FISICA/MENTE

 

Se Darwin fa paura alla Moratti

Donatella Tramontano *

21/04/2004

 

 

«Parmi d’aver per lunghe esperienze osservato, tale essere la condizione umana intorno alle cose intellettuali, che quanto altri meno ne intende e ne sa, tanto più risolutamente voglia discorrerne; e che, all’incontro, la moltitudine delle cose conosciute ed intese renda più lento ed irresoluto al sentenziare circa qualche novità » da Galileo, Il saggiatore, 1623.

 

 

Quando ho appreso, colpevolmente in ritardo, la notizia sono rimasta assolutamente stupefatta e non volevo crederci. Non pensavo che si potesse giungere a tanto e ancora di più ho sentito il peso della responsabilità che  grava su chi non agisce, non si alza a difendere le idee in cui crede. Darwin fuori dalla scuola! La questione è di quelle serie, di quelle che dovrebbero occupare la prima pagina di tutti i giornali che avrebbe dovuto vedere il mondo della scienza italiana e non solo quello, balzare come un sol uomo ed opporsi, opporsi, opporsi ed ancora opporsi. E invece, purtroppo, tutto sta passando, di fatto, sotto silenzio. Con la circolare n. 29 del 5/3/04, il ministro Letizia Moratti ha dato le «Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola secondaria di primo grado» dai quali scompare ogni cenno alla teoria dell’evoluzione di Darwin. Non è stata una svista, né una dimenticanza. Darwin fino alle medie non si studierà. Per capire le teorie dell''evoluzione sarà necessario aspettare le superiori.  In compenso, grazie  a due decreti recentemente approvati dal Consiglio dei Ministri sulla base dell´accordo del 23 ottobre del 2003 tra il Ministro dell´Istruzione e la Conferenza Episcopale Italiana, a spiegare l''origine dell''uomo resta solo la nuova ora di religione dai cui programmi spira forte il vento "creazionista". Nato in America  ufficialmente ai primi del 1900 per contrastare la "destabilizzante" Teoria di Darwin, il "creazionismo",  sostiene  la credenza assoluta nell''interpretazione letterale del racconto biblico delle origini secondo cui il mondo sarebbe stato creato da Dio così com''è, in sei giorni, circa seimila anni fa; di conseguenza, rifiuta e nega tutti i modelli scientifici di evoluzione, sia per l''Universo, sia per gli esseri viventi e l''uomo. Charles D Lewontin, professore ad Harward e profondo conoscitore della teoria dell’evoluzione così definisce i creazionisti : "I fondamentalisti della Bibbia, per lo più modesti agricoltori e piccoli proprietari del Mid-West, percepiscono il razionalismo scientifico come un’aggressione alle loro convinzioni religiose. Si sentono in lotta contro le teste d’uovo della Costa Est, contro i potenti del governo federale, che cercano di schiacciare i piccoli. Per strano che questo possa apparire a un europeo, l’America è anche fatta di queste comunità religiose populiste e integraliste".  Il creazionismo, quindi, è figlio di un fondamentalismo cristiano e  di una tradizione culturale che ci sono del tutto estranei. Per anni, i creazionisti hanno cercato di affermare il diritto a contrastare la scienza, ma sono stati sconfitti. Così, negli ultimi decenni, stanno tentando di sostituire il vecchio dogma creazionista con la moderna scienza della Creazione, che cerca di trovare evidenze oggettive a sostegno della verità biblica. Su un sito creazionista italiano si legge:"La Bibbia lo dice chiaramente. La Terra e'' al centro dell''Universo. Una massa di astronomi pigri e cialtroni ci ha imbrogliati per 4 secoli. Fortuna che esiste anche una "Association for Bobilical Astronomy". Per quanti sono coinvolti in questa polemica non è in gioco la  teoria scientifica, l''evoluzionismo in questo caso,  ma, piuttosto la Bibbia e i valori che riguardano la famiglia e l’ordine sociale. Un primo tentativo di eliminare le teorie evoluzionistiche dal sistema scolastico italiano era già avvenuto l’anno scorso  quando Alleanza nazionale ha  organizzato nelle scuole di Milano la settimana antievoluzionista culminata nel convegno:"Evoluzionismo: una favola per le scuole". Come ebbe modo di  spiegare l''ex parlamentare di An, Pietro Cerullo, «La teoria di Darwin è funzionale all''egemonia della sinistra. È nata quando in Europa dominava la cultura del positivismo che è l''anticamera del marxismo». Al di là della inconsistenza culturale di tali affermazioni, devo confessare che il maldestro tentativo della destra di accreditare un valore scientifico all’antievoluzionismo/creazionismo mi sembrò una immensa scempiaggine senza conseguenze. Sbagliavo. Dopo pochi mesi, l’Università la Sapienza di Roma, il più grande Ateneo italiano, ha dato asilo, nonostante l’opposizione di un nutrito gruppo di docenti, al  "Dimenticare Darwin"di Giuseppe Sermonti. E siamo ad oggi, dalla nostra scuola scompare l''evoluzionismo e si accredita la  tesi creazionista  che mette da parte l''intero impianto teorico- scientifico che nel tempo si è costituito a favore della teoria dell’evoluzione ed anche i contributi fondamentali dell’evoluzionismo alla biologia, alla medicina, alla genetica, all''epistemologia, alla geologia e in una parola a tutta la scienza contemporanea. Ancor più sorprendente ci appare tutto questo in considerazione del fatto che Giovanni Paolo II, in un discorso tenuto nel 1996 di fronte alla Pontificia Accademia delle Scienze, senza cercare un accordo forzato tra fede e idee evoluzionistiche, riconobbe il valore scientifico degli studi compiuti dai biologi in materia di evoluzione e l''evoluzionismo come molto più che una mera ipotesi. In due diverse intervista  il Prof. Nicola Cabibbo, fisco di fama internazionale e Presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze ha dichiarato che: "Oggi tra gli scienziati cattolici è chiarissimo che si può benissimo credere nell''evoluzionismo e nella Creazione (non nel creazionismo). Dire il contrario è come sostenere che la Terra è piatta o il Sole si muove perché così diceva la Bibbia".. "I creazionisti americani sono un po'' folli: vorrebbero che si insegni la creazione come un argomento scientifico in alternativa all''evoluzione” … "Oggi sappiamo che la storia dell''universo risale a miliardi di anni fa: la religione deve confrontarsi con questo. E mi sembra che la chiesa abbia fatto grandi passi in avanti. In un certo senso ha accolto in modo ufficiale le idee di Galilei, secondo cui «le scritture non dicono come sono fatti i cieli ma come si va in cielo". Malgrado, quindi, che la chiesa cattolica abbia accettato la realtà dell’evoluzione, la pericolosa idea di Darwin fa ancora paura e riesce a mettere in subbuglio l’anima dei ben pensanti anche nel terzo millennio. Se negli USA i creazionisti non sono riusciti a fare passare la loro tesi a livello federale, hanno trovato una forte opposizione del mondo scientifico e hanno dovuto costruirsi le loro scuole per insegnare le loro follie, in Italia  il Ministro Moratti, senza colpo ferire e nella totale assenza di opposizione, ha preparato una distribuzione capillare del creazionismo attraverso tutto il sistema dell’istruzione pubblica. 

Scacciare Darwin dalle nostre scuole significa fare un enorme salto indietro; un danno culturale e professionale per i nostri studenti le cui conseguenze peseranno per molto tempo sullo sviluppo culturale e scientifico della nostra società; significa renderci ridicoli e impresentabili in tutti gli istituti di ricerca del mondo. E non sembri tutto questo una   esagerazione!  Come sottolineava  il grande genetista Theodosius Dobzhanski “Nulla ha senso in biologia se non è visto sub specie evolutionis”.  E poi  come si conciliano queste scelte del Ministro Moratti con la stipula di accordi internazionali con Harward e con il MIT e con la volontà di aprire nuovi megagalattici Istituti di Ricerca?

Da quando esiste la scienza della vita, i grandi successi nelle conoscenze nel campo della bio-medicina, trovano una loro plausibile e “logica” spiegazione all’interno della teoria di Darwin e sempre nuovi  studi non fanno che confermarne la validità. Naturalmente, “... la teoria dell’evoluzione così come certe teorie cosmologiche,  come in fondo quasi tutte le teorie scientifiche non sarà mai verificabile in tutti i suoi singoli aspetti…Per il momento la teoria dell’evoluzione biologica è viva e vegeta e permette di prevedere e di spiegare sempre nuovi fenomeni” (Edoardo Boncinelli, Il Posto della Scienza, 2004). Essere qui a “difendere” l’evoluzionismo mi fa sentire addirittura a disagio,  mi pare anacronistico dal momento che  ho sempre considerato la Teoria di Darwin un bene acquisito, ormai parte integrante del nostro patrimonio culturale. Evidentemente non è così.  Eliminare la teoria dell’evoluzione è cancellare la memoria e il tempo. E’ cancellare il quadro di riferimento generale nel quale si riconosce una parte importante della storia del pensiero occidentale. Depennare  Darwin dal bagaglio di conoscenze di una studente italiano non è un problema di lana caprina, interno al mondo della scienza; né tanto meno un erudito dibattito tra esperti sul rapporto tra scienza e religione. E’ un problema politico. Infatti, è nelle “fondamenta condivise”  di un sistema formativo che  un paese  offre le sue peculiarità che si vorrebbero ispirate ai principi della  democrazia e della  tolleranza  come anche ad un pensiero logico razionale comunque fortemente argomentato. Sullo zoccolo duro di una comune educazione, erogata in modo non confessionale da uno stato laico e basata sul rispetto dell’altro e della sua libertà, possono crescere e svilupparsi varie fedi, varie idee e diversi modi di pensare. Ma se il compito di formare i nuovi cittadini è affidato esclusivamente alla/e confessione/i non ci potrà essere un patrimonio comune. Il multi-culturalismo si trasformerà rapidamente, in multibigottismo, anticamera del multifanatismo. Si alzeranno barriere ideologiche verso altre comunità religiose, verso coloro che  non la pensano allo stesso modo, verso coloro che sono in qualsiasi modo“diversi”. La paura partorirà  l’odio. Non possiamo permetterlo. La comunità scientifica ha l’obbligo morale ed intellettuale di contrastare tesi pseudo scientifiche a sostegno di visioni politiche oscurantiste e liberticide, quando questo non è avvenuto è stata sempre una immane tragedia.

 

*professore ordinario di Biologia applicata, Università del Sannio

 

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