FISICA/MENTE

 

Devo dire che in moltissimi anni di insegnamento e di ricerca ho incontrato le più svariate persone. Le idee che ciascuno esprimeva erano più o meno condivisibili ed i parametri di giudizio erano e restano soggettivi. Chi ha ragione ? Nessuno è in grado di dire. Vi possono essere dei ragionamenti che sono supportati da tante di quelle prove o da tanti indizi che sono più facilmente accettabili, vi possono essere delle prove dirimenti che si accompagnano a dati empirici o addirittura sperimentali che rendono l'argomento evidente. Ma quando mi imbatto in ragionamenti come quelli che propongo di seguito mi viene subito in mente una persona che sta poco bene. Non è proprio il caso di parlare di malafede, solo di disturbi psichici. La prova provata delle teorie di Reich. Già mi era successo in passato di incontrare dei fisici che dicevano delle sciocchezze mostruose ammantandole del loro essere fisici. Ricordo alcuni di essi: il mai rimpianto Enrico Medi, uno dei predicatori democristiani insieme a Lombardi e Gedda nel 1948, che si laureò con una tesi sulla verginità di Maria attraverso la termodinamica (la tesi è stata opportunamente fatta sparire dal deposito del Dipartimento di Fisica di Roma dove sarebbe dovuta essere); un altro che imperversa in TV (non dico il nome perché non ho prove) che avrebbe mostrato il concepimento verginale di Maria attraverso la Teoria della Relatività. Visto che vi è anche quest'altro che propongo, dovrò iniziare una ricerca per fare una casistica di fisici squilibrati.

Invito i lettori a notare come si tenti un percorso logico che si interrompe di tanto in tanto con delle affermazioni che logiche non sono, come uno che fa il fisico di mestiere scambi una sua elucubrazione come discorso scientifico e prova dell'esistenza di Dio! Si noti anche come venga drasticamente sottovalutata la biologia e come si elevi a religione la fisica. Una analoga operazione la fa il candidato Ig-Nobel Zichichi, quando parla di evoluzionismo come di teoria non sottoponibile a verifiche di tipo galileiano. Occorre adattarsi a questa genìa di strani personaggi e tentare di sistemarli opportunamente nella classificazione dei viventi che faceva Leonardo Sciascia: uomini, semiuomini e quacquaracquà.

Vi è un'ultima possibilità: chi ha scritto le cose che seguono è un buontempone che si farà grasse risate su ogni persona che lo prenderà sul serio.

Roberto Renzetti


La prova scientifica dell’esistenza dell’anima

e di Dio

 

A cura del dott. Marco Biagini

del Centro di Divulgazione Scientifica sulla Coscienza

http://xoomer.virgilio.it/fedeescienza/biagini.html 

http://www.genitoricattolici.org/prova%20anima.htm

Può la scienza affrontare il problema dell’esistenza dell’anima e di Dio?

In questo articolo cercherò di spiegare perché la risposta a questa domanda sia affermativa. 

Purtroppo i mass-media ci bombardano ogni giorno con imprecise e spesso scorrette informazioni scientifiche; a questo si aggiunge il contributo di scienziati che cercano di vendere le loro speculazioni come  teorie scientificamente dimostrate.

Si è così arrivati al punto che il concetto che il cervello sia l'origine della coscienza, del pensiero, delle emozioni, e di ogni attività psichica è divenuto un luogo comune. Come spiegherò nel seguito, non solo non e' vero che sia stato dimostrato che la nostra vita psichica abbia un'origine biologica, ma le nostre conoscenza scientifiche attuali dimostrano esattamente il contrario, ossia che e' impossibile spiegare l'esistenza dello stato cosciente e di ogni esperienza psichica senza supporre l'esistenza nell'uomo di un componente non-fisico, trascendente rispetto alla realtà materiale.  Questo è in perfetto accordo con l’insegnamento della Chiesa, secondo cui Dio è il Creatore diretto dell’anima di ogni uomo.

L'idea che il cervello sia l'origine della nostra vita psichica viene usata per giustificare l'aborto e per diffondere il materialismo. Io penso che i cattolici dovrebbero fare molto di più per combattere questa pericolosa disinformazione. Generalmente nelle discussioni sul rapporto tra scienza e fede, sento nominare Dio solo come la Causa necessaria dell'origine dell'universo e delle leggi fisiche. La convinzione che però l'universo sia sempre esistito e' ormai piuttosto diffusa. Quello che non sento mai dire e' che Dio e' la Causa necessaria dell'inizio della nostra vita psichica, ossia il Creatore della nostra psiche, del nostro “io” (uso il termine psiche solo per indicare, da un punto di vista laico, il componente non-fisico dell'uomo).

A scanso di equivoci, chiarisco che per vita psichica intendo la nostra capacità di essere coscienti e consapevoli, di avere percezione di noi stessi, di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, ecc.

Noi sappiamo che il nostro cervello è fatto solo di particelle come elettroni e protoni, che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all’interazione elettromagnetica tra gli elettroni di valenza degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Le proprietà di ogni molecola (incluse le molecole di DNA) ed ogni processo biologico sono dovuti solo alle leggi della fisica.

Ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell’ambito del materialismo implica che ciò che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi sono oggetti come elettroni o campi elettromagnetici.

Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia né tristezza, né piacere né dolore, ecc.

La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo elettromagnetico sono universali; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all’interno di un atomo.

Non c’è alcuna traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo elettromagnetico.

Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l’origine della nostra vita psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti...

Infatti dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi   apparecchi.

Da un punto vista fisico il nostro cervello è solo un sistema di particelle interagenti, ossia un oggetto.

La scienza è ora in grado di spiegare  la vita biologica come  il risultato di una successione di  reazioni chimiche concatenate, ma la nostra vita psichica rappresenta una violazione delle leggi della fisica. Ogni fenomeno che rappresenta una violazione delle leggi della fisica viene generalmente chiamato sovrannaturale;  dunque la nostra vita psichica è un fenomeno sovrannaturale, trascendente rispetto alla realtà materiale.

Il fatto che la nostra vita psichica non possa essere generata da elettroni o campi elettromagnetici,  implica che la nostra psiche (o “io”, o spirito, o anima, ...)  ed il nostro cervello non siano la stessa entità, ma due diverse entità interagenti. La psiche è il componente non-fisico dell’uomo.

 A questo punto sorge la domanda : da dove ha avuto origine la nostra psiche ? Ossia, come e’ cominciata la nostra vita psichica?

Penso che la sola risposta logica sia Dio.

Infatti, io so di non essere sempre esistito, e quindi non posso avere iniziato la mia esistenza da solo. Posso quindi definire Dio come il Creatore della mia psiche e del mio “io”, Colui che mi ha fatto iniziare ad esistere come soggetto, Colui che ha dato origine alla mia vita psichica.

In altre parole il mio ragionamento può riassumersi come segue:

Io percepisco la mia esistenza, e dunque esisto come soggetto psichico (ossia come spirito).

Io esisto, dunque Dio esiste ed Egli è il Creatore della mia esistenza.

Il materialismo è  una forma moderna di idolatria; infatti l’idolatra crede che l’oggetto (idolo) in certe circostanze abbia una vita psichica, a prescindere dal fatto che esso sia fatto con materiale ordinario.

Allo stesso modo il materialista crede che l’oggetto (il cervello) abbia una vita psichica, a prescindere dal fatto che sia fatto con materiale ordinario (elettroni, campi elettromagnetici, ecc.) .

Vorrei fare osservare che il fatto che danni al cervello o la droga provochino alterazioni delle capacità mentali del soggetto dimostra semplicemente l’esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello.

In nessun modo questo può essere considerato una prova del fatto che il cervello sia l’origine della coscienza e della capacità di percepire emozioni, ecc.

Se abbiamo un problema ai nostri occhi, le nostre capacità visive risultano alterate, ma questo certamente non significa che siano i nostri occhi ad avere una sensazione visiva; questo significa semplicemente che l’occhio è coinvolto ad un certo stadio nel processo di generazione della sensazione visiva.

Tutti gli studi neurologici sul cervello provano solo l’esistenza di una interazione tra psiche e cervello. Del resto l’esistenza di questa interazione è ovvia, perché senza di essa, la nostra psiche sarebbe completamente isolata dalla realtà esterna.

Le reazioni chimiche e gli impulsi elettrici che avvengono nel nostro cervello non sono emozioni, sensazioni, pensieri o sentimenti ; è infatti la nostra psiche che “traduce” misteriosamente questi processi fisici in emozioni, sensazioni pensieri o sentimenti.

Poiché la psiche è una entità sovrannaturale, anche questa interazione psiche-cervello ha necessariamente una natura sovrannaturale e non può quindi essere spiegata scientificamente.

Solo la religione può rivelarci la natura della nostra psiche.

Vorrei ora proporre alcune considerazioni sull’affidabilità delle nostre conoscenze scientifiche. Innanzitutto voglio spiegare la differenza tra una teoria fenomenologica ed una teoria da “principi primi”.

Una teoria fenomenologica consiste in una versione approssimata e semplificata di una teoria da “principi primi”, che è invece la teoria esatta. Naturalmente poiché i calcoli da principi primi sono estremamente complessi, noi abbiamo bisogno anche di teorie semplificate che ci permettano di trattare più agevolmente sistemi complessi. La biologia e la neurologia sono esempi di teorie fenomenologiche. Un  risultato di queste teorie non può essere accettato se  risulta in contraddizione con le leggi della fisica, che sono i soli veri principi all’origine di ogni processo chimico, biologico o neurologico.

Solo le leggi della fisica rappresentano la spiegazione esatta della realtà materiale, tanto di quella inorganica quanto di quella organica.

Una teoria approssimata (come la biologia o la neurologia) non può essere ovviamente usata per negare la teoria  esatta di cui essa è solo un’approssimazione.

Le leggi che generano tutti  processi chimici, biologici e neurologici sono oggi perfettamente noti. Mai nella storia la scienza è stata come ora  capace di spiegare i principi da cui hanno origine tutti i processi biologici. Questo rappresenta una vera svolta nella storia della scienza. Ciò che la fisica scoprirà in futuro non avrà più nulla a che fare con il funzionamento del nostro organismo, ne' con qualunque altro organismo biologico.  Ci sono certamente ancora molte cose non pienamente comprese nel campo delle reazioni subnucleari o in astrofisica, ma  questi processi non influenzano in nessun modo i processi biologici.

Non vi è dunque alcuna ragione logica per dubitare delle leggi della fisica e della loro capacità di spiegare perfettamente ogni sistema biologico.

Oggi noi siamo in grado di fare calcoli da “principi primi” relativi a sistemi molecolari complessi. Il punto chiave è che noi sappiamo già che TIPO di informazione possiamo ottenere da un calcolo da “principi primi” di un qualsivoglia sistema molecolare. Infatti, dalla soluzione dell’equazione di Schröedinger per un sistema molecolare noi sappiamo che possiamo ottenere informazioni relative alla distribuzione di carica o ai livelli di energia. In nessun modo noi possiamo ottenere coscienza, emozioni, sentimenti, ecc. Questi non sono possibili risultati di un calcolo da principi primi. Anche se con un supercomputer noi potessimo calcolare la funzione d’onda del nostro cervello, noi potremmo ricavare da tale funzione d’onda solo proprietà come densità di carica e livelli energetici; non potremmo mai ottenere alcuna esperienza psichica. Infatti noi sappiamo già quale tipo di informazione possiamo ottenere da qualunque funzione d’onda. Noi possiamo già fare calcoli da principi primi su molti sistemi molecolari, ma il tipo di proprietà che possiamo  ottenere da questi calcoli è indipendente dal tipo di molecole, dal numero di atomi e dalla complessità del sistema.

Se la psiche non esistesse come componente non-fisico dell’uomo, in base alle nostre conoscenze scientifiche noi dovremmo essere dei robot biologici, che agiscono a causa di specifiche reazioni chimiche senza essere coscienti di nulla e senza provare alcuna sensazione.

Gli studi in campo neurologico dimostrano soltanto l’esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello, ma non rivelano nulla della natura della psiche.

Vorrei anche osservare che è possibile in linea di principio simulare al computer ogni aspetto del comportamento degli animali, incluso la capacità di apprendimento o la capacità di riconoscersi allo specchio.

Un software adeguato può permettere al computer di registrare in memoria i dati di input, analizzarli, e produrre determinati output ; tutte queste operazioni avvengono naturalmente in modo automatico, senza che il computer sia cosciente di nulla.

Non e’ possibile quindi in nessun modo escludere dal punto di vista scientifico o logico che la vita degli animali sia in un processo puramente biologico, senza alcuna forma di vita cosciente; in altre parole la scienza non può escludere che l’animale sia solo un “robot biologico”, che non è cosciente di nulla e non percepisce alcun tipo di sensazione, le cui azioni  e reazioni sono determinate da un “software” biologico impiantato nel suo cervello.

 In conclusione, oggi conosciamo con certezza le leggi che generano tutti i fenomeni chimici, biologici e neurologici;

infatti le leggi della fisica come la meccanica quantistica o la teoria dell’elettromagnetismo sono dimostrate da un numero così alto di risultati sperimentali che sarebbe assurdo dubitare della loro validità nella descrizione dei sistemi biologici ; i sistemi biologici rientrano infatti in quell’intervallo di valori dei parametri critici, quali energia, temperatura, ecc. per i quali queste teorie sono state ampiamente testate.

La scienza dimostra che gli elettroni (così come i protoni, ecc.)  sono particelle tutte identiche ed indistinguibili.

Le equazioni della meccanica quantistica hanno un carattere universale e  determinano ogni reazione chimica, tanto nei sistemi organici che in quelli inorganici.

Allo stesso modo, i campi elettromagnetici sono determinati dalle stesse equazioni universali, tanto all’interno del nostro cervello come in qualunque composto inorganico.

Un’analisi razionale delle nostre conoscenze scientifiche conduce necessariamente alla conclusione che la nostra vita psichica sia dovuta ad un componente sovrannaturale, la psiche  o  “io” che è un’entità non fisica ed intrinsecamente trascendente rispetto alla leggi della fisica, e quindi rispetto alla realtà materiale ; la psiche non può essere identificata con il cervello, che è solo un oggetto fisico costituto da elettroni, protoni e neutroni e la vita psichica non può avere un’origine biologica.

L’esistenza dell’anima implica l’esistenza di Dio, in quanto Creatore dell’anima.

Ho discusso di questi argomenti molte volte con persone che mi avevano espresso i loro dubbi sull’esistenza di Dio. Molti di loro mi hanno ringraziato vivamente e mi hanno detto di avere trovate in questi argomenti un grande forza di convinzione ed una motivazione a credere in Dio.

Io penso che la Chiesa dovrebbe intervenire per fare chiarezza in questo campo e per impedire che le irrazionali speculazioni pseudoscientifiche di molti materialisti generino dubbi assurdi in chi non ha una sufficiente preparazione scientifica per capire la natura speculativa e le contraddizioni logiche di tali teorie. Il materialismo oggi trova nella scienza il suo punto di forza, ma in realtà, un analisi razionale delle leggi della fisica permette di comprendere  le gravissime contraddizioni logiche del materialismo e l’impossibilità  per il materialismo di spiegare in modo coerente e razionale la nostra vita psichica.

 

Marco Biagini


  BIOGRAFIA.

 

Luglio 1988: Laurea in Fisica presso l'Università di Modena con la votazione di 110/110 e lode.

 

Nov. 1989-Ott. 1991: inizio della attività di ricerca presso l'istituto Maspec C.N.R. di Parma, usufruendo di due borse di studio annuali del C.N.R. per lo studio di effetti quantistici nella diffrazione dei raggi x.

 

Nov. 1991: inizio di una terza borsa annuale del C.N.R.  presso L’Università di Modena per lo studio teorico della diffrazione di fotoelettroni.

 

Dic. 1991: Diploma di specializzazione in Scienza e Tecnologia dei Materiali, presso l'Università di Parma, discutendo una tesi dal titolo ``Aspetti teorici ed applicativi della diffrazione dei raggi x'', con la votazione di 50/50 e lode.

 

Dic. 1992: inizio del Dottorato di ricerca in Fisica, presso il consorzio universitario di Modena-Parma.

 

Gen. 1996: Conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca in Fisica, discutendo una tesi dal titolo `` Interazione tra i piani CuO2 nei superconduttori ad alta temperatura critica''.

 

Lug. 96: inizio di una borsa di studio post-doc INFM presso l'Università di Modena.

 

Gen. 97 : assunzione come amministratore delegato  presso la società B.B.C. srl.

 

 

Pubblicazioni di maggiore rilievo

 

1) M. Biagini, Quantum Theory of the Borrmann Effect, Phys. Rev. A, 42, 3695 (1990);

 

2) M. Biagini,Quantum Anomalies in Laue Diffraction, Phys. Rev. A, 44, 645 (1991);

 

3) M. Biagini, Double photoionization of helium: effect of the Coulomb repulsion on the angle-resolved cross-section, Phys. Rev. A, 46, 656 (1992);

 

4) M. Biagini, Theory of photoelectron diffraction in a Coulomb field, Phys. Rev. B, 46, 10588(1992);

 

5) M. Biagini, Renormalized multiple-scattering theory of photoelectron diffraction, Phys. Rev. B, 48, 2974 (1993);

 

6) M. Biagini, Self-interaction-corrected density-functional formalism, Phys. Rev. B 49, 2156 (1994);

 

7) A. Ruocco, M. Biagini, A. Di Bona, N. Gambacorti, S. Valeri, S. Nannarone, A. Santoni, J. Bonnet, Surface-shift low-energy photoelectric diffraction: clean and hydrogenated GaAs(110) surface structural relaxation, Phys. Rev. B 51, 2399 (1995);

 

8) M. Biagini, C. Calandra, and S. Ossicini, Hole Filling and Interlayer Coupling in YBCO/PBCO Superlattices, Europhys. Lett. 31, 317 (1995);

 

9) M. Biagini, Superconducting transition in two bidimensional t-J lattices with interplane single-electron hopping, Phys. Rev. B 51, 6107 (1995);

 

10) M. Biagini, C. Calandra, and S. Ossicini, Electronic structure of PBCO: A local-spin-density approximation with on-site Coulomb interaction, Phys. Rev. B 52, 10468 (1995);

 

11) M. Biagini, High-TC superconductivity of iodine intercalated BiSrCaCuO: An interlayer-coupling model, Phys. Rev. B 52, 7715 (1995);

 

12) M. Biagini, Energy-gap structure of a t-J bilayer, Phys. Rev. B 53, 9359 (1996);

 

13) M. Biagini, C. Calandra, e S. Ossicini, Electronic structure of the 1x1 YBCO/PBCO superlattice: A local-spin-density approximation with on-site Coulomb~interaction, Phys. Rev. B 54, 1404 (1996);

 

14) M. Biagini, Electronic structure calculations for YBCO within the slave boson formalism, Phys. Rev. Lett. 77, 4066 (1996).


E' da notare nella biografia che, pur avendo pubblicato su riviste scientifiche prestigiose, il personaggio, inesistente per altro su internet, è passato a fare l'Amministratore Delegato di una azienda.

Poiché il personaggio invia i suoi scritti a tutti i forum esistenti nel mondo e poiché spesso viene spernacchiato, è di interesse pubblicare un'altra sua uscita:


 

Una discussione scientifica sull'esistenza dell'anima

(lettera di Marco Biagini)

http://www.federagione.it/Spazioaperto/Altriscritti/Biagini%20esistenza%20anima.htm 

La ringrazio fin d’ora per il tempo che mi vorrà dedicare nel leggere questa lettera. Ho trovato il vostro sito molto interessante e vorrei proporre alcune considerazioni che penso possano contribuire a fare chiarezza sull'inconsistenza del materialismo. 
Mi chiamo Marco Biagini e il motivo per cui  le scrivo è che sono un fisico e che ritengo che da parecchi anni ormai sia in atto una vera e propria campagna di disinformazione scientifica a sostegno del materialismo. Questo e' dovuto probabilmente in parte ad alcuni scienziati che cercano di vendere le loro speculazioni come teorie dimostrate scientificamente, ed in parte al contributo dei mass media, che sono sempre alla ricerca di titoli sensazionalistici, approfittando dell'ignoranza scientifica dei loro lettori.
Il fatto e' che ormai il concetto che il cervello sia l'origine della coscienza, del pensiero, delle emozioni, e di ogni attività psichica è divenuto un luogo comune, al punto che io l'ho trovato scritto anche sui libri di testo dei miei figli e che conosco molti cattolici che ne sono fermamente convinti. Come spiegherò nel seguito di questa lettera, non solo non è vero che sia stato dimostrato che la nostra vita psichica abbia un'origine biologica, ma le nostre conoscenza scientifiche attuali dimostrano esattamente il contrario, ossia che è impossibile spiegare l'esistenza dello stato cosciente e di ogni esperienza psichica senza supporre l'esistenza nell'uomo di un componente non -fisico, trascendente rispetto alla realtà materiale.  Questo è in perfetto accordo con l’insegnamento della Chiesa, secondo cui l'uomo ha un'anima creata direttamente da Dio.
L'idea che il cervello sia l'origine della nostra vita psichica viene usata per giustificare l'aborto e per diffondere il materialismo.

  Che cosa è la vita psichica ?

   A scanso di equivoci, chiarisco che per vita psichica intendo la nostra capacità di essere coscienti e consapevoli, di avere percezione di noi stessi, di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, ecc. Non uso la parola intelligenza, perché oggi essa è spesso associata al concetto di intelligenza artificiale, che non implica nessuna forma di vita psichica e di stato cosciente. La vita psichica dell'uomo è un fenomeno direttamente osservabile di cui abbiamo quindi piena evidenza sperimentale ; tale fenomeno merita quindi di essere analizzato sul piano scientifico.

   Che cosa è il cervello ?

   Oggi sappiamo che il nostro cervello è solo un insieme di particelle come elettroni e protoni, che interagiscono attraverso il campo elettromagnetico. Ogni processo biologico è dovuto soltanto a reazioni chimiche che a loro volta sono dovute all'interazione elettromagnetica tra gli elettroni ed i protoni degli atomi che costituiscono il nostro organismo. Ogni neurone ed ogni cellula non sono altro che insiemi di elettroni, protoni e neutroni, con una certa collocazione spaziale; l'interazione elettromagnetica può essere infatti attrattiva e questo fa sì che le particelle possano attrarsi formando determinate disposizione geometriche nello spazio. Le proprietà di ogni molecola (incluse le molecole di DNA, gli ormoni, ecc.) ed ogni processo biologico sono dovuti solo alle leggi della fisica; più precisamente, poiché nel nostro organismo non avvengono reazioni nucleari e le forze gravitazionali sono troppo deboli per interferire con i processi molecolari, ogni processo biologico è dovuto unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica.
   Ogni tentativo di spiegare la nostra vita psichica nell'ambito del materialismo implica che ciò che soffre, ama, desidera, percepisce, ecc. in noi siano oggetti come elettroni o campi elettromagnetici. Ma gli oggetti non posso percepire nulla; gli oggetti non possono provare né gioia né tristezza, né piacere né dolore, ecc. La scienza ha dimostrato che le equazioni del campo elettromagnetico sono universali ; esse descrivono tanto il campo elettromagnetico dentro il nostro cervello come quello in un qualunque filo di rame o quello all'interno di un atomo. Non c'è alcuna traccia di coscienza, sensazioni, sentimenti, pensieri, ecc. nelle equazioni del campo elettromagnetico. Se si ipotizza che il campo elettromagnetico sia l'origine della nostra vita psichica, allora la sola logica conclusione sarebbe che anche la nostra lavatrice, la nostra televisione, il nostro tostapane di tanto in tanto saranno depressi o felici o sofferenti... Infatti, dal punto di vista scientifico non vi è alcuna differenza tra i campi elettromagnetici presenti nel nostro cervello e quelli presenti in questi apparecchi.
   Affermare che gli impulsi elettrici che avvengono nel cervello siano o generino sensazioni o pensieri significa contraddire le leggi della fisica che considerano equivalenti tutti gli impulsi elettrici, che avvengano dentro o fuori dal cervello. Infatti, un impulso elettrico è costituito solo da elettroni in movimento, e gli elettroni sono tutti identici ed indistinguibili e sono sempre in movimento in qualunque materiale o circuito elettrico. Attribuire agli elettroni del nostro cervello proprietà (come quella di generare sensazioni o emozioni) e non attribuire la stessa proprietà a tutti gli altri elettroni dell'universo, significa contraddire uno dei principi fondamentali della fisica, il principio di Pauli, che stabilisce che tutti gli elettroni sono identici ed indistinguibili, ossia hanno tutti le stesse esatte caratteristiche e proprietà.
   Inoltre le leggi della fisica stabiliscono che gli impulsi elettrici generano solo campi elettromagnetici ; quindi l'ipotesi tipica dei materialisti che gli impulsi elettrici del cervello generino sensazioni, emozioni ecc., è in stridente contraddizione con le leggi della fisica. A loro volta, le onde elettromagnetiche generate dagli impulsi elettrici nel nostro cervello sono del tutto equivalenti a quelle generate da qualunque altro impulso elettrico ; tali onde escono dal nostro cervello e si disperdono nello spazio esterno alla velocità della luce, come tutte le onde elettromagnetiche.
   Le leggi della fisica stabiliscono quali tipi di processi avvengono nella realtà fisica ; escludendo le reazioni nucleari e subnucleari, che non avvengono certo nel cervello, i soli processi possibili sono il movimento di particelle e lo scambio di energia tra particelle (collisioni tra particelle) e tra particelle e campo elettromagnetico (emissione o assorbimento di fotoni). I soli processi fisici possibili sono determinati da un operatore matematico chiamato "Hamiltoniano", che determina anche quali siano i soli tipi di energia esistenti nella realtà fisica. L'Hamiltoniano è infatti costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia, come l'energia cinetica dell'elettrone o l'energia del fotone. Per avere altri processi o altri tipi di energia è necessario aggiungere altri termini all'Hamiltoniana, alterando così le equazioni della fisica, e conseguentemente tutte le loro soluzioni (vedi paragrafo "Le leggi della fisica e la storia"). In conclusione, le leggi della fisica smentiscono l'ipotesi base del materialismo secondo cui la vita psichica sia generata dai processi cerebrali. Le leggi della fisica non permettono di spiegare, né di giustificare, NEMMENO IN LINEA DI PRINCIPIO, l'esistenza della vita psichica, neppure l'esistenza delle più banali delle sensazioni.

   La vita biologica non implica la vita psichica

   Da un punto vista fisico il nostro cervello è solo un sistema di particelle interagenti, ossia un oggetto. La scienza ha dimostrato che la vita biologica consiste unicamente in una successione di reazioni chimiche concatenate, ma la nostra vita psichica trascende le leggi della fisica, e conseguentemente quelle della chimica e della biologia. Ogni fenomeno che trascende le leggi della fisica viene generalmente chiamato sovrannaturale ; dunque la nostra vita psichica è un fenomeno sovrannaturale, trascendente rispetto alla realtà materiale. Il fatto che la nostra vita psichica non possa essere generata da elettroni o campi elettromagnetici, implica che la nostra psiche ed il nostro cervello non siano la stessa entità, ma due diverse entità interagenti. La psiche è il componente non-fisico/non-biologico dell'uomo. Uso il termine psiche, ma si potrebbe usare anche il termine anima o spirito.
   E' importante osservare che è possibile in linea di principio simulare al computer ogni aspetto del comportamento degli animali, incluso la capacità di apprendimento o l'apparente capacità di riconoscersi allo specchio. Un software adeguato può permettere al computer di registrare in memoria i dati di input, analizzarli, e produrre determinati output ; tutte queste operazioni avvengono naturalmente in modo automatico, senza che il computer sia cosciente di nulla. Per esempio un computer può "distinguere" le immagini che riceve tramite una telecamera ; questo avviene automaticamente attraverso algoritmi matematici senza che il computer abbia alcuna sensazione visiva ; questo significa che il fatto che il cane distingua il bastone da un osso non prova che il cane abbia una sensazione visiva.
   Non è possibile quindi in nessun modo escludere dal punto di vista scientifico o razionale che la vita degli animali sia solo un processo puramente biologico e sia priva di alcuna forma di vita cosciente; in altre parole la scienza non permette di escludere la possibilità che l'animale sia solo un "robot biologico", che non è cosciente di nulla e non percepisce alcun tipo di sensazione, le cui azioni e reazioni sono determinate da un "software" chimico impiantato nel suo cervello. E' possibile spiegare anche quei comportamenti degli animali che sono spesso ritenuti un'indicazione di stati emotivi. Per esempio, i cani che a causa di mutazioni genetiche esibivano casualmente degli atteggiamenti affettuosi, avevano una maggior probabilità di essere "adottati" dall'uomo, e quindi di sopravvivere. Era sufficiente che l'animale presentasse questi atteggiamenti nei confronti di un solo membro della famiglia (anche se non era quello che gli dava il cibo) per essere accettato dalla famiglia. Si tratterebbe solo di un caso di selezione naturale, anche se inconsapevolmente indotta dall'uomo, che ha di fatto programmato il comportamento e le reazioni del cane. Poiché non abbiamo alcuna modo di osservare l'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali e l'ipotesi che tale vita psichica esista non è necessaria per spiegare i fenomeni osservabili negli animali, possiamo affermare che non esiste alcuna evidenza sperimentale o scientifica dell'esistenza di una qualsiasi forma di vita psichica negli animali.
   L'idea che gli animali abbiano una qualche forma di vita psichica è quindi solo un'ipotesi arbitraria, priva di alcun fondamento scientifico o razionale. Tale ipotesi può essere considerata una reminiscenza dell'infanzia, poiché tutti i bambini tendono ad attribuire agli animali pensieri, emozioni e sensazioni. Del resto, i popoli primitivi tendevano ad attribuire caratteri antropomorfi a molti elementi della natura : il sole, il mare, il vento, le foreste, le montagne... L'uomo ha mano a mano capito che i fenomeni naturali non implicavano l'esistenza di "spiriti" addetti al loro controllo, ma avvenivano automaticamente a causa di specifiche leggi naturali ; l'uomo ha capito che la natura è oggetto e non persona. La concezione antropomorfa degli animali è l'ultimo residuo di questo atteggiamento pre-scientifico che ha condotto l'uomo a personalizzare i processi naturali che non riusciva a spiegare ; il progresso scientifico e tecnologico ci permette ora di spiegare anche il comportamento degli animali senza attribuire ad essi alcun carattere antropomorfo.

   L’attività cerebrale e la vita psichica

   Vorrei fare osservare che il fatto che danni al cervello o la droga provochino alterazioni delle capacità mentali del soggetto dimostra semplicemente l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello. In nessun modo questo può essere considerato una prova del fatto che il cervello sia l'origine della coscienza e della capacità di percepire emozioni, ecc. Se abbiamo un problema ai nostri occhi, le nostre capacità visive risultano alterate, ma questo certamente non significa che siano i nostri occhi ad avere o a generare una sensazione visiva ; questo significa semplicemente che l'occhio ha un ruolo preliminare nel processo di generazione della sensazione visiva. L'occhio è solo uno strumento usato dalla psiche per vedere, ma l'occhio non vede nulla perché non percepisce alcuna sensazione visiva. Allo steso modo, anche il cervello ha solo un ruolo preliminare e può essere considerato uno strumento usato dalla psiche. Tutti gli studi neurologici sul cervello provano solo l'esistenza di una interazione tra psiche e cervello. Del resto l'esistenza di questa interazione è ovvia, perché senza di essa, la nostra psiche sarebbe completamente isolata dalla realtà esterna, e quindi noi non potremmo interagire con la realtà esterna.
   Resta il fatto che stimolo fisico e la sensazione che noi proviamo sono due fenomeni completamente diversi. Per esempio, la vibrazione delle molecole dell'aria rappresenta lo stimolo fisico che procura in noi la sensazione "suono", ossia la sensazione uditiva. Tuttavia, la vibrazione delle molecole dell'aria non è la sensazione "suono" ; le molecole dell'aria non sentono alcun suono, così come sarebbe assurdo affermare che le molecole dell'aria che vibrano sono una sensazione uditiva. La sensazione "suono" esiste solo a livello psichico e non a livello fisico ; la sensazione uditiva è generata dalla psiche come elaborazione di un determinato stimolo fisico. Lo stesso vale per gli impulsi elettrici e le reazioni chimiche che avvengono nel cervello : tali reazioni chimiche o impulsi elettrici non sono emozioni, sensazioni o pensieri, ma sono solo degli stimoli fisici; è infatti la nostra psiche che elabora e traduce questi processi fisici in emozioni, sensazioni o pensieri.

   Le leggi della fisica e le altre scienze naturali

   Vorrei ora proporre alcune considerazioni sull'affidabilità delle nostre conoscenze scientifiche. Innanzitutto voglio spiegare la differenza tra una teoria fenomenologica ed una teoria da "principi primi". Una teoria fenomenologica consiste in una versione approssimata e semplificata di una teoria da "principi primi", che rappresenta la spiegazione esatta dei fenomeni naturali. La biologia e la neurologia sono esempi di teorie fenomenologiche, mentre la fisica è la sola teoria da principi primi, da cui tutte le altre scienza naturali derivano. Naturalmente poiché i calcoli da principi primi sono estremamente lunghi e laboriosi, noi abbiamo bisogno anche di teorie semplificate che ci permettano di trattare più agevolmente i sistemi composti da molti atomi.
   Le leggi della fisica hanno un valore generale, ma nella loro applicazione a sistemi specifici, è possibile utilizzare delle regole più semplici, specifiche per quel tipo di sistema; tali regole non sono né estranee, né indipendenti dalle leggi della fisica, ma sono una diretta conseguenza delle leggi della fisica. Un risultato di queste teorie fenomenologiche non può essere accettato se risulta in contraddizione con le leggi della fisica, che sono i soli veri principi all'origine della teoria fenomenologica. Solo le leggi della fisica rappresentano la spiegazione da principi primi della realtà materiale, tanto di quella inorganica quanto di quella organica. Una teoria approssimata (come la biologia o la neurologia) non può essere ovviamente usata per negare la teoria da cui deriva e di cui essa è solo un'approssimazione.
   Tutte le altre scienze naturali sono dunque subordinate alla fisica. Si può anche osservare che tutte le scienze naturali (biologia, neurologia, medicina, ecc.) usano oggi nei loro studi degli strumenti di misura e di analisi microscopica che sono stati progettati e costruiti unicamente sulla base delle leggi della fisica. I dati che tali discipline analizzano e studiano hanno senso solo perché le leggi della fisica assicurano il corretto funzionamento degli strumenti di misura utilizzati. Se si mettessero in discussione le leggi della fisica, crollerebbero immediatamente tutte le altre scienze naturali, perché i dati da esse utilizzati a sostegno delle proprie teorie non avrebbero più alcun senso. Dunque nessuna delle scienze naturali può elaborare teorie in contraddizione con le leggi della fisica, né può in alcun modo mai smentire le leggi della fisica. Questo significherebbe fare perdere di significato a tutti i dati, reperiti attraverso strumenti il cui funzionamento è garantito unicamente dalle leggi della fisica, dati sui quali sarebbero state costruite le teorie stesse. Si tratterebbe di una palese contraddizione logica. Le leggi della fisica sono quindi il fondamento di tutte le altre scienze naturali.

   Le leggi della fisica e la storia

   Le leggi che generano tutti processi chimici, biologici e neurologici sono oggi perfettamente note. Mai prima d'ora nella storia, la scienza è stata capace di spiegare i principi da cui hanno origine tutti i processi biologici. Questo rappresenta una vera svolta nella storia della scienza. Ciò che la fisica scoprirà in futuro non avrà più nulla a che fare con il funzionamento del nostro organismo, né con qualunque altro organismo biologico. Ci sono certamente ancora cose non pienamente comprese nel campo dell'astrofisica, ma questi processi non influenzano in nessun modo i processi biologici, che sono dovuti unicamente alle leggi dell'elettrodinamica quantistica. Non vi è dunque alcuna ragione per dubitare delle leggi della fisica e della loro capacità di spiegare perfettamente ogni sistema biologico.
   Le leggi della fisica sono costituite da poche equazioni matematiche correlate tra loro. La loro compatta e rigida struttura matematica esclude la possibilità che esse possano essere modificate o perfezionate; infatti ogni modifica di un'equazione matematica comporta dei cambiamenti radicali di tutte le soluzioni di tale equazione. Poiché dalle equazioni della fisica sono state ottenute miliardi e miliardi di soluzioni confermate con grande precisione dagli esperimenti, modificare le equazioni della fisica significherebbe gettare via di colpo tutte queste soluzioni corrette. D'altra parte, assistiamo giorno dopo giorno ad una sistematica riconferma sperimentale delle leggi della fisica su sempre nuovi sistemi. Ipotizzare che le leggi della fisica siano sbagliate equivale a dire che tutti questi miliardi e miliardi di sistematiche e quantitative conferme sperimentali siano solo una fortunata coincidenza. In questi ultimi decenni sono state compiute molte più verifiche sperimentali di quante non ne siano state compiute nel corso di tutta la storia, ma le leggi della fisica quantistica scoperte nei primi decenni del secolo scorso non sono mai state modificate. Sulla base del numero di verifiche sperimentali compiute, si può affermare che l'elettrodinamica quantistica sia la più anziana e la più testata teoria scientifica della storia.

   I calcoli da principi primi

   Oggi noi siamo in grado di fare calcoli da "principi primi" relativi a sistemi molecolari composti da molti atomi ; questo significa che possiamo calcolare le soluzioni delle equazioni della fisica quantistica anche per sistemi macroscopici. Il punto chiave è che noi sappiamo già che TIPO di informazione possiamo ottenere da un calcolo da "principi primi" di un qualsivoglia sistema molecolare. Infatti, dalla soluzione dell'equazione di Schroedinger per un sistema molecolare, noi sappiamo che possiamo ottenere informazioni relative alla distribuzione di carica o ai livelli di energia. In nessun modo noi possiamo ottenere coscienza, emozioni, sentimenti, ecc. Questi non sono possibili risultati di un calcolo da principi primi. Anche se con un supercomputer noi potessimo calcolare la funzione d'onda del nostro cervello, noi potremmo ricavare da tale funzione d'onda solo proprietà come densità di carica e livelli energetici ; non potremmo mai ottenere alcuna esperienza psichica. Infatti noi sappiamo già quale tipo di informazione possiamo ottenere da qualunque funzione d'onda. Noi possiamo già fare calcoli da principi primi su molti sistemi molecolari, ma il tipo di proprietà che possiamo ottenere da questi calcoli è indipendente dal tipo di molecole o dal numero di atomi del sistema. Se la psiche non esistesse come componente non-fisico dell'uomo, in base alle nostre conoscenze scientifiche noi dovremmo essere dei robot biologici, che agiscono a causa di specifiche reazioni chimiche senza essere coscienti di nulla e senza provare alcuna sensazione. Gli studi in campo neurologico dimostrano soltanto l'esistenza di una interazione tra la psiche ed il cervello, ma non rivelano nulla della natura della psiche.

   Contraddizioni fondamentali del materialismo

   Nel materialismo, la vita psichica viene considerata una proprietà complessa macroscopica della materia, ma questa definizione è inconsistente dal punto di vista logico ; infatti, la scienza ha dimostrato che tutte le cosiddette proprietà macroscopiche sono in realtà solo concetti utilizzati per descrivere in modo approssimativo i processi fisici reali, che consistono unicamente in successioni di processi microscopici elementari. Un esempio di proprietà macroscopica, spesso citato dai materialisti, è la ruvidità; il materialista afferma che le particelle elementari non hanno ruvidità, e quindi la ruvidità è una proprietà nuova che emerge solo a livello macroscopico. Questo è invece completamente sbagliato; infatti, la ruvidità è solo un concetto utilizzato per descrivere un certo tipo di distribuzione geometrica delle molecole su una superficie. Le leggi della fisica stabiliscono un'infinità di possibili distribuzioni geometriche delle particelle, e noi possiamo classificare tali possibili distribuzioni geometriche con nomi diversi, elaborando i concetti di superfici ruvide o lisce, ecc. Si tratta però solo di concetti e classificazioni arbitrarie e soggettive, utilizzate per descrivere come un oggetto esterno appare alla nostra mente cosciente. Anche il concetto di oggetto macroscopico rigido e compatto è solo un'illusione ottica e non un'entità fisica. L'immagine dell'oggetto che noi percepiamo è infatti solo una rappresentazione approssimata dell'oggetto fisico realmente esistente. Nessun oggetto esiste in natura così come noi lo immaginiamo e lo vediamo; gli oggetti solidi ci appaiono infatti come se fossero riempiti uniformemente di materia immobile, mentre in realtà essi sono solo insiemi di particelle quantistiche che si muovono ad alta velocità: la materia è concentrata in una piccolissima porzione dello spazio occupato dall'oggetto, prevalentemente nei nuclei atomici, e non è distribuita uniformemente così come noi la vediamo. Le leggi della fisica stabiliscono che le proprietà possibili per ogni particella o molecola sono le stesse, ossia la proprietà di scambiare energia con altre particelle o fotoni, e la proprietà del movimento; queste sono le proprietà di ogni particella quantistica, e nessun aggregato di particella quantistiche può possedere nuove proprietà. Non esiste quindi alcuna nuova oggettiva proprietà emergente a livello macroscopico. Le proprietà macroscopiche citate dai materialisti non sono proprietà oggettive della realtà fisica, ma sono solo il prodotto della nostra soggettiva elaborazione mentale delle nostre esperienze sensoriali; in altre parole, esse sono idee concepite per descrivere o classificare, secondo criteri arbitrari, una determinata successione di processi microscopici, e tali idee esistono solo in una mente cosciente e pensante; quindi il concetto di proprietà complessa o macroscopica implica l'esistenza di una mente cosciente in grado di percepire sensazioni e di elaborare concetti, ossia una mente dotata di vita psichica. Dunque le proprietà macroscopiche sono solo descrizioni o classificazioni soggettive ed arbitrarie di determinate successioni di processi elementari, ed ogni descrizione soggettiva implica l'esistenza della vita psichica. Risulta chiaro che la vita psichica non può essere considerata una proprietà macroscopica o complessa della realtà fisica perché il concetto stesso di proprietà macroscopica presuppone l'esistenza della vita psichica. Si tratta quindi di una palese contraddizione logica. Nessun concetto che implica l'esistenza della vita psichica può essere usato per tentare di spiegare l'esistenza della vita psichica.
   
   Un altro argomento usato dai materialisti è quello secondo cui la vita psichica sarebbe generata dal fatto che nel cervello vengano scambiate molte informazioni. Anche in questo caso si tratta di una palese contraddizione logica, perché il concetto stesso di informazione presuppone l'esistenza della vita cosciente, e non può essere quindi usato per spiegarne l'esistenza. I materialisti spesso obiettano che anche nel computer sono immagazzinate delle informazioni, ma si tratta di un linguaggio improprio. Infatti, nel computer sono immagazzinati in realtà solo degli impulsi elettrici. E' la mente umana che ha stabilito un linguaggio convenzionale per codificare delle informazioni in una successione di impulsi elettrici. Per capire meglio che cosa intendo dire, si pensi all'alfabeto Morse: una successione di linee e punti non è un'informazione; lo diventa solo se una mente cosciente ha stabilito una convenzione per associare a quella determinata successione di linee e di punti un determinato significato. Dunque ogni informazione è sempre un prodotto della vita psichica cosciente, e questo dimostra che il concetto di informazione non può essere usato per spiegare l'esistenza della coscienza.
   Vorrei aggiungere un commento su un tipico argomento usato a sostegno del materialismo, che è quello secondo il quale la vita psichica esiste nel cervello a causa della sua complessità. L'invalidità di questo argomento si dimostra facilmente con le seguenti considerazioni. Il concetto di complessità è un concetto arbitrario e soggettivo; un determinato problema può essere ritenuto complesso da una persona e semplice da un'altra persona. Poiché la soggettività presuppone l'esistenza della vita psichica, nessun concetto soggettivo (come quello di complessità) può essere usato per tentare di spiegare l'esistenza della vita psichica. Questo è sufficiente a dimostrare l'invalidità di tale argomento sul piano della logica. Inoltre il concetto di complessità non esiste nelle leggi della fisica, nelle quali sono presenti solo concetti come carica, massa, velocità, ecc. Le leggi della fisica sono il fondamento di tutta la scienza moderna ed ogni processo naturale è determinato unicamente dalle leggi della fisica; nelle leggi della fisica non esiste alcuna legge della complessità, tantomeno alcuna legge che stabilisca che la complessità generi vita psichica! Quindi l'argomento della complessità oltre ad essere incompatibile con la logica, è anche incompatibile con la scienza.
   L'uomo può stabilire dei criteri (arbitrari) per classificare i processi naturali, ma tali criteri esistono solo nella mente umana, e non nella realtà fisica, che è determinata unicamente dalle leggi della fisica. Tutti i processi che avvengono nel nostro cervello sono unicamente determinati dalle leggi della fisica e quindi non è possibile utilizzare concetti estranei a tali leggi (come il concetto di complessità, funzionalità o informazione) per spiegare dei processi fisici. Tali concetti implicano l'esistenza di una mente cosciente (e quindi trascendente rispetto alle leggi della fisica ) e non possono quindi essere usati per negare l'esistenza di una realtà trascendente rispetto alle leggi della fisica. Faccio un esempio: Se si mettono dei mattoni uno sopra l'altro quello che si ottiene sarà sempre solo un mucchio di mattoni, indipendentemente dal fatto che lo si definisca casa, torre o ponte. I concetti di casa, ponte o torre esistono infatti solo nella mente umana; ciò che esiste nella realtà fisica sono solo le particelle quantistiche, come gli elettroni. Queste particelle possono occupare diverse posizioni nello spazio, per cui possiamo ottenere insiemi di particelle con diverse forme geometriche. Poiché l'interazione elettromagnetica può essere attrattiva, le particelle possono attrarsi e restare le une vicino alla altre, formando così degli oggetti solidi macroscopici. Noi possiamo scegliere di chiamare un insieme di particelle con una data forma "sedia", con un'altra forma "tavolo" ecc. Ma questi nomi e questi concetti sono solo idee astratte che non esistono nella realtà fisica; tali nomi e tali concetti presuppongono l'esistenza della vita psichica, ossia di una persona cosciente ed intelligente che analizza la realtà esterna e la classifica elaborando criteri arbitrari.
   Il fatto che per tentare di spiegare la vita psichica si debba ricorrere a tali concetti, estranei alle leggi della fisica, è una ulteriore dimostrazione del carattere trascendente della via psichica rispetto alla realtà fisica. Nessun concetto estraneo alle leggi della fisica è infatti necessario per spiegare i processi chimici, biologici, neurologici o cerebrali ; tali processi sono spiegati dalle sole leggi della fisica. Si può affermare che le leggi della fisica sono la causa di tutti i processi fisici, chimici e biologici. Se la spiegazione della vita psichica richiede l'introduzione di principi estranei alla fisica, questo significa che tale fenomeno trascende le leggi della fisica, ossia che tale fenomeno non è fisico, a meno che non si cambino le equazioni della fisica. Come ho spiegato, però, cambiare le leggi della fisica significa cambiare tutte le soluzioni di tali equazioni, perdendo quindi tutti quei miliardi di soluzioni corrette che le leggi della fisica ci hanno dato. Poiché le leggi della fisica sono il fondamento di tutte le scienze naturali, cambiare le leggi della fisica significherebbe fare crollare tutta la scienza moderna e ripartire da zero. Ipotizzare un cambiamento delle leggi della fisica significa uscire dall'ambito scientifico ed entrare in quello della filosofia puramente speculativa.
   Il processo logico del materialismo è lo stesso che conduce all'idolatria; infatti l'idolatra crede che l'oggetto (idolo) in certe circostanze abbia una vita psichica, a prescindere dal fatto che esso sia fatto con materiale ordinario. Allo stesso modo il materialista crede che l'oggetto (il cervello) abbia una vita psichica, a prescindere dal fatto che sia fatto con materiale ordinario (elettroni, campi elettromagnetici, ecc.) .
   Un'ultima tipica contraddizione del materialismo è quella di affermare che gli impulsi elettrici nel cervello generino sensazioni, emozioni, ecc. Tale affermazione è incompatibile con le leggi della fisica che stabiliscono che gli impulsi elettrici nel cervello sono equivalenti agli impulsi elettrici fuori dal cervello (un impulso elettrico è costituito unicamente da elettroni in movimento) e che tutti gli impulsi elettrici generano solo campi elettromagnetici. Per affermare che gli impulsi elettrici generano qualcos'altro oltre ai campi elettromagnetici, bisognerebbe cambiare le leggi della fisica. Di fatto i materialisti prendono in prestito alcune parole chiave dal linguaggio scientifico, come "impulso elettrico", "energia", ecc. e poi attribuiscono a tali entità proprietà che sono incompatibili con le leggi della fisica. Si tratta di un vero e proprio abuso del linguaggio scientifico.

   Conclusioni

   In conclusione, oggi conosciamo le leggi che permettono di spiegare, almeno in linea di principio, tutti i processi elettromagnetici, chimici, biologici, neurologici e cerebrali. Infatti le leggi dell'elettrodinamica quantistica sono confermate da un numero così alto di risultati sperimentali che sarebbe assurdo dubitare della loro validità nella descrizione dei sistemi molecolari, ed in particolare dei sistemi biologici. La scienza dimostra che gli elettroni sono particelle tutte identiche ed indistinguibili. Le equazioni della meccanica quantistica hanno un carattere universale e determinano ogni reazione chimica ed ogni processo molecolare, tanto nei sistemi organici che in quelli inorganici. Allo stesso modo, i campi elettromagnetici sono determinati dalle stesse equazioni universali, tanto all'interno del nostro cervello come in qualunque composto inorganico.
   Le leggi dell'elettrodinamica quantistica generano tutti i processi elettromagnetici, chimici, biologici, neurologici e cerebrali, ma non generano alcuna esperienza psichica. Le leggi della fisica smentiscono l'ipotesi base del materialismo, secondo cui la vita psichica ssarebbe generata dal cervello. Le leggi della fisica non permettono di dare nessuna spiegazione né giustificazione, NEMMENO IN LINEA DI PRINCIPIO, dell'esistenza della vita psichica, neppure della più banale delle sensazioni. La vita psichica (sensazioni, emozioni, pensieri, ecc.) trascende le leggi della fisica e quindi la causa dell'esistenza della vita psichica non può essere identificata con il cervello; la vita psichica è originata necessariamente da un componente non-fisico/non-biologico, ossia sovrannaturale: la psiche o anima.
   La psiche non può essere identificata con il cervello, che è solo un oggetto fisico costituto da elettroni, protoni e neutroni, i cui processi sono determinati unicamente dalle leggi dell'elettrodinamica quantistica . Esistono quindi due realtà distinte: la realtà fisica, ossia l'universo, che ha una struttura intrinsecamente matematica (le leggi della fisica) che determina ogni processo fisico, chimico o biologico ; la realtà psichica che trascende le leggi della fisica.

   L’esistenza di Dio

   A questo punto sorge la domanda : da dove ha avuto origine la nostra psiche ? Il fenomeno della vita psichica dimostra che la psiche ad un certo punto certamente comincia ad esistere in noi. Le leggi della fisica dimostrano che la psiche non può essere il prodotto di processi fisici, chimici o biologici. Dunque l'origine dell'anima è trascendente rispetto alla realtà fisica.
   Possiamo quindi chiamare Dio la Causa necessaria all'esistenza della psiche, essendo tale Causa trascendente. Questo rappresenta la conferma scientifica della dottrina cattolica secondo la quale ogni uomo ha un'anima che è creata direttamente da Dio. Si può parlare di prova scientifica dell'esistenza dell'anima e dell'esistenza di un Dio trascendente rispetto alla realtà fisica.

   La teoria dell'evoluzione

   Aggiungo una breve osservazione sulla teoria dell'evoluzione. La teoria dell'evoluzione, essendo fondata sul ritrovamento di fossili, si applica soltanto agli organismi biologici. Non abbiamo elementi sufficienti per stabilire se realmente l'organismo biologico dell'uomo sia il risultato di un processo evolutivo. Il punto è però che la vita psichica è trascendente rispetto alla realtà fisica/biologica e richiede nell'uomo l'esistenza di un componente trascendente (la psiche o anima o mente ecc.).
   Poiché non esistono fossili di mente, la teoria dell'evoluzione non può dire nulla relativamente all'origine della vita psichica umana. Dunque, anche ammettendo che il nostro corpo sia il risultato di una evoluzione biologica, non potremmo avere alcuna vita psichica cosciente se Dio non avesse creato in ciascuno di noi un'anima. Senza un'anima, noi saremmo solo dei robot biologici in grado di agire e reagire, ma incapaci di percepire alcuna sensazione, emozione o pensiero. Alcuni evoluzionisti a volte tentano di formulare delle teorie sull'evoluzione della vita psichica, ma è chiaro che si tratta di pure speculazioni campate per aria, prive di alcun fondamento razionale o scientifico. 

 

 

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