenti di massa. Fornisce un carattere
ipersensibile, molto emotivo, impressionabile,
sfumato, incerto, impreciso, caritatevole,
masochista, chimerico, utopico ed idealista.
Anche qui gli astrologi hanno aggiornato i
cataloghi ed hanno assegnato a questo pianeta:
movimenti di massa, anarchia, demagogia, ,
scandali, caos, rivoluzione, sindacalismo,
democrazia, socialismo, comunismo [ultimamente
Nettuno deve essere scomparso dal cielo,
n.d.r.].
PLUTONE governa l'ombra e
l'invisibile. Esprime il lato demoniaco della
vita ed ha relazioni con istinti aggressivi
profondi, quelli della morte. Riguarda grandi
distruzioni, paure, sacrifici. Ha a che fare
con magia, astrologia, alchimia ed ogni
pratica eterodossa. Si assegna a questo
pianeta il Ku Klux Klan, la sessualità (?),
il nazismo, lo spionaggio, la bomba atomica [a
questo punto sembra quasi certa la scoperta di
un altro pianeta che dà indizi di sé dalle
perturbazioni dell'orbita di Plutone; quasi
certamente vi saranno affibbiate la
globalizzazione, le Twin Towers, il
berlusconismo, la TV, n.d.r.].
Insomma poiché la vita chiudeva con
Saturno, i nuovi pianeti non hanno più a
che fare con essa. Allo stesso modo non
c'entrano nulla con pezzi anatomici del
corpo, già esauriti con lo stesso Saturno.
Si è costruito un apparato completamente
privo di ogni riferimento, giustificazione,
senso e ragione. Nessuno spiega infatti le
cose che ho elencato e che devono essere
prese per buone anche se, nella loro
formulazione, hanno margini di
discrezionalità tali da fare entrare in
esse ogni possibile ciarlatano ladro dei
soldi della gente che stupida (a questo
punto, direi proprio di si) si affida a loro
per sentirsi dire ciò che fa piacere.
Nel 1975, su The Humanist, 186
scienziati di fama mondiale hanno firmato
un manifesto contro l'astrologia in cui si
legge:
"In un'epoca di diffusa educazione
e conoscenza non dovrebbe proprio essere
necessario parlare di queste magie e
superstizioni. Ma dobbiamo constatare che
attraverso giornali, settimanali ed altri
mezzi di comunicazione la credenza
nell'astrologia viene oggi largamente
disseminata nelle nostre società. Questo
fatto può solo contribuire alla crescita
dell'irrazionale e
dell'oscurantismo."
Ma sono state fatte verifiche di qualche
tipo? Si è operato come per la verifica
sperimentale di una qualunque teoria?
Certamente e tutte queste verifiche sono
state con esito assolutamente negativo.
Ne ricordo qualcuna (si veda Selleri).
Il più noto studioso del problema è
l'astronomo francese Paul Couderc.
Egli si è preso la briga di fare una
indagine relativa ad una parte
dell'astrologia che trova d'accordo
tutti gli astrologi: quando Marte
passa nella costellazione dove il Sole
si trovava al momento della nascita,
le persone in tali condizioni sono
predisposte alla morte. Couderc si è
recato all'anagrafe del comune di
Parigi, ha preso le date di nascita e
di morte di migliaia di persone in
tale condizioni di nascita ed è
andato a vedere la data della morte,
se per caso corrispondesse o avesse
una qualche relazione con le
affermazioni dell'astrologia. Couderc
non ha trovato alcuna correlazione,
proprio niente. le morti avvenivano a
caso come per ciascuno di noi.
Sempre in Francia, la rivista Science
et Vie ha messo su uno
smascheramento plateale. Al famoso
astrologo che chiedeva solo qualche
dato da inviare per posta per avere
degli oroscopi affidabili e
realizzati con il computer, la
rivista ha inviato i dati di dieci
famosi criminali cambiando solo i
loro nomi ed indirizzi. Le risposte
furono tutte esaltanti per queste
persone. Il più noto tra i dieci
criminali, tale Marcel Petiot
(condannato per 27 assassinii), ebbe
un oroscopo che diceva:
"carattere
adattabile, ..., tendenza
all'ordine, al controllo, alla
misura. Natura ben inserita nelle
norme sociali ... provvista di un
confortevole senso morale.
Sensibilità elettrizzante d'amore
universale".
Il fisico J. McGerevey ha studiato
date di nascita e scelte di vita
di 6 000 politici e 17 000
scienziati. Egli cercava di
trovare corrispondenze tra le
pretese disposizioni astrali e
ciò che era accaduto in realtà..
Nessuna correlazione era presente.
Analogo esperimento ha fatto
l'astronomo J.B. Bok su
ingegneri, preti, industriali,
banchieri, medici, letterati.
Esito totalmente negativo. Non
si è trovata neppure una sola
correlazione tra le supposte
predisposizioni ed i dati della
realtà.
Da ultimo cito solo il caso di
Farnsworth che approfondì
date di nascita e biografie di
oltre 2000 musicisti e pittori
affermati. Tutti questi
artisti erano nati
indifferentemente in tutte le
costellazioni. La Bilancia che
dovrebbe presiedere alla
creazione artistica non era
più rappresentata del
Capricorno.
Alle
origini note dell'alchimia
Per quanto si voglia far
risalire ogni pratica
magica, ogni superstizione o
mistero all'antico Egitto, e
per quanto anche con
l'Alchimia succeda lo stesso
con una discendenza da tal
Hermes Trimegisto (che
secondo la leggenda sarebbe
dovuto essere il dio Toth e
per capire "chi
è" rimando all'altro
articolo pubblicato nel sito
su "Magia e Scienza nel
Rinascimento
italiano"), i primi
testi manoscritti di
carattere alchimistico
provengono da Alessandria,
sono redatti in greco e si
possono situare tra il 2°
ed il 5° secolo d.C., agli
inizi dell'era
cristiana.
Naturalmente le pratiche
artigiane alla base degli
sviluppi dell'alchimia
hanno certamente più di 5
000 anni. Le arti
dei vasai di terracotta
hanno originato il mito
del dio forgiatore
dall'argilla i primi
fabbri hanno creato i miti
degli dei forgiatori di
ferro (Efesto). Ogni
pratica lavorativa era, da
una parte, mantenuta
segreta per ragioni di
sopravvivenza. Dall'altra
le supposte meraviglie
prodotte da tali pratiche
creavano aloni magici
intorno ad esse fino ad
arrivare addirittura alla
invenzione di dei. Così
alla primitiva alchimia
che altro non era che la
lavorazione di materiali
si è sovrapposta una
pratica che doveva avere
dentro di sé la facoltà
di farci avvicinare a Dio.
E così le applicazioni
pratiche diventavano
sempre più marginali per
lasciar posto alle
manipolazioni finalizzate
a realizzare effetti di
tipo soprannaturale. Una
esemplificazione di come
le prime pratiche
metallurgiche fossero in
sé ritenute come dei riti
sacri e quindi per nulla
disgiunte dal sacro,
dall'avvicinamento agli
dei è in una tavoletta
proveniente dalla
biblioteca di Assurbanipal
(VII secolo a.C.).
Leggiamo:
"Se
tu vuoi porre le
fondamenta di un forno
da minerale, scegli un
giorno appropriato in un
mese favorevole e posa
le fondamenta del forno.
Non appena si è
orientato il forno e tu
ti sei messo all'opera,,
metti gli embrioni
divini [gli ingredienti
della fusione, n.d.r.]
nella camera del forno,
- nessun crogiolo deve
entrarvi, nessuna cosa
impura deve essere posta
davanti ad essi, -
cospargi davanti ad essi
il sacrificio consueto.
Se tu vuoi mettere il
minerale nel forno,
offri un sacrificio
davanti agli embrioni
divini, metti un
bruciaprofumi con del
cipresso, cospargi la
bevanda fermentata,
accendi il fuoco sotto
il forno, e poi
introduci il minerale
nel forno. Le persone
che ammetterai vicino al
forno devono prima
purificarsi, e solo dopo
potrai lasciare che si
avvicinino al forno. Il
legno che tu brucerai
nel forno sarà un
grosso gelso, un tronco
scorticato, che non
abbia fatto parte di una
zattera, e che sia stato
tagliato nel mese di ab
[luglio-agosto, n.d.r.];
è questo legno che va
impiegato nel tuo
forno."
Questa è un poco la
vicenda di tutte le
superstizioni, anche
della stessa astrologia
già vista. Lì si
partiva da osservazioni
astronomiche legate alla
misura del tempo, alla
semina, al raccolto,...
e poi da quel primitivo
impegno a cui dobbiamo
essere enormemente grati
sono venute fuori le
sciocche degenerazioni
cui abbiamo accennato.
In tal senso
l'alchimia si colloca
su di un piano più
propizio al ciarlatano
di quanto non lo sia
l'astrologia. Qui si
può intervenire sulla
persona. Si può
manipolare. Con gli
astri vi è un
determinismo che può
essere modificato solo
dalle parole del
ciarlatano medesimo.
Il tutto nasce sempre
da questioni legate
principalmente alla
salute e quindi al
desiderio d'amore. Ma
la salute, il
benessere di un
figlio, queste vicende
sono i ventri in cui
crescono queste male
piante. Compresa ogni
superstizione, la
magia e perfino la
religione.
Ancora oggi
sopravvive una
presunta alchimia,
anche se come nome
è piuttosto
desueta, nelle
pratiche di alcuni
maghi, in certe
strane pozioni, nei
filtri d'amore e
cose di questo
genere.
Magia
come sovrapposizione
di religione e
scienza
Entrare nel mondo
della magia è
finire in un buco
nero. Indico qualche
capitolo che
occorrerebbe
investigare, tanto
per capire il senso
di ciò che ho
detto:
1)
Guaritori
2)
Indovini
3)
Erbe curative
4)
Animali curativi
5)
Preghiere
6)
Benedizioni
7)
Scongiuri
8)
Amuleti
9)
Talismani
10)
Stregoneria
11)
Divinazione
12)
Illusionismo
13)
Oggetti magici
14)
Magia astrale
15)
Astrologia ed
alchimia a cui
abbiamo già
accennato.
Mi sembra si
capisca che qui
occorrerebbe
rivisitare la
storia
dell'umanità. E'
praticamente
impossibile
riuscire a seguire
tutti i filoni
suddetti ed i loro
intrecci effettivi
e possibili.
A me interessa
invece ricercare
alcune cose che
sono della
magia, sono
della
superstizione e
ritroviamo
tranquillamente
all'interno, ad
esempio, della
religione
cristiana ed in
particolare in
quella
cattolica.
Se
non si parla di
cristianesimo
non si capisce
il seguito della
storia
Vi fu
un'epoca in
cui si
susseguirono
condanne, con
motivazioni
magari
discutibili,
delle pratiche
che, più in
generale,
chiamerò
superstiziose.
E' comunque un
fatto che oggi
la
superstizione
è tollerata
anche e forse
soprattutto
all'interno
della Chiesa.
il fatto è
che, da un
certo punto in
poi, è
difficile
distinguere le
superstizioni
dalle reliquie,
dai miracoli,
dal culto
dei santi,
dalle statue
e le immagini
religiose. Questi
intrecci
nascono
proprio
perché sia le
superstizioni
che la
religione
nascono nello
stesso seno:
in un ambito
di cultura
popolare a
volte definita
benevolmente
folcloristica.
Già nella
Roma classica
(Cicerone) si
tentò la
distinzione
tra
superstizione
e religione.
Quest'ultima
aveva una sua
dignità, un
desiderio di re-legere,
di mettere
insieme,
piuttosto che
quello di super-stare,
essere unico
testimone. La
superstizione
era quindi
concepita come
una forma
pervertita di
religione
soprattutto
per quel
prefisso super
.
Il bagaglio
delle
superstizioni
passò alla cultura
(?) cristiana
e troviamo
il
convertito
Lattanzio
(300 d.C.)
come il
primo che ci
lascia degli
scritti in
proposito.
Si cambia il
senso dei
termini. Da
quelli
ciceroniani
riportati si
passa a
religio come
re-ligare e
cioè ad
"unire
di
nuovo",
la
superstizione
è invece
intesa come
chi venera i
morti per
sopravvivere
ad essi. La
religione
risulta ora
opposta alla
superstizione:
quest'ultima
è una
eredità del
mondo
pagano. Si
arriva ad
affermazioni
del tipo:
"La
religione è
il culto del
vero Dio, la
superstizione
del
falso".
Delle cose
importanti
contro la
superstizione
vennero
dette da
S.
Agostino
(400 d.C.)
e tutte
facevano
riferimento
al primo
comandamento
(Non avrai
altro Dio
fuori di
me). La
superstizione
è un
sopravvivere
del
paganesimo
e
dell'idolatria
e va
condannata
ogni forma
di
adorazione
non della
divinità
ma, ad
esempio,
degli
oggetti o
delle
immagini
che la
rappresentano.
Ma
Agostino
assegnò
il male
della
superstizione
all'influenza
dei demoni
e così
fece
nascere un
intreccio
prima
inesistente
(lo stesso
serpente
della
Bibbia non
è un
demone,
sarà
individuato
come tale
solo più
tardi.),
intreccio
che
porterà,
ad
esempio,
alla
"caccia
alle
streghe".
Gli
spiriti
maligni
esistevano
nelle
culture
greca,
romana e
giudaica.
I primi
pensatori
cristiani
trasferirono
tali
credenze
incanalandole
nei
demoni,
esseri
malefici.
Il
Diavolo,
Satana,
contraltare
di Dio ed
in perenne
lotta con
esso, ha
una
valenza
molto
superiore
ai demoni
di cui si
parlava
nell'antichità
classica.
Il Diavolo
è di
epoca
Scolastica.
I più
semplici
demoni
vengono
anche
descritti
da
Agostino:
essi hanno
una grande
esperienza
ed un
enorme
conoscenza,
sono
velocissimi
e capaci
di
ingannare
chiunque,
sono così
sottili
che si
possono
infilare
ovunque
(anche nel
corpo e
nello
spirito
dell'uomo),
sono
capaci di
prevedere
il futuro,
hanno
grandissima
abilità
tecnica
(con cui
"fabbricano"
le loro
macchinazioni)
ma non
possono
"creare",
possono
fare
ammalare,
possono
provocare
allucinazioni
o visioni
speciali
all'uomo
particolarmente
nei sogni.
Le vittime
di questi
demoni
sono gli
uomini,
particolarmente
quelli
"deboli".
Per
curiosità
si possono
citare le
"superstizioni
che
condannava
Agostino:
"invocazioni
ed amuleti
di
qualsiasi
tipo per
mettersi
in
contatto
con esseri
occulti
(naturalmente
è
sottinteso
"malefici")";
l'astrologia; gli
orecchini
(?); gli
anelli di
ossicini
di struzzo
(?); il
prendersi
il pollice
sinistro
con la
mano
destra
quando si
ha il
singhiozzo;
il credere
che le
amicizie
siano
minacciate
dal fatto
che uno
inciampi
su un
sasso, un
cane o un
bambino;
il tremare
quando i
topi si
sono
mangiate
le scarpe;
il
rimettersi
a letto
quando,
alzatisi,
si
starnutisce;
la
credenza
nelle
fate;....
Come si
può
vedere
sono cose
oggi del
tutto
desuete
(?) ma
mostrano
credenze
che in
certe
epoche
nascono e
si
mantengono
fino al
punto che
uno come
Agostino
debba
dedicarvi
tanto
tempo. Ma
questo era
Agostino.
Cosa
accadeva
tra i
cristiani
comuni?
Semplice
paganesimo,
idolatria,
con
qualche
pezzo
addirittura
macabro.
Intanto
inventarono
santi in
quantità
(i martiri
erano
perfetti).
Ognuno
addetto
alla
protezione
di
qualcosa
(le
malattie,
i problemi
familiari,
i furti,
le
perdite, i
viaggi),
di modo
ché si
ricostruì
la serie
degli dei
aggiungendone
moltissimi.
In più i
capi di
quella
Chiesa,
particolarmente
a
Roma,
"inventarono"
il culto
ed il
commercio
delle
reliquie
vere o
false che
fossero
(ed a lato
di queste,
delle
storie
tanto
fantastiche
quanto
sciocche).
Poiché
molti non
sanno,
occorre
raccontare
di qualche
reliquia
e, nel
farlo,
ricordare
ciò che
Agostino
sosteneva
a
proposito
degli
amuleti.
Occorre
ricordare
che
all'inizio
della
cristianità
non vi
erano
facili
comunicazioni
e che
nessuno
riusciva
a
confrontare
la
ripetizione
di molte
reliquie.
Così,
ad
esempio,
solo da
poco
sappiamo
che si
conservano
i denti
di Santa
Apollonia
in oltre
200
santuari,
si hanno
due
teste di
San
Giovanni,
trenta
chiodi
della
crocifissione
di Gesù
e 24
prepuzi
dello
stesso
Gesù
provenienti
dalla
circoncisione.
Cominciamo
da una
storia
fantastica.
Tutti
sanno
che la
casa
di
Maria,
madre
di
Gesù,
se ne
andò
dalla
Palestina
per
venire
in
Italia,
a
Loreto
(primo
secolo
d.C.).
Pochi
sanno
che,
nel
tragitto
(immagino
in
volo
sul
Mediterraneo),
un
pezzo
di
questa
casa
(ed
una
immagine
di
Maria:
anche
qui
deduco
che si
usasse
tenere
in
casa
quadri
rappresentanti
la
propria
immagine)
si
separò
per
andarsene
in
Spagna,
a
Zaragoza.
Questo
è il
motivo
per
cui in
questa
città
vi è
il
santuario
della
Virgen
del
Pilar,
che
vuol
dire
Vergine
del
Pilastro
o
Colonna.
Ma che
c'entra
un
pilastro
con la
Vergine?
E' uno
dei
pilastri
della
sua
casa
staccatosi
per
venire
a
benedire
la
santa
terra
di
Spagna!
Tanto
santa
che,
oggi,
in
Spagna,
si
venerano
più
di 50
000
Vergini
dai
nomi
più
diversi.
La
stessa
Chiesa
ormai
ammette
che vi
erano
delle
divinità
orientali
che
dovevano
essere
recepite:
Artemide
di
Efeso
ed
Iside.
Queste
divinità
vennero
introdotte
in
Europa
attraverso
le
popolazioni
orientali
che
misero
loro
basi
in
tutto
l'arco
che va
dalla
Spagna
del
Sud
alla
Liguria.
Il
proliferare
di
Madonne
Nere e
per di
più
con
tratti
orientali
(Madonne
che
poi si
diffusero
nel
resto
d'Europa)
ne è
la
prova.
Già
che
parliamo
di
Maria
ed
abbiamo
accennato
alla
questione
della
sua
verginità
è
intanto
interessante
osservare
che
Agostino
spiegava
il
tutto
ipotizzando
che
Gesù
fosse
nato
da
un
suo
orecchio
e
poi
vorrei
comunicare
ai
credenti
che
Immacolata
Concezione
(dogma
dovuto
all'ineffabile
Pio
IX)
non
vuol
dire
Vergine
Immacolata,
ma
Concepita
senza
peccato
originale
(en
passant,
tanto
perché
vi
sono
molti
credenti
che
non
sanno
neppure
in
cosa
credono).
Ma
sulle
reliquie
di
Maria
vi
sono
cose
quantomeno
raccapriccianti.
Si
conservano
in
vari
posti
(essenzialmente
Spagna
ed
Italia)
suoi
peli
(sic!).
In
altri
luoghi
gocce
del
suo
latte,
di
quello
cioè
del
suo
seno
( e
Maria
doveva
essere
una
grande
dispensatrice
di
latte
perché
svariato
è
quello
che
si
conserva)
!
Poi
si
conservano:
una
sua
camicia,
dei
veli,
le
impronte
dei
suoi
piedi
e la
terra
che
fu
calpestata
dall'Angelo
nell'Annunciazione.
Non
ve
ne
sono
molte
di
reliquie
di
Maria
per
quel
fatto
che
il
suo
corpo
è
stato
assunto
in
cielo.Vedremo
in
dettaglio
la
vicenda
delle
reliquie
ma
intanto
riflettiamo
su
ciò
che
diceva
Agostino
e su
questo
fenomeno
che
sa
più
di
malattia
mentale
che
non
di
fede.Lo
stesso
culto
di
Maria
è
assolutamente
spropositato
ed
una
invenzione
delle
gerarchie
per
riprendere
il
culto
di
Iside.
La
madre
di
Gesù
è
citata
nei
Vangeli
solo
quattro
volte
e
sempre
di
sfuggita.
Le
due
volte
che
Gesù
la
chiama
si
rivolge
a
lei
con
"donna"
e
non
con
"madre".
Insomma
una
immagine
femminile
aggiustata
alla
perfezione,
che
vuol
dire
"concepire
vergine",
indispensabile
ad
affiancare
i
maschietti
che
la
fanno
da
padrone
(questa
visione
completamente
antifemminista
non
è
certamente
di
Gesù
che
sempre
si
rivolge
alle
donne
senza
alcuna
preclusione,
ma
del
misogino
-
perché
fisicamente
orrendo
? -
Paolo).
Altro
è
il
ruolo
di
Maria
nei
Vangeli
apocrifi.
Si
descrive
la
sua
vita.
E'
donna
di
famiglia
benestante,
ha
una
buona
educazione,
è
madre
severa
con
quel
discolo,
anche
un
poco
assassino
del
suo
piccolo
Gesù
(ammazza
con
uno
sguardo
altri
bambini
solo
perché
lo
deridono),....
Ma
è
stata
la
Chiesa
stessa
che
ha
deciso
quali
Vangeli
fossero
autentici
e
quali
no.
Ed
ecco
l'uso
che
in
seguito
è
stato
fatto
di
quella
Vergine,
a
protezione
dello
stesso
clero
e
dei
regnanti:

Solo
una
nota
occorre
qui
aggiungere
e
relativa
alla
Chiesa
Paolina.
Spesso
si
crede
che
la
Chiesa
che
conosciamo
discenda
dagli
insegnamenti
di
Gesù.
Tutti
sanno
che
i
primi
testi
cristiani
non
furono
i
Vangeli
ma
le
lettere
di
Paolo
e
che
tra
Paolo
e
Pietro
vi
furono
lotte
furibonde.
Il
fatto
è
che
il
primo,
contrariamente
al
secondo,
intravede
una
Chiesa
vendicativa,
che
maledice,
che
condanna
e
che
uccide
a
fil
di
spada.
Ed
è
stata
questa
la
Chiesa
che
si
è
affermata,
non
certamente
quella
discendente
da
Cristo
e
quindi
cristiana.
Ecco
questo
costume
delle
maledizioni
è
perfettamente
riconducibile
alla
magia
e la
distinzione
tra
sacro
e
profano
potrà
commuovere
il
credente
ma
in
nessun
caso
chi
vede
con
distacco
tutto
ciò.
Passiamo
allora
alle
reliquie
di
Gesù.
Sembra
accertato
che
fino
al
terzo
secolo
d.C.
nessuno
si
fosse
preoccupato
di
conservare
qualcosa
che
riguardasse
il
corpo
o
la
vita
di
Gesù.
Ma
iniziò
un
periodo
di
importanti
richieste
sul
mercato
con
offerte
favolose,
tanto
importanti
da
indurre
i
potentati
ecclesiastici
dell'epoca
a
fabbricarne.
Se
così
non
fosse
stato
non
si
spiegherebbe
un
proliferare
così
imponente
di
tali
reliquie.
La
giustificazione
la
si
rintracciava
nella
Bibbia
(cosa
non
si
trova
in
quel
libro
straordinario
che
letto
con
attenzione
ha
molti
passaggi
un
poco
osceni
e
che
è
stato
completamente
falsificato
da
due
ricercatori
ebrei
dell'Università
di
Tel
Aviv
in
un
lavoro
uscito
a
fine
marzo
2002):
i
resti
di
Giuseppe
furono
trasportati
dall'Egitto
per
essere
sepolti
in
Palestina
(una
reliquia
intera!);
il
mantello
di
Elia
aveva
permesso
di
separare
le
acque
del
Giordano;
un
osso
di
questo
profeta
aveva
fatto
resuscitare
una
persona;
un
malato
si
curò
al
solo
toccare
il
mantello
di
Gesù.
Una
delle
prime
pellegrine
verso
i
luoghi
santi,
suor
Egeria,
riuscì
(IV
secolo
d.C.)
a
vedere
la
pietra
su
cui
Mosè
circa
3000
anni
prima
ruppe
le
Tavole
della
Legge
e
vide
anche
il
cespuglio
che
continuava
ad
ardere
senza
bruciare.
Suor
Egeria
stupì
nel
vederlo
ancora
germogliare
(e
noi
a
sentire
queste
commoventi
storie).
In
ogni
caso,
alla
fine
del
secolo
IV,
già
si
disponeva
del
nucleo
principale
delle
reliquie
di
Gesù:
-
la
Vera
Croce
(Santa
Elena,
madre
di
Costantino
il
Grande,
ebbe
molto
a
che
vedere
con
la
romanzesca
vicenda)
-
i
chiodi
(anche
qui
Santa
Elena
che,
andando
per
mare
ed
incontratasi
con
una
tempesta,
tirò
uno
dei
chiodi
in
mare
che
immediatamente
si
calmò;
con
gli
altri
due,
fusi,
fece
fare
un
freno
per
il
cavallo
ed
un
rinforzo
per
l'elmo
del
figliolo;
nonostante
ciò
ne
sono
spuntati
altri
27
tra
cui
quelli
di
Santa
Croce
in
Roma
e
quello
di
Milano)
-
la
colonna
della
fustigazione
Il
secolo
seguente
si
aggiunse:
-
la
corona
di
spine
ed
il
secolo
successivo:
-
la
lancia
-
il
bastone
che
gli
dettero
come
scettro.
Nel
VII
secolo,
san
Giovanni
Damasceno
faceva
un
elenco
di
reliquie
di
Gesù
in
cui
aggiungeva
a
quelle
ora
dette,
i
Luoghi
Santi
come:
il
Monte
Sinai,
Nazareth,
Betlemme,
il
monte
Sion,
il
bosco
degli
ulivi,
il
giardino
dei
Getsemani,
il
sepolcro,
la
pietra
che
chiudeva
il
sepolcro,
e:
-
la
spugna
con
cui
gli
fecero
bere
fiele
ed
aceto
-
parti
della
mangiatoia
dove
nacque
Gesù
-
il
vestito
-
la
tunica
-
le
tele
sepolcrali
tra
cui
la
dimostrata
falsa
"Sacra
Sindone"
(oltre
alle
altre
decine
di
tali
"Sindoni"
esistenti:
tra
cui
quelle
di
Costantinopoli,
di
Besançon,
di
Gerusalemme,
di
Aquisgrana.
di
Cadouin,
di
Cahors,
di
San
Cornelio
a
Campiègne,
di
Halberstadt,
delle
26
italiane
-Bitronto,
Santa
Teresa,
San
Giuseppe
de
Monti
a
Ponti
Rossi
-,
delle
18
spagnole,
ed
un
lungo
eccetera
-
le
bende
-
a
tutte
queste
non
si
è
mai
aggiunto
il
Santo
Graal,
restando
nell'ambito
delle
favole
di
Re
Artù
(anche
se
molte
chiese
e
santuari
lo
mantenevano
e
lo
mantengono
tranquillamente
esposto:
Valencia,
Gerona,
Ciudad
Real,
Oviedo,
Lugo,...).
A
questo
proposito
(Santo
Graal)
vi
sono
varie
leggende
che
dettero
poi
vita
a
sette
religiose
che
furono
perseguitate
dalla
Chiesa
di
Roma
come
eretiche.
In
particolare
il
Santo
Graal
non
era
altro
che
la
persona
di
Maria
Maddalena,
sposa
di
Gesù
che,
dopo
la
sua
morte,
emigrò
nel
Sud
della
Francia
dove
dette
vita
ad
una
comunità
che
venerava
Gesù.
Maria
Maddalena
aveva
quindi
trasmesso
le
sangre
real
(santo
graal)
alla
sua
comunità.
A
questo
punto
le
gerarchie
hanno
iniziato
una
catalogazione
delle
reliquie
relativamente
alla
loro
importanza:
-
Reliquie
insigni
(corpi
interi
e
teste)
-
Reliquie
non
insigni
notevoli
(una
mano
o
un
piede)
-
Reliquie
non
insigni
esigue
(un
dente,
un
capello)
E
vista
l'iniziale
scarsità
di
esse,
tanto
che
in
Oriente
e
non
solo
si
misero
su
vere
e
proprie
aziende
di
fabbricazione
di
reliquie
mai
andate
in
crisi
per
difetto
di
domanda,
il
Vescovo
Vitricio
di
Rouen
affermò
che
non
vi
era
nessun
male
a
suddividere
le
reliquie
in
pezzi
sempre
più
piccoli
in
modo
che
tutti
potessero
usufruirne
visto
che
in
ogni
minimo
pezzo
risiede
la
stessa
forza
che
nell'unità
intera.
Per
far
fronte
alla
scarsità
di
reliquie
si
iniziarono
ad
individuare
frati
in
odore
di
santità
ed
a
"promuoverli"
come
tali
per
depredare
poi
tutti
i
loro
averi
e
farne
commercio.
Naturalmente
la
prima
cosa
che
era
sottratta
era
il
cadavere
medesimo.
Questo
cadavere
veniva
poi
suddiviso
in
tanti
pezzi
per
accontentare
tutti
i
vari
postulanti.
Di
Santa
Teresa
d'Avila,
ad
esempio,
si
conoscono
oltre
700
pezzi:
un
vero
spezzatino
orrendo!
Vi
erano
poi
furti
e
commerci
illeciti.
Anche
la
corruzione
intervenne
ai
massimi
livelli
per
fare
santi
strani
ed
oscuri
personaggi.
Un
"cacciatore"
famoso
di
reliquie
fu
Sant'Ambrogio
(IV
secolo),
anticipando
il
carattere
commerciale
ed
imprenditoriale
della
città
di
Milano.
E
tutto
questo
fino
a
quando
non
si
autorizzò
da
parte
del
Papa
la
"replica"
delle
reliquie,
la
costruzione
cioè
di
copie
che
dovevano
però
prima
essere
messe
in
contatto
con
l'originale
per
avere
la
loro
efficacia.
Il
massimo
di
splendore
delle
reliquie
si
ebbe
con
le
Crociate.
Arrivarono
in
Europa
montagne
di
esse,
la
grandissima
parte
false
e
comunque
sempre
pagate
profumatamente.
Arrivò
anche
la
reliquia
di
una
pietra
con
l'impronta
del
piede
di
Gesù
che
prese
lo
slancio
(principio
di
azione
e
reazione)
per
elevarsi
al
Cielo
lasciando
evidentemente
l'impronta
dell'atto.
Ne
arrivò
un'altra
di
un
pezzo
di
tavolo
dove
si
era
fatta
l'ultima
cena.
Ma
la
cosa
spettacolare
fu
certamente
quella
dello
smeraldo
incastonato
nella
coppa
in
cui
Gesù
bevve
quando
istituì
il
sacramento
della
Messa.
I
poveri
pescatori
palestinesi
se
la
dovevano
passare
davvero
bene! A
questo
punto
un
solo
cenno
ai
Manoscritti
di
Qumran
(Mar
Morto)
scoperti
nel
1947.
La
storia
evangelica
sembra
essere
la
sovrapposizione
di
due
Gesù,
da
una
parte
il
Messia
dei
Guerrieri
Esseni
che
volevano
liberare
la
Palestina
da
Roma;
dall'altra
il
Messia
dei
sacerdoti
ebrei.
I
due
furono
arrestati
dai
Romani
(600
soldati
per
prendere
l'esseno
nell'orto
degli
ulivi!
e
solo
due
soldati
per
prendere
l'altro).
Del
Cristo
sappiamo
tutto
ciò
che
ci
hanno
fatto
sapere.
Ma
chi
era
l'altro?
Era
Barabba,
parola
che
in
aramaico
vuol
dire
"figlio
di
Dio".
Per
questo
il
popolo
di
Palestina
volle
la
liberazione
del
suo
Barabba.
L'altro
era
un
perturbatore
dell'ordine
pubblico
che
minacciava
l'integrità
del
Tempio
(le
autorità
romane
avevano
minacciato
i
sacerdoti
della
distruzione
del
Tempio
a
qualunque
tentativo
di
rivolta.
Su
questo
si
veda
Donini
in
bibliografia).
Su
Gesù
resta
solo
da
dire
della
scoperta
nel
1980
di
una
tomba
nella
periferia
di
Gerusalemme
risalente
a
circa
2000
anni
prima.
Su
di
essa
una
pietra
su
cui
erano
scritti
i
nomi
delle
persone
ivi
sepolte:
"Maria,
Giuseppe,
Gesù
figlio
di
Giuseppe,
e
Giuda
figlio
di
Gesù".
In
quella
tomba
vi
erano
le
ossa
di
tutti
coloro
che
erano
annunciati
sulla
pietra.
Qualcuno,
ignorante
in
questioni
teologiche,
tentò
subito
di
spacciare
quelle
ossa
come
le
massime
reliquie.
Poi
ci
si
ricordò
che
almeno
i
corpi
di
Gesù
e
di
Maria
furono
assunti
in
cielo...
Insomma,
purtroppo,
nessuna
reliquia
Interpellato
sulla
vicenda
delle
reliquie,
il
Concilio
di
Trento
decretò
che
non
è
indispensabile
la
veridicità
di
una
reliquia
per
venerarla.
La
cosa
fu
riaffermata
negli
anni
60
del
XX
secolo,
in
occasione
del
Concilio
Vaticano
II,
in
cui
si
scrisse:
"Seppure
in
alcuni
casi
la
reliquia
non
fosse
autentica,
i
fedeli
non
sbaglieranno
nel
loro
culto,
perché
lo
fanno
sempre
con
la
condizione
implicita
del
venerarla
come
se
fosse
vera".
Alle
vicende
delle
reliquie
che
dovrebbero
far
pensare
molto
sull'assegnare
virtù
taumaturgiche
a
degli
oggetti
occorre
aggiungere
la
proliferazione
dei
santi,
soprattutto
i
martiri
che
andavano
in
qualche
modo
a
colmare
i
vari
dei
dell'Olimpo.
Le
persecuzioni
da
parte
dell'Impero
di
Roma
contro
i
cristiani
furono
intense
ma
brevi
(iniziò
Nerone
nel
64
d.C.;
continuarono
gli
ebrei
in
Palestina
perché
ritenevano
i
cristiani
degli
eretici;
vi
fu
un'altra
fiammata
a
Roma
e
solo
in
alcune
Province
nell'anno
95
quando
i
cristiani
rifiutarono
di
riconoscere
la
divinità
dell'Imperatore;
Traiano
nel
112
stabilì
i
confini
entro
i
quali
i
cristiani
potevano
operare
senza
infrangere
la
legge
e
tra
questi
vi
era
appunto
il
non
negare
la
divinità
dell'Imperatore
(il
fatto
è
notevole
perché
si
eliminano
gli
arbitrii).
Le
cose
andarono
bene
per
tutto
il
secondo
secolo
con
le
uniche
testimonianze
di
un
accanito
sostenitore
dei
martirii
(Eusebio
di
Cesarea).
Ma
evidentemente
le
cose
non
dovevano
andare
come
Eusebio
sostiene
se
nel
200
vi
fu
un
editto
di
Settimio
Severo
in
cui
si
impediva
ai
cristiani
di
fare
proselitismo.
Altro
momento
di
attacco
fu
con
Decio
nel
250,
sempre
per
il
rifiuto
cristiano
di
riconoscere
la
divinità
imperiale.
Fino
al
303
tutto
filò
liscio
ma
per
il
solito
ostinato
motivo
iniziarono
le
persecuzioni
di
Diocleziano,
Costanzo
Cloro,
Galerio
che
toccarono
solo
le
zone
vicine
a
Roma.
Occorre
comunque
notare
che
i
cristiani
si
ammazzarono
anche
allegramente
tra
loro
con
violente
scomuniche
e
persecuzioni
verso
gli
eretici
(all'inizio
del
III
secolo,
Ippolito,
il
primo
antivescovo
di
Roma,
ne
elencava
già
32;
i
vescovi
Callisto
e
Cipriano
operarono
importanti
persecuzioni
verso
gli
"eretici").
Arriviamo
così
al
313,
all'Editto
di
Costantino
in
cui
tutto
finì
(meno
che
per
gli
eretici
ed
i
già
citati
ebrei
che
furono
attaccati
sempre
più
duramente.
Si
deve
comunque
notare
che
un
tale
fervore
"ortodosso"
non
colpì,
nei
primi
secoli,
i
pagani).
Quanti
furono
i
martiri?
Perché
la
Chiesa
ne
ha
costruito
un
fatto
enorme?
Secondo
Origene,
il
figlio
di
un
martire
e
testimone
dei
fatti,
"il
numero
dei
martiri
fu
piccolo
e
facilmente
contabile".
Origene,
nonostante
il
suo
essere
un
fervente
cristiano
non
poté
ambire
alla
santità
proprio
per
questa
testimonianza.
Vari
studi
si
sono
susseguiti
e
tutti
tendenti
a
capire
"gli
innumerevoli
martiri"
di
cui
parla
Eusebio.
In
uno
dei
casi
analizzati,
la
repressione
in
Palestina,
gli
studiosi
(De
Sainte
Croix)
hanno
contato
16
martiri
mentre
Eusebio,
al
di
là
delle
sue
farneticazioni,
non
è
riuscito
a
dare
il
nome
di
più
di
91
martiri.
Nelle
repressioni
in
Gallia
realizzate
da
Marco
Aurelio
(177),
Schneider
ha
contato
48
martiri.
Drews
in
un
ampio
ed
approfonditissimo
studio
ha
calcolato
che
il
numero
complessivo
dei
martiri
durante
tutti
gli
anni
delle
persecuzioni
non
supera
il
numero
di
1500
(in
tutti
e
tre
i
secoli
in
cui
vi
furono
tali
persecuzioni!
Si
consideri
che
in
periodo
medievale
i
cristiani
sterminarono
lo
stesso
numero
di
ebrei
anche
in
un
solo
giorno).
In
cambio
il
peggior
discredito
su
tutti
gli
imperatori
di
Roma
venne
dai
cristiani
i
quali
trovarono,
a
partire
da
Costantino,
le
molte
virtù
sue
(volevano
farlo
santo
ed
il
maggiore
fautore
della
cosa
fu
quell'Eusebio
di
cui
prima;
non
riuscirono
con
lui
ma
certamente
con
sua
madre
Elena)
e
di
coloro
che
seguirono.
La
Chiesa
iniziò
la
sua
tranquilla
ascesa
al
potere
con
il
tentativo,
riuscito,
di
sostituirsi
al
potere
dei
Cesari.
Le
sue
regole
furono
fissate
nel
Concilio
di
Nicea
(325)
nel
quale
si
decise
quali
testi
erano
accettabili
e
quali
fossero
apocrifi.
Inoltre
si
iniziarono
ad
individuare
eresie
da
perseguitare
con
tutti
i
mezzi.
Particolarmente
colpiti
furono
gli
ebrei
colpevoli
di
avere
ucciso
Gesù.
Essi
furono
quasi
sterminati
e
resi
completamente
schiavi
(la
conversione
poteva
salvare
loro
la
vita).
E
così
fu
per
tutta
la
evangelizzazione.
Il
potere
che
i
cristiani
acquisirono
li
portò
alla
totale
intolleranza
per
tutte
le
religioni
differenti
(che
pure
erano
perfettamente
tollerate
in
Roma).
Ogni
caduto
cristiano
in
questa
opera
di
repressione
in
tutto
il
mondo
romano,
era
un
martire,
un
santo.
Un
solo
episodio
drammatico
dovrebbe
rendere
ben
conto
del
clima
di
intolleranza
verso
tutto
e
tutti
instaurato
dai
cristiani:
la
distruzione
definitiva
della
Biblioteca
di
Alessandria
d'Egitto,
assaltata
da
un
popolaccio
di
cristiani
incitati
dal
Patriarca
Cirillo.
Il
gesto
più
efferato
fu
lo
squartamento
di
Ipazia,
la
direttrice
della
Biblioteca
e
la
più
grande
matematica
dell'antichità
classica.
Ma
il
metodo
più
efficace
di
penetrazione
era
la
sostituzione
di
qualunque
dio
fosse
adorato
in
un
certo
luogo
con
un
consimile,
spacciato
per
martire,
che
avesse
avuto
una
vita
simile
al
dio
adorato.
Ad
esempio
se
l'adorato
era
il
semidio
Ippolito,
morto
travolto
e
fatto
a
pezzi
dal
suo
carro,
perché
non
parlare
ai
suoi
adoratori
di
San
Ippolito,
il
martire
che
era
stato
legato
con
le
sue
quattro
membra
a
quattro
cavalli
lanciati
in
corsa
in
varie
direzioni
fino
a
farlo
a
pezzi?
Altre
volte
una
certa
festa
per
un
dio
pagano
veniva
spostata
di
poco,
addrizzata
nei
fini
e
sostituita
con
quella
di
un
supposto
santo
martire
(la
cosa
è
allegramente
proseguita
se
il
1°
Maggio
dobbiamo
sorbirci
la
festa
di
S.
Giuseppe
Lavoratore
e
dobbiamo
aver
quell'intero
mese,
che
era
di
Diana,
come
mese
della
Madonna.
L'unico
limite
a
questa
manovra
sostitutiva
completa
era
l'officiante
delle
funzioni
che
doveva
restare
un
adepto
ufficialmente
riconosciuto
dalla
gerarchia
come
intermediario
tra
il
popolo
e
la
divinità.
E'
interessante
il
caso
delle
divinità
romane
(discendenti
da
altre
più
antiche)
Giano
e
Giana
(poi
Diana).
Il
Giano
bifronte
viene
addirittura
riconosciuto
da
S.
Agostino
come
Giove,
anche
se
la
sua
importanza
era
decisamente
inferiore.
Giano
era
il
guardiano
del
tempo
come
Gennaio
che
dà
inizio
all'anno
con
Giano
che
guarda
indietro
ed
avanti
con
l'"avanti"
che
solo
gli
intermediari
con
la
divinità
possono
guardare.
Fu
duro
trovare
chi
fosse
guardiano
del
tempo.
Ma
piano
piano
si
riuscì
con
due
santi
insieme,
San
Giovanni
Battista
e
San
Giovanni
Evangelista.
Il
primo
è
sistemato
il
24
giugno,
a
cavallo
del
solstizio
d'estate,
ed
il
secondo
a
cavallo
del
solstizio
d'inverno
(29
dicembre).
Assumono
le
stesse
fisionomie
di
Giano,
raccogliendo
in
sé
anche
i
significati
di
raccolto,
di
fertilità
della
terra,
di
ciò
che
era
di
Diana.
La
cosa
ha
molti
risvolti
di
estremo
interesse
e
molti
studi
sono
stati
fatti
per
cogliere
le
successive
sostituzioni
di
varie
feste
pagane
con
feste
religiose
(si
pensi
al
Ferragosto,
le
Feriae
Augusti,
che
è
diventato
San
Rocco,
l'Assunta
in
cielo,
eccetera;
si
pensi
anche
al
Natale
ed
alla
Pasqua,
feste
pagane
regolarmente
incorporate
dalla
Chiesa
-
si
veda
Atienza
in
bibliografia).
Insomma,
questa
brevissima
rassegna
relativa
ai
primi
anni
del
Cristianesimo,
dovrebbe
permettere
una
migliore
comprensione
di
ciò
che
fu
(ed
è)
la
magia
in
ogni
suo
risvolto.
Le
premesse
per
avvicinarsi
al
metafisico
in
ogni
sua
forma
vi
erano
tutte.
Una
molteplicità
di
divinità,
gli
amuleti,
le
icone,
i
simboli,
i
miracoli
(tutti
quelli
attribuiti
a
Gesù,
ad
esempio,
erano
già
stati
realizzati
in
periodo
precristiano:
i
miti
di
Asclepio,
Dioniso,
Eracle,
Buddha,
Mitra,
per
non
parlare
di
comandamenti,
Trinità
ed
ogni
altra
pretesa
di
novità,
tutto
era
già
stato
fatto
e
scritto
-
vedi
Deschner
in
bibliografia),
ma
anche
le
maledizioni
e
le
persecuzioni
dei
nemici,....insomma
proprio
tutto
ciò
che
è
brodo
di
coltura
per
ogni
manifestazione
magica.
La
divisione
che
esiste
tra
credenze
religiose
e
magia
è,
nella
mente
dell'ordinario
credente,
molto
sottile.
E'
una
specie
di
marcia
su
una
lama
di
rasoio.
Vi
è
una
estrema
facilità
a
cadere
da
una
o
dall'altra
parte.
Qui
non
si
vuole
discutere
della
buona
fede
di
un
credente.
Piuttosto
delle
scelleratezze
che
vengono
fatte
in
suo
nome.
Dell'abuso
della
sua
credulità.
Del
fatto
non
marginale
che
queste
credenze,
religiose
o
magiche,
mettono
l'animo
in
pace
a
molti
relativamente
al
loro
aver
bene
operato
in
un
consesso
sociale
articolato
e
bisognoso
di
solidarietà.
Entriamo
ora
nella
magia
per
vedere
le
sottili
e
subdole
affinità
ricordando
che,
per
propri
interessi,
la
Chiesa
non
è
stata
mai
dura
con
strane
credenze.
Spesso
le
ha
cavalcate
come
necessarie
per
affermare
la
propria
presenza.
Altre
volte,
come
nel
caso
del
culto
delle
immagini,
per
perpetuare
l'idolatria
ed
il
politeismo
(
già
nel
IX
secolo
l'arcivescovo
Agobardo
di
Lione
iniziò
una
campagna
contro
il
culto
dei
santi
e
delle
immagini:
costoro,
secondo
Agobardo,
sono
gli
eredi
del
politeismo),
senza
le
quali
il
fragile
popolo
della
maggioranza
dei
credenti
emigrerebbe.
Solo
in
momenti
drammatici
della
storia
la
Chiesa
si
è
schierata.
Quando
era
in
pericolo
il
proprio
potere.
Quando
i
perseguitati
erano
poveracci
che
non
avevano
come
difendersi.
(Su
I
MIRACOLI
vedi
l'Appendice
in
fondo
all'articolo).
Ritorniamo
alla
magia
Ci
situiamo
ora
nel
Medioevo,
in
un
periodo
che
vede
portato
a
compimento
la
presa
del
potere
nell'Impero
romano
d'Occidente
del
Cristianesimo,
vede
l'iniziare
e
l'evolvere
delle
Crociate,
la
nascita
ed
affermazione
della
possente
cultura
araba.
Vi
sono
un
paio
di
testi
che
descrivono
il
ruolo
della
magia
nella
vita
quotidiana:
il
manoscritto
di
Wolfsthurn
(Tirolo)
e
un
manuale
di
magia
nera
conservato
a
Monaco
(Baviera),
ambedue
del
XV
secolo.
In
ambedue
sono
descritti
gravi
problemi
che
assillavano
la
vita
della
gente:
malattie,
le
calamità
che
colpivano
i
campi
coltivati,
i
topi
che
infestavano
le
cantine
e
le
abitazioni.
In
questi
libri,
una
specie
di
guida
del
fai
da
te
casalingo,
sono
riportate
"ricette",
rimedi
a
malanni
vari,
modi
per
conciare
le
pelli,
per
fabbricare
il
sapone,
l'inchiostro,...ricette
per
certi
decotti
che
dovevano
curare
febbri
o
malattie.
Fin
qui
non
vi
sono
problemi
di
sorta
è
la
scienza
artigiana
.
Quando
sulle
foglie
che
andavano
nel
decotto
si
scrivevano
invocazioni
alla
Trinità,
a
Dio,
ai
santi
si
può
pensare
ad
atti
religiosi
che
già
iniziano
a
entrare
in
ambiti
alchemico-magici.
Quando
poi
una
data
invocazione
o
un
dato
procedimento
deve
essere
ripetuto
tre
volte
tre
o
sette
volte
sette
(ad
una
data
ora,
in
certe
posizioni,
rivolti
da
una
certa
parte,
indossando
una
certa
cosa,...),
entriamo
nella
numerologia
e
nella
magia.
Se
si
osserva
che,
con
il
passare
del
tempo,
in
certi
ambienti,
prende
il
sopravvento
la
parte
rituale
a
quella
empirico-scientifica,
si
entra
in
pieno
nella
magia.
Quando
per
curare
il
mal
di
denti
(vedi
Kieckhefer
in
bibliografia),
non
vi
sono
più
decotti
o
massaggi
o
quel
che
si
vuole,
ma
solo
una
scritta
sulla
guancia
che
richiama
Gesù,
o
Pace,
o
Dio,...allora
il
salto
è
fatto.
Allo
stesso
modo
per
curare
i
dolori
dovuti
alle
mestruazioni:
si
deve
scrivere
su
un
foglietto
"per
Lui,
con
Lui
e
in
Lui"
e
mettere
tale
foglietto
nei
capelli
della
donna.
Ancora:
per
curare
l'epilessia
si
tratta
la
malattia
come
una
cosa
separata
dal
corpo
e
che
dal
corpo
può
essere
tolta;
si
deve
legare
una
fettuccia
di
pelle
di
daino
intorno
al
collo
della
persona
colpita,
poi
parole
magiche
ancora
legate
a
Trinità,
Dio,
Spirito
Santo;
quindi
si
brucia
la
fettuccia
insieme
al
cadavere
di
un
animale
o
persona
morta;