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IL GIUBILEO DEI REPRESSI: I 25 ANNI DEL PONTIFICATO DI PAPA WOJTYLA VISTI DA UN'ALTRA PARTE

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SOMMARIO

 

 

 

   

IL GIUBILEO DEI REPRESSI: I 25 ANNI DEL PONTIFICATO DI PAPA WOJTYLA VISTI DA UN'ALTRA PARTE

DOC-1424. ROMA-ADISTA. La repressione delle voci dissonanti o dissenzienti dalla linea ufficiale o ufficiosa vaticana è stata una delle caratteristiche del pontificato di Giovanni Paolo II. Un pontificato lungo - uno dei più lunghi della storia - e naturalmente costellato di luci e di ombre, come hanno sottolineato gli autori a suo tempo da noi sollecitati a dare una valutazione del regno di papa Wojtyla (nella 'rubrica' "Su questa pietra…", il cui contenuto è elencato in calce a queste righe). Ma, ora, qui, vogliamo documentare solo un aspetto di questo pontificato: quello della repressione ecclesiastica attuata direttamente dal pontefice o, su suo mandato, dalla Curia romana; e quello, correlato, di una interpretazione restrittiva - quando non opposta allo spirito e alla lettera del Vaticano II - delle affermazioni del Concilio.
Lo facciamo perché - da quello che leggiamo in giro - nessuno si è addentrato in questa problematica che ovviamente modererebbe esaltazioni acritiche del pontificato; e perché, rileggendo le annate di Adista dal 1978 in poi, ci ha impressionato il numero delle notizie che documentano appunto atti di repressione ecclesiastica - atti a volte di vera prepotenza - contro persone e gruppi rei solamente di esprimere opinioni, o compiere scelte contrastanti con i desiderata dell'establishment ecclesiastico romano, o dare una interpretazione aperta del Concilio Vaticano II, o suggerire un'applicazione coerente del messaggio evangelico.
Certo, il pontificato di Wojtyla non è misurabile solo dagli atti di 'restaurazione' da lui compiuti nel corso di 25 anni; ma Wojtyla è anche questo, e non è bene dimenticarlo, per rispetto della storia, cui per ora sono affidati, dell'attuale papa, solo meriti. Meriti indiscussi che Adista conosce, ma che trovano già ampio spazio su tutta la stampa.
La nostra lista è solo indicativa e non esaustiva. È una 'mappatura' parziale, sebbene nutrita, di una delle costanti del pontificato. Per comodità di lettura, abbiamo diviso la nostra indagine anno per anno, indicando i numeri di Adista in cui è rintracciabile il fatto di cui si dà notizia. La 'mappatura' è seguita da due brevi 'pezzi' che mettono in evidenza altri parametri con cui 'misurare' la conduzione involutiva di Giovanni Paolo II: la scelta dei vescovi nel senso di una 'normalizzazione' restauratrice - emblematica in tal senso l''offensiva' lanciata contro la Chiesa della Liberazione in America Latina - e la politica delle canonizzazioni e beatificazioni.


SU QUESTA PIETRA…


Agenda per il futuro della Chiesa
25 anni di pontificato sono più che sufficienti per un bilancio complessivo. Adista ha cominciato a tracciarlo nel novembre scorso (n. 82/2002): da allora abbiamo pubblicato una serie di interventi sui punti critici che, sollevati o acutizzati dalla 'politica' di questo papa, rimarranno necessariamente (perché nulla fa pensare ad una diversa evoluzione) nell'agenda del prossimo. Qui sotto l'elenco degli interventi.

Vladimir Zelinsky (intervista), "Ecumenismo: tra Chiesa ortodossa e Chiesa cattolica un passo indietro" (Adista n. 82/2002).
Giovanni Geraci, "Mai parole di amore cristiano verso noi omosessuali" (Adista n. 82/2002).
Giancarlo Zizola, "Un papato incompiuto" (Adista n. 89/2002).
Lidia Maggi, "Ecumenismo, una priorità di questo papato" (Adista n. 89/2002).
Riccardo Di Segni (intervista), "Dialogo a piccoli passi, qualcuno falso" (Adista n. 7/2003).
Carlos María Aguírre, "Collegialità al singolare" (Adista n. 7/2003).
Massimo Toschi, "Parole di pace, dottrina di guerra" (Adista n. 28/2003).
Adel Jabbar, "Religioni in dialogo per un ethos comune" (Adista n. 28/2003).
Filippo Gentiloni, "Il pulpito mediatico" (Adista n. 40/2003).
Enzo Mazzi, "Ha oscurato i 'segni dei tempi'" (Adista n. 40/2003).
Luigi De Paoli, "Il più amato da Dio" (Adista n. 40/2003).
Marie-Bernadette Mbuy Beya, "Donne. E in Africa. Con l'amaro in bocca" (Adista n. 56/2003).
Kizito Sesana, "Ma per l'Africa c'è stata vera attenzione?" (Adista n. 56/2003).
Pablo Richard, "Giovanni Paolo II, il restauratore" (Adista n. 60/2003).
Marco Aurelio Rivelli, "Perdonaci, Signore!" (Adista n. 60/2003).
Margherita Hack, "Antiscientifico il papa e i politici illiberali che l'appoggiano" (Adista n. 66/2003).
Giannino Piana, "Un'etica sociale aperta, una morale astorica" (Adista n. 66/2003).

 

1978-2003: ANNO PER ANNO, NOME PER NOME…

1978
Il pontificato di papa Wojtyla è ancora in una fase di "rodaggio", e non si segnalano ancora atti repressivi. E, tuttavia, vi è un segnale rivelatore. Il primo documento ufficiale "ad extra" del nuovo pontefice è una lettera del 2 dicembre '78 al segretario generale dell'Onu, Kurt Waldheim, in occasione del 30° anniversario della firma della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Il pontefice chiede alle Nazioni Unite e a tutti gli Stati di garantire e difendere in ogni modo i diritti umani e, in particolare, la libertà religiosa. Ma non una parola vi è sull'impegno della Chiesa cattolica romana a difendere tutti questi diritti "al suo interno". Una "omissione" che non sarà mai colmata in tutto il pontificato.


1979
Intervenendo in gennaio, a Puebla (Messico), alla III Conferenza generale dell'episcopato latino-americano, il papa attacca frontalmente la Teologia della liberazione (Adista n. 22/24 febbraio 1979).
Il redentorista tedesco Bernhard Haering, per anni docente all'Accademia alfonsiana di Roma, e forse il più autorevole teologo moralista del post-Concilio, viene convocato (27 febbraio) dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (d'ora in poi, Cdf, l'ex Sant'Uffizio) che gli chiede l'impegno solenne di non criticare più l'Humanae vitae - l'enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva giudicato immorale la contraccezione. Il teologo rifiuta, e perciò fino alla morte sarà emarginato dalla Curia romana.
Ricevuto in udienza dal papa, a marzo, mons. Oscar Arnulfo Romero si rende conto della profonda "incomprensione" di Roma per il suo ministero nella difficile situazione di El Salvador. Andrà un po' meglio l'udienza del gennaio 1980, ma di lì a poco riceverà il terzo visitatore apostolico in 12 mesi (Adista 10/12 maggio 1979, 27/29 marzo 1980).
La Cdf - senza un regolare e giusto processo - proibisce al teologo domenicano francese Jacques Pohier di presiedere assemblee liturgiche e di insegnare pubblicamente. Su Dio, e sull'Eucaristia, il teologo aveva espresso idee sgradite a Roma. Dopo il Concilio Vaticano II, era la prima volta che la Curia colpiva in questa misura un teologo (Adista nn. 14/16 maggio 1979, 15/17 novembre 1979, 29 nov./1dic. 1979).
Il papa, pellegrino negli USA, respinge la richiesta della rappresentante delle suore statunitensi di accettare l'accesso delle donne "a tutti i ministeri nella Chiesa".
In dicembre, il teologo olandese Edward Schillebeeckx viene 'processato' a Roma dalla Cdf. Un processo dai toni pacati. Tuttavia, il grande teologo non sarà mai pienamente riabilitato (Adista nn. 26/28 novembre 1979,13/15 dicembre 1979, 20/22 dicembre 1979).
La Cdf il 15 dicembre dichiara: "Il professor Hans Küng [svizzero-tedesco] è venuto meno, nei suoi scritti, all'integrità della verità della fede cattolica, e pertanto non può più essere coinsiderato teologo cattolico né può, come tale, esercitare il compito di insegnare". Il teologo aveva messo in discussione il dogma della "infallibilità papale", parlando invece di "indefettibilità" della Chiesa (Adista nn. 7/9 gennaio 1980, 21/23 gennaio 1980, 31 gen./2 febb. 1980).


1980
In gennaio, in un Sinodo particolare dedicato all'Olanda, il papa in pratica obbliga i vescovi a far marcia indietro su tutte le aperture e le proposte lanciate negli anni precedenti dal Concilio pastorale olandese (Adista n. 10/12 gennaio 1980, 14/16 gennaio 1980, 4/6 febbraio 1980).
La Cdf il 14 ottobre emana norme restrittive riguardanti la dispensa dal celibato e la riduzione allo stato laicale dei sacerdoti che abbandonano il ministero. (Il Regno n. 22/80).
Il prefetto della Cdf, card. Franjo Seper, il 20 novembre scrive al p. Edward Schillebbeckx per dirgli che i chiarimenti teologici da lui forniti anche a Roma "non sono sufficienti per eliminare le ambiguità (cristologiche)" dei suoi scritti (Adista n. 29/31 dicembre 1980).


1981
In ottobre il papa decide il 'commissariamento' della Compagnia di Gesù, misura gravissima che provoca pacate ma pubbliche proteste di molti gesuiti (Adista n. 2/4 novembre 1981).
Nell'esortazione apostolica postsinodale Familiaris consortio (22 novembre) il papa ribadisce che i divorziati cristiani risposati non possono accedere all'Eucaristia, e che debbono vivere come fratello e sorella (Adista n. 21/24 dicembre 1981).


1982
Il 29 giugno il papa scrive ai vescovi del Nicaragua per condannare la "Chiesa popolare" (cioè quella collegata alle Comunità di base e alla Teologia della Liberazione) (Adista n. 6/8 ottobre 1982.
Il 23 agosto il Vaticano - malgrado l'opposizione di molti vescovi spagnoli - erige la "Prelatura personale di Santa Croce e Opus Dei" (Adista n. 1/4 settembre 1982).


1983
Il 25 gennaio il papa promulga il nuovo Codice di diritto canonico (per la Chiesa latina); una normativa nella quale vengono spente molte speranze di rinnovamento innescate dal Concilio Vaticano II, e rafforzato il centralismo papale (Adista n. 27/29 gennaio 1983).
A Managua, in marzo, il papa rimprovera pubblicamente padre Ernesto Cardenal, che ha accettato di entrare a far parte del governo sandinista. E, alla messa, zittisce la madri degli uccisi dai "contras" (i guerriglieri antisandinisti sostenuti dalla CIA) (Adista n. 14/16 marzo 1983).
La Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari in pratica obbliga suor Agnes Mary Mansour, delle "Sorelle della misericordia", ad abbandonare l'Istituto, poiché la suora non aveva accettato di interrompere la sua attività di direttrice presso i servizi sociali dello stato del Michigan (USA) proposti al rimborso delle spese delle donne che abortiscono (Adista n. 20/22 giugno 1983).
• Sotto indagine mons. Raymond Hunthausen, arcivescovo di Seattle, per le sue posizioni a favore del disarmo e dell'obiezione fiscale. La visita ispettiva, su incarico del Vaticano, è condotta da mons. James Hickey, arcivescovo di Washington (Adista n. 28/30 novembre 1983).


1984
• Sotto accusa da parte della Cdf il teologo della liberazione peruviano Gustavo Gutierrez: nelle sue riflessioni ci sarebbe "l'influenza del marxismo" (Adista n. 24/26 maggio 1984)
Con l'Istruzione Libertatis nuntius il 6 agosto il prefetto della Cdf, card. Joseph Ratzinger, condanna la Teologia della liberazione (Adista n. 10/12 settembre 1984).
Il 7 settembre Leonardo Boff, teologo brasiliano della liberazione, viene "processato" da Ratzinger a Roma (Adista n. 13/15 settembre 1984).
• Convocati a Roma i vescovi peruviani perché sconfessino la Teologia della Liberazione (Adista n. 1/3 ottobre 1984).
In dicembre la Santa Sede costringe di fatto il generale dei gesuiti, p. Peter-Hans Kolvenbach ad espellere dall'ordine p. Fernando Cardenal (fratello di Ernesto), ministro dell'educazione nel governo sandinista nicaraguense (Adista n. 20/24 dicembre 1984).
Con l'esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et paenitentia (2 dicembre) il papa respinge ogni ipotesi di rinnovamento del rito della confessione e, in particolare, esclude la "confessione comunitaria" come mezzo ordinario per confessarsi (Adista n. 20/24 dicembre 1984).


1985
• Padre Gyorgy Bulanyi, sacerdote ungherese, ispiratore delle comunità di base, sostenitore dell'obiezione di coscienza al servizio militare e oppositore della linea 'morbida' dell'episcopato nei confronti del governo comunista (Adista n. 16/18 febbraio 1984), viene chiamato a Roma per un colloquio con il card. Ratzinger (Adista n. 31 gen./2 febb. 1985). Gli scritti di p. Bulanyi erano già stati vagliati, e assolti da sospetti di eresia, dalla Congregazione per il Clero.
Con una notificazione dell'11 marzo il card. Ratzinger dichiara che "le opzioni di Leonardo Boff [contenute nel libro Chiesa, carisma e potere] sono tali da mettere in pericolo la sana dottrina della fede" (Adista n. 28/30 marzo 1985).
Il Vaticano, dando ascolto a minoritari gruppi di suore 'conservatrici', blocca il rinnovamento conciliare delle suore Carmelitane Scalze (Adista n. 7/9 marzo 1985).
• Tra il 9 ed il 13 aprile, si svolge a Loreto il II Convegno della Chiesa italiana, a cadenza decennale, dal titolo: "Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini". Il presidente della Cei card. Anastasio Ballestrero, insieme ad altri, tra cui il cardinale di Milano Carlo Maria Martini, porta avanti con convinzione l'idea di una Chiesa ancora saldamente ancorata al Concilio (v. Adista dossier n. 12 dell'aprile 1985; v. Adista 18-20 aprile e 3-5 giugno 1985). L'intervento del papa a quel convegno, cui aderisce mons. Camillo Ruini, allora cinquantenne vescovo emiliano, mettono in minoranza Ballestrero. E infatti un anno dopo, il 26 giugno 1986, Giovanni Paolo II nomina Camillo Ruini segretario della Cei, che diventa l'uomo forte del Vaticano all'interno della Conferenza episcopale, e la sua ascesa segna l'inizio della radicale trasformazione wojtyliana della Chiesa italiana. Anche la presidenza di Alberto Monticone nell'Ac, che si muove in sintonia con la linea Martini-Ballestrero, dopo Loreto entra definitivamente in crisi, contrastata da un uomo vicinissimo a Ruini, Dino Boffo, dal gennaio 1994 messo alla direzione del giornale della Cei "Avvenire". Assistente generale diventa nel 1987 mons. Antonio Bianchin, il cui compito è quello di sostituire molti dirigenti, specie quelli che vengono dall'Ac ambrosiana, fedele a Martini: è il commissariamento de facto dell'associazione. Nel 1999, dopo la presidenza di Giuseppe Gervasio, il card. Ruini nomina presidente dell'Ac Paola Bignardi, cui invia una lettera per metterla in guardia dall'"entrare in spazi che non ci competono e che sono propri delle forze politiche, evitando con cura qualsiasi coinvolgimento nella competizione tra i diversi schieramenti". Quando, poco dopo la sua elezione (v. Adista nn. 23 e 25/99), la Bignardi concede invece un'intervista all'"Unità", in cui manifesta una certa attenzione al tanto dibattuto problema delle coppie di fatto, è costretta ad una intervista riparatrice, all'"Avvenire", il 12 marzo '99 (cui segue un editoriale su "SegnoSette"). Nel settembre 2000 (v. Adista, n. 74/2000) viene chiuso de imperio il settimanale di Ac "SegnoSette", colpevole di aver espresso posizioni troppo avanzate su temi politici, ecclesiali e morali (per tutta la storia recente dell'Ac vedi Adista nn. 53/02 e 67/03).


1986
In una Notificazione del 15 settembre il card. Ratzinger afferma che "la concezione del ministero così come è esposta dal professor Schillebeeckx rimane in disaccordo con l'insegnamento della Chiesa su punti importanti" (Adista n. 65/86).
Il card. Ratzinger (25 luglio) dichiara "non idoneo all'insegnamento della teologia cattolica" il teologo statunitense Charles Curran, "colpevole" di criticare la Humanae vitae e di sostenere "la legttimità del dissenso dall'autorità" (Adista n. 12/92).
• L'arcivescovo statunitense di Seattle, mons. Raymond Hunthausen, tramite una lettera informa i suoi sacerdoti di essere stato esautorato dal Vaticano dei poteri pastorali nei seguenti importanti campi: tribunale diocesano, liturgia, formazione del clero, sacerdoti che hanno lasciato il ministero, questioni morali (Adista n. 60/86).
Nella lettera Homosexualitatis problema (1° ottobre) il card. Ratzinger afferma che "l'inclinazione [omosessuale] stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata"; e che in nessun modo può essere moralmente accettato l'esercizio della sessualità tra persone dello stesso sesso.


1987
• Dimissionato su ordine del Vaticano l'abate della basilica romana di San Paolo fuori le Mura, Giuseppe Nardin, perché dialogava e pregava con il precedente abate, Giovanni Franzoni, fondatore della Comunità di base di san Paolo (Adista n. 7/87).
• La Cdf obbliga mons. Mattew Clark, della diocesi statunitense di Rochester, a ritirare l'imprimatur a un manuale sulla sessualità di ausilio ai genitori per l'educazione dei figli scritto da cattolici (Adista n. 8/87).
• Ad aprile il comboniano padre Alex Zanotelli è costretto a dimettersi dalla direzione (assunta nel 1978) del mensile "Nigrizia", per le sue ripetute denunce, cominciate due anni prima con l'articolo "Il volto italiano della fame africana" ("Nigrizia", gennaio 1985), sull'utilizzo dei fondi destinati alla cooperazione italiana e finiti nel commercio delle armi. Le sue dimissioni sono chieste da membri del governo italiano e dal prefetto del dicastero vaticano per l'Evangelizzazione dei Popoli (ex Propaganda fide, da cui dipendono le Congregazioni missionarie), card. Josef Tomko (Adista n. 37/87).
La Congregazione per i Religiosi - andando di fatto contro l'orientamento del Vaticano II - rifiuta le 'pari opportunità' di religiosi laici e religiosi sacerdoti nella guida (anche come padri provinciali e generali) degli Ordini e Istituti religiosi, e quindi obbliga alcuni di essi - come i Cappuccini - ad annullare il loro proposito di piena 'eguaglianza', nei compiti direttivi, di 'fratelli' e 'padri' (Adista n. 89/87).


1988
Destituiti i gesuiti José Maria Castillo e Juan Antonio Estrada dall'insegnamento universitario e il clarettiano Benjamin Forcano dalla direzione di "Mision Abierta" per decisione della Cdf (Adista nn. 39 e 52/88).
La Congregazione per il Culto Divino il 2 giugno riafferma che in alcun modo è ammesso celebrare l'Eucaristia in assenza di sacerdote validamente ordinato.
Con la costituzione apostolica Pastor bonus (28 giugno) il papa ristruttura la Curia romana, dando ad essa enorme potere rispetto all'episcopato mondiale, e di fatto declassando il Sinodo dei vescovi (Adista n. 53/88).
Il 1° luglio la Cdf pubblica la "Professione di fede" e il "Giuramento di fedeltà", tra l'altro, a "tutti i contenuti trasmessi dal Magistero ordinario e universale della Chiesa", alle "verità circa la dottrina che riguarda la fede o i costumi" e agli "insegnamenti del pontefice" e "del collegio episcopale" quando "esercita il suo Magistero autentico".
Nella lettera apostolica Mulieris dignitatem (15 agosto) il papa riafferma il no alla ordinazione sacerdotale della donna (Adista n. 68-69/88).
• A mons. Pedro Casaldáliga, vescovo di São Felix do Araguaia (Brasile), il nunzio apostolico mons. Carlo Furno consegna una lettera vaticana (Intimatio) in cui lo si ammonisce per le sue simpatie per la Teologia della Liberazione e si impongono limiti ai suoi compiti pastorali. Il vescovo rifiuta la lettera perché non corredata di timbri né di firme (Adista n. 70/88).


1989
Il 6 gennaio 163 teologi e teologhe di area germanofona firmano la "Dichiarazione di Colonia" (Adista nn. 11/89 e 15/89) in cui contestano il fatto che Wojtyla pretenda obbedienza mettendo sullo stesso piano alcune verità fondamentali della fede riguardanti Gesù Cristo e l'adesione alla Humanae vitae, e contestano il modo "scandaloso" con cui Roma ignora le richieste delle Chiese locali nella nomina dei vescovi. Il papa, direttamente o indirettamente, respingerà punto per punto le richieste e le proteste dei firmatari.
La Cdf (16 febbraio) riafferma il "no" alla contraccezione.
Il Vaticano oppone un veto alla pubblicazione di un libro che avrebbe dovuto contenere gli atti di un congresso di moralisti cattolici svoltosi a Roma, all'Accademia alfonsiana, nell'aprile dell'88 (Adista nn. 17/89 e 19/89). Tra l'altro, il volume avrebbe dovuto riportare una relazione del p. Bernhard Haering (Adista n. 7/89), nella quale il teologo criticava l'antropologia e la teologia che sottostanno all'Humanae vitae, enciclica sempre difesa a spada tratta da Wojtyla (forse perché, a quanto si dice, ne fu uno degli ispiratori).
Per intervento diretto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, la Pontificia Università Lateranense ritira al professor don Luigi Sartori - uno dei più noti teologi italiani - la cattedra di Ecumenismo (Adista n. 25/89).
• A marzo padre Eugenio Melandri lascia, dopo dieci anni, la direzione del mensile dei missionari saveriani "Missione Oggi" al suo vice, padre Pier Lupi. Da tempo il superiore Generale dei saveriani padre Gabriele Ferrari subiva le pressioni del prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Josef Tonko (che aveva già ottenuto le dimissioni di Zanotelli da "Nigrizia"), e quella dei Superiori della Provincia italiana, affinché allontanassero Melandri, cui veniva da tempo rimproverata la linea della rivista (specie un numero tutto dedicato al Nicaragua), l'impegno nella denuncia della gestione fatta dal governo italiano dei fondi destinati alla cooperazione, l'essersi schierato pubblicamente con i partiti della sinistra (v. Adista n. 25/89).
• Il gesuita direttore di "Estudes", Paul Valadier, uno dei 157 teologi francofoni firmatari di una lettera di solidarietà ai 163 teologi della "Dichiarazione di Colonia", viene rimosso dall'incarico (Adista n. 27/89).
• Il card. Ratzinger in novembre, alla vigilia dell'assemblea annuale della Conferenza episcopale statunitense, ordina di cancellare dall'ordine del giorno la discussione (e la sicura approvazione) di un voluminoso testo preparato dai vescovi USA sul rapporto vescovi-teologi e sulle "Responsabilità ecclesiali del teologo". Secondo il prefetto della Cdf il testo era troppo 'liberal' nel difendere la libertà di ricerca dei teologi (Adista nn. 43 e 44/89).
• Destituito don Vittorio Cristelli da direttore del settimanale diocesano "Vita trentina". Il settimanale aveva pubblicato il documento dei 63 teologi italiani (Adista n. 39/89) in sostegno della "Dichiarazione di Colonia" (Adista nn. 45/89, 48/89 e 52/89).
La Congregazione per l'Educazione Cattolica decreta di far chiudere in Brasile il seminario regionale del Nordeste 2 e l'Istituto teologico di Refice, entrambi fondati da mons. Helder Câmara. Secondo Roma, nei due istituti non si dà una educazione "affidabile" (Adista n. 60/89).
La Segreteria di Stato (7 agosto) riafferma che né la Joc (Gioventù operaia cristiana) né la correlata Joci (Gioventù operaia cristiana internazionale) sono più riconosciute come legittimi interlocutori dalla Santa Sede, mentre lo è il Cijoc (Coordinamento internazionale della Joc). Al di là delle sigle, la Joc era considerata dal Vaticano troppo di 'sinistra', e quindi tagliata fuori per favorire invece il 'moderato' Cijoc, la cui separazione dalla Joc era stata favorita dagli ambienti conservatori della Curia romana (Adista n. 73/89).
La Congregazione per i Religiosi mette di fatto sotto "commissariamento" la Clar (Conferenza Latinoamericana dei Religiosi), ritenuta troppo vicina alla Teologia della liberazione (Adista nn. 75/89 e 77/89).


1990
La Congregazione per l'educazione cattolica vieta alla Facoltà di Teologia dell'Università svizzera di Friburgo di dare la laurea "honoris causa" a mons. Rembert Weakland, vescovo di Milwaukee (USA), noto per le sue opinioni 'liberal' (Adista n. 83/90).


1991
• Il Vaticano destituisce il vescovo messicano di Oaxaca, mons. Bartolomé Carrasco Briseno, perché legato alla Teologia della Liberazione (Adista n. 1/91).
• Commissariamento della Clar. La Clar si sottomette (Adista nn. 13/91, 20/91/, 31/91).
• Brasile: sotto accusa la Bibbia delle Edizioni Paoline, sostenuta dai teologi della liberazione (Adista n. 33/91).
• Commissariata "Vozes", la più antica editrice cattolica brasiliana, a causa di Leonardo Boff, direttore dell'omonima rivista (Adista n. 40/91). Boff viene licenziato (Adista n. 62/91) e lascia l'ordine francescano l'anno dopo (Adista nn. 52 e 56/92).
La Congregazione per l'Educazione Cattolica obbliga il card. Aloisio Lorscheider, arcivescovo di Fortaleza a "dimettere" tre sacerdoti sposati che insegnavano all'Istituto teologico e pastorale della città brasiliana (Adista nn. 50 e 52/91).
Il Vaticano interdice dall'insegnamento il teologo e psicanalista tedesco Eugen Drewermann - che, nei suoi libri, aveva messo a nudo i meccanismi di potere dell'organigramma ecclesiastico e contestato la legge sul celibato obbligatorio dei sacerdoti (Adista nn. 33 e 36/90, 70/91). Poco dopo viene proibita a Drewermann anche la predicazione (Adista nn. 5/92). Il teologo, a marzo, lascia il sacerdozio (Adista n. 24/92).


1992
Il card. Ratzinger in gennaio mette in stato di accusa il teologo moralista canadese André Guindon le cui tesi - soprattutto sui temi della sessualità - conterrebbero "gravi dissonanze non solo con l'insegnamen-to del Magistero più recente, ma anche con la dottrina tradizionale della Chiesa" in materia di sessualità (Adista n. 9/92).
I domenicani espellono il teologo Mattew Fox, che già era stato punito nel 1988 dal Vaticano, perché non allineato con l'insegnamento morale sessuale di Roma (Adista n. 15/92).
Il Vaticano dichiara "fuori luogo" - cioè neanche da discutere - la proposta dell'arcivescovo di Milwaukee, mons. Rembert Weakland, di ordinare sacerdoti, in situazioni pastorali di "estrema necessità", uomini sposati (Adista n. 4/92).
• Con la lettera Communionis notio (28 maggio) il card. Ratzinger dà una interpretazione restrittiva del Vaticano II e della collegialità episcopale sottolineata dal Concilio (Adista n. 48/92).
• Il Vaticano nega il nihil obstat al domenicano p. Philippe Denis alla Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo: troppo critico verso l'Opus Dei (Adista n. 83/92).


1993
• Ampliando l'àmbito dell'infallibilità papale definito nel 1870 dal Concilio Vaticano I, Wojtyla afferma: "Rientrano nell'area delle verità che il magistero può proporre in modo definitivo quei princìpi di ragione che, anche se non sono contenuti nelle verità di fede, sono ad esse intimamente connessi" (Adista n. 25/93).
Il 22 aprile la sala-stampa vaticana rende nota la dichiarazione finale di un convegno organizzato in marzo dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il testo - firmato tra gli altri dal card. Alfonso López Trujillo, presidente del Consiglio, e da mons. Dionigi Tetta-manzi - sostiene che la contraccezione "corrompe l'intimità coniugale" e che la comunità cristiana deve opporsi alla legalizzazione del divorzio (Adista n. 33/93).
In una lettera pastorale comune (10 luglio) tre vescovi tedeschi (tra essi mons. Karl Lehmann, vescovo di Magonza) sostengono che un divorziato/a risposato/a che sia in coscienza convinto/a che il suo precedente matrimonio sia irrimediabilmente naufragato può decidere di accostarsi alla comunione eucaristica. Ma il card. Ratzinger obbliga i tre a riman-giarsi la proposta (per gli integrali, v. Adista n. 76/94).
Il 22 ottobre il papa riafferma energicamente la legge del celibato sacerdotale per la Chiesa latina e, aggiunge, di fronte alle contestazioni e critiche, "bisogna ardire (conservando il celibato), mai ripie-gare".
• Il 28 ottobre, il nunzio apostolico in Messico, mons. Girolamo Prigione, annuncia la rimozione dalla diocesi messicana di San Cristóbal de las Casas di mons. Samuel Ruiz (Adista n. 79/93). Il provvedimento sarà però 'congelato'.


1994
La Cdf boccia la traduzione inglese del nuovo Catechismo della Chiesa cattolica perché essa adotta un linguaggio troppo "femminista" ed "inclusivo" (Adista n. 29/94).
Tra aprile e maggio 1994 si svolge l'"Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi". Il Sinodo fu la concessione massima fatta dalla Curia romana alla richiesta dell'episcopato africano, avanzata fin dal 1977, di poter organizzare un concilio africano. L'assi-se non si svolse in Africa, ma a Roma, in Vaticano, affinché il controllo sui vescovi del Continente potesse essere meglio esercitato. Continui furono i tentativi di incanalare il dibattito verso posizioni che non mo-strassero imbarazzanti aperture su temi come incul-turazione, giustizia e pace, dialogo interreligioso (Adista dossier n. 20/94; Adista nn. 25, 31, 33, 35, 37 e 38/94).
Con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (22 maggio) il papa, "in virtù del [suo] ministero di confermare i fratelli" dichiara che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordi-nazione sacerdotale, e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli" (Adista n. 46/94).
La Cdf, in una lettera ai vescovi (14 settembre) ribadisce la proibizione di dare la comunione ai cattolici divorziati e risposati (Adista n. 76/94).
La Cdf interviene per bloccare la nomina della teologa cattolica (considerata troppo femminista) Teresa Berger alla cattedra di Liturgia della Facoltà teologica dell'Università di Bochum, in Germania (Adista n. 61/94).


1995
• Il prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, card. Pio Laghi, ha ottenuto, secondo il settimanale inglese "The Tablet", che venisse cancellata una conferenza che il teologo della Libera-zione Gustavo Gutiérrez avrebbe dovuto svolgere a Roma nel novembre '94 (Adista n. 1/95). Gutiérrez, nel 1990, aveva pubblicato un'edizione riveduta del suo "Teologia della Liberazione" che aveva in parte fugato i dubbi di Ratzinger sull'ortodossia del teologo.
Il Vaticano costringe di fatto alle dimissioni mons. Jacques Gaillot, vescovo di Evreux (Francia), che con il suo ministero e la sua azione a favore dei più emarginati dava fastidio sia all'establishment politico che ecclesiastico (Adista nn. 3, 5, 8 e 13/95).
• Su pressioni del sostituto della Segreteria di Stato vaticana mons. Giovanni Battista Re, e del prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Jozef Tomko, il missionario comboniano p. Renato Kizito Sesana viene rimosso dal suo incarico di direttore della rivista keniana "New People" (Adista n. 3/95).
Nell'enciclica Evangelium vitae (25 marzo) il papa definisce "tirannici" quei parlamenti che approvano leggi che consentono, in determinati casi, l'interruzione volontaria della gravidanza.
Il card. Ratzinger ordina alle Superiore della congregazione delle "Sorelle di Nostra Signora" di mandare per due anni in Europa a studiare teologia "sicura" la suora brasiliana Ivone Gebara - la teologa femminista che non piace alla Cdf (Adista nn. 47/95 e 53/95).
Mons. Samuel Ruiz resta al suo posto, ma viene affiancato da un vescovo coadiutore con diritto di successione, mons. Raúl Vera Lopez (Adista nn. 57 e 59/95).


1996
Con un editoriale su L'Osservatore romano del 2 febbraio e firmato ***, la Cdf attacca le opinioni di 16 teologi moralisti di area germanofona che in un libro avevano contestato l'enciclica Veritatis splendor "su questioni fondamentali della dottrina morale" (6 agosto '93) ed affermato che essa era un tentativo autoritario di imporre una posizione teologica di parte. L'editoriale riafferma rigidamente il ruolo del magi-stero papale e l'obbedienza ad esso dovuta.


1997
Il card. Ratzinger scomunica, con una "Notificazione" datata 2 gennaio il teologo Tissa Ba-lasuriya. Sarà riabilitato, dopo un parziale 'mea culpa', nel '98 (Adista n. 7/98). Le Osservazioni sul libro del p. Tissa Balasuriya 'Mary and human liberation' , sviluppate dalla Cdf, erano datate 27 luglio 1994. Il cardinale sostiene che il teologo cingalese "scalza su punti essenziali la fede cristiana" (Adista nn. 87/96 e 6/97).
L'11 febbraio 1997 Ruini ottiene dal papa un decreto pontificio di commissariamento della Società San Paolo, ovvero i religiosi paolini: Giovanni Paolo II nomina mons. Antonio Buoncristiani, fedelissimo del card. vicario, delegato presso la Società S. Paolo, con l'incarico di "esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale". Specificando "per completezza di informazione" che la sua autorità si estende sui Periodici "Famiglia Cristiana", "Jesus", "Vita Pastorale", ecc. e sulle Edizioni S. Paolo (v. Adista nn. 19 e 23/97).
La vicenda era iniziata nei mesi precedenti il III convegno della Chiesa italiana (Palermo, novembre 1995), quando Ruini avvicinò alcuni religiosi paolini, primo fra tutti l'allora direttore di "Jesus", don Stefano Andreatta, per proporre loro un piano di rior-ganizzazione della stampa cattolica italiana sotto l'egida della CEI, che comprendesse anche le diffusissime e prestigiose riviste paoline. Ruini assicurò che era un desiderio del papa. Andreatta fu il primo a sot-tomettersi, non i suoi confratelli paolini, che lo destituirono da direttore di "Jesus" e da direttore dei periodici paolini. La reazione del card. Ruini non si fece attendere. Chiese ed ottenne dal Segretario di Stato, card. Angelo Sodano, la firma su un telegramma che imponeva al Superiore generale dei paolini, don Silvio Pignotti, l'ordine di reintegrare Andreatta. Ricevuto un rifiuto da don Pignotti, Ruini tenta di mettere sotto accusa la linea teologica e morale della stampa paolina. Ma i religiosi rivendicano la loro ortodossia e Ratzinger deve rinunciare ad aprire un procedimento dottrinale nei confronti dei religiosi responsabili delle riviste (v. Adista n. 89/95 e 23, 67 e 69/96). Solo allora Ruini ottiene l'intervento del papa. Dopo più di un anno, ad ottobre del '98 Buoncristiani fa le valigie: i paolini conservano, nella sostanza, la loro autonomia. A Ruini rimane la consolazione di poter defenestrare il direttore di "Famiglia cristiana", don Leonardo Zega, rimosso dalla guida del settimanale nell'aprile del '98 e definitivamente allontanato dal giornale il 12 ottobre del '98 (l'ultimo suo articolo è stato pubblicato il 15 novembre).
• Il Vaticano, dopo la visita apostolica condotta nel '95 da mons. Xavier Lozano Barragân nei seminari dei gesuiti in Messico e dopo l'interessamento del prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica card. Pio Laghi, fa chiudere l'Istituto Interreligioso e il Centro di Studi cattolici di Città del Messico, dipendenti dalla Conferenza degli Istituti religiosi messicani (CIRM) nonché l'Istituto Teologico gesuita del Collegio Maximo de Cristo Rey con l'annesso Centro di riflessione teologica. Laghi indica nell'opzione a favore della Teologia della Liberazione la causa principale della "confusione e controversia" creatasi con Roma (Adista n. 25/97).
• La Conferenza dei religiosi colombiani viene biasimata con una lettera inviata da mons. Tarcisio Bertone, segretario della Cdf, per le deviazioni riscontrate nella relazione del primo incontro nazionale di teologia della vita religiosa, svoltosi a Bogotà nell'aprile 1996 e pubblicate nella rivista "Vinculum" della Conferenza dei religiosi colombiani. La relazione conterrebbe uno stile "rivendicativo, aggressivo e critico verso la stessa gerarchia ecclesiastica" e pretenderebbe di elaborare una teologia della vita religiosa "prescindendo da uno studio serio delle Scritture, della Tradizione e del Magistero" (v. Adista n. 58/97).
Con una Istruzione interdicasteriale (firmata il 15 agosto dai capi di otto dicasteri e uffici della Curia) il Vaticano limita radicalmente la collaborazione dei laici al ministero dei sacerdoti, riaffermando un clericalismo invadente.
Il 20 settembre mons. Jorge Medina Estévez, pro-prefetto della Congregazione per il Culto Divino, scrive a mons. Anthony Pilla, presidente della Conferenza episcopale statunitense, per comunicargli che la traduzione inglese dei libri liturgici, compiuta dai vescovi USA, "non esprime accuratamente" il senso del testo latino e "non è esente da problemi dottrinali". Sulla questione gli otto cardinali statunitensi si erano già incontrati a Roma con i cardinali Medina Estévez e Ratzinger (Adista n. 1/97).
Il Movimento internazionale "Noi siamo Chiesa" (Imwac) porta a Roma 2,5 milioni di firme di cattolici di vari Paesi, che chiedono una serie di riforme (pari possibilità di accesso di donne e uomini nei ministeri, celibato opzionale per i preti, coinvolgimento di tutta la Chiesa locale [diocesi] nella scelta del proprio pastore, comunione ai divorziati risposati). Richieste tutte ignorate da Wojtyla che sostiene "la Chiesa non è una democrazia" (Adista n. 73/97).
• A seguito di una lettera inviata dal prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli mons. Josef Tomko, la Conferenza episcopale della Corea del Sud sancisce il "divieto di pubblicazione" per tre sacerdoti, p. John Sye Kong-seok, p. Paul Cheong Yang-mo (entrambi docenti dell'Università Sogang di Seul, tenuta dai gesuiti) e p. Edouard Ri Je-min (professore dell'Università cattolica di Kwangiu e direttore della rivista "Skinhak Chonmang"). I tre sarebbero sostenitori di idee "per nulla conformi alla dottrina cattolica", in particolare su temi quali il sacerdozio femminile, il celibato dei preti, l'evangelizzazio-ne e l'inculturazione (Adista n. 73/97).


1998
Il card. Ratzinger riapre l'inchiesta sul teologo della Liberazione peruviano Gustavo Gutiérrez, indagato dalla Cdf già nel 1983 (Adista n. 15/98).
La Cdf mette sotto osservazione il teologo australiano Paul Collins per il suo libro "Il potere papale. Una proposta di cambiamento per il cattolicesimo del Terzo millennio" (Adista nn. 15/98 e 55/98). Collins lascerà il sacerdozio nel 2001 dichiarando: "non posso più essere complice nell'attuale politica teologica della Chiesa" (Adista n. 22/2001).
• La Congregazione per il Clero, presieduta dal card. Darío Castrillón Hoyos costringe il vescovo inglese mons. Peter Smith a ritirare un testo di religione per le scuole secondarie perché esso sostiene la Teologia della Liberazione e racconta la persecuzione subita da mons. Romero (Adista n. 17/98).
Con una Notificazione (24 giugno), la Cdf dichiara che il gesuita indiano Anthony de Mello ha sostenuto nelle sue opere "posizioni incompatibili con la fede cattolica". De Mello era morto già da undici anni (Adista n. 26/98).
Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Ad tuendam fidem (motu proprio avente forza di legge) rende ancora più rigida l'applicazione della professione di fede. La lettera è accompagnata da una "Nota dottrinale illustrativa" promanata dalla Cdf che impone (29 giugno) una "professione di fede" e un "giuramento di fedeltà" con il quale, tra l'altro, ciascun teologo si impegna ad accogliere "fermamente" verità proclamate "in modo definitivo" dal Magistero, seppure senza una esplicita "definizione dogmatica". In tale categoria, precisa il testo, rientra l'insegnamento papale sull'or-dinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini (Adista n. 53/98).
Con la lettera apostolica, motu proprio, Apostolos suos (datata 21 maggio, ma pubblicata il 23 luglio) il papa dà un'interpretazione restrittiva - rispetto al Concilio - della natura e dei poteri delle Conferenze episcopali (Adista n. 59/98).
La Cdf estromette dall'insegnamento presso la Pontificia Università Gregoriana il teologo gesuita Jacques Dupuis per il suo libro "Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso" (Adista n. 79/98). Condanna ribadita dal card. Ratzinger nel 2001 con una Notificazione (24 gennaio) nella quale si afferma che nel libro del gesuita vi sono "notevoli ambiguità e difficoltà su punti dottrinali di portata rilevante, che possono condurre il lettore a opinioni erronee o pericolose" (Adista nn. 19 e 30/2001).
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica, presieduta dal card. Pio Laghi, estromette dalla cattedra di Filosofia del Diritto dell'Università cattolica del Sacro Cuore di Milano il filosofo Luigi Lombardi Vallauri di cui condanna, senza possibilità di contraddittorio, le tesi sull'inferno, sul peccato originale, sull'autorità del magistero, sulla morale sessuale (Adista nn. 84/98, 16/99).


1999
Sospeso a divinis il parroco statunitense p. Jim Callan per lesa obbedienza (Adista n. 5/99).
• 'Raid' del card. Ratzinger negli Stati Uniti: reprimenda su certo cattolicesimo light e sul ruolo delle locali università cattoliche (Adista n. 15/99, n. 17/99; nel 2000 esce il documento vaticano sull'insegnamento nelle Università cattoliche Usa, v. Adista n. 2/2000).
• Il Vaticano affida all'Opus Dei la normalizzazione delle Università cattoliche a partire da quella di Lima (Adista n. 29/99).
La Cdf boccia tutte le proposte di cambiamento del "Dialogo per l'Austria", una specie di Sinodo che l'anno precedente aveva appunto chiesto la revisione delle norme vaticane che proibiscono la contraccezione, la comunione ai divorziati risposati, il clero uxorato (Adista n. 30/99).
Il papa obbliga di fatto i vescovi tedeschi a ritirarsi dal sistema statale dei consultori dai quali, per legge, ogni donna che voglia abortire deve ottenere il certificato di avvenuta consulenza (Adista nn. 51, 52, 69 e 87/99; 73 e 83/2000, 9 e 23/2001).
• Incriminato mons. Luigi Marinelli, co-autore (l'unico 'confesso') del libro "Via col vento in Vaticano". Il prelato rinuncia alla difesa e denuncia l'ingiustizia del tribunale ecclesiastico (Adista n. 55/99).
A suor Jeannine Gramick ed a p. Robert Nugent - religiosi statunitensi - il card. Ratzinger vieta "permanentemente ogni attività pastorale in favore delle persone omosessuali", perché i due non condannano "la malizia intrinseca degli atti omosessuali" (Adista n. 58, 59 e 62/99, 51/2003).


2000
In Messico il Vaticano trasferisce alla diocesi di Saltillo mons. Raúl Vera López, che era già stato inviato alla diocesi di San Cristóbal de las Casas (Chiapas) come coadiutore con diritto di successione di mons. Samuel Ruiz. Vera López, inviato nel Chiapas nel '95 per 'normalizzare' mons. Ruiz, grande sostenitore della teologia india e di una Chiesa india, si era invece 'convertito' alle idee di don Samuel. E così il papa decide di non affidare a don Raúl la successione a Ruiz quando questi compie i 75 anni (Adista nn. 3, 5 e 9/2000).
• Il papa e Ratzinger condannano la teologia asiatica (Adista n. 13/2000).
• Altolà della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti alla traduzione inglese dei testi liturgici (Adista n. 36/2000).
• Nel giugno del 2000, durante un incontro a San Paolo su Aids e sfide per la Chiesa in Brasile, il vescovo di Goiás Eugene Rixen afferma che "tra il condom e l'espansione dell'Aids, siamo obbligati a scegliere il male minore". Di fronte all'immediata reazione del presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari Lozano Barragán - il quale ribadisce che l'uso del preservativo, in qualunque circostanza, è contrario alle disposizioni vaticane - la Conferenza episcopale brasiliana emette una Nota di chiarimento che riafferma la posizione contraria all'uso del condom della Chiesa del Brasile (Adista n. 47/00).
Il Vaticano fa pressioni sul Governo italiano perché impedisca la celebrazione del Gay pride a Roma e, in particolare, perché le autorità impediscano la grande manifestazione degli omosessuali, prevista per l'8 luglio per le strade della capitale. L'indomani, all'Angelus, lo stesso papa esprime "amarezza per l'affronto recato al grande Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo" (Adista nn. 55 e 56/2000).
Con la dichiarazione Dominus Iesus (6 agosto) Ratzinger in sostanza condanna i teologi di punta della teologia asiatica (Adista nn. 61 e 64/2000).
Restrizioni liturgiche ai fedeli laici, che colpiscono soprattutto le Chiese Usa (Adista n. 61/2000).
Il 3 settembre il papa beatifica insieme Pio IX e Giovanni XXIII, cioè un papa che aveva definito "deliramento" il principio della libertà religiosa e un papa che volle il Vaticano II anche per affermare solennemente tale principio (Adista n. 66/2000).
Il card. Ratzinger con una Notificazione obbliga di fatto all'abiura il teologo austriaco Reinhard Messner il quale aveva sostenuto che "in caso di conflitto è sempre la tradizione, ovvero la teologia, che deve essere corretta a partire dalla Scrittura, e non la Scrittura che deve essere interpretata alla luce di una tradizione successiva (o di una decisione magisteriale) (Adista n. 1/2001).


2001
Il card. Ratzinger, con una Notificazione (22 febbraio) obbliga il teologo redentorista spagnolo p. Marciano Vidal a ritrattare di fatto le sue tesi - su contraccezione, aborto, omosessualità - che si allontanavano da quelle ufficiali vaticane (Adista nn. 39 e 55/2001).
Sotto indagine della Cdf anche il gesuita p. Roger Haight, accusato di non essere ortodosso nella sua cristologia (Adista n. 39/2001).
• Il Vaticano vieta a suor Joan Chittister, teologa benedettina statunitense, di partecipare in giugno, a Dublino, alla Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne. Ma la suora respinge l'ordine di Roma (Adista n. 53/2001).
• Con una Notificazione (17 settembre) i cardinali Ratzinger, Medina Estévez e Darío Castrillon Hoyos (prefetto della Congregazione per il Clero) negano la possibilità dell'ordinazione della donna-diacono. Il riferimento indiretto è a mons. Samuel Ruiz, che nella diocesi messicana di San Cristóbal de las Casas aveva ordinato circa quattrocento diaconi sposati, accompagnati all'altare, nella cerimonia dell'ordinazione, dalle loro mogli, che però non erano state consacrate diaconesse (Adista n. 69/2001. Vedi anche Adista nn. 17, 26 e 32/2002).
Nell'esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in Oceania il papa (22 novembre) respinge tutte le richieste di cambiamenti pastorali (come un diverso atteggiamento verso i divorziati risposati) prospettati dai vescovi dell'Oceania nel Sinodo ad hoc per il Continente, celebrato a Roma nel 1998 (Adista n. 83/2001).


2002
Il frate minore francescano svizzero Josef Imbach, docente di teologia fondamentale alla Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura di Roma è di fatto spinto a lasciare l'incarico a causa delle pressioni della Cdf che non aveva accettato il fatto che l'autore, in un suo libro, mettesse in discussione la storicità degli eventi miracolosi narrati nel Nuovo Testamento (Adista nn. 13/2001 e 19/2002).
Con un Monitum del 5 luglio il card. Ratzinger preannuncia la scomunica - a meno di un ravvedimento entro il 22 luglio, che non avverrà - a sette donne che il 29 luglio, su un battello in navigazione sul Danubio, tra Austria e Germania, si erano fatte ordinare prete da un vescovo argentino già scomunicato (Adista nn. 57/2002, 63/2002).
Un comunicato (17 ottobre) della Commissione teologica internazionale, presieduta dal card. Ratzinger, sostiene che ragioni teologiche e storiche impediscono l'ordinazione della donna diacono (il che invece viene ritenuto possibile da vari cardinali, come Carlo Maria Martini, l'ex arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli e il tedesco Karl Lehmann vescovo di Magonza) (Adista n. 79/2002).
• L'8 dicembre 2002, il Pontificio Consiglio per la Famiglia, con la prefazione del prefetto del dicastero, il card. Alfonso Lopez Trujillo, presenta "Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e questioni etiche", un volume in cui su tutti i problemi discussi anche all'interno della Chiesa romana - contraccezione, divorzio, omosessualità, rapporto tra princìpi etici cristiani e legislazione civile - esprime solo le tesi più conservatrici, quando non reazionarie, respingendo ogni voce critica sulle affermazioni del magistero papale.
Il card. Medina Estévez, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, in una lettera del 16 maggio sostiene che è "assolutamente sconsigliabile", "imprudente" e "rischiosa" l'ordinazione sacerdotale di omosessuali (Adista n. 89/2002).


2003
La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica comunica (15 gennaio) ai Superiori e alle Superiori generali che la Cdf ha chiesto di escludere i transessuali dalla vita consacrata (Adista n. 12/2003).
Con un decreto della Cdf (25 gennaio, ma notificato all'interessato il 13 marzo) - decreto emanato "dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con suprema ed inappellabile decisione senza alcuna possibilità di appello" - don Franco Barbero della Comunità di base di Pinerolo viene "dimesso dallo stato clericale" (Adista nn. 23/2003, e 15 e 20/2002).
Il 24 febbraio, sotto la forte pressione della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica i benedettini inducono padre Cipriano Carini a dimettersi da abate del monastero di S. Giovanni Evangelista a Parma. Nessuna ragione teologica o disciplinare: solo, da più due anni, l'abate Carini ha accolto in una Badia Benedettina dipendente dal suo monastero alcune suore indiane dell'Ordine delle brigidine, fuggite dalla loro comunità a causa del trattamento cui erano sottoposte da parte della loro madre superiora, suor Tekla Famiglietti. Per il solo fatto di aver accettato di accogliere queste suore e di aver cercato di non fargli perdere il permesso di soggiorno (a due di esse la madre Tekla aveva requisito il passaporto), l'abate Carini è stato costretto dal Vaticano a dare le dimissioni. Tanto hanno potuto, in Curia, le pressioni della potentissima suor Tekla (Adista n. 43/03).
La Cdf spinge la Commissione dottrinale della Conferenza episcopale spagnola a far sapere, in un documento, che le tesi su Gesù Cristo contenute in un libro del teologo Juan José Tamayo contengono gravi errori dottrinali. I vescovi, tuttavia, si rifiutano di consegnare al teologo l'atto di accusa su di lui che il card. Ratzinger ha inviato loro (Adista nn. 8 e 24/2003).
Ratzinger conferma la scomunica alle donne prete ordinate in Austria (Adista n. 12/2003).
Il card. Ratzinger, con "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" (testo datato 3 giugno ma pubblicato il 31 luglio), chiede ai parlamentari cattolici di impedire in ogni modo l'approvazione di leggi che ammettano una qualsiasi equiparazione tra il matrimonio e l'unione di due persone dello stesso sesso (Adista n. 12/2003).
Con l'enciclica Ecclesia de Eucharistia (17 aprile) il papa riafferma la dottrina della "transustanziazione" formulata dal Concilio di Trento e vieta qualsiasi "intercomunione" - la partecipazione degli evangelici alla comunione durante la messa cattolica, e dei cattolici alla Santa Cena dei protestanti - con le Chiese nate dalla Riforma. L'enciclica ribadisce che i cattolici divorziati e risposati non possono accostarsi all'Eucaristia; e lamenta gli "abusi" che, nel post-Concilio, si sono fatti in materia liturgica (Adista n. 36/03).
• Il 22 novembre 2002 l'abate di Montevergine (ordinario dell'omonima abbazia territoriale), padre Giovanni Tarcisio Nazzaro, emana nei confronti di don Vitaliano Della Sala un decreto di rimozione dalla funzione di parroco della parrocchia di S. Giacomo a Sant'Angelo a Scala (Av). A soli 39 anni, non avendo ricevuto nessun altro incarico, don Vitaliano viene di fatto "pensionato" dalla Chiesa (v. Adista n. 90/02; www.donvitaliano.it). Nel provvedimento, fortemente voluto dalla Curia romana e preceduto da due ammonizioni canoniche (del 13/10/2000 e del 3/7/2001), Nazzaro accusa Vitaliano di pubblico dissenso "dal Magistero dei Pastori" e dalla "Sede Apostolica", di "frequenza di 'centri' e 'associazioni' ben noti per la diffusione di idee in contrasto con la dottrina e l'insegnamento della Chiesa e che non rifuggono neanche dalla violenza", e di aver trascurato i suoi "doveri parrocchiali". Contro il decreto di rimozione la comunità di S. Angelo insorge: dapprima mura l'entrata della chiesa parrocchiale, poi decide il boicottaggio delle iniziative del nuovo parroco: da due anni la gente di S. Angelo non entra più nella chiesa del paese, limitandosi ad assistere alle funzioni dal sagrato. Da parte sua, don Vitaliano ha dapprima inutilmente ricorso contro la sua rimozione presso la Congregazione per il Clero. Attualmente un nuovo ricorso giace presso il Supremo Tribunale della Signatura Apostolica, insieme ad un altro presentato da tutta la sua comunità parrocchiale (Adista nn. 51/03, e 23 e 87/2002).
• Come negli otto precedenti, anche nel Concistoro annunciato il 28 settembre per il 21 ottobre Wojtyla non include nella lista dei nuovi cardinali alcun prelato o teologo latinoamericano espressamente favorevole alla Teologia della Liberazione (Adista n. 71/2003).
• Con l'Esortazione apostolica post-sinodale Pastores gregis, firmata proprio il 16 ottobre 2003, 25° anni-versario della sua elezione, pur abbondando in parole esaltanti la "collegialità episcopale", di fatto Wojtyla ha svuotato le richieste della Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001), che aveva affrontato proprio il tema del ruolo dei vescovi. Allora, malgrado il tentativo delle Curia romana di svuotare le propositiones (le proposte concrete al pontefice. Per il testo integrale, v. Adista 80/2001), l'Assemblea aveva approvato la propositio 24: "Alcuni Padri sinodali ritengono opportuno esaminare il modo di procedere ed il metodo delle riunioni sinodali affinché queste Assemblee divengano un migliore strumento di collegialità. I Padri sinodali suggeriscono rispettosamente al Sommo Pontefice di considerare l'opportunità di convocare un'Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi proprio a questo fine". Di questa richiesta non c'è traccia nel documento testè firmato da Wojtyla

 

LA NOMINA DEI VESCOVI, UNO STRUMENTO IN PIÙ PER NORMALIZZARE LA CHIESA CONCILIARE. L'ESEMPIO LATINOAMERICANO

DOC-1425. ROMA-ADISTA. Tra i dati più rilevanti del pontificato di Giovanni Paolo II, non si può non menzionare la pesante normalizzazione imposta alla Chiesa latinoamericana, che, a partire dalla seconda conferenza dell'episcopato latinoamericano di Medellín, nel 1969, era riuscita ad affermare una personalità propria, ad esprimere una voce distinta, ponendo un forte accento sulla necessità ed urgenza di una radicale opzione per i poveri e di un profondo cambiamento delle strutture di dominio e di oppressione. La prima decisa offensiva conservatrice contro questa nuova linea pastorale viene lanciata a Puebla, nel 1979, in occasione della terza conferenza dell'episcopato latinoamericano. Nonostante i primi segnali di cedimento, l'offensiva viene sostanzialmente respinta. Ma si tratta appena del primo round. La reazione conservatrice è inarrestabile, esprimendosi attraverso una dura lotta alla teologia della liberazione, una radicale svolta a destra del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano), sotto la regia dell'arcivescovo colombiano López Trujillo (nel 1972 segretario generale e poi, nel 1979, presidente del Celam, attualmente presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia), il commissariamento della Clar (Conferenza latinoamericana dei religiosi), l'emarginazione dei vescovi che si riconoscevano nella linea di Medellín, lo smantellamento del lavoro pastorale da essi condotto ad opera di successori di linea diametralmente opposta.
Tra gli innumerevoli casi di normalizzazione episcopale, restano esemplari quelli relativi alle personalità più rappresentative e più forti della Chiesa progressista latinoamericana, dal vescovo di Recife Helder Câmara all'arcivescovo martire di San Salvador Oscar Arnulfo Romero, dal cardinale di San Paolo Paulo Evaristo Arns al vescovo di San Cristóbal de Las Casas Samuel Ruiz.
A succedere a Helder Câmara viene chiamato, nel 1985, mons. José Cardoso Sobrinho, che subito si lancia in una sistematica opera di smantellamento del lavoro svolto dal suo predecessore, attraverso una lunga serie di espulsioni di docenti, religiosi e sacerdoti vicini alla teologia della liberazione (v. Adista n. 57/95).
È stato del resto proprio l'episcopato brasiliano quello forse più duramente colpito, come mostra il caso della successione al card. Paulo Evaristo Arns, instancabile difensore degli emarginati ed esponente di punta dell'ala progressista latinoamericana. Al suo posto, i vescovi conciliari invocano la nomina di uno dei vescovi ausiliari di Arns oppure dell'arcivescovo di Mariana ed ex presidente della Cnbb (la Conferenza episcopale brasiliana, anch'essa gradualmente normalizzata) Luciano Mendes de Almeida, per il quale invano si è lungamente atteso un incarico di maggior prestigio. La scelta del Vaticano è caduta invece su Claudio Hummes, vicino al movimento carismatico, nominato appena due anni prima arcivescovo di Fortaleza, dove aveva rimesso ordine nel lavoro svolto dal suo predecessore, il card. Aloísio Lorscheider (v. Adista n. 31/98)
A San Salvador, l'arcidiocesi di mons. Romero (già duramente avversato dal Vaticano e diventato il simbolo della Chiesa latinoamericana della liberazione), il suo immediato successore e amico, mons. Arturo Rivera y Damas, scomparso nel 1995, viene sostituito da Roma con un vescovo di linea totalmente diversa: mons. Fernando Sáenz Lacalle, spagnolo d'origine, dell'Opus Dei.
In Messico la normalizzazione si traduce in particolare nel completo smantellamento dell'opera pastorale di mons. Méndez Arceo a Cuernavaca e nell'offensiva contro la diocesi di San Cristóbal de Las Casas, prima affiancando a mons. Samuel Ruiz un vescovo coadiutore con diritto di successione, mons. Raul Vera Lopez, poi, di fronte alla comunione di intenti mostrata dai due vescovi, trasferendo quest'ultimo a Saltillo, alla frontiera con gli Stati Uniti.
In Perù, a sostituire il cardinale gesuita Augusto Vargas Alzamora, fiero avversario di Fujimori e leader della Chiesa cattolica di Lima per nove anni, è stato chiamato (contro la volontà della maggior parte dei vescovi peruviani) un membro dell'Opus Dei, Luis Cipriani, grandissimo amico di Fujimori (v. Adista n. 31/00), sempre al centro di infuocate polemiche, a partire da quella sulla mancata difesa dei diritti umani della sua gente, nei dieci anni passati alla guida dell'arcidiocesi di Ayacucho, nel pieno della guerra contro il terrorismo (come ha ultimamente riconosciuto la Commissione della Verità e della Riconciliazione sui fatti di violenza avvenuti in Perù dal 1980 al 2000, v. Adista n. 68/03).

 

DIMMI CHE SANTO FAI…CENNI SULLE CANONIZZAZIONI E BEATIFICAZIONI DI PAPA WOJTYLA

DOC-1426. ROMA-ADISTA. Con la beatificazione di madre Teresa di Calcutta - il 19 ottobre 2003, tre giorni dopo il 25° di elezione al sommo pontificato e tre giorni prima del 25° di "inizio solenne del suo ministero di pastore universale della Chiesa" (22 ottobre 1978) -, Giovanni Paolo II ha proclamato durante il suo regno 456 santi e 1.289 beati. Cioè, il solo Wojtyla ha elevato agli onori degli altari più santi e beati che tutti i papi suoi predecessori degli ultimi quattro secoli.
È del tutto evidente che la 'fretta' o i 'ritardi' nell'elevare agli onori degli altari una persona hanno motivazioni ecclesiali e politiche. Così il fondatore dell'Opus Dei, Josemaria Escrivá de Balaguer, morto nel 1975, è stato beatificato nel 1992 e canonizzato nel 2002. Ma la causa di beatificazione di mons. Oscar Arnulfo Romero, assassinato nel 1980, è ferma in qualche cassetto curiale. Dunque, Wojtyla ha proposto come "esempio" ai fedeli non un vescovo martire della giustizia e della pace, ma un fedelissimo delle direttive vaticane, all'epoca estimatore del Franchismo, e al centro di aspre polemiche che non hanno risparmiato neppure la sua beatificazione.
Ha generato controversie anche la beatificazione di Alojzije Stepinac (3 ottobre 1998), il vescovo salutato come salvatore da Ante Pavelic, leader degli ustascia voluto e foraggiato dai nazisti. Stepinac fu accusato di silenzio (quando non di connivenza) sulla strage dei serbi. Secondo i sostenitori di Stepinac, egli fu perseguitato nella Jugoslavia di Tito, in quanto condannato, in un processo-farsa, a 16 anni di carcere.
Le molte voci che chiedevano la beatificazione di madre Teresa sono state ascoltate, e la suora è stata beatificata a soli 6 anni dalla morte (5 settembre 1997). Il papa, anzi, avrebbe addirittura voluto proclamarla direttamente santa. Inascoltati sono rimasti invece i molti e molte che chiedevano di premiare anche "san Romero d'America". Wojtyla ha scelto chi ascoltare e chi ignorare.
Il 3 settembre 2000 Wojtyla ha beatificato, congiuntamente, Pio IX e Giovanni XXIII: il primo, un papa che molto fece soffrire gli ebrei e che definì "deliramento" il principio della libertà religiosa; il secondo, un papa che volle un Concilio anche per cancellare l'odio teologico dei cattolici verso gli ebrei, e per affermare il principio della libertà religiosa.
A taluni questo uso dell'istituto della 'fabbrica dei santi' è apparso spregiudicato.

 

INDICE DEI NOMI, ARGOMENTI, ISTITUZIONI E DOCUMENTI CHE COMPAIONO NELL'ELENCO ANNO PER ANNO

Aborto (1983, 1995, 1999, 2001)
Ad tuendam fidem (1998)
Andreatta don Stefano (1997)
Apostolos suos (1998)
Balasuriya p. Tissa (1997)
Ballestrero card. Anastasio (1985)
Barbero don Franco (2003)
Berger Teresa (1994)
Bertone mons. Tarcisio (1997)
Bianchin mons. Antonio (1985)
Bignardi Paola (1985)
Boff p. Leonardo (1984, 1991)
Boffo Dino (1985)
Bulanyi p. Gyorgy (1984)
Buoncristiani mons. Antonio (1997)
Callan p. Jim (1999)
Câmara mons. Helder (1989)
Cardenal p. Ernesto (1983)
Cardenal p. Fernando (1984)
Carini p. Cipriano (2003)
Carrasco Briseno mons. Bartolomé (1991)
Casaldaliga mons. Pedro (1988)
Castillo p. José Maria (1988)
Castrillon Hoyos card. Darío (1998, 2001)
Cei (1985, 1997)
Celibato sacerdotale (1993, 1997)
Centro di Studi cattolici di Città del Messico (1997)
Chittister suor Joan (2001)
Cijoc (1989)
Clar (1989)
Clark mons. Mattew (1987)
Codice di Diritto Canonico (1983)
Collins Paul (1998)
Commissione dottrinale Conf. episc. spagnola (2003)
Communionis notio (1992)
Compagnia di Gesù (1981, 1984, 1997)
Concilio Vaticano II (1979, 1983, 1985, 1992, 1998, 2003)
Conferenza degli Istituti religiosi messicani (1997)
Conferenza dei Religiosi colombiani (1997)
Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne (2001)
Conferenza episcopale brasiliana (2000)
Conferenza episcopale della Corea del Sud (1997)
Conferenza episcopale statunitense (1989)
Confessione (1984)
Congreg. delle "Sorelle di Nostra Signora" (1995)
Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (1983, 2003)
Congregazione per il Clero (1984, 1998, 2001, 2003)
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (1988, 1997, 2000, 2002)
Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) (1979, 1980, 1984, 1987, 1988, 1989, 1994, 1995, 1996, 1998, 1999, 2001, 2002, 2003)
Congregazione per l'Educazione Cattolica (1989, 1990, 1991, 1995, 1997, 1998)
Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (1987, 1989, 1995, 1997)
Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali (2003)
Contraccezione (1993, 1999, 2001, 2002)
Convegno della Chiesa italiana (1985, 1995)
Coppie di fatto (1985, 2003)
Cristelli don Vittorio (1989)
Curran Charles (1986)
De Mello p. Anthony (1998)
Della Sala don Vitaliano (2003)
Denis p. Philippe (1992)
Dialogo per l'Austria (1999)
Dichiarazione di Colonia (1989)
Divorziati risposati (1981, 1993, 1994, 1999, 2001, 2003)
Divorzio (1993, 2002)
Dominus Iesus (2000)
Drewermann don Eugen (1991)
Dupuis p. Jacques (1998)
Ecclesia de Eucharistia (2003)
Ecclesia in Oceania (2001)
Estrada p. Juan Antonio (1988)
Estudes (1989)
Evangelium vitae (1995)
Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo (1992)
Facoltà teologica dell'Università di Bochum (1994)
Famiglia cristiana (1997)
Famiglietti suor Tekla (2003)
Ferrari p. Gabriele (1989)
Forcano p. Benjamin (1988)
Fox Mattew (1992)
Franzoni dom Giovanni (1987)
Furno mons. Carlo (1988)
Gaillot mons. Jacques (1995)
Gebara Ivone (1995)
Gervasio Giuseppe (1985)
Gramick suor Jeannine (1999)
Guindon André (1992)
Gutiérrez p. Gustavo (1984, 1994, 1998)
Haering p. Bernhard (1979, 1989)
Haight p. Roger (2001)
Hickey mons. James (1983)
Homosexualitatis problema (1986)
Humanae vitae (1979, 1986, 1989)
Hunthausen mons. Raymond (1983, 1986)
Imbach p. Josef (2002)
Intercomunione (2003)
Istituto Interreligioso di Città del Messico (1997)
Istituto teologico di Refice (1989)
Istituto teologico e pastorale di Fortaleza (1991)
Istituto Teol. gesuita del Collegio Maximo (1997)
Joc (1989)
Joci (1989)
Kizito Sesana p. Renato (1995)
Kolvenbach p. Peter-Hans (1984)
Kong-seok p. John Sye (1997)
Küng Hans (1979)
L'Osservatore Romano (1996)
Laghi card. Pio (1995, 1997, 1998)
Laici cattolici (1985, 1988, 1997, 2000)
Lehmann mons. Karl (1993, 2002)
Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e questioni etiche (2002)
López Trujillo card. Alfonso (1993, 2002)
Lorscheider card. Aloisio (1991)
Lozano Barragân mons. Xavier (1997, 2000)
Lupi p. Pier (1989)
Martini card. Carlo Maria (1985, 2002)
Mansour suor Agnes Mary (1983)
Medina Estévez mons. Jorge (1997, 2001, 2002)
Melandri p. Eugenio (1989)
Messner Reinhard (2000)
Missione Oggi (1989)
Monastero di S. Giovanni Evangelista a Parma (2003)
Monticone Alberto (1985)
Morale sessuale (1987, 1992, 1998)
Mulieris dignitatem (1988)
Nardin dom Giuseppe (1987)
Nazzaro p. Giovanni Tarcisio (2003)
New People (1995)
Nigrizia (1987, 1989)
Noi Siamo Chiesa (1997)
Nugent p. Robert (1999)
Omosessuali (1986, 2000, 2002, 2003)
Opus Dei (1982, 1992, 1999)
Ordinatio sacerdotalis (1994)
Ordine delle Carmelitane Scalze (1984)
Ordine di S. Brigida (2003)
Paolo VI (1979)
Pastor bonus (1988)
Pastores gregis (2003)
Pignotti don Silvio (1997)
Pilla mons. Anthony (1997)
Piovanelli card. Silvano (2002)
Pohier p. Jacques (1979)
Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura (2002)
Pontificio Consiglio per la Famiglia (1993, 2002)
Prigione mons. Girolamo (1993)
Ratzinger card. Joseph (1984,1985, 1986, 1989, 1992, 1993, 1995, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003)
Re mons. Giovanni Battista (1995)
Ri Je-min p. Edouard (1997)
Rixen mons. Eugene (2000)
Romero mons. Oscar Arnulfo (1979, 1998)
Ruini card. Camillo (1985, 1997)
Ruiz mons. Samuel (1993, 1995, 2000, 2001)
Sacerdoti sposati (1999)
Sacerdozio femminile (1979, 1988, 1994, 1997, 1998, 2001, 2002, 2003)
Sartori don Luigi (1989)
Schillebeeckx Edward (1979, 1980, 1986)
Seminario regionale del Nordeste 2 (1989)
Seper card. Franjo (1980)
Sessualità (2001)
Sinodo dei vescovi olandesi (1980)
Sinodo dell'Oceania (2001)
Skinhak Chonmang (1997)
Smith mons. Peter (1998)
Società San Paolo (1997)
Suore statunitensi (1979)
Supremo Tribunale della Signatura Apostolica (2003)
Tamayo Juan José (2003)
Teologi e teologhe di area germanofona (1989, 1996)
Teologia asiatica (2000)
Teologia della Liberazione (1979, 1982, 1984, 1988, 1989, 1991, 1995, 1997, 1998, 2003)
Tettamanzi mons. Dionigi (1993)
Tomko card. Josef (1987, 1995, 1997)
Transessuali (2003)
Università cattolica del Sacro Cuore di Milano (1998)
Università cattolica di Kwangiu (1997)
Università cattolica di Lima (1999)
Valadier p. Paul (1989)
Vallauri Luigi Lombardi (1998)
Vera Lopez mons. Raúl(1995, 2000)
Veritatis splendor (1996)
Vescovi dell'Oceania (2001)
Vescovi peruviani (1984)
Vescovi progressisti del Nicaragua (1982)
Vescovi tedeschi (1999)
Vidal p. Marciano (2001)
Vinculum (1997)
Vita Trentina (1989)
Vozes (1991)
Waldheim Kurt (1978)
Weakland mons. Rembert (1990, 1992)
Yang-mo p. Paul Cheong (1997)
Zanotelli p. Alex (1987)
Zega don Leonardo (1997)  

 

 

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