FISICA/MENTE

 

LA MULTINAZIONALE PEDOFILA 10

CONTINUANO SUI BIMBI DI TUTTO IL MONDO !!!

FERMIAMOLI 

Di seguito riporto altri episodi relativi ai soli due ultimi anni che vedono coinvolti preti e gerarchie pedofile o omertose. Le notizie provengono tutte dal meritorio lavoro di un sito di credenti stimabilissimi e coraggiosissimi http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm# .

Non ci vuole troppo a capire la gravità delle cose che qui risultano (e si tratta solo di quelle poche di cui si viene a conoscenza a volte anche per il pudore delle piccole vittime e/o delle famiglie). La vicenda è vergognosamente estesa ai Paesi dove allignano le gerarchie di Roma. Da parte delle massime autorità non si fa nulla, anzi si copre il tutto.

Questa gente è quella che vorrebbe spiegarci la morale e l'etica. E' quella che sputa veleno contro PACS ed ogni altra organizzazione della vita civile. E' quella che fa finta di confondere omosessualità con pedofilia ed addirittura con incesto (il Presidente dei Vescovi italiani, tal Bagnasco).

Speriamo che qualcuno capisca con quali perversioni si ha a che fare e che li faccia smettere per sempre.


Di seguito riporto il file audio di "Sexcrime". La riproduzione del file audio parte automaticamente ed è possibile interromperla o riprenderla con gli appositi pulsanti



 


Prostituzione e pedofilia, otto anni a don Giacomoni

di

http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=254547&section=news/Forli&storico=giorno

FORLI’ - Otto anni di reclusione e una provvisionale di 140mila euro. E’ la condanna inflitta dal gip di Forlì, Rita Chierici, a don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote 82enne titolare dell’associazione ’’Arcobaleno’’ arrestato nell’ottobre del 2006 con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Assolta la 55enne Denise Sansoni, coordinatrice del consultorio familiare di Cesenatico. All’estero il rumeno Dan Joan Cilean, braccio destro di don Giacomoni.
Il 26enne di nazionalità rumena è accusato in concorso. Il rumeno aveva conosciuto alcuni anni fa don Giacomoni nella struttura ’’Arcobaleno’’ dove ci finì per reati contro il patrimonio. Difeso dall’avvocato Vincenzo Gallo, è ritenuto il braccio destro del sacerdote, con il capo d’imputazione di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La difesa aveva chiesto il proscioglimento da ogni capo d’accusa tramite il rito abbreviato. Ora però è irreperibile all’estero. Si andrà all’udienza preliminare.
Non è ancora stata decisa la posizione del ’’commendator’’ Giuseppe Farnedi, noto albergatore e ristoratore, difeso dall’avvocato Roberto Roccari, accusato di aver giovato di un rapporto sessuale a pagamento con un minore. La sentenza è attesa per il nove ottobre.
Per don Giacomoni, che ha cambiato avvocati affidandosi a Menotto Zauli e da Luigi Caravella del foro di Foggia, era stato chiesto il rito abbreviato, in modo tale da avere uno sconto di un terzo della pena. Il pubblico ministero, Fabio Di Vizio, aveva chiesto una condanna a sei anni e otto mesi di reclusione, mentre il gip Chierici lo ha condannato a otto anni. Le provvisionali, per un complessivo di 140mila euro, devono essere pagate subito.
Era stato chiesto il rito abbreviato anche per la 55enne Denise Sansoni, coordinatrice del consultorio familiare di Cesenatico, assistita dall’avvocato Marco Martines, colpevole di aver fornito delle informazioni riservate a don Giacomoni. La donna è stata assolta.


Venerdì, 05 ottobre 2007

Preti californiani raccolgono donazioni per pagare i rasarcimenti per gli abusi, chiedendo contributi ai confratelli

 

(Traduzione di Stefania Salomone)

The Associated Press
Sabato 6 ottobre 2007
SAN DIEGO: Il vescovo Robert Brom ha scritto una nota questa settimana chiedendo ai preti cattolici di San Diego di contribuire mediante il versamento di un mese di stipendio per aiutare a pagare i 198,1 milioni di dollari di risarcimenti per abusi.
"Non possiamo chiedere agli altri ciò che noi per primi non siamo disposti a fare", ha scritto Brom nell nota ai circa 280 preti il cui salario medio corrisponde a circa $1,535, come ha riportato il San Diego Union-Tribune di sabato scorso.
I fedeli della zona riceveranno una lettera che chiede loro di elargire "generose donazioni", secondo la nota di Brom. Le spedizioni partiranno entro il 26 ottobre e conterranno la lettera firmata da Brom e dai preti, insieme ad una busta vuota per eventuali offerte.
La richiesta di donazioni fa parte di una nuova campagna chiamata "Abbracciare la Nostra Missione" e servirà ad aiutare "a coprire generosamente le spese dei risarcimenti ai nostri fratelli e sorelle vittime di abusi all’interno della famiglia ecclesiastica", dice il memo.
L’idea è stata dei preti che hanno visto in questo un gesto doveroso verso i 144 uomini e donne che hanno subito abusi quando erano minorenni.
"E’ una forma di riparazione dell’ingiustizia che hanno subito per cominciare il processo di guarigione", ha detto il Rev. Ned Brockhaus, parroco di S. John of the Cross a Lemon Grove. "Molti di noi hanno ritenuto che fosse un buon gesto".
Alcuni parrocchiani, comunque, non sono stati così entusiasti.
Judy Bethel, abitante di San Diego e cattolica praticante, non era d’accordo sulla contribuzione. Se il vescovo Brom non fosse ricorso al procedimento di bancarotta per la diocesi, l’accordo sarebbe stato meno salato, ci ha detto.
"Credo che stia chiedendo a noi di mettere una pezza ai suoi errori", ha detto la Bethel. "Io per prima non sono disposta a farlo".
L’esborso medio per vittima sarebbe di 1,38 milioni di dollari, stando ai termini dell’accordo nnuncito il 7 settembre. Questa somma rispecchia più o meno gli accordi raggiunti nell’arcidiocesi di Los Angeles in luglio.

Lunedì, 08 ottobre 2007

Si allarga l’inchiesta sui preti ricattati

dal quotidiano La Stampa

18/10/2007 (16:10)

Ci sarebbero almeno altri tre sacerdoti di cui Costa minacciava di rendere pubbliche le abitudini sessuali
TORINO
Sono stati rintracciati dai carabinieri altri sacerdoti che avrebbero subito richieste di denaro da Salvatore Costa, il ventiquattrenne torinese arrestato l’estate scorsa per estorsione a due religiosi. Si tratta di prelati che non prestano servizio a Torino, ma in altre città italiane.

Costa era finito in carcere perchè, per convincere i due preti a consegnargli il denaro, minacciava di rendere pubbliche le loro abitudini sessuali: le sue dichiarazioni hanno spinto il pm Cristina Bianconi a iscrivere i nomi di entrambi nel registro degli indagati (uno per induzione alla prostituzione minorile, l’altro per violenza sessuale) e anche a procedere contro un terzo religioso, descritto da Costa come colui con il quale ebbe il suo primo rapporto carnale.

L’esistenza di altre potenziali vittime di richieste di denaro era stata rilevata dai carabinieri e dai pm Marcello Maddalena e Cristina Bianconi incrociando testimonianze e intercettazioni telefoniche, dalle quali si intuiva che Costa aveva contatti con almeno tre sacerdoti in Puglia, Liguria e Lombardia. I religiosi, secondo quanto si apprende da fonti investigative, non sono stati indagati.

LINK
+ ( Preti e molestie, la rete si allarga )
+ ( "Anche quello è gay Ora lo spremo" )
+ ( Abusi sessuali Coinvolto un terzo prete )
+ ( Salvatore, ragazzo di strada)


Fonte: http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200710articoli/4816girata.asp

Venerdì, 19 ottobre 2007

Brasile
"Benemerito" misionario italiano denunciato per pedofilia

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=163482


BRASILE/ITALIA Accuse contro un benemerito sacerdote

SAN PAOLO, 25ott07 - Padre Giulio Lancellotti, un sacerdote italiano noto in Brasile per il suo impegno a favore dei cosiddetti "abitanti della strada"(moradores de rua), è sotto inchiesta a San Paolo per il reato di corruzione di minorenni. L’inchiesta è partita da una denuncia dello stesso sacerdote italiano, che ha accusato un ex delinquente minorile di cui il sacerdote si era preso cura, di avergli estorto 80 mila real, circa 30 mila euro, minacciando di accusare lo stesso padre Lancellotti di pedofilia. Successivamente due donne hanno testimoniato contro il sacerdote. Padre Lancellotti ha rifiutato di fare dichiarazioni prima di conoscere esattamente le accuse. Da parte sua, l’arcidiocesi di San Paolo si è detta sicura che le accuse sono infondate. "Crediamo a padre Giulio e alla sua innocenza" ha detto il portavoce dell’arcivescovo di San Paolo, il cardinale preconizzato Odilo Pedro Scherer.
(Ansa-MANCINI)

 

La notizia così come l’hanno data alcuni siti brasiliani

http://www.estadao.com.br/cidades/not_cid70127,0.htm

Polícia abre inquérito para investigar padre Júlio Lancellotti
Padre contou à polícia que vinha sendo extorquido por jovens há três anos, tendo pago R$ 80 mil

Eduardo Reina, do Estadão

SÃO PAULO - A Polícia Civil abriu inquérito para apurar denúncia de corrupção de menor pelo padre Júlio Lancellotti. A investigação tem por base depoimento de uma ex-funcionária da Casa Vida 2, na Mooca, na zona leste de São Paulo. A entidade, ligada ao Centro Social Nossa Senhora do Bom Parto, teve o padre como um dos idealizadores.

Mantido em segredo de Justiça, o depoimento da mulher, que trabalhou na casa no período 1999 a 2000, revela que o padre teria mantido ato libidinoso com um rapaz, no fim de 1999. A instituição atende crianças portadoras do vírus HIV com idades entre 8 anos e 14 anos.

De acordo com o delegado André Luiz Pimentel, titular do Setor de Investigações Gerais (SIG) da 5ª Seccional, a ex-funcionária contou detalhes do momento em que teria visto Lancellotti acariciar o rapaz. "Ela descreve como abuso sexual, mas seria um ato libidinoso. O próximo passo é identificar o menino e chegar na família", disse.

O flagrante teria acontecido acidentalmente, segundo explicou o delegado, e só não teria sido denunciado antes por temor de que ninguém a levasse a sério. "Ela disse que todos os funcionários comentavam o caso do padre, mas que nunca acreditou nisso, até o dia que viu."

A ex-funcionária foi ouvida na noite de terça-feira, 23, por três horas, e o depoimento foi gravado. Júlio Lancellotti será chamado para contar sua versão, mas antes o delegado quer reunir outras provas e depoimentos sobre a denúncia. A pena para esse tipo de crime é reclusão de 1 a 4 anos. Representantes da Casa Vida 2 também serão chamado para depor.

Para a polícia, o garoto que teria sofrido o suposto abuso seria um ex-interno da Febem, hoje Fundação Casa. No período da denúncia, Anderson Marcos Batista, hoje com 26 anos, acusado de extorquir Lancellotti, estava internado na Febem.

O delegado assistente Marco Antonio Bernardino Santos pede muita cautela no caso. "É preciso verificar a veracidade dos fatos apresentados. Apenas abrimos o inquérito. O padre é somente averiguado." Santos explicou que chegou à ex-funcionária por investigações. "Fomos lá (na casa dela) e insistimos para que viesse. Ela nos contou que já deu um depoimento relatando essa história para a imprensa, que ainda não foi publicado."

Cortiço

Nesta quarta-feira, 24, a polícia também ouviu depoimento de um pedreiro que mora num dos quartos de um cortiço da Rua Catumbi, no bairro do Pari, que seria mantido por Anderson Marcos Batista. São 20 quartos alugados mensalmente a R$ 170 cada. O homem disse que, antes da denúncia, o dinheiro do aluguel era recolhido e entregue em um bar próximo do local. Mas agora há uma pessoa que faz o recolhimento pessoalmente, em nome de Batista.

Desde janeiro, o padre Júlio Lancellotti teria ficado desesperado com as contas e passou a pedir dinheiro emprestado a vários amigos. Ele teria afirmado que foi obrigado a comprar uma Mitsubishi Pajero em nome de Conceição Eletério, de 44 anos, mulher de Anderson Marcos Batista, de 26 anos, um ex-interno da Febem. "Ele (o padre) disse que está com os recursos (financeiros) exauridos", registra um depoimento à polícia prestado na segunda-feira.

Pessoas próximas ao padre Júlio teriam ficado preocupadas com o caso. O padre já disse não ter acesso às finanças do Centro Social Nossa Senhora do Bom Parto e informou que o dinheiro que financiou o carro é seu.

O religioso contou à polícia que vinha sendo extorquido havia três anos. Ao todo, teria dado R$ 80 mil. Foram R$ 30 mil só de entrada na Pajero, pagos à vista na concessionária André Ribeiro, no Shopping Aricanduva. A prestação é de R$ 2.012,92.

Como ex-funcionário da Febem, o padre tem vencimentos de R$ 2.330. Recebe ainda ajuda de custo mensal de R$ 1 mil da Paróquia São Miguel Arcanjo, e também R$ 1 mil da Casa Vida. Eventualmente recebe doações por casamentos e serviços religiosos. Procurado por telefone e também na Paróquia São Miguel Arcanjo, o sacerdote não foi localizado para comentar o caso.


http://www.alemtemporeal.com.br/?pag=brasil_mundo&cod=507

Ex-funcionária da Casa Vida denuncia padre Lancelotti por abuso sexual, diz TV
(24/10/2007 19:31)
O Padre Júlio Lancelotti, vítima em um caso de extorsão, agora é acusado de abuso sexual por uma uma ex-funcionária da Casa Vida. Em depoimento prestado na madrugada desta quarta-feira, a mulher apresentou à polícia a acusação contra o padre. As informações são do Jornal Nacional.


A ex-funcionária teria deixado o emprego há um ano e teria presenciado o abuso do padre com um adolescente. A polícia abriu inquérito e o padre Lancellotti será chamado para prestar novo depoimento.

A Casa Vida foi criada a 16 anos por Júlio Lancelotti para cuidar de crianças carentes com Aids.

Extorsão

Um ex-interno da Fundação Estadual do Bem-Estar do Menor (Febem), Anderson Marcos Batista, de 25 anos, e a sua companheira, Conceição Eletério, de 44, são acusados de formação de quadrilha para extorquir o Padre Lancelotti. Eles coagiam o religioso através de bilhetes com chantagem envolvendo acusação de exploração sexual, enviados pelos irmãos Everton e Evandro dos Santos Guimarães. A polícia tenta localizar Anderson Batista. O último lugar que ele morou, antes de fugir, foi uma pensão, no Belenzinho, na zona leste.

O padre Júlio Lancelotti é conhecido em São Paulo por defender os direitos humanos, inclusive contra abusos na Febem. Ele conheceu Anderson exatamente ao ajudá-lo enquanto estava internado na instituição. "Começou com coisas pequenas e, depois, eles foram aumentando as exigências", declarou o padre à GloboNews.


Sabato, 27 ottobre 2007


I riformatori si incontrano; rapporto su abusi a Rhode Island

di CHUCK COLBERT, Providence, R.I.

traduzione di Stefania Salomone


2 novembre 2007

L’organizzazione riformatrice della chiesa, Voice of the Faithful, si è riunita qui il 19 e 20 ottobre, in difesa della frustrazione delle vittime perché la gerarchia non ha reso loro giustizia per gli abusi sessuali del clero.

Nel centro congressi, Mary Pat Fox, Presidente di Voice of the Faithful, ha sollecitato i 500 membri partecipanti a trasformare la loro rabbia in amore. Il moderatore Fr. Richard P. McBrien ha suggerito all’organizzazione di non scontrarsi con la gerarchia "tagliando fuori" i vescovi statunitensi. Fr. Donald Cozzens ha ribadito che la richiesta di Voice of the Faithful di rivedere il celibato obbligatorio è in "perfetta armonia" con la teologia del Concilio Vaticano II.

BishopAccountability.org, associazione che conserva in rete in un archivio i documenti legati allo scandalo degli abusi, ha tenuto una nuova conferenza a Providence il 19 ottobre per annunciare la pubblicazione dei documenti che attestano che tra il 1971 e il 2007, 125 preti di Rhode Island sono stati accusati di molestie sessuali, inclusi i 95 accusati di molestie e abusi su minori.

I numeri presenti nei documenti processuali, riportati dal vescovo Thomas J. Tobin nel gennaio 2007, è molto più alto dei 56 preti nominati dal suo predecessore, il vescovo Robert E. Mulvee, accusato anch’egli nel 2004 di aver abusato di un minore tra il 1950 e il 2002.

BishopAccountability.org ha richiesto la costituzione di un grand jury nominato dal procuratore distrettuale. "Questa diocesi è tra le peggiori del paese e continua a tnascondere i crimini", ha detto Anne Barrett Doyle, co-direttrice dell’archivio. "I bambini di Rhode Island sono ancora a rischio".

Circa una dozzina di persone protestavano in strada mentre si teneva la conferenza di Voice of the Faithful. Michael Sweatt, abusato in un istituto gesuita quando era bambino, ha detto che l’organizzazione "ha smarrito la strada".

Sweatt, co-fondatore di una affiliata nel Maine da cui si è dimesso, ha detto che l’organizzazione oggi "lavora sodo per scavalcare il muro e sedere al tavolo dei vescovi criminali, insistendo sulla costituzione di consigli parrocchiali e comitati finanziari. Così facendo verranno fuori ulteriori abusi. Cosa stanno tentando di salvare? Vale la pena salvare la chiesa così come è oggi?", ha aggiunto Weatt, "Tornate in voi, dimenticate di cambiare la chiesa e cambiate invece Voice of the Faithful!".

Chuck Colbert è uno scrittore indipendente che vive a Cambridge, Mass.

National Catholic Reporter, 2 novembre 2007

Giovedì, 01 novembre 2007

Preti pedofili
Condannato e sospeso don Armando Rizzioli, il prete in perizoma


http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Atti-osceni-al-lago-parroco-patteggia-Sotto-choc-la-comunita-di-Due-Carrare/1856511/6
DUE SACERDOTI SOTTO ACCUSA
Atti osceni al lago, parroco patteggia
Sotto choc la comunità di Due Carrare

Irene Zaino
DUE CARRARE. E’ davvero un momentaccio per i preti della diocesi padovana. Dopo lo spolverone sollevato dall’ex parroco di Monterosso, finisce nella bufera anche la parrocchia di Santo Stefano a Due Carrare. Don Armando Rizzioli, 71 anni (di cui 50 trascorsi nella Chiesa), nominato a capo dell’antichissima abbazia benedettina dalla metà degli anni Novanta e tuttora in carica, nei giorni scorsi ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione. Pesanti le accuse a suo carico: corruzione di minore e atti osceni in luogo pubblico. La vicenda risale al 19 luglio scorso, mentre il sacerdote si trovava in spiaggia nel Veronese, a Torri del Benaco, di fronte al Lago di Garda. Impossibile per i moltissimi vacanzieri non notare lo strano atteggiamento dell’uomo che, incurante dell’età, già da qualche giorno aveva attirato la curiosità di tutti aggirandosi per la riva in perizoma. Ma passi pure l’abito talare un po’ troppo succinto. Il fatto è che l’anziano amava anche atteggiarsi in maniera piuttosto eloquente davanti ai turisti, ovviamente attoniti. In diritto penale, il «giochetto» si chiama atti osceni in luogo pubblico. Con l’aggravante della corruzione di minore. Perché quel giorno il sacerdote deve aver proprio raggiunto l’apice, lasciandosi andare all’autoerotismo davanti ad un bambino di 9 anni che, insieme al padre, stava facendo il bagno nel lago. Immediata la denuncia del genitore ai carabinieri del luogo. Mercoledì scorso, c’è stata l’udienza di fronte al giudice dell’udienza preliminare Giorgio Piziali che ha «sigillato» il patteggiamento ad otto mesi di carcere concordato tra l’accusa e la difesa. Don Armando non finirà però dietro le sbarre: la pena è stata sospesa in quanto incensurato. Bocca cucita da parte del settantunenne religioso che ieri non ha rinunciato a celebrare la tradizionale ricorrenza dei morti insieme alla comunità di Santo Stefano ancora ignara. «Sono tutte falsità e non intendo replicare - ha detto - non ho patteggiato io, ma il mio avvocato». Allibito il sindaco Sergio Vason, presente alla commemorazione. «Lo conosco dal 1998, ha il suo carattere, ma questo non me l’aspettavo proprio. Non sarebbe da lui, nonostante abbia avuto una brutta malattia dalla quale, però, negli ultimi tempi sembrava essersi ripreso». Intanto già da tempo più di qualche fedele sarebbe «migrato» alla vicina parrocchia di San Giorgio. «Don Armando è stato molto male qualche anno fa - ha raccontato una signora del posto - da allora ogni tanto piange durante la messa oppure si arrabbia con i presenti e per questo qualcuno ha preferito cambiare chiesa. Ma più di questo non si è mai sentito». Certo è che da qui in poi sarà dura per il parroco riconquistare la fiducia dei fedeli.


http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/3274/1/

Atti osceni sul Garda: prete sospeso
venerdì 02 novembre 2007
(red) L’estate scorsa era stato fermato su una spiaggia del basso lago di Garda. Era vestito con un perizoma molto succinto e si aggirava tra i bagnanti, pare, con atteggiamento equivoco, importunando soprattutto un ragazzino di nove anni. Si era beccato anche una denuncia. Ora la diocesi di Padova ha chiesto all’uomo, un sacerdote 71enne condannato nei giorni scorsi, di allontanarsi temporaneamente dalla sua parrocchia, quella di Santo Stefano nel comune di Due Carrare (Padova).
L’anziano prete, don Armando Rizzioli, ha patteggiato una pena di otto mesi di reclusione per corruzione di minore e atti osceni in luogo pubblico. L’estate scorsa, in vacanza sul lago di Garda lontano dagli occhi dei parrocchiani, il sacerdote era stato notato in diverse occasioni in perizoma tra i bagnanti tenere un comportamento giudicato non irreprensibile.
Tutte accuse che, nonostante il patteggiamento accolto dal proprio legale, il religioso ha comunque respinto.
La diocesi di Padova afferma che procederà anche con gli strumenti canonici "nell’accertamento del reale svolgimento dei fatti". Nel frattempo il vescovo Antonio Mattiazzo gli ha chiesto di lasciare la parrocchia.


http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Parroco-in-perizoma-denunciato/1696417/6

In vacanza sul lago di Garda, si sarebbe “toccato” più volte davanti a un bambino
Parroco in perizoma, denunciato
Fabiana Marcolini

L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. Troppo appariscenti. Ma fin qui, si trattava di una scelta personale ancorché di dubbio gusto.

Ma giovedì scorso, il prete è andato oltre a quella che poteva sembrare un’innocua forma di esibizionismo e ha iniziato a toccarsi, ignudo, davanti a un bimbetto che era entrato in acqua per fare il bagno. Il tutto in spiaggia, senza alcun ritegno. Una pratica interrotta solo perché sono intervenuti immediatamente il papà del piccolo e i gestori del lido. Sei giorni dopo, cioè ieri, la denuncia davanti ai carabinieri di Caprino per atti osceni in luogo pubblico.

I fatti. Il sacerdote a Torri era arrivato nella seconda settimana di luglio - un periodo caratterizzato dal caldo soffocante anche sul lago del Garda - e fin dal primo giorno in spiaggia lo avevano notato per via di quei costumini solitamente indossati in altre età e da persone con particolare prestanza fisica. Sta di fatto che comunque lui, a un passo dai settant’anni, in spiaggia ci andava così, con quel costume succinto. Notato lo avevano notato tutti, magari lo tenevano anche d’occhio sta di fatto che giovedì scorso, nel tardo pomeriggio, mentre era sulla spiaggia aveva insistentemente osservato un bambino straniero, olandese per l’esattezza. Guardato con insistenza e poi quando il bimbetto è andato a fare il bagno, sotto gli occhi dei genitori, lui, il sacerdote, non ha resistito: si è denudato, è entrato in acqua e ha iniziato a toccarsi senza alcun ritegno, Davanti a tutti ma soprattutto davanti a quel bimbo. Senza alcun freno, nonostante la presenza di altra gente in spiaggia, la pratica è stata interrotta dall’intervento del padre del bambino e dei gestori del lido. Ora la denuncia ma non è escluso che la magistratura possa contestargli un addebito più pesante.

E’ già avvenuto, infatti, durante un processo celebrato davanti al collegio Bertezzolo che il pm, richiamando un recente orientamento della Corte di Cassazione secondo cui la violenza sessuale non consiste solo nella costrizione fisica a compiere o a subire un atto ma si integra anche con la sorpresa, contestò a un uomo la violenza su minore perchè la vittima si trovò a subire una situazione che non si sarebbe mai aspettata.(26 luglio 2007)


Sabato, 03 novembre 2007

Pedofilia
Per Don Crocetti patteggiamento e abbreviato in due processi

http://www.tusciaweb.it/notizie/2007/novembre/8_25doncrocetti.htm

Viterbo - Processo a don Massimiliano Crocetti
Tentata violenza, chiesto il patteggiamento
8 novembre 2007 - ore 9,30


- Tentata violenza, chiesto il patteggiamento.
Al tribunale udienza per il caso che vede coinvolto l’ex parroco di Oriolo don Massimiliano Crocetti, arrestato nell’agosto del 2006.

Due i versanti della vicenda: la tentata violenza sessuale nei confronti di un ragazzo di Oriolo, per la quale è stato chiesto il patteggiamento, mentre il rito abbreviato è stato chiesto per la vicenda di Vetralla.

In questo caso si parlerebbe di violenza sessuale.

L’udienza è stata aggiornata al quindici febbraio prossimo

http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=442506

Abusi sessuali, rito abbreviato”: si terrà il 15 febbraio l’udienza contro l’ex parroco di Oriolo Romano, don Massimiliano Crocetti, accusato, insieme a un cittadino albanese, di violenza sessuale e di tentata violenza sessuale su minori.



Nella cronaca di Viterbo del Messaggero articolo sulla vicenda di don Crocetti:
http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20071108&ediz=02_VITERBO&npag=39&file=H_1201.xml&type=STANDARD


Domenica, 11 novembre 2007


Pedofilia - Notizie
CESENATICO - Abusi su minore: patteggia ’’l’amico’’ di Don Giacomoni

http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=267171&section=news/Cesena


CESENATICO – Ha ottenuto il patteggiamento della pena a due anni di carcere e 50mila euro di risarcimento alla vittima Giuseppe Farnedi, 63 anni, noto ristoratore di Cesenatico accusato di abusi sessuali su un minore straniero. La vittima, nemmeno 15enne, era ospite dell’associazione Arcobaleno, l’ente di cui don Giacomoni, il prete da poco condannato ad otto anni di carcere per violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione, era il presidente.

Farnedi, difeso dall’avvocato Riccardo Roccari, era finito in manette nell’ottobre del 2006, insieme al prete “degli immigrati”, don Giuseppe Giacomoni, e a Dan Joan Cilean, rumeno di 26 anni, coinvolto, ma in un solo caso, per concorso in sfruttamento della prostituzione ed ora Fulcro di tutto era comunque l’uomo di chiesa.

Insieme a loro era stata coinvolta un’assistente sociale, difesa dall’avvocato Marco Martines, perché sospettata di aver riferito al prete dove il minorenne fosse stato accompagnato per proteggerlo dopo il suo allontanamento dall’associazione Arcobaleno. Ma non c’entrava nulla ed è stata completamente assolta dalle accuse.

L’indagine della Squadra mobile di Forlì, inizialmente coordinata dal pm Alessandra Serra, poi passata al sostituto procuratore Fabio Di Vizio, aveva fatto emergere una realtà inquietante: l’uomo di chiesa, secondo l’inchiesta, gestiva un vero e proprio giro di prostituzione “cedendo” gli ospiti della comunità umanitaria di cui era il gestore (stranieri, persone indigenti e anche un minore), in cambio di denaro.

Il rito alternativo per Farnedi era stato proposto anche a fine giugno. Stessa pena e stesso risarcimento, ma, inizialmente, 50mila euro erano stati ritenuti una somma non adeguata al danno subito dal 15enne, di cui per altro si sono perse le tracce.

lisa tormena


Domenica, 11 novembre 2007


Preti Pedofili - Italia
Il poliziotto parla in aula: "Ecco i film e le telefonate di don Mauro Stefanoni"

Il poliziotto parla in aula:"Ecco i film e le telefonate del parroco"


Fonte: http://www.ciaocomo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5966&Itemid=64

giovedì 15 novembre 2007

"Si, mi sono occupato delle indagini su don Mauro Stefanoni. Ho effettuato tre appostamenti all’esterno della sua casa nell’autunno del 2004 e poi altri accertamenti tra cui quelli sui film acquistati da Sky con una smart card residenziale e le telefonate fatte". E’ stato Alberto Panico, assistente capo della polizia di Como, a parlare a lungo questa mattina in Tribunale a Como nell’ennesima udienza - da oggi a porte aperte - sull’ex parroco di Laglio accusato di violenza sessuale su un minorenne. Panico, rispondendo dapprima alle domande dei Pm Isella e Pantano e poi a quelle dei difensori del parroco, ha detto di avere visto il ragazzino che accusa il sacerdote arrivare per tre volte alla casa parrocchiale, ma in nessuna occasione lo ha visto entrare all’interno. E questo la difesa lo ha fatto notare con grande evidenza, quasi come se fosse un punto a proprio vantaggio.

Di sicuro non lo è quanto Panico ha riferito successivamente anche se, all’atto pratico, non costituisce in alcun modo il capo di imputazione di don Mauro: il religioso avrebbe acquistato tra settembre del 2003 e l’agosto del 2004 ben 19 film da Sky con smart card residenziale a lui intestata. L’assistente capo della polizia che ha svolto le indagini ha spiegato ai giudici (presidente Bianchi, a latare Storaci e Braggion) che parte di quei film erano a carattere omosessuale, in altri casi non è riuscito a trovare riscontro sulla natura del prodotto. Poi ha fornito anche un dato choc sulle telefonate partite o ricevute dal sacerdote in 53 giorni di intercettazioni: 2.800. "E di queste - ha puntualizzato Panico - 2.300 sono state fatte all’utenza di un suo amico". I difensori di don Mauro, però, sono andati spesso all’attacco, cercando di evidenziare che questi aspetti poco contano con l’accusa di violenza sessuale.

Momenti di tensione in aula a più riprese. Ad un certo punto, durante l’interrogatorio dell’ispettore Mauro Conti, che ha coordinato le indagini del caso, il presidente Bianchi è stato costretto pure a sospendere per qualche minuto l’udienza dopo l’ennesimo violento scontro verbale tra Pm e difensori. Questo pomeriggio sarà la volta di un altro ispettore della polizia, squadra mobile di Como, Patrizia Spadini, lei pure coinvolta in modo diretto nell’inchiesta.

Giovedì, 15 novembre 2007

Stati Uniti - Preti Pedofili
Il nuovo capo dei vescovi statunitensi colto in fallo in un caso di abusi

di Barbara Bradley Hagerty (Traduzione di Stefania Salomone)

Chi è l’autrice: http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=2100608

Il Cardinale Francis George di Chicago è stato nominato presidente della Conferenza Episcopale statunitense martedì scorso. George è stato un dichiarato sostenitore della soluzione dei casi di abusi sessuali nella chiesa. Ma i critici riferiscono che ha ignorato le accuse rivolte a un prete nella sua stessa arcidiocesi per aver abusato di un ragazzino non meno di un anno fa.
Dopo che gli scandali di abusi sessuali scoppiarono cinque anni fa, il Cardinale diede il via alla politica di tolleranza-zero contro i preti incriminati. Questa politica è divenuta il modello per la riforma mondiale. Lo stesso George si è recato a Roma per convincere il Vaticano ad approvare tale procedura.
Jimmy Lago, il cancelliere dell’arcidiocesi, sostiene che questa procedura è molto semplice: quando un minore denuncia un abuso, la chiesa lo riferisce immediatamente alla polizia e solleva il prete dal suo incarico.
"Non aspettiamo il parere del Comitato di Revisione”, ha detto, riferendosi ai membri laici e non che investigano sui casi di abusi sessuali. “Non aspettiamo l’intervento di nessuno. Quando ci troviamo di fronte ad una accusa, subito si chiede al prete di farsi da parte per favorire la fase delle indagini”.
Questa è la teoria. Ma nel caso specifico di P. Daniel McCormack, questa politica non è stata attuata.
Ignorata la procedura di denuncia
La parrocchia di S. Agata si trova in un’area disagiata di Chicago. Per i ragazzi qui la chiesa e la scuola Lady of the Westside sono il rifugio dal pericolo della strada. Daniel McCormack viveva e lavorava qui. Era un prete giovane e dinamico che aveva chiesto esplicitamente di lavorare accanto ai più poveri, insegnando algebra e allenando una squadra di basket.
I ragazzi lo amavano - una volta tagliò una zucca e la distribuì tra i ragazzi durante una celebrazione - alcuni genitori in verità rimasero perplessi.
"Non mi interessa nulla di quel prete”, osserva una madre, seduta nel suo appartamento nei sobborghi di Chicago. Fotografie dei suoi cinque figli e di suo marito ricoprono le pareti.
Questa madre, che ha chiesto di restare anonima, ha iscritto suo figlio alla scuola Lady of the Westside nell’autunno del 2003. Ha presto notato lo stretto legame che si era creato tra il suo ragazzo di 8 anni e il prete. La famiglia poi si è trasferita per un anno ed è tornata a Chicago nell’estate del 2005. Mentre la famiglia decideva dove iscrivere i figli a scuola al loro ritorno a Chicago, dice la mamma, il ragazzo sembrava agitato.

"Entrò nella stanza piangendo e tremando”, ricorda. “Disse: ’mamma’!”, io gli domandai ’Che ti succede?” Ma lui continuava a piangere. Poi mi disse ’E’ successa una cosa brutta, P. Dan mi ha molestato’. A quel punto gli ho detto ’Aspetta - di che parli? Adesso devi raccontarmi per filo e per segno’ “.
Il ragazzo raccontò che per almeno due volte nel dicembre del 2003, McCormack lo aveva intrappolato, aveva infilato le mani nei suoi slip e lo aveva accarezzato. All’udire tutto questo, la madre dice di aver chiamato Leah McCluskey, la responsabile dell’arcidiocesi incaricata dei casi di abusi. Ha ancora un chiaro ricordo della telefonata, durata 22 minuti.
Ci ha riferito che McCluskey le aveva assicurato che avrebbe indagato sull’accaduto. Secondo la politica tolleranza-zero che il Cardinale George aveva implementato, l’arcidiocesi avrebbe dovuto chiamare la polizia. In base a quanto appreso da una indagine esterna commissionata a posteriori dall’arcidiocesi, questo non è stato fatto. La madre ha inoltre riferito che lo stesso responsabile della scuola non aveva chiamato la polizia. Così ha fatto un esposto.
La polizia ha arrestato McCormack il 30 agosto 2005, poi rilasciato per insufficienza di prove.
Dopo alcune settimane, riferisce la madre, ha svolto una verifica con McCluskey, l’incaricata dell’arcidiocesi.
"Ha detto ’Ci stiamo lavorando. Lo abbiamo allontanato dalla chiesa’” riferisce la madre. “Ma poiché ho amici cattolici che frequentano quella chiesa, loro hanno confermato che ’P. Dan è ancora in servizio, non è andato da nessuna parte’, così mi sono detta ’che cosa?!’ “.
La McCluskey da quel momento si è resa irreperibile.
Nessun allontanamento dalla scuola
Invece di rimuovere McCormack, l’arcidiocesi gli ha detto di stare lontano dai bambini. Sfortunatamente, nessuno aveva avvisato Barbara Westrick, la responsabile della scuola in cui il prete insegnava.
"La prima cosa che avrebbero dovuto fare era informarmi che lui non avrebbe più dovuto insegnare, che non avrebbe più dovuto allenare la squadra di basket e che non avrebbe più dovuto essere a contatto con i bambini”, ci ha detto. “Nessuno mi ha avvertito. Nessuno, mai”.
In base alle indagini esterne, i portavoce ecclesiastici hanno chiesto ai confratelli di McCormack di “controllare” il suo operato - cioè evitare che lui portasse i ragazzi nella sacrestia. Ma McCormack ha continuato ad insegnare, ad allenare o a portare i bambini in giro per shopping.
Il Cardinale Gorge ha rifiutato di essere intervistato. Il cancelliere Lago non ha discusso il caso in dettaglio, poiché è ancora oggetto di indagini.
"Le informazioni sul caso non sono ancora complete”, ha detto Lago. “E molte tra le persone addette al benessere dei bambini non sono ancora giunti alla conclusione che egli andasse rimosso. E’ tutto ciò che posso dire per il momento”.
La strada verso le accuse di abusi
Da una attenta analisi delle informazioni frammentarie reperite dagli investigatori esterni incaricati dalla chiesa si riportano i seguenti fatti:
Nel 1992, due adulti e un minore hanno accusato McCormack di aver sessualmente abusato di loro mentre erano in seminario. Una lettera in merito fu archiviata nel file di McCormack. Questa lettera è sparita.
Nell’ottobre 1999, la vice-preside della scuola dove McCormack insegnava ha informato l’Ufficio delle Scuole Cattoliche e l’arcidiocesi che McCormack aveva abusato di un ragazzo del quarto anno. Lei ha detto di aver scritto una lettera e di averla consegnata all’arcidiocesi. Gli investigatori non hanno mai trovato quella lettera. Gli ufficiali ecclesiastici sostengono di non averla mai ricevuta.
Nel settembre 2003, una donna ha contattato l’arcidiocesi dicendo che suo nipote era stato molestato da McCormack. Lasciò i propri recapiti, ma non il proprio nome.
Mai l’arcidiocesi ha informato la polizia. Gli investigatori esterni hanno concluso che tali gravi mancanze erano una violazione alle leggi di stato e alle procedure stesse dell’arcidiocesi. Marc Pearlman, un avvocato che ha gestito alcuni casi contro più di tre dozzine di preti di Chicago, sostiene che la chiesa ha precise responsabilità.
"In una scuola, in un campo, o altre istituzioni, quando si è a conoscenza della presenza di un pedofilo, la prima cosa da fare per proteggere le persone è allontanarlo” ha detto Pearlman. “Devi chiamare la polizia e allontanarlo. Hanno fatto esattamente il contrario. Lo hanno coperto e lo hanno lasciato nelle fila”.
I ritardi nella rimozione di McCormack
Dopo che McCormack fu arrestato la prima volta e rilasciato nell’agosto del 2005, il Comitato di Revisione dell’arcidiocesi cominciò ad interessarsi alla cosa. Il Comitato è un gruppo di laici e chierici che indagano sui casi di questo tipo. Alcune fonti confermano che il Comitato mandò una lettera al Cardinale George nel’ottobre 2005, intimandogli di rimuovere McCormack dal ministero. Non lo fece.
Il cancelliere Lago ribadisce che l’istruttoria non era ben delineata. “Non esistevano raccomandazioni formali fornite dal comitato”, dice Lago. “Stiamo tentando ancora di gestire la cosa internamente”.
Pearlman afferma che la raccomandazione poteva non essere stata formale, ma certamente non avrebbe potuto essere più chiara.
"Abbiamo sufficienti prove per ritenere che il cardinale abbia ricevuto la raccomandazione di rimuovere McCormack e non ne tenne conto”, ci ha detto. "Alla fine certo lo ha fatto, ma non possiamo sapere, oggi mentre parliamo, quanti altri bambini potrebbero aver subito abusi tra l’autunno del 2005 e il gennaio 2006, data della sua effettiva sospensione”.
Altre vittime
Quattro ragazzi sostengono di essere stati molestati durante il suddetto periodo. Lago stima che, durante la sua carriera, McCormack abbia abusato di “più di 12 e meno di 15” ragazzi. La redazione di NPR ha incontrato la madre di uno di questi.
La donna, che ha chiesto di non rendere pubblico il suo nome data la brutta nomea che avrebbe potuto ricavare da un fatto di abusi, dice di essere stata molto contenta quando nell’autunno del 2005 suo figlio di 10 anni cominciò a giocare a basket, a fare uscite e a frequentare la chiesa passando il suo tempo con “Padre Dan”.
"Sentivo di non dovermi preoccupare perché stava lì vicino in chiesa e saperlo in chiesa mi tranquillizzava”, ci ha detto.
Ha riferito che sotto Natale, quell’anno, McCormack ha molestato suo figlio. Il ragazzo non parlò, ma alcune settimane dopo uscì allo scoperto un terzo ragazzo.
"La mia collaboratrice mi ha chiamato e mi ha detto ’Abbiamo uon problema’ Preside Westrick "Mi ha detto ’Questo ragazzo sostiene di essere stato molestato da P. Dan’. Le ho risposto ’Arrivo subito’ “.
La Westrick ha chiamato immediatamente i suoi genitori, la polizia e l’arcidiocesi. McCormack è stato arrestato il 20 gennaio 2006. Nel marzo 2006- solo dopo l’arresto di McCormack e dopo 14 anni dalla prima denuncia - il George si è pubblicamente scusato.
"Avrei dovuto almeno temporaneamente sospendere P. McCormack," ha detto in una conferenza dopo aver reso pubblici i risultati delle indagini che mostravano tutte le defaillance del caso. “Mi assumo la responsabilità di non averlo fatto e sono molto addolorato per la mia mancanza, lo sono davvero”.
Ancora ad oggi, nessun leader della arcidiocesi ha subito sanzioni. E la madre della seconda vittima si chiede come mai.
"Se il Cardinale George avesse provveduto a tempo debito, questi altri ragazzi non sarebbero stati molestati”, osserva, “E’ come se avesse aperto la porta a P. Dan per potersi approfittare di altri ragazzini di colore”.
Daniel McCormack è stato poi dichiarato colpevole di molestie su 5 ragazzi. Sta scontando una pena detentiva di 5 anni.

Giovedì, 15 novembre 2007

Preti pedofili - Italia
Pedopornografia: condannato il prete teologo

Rassegna stampa


http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13128&sez=HOME_INITALIA



Pedopornografia: condannato il prete teologo

SIRACUSA (15 novembre) - Arriva la prima condanna per la vasta operazione del Nucleo investigativo telematico della Procura della Repubblica di Siracusa contro la pedofilia denominata Video privè, che nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale.
Il tribunale di Siracusa ha condannato alla pena di un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa, e a duemila euro di multa uno dei tre sacerdoti indagati, don Rigger Hansjorg, decano dello studio teologico accademico di Bressanone, dove è professore ordinario di Nuovo testamento e Sacra scrittura. Il sacerdote dovrà anche risarcire l’associazione Telefono Arcobaleno, parte civile nel processo. Il Tribunale, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e del sostituto Antonio Nicastro, ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato e la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute nell’abitazione dell’imputato.

L’operazione aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. Il sito conteneva filmati di abusi sessuali, maltrattamenti e torture nei confronti di bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Le indagini del Nit permisero di identificare 186 italiani che avevano una password d’accesso.

Sulla vicenda è intervenuto, con una nota, Giovanni Arena, presidente di Telefono arcobaleno, l’associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia, parte civile al processo. «Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede - ha detto Arena - se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente».


http://www.leggonline.it/viewnews2.php?file=news/ADN20071115165739.xml

PEDOFILIA: OPERAZIONE VIDEO PRIVE, CONDANNATO PRETE


Siracusa, 15 nov. - (Adnkronos) - Accusato di aver scaricato da internet immagini a carattere pedopornografico, questa mattina e’ stato condannato dal Tribunale di Siracusa un sacerdote L’operazione del Nucleo Investigativo Telematico, denominata "Video prive’", era scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’Associazione Telefono Arcobaleno, aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia. (Rre/Pn/Adnkronos)


http://www.datamanager.it/interstitial2.php?idricercato=22112

Pedofilia: condannato prelato

Accusato di aver scaricato da internet immagini a carattere pedopornografico, questa mattina è stato condannato un sacerdote della chiesa cattolica.Telefono Arcobaleno è parte civile

L’operazione del Nucleo Investigativo Telematico, denominata "Video prive’", era scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’Associazione Telefono Arcobaleno, aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia.

L’indagine aveva avuto a oggetto un sito internet italiano che generava centinaia di contatti giornalieri da tutto il mondo, al quale era possibile accedere soltanto da parte degli utenti in possesso della password. Con la sentenza odierna il Tribunale ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato, la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute presso l’abitazione del prelato stesso. Il Giudice Stefania Scarlata della sezione penale di Siracusa ha ritenuto vera la ricostruzione dei fatti operata dallaccusa del Procuratore aggiunto Toscano e del Procuratore Nicastro, a seguito di un indagine del Nucleo Investigativo Telematico su denuncia di Telefono Arcobaleno.

A conclusione del dibattimento la Pubblica Accusa ha chiesto e ottenuto per il prelato un anno e mezzo di reclusione e duemila euro di risarcimento.

Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno, lAssociazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sullinfanzia, parte civile al processo, sottolinea non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede, se colui che ha commesso quello che è un crimine contro lumanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente. In Italia, continua Giovanni Arena, sono diversi i casi di sacerdoti condannati o in attesa di giudizio, da undici anni lottiamo per far emergere i casi di abuso sullinfanzia, ci confrontiamo quotidianamente con il sommerso e con la diffidenza delle vittime o di coloro che vorrebbero ma non denunciano, andiamo nelle scuole a parlare di diritto e di giustizia a bambini, lottiamo per il rispetto dei loro diritti come riconosciuti dalla Convenzione ONU che si ricorderà il prossimo 20 novembre.

Il tanto atteso giro di vite contro la pedopornografia online è arrivato: oggi è reato non solo inserire immagini pedofile online ma anche il collegamento a pagamento a siti ospitanti immagini pornografiche di minori. Lo ha confermato martedì scorso, la Terza Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza con la sentenza 41570.
 


http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=5753

Pedofilia. Telefono Arcobaleno: questa mattina condannato prelato

Roma, 15 nov. - Accusato di aver scaricato da internet immagini a carattere pedopornografico, questa mattina è stato condannato un sacerdote della Chiesa cattolica. A renderlo noto è, in una nota, Giovanni Arena, presidente di "Telefono Arcobaleno", associazione da undici anni in prima linea contro ogni forma di abuso sull’infanzia che si è dichiarata parte civile al processo contro il prelato. "L’operazione del nucleo investigativo telematico, denominata ’Video privé’- spiega la nota di Telefono Arcobaleno - era scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’associazione, aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia".

L’indagine "aveva avuto a oggetto un sito internet italiano che generava centinaia di contatti giornalieri da tutto il mondo, al quale era possibile accedere soltanto da parte degli utenti in possesso della password". Con la sentenza odierna, informa la nota di Telefono Arcobaleno, "il tribunale haanche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato, la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute presso l’abitazione del prelato stesso".Il giudice "Stefania Scarlata della sezione penale di Siracusa - si legge nella nota di "Telefono Arcobaleno - ha ritenuto vera la ricostruzione dei fatti operata dall’accusa del procuratore aggiunto Toscano e del procuratore Nicastro, a seguito di un indagine del nucleo investigativo telematico su denuncia di Telefono arcobaleno". A conclusione del dibattimento, informa la nota, "la pubblica accusa ha chiesto e ottenuto per il prelato un anno e mezzo di reclusione e duemila euro di risarcimento".

"Non è sufficiente - spiega Giovanni Arena, presidente dell’associazione - che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime, come è successo e succede, se colui che ha commesso quello che è un crimine contro l’umanità, continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente". In Italia, continua Arena, "sono diversi i casi di sacerdoti condannati o in attesa di giudizio. Da undici anni lottiamo per far emergere i casi di abuso sull’infanzia, ci confrontiamo quotidianamente con il sommerso e con la diffidenza delle vittime o di coloro che vorrebbero ma non denunciano, andiamo nelle scuole a parlare di diritto e di giustizia a bambini, lottiamo per il rispetto dei loro diritti come riconosciuti dalla Convenzione Onu che si ricorderà il prossimo 20 novembre".

(Com/Mua/Dire)



http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?VisImg=S&Art=30076&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Dall’Italia

Pedofilia, condannato prelato, Telefono Arcobaleno è parte civile

Il presidente dell’associazione: "Non è sufficiente che la Chiesa risarcisca materialmente il danno delle vittime se il colpevole continua a praticare il proprio ufficio sacerdotale tra la gente"


Accusato di aver scaricato da internet immagini a carattere pedopornografico, questa mattina è stato condannato un sacerdote della chiesa cattolica. Ne dà notizia in un nota l’associazione Telefono Arcobaleno, che fa sapere anche che l’operazione del Nucleo Investigativo Telematico, denominata "Video prive’", era scaturita da una serie di dettagliate denunce presentate dall’associazione stessa e aveva riguardato uno strato profondo della rete cui erano in grado di accedere soltanto gli utenti ben inseriti nei sodalizi internazionali di promozione e scambio della pedofilia.

L’indagine, si legge nel comunicato, aveva avuto a oggetto un sito internet italiano che generava centinaia di contatti giornalieri da tutto il mondo, al quale era possibile accedere soltanto da parte degli utenti in possesso della password. Con la sentenza odierna il Tribunale ha anche disposto la vendita del computer sequestrato al prelato, la distruzione delle immagini pedopornografiche che erano state rinvenute presso l’abitazione del prelato stesso. Il Giudice Stefania Scarlata della sezione penale di Siracusa ha ritenuto vera la ricostruzione dei fatti operata dall’accusa del Procuratore aggiunto Toscano e del Procuratore Nicastro, a seguito di un indagine del Nucleo Investigativo Telematico su denuncia di Telefono Arcobaleno. A conclusione del dibattimento la Pubblica Accusa ha chiesto e ottenuto per il prelato un anno e mezzo di reclusione e duemila euro di risarcimento

Venerdì, 16 novembre 2007


Preti pedofili - Notizie
Usa: abusi sessuali su eschimesi, gesuiti pagheranno 50 milioni di dollari

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1871&Itemid=54

L’ordine dei gesuiti ha accettato di pagare 50 milioni di dollari per chiudere cause legali avviate da 110 eschimesi dell’Alaska, che sostengono di essere stati vittime di abusi sessuali da parte di religiosi tra il 1961 e il 1987. L’annuncio e’ stato dato dai legali dei promotori delle azioni giudiziarie, secondo i quali si tratta di una cifra record per un ordine religioso. La Compagnia di Gesu’, attraverso il padre provinciale dell’Oregon, John Whitney, responsabile per l’Alaska, ha sottolineato che l’annuncio e’ pero’ ’’prematuro’’ perche’ devono essere definiti una serie di dettagli.
Al centro della cause per risarcimenti e’ l’operato nei decenni scorsi di una decina di preti e tre missionari che sono stati accusati di aver abusato di minori in 15 villaggi dell’ Alaska abitati da eschimesi.
La Compagnia di Gesu’ ha negato di aver inviato ’in esilio’ in Alaska sacerdoti di cui conosceva le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. Lo stato nel nord-ovest del continente americano viene invece definito dai gesuiti come ’’una delle terre di missione piu’ difficile’’ e per questo la Compagnia sostiene di inviarvi i migliori missionari. (Ansa)


 

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/missionari-pedofili/missionari-pedofili/missionari-pedofili.html

La somma, 50 milioni di dollari, è la più alta mai pattuita da un ordine religioso
L’avvocato delle vittime: "I preti problematici venivano confinati in Alaska"

Usa, missionari pedofili tra gli eschimesi
I gesuiti pagheranno i danni


dal nostro corrispondente MARIO CALABRESI

Thomas Cheemuk visita la tomba del fratello, vittima dei missionari pedofili e morto suicida nel 1999
NEW YORK - La Compagnia di Gesù pagherà 50 milioni di dollari per risarcire 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da religiosi gesuiti quando erano bambini o adolescenti, tra il 1961 e il 1987.
Gli scandali nella Chiesa americana continuano a rivelare nuove e inaspettate storie, cominciati nel 2002 a Boston, sembravano dover finire con il grande accordo di quest’estate tra la diocesi di Los Angeles e 508 persone che erano state molestate o stuprate negli ultimi settant’anni.

Ma ora dall’Alaska arriva la notizia che per tre decenni in 15 minuscoli villaggi, tra i più isolati e remoti al mondo, abitati dagli Yupik, che insieme agli Inuit formano il popolo eschimese, si sono ripetute violenze e abusi da parte di una decina di preti e da tre missionari della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.

Da quattro anni erano cominciate le denunce, ma prima del processo si è arrivati ad un’offerta di risarcimento che eviterà il dibattito in tribunale. Secondo l’avvocato degli eschimesi, Ken Roosa, si tratta di una cifra record per un ordine religioso, grazie all’accordo extragiudiziale ogni vittima riceverà oltre mezzo milione di dollari, in cambio nessuno dei gesuiti verrà incriminato e non è richiesta alcuna ammissione di colpevolezza.

La Compagnia di Gesù, attraverso il padre provinciale dell’Oregon, John Whitney, responsabile per l’Alaska, ha mostrato fastidio per la pubblicità data all’accordo, ha definito l’annuncio prematuro e ha negato che i gesuiti abbiano inviato per anni "in esilio" in Alaska sacerdoti di cui conoscevano le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. Lo stato nel nord-ovest del continente americano viene invece definito dai gesuiti come "una delle terre di missione più difficile" e per questo la Compagnia sostiene di inviarvi i missionari più coraggiosi e preparati.

A St. Michael, un’isoletta lunga 15 chilometri che si trova nel Norton Sound, la baia del mare di Bering scoperta dal capitano James Cook nel 1778, il diacono Joseph Lundowski abusò di quasi tutti i bambini di Stebbins e St. Michael, i due minuscoli villaggi abitati da 150 famiglie.

Accusato da 34 persone, che nelle testimonianze raccontano delle violenze avvenute in una minuscola chiesa, dopo il catechismo, durante i bui pomeriggi dell’inverno dell’Alaska, Lundowsky era un gigante con la testa pelata e gli occhi blu, lavorava come diacono per la diocesi anche se i gesuiti hanno negato alcun legame con il loro ordine e ufficialmente non sapevano chi fosse. Lasciò l’isola nel 1975 e ora si è scoperto che è morto una decina di anni fa a Chicago alla Pacific Garden Mission, un ricovero religioso con mensa e dormitorio. La maggior parte dei sacerdoti accusati sono ormai morti e le vittime, scelte nel tempo tra chi aveva tra i cinque e i quindici anni, oggi hanno tra i trenta e i sessant’anni.

In questa causa, come nel caso di Los Angeles, i gesuiti pagano per un mancato controllo e per aver tenuto nascosto per anni lo scandalo, nel 2004 si erano poi aggiunte accuse di aver bruciato e distrutto documenti che dimostravano il comportamento dei religiosi. Tra i sacerdoti sotto accusa il reverendo James Poole, fondatore della radio cattolica del Nord dell’Alaska, che oggi vive in una casa di riposo. Secondo l’accusa i gesuiti sapevano fin dal 1960 che teneva "comportamenti sessuali inappropriati" ma anche quando lo richiamarono a Portland lasciarono che continuasse ad insegnare ai bambini.

L’avvocato delle vittime, da Anchorage dove ha lo studio, racconta che nessuno aveva mai avuto il coraggio di denunciare finché non arrivò notizia dello scandalo che aveva investito la diocesi di Boston, allora a poco a poco emersero storie di disperazione, alcolismo e suicidi. "In alcuni villaggi eschimesi - sostiene Roosa - è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato. Ma nessuno ha ammesso che i preti problematici venivano confinati in Alaska. Ora per i nostri clienti questo accordo significa che le loro storie di abusi, sempre negate, sono finalmente riconosciute".


Martedì, 20 novembre 2007


Preti pedofili - ultimora
Brescia, arrestato il vicedirettore del seminario della diocesi per violenza sessuale

Apprendiamo da RaiNews24 (http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=76180) che i vicedirettore del seminario della diocesi di Bresica, "Marco Baresi, 38 anni, e’ stato arrestato dagli agenti della Squadra mobile, che hanno eseguito un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Brescia. Le accuse per il sacerdote, a quanto riporta l’agenzia Adnkronos, sono di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico".
La diocesi per ora non commenta le presunte accuse di violenza sessuale su un minore. "Non abbiamo ancora letto le motivazioni dell’arresto", spiega il responsabile dell’ufficio diocesano per le comunicazioni, don Adriano Bianchi, "stiamo verificando cosa e’ successo".
"La situazione mi lascia assolutamente allibito...mi è mancato il fiato quando me l’hanno detto. E’ una cosa fuori da ogni pensiero, conosco l’ambiente e la persona ed è impensabile", ha commentato Mario Sberna, amministratore del Seminario di Brescia.

Il copione ci sembra sempre lo stesso: tutti scendono dalla nuvole, nessuno si era mai accorto di nulla e via dicendo. Quando la si smetterà di usare tali metodi?


 

Vedi anche l’articolo: http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/minori02072007.htm
sul tema dei seminari minori.

Martedì, 27 novembre 2007


SONO ANCORA I BAMBINI A SOFFRIRE

di BETTY PLEASANT, Co-editorialista

(traduzione di Stefania Salomone)


THE SOULVINE (Titolo della rubrica su un giornale - nome di un fiore)

Rivolgiamo lo sguardo alla chiesa cattolica romana. Specificatamente alla arcidiocesi di Los Angeles della chiesa "una, santa, cattolica e apostolica". La chiesa ha raggiunto un accordo all’inizio dell’anno col quale si impegnava a pagare risarcimenti per 660 milioni di dollari agli oltre 500 uomini e donne che subirono abusi sessuali da preti cattolici durante l’infanzia. E’ arrivato il momento di tirare fuori i soldi e la chiesa torna a maltrattare i bambini.


Le compagnie di assicurazione pagheranno la metà dell’importo, ma l’arcidiocesi deve tirare fuori l’altra metà. E da dove attingerà? Dall’unico posto da cui è possibile: deve vendere alcune proprietà che possiede nel vasto territorio. E quali venderà? Il piccolo rettorato di Oxnard, dove vivono 3 suore e la Daniel Murphy High School, l’ultima scuola superiore cattolica rimasta, con frequentazione predominante di afro-americani, in centro città.

Lo scorso mese i responsabili dell’arcidiocesi hanno annunciato la chiusura della scuola adducendo come motivazione la scarsità di iscrizioni. Nessuna menzione del fatto che la scuola si trova in un’area di alto valore immobiliare nel Parco di Hancock e che la sua vendita frutterà una bella somma contribuendo sostanzialmente al raggiungimento dei 330 milioni di dollari, la metà dei risarcimenti. Dall’annuncio, centinaia di ex-studenti della scuola, alcuni cittadini cattolici e gente di buona volontà di sono mobilitati per richiedere all’arcidiocesi di cercare alternative e riconsiderare la decisione di chiudere la scuola. Hanno incontrato il Mons. Royale Vadakin, portavoce della curia, e Nancy Coonis, sovrintendente all’istruzione superiore, per discutere altre opzioni. Ma non c’è stato verso. Ogni alternativa che i genitori e gli ex-studenti si prodigavano a proporre, è stata scartata e neanche presa minimamente in considerazione.


I genitori degli alunni della Daniel Murphy si sono accordati all’unanimità per versare 1.000 dollari l’anno in più di retta, tentando di eliminare le necessità di sussidio dell’arcidiocesi, pari a circa 175.000 dollari annui, e gli stessi ex-studenti hanno raccolto offerte in denaro. Tutte le parti in causa si stanno impegnando in una campagna sulla stampa per incrementare le iscrizioni, nonostante le notizie che il basso tasso di iscrizioni per cui l’arcidiocesi ha deciso la chiusura, non sia mai stata diffusa dai responsabili della scuola. Tutte queste offerte di aiuti volte a mantenere operativa la scuola, sono state interrotte artibrariamente dall’astuto Vadakin, il quale, mantenendo la scuola a rischio di chiusura, è quello che ci guadagna maggiormente.


Quindi, dov’è Sua Eminenza, Cardinale Roger Mahony in tutto questo? Nessuno può saperlo, non parla con nessuno. I genitori hanno organizzato una protesta davanti agli uffici dell’arcidiocesi lo scorso mese e hanno chiesto di incontrare il cardinale. Sono stati ignorati. Circa 300 persone hanno organizzato una marcia di protesta, molto pubblicizzata sui mezzi di informazione, di fronte alla Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli il 17 novembre, continuando a chiedere un incontro con Sua Eminenza, ma niente. Genitori ed ex-studenti hanno fatto numerosi tentativi sia per iscritto che per telefono per organizzare un incontro con il nostro "leader spirituale", ma niente da fare.


Coloro che stanno combattendo contro la chiusura della Daniel Murphy non dovrebbero pagare le conseguenze per le mancanze e le leggerezze della chiesa nella gestione degli scandali di abusi sessuali. Essi ritengono che la Daniel Murphy è solo la prima di tante scuole cattoliche e altre istituzioni in tutta la città in odore di chiusura, per via che l’arcidiocesi non può più permettersi di mantenerle, e necessita di disfarsi del suolo ove queste sono situate. Chi ne subirà gli effetti? I soliti: i poveri, gli immigranti, gli anziani, i giovani, i malati, i neri, i gialli. Porca miseria, se la chiesa non può più permettersi di essere a servizio di chi più ne ha bisogno, allora a cosa serve? Il Cardinale Mahony deve esprimersi al riguardo, magari facendo un’omelia su Cosa Avrebbe Fatto Gesù. Questa è la mia chiesa e non sono una cattolica soddisfatta. Già da tempo.


Fonte: http://www.wavenewspapers.com/
Venerdì, 30 novembre 2007

Arresto sacerdote Brescia
La maledizione di via Bollani stessa accusa per il suo predecessore

Originario di Chiari, dopo una breve esperienza a San Zeno, era stato chiamato a sostituire don Luigi.


Dal sito: http://wildgreta.wordpress.com/

L’ex responsabile patteggiò la condanna e ora si occupa di una biblioteca e di preti anziani.
Sembra un brutto scherzo della sorte. Ma don Marco Baresi, nel seminario di Brescia, era stato chiamato a risolvere un problema. Ed ora il problema - con accuse quasi identiche a quelle di otto anni prima - è diventato lui. Fino al 1999, infatti, ad occuparsi dei ragazzi delle scuole medie era don Luigi, che attorno al 2002 ha patteggiato una condanna per reati collegati alla pedofilia commessi proprio negli anni in cui era vicerettore dell’istituto diocesano di via Bollani e successivamente è stato trasferito ad occuparsi di una libreria e dei preti più anziani. Don Marco era stato indicato come suo sostituto - incarico delicatissimo, dato il precedente - nonostante avesse trent’anni appena compiuti.
Un atto che testimonia la grande fiducia dei superiori nei suoi confronti, ma anche che sulla sua condotta, almeno fino a ieri, non erano mai emersi dubbi o illazioni. DON MARCO è nato a Chiari il 4 febbraio del 1969, da una vera istituzione popolare del paese: il “maestro Baresi”, insegnante elementare "con l’hobby di rilegare libri " che ha “svezzato” diverse generazioni di clarensi.
Il figlio è entrato in seminario subito dopo le scuole medie, distinguendosi subito come studente modello e - crescendo - anche come “prefetto”, una figura educativa intermedia fra vicerettori e studenti più giovani.Bonario anche nell’aspetto, con il viso rotondo e il fisico in carne. Molto disponibile ad ascoltare i problemi dei nuovi entrati, premuroso, educato, sempre accomodante e con il sorriso sulle labbra, ma anche ligio al dovere e con un grande senso della gerarchia. Un uomo - dice chi l’ha conosciuto - che non spiccava certo nel mucchio per particolari inclinazioni o attitudini, forse fin troppo “normale”, ma stimato e ben voluto da tutti.
A 25 anni, don Baresi - dopo gli studi di Teologia - ha preso i voti trasferendosi a San Zeno Naviglio - come vicario parrocchiale - per fare esperienza.
Anche qui Marco ha lasciato solo ricordi positivi. E non a caso, dopo cinque anni, è stato richiamato in seminario per ricoprire il ruolo di vicerettore delle medie (di recente promosso al ginnasio). Il suo profilo umano e l’“ineccepibile” percorso sacerdotale sembrava quello giusto per uscire dalla tempesta. Almeno fino a ieri.
I dati: I percorsi con i ragazzi
Don Marco era tra gli organizzatori degli “incontri vocazionali per i ragazzi e gli adolescenti”. Un’esperienza che, come riferisce il sito della diocesi, “si propone di seguire più da vicino i ragazzi e gli adolescenti che coltivano l’idea di entrare in seminario o hanno espresso il desiderio di entrarvi.”
Il cammino vuole proporre un’esperienza più diretta della vita di seminario, con alcuni appuntamenti che coprono il fine settimana e con la partecipazione a qualche momento della vita del seminario minore.
L’itinerario, si legge ancora nel sito, “presuppone uno stile comunitario e un accompagnamento personale dei ragazzi con l’educatore”. Fonte E-Polis- Andrea Tortelli e Vivicentro.org FORUM SCANDALI ECCLESIASTICI


Venerdì, 30 novembre 2007

Pedofilia - Notizie
Usa: ex prete condannato a oltre 10 anni prigione

http://www.swissinfo.ch/ita/mondo/detail/Pedofilia_Usa_ex_prete_condannato_a_oltre_10_anni_prigione.html?siteSect=143&sid=8493021&cKey=1196750165000&ty=ti&positionT=5


Pedofilia: Usa; ex prete condannato a oltre 10 anni prigione

LOS ANGELES - Un ex prete cattolico americano è stato condannato ieri a 10 anni e quattro mesi di prigione per atti di pedofilia nei confronti di due minori. Lo riferiscono fonti giudiziarie della California.

Michael Stephen Baker, 59 anni, ha riconosciuto i suoi torti e ha rinunciato al processo con il contraddittorio. Baker ha già scontato tre anni di reclusione che saranno presi in considerazione nel computo generale relativo alla detenzione, secondo quanto deciso dal giudice Curtis Rappe del tribunale di Los Angeles.

I fatti risalgano al 1994-1995 nel caso della prima vittima di abusi e al 1996-1997 per la seconda secondo quanto indicato dall’accusa. La chiesa cattolica americana dal 2002 è scossa da diversi scandali legati alla pedofilia e ha già dovuto pagare più di tre miliardi di dollari di risarcimento alle vittime di sacerdoti. Tuttavia è raro che si arrivi a denunce penali.


Martedì, 04 dicembre 2007


Preti pedofili - USA
Usa, violentata da sette preti

Rita milla ha avuto anche un figlio da uno dei sacerdoti


 

Una donna di 46 anni vince la causa contro l’arcidiocesi di Los Angeles: sarà "risarcita" con 500 mila dollari


Rita Milla (Ap)
WASHINGTON - Rita Milla, 46 anni, è diventata l’ennesimo tragico caso di uno scandalo che non accenna a placarsi negli Stati Uniti. La donna, che oggi ha 46 anni, ha vinto una clamorosa (e lunga) causa di risarcimento per aver subito violenze sessuali da sette preti a partire dall’età di 16 anni; l’arcidiocesi di Los Angeles, retta dal cardinale Roger Mahony, dovrà pagarle mezzo milione di dollari.

UNA FIGLIA - Non solo: la donna ha una figlia da uno di questi sacerdoti, mentre un altro aveva cercato di farla abortire dandole il denaro per recarsi nelle Filippine dove mettere in atto l’interruzione della gravidanza. La notizia della vittoria giudiziaria di Rita Milla è rimbalzata su tutti i media americani. Per la diocesi di Los Angeles si tratta tuttavia solo dell’ultimo capitolo di una lunga serie di eventi negativi relativi allo scandalo degli abusi sessuali: di recente la Chiesa della metropoli californiana aveva sborsato ingenti risarcimenti per numerosi casi di violenze e molestie sessuali.


05 dicembre 2007



Fonte: http://www.corriere.it/

Mercoledì, 05 dicembre 2007


Preti Pedofili - USA
Nuovo scandalo pedofilia nella Chiesa cattolica americana: sospeso Mons. Zatarga


 

Brooklyn - Un nuovo scandalo pedofilia ha investito nei giorni scorsi il mondo ecclesiastico americano, già balzato tristemente agli onori delle cronache internazionali da diversi anni a questa parte.

L’ultimo episodio riguarda Monsignor George Zatarga, sacerdote 65enne della diocesi di Brooklyn, denunciato 2 settimane fa per presunti abusi su minori risalenti agli anni ’70 poi confessati pubblicamente dallo stesso prete.

Il vescovo di Brooklyn Nicholas Di Marzio ha reso noto, attraverso una lettera ai suoi fedeli, di aver sospeso a divinis George Zatarga dai propri incarichi di sacerdozio, mentre il portavoce diocesale Frank De Rosa ha fatto sapere che l’ormai ex Monsignore è stato ricoverato in una clinica di riabilitazione, senza tuttavia comunicare ulteriori dettagli circa luoghi e modalità con cui si sono consumate le violenze di cui Zatarga è reo confesso.

Il caso Zatarga (ex cappellano di due scuole superiori nel Queens e a Brooklyn e vicario diocesale sino al 2005) è l’ennesimo episodio di corruzione morale che ha colpito la Chiesa Cattolica americana: la somma dei risarcimenti che l’istitituzione religiosa ha dovuto versare alle oltre 10mila vittime abusate si aggira attorno ai 2 miliardi di dollari.

Tuttavia i vertici ecclesiastici statunitensi si stanno dimostrando sensibili, operandosi costantemente per impedire il perpetrarsi di simili crimini all’interno del proprio ambiente.

L’arcivescovo di New York Edward Egan ha in mente di diffondere nelle varie diocesi una serie di fumetti destinati ai bambini con l’intento di mettere in guardia i più piccoli sui rischi che possono scaturire da taluni comportamenti da parte dei preti nei loro confronti.

News ITALIA PRESS

Fonte:
Notiziario NIP - News Italia Press agenzia stampa - N° 229 - Anno XIV, 5 dicembre 2007

http://www.newsitaliapress.it/

Mercoledì, 05 dicembre 2007


Preti pedofili - Imperia
Prete accusato di abusi sessuali

05 dicembre 2007

L’ex cappellano ospedaliero di Imperia, padre Francesco De Rienzo - 35 anni, originario della Puglia - è indagato per abusi sessuali su minori.

Le indagini, svolte dalla squadra mobile imperiese, avrebbero appurato alcuni abusi su bimbi di 11 o 12 anni, toccati nelle parti intime.

Il prelato, saputo delle indagini sul suo conto, aveva detto che si trattava di «voci false» e lo aveva fatto presente anche durante l’omelia tenuta in ospedale (nella foto), qualche giorno prima del suo trasferimento a Torino.

Padre De Rienzo sarà difeso dall’avvocato Carlo Fossati, che avrebbe già chiesto ad alcuni conoscenti del prelato di intervenire a testimoniare.



Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/imperia/view.php?DIR=/imperia/documenti/2007/12/05/&CODE=c97dc164-a307-11dc-85dc-0003badbebe4

Mercoledì, 05 dicembre 2007


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