L'Opus Dei in Italia
``Hitler against the Jews, Hitler against the Slavs, this means Hitler against communism'' ,Escrivà
"Il più ispirato, però, è
Marcello Dell’Utri. Che attribuisce all’Opus l’incontro della
vita: «A presentarmi Silvio Berlusconi fu il direttore della residenza
universitaria di Palermo Segesta, Bruno Padula, oggi vicario della
Prelatura in Sicilia». Rapporti mai interrotti: frequentatore del
collegio Opus di Torrescalla a Milano, direttore sportivo del centro di
formazione professionale Elis a Roma, negli anni ‘60 Dell’Utri mise
su una squadra di calcio, la Torrescalla-Edilnord. Lui allenava, Silvio
era il presidente, Paolo Berlusconi il centravanti.
Nel mondo della finanza sono vicini all’Opera il presidente della
Cassa di risparmio di Verona Paolo Blasi e l’amministratore delegato
della Banca di Roma Carlo Salvatori. Tra i simpatizzanti ci sono Cesare
Romiti, Cesare Geronzi e il governatore di Bankitalia Antonio Fazio,
ospite fisso di convegni (l’ultimo, sul lavoro, qualche mese fa al
centro Elis). L’editore Leonardo Mondadori ha pubblicato il testo base
di Escrivà (“Cammino”) e un’inchiesta di Vittorio Messori dai
toni agiografici. Ettore Bernabei, ex direttore generale della Rai e
presidente della Lux Vide, è membro sopranumerario. La scrittrice
Susanna Tamaro, un anno fa, ha aperto a Zurigo una sua fondazione sotto
l’egida della fondazione opusdeista Limmat. Anche il direttore di
“Panorama” Carlo Rossella sfoggia la devozione per “El Padre”:
«Sul comodino tengo i libretti di Escrivà e ne consiglio la lettura a
tutti».
Marco Damilano e Sandro Magister
Opus Dei/La nomenklatura in
Italia
Visto nel sito www.informationguerrilla.org
A cura del sito www.lavocedellacampania.it
In margine a fasti
& polemiche per la consacrazione di Escrivà,
la Voce porta alla luce gli scenari di un'Italia parallela, con gli opusdeisti
nazionali che da tempo estendono la loro presenza dalle sfere vaticane a quelle
delle massime istituzioni nel Paese. Ricostruiamo per la prima volta l'attuale
organigramma di vertice, pubblicando anche nomi e cognomi di frequentatori,
simpatizzanti, ex alunni eccellenti, assidui convegnisti & dintorni. A
cominciare da insospettabili vip di casa Ulivo.
DI RITA PENNAROLA
Prove generali di
franchismo in Italia. A lanciare l'allarme giusto due anni fa era stata
Filorosso, associazione antirazzista veronese collegata col gruppo nazionale di
Peacelink. Una grande manifestazione contro l'integralismo cattolico alla base
di violenze e razzismo: era questa la proposta di Filorosso, che denunciava
apertamente la presenza di un "laboratorio avanzato delle destre", per
mettere a punto le strategie del "nuovo blocco di consenso che va dalla
Lega a Forza Italia, da Alleanza Nazionale a Forza Nuova fino agli integralisti
cattolici". "Vogliamo dire con fermezza che oggi nella nostra città -
aggiungevano i pacifisti - il fascismo è cosa reale e che a questa educazione
al razzismo non sono estranee neppure le alte gerarchie ecclesiastiche, legate
ai potentati dell'Opus Dei, che a Verona controlla la maggior parte
dell'economia". Un modello "esportabile in breve tempo anche al di
fuori del nostro territorio". A maggio 2001 quello stesso blocco di potere
avrebbe trionfato alle politiche in Italia. A ottobre 2002 il fondatore dell'Opus
Dei Josemaria Escrivà de Balaguer, amico e consigliere del dittatore fascista
Francisco Franco, viene proclamato santo.
Quanto ha contato e quanto conta oggi la corazzata religiosa di origine spagnola
negli assetti di potere del Paese? Ma, soprattutto, fino a che punto arriva la
sua trasversalità? Fanno ancora rumore, ad esempio, gli strali lanciati su
Massimo D'Alema nelle scorse settimane per la sua partecipazione ufficiale alla
santificazione di Escrivà in piazza San Pietro. Una presenza duramente
stigmatizzata da Gianni Vattimo e Paolo Flores d'Arcais, e ancor più dallo
scrittore Antonio Tabucchi, il quale ricorda in un articolo sul Paìs che
proprio quest'anno nelle Asturie sono ricominciate le ricerche delle fosse
comuni in cui giacciono i resti di oltre trentamila dissidenti franchisti. E che
D'Alema "non poteva non sapere".
Quella del lider maximo, comunque, è stata una partecipazione tutt'altro che
occasionale. L'8 gennaio di quest'anno, infatti, ai festeggiamenti per il
centenario dalla nascita del neosanto erano in prima fila pezzi da novanta
dell'opposizione come Francesco Rutelli e Cesare Salvi. Con loro, il presidente
Rai Antonio Baldassarre, l'opusdeista 'confesso' Alberto Michelini, e poi Rocco
Buttiglione, Giulio Andreotti, Alfredo Mantovano e il leader della Cisl Savino
Pezzotta, tutti habitué di analoghi appuntamenti. Niente di nuovo sotto il
sole, comunque, per la famiglia Rutelli, dal momento che il 21 novembre del 2000
- in pieno clima preelettorale - Barbara Palombelli aveva tenuto banco
all'Università Santa Croce dell'Opus Dei, nella capitale, per la presentazione
del libro di Marta Brancatisano Il Vangelo spiegato a mio figlio. Nessun
problema, visto che lo stesso leader della Margherita aveva partecipato all'
inaugurazione in pompa magna di un colosso universitario dell'Opus alle porte di
Roma nel giugno dello stesso anno, quando era ancora sindaco della capitale.
MAI DIRE RUI
Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale
(vale a dire che risponde esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l'Opus
Dei rappresenta la più potente multinazionale dell'educazione religiosa e
fattura - secondo stime della stampa cattolica dissidente - non meno di 30
milioni di dollari al mese.
Lungo l'asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti
vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all'Opus,
ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito
nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore
nell'imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era
stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel '94, cui è succeduto
l'attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista
delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.
E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto
al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo
Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui
filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.
Autentico business core dell'Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie
Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse
nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici
che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui
fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal
ministero).
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una
seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un
ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su
iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a
Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall'inizio su centinaia di sostenitori
ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell'Ucid, colosso
associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i
simpatizzanti dell'Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente della
Camera. Sempre nel '59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente morale su
proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino
a tutt'oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato
italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili
dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.
Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione
opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il
recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene
servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula
magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due
nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi,
cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi
appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e
tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa
Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra Marcello Dell'Utri e Silvio
Berlusconi. "Ho visto Silvio la prima volta all'università Statale di
Milano nel '61", raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A farli
incontrare era stato "un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell'Opus
Dei". Primo organismo nato dall'intesa fu una squadra di calcio:
"Silvio era il presidente, io allenavo - ricorda ancora Dell'Utri - e suo
fratello Paolo giocava da centravanti". "Si chiamava - conclude -
Torrescalla, dal nome della residenza universitaria dell'Opus dove io vivevo, e
dove avevamo messo la sede della squadra".
SILVIO VORREI CHE TU,
Direttore di Torrescalla, che sorge in un parco e dispone di piscina, campi da
tennis e palestra, è attualmente Renzo Arborea, coadiuvato da Marco Giorgino ed
Antonio Torello. Fra le presenze ricorrenti in occasione di convegni organizzati
dalla residenza milanese, spiccano quelle di Umberto Di Capua, numero due di
Assolombarda nonché general manager di ABB Italia, ed Ettore Barnabei, ex
patron della Rai ed attuale presidente di Lux Video. In prima fila per la
santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi
appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca
l'autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all'indomani
della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell'Opus:
quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di
Wojtyla il neo cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, altra figura carismatica
per i seguaci di Escrivà.
Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier
Berlusconi, che all'inaugurazione dell'anno accademico 2001-2002 dell'elitaria
location meneghina ha inviato il suo braccio destro Fedele Confalonieri, autore
di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei giovani
all'interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l'ex
presidente della Ras Assicurazioni Umberto Zanni e la senatrice Ombretta
Fumagalli Carulli, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da un
capo all'altro della penisola. Assente "giustificato" Marcello Dell'Utri,
alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere)
per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel
processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione
mafiosa.
Di "santa mafia" ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito
della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in
particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel
sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va
dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con
prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell'Opus). In
realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello
con una "santa massoneria", dal momento che assai simili, soprattutto
dal punto di vista dell'elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono
gli ideali delle due diverse consorterie.
Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia
Regolare d'Italia Fabio Venzi, secondo il quale "alcuni massoni sono nell'Opus
Dei e alcuni membri dell'Opus Dei sono in Massoneria", anche perché
"queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse
finalità". E conclude ammettendo che "esiste un dialogo tra i membri
delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni
professionali".
Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che
molto spesso s'incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta
anche alla luce del sole. Succede, ad esempio, durante le kermesse
mondano-religiose che costellano la vita dell'Opus e delle sue attività
imprenditoriali targate Rui. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il
Campus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella
capitale.
FRATELLO EURO, SORELLA LIRA
Partiamo dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo
Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi
è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello
scorso anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al
centro della polemica, una questione di incompatibilità all'interno
dell'omonimo gruppo bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un'altra
importante carica, quella di presidente della Fondazione Carige.
Dell'affiliazione all'Opus Lorenzelli non fa mistero "ma - tiene a
precisare in un'intervista a Repubblica - la Prelatura non gestisce il
Campus", anche se "vigila su di esso - aggiunge - offrendo
l'assistenza pastorale e l'orientamento dottrinale delle attività
formative".
Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra
i più bei nomi dell'imprenditoria nazionale: dal già citato Alberto Falck
all'editore Leonardo Mondadori, entrambi presenti al Gran Galà di Villa Sormani
Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva per
finanziare le attività universitarie dell'Opus. E ancora, Giancarlo Elia Valori
(negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato all'Opus),
il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, il numero uno
Farmindustria Giampiero Leoni e Carlo Caruso, direttore dell'ospedale San
Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca, organizzata nel marzo
scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l'ex presidente della
struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo Arullani,
attualmente in carica), il direttore del Tg1 Alberto Del Noce, corso a moderare,
giusto un anno fa, il convegno dall'emblematico titolo "Il significato nel
dolore nell'insegnamento del Beato Josemaria Escrivà", e perfino Alberto
Sordi che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato parte del terreno
su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona Trigoria, nei
dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della Roma presieduta
dall'amico Franco Sensi.
Personaggio chiave dell'establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede
anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce,
sede a Roma in Palazzo dell'Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso
prelato dell'Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina
del reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo
rettore dell'ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l'attesa per il prossimo 26
novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al
'papabile' per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.
LA COMPAGINE PARTENOPEA
"Escrivà ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo
squallore e che si può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la
cravatta giusta, se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come
sempre fece egli stesso". Parola di Vittorio Messore, tra i biografi del
fondatore più accreditati nelle alte sfere della Prelatura. Un dettato preso
alla lettera dai seguaci partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi
maggiormente elitarie e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che,
secondo quanto pubblicato di recente da Le Monde Diplomatique, amava "farsi
trasportare in una cadillac nera" ed "aveva ottenuto dall'amico
Francisco Franco il titolo di marchese di Peralta"), gli adepti nostrani
continuano a flagellarsi periodicamente nell'intimo delle mura domestiche.
Non è ancora del tutto scomparso dalle loro case il cilicio: una sorta di busto
metallico chiodato da applicare di tanto in tanto nel corso della settimana, a
fini di mortificazione della carne, come spiegava a fine anni '80 il giornalista
Maurizio Di Giacomo nel libro choc Opus Dei edito da Tullio Pironti. Altro
precetto in primo piano, l'assoluta esclusione di qualsiasi pratica
anticoncezionale, compresi i pochi metodi ammessi dalla chiesa ufficiale. Le
loro famiglie sono generalmente popolate da un gran numero di figli, tutti
pronti a frequentare, naturalmente, le centinaia di residenze, scuole ed
università dell'Opus sparse nel mondo.
Partiamo dai centri scolastici che vedono in prima fila l'Istituto Belforte di
corso Europa, "l'unica scuola a Napoli pensata e realizzata per la
donna", recita lo slogan. Con elementari, medie e liceo linguistico
riconosciuti dallo Stato, la Belforte aderisce al Faes, la già ricordata
filiazione delle Residenze Rui, ed è diretta dall'opusdeista doc Maria Ruju.
Nell'organigramma figurava, fino a metà anni novanta, anche Nober Manoukian.
Rotariano, ex Ucid e direttore di un'industria di smalti nella zona di Ponte
Chiasso, Manoukian rappresenta una figura mitica dell'opusdeismo nazionale, più
volte celebrato anche a Torrescalla e al Campus romano. Fedele alla tradizionale
'attenzione' per il mondo dell'informazione ("l'Opus - fanno sapere i
portavoce ufficiali - controlla nel mondo 630 giornali e 52 catene tv"),
anche la Belforte organizza corsi di giornalismo, cui prendono parte esponenti
delle principali testate partenopee. E naturalmente, ogni anno, lo stand
dell'istituto di corso Europa giganteggia in occasione di Euripe, la kermesse a
carattere nazionale che si svolge in primavera a Napoli con fini ufficiali di
orientamento universitario ("ma in realtà - dicono negli ambienti laici -
per reclutare quanti più giovani è possibile nelle residenze della Rui o in
altre strutture dell'Opus").
Ideatore di Euripe e fondatore dell'IPE, l'Istituto per le attività educative
con sede al Vomero in via Luca Giordano, è l'ex presidente del Consiglio
regionale della Campania, il forzista Raffaele Calabrò. Cardiologo all'ospedale
Pausilipon, amico personale e collega di Paolo Cirino Pomicino (il quale, non a
caso, nella sua veste di ministro del Bilancio andò ad inaugurare una struttura
dell'Opus Dei a Napoli nel 1991), Calabrò può contare su una famiglia che
condivide da sempre il suo ferreo credo. A partire dalla moglie Giovanna Perrone,
che insegna alla Belforte, e poi la madre Elisa Calabrò, decana della compagine
partenopea, la sorella Lea, insegnante e sposata col magistrato Salvatore Iovene,
anche lui devotissimo: tutti uniti nel verbo di Escrivà ed impegnati a vario
titolo nel promuovere l'attività delle due residenze napoletane. La Monterone,
più antica, ha sede nel cuore della Napoli chic, in un antico palazzo di via
Crispi, ed è riservata ai maschi. Diretta da Lorenzo Burdo, può ospitare fino
a cinquanta studenti, in grado di pagare una retta pari a circa 13 milioni di
vecchie lire l'anno. All'inaugurazione dell'anno accademico 1999-2000 era
intervenuto come relatore, accanto a Raffaele Calabrò, l'allora ministro della
Pubblica istruzione Ortensio Zecchino.
Alle fanciulle è riservata invece la Residenza Villalta, poco distante dalla
Monterone (è in via Martucci), inaugurata a novembre del 2001 alla presenza di
autorità cittadine e simpatizzanti assidui dell'Opus, come il giudice minorile
Maria Lidia De Luca, fervente seguace di Escrivà da sempre, così come il
marito Raffaele Raimondi, altro magistrato, inserito nel comitato ristretto dei
saggi per il Giubileo 2000. Anche Villalta, sessanta posti letto e rette
analoghe alla Monterone, è gestita dall'IPE, che attualmente è presieduto da
Luigi Coccurullo e diretto da Mario Spasiano.
Intanto cresce, anche nel capoluogo partenopeo, il numero degli adepti che, dal
mondo delle professioni, riescono a spiccare il volo verso quello delle
istituzioni. E' il caso di Mario Delfino, dermatologo, che dal 2001 siede in
consiglio comunale a Napoli sotto le insegne, naturalmente, di Forza Italia. A
distinguersi nella schiera degli opusdeisti era stata anche sua sorella Giovanna
Delfino, numero uno delle Edizioni Scientifiche Italiane, per i cui tipi era
uscito qualche anno fa un libello agiografico di grande tiratura sulla vita del
beato.
Restando in zona Palazzo Sangiacomo incontriamo poi un altro fervente: si tratta
di Gianni Pomicino, parente dell'ex ministro ed ingegnere, che più volte ha
ospitato nella sua casa del Vomero incontri aventi ad oggetto le beatitudini di
Escrivà. All'università prestava invece la sua opera Roberto Marrama,
l'economista partenopeo scomparso qualche anno fa, cui recentemente l'IPE ha
intitolato un concorso per borse di studio finalizzate all'accesso nel Campus
Biomedico. Considerato un ideologo del pensiero di Escrivà, Marrama apparteneva
infatti alla stretta nomenklatura partenopea dell'Opus.
Assai più variegato, in zona, il panorama dei simpatizzanti, che comprende
anche grandi firme dell'edilizia locale come Bruno Brancaccio e Bruno Capaldo,
entrambi proprietari ad Ischia di appartamenti in un complesso residenziale che
ospita anche magioni estive della famiglia Calabrò.
Il nome di Capaldo, notoriamente vicino a Forza Italia, è finito nell'occhio
del ciclone per una fra le più recenti tangentopoli all'italiana: quella per il
tourbillon di mazzette intorno all'affare Inail di Potenza.
BOX
In principio fu Susanna
C'è anche lei, Susanna Tamaro, la reginetta del connubio tra spiritualità
& business editoriali, nel novero delle grandi firme che scrivono per Ares,
la casa editrice milanese dell' Opus Dei votata a diffondere il Verbo del neo
santo Escrivà de Balaguer, di cui edita l'opera omnia in un'apposita collana.
Per i tipi di Ares la Tamaro ha pubblicato il suo libro più intimo, una sorta
di autobiografia dell'anima intitolata Verso Casa. Fondata nel 1956 in
contemporanea col decollo, in Italia, di moloch educativi coma la Fondazione Rui,
anche Ares riceve subito l'imprimatur ufficiale con l'erezione ad ente morale
avvenuta per decreto del capo dello Stato nel 1966. Scorrendo la lista di coloro
che hanno affidato in questi anni all'editrice dell'Opus i propri manoscritti si
incontrano griffe prevedibili ed altisonanti - come quelle dei cardinali Giacomo
Biffi e Joseph Ratzinger, o di Rocco Buttiglione - accanto a nomi finora mai
inseriti fra i cantori delle lodi di Escrivà.
Cominciamo da Massimo Caprara. Proprio lui, l'uomo che un tempo sussurrava a
Togliatti. Il passaggio nelle fila del Polo deve aver coinciso con la scoperta
di un cuore opusdeista, sulle note del quale il Nostro si abbandona a due libri
in odor di pentimento: le duecento e passa pagine di Gramsci e i suoi carcerieri
e, poco dopo, Paesaggi con figure, destinato a purgare il lettore d' ogni
residuo di "totalitarismo comunista".
Restiamo sulla sponda ex marxista e precisamente nella fu Telekabul, il Tg3: il
suo vaticanista di punta, Aldo Maria Valli, pubblica per Ares ben due volumi:
Affetti speciali e A noi la linea, destinati a mostrare come sia possibile
trasformare la tv in un mezzo educazionale per famiglie.
Per completare l'opera, Ares pubblica il lungo racconto confessione di Leonardo
Marino Così uccidemmo il commissario Calabresi: questo l'esplicito titolo
"per far comprendere - scrivono gli editori nella presentazione - le
ragioni della condanna di Adriano Sofri ed Ovidio Bompressi".
Le corazzate di Ares restano comunque Studi Cattolici e Fogli, massime
esternazioni del pensiero opusdeista contemporaneo. Al primo, con cadenza
mensile e diretto da Cesare Cavalleri, hanno collaborato, tra gli altri, Gianni
Baget Bozzo, Ombretta Fumagalli Carulli, Vittorio Mathieu, nonché gli stessi
Aldo Maria Valli e Susanna Tamaro.
MILITANTI, SOSTENITORI, SIMPATIZZANTI & C.
ALBERONI FRANCESCO - OSPITE - SOCIOLOGO
ANDREOTTI GIULIO - MILITANTE - SENATORE A VITA
ANGELETTI LUIGI - SIMPATIZZANTE - SEGRETARIO UIL
ARANDA ANTONIO - SOSTENITORE - COMITATO
SCIENTIFICO UNIVERSITA' SANTA CROCE
ARBOREA RENZO - MILITANTE - DIRETTORE
COLLEGIO TORRESCALLA
ARMATO TERESA - SOSTENITORE - ASSESSORE
TURISMO REGIONE CAMPANIA
ARULLANI PAOLO - MILITANTE - PRESIDENTE
CAMPUS BIOMEDICO
BAGET BOZZO GIANNI - SOSTENITORE - EDITORIALISTA
BALDASSARRE ANTONIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE RAI
BARUCCI PIERO - OSPITE - ECONOMISTA
BELLONI PIERO - MILITANTE - VICEPRESIDENTE
IST. BELFORTE NAPOLI
BOLCHI ANDREA - MILITANTE - GIORNALISTA
BERLUSCONI PAOLO - SIMPATIZZANTE
IMPRENDITORE
BERLUSCONI SILVIO - SOSTENITORE
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
BERNABEI ETTORE - SOSTENITORE
PRESIDENTE LUX VIDEO
BIANCO LUCIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CNR
BINETTI PAOLA - SOSTENITORE - CAMPUS BIOMEDICO
BLASI PAOLO - MILITANTE - BANCHIERE
BOFFI GIANDOMENICO - MILITANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
BRANCACCIO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
BRANCATISANO MARTA - SIMPATIZZANTE - SCRITTRICE
BRUDO LORENZO - MILITANTE - DIRIGENTE IPE
BUTTIGLIONE ANGELA - SOSTENITORE - DIRETTORE TG PARLAMENTO
BUTTIGLIONE ROCCO - SIMPATIZZANTE - LEADER UDC
CALABRO' ELISA - MILITANTE
CALABRO' LEA - MILITANTE - INSEGNANTE
CALABRO' RAFFAELE - MILITANTE - CONSIGLIERE REGIONALE CAMPANIA
CAMILLERI RINO - MILITANTE - GIORNALISTA
CANIATO RICCARDO - MILITANTE - GIORNALISTA
CAPALDO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
CAPRARA MASSIMO - SOSTENITORE - OPINIONISTA
CARUSO CARLO - SOSTENITORE - DIRETTORE - SAN RAFFAELE
CASINI P. FERDINANDO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CAMERA
CAVALLIERI CESARE - MILITANTE - DIRETTORE 'STUDI CATTOLICI'
CERVO ARNALDO - MILITANTE - DOCENTE UNIV.
CESARINI FRANCESCO - OSPITE - PRESIDENTE UNICREDITO
CIABATTONI AMOS - MILITANTE - COFONDATORE RUI
COCCURULLO LUIGI - MILITANTE - PRESIDENTE IPE NAPOLI
COLAO VITTORIO - OSPITE - AMMINISTRATORE DELEGATO OMNITEL
CONFALONIERI FEDELE - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE MEDIASET
CORIGLIANO GIUSEPPE - MILITANTE - UFFICIO STAMPA PRELATURA
CORTESE ARDIAS AMELIA - SIMPATIZZANTE - PARTITO LIBERALE NAPOLI
CORTESINI RAFFAELLO - MILITANTE - CHIRURGO
COSSIGA FRANCESCO - SIMPATIZZANTE - SENATORE A VITA
CURCI BEATRICE - OSPITE - GIORNALISTA NEWSITALIA
D'AGOSTINO FRANCESCO - OSPITE - UNIV. TOR VERGATA
D'ALEMA MASSIMO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE DS
D'ANGELO GUIDO - SIMPATIZZANTE - DOCENTE UNIV. NAPOLI
D'IPPOLITO SERGIO - SOSTENITORE - STAFF EURIPE NAPOLI
DE BENEDETTI CARLO - OSPITE - IMPRENDITORE
DE GIOVANNI ASTRID - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE
DE LUCA M. LIDIA - SOSTENITORE - MAGISTRATO TRIB. MINORI NAPOLI
DE MAIO ADRIANO - OSPITE - RETTORE POLITECNICO MILANO
DEL NOCE ALBERTO - SIMPATIZZANTE - GIORNALISTA
DELFINO GIOVANNA - SOSTENITORE - DIRETTORE - EDIZIONI SCIENTIFICHE IT.
DELFINO MARIO - MILITANTE - CONSIGLIERE COMUNALE NA
DELL'UTRI MARCELLO - MILITANTE - SENATORE FORZA ITALIA
DI BARI MICHELE - MILITANTE - TESORIERE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA
DI CAPUA UMBERTO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE ABB ITALIA
DI PALMA MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA
DIANZANI FERDINANDO - SOSTENITORE - PRESIDE FAC. MEDICINA C. BIOMEDICO
DINA' MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA
DONATI PIERPAOLO - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE
ETCHEGARAY ROGER - SOSTENITORE - CARDINALE
FALCK ALBERTO - MILITANTE - IMPRENDITORE
FARRI UMBERTO - MILITANTE - PRESIDENTE IST. COOPERAZ. UNIVERSITARIA
FAZIO ANTONIO - SIMPATIZZANTE GOVERNATORE BANKITALIA
FAZIO MARIANO - MILITANTE - RETTORE UNIVERSITA' DELLA SANTA CROCE
FENU CARLO MARIA - MILITANTE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA
FINAMORE ROSANNA - SOSTENITORE - UNIV. GREGORIANA ROMA
FONTANA MASSIMO - - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE
FONTANAROSA ALDO - OSPITE - GIORNALISTA LA REPUBBLICA
FORLANI ARNALDO - SIMPATIZZANTE - EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
FUMAGALLI ARMANDO - SOSTENITORE - UNIV. CATTOLICA MILANO
FUMAGALLI C. OMBRETTA - MILITANTE - SENATORE
FUSCAGNI STEFANIA - SOSTENITORE PRORETTORE UNIV. FIRENZE
GARACI ENRICO - SOSTENITORE - DIR. IST. SUPERIORE SANITA'
GAROFANO MICHELE - MILITANTE - EX PRESIDENTE MONTEDISON
GAVAZZI FRANCESCO - OSPITE - EDITORIALISTA
GELAO SAVERIO - COLLABORATORE - EDIZIONI ARES
GHINI GIUSEPPE - OSPITE - DOCENTE UNIV. URBINO
GIACOBINI STEFANIA - OSPITE - GIORNALISTA TG3
GIORGINO MARCO - MILITANTE - COLLEGIO TORRESCALLA
GIRONE GIOVANNI - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
GROSSI GRONDI STEFANO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
GUICCIARDI C. GIOVANNI - MILITANTE - PRESIDENTE ASS. TORRESCALLA
GUIDI ANTONIO - OSPITE - SOTTOSEGR. SANITA'
IOVENE SALVATORE - MILITANTE - MAGISTRATO
ISIDORI ALDO - OSPITE - UNIVERSITA' LA SAPIENZA
LEONI GIAMPIERO - SOSTENITORE - PRESIDENTE FARMINDUSTRIA
LO CICERO MASSIMO - OSPITE - ECONOMISTA
LOJODICE ALDO - MILITANTE - DOCENTE DIRITTO COSTITUZ. BARI
LORENZELLI VINCENZO - MILITANTE PRESIDENTE CARIGE
LUCCHINI PIERO - MILITANTE - IMPRENDITORE
MANOUKIAN NOBER - MILITANTE - EX PRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI
MANTOVANO ALFREDO - SOSTENITORE - SOTTOSEGRETARIO GIUSTIZIA
MARINI CLARELLI M. VITTORIA - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE
MARRAMA TITTI - MILITANTE - INSEGNANTE
MARRELLI LUIGI - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE
MARZANO ANTONIO - OSPITE - MINISTRO ATTIVITA' PRODUTTIVE
MASSA CARLO - MILITANTE - DOCENTE UNIV. NA
MAURO MARIO - SOSTENITORE - EUROPARLAMENTO
MAZZETTI DI PIETRALATA CARLO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE
MESSORE VITTORIO - SOSTENITORE - GIORNALISTA
MEZZAROMA ROBERTO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
MICHELINI ALBERTO - MILITANTE - GIORNALISTA
MICOSSI PIERO - OSPITE - ASSESSORE SANITA' REGIONE LIGURIA
MINOLI GIANNI - OSPITE - GIORNALISTA
MONDADORI LEONARDO - SOSTENITORE - EDITORE
MONETA FAUSTO - MILITANTE - IMPRENDITORE
MONTANARI BRUNO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' CATANIA
MUSTO MARINA - MILITANTE - UNIV. PARTHENOPE
NATALE ROBERTO - OSPITE - GIORNALISTA TG3
NAVARRO JOAQUIN - MILITANTE - PORTAVOCE SANTA SEDE
OTRANTO GIORGIO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
PADULA BRUNO - MILITANTE - SACERDOTE PRELATURA OPUS DEI SICILIA
PALLA PIER GIOVANNI - MILITANTE - DIRETTORE RIVISTA UNIVERSITAS
PALMIERI MANUELA - SOSTENITORE - STAFF EURIPE NAPOLI
PALOMBELLI BARBARA - OSPITE - GIORNALISTA
PALUMBO GIUSEPPE - OSPITE - PRES. COMM. AFFARI SOCIALI CAMERA
PANSARELLA MICHELE - OSPITE - AVVOCATO
PAOLINI FEDERICA - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE
PEROCCO ERMINIO - OSPITE - PUBBLICITARIO
PERRONE GIOVANNA - MILITANTE - INSEGNANTE
PETRUCCI LUIGI - MAGISTRATO
PEZZOTTA SAVINO - SOSTENITORE - LEADER CISL
PINCHERA ALDO - SIMPATIZZANTE - ENDOCRINOLOGO
POLESE NELLO - SIMPATIZZANTE - EX SINDACO NAPOLI
POMICINO C. PAOLO - SIMPATIZZANTE - EX MINISTRO
POMICINO GIANNI - SOSTENITORE - INGEGNERE
PORFIRIONE M. ANTONIETTA - SIMPATIZZANTE - CAMPUS BIOMEDICO
PREDA STEFANO - OSPITE - PRESIDENTE BORSA ITLIANA SPA
PRODI ROMANO - OSPITE - PRESIDENTE UE
PUPPI GIGLIOLA - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE
RAIMONDI RAFFAELE - SOSTENITORE - MAGISTRATO
RASCHIELLI PAOLA - SOSTENITORE - CAMPUS BIOMEDICO
RATZINGER JOSEPH - SOSTENITORE - CARDINALE
RAZZANO ALFREDO - MILITANTE - DIRETTORE RUI
RAZZANO GUIDO - MILITANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
RICCIARDI ANTONIO - MILITANTE - EURIPE
ROCCA AGOSTINO - MILITANTE - INDUSTRIALE ACCIAIO
ROMANO GIUSEPPE - MILITANTE - GIORNALISTA MI
ROMITI CESARE - OSPITE - PRESIDENTE RCS
ROVERATO GIANMARIA - MILITANTE - AMM. DELEGATO AKROS MILANO
RUGGERI COSTANZA - OSPITE - GIORNALISTA
RUINI CAMILLO - SOSTENITORE - CARDINALE
RUJU MARIA - MILITANTE - DIRETTRICE IST. BELFORTE NAPOLI
RUMI GIORGIO - MILITANTE - DOCENTE UNIV. CATTOLICA MILANO
RUTELLI FRANCESCO - SIMPATIZZANTE - LEADER ULIVO
SALVI CESARE - SIMPATIZZANTE - ESPONENTE DS
SARACENI VINCENZO - OSPITE - ASSASSORE SANITA' REGIONE LAZIO
SCAZZOCCHIO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
SCUDIERO MICHELE - MILITANTE - PRESIDE GIURISPRUDENZA NAPOLI
SILVESTRI LINO - MILITANTE - TRIB. ECCLES.
SENSI FRANCO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE ROMA
SODANO ANGELO - SOSTENITORE - CARDINALE
SOMALO M. EDUARDO - SOSTENITORE - CARDINALE
SORDI ALBERTO - SOSTENITORE - ATTORE
SPASIANO MARIO - MILITANTE - DIRETTORE IPE NAPOLI
SPINA LUCIO - SOSTENITORE - EURIPE NAPOLI
SUNSERI NINO - OSPITE - GIORNALISTA EUROFINANZA
TAMARO SUSANNA - SOSTENITORE - SCRITTRICE
TOMMASINI ANTONIO - OSPITE - PRES. COMMISSIONE SANITA' SENATO
TONON GIANCARLO - OSPITE - VICEPRESIDENTE KERIOS
TORELLO ANTONIO - MILITANTE - COLLEGIO TORRESCALLA
TRAPATTONI GIOVANNI - SIMPATIZZANTE - CT NAZIONALE CALCIO
TRAVAGLINI ANTONIO - MILITANTE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA
URBANI LEONARDO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' PALERMO
UVA ALBERTO - SOSTENITORE - IMPRENDITORE
VALITUTTI RAFFAELE - OSPITE - MINISTERO TRASPORTI
VALLI A. MARIA - SOSTENITORE - GIORNALISTA TG 3
VALLI RENATO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
VALORI G. ELIA - SOSTENITORE - MANAGER
VANZINI GIANFRANCO - OSPITE - AMM. DELEGATO AEFFE
VESCOVI ANGELO - SOSTENITORE - RICERCATORE
VILLANI PAOLA - MILITANTE - PUBBLICISTA
VODOLA LILIANA - MILITANTE - INSEGNANTE
ZAMAGNI STEFANO - OSPITE - UNIV. BOLOGNA
ZANNI UMBERTO - MILITANTE - EX PRESIDENTE RAS
ZECCHINO ORTENSIO - OSPITE - EX MINISTRO
ZERMAN P. MARIA - OSPITE - GIORNALISTA SOLE 24 ORE
LEGENDA:
MILITANTE
iscritto o comunque appartenente alla
nomenklatura dell'Opus Dei
SOSTENITORE
molto vicino alle iniziative dell'Opus Dei
SIMPATIZZANTE
assiduo alle manifestazioni organizzate dall'Opus Dei
OSPITE
presente anche in forma occasionale ad iniziative
organizzate dall'Opus Dei o da sigle ad essa notoriamente collegate
Tratta dal sito www.lavocedellacampania.it
Commento:
``Hitler against the Jews, Hitler against the Slavs, this
means Hitler against communism'' ,Escrivà si veda anche: http://www.disinformazione.it/opusdei2.htm ...entra in ballo il pio
Fazio.
Amico del cardinale Camillo Ruini, cooperatore dell’Opus
Dei, tutte le mattine a messa, il Governatore mira a diventare il
referente politico di un paese a forma di campanile, again..... http://213.215.144.81/public_html/9000-9999/articolo_9175.html http://213.92.16.98/ESW_articolo/0,2393,4491,00.html http://213.92.16.98/ESW_articolo/0,2393,29720,00.html http://www.romana.org/?s=6.1&;n=31&ID=9
Due
parole mie. Roberto
Renzetti Monsignor Escrivà de Balaguer, fondatore
dell'Opera, fu collaboratore di Francisco Franco e ammiratore di Pinochet. Perché,
allora, il presidente Ds è andato in prima fila alla cerimonia della sua
santificazione? di Antonio Tabucchi
Storie
di ordinaria censura su internet Quella
che vi raccontiamo e' una storia di ordinaria censura, di "silenziamento"
delle opinioni, di controllo e manipolazione delle coscienze. Una
precisazione: qualche imprecisione nel testo italiano non è dovuta al
tentativo di manipolare il testo originale, Filtri
per mettere sotto silenzio ex-membri della opus dei? J.G.Santiago Alcuni
lettori del sito www.opuslibros.com
protestano perché è stato loro precluso l'accesso
a questo portale: Canguro.net lo ha catalogato come proibito, nonostante
OpusLibros non contenga pornografia e non sia una setta. Sono
sempre di più le voci che denunciano i metodi dell'opus dei. Ex-membri
hanno lanciato un portale Internet in Spagna (www.opuslibros.com),
negli Stati Uniti (www.odan.org)
e in Brasile (Opus Dei do Brasil,
in portoghese, http://opusdob.tripod.com/).
Nella edizione di dicembre 2003 la rivista GQ degli Stati Uniti ha
pubblicato un articolo che pone allo scoperto lo scontento di ex-membri
dell'opus dei. E'
legale o etico che i filtri di Internet si trasformino in uno strumento
per catalogare come pornografici o legati a delle sette, anche se non lo
sono, quei portali che hanno una opinione diversa da questa poderosa
organizzazione? C'è chi afferma che la opus dei ha un forte controllo dei
mezzi di informazione in Spagna. Il fondatore di questa organizzazione,
fatto santo di recente dal Vaticano, raccomandava che molti membri dell'opus
dei si dedicassero al giornalismo. Filtro Abbracci Alef Cari
amici Il
braccio lungo del fanatismo e l'intolleranza non smettono di aumentare. Al
punto che le cose che sto scrivendo non le potrò poi leggere perché il
mio accesso alle vostre pagine è stato bloccato da canguronet. Come
sapete appartiene alla impresa Optenet, società di membri dell'opus dei.
E, non siete classificati come pornografia ma come SETTA. Ma
allora, o l'opus dei è una setta oppure non lo è; ma se non lo è, perché
qualcuno che parla di loro è una setta? E'
così vergognoso che noi non possiamo accedere qui, vi invito a scrivere
lettere ai mezzi di informazione, ad organismi di difesa del consumatore,
compreso il Difensore del popolo… Che
pena vedere come impiegano la loro potenza per far tacere delle vocine
invece di lottare per un mondo più giusto e più tollerante. Oggi,
amici, ho sentito più vergogna che mai. C.V. Fonte:
Opus Libros (06
Gennaio 2004) Policlinico
''dei miracoli'' regalato dal governo all' Opus Dei Tratto
da ComeDonChisciotte Cinquanta
milioni di euro,
qualcosa come cento
miliardi di vecchie lire, un quarto circa
di tutto ciò che lo Stato darà a tutti gli atenei italiani.
Verranno dati dalla Finanziaria in corso d'approvazione a un solo
ateneo, privato,
per la realizzazione ex novo di un policlinico.
I cinquanta milioni saranno erogati pronta cassa in due tranche -
una nel 2004 e una nel 2005 - metà dal ministero dell'Economia e
metà da quello della Salute per finanziare il progetto di una
università privata, quella dell'Opus
Dei. Una cifra
enorme, o per dirla con le parole di Paolo Giaretta, il relatore
dell'opposizione sulla Finanziaria al Senato, «un'enormità».
Lasciar operare Dio Mi ha colpito sempre l'interpretazione che Josemaría Escrivá
dava del nome Opus Dei; un'interpretazione che potremmo chiamare biografica e
che ci consente di capire il fondatore nella sua fisionomia spirituale. Nel considerare
questo fatto mi sono venute in mente le parole del Signore riportate nel Vangelo
di Giovanni (5, 17): «Il Padre mio opera sempre». Sono parole dette da Gesù
nel corso di una discussione con alcuni specialisti della religione che non
volevano riconoscere che Dio può agire anche il sabato. Ecco un dibattito
tuttora aperto, in qualche modo, tra gli uomini — anche cristiani — del
nostro tempo. C'è chi pensa
che, dopo la creazione, Dio si sia "ritirato" e ormai non abbia più
alcun interesse per le nostre cose di tutti i giorni. Secondo questo modello di
pensiero, Dio non potrebbe più entrare nel tessuto della nostra vita
quotidiana. Ma nelle parole di Gesù abbiamo la smentita. Un uomo aperto alla
presenza di Dio si accorge che Dio opera sempre e opera anche oggi: dobbiamo
quindi lasciarlo entrare e lasciarlo operare. Ed è così che nascono le cose
che danno un avvenire e rinnovano l'umanità. Tutto ciò ci
aiuta a capire perché Josemaría Escrivá non si riteneva "fondatore"
di nulla, ma solo uno che vuole compiere la volontà di Dio, assecondare
l'azione, l'opera — appunto — di Dio. In questo senso, il teocentrismo di
Escrivá de Balaguer, coerente con le parole di Gesù, vale a dire questa
fiducia nel fatto che Dio non si è ritirato dal mondo, che Dio opera adesso e
noi dobbiamo soltanto metterci a sua disposizione, essere disponibili, capaci di
reagire alla sua chiamata, è per me un messaggio di grandissima importanza. È un messaggio
che conduce al superamento di quella che si può considerare la grande
tentazione dei nostri tempi: la pretesa cioè che dopo il big bang Dio si sia
ritirato dalla storia. L'azione di Dio non si è "fermata" al momento
del big bang, ma continua nel corso del tempo sia nel mondo della natura che nel
mondo umano. Diceva dunque il
fondatore dell'Opera: non sono io che ho inventato qualcosa; è un Altro che fa
ed io sono soltanto disponibile a servire come strumento. Così questo titolo, e
tutta la realtà che chiamiamo Opus Dei, è profondamente collegato con la vita
interiore del fondatore, il quale, pur rimanendo molto discreto su questo punto,
ci fa capire che era in dialogo permanente, in contatto reale con Colui che ci
ha creato e opera per noi e con noi. Di Mosè dice il libro dell'Esodo (33, 11)
che Dio parlava con lui «faccia a faccia, come un amico parla con un amico». Mi sembra che,
anche se il velo della discrezione ci nasconde tanti dettagli, tuttavia da quei
piccoli accenni risulta che si può applicare benissimo a Josemaría Escrivá
questo "parlare come un amico parla con un amico", che apre le porte
del mondo perché Dio possa farsi presente, operare e trasformare tutto. In questa luce si
capisce anche meglio che cosa significa santità e vocazione universale alla
santità. Conoscendo un po' la storia dei santi, sapendo che nei processi di
canonizzazione si cerca la virtù "eroica", abbiamo quasi
inevitabilmente un concetto sbagliato della santità: "Non fa per me",
siamo portati a pensare, "perché io non mi sento in grado di realizzare
virtù eroiche: è un ideale troppo alto per me". La santità
allora diventa una cosa riservata ad alcuni "grandi" di cui vediamo le
immagini sugli altari, e che sono tutt'altro rispetto a noi normali peccatori.
Ma questo è un concetto sbagliato di santità, una percezione errata che è
stata corretta — e questo mi sembra il punto centrale — proprio da Josemaría
Escrivá. Virtù eroica non
vuol dire che il santo fa una sorta di "ginnastica" di santità,
qualcosa che le persone normali non riescono a fare. Vuol dire, invece, che
nella vita di un uomo si rivela la presenza di Dio, cioè si rivela quanto
l'uomo da sé e per sé non poteva fare. Forse in fondo si tratta piuttosto di
una questione terminologica, perché l'aggettivo "eroica" è stato
interpretato male. Virtù eroica
propriamente non significa che uno ha fatto grandi cose da sé, ma che nella sua
vita appaiono realtà che non ha fatto lui, perché lui è stato trasparente e
disponibile per l'opera di Dio. O, con altre parole, essere santo è nient'altro
che parlare con Dio come un amico parla con l'amico. Questa è la santità. Essere santo non
comporta essere superiore agli altri; anzi il santo può essere molto debole,
con tanti sbagli nella sua vita. La santità è questo contatto profondo con
Dio, il farsi amico di Dio: è lasciare operare l'Altro, l'Unico che può
realmente far sì che il mondo sia buono e felice. E se, quindi, Josemaría
Escrivá parla della chiamata di tutti ad essere santi, mi sembra che nel fondo
sta attingendo a questa sua personale esperienza di non aver fatto da sé cose
incredibili, ma di aver lasciato operare Dio. E perciò è nato
un rinnovamento, una forza di bene nel mondo, anche se tutte le debolezze umane
resteranno sempre presenti. Veramente tutti siamo capaci, tutti siamo chiamati
ad aprirci a questa amicizia con Dio, a non lasciare le mani di Dio, a non
smettere di tornare e ritornare al Signore, parlando con lui come si parla con
un amico, sapendo bene che il Signore realmente è il vero amico di tutti, anche
di quanti non possono fare da sé cose grandi. Da tutto questo
ho capito meglio la fisionomia dell'Opus Dei, questo collegamento sorprendente
tra un'assoluta fedeltà alla grande tradizione della Chiesa, alla sua fede, con
disarmante semplicità, e l'apertura incondizionata a tutte le sfide di questo
mondo, sia nell'ambito accademico, sia nell'ambito del lavoro, sia nell'ambito
dell'economia, ecc. Chi ha questo legame con Dio, chi ha questo colloquio
ininterrotto può osare rispondere a queste sfide, e non ha più paura; perché
chi sta nelle mani di Dio cade sempre nelle mani di Dio. È così che scompare
la paura e nasce, invece, il coraggio di rispondere al mondo di oggi. Data: 06/10/2002 [Tratto da: http://www.escriva.it/News/20021006_93.htm]
D'Alema, perché elogi
l'Opus Dei?
Se D'Alema avesse espresso ammirazione per gli interventi taumaturgici e a
quanto pare inspiegabili dalla medicina del prelato spagnolo ( e cioè che
costui abbia guarito dal cancro un malato terminale o bloccato alla base della
nuca di un poveretto un aneurisma diretto al cervello) non ci saremmo stupiti.
Credere o meno ai miracoli riguarda unicamente il privato cittadino D'Alema,
non il D'Alema uomo politico e pubblico. Del resto la volontà divina , per
chi crede in Dio, è misteriosa. E anche le preferenze che il Padreterno possa
accordare eventualmente a un monsignore Escrivà, collaboratore del dittatore
fascista Francisco Franco e apologeta del massacratore Pinochet, riguarda
unicamente il Dio in questione.
Non è un problema di nostra competenza: al massimo un agnostico potrebbe dire
che nessuno è perfetto. D'Alema ha invece espresso un giudizio politico,
elogiando il Balaguer che coniugando religione e banche, torturatori e
sacramenti, Vangelo e società off-shore, ha saputo riportare i mercanti nel
Tempio cacciati da Cristo. Pinochet era indubbiamente un uomo che andava a
messa, ma faceva fucilare in massa senza estrema unzione. Anche Francisco
Franco: in Spagna si stanno ancora cercando trentamila persone sepolte in
fosse comuni fucilate a guerra civile finita perché fedeli alla repubblica
parlamentare che Franco aggredì.
Le operazioni di scavo, cominciate quest'estate nelle Asturie, sono ancora in
corso. Non so se in Italia la notizia sia giunta, ma presumo che il politico
D'Alema lo sappia. Seguo nel mio tempo libero le mosse del politico D'Alema.
Probabilmente ci sarebbero cose più interessanti da fare, ma a volte ci
assumiamo inspiegabilmente compiti ingrati. E anche faticosi, perché non è
facile seguire certe mosse (Ulivismo, anti-ulivismo, socialdemocrazia,
riformismo, liberismo economico, eccetera): si rischia di perdere il filo.
Forse può orientarci una vecchia frase di Stefan Zweig, che rispondendo allo
stupore di un suo amico, scandalizzato per il comportamento inspiegabile (e
poi storicamente disastroso) di certi politici di parte democratica del suo
Paese, rispose: "Ma da quando in qua, nella prassi politica, i politici
preferiscono le ragioni dell'etica alle ragioni elettorali?".
Come che sia, osservare le dichiarazioni dei politici di fronte a scelte
fondamentali e non aggirabili (la guerra, i diritti, l'economia, i regimi
politici, certe figure storiche) risulta di una qualche utilità per il
cittadino: serve più di un programma elettorale a capire la mentalità di
quel politico, le sue scelte di fondo, il suo sentire, le sue idee: il suo
identikit ideologico è lì. Ricordo l'accorata esortazione che il personaggio
di Nanni Moretti, impersonato nel film "Aprile" dallo stesso
Moretti, rivolge al leader politico D'Alema che sta partecipando ad un
programma televisivo. È diventata quasi una frase corrente: "D'Alema,
di' qualcosa di sinistra!". Appello sincero, forse irritato, ma comunque
speranzoso. Ma, visto col senno di poi, per come sono andate le cose in
Italia, anche "vaste tache", come ebbe a dire De Gaulle al giovane
che manifestava un proposito ottimista ma impossibile. Come chiedere a un
palombaro di parlare da astronauta.
© El Pais
(che comunque potete leggere qui http://www.ahorausa.com/FyV120103FiltrosOpusDei.htm)
ma
alla nostra incompetenza nel tradurre dallo spagnolo.
Se qualcuno volesse
darci una mano, e' ben accetto…
Questi sono i messaggi che alcuni lettori di OpusLibros hanno inviato agli
editori del portale e che sono stati pubblicati in questo indirizzo:
http://www.opuslibros.com/correosanteriores/diciembre2003/1dic2003.htm
Da un po' cerco di entrare nella vostra pagina e non
ci riesco. Mi appare il filtro che avevo comprato da Canguro.Net della
Telefonica (una specie di Telecom spagnola) perché i miei figli non
entrassero in pagine che contengono violenza o sesso. Ho sollecitato la
Telefonica per essere cancellato dal servizio. Si vede che non ci fanno
caso e che qualcuno ha incluso OpusLibros nella lista dei violenti e dei
pornografi… (…)
Se loro usano mezzi
vergognosi noi non dobbiamo consentire il loro disprezzo della libertà e
dobbiamo contrattaccare. (…)
Opus
Dei: la nomenklatura in italia
Una
testimonianza su San Escrivà
San
Escrivà: Santo per (un) miracolo (9
Ottobre 2003)
LA CANONIZZAZIONE DEL FONDATORE DELL'OPUS
DEI
La milizia virile di un santo fascista
Juan Goytisolo
Negli ultimi sei anni, in Spagna, dopo la
vittoria del Partito popolare di José Maria Aznar, l'Opus Dei, una sorta di
massoneria cattolica fondata nel 1928 da Mons. José Maria Escrivá de Balaguer (1),
a poco a poco si è ripresa il potere. Molti militanti dell'Opus Dei sono
tornati a occupare importanti cariche nelle imprese e nel governo.
Il che spiega il rinnovato interesse suscitato dalla divulgazione del Rapporto
confidenziale sull'Organizzazione segreta dell'Opus Dei, redatto nel 1943 dalla
Falange (partito fascista spagnolo), allora impegnata contro Mons. Escrivá de
Balaguer in un'accanita lotta di potere all'interno della dittatura franchista.
In tale rapporto, Escrivá è descritto come un «maldicente», dalla vita poco
raccomandabile, dalle «parole e atti pieni di secondi fini», e di una «devozione
ostentata e lacrimosa, per nulla naturale, con atteggiamenti leziosi e forzati».
Tali accuse non hanno per nulla ostacolato la folgorante ascesa di Mons. Escrivá,
prima sul piano mondano (il fondatore dell'Opus Dei, «modesto» accumulatore di
decorazioni e di onori, aveva ottenuto dall'amico generale Franco un titolo
nobiliare: marchese di Peralta), e poi celeste, beatificazione nel 1982 e,
consacrazione suprema, l'ascesa agli onori degli altari il 6 ottobre scorso.
Il lettore curioso della vita del nuovo santo Escrivá troverà in alcune opere (2)
e nelle agiografie curate dall'Opus Dei abbondanti testimonianze delle sue
gesta. Noi disponiamo di tracce non meno rivelatrici del personaggio grazie alle
sequenze filmate di alcune sue apparizioni in Cadillac nera, in atteggiamenti
pieni di grazia.
Ma la mia interpretazione personale, in Foutricomédie, delle massime della sua
opera principale, Cammino - tradotta in oltre quaranta lingue - getta una nuova
luce sui fantasmi sessuali di Escrivá. Il fondatore dell'Opus Dei era
indubbiamente, come avrebbe detto Rabelais, «della tempra di cui sono fatti i
santi». L'opera principale del fondatore dell'Opus Dei, Cammino, fu scritta
durante la guerra civile spagnola (1936-1939) e rappresenta un elogio dello
spirito fascista e del dittatore Franco. In uno dei rari incisi autobiografici
del libro, l'autore rievoca i momenti di «nobile e gioioso cameratismo» con
gli ufficiali franchisti, in cui aveva sentito la canzone di un «giovane
sottotenente dai bei baffi bruni» che recitava questa preghiera: «Di cuori
divisi /io non voglio saperne; / se do il mio / lo do completamente» [Massima
145]. Il libro riflette il fervore franchista dell'epoca («La guerra è il
massimo ostacolo che si innalzi sul cammino facile. Tuttavia, dovremo amarla,
come il religioso ama i suoi discepoli» [311]) e, naturalmente, la fervida
esaltazione del caudillo Franco («Lasciarti andare? Tu? ... faresti dunque
parte del gregge? Tu sei nato per essere caudillo» [16]. «Caudillos! ...
Virilizza la tua volontà perché Dio faccia di te un caudillo».
[833]. Grazie al «fervore patriottico» [905] nella lotta contro «il
voltairianesimo in parrucca incipriata o i liberalismi desueti del XIX secolo»
[849], «la Spagna tornerà all'antica grandezza dei suoi santi, dei suoi saggi
e dei suoi eroi» (introduzione datata 19 marzo 1939).
Ma se questi aspetti di Cammino e molti altri, come la sua alta considerazione
per il ruolo della donna nella società cristiana («Le donne non hanno bisogno
di essere sapienti, basta che siano cancellate» [946]), hanno fatto l'oggetto
di esegesi da parte degli specialisti di Escrivá, devo deplorare invece
l'assenza di quella che si potrebbe chiamare una lettura della «libidine
testuale» di Cammino, di questa santa sessualità illustrata nella massima 28:
«Mentre il mangiare è un'esigenza dell'individuo, il procreare è soltanto
un'esigenza della specie, a cui i singoli individui possono sfuggire». Come
vedremo poi, «i singoli individui» che «evitano» la procreazione, da persone
assennate possono trovare in Cammino alcune massime molto appetitose e sentirsi
confortati nei loro desideri e nelle loro sante aspirazioni sessuali.
Il fondatore dell'Opus Dei tiene in grande considerazione il vigore della
virilità, e non fa mistero del suo disprezzo per chi ne è sprovvisto,
definendolo «dolce e tenero come le meringhe». Citiamo qualche esempio: «Abbandona
questi gesti e questi modi frivoli e puerili. Sii virile» [3]; «Sii forte. Sii
virile. Sii uomo» [22]; «Non essere puerile» [49]; «Non essere molle,
indolente» [193]; «Non ti vergogni di essere così poco virile, perfino nei
tuoi difetti?» [50].
Il vigore auspicato da Escrivá abbraccia tutti gli aspetti della vita
spirituale e affettiva. «Chi ti ha detto che non era virile fare le novene?»
[574]. La preghiera, sottolinea a più riprese, deve essere «vigorosa e virile»
[691], e quindi le lacrime di coloro che entrano nella milizia saranno anch'esse
«ardenti e virili» [216].
Per questo è opportuno proporsi un modello di comportamento che non presti il
fianco alla minima critica; «Se non sei virile e ... normale - osserva
definendo il tipo di vita consigliato - , non sarai un apostolo, bensì la sua
ridicola caricatura» [877]. E sottolinea di conseguenza: «Essere fanciullo,
non vuol dire essere effemminato» [888].
Nonostante queste esortazioni alla saggezza, ci troviamo su una china
pericolosa. «Perché queste errate presupposizioni sul tuo conto ti addolorano?»
[45], chiede Escrivá al suo lettore. «Le effusioni di tenerezza» di
quest'ultimo e il sentimento che il Signore ha infuso nel virile petto di coloro
che aspirano a seguire la Via devono essere rivolti a Cristo. E, da persona
consapevole della santità che predica, Escrivá gli mormora all'orecchio: «Non
è forse vero che aprendo uno dei chiavistelli del tuo cuore - e hai bisogno di
sette chiavistelli - una piccola nuvola di dubbio ha oscurato più di una volta
il tuo orizzonte soprannaturale...? Allora, tormentato, nonostante la purezza
delle tue intenzioni, ti sei chiesto: non mi sono spinto troppo oltre, nelle
manifestazioni esteriori del mio affetto?» [161]. Poiché si tratta di una
congregazione in cui vige una rigida separazione dei sessi, non è difficile
intuire chi sia il destinatario di queste effusioni. Ma le inquietudini che
attendono al varco «singoli individui» accolti nella milizia virile dell'Opus
Dei saranno infine sconfitte dalla «santa sfrontatezza». Poiché «una cosa è
la santa sfrontatezza, e un'altra, ben diversa, l'impudenza laica» [388].
Il lettore assennato, soprattutto se è «avvezzo alla lettura dei tantra indù»,
godrà come me delle «effusioni improvvise ed esaltanti» che procurano le
massime di Mons. Escrivá. Benché la sua prosa sia disperatamente povera e
spesso pedestre, e il pensiero che trasmette incredibilmente banale (ci troviamo
a mille anni luce di distanza da San Giovanni della Croce e Santa Teresa d'Avila),
segue un percorso stuzzicante, se ci atteniamo ai numerosissimi passaggi in cui
riaffiora l'inconscio sessuale dell'autore.
Non occorre uno specialista di Freud per apprezzare le metafore che si ripetono
continuamente in Cammino: «Virilizza la tua Volontà: che con la grazia di Dio
sia come uno sperone d'acciaio» [615], «Braccio di ferro potente, avvolto in
una guaina di velluto» [397], «Questo filo saldamente intrecciato che può
sollevare pesi immensi» [480] o ancora «Non dimenticare che tutto quello che
è grande, sulla terra, all'inizio era piccolo» [821], e via dicendo.
Il Padre redarguisce dolcemente il discepolo: «Che povero strumento sei?»
[477] e lo esorta ad agire con conoscenza e padronanza di sé.
«Grande o piccolo, delicato o grossolano... sii uno strumento [...] Il tuo
dovere è quello di essere uno strumento» [484]. E mette in guardia con
fermezza: «Non si possono lasciare arrugginire gli strumenti» [486].
I consigli del nuovo santo offrono a ogni passo una deliziosa lettura tantrica.
«Perché vuoi costruire senza direttore spirituale il palazzo della sua
santificazione?» [60], chiede al discepolo. «Daremo, tu ed io, daremo tutto,
senza risparmio» [468]. Lo sperone d'acciaio si addestrerà così alla amorosa
consuetudine di «"assalire" i tabernacoli» [876].
Ma le vie che portano alla santità non sono tutte cosparse di rose: «Una
puntura. Un'altra e un'altra ancora. Sopportale. Sei così piccolo, non
dimenticarlo, che nella tua vita - lungo il tuo breve cammino - puoi offrire
soltanto queste piccole croci» [885]. La fatica primordiale di lasciare un «deposito»,
già prescritta fin dalla prima massima del libro, consentirà di «far sgorgare»
l'antifona del catecumeno, come un «fiume ampio e tranquillo» [145]. «Ecco
una devozione forte e feconda!» [556], esclama. E il seme, oh bontà divina, «debitamente
innaffiato, germinerà e darà frutti saporiti» [119].
La persona iniziata ai misteri che portano alla grazia deve sopportare le prove
con virile fermezza. «Fa male, non è vero? Certamente! Proprio per questo ci
si è occupati di te» [158]. Ma la ricompensa non tarderà: «E ben presto la
sofferenza diventerà pace di gioia» [256]. «C'è di che cantare a voce
spiegata, diceva un'anima colma d'amore, alla vista delle meraviglie che il
Signore operava per il suo ministero» [524].
Con ogni evidenza, Cammino autorizza altre chiavi di lettura, oltre la mia. Il
devoto protagonista della mia Foutricomédie applica alla lettera l'ammonimento:
«Non essere cieco o stordito al punto di non penetrare con lo spirito in ogni
Tabernacolo, allorché scorgi le mura o i campanili delle dimore del Signore»
[269].
Nel momento in cui tanti preti cattolici sono accusati di pedofilia e di altre
«virili» dissolutezze, la santificazione di Mons. Escrivá può incoraggiare
molte di queste anime tormentate a pregare «con la bramosia del bambino per i
dolciumi, quando ha bevuto una medicina amara» [889]. Verosimilmente, le
massime di Mons. Escrivá hanno loro apportato una sorta di lubrificante e di
guida efficace sul loro cammino cosparso di rose e di spine. Per questo motivo -
secondo la proposta delle Suore del Perpetuo Soccorso glorificate nella mia
Foutricomédie - il 6 ottobre 2002 festeggeranno con gioia l'ascesa di Mons.
Escrivá de Balaguer nelle più alte sfere celesti.
note:
*Scrittore spagnolo. Ha appena pubblicato in Francia Foutricomédie (Seuil,
Parigi, 2002), versione spregiudicata e rabelesiana della vita di Mons. Escrivá
de Balaguer, fondatore dell'Opus Dei.
(1) Si legga François Normand, «L'Opus
Dei, arme secrète du pape», e Michel Arseneault, «Les nouvelles légions du
Vatican», Manière de voir, «L'offensive des religions», n° 48,
novembre-dicembre 1999; Jésus Infante, «La resurrezione dell'Opus Dei in
Spagna», Le Monde diplomatique/il manifesto, luglio 1996.
(2) Numerosi libri hanno messo in luce
le virtù e la vita prodigiosa del fondatore dell'Opus Dei: ricordiamo quelli di
Daniel Artigues, di Jesús Infante e, soprattutto, quello di Luis Carandell.
(Traduzione di R. I.)
L'unione europea nel pantano
Sotto la pressione delle Chiese
La lobby del Vaticano e delle
organizzazioni cattoliche quali l'Opus Dei, benché più discreta di
quelle dei grandi interessi industriali e finanziari di Bruxelles, non
è però meno efficace. In conflitto con la laicità dell'Ue, ha
ottenuto che le Chiese beneficino di una menzione specifica nel progetto
costituzionale; eppure queste erano già citate in un articolo
riguardante «le associazioni rapprentative e la società civile».
Christian Terras
Due sono le disposizioni del progetto
di Trattato costituzionale europeo che mettono in gioco i principi
laici: il riconoscimento del «retaggio religioso dell'Europa»
contenuto nel preambolo, e l'articolo 51, con il quale si riconosce alle
religioni un ruolo di partner delle istituzioni europee. Queste
innovazioni - che hanno suscitato l'opposizione di parlamentari europei
e creato divisioni all'interno degli stati membri (1)
- sono in parte il risultato di un'attività di lobbying delle
istituzioni religiose, segnatamente cattoliche, in seno alle istituzioni
europee.
Un'attività che si pone come obiettivo il riconoscimento della
dimensione religiosa della costruzione europea, affinché la Chiesa
possa avere voce in capitolo sui grandi orientamenti dell'Unione. Queste
attività si sono sempre più intensificate dopo la conferenza delle
Nazioni unite sulla popolazione e lo sviluppo (Il Cairo, 1994) e quella
di Pechino sui diritti delle donne (1995): due temi che fanno parte
delle preoccupazioni prioritarie delle Chiese.
Il Vaticano è la punta di lancia in questa lotta, in ragione della sua
duplice dimensione di stato e di vertice della Chiesa cattolica.
Fin dal 1988 Giovanni Paolo II ha rivolto un pressante invito ai
deputati affinché non escludessero il cristianesimo dal dibattito
pubblico europeo. Il suo discorso aveva il tono di una vera e propria
messa in guardia: «La vocazione del cristianesimo - ha detto il papa -
è di essere presente in tutti i campi dell'esistenza. È perciò mio
dovere insistere su quanto segue: se un giorno si arrivasse a mettere in
discussione i fondamenti cristiani di questo continente, sopprimendo al
tempo stesso ogni riferimento all'etica, si farebbe molto di più che
respingere il retaggio europeo (2)».
Noi o il caos! Noi o l'apocalisse! Per molti cattolici, l'idea di fare
del cristianesimo l'elemento unificatore e strutturante della politica e
dell'opinione pubblica europea è una vera ossessione. La Santa Sede non
fa parte dell'Unione europea, ma gode in seno ad essa di un semplice
status di osservatore. Di fatto, la Santa Sede non ha mai veramente
pensato di aderire all'Unione, anche perché in questo caso avrebbe
l'obbligo di accettare compromessi politici che rifiuta categoricamente
in conformità alla sua concezione del potere spirituale. Frattanto però
essa si impegna con incomparabile zelo affinché l'Unione europea
riconosca la Chiesa cattolica come unica società religiosa perfetta -
cosa che le permetterebbe di soppiantare tutte le altre religioni.
Tuttavia la Santa Sede è integrata nell'Ue dal punto di vista
finanziario, nella misura in cui gode, nei vari stati membri, di uno
status particolare, che consente alla Chiesa di ricevere doni e
sovvenzioni (3). E cerca
innanzitutto di imporre all'Unione la sua filosofia delle «societates
perfectae»: i principi dettati dalla Chiesa devono governare i rapporti
dei pubblici poteri con il mondo associativo (4).
Nel marzo 1996, nell'ambito della preparazione del Trattato di
Amsterdam, fu consegnata agli ambasciatori dell'Unione, accreditati
presso il Vaticano, una nota con la quale la Santa Sede si prefiggeva i
seguenti obiettivi: sottolineare i contributi della Chiesa e dei culti
allo sviluppo dell'Europa; assicurare il mantenimento delle relazioni
Chiesa-stato esistenti in seno agli stati membri dell'Unione europea;
radicare le relazioni Chiesa-stato nel diritto comunitario; premunirsi
contro ogni discriminazione delle Chiese e dei culti rispetto ad altri
movimenti sociali, già apprezzati a livello comunitario; tutelare le
competenze degli stati membri nelle loro attuali relazioni con le Chiese
e i culti (5).
Un reticolo di lobby Il suddetto documento non venne preso in
considerazione dal Consiglio europeo del ministri, in quanto la Santa
Sede non faceva parte dell'Unione europea. All'epoca, Parigi aveva
ritenuto che un riferimento ai valori religiosi non fosse accettabile,
poiché avrebbe sollevato in Francia questioni politiche e
costituzionali. A quanto pare, oggi il problema non si pone più...
Lanciati così in questa lotta senza quartiere per salvaguardare i loro
antichi privilegi, gruppi di pressione reazionari si organizzano per
trasformare l'Europa cristiana in realtà. Italia e Polonia postulano
una menzione precisa del retaggio cristiano, e non soltanto religioso.
Nella sua attività di lobbying, il Vaticano si avvale dell'appoggio del
Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee), che dispone a
Bruxelles, presso la Comunità europea, di un ufficio politico: la
Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece).
La suddetta Commissione ha rivendicato, nel quadro della Convenzione
europea, l'istituzionalizzazione di un dialogo strutturato con le
istituzioni europee, e ha chiesto in particolare che vengano indette
regolari sessioni di lavoro e una «consultazione prelegislativa».
Poiché a livello europeo non esiste uno statuto ufficiale delle
associazioni, la Comece fa valere la propria competenza attraverso la
creazione di gruppi quali Migreurope, che costituisce una rete informale
di associazioni, prevalentemente cristiane, per i problemi dell'asilo e
dell'emigrazione (6).
Nel 1992 Jacques Delors, allora presidente della Commissione europea,
creò un gruppo informale (la Forward Studies Unit) costituito da
consulenti, uno dei quali era specificamente incaricato delle questioni
religiose. Sotto le presidenze di Jacques Santer e di Romano Prodi,
questo gruppo ha preso il nome di Gopa (Group of Policy Advisors).
Per Romano Prodi, le religioni giocano un ruolo importante nello
sviluppo dell'Unione (7).
I membri del Gopa sarebbero in maggioranza cattolici praticanti.
Frattanto, un'altra organizzazione va tessendo discretamente la sua tela
nell'Unione europea: il Fce (Foyer catholique européen), fondato
all'inizio degli anni 60 da funzionari e dipendenti cattolici delle
istituzioni europee. Il Foyer è innanzitutto un centro spirituale con
sede a Bruxelles, gestito da gesuiti, con un suo luogo di preghiera, la
cappella Saint Benoît, ove ogni giorno si celebrano messe per i
collaboratori dell'Unione europea. Questo centro spirituale serve però
anche come sede delle riunioni di diversi gruppi di riflessione,
incaricati di definire soluzioni per i problemi politici ed economici
europei.
L'Fce si presenta come una sorta di borsa delle idee. È un luogo di
scambi e di incontri per i responsabili politici europei di area
cattolica. Ogni anno, il nunzio apostolico presso le istituzioni europee
- una carica che peraltro non è mai stata oggetto di una decisione
ufficiale da parte dell'Unione europea - presiede un incontro di tutti
gli organismi collegati all'Fce. Questa riunione costituisce un efficace
mezzo di informazione sulle attività, in seno alle organizzazioni
dell'Unione europea, della lobby cattolica, che cerca di introdurre
qualche suo rappresentante in ciascuno dei programmi dell'Unione.
Gli obiettivi delle diverse componenti della «famiglia cattolica» sono
di vario tipo. La Santa Sede cerca soprattutto di stringere alleanze con
gli uomini politici favorevoli alla dottrina morale del papa e alla
militanza per la rievangelizzazione dell'Europa.
Il grosso del lavoro è portato avanti dal pontificato, in collegamento
con la prelatura personale dell'Opus Dei. I membri soprannumerari o
simpatizzanti dell'organizzazione segreta sono assai ben rappresentati
in seno al consiglio della famiglia.
I problemi della contraccezione e dello status della famiglia sono
affrontati segnatamente in occasione dei dibattiti sui programmi di
aiuti ai paesi del Sud. Per il resto, la Chiesa collabora con l'Unione e
ha modo di diffondere i suoi punti di vista attraverso la rete degli
organismi e delle associazioni di aiuti allo sviluppo: Caritas Europa,
Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la solidarietà (Cidse) -
sezione europea, Conferenza europea Giustizia e Pace, Federazione
europea delle associazioni nazionali di aiuto ai senzatetto (Feantsa).
Le pressioni esercitate dalla Chiesa nell'ambito dei dibattiti
legislativi suscitano reazioni crescenti da parte dei parlamentari. Nel
febbraio 2002, 53 deputati europei di tutti i partiti hanno denunciato
pubblicamente le «ingerenze della Santa Sede in materia di matrimonio e
di divorzio (8)».
Numerose associazioni laiche europee hanno criticato il progetto di
Trattato costituzionale, denunciando il «diritto di ingerenza» che si
vuol concedere alle religioni (9).
Innanzitutto, riconoscendo il retaggio religioso dell'Europa si apre un
credito alle religioni nell'ambito dello spazio pubblico europeo, e si
introduce inoltre una discriminazione tra credenti e non credenti.
Secondo il focoso deputato radicale europeo Maurizio Turco, eletto in
Italia, «si tratta di sapere se l'Unione debba fondarsi su
convincimenti religiosi, se debba costituire il frutto inesorabile della
nostra storia, e non invece l'espressione di una libera scelta dei suoi
cittadini, attraverso un contratto sociale evolutivo. Noi escludiamo che
nel XXI secolo le istituzioni politiche si possano fondare su credenze
religiose, ancorché maggioritarie (10)».
Una presenza capillare di simpatizzanti nel cuore delle istituzioni
europee consente alle iniziative di ispirazione ecclesiale di ottenere
aiuti e sovvenzioni. Nel 1998 ad esempio un centro finlandese denominato
Interculture - European Training Center ha ricevuto un sussidio di
10.000 ecu (pari alla stessa cifra in euro) nell'ambito del programma
europeo «Un'anima per l'Europa». Il suo progetto iniziale era di
finanziare un seminario sui valori etici e spirituali dell'integrazione
europea. A priori, nulla da eccepire - tranne il fatto che questo centro
è una creazione dell'Opus Dei, particolarmente bene insediato in
Finlandia e nei paesi baltici.
Finanziamento dell'Opus Dei Il centro di formazione fu fondato nel 1998,
un anno dopo la comparsa di quest'organizzazione in Finlandia. Il suo
principale animatore, Mons. Philippe Jourdan, membro soprannumerario
dell'Opus Dei, era incaricato di sviluppare il tema delle «radici
spirituali dell'Unione europea». È quanto meno incredibile che un
programma europeo servisse a finanziare un'organizzazione la cui
filosofia è diametralmente opposta agli obiettivi a suo tempo definiti
da Jacques Delors e Jacques Santer: «tolleranza e pluralismo», «reciproco
rispetto e accettazione delle differenze di genere e di religione», «solidarietà
con i più bisognosi» e «libertà d'espressione».
Su espressa richiesta di Roma, l'Opus Dei ha inserito l'Europa tra le
sue priorità. Già nel 1993, a chi gli chiedeva se la Santa Sede avesse
incaricato l'Opus Dei di una missione particolare, il portavoce della
sua centrale romana, Giuseppe Casigliano, rispondeva esclamando: «Sì,
l'Europa!» Quest' impegno si manifesta essenzialmente nei settori
legati alla sessualità (aborto, regolazione delle nascite). Anche qui
l'Opus Dei opera in senso contrario agli obiettivi dell'Unione europea -
grazie ai fondi ottenuti dalle istituzioni della stessa Ue! Nel 1994
Mons. Javier Etchevarria, responsabile dell'Opus Dei a Roma, invitava i
membri dell'organizzazione a erigere una linea Maginot contro
l'imperversare dell'«edonismo» nell'Europa occidentale.
Parallelamente, varie associazioni lavorano nell'ombra per infiltrare i
governi e le istituzioni attraverso contatti con militanti e
organizzando numerose conferenze.
L'Unione europea ha finanziato inoltre vari progetti sostenuti
essenzialmente da organizzazioni legate all'Opus Dei. La raccolta di
fondi è stata assicurata dalle fondazioni Limat (Svezia) e Reno-Danubio
(Germania), così come dall'Istituto italiano di cooperazione
universitaria (Icu).
Queste tre fondazioni sono strettamente collegate tra loro. Dato che
operano attraverso l'intermediazione di molteplici organizzazioni, è
difficilissimo per i responsabili europei sapere quali di esse lavorano
per l'Opus Dei (11).
Può dunque accadere che attraverso il gioco dei diversi tramiti le
organizzazioni dell'Opus Dei siano finanziate addirittura più volte,
senza che nessuno se ne accorga! Un buon esempio è quello fornito dall'Icu,
che ha i suoi uffici a Roma, a Bruxelles, a Beirut, a Hong Kong e a
Manila. Si tratta di una fondazione di importanza cruciale per il
finanziamento delle attività dell'Opus Dei. L'Icu organizza o
sponsorizza i «Congressi annuali degli alunni e degli studenti», nel
cui ambito l'Opus Dei cerca di reclutare nuovi membri per inviarli a
Roma. Anche i progetti dell'Icu sono finanziati dall'Unione europea (12).
La fondazione Reno-Danubio, la Limat e l'Icu cooperano su scala
internazionale, in particolare nelle Filippine, dove nel 1995 hanno
creato l'università dell'Asia e del Pacifico (University of Asia and
the Pacific/UA&P), sempre grazie alle sovvenzioni dell'UE (12).
Ma anche al di fuori delle iniziative dirette dell'Opus Dei, accade che
l'Unione europea finanzi a sua insaputa progetti nazionali portati
avanti da organizzazioni che le sono vicine, quali ad esempio il centro
romano Elis (Educazione, Lavoro, Istruzione e Sport), la Fondazione
Residenze Universitarie Internazionali (Frui) o l'Associazione (belga)
per la Cooperazione culturale, tecnica e formativa (Actec), che nel 1996
ha ottenuto una somma di 795.163 franchi belgi (pari a circa 20.000
euro). È urgente esigere una maggiore trasparenza nell'attribuzione
delle sovvenzioni europee, e vigilare sul rispetto della separazione
laica tra il potere politico e le diverse opzioni spirituali o
confessionali.
note:
* Capo redattore di Golias.
(1) Le Monde, 2 dicembre 2003.
185 associazioni di tutta Europa hanno rivolto una petizione alla
Convenzione europea per chiedere la soppressione dell'articolo 51.
www.catholics for freechoice.org
(2) Discorso dell'11 ottobre
1988 davanti al Parlamento europeo http://www.cef.fr/catho/endit/europe/index.php.
Si veda altresì, sullo stesso sito, l'esortazione apostolica
post-sinodale «Ecclesia in Europa» del 28 giugno 2003.
(3) In Germania, la Chiesa è
il secondo datore di lavoro del paese, e beneficia di deroghe alle leggi
sul lavoro.
(4) Leggere François Houtart,
«Giovanni Paolo II, un papa moderno per un progetto reazionario» , Le
Monde diplomatique/il manifesto, giugno 2002.
(5) Fédération européenne
humaniste, www. humanism.be
(6) Leggere «Preserving Power
and Privilege», www.catholicsforchoice.org/new/preserelease/100103EuroReport.htm
(7) Discorso davanti alla
Fondazione Don Tonino Bello, 13 giugno 2003.
(8) www.europe-et-laicité-.org/archives2002/
parlementaires.html
(9) Fédération humaniste
européenne, www. humanism.be
(10) Lettera aperta alla
Convenzione europea pubblicata dal Reseau Voltaire, www.réseauvoltaire.fr
(11) Leggere Juan Goytisolo,
«La milizia virile di un santo fascista» , Le Monde diplomatique/il
manifesto, ottobre 2002.
(12) Altro segnale di
influenza: nel settembre 1998 il Consiglio d'Europa ha consegnato il
Premio europeo dei Diritti umani a Chiara Lubich, fondatrice del grande
mvimento cattolico dei Focolari e strenua oppositrice dell'aborto e del
riconoscimento delle coppie omosessuali.
(Traduzione di E. H.)
card. J. Ratzinger
Escrivá sapeva di dover fondare qualcosa, ma era pur sempre
consapevole che quel qualcosa non era opera sua, che lui non aveva inventato
niente, che semplicemente il Signore si era servito di lui. Quello non era
quindi la sua opera, ma l'Opus Dei. Lui era soltanto uno strumento con cui Dio
avrebbe agito.
Autore:
card. J. Ratzinger
Fonte: L'Osservatore Romano