FISICA/MENTE

 

I TRE TEO-CON (BUTTIGLIONE, FERRARA, ISRAEL) SCIMMIOTTANO GLI USA

 

http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=16280

«Ma è un argomento serio Buttiglione? Come si fa a parlare di queste cose? Buttiglione è una sconfitta della ragione. Quando dice certe cose, ammettendo questo limite di pensiero, paralizza la ragione. È avvilente discutere su Buttiglione»...

 

In Fondo ……….
di Mario Cirrito 
[ Gaya - Cronisti senza Frontiere ]

In fondo, senza cadere nella canagliata discriminatoria, potreste avere ragione voi. Quanto parlare di omosessualità dopo il Buttiglione-pensiero a Bruxelles; quanto inchiostro e pensieri abilitati a rinsavire un anziano signore, ministro nel governo italiano, che preferisce da “uomo di campagna” definirci culattoni invece del più blasonato gay. Insomma, signora mia, illegibbile tutta questa sicumera omoaffettiva che neppure gli ecclesiastici si sono azzardati a cantare il “Te Deum” a Buttiglione e recitare un “Te absolvo” al repubblichino Tremaglia; meglio il silenzio monasteriale. 
Poi finisci nei blog e il dilegio aumenta; Buttiglione e Tremaglia indicati come la sentina dei nostri giorni e tanti stravaccano col dire: “anch’io culattone”. Signora mia che giornate di liberi arbitrii.
 
Ci accorgiamo invece che quel tanto scrivere e discutere di omosessualità allena la società a sbarazzarsi di luoghi comuni, e a qualche spaurito omosessuale a vivere più serenamente. Tutto bene? Non sempre!
 

Ferrara ridens


Pino Nicotri ha scritto un bellissimo libro: “L’arcitaliano Ferrara Giuliano”, edito da Kaos Edizioni. Si parla delle metamorfosi a cui Ferrara ci ha allenati a conoscerlo e qui, a pagina 49 del libro siamo ai tempi in cui “l’arcitaliano” è a Torino, funzionario Pci. Scrive Nicotri: «Di certo, nel partito torinese la vita privata di Giuliano è fonte di qualche malizioso pettegolezzo, dovuto al fatto che non lo si vede mai in compagnia femminile. Anni dopo, lui stesso ammetterà qualche propensione gay». 
Non c’è da preoccuparsene visto che in questi giorni dalle paginette del “Foglio” ne ha sparate di ogni genere, compresa una bella accartocciata di Robert H. Bork, professore della Ave Maria School of  Law e della University of Richmond School of Law. Il nostro Machiavelli contemporaneo ha voglia di reinventarsi e riciclarsi davanti al potere e gli omosessuali fanno al caso suo. 
La prende alla lontana, Giuliano Ferrara, e comincia a torchiare Zapatero, reo di adottare un socialismo ciudadano e di aver condannato all’esecuzione sommaria una delle più antiche istituzioni del mondo: il matrimonio tra un uomo e una donna, con ciliegina adottiva per le coppie gay. Poi, siccome sta per uscire “La mala educaciòn” di Pedro Almodovar che lui ha già visto, affianca il regista al premier spagnolo. Quanto ben di dio, e ci fa pagine e pagine. L’imperatur è: no ai matrimoni omosessuali, no agli zapateristi italiani. Non si fa fatica a tradurre la bocciatura Zapatero-Almodovar, alla concertazione italiana sui diritti Glbt. Da noi si comincia a parlare di Pacs, di diritti essenziali per gli omosessuali, di modelli europei che ci avvicinerebbero all’unificazione europea dei diritti. La bocciatura di Buttiglione non è un gioco sofista di difensori e teorici del gay power, ma un campanello d’allarme per il nostro senso di civiltà smaccato da religiosi che si arruolano in politica e di politici che contattano le gerarchie ecclesiastiche prima di affrontare temi di libertà. Ferrara sa queste cose, conosce a fondo politica e cultura, è astuto nelle argomentazioni che rappresenta. Così spuntano sul “Foglio” tesi sul same-se mariage, gay power, guardia civil (nel 2002, Juan Miquel Perpinyà, di stanza nelle isole Baleari chiese per sé e il partner un alloggio in caserma) e di un bramino della giurisprudenza americana, Robert H. Bork. Vale la pena leggere Bork, per capire l’insensatezza del giurista, a proposito dei matrimoni omosessuali: «Il matrimonio omosessuale sarebbe un danno per gli individui anche sotto altri aspetti. Ponendo sullo stesso piano l’eterosessualità e l’omosessualità, e rimuovendo gli ultimi brandelli di condanna morale nei confronti delle coppie omosessuali, farebbe aumentare il numero degli omosessuali. (…) Malgrado l’uso della parola “gay”, per molti omosessuali la vita non è affatto gaia. Disturbi fisici e psicologici sono molto più diffusi tra gli omosessuali che tra gli eterosessuali». Ecco da dove originano i miei soventi mal di pancia; dalla mia gaiezza. Dio conservi a lungo Mr. Bork! 
Poiché Ferrara è anchorman su La7, trasloca la ‘melina’ su “Otto e mezzo” e davanti a Scalise e altri ospiti sentenzia: “Suggerisco a tutti la pratica omosessuale, la raccomando vivamente, ma non ditemi che l’omosessualità è normale”. Detto da lui la cosa ci risolleva non poco! Un’ultima cosa: non siamo sprovveduti da dare del fanatico e bigotto a Ferrara; in fondo mi sa che lui ci si diverte molto nel gioco dei contrasti. Visto che siamo chiamati in causa, potrebbe evitarci “disturbi fisici e psicologici” divertendo anche noi.


  
Altre note 


Giordano Bruno Guerri firma “L’Indipendente”, dopo aver confessato a “Sette” del Corsera i suoi spassi tra dark-room e gaiezze sessuali. Ha regalato uno spazio settimanale a “Gaylib” e domenica 17 ottobre, deve aver procurato orticaria a tanti suoi lettori. Così nell’editoriale avvisa: “In questo numero del giornale non siamo andati tanto per i sottile” e ti riempie il quotidiano di omosessualità da far invidia a “Babilonia”, “Pride”, “Gay.it”. 
La destra, secondo Giordano, può e deve dialogare con il popolo Glbt. 


 
Doppiamente diversi


Non sappiamo se tanta stampa possa creare un modo nuovo di pensare della gente. Certamente ricerche di mercato e sondaggi indicano maturo il tempo per le unioni civili in Italia; segnalano una civiltà fuori dai palazzi che desidera dialogare e conoscere un mondo finora rimasto oscurato da sensazioni e luoghi comuni, gli omotivù identificati tra Platinette e i protagonisti dell’eccentrico “Will & Grace”. 
La politica deve trovare spazio e tempo per legiferare sul Pacs, per aiutare i tanti ragazzi che vivono da carbonari la propria sessualità. Abbandonino quel monoteismo religioso affrancati da una realtà cangiante che giunge dalla società civile. 
    

Marco Travaglio per l’Unità


È un vero peccato che, come dice Luttwak, negli Stati Uniti non si badi alla politica italiana («ininfluente, inesistente») e dunque non si leggano i giornali italiani né si faccia caso alle tv italiane: con tutte le paure che attanagliano il popolo americano, sarebbe un'occasione per qualche ora di sano svago.
Nel nostro mondo a parte, per esempio, c'è un presidente del Consiglio convinto che Bush abbia vinto le elezioni perché ha copiato da lui riducendo le tasse: neppure gli viene in mente che Bush le tasse le ha tagliate davvero, mentre lui le ha ridotte nei cartelloni pubblicitari e nei monologhi a Porta a Porta (ieri i tg annunciavano comicamente a reti unificate che «Berlusconi rilancia la riforma fiscale nel prossimo libro di Vespa»).
Ci sono pure eminenti leader dell'opposizione convinti che le elezioni le abbia perse Michael Moore e, per estensione, i girotondi. Poi c'è Giuliano Ferrara, che è un mondo a parte nel mondo a parte: lui è convinto di aver vinto le elezioni americane in Italia.
Chi volesse meglio comprendere le evoluzioni e le reincarnazioni di questo bizzarro personaggio non ha che da leggere «L'arcitaliano» (Kaos), biografia non autorizzata e molto informata scritta da Pino Nicotri su questo eterno raccomandato, sempre dalla parte del più forte e del più prepotente, dalla Russia di Stalin alle ginocchia di Togliatti, dagli stivali di Craxi alle buste della Cia, dai tacchi di Berlusconi alla valigetta di Calisto Tanzi.
Mancava un solo coté alla sua peripatetica esistenza: quello clericale. Lacuna prontamente colmata nell'ultimo mese, con la recente folgorazione dovuta a un evento soprannaturale davvero irresistibile: gli è apparso Rocco Buttiglione di bianco vestito e gli ha affidato una missione di alta spiritualità: diffondere il Verbo di Bush in tutt'Italia, isole comprese, da Arcore a Gallipoli.
Il Platinette Barbuto s'è subito convertito, pescando alla rinfusa nel Concilio di Trento, nel Sillabo, nell'opera omnia di Torquemada, Oriana Fallaci e Brancaleone alle crociate. E trasformando il Foglio nella bibbia-bignami di una nuova religione: l'ateoclericalismo. Una strana setta popolata di miscredenti dichiarati (ci sono anche Pera, Galli della Loggia, Ostellino, Panebianco, Rossella e Adornato) che curiosamente si battono per le «radici cristiane dell'Europa», dopo aver passato anni a combattere il comunismo appena morto. Ieri anticomunisti senza comunismo, oggi religiosi senza Dio.
A bordo di Ferrara, è già partita la prima crociata: contro quel «manipolo di girotondini» che «tiene in ostaggio il Parlamento europeo» (i celebri «culattoni» di cui parla un altro prestigioso socio onorario del club). Insomma contro il complotto demoplutomassonico che avrebbe le sue punte di lancia in Michael Moore, Pedro Almodovar e addirittura Franco Frattini.
Secondo Ferrara, infatti, il nuovo commissario europeo, colpevole soltanto di aver sostituito l'amato Rocco, «si è formato in ambienti massonici». Dunque, al rogo (anche Berlusconi era iscritto a una loggia massonica, tale P2, ma paga bene e lo si lascia in pace).
Per spiegare la differenza fra De Gasperi e Andreotti, Montanelli diceva: «Il primo parla con Dio, il secondo parla col prete». Ecco: Ferrara non parla nè con Dio nè col prete; parla con Buttiglione. Che poi è l'unico che gli risponde. Strana liaison, la loro. Nel '95, quando il fratacchione di Gallipoli approdò al Polo, il Platinette Barbuto lo fulminò: «L'onorevole Buttiglione ci ha portato il voto suo e quelli dei suoi parenti stretti».
Ora che i voti di Buttiglione si sono ulteriormente ridotti dopo il figurone europeo, Ferrara l'ha eletto a sacerdote del bushismo all'italiana. Trascurando una lievissima differenza. Bush ha dalla sua qualche decina di milioni di voti, di cui 4 solo dalla setta
degli evangelici, lobby potentissime, i petrolieri al completo, la famiglia saudita, le multinazionali delle armi, miliardi a palate.
Ferrara ha 8 mila lettori scarsi, che corrispondono più o meno agli elettori di Buttiglione; più gli «ascoltatori di Radio Maria che - come informa Libero - lo vedono come l'unico possibile Bush italiano»; più i due o tre lettori di una rivista clandestina diretta da tal Luigi Amicone, il ciellino di belle speranze (peraltro irrealizzate) che sabato ha «moderato» la prima uscita della strana coppia in un teatro di Milano, aperta con un inno religioso e chiusa con un'invocazione dell'incolpevole Spirito Santo.
Ora questi tre noti frequentatori di se stessi si son messi in testa di fondare un nuovo movimento politico, spiritosamente battezzato «La società dei liberi». Che, per una sigla inventata da un signore che prendeva soldi fuoribusta dalla Cia e poi dal cavalier Tanzi, non è niente male.
Ma le rimanenze dei fondi neri ormai scarseggiano. Così l'altro giorno, seminascosto fra le lettere del Foglio, è comparso il conto corrente per le eventuali offerte: «Presso Banca di Roma - Agenzia 5 di Milano. Il numero è cc 65522039. Abi 3002». Causale del versamento: «La Società dei Liberi». Banconote di piccolo taglio, possibilmente non segnate. Astenersi demoplutomassonculattoni.

 

Antonio Tabucchi:

Buttiglione, le donne, i gay. E poi?

Tratto da “l’Unità”, 25 Ottobre 2004

Oggi, al riparo del "personale" si può dire di tutto di più. Un esempio del tutto "personale". Tempo fa, su un treno Firenze-Milano, un distinto signore col quale intrattenevo una banale conversazione da treno, di quelle che hanno per argomento il cambio del clima, la bistecca alla fiorentina e il risotto alla milanese, a un certo punto, preso da un accesso di confidenza (la conversazione volgeva sul cous-cous), mi disse educatamente: "Perché vede, io, personalmente sono razzista". E poi, forse alla ricerca di una mia comprensione, aggiunse: "Non so cosa ne pensa". Probabilmente si attendeva che gli rispondessi che si trattava di una opinione personale era sacrosanta, e che mi sarei fatto ammazzare piuttosto che impedirgli di esprimere la sua opinione, secondo quell’adagio devastante falsamente attribuito a Voltaire che in Italia è servito da sdoganamento alle dichiarazioni più nefande. Poiché al contrario del falso adagio illuminista non mi farei mai ammazzare affinché qualcuno esprimesse un’opinione del genere, gli risposi che mi auguravo che non facesse politica. Per il semplice fatto che una sessantina d’anni fa, grazie a dei figuri che erano arrivati ai posti di comando con un’ideuzza "personale" simile alla sua, più di sei milioni di persone ci avevano rimesso la pelle.
L’onorevole Buttiglione è un filosofo di una certa semplicità, ma come uomo politico è sorprendentemente complicato. Richiesto al Consiglio d’Europa di fornire spiegazioni sulle sue dichiarazioni circa il ruolo della donna nella società (da lui intesa soprattutto in qualità di massaia), della madre sola (da lui considerata cattiva) e sugli omosessuali (da lui considerati peccatori) ha risposto che si trattava di una convinzione esclusivamente personale, e che nulla aveva a che fare con il compito politico di cui dovrebbe occuparsi. Compito che consiste, secondo le direttive del Consiglio d’Europa, nel favorire una migliore integrazione sociale e un raggiungimento di maggiori diritti civile delle persone di cui sopra. Analizzando la sua sottile risposta, mi sono chiesto che cosa sia la politica secondo l’onorevole filosofo. La politica è solo un fatto burocratico, non è piuttosto la traduzione in termini sociali e operativi di una visione del mondo e degli esseri umani, cioè di una convinzione morale?
E poi: possibile che un uomo fornito di saldi principi quali quelli dell’onorevole Buttiglione si dica disposto a sacrificarli, direi a rinnegarli, promuovendo l’integrazione sociale e i diritti civili di categorie o di persone di cui ha un’opinione così negativa? Possibile, mi chiedo, che un uomo di pensiero sia disposto a rinunciare agli ideali su cui si basano la sua filosofia e la sua morale per un modesto impiego da parlamentare europeo?
Però, se così è, sarebbe utile conoscere più a fondo il suo pensiero "personale". Per esempio, secondo la dottrina più tradizionalista della Chiesa cattolica, gli Ebrei sono un popolo "deicida". E gli Zingari, come è noto, non amano la patria (non avendola) né la divisa militare: non sono dunque bravi soldati. Sulle donne e sugli omosessuali l’onorevole Buttiglione è stato chiarissimo. Ma il portafoglio che dovrebbe occupare non riguarda solo le donne e gli omosessuali, su cui Buttiglione esprime un pensiero preoccupante. Riguarda anche altre persone e altre appartenenze sociali. In quanto cittadino europeo che vive in una Comunità amministrata anche dalla commissione di cui l’on. Buttiglione dovrebbe fare parte, il suo pensiero mi interessa fino in fondo. Non mi pare una curiosità oziosa.

 

 

CACCIA ALLE STREGHE
Un martirio senza rogo
DAVID BIDUSSA


Nei giorni scorsi ci siamo a lungo confrontati con la questione «Buttiglione». Vorrei provare - con stringatezza - a riassumere quanto ho capito. Dunque: da una parte ci sarebbe una lista di competenze che si riferiscono a diritti da difendere e a diritti da affermare. Si può pensare che alcuni di questi diritti siano da articolare e da sviluppare più di altri. In ogni caso sempre di diritti si parla.

Dall'altra c'è un signore che allo sviluppo di questi diritti dovrebbe sovrintendere e che dice: esistono questioni che voi chiamate diritti, ma che per me diritti non sono. Anzi trattasi di vere e proprie violazioni del diritto, di stravolgimenti dell'ordine naturale delle cose. In nome di questa logica io posso al massimo tutelarli (cioè bloccare la situazione a oggi), ma non allargarli o estenderli.

Voglio fermarmi qui. A un personaggio di questo profilo affidereste voi la tutela dei diritti di quanti - per lungo tempo - non hanno goduto di diritti? Forse no. In ogni caso non gridereste allo scandalo se qualcuno si muovesse nella direzione di impedire a costui di assumere un incarico nei confronti del quale si dimostra almeno incerto.

Affidereste il comando dei vigili del fuoco a un piromane? O quello dei vigili urbani a un sistematico violatore dei sensi unici o a chi sistematicamente guida in stato di ebbrezza?

Credo di no. In questo non c'è né un pregiudizio contro i piromani, né contro i violatori delle regole del traffico cui sarebbe forse auspicabile non concedere la guida di un mezzo pubblico.

E' sufficiente, tuttavia, riprendere sia le dichiarazioni di Rocco Buttiglione ieri a Milano (quelle per intenderci che vagamente richiamano una sovrapposizione tra la critica alle sue convinzioni e la vicenda della legislazione razziale in Italia) sia il profilo che del suo ragionamento propone Il Foglio di ieri (Così una democrazia con forti radici spirituali ha generato uno Stato laico), per vedere come il buon senso non sia sempre una convenzione ma, piuttosto, una dura conquista.

Per Rocco Buttiglione «la madre di tutte le battaglie» (dov'è che abbiamo già sentito questa espressione?) sta nella sconfitta del pensiero riformatore del Settecento, di un Rousseau generatore di tutti gli autoritarismi e di tutti i totalitarismi. Ma di processo indiziario, di procedure processuali basate sul sistema indiziario e sulla delazione - comunque su qualcosa che viene prima di Rousseau e che si chiama Inquisizione - mai sentito parlare? La «madre di tutte le battaglie», dunque, starebbe nella sconfitta di un sistema di tutele sociali dove si diano degli obblighi collettivi. Un modo come un altro per dire che il fondamento dei legami sociali e soprattutto delle libertà e delle garanzie dovrebbe, invece, fondarsi sulla beneficenza come garanzia di felicità pubblica. Nonché sulla riscoperta e sul rilancio dei meccanismi di tutela autorganizzata e soprattutto sulla formazione di un apparato educativo e scolastico all'interno del quale lo spazio da dedicare alla dimensione laica della storia e al discorso scientifico non sembrerebbe avere cittadinanza culturale alcuna. Darwin? Un vero sconosciuto, comunque un «turbatore del sapere pubblico» da tenere a debita distanza.

E' stato detto che in Europa corre e si afferma un pregiudizio anti-cattolico e che da questa nuova paventata «caccia alle streghe» dovremo difenderci. Su questo tasto ha insistito ieri Buttiglione presentandosi come «strega cattolica».

A me non sembra che si siano bruciate in effigie icone di Buttiglione, né che qualcuno lo abbia sottoposto a processo inquisitoriale, né che altri gli abbiano impedito di parlare.

Quando qualcuno agisce pensando che la sua libertà sia minacciata - solo perché in nome delle sue idee manifestate liberamente qualcun altro gli contrappone altre idee e insieme chiede che vengano rispettati mandati e contenuti di ruoli pubblici - è chiaro che ci si trova di fronte ad un sistema moderno del conflitto.

Buttiglione dice di essere stato sottoposto al giudizio di un tribunale a causa delle sue idee e di questo si cruccia. Io invece credo che il confronto - nella politica moderna - sia proprio tra le differenti idee. Del resto, in altri tempi non lontani e sotto questi nostri stessi paralleli, si finiva in galera e talora si moriva anche per delazione o per denuncia. Di certo per una lettera anonima. In ogni caso non è rivendicando un trattamento di favore o una corsia preferenziale che si entra a vele spiegate nella modernità.

Luzzatto: pericoloso evocare teorie di complotti

di Daria Gorodisky

«Martino? Accuse generiche: dica a chi si riferisce, altrimenti chiunque può essere indicato come nemico». Il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Amos Luzzatto risponde al card. Martino martedì 19 ottobre 2004 , il Corriere della Sera


ROMA - Professor Amos Luzzatto, a seguito del caso Buttiglione si apre quello innescato dal cardinale Renato Martino: secondo il quale il Papa e la Chiesa vengono zittiti «dal frastuono orchestrato da potenti lobby culturali, economiche e politiche». Da presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, che cosa ne pensa? «Sono accuse generiche, parole senza supporto concreto. Dica a chi si riferisce, nomi e cognomi: altrimenti chiunque può essere indicato come nemico della religione o del genere umano».

Ancora Martino sostiene che spesso nei Paesi ricchi i cristiani vengono «zittiti con intimidazioni, disprezzo pubblico, discriminazione culturale, emarginazione»…

«Intimidazioni? Chi è stato minacciato? E di che cosa? Se esistono, denunci fatti precisi, per favore. Altrimenti questo sì che è vero frastuono».

… e aggiunge che nel Parlamento europeo ci sono «esponenti di altre religioni» e che vorrebbe sentire «la loro esperienza».

«" Esponenti " di altre religioni oltre ai cristiani? Quanti, chi e come si sono espressi? L’Europarlamento è composto forse di ebrei, musulmani, buddisti? Non mi risulta che sia così, tranne forse qualche caso isolato. Temo che queste accuse generiche, associate a termini come "esponenti", alimentino u na rinnovata teoria del complotto. Molto pericolosa».

"Persecuzione" è il refrain che molti ripetono da quando Buttiglione è stato bocciato dalla Commissione giustizia, libertà e sicurezza del Parlamento europeo: dicono che ci sono «pregiudizi, discriminazioni, un’inquisizione anticristiani». Il presidente della Compagnia delle Opere pensa che oggi «i cattolici sono come gli ebrei negli anni ’30».

«In quegli anni io non ho potuto frequentare il ginnasio dove ero stato gloriosamente ammesso, ho perso una quantità enorme di parenti nelle camere a gas... Credo che si stia perdendo il senso delle proporzioni. Convivere in una società con persone che si comportano in un modo diverso dal nostro non è una persecuzione».

Ripartiamo da quell’audizione in cui Buttiglione è intervenuto su gay, famiglia, ruolo della donna…

«Non era opportuno che Buttiglione esprimesse in quella sede le sue posizioni intransigenti di carattere religioso. Chi riveste cariche pubbliche che rappresentano tutti non può fare dichiarazioni che superano il limite tra ambito civico e ambito religioso. A meno che qualcuno non creda di possedere la verità assoluta. Ma, in questo caso, gli appartenenti alle altre religioni sarebbero degli immorali, dei perduti?»

L’omosessualità è condannata anche dalla religione ebraica.

«Sì, ma il punto non è questo. Nelle religioni esistono principi che dicono "no", però uno stato laico pluralista non deve e non può trasformare la morale religiosa in diritto pubblico».

Buttiglione, a proposito dell’omosessualità, ha parlato di «peccato».

«Per gli ebrei non c’è "peccato", ma trasgressione; e la trasgressione porta a riprovazione: non a condanna, non a tribunali. Comunque, stando pure ai termini e alle categorie usati da altri, io domando: l’onanismo è peccato? E dunque il politico deve entrare su questo tema, legiferare in proposito? Uno stato che si addentra su questi terreni torna indietro di secoli. Mi spaventa un’ipotesi del genere, perché allora, oltre all’omosessualità, quali altre caratteristiche possono essere considerate "peccato", o sospette?»

Vede un nesso tra tutta questa vicenda e la richiesta - respinta - della Chiesa di inserire un richiamo alle radici cristiane nella costituzione europea?

«Sono casi simili. Infatti credo che non si possa dare il monopolio delle radici europee a una religione, anche se da molti secoli è maggioranza. Lasciando stare le altre radici religiose, che cosa facciamo di quelle greche e latine? Le cancelliamo? E se ci attestiamo su quelle cristiane, vi sono compresi i roghi, la Notte di San Bartolomeo, l’Inquisizione, le guerre di religione? Oppure si devono fare dei distinguo tra radici e loro deviazioni: e in quel caso, con quali criteri? E’ stato meglio puntare su altro».

Quale deve essere, secondo lei, un principio inalienabile per i cittadini europei?

«La più piccola minoranza deve avere gli stessi diritti della maggioranza. Bisogna costruire la convivenza tra persone diverse».



Mercoledì, 20 ottobre 2004

 

 

Israel critica Luzzatto
Prof., ebreo, progressista(*) dice no all’intolleranza degli ideologi liberal
“Capisco il fastidio per il vittimismo cattolico, ma occorre lucidità. Il capo delle comunità ebraiche sbaglia”


Roma. “Comprendo le motivazioni psicologiche che hanno spinto Amos Luzzatto a quel tipo di reazione, ma non condivido le conclusioni”. Giorgio Israel, saggista e docente all’Università La Sapienza, giustifica in parte l’intervista al Corriere del Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche sul caso Buttiglione e sulla “nuova inquisizione anticristiana” denunciata dal cardinale Renato Martino: “Pesa un senso d’invadenza che la Chiesa ha spesso dimostrato e che può far sembrare curiosa la protesta di sentirsi perseguitati”. Secondo Israel c’è una “difficoltà psicologica di molti ebrei di mettersi dalla stessa parte. Ci vuole molta lucidità per farlo. Ma è una lucidità obbligatoria”. Tuttavia, la vicenda Buttiglione non ha niente a che fare con l’insofferenza per il clericalismo, “non è stato accusato di aver avanzato progetti di gestione inficiati da un simile atteggiamento, ma è stato bocciato per le sue opinioni. Sarebbe come bocciare un commissario alle questioni alimentari perché pensa che mangiare maiale è peccato”. Secondo Israel è difficile negare che Buttiglione sia rimasto vittima di un pensiero “politically correct”, che guarda con sospetto alle religioni salvo una, quella islamica: “In Spagna, cassata l’ora di religione nelle scuole, il governo ha assunto un centinaio d’insegnanti islamici”. Anche il figlio di Israel, esentato dall’ora di religione, ha dovuto subire un corso alternativo di lettura del Corano: “E’ un laicismo servile che si inginocchia davanti alle nuove culture. E quando dico nuove intendo quelle che non fanno parte delle radici storiche dell’Occidente”. E’ una manifestazione di quell’odio di sé tipico dell’Europa fuoriuscita dai totalitarismi di cui parla Furet. Non sbaglia Luzzatto quando cita le altre culture, oltre a quella cristiana: “Ma sono marginali nella nostra storia, incluso l’Islam. Diciamolo a costo di sollevare i clamori dei beoti e degli ignoranti. L’Europa si è fondata sui pilastri greco – latino ed ebraico– cristiano. Certamente l’Islam ha contribuito alla scienza e alla filosofia, ma come ha osservato Koyré, ‘la rivoluzione scientifica è avvenuta nell’ambito dell’occidente cristiano e non nell’Islam, che è regredito e questo è quel che conta davvero’”. E’ l’Europa del laicismo postmoderno, che rifiuta se stessa, improntata alla derisione dei valori forti, il politically correct che secondo lo storico Chartier altro non è che “una forma di marxismo debole delle società opulente”. Ha raccolto i rottami del marxismo perdendone però i connotati forti, riducendosi a una filosofia relativista.

(*) N.D.R. - Giorgio Israel, certamente ebreo, viene spacciato per progressista. L'ho conosciuto alla fine degli anni '60 ed allora era progressista. Lo era quando si accompagnava deferente a Lucio Lombardo Radice, insostituibile passaggio per la cattedra all'Università. Poi si è rinchiuso nel peggiore oscurantismo, seguendo la triste parabola di gran parte degli ebrei della diaspora. Il personaggio scrive nel carognesco sito informazione corretta e questo basta per qualificarlo. Si distingue anche per i suoi attacchi virulenti da chi gli concede spazio (Ferrara, Lerner, ... ebrei appunto) contro tutto ciò appaia da lontano essere di sinistra. Il personaggio è uno dei più luminosi esempi della destra reazionaria, e fondamentalista del nostro Paese.


CONTRO GIULIANO L’APOSTATA

Per apostasia dal liberalismo


di Giovanni Felice Mapelli *

" Che la democrazia sia il peggiore regime possibile ad eccezione di tutti gli altri lo disse uno che non era un buon democratico nel senso populista di Zapatero, Winston Churchill, ma che si rivelò in fondo un buon leader. Si deve aggiungere che la democrazia, nella versione senza leadership, senza élite, in ginocchio di fronte alla tirannia della maggioranza, produce risultati frettolosi, irriflessi, automatici, che sono probabilmente i peggiori possibili, i peggiori e basta."

 IL FOGLIO, Giuliano Ferrara  5 ottobre 2004


 
Parto dalla fine dell’editoriale di Giuliano Ferrara il cui Foglio non è la prima volta che attacca con un tono da prevosto la legge appena varata in Spagna da Zapatero circa il "matrimonio di gay".
Parto dalla fine poichè ci spiega il suo concetto di "democrazia".... e ci dice che approvare matrimoni gay è fare le cose "peggiori possibili".
Peggiori e basta.
Lo fa’ da un giornale che prima d’ora s’era distinto nell’attenzione per i diritti dei gay.....
Per cui a molti verrà di domandarsi perchè mai questa sterzata tutta a destra e tutta cattolica del Ferrara?
Beh Ferrara tenta di gettare  nel ridicolo Zapatero quando afferma estrapolando poche frasi dal contesto di un discorso del premier spagnolo  in cui questi  attribuisce "vero" quel che pensa la maggioranza, che si prosterna davanti alla divinità dell’opinione pubblica, e lo Zapatero che dà un calcio al paradiso perduto, Adamo ed Eva compresi.
Come se Zapatero  creda che dietro ad un fatto come l’equiparazione dei diritti dei gay a quelli degli etero non vi stia nulla che non sia l’opinione pubblica....
E’ un modo di banalizzare le cose...un modo per far dire agli altri ciò che essi non dicono e di cui Ferrara è maestro in Italia...
ad esempio se uno dice di non condividere l’intervento militare in Iraq, lui ( e sua moglie) ti aggredisce di colpo e con assoluto totale disprezzo di ciò che pensi in coscienza e ti fa’ difendere tale posizione, ti dice "tu stai dalla parte di Saddam...!"  oppure "tu sei complice dei terroristi assassini..." e via dicendo...
Non è un tipo da mezze misure il Ferrara!
Il suo editoriale di oggi non vale una lira, un  centesimo di euro adesso .... poichè è pieno di moralismo dalla testa ai piedi.
Vuol darsi quella pacata mitezza, di cui non è capace e al più riesce ad insolentire con un linguaggio degno delle osterie chi a suo avviso stravolge il matrimonio secolare.
Usa termini come coglionare.... pedate ad Adamo ed Eva...insomma un armamentario di immagini che denotano bene l’uomo, il tipo d’uomo.... nel senso che non vuol confrontarsi privo di pregiudizi su chi gli sta dinanzi...
La storia scritta che lui conosce del matrimonio è quella delle stesse elitè di potere che dominano da secoli il mondo...mentre tutti gli antropologi oggi, dal maestro Levi Strauss fino agli stessi strutturalisti francesi più recenti,  hanno scoperto  che nel mondo reale vi è di tutto dalla poligamia, alle forme monoparentali, ai matrimoni plurimi, ecc.
La storia del matrimonio naturale eterosessuale (monogamo s’intende , prima della legge sul divorzio) chi l’ha fatta?
Chi ha deciso il perimetro entro il quale andava sancito?
Non gli passa per l’anticamera del cervello, nemmeno piccolo, che gli altri quelli che non avevano diritto di parola, non potevano istituire nulla, nè per identità nè per analogia?
Lui è certo che la lettera del cardinal Ratzinger dica il vero, l’unico vero che dica il matrimonio (mater munus) è quello dell’uomo con la donna....come se a due uomini che si amano o a due donne si possa dire: vedete siccome vi amate come un uomo e una donna per voi ci sarà una forma di unione diversa poichè noi facciamo figli e voi invece no.
Non sapevamo che i diritti nascessero dal fatto di poter o voler far figli...
Guarda un po’...
Sa bene Ferrara che così non è ma ci prova.....come quando titola "Zapatero ha ucciso il matrimonio..."
Certo è più forte di Ratzinger Ferrara pur non avendo la porpora.... che parolone che usa "uccidere" addirittura
come se gli etero smettessero da domani di sposarsi perchè adesso si sposano anche i gay.
(magari a qualche borghese piccolo piccolo può far schifo condividere un istituto che oggi contempla anche i "busoni" bolognesi i "culattoni" milanesi e lombardi , i "froci" romani,  i "ricchiuni" napoletan e i "bulicci" genovesi.....ecc.) ma i tempi cambiano...e Ferrara che individua almeno una cosa vera :"Il matrimonio è cambiato molto nei millenni tranne che nella diversità di sesso dei contraenti, particolare di un qualche aiuto nella propagazione della specie" , la dice in modo che è per metà falsa....
oggi infatti con tutto quel che ci circonda è possibile aver figli in ogni modo, non certamente soltanto se si è "marito e moglie", e si può esser padri come madri senza legami di sorta...e la specie guarda caso non ci soffre...rispetto al numero, la quantità di  cui pare preoccuparsi appunto Ferrara.
La specie continua, caro Giuliano, nonostante i matrimoni gay, non è perchè i due giovani che stannno nell’appartamento al piano di sotto e domani andranno in Comune a sposarsi allora io e mia moglie si deciderà di non far più figli o saremo presi da impotentia coeundi o generandi!....
E’ tutto ideologico il discorso di Ferrara,  vecchio come il cuco, come quello sugli embrioni che sono persone, e la procreazione assistita che è intervento improprio sulla natura....
Sarà ma lui è - come quando era un comunista convinto- un vero conservatore.
E’ questa la sua apostasia dal liberalismo moderno.....
Niente mezze misure infatti...o di qua o di là....
Di qua la perdizione, di là la salvezza... dopo i gay e i loro matrimonio arriverà la poligamia e poi l’incesto e poi?
la bomba atomico-nucleare...
Si parla di distruzione della società, ad opera dei gay, tema caro alla Chiesa e si tace delle distruzioni  belliche sotto gli occhi di tutti che fanno morti a decine ogni giorno...reali...i cui corpi straziati la televisione di stato o privata ci negano di vedere...per rispetto (di chi di loro morti o di noi non si sa) : interessante e strana  idea della distruzione forse soft dell’umanità o della civiltà...!
Sono i gay che minacciano l’ordine dei valori sociali...il matrimonio millenario su cui si fonda la società umana...
E poi gli etero, di sesso diverso, che fanno se non possono più citare che sono uomo e donna negli atti di anagrafe ma soltanto coniuge e coniuge...sacrificati al politically correct : ne avranno un tracollo certamente... l’uomo sul lato virile, la donna su quello della fertilità...?
Ah "o tempora o mores!"
Che brutti tempi questi di generale dissacrazione!
Piacerà leggerlo ai tanti Liverani, ai Baget Bozzo, sicuramente a Giovanardi e a tutta quella schiera d’attempati signori che hanno nipoti gay ma non lo sanno... che hanno un’opinione tanto brutta dell’omosessualità e degli omosessuali che  non il matrimonio gli darebbero ai gay ma forse forse na’ fila di legnate se fosse per loro.
Legnate che il Giulianone non disdegna neppur lui dato che gratta gratta sul fondo ritorna  fuori quella sua anima intollerante prima comunista adesso pseudo liberale e sanguigna di sempre, quella che non  riesce ad accettare cose che di primo acchito non gli piacciano, quella specie di idiosincrasia che gli si mette in moto dalle profonde viscere fino alla faccia infuocata quando vede quel che non vuol vedere o ode quel che non vuol udire...
Lui è fatto così, cosa ci volete fare, e non lo nasconde neppure, gli traspare palesemente in viso.... e per giustificarsi allora comincia con dotte spiegazioni e lunghi preamboli che in realtà non hanno finalità alcuna se non quella di dire ai gay che escono dal seminato e ai liberal non conservatori o progressisti ed anche radical chic che li appoggiano : "perchè non andate tutti a cagare?!"....
Ecco perchè scomoda in fondo sociologi e matrimonialisti e poi pensatori e filosofi, come Buttiglione ha fatto al Parlamento europeo con Kant.... per dire che le cose debbono stare come son sempre state, ferme come le bocce del bocciodromo a partita finita o mai iniziata.
I giochi sino ad oggi li han fatti loro lascia intuire Ferrara... loro i normali ,etero, quelli di sesso diverso in una società (peccato per Zapatero e gli spagnoli)  a maggioranza eterosessuale...
E’ la loro eterosessualità o il loro  eterosessismo che è normale normativo e normante anche per gli altri che "normali "non sono:sembra udire la voce che dice "chi vi ha detto a Voi di nascere anormali!"
Una maggioranza che fa’ le leggi, che legittima e che prescrive il perimetro del fattibile e del giuridico.
Basta insomma girare attorno al problema che non esiste sembra dire Ferrara, non abbiamo possibilità di cambiare qualcosa di nostro, nè lo vogliamo, per venire incontro alle vostre esigenze e bisogni.... due uguali non sono due diversi e l’uguaglianza umana è una bella trovata pubblicitaria per le elezioni di Zapatero.
Uguali per la legge e la morale  siamo noi i diversi di sesso ( gli etero) mentre i diversi per la legge e la morale siete voi gli uguali di sesso (i gay).
E qui ci mettiamo - dice Ferrara- una lapide in secula seculorum. Amen
 
* Teologo laico
 CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
Mercoledì, 06 ottobre 2004

 

 

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