FISICA/MENTE


 

Per seguire con un qualche dettaglio l'operato criminale della Chiesa nella storia di Spagna, si può vedere il mio lavoro, nel sito, "Le cause del mancato sviluppo della scienza in Spagna. L'abbraccio mortale tra Stato e Chiesa".

Roberto Renzetti

 

 

l'Unità   16.11.2004
La chiesa spagnola all'attacco di Zapatero
di Franco Mimmi

 

Conservatrice come se mai ci fosse stato un Concilio Vaticano II, pronta a rilanciare una crociata come quella in cui sostenne Francisco Franco contro il governo legale repubblicano, la Conferenza episcopale spagnola si dichiara martire di una persecuzione e vede nel premier José Luís Rodríguez Zapatero il suo torturatore. Sette sono i dolori che il presidente del governo socialista le starebbe infliggendo, ovvero: la riforma dell’educazione religiosa nelle scuole, il matrimonio di coppie omosessuali, la riforma della legge sull’aborto, quella della legge sul divorzio, l’autorizzazione della ricerca con cellule staminali, il finanziamento della Chiesa e infine, sebbene il governo neppure vi abbia fatto cenno, l’eutanasia.

Questo atteggiamento della Chiesa in un paese in cui tradizionalmente, da Torquemada a Franco, è stata lei a mietere vittime, appare poco credibile, e infatti non poche organizzazioni religiose si guardano bene dal fiancheggiare le iniziative propugnate di Antonio Maria Rouco Varela, cardinale arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza episcopale, chiedendo invece dialogo e comprensione. «Non vogliamo – dice un comunicato delle 300 congregazioni religiose femminili e 100 maschili riunitesi pochi giorni fa in congresso - diluire il nostro impegno di credenti, come non desideriamo tollerare che la fede e la religione siano, una volta di più e per disgrazia, veicolo di intolleranza, rigetto o violenza».

Ma il vertice ecclesiastico parla addirittura di «decristianizzazione», e ha inviato una lettera ai direttori delle scuole cattoliche e ai professori di religione delle scuole pubbliche (scelti dalla Conferenza episcopale ma pagati dallo Stato) perché raccolgano firme contro la riforma dell’insegnamento religioso. Ne vogliono due milioni, e se il governo non cedesse alla pressione sono pronti ad appoggiare manifestazioni di piazza dei firmatari. È doveroso aggiungere che due associazioni di professori di religione non partecipano alla raccolta delle firme o sono decisamente contrari, anche perché la Conferenza episcopale viola continuamente lo Statuto dei lavoratori.

In realtà Zapatero ha solo fermato la riforma avviata, poco prima di perdere le elezioni, dal governo di José Maria Aznar, con la quale la religione tornava a essere materia obbligatoria d’insegnamento, faceva media con le altre materie e poteva perciò causare anche bocciature. Gli scolari disponevano, formalmente, di una scelta, ma l’unica alternativa possibile era il «Fatto religioso», strana locuzione per un paniere contenente le orazioni, i luoghi di culto, le feste religiose, fede e ragione, eccetera. La scelta, insomma, era tra religione e più religione, il che rendeva la legge ancor più retriva di quella in vigore durante il franchismo.

Rouco era riuscito, dopo duro lavoro, a strapparla ad Aznar facendo pagare al Papa l’ultima rata del conto. Infatti Giovanni Paolo II, che si era espresso fermamente contro alla guerra all’Iraq di cui lo stesso Aznar era uno dei fautori, venne in Spagna nel maggio dell’anno scorso ma nel corso della sua visita non fece accenno alcuno al conflitto. Anzi: nel corso di una cerimonia definì per due volte «guerra civile» quello che fu un colpo di Stato, e usò la parola «martirio» per i sacerdoti uccisi dai repubblicani ma dimenticò completamente le vittime dei fascisti. Pochi giorni dopo il governo firmava la legge.

Il blocco di quella riforma, così come il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq, erano punti del programma elettorale che nel marzo scorso ha portato alla vittoria i socialisti. Vi era pure il matrimonio di coppie omosessuali, già varato, e la già proposta possibilità di abortire, nelle prime 12 settimane di gravidanza, senza dover addurre un motivo. Vi era la facilitazione delle pratiche di divorzio, ora allo studio, e la ricerca sulle cellule madri a fine terapeutico, prossima al varo. Misure che il vertice episcopale definisce via via come «olocausto silenzioso», e «attentato», e «aggressione» agli «esseri umani» che sarebbero gli embrioni. Quanto all’eutanasia, problema che non verrà affrontato nella presente legislatura, va da sé che può essere solo «omicidio».

«Il governo – ha detto Zapatero – non vuole scontrarsi con la Chiesa cattolica, sono altri che vogliono scontrarsi con il governo, ma non sono disposto a sopportare interferenze esterne alla politica». È chiaro però, a questo punto, che tali interferenze ci saranno, e numerose. Tra le contese più aspre vi sarà certamente quella per il finanziamento della chiesa cattolica, che fin qui non solo è stato a carico dello Stato ma addirittura, dal 1988 a oggi, ha sforato di 450 milioni di euro il pattuito. Funziona così: ogni contribuente può scegliere tra varie opzioni, tra cui la chiesa cattolica, a chi destinare uno 0,52 per cento delle sue imposte, e lo Stato versa direttamente il denaro all’ente prescelto. Ogni anno questa somma viene anticipata, e ogni anno l’anticipo è stato assai superiore alle contribuzioni reali ma lo Stato non ne ha mai preteso la restituzione. Conseguenza: ogni anno tutti i contribuenti spagnoli, cattolici o no, volenti o nolenti, regalano soldi alla chiesa. Ecco perché il governo propone ora che le varie confessioni si finanzino con apporti volontari, mentre la Chiesa, che ha visto con stupore come a darle il suo contributo sia appena il 30 per cento degli spagnoli, vorrebbe che la percentuale attribuibile fosse alzata allo 0,80 per cento.

Così la Conferenza episcopale tenta di far rinascere, nella cattolicissima Spagna (dove tuttavia, dell’85 per cento che si dice cattolico, quasi la metà non va quasi mai a messa, solo il 18 per cento ci va tutte le domeniche, e assai meno si confessano e comunicano con assiduità), la Chiesa Militante che dovrebbe combattere un supposto «fondamentalismo laicista». È la stessa chiesa che ancora non ha condannato ufficialmente il franchismo, e trae forza dalla Chiesa Trionfante di cui il Papa ha gonfiato le milizie canonizzando come martiri centinaia di sacerdoti morti nel conflitto scatenato dai franchisti, che essi appoggiavano. «Il giorno è arrivato», ha affermato il cardinale Rouco. Lo ha detto con il tono soave che gli è proprio, ma era chiaro a tutti che in realtà stava tuonando: «Dio lo vuole!»

 

 

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=1061

Scontro sulla bioetica per Chiesa e Governo di Spagna


"Per una scienza al servizio della scienza umana", e' il titolo dato alla nota del Comitato Esecutivo dell'episcopato spagnolo, presentata il 27 maggio da padre Juan Antonio Martínez Camino. Nel documento la Chiesa si dice dalla parte della scienza quando si mette "al servizio della vita", ma condanna il trattamento scientifico degli esseri umani come "oggetti o animali". Se fino a qui non ci sarebbe nulla di nuovo, l'attacco arriva duro quando si dice: "lo Stato non e' competente per stabilire o ampliare legislazioni che eliminino vite umane", insinuando per di piu' la possibile esistenza di "interessi scientifici, politici ed economici" a proposito delle riforme preannunciate dal Psoe e dal Governo di José Luis Zapatero.
Il portavoce episcopale in particolare, ha fatto riferimento alle modifiche sulla legge per la Riproduzione Assistita in cantiere per ampliare le modalita' di donare gli embrioni sovrannumerari alla ricerca scientifica, cosi' come alle altre proposte in tema di interruzione volontaria della gravidanza e delle unioni tra omosessuali. Dal Governo si sono subito levate le voci in difesa della laicita' dello Stato: le posizioni della Chiesa "sono rispettabili, ma non possono essere imposte all'insieme della cittadinanza", i vescovi stanno commettendo "errori scientifici" e di informazione, suscitando cosi' un "allarme sociale ingiustificato", ecc...
Ma andiamo per ordine, riportando alcuni stralci della nota episcopale.

"Diverse azioni e dichiarazioni governative fanno pensare che si vada nella direzione di eliminare quasi del tutto le misure di protezione dell'embrione umano al fine di trasformarlo in materiale di ricerca, anche a costo di spezzargli la vita, e non viene neppure esclusa, con la necessaria chiarezza, la cosiddetta clonazione terapeutica. Questa situazione suscita gravi preoccupazioni. Per evidenti ragioni di umanita' dichiariamo in merito cio' che segue:
l'embrione umano merita il rispetto dovuto alla persona umana. Non e' una cosa, ne' un mero aggregato di cellule vive, ma il primo stadio di esistenza di una persona umana. Tutti siamo stati anche embrioni. Per tanto non e' lecito togliergli la vita, ne' fare nulla con essi che non sia per il loro stesso beneficio". […]
"Scongelare gli embrioni "sovrannumerari" per rianimarli e poi toglierli la vita per ottenere le loro cellule staminali come materiale di sperimentazione e' una azione gravemente illecita che non puo' essere giustificata per nessuna supposta finalita' terapeutica. Il fine non giustifica i mezzi. Non e' lecito uccidere una persona umana, neanche nella sua fase embrionale, per quanto si faccia con l'intenzione di curare un altro. La scienza e la medicina che si permettono di eliminare le persone umane, anche se queste abbiano un solo giorno di eta', si convertono in attivita' immorali e antisociali. Ne' le promesse di cura -ad oggi, mere promesse molto lontane dalla realta', visto che non esiste nessuna terapia basata su cellule staminali embrionali- e neppure gli obbiettivi ipotetici futuri possono farci scordare il rispetto della dignita' inviolabile di tutta la persona umana". […]
"Se si apre la strada alla cosiddetta clonazione terapeutica, si sara' fatto senza dubbio un passo decisivo e preoccupante verso la clonazione riproduttiva […]. Cio' che alcuni desiderano, innanzi tutto, e' sperimentare con persone umane clonate. Questa e' la triste realta'". […]
"Lo Stato non e' competente per stabilire o ampliare legislazioni che eliminino vite umane. Si tratta di una ingiustizia obbiettiva, che mette a rischio i principi democratici", sostengono i vescovi riferendosi alle modifiche anticipate in tema di depenalizzazione dell'aborto. "Se venissero realizzate, queste riforme metterebbero in discussione la legittimita' dello Stato di Diritto, perche' dall'ottica della filosofia cristiana, le leggi che disprezzano in questo modo la vita umana non meritano il nome di leggi. Benvenute siano le tecniche, ma non chiudendo gli occhi ne' piegandosi agli interessi scientifici ed economici".
Per chiudere i vescovi se la prendevano anche con la proposta di regolamentare l'unione tra omosessuali cosi': "Qualsiasi equiparazione giuridica che si faccia delle unioni omosessuali con il matrimonio, prevede di dare una rilevanza di istituzione sociale che non corrisponde in alcun modo alla loro realta' antropologica. La giustizia consiste nel dare a ciascuno il suo".

A ciascuno il suo potrebbe essere la risposta data dal Governo dei socialisti, e percio' alla Chiesa la cura delle anime e allo Stato e al Governo l'amministrazione e la cura dei cittadini.
Le opinioni della Chiesa meritano grande rispetto, ma non per questo possono essere imposte al congiunto di una societa' il cui Stato e' aconfessionale, cosi' ha replicato la vicepresidente e portavoce del Governo Maria Teresa Fernandez de la Vega. "Le uniche norme che devono essere rispettate, sia dal Governo che dall'insieme dei cittadini, sono quelle della Costituzione".
La ministra della Sanita' Elena Salgado per parte sua ha avvertito i vescovi dei loro "errori scientifici" di informazione, e del rischio di creare "un allarme sociale ingiustificato". "I prelati attribuiscono al Governo delle intenzioni diverse da quelle che abbiamo. L'unica cosa che vogliamo e' che le coppie che non possano avere figli abbiamo l'opportunita' di averli", e inoltre permettere la ricerca scientifica con le cellule staminali avra' come conseguenza quella di salvare delle vite e di aprire la speranza alla cura di malattie. La Salgado poi ha anche aggiunto che il documento episcopale fa un riferimento alla clonazione terapeutica che non e' esatto, dato che "per il momento questa non e' una questione che si introdurra' nella prima modifica della legge".

La Conferenza Episcopale Spagnola che dopo avere preannunciato il sostegno della Chiesa alle mobilitazioni dei cattolici contro le riforme del Governo, a distanza di pochi giorni si e' lanciata in un nuovo attacco stavolta sui metodi anticoncezionali. E' cosi' che i preservativi vengono descritti come una specie di "roulette russa" per l'Aids, "questa sensazione di sesso sicuro" porta infatti ad "una attitudine di promiscuita'", cosi' nelle parole del presidente del Consiglio Pontificio per la Famiglia, il cardinale Alfonso Lopez Trujillo. La selezione di embrioni per curare delle malattie attraverso la diagnosi preimpianto? Una cosa che "e' assolutamente atroce", di piu' "questo farebbe resuscitare il razzismo, un nuovo apartheid".
Fonte: Aduc (11/06/2004)

 

09/11/2004 di gaynews.it

Spagna: celebrato il primo battesimo civile della storia.

www.gaynews.it/view.php?ID=29816

Nel corso della cerimonia, il sindaco, Jordi Aymami, ha letto due frammenti della carta dei diritti dei bambini dell'Onu.

Dalla cattolicissima Spagna alla laicissima Spagna: la località catalana di Igualada è diventata teatro di un ''battesimo civile'' di un bambino, prima cerimonia laica di questo tipo che viene celebrata nel paese. Con la cerimonia officiata dal sindaco di Igualada sotto l'occhio curiso dei media, il piccolo Marcel Planell è stato accolto come ''cittadino'' sotto gli auspici di valori come la libertà, la uguaglianza e il rispetto. Nel corso della cerimonia, il sindaco, Jordi Aymami, ha letto due frammenti della carta dei diritti dei bambini dell'Onu, così come un capitolo della Costituzione spagnola sulla educazione. Secondo quanto riferito oggi dal giornale El Mundo, la madre del bambino, Carmela Planell, aveva tentato di promuovere questa cerimonia a Barcellona - città nella quale risiedeva prima di trasferirsi a Igualada - ma ''il Comune non ha voluto entrare in polemica con la Chiesa''. I ''battesimi civili'', una vecchia tradizione repubblicana francese, sono stati celebrati per la prima volta a Strasburgo (Francia) il 13 giugno 1790, spiega El Mundo. Attualmente sono diverse le città che celebrano, sotto differenti nomi, questo tipo di cerimonie di accoglienza del bambino nella comunità: a Liverpool, ad esempio, vengono chiamate 'naming ceremonies', cioè cerimonie per dare un nome.

 

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