FISICA/MENTE

 

 

Dal sito: http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm#

 


Preti & pedofilia

di don Vitaliano Della Sala

“Ai bambini appartiene il Regno dei cieli” è la parola di Gesù che propone proprio i bambini come modelli di vita per ogni cristiano: “se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei cieli”. Quanto siamo lontani da queste parole e dal rispetto verso i bambini che queste parole presuppongono: bambini resi schiavi, sfruttati, non rispettati nei loro diritti, bambini fatti oggetto di attenzioni e di violenze sessuali da parte di adulti. E’ la cronaca di sempre!
Una parola tradita doppiamente da chi quella Parola deve annunziare e testimoniare, dai pedofili, cioè, in abito talare che, approfittando del proprio ruolo all’interno delle parrocchie, dei seminari, delle scuole, usano violenza proprio contro i bambini “legittimi proprietari” del Regno di Dio.
Non trovo parole sufficienti per dire lo sdegno di fronte a tanta bruttura commessa da confratelli sacerdoti. Ma sono altrettanto rimasto senza parole per il modo col quale il Vaticano cerca di risolvere il problema della pedofilia nel clero. Innanzitutto sono sconcertato perché ci si è occupati del problema solo quando si è dovuto mettere mano a santi portafogli e a sacri conti bancari, e quando l’immagine della Chiesa (e quindi le abbondanti offerte e i numerosi contributi dei fedeli che da quella immagine scaturiscono) ha rischiato di essere irrimediabilmente compromessa.
E poi provo sconcerto anche di fronte agli atteggiamenti che la S. Sede si propone di assumere nei confronti dei preti accusati di pedofilia, atteggiamenti che si riassumono in quelle, cristianamente e umanamente infelici affermazioni che propongono “tolleranza zero” e “uno sbaglio e sei fuori”. I cristiani non possono ragionare così, tanto meno se vescovi e cardinali. A chi in Vaticano è passato per la mente che i confratelli preti pedofili sono anche e comunque vittime - e dico questo non per giustificarli - vittime di violenze fisiche, psicologiche e “formative”?
Non sono un esperto, ma penso che il problema pedofilia nel clero si debba cominciare a risolvere a partire dalla formazione nei seminari e dall’organizzazione dei seminari stessi, una specie di “case chiuse” per soli uomini, che dovrebbero invece essere luoghi dove un ragazzo cresce armonicamente e serenamente in un contesto e in un ambiente normale. Bisognerebbe intervenire sul “disprezzo” per la sessualità che spesso è diffuso tra il clero, e dunque sul seminario, luogo nel quale questo “disprezzo” nasce e si sviluppa. Tutto il cammino formativo dei seminari tende a “congelare” la sessualità, e di fatto è come se bloccasse il naturale sviluppo sessuale dei ragazzi-seminaristi; se non si recupera, a fatica e da soli dopo, si rischia di diventare adulti con una sessualità ferma al periodo puberale o adolescenziale.
Ma di questo in Vaticano non si parla se non di sfuggita, per dovere d’ufficio e comunque, ipocritamente, senza provare a risolvere effettivamente il problema. Temo che non cambierà granché nella Chiesa: i preti pedofili continueranno indisturbati ad essere vittime e a fare vittime tra i bambini, casomai cercando di farlo con molta più attenzione, dopo il polverone alzato in seguito allo scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti e dopo quello più recente sollevato attorno al filmato della BBC. Sono certo che molti tra i preti accusati di pedofilia ora pagheranno ma, sono pronto a scommetterci, pagheranno i preti pedofili più sfigati, mai i “potenti”.
Certamente si riferiva anche a questi scandali il futuro papa Benedetto XVI che, tra le riflessioni proposte per la Via Crucis al Colosseo nel 2005, diceva: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!”. E concludeva: “Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa: anche all’interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo. Con la nostra caduta ti trasciniamo a terra, e Satana se la ride, perché spera che non riuscirai più a rialzarti da quella caduta; spera che tu, essendo stato trascinato nella caduta della tua Chiesa, rimarrai per terra sconfitto. Tu, però, ti rialzerai. Ti sei rialzato, sei risorto e puoi rialzare anche noi. Salva e santifica la tua Chiesa. Salva e santifica tutti noi”.
È la speranza di tutti, specialmente di tanti bambini!
don Vitaliano Della Sala (347 3679191)
www.donvitaliano.it



Giovedì, 31 maggio 2007


Le posizioni di don Fortunato di Noto sul video della BBC

di Agenzia ZENIT

Per completezza di informazione riportiamo, dall’agenzia ZENIT, le posizioni di don Fortunato di Noto, fondatore dell’associazione Meter che combatte la pedofilia, sul video della BBC e sulla trasmissione di Anno Zero che lo proietterà.


 

Codice: ZI07053014
Data pubblicazione: 2007-05-30
Il Fondatore di una associazione contro la pedofilia respinge le accuse alla Chiesa

ROMA, mercoledì, 30 maggio 2007 ( ZENIT.org).- Nonostante le tante proteste arrivate in RAI, andrà ugualmente in onda, giovedì 31 maggio, nel programma di Michele Santoro, “Anno Zero”, il filmato sulla pedofilia prodotto dalla BBC dal titolo “Sex crimes in the Vatican”.

Il video è stato severamente criticato in tutti i Paesi dove è stato proiettato per la morbosità e violenza dei contenuti e per la grande quantità di falsità utilizzate nell’attaccare il Vaticano.

Alla proiezione seguirà un dibattito tra gli ospiti. Tra questi ci sarà anche don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione “Meter” (http://www.associazionemeter.it/), che da anni si occupa di lotta alla pedofilia e tutela dell’infanzia.

Intervistato da ZENIT, don Fortunato ha esclamato che “se il tentativo di contrastare la pedofilia si riduce ad una lotta ideologica contro la Chiesa cattolica siamo veramente all’anno zero”.

Il fondatore di “Meter” ha spiegato che “al di là degli aspetti drammatici della pedofilia che ha visto la responsabilità di tante persone e anche di qualche sacerdote, quello che mi auspico è che ci sia un grande equilibrio nel trattare una devianza le cui vittime sono i bambini”.

Don Fortunato ha tenuto poi a sottolineare che “se la trasmissione di ’Anno Zero’ dovesse diventare un pretesto unilaterale per attaccare la Chiesa cattolica, travisando le responsabilità personali in colpe collettive, allora mi sentieri offeso, perché nella Chiesa a fronte di singoli casi di devianza, ci sono centinaia di migliaia di sacerdoti, suore, religiosi, che si spendono quotidianamente in opere di carità, per raccogliere bambini di strada, difendere l’infanzia, assistere e curare vittime della violenza, a costruire scuole e centri per dare speranza ai bambini sfruttati e abbandonati”.

“E poi non capisco – ha continuato il sacerdote – perché la pedofilia sia da imputare come un male della Chiesa cattolica. E’ drammatico constatare che sono molti di più i casi che avvengono all’interno di altri gruppi religiosi, e di altre categorie sociali”.

Circa le accuse riguardanti un presunto tentativo del Vaticano di insabbiare gli abusi sessuali da parte di sacerdoti, Don Fortunato ha detto: “Respingo in maniera assoluta l’idea che la Chiesa cattolica possa aver coperto i pedofili, in quanto sono un sacerdote, fondatore e responsabile dell’associazione ’Meter’, che questi mali combatte e cerca di curare, con la formula di giustizia e misericordia”.

“Un altro aspetto del fenomeno che mi risulta poco chiaro – ha aggiunto il sacerdote – è perché di fronte agli abusi sessuali, che secondo i dati forniti dall’ONU colpirebbero circa 150 milioni tra bambini e bambine, non si fanno inchieste e non si denunciano fenomeni come il turismo sessuale, come la pedopornografia, lo sfruttamento sessuale di minori”.

“Sembra quasi – ha commentato don Fortunato – che l’unico intento sia quello di colpire la Chiesa cattolica, che invece lavora da sempre per assistere e aiutare le vittime di ogni tipo di abuso, soprattutto se bambini e bambine”.

Sui fini della trasmissione di Santoro, don Fortunato ha poi aggiunto: “Mi chiedo quale sia lo scopo di trasmettere un video che è datato, che è da molti mesi disponibile su internet con i sottotitoli in italiano, e che dove è stato trasmesso ha suscitato forti critiche”.

“Inoltre – ha concluso – sono imbarazzato, perché non solo devo combattere i pedofili, ma devo anche contrastare i mezzi di comunicazione che vogliono accusare la Chiesa, a cui appartengo, di essere complice delle devianze sessuali”.
 



Giovedì, 31 maggio 2007


Preti pedofili
Risposta all’articolo di Massimo Introvigni apparso su ZENIT

di Umberto P. Lenzi

Dal sito
http://www.chiesaincammino.org/

(Purtroppo, dovuto alle fastidiose restrizioni della ZENIT, non possiamo riportare qui l’articolo nella sua integrita’, ma per coloro che volessero leggerlo, ne diamo le coordinate: http://www.zenit.org/italian/ )
Codice: ZI07052707
Data pubblicazione: 2007-05-27 Molto rumore per nulla. Il Papa, la pedofilia e il documentario “Sex Crimes and the Vatican” Di Massimo Introvigne
Signor Introvigne:
Purtroppo, anche se cercate in tutti i modi di scusare la gerarchia, i fatti non sono a vostro favore. Ci sono voluti i mandati di perquisizione (subpoena) da parte dei magistrati per aprire gli scrighi dei Vescovi che contenevano la verità.
Come potete spiegare il fatto che, precedentemente alle coraggiose denunce delle vittime e le investigazioni dei media (Boston Globe 2002), la cosa era tenuta segreta e nessun Vescovo aveva mai incoraggiato o aiutato le vittime a denunciare i colpevoli? Anzi minaccie e vituperio erano quello che le vittime e le famiglie ricevevano quando riportavano la cosa ai Vescovi, o, al massimo, qualche somma pecuniaria ("hush money") che li legava al silenzio?! Come mai i Vescovi ancor oggi (anche in Italia, vedi i casi di Agrigento e di Firenze) ignorano le lamentele delle vittime ed impongono loro il silenzio e, al massimo, spostano il colpevole... anzi, a volte, fanno controcausa alle vittime?
Ammesso pure che il documentario sia discutibile dal punto di vista canonico-giuridico, rimane pero’ sempre il fatto che la piaga della pedofilia clericale e’ scoppiata come un bubbone e che esisteva da secoli (specialmente dopo il Concilio di Trento e l’isituzione dei seminari minori)... senza che la gerarchia avesse messo rimedi adeguati... e che il tutto era sempre tenuto sotto silenzio. Questo e’ il punto dolente...
Non si tratta qui di diritto canonico, ma di delitti civili contro gli innocenti che vanno denunciati... Il voler insinuare che quei documenti, "Crimen sollicitationis" e la lettera "De delictis gravioribus" hanno incoraggiato o ordinato di denunciare i colpevoli alle autorita’ civili, e’ veramente la piu’ paradossale, falsa e stupida distorsione della verita’ che si possa fare e conferma, ancora una volta, l’ipocrisia piu’ schifosa! Per quelli che non "sanno di latino" c’e’ la traduzione fatta da esperti.
Affermazioni come queste contenute nel vostro articolo «A costo di ripetere l’ovvio, precisiamo subito che solo un folle sosterrebbe che tutti i sacerdoti omosessuali, per non parlare degli omosessuali non sacerdoti, sono pedofili; è invece un fatto statisticamente accertato che la maggior parte dei preti pedofili condannati sono omosessuali.» non solo sono false ed infondate, ma contraddicono i documenti rilasciati dagli specialisti psicologi, vedi libro del Dr. Sipe:
Sex, Priests, and Secret Codes: http://www.sexpriestsandsecretcodes.com/ The Catholic Church’s 2,000-year Paper Trail of Sexual Abuse.
GOLD MEDALIST, 2007 IPPY AWARDS
( Independent Publisher Book Awards )!
I preti pedofili non sono per la maggior parte omosessuali, ma persone psicologicamente e sessualmente immature dovuto al recrutamento infantile, repressione sessuale, e misogenia instigata e sofferta nell’educazione dei seminari. Prova ne sia che la gerarchia stessa ha chiuso tutti i seminari minori in Inghilterra e negli Stati Uniti; anche se persiste nel mantenerli in altri paesi dove non teme le critiche civili contro questa violazione del Charter dell’ONU che scoraggia il recrutamento di minori: ANNEX Convention on the Rights of the Child, U.N. General Assembly « … convinti che la famiglia, come il gruppo fondamentale della società e l’ambiente naturale per la crescita ed il benessere di tutti i suoi membri ed in particolarmente dei bambini, deve ricevere la protezione e l’assistenza necessaria così che possa prendersi la sua piena responsabilità all’interno della comunità; riconoscendo che il bambino, per il pieno ed armonioso sviluppo della sua personalità, deve crescere in un ambiente di famiglia, in un’atmosfera di felicità, amore e comprensione… »

Umberto P. Lenzi
001.425.743.0104
USA



Giovedì, 31 maggio 2007


Preti pedofili
La diocesi di Chicago risarcisce con 6 milioni di dollari le vittime di abusi sessuali

Fonte: http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=70549

La diocesi di Chicago che ha pagato 6,6 milioni di dollari a 15 vittime di abusi messi in atto da un gruppo di 12 sacerdoti fra il 1960 e il 1990.
Si tratta dell’ennesimo accordo extragiudiziale raggiunto da una diocesi degli Stati Uniti in seguito a un procedimento giudiziario e quindi alle richieste di risarcimenti per episodi di pedofilia. La notizia è stata confermata dall’arcidiocesi e dal rappresentante legale delle vittime.
Secondo quanto sostiene la Chiesa di la maggior parte dei sacerdoti colpevoli degli abusi sono morti o gli è stato impedito di continuare ad esercitare il proprio ministero.
Fino ad ora l’arcidiocesi di Chicago, secondo fonti ecclesiastiche ufficiali, ha pagato la somma di 52 milioni di dollari a 214 persone che hanno presentato domanda di risarcimento in seguito a dei procedimenti giudiziari per casi di abuso sessuale su minori.
Le cifre delle violenze
Negli Stati Uniti, secondo cifre fornite dalla stessa Conferenza episcopale, dal 1950 ad oggi, 10.667 persone sono state vittime di abusi sessuali, 4.392 i preti coinvolti nello scandalo.
Numeri destinati a crescere ancora e che comunque vanno considerati per difetto in quanto in molti casi le violenze non sono mai state denunciate. Casi gravi e a volte gravissimi, come quello del seminario di Sant Polten, in Austria dove intervenne la stessa Santa Sede per fare pulizia, sono stati registrati dall’opinione pubblica in questi anni in Brasile, Argentina, Polonia, Messico.

Crimine enorme
Lo scorso ottobre il Papa avendo ricevuto in visita i vescovi irlandesi affermò che il reato di pedofilia è ancora piu’ grave quando è commesso da un prete e che in ogni caso si tratta "di un crimine enorme".
 



Venerdì, 01 giugno 2007


Il 7% dei preti è pedofilo
Non si tratta di casi limite ed isolati

di Fausto Marinetti

Lettera a Santoro dopo la trasmissione sul documentario della BBC relativo ai preti pedofili


Gent.mo Santoro,
complimenti per il coraggio di mettere a confronto le vittime con coloro che, in qualche misura, o con il silenzio, o con l’omertà, o con la collaborazione attiva o passiva, hanno fatto sì che fossero "prodotte".
Alcune osservazioni:
1- i casi evidenziati dalla BBC e dalle vittime in sala, rischiano di avallare la tesi, che si tratta di "alcuni" preti maniaci sessuali e potrebbe far pensare: "Bè, in fondo sono eccezioni, casi limite, le mele marce ci sono dappertutto, ecc.". E’ questo che non si può tollerare, perché sulle idee si può discutere, sui numeri no: solo negli USA più di 5.000 preti pedofili con 11.000 vittime (sarebbe stato efficace un pannello con le cifre a livello mondiale). Questo è solo ciò che è venuto alla luce nei tribunali, ma quello che è rimasto nascosto nelle sacrestie e negli archivi segreti delle curie sarebbe, a detta degli esperti, dieci volte tanto.
2- La gravità dei documenti ufficiali (Crimen sollicitationis (1962), Codice di diritto canonico (1983), De delictis gravioribus (2001),) consiste nell’attribuirsi la "competenza" di giudicare crimini da codice penale, come se si trattasse di "peccatucci" dei quali basta pentirsi, qualche preghiera o una "pena canonica" (trasferimento, sospensione dal ministero, riduzione allo stato laicale, scomunica). Il delitto va trattato da delitto (l’unica competente è la società civile), non da peccato (riguarda la coscienza personale). Per giustizia il male fatto va riparato, risarcito. E perché ci si crede autorizzati a giudicare in foro interno un delitto pubblico? Perché la chiesa si ritiene "società perfetta, autonoma, indipendente" dallo Stato. I suoi funzionari non sono cittadini come gli altri, ma "persone sacre", sul piedestallo di Dio, tanto da "agire in persona Christi" (al posto di Cristo), perché si fa credere al prete di essere "ontologicamente configurato a Cristo" (=Cristo stesso).
3- Fisichella ha un bel dire che tutto è in ordine, che la Chiesa difende i bambini. Negli USA le cose sono venute alla luce non per merito della gerarchia, ma dei LAICI, che sono usciti dalla condizione di eterni minorenni e si sono riappropriati della loro dignità umano-cristiana, che consiste nella corresponsabilità, condivisione, compartecipazione di tutto ciò che riguarda "il popolo di Dio". E queste organizzazioni (SNAP, Voice of the faithfull, Call to action, Noi siamo Chiesa, ecc.) vengono ancora ostacolate, quando non perseguite e condannate.
4- Peccato non si sia accennato al reclutamento dei minorenni, già messo fuori legge dalla Carta dell’ONU (1989). Nei paesi impoveriti le vocazioni ("bocazioni") dei minori sovrabbondano perché in seminario si mangia, ma viene impartita una diseducazione, perché l’ambiente di soli maschi è contro natura; perché l’assenza della donna (l’altra metà dell’uomo) produce persone immature, frustrate, incompiute. Non solo, ma viene inculcata la salvezza dell’anima a scapito del corpo, che la donna è il diavolo, l’Eva tentatrice, da cui rifuggire. L’unica donna ammessa è "la Vergine Maria", che induce il ragazzo alla visione della donna-angelo, smaterializzata, ridotta ad un fantasma, ragion per cui non riuscirà più a relazionarsi normalmente con la donna reale. Un trauma che lo segna per sempre. Non ha senso giustificare tutto, lavandosene le mani: "quei preti delinquenti non avrebbero dovuto essere preti", perché si continua a impartire un’educazione" che giunge a menomare e deformare la persona umana. E’ tutto per caso o c’è qualcosa a monte che non va? Non per nulla i preti sposati nel mondo sono 100-150.000, uno su cinque. In Italia sono 10.000 e le suore il triplo. E chi ha quantificato preti e vescovi alcolizzati, con l’amante, con il compagno, in cura psichiatrica, con figli non riconosciuti? E’ la paura della verità, che fa occultare le cifre? (Secondo la ricerca statistica di Rodríguez Pepe, il 95% dei preti si masturba, 60% ha relazioni sessuali, 20% è omosessuale, 7% abusa di minorenni. Da un campione si ricava che: il 53% ha relazioni sessuali con adulte, 21% con adulti, 14% con minori maschi e il 12% con minori femmine ( La vida sexual del clero, Barcelona, 1995).
5- Bisogna mettere a nudo le radici del male: la visione pagana della sessualità (ereditata dagli gnostici, manichei, ecc.); ossessione del "de sesto", patriarcalismo, misoginia, dispotismo, oscurantismo, angelismo. Come se Dio dovesse vergognarsi di averci fatto di anima e corpo, maschi e femmine. Non ha detto all’inizio, che era "tutto molto buono", compresa la donna e il piacere sessuale?
6- Non si può tralasciare, che i vescovi, i quali hanno coperto i loro preti (uno di loro dice: "Come faccio a denunciare un figlio?"), li hanno trasferiti da una parrocchia all’altra, nascosto o fatto emigrare all’estero, sono ancora sul trono del loro insindacabile potere. Come quello di Agrigento, di Firenze, ecc. Oppure godono della extra-territorialità, cittadini del Vaticano, come il card. Bernard Law. E così che la Chiesa difende i "piccoli"?
Cordialmente,

fausto marinetti



Venerdì, 01 giugno 2007


Lettera
Prete pedofilo in Vaticano

di T.C.

La email che riproduciamo di seguito, denuncia come la questione pedofilia sia presente anche nei "sacri palazzi Vaticani". Sappiamo presso quale cardinale si trova il prete pedofilo di cui parla la lettera, così come sappiamo dove lavora il ragazzo violentato. Abbiamo omesso questi nomi, così come abbiamo indicato solo le iniziali della nostra interlocutrice, su sua specifica richiesta, per non danneggiare ulteriormente proprio la vittima. Il fenomeno della pedofilia è grave e molto diffuso a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica. Ci auguriamo, per il bene stesso della Chiesa cattolica che essa su tale argomento cambi decisamente strada.


 

Grazie a lei signor Direttore de il Dialogo,
ho letto l’intervista di Bruno Zonin autore del libro "Nessuno dovrà saperlo". Sono una signora svizzera-italiana madre di un ex seminarista che vive ora una vita disperata e solitaria in Italia (è alcolista ) a Roma dove ha voluto emigrare credendo di liberarsi del suo passato e cercare una soluzione alla sua sessualità traviata dai preti. Quando ci ha confidato noi genitori l’ abbiamo denunciato ma era troppo tardi, sono passati dieci anni e per la legge Svizzera non si può più fare niente, ora però uno di questi preti è diventato Monsignore è prelato in Vaticano e ora da un po’ di tempo lo aiuta economicamente, ha comperato praticamente il suo silenzio per non avere la carriera rovinata già che è un collaboratore del Cardinale xxx xxx, ora da pochi giorni grazie a Dio lavora alla biblioteca xxxx e prende un piccolo stipendio per vivere. grazie per quello che fate un saluto T.C.



Domenica, 03 giugno 2007


Il dibattito sul video della BBC trasmesso da Santoro
PEDOFILIA CLERICALE

di Ernesto Miragoli

Ho visto il talk show "ANNOZERO" condotto da Michele Santoro, l’ho rivisto e ho seguito anche il dibattito su Rai2 nella rubrica di approfondimento "Confronti" di Gigi Moncalvo con Gianni Vattimo ed Alessandro Meluzzi.
Il mio parere è il seguente: tanto tuonò che... piovve.
La trasmissione AnnoZero a mio avviso è stata seria, ben condotta, ma non coraggiosa.
Oggi non ci vuole coraggio a mandare in onda trasmissioni di questo genere (ce ne vuole di più a fare trasmissioni come Report), ma solo la furbizia di saperle gestire prima e dopo paventando fra le righe la possibilità di censure da parte di questo o di quel potente ecclesisatico o politico in modo da provocare una sacra aura di Verità oscurata perchè scomoda ai Potenti (che poi non si sa mai chi siano).
Non ci vuole coraggio, dicevo, perchè il film girava da tempo.
Io, che non sono nessuno, l’ho ricevuto da un mio corrispondente scozzese (un diacono che ha lasciato il ministero) forse un anno fa e, siccome non conosco l’inglese, l’ho visto e l’ho messo da parte. Poi l’ho ricevuto due mesi dopo, sempre dallo stesso corrispondente, che per farmi piacere l’aveva sottotitolato in italiano. L’ho rivisto e non gli ho dato molta importanza non perchè non ne abbia, ma perchè è un documentario denuncia come tanti altri.
Non ci vuole coraggio perchè il tema della pedofilia[1] (unito a quello dell’efebofilia[2]) è un tema che scotta.
Ciò detto va dato atto a Santoro di aver preso in considerazione il problema e d’averlo saputo gestire molto bene al punto da provocare scissioni nel CdA della Rai.
Da pedante analizzatore vorrei dare un giudizio.

1. Michele Santoro è uomo di comunicazione nato. Affinate le tecniche in anni di esperienza, ha magistralmente condotto il programma interrompendo quando s’accorgeva che quel che voleva comunicare non prendeva il binario giusto. Forse un po’ di servilismo nei confronti di mons.Fisichella.

2.Mons.Fisichella all’inizio era un po’ teso. Poi s’è sciolto perchè s’è accorto che, tutto sommato, non avrebbe trovato ostacoli. E’ un buon opportunista perchè ha detto quel che la gente vuole sentir dire da un vescovo:"Preti del genere non debbono neppure essere ordinati, vescovi che risolvono il problema spostando i preti sbagliano la soluzione...noi della Congregazione della Dottrina della Fede ci occupiamo seriamente di questi fatti e quindi non è vero che li passiamo sotto silenzio..." E’ stato anche un po’ arrogante quando ha ripetuto due o tre volte che non accettava addebiti o critiche sul comportamento delle gerarchie ecclesiastiche. Qui...beh...qui mi sarei aspettato un Santoro un po’ diverso. Mi sarebbe piaciuto il Santoro che a Samarcanda attaccava senza pietà il Presidente della Regione Sicilia Nicolosi o che, a Il Rosso e il Nero ha messo in croce Formigoni ecc per i rifiuti in Lombardia. Ma...forse...forse...

3.Don Di Noto ha cercato di passare dove l’acqua è bassa.

4.Marchese ha fatto un brutta figura. Ha detto che aveva scritto a don Di Noto e che questi non gli aveva risposto. Quando don Di Noto ha detto che aveva risposto...ha glissato.

5.Coraggio da vendere il gruppo perseguitato da don Canclini. Qui Fisichella non si è pronunciato. Un pastore zelate avrebbe usato quella trasmissione per fare pubblico appello affinchè quel prete fosse esemplarmente punito.

6.Magrissima figura il giornalista della BBC. Non ha avuto molto spazio e quel poco l’ha usato facendo trasparire malcelata animosità.

Tutto sommato è passato un messaggio. Quale?

1. Il clero ha devianze sessuali che spesso sono messe a tacere e, quando vengono forzatamente alla luce, non sono adeguatamente giudicate e punite. Messaggio pericoloso perchè non sono soli i preti ad essere deviati sessualmente. Anche le suore (qualcuno ricorda il film Madeleine?), ma anche rispettabili avvocati coniugati con rispettabilissime insegnanti, o medici coniugati con integerrime commercialiste...e via elencando...tutti benpensanti, bencattolicanti, ben iscritti non solo ai Rotary ed ai Soroptimist, ma anche a qualche associazione caritativa.

2. La chiesa è una società e il clero è casta di questa società. Quindi non può essere giudicato per reati che lo stato in cui questa societas opera giudicherebbe senza pietà con lo stesso metro dei cittadini di quello stato. A me non sta bene. Ma me lo faccio andar bene ugualmente, a patto che il clero non pretenda di interferire nella gestione dello stato in cui opera (vedi PACS, DICO, tanto per citare gli ultimi casi). Due pesi e due misure non vanno bene. E’ il capo della società cristiana che dice:"Sia il vostro linguaggio sì se sè sì, non se è no. Il resto viene dal maligno".

3. I preti sono tutti un po’ pericolosi. Ha avuto un bel dire mons. Fisichella che per un don Canclini ci sono 100 don Nessuno che operano seriamente. Mi sono messo nei panni di un genitore che ha visto AnnoZero e ha sentito testimonianze diverse da Firenze, da Napoli e Roma. E’ leggittimo chiedersi:"MA...il prete del mio oratorio, dell’oratorio dove vanno i miei figli sarà a posto?"

4. Ci sarebbe un quarto messaggio, più larvato. Se tuo figlio va all’oratorio o è in un collegio gestito da religiosi, sta’ attento. Può darsi che finisca in qualche soggetto pedofilo o efebofilo. E può darsi che tu non riesca a scoprirlo. Può anche darsi che se lo scopri, poi non avrai giustizia.

Mi auguro che la trasmissione sia servita a far capire a chi ha il timone della navicella di Cristo che:
- nessun privilegio debbono avere gli annunziatori del Vangelo
- la sessualità è un dono di Dio e mortificarla consustanziandola al sacramento dell’Ordine può provocare devianze sessuali che non fanno male solo al soggetto frustrato, ma provocano frustrazioni e gravi problemi psicologici a molte persone affidate alle cure di un educatore frustrato
- rifiutare di confrontarsi con chi cristiano o cattolico non è in nome di sicurezze e di poteri propri, è un pessimo modo per annunciare la Buona Novella il cui Annunciatore non chiese privilegi, non cercò corsie preferenziali, non rifiutò di sottomettersi al giudizio ingiusto della società in cui viveva che lo condannò a morte
- il tema della sessualità (ma non solo) necessita di una profonda riflessione ecclesiale che porti a CAMBIARE un’istituzione sclerotizzata su posizioni e schemi che sanno di vecchio. Non di antico.

Ernesto Miragoli

www.webalice.it/miragoli


 

Note

[1] Per Pedofilia s’intende l’abuso sessuale su minorenni prepubescenti.


[2] Efebofilia (o ebofilia) è invece l’abuso sessuale di minorenni pubescenti. Questa distinzione, fra pedofilia e efebofilia, è essenziale per meglio comprendere il fenomeno dello sviamento sessuale dei preti recrutati ed educati nel sistema seminaristico post-tridentino. L’abuso perpetrato dagli ecclesiastici risulta essere, per la maggior parte, caratteristicamente e specificamente efebofilia. Gli studi e la ricerca scientifica confermano che nella maggioranza dei casi i preti abusatori sono affetti da disturbi psicologici ed immaturità sessuale. Risulta che questi individui erano stati recrutati in tenera età, allontanati dalla vita, amore, e sicurezza della famiglia ed educati in un clima di sessuofobia e misogenia. Questa tesi è largamente provata dal Dr. Sipe ed altri psicoanalisti (cfr. Dossier) ed è ampiamente sostenuta anche dal fatto che non si riscontrano, se non rarissimi casi, tra i Diaconi (sposati).
 

(Le note sono tratta da http://www.chiesaincammino.org/)

Domenica, 03 giugno 2007


Il dibattito sul video della BBC trasmesso da Santoro
Sapevate che i laici sono dei “ridotti” ?

di don Amedeo Gaetani

Riceviamo e pubblichiamo da don Amedeo Gaetani che ringraziamo.


 

Gent.ma redazione,
ho fatto parte di quel buon numero di milioni di persone che hanno assistito alla trasmissione di Santoro sui preti pedofili. Che cosa ci si aspettava dalla gerarchia? Che facesse il mea culpa? Che cosa ci si aspettava da mons. Fichella? Che parlasse a favore delle vittime e rispettive famiglie? O che dicesse: «Grazie per aver sollevato il problema; d’ora in poi saremo severissimi con chi si macchia di un peccato di pedofilia» ? Ringraziare? La chiesa cattolica romana non l’ha mai fatto. Avete mai visto la gerarchia fare ammenda delle colpe commesse? O non avete, piuttosto, visto che, persino quando Giovanni Paolo II chiese perdono per i crimini commessi da uomini di chiesa, non ha chiesto perdono per i crimini che la gerarchia continua a compiere all’interno della propria istituzione, non garantendo il rispetto dei diritti della Coscienza ad esprimersi in piena libertà? Ma forse nessuno ha posto altrettanta attenzione, giovedi sera, ad una risposta che mons. Fisichella ha dato all’interno del suo penoso e mieloso discorso. Intanto la sua pacatissima risposta ha svelato lo stile diplomatico della gerarchia che non si indigna davanti a nulla che non sia solo qualcosa che tenda a minare il suo esclusivo interesse. Alla gerarchia interessano i bambini solo per catechizzarli per bene. Se ci fosse stato, lì, Gesù Cristo, avrebbe detto: "Guai a chi scandalizza uno solo dei bambini, sarebbe meglio per lui se gli fosse appesa al collo una màcina d’asino e venisse buttato a mare". Ma l’unica cosa che è riuscito a dire il monsignore è che i preti pedofili scoperti vengono "ridotti" allo stato laicale. Sì sì, avete capito bene: Ridotti allo stato laicale. Lo sapevate che, per la gerarchia, i laici sono dei "ridotti" ? Lo afferma il diritto canonico. E come pensate che si abbassino a parlare nelle trasmissioni laiche come quelle di Santoro, alla pari con i laici?. Magari li sentite pontificare nei salotti di Bruno Vespa ( più clericale di lui non esiste nessuno al mondo ). Li sentite parlare dove ci sono i vari Messori, Andreotti, sempre presente come il prezzemolo. Li sentite parlare dove non c’è un gionalista con le "palle" che li metta in crisi ed io ne conosco pochissimi, perchè la maggior parte è asservita al potere e quindi dove non c’è contraddittorio. E si è lamentato proprio lui, Mons. Fisichella, perchè il filmato non aveva contraddittorio. Ora se il popolo laico di Dio è un popolo ridotto, stiamo freschi a dialogare con la gerarchia. Sono convinto che neanche lo stesso monsignore si è reso conto della mostruosità che ha pronunciato e questo la dice lunga sul fatto che loro ce l’hanno nel DNA, un diplomatico disprezzo per i laici. Il loro perbenismo ipocrita è incontrastato. Meditate gente, meditate, diceva Renzo Arbore in una sua famosa pubblicità. Quando persino il linguaggio tradisce e rivela il pensiero dei potenti allora vuol dire che non c’è dialogo, siamo su due piani diversi e paralleli. Ricordatevi che chi pretende di avere la verità infallibile in tasca non scenderà mai a livello dei ridotti. Ratisbona insegna ! Un abbraccio. Fraternamente.

don Amedeo Gaetani
 



Domenica, 03 giugno 2007


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