La
Vergine Maria, se vivesse ai giorni nostri, si sottoporrebbe alla
fecondazione assistita? Parto da questa domanda scivolosissima e, senza
temere di cadere, vado avanti impavido. Sto scrivendo ma è come se parlassi
con me stesso e quando uno parla con se stesso pensa e dice fra sé le cose
più vere che gli escono dall’animo. La Vergine Maria fu donna e ha avuto
un bambino di nome Gesù.
La
Vergine Maria se fosse una donna come tante altre dell’Anno Domini 2004
andrebbe a fare la Fivet (Fecondation in vitro and embryo transfer) o Icsi (Intracytoplasmic
sperm injection)? La Madonna si sottoporrebbe, se avesse bisogno, a una
delle tecniche, sì o no? Chi alza la mano per rispondere? Questa domanda mi
gira in testa da mesi e ho deciso di scrivere questo articolo percorrendo a
ritroso qualche concetto insito nella specie umana. A volte i concetti
sembrano scontati quando invece non lo sono affatto. Lo stesso dicasi per i
dogmi che i custodi cattolici cercano di continuo di imbrigliare e tenere
all’interno del proprio recinto religioso e ideologico, ma qualche volta
questi dogmi scappano via recalcitrando al controllo e non li ferma più
nessuno. Questo attorno alla fecondazione assistita è proprio uno di quei
dogmi lazzaroni che non si riescono, ahimè, a tenere a freno.
Giovedì
22 maggio 2003 Giovanni Paolo II lanciò un allarme sulla fecondazione
assistita prendendo a prestito le parole di Madre Teresa di Calcutta:
«La
venerabile Madre Teresa di Calcutta (...) ebbe il coraggio di affermare di
fronte ai responsabili delle Comunità politiche: “Se accettiamo che una
madre possa sopprimere il frutto del suo seno, che cosa ci resta? L’aborto
è il principio che mette in pericolo la pace nel mondo”. E'
vero! Non può esserci pace autentica senza rispetto della vita, specie se
innocente e indifesa qual è quella dei bambini non ancora nati.
Un’elementare coerenza esige che chi cerca la pace difenda la vita.
Nessuna azione per la pace può essere efficace se non ci si oppone con la
stessa forza agli attacchi contro la vita in ogni sua fase, dal suo sorgere
sino al naturale tramonto. Il vostro, pertanto, non è soltanto un Movimento
per la Vita, ma anche un autentico Movimento per la pace, proprio perché si
sforza di tutelare sempre la vita».
Nel
messaggio di Giovanni Paolo II è insita, con estrema chiarezza, la volontà
di spinta di aggregazione e di schieramento contro la fecondazione
assistita. Per Giovanni Paolo II è basilare coagulare le varie frange delle
forze cattoliche e politiche attorno all’oggetto della fecondazione
assistita sbandierandolo e riducendolo solo fine a se stesso. Egli chiama in
causa il Parlamento italiano a prendere netta posizione e a non perdere
tempo e fare subito una legge. Giovanni Paolo II continua:
«Consapevoli
della necessità di una legge che difenda i diritti dei figli concepiti,
come Movimento vi siete impegnati di ottenere dal Parlamento italiano una
norma rispettosa, il più concretamente possibile, dei diritti del bambino
non ancora nato, anche se concepito con metodiche artificiali di per sé
moralmente inaccettabili. Colgo l'occasione per auspicare che si concluda
rapidamente l'iter legislativo in corso e si tenga conto del principio che
tra i desideri degli adulti e i diritti dei bambini ogni decisione va
misurata sull'interesse dei secondi».
Il
Parlamento italiano reagisce presto in maniera positiva all’“invito”
di Giovanni Paolo II di mettere in campo una legge e, apparentemente, sembra
che la comunità cattolica abbia vinto la propria guerra sulla fecondazione
assistita avendo dalla loro ormai una legge. Tuttavia, la loro è solo la
vincita di una battaglia di Pirro. Poiché la guerra vera non è ancora
nemmeno iniziata. Molti parlamentari - a prescindere dallo schieramento
politico di appartenenza - storcono il naso e alcuni pure la bocca in merito
alla legge che dovrebbe dettare regole sulla procreazione a tutti gli
Italiani. Un numero rilevante di deputati - benchè siano essi stessi anche
i firmatari - accettano solo sulla carta non potendo schierarsi apertamente
e pubblicamente contro il dictat
del Vaticano. Andare in opposizione dell’“invito” del Vaticano di
certo è contro gli interessi politici e di ricandidatura di tanti
parlamentari. “Va bene, avallo la proposta di legge” dice tra sé il
parlamentare, “poi qualcuno di sicuro penserà di farci sopra il
referendum per abrogare la legge. Io intanto faccio vedere al Vaticano che
sono d’accordo con la sua linea. Ma figurati se soprattutto le donne
accetteranno questa proposta di legge talebana, vedrai che battaglia ne
uscirà fuori”. LLuoa bocca una
legge e ideoloiziata. co di appartenenza -
anche i firmatariè solo la vincita di una battaglia. a
sottile e forte sudditanza tra politica e clero non lascia posto a scelte
politiche, culturali ed etiche, libere e personali. I parlamentari più
legati alle matrici cristiano cattoliche ci mettono nulla a seguire
l’invito di Giovanni Paolo II, anzi, è per essi un momento politico utile
di coagulazione sotto un medesimo tetto.
Esiste
un motivo del perché il Vaticano è contro la fecondazione assistita?
Risponderò più avanti a questa domanda.
A
grattare bene le scritture definite sacre, compresi i Vangeli Apocrifi, la
Vergine Maria è stata fecondata dall’angelo con una serie di
“preghiere, di processi mentali e spirituali”, ma sempre processi erano
che avevano a che vedere, in ultimo, esattamente con la fecondazione della
donna.
“Ed
ecco un angelo del Signore si presentò davanti a lei e le disse: - Non aver
paura Maria: infatti hai trovato favore presso il Signore di tutte le cose,
e concepirai per opera della sua parola. Udendo queste parole, ella rimase
perplessa dentro di sé e domandò: “Concepirò io dunque per opera del
Signore il Dio vivente, e partorirò come partorisce una donna?”. Protovangelo
di Giacomo, vangeli dell’infanzia, XI, 2.
A
questo punto l’accostamento con la Vergine Maria alla fecondazione
assistita viene naturale da pensare. Le simbologie, le immagini e i segni si
sovrappongono senza sforzo, ma anzi, combaciano perfettamente. Le varie
spiritualità messe in gioco creano un momento di forte astrazione e di
fuori fuoco dalla realtà concreta suscitata dagli spermatozoi maschili e
dall’ovulo femminile, ma l’immagine di una donna fecondata appare molto
nitida. E’ dunque proprio la figura della Vergine Maria e del suo iter di
concepimento, che danno alla fecondazione assistita l’accettazione
benevola che merita. Forse a pochi è noto (dato che i clerici evitano di
parlarne) che Gesù avesse quattro fratelli e diverse sorelle, sempre figli
naturali della stessa Vergine Maria che sono stati concepiti e partoriti in
maniera normale, cioè senza l’ausilio dell’angelo, ma figli di Giuseppe
e Maria e da loro concepiti con rapporto sessuale come una qualsiasi altra
coppia di sposi. I fratelli carnali di Gesù si chiamavano Giacomo,
Giuseppe, Simone e Giuda.
«I
parenti di Gesù. E uno gli disse: “Ecco, tua madre e i tuoi fratelli sono
là fuori e desiderano parlarti”. Ma egli, rispondendo a chi gli aveva
parlato, disse: “Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?”. Poi,
stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: “Ecco mia madre e i miei
fratelli. Perché chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è
mio fratello e mia sorella e mia madre”».
Matteo 12, 47-50.
«Gesù
a Nazareth. “…Non è egli forse il figlio del falegname? Sua Madre non
si chiama Maria, e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? Le sue
sorelle non sono tutte fra noi? Di dove, dunque, vengono a costui tutte
queste cose?”». Matteo 13, 55-56.
Spingendosi
oltre, è possibile affermare che la simbologia è quella di un Gesù Cristo
concepito proprio grazie a un processo molto vicino e sorprendentemente
simile a quello di una fecondazione assistita. Nulla di scandaloso né di
blasfemo a guardare e rivalutare l’immagine di Gesù Cristo da questa
nuovissima prospettiva che invito a riconsiderare e a discutere anche da
parte del Vaticano stesso, figura di Gesù che non esito a rilanciare. Alla
Vergine e giovane Maria, sposata con Giuseppe, l’angelo annuncia che avrà
un bambino. Ed ecco intervenire l’elemento della fecondità in questo caso
“spirituale” identico oggettivamente al processo di fecondazione
assistita come è conosciuto oggi. Concepimento spirituale e fecondazione
assistita si fondono in un disegno unico e moderno. E ancora, la presenza
dell’angelo che “assiste” Maria e la rassicura che tutto andrà bene,
è un ulteriore elemento simbolico del concatenarsi dal quale trarre
ulteriori analogie e considerazioni. Nell’Antico Testamento ricordiamo la
storia di Abraamo e di sua moglie Sara, storia di una coppia sterile. In
quell’epoca c’era l’usanza, per sopperire alla sterilità femminile,
di far accoppiare il consorte con la propria schiava. Abraamo, con il
benestare di sua moglie, si congiunse sessualmente con Agar, giovane schiava
egiziana di Sara, la quale dopo nove mesi partorì Ismaele. Ecco quindi
l’uso di mediazione della pratica dell’utero in affitto. Se ai tempi di
Abraamo fosse esistita la tecnica della fecondazione assistita, sicuramente
Sara sarebbe ricorsa a questa piuttosto che mandare al letto il marito con
un’altra donna! Dopo anni che Agar partorì Ismaele, Dio intervenne su
Sara “rendendola feconda” così che lei potesse finalmente partorire suo
figlio Isacco.
Credo
che non verrò bruciato sul rogo dall’Inquisizione e dagli intellettuali
gesuiti se affermassi, senza esitare, che la gravidanza della Vergine Maria
potrebbe essere identificata e sollevata proprio come caso emblematico ed
eclatante di fecondazione assistita, assistita dalle cure dell’angelo.
Leggendo bene le scritture sembra quasi un uovo di Colombo, tanto appaiono
efficaci, fondati e fusi tra loro gli accostamenti.
Jaques
Cohen, direttore dell’Istituto di Medicina Riproduttiva Assistita a St.
Barnas nel New Jersey, è il pioniere della fecondazione assistita primo a
mettere in atto le tecniche di micromanipolazione, con strumenti capaci di
operare su ovociti, sperma ed embrioni, che hanno portato all’elaborazione
e all’applicazione di metodi come l’Icsi, impiegata oggi in tutto il
mondo per permettere anche agli uomini che producono poco sperma di
procreare. Sentiamo il commento di Jaques Cohen:
«Molti,
e tra questi coloro che hanno scritto la vostra legge sulla fecondazione
assistita, considerano quella dell’embrione una vita da tutelare. Ma
questo è bizzarro. Se chiediamo a uno scienziato cos’è la vita, ci sa
rispondere, anche se magari la risposta di oggi potrà apparire poco precisa
in futuro. Ma se chiediamo quando inizia la vita, allora non otterremo una
risposta scientifica, ma solo opinioni personali. Io per esempio, penso che
la vita inizi quando il feto prende le sembianze umane, intorno alla ottava
settimana, ma è solo la mia opinione. La Bibbia non parla di sperma e
ovuli, non parla di congelamento. La legge spesso vuole stabilire una volte
per tutte il momento originario della vita, quando nessuno sa quale sia. Per
me sono molti i momenti nel ciclo riproduttivo di una cellula che sono
meravigliosi e meritano il nostro rispetto. Ma non si può dire esattamente
quale sia il più meraviglioso o importante».
La
Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) sottolinea:
«Negli
ultimi tempi le gerarchie vaticane non si limitano a rendere note le proprie
opinioni, indirizzandole ai propri fedeli: intervengono, continuamente e
deliberatamente, sulla scena politica al fine di ottenere quanto da loro
richiesto, affinché sia applicato a tutta la popolazione. All’estero
questo interventismo ha già suscitato polemiche: in Germania il Vaticano è
intervenuto per vietare ai consultori cattolici il rilascio del certificato
necessario per legge per abortire. In Polonia, il governo filo-papale ha
nuovamente limitato l’interruzione di gravidanza, ripristinata nel 1993
dal precedente governo. I vescovi sono anche intervenuti affinché la carta
dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione Europea contenesse un
articolo sul «rispetto del diritto alla vita dal suo inizio alla sua fine
naturale», al fine di rendere illegali le leggi nazionali su aborto ed
eutanasia. La legge 194 fu approvata, non a caso, in un momento di
transizione e di relativa debolezza del Vaticano (Paolo VI, molto malato,
sarebbe morto dopo poche settimane): con l’attuale papa, e con la sua
capacità di far rigar dritto i politici, cattolici e non, probabilmente non
sarebbe mai stata approvata. La strategia cattolica è molto semplice, ed è
spudoratamente esplicita: anzitutto, nell’ambito della legge sulla
fecondazione, far passare il concetto che «l’embrione è una persona».
Ottenuto ciò si aprirebbe infatti un conflitto con l’articolato della
194, per cui si sarebbe «costretti» ad intervenire anche su quest’altra
legge, per modificarla in un senso ovviamente più restrittivo, se non per
abolirla. La sterilità di coppia in Italia raggiunge oramai cifre da
brivido: oltre una coppia su cinque non è in grado di assicurarsi una
discendenza, una percentuale che tende ad aumentare di anno in anno. Con
queste premesse, già oggi ben 300 strutture italiane praticano la
fecondazione assistita: si stima che tra le 50.000 e le 70.000 coppie si
rivolgano a questi centri, e che oltre 100.000 siano i pre-embrioni
custoditi nei criocongelatori. Stiamo quindi parlando di un fenomeno di
massa, che come tale deve essere considerato. Le tesi cattoliche sono
facilmente smontabili. Moralmente possono pensarla come vogliono e giudicare
anche ininfluente il parere della scienza, resta il fatto che queste tesi
sono rivolte solo alla popolazione cattolica (circa il 17% della popolazione
mondiale e l’80% - nominale - di quella italiana), e non si capisce per
quale motivo dovrebbero essere applicate a tutta la popolazione: nessuno,
ovviamente, si è mai sognato di imporre tali pratiche a donne e coppie non
consenzienti. La fecondazione artificiale è una libera scelta e pertanto
uno stato laico non deve basarsi sulla morale di una parte della sua
popolazione per frapporre divieti ad una pratica volta, fino a prova
contraria, a superare i problemi di sterilità e di infertilità di una
coppia. Alla stessa stregua vanno considerate le obiezioni secondo cui la
fecondazione eterologa minerebbe la stabilità della famiglia: statistiche
USA mostrano dati che vanno nella direzione diametralmente opposta sia per
quanto riguarda la solidità della coppia sia per quanto riguarda la cura
nei confronti dei bambini. La decisione di accedere a questa pratica non è
mai facile e, si presume, vagliata anche alla luce di queste problematiche:
le medesime considerazioni possono valere per le responsabilità che si
assume il padre o la madre prestando il suo consenso (identiche, del resto,
nel caso dell’adozione). Quanto alla (eventuale) sofferenza che proverebbe
il bambino nel non conoscere il padre o madre biologici, è agevole
constatare come tali difficoltà siano riscontrabili, anche in questa
circostanza, nel caso dell’adozione. L’alternativa per il bambino è tra
il non nascere ed il nascere attraverso l’AID (Artificial insemination by
donor) cioè fecondazione artificiale eterologa: difficile quindi
individuare un danno in questo. Sulle donne sole e/o lesbiche che
intenderebbero accedere all’AID, alle quali una certa corrente di pensiero
(soprattutto cattolica) non vorrebbe concedere tale possibilità, si può
rilevare come, nella stragrande maggioranza dei casi, esse potrebbero
comunque raggiungere lo scopo anche attraverso una rapporto eterosessuale
tradizionale: dovremmo quindi vietare anche queste gravidanze? Dovremmo
conseguentemente considerare illecito il figlio di una ragazza madre? Un
discorso valido, a maggior ragione, per l’inseminazione post-mortem. Per
finire, un’osservazione sulla fecondazione di donne anziane. Chi è
contrario basa la propria opinione sulla minore speranza di vita delle
stesse: secondo la logica sottintesa, le stesse persone dovrebbero essere
contrarie a che malate terminali portino a termine la gravidanza. In
definitiva, bisogna considerare la fecondazione assistita un nuovo metodo
riproduttivo, alternativo a quello tradizionale: visto sotto quest’ottica,
non è altro che una possibilità in più per raggiungere lo scopo a cui si
aspira».
Ora,
cerchiamo di pulirci bene la mente dalle scorie della consuetudine
imbarbarita sempre più dalla propaganda martellante che proviene dalle file
di coloro che hanno la verità dei dogmi e della fede in mano e la verità
della vita sotto braccio. Pascal diceva che un vero viaggio non è cercare
nuove terre, ma avere nuovi occhi. Mettiamoci dunque in cammino dentro noi
stessi e teniamo bene aperti gli occhi del pensiero mutevole e razionale.
Ogni volta che sento parlare della legge sulla fecondazione (attualmente
vigente in Italia) sono assalito da sconforto e amarezza. Una legge che va
immediatamente abrogata e pure dimenticata tanto è vergognosa. Se penso poi
all’assoluta assenza di informazione su questo grandissimo tema, il sangue
mi inonda il cervello come fosse un uragano caraibico. La disinformazione è
diventata un gravissimo problema sociale che - se non arriveranno soluzioni
drastiche e in qualche modo radicali - formerà una popolazione sempre più
inerte e sempre meno critica verso il proprio destino, inconsapevole che
saranno altri a decidere del proprio futuro.
Tornando
alla legge sulla fecondazione assistita, mi chiedo come è possibile che
qualcuno abbia scritto queste cose facendole diventare pure legge? Come?
Forse è stato qualche alieno bicefalo ermafrodita trisessuale venuto dallo
spazio che ha scelto questo pianeta per le vacanze. Nessun essere umano che
si dica pensante avrebbe mai potuto partorire niente di peggiore. Eppure è
accaduto. Se non ci stupiamo più delle guerre nelle quali viviamo
quotidianamente, ci stupiamo di una leggetta che non permette alle coppie di
avere la felicità unica e immensurabile di un figlio? Bazzecole. Se non
diremo la nostra al più presto, diverremo un popolo ancora più sofferente.
E non è affatto vero che la cosa non interessa tutti noi, ma proprio tutti.
Un giorno i nostri figli e i nostri nipoti potrebbero desiderare un figlio e
per vari motivi non potranno averlo, allora vorranno ricorrere anche loro
alla procreazione assistita, se ci sarà questa libertà di scelta. Ammesso
che la legge non lo proibirà loro.
Solo
il fatto che alcuni uomini e donne (eletti democraticamente) abbiano avuto
il coraggio di proibire con una legge disgustosa ad altri uomini e donne la
libertà di essere padroni di se stessi e delle proprie scelte mi fa
inorridire. Inorridire e vergognare di far parte di questa specie che si
definisce umana. Ci sono persone che si arrogano il diritto di decidere
della nostra vita e di quella dei nostri figli; costoro sono da tenere
lontano il più possibile dalle poltrone del potere e molte di loro sono
dentro il Vaticano.
Mi
sono riletto i nomi dei firmatari della legge e mi auguro proprio che non
vengano mai più rieletti in Parlamento. Questo me lo auguro di cuore. Le
persone che hanno avallato e firmato questa legge non debbono mai più
permettersi di scrivere altre di leggi ottuse e offensive verso
l’intelligenza e la sensibilità di ognuno di noi. Il danno arrecato, in
particolar modo alle donne, è immenso e qualcuno deve pagare per questa
leggerezza. Di campi da arare e da seminare, solo che abbiano voglia, ce ne
sono a iosa per queste persone che già definisco ex parlamentari. Così
ogni volta che aspergeranno i semi di grano sulle zolle di terra profumata
si ricorderanno, come fosse un marchio indelebile, di quale grave torto
abbiano fatto agli esseri umani del proprio Paese.
Rispondo
alla domanda, esiste un motivo del perché il Vaticano è contro la
fecondazione assistita?
Ci
sono molti motivi, ma il vero motivo è quello che dal discorso della
fecondazione assistita il Vaticano intende “rivedere” e
“riaffrontare” il tema dell’Aborto. E dopo l’aborto il Vaticano
intende “rivedere” e “riaffrontare” il tema del Divorzio. E’
evidente che resta ancora aperta la ferita dogmatica provocata a Paolo VI
per gli assensi a favore del divorzio nella società, quando un giornale
estero titolò “L’Italia è finalmente uscita dal Medioevo”. Un
boccone amaro che il Vaticano non ha ancora digerito e per questo vuole
rigurgitare sulla strada dei diritti sociali e personali. La mancanza di
influenza totale sulla vita privata della gente rende la politica del
Vaticano instabile e meno monolitica e la propria forza di penetrazione meno
efficace.
La
posta in gioco è di conseguenza molto alta e si tratta della posta di poter
scegliere della nostra vita in maniera autonoma, liberale e molto personale.
La lotta non è tra i Cittadini e il Parlamento per ottenere l’abrogazione
della legge; la lotta è di tutt’altra natura e l’asse della diatriba è
spostato verso il femminile. E’ infatti in corso un duro braccio di ferro
tra le Donne e il Vaticano. La volontà importantissima della donna di
diventare mamma è al di sopra e al di là di qualsiasi dichiarazione emessa
dal Vaticano sulla fecondazione assistita. Questo aspetto rende la politica
e la propaganda vaticana inattuale, bigotta e totalmente al di fuori delle
esigenze vere delle persone. Da ciò, è probabile che il Vaticano pagherà
questo arroccamento e chiusura con una perdita consistente di seguaci, più
o meno praticanti, alla propria religione. Io sono uno tra i primi ad
andarmene.
Le
Istituzioni pubbliche si comportano sempre più come se ci fosse la
religione di Stato, come se l’Italia fosse una Repubblica Cattolica,
simile alle Repubbliche Islamiche, invece che una Repubblica laica, come
vuole la Costituzione e come quasi tutte quelle del mondo occidentale. Mi
sono svegliato come da un lungo sonno, da un torpore prolungato
causati dalla mia negligenza di vederci chiaro e prendere coscienza. Proprio
durante la stesura di questo articolo ho attivato la procedura per essere
“sbattezzato” e per la mia cancellazione alla “Chiesa cattolica
apostolica romana” inviando per raccomandata a.r. la lettera, di cui
riporto il testo sotto, al parroco della parrocchia dove fui battezzato
quasi mezzo secolo fa:
OGGETTO:
Istanza ai sensi dell'art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.
Proporrò
questo articolo per la pubblicazione al Corriere
della Sera e a La Repubblica,
benché sia quasi certo che non verrà accettato adducendo magari come
problema la sua lunghezza eccessiva. Lo tradurrò in inglese e lo invierò
ai giornali statunitensi, New York
Times, Washington Post e The
New Yorker auspicando un’adeguata accoglienza tra le loro pagine.
Comunque vada, lo renderò disponibile su internet, unica piazza mediatica
ancora totalmente libera. Concludo con questo brano: «Le
colpe dei Farisei. “Allora Gesù, volgendosi alle turbe e ai discepoli,
disse: «Sulla cattedra di Mosè si sono assisi gli Scribi e i Farisei.
Fate, dunque, e osservate tutto ciò che vi dicono: ma non agite secondo le
opere loro, perché dicono e non fanno. Legano, infatti, pesi gravi e
insopportabili e li caricano sulle spalle degli uomini, ma essi non li
vogliono muovere neppure con un dito. Fanno poi tutte le loro azioni per
essere veduti dagli uomini: portano, infatti, larghe le loro filatterie e
mettono lunghe frange sui mantelli; amano i primi posti nei conviti e i
primi seggi nelle sinagoghe; vogliono essere salutati nelle pubbliche piazze
ed essere chiamati maestri dalla gente. Ma voi non vogliate essere chiamati
maestri, perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli.
E non chiamate nessuno sulla terra padre vostro, perché uno solo è il
vostro Padre, quello che è nei cieli. Né fatevi chiamar dottori, perché
uno solo è il vostro Dottore, il Cristo. Chi è il maggiore fra di voi, sarà
vostro servo. Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
Matteo, 23, 1-12. E
ancora: «Guai
a voi, Scribi e Farisei ipocriti, perché chiudete agli uomini il regno dei
cieli, e non entrate voi, né lasciate che entrino quelli che vorrebbero
entrare! Guai a voi Scribi e Farisei ipocriti, che percorrete il mare e la
terra per farvi anche un solo proselito, e quando lo è diventato, ne fate
un figlio della Geenna il doppio di voi!»
Matteo, 23, 13-15. Per
quanto mi riguarda gli uomini dalle ampie vesti e dalle lunghe frange sui
mantelli, con me hanno chiuso bottega. E pensare che Gesù Cristo, nella
Bibbia, ci mise in guardia. Ennio
Montesi citando
il nome dell’autore e riportando questa scritta.
Questo
testo è in regime di Copylef: la pubblicazione e riproduzione è libera e
incoraggiata
purchè l’articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso
titolo,
(*)