FISICA/MENTE

Sostiene Bertagna ...

 Roberto Renzetti

... a proposito dell'eliminazione dell'evoluzionismo dai programmi della Scuola Primaria.

 

ROMA - "Non sono un esperto di materie scientifiche, quindi non sono l'autore dei programmi di Scienze della scuola secondaria di primo grado. Ma condivido le scelte di fondo che hanno elaborato gli esperti".

   Il professor Giuseppe Bertagna, docente di Scienza della Formazione all'Università di Bergamo, coordinatore del team che lavora alla riforma della scuola, risponde alle critiche sulla cancellazione delle teorie sull'evoluzione umana dai programmi delle ex medie inferiori.

   Perché è d'accordo?

   "Per la prima volta nel nostro Paese possiamo distendere le conoscenze che servono  a tutti i cittadini in dodici anni, anziché nei nove attuali, e questo sia nei licei che nelle scuole.Questo ci permette di preparare i giovani ad affrontare le teorie evolutive in modo serio, critico, perché sono argomenti impegnativi".

   Quindi tutto rinviato alle superiori?  

   "Il principio è che se io devo cimentarmi in complesse equazioni matematiche ho bisogno prima di sensate esperienze, perché la scienza ha come fondamento proprio l'esperienza. Così è più sensato che nel primo ciclo d'istruzione bisogna riflettere sulle esperienze che i ragazzi hanno del mondo biologico, geologico, per tirar fuori teorie e leggi empiriche. Per i primi otto anni è necessario riflettere sull'esperienza, perché la scienza non è immaginazione, ma verifica delle teorie. E solo dopo i primi otto anni è possibile affrontare in modo adeguato le teorie sull'evoluzione della specie umana, solo allora i giovani sono in grado di apprendere con una complessità e comparazione diverse".

  Come preparare i ragazzi?

  "Non bisogna trascurare gli aspetti narrativi. Fino al terzo anno della scuola primaria è importante dare spazio al mito, ai racconti delle origini, come un romanzo che contiene molta saggezza. Ad esempio, i bambini si appassionano ai cartoni animati che raffigurano gli uomini mentre combattono con i dinosauri. Nella realtà questo non è mai accaduto, perché i dinosauri sono scomparsi dalla faccia della Terra molto prima del primo uomo. Solo dal quarto anno in poi possono imparare che esiste la verifica empirica delle teorie. Una volta acquisiti patrimoni concettuali più ampi, quindi nel secondo ciclo d'istruzione, lo studente sarà in grado di apprendere e valutare le differenze tra le varie teorie evoluzioniste".

Eppure nei nuovi programmi delle  medie  inferiori si parla di "malattie che si trasmettono per via sessuale" e di "effetti di psicofarmaci, sostanze stupefacenti ed eccitanti sul sistema nervoso". Non sarebbe meglio aspettare che lo studente abbia strumenti adeguati?

 "In questo caso c'è la competenza del docente. Non dovrà fare un discorso teorico sulle droghe, e se fossi io l'insegnante partirei dalle esperienze. Prenderei un giornale, ad esempio citando il caso dei quattro ragazzi morti

nei giorni scorsi dopo essere stati in discoteca, e discuterei con i ragazzi di quello. Il compito del docente è di far riflettere lo studente, senza però creare bisogni o problemi".

  (mario reggio, Repubblica del 23 aprile 2004)


 

Osserva Renzetti ...

 

     Il professor Bertagna è un pedagogo. Uno di quelli che hanno oggi il potere nella scuola italiana. Uno di quelli che lavorano per la destrutturazione di essa per fini narcisistici ed obiettivi o non compresi o catalogabili nelle meschinità e fissazioni personali (ma anche il Maragliano, che era musa di Berlinguer, collabora a questo fine). Bertagna è anche un cattolico ma qui non vi sono appunti da fare. Bertagna è anche un integralista, conservatore e certamente questo è gravissimo. Bertagna fa parte dello staff della Moratti che lavora sulla Riforma della Scuola (anche Muccioli interviene con consigli adeguati).

      Ma passo ora ad osservare ...

      Dice Bertagna che non è esperto di materie scientifiche. E come tutti coloro che non conoscono, parlano a vanvera cialtronando in libertà.

      Inizia con il rimandare le teorie di Darwin alla Scuola Secondaria si Secondo grado. Ma perché ? e qui viene fuori tutto lo sciocchezzaio dei ciarlatani. Perché i bimbetti vogliono cartoni animati e favole (Maragliano avrebbe detto: videogiochi). E l'evoluzione non si presta a questo. Ma poi il nostro aggiunge che per cimentarsi con equazioni matematiche occorre prima fare esperienze. Ma cosa dice??? Dove, come e quando? Chi glielo ha detto? Cioè, secondo Bertagna non si fa matematica se non si sono fatte esperienze. Ma ci faccia il piacere! Ma poi egli sottintende anche una sorta di metodo che sarbbe della scienza: la scienza, dice, ha come fondamento l'esperienza. No, no, Bertagna! Lei parla di Aristotele, di empirismo. La scienza ha come fondamento la lettura non ingenua della realtà che vuol dire, per esempio, che occorre una teoria, un pregiudizio per avvicinarsi a delle esperienze. La scienza è esattamente il contrario di ciò che dice, signor Bertagna, è immaginazione! E per avere immaginazione e pregiudizi occorre essersi mossi in territori aperti al libero scambio di idee.

    Questa chiusura verso Darwin nasce perché occorre non disturbare la religione cattolica che, nel frattempo, fa strame di intelligenze. Oppure la metafisica è più semplice dell'evoluzione? Oppure i misteri sono più comprensibili di semplici racconti puliti che, eventualmente, si possono riprendere più avanti. Si perché, per capire l'evoluzione, non occorre passare per quelle equazioni che diceva. Anzi direi proprio che il racconto evolutivo è il più affascinante che si possa proporre a degli adolescenti. Ma poi, professore, quelli che nel secondo ciclo andranno per scuole professionali? cosa sarà di loro? Quando vedranno un pesce che si trascina fuori dall'acqua ed inizia a mettere zampe, a respirare fuor d'acqua, ... cosa penseranno? fantascienza?

    Professore non è che lei è in malafede ? non si scusi più di tanto: chi lavora per il governo Berlusconi non può non dire bugie.

    Ma andiamo oltre. Cosa è per lei il racconto delle origini, senza Darwin? Non è che addirittura si contraddice dentro una intervista breve?

    Naturalmente il docente non sa di cosa parla ma lo deve sapere quando si parla di droghe. E lei dice che occorre farlo partendo dalle esperienze... Qui mi spaventa professore perché se lei fosse conseguente non dovrebbe riferirsi ad esperienze di seconda mano e narrative ... Insomma, dica la verità, quei 4 poveri ragazzi sono morti perché peccavano, o no?

    La sua ministra, professore, dice esattamente ciò che dice lei. Certo non arriva a dire che gli ismi non vanno come ha fatto lei qualche tempo fa in una lettera a Repubblica, continuando con la solita solfa di tutti che non capiscono e che mentono. La ministra dice che tutti mentono e basta. Non ha la sua competenza sugli ismi. Anche se i cattolicismi ed i mucciolismi potrebbero avere molte affinità.

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