FISICA/MENTE

Tratto, con molte modifiche da: http://www.luigicascioli.it/lettera_ita.php e con aggiunte da altri siti, tra cui: http://www.anticlericale.net/ e http://governolo.interfree.it/sabbase/icatari1.htm

LA SANTA INQUISIZIONE


           

            L'Inquisizione, dichiarata Santa da Santa Romana Chiesa come lo sono state le Crociate, nei fatti esisteva già dagli inizi dell'anno 1000. Le sue pratiche furono codificate da Lucio III con la bolla Ad abolendam del 1184 (in pieno accordo con Federico Barbarossa), fu ufficialmente riconosciuta e legittimata sotto Papa Gregorio IX nel 1231-35 allorché la sua gestione fu sottratta alla giurisdizione dei vescovi ed affidata ad inquisitori permanenti, all'ordine dei domenicani (1231) fondato da Domenico da Guzman (anche lui santo) il quale perseguitò gli eretici con un cinismo tale da essere ricordato dalla storia come uno dei più sanguinari carnefici di tutti i tempi; ed all'ordine dei francescani (1246). Nel 1252, con la bolla Ad extirpanda, Innocenzo IV dava all'Inquisizione ancora maggiore autorità e forza. Agli inizi la sua opera funesta era diretta contro i catari, gli albigesi ed i valdesi. C'è comunque da ricordare che, dopo un iniziale dissidio tra potere reale e papale (i re iniziarono a bruciare in nome di Dio con l'incipit dato ad Orleans da Re Roberto nel 1022 quando bruciò 13 eretici, con Gregorio VII che invece chiedeva esilio o carcere), dopo questo iniziale dissidio si andò sempre di comune accordo perché si capì che eresia era anche minaccia al potere costituito, gestito ampiamente dalla Chiesa stessa.

Introduzione

            Eretico era considerato chi con scritti o con parole si opponeva alle norme dettate dalla Chiesa (queste alcune comunità o sétte considerate eretiche : Cataros, Patarenos, Seperovistos, Liconistas, Arnaldistas, Circumcisos, Pasaginos, Josephinos, Gargantenses, Astanenses, Franciscos, BAGNOLES comites Valdenses, Roncarolos, Cominelos, Varinos et Ortolanos).
            L'abiura era la ritrattazione delle proprie convinzioni, quasi sempre estorta sotto tortura, che un eretico scriveva in forma solenne davanti al consiglio dell'Inquisizione. Le abiure a cui era sottoposto un eretico erano sempre due perché alla prima ne doveva seguire per legge una seconda di conferma. Normalmente il tempo che intercorreva tra le due era di un anno. L'eretico che rifiutava di firmare la seconda abiura, considerato "relapso", cioè eretico irriducibile, veniva bruciato vivo.
            Gli argomenti che maggiormente determinarono le eresie furono la Santissima Trinità, la verginità della Madonna e la sua attribuzione di madre di Gesù che fu fortemente contestata da quei credenti che seguitavano a sostenere ciò che era stato affermato nei primi secoli della Chiesa da una gran parte dei teologi i quali ritenevano impossibile che Dio avesse concesso un tale privilegio ad una donna allorché le donne venivano considerate così immonde da essere ritenute prive di anima.
            L'altro motivo che che fece nascere eresie fu dovuto alle contestazioni rivolte alla Chiesa per la sua lussuria e la sua ingordigia.

            Il codice dell'Inquisizione deriva dall'editto imperiale di Teodosio (381) che riconosceva il cristianesimo come unica religione di Stato. Incarcerazioni interminabili e confisca di beni per colui che era semplicemente incolpato, torture per ottenere confessioni, torture più orribili e più lunghe ancora in caso di ritrattazione, diminuzione della pena per coloro che denunciavano complici... Era soprattutto l'eresia ad essere perseguita, ma molto spesso gli eretici erano accusati di pratiche magiche.

        Nel 1260, una bolla di Alessandro IV stabilì i rapporti tra eresia e stregoneria e definì tutte le categorie dei sortilegi. I capi d'accusa erano di quindici specie:

1.  Rinnegano Dio;

2.  Lo bestemmiano;

3.  Adorano il diavolo;

4.  Gli consacrano i loro bambini;

5.  Spesso glieli sacrificano;

6.  Li consacrano a Satana nel ventre materno;

7.  Gli promettono di attirare al suo servizio tutti coloro che potranno;

8.  Giurano nel nome del demonio e se ne vantano;

9.  Non rispettano alcuna legge e commettono perfino incesto;

10.  Uccidono le persone, le fanno bollire e le mangiano;

11.  Si nutrono di carne umana ed anche di impiccati;

12.  Fanno morire la gente con veleni e sortilegi;

13.  Fanno crepare il bestiame;

14.  Fanno perire i frutti e causare la sterilità;

15.  Diventano in tutto schiavi del diavolo.

            I sintomi medici sui quali si basavano i giudici dell'inquisizione per stabilire il crimine di stregoneria non lasciavano dubbi:

- Se la malattia è tale che i medici non possono né scoprirla né conoscerla.

- Se aumenta invece di diminuire nonostante che siano state tentate tutte le possibili cure.

- Se, sin dall'inizio, si presenta con sintomi e dolori violenti, contrariamente alle malattie comuni che aumentano poco a poco.

- Se è incostante e variabile da giorno a giorno, da ora ad ora, ed inoltre se ha parecchie cose diverse da quelle naturali, sebbene apparentemente si presenti simile a queste ultime.

- Se il paziente non può dire in quale parte del corpo sente il dolore, anche se è molto malato.

- Se emette sospiri tristi e pietosi senza alcuna causa legittima.

- Se perde l'appetito e vomita la carne mangiata; se ha lo stomaco contratto e chiuso o se gli sembra di averci dentro qualcosa di pesante.

- Se sente calori pungenti ed altri spasimi acuti nella regione del cuore, tanto che gli sembra che qualcosa lo roda e lo smembri a pezzi.

- Se è reso impotente al mestiere di Venere.

- Se suda leggermente, anche durante la notte, quando il tempo e l' aria sono molto freddi.

- Se si sente le membra e parti del corpo legate.

- Se si sente ebete e dice sciocchezze, oppure sia preso da malinconia. Se guarda storto. Se gli sembra di vedere qualche fantasma.

- Infine, se quando il prete, per guarirlo dal male, gli applica delle unzioni sugli occhi, sulle orecchie, sulla fronte o su altre parti del corpo, tali parti cominciano a far uscire sudore o mostrano qualche altro cambiamento.

***

            Tra le innumerevoli vittime della Chiesa nel periodo precedente all'avvento ufficiale dell'Inquisizione, rimaste purtroppo nella maggior parte anonime per via di mancanza di documenti, giganteggia la figura di Arnaldo da Brescia bruciato vivo nel 1155 sotto il pontificato di Adriano IV per aver denunciato l'immoralità della Chiesa.
            I papi che seguirono Adriano IV (1154-1159), promettendo ai persecutori degli eretici le stesse indulgenze riservate ai crociati, spinsero i cattolici ad eseguire delle vere e proprie stragi come quelle volute da Innocenzo III (lo stesso che iniziò il riconoscimento dell'ordine francescano, poi completato dal successore Onorio III) che si servì delle milizie di Simone de Monfort per distruggere città intere, come Carcassonne, Tolosa e Beziers, perché gli abitanti si erano rifiutati di consegnare i seguaci di Valdo (Valdesi). Soltanto a Beziers furono massacrati oltre 7.000 dei suoi abitanti. Le milizie cattoliche entrarono in queste città e senza curarsi di selezionare gli eretici dai non eretici, eseguirono le carneficine al grido: <<Uccideteli tutti perché Dio saprà poi riconoscere i suoi!>>.
            Da ricordare che Innocenzo III nell'ultimo anno del suo pontificato fece votare dal Concilio Lateranense IV una legge che obbligava gli ebrei a vestire di giallo perché fossero sottoposti al pubblico ludibrio... 
            Sotto il Papa Innocenzo IV, successore di Innocenzo III, le leggi inquisitorie, come accennato, furono confermate e aggravate. Chiunque fosse stato dichiarato eretico veniva automaticamente imprigionato e condannato a morte con la confisca dei beni se non avesse abiurato. Come conseguenza di questa legge, che prevedeva la confisca del beni, molti furono i figli che furono potati all'infamia di accusare i propri genitori di eresia pur di salvare le proprietà di cui erano eredi.
            Delle centinaia di processi terminati con condanne a morte, l'unico che ci è pervenuto è quello contro Paolo Gioacchino dei Rusconi che fu torturato e bruciato vivo quale relapso.

            I nomi dei martiri riportati qui di seguito nei vari pontificati che si susseguirono, essendo tratti dai pochi documenti rimasti, non sono che una minima parte di quanti furono in realtà uccisi da Santa Madre Chiesa.  

Papa Clemente V

Fra Dolcino, per nulla intimorito dalle minacce dell'Inquisizione, si scaglia contro Clemente V accusandolo di immoralità. Ridotto a brandelli il suo corpo viene bruciato al rogo, dopo averlo costretto ad assistere alle immonde torture contro la sua Margherita. 13 marzo 1307
Margherita (con trattamento speciale) e Frate Longino insieme ad oltre mille seguaci dell'eretico Dolcino, bruciati al rogo. 1307.
Soppressione dei Templari con stragi di massa con "torture inimmaginabili" perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, fu arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.

Papa Benedetto XII (beatificato)

Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani, arsi vivi per predicare la povertà di Cristo - Venezia 1337.
Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch'essa perché seguace di S. Francesco, ancora inteso diversamente dai francescani.

Papa Clemente VI

Migliaia di vittime dell'inquisizione delle quali ci sono pervenuti soltanto i processi di:
Francesco Stabili, detto Cecco d'Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata, come veniva affermato dal Vangelo.
Pietro d'Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria.
Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.

Innocenzo VI

Tra le numerose vittime di Santa Madre Chiesa da ricordare i frati Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d'Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento accusati di appartenere ai fraticelli di S. Francesco (il noto giullare). Torturati e bruciati vivi.

Gregorio XI

Intere città furono teatro di stragi perché avevano ospitato gli eretici. Nelle piazze di Firenze, Venezia, Roma e Ferrara fu un continuo accendersi di roghi.
Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver bestemmiato durane una partita a carte: 5 giugno 1382.
Menelao Santori perché conviveva con due donne: 10 ottobre 1387.
Lorenzo di Bologna costretto sotto tortura a confessare di aver rubato una pisside (recipiente destinato alla conservazione delle ostie). Reso moribondo dalle torture, fu accompagnato al rogo a colpi frusta. 1 novembre 1388.
La descrizione dei moltissimi decapitati, impiccati e squartati dall'Inquisizione sotto Gregorio XI è riportata in un libro scritto da Mastro Titta.

Gregorio XII

Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città particolarmente colpita fu Pisa. Un certo giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. I cardinali appartenenti al concilio assistettero in massa alle esecuzioni per il piacere di veder morire insieme alla sua famiglia colui che essi "avevano condannato per solo sentimento di vendetta". 1413.
Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del Vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali. 1414.

Papa Eugenio IV

Giovanna d'Arco, bruciata viva accusata di stregoneria (1431).
Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall'Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male.
Ripetute stragi in Boemia contro gli Hussidi (seguaci di Jean Hus), per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli Hussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: <<Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione>>.

Papa Sisto IV (Per i livelli d'immoralità di questi papi consultare: www.anti-religions.org).

In Spagna eccelse per la sua crudeltà il domenicano Tomas de Torquemada il quale, confiscando i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, era arrivato ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbligò a versargli la metà del bottino. Quando costui arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani.
Nell'impossibilità di elencare tutte le vittime di Torquemada mi limiterò a dire che in 18 anni della sua inquisizione ci furono:
800.000 ebrei cacciati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.
10.200 bruciati vivi.
6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati "post mortem"
.
97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà.
E mentre Torquemada faceva il macellaio in Spagna, a Roma l'inquisizione accendeva roghi in tutte le sue piazze per bruciare gli eretici i cui patrimoni venivano automaticamente requisiti per conto del Papa dalla confraternita di San Giovanni Decollato (quella che assistette Giordano Bruno mentre era condotto al rogo).

Papa Alessandro VI

Gerolamo Savonarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Silvestro da Firenze . 23 maggio 1498.
Tre ebrei arsi vivi in Campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498
Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori. 14 luglio 1498
Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro. 29 luglio 1498.

Giulio II

4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento). 1505.
Diego Portoghese impiccato per eresia. 14 ottobre 1606.
30 persone bruciate vive a Logroño (Spagna) per stregoneria.
Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia. 6 agosto. 1507
15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia. 1513.
Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia. 30 aprile 1513.

Leone X (Il Papa che ha affermato la non esistenza di Cristo)

30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio. 1514.
Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli. 18 febbraio 1517.
80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria. 1518.
5 eretici arsi vivi a Brescia. 13 aprile 1519.
Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina. 4 giugno 1520.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia. 8 luglio 1520.

Clemente VII

Anna Furabach, giustiziata per eresia. 9 maggio 1524.
Migliaia di protestanti anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte. 1525.
Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio. 30 settembre 1525
Claudio Artoidi e Lorenza di Pietro giustiziati per eresia. 16 maggio 1526.
Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia. 26 agosto 1528.
Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia. 9 sett. 1528.
Bernardino da Palestrina bruciato vivo per eresia. 20 novembre 1529.
Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia. 23 novembre 1530.

Paolo III (Un altro Papa che ha affermato la non esistenza di Cristo).

Nel 1542 Paolo III creò la Congregazione cardinalizia del Santo Uffizio (Sacra congregatio romanae et universalis inquisitionis seu Sancti Officii ), presieduta dal cardinale Giampietro Carafa. La bolla  Licet ab inizio” (21 luglio 1542) ne centralizzava il potere e le funzioni, escludendo ogni possibilità d'intervento dei vescovi e dell'autorità laica e dando mandato a sei cardinali inquisitori di designare tutti i funzionari dipendenti, senza limiti di giurisdizione, attribuendo loro la facoltà di incriminare chiunque, principi e prelati compresi.                         Uccise tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver abbracciato la fede dei protestanti Evangelici.     I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitabile.1540.
Tutti gli Anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto "a orrendo supplizio". 4 aprile 1535.
Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble. 26 aprile 1536.
Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia. 1538.
Ene di Ambrogio giustiziato per eresia. 1539.
Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell'Inquisizione per eresia. 17 gennaio 1541.
Giandomenico dell'Aquila. Eretico, bruciato vivo. 4 febbraio 1542.
Federico d'Abruzzo ucciso per eresia. Il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca. 12 luglio 1542.
2.740 Valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia). Aprile 1545.
Girolamo Francese impiccato perché luterano. 27 settembre 1546.
Baldassarre Altieri, dell'Ambasciata inglese, fatto sparire nelle carceri dell'Inquisizione. 1548.
Federico Consalvo, eretico, giustiziato. 25 maggio 1549.
Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia. 25 maggio 1549.

Giulio III

Fanino Faenza impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1550.
Domenico della Casa Bianca, luterano, decapitato. 20 febbraio 1550.
Geronimo Geril Francese, impiccato per eresia e poi squartato. 20 marzo 1550.
Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia. 4 settembre 1553.
Francesco Gamba, decapitato e briciato vivo per eresia. 21 luglio 1554.
Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani. Impiccati e bruciati vivi. 5 settembre 1554.

Paolo IV

Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia.
Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia. 14 giugno 1555
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie. 20 giugno 1555.
Golla Elia e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino. 22 giugno 1555.
Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi. 28 agosto 1555.
Stefano di Girolamo, giustiziato per eresia. 11 gennaio 1556.
Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia. 6 marzo 1556.
Ambrogio de Cavoli, impiccato e bruciato per eresia. 15 giugno 1556.
Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia. 4 luglio 1556.
Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia. 19 agosto 1556.
Nicola Sartonio, luterano, bruciato vivo. 13 maggio 1557.
Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e Madonna Caterina, impiccati e bruciati per
omosessualità. 22 dicembre 1557.
Fra Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia. 25 marzo 1558.
Gisberto di Milanuccio, eretico, bruciato vivo. 15 giugno 1558.
Francesco Cartone, eretico, bruciato vivo. 3 agosto 1558.
14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna. 1559.
15 protestanti bruciati vivi a Valladolid in Spagna. 1559.
Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità. 8 febbraio 1559.
Antonio di Colella arso vivo per eresia. 8 febbraio 1559.
Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per eresia. 8 febbraio 1559.
13 eretici più un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi vivi. 17 febbraio 1559.
Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia. 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo. 24 agosto 1559.
Scipione Retio, eretico, ucciso nelle carceri della Santa Inquisizione. 1559.

Pio IV

Pio IV accrebbe le  competenze del il Santo Uffizio ; il suo compito divenne quello di esaminare tutte le insorgenze d'eresie e la sua autorità superiore ad ogni altra era finalizzata al fatto che nessun caso sfuggisse al suo controllo. 

I monaci dell'Abbazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a bruciare vivi a fuoco lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli. Dicembre 1559.
Carneficina di Valdesi in Calabria per opera di bande di delinquenti assoldate da Santa Madre Chiesa (uomini, donne, vecchi e bambini atrocemente torturati prime di essere uccisi su diretto ordine del Papa). Dicembre 1559.
"A Santo-Xisto, alla Guardia, a Montalto e a Sant'Agata si fecero cose inaudite: gente sgozzata, squartata, bruciata e orrendamente mutilata. Pezzi di resti umani furono appesi alle porte delle case come esempio alle genti. Quelli che fuggirono sulle montagne furono assediati fino a che morirono di fame. Molte donne e fanciulli furono ridotti in schiavitù". I559. (Da "La Santa Inquisizione" di Maurizio Marchetti,  Ed. La Fiaccola).
4000 valdesi massacrati su ordine di Santa Madre Chiesa. 1560.
Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola, Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perché sorpresi a svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato. 1560.
Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista. 18 febbraio 1560.
Mermetto Savoiardo, eretico, arso vivo. 13 agosto 1560.
Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo. 13 agosto 1560.
Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato. 8 settembre 1560.
Gian Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia. 15 settembre 1560.
Stefano Negrone, eretico, lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione. 15 settembre 1560.
Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato. 25 settembre 1560.
Bernardino Conte, bruciato vivo per eresia. 1560.
300 persone a Oppenau, 63 donne a Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Germania, bruciate vive per stregoneria. 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo. 10 giugno 1562.
Cornelio di Olanda, eretico, impiccato e bruciato. 23 gennaio 1563.
Franceso Cipriotto, impiccato e bruciato per eresia. 4 settembre 1564.
Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo avergli strappato la lingua.
Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.

Pio V (elevato dalla Chiesa agli onori degli altari).

Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe.
Muzio della Torella, eretico, giustiziato. 1 marzo 1566.
Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo. 6 marzo 1566.
Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia. 3 luglio 1566.
Curzio di Cave, francescano, decapitato per eresia. 9 luglio 1566.
17.000 (diciassettemila) protestanti massacrati nelle Fiandre da cattolici spagnoli.
Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano. 27 gennaio 1567.
Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma. 1 febbraio 1567.
Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia.. 25 febbraio 1567.
Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia. 30 settembre 1567.
Giulio Maresco, decapitato e arso per eresia. 30 settembre 1567.
Paolo e Matteo murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
Ottaviano Fioravanti, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567. .
Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo. 30 settembre 1567.
Geronimo del Puzo, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell'Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su ordine di Carlo Borromeo (santo), vescovo di Milano, dopo lunghe ore di torture, per eresia. 2 agosto 1570.
Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia. 1 ottobre 1567.
Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1668.
Matteo d'Ippolito, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Francesco Stanga, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Donato Matteo Minoli, lasciato morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi. 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, eretico, impiccato. 6 dicembre 1568.
Pietro Gelosi, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568
Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568.
Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo. 28 febbraio 1568.
Borghesi Filippo, decapitato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Camillo Ragnolo, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Fra Cellario Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Bartolomeo Bartoccio, bruciato vivo per eresia. 25 maggio 1569.
Guido Zanetti, murato vivo per eresia. 27 maggio 1569.
Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato. 11 febbraio 1570.
Gian Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia. 25 febbraio 1570.
Nicolò Franco, impiccato per aver deriso il papa con degli scritti. Impiccato. 11 marzo 1570.
Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato. 13 maggio 1570.
Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espresso desiderio di Papa Pio V (santo). 3 luglio1570.
Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo. 4 novembre 1570.
Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pietro Paolo di Maranzano, giustiziati per eresia. 6 ottobre 1571.
Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari pontifici perché eretico. 5 gennaio 1572.
Madonna Dianora di Montpellier, eretica, impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
Madonna Pellegrina di Valenza, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1972.
Madonna Girolama Guanziana, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572
Madonna Isabella di Montpellier, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
Domenico della Xenia, eretico impiccato e bruciato. 9 febbraio 1572.
Teofilo Penarelli, eretico impiccato e bruciato. 22 febbraio 1572.
Alessandro di Giulio, eretico impiccato e bruciato.

Gregorio XIII

Alessandro di Giulio, impiccato e bruciato per eresia. 15 marzo 1572.
Giovanni di Giovan Battista, impiccato e bruciato perché eretico. 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia. 19 luglio 1572.
10.000 (diecimila) eretici massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo). 24 agosto 1572.
500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj Draskovic. 1573.
Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato.
Giovanni Francesco Ghisleri, strangolato nelle carceri dell'Inquisizione. 25 ottobre del 1574.
Alessandro di Giacomo, arso vivo. 19 novembre 1574.
Benedetto Thomaria, eretico bruciato vivo. 12 Maggio 1574.
Don Antonio Nolfo, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
Giovanni Battista di Tigoni, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
Baldassarre di Nicolò, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Antonio Valies de la Malta, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Francesco di Giovanni Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Bernardino di Alfar, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Alfonso di Poglis, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Marco di Giovanni Pinto, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Girolamo di Giovanni da Toledo, eretico impiccato e bruciato 13 agosto 1578.
Gasparre di Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Fra Clemente Sapone, eretico impiccato e bruciato. 29 novembre 1578.
Pompeo Loiani, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
Cosimo Tranconi, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
222 (duecentoventidue) ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione. 1558.
Salomone, ebreo impiccato per aver rifiutato il battesimo. 13 marzo 1580.
Un inglese bruciato vivo per aver offeso un prete. 2 agosto 1581.
Diego Lopez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Domenico Danzarelli, impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1583.
Prospero di Barberia, eretico impiccato e bruciato. 18 febbraio 1583.
Gabriello Henriquez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Borro d'Arezzo, bruciato vivo per eresia. 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico arso vivo. 10 luglio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor di Nona per eresia. 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, si ignora la sua fine. 16 giugno
1584.
<<La Signora di Bellegard>>, arrestata per eresia, si ignora la sua fine. ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato. 22 marzo 1585.
I fratelli Missori decapitati per aver espresso il diritto alla libertà di stampa. Le loro teste furono lasciate in esposizione al pubblico. 22 marzo 1585.
(Il corpo di Gregorio XIII, di questo carnefice, viene onorato e riverito dai cattolici nella sua monumentale tomba in S. Pietro a Roma).

Papa Sisto V

Con la “Costituzione  Immensa” (22 gennaio 1588) Sisto V diede al Santo Uffizio il primo posto fra le Congregazioni Romane.

Questo Papa fece impiccare uno spagnolo per aver ucciso con una bastonata un soldato svizzero che lo aveva ferito con l'alabarda.
Respinta la richiesta di sostituire la forca con la mannaia, Sisto V assisteva gioiosamente alle esecuzioni facendosi portare da mangiare perché "questi atti di giustizia gli accrescevano l'appetito". Dopo l'esecuzione di una sentenza disse: << Dio sia benedetto per il grande appetito con cui ho mangiato>>.
Pietro Benato, arso vivo per eresia. 26 aprile 85.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e  bruciati vivi per eresia. 5 agosto 1587.
Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia. 9 dicembre 1589.
Valerio Marliano, eretico impiccato e bruciato. 16 febbraio 1590.
Don Domenico Bravo, decapitato per eresia. 30 marzo 1590.
Fra Lorenzo dell'Aglio, impiccato e bruciato. 13 aprile 1590.

Gregorio XIV

Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati. 6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro d'Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati. Giugno 1590.
Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l'Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione, si ignora la loro fine... . 1590.
( Tutto questo in un solo anno di Santo Pontificato!).

Clemente VIII

Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600.
Quattro donne e un vecchio bruciate vive per eresia. 16 febbraio 1600.
Francesco Gambonelli, eretico arso vivo. 17 febbraio 1594.
Marcantonio Valena e un altro luterano, arsi vivi. Agosto 1594.
Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato. 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato e bruciato. 1596.
Achille della Regina, se ne ignora la fine. Giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Damiano di Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Baldo di Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 1957.
De Magistri Giovanni Angelo, eretico impiccato e bruciato.1597.
Don Ottavio Scipione, eretico, decapitato e bruciato. 1597.
Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici bruciati vivi. 16 settembre 1599.
Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta decapitati per eresia. 9 novembre 1599.
Maurizio Rinaldi, eretico bruciato vivo. 23 febbraio 1600.
Francesco Moreno, eretico impiccato e bruciato. 9 giugno 1600.
Nunzio Servandio, ebreo impiccato. 25 giugno 1600.
Bartolomeo Coppino, luterano arso vivo. 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo eretici decapitati e bruciati. 10 maggio 1601.

Papa Paolo V

Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato. 1607.
Giuseppe Teodoro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Felice d'Ottavio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Rossi Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Antonio di Jacopo, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fortunato Aniello, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Vincenti Pietro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Umberto Marcantonio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fra Manfredi Fulgenzio, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Lucarelli Battista, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Emilio di Valerio, ebreo, impiccato e bruciato. 1610.
Don Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all'ebraismo, impiccato. 1611.
Giovanni Milo, luterano impiccato. Marzo 1611.
Giovanni Mancini, per aver celebrato la messa da spretato impiccato e bruciato. 22 ottobre 1611
Jacopo de Elia, ebreo impiccato e bruciato. 22 gennaio 1616.
Francesco Maria Sagni, eretico impiccato e bruciato. 1 luglio 1616.
Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria. 1617.
Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l'esistenza di Dio. 17 febbraio 1618.
Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina. 1620.
(La Chiesa, rimasta nella convinzione che in Valtellina ci siano ancora tendenze religiose eretico-pagane, mantiene tutt'oggi la regione sotto controllo tramite la "Missione Rezia", affidata ai cappuccini, dipendenti direttamente da "Propaganda Fide") ... 

Urbano VIII

Galileo Galilei, minacciato di torture e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver messo in discussione il sistema astronomico aristotelico-tolemaico. 1633.
Ferrari Ambrogio, eretico impiccato. 1624.
Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita. 1627. (nei mesi che seguirono, tutti coloro che passarono per quel carcere, morirono di peste).
Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato. 1634.
Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale. 1635.
Fra Diego Giavaloni, eretico impiccato e bruciato. 1635.
Alverez Ferdinando, bruciato vivo per essersi convertito all'ebraismo. 19 marzo 140.
Policarpo Angelo, impiccato e bruciato per aver celebrato la messa da spretato. 19 maggio 1642.
Ferrante Pallavicino, eretico impiccato e bruciato. 1644.
Fra Camillo d'Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio, Domenico da Sterlignano, giustiziati per eresia. 1644.

Papa Innocenzo X

Brugnarello Giuseppe e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche. 1652. ( Se questo Papa applicò in prevalenza condanne di carceri a vita ciò dipese dal fatto che in quegli anni ricorreva l'Anno Santo).

Papa Alessandro II

Fello Giovanni, sacerdote, decapitato per eresia. 1657.
1.712 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine. 1655.

Papa Innocenzo XI (santificato)

20 ebrei condannati al rogo. 1680.
Vincenzo Scatolari, per aver esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa. Decapitato. 2 agosto 1685.
2.000 (duemila) valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine per ordine diretto del Papa. Maggio 1686.
24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in Slovacchia. 1687.

Papa Innocenzo XII

Martino Alessandro, morto in carcere per tortura. 3 maggio 1690.
37 ebrei bruciati vivi. 1691. 
Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perché seguaci del Quietismo di Molinos. 26 marzo 1695.

Clemente XI

Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato. 4 agosto 1708.
Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuta da una guardia papalina. 28 luglio 1711.
Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa. 3 febbraio 1720.

Clemente XII

Questo Papa, ripristinando la "mazzolatura" (rottura delle ossa a colpi di bastone), si dimostrò uno dei più cinici sostenitori dell'arte della tortura.
Pietro Giarinone, filosofo e storico, morì sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana. 24 marzo 1736.
Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa. 23 febbraio 1737.
Le numerose vittime di questo Papa sono rimaste sconosciute perché egli preferiva più uccidere sotto tortura nella carceri dell'Inquisizione che giustiziarle nelle pubbliche piazze.

Clemente XIII

Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria. 2 agosto 1740.
Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l'Eucaristia da spretato. 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato. 25 settembre. 1765. (Carlo Sala è l'ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia).
I massacri, non più di carattere religioso, continuarono contro i cospiratori politici, i giornalisti e tutti quei progressisti che intendevano rovesciare l'immoralità dell'oscurantismo religioso attraverso una rivoluzione armata.
Le atrocità furono come nel passato. Tagli di teste, torture con mazzolature, impiccagioni e sevizie che spesso portavano allo squartamento degli accusati.
Pur di mantenere il terrore venivano puniti di morte anche i delitti meno gravi come i semplici furti.

Pio VI

Nei suoi quattro anni di pontificato ci furono soltanto cinque esecuzioni capitali per reati comuni, anche se la sua lotta si intensificò aspramente contro gli ebrei che furono costretti, tra le tante umiliazioni e minacce che subirono, a indossare vestiti di colore giallo perché fossero pubblicamente oltraggiati.

Pio VII

Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica. 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perché patriota rivoluzionario. 29 gennaio 1800.
Giovanni Battista Genovesi, patriota squartato e bruciato. La sua testa fu esposta al pubblico. 7 febbraio 1800.
Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico. 9 febbraio 1801.
Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa. 11 dicembre 1805.
Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese. 22 aprile 1806.
Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese.
161 furono le esecuzioni capitali per reati comuni nei 15 anni del pontificato di questo vice Dio in terra che prese il mite e devoto nome di Pio.

Leone XII

Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa. 23 novembre 1825.
Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina. 23 novembre 1825.
Luigi Zanoli, decapitato per aver ucciso uno sbirro papalino. 13 maggio 1828.
Angelo Ortolani, impiccato per aver ucciso guardia papalina. 13 maggio 1828.
Gaetano Montanari, squartato per tentato omicidio dell'emissario papalino Rivolta. 1828
Gaetano Rambelli, impiccato per aver ferito emissario papalino. 1828.
Le esecuzioni capitali, oltre queste sopra elencate, furono 29 e sempre per reati comuni.

Pio VIII

In un anno di Pontificato eseguì 13 condanne capitali per reati comuni.

Gregorio XVI

Impose divieto assoluto ad ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Dietro le minacce più gravi obbligò gli ebrei di non esercitare nessuna attività fuori del Ghetto.
Giuseppe Balzani, decapitato per offese la Papa. 14 maggio 1833.
Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sacri. 21 luglio 1840.
Pietro Rossi, decapitato per piccolo furto. 9 gennaio 1844.
Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto. 19 gennaio 1844.
Giovanni Battista Rossi, decapitato per piccolo furto. 3 agosto 1944.
Oltre a queste ci furono sotto il pontificato di questo Santo Padre altre 110 condanne a morte per reati comuni.

Pio IX (santificato da Giovanni Paolo II e chiamato metro cubo di merda da Garibaldi)

Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai Garibaldini l'Arciprete di Anagni. 10 settembre 1851.
Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati per aver ucciso tre preti.
24 gennaio 1854.
Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli.

            Per comprendere l'abominio criminale di questo Papa (naturalmente santo), basta dire che quando i patrioti dell'unificazione italiana entrarono nelle carceri pontificie per liberare alcune decine di prigionieri che vi marcivano  incatenati da così lungo tempo da aver perso la vista e l'uso delle gambe, trovarono in quei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in decomposizione in un misto di tonache di frati e di monache, di vestiti civili di uomini e di donne, divise militari e scarpe come quando furono liberati i campi di sterminio nazisti. Vi furono trovati anche giocattoli di bambini morti insieme ai loro genitori.

***

            Cambiato il nome alla Santa Inquisizione con quello della Santa Penitenzieria in seguito all'occupazione di Roma da parte dell'esercito italiano, per tutto il XIX secolo, anche se in forma non cruenta, Santa Madre Chiesa, facendosi politicamente forte per l'autorità spirituale che gli veniva dalla massa credula e ottusa [sante parole! n.d.r] che gli era rimasta fedele (cosa che purtroppo ancora esiste tutt'oggi) continuò comunque a imporre la sua autorità religiosa su quella politica ricorrendo ancora all'abiura e alla scomunica con conseguenti rivalse e castighi temporali che usa tuttora e che ben conosciamo.
           
La S. Penitenzieria, seguendo le stesse leggi dell'Inquisizione, costringeva l'eretico a una seconda abiura confermante la prima per accertarsi che non fosse relapso, cioè ricaduto nell'errore.
            La differenza nella punizione che c'era tra relapso e pentito consisteva nel fatto che il primo veniva bruciato vivo mentre il secondo dopo essere stato giustiziato.
            Se il giuramento di fedeltà al Governo fosse stato prestato soltanto un secolo prima, ora avremmo Luigi Cascioli tra gli eretici giustiziati e bruciati.
            La Chiesa, che ha sempre negato le esecuzioni dell'Inquisizione, non potendo più tenerle nascoste dopo che alcuni laici riuscirono a consultare gli archivi segreti del Vaticano, ha cercato di scaricare ogni responsabilità ai tribunali civili. Portando come giustificazione il fatto che la morale cristiana non avrebbe mai potuto compiere ciò di cui era accusata perché è stata sempre contro le condanne a morte, la Chiesa di Cristo non ha fatto che dimostrare ancora una volta quanto le sia congenita la spudoratezza di sostenere il falso.
"Chiedo perdono per ciò che i nostri predecessori hanno fatto, tenendo però presente che una parte della responsabilità va anche sulle loro vittime che li costrinsero a comportarsi in quella maniera " ...e bravo Wojtyla!
Comunque il numero delle vittime di cui si conoscono i nomi non è che una minima parte di quanti furono realmente massacrati. Il numero poi di coloro che furono condannati al carcere con confisca dei beni è talmente alto da raggiungere, secondo gli storici, cifre a sette zeri.
            Ma senza ricorrere alle documentazioni, basta calcolare la ricchezza accumulata dal Vaticano attraverso i beni confiscati alle sue vittime, per renderci conto del numero dei suoi omicidi, stragi e genocidi.
            Soltanto le vittime generate da quella che fu chiamata l'Evangelizzazione dei popoli dell'America del sud, in seguito alle scoperte di Cristoforo Colombo, si calcola che tra giustiziati e resi schiavi superino i 50.000.000.
            La cristianissima regina Isabella sostenitrice di tanta immoralità, ben presto Santa, potrà sedere felice e contenta insieme a tutti questi altri santi che abbiamo conosciuto in queste pagine. Questi Papi dai nomi più virtuosi come Innocenzi, Clementi, Pii, Benedetti e Urbani che si sarebbero dovuti chiamare invece Macellai, Criminali, Squartatori, Banditi, Delinquenti e Bastardi...

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http://governolo.interfree.it/sabbase/icatari1.htm

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            Voglio riportare alcune cronache del XIII secolo per mostrare quanto nella mentalità di quel tempo l’idea di tortura, carcere, condanna a morte tramite supplizio di un condannato, fosse legata, appunto, al modo di far intendere ai sudditi, i concetti di autorità, potenza, terrore, ubbidienza.  Seguiamo le cronache per farci un’idea della crudeltà del tempo, non dissimile dai recenti campi di concentramento.

"Nel mese di luglio dell’anno 1252 a Padova, per far piacere ad Ezzelino, furono escogitati diversi generi di tormenti in modo da aggiungere dolore al dolore. I poveretti, dopo lungo carcere, se non morivano, erano portati nella piazza della città e lì crudelmente detroncati. I figli dei nobili e dei magnati venivano prima accecati e poi messi in carcere, indi venivano loro tagliati i genitali".

"Nel carcere di Cittadella di Padova le pene erano intollerabili, e furono raccontate da chi miracolosamente scampò. Quivi pianti e stridor di denti, quivi dolore e ululati, qui continue tenebre, vermi, fetore e angustie, sete e fame, freddo, gemiti e sospiri inauditi; alcuni morivano di fame e altri di sete, altri ancora mangiavano parti del corpo essiccato del familiare o dell’amico".

"A Verona, nel 1253, fu fatta in un sol giorno una orribile strage. Furono uccisi nella piazza parecchi nobili, alcuni corpi furono trainati per la città e crudelmente squartati, altri corpi furono trasportati a Padova e in piazza furono tagliati a pezzi e poi bruciati. Sempre nello stesso anno a Verona molti prigionieri furono decapitati, altri lacerati, trascinati per terra, altri bruciati, accecati, castrati. Anche a Padova il 17 settembre 1253 molti milites, borghesi e popolani furono crudelmente lacerati con la frusta, fatti a pezzi e poi bruciati".

"Nel 1255 per molte contrade di Padova molti fanciulli furono accecati e dopo quindici giorni vennero castrati in carcere e furono in numero di trentacinque".

La dottrina catara intendeva il dolore come sofferenza, martirio, violenza contro la vita fisica, era ciò che dava valore e significato alla morte, il dolore era mezzo di redenzione, strumento di salvezza, "lo scopo della vita doveva essere la continua preparazione alla morte, che non era temuta nè odiata dal cataro, ma ardentemente desiderata, come il termine del doloroso pellegrinaggio". Improvvisamente, sorse un altro movimento religioso, che trovava nel darsi dolore un senso di espiazione e quindi di purezza, i Flagellanti.

"Il 30 novembre 1260, Asquino, decano di Aquileia, venne a Cividale ( del Friuli) con dei penitenti nudi che si sferzavano, e gli abitanti, circa 500, cominciarono pure a verberarsi, e così fu per tutto il Friuli, nei castelli, nei paesi e fu fatto per venti giorni. L’inizio della flagellazione ha avuto inizio a Perugia. E tanto di giorno quanto di notte, sia dentro le chiese che fuori, velati il capo e la persona per non essere riconosciuti, scoperti il dorso e le spalle fino alla cintola, si flagellavano a sangue, gemendo, e avanzavano pregando il Signore. Le donne sposate si riunivano nelle chiese, la sera, e facevano lo stesso, e alcune si flagellavano di nascosto in casa propria". Dall'esterno si udivano ululati. Sarebbe interessante capire dalla scienza psichiatrica questo fenomeno di pazzia collettiva e contagiosa che percorse l’Italia del nord.

            Presento ora alcuni documenti relativi alla tortura inflitta dall’Inquisizione nelle carceri, agli eretici catturati. Si trattava di un manuale ad uso degli Inquisitori, che potevano scegliere vari tipi di tortura per il condannato, e poiché alla seduta assisteva un segretario, aveva già la traccia per fare il verbale:

"Modo di battere con la bacchetta i fanciulli, che però trapassino il nono anno della loro età."

"Allora i Signori, visto ecc., per ottenere la verità dal Costituto, non potendosi da lui aver in altro modo e d’altronde non essendo assolutamente in grado il Costituto, per la sua giovane età, di sopportare il torcimento di membra, decretarono che fosse battuto con la bacchetta... Pertanto ordinarono che il Costituto fosse condotto nel luogo dei tormenti, lì fosse spogliato e gli fossero legate le mani alla corda davanti al viso, per essere colpito con la bacchetta. Vi fu condotto e spogliato.. fu più volte benevolmente ammonito dai Signori a dire la verità... Allora i Signori, poiché il Costituto persisteva nella sua ostinazione, ordinarono che fosse picchiato con la bacchetta dall’inserviente. Essendo colpito, incominciò a gridare:" Ohimè" ecc. Interrogato ecc., rispose ecc. E più volte ammonito ecc., rispose ecc. Allora i Signori, poiché il Costituto, dopo tante e tante battute, non voleva dir nulla e poiché non si poteva ottenere da lui niente altro, ordinarono che fosse sciolto, rivestito e condotto alla sua cella, dopo che era stato così, nel tormento, per la durata di ecc."

" Modo di dare il tormento del fuoco"

"Allora i Signori, visto ecc., poiché il Costituto non poteva essere sottoposto al tormento della fune, per il fatto che chiaramente era privo di un braccio, o aveva un braccio rotto ecc., decretarono che fosse sottoposto al tormento del fuoco; facendo istanza in tal senso ecc.

E pertanto ordinarono che lì il Costituto fosse condotto al luogo dei tormenti e sottoposto alla tortura del fuoco e da esso tormentato.

Condotto dunque alla tortura del fuoco, più volte fu ammonito dai Signori, con benignità, di dire liberamente la verità: senza aspettare di essere afflitto da quel tormento già detto! Rispose ecc. Allora i Signori, vedendo che quello non voleva dire la verità, ordinarono che fosse sottoposto al tormento del fuoco. Allora, sottoposto al tormento, egli, con i piedi nudi spalmati di lardo di maiale e tenuti fermi in ceppi vicino a un bel fuocherello ardente, dopo esserci stato per lo spazio di tempo ecc., all’inizio restò zitto sotto quella tortura, poi cominciò a gridare ad alta voce: "Ohimè" ecc. E vedendo che sentiva un gran male, i Signori ordinarono che fosse messa una tavola davanti ai piedi del Costituto, con l’intenzione ecc. La tavola fu messa. Il Costituto fu interrogato dai Signori. Chiestogli di dire la verità circa ecc., rispose ecc. La tavola fu tolta. Il Costituto allora incominciò a gridare a gran voce dicendo ecc. Allora i Signori ordinarono che fosse di nuovo messa la tavola davanti ai piedi, con l’intenzione però ecc. Allora i Signori vedendo che persisteva nella negativa e non voleva dire altro, ordinarono che fosse tolto da quel tormento e ricondotto alla sua cella, dopo che era stato sottoposto a tortura".

"Modo di dare il tormento della stanghetta"

"...E pertanto i Signori ordinarono che fosse condotto al luogo della tortura.. e fatto prostrare a terra, gli si denudò il tallone del piede destro e lo si strinse tra due tasselli di ferro concavi. Quando l’inserviente li compresse con la stanghetta, il Costituto cominciò a gridare ecc.... Interrogato se abbia bestemmiato ecc.. E poi, non confessando il reo, si terminerà l’esamina in questo modo: E dopo essere stato sotto questo tormento per la durata di ecc., i Signori ordinarono che il Costituto fosse liberato e rimandato alla sua cella."

 

 

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